“Basta col solito teatrino: silenzio sui veri problemi, vedi l’assenza di case popolari”

ALGHERO – “Dietro alcune sollecitazioni di alcuni amici ed amiche, nei giorni scorsi ho provato a chiedere informazioni sulla situazione a Caragol e più precisamente del cantiere fermo da quasi due anni delle nuove case popolari ( se non vado errato , dovevano nascere una ventina di appartamenti) .
Purtroppo l’azienda che stava eseguendo i lavori ha abbandonato il cantiere, da allora tutto tace.
Le graduatorie vecchie e nuove delle case popolari rischiano di non avere un senso se poi non si sa neppure che intenzioni hanno in regione con Area.
Ovviamente io non ho nessun interesse ad avere una casa popolare ma purtroppo ci sono tantissime persone che ne hanno necessità urgente e tra cui diversi invalidi.
Leggo discussioni interessanti nei social sugli argomenti più o meno leggeri .
Su questo argomento vige una certa omertà, Perchè??
Credo che l’ amministrazione comunale debba pressare la regione per sbloccare questo cantiere e farne partire anche altri in zone già individuate .
Ringrazio comunque le persone che ho contattato in questi giorni e che non mi hanno fatto sapere niente o che hanno glissato sull’argomento.
Agli algheresi interessano anche queste cose .
Basta con questo teatrino tra maggioranza ed opposizione su temi di lana caprina”.

Massimiliano Lepri, Orizzonte Comune Alghero

Casa e non solo, “Basta con le lezioni di superiorità di certa sinistra”

ALGHERO – “C’è una certa sinistra che ha sviluppato un talento straordinario: impartire lezioni di moralità agli altri, dimenticandosi di guardare la propria storia.

L’ultima predica arriva dal Parlamento europeo, dove si invoca la fine della «rendita parassitaria» e del business della casa. In sostanza, chi possiede una casa dovrebbe sentirsi quasi in colpa se decide di ricavarne un reddito. Trovo che sia assurdo!

Che quell’immobile sia stato acquistato dopo trent’anni di mutuo, costruito con il lavoro di una vita oppure semplicemente ereditato dai propri genitori, non cambia assolutamente nulla.

La proprietà privata non ha bisogno di giustificazioni morali. Chi possiede legittimamente un immobile ha il diritto di abitarlo, affittarlo, venderlo, lasciarlo ai figli o ricavarne un reddito, nel rispetto della legge.

Non deve dimostrare quanti sacrifici abbia fatto per meritarselo. E soprattutto non deve chiedere il permesso ideologico di qualcuno per godere di ciò che è suo.

A parlare di rendita parassitaria è una persona cresciuta politicamente nei centri sociali, che ha rivendicato con orgoglio la propria militanza nei movimenti per l’occupazione delle case.

Una persona alla quale un ente pubblico ha contestato circa 90.000 euro per una presunta occupazione abitativa. Una contestazione respinta dalla diretta interessata. E c’è anche una vicenda giudiziaria in Ungheria, legata ad accuse di aggressione mai accertate con una condanna. Un processo terminato dopo la conferma dell’immunità parlamentare europea.

Un’immunità legittimamente riconosciuta dalle istituzioni, ma che non rappresenta una sentenza di assoluzione. Ecco perché le lezioni di morale, quando arrivano da certi pulpiti, meritano almeno qualche domanda.

C’è un vecchio trucco della politica che sembra uscito direttamente da House of Cards:
«Il modo più comodo per non rispondere delle proprie contraddizioni è convincere tutti che siano gli altri a dover rendere conto della propria vita.»

Così chi possiede una casa diventa un privilegiato, chi la affitta un parassita e chi non condivide la narrazione un nemico della giustizia sociale. Peccato che la giustizia sociale non si costruisca distribuendo patenti di superiorità morale. Io credo in un principio molto semplice: chi possiede legittimamente qualcosa, per averlo acquistato, costruito o ereditato, non deve vergognarsene.

Il diritto alla casa va difeso. La speculazione va contrastata. Ma la proprietà privata, il lavoro, il risparmio e la legalità meritano altrettanto rispetto. La superiorità morale non si conquista a colpi di slogan. Si dimostra con la coerenza. E forse, prima di salire in cattedra per giudicare come vivono gli altri, sarebbe opportuno ricordarsi che la credibilità non arriva automaticamente con una poltrona parlamentare. Perché una carica pubblica conferisce autorità istituzionale. Non superiorità morale”.

Marco Colledanchise, consigliere comunale di Orizzonte Comune

Alghero, il Porto cresce ancora: servizi e sostenibilità. Restano i nodi del Piano e Molo di Sopraflutto

ALGHERO – Sostenibilità, accessibilità e servizi sempre più importanti. Sabato mattina sulla Banchina Dogana del Porto di Alghero l’inaugurazione della nuova gruetta per diversamente abili: un sollevatore per persone adatto al superamento delle barriere architettoniche, progettato e prodotto interamente in Italia. Un’attrezzatura ideale per i trasferimenti delle persone, che consente di imbarcare sia nelle piccole imbarcazioni come le derive, sia su yacht più grandi in totale sicurezza. In servizio anche la nuova unità mobile per aspirazione reflui dalle barche ed il Dpol per la raccolta delle plastiche in mare. Durante la mattinata è stato fatto un bilancio della stagione estiva 2026: crescita dei transiti (circa il 20%), il posizionamento di un nuovo pontile, la partecipazione crescente in fiere ed eventi internazionali, il sostegno alle attività sociali e sportive delle associazioni locali. Hanno partecipato all’incontro col presidente del Consorzio del Porto, Giancarlo Piras, il Comandante della Guardia Costiera di Alghero Gianluca De Luca, l’assessore all’Urbanistica del Comune di Alghero, Roberto Corbia, i presidenti di Yacht Club Alghero e Lega Navale Alghero e numerosi referenti dei Club nautici.

Ecco le dichiarazioni del presidente del Consorzio Porto di Alghero, Giancarlo Piras, del comandante del Porto di Alghero, Gianluca De Luca e dell’assessore all’urbanistica, Roberto Corbia

https://www.facebook.com/watch/?v=961492327032445

“Ufficio Invalidi chiuso da un anno, algheresi penalizzati”

ALGHERO – “Chiedo al presidente della Commissione Sanità, Cristian Mulas, la convocazione urgente della Commissione e l’audizione dei Vertici ASL, in considerazione anche dell’avviso interno pubblicato dalla ASL di Sassari in data 15 maggio 2026 per l’individuazione dei componenti delle Commissioni di accertamento della disabilità.

A Sassari l’ufficio invalidi civili è presente, con relativa commissione medica, mentre ad Alghero è chiuso da un anno, senza risposte chiare sul suo futuro. Una disparità che va chiarita con urgenza.
Chiedo che in commissione i vertici ASL diano le ragioni di questa situazione e di indicare soluzioni concrete, tempi certi e un cronoprogramma per garantire anche ai cittadini algheresi e delle zone limitrofe un servizio adeguato. Alghero non può essere lasciata indietro”

Alberto Bamonti Consigliere comunale – Gruppo Base Popolare

“Rally, Di Nolfo spettatore in Regione”

ALGHERO – “Manca poco e a fine mandato, quando faremo un bilancio dell’attività in Consiglio regionale, del Consigliere regionale Di Nolfo, che quotidianamente sproloquia su ogni argomento. Oggi commenta sul trasferimento (annunciato) del rally a Roma, attribuendo responsabilità al Governo Meloni quando è già stato detto in mille modi che la politica può poco rispetto alla volontà degli organizzatori del mondiale Rally. Ne la politica ne Aci. Anzi. Sia a livello locale che con Aci nazionale vogliamo lavorare per trovare una soluzione soddisfacente per gli appassionati, consapevoli che la Sardegna offra uno spettacolo irripetibile. Daremo così al consigliere Di Nolfo la possibilità di capire la differenza tra classe dirigente e spettatore,
quale è da inizio legislatura, pur essendo nella maggioranza di Governo regionale. Ma qualcuno l’ha avvisato?” Dichiara Salvatore Deidda, deputato Fdi, Presidente della IX Commissione Trasporti, Poste, Telecomunicazioni della Camera dei Deputati

“Zedda si accorge solo ora dell’immigrazione controllata, buongiorno!”

CAGLIARI – “Il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda si accorge che l’immigrazione incontrollata rappresenta un problema serio. Dopo quindici anni di quelle che consideriamo politiche scellerate di accoglienza senza limiti, volute e portate avanti dalla sua parte politica, non possiamo che accogliere con piacere questa improvvisa conversione. Meglio tardi che mai. Peccato che, prima di attaccare il Governo Meloni, il sindaco non abbia pensato di controllare i dati ufficiali del Ministero dell’Interno”. A dichiararlo Fratelli d’Italia Cagliari, in risposta alle dichiarazioni del sindaco sugli sbarchi nel capoluogo. “Il sindaco controlli i numeri prima di attaccare il Governo Meloni. E si rilegga il TUEL sulle proprie responsabilità in materia di sicurezza urbana”.

“el 2022 sono sbarcati in Italia 105.131 migranti, nel 2023 si è raggiunto il picco di 157.651, scesi a 66.617 nel 2024 e a 66.312 nel 2025. All’8 ottobre 2026 gli sbarchi sono 23.910, contro i 52.911 dello stesso periodo dell’anno precedente: il 55% in meno. Numeri che, dopo l’aumento del 2023, documentano una netta inversione di tendenza. “Per quindici anni la sua parte politica ha sostenuto politiche dell’accoglienza che giudichiamo fallimentari, mentre chi denunciava i rischi dell’immigrazione incontrollata veniva accusato di alimentare paure e intolleranza. Siamo lieti che oggi il sindaco abbia cambiato idea, ma non si può pretendere che in appena quattro anni il Governo Meloni risolva tutte le criticità che attribuiamo a quindici anni di scelte politiche sbagliate.

Quanto alle responsabilità, nessuno mette in discussione che il controllo dell’immigrazione sia competenza dello Stato. Ma forse al sindaco farebbe bene rileggersi gli articoli 50 e 54 del Testo unico degli enti locali, che disciplinano anche i poteri del sindaco in materia di sicurezza urbana, contrasto al degrado e tutela del decoro cittadino. Prima di impartire lezioni al Governo, dunque, Zedda dovrebbe ricordarsi anche delle responsabilità che la legge attribuisce a chi amministra una città”. “A proposito di sicurezza e decoro, vorremmo ricordargli che, mentre oggi invoca interventi del Governo, soltanto pochi mesi fa la sua amministrazione proseguiva con le politiche del “volemose bene”, arrivando persino a cancellare i divieti comunali di accattonaggio e bivacco introdotti dalla precedente amministrazione. Due questioni certamente distinte, ma che rendono legittima una domanda: quale idea di sicurezza urbana intende portare avanti il sindaco di Cagliari?  Una buona notizia, comunque, c’è: finalmente anche Zedda ha capito che l’immigrazione incontrollata è un problema. Ora dovrebbe soltanto spiegarlo al resto della sua coalizione”. Conclude FdI Cagliari.

“Alghero, opere pubbliche allo sbando: cantieri abbandonati, furti e vandalismi”

ALGHERO – «Cinque manicotti industriali da sei metri ciascuno stavano per essere portati via su un autocarro. È quanto hanno scoperto gli agenti della Polizia nel cantiere della circonvallazione di Alghero, abbandonato ormai da quasi un anno. Un episodio che fotografa una situazione intollerabile: un’opera strategica per la città è lasciata in stato di abbandono, esposta a furti e vandalismi, mentre Alghero continua a fare i conti con ritardi e cantieri incompiuti».
Così Fratelli d’Italia Alghero interviene sullo stato dei lavori della circonvallazione.
«Ma c’è un aspetto ancora più grave: da mesi un lungo tratto della nuova circonvallazione, fatta eccezione per la parte iniziale, viene utilizzato quotidianamente dagli automobilisti senza essere stato collaudato e senza alcuna adeguata misura di sicurezza. Una strada utilizzata di fatto nella viabilità cittadina, ma che continua a trovarsi all’interno di un cantiere abbandonato e incustodito. Una situazione che si protrae da mesi sotto l’assoluta indifferenza di chi avrebbe il dovere di controllare e garantire la sicurezza dei cittadini».
«Fa impressione, inoltre, constatare che le nuove risorse per la circonvallazione siano arrivate soltanto ad agosto, nonostante il bilancio fosse approvato dall’inizio dell’anno e l’avanzo di amministrazione fosse disponibile già da aprile. Con milioni di euro disponibili, il Comune è arrivato tardi anche su un’opera fondamentale per la mobilità cittadina».
«E mentre Cacciotto, a cadenza regolare, annuncia nuove risorse e promette un futuro che non arriva mai, continua a non spiegare alla cittadinanza perché il cantiere sia fermo. È invece dovere dell’Amministrazione rendere edotti i cittadini sui motivi per cui un’opera così strategica è ferma ormai da due anni, sostanzialmente da quando questa Amministrazione si è insediata».
Per Fratelli d’Italia «non si tratta di un caso isolato. Alghero è ormai alle prese con una lunga serie di opere incompiute, cantieri fermi e interventi annunciati: oltre alla circonvallazione ci sono l’ex Cotonificio, Largo Nunzio Costantino, il Palazzo Civico di via Columbano, la piscina comunale, l’ex CRA Simon Mossa e il bando per la gestione del Caval Marì. La sequenza è sempre la stessa: annunci, conferenze stampa, promesse, nuove risorse e poi mesi di attesa».
«Il sindaco Cacciotto non può continuare a rispondere alle difficoltà con nuovi annunci. Governare significa programmare, anticipare i problemi, reperire per tempo le risorse, controllare i cantieri e garantire la sicurezza dei cittadini».
«La circonvallazione è un’opera strategica per migliorare la viabilità, alleggerire il traffico e collegare meglio quartieri e borgate. Tenerla in queste condizioni significa lasciare incompiuto un intervento fondamentale per Alghero, esponendo nel frattempo gli automobilisti a una situazione di rischio che si trascina da mesi».
«Ora Cacciotto dica alla città perché il cantiere è fermo e quando ripartiranno davvero i lavori. Alghero non ha bisogno di altri annunci: ha bisogno di opere completate, cantieri presidiati e amministratori capaci di trasformare le risorse disponibili in risultati concreti».

“Treno a idrogeno: eravamo e restiamo contrari, saranno i fatti a parlare”

ALGHERO – “E’ inutile che il centrodestra tenti di gettare una cortina di fumo davanti agli occhi delle persone. La posizione del Partito Democratico su quest’opera è sempre stata chiara: abbiamo espresso forti perplessità in passato e continuiamo a esprimerle oggi, per ragioni tecniche, economiche e ambientali ben precise.

La tecnologia ferroviaria a idrogeno trova la sua principale giustificazione in quei territori nei quali l’elettrificazione delle linee risulta particolarmente complessa o antieconomica. Non è certamente questa la condizione della Nurra, dove si è deciso di puntare su una tecnologia caratterizzata, peraltro, da un rendimento energetico complessivo decisamente modesto rispetto alla trazione elettrica diretta.

Ma il punto centrale è un altro.

L’originario progetto di tram-treno avrebbe consentito di raggiungere molteplici obiettivi: un consumo di suolo notevolmente inferiore, meno della metà rispetto a quello richiesto dalla nuova infrastruttura ferroviaria e dall’impianto di produzione dell’idrogeno; la possibilità di penetrazione urbana, collegando direttamente i centri cittadini di Sassari, Alghero e Sorso; e, soprattutto, un enorme risparmio di risorse pubbliche.

Ricordiamo che l’opera attualmente in fase di realizzazione comporterà una spesa superiore ai 300 milioni di euro per meno di sette chilometri di collegamento ferroviario. Una cifra enorme, con la quale, secondo le nostre valutazioni, si sarebbe potuta elettrificare quasi tutta la rete ferroviaria a scartamento ordinario della Sardegna.

Sono queste le ragioni che hanno determinato la nostra posizione. Non pregiudizi ideologici, non contrapposizioni politiche, ma una diversa idea di mobilità, di sostenibilità ambientale e di utilizzo delle risorse pubbliche.

E sono esattamente le stesse ragioni che sosteniamo oggi.

Per farla semplice, comunque, non sarà né il centrodestra né il Partito Democratico a decretare il successo o il fallimento di questo faraonico trenino. Saranno i fatti, i costi di gestione, il numero dei passeggeri e l’effettiva utilità del servizio a dirci, negli anni a venire, se questa sia stata una scelta lungimirante oppure un clamoroso spreco di risorse pubbliche.

Nel frattempo, continuiamo a sentirci al fianco dei territori interessati dall’opera e delle persone che in quei territori vivono, lavorano e portano avanti le proprie attività, sopportando le conseguenze di scelte sulle quali abbiamo sempre chiesto maggiore attenzione.

Naturalmente ci auguriamo che, una volta entrato in funzione, il collegamento possa offrire un servizio utile alla collettività.

Speriamo soltanto di non doverci trovare, tra qualche anno, a ricordare agli entusiasti di oggi: «Ve lo avevamo detto».

Partito Democratico Alghero

“Treno a Idrogeno, Cacciotto e il Pd hanno preso in giro l’agro”

ALGHERO – «La Commissione svolta nel sito della centrale di produzione dell’idrogeno a Mamuntanas ha chiarito definitivamente che, nonostante le mistificazioni della sinistra, il treno a idrogeno si farà. C’è da chiedersi che fine abbiano fatto le barricate annunciate in campagna elettorale dalla sinistra algherese». Lo dichiara il centrodestra algherese.
«Cacciotto, il Partito Democratico, il presidente Mimmo Pirisi, i consiglieri Esposito e Madau, il segretario Daga e tutta la sinistra avevano costruito una parte importante della propria campagna elettorale contro il progetto. Avevano detto ai cittadini dell’agro che avrebbero impedito in ogni modo la realizzazione dell’opera. Oggi, invece, dopo aver cercato di nascondere l’opera dietro una coltre di silenzio, si ritrovano a prendere atto dell’avanzamento del progetto, senza aver mosso un dito per mantenere quanto promesso».
«È la solita doppiezza della sinistra: in campagna elettorale si alimentano paure e si promette battaglia; ma quando governa la sinistra resta in silenzio e fa l’esatto contrario. Nel frattempo l’opera procede, ha rispettato le scadenze PNRR di giugno 2026 e, secondo quanto illustrato da ARST, l’infrastruttura ferroviaria sarà completata nel 2028. I primi due treni a idrogeno sono già in fase di collaudo in Svizzera».
«Questa vicenda dimostra anche la spaccatura interna alla maggioranza. Da una parte i centristi, da sempre favorevoli all’opera; dall’altra la sinistra, che l’ha combattuta a parole e oggi la subisce nei fatti. Emblematico il caso del consigliere regionale Valdo Di Nolfo, che ha fatto campagna contro il treno a idrogeno per essere sconfessato dalla stessa Regione, guidata sul dossier dall’assessore ai Lavori pubblici Antonio Piu, dominus politico di AVS e del sindaco Cacciotto».
«Sul nodo di Tanca Farrà il tema della viabilità principale va affrontato con soluzioni concrete. I progrttisti ARST hanno individuato tre possibili ipotesi: come centrodestra pretendiamo che l’Amministrazione comunale si impegni ad ascoltare davvero i cittadini dell’agro e consenta loro di esprimersi sulla soluzione più utile, praticabile e meno penalizzante».
«Altro punto decisivo riguarda la fermata di Sa Segada. Se, come emerso, ANAS ha predisposto il progetto e le opere infrastrutturali necessarie alla sua realizzazione, anche a seguito delle osservazioni presentate dall’Amministrazione, ora il Comune deve dire chiaramente cosa intende fare, senza nascondere la testa sotto la sabbia. La scelta non è neutra: realizzare quel tratto significherà avviare nuovi espropri».
«I partiti di centrodestra non accettano che l’agro venga usato come terreno di propaganda elettorale da chi fomenta paure e malumori per poi abbandonarlo quando si tratta di decidere. Cacciotto, il Pd, Di Nolfo dicano la verità ai cittadini: il treno a idrogeno si farà, loro non lo hanno fermato nonostante le promesse e oggi devono assumersi la responsabilità politica delle bugie raccontate in campagna elettorale»

“Tributi, la Step batte cassa e la Secal attende (ancora) i soldi da Porta Terra”

ALGHERO – “È arrivata, a quanto risulta, agli uffici del Comune di Alghero una nota della società STEP, concessionaria della riscossione, con la quale la società rivendicherebbe il riconoscimento di somme relative all’aggio non maturato a seguito dell’adesione del Comune alla definizione agevolata dei tributi locali.
Una questione sulla quale, come consigliere comunale del PSd’Az, ritengo sia necessario fare immediatamente chiarezza.
La definizione agevolata, prevista dalla normativa statale e alla quale il Comune di Alghero ha scelto di aderire, consente ai contribuenti che hanno debiti tributari iscritti a ruolo di beneficiare dello stralcio di sanzioni e interessi, consentendo loro di estinguere la propria posizione attraverso il pagamento di quanto dovuto a titolo di tributo, secondo le modalità previste dalla legge.
Una scelta che, a mio avviso, va nella direzione di alleggerire il peso fiscale su famiglie e imprese, soprattutto in un momento nel quale tanti cittadini e tante attività economiche hanno difficoltà a sostenere il carico dei debiti accumulati.
Ora, però, sembrerebbe che STEP chieda al Comune il riconoscimento di un presunto mancato guadagno o comunque delle somme collegate all’aggio che la società non avrebbe percepito proprio a seguito dell’applicazione della definizione agevolata.
La domanda è semplice: il Comune deve davvero pagare?
È questa la domanda che rivolgo pubblicamente al Sindaco e agli uffici comunali.
È fondata la richiesta avanzata da STEP? Esiste realmente un obbligo giuridico per il Comune di Alghero di riconoscere queste somme? E, soprattutto, perché dovrebbero essere i cittadini algheresi a farsi carico di un eventuale mancato introito del concessionario?
Prima di qualsiasi riconoscimento economico ritengo indispensabile che l’Amministrazione renda pubbliche le valutazioni degli uffici e chiarisca con assoluta trasparenza la natura della richiesta, la sua quantificazione e l’eventuale titolo giuridico che obbligherebbe il Comune a corrisponderla.
Stiamo parlando, infatti, di soldi pubblici. E quindi di soldi degli algheresi, delle famiglie e delle imprese.
Questa vicenda riporta inoltre al centro una questione politica che come PSd’Az riteniamo fondamentale: la gestione dei tributi e della riscossione deve essere il più possibile vicina all’Amministrazione e ai cittadini.
Il ricorso a un concessionario esterno ha dimostrato, a nostro giudizio, anche i suoi limiti.
Diverso sarebbe il rapporto con una società interamente partecipata dal Comune, come Secal, che rappresenta un patrimonio importante dell’Amministrazione e che deve essere sempre più valorizzato.
Con l’affidamento del servizio di gestione dei tributi ad una società interamente partecipata dal Comune, l’obiettivo è quello di garantire un approccio più equo e vicino ai bisogni dei cittadini, sempre nel rispetto della legalità, della tutela delle entrate comunali e dell’equilibrio di bilancio.
Questo non significa certamente rinunciare alla riscossione dei tributi o ai crediti che il Comune deve incassare.
Significa però svolgere l’attività di recupero con una maggiore attenzione alla situazione concreta di famiglie, lavoratori e imprese, utilizzando tutti gli strumenti previsti dalla legge e privilegiando, quando possibile, soluzioni che consentano al contribuente di regolarizzare la propria posizione senza essere sottoposto a procedure sproporzionate.
Il Comune non è un’azienda privata.
La differenza, a mio avviso, è anche nella natura del soggetto che svolge il servizio.
Una società privata opera necessariamente secondo logiche proprie di un’attività economica e di remunerazione del servizio. Una società interamente partecipata dal Comune, invece, deve avere come riferimento prioritario l’interesse pubblico e quello della comunità amministrata.
È proprio per questo che ritengo che Secal debba essere ulteriormente valorizzata, rafforzandone il ruolo nella gestione dei tributi comunali.
La vicenda STEP dimostra quanto sia delicato affidare all’esterno funzioni così importanti e sensibili, che incidono direttamente sulla vita delle persone e sulla situazione economica delle imprese.
Non possiamo dimenticare, inoltre, le numerose contestazioni che nel tempo sono state sollevate da cittadini e imprese sulle modalità di recupero dei crediti e sulle procedure di riscossione adottate dalla Step.
Oggi, davanti alla richiesta avanzata da STEP, il Comune deve assumere una posizione chiara.
Non si tratta di stabilire se un concessionario abbia o meno il diritto a ricevere quanto eventualmente previsto dalla legge o dal contratto. Questo dovranno dirlo gli uffici e, se necessario, gli organi competenti.
Si tratta però di pretendere chiarezza, trasparenza e tutela dell’interesse pubblico.
Per questo chiedo al Sindaco e all’Amministrazione:
di rendere noto il contenuto e l’importo della richiesta avanzata da STEP;
di chiarire quale sia il fondamento giuridico della pretesa;
di spiegare se il Comune sia effettivamente obbligato a riconoscere le somme richieste;
di rendere pubblici i pareri e le valutazioni degli uffici competenti;
e, soprattutto, di chiarire perché un’eventuale conseguenza economica della scelta di applicare una misura di definizione agevolata prevista dalla legge dovrebbe ricadere sulle casse comunali e quindi sui cittadini.
La priorità deve essere una sola: tutelare l’interesse degli algheresi.
La definizione agevolata è stata adottata per dare una possibilità a cittadini e imprese di regolarizzare i propri debiti. Non può trasformarsi, paradossalmente, in un vantaggio per il contribuente accompagnato da un nuovo costo per la collettività, senza che prima sia verificato attentamente ogni profilo giuridico ed economico. Prima di pagare, dunque, il Comune verifichi. E renda conto ai cittadini”.
Christian Mulas, Consigliere comunale  PSd’Az