“Il PD silura la Sanna per l’Esposito”. Giunta e partecipate, fibrillazioni e cambi in vista
ALGHERO – «Il Partito Democratico dimostra ancora una volta che di democratica ha solo il nome. La lettera per liquidare l’assessora Raffaella Sanna rappresenta una bruttissima pagina della politica cittadina: competenze, merito e dignità sacrificati alle lotte intestine e ai regolamenti di conti» Lo dichiarano i capigruppo del centrodestra Michele Pais (Lega), Marco Tedde (Forza Italia), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Lelle Salvatore (UDC), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori) riguardo l’annunciato, da tempo, e ancora non attuato “rimpasto”. A quanto pare, il sindaco Cacciotto non sarebbe intenzionato a realizzare una “revisione” generale degli assetti, ma preferisce che siano i partiti a indicare degli eventuali mutamenti. Modus operandi meno consueto del solito. Infatti, solitamente, a metà mandato (se non prima) ì è anche naturale fermarsi, fare una verifica e attuare delle modifiche nell’impianto governativo, “partecipate” comprese.
Ma, come detto, pare che, al netto di prevedibili sussulti, ci saranno delle richieste di cambiamenti in capo a partiti e gruppi consiliari. In discussione gli assessori Raffaella Sanna, Raniero Selva e Francesco Marinaro, Almeno così emerge da varie prese di posizioni, spesso sussurrate, ma reiterate. A cambi in giunta seguirebbero anche alcuni cambiamenti in seno agli enti in capo al Comune, in particolare si parla della “Società Alghero In House”: il presidente potrebbe lasciare per poi entrare in Consiglio a seguito delle dimissioni di Bamonti che andrebbe a fare l’assessore in staffetta con Marinaro.
Mentre per quanto per la delega alla Cultura dovrebbe esserci l’ingresso di Gabriella Esposito e per l’igiene urbana e ambiente non è chiaro se sarà lo stesso Christian Mulas a decidere di entrare in Giunta o verrà fatto qualche altro nome con l’esponente del Psd’Az che andrebbe a proporre un nome per qualche altro ruolo. Qualora Marinaro dovesse lasciare, il vice-sindaco dovrebbe diventare Maria Grazia Salaris.
«Una comunicazione dei vertici PD al sindaco Cacciotto per sostituire Sanna con Gabriella Esposito, senza neppure informare l’interessata. Siamo alle epurazioni via WhatsApp, con le persone ridotte a pedine degli equilibri di partito.
Ancora più grave dopo che Sanna aveva denunciato al sindaco e al segretario generale comportamenti da lei definiti violenti. Quegli atteggiamenti erano forse parte di un disegno per indurla alle dimissioni e liberare il posto in Giunta? Un interrogativo inquietante, che merita chiarezza.
Fa impressione che proprio una donna preparata e competente subisca questo trattamento dal PD, sempre pronto a impartire lezioni di rispetto, inclusione e tutela delle donne. Principi evidentemente sacrificabili quando bisogna regolare i conti interni.
La vicenda fotografa una maggioranza occupata dalle proprie faide anziché dai problemi della città. E temiamo sia soltanto l’inizio: si profilano ulteriori epurazioni in Giunta, dettate non dai risultati amministrativi, ma dagli equilibri delle correnti. Gli assessorati non sono proprietà privata dei partiti né strumenti di vendetta politica. Il sindaco ricordi che gli assessori li nomina lui e rispondono alla città, non alle segreterie. Ci auguriamo che Cacciotto abbia uno scatto di autonomia e autorevolezza, difendendo la propria Giunta e valutando Sanna per il lavoro svolto, anziché piegarsi alle logiche delle epurazioni».
“Giunta e Maggioranza Cacciotto: oltre le cerminonie, solo tensioni, annunci e incompiute”
ALGHERO – “Da mesi la maggioranza che sostiene la Giunta Cacciotto è bloccata da tensioni interne, lottizzazioni, divisioni e continui riassetti politici. La verifica annunciata non si è ancora conclusa, gli equilibri tra i gruppi restano incerti e la redistribuzione degli assessorati continua a essere al centro del confronto.
Questa instabilità non è soltanto un problema interno alla coalizione. Sta rallentando l’attività amministrativa e impedendo alla città di avere una direzione chiara. Mentre la maggioranza discute della propria composizione, restano senza soluzione i problemi che riguardano direttamente i cittadini: opere pubbliche incompiute, spacchettamementi di appalti equivoci, interventi rinviati, programmazione insufficiente e annunci ai quali non seguono risultati concreti e verificabili.
Il sindaco Cacciotto deve assumere pienamente la responsabilità della situazione. Finora non ha chiarito se esista ancora una maggioranza coesa, quale programma intenda attuare e quali siano le priorità dell’amministrazione. L’attesa e l’ennesima redistribuzione delle deleghe non possono sostituire le decisioni necessarie per superare la crisi.
Alghero ha bisogno di stabilità, priorità definite e tempi certi. Per questo chiediamo al sindaco di concludere immediatamente una verifica politica reale e trasparente, chiarire quali gruppi sostengano la maggioranza e su quale programma, indicare le priorità dell’amministrazione con un cronoprogramma preciso e assegnare responsabilità chiare per il completamento delle opere pubbliche e degli interventi già annunciati. È necessario interrompere una gestione fondata su rinvii, annunci e continui riassetti e valutare le conseguenze politiche qualora non esistano più le condizioni per garantire una guida stabile alla città.
Non serve un altro giro di nomine per conservare equilibri precari. Serve una svolta politica e amministrativa, con decisioni verificabili e risultati concreti. Se la maggioranza non è più in grado di governare, il sindaco deve riconoscerlo e assumere le conseguenti responsabilità”.
Tedde, Salvatore, Pais, Cocco, Fadda e Caria
Tagli Ryanair, “Lavoriamo per allungare la stagione, il Governo intervenga”
Tagli Ryanair, addio al Nord Sardegna: ad Alghero è il solito incubo invernale
Tagli Ryanair, “Ennesimo disastro della Todde”
CAGLIARI – “Sarebbe facile oggi dire: “ve l’avevamo detto”. Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa e non è questo il nostro intento. Non gioiamo della sofferenza dei sardi, ma la presidente Todde e il suo assessore ai Trasporti Barbara Manca devono prendersi la responsabilità politica ed economica di quanto accaduto”. Parole dure pronunciate dal capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu al termine della conferenza stampa di questa mattina di Ryan air. Durante la presentazione dell’operativo voli per l’inverno 2026, i dati hanno fatto tremare tutti i presenti: Ryanair taglia i voli ad Alghero e Olbia. Si prevede un decremento del 15% dei voli ad Alghero, del 50% ad Olbia e la perdita di una rotta. Jason McGuinness, Chief Commercial Officer della compagnia low cost, è stato chiaro: il motivo è la mancata abolizione dell’addizionale municipale per tutto l’anno da parte della Regione.
“Lo avevamo chiesto da subito e solo doopo due anni la Regione aveva dato una risposta parziale, forse per “darci il contentino”, ma abolendo l’addizionale esclusivamente nei periodi di bassa stagione compresi tra novembre e marzo la regione ha ritardato una misura necessaria a ripristinare la competitività dell’isola” continua Truzzu. La Sicilia, la Calabria, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia Romagna, abolendo l’addizionale municipale per tutto l’anno, hanno giovato dei vantaggi offerti dalla compagnia irlandese e riducendo i costi di accesso hanno visto la crescita del traffico turistico e dei posti di lavoro. Proprio nei giorni scorsi, il presidente dell’Emilia Romagna, esponente del centro sinistra, gongolava per l’apertura di nuove rotte sull’aeroporto di Rimini, nota località turistica a livello nazione e internazionale. Anche per la Sardegna, Ryanair, nelle dichiarazioni ribadite questa mattina, è pronta a garantire oltre due milioni di passeggeri aggiuntivi l’anno, l’inserimento di quattro aeromobili , una base nel nord della Sardegna e oltre 900 nuovi posti di lavoro. “Che strano che la presidente Todde, tanto affine ai numeri e pronta a sciolinarli quando le risulta comodo, non tenga conto di questi numeri che porterebbero linfa vitale nel volano economico dell’isola. Un Campo Largo sempre più alla deriva che “gioca” con la pelle dei sardi, una maggioranza sfasciata che fa pagare ai cittadini la mancanza di visione strategica per la crescita dell’isola. Altro che destagionalizzare, qui si corre il rischio di un disastro per il futuro del turismo in Sardegna. In ogni caso trovo fuori luogo le parole di Ryanair relativamente alla continuità territoriale, come farla e quanto spendere è una decisione che spetta solo ai sardi e non certo a una compagnia privata. Ognuno svolga il proprio ruolo” conclude Truzzu.
Ryanair taglia i voli, Alghero “spremuta” e poi abbandonata
ALGHERO – E’ veramente una farsa, per non dire una orrenda in giro. Meno voli ad Alghero e Olbia. Questo l’annuncio di oggi di Ryanair, a seguito della mancata abolizione dell’addizionale municipale per tutto l’anno da parte della Regione. Lo ha annunciato questa mattina Jason McGuinness, Chief Commercial Officer di Ryanair. L’operativo per l’inverno 2026 in Sardegna prevede un taglio del 15% ad Alghero e del 50% a Olbia, inclusa la perdita di una rotta.
Ma la beffa e’ un’altra: Cagliari, invece, cresce. Allora delle due l’una: sé queste criticità incidono sui voli, perché il vettore irlandese, a cui Alghero ha affidato le sue sorti, non compie tagli anche nello scalo di Elmas? Semplice, essendo un privato, fa i suoi interessi che pero non coincidono con le primarie necessità di un territorio che viene spremuto per 4/5 mesi e poi ritorna ad essere abbandonato..
“Accogliamo con favore la decisione della Regione Sardegna di sospendere l’addizionale municipale durante gli inverni 2026 e 2027 – ha detto McGuinness -, ma la misura è arrivata troppo tardi per
incidere sull’operativo dell’inverno 2026 ed è ben lontana dall’abolizione per tutto l’anno necessaria a ripristinare la competitività della Sardegna, in particolare ad Alghero e Olbia, che soffrono di una cronica stagionalità
“People Strategy, Consiglio senza atti: disertiamo l’Aula”
ALGHERO – “ I capigruppo del centrodestra confermano che non parteciperanno alla seduta del Consiglio comunale convocata per oggi sulla People Strategy, in assenza della documentazione necessaria per affrontare consapevolmente la discussione.
Abbiamo atteso fino alla sera del 20 ottobre, confidando che gli atti ci venissero trasmessi, come previsto dallo stesso avviso di convocazione. Ma la documentazione non è arrivata. Ci troviamo quindi alla vigilia della seduta senza aver potuto esaminare gli atti, approfondire i contenuti della proposta e valutarne le implicazioni.
Non si può chiedere ai consiglieri comunali di discutere un tema rilevante come la People Strategy senza consentire loro di prepararsi adeguatamente. Il confronto in aula presuppone la conoscenza degli atti e tempi congrui per studiarli. In caso contrario, il dibattito rischia di ridursi a una formalità, svuotando di contenuto il ruolo del Consiglio e le prerogative dei suoi componenti.
A questo si aggiunge la mancata preventiva convocazione della Conferenza dei capigruppo, sede naturale del confronto sull’organizzazione dei lavori consiliari. È un metodo che contestiamo perché non garantisce le condizioni necessarie per un esercizio pieno e responsabile del mandato ricevuto dai cittadini.
Per queste ragioni chiediamo che la seduta non venga aperta e che i lavori consiliari siano rinviati, fino a quando non sarà trasmessa tutta la documentazione e non sarà garantito ai consiglieri il tempo necessario per esaminarla. Ribadiamo con chiarezza che, nelle condizioni attuali, i gruppi consiliari del centrodestra non parteciperanno al Consiglio comunale.
La nostra posizione non è una rinuncia al confronto, ma la richiesta che questo possa svolgersi seriamente, sulla base degli atti e nel rispetto delle prerogative dei consiglieri. Il Consiglio comunale non può essere ridotto a una convocazione da onorare senza gli strumenti indispensabili per svolgere il proprio ruolo”
I capigruppo del centrodestra
Marco Tedde – Forza Italia
Raffaele Salvatore – UDC
Michele Pais – Lega
Alessandro Cocco – Fratelli d’Italia
Massimiliano Fadda – Prima Alghero
Giovanna Caria – Riformatori Sardi
“Malattie infettive, occorre subito una convenzione tra Asl e Aou”
Servizio idrico, EGAS: «Ritardi di E-Distribuzione ormai insostenibili. Opere strategiche ferme senza energia»
CAGLIARI – Opere strategiche per il sistema idrico della Sardegna, finanziate con decine di milioni di euro di risorse pubbliche, alcune ormai in fase di completamento o pronte per essere messe in esercizio, rischiano di rimanere ferme per l’assenza degli allacci e degli interventi sulla rete elettrica necessari al loro funzionamento.
È la denuncia lanciata questa mattina nella sede dell’Ente di Governo dell’Ambito della Sardegna, a Cagliari, nel corso della conferenza stampa alla quale hanno preso parte il presidente di EGAS Fabio Albieri e il direttore generale Andrea Cappelli.
Nel mirino dell’Ente ci sono i ritardi e le incertezze nei rapporti con E-Distribuzione, società del gruppo Enel, chiamata a realizzare gli interventi necessari per garantire l’alimentazione elettrica di infrastrutture fondamentali per l’approvvigionamento idropotabile, la depurazione e il sistema fognario regionale.
«Siamo arrivati a una situazione paradossale – ha dichiarato Albieri –. Realizziamo opere pubbliche strategiche, investiamo milioni di euro, rispettiamo procedure, appalti e cronoprogrammi e, nel momento in cui queste infrastrutture devono finalmente entrare al servizio delle comunità, rischiamo di doverci fermare perché manca l’energia elettrica. Non è più accettabile».
Alta Gallura, un’opera strategica da 18,3 milioni in attesa dell’alimentazione elettrica
Uno dei casi più rilevanti illustrati nel corso della conferenza stampa riguarda Tempio Pausania e l’Alta Gallura, con il riassetto del sistema di alimentazione idropotabile collegato alla diga di Monti di Deu e all’invaso sul Rio Pagghiolu.
Si tratta di un investimento complessivo di circa 18,3 milioni di euro, finanziato attraverso risorse regionali, fondi PNRR, Fondo per l’avvio delle opere indifferibili e risorse del gestore.
L’opera è destinata a garantire maggiore sicurezza nell’approvvigionamento idrico di Tempio Pausania, Aggius, Bortigiadas, Calangianus, Luras ed Erula, attraverso circa sette chilometri di nuove condotte adduttrici. Il progetto comprende la posa della condotta dall’invaso del Pagghiolu fino all’impianto di potabilizzazione di Pischinaccia, una nuova stazione di sollevamento alla base della diga e il potenziamento e ampliamento dello stesso potabilizzatore.
Proprio sull’alimentazione elettrica necessaria al funzionamento di queste infrastrutture si concentra una delle criticità più rilevanti: le richieste per le cabine elettriche della nuova stazione di sollevamento alla base della diga e dell’impianto di potabilizzazione risalgono rispettivamente al 16 e al 22 novembre 2023.
«Il caso dell’Alta Gallura è emblematico – ha sottolineato Albieri –. Parliamo di un’opera lungamente attesa e indispensabile per garantire maggiore sicurezza e continuità nell’approvvigionamento idrico di un intero territorio. Non è accettabile che, dopo aver reperito i finanziamenti e realizzato infrastrutture di questa portata, il sistema non possa essere pienamente attiva to perché manca un passaggio legato alla fornitura elettrica».
Castelsardo e Lu Bagnu, 24,5 milioni per superare una criticità ambientale e sanitaria
Particolarmente delicata è la situazione di Castelsardo e Lu Bagnu, dove è in corso l’adeguamento dello schema fognario-depurativo per un investimento complessivo di 24,5 milioni di euro al netto dell’IVA, dei quali 12,3 milioni finanziati attraverso il PNRR.
Il progetto nasce per risolvere le gravi criticità del sistema fognario-depurativo dell’agglomerato di Castelsardo, già interessato da una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 6 ottobre 2021. La situazione descritta è caratterizzata dallo scarico dei reflui urbani in mare attraverso condotte obsolete e senza un trattamento depurativo conforme alla normativa, con conseguenze sulla qualità delle acque, sull’ecosistema costiero, sulla balneabilità e sulla salute pubblica.
L’intervento comprende il nuovo impianto di depurazione a monte di Lu Bagnu, le stazioni di sollevamento di Castelsardo Est e Castelsardo Ovest, il sollevamento di Lu Bagnu e le condotte necessarie a convogliare i reflui verso il nuovo sistema di trattamento. È un’opera espressamente finalizzata anche alla messa in sicurezza dell’agglomerato rispetto agli obblighi comunitari in materia di acque reflue urbane.
Le richieste relative alle forniture e agli adeguamenti elettrici necessari per il depuratore e per gli impianti di sollevamento risalgono ad aprile e maggio 2025, mentre le relative accettazioni risultano intervenute tra giugno e luglio dello stesso anno.
«A Castelsardo – ha affermato Albieri – il problema assume un peso ancora maggiore perché parliamo di depurazione, tutela del mare e superamento di una situazione già oggetto di una procedura europea. Ogni ulteriore rallentamento significa rinviare i benefici ambientali e sanitari per i quali sono stati impegnati importanti finanziamenti pubblici, compresi fondi del PNRR».
Quartu Sant’Elena, il completamento della rete fognaria del litorale
Il terzo caso illustrato durante la conferenza stampa riguarda il litorale di Quartu Sant’Elena, interessato dall’intervento di riordino e razionalizzazione della rete fognaria della fascia costiera.
L’opera prevede l’estensione della rete attraverso circa cinque chilometri di collettore fognario principale lungo la SP 17, suddiviso tra tratti a gravità e condotte prementi, oltre alla realizzazione di tre impianti di sollevamento. L’intervento concorre alla messa in sicurezza dell’agglomerato rispetto agli obblighi comunitari sulle acque reflue urbane.
L’opera risulta collaudata il 26 maggio 2020. Per due nuovi punti di fornitura destinati ai sollevamenti fognari di Viale Leonardo da Vinci, le richieste sono state presentate il 1° luglio 2026, mentre il caricamento della fine lavori è stato effettuato il giorno successivo.
«Anche qui – ha sottolineato Albieri – siamo davanti a infrastrutture che devono essere messe nelle condizioni di funzionare. L’alimentazione elettrica non può essere considerata un dettaglio finale: è parte essenziale dell’opera e deve essere programmata con tempi compatibili con quelli dell’investimento pubblico».
Il paradosso dei gruppi elettrogeni: «Costi enormi e impatto ambientale»
Nel corso della conferenza stampa Albieri e Cappelli hanno richiamato anche una delle conseguenze più paradossali della situazione: la possibilità che, per procedere all’avviamento di alcuni impianti, si debba ricorrere temporaneamente a gruppi elettrogeni alimentati a gasolio. Una strada che EGAS considera difficilmente sostenibile tanto sotto il profilo economico quanto sotto quello ambientale.
«Pensare di realizzare infrastrutture moderne e strategiche e poi essere costretti ad avviarle con generatori a gasolio è un controsenso – ha dichiarato Albieri –. Significherebbe sostenere costi estremamente elevati, che non possono essere scaricati sulle comunità o sul sistema idrico, oltre a produrre un impatto ambientale incompatibile con gli stessi obiettivi perseguiti da questi investimenti».
Il direttore generale Andrea Cappelli ha ricostruito nel corso dell’incontro lo stato dei diversi interventi e delle interlocuzioni tecniche, evidenziando come non si sia di fronte a una singola pratica isolata, ma a più opere distribuite sul territorio regionale per le quali l’alimentazione elettrica rappresenta un passaggio imprescindibile.
Per EGAS la questione non può quindi essere ridotta a un problema meramente tecnico o burocratico. Ogni ritardo può determinare maggiori costi, rallentamenti nell’entrata in esercizio degli impianti, difficoltà nella programmazione e il rinvio dei benefici attesi da opere finanziate con risorse pubbliche.
«Da E-Distribuzione servono risposte, interlocutori e cronoprogrammi certi»
«Qui parliamo di acqua potabile, depurazione, fognature e tutela ambientale – ha ribadito Albieri –. A E-Distribuzione chiediamo interlocutori certi, risposte formali e cronoprogrammi attendibili. Non chiediamo privilegi, ma tempi coerenti con la natura delle opere e con l’interesse pubblico che rappresentano».
EGAS ha quindi rivolto a E-Distribuzione e, più complessivamente, al gruppo Enel una richiesta di confronto immediato sulle situazioni ancora aperte, affinché per ciascun intervento vengano definite date precise e verificabili per l’esecuzione delle attività necessarie.
Il presidente Albieri non ha escluso, inoltre, il ricorso alle vie giudiziarie qualora il protrarsi dei ritardi dovesse determinare danni economici o conseguenze sul regolare funzionamento del servizio.
«Il nostro interesse è risolvere i problemi e mettere gli impianti in funzione, non aprire uno scontro – ha concluso Albieri –. Ma esiste un limite oltre il quale abbiamo il dovere di tutelare l’Ente, il gestore, le amministrazioni e soprattutto i cittadini. Se questi ritardi dovessero determinare maggiori costi, danni o conseguenze sulla continuità e sul regolare esercizio di un servizio pubblico essenziale, valuteremo tutte le iniziative nelle sedi competenti per l’accertamento delle eventuali responsabilità, anche sotto il profilo civile e, ove ne ricorrano i presupposti, penale. La Sardegna – ha concluso – non può permettersi di avere opere pubbliche finanziate, realizzate o prossime al completamento e non poterle utilizzare perché manca l’energia necessaria a farle funzionare. Da E-Distribuzione, e quindi dal gruppo Enel, ci aspettiamo ora risposte concrete, date certe e interventi tempestivi».