ALGHERO – “Nessuna deliberazione del Consiglio comunale sulla sanità algherese.
“Il Consiglio comunale di Alghero, convocato con urgenza a seguito di una richiesta da parte del centrodestra cittadino, è stato piegato alle miopi esigenze della maggioranza di sinistra, per impedire che venisse messa in votazione una risoluzione con cui l’Aula potesse esprimere una posizione netta sulla riforma sanitaria presentata dalla Giunta Todde che prevede il depotenziamento della sanità algherese e la retrocessione dell’Ospedale Marino dall’Aou all’Asl di Sassari, mettendo così in pericolo l’attività chirurgica ortopedica oggi assicurata” dichiarano i rappresentanti di Lega, FI, FdI e UDC Patto per Alghero.
“Un vero e proprio sopruso illiberale frutto di una concezione padronale delle Istituzioni mai vista nel passato. Nella risoluzione il centrodestra chiedeva esclusivamente una presa di posizione del Consiglio a sostegno della costruzione del nuovo ospedale di Alghero, che la Giunta regionale nel suo primo atto ha negato annullando gli atti della Giunta Solinas che lo prevedevano, e la difesa del reparto di ortopedia e riabilitazione dell’ospedale Marino di Alghero tramite il rafforzamento della collaborazione con l’Università di Sassari. Purtroppo prendiamo atto che per la sinistra algherese l’esigenza di ubbidire agli ordini di scuderia regionali e dell’Assessore della Sanità Bartolazzi, invitato ma assente, è superiore rispetto alla necessità di difesa dei diritti dei cittadini algheresi. Con buona pace dei centristi della maggioranza impegnati nel tentativo di trovare un punto di incontro reso vano dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle. È evidente che il nostro impegno su questo tema non solo non verrà meno, ma sarà rafforzato per dare battaglia a chi, in perfetto allineamento con le decisioni della Giunta Pigliaru, non ha abbandonato il vecchio sogno di chiudere definitivamente l’ospedale marino di Alghero. Glielo abbiamo impedito nel passato, glielo impediremo oggi.” concludono i rappresentanti del centrodestra.
Pd, “No al treno all’idrogeno, sì alla metrotranvia”
ALGHERO – “Il sistema di trasporto pubblico ad Alghero deve svilupparsi attraverso una linea che percorre le principali vie della città e collegare il centro con l’aeroporto di Fertilia.
Il sistema metrotranvia rappresenta una valida soluzione, con indubbi vantaggi rispetto ad un eventuale treno a idrogeno che risulterebbe inidoneo a risolvere le varie problematiche connesse.
Non si può accettare il progetto della vecchia giunta regionale e della ereditata gestione ARST, che condizionerà fortemente il futuro della città metropolitana, solo perché si perderebbero le risorse: quel progetto del treno a idrogeno che collega Sassari, l’aeroporto e la stazione della Pietraia, è stato calato sulla testa degli algheresi e perfino del suo Consiglio Comunale, senza poter incidere sulle scelte, solo per esperimenti futuristici con cui spendere male i fondi PNRR.
La riunione convocata ieri a Santa Maria La Palma era opportuna. Bene ha fatto il Sindaco a convocarla, ma la stessa ha sancito un fatto: quel progetto non solo non è utile, ma realizzato così, con quel tracciato, con quell’impatto e con quelle scelte, è perfino dannoso. Non lo vuole nessuno.
Da anni inascoltati, i cittadini organizzati in comitati e coadiuvati da esperti, chiedevano ascolto, modifiche, tracciati meno impattanti sulle attività produttive, una diversa e più razionale soluzione per il collegamento con l’aeroporto, una mobilità adeguata con un unico sistema integrato, un solo biglietto e una accessibilità moderna, non 4 diversi sistemi e rotture di carico.
Una scelta, quella del treno a idrogeno, che dal 2021 ARST e Regione vogliono imporci, senza pensare ad una gestione unitaria dei trasporti nell’area metropolitana che dovrebbe connettere Sassari, con porto e aeroporto e le città di Alghero, Porto Torres e Sorso.
Occorreva ascoltare prima coloro che da decenni, in linea con la programmazione regionale, chiedevano la metrotranvia per collegare i nodi di trasporto con le città e garantire la penetrazione urbana su Alghero, come prevede perfino uno studio di fattibilità di FdS del 2001. Lo abbiamo sostenuto in campagna elettorale e lo ribadiamo ora.
Il paradosso è che un algherese, per andare in aeroporto, dovrà utilizzare la propria auto sino alla Pietraia (stazione), cercare un parcheggio e aspettare un treno a idrogeno che lo porti a destinazione. Considerando che gli otto treni a idrogeno (costo oltre 100 milioni di euro) prenderanno il posto degli otto treni diesel che operano oggi tra Alghero Sassari e Sorso con una frequenza superiore all’ora, quell’algherese sicuramente continuerà ad andare con la sua auto sino all’aeroporto, altro che treno!
Oltre al danno la beffa, infatti molti agricoltori vedranno espropriati i propri terreni per far passare un treno con servitù e zone di rispetto integrale importanti (60 metri di sedime), solo per affermare che andiamo incontro ad una transizione green, passando attraverso la distruzione di zone agricole. Inaccettabile!”
Partito Democratico Alghero
Campi boe, alt da Comune e Parco
ALGHERO – Comune di Alghero e Parco di Porto Conte chiedono alla Regione la possibilità di rinviare temporaneamente la decisione finale sullo Studio di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) in merito alla realizzazione di Campi Ormeggio nell’Area Marina Protetta di Capo Caccia – Isola Piana e nella ZSC Capo Caccia e Punta Giglio.
La nota inviata nei giorni scorsi all’Assessora Rosanna Laconi e alla Direzione Generale dell’Assessorato all’Ambiente firmata dal Sindaco Raimondo Cacciotto e dal Presidente del Parco di Porto Conte Emiliano Orrù, evidenzia che “negli ultimi anni, nell’area in oggetto, sono stati realizzati tre progetti di installazione di campi boe, dei quali l’ultimo, in fase di conclusione e finanziato da fondi POR FESR 2014-2020 – Asse VI – Azione 6.5.1 (PAF), prevede l’installazione di 60 boe con le quali, a fine 2024, nella zona sottoposta a protezione saranno disponibili 91 boe”.
Inoltre “il progetto in oggetto prevede l’installazione di ulteriori 125 boe di ormeggio, alcune delle quali per navi da diporto con lunghezza complessiva fino a 100 mt, che porterebbero la disponibilità totale nell’area, tra AMP e ZSC, a 216 boe”.
Il progetto è stato recentemente presentato ai cittadini, per la prima volta, durante un’assemblea pubblica organizzata dalla nuova Amministrazione Comunale – affermano nella nota – nella quale è emersa l’evidente contrarietà della quasi totalità dei numerosi partecipanti tra i quali, oltre a privati cittadini, erano presenti rappresentanti delle associazioni ambientaliste e del diportismo nautico, degli operatori del settore e dei pescatori appartenenti alla marineria locale.
Nella missiva si fa inoltre riferimento a ulteriori perplessità sorte in seguito a notizie apparse sulla stampa relative alle motivazioni alla base dell’intervento: infatti, mentre nel progetto di fattibilità tecnica si afferma che “la minaccia è originata dalle numerose perturbazioni sulla prateria indotte dai ripetuti ancoraggi”, nella Relazione Ambientale 2022/2025 elaborata da Parco e AMP nella descrizione sullo stato di conservazione degli habitat, si evidenzia che “secondo i rilevamenti condotti in relazione all’aggiornamento del piano di gestione, per il codice Natura 2000 1120 – Praterie di Posidonia, lo stato di conservazione è di livello A (Eccellente)” e, di conseguenza, tra gli obiettivi e i traguardi ambientali della stessa relazione “non è indicata nessuna azione volta alla tutela delle praterie di Posidonia Oceanica.”
La nota inviata alla RAS conclude: “considerato quanto su esposto e alla luce del fatto che la nuova Assemblea del Parco si è insediata a fine luglio, mentre il Consiglio Direttivo si è insediato solo in data 11 ottobre 2024, con la presente si chiede a codesta spettabile Amministrazione la possibilità di rinviare temporaneamente la decisione finale sullo Studio di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) – Riferimento: PNRR MER – Attività di Protezione di habitat sensibili mediante la realizzazione di Campi Ormeggio nell’Area Marina Protetta di Capo Caccia – Isola Piana e nella ZSC ITB010042 Capo Caccia e Punta Giglio, al fine di permettere un approfondimento del progetto da parte dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo e l’eventuale possibilità di richiedere modifiche e variazioni allo stesso, che possano contemperare l’eventuale necessità di protezione delle praterie di Posidonia Oceanica con le legittime aspettative di fruizione sociale ed economica dell’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana e delle aree esterne ricadenti nella ZSC ITB010042 Capo Caccia e Punta Giglio.
Asl Sassari: prende il via la acmpagna vaccinale antinfluenzale
SASSARI – Prenderà il via il 6 novembre la campagna di vaccinazione antinfluenzale promossa dalla Asl di Sassari nel territorio del Nord ovest della Sardegna. I Medici di medicina generale e i Pediatri di libera scelta, che hanno già ricevuto le dosi di vaccino dalla Asl n. 1, hanno già avviato la vaccinazione dei propri iscritti.
“Anche quest’anno l’Azienda, attraverso il Dipartimento di Prevenzione area Medica e il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica e con la collaborazione dei Medici di medicina generale e i Pediatri di libera scelta, garantirà la campagna vaccinale alla popolazione del Nord ovest dell’Isola, decentrando quanto più possibile la vaccinazione e garantendola anche a quei soggetti particolarmente fragili, sprovvisti di medico di medicina generale”, spiega il Direttore generale della Asl di Sassari, Flavio Sensi.
Oltre a garantire la vaccinazione all’interno degli ambulatori del Servizio di igiene e sanità pubblica, la Asl di Sassari ha infatti previsto di raggiungere le strutture per anziani del territorio con la vaccinazione anti covid, offrendo anche la vaccinazione antinfluenzale, antipneumococcica e anti herpes zoster a coloro che sono sprovvisti del Medico di medicina generale o qualora non avessero aderito alla campagna di vaccinazione.
In questi giorni la Asl di Sassari ha avviato la distribuzione dei farmaci ai medici di continuità assistenziale; per questo per effettuare la vaccinazione ci si può rivolgere anche al proprio Medico di medicina generale o Pediatra di libera scelta, i quali hanno già avviato le vaccinazioni.
Rientrano nella categoria di persone fragili a cui il vaccino viene offerto gratuitamente:
Persone di età superiore ai 60 anni
Tutti i bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni alla data di vaccinazione
Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano in gravidanza
Persone di età compresa tra i 6 anni e i 60 anni affetti da gravi patologie
Persone di qualunque età ricoverate presso strutture per lungodegenza
Familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fatto che il soggetto a rischio sia stato o meno vaccinato)
Personale Sanitario e delle Forze dell’Ordine (Polizia di Stato, Polizia Locale, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia penitenziaria), dei Vigili del Fuoco e personale della protezione civile;
Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte d’infezione da virus influenzali non umani: allevatori; addetti all’attività di allevamento; addetti al trasporto di animali vivi; macellatori e vaccinatori; veterinari pubblici e libero-professionisti
Donatori di sangue
Si ricorda che la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e offerta gratuitamente a tutte le persone che corrono il maggior rischio di andare incontro a complicanze come conseguenza della malattia; durante tutta la campagna, oltre al vaccino antinfluenzale verranno offerte anche le vaccinazioni: anti covid, anti pneumococco, anti herpes zoster.
Per la vaccinazione del personale sanitario la Asl di Sassari sta organizzando delle sedute dedicate.
Ambulatori vaccinali della Asl di Sassari
Per prenotare la vaccinazione è sufficiente contattare il numero verde 800334466, dal lunedì al venerdì, dalle ore 08.00 alle 18.00: il numero sarà attivo da lunedì 4 novembre
Sassari
via Rizzeddu, n. 21 B, palazzina G
Alghero
via Pasquale Paoli, n. 32
Ozieri
via Colle Cappuccini, c/o Ospedale Civile A. Segni
Bono
Poliambulatorio, viale San Francesco, n. 1, 07011
Ittiri
Ospedale Civile Alivesi, via Ospedale, n. 41, 07044
Porto Torres
via Lombardia, n. 10, 07046
Sorso
Poliambulatorio, via Giuseppe Dessì, 07037
Thiesi
Ospedale Civile, viale Madonna di Seunis, 07047
Per il comune di Ossi, invece, non sarà necessario prenotarsi, bisognerà semplicemente presentarsi nell’ambulatorio di via Sardegna, n. 16 A
Modalità prenotazione: i pazienti verranno vaccinati in ordine di arrivo, sulla base della disponibilità di vaccini
Somministrazione: tutti i mercoledì dalle ore 08.30 alle 12.30 e dalle ore 14.30 alle 16.30
Elezioni, “Centrodestra vince in Liguria: non esiste nessun modello Sardegna”
ROMA – “Il risultato elettorale in Liguria dovrebbe far riflettere anche la Presidente Todde, che gironzola nella Penisola a vagheggiare di un suo ‘modello Sardegna’ che non esiste. Forse, anziché fare la turista elettorale per campagne regionali fallimentari, è il caso che ritorni nell’isola e che insieme al suo movimento iniziasse ad occuparsi della Sardegna, nella speranza che non faccia alla nostra terra lo stesso effetto che ha ottenuto per Orlando e per gli altri candidati del ‘fu’ campo largo” Così Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia e responsabile del Dipartimento Insularità di Forza Italia.
Giunta Cacciotto, adesione al bando per cambiare Sant’Agostino
ALGHERO – Sant’Agostino al centro di una programmazione destinata a dare nuova linfa al quartiere con un importante investimento che la Giunta Cacciotto vuole reperire per cambiare il volto a una delle zone più popolari della città. Ieri l’Esecutivo ha deliberato l’adesione all’avviso pubblico di rigenerazione urbana della Regione Sardegna, candidando un progetto di riqualificazione da 2 milioni di euro denominato “Rigenerazione urbana del quartiere Sant’Agostino”. Su proposta degli Assessori all’Urbanistica e Lavori Pubblici, Roberto Corbia e Francesco Marinaro, il Comune di Alghero vuole progettare un maxi restyling del quartiere con un intervento pensato e progettato per la rigenerazione del complesso storico costruito nel dopoguerra, ideato come una vera e propria parte di città. Saranno quattro lotti funzionali che dovranno mettere in pratica il programma dell’Amministrazione, a partire dal primo, quello della riqualificazione di largo Costantino, già in itinere dal 2023. A questo primo progetto se ne aggiungono altri tre, che andranno a comporre un programma di rigenerazione di più ampio respiro voluto dal Sindaco Raimondo Cacciotto. Il progetto vedrà quindi l’intervento di riqualificazione dello slargo di fronte alla Chiesa di Sant’Agostino con l’obiettivo di realizzare una piazza pedonale davanti al sagrato, la realizzazione del Parco Urbano all’aperto in Largo Guillot, e l’ultimo lotto, che riguarda il riordino complessivo della viabilità e delle aree di sosta e pedonali in Largo Era, Largo Ballero e Largo Costantino, potenziando il sistema del verde e delle alberature presenti.
“Così come è scritto nel programma – afferma il Sindaco – le nostre politiche urbanistiche saranno incentrate sulla rigenerazione della città consolidata, delle sue periferie, delle borgate e dei centri rurali. Sant’Agostino merita particolare attenzione, e questo intervento articolato vuole dare nuovo slancio al quartiere, migliorando gli spazi collettivi con aree verdi, arredi urbani e parcheggi”. Nei prossimi giorni il progetto verrà presentato in Regione, con allegato il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DocFAP), il livello di progettazione richiesto per l’iter, da integrare alla progettazione di fattibilità tecnico-economica del progetto di largo Costantino. “È un programma concreto che va nella direzione del miglioramento della vivibilità dell’area e della qualità dello spazio pubblico, – aggiunge l’Assessore all’Urbanistica Roberto Corbia – all’interno di una visione complessiva, finalizzata a soddisfare le esigenze dei residenti e i loro fabbisogni”. Un quartiere ideato con 22 blocchi di edifici interconnessi tra loro, ultimato nel 1947, quando accolse la gran parte degli algheresi del Centro Storico uscito semidistrutto dai bombardamenti del 1943. “Vogliamo realizzare un programma di completa rigenerazione – afferma l’Assessore alle Opere Pubbliche Francesco Marinaro – in grado di attualizzare questa parte storica e rappresentativa della nostra città, ai bisogni della vita contemporanea”.
Consiglio: “Ad Alghero non ci sono aree idonee”. Fdi ha votato con la Maggioranza
ALGHERO – “Oggi il Consiglio comunale ha deliberato una risoluzione che dichiara che sul territorio comunale, per i principi condivisi dal legislatore regionale, non esistono nella sostanza aree idonee all’installazione di grandi impianti per la produzione di energie da FER.
La risoluzione impegna il Sindaco a improntare la propria azione politica e amministrativa all’adesione e al rispetto dei principi e delle direttive europee, nazionali e regionali in materia di energie rinnovabili, nello specifico:
A continuare con incisività e determinazione nell’azione di informazione e coinvolgimento costante nei confronti della cittadinanza rispetto ai temi della produzione di energia da fonti rinnovabili, contrastando da un lato tutte le forme possibili di speculazione connessa all’installazione di nuovi impianti, evidenziando che sul territorio comunale non esistono aree idonee all’installazione di nuovi impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e promuovendo e sostenendo invece le misure di incentivazione previste in particolare dalla Regione Sardegna in materia di produzione per l’autoconsumo, con particolare attenzione alla nascita e allo sviluppo di Comunità Energetiche sul territorio comunale.
Ad avviare, nell’ambito dell’adesione della città al Patto dei Sindaci, il percorso di redazione del Piano di Azione per l’energia sostenibile e il Clima (PAESC) del Comune di Alghero, con l’obiettivo, di valutare solo all’interno di una visione complessiva e partecipata di strategie e azioni da attuare all’interno del territorio comunale nell’ottica più complessiva di un quadro di riduzione delle emissioni CO2, possibili proposte e istanze da proporre alla Regione Sardegna, in termini di installazione di impianti da FER, anche oltre quanto consentito dal D.L. 45, in corso di approvazione.
Sono questi i punti cardine della risoluzione votata oggi dal Consiglio Comunale di Alghero, sul tema delle Aree idonee e non idonee per la produzione di energie da fonti rinnovabili (FER). Il Comune ha avviato la discussione sul tema attraverso la convocazione il 29 luglio 2024 delle commissioni congiunte II e V, durante le quali i membri del Consiglio e la cittadinanza sono stati informati in merito ai progetti che insistono sul territorio (nella fattispecie, tre impianti per la produzione di energia da fonte eolico attraverso l’installazione di impianti offshore) e in particolare sul “progetto parco eolico flottante Mistral”, quello che da un punto di vista dell’iter autorizzativo risulta più avanzato.
E poi nell’agosto scorso il Comune di Alghero, con delibera del Consiglio Comunale n°61 del 12 Agosto 2024, in forma congiunta con i Comuni di Bosa, Putifigari, Ittiri, Magomadas e Tresnuraghes, all’unanimità, ha deliberato di sottoporre al Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica (M.A.S.E.) la “richiesta di indizione dell’inchiesta pubblica di cui all’art. 24 bis del d.l.gs. 152/2006” in relazione al procedimento di V.I.A. per l’impianto eolico offshore denominato “Mistral”.
Il Consiglio comunale oggi ha ribadito con decisione la necessità di continuare a contrastare ogni forma di speculazione, sottolineando ancora una volta l’importanza del coinvolgimento e della partecipazione quando si tratta di prendere decisioni che riguardano il territorio.
La risoluzione è stata approvata all’unanimità dei presenti, con i voti della maggioranza ai quali si è aggiunto il voto favorevole del consigliere di opposizione Alessandro Cocco”.
Maggioranza Sindaco Cacciotto
Fratelli d’Italia Alghero: “No alla speculazione energetica ad Alghero, ora discutiamo Pratobello”
ALGHERO — Fratelli d’Italia ha ribadito, attraverso il suo capogruppo in Consiglio Comunale, un secco no al tentativo di speculazione energetica sul territorio di Alghero: “Alghero non ha aree idonee per installare grandi impianti eolici o fotovoltaici per la produzione di energia, che rischierebbero di compromettere il nostro patrimonio paesaggistico e archeologico.
Il tema delle energie rinnovabili impone una presa di coscienza politica – sottolinea Cocco – su come si sia arrivati a questa spinta speculativa, frutto dell’impostazione ideologica delle sinistre internazionali sul tema ambientale. Un’impostazione per nulla pragmatico e spesso dannoso degli interessi dei cittadini comuni.”
Per Fratelli d’Italia è fondamentale aprire al dibattito sulla sicurezza energetica nazionale e sulla transizione ecologica, considerando la necessità di un mix diversificato di fonti energetiche.
“Insieme allw forze centriste, abbiamo sfidato la sinistra a trovare una posizione unita contro questa deriva ambientalista che oggi ci impone l’Europa, mettendo in minoranza quelle forze, come il Partito Democratico, che per ordine di scuderia rifiutano qualsiasi dialogo sui temi cruciali per il nostro territorio.
“È anche giunto il momento di discutere del disegno di legge regionale ‘Pratobello 2024’ — prosegue Cocco — come abbiamo richiesto attraverso un ordine del giorno presentato dalle forze di centrodestra.”
Il PD ha cercato di strumentalizzare il decreto del 17/10/24 approvato dal Governo. Il Governo Meloni invece prevede di accelerare la realizzazione degli investimenti PNRR e lo fa dotando i presidenti delle regioni e i commissari di maggiori poteri e responsabilità, con la possibilità di approvare specifiche proroghe in base alle specificità dei territori coinvolti. Secondo noi è un passo importante.
“Fratelli d’Italia continuerà a battersi su questi temi, con l’impegno a rappresentare le esigenze della nostra comunità e a proteggere il nostro sviluppo, la nostra storia e la nostra identità da qualsiasi intervento folle” conclude il capogruppo Cocco. “Per noi, il futuro di Alghero deve essere costruito tutelando il nostro patrimonio”.
“Il mondo usa la Metrotranvia, qui si sperimenta l’idrogeno: assurdo”
ALGHERO – Mentre, quasi fuori tempo massimo, si apre una confronto tra cittadinanza, Regione e Arst riguardo il progetto dei “treni a idrogeno”, dall’altra il mondo è andato (molto) avanti. E’ inaccettabile che questo territorio non abbia, ancora oggi, un trasporto locale pubblico “leggero” che possa mettere in collegamento in maniera capillare e diffusa i maggiori centri con i centri di maggiore interesse per la popolazione e turisti, vedi aeroporto, porti e altri servizi primari.
Insomma, almeno una “metrotranvia” che, come accade a Sassari, ma oramai anche in tutto il globo da decenni, possa permettere un minor utilizzo dell’auto e dunque del trasporto su gomma che comporta, come tutti sanno: maggiore inquinamento, rischio di incidenti, uso del telefonino alla guida, minor socialità, etc, etc. Insomma, il mondo normale moderno e civilizzato è andato avanti, qui si è rimasti fermi o addirittura indietro.
“E ora, anche Milano pensa a una metrotranvia “radiale” che colleghi il centro città con l’hinterland – cosi dal “Comitato Metrotranvia di Sassari e proprio nel capoluogo turritano – ci chiediamo da dove derivi la cecità di chi ha amministrato la nostra città e il suo Territorio in questi ultimi 25 anni, avendo a disposizione un progetto analogo e una rete infrastrutturale già realizzata, ma ha preferito invece assecondare le scelte aziendali del gestore regionale dei trasporti che, su Cagliari ragiona in termini di modernità e operatività immediata e su Sassari, dimostrando di non aver alcun interesse sul servizio al viaggiatore e al mondo delle imprese, ha deciso di sperimentare treni a idrogeno che, se andrà bene e non finirà in una bolla di sapone, porteranno miglioramenti al Territorio fra 10/15 anni. Ma perché non hanno fatto questa “sperimentazione” anche sul tratto commerciale Piazza Repubblica-Monserrato-Ospedali gli scienziati cagliaritani?”.
Nella foto il mezzo “Sirio” di Sassari
Treni a idrogeno targati Arst, “Mancanza di coinvolgimento e forte diffidenza”
ALGHERO – Ieri sera si è svolta l’assemblea pubblica relativa al progetto ferroviario con treni a idrogeno nella tratta Alghero – Sassari – Sorso proposto da ARST. All’incontro hanno partecipato l’Amministrazione comunale, l’Assessora regionale ai Trasporti Barbara Manca, l’assessore regionale alle Opere pubbliche Antonio Piu, i consiglieri regionali Di Nolfo e Spano, l’assessore del Comune di Alghero Roberto Corbia, il vicesindaco di Sassari Salvatore Dau, tecnici e dirigenti ARST, della struttura regionale e i rappresentanti dei Comuni di Sassari e Sorso.
“La linea ferroviaria interessa un tratto delle nostre borgate, perciò abbiamo chiesto alla Regione e ad ARST di condividere il progetto con la cittadinanza, dal momento che avrà un impatto significativo sul territorio”. Ha esordito così il Sindaco Raimondo Cacciotto, prima di lasciare la parola all’assessora Manca e ad ARST per l’illustrazione del progetto. “Il metodo della partecipazione è alla base della nostra Amministrazione ed è per questo che cercheremo sempre il confronto con i cittadini, per evitare che in futuro altri progetti vengano percepiti dai nostri concittadini come “calati dall’alto”. In questo caso specifico si tratta di un progetto che parte da lontano e che ha avuto l’avallo dei sindaci e dell’amministrazione regionale che ci hanno preceduto; è un progetto su cui è senza dubbio necessario confrontarsi, mi riferisco ad esempio alla mancata presentazione del cronoprogramma, per capire i tempi effettivi di realizzazione, una valutazione comparativa della scelta tecnologica, in questo caso l’idrogeno, e l’impatto che avrebbe sulle aziende del territorio”.
L’iter amministrativo del progetto è in una fase molto avanzata, ma il Comune di Alghero ha chiesto un differimento dei termini di 30 giorni per permettere ai cittadini di presentare delle osservazioni in forma scritta, spostando di fatto la data ultima al 15 novembre.
“Invito i cittadini a inviare osservazioni puntuali e indirizzarle, oltre ad ARST e alla Regione, anche al Comune, così che, anche sulla base delle osservazioni pervenute dal territorio, l’Amministrazione possa proporre modifiche del tracciato, ma non solo, in forma integrata, o chiedere un ulteriore differimento dei termini. Noi sindaci della rete metropolitana, futura città metropolitana, immaginavamo un progetto differente. Abbiamo perplessità rispetto ad alcuni punti del tracciato, specie nel primo tratto, che risulta particolarmente invasivo per alcune proprietà. Quello che abbiamo rimarcato maggiormente in questo periodo, è la creazione di un sistema dei trasporti del nord ovest Sardegna che abbia una regia provinciale e possa essere determinante nella connessione dei territori dell’area vasta. Quella proposta è una progettualità estemporanea, che non completa in alcun modo un ragionamento complessivo di cui invece abbiamo necessità. Auspichiamo si arrivi presto alla definizione di un piano della mobilità sostenibile, di scala metropolitana, che recepisca i suggerimenti e i reali bisogni del territorio”.
Durante l’incontro il Sindaco e gli altri rappresentanti delle istituzioni hanno ascoltato con attenzione le riflessioni e le domande poste dai partecipanti, tra cui anche Sogeaal e numerosi comitati, accorsi numerosi in rappresentanza di un territorio che, in maniera corale, ha lamentato la mancanza di coinvolgimento.
“Non favorisce di sicuro un parere favorevole al progetto la diffidenza generale e generalizzata che c’è nei confronti dell’ARST per come viene gestito il trasporto urbano ad Alghero”, ha concluso poi il Sindaco. “Abbiamo una grande necessità di svoltare, e non solo perché questo progetto, allo stato attuale del trasporto urbano, è poco conveniente per i cittadini”.