Zero nascite ad Alghero, Fadda chiede a Mulas di convocare la commissione

ALGHERO – “In qualità di vicepresidente della V^ Commissione consiliare, il sottoscritto Massimiliano Fadda richiede che il Presidente Christian Mulas voglia cortesemente convocare, con urgenza, la Commissione medesima, da tenersi presso l’Ospedale Civile di Alghero. L’oggetto della richiesta nasce dalla necessità di discutere sulla ormai atavica situazione di immobilismo in cui versano i Reparti di Ostetricia e Pediatria, cagionato dalla mancanza dei pediatri, con conseguente chiusura del Nido e Punto Nascita da 14 mesi e con la pediatria in h/12 dal lunedì al sabato. Si richiede la presenza del signor Sindaco, dell’Assessore competente estendendo l’invito ai Primari di Ostetricia e Pediatria ed al Direttore del Presidio Ospedaliero”.

Massimiliano Fadda, vice-presidente commissione sanità

“Altro che Capodanno, Alghero 3 anni senza punto nascite: dalla Todde solo promesse”

ALGHERO – “La notte di San Silvestro 2024 si è conclusa con una gioia inaspettata, quella di una nuova vita che è venuta al mondo presso l’ospedale di Aou di Sassari, Alle 19:40 del 31 dicembre 2024, nel reparto di Ostetricia e ginecologia, simbolo di speranza e di rinascita. Tuttavia, questa gioia è un sogno lontano per le famiglie algheresi, che da ormai tre anni non vedono più nascere un bambino nella propria città. Il 2021 segna l’anno in cui il Punto Nascita di Alghero è stato chiuso, un atto che ha privato la nostra comunità di un servizio essenziale e che ha creato una drammatica discontinuità nella storia della nostra città.

Nel 2024, mentre Sassari celebra un incremento delle nascite – ben 1412 neonati, con un aumento del 16% rispetto all’anno precedente – Alghero è destinata ad assistere impotente a un declino che sembra ormai irreversibile. Le mamme algheresi sono costrette a trasferirsi a Sassari per partorire, privandole del diritto di mettere al mondo i loro figli nella propria città. Non è più possibile nascere ad Alghero. Questa è la cruda realtà.

Da tre anni la Regione ha promesso e ripromesso interventi, risposte, soluzioni, ma ad oggi non c’è nulla di tangibile. Solo parole, e intanto Alghero resta isolata, senza un punto nascita e senza un futuro per la sua crescita demografica.
Le mamme algheresi sono costrette a fare sacrifici enormi, e la città perde ogni giorno un pezzetto della sua identità e cultura.
La chiusura del Punto Nascita non è solo una questione di numeri: è una ferita profonda che segna la fine di un servizio fondamentale per la nostra comunità.

Il dramma non sta solo nella perdita del Punto Nascita, ma anche nella consapevolezza che la Regione, dopo tre anni, non ha fatto nulla di concreto per sanare questa situazione.
Le promesse fatte si sono dimostrate vuote, e ad Alghero, giorno dopo giorno, diventa sempre più chiaro che non c’è più spazio per i bambini, né per le future generazioni.

Mentre Sassari festeggia le nascite e cresce numericamente, Alghero continua a subire l’assenza di un diritto fondamentale: quello di nascere nella propria città. I numeri parlano chiaro: nel 2024 sono stati 1412 i neonati a Sassari, ma la realtà di Alghero è ben diversa, fatta di famiglie che devono trasferirsi a Sassari per poter vivere la propria maternità. Un paradosso intollerabile che non possiamo più accettare.

La Regione non può continuare a ignorare la gravità della situazione. Alghero non può più aspettare.
8La nostra città ha bisogno di risposte concrete, non di promesse vuote. È urgente ripristinare il Punto Nascita ad Alghero, per ridare speranza e dignità a tutte le mamme e ai bambini che meritano di nascere e crescere nella propria terra.
Se da una parte Sassari piange di gioia per le nuove nascite, Alghero piange perché non può gioire di questa emozione”.

Christian Mulas
Presidente della Commissione Consiliare alla Sanità

Stop all’assurdità del Consiglio itinerante, arriva la nuova sede a Villa Maria Pia

SLGHERO – Anche se i lavori per la riqualificazione di Palazzo Civico in via Columbano sono ancora lontani dall’essere ultimati, l’Amministrazione Cacciotto, con in testa l’assessore Daga e il presidente del Consiglio Pirisi, hanno da mesi dettato la linea di poter trasformare parte di Villa Maria in una nuova sede per la massima assise cittadina. Una scelta certamente transitoria, ma azzeccata. Anche perchè, ed è sotto gli occhi di tutti, l’assenza di una naturale divisione tra maggioranza e opposizione e tra di esse tra i vari partiti e pure con gli assessori, ha probabilmente contribuito, in certi casi, ad una sorta di confusione tra i ruoli e una trasversalità che, seppur sempre esistita, da tempo pare la direttrice politica cittadina.

“A cinque mesi dal nostro insediamento, dopo la nascita dell’ AlguerHall, la migliorata sede della Secal, ecco Villa Maria Pia, un’altra meta verso la corsa alla razionalizzazione degli immobili comunali sta per essere raggiunta”, cosi l’assessore Enrico Daga sui social. “Mentre proseguono i lavori per ripristinare “Via Columbano” quale prestigiosa sede della casa comunale, abbiamo fatto un altro “salto quantico”: da un consiglio itinerante, svilito, che si riuniva scomodamente in teatro, o nella sala conferenze de Lo Quarter, abbiamo voluto una soluzione temporanea, ma che restituisse all’ assise cittadina il decoro che merita”.

“La Villa era da anni chiusa, semi abbandonata, con questo gesto togliamo il velo ad un immobile della collettività poco conosciuto ma dalle enormi potenzialità, che presto diventerà un ulteriore polo della vita socio culturale della nostra città. Sarà parte fondamentale di una visione che porterà il “Parco urbano Di Maria Pia” a diventare un ulteriore centro della vita sociale, sporiva, aggregativa, espositiva, a disposizione della nostra comunità. Siamo solo all’ inizio, ma abbiamo tanti progetti per far crescere e migliorare davvero la proposta di spazi culturali: lo dobbiamo soprattutto ai nostri figli”.

Nella foto la nuova sala consiliare

Cap d’Any non si ferma, avanti col programma fino agli eventi finali della Befana

ALGHERO – La magia del Cap d’Any de l’Alguer continua con numerose iniziative in calendario a partire da oggi. Il 2 e 3 gennaio, alle ore 21:00, il Teatro Civico ospiterà la commedia algherese Les batulelles del carrer del portxo, presentata dall’Obra Cultural de l’Alguer, liberamente ispirata a “La rosa gialla” di Camillo Vittici, tradotta e adattata alla lingua algherese da Giovanni Irranca. Ingresso 12 euro, presso la sede dell’Obra Cultural in via Arduino 44.

Sempre venerdì 3 Gennaio, dalle ore 18:00, nel centro storico, i più piccoli potranno partecipare a Caccia al tesoro – kids, una divertente gara a premi in tema Befana organizzata dal CCN Al Centro Storico.
Alle 18:30, la Cattedrale di Santa Maria farà da cornice alla proiezione del concerto El Cant de la Sibilla a les Catedrals de la Mediterrània, a cura del Coro Polifonico Algherese.

Fino all’8 gennaio, sarà possibile visitare la mostra Lligams, esito della residenza artistica del fotografo Gianpaolo Arena e a cura di Sonia Borsato presso le Sale espositive de Lo Quarter, tutti i giorni dalle 16 alle 20.

Sabato 4 gennaio, spazio alla musica e alla comicità: dalle ore 18:00, il Museo del Corallo ospiterà la performance artistico-musicale This is water, curata dall’APS Il Colombre, mentre alle 21.00, al Teatro Civico, nuovo appuntamento con la rassegna Teatri di Prima Necessità con lo spettacolo di stand-up comedy C’è un po’ di tensione di Sandro Cappai. Biglietti su www.diyticket.it.

Domenica 5 gennaio, dalle ore 10:30, appuntamento sportivo con la regata Vento de l’Alguer, valida per il campionato sociale invernale di vela d’altura.

Mentre alle 19:45, la maestosa cornice della Cattedrale di Santa Maria ospiterà il concerto Dalla Terra al Cielo di e con Franca Masu, accompagnata da Fausto Beccalossi, Luca Falomi e Salvatore Maiore, ingresso libero.

Lunedì 6 gennaio, giorno dell’Epifania, moltissimi gli appuntamenti in programma: dalle ore 10:30, in Largo San Francesco, tornerà Les Estrenes, la Festa dels Reis d’Orient, con animazioni per bambini e l’accompagnamento musicale di Àngel Maresca, Lo Barber, a cura della Plataforma per la Llengua in collaborazione con i gruppi Scout di Alghero (Agesci Alghero 2 e Alghero 4).
Sempre dalle 10:30 alle 12:30, la Befana Rina animerà le vie del centro storico incontrando i bambini.

Cambio di location per la tradizionale commedia curata dalla Nuova Piccola Compagnia e la discesa della Befana dei Vigili del Fuoco. L’evento si terrà in Piazza Sulis con inizio alle 16.30 con la distribuzione dei biglietti della lotteria delle calze della Befana, alle 16.45 la commedia Le disavventure di un birbante, una libera interpretazione di Pinocchio di Carlo Collodi curata dall’associazione La Nuova Piccola Compagnia. Alle 17:30 la spettacolare discesa della Befana dei Vigili del Fuoco.

Il ricco programma si concluderà lunedì sera, nella Chiesa della Mercede, con l’ultimo appuntamento del Cants del Llum, concerto corale a cura dell’Associazione Canora Folkloristica Nova Alguer.
Il programma completo del Cap d’Any 2024-2025 e tutti i dettagli sui singoli appuntamenti sono consultabili sul sito Alghero Turismo e sui canali social istituzionali. È organizzato dal Comune e dalla Fondazione Alghero in collaborazione con numerose associazioni del territorio con il contributo della Regione Sardegna – Ass.to al Turismo.

Paolo Greco nuovo dirigente del Comune di Alghero

Alghero, 2 gennaio 2025 – L’Architetto Paolo Greco è il nuovo dirigente dell’area tecnica del Comune di Alghero. In carica dal primo gennaio, il dirigente ha la responsabilità del Settore Sviluppo del Territorio e Attività Produttive, la responsabilità ad interim della Pianificazione e Valorizzazione Territoriale e Ambientale. Oggi il nuovo dirigente ha preso contatto a Porta Terra con il Sindaco Raimondo Cacciotto e con l’Assessore Francesco Marinaro che successivamente lo hanno presentato al personale degli uffici a Sant’Anna. L’incarico del dirigente è a tempo determinato ai sensi dell’art. 110, comma 1, del D.Lgs. n. 267/2000 – area tecnica – per la durata di tre anni, prorogabili per la durata residua del mandato sindacale.

“Capodanno ed eventi, no a gare infantili: ascoltare comunità, professionisti e creare reali ricadute economiche”

ALGHERO – A chi (ben rappresentato in foto) anche il giorno di Capodanno, forse perché non avendo altro a cui dedicarsi prova a buttarla in politica, rispondiamo con la politica.
Le competizioni numeriche non sono la risposta alle difficoltà che stiamo affrontando.
In un momento in cui la Sardegna ha bisogno di politiche concrete per il lavoro, la sanità, la cultura e l’ambiente, non possiamo permetterci di distrarci con numeri vuoti che non risolvono alcun problema reale.
È il momento di concentrarsi sui veri problemi, quelli che toccano la vita quotidiana dei sardi e delle sarde.
La Sardegna ha bisogno di soluzioni concrete, non di competizioni sulla conta delle persone.
Mentre ci troviamo a fronteggiare gravi problemi che affliggono la nostra isola – dalla disoccupazione alle difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari, passando per la gestione delle risorse naturali e ambientali – assistiamo ad un’iniziativa assurda: la competizione per “contare” chi ha partecipato al concerto di Capodanno.
Certo, eventi come questi possono essere utili per la promozione del territorio, ma non possiamo permettere che tali iniziative ingorghino il dibattito sulle vere priorità.
Forse dobbiamo costruire un calendario di eventi che non sia solo una corsa a fare presenze, ma che sia capace di generare quanta più possibile economia diffusa, coinvolgendo le comunità locali, creando lavoro e opportunità su tutto il territorio.
Un calendario che valorizzi la nostra cultura, le nostre tradizioni, la fruizione dei nostri paesaggi e che non si limiti a conteggi insignificanti, ma che porti ricadute positive, concrete e durature per tutte le zone della Sardegna.
Abbiamo bisogno di politiche che guardino al futuro, alla creazione di lavoro, alla tutela dell’ambiente, al miglioramento dei trasporti e della sanità. L’impegno dovrebbe essere rivolto a contrastare la povertà, migliorare l’istruzione e promuovere l’innovazione.
Non a fare gare da asilo infantile”.

Enrico Daga, assessore al Bilancio e segretario cittadino del Partito Democratico

Litorale Maria Pia – Fertilia, verso la fine del degrado: riparte l’iter di riqualificazione

ALGHERO – Riparte, con una progettuale e di investimento più corposa, il progetto di riqualificazione del tratto fronte mare che conduce a Fertilia e in particolare nella porzione che parte della fine della pineta fino alla borgata giuliana. Una zona che, rispetto all’importanza che ha, si trova in condizioni certamente non adatte e idonee considerando l’alta frequentazione di turisti e residenti.

“Una piccola ma significativa rivoluzione, per la zona di Maria Pia, che esprime ciò immaginiamo per la città del futuro – afferma il Sindaco Raimondo Cacciotto – con un viale ciclopedonale in un contesto di preservazione dunale e dell’ambiente unico rappresentato dalla pineta”. La Giunta ha approvato il Documento di Indirizzo alla Progettazione (Dip) che dà corso alle fasi successive della progettazione che per questo primo stralcio prevede un quadro economico di 4 milioni di euro.

L’obiettivo è quello di avviare un programma più articolato di rigenerazione urbana preceduto da uno studio di visione di insieme delle funzioni ambientali, balneari, turistiche sportive e annessi servizi dell’area di Maria Pia. L’indirizzo di progettazione è implementato rispetto ad un precedente elaborato, con la la volontà di prevedere una passeggiata e una pista ciclabile in arretramento rispetto alla linea di costa nel tratto finale di viale Primo Maggio, area fronte Palacongressi, attraverso la rimozione della carreggiata con contestuale rinaturalizzazione del sito a tutela del litorale sabbioso e retrodunale.

“Gli indirizzi progettuali – specifica l’Assessore ai Lavori Pubblici Francesco Marinaro – prevedono inoltre una nuova viabilità di collegamento tra il viale Primo Maggio e viale Burruni, parallela e in aderenza alla pista ciclabile di via del Levante. E di conseguenza, la progettazione dell’intervento di rimozione del tratto della carreggiata del viale Primo Maggio”. Si va verso una nuova visione del fronte mare, in conformità alle norme ambientali, urbanistiche e di tutela dei beni culturali e paesaggistici e in direzione del soddisfacimento dei reali fabbisogni della collettività. Per la realizzazione del primo stralcio oggetto della delibera, l’Amministrazione sta lavorando al reperimento dei 4 milioni facendo leva sulla Regione per l’ottenimento.

Sono 1.412 i nuovi nati nell’ospedale di Sassari nel 2024

SASSARI – L’anno che ci siamo lasciati alle spalle segna un +16% di nascite nella clinica ostetrica, che accoglie sempre più donne anche da territori vicini. In crescita anche i parti in analgesia. La Ginecologia supera la quota dei mille interventi, con una chirurgia sempre più mininvasiva laparoscopica e robotica

Sassari 2 gennaio 2025 – La Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari registra un aumento del 16% delle nascite nel 2024 rispetto all’anno precedente. Con 1.412 nuovi nati rispetto ai 1.214 del 2023, la città prova a dare il suo contributo per superare la tendenza generale del calo demografico nazionale.

“Questo incremento di oltre 200 unità è un segno positivo e conferma il nostro ruolo di centro di riferimento per il centro-nord Sardegna”, afferma il professor Giampiero Capobianco, direttore della Clinica. “L’incremento, con molta probabilità, è dovuto anche al fatto che, negli ultimi anni sul territorio, si è assistito a una chiusura di alcuni punti nascita. Questo ha portato alla centralizzazione presso la nostra clinica delle donne in gravidanza della provincia di Sassari e non solo”.
La distribuzione di genere tra i neonati mostra 731 maschi e 678 femmine, un dato in linea con le tendenze degli anni precedenti.

Nel 2024, 773 parti sono avvenuti in modo spontaneo, mentre 569 con taglio cesareo, un aumento rispetto ai 523 del 2023. I parti gemellari sono stati 23, leggermente superiori ai 22 del 2023. “I tagli cesarei restano stabili sul totale dei parti, ma è importante sottolineare che in Sardegna l’età media al parto è tra le più alte in Italia,” spiega il professor Capobianco. “Questo, insieme alla gestione delle gravidanze complicate, porta spesso a preferire questa modalità per garantire la salute di madre e neonato”.

Significativo anche l’aumento dei parti in analgesia, che hanno raggiunto quota 351 nel 2024, rispetto ai 296 dell’anno precedente. “Grazie allo sforzo della direzione generale e del servizio di Anestesia – medici, infermieri e tutto il personale coinvolto -, la nostra struttura offre gratuitamente da alcuni anni a tutte le donne il parto in analgesia. Questo è un passo fondamentale per migliorare l’esperienza delle donne”, sottolinea Capobianco, ringraziando il personale medico e infermieristico coinvolto.

Tuttavia, il calo delle nascite a livello nazionale persiste. I dati Istat, ancorché riferiti alla prima parte dell’anno (gennaio-luglio) fanno registrare un vero e proprio record negativo, con 4600 nascite in meno rispetto al periodo precedente. E le proiezioni per questo fine anno non lasciano molte speranze di ripresa.
“Il fenomeno, come viene definito, dell’inverno demografico è dovuto a fattori complessi, come l’età media alta alla prima gravidanza e l’instabilità economica,” osserva Capobianco. “Poi, anche i giovani sempre di più ritardano questo progetto di vita, perché devono ovviamente trovare un lavoro, un’occupazione, una stabilità. E sicuramente, le politiche che si stanno facendo a livello regionale, italiano sono a favore della gravidanza, ma c’è ancora molto da fare per far sì che sempre più giovani decidano di avere un figlio. La possibilità di avere un aiuto anche dal punto di vista economico, fino a quando questi figli crescono e diventano indipendenti, potrebbe essere una soluzione ideale”, commenta ancora il docente.

E se i dati Istat registrano un dato in calo delle nascite tra coppie di genitori italiani, un aumento – almeno a Sassari – si registra nelle nascite da genitori stranieri. La multiculturalità è un elemento distintivo della Clinica: 117 neonati del 2024 provengono da madri straniere, rispetto ai 100 del 2023. La comunità nigeriana guida la classifica con 24 nascite, seguita da Romania (12), Ucraina (7) e altri Paesi. “Siamo orgogliosi di essere una struttura inclusiva che accoglie madri di 34 nazionalità diverse,” afferma il professor Capobianco.

L’impatto del Covid-19 sulle nascite si riduce notevolmente: solo 3 donne positive hanno partorito nel 2024, rispetto alle 8 del 2023. Questo dato riflette una gestione sanitaria efficace e il superamento delle fasi più critiche della pandemia.

La Clinica si distingue anche in ambito ginecologico, superando i mille interventi chirurgici, sia per patologie benigne sia maligne. “Grazie alla chirurgia mininvasiva laparoscopica e robotica, offriamo alle donne tempi di recupero più rapidi e meno dolore post-operatorio,” spiega Capobianco. Tra le innovazioni, il primo intervento robotico con il sistema Da Vinci Single Port rappresenta un passo avanti significativo.
“Il nostro obiettivo è continuare a essere un punto di riferimento per la salute delle donne, garantendo qualità, innovazione e inclusività,” conclude il direttore.

Specchietto riepilogativo

Nati totali (2024): 1.412 (+16% rispetto al 2023)

Maschi: 731

Femmine: 678

Parti spontanei: 773

Tagli cesarei: 569

Parti gemellari: 23

Parti in analgesia: 351 (296 nel 2023)

Nascite da madri straniere: 117 (100 nel 2023)

Nigeria: 24

Romania: 12

Ucraina: 7

Marocco, Brasile, Bangladesh 6

Senegal, Germania, Russia Albania 4

Tunisia, Pakistan, Argentina, Polonia 3

Macedonia, Bielorussia, Cina, Inghilterra con 2

Spagna, Filippine, Canada, Moldavia, Cile, Svizzera, Venezuela, Costa D’avorio, Colombia, Giordania, Bosnia, Serbia, Guinea, Messico, Equador, Perù, Slovacchia 1.

Donne positive al Covid-19: 3 (8 nel 2023)

“Cuccureddu assessore comunale di Castelsardo, scopre l’acqua calda e penalizza Alghero”

ALGHERO – “L’assessore regionale al Turismo, Cuccureddu, ha recentemente lanciato una serie di “scoperte” che, a dir poco, sembrano suggerire che la Sardegna, o almeno una parte di essa, stia vivendo una fase di totale inesperienza nel settore turistico. Dopo aver assistito a una gestione dei fondi pubblici che ha visto ingenti risorse destinate a eventi di dubbio valore, tra cui artisti nazionali e agenzie dello spettacolo, la cui utilità per la crescita della nostra isola appare assai discutibile, ora l’assessore lancia nuove idee che sembrano più una ripetizione di concetti già ampiamente noti.

Parliamo, infatti, di “albergo diffuso”, di “grandi eventi” e della necessità di “allungare la stagione turistica”. Ma è davvero il caso di dire “ben svegliato, assessore regionale al Turismo Cuccureddu”? Queste non sono scoperte, sono solo iniziative che ogni amministratore regionale dovrebbe avere chiaro in mente fin dal primo giorno del suo mandato.

Mentre si cerca di coprire i fallimenti di una gestione che ha speso in maniera discutibile i soldi dei sardi (vedi la triste e misera figura fatta con i concerti di Capodanno), è sempre più evidente come il vero obiettivo dell’assessore sia quello di promuovere esclusivamente il suo territorio, Castelsardo. Non possiamo fare a meno di notare come l’organizzazione di eventi di grande rilevanza, come quello con la cantante più nota d’Italia, sembri una mossa politica piuttosto che una vera iniziativa per tutta la Sardegna. È come se si volesse organizzare una finale dei Mondiali nel piccolo e pittoresco Piano Cucuccure!

Ciò che è più grave, però, è la visione limitata che sembra animare questo governo regionale, che ignora le necessità e le potenzialità di territori come Alghero, una delle città turistiche più importanti della Sardegna. Non si può pensare che l’unico modo per fare crescere il turismo sia concentrarsi su pochi eventi di punta. Occorre innanzitutto migliorare i collegamenti tra le isole e il continente, garantire una continuità territoriale reale, e soprattutto pensare a un modello di sviluppo che comprenda tutti i territori, senza creare discriminazioni tra comuni.

L’assessore, forse per la paura di compromettere la propria futura carriera politica, pare dimenticare che l’interesse per tutta la Sardegna è quello che può realmente fare crescere il PIL e il turismo. Non possiamo più permetterci di vedere un aeroporto di Alghero o Olbia in crescita solo grazie al ritorno degli emigrati sardi durante le festività, con un misero aumento del 15%. Se davvero vogliamo una Sardegna più competitiva e accogliente, l’assessore Cuccureddu dovrebbe cominciare a guardare oltre i confini di Castelsardo e concentrarsi su politiche di sviluppo che beneficino tutti i cittadini dell’isola.

In conclusione, vorremmo suggerire all’assessore Cuccureddu di cambiare titolo, se davvero il suo interesse è solo quello di promuovere il borgo di Castelsardo. Altrimenti, si faccia carico del destino di tutta la Sardegna, iniziando a pensare, veramente, a un turismo che possa davvero crescere in modo uniforme e vantaggioso per tutti”.

Christian Mulas, capogruppo Orizzonte Comune

“Capodanno ed eventi, Cacciotto lasci posizioni estremiste e collabori con le opposizioni”

Capodanno, Cocco (FdI): “Alghero si conferma prima ma merita di più. Sindaco abbandoni alleati ideologici. Pensiamo alla città”

Alghero si conferma regina del Capodanno e batte le altre città sarde, ma merita maggiore impegno.

il Capodanno appena trascorso, prima vera prova di programmazione turistica dell’amministrazione di sinistra, poteva e doveva essere affrontato meglio.

I numeri parlano chiaro, più delle opinioni: a fronte del milione di euro investito si sono raggiunte le 20mila presenze totali in piazza contro le 60mila dello scorso anno; 0 euro da sponsor contro i 60mila raccolti nel 2023; appena 60mila euro raccolti dalla’assegnazione dagli stand di somministrazione rispetto ai 120mila dell’anno precedente. Un evento ridotto a due giornate invece di tre, con ricadute limitate per il commercio e le strutture ricettive, che sono rimaste aperte e hanno garantito che la città fosse accogliente, pur registrando tassi di occupazione inferiori rispetto al passato.

Questi risultati sono il frutto di posizioni ideologiche contrarie ai grandi eventi, sostenute da una parte degli alleati del Sindaco, che hanno penalizzato la città. A lui rivolgiamo un appello: isoli gli estremismi ideologici e collabori anche con l’opposizione per il bene di Alghero.

Anche per questo eravamo intervenuti nei mesi scorsi per sollecitare l’amministrazione, col solo obiettivo di scongiurare alcuni dei problemi che poi si sono verificati: i ritardi che hanno paralizzato gli uffici, le fughe di notizie, il poco interesse mostrato da parte dei privati, la concorrenza da parte delle altre città della provincia.

Nonostante tutto, il lavoro fatto su una manifestazione dalla storia ormai trentennale ancora da i suoi frutti. Perciò anche oggi, come gli scorsi anni, esprimiamo il nostro ringraziamento a tutti i professionisti – dagli uffici comunali ai tecnici, dalle agenzie artistiche ai volontari, senza dimenticare le forze dell’ordine e il personale medico – che con il loro impegno hanno reso comunque possibile lo svolgimento dell’evento in piena sicurezza.

Il Capodanno algherese deve rimanere un volano per la promozione turistica fuori stagione e la crescita economica del territorio. È il momento di ripartire dai risultati raggiunti, abbandonando posizioni preconcette e lavorando insieme per il futuro di Alghero”.

Alessandro Cocco, Fratelli d’Italia