“Odissea Opere Pubbliche, la Circonvallazione è ancora un miraggio”

ALGHERO – “La circonvallazione di Alghero riparte, ma soltanto a metà. E il tratto che dovrebbe collegare la viabilità cittadina a viale della Resistenza resta senza risorse e senza una prospettiva certa. Per il gruppo consiliare di Forza Italia è l’ennesima dimostrazione delle difficoltà dell’amministrazione Cacciotto nel portare a termine le opere pubbliche.«Occorre ricordare un dato politico che qualcuno sembra voler dimenticare: la circonvallazione nasce dalla programmazione della Giunta Tedde, che ne ha promosso il progetto e ottenuto dalla Regione il finanziamento. Un’infrastruttura strategica per Alghero, concepita per migliorare la viabilità cittadina e alleggerire il traffico urbano. Dopo anni, siamo ancora qui a parlare di cantieri che procedono a singhiozzo e di un’opera che non arriva al traguardo». I consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini puntano il dito contro quello che considerano un problema ormai strutturale della Giunta Cacciotto: «Questa amministrazione sembra incapace di gestire in modo fisiologico la realizzazione delle opere pubbliche. Ogni intervento finisce per essere accompagnato da criticità amministrative, ritardi, problemi progettuali e risorse insufficienti. Ostacoli che, anziché essere affrontati e risolti tempestivamente, finiscono per rallentare o paralizzare i lavori». «La circonvallazione è diventata l’emblema di questa incapacità. Un’opera progettata e finanziata da amministrazioni precedenti, che avrebbe dovuto rappresentare una risposta concreta alle esigenze della città, è ancora incompleta. Adesso si annuncia la ripartenza per un tratto, mentre per il collegamento con viale della Resistenza bisognerà reperire altre risorse. In sostanza, si riparte senza avere ancora la certezza di quando e con quali finanziamenti si arriverà alla conclusione». Per Forza Italia, il problema va ben oltre il singolo cantiere. «Governare significa programmare, risolvere i problemi e portare a termine le opere, non limitarsi a gestire le difficoltà o a spiegare perché i lavori non procedono. Le amministrazioni che hanno preceduto Cacciotto hanno lasciato progetti, risorse e infrastrutture da realizzare. Il compito di chi governa oggi è completarle, non trasformarle in cantieri interminabili». «Alghero non può permettersi una stagione di opere incompiute, lavori a singhiozzo e continui rinvii. La città ha bisogno di un’amministrazione capace di trasformare progetti e finanziamenti in risultati concreti. Sulla circonvallazione i cittadini hanno diritto di sapere quando l’opera sarà completata, quanto costerà e dove saranno reperite le risorse mancanti. Gli annunci non bastano più: servono tempi certi, coperture finanziarie e responsabilità precise». I consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino, Nina Ansini

Nella foto il tratto che dovrebbe vedere l’ultima parte della Circovallazione che si collega con viale della Resistenza

“Parco, Alghero non può essere ancora marginalizzata: la Politica abbia un sussulto”

ALGHER – “Il Parco di Porto Conte custodisce una parte fondamentale del patrimonio naturalistico e paesaggistico di Alghero e il suo futuro riguarda direttamente la comunità algherese. La bozza di riforma della Rete ecologica regionale oggi in circolazione interviene in modo sostanziale sull’assetto dell’ente: prevede la sostituzione dell’attuale Assemblea, l’ingresso di Regione, Città Metropolitana e FoReSTAS nel governo del Parco e una nuova disciplina degli organi e delle funzioni di gestione e consultazione. Oggi l’Assemblea del Parco coincide con il Consiglio comunale di Alghero, dove sono rappresentate maggioranza e opposizioni. Nel modello proposto, invece, questa funzione passerebbe a un organo ristretto composto da rappresentanti istituzionali, con il 52% dei voti al Comune, il 24% alla Regione, il 12% alla Città Metropolitana e il 12% a FoReSTAS. Alghero manterrebbe la maggioranza assoluta dei voti, ma perderebbe l’esclusiva responsabilità di governo oggi attribuita alla città attraverso il suo Consiglio comunale. Non sarebbe inoltre garantita la rappresentanza delle minoranze. Il 52% non consentirebbe neppure di approvare autonomamente lo statuto, per il quale la bozza richiede una maggioranza dei due terzi dei voti ponderati. Per comprendere il significato di questa modifica occorre ricordare come nacque il Parco. Alla fine degli anni Novanta partecipai direttamente a quel percorso. La Commissione paritetica, che insieme ad altri volli fortemente, fu istituita proprio per ascoltare tutti i soggetti locali coinvolti. Ne svolsi il ruolo di presidente in alternanza con il consigliere Toni Torre. Fu un lavoro di confronto concreto, necessario per affrontare le forti resistenze allora presenti e costruire una proposta condivisa dalla città. Uno dei punti centrali di quel percorso fu l’attribuzione esclusiva al Comune di Alghero del governo del Parco, escludendo le altre istituzioni inizialmente previste. Il Consiglio regionale accolse quella impostazione e le proposte emerse dal lavoro della Commissione. La legge regionale del 26 febbraio 1999 affidò così la gestione al Comune, individuando nel Consiglio comunale l’Assemblea del Parco. Quella scelta permise di superare diffidenze e resistenze, riconoscendo alla comunità algherese la responsabilità diretta del proprio territorio. Dopo oltre ventisette anni, il Parco è una realtà viva, certamente migliorabile, ma fondata su un equilibrio che va preservato. La lezione di allora è chiara: la legge nacque ascoltando Alghero e tenendo conto delle sue proposte. Anche oggi qualsiasi riforma dovrebbe partire dallo stesso metodo. Regione, Città Metropolitana e FoReSTAS possono offrire collaborazione, competenze e risorse. Attribuire loro quote di governo significa però introdurre nelle decisioni priorità istituzionali che non necessariamente coincidono con quelle della comunità algherese. Una modifica di questa portata richiede un confronto preventivo con la città e il suo Consiglio comunale. Per queste ragioni confido che nessun gruppo consiliare, di maggioranza o di opposizione, accetti che venga messo in discussione questo equilibrio. Serve una posizione comune e ferma della politica algherese, che chieda alla Regione di rispettare la scelta del 1999 e di mantenere al Comune il pieno governo del Parco di Porto Conte”.

Marco Di Gangi, Fratelli d’Italia Alghero

L’ampliamento della Zps approda nelle commissioni

ALGHERO – Domani,  giovedì 15 ottobre alle ore 17.00, presso i locali della Casa Comunale di Piazza Porta Terra, Piano 3°, le commissioni congiunte II e V saranno chiamate alla discussione sulla “proposta di ampliamento della Zona di Protezione Speciale (ZPS) Costa ed Entroterra di Bosa, Suni e Montresta”.  I presidenti delle Commissioni Christian Mulas e Emiliano Piras hanno invitato a partecipare il sindaco Raimondo Cacciotto, Roberto Corbia e Raniero Selva,  Assessori all’ Urbanistica e all’Ambiente del Comune di Alghero,  Rosanna Laconi, Assessore alla difesa dell’ambiente Regione,  Matteo Muntoni Direttore Generale dell’Assessorato alla all’ambiente  della Regione,  i consiglieri regionali Valdo di Nolfo e Antonio Sau, Emiliano Orrú e Giulio Plastina, rispettivamente Presidente  e Direttore del Parco di Porto Conte, i dirigenti del Comune di Alghero Giuliano Cosseddu e Paolo Greco.

“Alghero-Milano, ancora non prenotabile: fatto gravissimo”

ALGHERO – «Siamo di fronte a una situazione di gravità assoluta e senza precedenti. A oggi non è ancora possibile prenotare i voli in continuità territoriale tra Alghero e Milano Linate per il periodo successivo al 24 ottobre. Mancano appena dieci giorni e i cittadini sono lasciati nell’incertezza più totale, senza sapere se e come potranno raggiungere Milano o rientrare in Sardegna».

A denunciarlo è Michele Pais, consigliere comunale della Lega ad Alghero e già Presidente del Consiglio regionale della Sardegna, che torna a chiedere risposte immediate alla Presidente Alessandra Todde e all’assessora regionale dei Trasporti Barbara Manca.

«Non stiamo parlando di viaggi di piacere. I sardi che utilizzano la continuità territoriale per Milano lo fanno soprattutto per ragioni di lavoro e, purtroppo, molto spesso per motivi di salute. Ci sono pazienti che devono raggiungere strutture sanitarie per visite, terapie e interventi programmati, lavoratori e famiglie che hanno necessità di organizzare i propri spostamenti. Persone che non possono essere abbandonate nell’incertezza per l’incapacità della Regione di garantire un servizio essenziale».

«Il fatto ancora più grave – prosegue Pais – è il silenzio della Regione. Da quanto abbiamo appreso, ITA Airways avrebbe accettato la proroga del servizio consentita dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Una soluzione che avrebbe potuto garantire la continuità dei collegamenti, evitando anche di dover ricorrere alla procedura negoziata avviata dalla Regione, i cui termini sono scaduti lo scorso 12 ottobre. Eppure, nonostante queste notizie, ancora oggi non risulta possibile prenotare alcun volo per il periodo successivo alla scadenza dell’attuale servizio».

«A questo punto è indispensabile fare chiarezza. ITA ha effettivamente accettato la proroga? La Regione ha perfezionato gli atti necessari? E soprattutto, quando saranno finalmente messi in vendita i biglietti? Sono domande semplici, alle quali i cittadini hanno diritto di ricevere risposte immediate».

«La Presidente Todde e l’assessora Manca non possono continuare a tacere di fronte a un’emergenza che rischia di compromettere il diritto alla mobilità e alla salute dei sardi. Ogni giorno che passa rende più difficile programmare viaggi, cure mediche e impegni lavorativi».

«Chiediamo che Todde e Manca escano immediatamente dal silenzio, forniscano informazioni ufficiali e comunichino una data certa per l’apertura delle prenotazioni. Il Nord-Ovest della Sardegna non può essere lasciato ostaggio dell’incertezza e dell’immobilismo della Giunta regionale».

“Eventi e voli, invece di inseguire Olbia, 5 Stelle sveglino la Todde”

ALGHERO – «Siamo sorpresi e francamente sconfortati. Il Campo largo cittadino continua a ragionare sui collegamenti in autobus con l’aeroporto di Olbia, mentre Alghero ha bisogno di una strategia capace di attrarre turisti, creare eventi di richiamo e rafforzare la propria destinazione. I collegamenti possono essere utili, ma non sono una politica turistica. Dobbiamo creare le ragioni per venire ad Alghero, non limitarci a organizzare trasferimenti da e verso altri aeroporti».

Lo dichiarano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, che rilanciano una proposta concreta per costruire nuove occasioni di attrattività durante tutto l’anno.
«Il centrodestra aveva già inserito nel programma elettorale del 2024 la realizzazione di un grande evento enogastronomico identitario, capace di valorizzare le produzioni locali e diventare un appuntamento di richiamo. Forza Italia ha proposto inoltre un calendario di eventi dedicati alle eccellenze enogastronomiche della Sardegna, da programmare e promuovere con almeno un anno di anticipo, coinvolgendo anche i paesi dell’interno, le imprese agricole e le realtà produttive del territorio».
Per avviare subito un percorso concreto, Forza Italia propone che l’Amministrazione comunale prenda in locazione la struttura utilizzata nelle ultime settimane per l’Oktoberfest, nell’area del Palazzo dei Congressi, e ne valuti l’impiego per una programmazione continuativa di eventi enogastronomici, culturali, artistici e sportivi.
«Non serve aspettare la realizzazione di nuove opere per cominciare a programmare. La struttura già utilizzata per l’Oktoberfest può rappresentare una soluzione immediata, flessibile e funzionale per ospitare manifestazioni anche nei mesi più freddi, attrarre visitatori e creare nuove opportunità per le attività economiche locali. Naturalmente, la locazione dovrà essere valutata sulla base della sostenibilità economica, dell’idoneità della struttura e delle condizioni contrattuali».
«Questa soluzione consentirebbe di avviare un percorso serio verso una politica di destinazione, con un calendario riconoscibile, eventi programmati per tempo e una promozione adeguata. La struttura potrebbe essere utilizzata fino a quando Alghero non riuscirà a dotarsi di un palazzetto dello sport degno di questo nome nell’area di Maria Pia, una struttura stabile e polivalente per lo sport, la cultura e i grandi appuntamenti.
Il punto politico è semplice: Alghero deve tornare a programmare. Il Campo largo ha il dovere di superare la logica degli interventi estemporanei e di mettere in campo una visione che trasformi le potenzialità del territorio in presenze turistiche, lavoro e sviluppo. La nostra proposta è concreta e può essere il primo passo per costruire una stagione di eventi capace di andare oltre l’estate».

“Autobus per Olbia? Meglio rafforzare la destinazione Alghero”

ALGHERO – «Siamo sorpresi e francamente sconfortati. Il Campo largo cittadino continua a ragionare sui collegamenti in autobus con l’aeroporto di Olbia, mentre Alghero ha bisogno di una strategia capace di attrarre turisti, creare eventi di richiamo e rafforzare la propria destinazione. I collegamenti possono essere utili, ma non sono una politica turistica. Dobbiamo creare le ragioni per venire ad Alghero, non limitarci a organizzare trasferimenti da e verso altri aeroporti».

Lo dichiarano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, che rilanciano una proposta concreta per costruire nuove occasioni di attrattività durante tutto l’anno.
«Il centrodestra aveva già inserito nel programma elettorale del 2024 la realizzazione di un grande evento enogastronomico identitario, capace di valorizzare le produzioni locali e diventare un appuntamento di richiamo. Forza Italia ha proposto inoltre un calendario di eventi dedicati alle eccellenze enogastronomiche della Sardegna, da programmare e promuovere con almeno un anno di anticipo, coinvolgendo anche i paesi dell’interno, le imprese agricole e le realtà produttive del territorio».
Per avviare subito un percorso concreto, Forza Italia propone che l’Amministrazione comunale prenda in locazione la struttura utilizzata nelle ultime settimane per l’Oktoberfest, nell’area del Palazzo dei Congressi, e ne valuti l’impiego per una programmazione continuativa di eventi enogastronomici, culturali, artistici e sportivi.
«Non serve aspettare la realizzazione di nuove opere per cominciare a programmare. La struttura già utilizzata per l’Oktoberfest può rappresentare una soluzione immediata, flessibile e funzionale per ospitare manifestazioni anche nei mesi più freddi, attrarre visitatori e creare nuove opportunità per le attività economiche locali. Naturalmente, la locazione dovrà essere valutata sulla base della sostenibilità economica, dell’idoneità della struttura e delle condizioni contrattuali».
«Questa soluzione consentirebbe di avviare un percorso serio verso una politica di destinazione, con un calendario riconoscibile, eventi programmati per tempo e una promozione adeguata. La struttura potrebbe essere utilizzata fino a quando Alghero non riuscirà a dotarsi di un palazzetto dello sport degno di questo nome nell’area di Maria Pia, una struttura stabile e polivalente per lo sport, la cultura e i grandi appuntamenti.
Il punto politico è semplice: Alghero deve tornare a programmare. Il Campo largo ha il dovere di superare la logica degli interventi estemporanei e di mettere in campo una visione che trasformi le potenzialità del territorio in presenze turistiche, lavoro e sviluppo. La nostra proposta è concreta e può essere il primo passo per costruire una stagione di eventi capace di andare oltre l’estate».

“Rottamazione, adesioni al palo: prorogare i termini e fare informazione”

ALGHERO – «La definizione agevolata dei tributi locali (Rottamazione-quinques) rischia di trasformarsi in un’occasione mancata per migliaia di famiglie e imprese algheresi. Con un tasso di adesione che stimiamo inferiore al 10% delle somme agevolabili, è evidente che qualcosa non ha funzionato. Chiediamo al Sindaco e alla Giunta un atto di responsabilità: si verifichi d’intesa con i tecnici la possibilità di riaprire i termini per la presentazione delle domande, investendo se necessario il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) per un parere risolutivo».

A lanciare l’appello è il Segretario cittadino di Forza Italia Alghero, Andrea Delogu, che interviene sul tema unendo la visione politica di opposizione costruttiva alla sensibilità tecnica della propria professione di commercialista.

«Come Forza Italia e come opposizione abbiamo garantito fin da subito il nostro contributo responsabile e propositivo affinché il Comune di Alghero si dotasse di un regolamento ad hoc, recependo la normativa statale per concedere ai cittadini la cancellazione di sanzioni e interessi sui tributi comunali non versati», spiega il segretario azzurro. «Tuttavia, l’applicazione pratica dello strumento ha riscontrato evidenti criticità operative che ne hanno depotenziato la portata sociale ed economica».

La definizione agevolata dei tributi locali (Rottamazione-quinques) rischia di trasformarsi in un’occasione mancata per migliaia di famiglie e imprese algheresi. Con un tasso di adesione che stimiamo attorno al 10% delle somme agevolabili, è evidente che qualcosa non ha funzionato.

Chiediamo al Sindaco e alla Giunta un atto di responsabilità: si verifichi d’intesa con i tecnici la possibilità di riaprire i termini per la presentazione delle domande, investendo se necessario il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) per un parere risolutivo».

La scadenza fissata al 31 luglio è coincisa con il picco di lavoro degli studi professionali rendendo di fatto impossibile per i consulenti assistere tutti i contribuenti interessati nei tempi previsti.

Lo stesso obbligo di inoltro delle istanze esclusivamente tramite PEC e la presenza in città di due distinti enti di riscossione (Secale Step) hanno creato forte disorientamento, tagliando fuori di fatto le fasce più anziane della popolazione o chi non possiede competenze e strumenti digitali.

Ma soprattutto vi è stato un forte deficit informativo in quanto la campagna informativa da parte dell’amministrazione è partita a ridosso della scadenza, lasciando pochissimo margine di manovra ai cittadini per richiedere gli estratti conto debitori e valutare la convenienza della misura.

Non possiamo rassegnarci a lasciare irrisolta una mole enorme di contenziosi e di morosità incolpevoli che, se incassate anche in quota capitale, porterebbero in tempi molto ridotti e senza necessità di contenziosi preziose risorse nelle casse del Comune

Chiediamo quindi che si proceda ad approfondire la fattibilità tecnica di una riapertura straordinaria dei termini di adesione.

Qualora sussistano dubbi interpretativi di natura normativa o regolamentare, si formuli con urgenza un quesito/richiesta di parere ufficiale al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

“Dare una seconda possibilità a cittadini e imprese algheresi significa aiutare chi vuole mettersi in regola ed efficientare le entrate del nostro Comune” conclude il segretario cittadino di Forza Italia,

Maggioranza di Centrosinistra compatta sulla nuova governance del Parco di Porto Conte

ALGHERO – “ I gruppi di maggioranza del Consiglio comunale di Alghero hanno partecipato all’assemblea del Parco di Porto Conte convocata per oggi dal presidente Emiliano Orrù, nella convinzione che il futuro dell’area protetta meriti un confronto serio, responsabile e fondato su atti ufficiali. La presenza della maggioranza testimonia la volontà di contribuire attivamente al dibattito, nella consapevolezza del valore ambientale, storico e identitario del Parco per la città e per l’intero territorio.

Nel corso dell’assemblea, dei nove consiglieri comunali proponenti (che appartengono alla minoranza del Consiglio Comunale) erano presenti soltanto quattro. Un dato che merita di essere rilevato, soprattutto quando si affrontano questioni così rilevanti per il futuro del Parco e per il ruolo della comunità algherese. Su temi di questa portata, riteniamo che la responsabilità istituzionale debba tradursi in una partecipazione concreta e in un confronto fondato sui contenuti, più che su contrapposizioni preventive.

Ad oggi, non esiste ancora un testo ufficiale del disegno di legge regionale di riforma delle aree protette sul quale sia possibile esprimere una valutazione compiuta. Proprio per questo, riteniamo necessario evitare contrapposizioni preventive e lavorare per costruire una posizione condivisa, capace di tutelare concretamente gli interessi della comunità algherese.

La maggioranza propone che la futura governance del Parco garantisca una rappresentanza forte, autorevole e concreta della comunità algherese, riconoscendo il ruolo centrale del Comune di Alghero e il legame profondo che unisce la città al proprio patrimonio ambientale. Qualsiasi ipotesi di riforma dovrà offrire garanzie istituzionali chiare e assicurare che le decisioni sul futuro del Parco tengano conto delle esigenze del territorio che lo ha custodito e valorizzato nel tempo.

Allo stesso tempo, riteniamo fondamentale che il Consiglio comunale di Alghero sia pienamente coinvolto nelle scelte strategiche che riguardano il Parco, a partire dal suo Piano. Proponiamo pertanto che il Piano del Parco sia sottoposto anche al voto del Consiglio comunale, affinché le scelte fondamentali sulla tutela, sulla valorizzazione e sul futuro dell’area protetta possano essere discusse e condivise nella massima sede di rappresentanza democratica della città. Una proposta che punta a rafforzare il rapporto tra il Parco e la comunità algherese, garantendo un coinvolgimento politico e istituzionale effettivo.

La questione della governance deve essere affrontata con serietà, valutando anche l’opportunità di un assetto più snello ed efficace, capace di garantire continuità amministrativa, competenze e una visione di lungo periodo, senza che le dinamiche della contrapposizione politica prevalgano sulle esigenze di gestione e tutela ambientale.

Anche il possibile coinvolgimento della Città metropolitana di Sassari dovrà essere valutato senza pregiudizi, sulla base di un confronto concreto e coerente con la prospettiva di area vasta, già riconosciuta come strategica per infrastrutture, servizi e sviluppo del territorio. Questo non deve in alcun modo tradursi in un indebolimento del ruolo di Alghero, che dovrà essere salvaguardato attraverso garanzie precise.

La maggioranza ritiene che il futuro del Parco di Porto Conte richieda responsabilità, partecipazione e capacità di proposta. Per questo continuerà a lavorare nelle sedi istituzionali competenti, a partire dal Consiglio comunale e dalla Commissione Ambiente, affinché la riforma possa diventare un’occasione per rafforzare la governance dell’area protetta e consolidare il ruolo della comunità algherese nelle decisioni che la riguardano.

Il Parco di Porto Conte è un patrimonio di Alghero e del territorio: il suo futuro va costruito con la partecipazione della comunità, con istituzioni forti e con scelte condivise, non con contrapposizioni preventive.”

Giampietro Moro
Beatrice Podda
Giuseppina Rita Piccone
Gabriella Esposito
Christian Mulas
Gianni Martinelli
Emiliano Piras
Anna Arca Sedda
Marco Colledanchise

“Teppismo urbanistico, mentre Olbia cresce e Alghero si spopola”

ALGHERO – “Il Comitato di Futuro Nazionale Alghero 221, guidato dal referente Emanuele Fais, attacca: «Il campo largo sdogana il teppismo urbanistico» Nel mirino il futuro dell’azienda agricola di Surigheddu e Mamuntanas: ospedale, cimitero e campi da golf al posto dei terreni coltivati. Il partito: «Una visione che umilia la vocazione produttiva della Riviera del Corallo» Mentre ad Alghero la politica discute di spopolamento con slogan e alibi, il vero strumento capace di promuovere lo sviluppo sociale ed economico della città viene portato avanti sottotraccia e, soprattutto, nella direzione sbagliata. E mentre la politica fa distrazione di massa con slogan e numeri vari da controvertire, sottotraccia si lavora sulla bozza del PUC, che continua ad andare nella stessa direzione di sempre. I numeri spiattellati in questi giorni raccontano una città allo sbando. Alghero è il Comune più visitato della Sardegna, con presenze ai massimi storici, e, allo stesso tempo, continua a perdere residenti. È il risultato di un modello di sviluppo del territorio che non funziona, soprattutto per chi resta. Le risposte ascoltate finora sono due, entrambe insoddisfacenti. La prima riduce una questione strutturale a un elenco di desideri: meno tasse, più case, più lavoro, senza indicare con quali risorse e attraverso quali atti si possa arrivare dallo slogan al risultato. La seconda è peggiore della prima, perché è un alibi, la solita scusa ribollita: lo spopolamento sarebbe un fenomeno globale che nessun interruttore locale può invertire. Poi ci sono i dati ISTAT, che invece raccontano un altro scenario, quello reale, quello vero. Nel nord Sardegna, negli ultimi dieci anni, Olbia è cresciuta ancora (+3,99%), guadagnando 2.371 residenti. Alghero, nello stesso periodo e nello stesso contesto globale, ha continuato a spopolarsi (-1,10%), perdendo altri 463 residenti. Due città della stessa isola, ma esiti opposti. La differenza, ad Alghero come ad Olbia, non la fa il mondo: la fa chi governa il territorio. È proprio in questo scenario che, con la presentazione ai consiglieri comunali della bozza del nuovo Piano Urbanistico Comunale, presentata dal campo largo del sindaco Raimondo Cacciotto, si apre una stagione che Futuro Nazionale Alghero non esita a definire di «teppismo urbanistico». Un’espressione dura, scelta non a caso. A differenza del vandalismo tradizionale — imbrattamenti dei muri o delle strade — quello che il Comitato del Generale Vannacci contesta all’Amministrazione si consuma sulla carta, negli strumenti di pianificazione: interventi urbanistici e trasformazioni del territorio che, secondo Futuro Nazionale, rischiano di deturpare il paesaggio, cancellare pezzi di patrimonio storico e mortificare la vocazione produttiva del territorio algherese. Le scelte al centro delle critiche portano la firma del sindaco Cacciotto, con l’assessore all’Urbanistica e all’Immaginazione Civica Roberto Corbia e con il benestare dell’assessore alla Programmazione Strategica Enrico Daga. Tra i vari punti più contestati della bozza, Futuro Nazionale Alghero punta questa volta il dito contro quello che definisce vandalismo urbanistico ai danni della storica e prestigiosa azienda agricola di Surigheddu e Mamuntanas, sacrificata sull’altare di scelte speculative o, comunque, di una pianificazione pubblica giudicata scellerata. Al posto dei terreni e dell’enorme vocazione produttiva dell’azienda agricola storica, si prevede la destinazione di un centinaio di ettari alla realizzazione di aree cimiteriali, ospedale e campi da golf. Non si tratta di un’impressione generica: è scritto nero su bianco nell’Allegato 6.7.5 della bozza, dedicato proprio alle «GRANDI AZIENDE AGRICOLE DI SURIGHEDDU E MAMUNTANAS». Nella legenda degli usi previsti compaiono anche tre voci che parlano da sole: aree per campi da golf, area per ospedale e zona per aree cimiteriali. Per Futuro Nazionale, l’agricoltura non può essere considerata un settore secondario rispetto al turismo. «Alghero vive certamente di turismo, ma non può vivere soltanto di turismo. L’agricoltura rappresenta storicamente un settore economico strategico della Riviera del Corallo. È un comparto autonomo, capace di generare occupazione e sviluppo, ma anche di dialogare con il turismo attraverso l’enogastronomia, il territorio e la qualità delle produzioni». Il riferimento è alle grandi realtà economiche agricole e agroindustriali del territorio: dalla Sella & Mosca alla Cooperativa Santa Maria La Palma, all’Olio San Giuliano, per citarne solo alcune. Realtà che hanno reso Alghero e le sue produzioni agricole un’icona riconosciuta a livello internazionale e che rappresentano un settore economico capace di diversificarsi da quello turistico, generando lavoro stabile e una crescita economica e sociale strategica per l’intera Riviera del Corallo. «Il cibo italiano è conosciuto, ricercato e apprezzato in ogni angolo del mondo. Possiamo davvero pensare che il futuro passi dal ridimensionamento delle nostre aree agricole? Oppure dovremmo investire proprio sulla loro capacità di produrre ricchezza, lavoro, identità e attrattività turistica?». In merito al nuovo ospedale, Futuro Nazionale chiarisce la propria posizione: «Riteniamo strategico portare avanti la possibilità di realizzare il nuovo ospedale dentro la città, così come previsto alla Taulera. La sanità ha bisogno di strutture adeguate e moderne. Ma questo non significa che, per costruire il futuro della sanità, sia necessario sacrificare un pezzo di storia e futuro dell’agricoltura». Il Comitato di Futuro Nazionale richiama inoltre l’attenzione sulla necessità prioritaria di rendere adeguatamente funzionali le strutture già esistenti: «Prima ancora di discutere soltanto di nuove strutture, ci auguriamo che vengano finalmente valorizzati e resi pienamente funzionali i presidi che Alghero già possiede, ospedale Civile e ospedale Marino». La questione, dunque, non sarebbe l’opposizione a un nuovo ospedale, ma la scelta della sua collocazione e la necessità di verificare tutte le alternative prima di pensare a compromettere terreni agricoli di particolare pregio. Perplessità ancora più nette vengono espresse sulla previsione di un cimitero a Mamuntanas: «Pensare di collocare il cimitero a diversi chilometri dalla città significa rendere più difficile l’accesso a un luogo che deve essere facilmente raggiungibile da tutta la comunità. A pagare il prezzo di una scelta simile sarebbero soprattutto gli anziani e le persone con maggiori difficoltà negli spostamenti». Non per ultimo, la ciliegina sulla torta dei campi da golf a Surigheddu, che certificano, senza se e senza ma, le intenzioni speculative di sviluppo sul territorio. Il Comitato 221 di Futuro Nazionale Alghero conclude affermando che sacrificare terreni ad alta vocazione agricola come quelli di Surigheddu e Mamuntanas significherebbe rinunciare a un pezzo di storia e dell’identità produttiva algherese, in cambio di opere che — sostiene il Comitato di Futuro Nazionale del referente Emanuele Fais — devono trovare collocazioni alternative e appropriate alla destinazione d’uso, senza intaccare il patrimonio vocato all’utilizzo agricolo del territorio algherese”

Futuro Nazionale Alghero

 

“Europa Verde cambia versione, ma resta il nodo dell’autorizzazione”

ALGHERO -«Europa Verde modifica la comunicazione dell’iniziativa di Sa Segada e aggiunge ora che una parte del ricavato sarà destinata al Comitato di borgata. Una precisazione postuma incredibile che non cancella il dato originario: il pranzo era stato pubblicizzato dai seguaci dI Cacciotto per sostenere economicamente la sede e le attività politiche del partito. Sono elementi certificati da locandine e post di Europa Verde. Peraltro confermati da tanti cittadini che hanno aderito all’iniziativa. E resta da chiarire a quale titolo sia stato utilizzato un immobile del demanio regionale».Lo dichiarano i capigruppo del centrodestra algherese Marco Tedde (Forza Italia), Raffaele Salvatore (UDC), Michele Pais (Lega), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori Sardi). «Se la destinazione di una parte del ricavato al Comitato è stata decisa successivamente, sarebbe opportuno chiarirlo. In ogni caso, questa circostanza non risolve la questione fondamentale: un bene pubblico può essere utilizzato soltanto nel rispetto del titolo di concessione, della sua destinazione e delle eventuali autorizzazioni necessarie. Peraltro, gli avvisi pubblici per questi beni prevedevano espressamente una clausola particolarmente rilevante che stabiliva che il conduttore «non potrà subaffittare o cedere il contratto o il godimento del bene». E, comunque, fra i potenziali conduttori l’avviso non menziona i partiti politici». «Il sostegno economico a un partito è una finalità privata, non una finalità pubblica. Per questo non basta il consenso del Comitato che ha in gestione la struttura: occorre verificare se il contratto con la Regione consenta di mettere l’immobile a disposizione di un soggetto politico per un’iniziativa di autofinanziamento e se fosse necessaria un’autorizzazione espressa». «È singolare che, anziché chiarire subito il quadro autorizzativo, si risponda introducendo una diversa destinazione di parte delle risorse. La trasparenza richiede atti e risposte precise, non poco credibili ricostruzioni successive». «Confermiamo quindi che sottoporremo la vicenda agli organismi di controllo competenti, affinché verifichino la regolarità dell’utilizzo dell’immobile regionale e la sua conformità alle norme che disciplinano il patrimonio pubblico. I beni dei cittadini non possono essere messi a disposizione di un partito politico senza regole certe e verificabili. A discapito di altre forza politiche, ugualmente legittimate, e, soprattutto, in danno dei cittadini sardi».