“Alghero registra record di presenze, ma a crescere (demograficamente e non solo) è Olbia”

«Il caso Olbia deve far riflettere seriamente anche Alghero. Mentre una città sarda supera, tra residenti e domiciliati, quota 111 mila abitanti, rafforza servizi, economia, turismo e capacità attrattiva, Alghero continua a perdere residenti e rischia il progressivo indebolimento demografico». Lo dichiarano i capigruppo del centrodestra algherese Raffaele Salvatore per UDC–Patto per Alghero, primo firmatario dell’ordine del giorno, Alessandro Cocco per Fratelli d’Italia, Marco Tedde per Forza Italia, Michele Pais per Lega, Massimiliano Fadda per Prima Alghero e Giovanna Caria per Riformatori Sardi.
«I dati pubblicati su Olbia sono impressionanti: 61.739 residenti ufficiali, 111.482 abitanti considerando i domiciliati, una crescita dei residenti del 15,61% dal 2008 al 2025. Anche sul fronte dei servizi turistici il dato è notevole: i posti letto extralberghieri passati da 2.630 nel 2017 a oltre 23 mila nel 2026. Sono numeri che raccontano una città che attrae lavoro, investimenti, servizi e presenze stabili, attraverso l’approvazione di strumenti regolatori e di programmazione importanti, oltre ad una cultura della crescita e dell’impresa».
«Alghero non può limitarsi a osservare. Lo spopolamento non riguarda più soltanto i piccoli centri, ma anche le città medie che non investono su casa, lavoro, servizi, famiglie, natalità, mobilità, impresa e infrastrutture. La demografia è il cuore dello sviluppo della città e determinerà il futuro della nostra comunità. Per questo chiediamo che venga discussa e approvata subito la proposta del centrodestra, primo firmatario Lelle Salvatore, per istituire una commissione speciale sulla crisi demografica e sulle politiche di crescita. Una sede stabile che ascolti categorie, imprese, famiglie, giovani, mondo della scuola, operatori economici e sociali, e individui soluzioni concrete per invertire definitivamente la rotta».
«Senza una strategia – concludono dal centrodestra algherese – Alghero rischia di arretrare. Servono politiche per attrarre residenti, trattenere giovani, sostenere la natalità, creare lavoro stabile e rendere la città vivibile tutto l’anno. Il Consiglio comunale affronti subito il tema: il futuro di Alghero non può essere rinviato».

“Piano recupero immobili, positivo seguire linea tracciata da Fdi”

ALGHERO – “Prendiamo atto positivamente che la Giunta abbia deciso di muoversi nella direzione indicata da Fratelli d’Italia già lo scorso aprile, con la proposta di un Piano Città per il recupero e la rifunzionalizzazione del patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato». Così Fratelli d’Italia Alghero interviene dopo l’indirizzo approvato dalla Giunta sul percorso promosso con l’Agenzia del Demanio.
«Il Piano Città è uno strumento importante, frutto del lavoro portato avanti a livello nazionale con l’Agenzia del Demanio, per mettere gli enti locali nelle condizioni di recuperare immobili pubblici abbandonati o sottoutilizzati, trasformandoli in servizi, funzioni urbane, spazi per la comunità, housing, cultura, formazione e sviluppo».
Per il Capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, Alessandro Cocco «Alghero ha un patrimonio immobiliare molto pesante, spesso inutilizzato, mentre continuano a esistere fabbisogni enormi e fitti passivi. Razionalizzare gli spazi, ridurre i costi, recuperare edifici e restituire funzioni pubbliche ai cittadini è esattamente l’approccio che chiediamo da mesi».
«Ora però bisogna procedere rapidamente e con metodo: definizione chiara del portafoglio degli immobili, individuazione delle funzioni previste, stima dei fabbisogni e pieno coinvolgimento degli altri enti istituzionali, a partire dalla Regione all’Università, insieme agli altri soggetti pubblici interessati».
«Proprio per questo avevamo chiesto che beni come l’ex Ostello di Fertilia fossero inseriti dentro una cornice organica di Piano Città, evitando interventi isolati e accelerazioni prive di una visione complessiva. Da ora in avanti servirà massima attenzione alle procedure, agli atti e alla qualità dell’istruttoria amministrativa».
«Fratelli d’Italia è disponibile a lavorare in modo costruttivo su un percorso serio, capace di trasformare il patrimonio pubblico da costo per la città a leva di rigenerazione, servizi e sviluppo. Ma servono atti concreti, tempi chiari e finalità precise per ogni immobile»

“L’Assessore dei miracoli e la copertura fantasma”

ALGHERO – “Da oltre quarant’anni frequento e vivo il Tennis Club Alghero, ma una storia di pura “distorsione dei fatti” come quella raccontata ieri dall’Assessore al più o meno tutto non l’avevo ancora mai sentita.
Sentir dichiarare che “al Tennis Club stiamo realizzando la copertura che Alghero aspettava da trent’anni” farebbe anche sorridere, se non fosse che, ad oggi, sul campo non c’è traccia nemmeno dell’inizio dei lavori.
Altro che cantiere vero!
Ma il capolavoro della narrativa politica si raggiunge quando l’Assessore giustifica i ritardi scaricando la colpa sul Club, reo — a suo dire — di aver richiesto modifiche al progetto per inserire delle sedute al coperto.
Siamo alle solite: si millantano successi e si inventano scuse.
La realtà è ben diversa e gli atti parlano chiaro:
Nessuna modifica o proroga è mai stata richiesta dal Tennis Club, né via PEC né per e-mail. Se poi si confondono le pratiche amministrative ufficiali con quattro chiacchiere davanti a una pizza, allora alzo le mani.
La verità sulla modifica del progetto è un’altra: il progetto iniziale era sbagliato e non avrebbe mai ottenuto l’omologazione dalla Federazione Italiana Tennis (FITP) in quanto non rispettava altezze e distanze minime.
L’impresa, anziché rispettare il cronoprogramma, ha chiesto una proroga fissando la nuova scadenza al 3 luglio. Scadenza ampiamente superata nel silenzio più totale.
Resta solo una certezza, triste per lo sport algherese: anche quest’anno, in caso di pioggia, la nostra squadra di A2 sarà costretta a giocare le partite di casa… fuori casa.
Dice l’Assessore che “resterà un’infrastruttura per i prossimi trent’anni”. Nel frattempo, per i prossimi trenta giorni (e chissà quanti altri mesi), resta solo la solita cortina di fumo. Ammettere ritardi ed errori sarebbe un atto di maturità e rispetto verso i cittadini e verso chi lo sport lo vive davvero ogni giorno. Ma si sa, ammettere la realtà non fa notizia; inventarsi i fatti ed i cantieri, invece, purtroppo sì”.
Andrea Delogu, segretario cittadino di Forza Italia

Punta Giglio, parcheggi o fascia taglia fuoco? Esposto alla Forestale

ALGHERO – “L’Associazione “Punta Giglio Libera. Ridiamo vita al Parco” interviene sulla trasformazione dell’area alla base del compendio di Punta Giglio, all’interno del Parco di Porto Conte e della Rete Natura 2000. L’intervento è stato autorizzato dal Provvedimento Unico SUAPE numero 6347 dello scorso 31 luglio 2026, il cui oggetto ufficiale è lo sfalcio vegetazionale per pulizia e costituzione di una fascia tagliafuoco. Oggi, tuttavia, sul terreno si presenta una situazione che merita un attento e rigoroso accertamento da parte delle autorità preposte.
Le immagini scattate prima e dopo l’intervento mostrano una superficie ampiamente priva della vegetazione originaria, regolarizzata e ricoperta di materiale granulare chiaro, attualmente utilizzata per la sosta di numerosi veicoli. Da qui nasce la domanda spontanea dell’Associazione, che chiede di verificare se il provvedimento autorizzasse soltanto lo sfalcio e la costituzione di una fascia tagliafuoco oppure se comprendesse anche le pesanti lavorazioni necessarie a trasformare la superficie in un’area stabilizzata destinata alla sosta delle auto. È proprio per rispondere a questo interrogativo che l’Associazione ha presentato un esposto formale al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, richiedendo un sopralluogo urgente e la verifica della corrispondenza tra quanto autorizzato sulla carta e quanto effettivamente realizzato sul posto. Non si tratta di anticipare conclusioni affrettate sull’esistenza di un abuso, ma si chiede agli organi competenti di verificare gli eventuali profili edilizi, ambientali e forestali dell’intervento. Particolare attenzione viene posta sulla vegetazione presente ai margini della superficie, sulla rimozione della copertura vegetale spontanea, sulla movimentazione e sistemazione del terreno e sulla natura del materiale granulare utilizzato per il fondo stradale.
Parallelamente, l’Associazione ha presentato al Comune di Alghero un’istanza di Accesso Civico Generalizzato per acquisire l’intero fascicolo amministrativo e tecnico, compresi gli elaborati progettuali e cartografici. Tra gli aspetti che si intendono chiarire vi sono l’esatta situazione ante operam, la superficie realmente interessata dallo sfalcio, le lavorazioni sul terreno previste e la reale necessità antincendio della fascia. Si intende inoltre accertare se fossero previsti accessi carrabili, modifiche della viabilità o aree di sosta, quale documentazione sia stata trasmessa al Parco di Porto Conte, quale fosse l’atto che il Parco era chiamato a rendere nell’endoprocedimento e sulla base di quali presupposti il SUAPE abbia considerato acquisito il relativo assenso. Infine, si chiede di verificare se sia stata effettuata la verifica di assoggettabilità alla VInc.A. e quali valutazioni siano state effettuate sugli habitat e sugli obiettivi di conservazione della Rete Natura 2000. Il provvedimento individua infatti il Parco tra le amministrazioni coinvolte per le verifiche relative agli interventi in area protetta, ma dall’atto non emerge una sua determinazione espressa, dando invece conto della mancata trasmissione delle determinazioni e della conseguente acquisizione dell’assenso secondo il meccanismo del silenzio-assenso. È necessario quindi capire che cosa sia stato trasmesso al Parco, quale valutazione fosse richiesta e perché il suo silenzio sia stato considerato sufficiente alla conclusione del procedimento.
La prevenzione degli incendi è certamente una finalità importante, ma in un’area protetta e inserita nella Rete Natura 2000 occorre sapere perché quella specifica fascia tagliafuoco fosse necessaria, chi ne abbia individuato l’esigenza e quale istruttoria tecnica ne abbia determinato localizzazione, dimensioni e caratteristiche. E soprattutto occorre verificare il rapporto tra il titolo autorizzativo e ciò che oggi si trova sul terreno. L’Associazione non sta dicendo che il provvedimento abbia autorizzato un parcheggio, ma sta chiedendo di verificare se ciò che oggi vediamo sul terreno corrisponda a ciò che è stato effettivamente autorizzato. È questa la ragione dell’esposto al Corpo Forestale e della richiesta di accesso agli atti, perché a Punta Giglio non basta sapere che cosa c’è scritto in un provvedimento, ma bisogna poter verificare che cosa è stato progettato, che cosa è stato autorizzato e che cosa è stato effettivamente realizzato. Punta Giglio è patrimonio della collettività e le regole di tutela devono essere trasparenti e uguali per tutti”
Associazione Punta Giglio Libera

Mafie o non mafie, Alghero rischia di perdere la sua identità

ALGHERO – Una città in preda a una perenne crisi di nervi. Appena si toccano argomenti delicati, si scatenano le tifoserie, come se si stesse parlando di calcio. Del resto, ormai, anche la politica e, più in generale, la condizione socio-economica locale diventano motivo di scontro da bar e da social. Niente di più. Mai, o quasi, un ragionamento serio, approfondito e di buon senso.

Coloro che stanno in sella si sentono subito toccati e scatta il mood della «lesa maestà», mentre gli altri, pochi, perché in generale si preferisce tacere, sorvolare o, meglio, minimizzare quando si tratta di temi scottanti, partono all’attacco, a testa bassa.

Se ben tre Procuratori della Repubblica (Pintus, Mammone e Patronaggio) e alcuni quotidiani, tra cui il Fatto, tra l’altro di chiara area sinistra-5 Stelle, fanno emergere a tutte lettere il problema delle infiltrazioni mafiose, è evidente che qualcosa c’è. E questo qualcosa va oltre ciò che vediamo tutti i giorni e che solo degli stolti non possono comprendere. In particolare, un centro storico divenuto un bazaar: invasione dei tavolini, doppi e tripli poligoni, insegne di tutti i colori e tipologie, offerte merceologiche discutibili, ristoranti che trasformano il loro dehor (pubblico) in balera, etc, etc. Senza considerare amche gli effetti su decoro, pulizia, consumi dell’elettricità [leggi], dell’acqua e altro che causa questo sconsiderato carico antropico.

Certo, questo non vuol dire in maniera univoca che vi siano degli illeciti e, tantomeno, delle collusioni o presenze «mafiose». D’altra parte, però, emerge come l’assenza di strumenti pianificatori abbia causato una condizione di generale snaturamento di quello che era e sarebbe dovuto rimanere l’Alguer Vella,  soprattutto avrebbe potuto  generare un terreno meno  permeabile a eventuali infltrazioni. Come ripetono da anni gli esperti del settore (magistrati, inquirenti, giornalisti, etc), la mancanza di chiari e vigenti strumenti pianificatori può agevolare l’arrivo di capitali opachi.

Come sanno anche i bambini, senza nuove aree di sviluppo e crescita e senza la creazione di nuovi hotel e servizi, la parte antica della città, ma anche altre zone, sono divenute una sorta di «albergo diffuso», creando un’offerta caotica e senza regole, dove, tra l’altro, come ripetuto alla nausea dagli amministratori da anni, vige molto «nero».

Se a questo aggiungiamo il fatto che si è passati da una classe imprenditoriale basata principalmente su imprenditori edili e commercianti locali a una sempre più orientata verso ristorazione, negozi di chincaglierie e intrattenimento, con un’offerta notturna sempre più sacrificata a favore dell’immancabile binomio spiaggia-cena e poi tutti a nanna, il quadro è fatto.

Che lo dicano i procuratori, sicuramente sulla base di elementi fondati, o che emerga dalle evidenze, Alghero sta perdendo il suo volto, con il centro storico, e non solo, ormai sempre più snaturato. Senza un cambio di rotta repentino e totale, si rischia di non poter più tornare indietro e di lasciare ai posteri una città dai numeri di presenze record, ma senza più un’identità, sempre più povera e con sempre meno algheresi.

 

Nella foto Piazza Civica di Alghero

“Alghero strade gruviera, pericolo per tutti e addio dai motociclisti”

ALGHERO – «La denuncia pubblica del presidente di un Moto Club lombardo è un campanello d’allarme che l’Amministrazione comunale non può continuare a ignorare. Quando un’associazione di motociclisti arriva a sconsigliare ai propri soci di tornare ad Alghero a causa delle condizioni delle strade, significa che il problema degli asfalti è diventato anche un problema di immagine e di promozione turistica della città».
Lo affermano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, commentando la denuncia pubblicata da un importante media locale.
«Alghero – sottolineano i consiglieri azzurri – è ormai una città-gruviera. Buche, avvallamenti, tombini sconnessi e tratti di asfalto fortemente degradati rappresentano un pericolo per tutti: per chi si muove in bicicletta, in moto, in automobile e persino per i pedoni. Ma oggi dobbiamo guardare oltre il problema della sicurezza stradale».
«Un motociclista che arriva ad Alghero per trascorrere una vacanza e rischia di cadere a causa di una buca non porta a casa soltanto un brutto ricordo. Porta con sé un giudizio negativo sulla città e lo comunica ad altri potenziali visitatori. È una forma di promozione negativa che può avere conseguenze molto serie soprattutto in un settore, quello del turismo, nel quale reputazione e passaparola hanno un peso enorme».
Forza Italia ricorda che «da mesi denunciamo questa situazione e chiediamo all’Amministrazione di intervenire. Gli interventi di asfaltatura erano stati annunciati con la solita enfasi propagandistica a gennaio: il Comune aveva indicato l’avvio dei cantieri già nella primavera del 2026, dopo l’affidamento dei lavori. Eppure di quegli interventi non si sente più parlare».
«Avevamo già detto che non bastavano annunci e comunicati stampa. Servivano cantieri, operai e asfalto. Oggi abbiamo la conferma che il problema non è soltanto percepito dagli algheresi: lo vedono e lo denunciano anche coloro che arrivano nella nostra città da altre parti d’Italia».
«Il presidente del Moto Club lombardo– aggiungono Tedde, Peru, Bardino e Ansini – parla a nome di una categoria che rappresenta un segmento turistico importante. I motociclisti viaggiano, spendono, frequentano strutture ricettive, ristoranti e attività commerciali e possono diventare straordinari ambasciatori di una destinazione. Ma possono anche fare l’esatto contrario, quando trovano una città nella quale percorrere le strade diventa un rischio».
«Il Sindaco Cacciotto e l’Amministrazione comunale devono comprendere che ogni giorno di ritardo negli interventi sugli asfalti non significa soltanto una buca in più. Significa sicurezza compromessa, disagi per i cittadini e un pezzo dell’immagine turistica di Alghero che viene deteriorato».
«Non possiamo permetterci – concludono i consiglieri di Forza Italia – che Alghero venga ricordata come la città delle buche e dei percorsi a ostacoli. Gli asfalti devono partire e devono essere realizzati rapidamente e bene. Perché mentre l’Amministrazione continua ad annunciare interventi, i motociclisti stanno già facendo un’altra cosa: stanno dicendo agli altri motociclisti di non venire ad Alghero. E questo, per una città turistica, è un danno gravissimo».

“Alghero comunità sana, basta gettare discredito”

ALGHERO – “Dobbiamo lavorare tutti insieme per rendere Alghero impermeabile alla criminalità, che sia organizzata o di fattispecie comune. La sicurezza e la legalità sono una priorità ed è comprensibile che ci sia una forte volontà di proteggere la comunità. Credo sia altrettanto necessario mantenere un approccio equilibrato e responsabile, fondamentale per collaborare efficacemente con la Procura e le forze dell’ordine e, allo stesso tempo, tutelare la nostra comunità, la credibilità delle istituzioni e l’immagine di una città che non può essere sistematicamente e ripetutamente identificata con fenomeni criminali in assenza di elementi oggettivi che lo dimostrino e generalizzando il concetto a discredito dei tanti cittadini onesti”. Lo afferma il Sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto sul delicato tema evidenziato dal Procuratore Generale di Cagliari Luigi Patronaggio, anche a seguito delle riflessioni dell’ex Procuratrice Generale di Sassari Maria Gabriella Pintus.

“L’Amministrazione comunale, e ritengo anche i sindaci che mi hanno preceduto, non sono mai stati indifferenti al tema della sicurezza”, spiega. In proposito, il Sindaco ribadisce quanto affermato più volte, anche davanti al Consiglio Comunale. “Secondo quanto confermato durante i Comitati Provinciali per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, la città di Alghero gode di un’elevata qualità della vita, sia in termini di sicurezza che di vivibilità, elementi che contribuiscono alla coesione sociale e all’attrattività del territorio. Affermare questo non significa abbassare la guardia. Al contrario, l’Amministrazione comunale ha posto fin dal suo insediamento particolare attenzione al presidio del territorio e alla sicurezza urbana”.

Un impegno che passa innanzitutto attraverso la collaborazione con le istituzioni dello Stato. “Abbiamo un’interlocuzione costante con la Prefettura e con le forze dell’ordine e partecipiamo attivamente ai Comitati Provinciali per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. È questa la strada che riteniamo più seria ed efficace: fare fino in fondo la nostra parte, essere pronti a cogliere qualsiasi eventuale segnale e mettere le istituzioni competenti nelle condizioni di intervenire laddove emergano elementi concreti. A settembre 2025 abbiamo inoltre inviato una formale richiesta, reiterata più volte, al Ministero dell’Interno affinché vengano rafforzati gli organici delle forze di Polizia, oggi sottodimensionati rispetto alle esigenze di un territorio a forte vocazione turistica come quello di Alghero”. Il Comune di Alghero e la Prefettura hanno inoltre sottoscritto il protocollo d’intesa “Prevenzione amministrativa antimafia. Iniziative nel settore turistico-alberghiero e della ristorazione”, che prevede l’effettuazione sulla Banca Dati Nazionale Antimafia di controlli più estesi e approfonditi sui titolari di licenze comunali nei settori interessati. In aderenza alle direttive del Ministero dell’Interno, il protocollo definisce uno stabile modello di collaborazione finalizzato a rafforzare l’azione amministrativa di prevenzione e contrasto di eventuali fenomeni di riciclaggio, usura, estorsione e, più in generale, dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata. “ Utilizziamo gli strumenti che sono nella disponibilità dell’Amministrazione per rafforzare la prevenzione e costruire, insieme agli organismi dello Stato, una rete capace di intercettare eventuali segnali. Non possiamo sottovalutare il fenomeno né tantomeno negarlo, ma ogni considerazione, per uscire dal campo delle ipotesi, delle teorie e delle percezioni, deve essere sostenuta da elementi concreti, da denunce e dalle risultanze delle indagini”. A questo si aggiunge il protocollo sottoscritto tra Comune di Alghero e Guardia di Finanza, finalizzato a rafforzare i controlli e le azioni di prevenzione in materia di tributi locali e sostegni pubblici, consolidando ulteriormente il presidio di legalità economico-finanziaria sul territorio. “La nostra è una comunità sana e rispetto alla possibile penetrazione della criminalità organizzata occorre una vigilanza costante. Pur comprendendo le preoccupazioni delle cittadine e dei cittadini, del tutto legittime e condivisibili quando ciclicamente la nostra città viene tirata in ballo su questo tema, ritengo che il miglior approccio debba essere guidato dalla fiducia nelle istituzioni. Fiducia nella Prefettura, nei Carabinieri, nella Polizia di Stato, nella Guardia di Finanza, nella Magistratura e in tutti coloro che quotidianamente operano per garantire la sicurezza della nostra comunità. È proprio perché facciamo concretamente la nostra parte che rivendichiamo anche il dovere di tutelare Alghero da rappresentazioni che rischiano di trasformare ipotesi e percezioni in una realtà accertata che, allo stato attuale, non trova riscontro nelle conclusioni delle autorità competenti. Alghero non è un Far West e non è una città senza regole. È una città bella, sicura, aperta e ospitale, con una buona qualità della vita, nella quale la stragrande maggioranza delle persone vive, lavora e fa impresa onestamente. Anche la reputazione della nostra comunità è un patrimonio collettivo che abbiamo il dovere di difendere. Vigilare senza abbassare mai la guardia e tutelare l’immagine della città e l’onorabilità dei cittadini onesti non sono due obiettivi contrapposti, ma due facce della stessa responsabilità istituzionale”. Allo stesso tempo, il Sindaco invita a evitare la diffusione di notizie prive di riscontri oggettivi, che possono condurre a conclusioni affrettate e ricostruzioni infondate. È il caso, riportato da un giornale nazionale nei giorni scorsi, dell’accenno al ristorante limitrofo alla Casa Manno, dove è in corso il procedimento per la realizzazione di una importante opera di ampliamento degli spazi del già museo dedicato all’illustre politico algherese. I lavori sono stati affidati e inizieranno a breve, essendo stato scelto di evitare disagi nel pieno della stagione estiva nel cuore del centro storico. “Come Sindaco, confermo la mia piena disponibilità all’ascolto e al confronto con tutte le cittadine e tutti i cittadini, nella consapevolezza che la tutela della comunità rappresenta il primo dovere di chi amministra. Manteniamo alta la guardia di fronte a qualsiasi possibile fenomeno criminale, ma chiedo che sia difesa e tutelata l’integrità delle persone che ogni giorno vivono, lavorano e investono onestamente nella nostra città. Si agisca contro i criminali, si denunci se si è a conoscenza di elementi utili alle indagini, ma la si smetta una volta per tutte di gettare discredito sull’intera comunità perché questo non contribuisce alla soluzione dei problemi, ma rischia soltanto di generare tensioni, divisioni e un danno ingiustificato alla città e ai cittadini onesti e per bene”, conclude.

“Mafie ad Alghero, Tedde chiede al Sindaco di fare ciò che sta già facendo da due anni”

ALGHERO – “Basta un sussulto e ciclicamente torna l’argomento sicurezza. E, altrettanto ciclicamente, Marco Tedde ripropone la stessa uscita, arrivando questa volta a chiedere al Sindaco Raimondo Cacciotto di “uscire dal silenzio” su un tema sul quale è intervenuto pubblicamente più e più volte, oltre che in Consiglio comunale. Una ricostruzione talmente distante dalla realtà che sarebbe sufficiente ripercorrere le cronache degli ultimi due anni per rendersene conto.

Sul tema della sicurezza il Sindaco è intervenuto pubblicamente in circa una ventina di occasioni, affrontando tanto gli episodi contingenti quanto le questioni più generali relative al presidio del territorio, al rafforzamento delle forze dell’ordine e della Polizia locale, alla prevenzione e alla necessità di mantenere alta l’attenzione rispetto a qualsiasi possibile fenomeno criminale. Evidentemente Forza Italia era impegnata in altro anziché ascoltare, se oggi arriva a chiedere al Sindaco esattamente ciò che il Sindaco ha già fatto e continua a fare.

Non emerge, peraltro, alcun elemento sostanzialmente nuovo dagli articoli giornalistici pubblicati in questi giorni rispetto a un quadro di ipotesi, preoccupazioni e percezioni sul quale si discute ormai da mesi e rispetto al quale le istituzioni competenti stanno mantenendo alta l’attenzione. Proprio per questo sarebbe opportuno affrontare una materia tanto delicata con equilibrio, evitando di trasformarla ogni volta nell’occasione per l’ennesima polemica politica.

In questi due anni sono stati diversi gli incontri del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicati ad Alghero e al territorio, uno dei quali, pochi mesi fa, anche alla presenza del Procuratore della Repubblica. Il Sindaco ha mantenuto costanti interlocuzioni con la Prefettura e con le forze dell’ordine, ha chiesto formalmente al Ministero dell’Interno un rafforzamento degli organici delle forze di Polizia, sottodimensionati rispetto alle esigenze di una città turistica come Alghero, e l’Amministrazione ha sottoscritto con la Prefettura il protocollo per la prevenzione amministrativa antimafia nei settori turistico-alberghiero e della ristorazione. A questo si aggiunge il protocollo con la Guardia di Finanza per rafforzare i controlli e il presidio della legalità economico-finanziaria.

Sono atti, interlocuzioni e prese di posizione pubbliche che raccontano un’Amministrazione tutt’altro che silenziosa o distratta. Raccontano, al contrario, un lavoro continuo che viene portato avanti senza allarmismi e senza sottovalutazioni, nel rispetto delle competenze e delle valutazioni della Prefettura, della Magistratura e delle forze dell’ordine.

La sicurezza della comunità è un tema troppo serio per essere utilizzato come argomento da riproporre ciclicamente a seconda della convenienza politica del momento. Se lo stesso Tedde sostiene oggi che occorrano equilibrio e responsabilità, dovrebbe essere il primo ad applicare questi principi, evitando di inventare un “silenzio del Sindaco” che semplicemente non esiste.

Meno propaganda e più responsabilità: è questo che ci aspetteremmo da chi ha ricoperto importanti ruoli istituzionali e conosce perfettamente la delicatezza di questi argomenti. L’Amministrazione continuerà a fare la propria parte e a collaborare con tutte le istituzioni competenti, mantenendo alta la guardia e tutelando contemporaneamente Alghero da rappresentazioni allarmistiche che non trovano riscontro nelle valutazioni finora espresse dagli organismi preposti.”

F.to Consigliere Giampietro Moro
Consigliera Beatrice Podda
Gruppo Europa Verde

“Mafie ad Alghero: senza esagerare, ma la preoccupazione è forte”

ALGHERO – “Gli articoli pubblicati nelle ultime ore dal Fatto Quotidiano e da La Nuova Sardegna affrontano un tema che nessuno può permettersi di sottovalutare: il rischio che organizzazioni criminali cerchino spazi di penetrazione nel tessuto economico di Alghero. Massima attenzione, dunque, e nessuna sottovalutazione. Ma proprio perché si parla di mafia, camorra e criminalità organizzata occorrono rigore e responsabilità nell’uso delle parole.

Alcuni passaggi delle ricostruzioni giornalistiche descrivono Alghero come una sorta di «colonia governata da clan d’origine campana» e di una città che sarebbe stata sostanzialmente venduta a famiglie legate alla camorra. Sono affermazioni forti che se non vengono accertate rischiano ssolo di restituire l’immagine deformata di una città ormai perduta.

Eppure sono proprio le parole virgolettate delle autorità giudiziarie e istituzionali riportate negli stessi articoli a suggerire una lettura molto più prudente. Il procuratore di Sassari Armando Mammone lancia giustamente un appello alla collaborazione dei cittadini e invita chi conosca fatti penalmente rilevanti a riferirli alla magistratura. Ma aggiunge una frase non secondaria: «I segnali li cogliamo pure noi, ma coi segnali non si fanno processi».

Lo stesso procuratore generale Luigi Patronaggio richiama l’attenzione sul divario tra illegalità percepita e dati giudiziari e parla di presenza di capitali e attività illecite «percepita dalla gran parte della popolazione di Alghero», alla quale tuttavia «non corrisponde un rilevante numero di denunce e quindi di procedimenti penali».

Ancora più esplicita è stata l’ex Prefetto di Sassari, Grazia La Fauci, della quale lo stesso Fatto Quotidiano ricorda le parole pronunciate appena due mesi fa: «Non ci sono prove che confermino l’infiltrazione di criminalità organizzata ad Alghero». Sono precisazioni fondamentali.

Ipotesi investigative e fatti giudiziariamente accertati non sono la stessa cosa. È esattamente questa prudenza che traspare dalle parole virgolettate di magistrati e autorità dello Stato. Ed è la stessa prudenza che dovrebbe caratterizzare chi quelle parole le racconta, le titola e le utilizza nel dibattito pubblico. Nessuno può minimizzare.

Gli incendi, le intimidazioni e ogni altro episodio criminale verificatosi nel territorio devono essere investigati fino in fondo. Se esistono investimenti sospetti, si rafforzino i controlli sulla provenienza dei capitali. Se imprenditori e cittadini hanno subito pressioni o minacce, denuncino, con la certezza di trovare nello Stato e nelle sue istituzioni, ma anche e soprattutto nel tessuso sociale algherese, protezione e sostegno. Se esistono tentativi di infiltrazione nel tessuto economico o nelle attività legate al turismo, magistratura e forze dell’ordine devono poter disporre di tutti gli strumenti necessari per individuarli e contrastarli.

Ma tutto questo è profondamente diverso dal rappresentare Alghero come una città già nelle mani della camorra.

Alghero è una città con migliaia di imprenditori, commercianti, lavoratori e famiglie che operano onestamente e che non meritano di vedere la propria comunità descritta come un territorio conquistato dalla criminalità organizzata.

Una rappresentazione di questo tipo rischia di gettare un’ombra ingiustificata sull’intero tessuto economico e sociale algherese, proprio nel momento in cui Alghero registra numeri turistici di assoluto rilievo.

Per questo rivolgiamo un invito alla cautela anche a chi gestisce la comunicazione pubblica e politica. Un titolo ad effetto può durare un giorno; il danno reputazionale arrecato a una città può durare anni.

Dobbiamo difendere il buon nome di Alghero senza nascondere i problemi né abbassare la guardia. Dobbiamo pretendere che i problemi vengano raccontati per quello che sono, distinguendo sempre i fatti accertati dalle ipotesi investigative, gli elementi di allarme dalle conclusioni giudiziarie, la percezione dalla prova. Su mafia e criminalità organizzata non possono esserci sottovalutazioni né zone d’ombra. Ma neppure suggestioni, generalizzazioni o processi mediatici.

L’invito che rivolgiamo a tutti gli algheresi è di prestare massima attenzione, garantire massima collaborazione con magistratura e forze dell’ordine e tolleranza zero verso qualsiasi tentativo di infiltrazione. Insieme ad altrettanta fermezza nel respingere una rappresentazione di Alghero come città conquistata dalla camorra che, allo stato delle risultanze riportate dalle stesse autorità, non trova riscontro in accertamenti giudiziari”.

Il Coordinamento cittadino
Fratelli d’Italia Alghero

“Alghero cadioprotetta”, proposta di Mulas, Martinelli e Bamonti. Al Porto sono presenti già due defibrillatori

ALGHERO – Rafforzare la presenza dei defibrillatori semiautomatici DAE nelle spiagge e nelle strutture sportive del territorio, creando una rete sempre più capillare di dispositivi in grado di contribuire alla sicurezza di cittadini e visitatori. È l’obiettivo dell’ordine del giorno presentato dai consiglieri comunali Christian Mulas, presidente della V Commissione consiliare, Alberto Bamonti e Gianni Martinelli, che impegna il Sindaco e la Giunta a promuovere e realizzare il progetto “Alghero cardioprotetta – Spiagge e sport in sicurezza”.

La proposta parte dalla necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e primo intervento nei luoghi caratterizzati da una maggiore frequentazione. Alghero, città a forte vocazione turistica, registra soprattutto durante la stagione estiva una presenza particolarmente elevata lungo le proprie spiagge, che diventano luoghi di grande aggregazione per residenti e visitatori. A queste si aggiungono gli impianti e le strutture sportive, frequentati durante tutto l’anno da atleti, associazioni e cittadini.

Alla base dell’iniziativa vi è la consapevolezza che, in caso di arresto cardiaco improvviso, la tempestività dell’intervento rappresenti un fattore determinante, che può consentire di intervenire rapidamente in attesa dell’arrivo dei mezzi di soccorso. La normativa vigente prevede che gli assistenti bagnanti siano abilitati all’utilizzo del defibrillatore, senza tuttavia imporre la presenza del dispositivo negli stabilimenti balneari. L’ordine del giorno punta dunque a superare questo limite, favorendo una diffusione capillare dei DAE lungo il litorale e rendendo concretamente disponibili dispositivi che, in situazioni di emergenza, possono risultare determinanti per salvare una vita.

Intanto grazie al Consorzio del Porto, sono presenti, da tempo, due defibrillatori a disposizione di tutti: naturalmente omologati e controllati annualmente uno nei bagni del porto aperti al pubblico nella passeggiata “Barcellona” e uno nei bagni e servizi nel molo Lo Frasso/molo Catardi.