ALGHERO – “Giù le mani da Porto Conte. Cacciotto difenda Alghero dagli scippi della Regione»
«Dopo la sanità, adesso tocca al Parco di Porto Conte. Ancora una volta la Regione decide su Alghero senza Alghero. E ancora una volta spunta un disegno di legge della Giunta Todde sconosciuto alla città e mai preventivamente discusso dal Consiglio comunale, nonostante intervenga direttamente su uno degli enti più importanti e identitari del nostro territorio».
Lo dichiarano Michele Pais, Marco Tedde, Alessandro Cocco, Lelle Salvatore, Massimiliano Fadda e Giovanna Caria capigruppo del centrodestra in Consiglio comunale di Alghero, intervenendo sul disegno di legge regionale di riforma delle aree protette che modifica profondamente l’assetto istituzionale e la governance del Parco naturale regionale di Porto Conte.
«Il problema non è soltanto il merito della riforma, ma soprattutto il metodo che la Regione sta trasformando in una pericolosa abitudine: decidere prima a Cagliari e informare dopo gli algheresi. È accaduto con la sanità, sta accadendo con l’ampliamento della ZPS e ora accade con Porto Conte. Alghero non può essere sistematicamente messa davanti al fatto compiuto».
La bozza di disegno di legge “segreto” prevede per Porto Conte una nuova assemblea nella quale il Comune di Alghero avrebbe il 52% dei voti, la Regione Sardegna il 24%, la Città metropolitana di Sassari il 12% e FoReSTAS il 12%. Significa che soggetti diversi dal Comune arriverebbero complessivamente al 48% del peso decisionale.
«Oggi l’assemblea del Parco coincide sostanzialmente con la rappresentanza democratica della città. Domani quasi metà del peso decisionale verrebbe attribuito a soggetti esterni. Il 52% non può diventare l’alibi con cui far passare un ridimensionamento enorme del ruolo di Alghero. Il Parco di Porto Conte è nato dalla volontà degli algheresi e dalla scelta del loro Consiglio comunale. È di Alghero e come tale deve rimanere».
I capigruppo del centrodestra chiamano quindi direttamente in causa il sindaco Raimondo Cacciotto.
«Dal Sindaco ci aspettiamo una posizione molto più netta. Cacciotto non può limitarsi a chiedere che Alghero conservi la maggioranza: deve impedire che alla città venga sottratto ciò che le appartiene. Un Sindaco non può permettere scippi istituzionali da parte della Regione, indipendentemente dal colore politico di chi governa a Cagliari. Prima di discutere se ad Alghero debba spettare il 52, il 60 o il 70 per cento, bisogna discutere un principio: chi ha autorizzato la Regione a ridisegnare unilateralmente il nostro Parco senza che il Consiglio comunale di Alghero si sia mai espresso?».
«Su questo Cacciotto deve stare dalla parte di Alghero, non della Regione. Non è sufficiente essere invitati al tavolo quando il progetto è già scritto: Alghero deve stare al tavolo prima che venga scritto. La proposta di modifica della governance di Porto Conte deve nascere dal Consiglio comunale e dal confronto con la comunità algherese, non essere confezionata altrove e successivamente sottoposta alla città».
La portata della riforma, sottolineano Pais, Tedde, Cocco Salvatore, Fadda e Caria, è tutt’altro che marginale. Porto Conte, oggi organizzato come azienda speciale, verrebbe trasformato in ente di diritto pubblico, con modalità e tempi definiti dalla Giunta regionale. Cambiano inoltre composizione dell’assemblea, sistema decisionale e disciplina della presidenza.
«E non dimentichiamo che stiamo parlando dell’ente che gestisce anche l’Area Marina Protetta Capo Caccia-Isola Piana. Non è quindi una semplice riorganizzazione burocratica: riguarda direttamente la gestione di una parte enorme e preziosissima del nostro territorio terrestre e marino».
Il disegno di legge introduce inoltre un’indennità per il presidente del Parco in proporzione a quella attribuita ai presidenti dei parchi nazionali.
«Anche se condividiamo l’ipotesi di una equa indennità per il lavoro del presidente, fa sorridere…”Fa sorridere amaramente che sia proprio una Giunta regionale di sinistra e del Movimento 5 Stelle a riscoprire le indennità dei presidenti dei parchi. Evidentemente la lotta alle poltrone vale fino a quando le poltrone sono occupate dagli altri».
Per i rappresentanti del centrodestra la questione deve quindi arrivare immediatamente nell’aula consiliare: «Chiediamo al Sindaco di portare subito il disegno di legge in Consiglio comunale e di assumere insieme all’assemblea civica una posizione chiara e vincolante: nessuna modifica dell’assetto di Porto Conte senza il preventivo consenso della città. Non possiamo consentire che le segreterie dei partiti sostituiscano la rappresentanza democratica degli algheresi».
«Alghero ha già pagato abbastanza decisioni prese altrove. Prima la sanità, poi la ZPS, adesso Porto Conte. Questa abitudine deve finire. Il Parco è di Alghero e deve rimanere di Alghero. Giù le mani da Porto Conte
“Dipendenze, aumento delle richieste di aiuto: “Dobbiamo tenere alta la guardia”
“Villa Maria Pia e Parco Tarragona al Mamatita Festival”, è polemica
ALGHERO – Un modo davvero singolare di utilizzare il patrimonio pubblico, al quale non ci abitueremo mai. La Giunta comunale concede gratuitamente parte di Villa Maria Pia per il Mamatita Festival, arrivando a coinvolgere spazi di un immobile che, per destinazione e funzione, rappresenta uno dei luoghi più importanti dell’istituzione comunale e che deve essere preservato nella sua funzione di sede destinata al principale consesso democratico della città».
Lo affermano i gruppi di opposizione di centrodestra in Consiglio comunale, intervenendo sulla deliberazione della Giunta comunale n. 252 del 12 agosto 2026, con la quale è stata disposta la concessione gratuita ad una associazione di alcuni locali di Villa Maria Pia per 21 giorni, dal 19 agosto all’8 settembre.
«Non mettiamo in discussione – precisano i consiglieri – il valore culturale del Mamatita Festival né il ruolo delle associazioni che operano in città. Il problema è un altro: come vengono utilizzati i beni pubblici e quali criteri vengono adottati dall’Amministrazione comunale».
La delibera giustifica la concessione gratuita richiamando l’interesse sociale e culturale dell’iniziativa e il principio secondo cui la redditività del patrimonio pubblico può essere sacrificata quando viene perseguito un interesse pubblico equivalente o superiore.
«Ma proprio per questo – sottolineano i gruppi di opposizione – occorre interrogarsi sulla scelta di destinare gratuitamente spazi pubblici che possono avere una funzione istituzionale e che, nel caso specifico, vengono utilizzati per ospitare staff e artisti della manifestazione. La stessa deliberazione individua camere, servizi, spazi comuni e altri locali del primo piano di Villa Maria Pia. È una scelta che incide anche sulla percezione e sulla dignità istituzionale di un luogo destinato al Consiglio comunale, la principale assise democratica della città.»
«Villa Maria Pia – aggiungono – non è un qualsiasi immobile comunale. È un bene pubblico con una particolare rilevanza istituzionale. La sua disponibilità per finalità diverse da quelle istituzionali deve quindi essere valutata con particolare attenzione, evitando sovrapposizioni e commistioni che possano svilire la funzione propria degli spazi».
Ma c’è anche un altro aspetto che, secondo il centrodestra, merita di essere approfondito.
«Concedere gratuitamente strutture comunali per ospitare persone che partecipano a una manifestazione significa mettere a disposizione, senza corrispettivo, un servizio che sul mercato viene normalmente offerto dalle strutture ricettive. Anche se l’incidenza è limitata, è difficile negare che si determini una forma di concorrenza nei confronti degli operatori alberghieri ed extralberghieri della città, che sostengono costi, pagano imposte e contribuiscono all’economia turistica locale».
«È davvero questo – si chiedono i consiglieri – il modo con cui un’Amministrazione comunale dovrebbe utilizzare il proprio patrimonio? Un Comune dovrebbe sostenere le attività culturali, certamente, ma senza trasformare il proprio patrimonio immobiliare in una sorta di struttura ricettiva gratuita e senza creare, neppure indirettamente, condizioni di concorrenza con chi opera legittimamente sul mercato».
«Auspichiamo quindi – concludono i gruppi di opposizione di centrodestra – che gli organismi preposti al controllo di legittimità e regolarità amministrativa verifichino attentamente l’intera operazione, dalla qualificazione giuridica dell’utilizzo alla compatibilità della destinazione temporanea con la funzione istituzionale dell’immobile, fino ai criteri adottati per la concessione gratuita e agli eventuali effetti sul mercato delle strutture ricettive».
«Questo è l’ennesimo episodio di un modo bizzarro di amministrare la cosa pubblica che ormai sembra essere diventato una costante dell’Amministrazione Cacciotto. Noi non ci abitueremo mai. Il patrimonio comunale appartiene alla collettività e deve essere utilizzato con rigore, trasparenza, imparzialità e nel pieno rispetto della sua funzione istituzionale. Non può diventare, di volta in volta, una soluzione gratuita per esigenze che potrebbero essere soddisfatte dal mercato».
Lo hanno dichiarato Marco Tedde (Forza Italia), Raffaele Salvatore (UDC), Michele Pais ( Lega), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda ( Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori sardi).
“Personale del Parco di Porto Conte escluso dal comparto unico, ingiustizia della Todde”
ALGHERO – Tedde, Peru, Bardino e Ansini: «La perequazione con il personale regionale deve essere attuata. Il sindaco faccia sentire la voce di Alghero» «L’esclusione del personale del Parco di Porto Conte dal percorso di perequazione retributiva con i dipendenti regionali è una grande, straordinaria ingiustizia. Un’ingiustizia che non può essere tollerata e sulla quale il sindaco di Alghero ha il dovere di intervenire». Lo affermano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, chiedendo al sindaco Raimondo Cacciotto di intervenire direttamente presso la presidente della Regione Alessandra Todde affinché venga affrontata e risolta la situazione del personale dell’Ente Parco di Porto Conte. La richiesta si inserisce nel solco dell’iniziativa assunta dalla CISL Funzione Pubblica di Sassari, che ha chiesto alla Regione di verificare le ragioni dell’esclusione dell’Ente Parco dal perimetro del Comparto Unico e di valutare la possibilità di una sua futura inclusione nel nuovo sistema contrattuale. «La CISL ha posto una questione seria – sottolineano gli esponenti di Forza Italia – chiedendo di verificare se sia possibile ricomprendere il personale del Parco nel Comparto Unico anche attraverso un percorso graduale o modalità specifiche. È una richiesta di buon senso, che la Regione non può ignorare». Per Forza Italia, infatti, il problema non è soltanto contrattuale, ma riguarda direttamente il principio di equità.
«Il personale del Parco di Porto Conte opera in un ente pubblico al servizio del territorio e svolge funzioni di interesse generale. Non è ragionevole che lavoratrici e lavoratori che operano nello stesso sistema pubblico regionale possano essere penalizzati sul piano economico e giuridico semplicemente perché appartengono a un ente rimasto fuori dal perimetro del Comparto Unico».«Se l’obiettivo della riforma è costruire un sistema più omogeneo e integrato – aggiungono Tedde, Peru, Bardino e Ansini – allora occorre affrontare anche questa situazione. L’esclusione del Parco di Porto Conte rischia di produrre una disparità permanente, creando differenze tra lavoratori che non trovano una giustificazione nell’attività concretamente svolta».
Da qui l’appello al sindaco di Alghero. «Cacciotto intervenga presso la presidente Todde e presso la Giunta regionale. Chieda che la Regione apra un confronto con l’Ente Parco e con le organizzazioni sindacali e individui una soluzione normativa concreta per assicurare la perequazione retributiva del personale del Parco con quello regionale, valutando anche l’inserimento dell’Ente nel Comparto Unico attraverso le modalità che saranno ritenute giuridicamente possibili». «Il Parco di Porto Conte – concludono i consiglieri di Forza Italia – è un patrimonio fondamentale di Alghero e della Sardegna. Il suo personale non può essere considerato di serie B. Il sindaco ha il dovere di rappresentare la città e di far sentire la sua voce alla Regione. E Forza Italia sarà al suo fianco. Su questa vicenda non servono dichiarazioni di circostanza: serve un’iniziativa politica forte per sanare una straordinaria ingiustizia e restituire ai lavoratori del Parco la piena equità retributiva che meritano»
L’affondo di Mauro Pili: “Alghero non si difende con silenzio e omertà”
“Pianificazione, Cacciotto dimentica ancora litorali e porto”
ALGHERO – “Abbiamo preso visione della prima bozza del Piano Urbanistico Comunale e qualche domanda ci viene spontanea. Nell’elenco degli elaborati pubblicato dal Comune troviamo relazioni, norme, cartografie e documenti progettuali, ma non compaiono il Piano di Utilizzo dei Litorali e il Piano del Porto. Eppure parliamo di due strumenti di pianificazione fondamentali per una città come Alghero e, soprattutto, di due temi sui quali questa Amministrazione ha fatto più volte annunci e assunto impegni.
Sul porto, solo pochi mesi fa, si parlava di un Piano Regolatore Portuale arrivato a una fase matura e della necessità di integrarlo con il PUC. Lo stesso sindaco aveva sottolineato come la pianificazione del porto dovesse procedere di pari passo con quella urbanistica generale. Peccato però che, di tutto questo, non ci sia traccia agli atti. Se il Piano è pronto, perché non compare nella pianificazione che oggi viene sottoposta alla città?
Anche sul PUL la questione è tutt’altro che nuova. Nel programma elettorale della coalizione Cacciotto si parlava espressamente della necessità di pianificare l’utilizzo dei litorali e di garantire una fruizione delle spiagge durante tutto l’anno. Ebbene, i balneari attendono risposte concrete e non promesse, visto che al 31 ottobre saranno costretti a smontare gli stabilimenti.
A leggere questa bozza, sembrerebbe che per questa Amministrazione il porto e i litorali possano tranquillamente restare fuori dalla pianificazione del futuro di Alghero. Noi, al contrario, riteniamo da sempre che il porto e i litorali siano una parte essenziale dell’economia e del futuro della città. Perciò auspichiamo che il sindaco sollecitamente rimedi a questa grave dimenticanza, che il PUL e il Piano Regolatore Portuale vengano finalmente redatti e depositati e, soprattutto, che ci illumini su come intenda trasformare gli impegni scritti nel programma elettorale in scelte concrete”.
Riformatori Sardi
“Alghero, troppi incidenti stradali: urgono più sicurezza e più segnaletica”
ALGHERO – “Troppi incidenti hanno già segnato queste strade. L’Amministrazione intervenga subito prima che si verifichi un’altra tragedia.
Chiediamo all’Amministrazione comunale un intervento immediato e non più rinviabile per mettere in sicurezza l’incrocio tra via De Gasperi e via Berlinguer, teatro in questo periodo di troppi incidenti, alcuni dei quali particolarmente gravi.
La situazione attuale presenta evidenti criticità che mettono quotidianamente a rischio automobilisti, pedoni e ciclisti.
In particolare, la visibilità è fortemente compromessa dalla presenza di cespugli e vegetazione, che impediscono agli automobilisti di avere una visuale adeguata e rendono difficoltosa la percezione di chi sta effettuando una svolta o si appresta ad attraversare.
Ancora più preoccupante è la condizione dei pedoni, che per poter verificare l’eventuale arrivo di veicoli sono spesso costretti a sporgersi pericolosamente sulla carreggiata, mentre le automobili percorrono il tratto senza un adeguato rallentamento.
Non possiamo aspettare che si verifichi un altro incidente grave per intervenire.
Per questo chiediamo all’Amministrazione di convocare con la massima urgenza:
l’Assessore alla Viabilità;
l’Assessore alla Manutenzione, affinché venga effettuato immediatamente il necessario intervento sulla vegetazione e sulle condizioni dell’area;
il Comandante della Polizia Municipale, per una valutazione delle condizioni di sicurezza e della viabilità;
il Dirigente competente, affinché vengano individuate e attuate rapidamente le soluzioni necessarie.
Chiediamo inoltre di valutare con urgenza il potenziamento della segnaletica stradale, l’eventuale installazione di dispositivi per obbligare al rallentamento, il miglioramento della visibilità e qualsiasi altra soluzione tecnica necessaria a rendere l’incrocio più sicuro.
Lo stesso identico problema di scarsa visibilità e di pericolosità per i pedoni si presenta, tra l’altro, anche all’incrocio tra corso XX Settembre e via Matteotti, dove è necessario prestare la medesima attenzione.
La sicurezza stradale non può essere affrontata soltanto dopo che gli incidenti sono avvenuti. Occorre intervenire prima, eliminando le condizioni che possono favorirli.
Chiediamo quindi un sopralluogo urgente e un intervento concreto e tempestivo.
Le criticità sono evidenti, gli incidenti sono già troppi e il rischio per chi percorre queste strade è reale.
Non aspettiamo il prossimo incidente per decidere di intervenire. La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto”.
Christian Mulas Consigliere comunale PSd’Az
“Dopo il nefasto PPR, la Todde vuole vincolare ancora il territorio algherese”
“Voucher sport per aiutare le famiglie algheresi”
“Stalli personalizzati: Piccone ha ragione, ma la responsabilità è di Cacciotto”
ALGHERO – Tedde, Peru, Bardino e Ansini: “Il regolamento è in vigore da oltre due mesi, ma la Commissione prevista dall’articolo 6 non è stata ancora nominata dal Sindaco. Un’inadempienza grave che incide sui diritti delle persone con disabilità”
«La presidente della Commissione Regolamenti, Giuseppina Piccone, ha pienamente ragione nel sollecitare gli uffici comunali affinché le pratiche relative agli stalli personalizzati per le persone con disabilità non rimangano inevase. Ma la sua rimostranza è mal indirizzata: l’indice accusatorio deve essere puntato sul sindaco Cacciotto».
Lo affermano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, intervenendo sulla mancata costituzione della Commissione consultiva prevista dal regolamento per l’istituzione degli stalli di sosta riservati alle persone con disabilità.
«Il regolamento approvato dal Consiglio comunale il 19 giugno scorso – sottolineano i consiglieri azzurri – è chiarissimo. L’articolo 6 stabilisce che “con decreto del Sindaco è costituita una Commissione consultiva”, composta da un dirigente comunale, dal Garante per i diritti delle persone con disabilità e da un esperto in materia sanitaria. Alla Commissione spetta l’espressione di un parere obbligatorio, ma non vincolante, sulle pratiche relative agli stalli personalizzati».
«E occorre essere molto chiari sul significato di questa previsione – precisano Tedde, Peru, Bardino e Ansini –. “Obbligatorio” significa che il parere deve essere necessariamente richiesto alla Commissione. “Non vincolante” significa invece che l’amministrazione non è obbligata a conformarsi al suo contenuto e può anche discostarsene, motivando adeguatamente la propria decisione. Le due cose non vanno confuse. Il parere può essere disatteso, ma non può essere semplicemente omesso. E proprio per questo la Commissione deve essere costituita e deve poter svolgere la funzione che il Consiglio comunale le ha attribuito».
«Dunque – proseguono i consiglieri – non siamo di fronte a una facoltà del sindaco, ma a un preciso adempimento previsto dal regolamento comunale. L’articolo 6 dispone che la Commissione sia costituita con decreto del Sindaco. E, a distanza di oltre due mesi dall’approvazione del regolamento, questo adempimento non risulta ancora essere stato assolto».
Per Forza Italia, la questione non è meramente organizzativa o burocratica.
«È un’inadempienza grave e delicata – affermano Tedde, Peru, Bardino e Ansini – perché rischia di incidere concretamente sull’esercizio di diritti fondamentali delle persone con disabilità. Parliamo di cittadini che hanno diritto a trovare nell’amministrazione comunale un interlocutore attento, efficiente e tempestivo. Gli stalli personalizzati non sono un privilegio, ma uno strumento di concreta tutela della mobilità, dell’autonomia e della dignità personale».
«Per questo – concludono i consiglieri di Forza Italia – la presidente Piccone, che giustamente richiama l’amministrazione al dovere di istruire e definire le pratiche, dovrebbe puntare l’indice sul sindaco Cacciotto e chiedergli perché, dopo oltre due mesi dall’approvazione del regolamento, non abbia ancora provveduto a nominare la Commissione prevista dall’articolo 6. È il sindaco che deve dare una risposta al Consiglio comunale e soprattutto ai cittadini. La Commissione va nominata senza ulteriori indugi, affinché il procedimento previsto dal regolamento possa essere concretamente applicato e le persone con disabilità possano ottenere risposte certe e tempestive»