“Bugie da Europa Verde, Moro e Podda imbarazzanti”
ALGHERO – “Per attaccare il Conoci e il centrodestra, Moro e Podda vengono mandati allo sbaraglio e finiscono per mettersi in imbarazzo da soli. Dopo due anni passati a inaugurare opere ereditate, la sinistra fa finta di dimenticare persino chi le abbia realizzate». Così Fratelli d’Italia Alghero replica ai consiglieri di Europa Verde.
«Rinfreschiamo loro la memoria. Piscina scoperta e Anfiteatro Ivan Graziani, riaperti dopo l’abbandono della Giunta Bruno. E poi il nuovo CRA di viale della Resistenza. E ancora il parco Caragol e quello di via Tiziano, la palestra di via XX Settembre, il Forte della Maddalena, i parcheggi verdi di via Barraccu, la grotta Verde, l’impianto di trattamento della posidonia. Opere avviate, finanziate e concluse durante l’Amministrazione Conoci, e alcune inaugurate da Cacciotto. E poi i numerosi finanziamenti acquisiti dalla regione e dal PNRR su ambiente e OOPP. Il rafforzamento dei progetti Family e dei servizi sociali in genere. L’avanzamento decisivo del Puc. Il capitolato per il nuovo appalto di igiene urbana. Il riconoscimento UNESCO per il patrimonio archeologico sardeo. E un parco progetti che va dall’ambiente, sull’erosione costiera, a quelli sul palazzo dello sport, su Maria Pia, sugli ingressi cittadini. Infine una straordinaria stagione di eventi sportivi, culturali e di spettacolo che sarebbe troppo lungo elencare in questa sede».
«E ci sono anche alcuni interventi impostati o ereditati dal centrodestra che l’attuale giunta non riesce a completare: la ex caserma di via Simon, il Palazzo Civico di via Columbano, la circonvallazione, la piscina coperta e l’ex Cotonificio, il vecchio Cra Simon Mossa, il Caval Marì, le case popolari del Caragol. Progetti, finanziamenti e cantieri che smentiscono clamorosamente le bugie di Europa Verde. E tralasciamo di ricordare tutta la tragica vicenda Covid 19 che ha visto Alghero unire tutte forze per superare anni difficili e far ripartire la città sul piano sociale ed economico. Su tutti questi temi siamo pronti a confrontarci pubblicamente con chiunque della attuale maggioranza».
«Proprio Moro dovrebbe evitare esercizi di memoria selettiva. Sedeva nella maggioranza Bruno, ricordata anche per le sue giravolte politiche, come quelle nei confronti dell’allora assessore Natacha Lampis. Quell’Amministrazione fu bocciata nel 2019: Conoci e il centrodestra vinsero al primo turno con il 53,1%, senza bisogno delle alleanze innaturali che oggi tengono in piedi Cacciotto».
«Ad oggi Moro e Podda possono rivendicare soprattutto una raccolta fondi di partito realizzata in un immobile pubblico, sulla cui autorizzazione ancora attendiamo risposte. Quanto al Consiglio comunale, è difficile ricordare loro iniziative o interventi di particolare rilievo. Una curiosità però rimane: entrambi sono approdati a Europa Verde, conservando due distinti ruoli di capogruppo, pesando così due volte sul bilancio del Comune. A chi giova?».
«E cosa ne pensano Maria Grazia Salaris, Emiliano Piras, Alessandro Loi e Alberto Bamonti, protagonisti positivi dell’Amministrazione Conoci e oggi politicamente silenziosi? Accettano che due consiglieri di sinistra infanghino anche il lavoro che loro stessi hanno contribuito a realizzare? Forse dovrebbero ricordare a Moro, Podda e Cacciotto di chi sono i voti che hanno consentito loro di sedere sui banchi della maggioranza».
«Nel frattempo Cacciotto taglia i nastri che ha trovato, mentre le grandi incompiute restano tali. Prima di riscrivere la storia del centrodestra, provino almeno a costruirne una propria».
“L’Amministrazione Conoci sulle opere e’ stata un fallimento”
A questo festival della medaglia di cartone, noi preferiamo rispondere in un solo modo: lavorando. Scegliamo di concentrare tutte le nostre energie sulle cose da fare, impegnandoci giorno dopo giorno per la comunità e dimostrando, nei fatti, che cambiare e migliorare si può. Le responsabilità davanti alla città ce le assumiamo per intero. Riteniamo che questa sia l’unica strada giusta: lasciare ad altri le polemiche e far parlare i fatti.“
“Cacciotto e Marinaro: gli algheresi stufi delle chiacchiere, vogliono fatti”
ALGHERO – “Noi abbiamo sbloccato e avviato l’opera, affrontando problemi e reperendo nuove risorse. Ora la città vuole sapere quando sarà completata».
La replica dell’assessore Marinaro alla nota di Forza Italia sulla circonvallazione appare come l’ennesimo tentativo dell’amministrazione Cacciotto di scaricare sul passato le responsabilità di ciò che oggi non riesce a portare a termine. Ma a tutto c’è un limite!
La mia amministrazione ha sbloccato e avviato concretamente un’opera rimasta ferma negli anni delle amministrazioni di sinistra, superando ostacoli importanti, a partire dallo spostamento della blocchiera ( chiedete al consigliere Emiliano Piras). Lo abbiamo fatto anche durante il Covid, affrontando le criticità tecniche emerse durante i lavori e individuando le soluzioni necessarie. Mi sono attivato personalmente con la Regione, ottenendo ulteriori due milioni di euro.
Anche la questione del fondo stradale e degli ulivi è stata risolta durante il mio mandato. È quindi paradossale che oggi si presentino come nuove criticità questioni che avevamo già affrontato e superato. Questo dimostra, a voler essere generosi, una scarsa conoscenza della storia dell’opera e, in alcuni casi, la pretesa di attribuirsi meriti di cose fatte dalla nostra amministrazione.
Va ricordato, piaccia o no a questa amministrazione, che il progetto e il finanziamento originario di circa 10,5 milioni di euro risalgono alla Giunta Tedde, 2007-2011. Quindi 12,5 milioni sono stati acquisiti dal centrodestra, solo un paio dalla sinistra. Si attivino per reperire quelli che servono al completamento. Dopo anni di immobilismo, noi abbiamo trasformato quel progetto in un cantiere, affrontando gli imprevisti e lavorando per garantire la prosecuzione dei lavori.
Oggi, invece, la nota dell’amministrazione purtroppo annuncia un arretramento con la suddivisione dell’intervento in due lotti senza fornire certezze sui tempi di completamento, né del primo lotto e tantomeno dell’intera infrastruttura. A questo si aggiunge un cantiere in stato di abbandono, nel quale si sono verificati furti e anche il passaggio improprio di automobilisti, con evidenti rischi per la sicurezza, segnalati da Fratelli d’Italia.
L’amministrazione Cacciotto si avvia rapidamente verso il giro di boa ed è ormai a metà mandato. Il tempo corre e non può continuare a giustificare ogni difficoltà con ciò che ha ereditato. Chi si candida a governare una città sa che erediterà problemi, opere in corso di realizzazione e situazioni complesse. Il compito è affrontarli, trovare soluzioni e portare a termine gli interventi. Senza piagnistei e continue giustificazioni. Lo facciano!
È troppo facile inaugurare parchi già realizzati dalle amministrazioni precedenti. Ben più difficile è completare le infrastrutture strategiche. Ho seguito personalmente, insieme agli assessori Antonello Peru prima ed Emiliano Piras poi, la circonvallazione con numerosi sopralluoghi insieme ai direttori dei lavori, all’Ufficio tecnico, all’impresa e attraverso le commissioni consiliari. Conosco bene la storia di quest’opera e respingo ogni tentativo di attribuire a chi l’ha avviata le responsabilità di chi oggi l’ha abbandonata e non riesce a completarla.
La replica, infatti, della amministrazione appare più finalizzata per cercare di creare divisioni nel centrodestra, che per dare notizie certe sul futuro della circonvallazione. Notizie che infatti rimangono nascoste dietro la cortina fumogena di comunicati che non dicono nulla.
Alghero non ha bisogno di altre polemiche e ancora meno di fantasiose ricostruzioni. Ha bisogno di una circonvallazione finita. A metà mandato, le scuse non bastano più: servono fatti, responsabilità e date, che invece si guardano bene dal dire”.
Mario Conoci (Fratelli d’Italia) già sindaco di Alghero
“Marinaro-scaricabarile, faccia l’Assessore!”
ALGHERO – «L’assessore Marinaro accusa i predecessori, ma continua a non rispondere alle domande decisive: quanto manca per completare la circonvallazione, dove troverà le risorse e quando sarà realizzato il collegamento con viale della Resistenza? La sua replica non chiarisce questi punti e conferma le nostre preoccupazioni».
I consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini replicano all’assessore alle Opere pubbliche.
«Marinaro dimentica un dato fondamentale: l’opera è stata affidata con un appalto integrato, comprensivo di progettazione ed esecuzione. Eventuali carenze progettuali vanno accertate verificando gli obblighi dell’impresa e dei progettisti, senza confonderli con i compiti di controllo dell’amministrazione. Se ci sono errori o lavorazioni sottostimate, l’assessore dica quali contestazioni sono state formulate e quali iniziative ha assunto per tutelare il Comune».
«Anche sulla VIA servono date e fatti, non accuse generiche al passato: quando è scaduta, quando è stata presentata l’istanza e quali iniziative ha assunto l’amministrazione Cacciotto per superare le criticità? Governare significa risolvere i problemi, non limitarsi a denunciarli».
Il nodo centrale resta il finanziamento dell’intera opera. «Lo stesso Marinaro parla di “eventuali risorse aggiuntive” per il secondo lotto. Ma un’infrastruttura strategica non può essere affidata alle eventualità. Quanto costa completarla? Quali risorse sono disponibili e dove reperirà quelle mancanti? E, considerato che l’appalto riguarda l’intera tratta, quali atti disciplinano la suddivisione in lotti, quali obblighi restano a carico dell’impresa e qual è il cronoprogramma aggiornato?».
«Non contestiamo l’apertura del primo tratto, se effettivamente utilizzabile. Contestiamo che venga presentata come un risultato risolutivo mentre il completamento dell’opera resta senza certezze finanziarie e temporali. Aprire una parte non significa aver completato la circonvallazione».
«La circonvallazione nasce dalla programmazione della seconda Giunta Tedde, che ne ha promosso il progetto e ottenuto il finanziamento regionale di 10,5 milioni di euro. Ora spetta all’amministrazione Cacciotto portare a termine l’opera, affrontando le criticità tecniche e contrattuali. La responsabilità dei tempi e delle soluzioni adottate durante questo mandato è di chi governa, non dell’opposizione».
«Basta quindi con lo scaricabarile. Marinaro presenti alla città un quadro chiaro e verificabile: risorse disponibili, costi residui, obblighi dell’impresa e tempi di completamento dell’intera circonvallazione. Alghero non ha bisogno di altre accuse, ma di risposte e risultati. Marinaro faccia l’assessore!»
I consiglieri comunali di Forza Italia
Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino, Nina Ansini
“Aou, parole di Desirè Manca sono gravissime: assurda ingerenza sui revisori”
Circovallazione fantasma, “le colpe sono di Forza Italia e della Giunta Conoci”
ALGHERO – “La strategia comunicativa adottata dal gruppo consiliare di Forza Italia non vale a nascondere la gravi e precise responsabilità ad essi imputabile, nel corso della precedente consiliatura, per l’inappropriata gestione dei principali cantieri cittadini, che ancora ne frenano il completamento. Stupisce quindi come i forzisti, ancora una volta, tentino artificiosamente di attribuire ad altri inadempienze che, senza alcun dubbio, invece gli sono proprie.
L’ultimo intervento dei forzisti in materia di opere pubbliche riguarda la circonvallazione per denunciare i ritardi nel completamento dell’importante infrastruttura viaria cittadina, a loro dire, ascrivibili all’amministrazione Cacciotto.
Ma così non è.
I forzisti algheresi rivendicano, in modo del tutto stupefacente, l’iniziativa dell’opera, come se appartenesse ad una visione di sviluppo della viabilità urbana, a loro riferibile in modo esclusivo. Tuttavia dimenticano di esporre, nel loro ultimo comunicato (dal contenuto assai impreciso e lacunoso), come il progetto dell’opera fosse ab origine inadeguato, tanto che la sua esecuzione ha conosciuto lunghi momenti di sospensione a causa, dapprima, della infausta previsione della piantumazione dell’aiuola spartitraffico con alberi di olivo, opportunamente stoppato dall’allora Provincia di Sassari, e, dappoi in conseguenza della presa d’atto della inidoneità del terreno sottostante a sopportare il peso della realizzanda infrastruttura.
Questi primi errori macroscopici hanno determinato una lunga inattività del cantiere e generato di conseguenza, una importante lievitazione dei costi, durante la gestione forzista dell’assessorato cittadino delle Opere Pubbliche .
Successivamente, ancora una volta in un momento antecedente l’insediamento della giunta Cacciotto, perdeva di efficacia la Valutazione d’impatto ambientale rilasciata dalla RAS perché l’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Alghero aveva omesso di presentare all’Assessorato regionale all’Ambiente la richiesta di rinnovo, entro il termine quinquennale di validità del provvedimento autorizzatorio. Tale circostanza, se da un lato, ha determinato una sospensione parziale del cantiere, sino alla riattivazione con esito positivo della procedura tecnico-amministrativa di VIA, di competenza regionale, dall’altro evidenzia come l’importante intervento, originariamente previsto nella sua realizzazione nel termine massimo di un quinquennio, si sia protratto oltre la scadenza inizialmente prevista proprio a causa dell’approccio superficiale tenuto dai forzisti algheresi che hanno, all’evidenza, sottovalutato aspetti fondamentali sia di carattere amministrativo che di carattere tecnico, funzionali alla corretta esecuzione dell’arteria viaria.
Vi è di più. L’intervento di consolidamento del fondo stradale ha implicato l’adozione di una prima perizia di variante che ha prosciugato il quadro economico inizialmente previsto per l’esecuzione dell’intera opera. In buona sostanza, la mancata indagine preventiva delle caratteristiche del suolo su cui andava a gravare l’infrastruttura ha determinato che gli accorgimenti tecnici necessari a superare il grave problema, abbiano drenato una quota importante del quadro economico dedicato, rendendo insufficiente il finanziamento destinato alla realizzazione dell’infrastruttura.
Ulteriori effetti negativi si sono prodotti, per un verso, sotto forma d’impoverimento delle risorse e lievitazioni dei costi complessivi dell’opera e, per altro verso, come necessità di ottenere una seconda perizia di variante per reintrodurre nelle lavorazioni di completamento quelle parti che erano state escluse per finanziare la prima variazione progettuale, relativa alla stabilizzazione del fondo stradale.
In tale contesto fattuale era necessario ottenere l’approvazione di una seconda perizia di variante. Tale atto è stato approvato dalla RAS Assessorato Lavori Pubblici, lo scorso 18 settembre e consente opportunamente di suddividere l’intervento in due lotti funzionali: il primo che comprende il tratto stradale tra la rotatoria 5 di via Vittorio Emanuele e la rotatoria 2 ubicata in via Valverde; ed il secondo, di completamento, che riguarda il segmento tra la rotatoria 2 e quella prevista in corrispondenza dell’intersezione con Viale della Resistenza.
Questa soluzione, finanziata con un nuovo apporto regionale di euro 1.000.000,00 nonché con fondi di bilancio comunale per circa 1.300.000,00 euro, consente di ottenere il completamento della prima parte della circonvallazione in tempi brevi con le risorse al momento disponibili. E di procedere, senza soluzione di continuità, al completamento del secondo lotto funzionale, già avviato con eventuali risorse aggiuntive.
Probabilmente, se il gruppo consiliare di Forza Italia avesse intuito la necessità di frazionare l’opera in due lotti funzionali – quantomeno dal momento in cui si era reso necessario intervenite per il consolidamento del terreno su cui poggia l’infrastruttura – ad oggi almeno una prima parte dell’arteria viaria sarebbe stata già nella disponibilità degli algheresi ed avrebbe consentito una migliore circolazione veicolare in ambito urbano”.
Francesco Marinaro, assessore ai Lavori Pubblici, Manuntenzione e Verde
“Parco, Centrosinistra tra propaganda e confusione: Alghero non deve perdere sovranità”
ALGHERO – «Siamo profondamente meravigliati dalle dichiarazioni dei capigruppo di maggioranza sul Parco di Porto Conte. Il loro tentativo di mettere sullo stesso piano la proposta di legge del 2014 e la bozza di riforma oggi in discussione rivela, quantomeno, una scarsa conoscenza dei contenuti della proposta che citano. Basterebbe leggerla per accorgersi che si tratta di due impostazioni profondamente diverse».
Lo dichiarano i capigruppo del centrodestra algherese Marco Tedde per Forza Italia, Raffaele Salvatore per UDC–Patto per Alghero, Michele Pais per Lega, Alessandro Cocco per Fratelli d’Italia, Massimiliano Fadda per Prima Alghero e Giovanna Caria per Riformatori Sardi.
«La proposta del 2014 era un’iniziativa di un gruppo di opposizione in Consiglio regionale e non è mai approdata all’esame della commissione competente né del Consiglio regionale. Non è stata quindi avviata alcuna istruttoria che potesse condurre alle audizioni e al confronto con i portatori di interesse. La comunità algherese non fu coinvolta semplicemente perché quella proposta non ebbe seguito nell’iter legislativo. È dunque singolare che oggi la maggioranza utilizzi proprio quel precedente per impartire lezioni di partecipazione».
«Ma il punto decisivo è un altro: la proposta del 2014 manteneva la governance del Parco in capo al Comune di Alghero. Prevedeva una semplificazione amministrativa senza alcun trasferimento di competenze fuori dal territorio algherese, senza attribuire quote di governo del Parco alla Regione, alla Città metropolitana o a FoReSTAS. Prevedeva inoltre uno stanziamento annuale adeguato per sostenere la tutela, la valorizzazione e la promozione del Parco».
«La differenza con la bozza oggi contestata è sostanziale. La disposizione che ci è stata sottoposta attribuisce il 10% dei voti alla Regione, il 5% alla Provincia o Città metropolitana e il 5% a FoReSTAS, quando ricorrono le condizioni previste. E stabilisce che, nel caso di un parco ricadente interamente nel territorio di un solo Comune, a quest’ultimo spetti il 45% dei voti. Se confermata e applicata a Porto Conte, questa impostazione ridurrebbe sensibilmente il peso decisionale di Alghero, introducendo altri soggetti nella governance di un Parco che insiste interamente sul territorio comunale».
«La maggioranza dovrebbe spiegare questa differenza, invece di rifugiarsi in un confronto improprio con il 2014. Riformare gli organi del parco è cosa ben diversa dal sottratte il potere decisionale alla città per regalarlo a soggetti istituzionali lontani e avulsi dal territorio. Sono scelte differenti, con conseguenze differenti».
«Prima di accusare l’opposizione di contraddizione, sarebbe stato opportuno leggere la relazione e gli articoli della proposta che si cita. E, soprattutto, sarebbe stato necessario esaminare la bozza attuale nella sua interezza, verificando quali competenze restino al Consiglio comunale e quali vengano attribuite agli altri enti. La dichiarazione secondo cui la leadership di Alghero sarebbe intatta non può sostituire l’analisi delle norme».
«Noi non siamo contrari a priori a una riforma del Parco. Siamo contrari a qualsiasi modifica che indebolisca il ruolo di Alghero senza un confronto preventivo, trasparente e pubblico. Chiediamo che il testo integrale venga reso disponibile e discusso con il Consiglio comunale, le borgate, gli operatori e la comunità. La maggioranza smetta di polemizzare su una proposta di dodici anni fa e chiarisca, invece, che cosa intenda sostenere oggi».
«Il Parco di Porto Conte è un patrimonio ambientale, economico e identitario di Alghero. La sua riforma non può essere affrontata con superficialità né sulla base di rassicurazioni generiche. Servono atti, norme chiare e un confronto vero. È questo che la città si aspetta dai suoi rappresentanti»