PLOAGHE – La Asl di Sassari apre L’Hospice “San Giovanni Battista”: la struttura
realizzata a Ploaghe ospiterà i primi pazienti dal 17 novembre 2025.
La Asl n. 1, potenzia così la propria rete assistenziale territoriale con l’attivazione di un Hospice
residenziale che si integra alla rete delle cure palliative oncologiche domiciliari del Nord ovest
Sardegna.
All’Hospice, secondo il parere del Medico di Medicina generale o dei Medici ospedalieri, potranno
accedere i pazienti che si trovano in quella fase della malattia non più suscettibile di guarigione, e per
i quali non risultano adeguate le altre forme di assistenza (come i pazienti in fase avanzata e
avanzatissima di malattia, con una presumibile aspettativa di vita inferiore a sei mesi, e per i quali non
vi fossero le condizioni per garantire l’assistenza a domicilio). Sono 8 i posti letto che andranno ad
offrire un complesso integrato di prestazioni sanitarie assistenziali ed alberghiere, fornite in maniera
continuativa per 24 ore al giorno, per 7 giorni alla settimana da personale della Asl di Sassari.
Si pone l’obiettivo di mantenere accettabile la qualità della vita, alleviare il dolore dell’assistito ed il
senso di impotenza dei familiari.
Con l’attivazione dell’Hospice la Asl intende ridurre il numero di ricoveri e di giornate di ricovero in
strutture di degenza per acuti; inoltre punta a completare l’offerta assistenziale delle cure domiciliari
integrate nel territorio, e migliorare la qualità dei percorsi di continuità assistenziale.
La struttura
All’interno del compendio dell’Ex Fondazione San Giovanni Battista, la Asl di Sassari, con un
finanziamento Regionale di un milione di euro, ha ristrutturato una palazzina di circa 1.200 metri
quadri, destinandola all’Hospice.
L’edificio, su due piani, ospita al piano terra l’area dell’accoglienza, delle attività sanitarie
(ambulatori, sala riunione, sala per i colloqui, spogliatoi, palestra); al primo piano sono presenti sei
stanze singole e una doppia, per un totale di 8 posti letto, tutte dotate di bagno in camera e poltrona,
oltre all’area relax e soggiorno, con annessa cucina attrezzata che verrà a messa a disposizione dei
pazienti e dei lori parenti, e agli spazi dedicati alla guardiania e alla preparazione dei farmaci.
Ad Alghero il grande ritorno dei Litfiba con Maroccolo e Aiazzi: suoneranno “17 Re”
ALGHERO – Il 2026 sarà l’anno del ritorno sul palco dei LITFIBA degli anni ’80 con la formazione originale, un tour di 20 date in giro per l’Italia, organizzato da Mc2, per celebrare i quarant’anni di “17 Re”, il disco che ha segnato una svolta epocale nel rock italiano e consacrato la band fiorentina a livello nazionale e europeo.
Sabato 1 agosto arriveranno sul palco dell’Alguer Summer Festival, la rassegna musicale organizzata da Shining Production in collaborazione con Fondazione Alghero, Comune di Alghero e Roble Factory: i Litfiba sono un altro grande nome che va ad aggiungersi al cartellone dell’estate 2026 dopo Caparezza e Claudio Baglioni.
«Siamo orgogliosi di annunciare per l’edizione 2026 dell’Alguer Summer Festival uno dei gruppi più iconici della musica italiana. Il loro concerto rappresenterà uno dei momenti clou della prossima stagione, un evento capace di unire generazioni diverse attorno a sonorità che hanno segnato la storia del rock italiano. La Fondazione Alghero continua a lavorare per offrire alla città e ai visitatori un calendario estivo di grande qualità, un nuovo capitolo di emozioni e partecipazione collettiva, con la musica grande protagonista dell’estate algherese». Così Graziano Porcu, presidente della Fondazione Alghero.
L’album doppio “17 Re”, (il primo nella new wave italiana), secondo episodio di una trilogia che oggi suona attualissima dedicata alle vittime del potere, con la formula audace e sperimentale ancora oggi esprime una forza rara, capace di attraversare le generazioni.
“QUARANT’ANNI di 17 RE” – TOUR 2026, questo il nome del progetto che riunirà sullo stesso palco Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo per riportare dal vivo le emozioni, la potenza, l’energia e la poesia visionaria e anticipatrice di uno dei capitoli più amati della storia del rock europeo.
Pubblicato nel 1986 come album doppio (solo in Francia fu pubblicato come album singolo) e considerato ancora oggi da molti il capolavoro stilistico dei Litfiba degli anni ‘80, “17 Re” fa parte della cosiddetta Trilogia delle vittime del potere insieme a “Desaparecido” e “Litfiba 3”.
“17 Re” è composto da 16 brani e prende il titolo da quella che doveva essere la title-track, ovvero “17 Re”, ma la traccia non fu pubblicata poiché ritenuta non convincente e musicalmente non all’altezza delle altre presenti nell’album (il testo è in parte stampato all’interno della copertina dell’album).
Il tour “QUARANT’ANNI DI 17 RE” toccherà alcune delle più importanti città e festival italiani in un calendario che attraverserà esclusivamente l’estate 2026 da giugno ad agosto.
Queste 20 date saranno l’occasione irripetibile per riascoltare dal vivo le canzoni di quell’album leggendario suonate come non è mai successo in precedenza nella storia, oltre ai grandi classici che hanno segnato la carriera della band. Un repertorio entrato nella leggenda, con sonorità, atmosfere, testi, stile vocale e performance che hanno segnato la storia del rock italiano.
La ZES Unica è un’occasione storica: Porto Torres deve saperla cogliere | proposte
PORTO TORRES – Il Movimento politico “Porto Torres Avanti”, ancora una volta, dà una “sveglia” alle varie istituzioni, amministrazione comunale in primis, al fine di ridare dignità al centro portuale e in generale al territorio che, da troppi anni, a parte le “vampate” estive, in particolare nei litorali, soffre di una diffusa stagnazione economia e troppa ignavia rispetto alle grandi scelte per attivare un vero rilancio. In questo solco il movimento guidato dal capogruppo consiliare Bastianino Spanu diffonde un “documento – manifesto” riguardo alcune rilevanti priorità e urgenze.
UNA STRATEGIA DI RILANCIO TERRITORIALE
La rinascita economica di Porto Torres passa da una visione integrata: porto, industria, turismo e innovazione devono tornare a dialogare all’interno di una strategia unitaria. In questo quadro, la Zona Economica Speciale (ZES) rappresenta un’opportunità strategica e irripetibile per Porto Torres. Le agevolazioni fiscali e procedurali previste per le ZES possono e devono essere utilizzate per attrarre investimenti produttivi, rilanciare le aree industriali dismesse e rafforzare il ruolo del porto come hub logistico e commerciale del Nord Sardegna. La sfida è trasformare la ZES in motore reale di sviluppo, non in una semplice etichetta amministrativa: uno strumento concreto al servizio del territorio, delle imprese e dei cittadini. Per questo proponiamo l’avvio di una grande azione di marketing territoriale, collegata alla pianificazione ZES e al potenziamento delle infrastrutture portuali, capace di restituire alla città una posizione centrale nel sistema produttivo regionale.
2. COMPETENZA E CONTINUITÀ AMMINISTRATIVA
Il rilancio non può fondarsi sull’improvvisazione. Serve continuità amministrativa e competenza nei ruoli di governo della città, perché solo una guida esperta, coerente e radicata può garantire risultati concreti e duraturi.
Porto Torres ha bisogno di una classe dirigente capace di visione strategica, in grado di dialogare con la Regione, il Consorzio Industriale e le imprese, e di rappresentare con autorevolezza gli interessi del territorio nei tavoli decisionali regionali e nazionali.
La politica deve tornare ad essere strumento di costruzione, non di scontro.
Non servono maghi né improvvisazioni: servono competenze, metodo e responsabilità.
3. ECONOMIA REALE E LAVORO
La priorità è creare lavoro stabile e dignitoso. Proponiamo un piano di rilancio dell’economia locale che punti su:
• Valorizzazione delle aree industriali dismesse, con nuovi insediamenti produttivi sostenibili;
• Incentivi per le imprese che assumono giovani e investono sul territorio;
• Partenariati pubblico-privati (PPP) per infrastrutture, servizi e manutenzioni urbane;
• Promozione turistica e culturale integrata, con la valorizzazione dei siti storici, archeologici e identitari di Porto Torres come leva di crescita e occupazione qualificata;
• Formazione e innovazione tecnologica per costruire competenze e nuove opportunità di impiego.
4. UNITÀ DEL TERRITORIO
Il rilancio di Porto Torres non può avvenire in solitudine. È necessario un patto territoriale che coinvolga istituzioni, imprese, associazioni e cittadini, un’alleanza civica per ricostruire fiducia e coesione sociale.
La politica locale, il mondo imprenditoriale, l’associazionismo e soprattutto i cittadini turritani devono credere che il cambiamento è possibile. Solo insieme possiamo restituire a Porto Torres il ruolo e il prestigio che merita nel panorama regionale.
5. IDENTITÀ E AUTONOMIA
Come Movimento Autonomista, crediamo nell’autogoverno e nella responsabilità dei territori. Porto Torres deve poter decidere sul proprio futuro, pianificare il proprio sviluppo e valorizzare le proprie risorse senza dipendere da scelte calate dall’alto. Autonomia significa capacità di visione, responsabilità nelle scelte e orgoglio dell’appartenenza.
6. CONCLUSIONI
Il futuro di Porto Torres dipenderà dal coraggio con cui sapremo agire oggi. Abbiamo il dovere di restituire alla città una prospettiva concreta di crescita e di benessere collettivo. Il Movimento Autonomista Porto Torres Avanti si assume questo impegno con serietà, passione e competenza, pronto a rappresentare un punto di riferimento politico e civico per una nuova stagione di sviluppo.
La priorità è creare lavoro stabile e dignitoso. Proponiamo un piano di rilancio dell’economia locale che punti su:
– Valorizzazione delle aree industriali dismesse, con nuovi insediamenti produttivi sostenibili;
– Incentivi per le imprese che assumono giovani e investono sul territorio;
– Partenariati pubblico-privati (PPP) per infrastrutture, servizi e manutenzioni urbane;
– Promozione turistica e culturale integrata, con la valorizzazione dei siti storici, archeologici e identitari di Porto Torres come leva di crescita e occupazione qualificata;
– Formazione e innovazione tecnologica per costruire competenze e nuove opportunità di impiego.
Cosa è la ZES Unica
La Zona Economica Speciale Unica (ZES Unica), istituita con il Decreto-Legge 124/2023 (convertito nella Legge 162/2023), unifica in un’unica area amministrativa tutte le precedenti ZES regionali del Mezzogiorno. Comprende otto regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. L’obiettivo è stimolare la crescita economica, favorire nuovi investimenti produttivi e migliorare la competitività delle imprese già insediate. La gestione è affidata alla Struttura di Missione ZES Unica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il supporto dell’Agenzia per la Coesione Territoriale.
Le agevolazioni previste
Le imprese che investono in aree ZES possono accedere a importanti incentivi economici e procedurali:
– Credito d’imposta ZES Unica: fino al 45% del valore dell’investimento in beni strumentali;
– Semplificazioni amministrative tramite lo Sportello Unico Digitale (S.U.D. ZES);
– Procedure accelerate per nuovi insediamenti e riconversioni industriali;
– Investimento minimo: 200.000 euro per l’accesso alle agevolazioni;
– Priorità nei programmi di cofinanziamento europei e PNRR.
La ZES Unica e la Sardegna
La Regione Sardegna rientra integralmente nel perimetro della ZES Unica. Il territorio di Porto Torres, per la sua posizione strategica, il porto industriale e la presenza di ampie aree produttive, è naturalmente candidato a diventare un nodo di riferimento del sistema ZES nell’isola.
Le opportunità per il Nord Sardegna includono:
– rilancio delle aree industriali e logistiche dismesse;
– potenziamento delle infrastrutture portuali e retroportuali;
– attrazione di imprese nei settori energia, transizione ecologica, logistica e manifattura;
– incentivi fiscali e semplificazione delle procedure per chi investe a Porto Torres.
La posizione del Movimento Autonomista “Porto Torres Avanti”
Il Movimento Autonomista Porto Torres Avanti considera la ZES Unica una leva determinante per il rilancio produttivo ed economico del territorio. Affinché lo strumento funzioni realmente, è necessario garantire governance competente e stabile, tempi certi e pieno riconoscimento del ruolo di Porto Torres nel perimetro operativo della ZES. Solo così la ZES Unica potrà tradursi in risultati concreti, attrarre investimenti, creare lavoro e restituire alla città il ruolo di capitale produttiva e logistica del Nord Sardegna.
“La ZES Unica è un’occasione storica: Porto Torres deve saperla cogliere, con competenza, visione e unità d’intenti.”
Motori, tutto pronto per la storica Alghero – Scala Piccada
ALGHERO – Iscrizioni oltre quota 120 ed i migliori nomi della velocità in salita per la 63^ Alghero Scala Piccada. La risposta al fascino della finale nazionale di Campionato Italiano Velocità Montagna è evidente e le adesioni che hanno superato quota 120 parlano chiaro. La gara si svolgerà dal 31 ottobre al 2 novembre nella città catalana che è già completamente in atmosfera da evento e tra poche ore sarà animata dai migliori driver di tutta Italia che desiderano confrontarsi su un tracciato ad alta spettacolarità ed incastonato in una delle più suggestive cornici. Le telecamere di ACI Sport TV racconteranno ogni momento del fine settimana sardo con report quotidiani e servizi di aggiornamento. Tutte le informazioni su scalapiccada.it e acisport.it .
Luigi Fazzino a cui è stato attribuito il numero 1, torna sulla Osella PA 30. Il giovane siracusano di Melilli torna in Sardegna con raddoppiata motivazione: Puntare alla finale e riscattarsi dal passo falso del 2024. Ci saranno altri due finalisti siciliani di Ragusa in primo piano iper la classe regina, ovvero il tenace Franco Caruso e l’arrembante Samuele Cassibba, entrambi sulle Nova Proto NP 01. Nuova esperienza su Nova Proto anche per il bravo senese Mirko Torsellini dopo le convincenti prove sul prototipo di massima categoria, come l’olbiese Giuseppe Vacca che riconferma la scelta della Nova Proto. Altro sardo sotto i riflettori è certamente l’idolo di casa Sergio Farris che adesso vorrà capitalizzare gli sviluppi realizzati durante la stagione sulla Wolf GB 08 Mistral, mentre sulla versione Thunder Aprilia ci sarà il bravo umbro, già tricolore e finalista Junior Filippo Ferretti. Altri driver sul fronte Osella il milanese Andrea Pezzani ed il calabrese di lungo corso Dario Gentile. Esordio su Nova Proto NP 03 per il sempre protagonista lucano Achille Lombardi, stessa vettura per il ligure Gianluca Ticci e per il toscano Michele Gregori. Dalla zona nord con tenacia arriva il veneto Damiano Schena a coronare una proficua stagione sulla Nova Proto NP 03.
Anche tra le Gran Turismo del gruppo GT si respira decisamente aria di Supersalita con i maggiori contendenti ala finale, tra cui il foggiano Lucio Peruggini (sud), i campani Giuseppe D’Angelo e Michele Mancin (nord), poi Giovani Del Prete (sud), tutti sulle Ferrari 488 Evo. Per la GT Cup il trentino Rino Lunelli (nord) ed il calabrese Gabrydriver (sud) sulle 458 di Maranello. Sul fronte Porsche Ezio Bellin con la 911 (nord). Ci saranno anche l’ascolano Alessandro Gabrielli ed il pugliese Vito Tagliente sulle 488 del Cavallino. Per la categoria silhouette spicca il maceratese Abramo Antonicelli su BMW, ma è cospicuo il numero dei contendenti alla gara. Per le auto TCR il campione supersalita salernitano Salvatore Tortora su Audi come il bresciano Luca Tosini sono i massimi rappresentanti di sud e nord, ma ago della bilancia sarà l’altro bresciano Alex Leardini su Cupra Leon. Per l’affollato gruppo E1 tanti i protagonisti annunciati ma riflettori della finale puntati su Andrea De Stefani (nord che sarà su Renault Clio 16V, poi l’abruzzese Silvano Stipani (nord) su Peugeot 106 per la classe 1600 come il bresciano Enrico Trolio, mentre su Honda Civic ci sarà la giovane conferma veneta Tiziano Ghirardo ed in classe 1400 Angelo Giovannini su Peugeot 205 (nord). Confermati gli alti numeri dalle categorie della Racing Start. Il giovane tarantino Vanni Tagliente su MINI arriva con i punti del sud, mentre dal nord Jacopo Della Maria su Renault Clio Cup e ci sarà anche la giovanissima marchigiana Kadija Mourtaji su Peugeot 308, che corona una bella stagione d’esordio. In Racing Start Plus Alberto Cioffi su MINI ed il milanese Gianluca Luigi Grossi su Renault Clio RS, sono entrambi finalisti in arrivo dal nord. Anche in Racing Start diversi finalisti ad iniziare dall’inossidabile bergamasco Mario Tacchini che sarà su MINI come Marco Paletta, per le motorizzazioni turbo.Per i motori atmosferici il temibile bresciano Giulio Panteghini come il trevigiano Paolo Venturi concluderanno la proficua stagione su Honda Civic, mentre Adriano Todoverto sarà su Renault Clio RS3. Per la classe 1600 dalla zona sud arriva Francesco Eugenio Orlando su Peugeot 106. Giovanissimo anche Titta Morris che su Peugeot 106 si è guadagnato al finale di gruppo NS dalla zona nord ed in classe 1600 ci sarà anche la lady padrona di casa Ialria Piras su Citroen Saxo.
Teatro della competizione che assegnerà il titolo di vincitore della finale CIVM, saranno i 5.100 metri della SS 292 tra le porte di Alghero e la località Scala Piccada, 250,46 metri più in alto lungo una pendenza media del 4,92%.
-“Le iscrizioni si sono appena chiuse e noi desideriamo porgere sin d’ora il benvenuto a quanti onoreranno la nostra gara con la loro presenza – afferma Giulio Pes di San Vittorio – i numeri sottolineano il fascino della nostra competizione e certamente il desiderio dei finalisti di zone diverse di confrontarsi su un tracciato selettivo e altamente spettacolare, che sa offrire le migliori caratteristiche gradite ai piloti da salita. Al nostro benvenuto si uniranno tutte le realtà partner durante la presentazione di giovedì 30. Un momento per sottolineare e svelare particolari solidi ed aspetti nuovi di un evento sportivo che svolge in modo efficace la funzione di volano promozionale”-
Caserma Vigili del Fuoco, prosegue l’iter
“Abbanoa, non solo opere lumaca, ma pure lavoratori a rischio”
“Sanità algherese, altro che rilancio: ecco tutte le gravi criticità”
ALGHERO – “Si è tenuto un Consiglio Comunale aperto con la gradita presenza dei
comitati e dei vertici della ASL e AOU , che ringraziamo. Questa partecipazione
è servita per chiarire i passi già compiuti dai suddetti manager che hanno anche
fornito le linee programmatiche che intendono seguire per il miglioramento dei
servizi sanitari nel nostro territorio.
Nel corso del mio intervento ho ribadito, per l’ennesima volta, le criticità ormai
endemiche del nostro territorio e mi sono soffermato, in particolare, sugli
Ospedali di Alghero che, pur lavorando in palese emergenza, offrono un servizio
importante per la collettività, grazie alla abnegazione degli operatori sanitari.
– il Pronto soccorso dell’Ospedale Civile che registra 25.000 accessi l’anno,
verrà ampliato con una nuova struttura di 430 mq. ma funzionerà soltanto
se arriverà il personale medico ed infermieristico a supporto, altrimenti
diventerà l’ennesima struttura inutilizzata;
– La riapertura h24 della Cardiologia, oggi a mezzo servizio, è un servizio
fondamentale per un Ospedale che si rispetti;
– Anche la Pediatria è ancora h12 dal lunedì al sabato ma per fortuna
qualcosa si muove, perché sono arrivati alcuni pediatri .
– Con grande dispiacere devo ammettere che il Punto Nascita, ormai chiuso
da 2 anni, non riaprirà perché ad oggi non ci sono le condizioni per
ripristinarlo a causa della mancanza di pediatri e neonatologi. Forse in
futuro la politica regionale capirà che alcuni centri importanti come
Alghero dovrebbero e potrebbero operare in deroga, come avviene in molte
altre Regioni, considerando il basso indice di natalità della Sardegna che ha
raggiunto un calo delle nascite del 10% negli ultimi 18 mesi, Nel frattempo
si potrebbero attivare servizi fondamentali come lo STEN (servizio di
trasporto emergenza neonatale).
– infine, ho ribadito che, per quanto riguarda l’Ospedale Marino, non siamo
interessati alla diatriba sulla sua gestione ma vogliamo garanzie di
continuità del servizio, che non deve essere vanificato”.
Massimiliano Fadda, consigliere comunale Prima Alghero
“Capodanno, pessima gestione dell’Amministrazione Cacciotto: confusione e ritardi”
ALGHERO – “Anche quest’anno, Alghero viene superata da Olbia nella tempestività della promozione del Capodanno”, dichiara il vice coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Alessio Auriemma . “A poche settimane dall’evento, non c’è ancora un programma né un nome, e questo è un danno per gli operatori economici.”
“Nel 2023 il sindaco Conoci e l’Assessore Cocco annunciarono Ligabue il 27 ottobre, primi in Sardegna e con un piano già pronto. Oggi, alla stessa data, la sinistra non ha ancora deciso nulla e si è fatta anticipare da Olbia, Arzachena e altre città.”
“La Fondazione Alghero ha avviato un’indagine esplorativa per raccogliere le proposte. A sei giorni dalla scadenza non è stato annunciato alcun esito. Nel frattempo, altre città sarde hanno già definito artisti, calendari e campagne di promozione.”
“È inaccettabile che un evento centrale per il turismo invernale venga gestito con questa leggerezza. Gli operatori economici hanno bisogno di certezze. Ogni giorno di ritardo significa opportunità perse e prenotazioni mancate”. “Si ripete quel che abbiamo visto lo scorso anno: gestione tardiva e confusa, annunci all’ultimo e operatori delusi. L’amministrazione Cacciotto ha avuto un anno intero per preparare un Capodanno all’altezza di Alghero, ma è ancora ferma a discutere se investire o no in un grande evento.”
“Chi lavora nel turismo ha bisogno di scelte chiare, comunicate per tempo, e di un’Amministrazione che abbia una visione chiara e che ci creda davvero” conclude Auriemma
“La Regione vuole veramente potenziare il Marino? Lo dimostri subito”
ALGHERO – “Durante la discussione consiliare sul futuro dell’Ospedale Marino, il consigliere comunale Marco Colledanchise (Orizzonte Comune) ha tracciato un bilancio chiaro e documentato della trasformazione del presidio, richiamando l’attenzione sulla necessità di garantire continuità e trasparenza nella fase di passaggio all’ASL n.1 Sassari prevista per il 1° gennaio 2026.
“Il Marino ha vissuto negli ultimi anni una rinascita reale, non propagandistica. Con l’ingresso nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari dal 1° gennaio 2022, sono ripartiti investimenti, percorsi e fiducia. I dati lo dimostrano: nel 2022 ben 756 interventi sono passati da day hospital a day surgery, con tempi più brevi e minori complicanze. È un risultato tecnico, ma soprattutto umano: pazienti che tornano prima a casa e famiglie meno stressate.”
Colledanchise ha ricordato come nel 2024 la ristrutturazione della sala operatoria abbia rilanciato la chirurgia ortopedica e come nel 2025 il Marino sia tornato anche luogo di formazione e ricerca, ospitando sessioni di chirurgia in diretta e attività di alta specializzazione.
“Il Marino oggi non solo cura, ma insegna e attrae esperienze. È un presidio che mette Alghero sulla mappa della buona sanità”, ha dichiarato il consigliere. Allo stesso tempo, Colledanchise ha riconosciuto le criticità spesso segnalate in questi anni, in particolare la carenza di anestesisti, sottolineando che “i muri non operano: operano le persone. Il capitale umano è il cuore della sanità”.
Riferendosi alla riforma regionale del 2025, che prevede il ritorno del Marino all’ASL n.1, Colledanchise ha ribadito la disponibilità a collaborare con la Regione “nello spirito di una maggioranza responsabile”, ma ha posto alcune condizioni chiare per garantire che il passaggio non comprometta i progressi ottenuti:
– Mantenimento e crescita dei volumi operatori in ortopedia e riabilitazione, con monitoraggio trasparente trimestrale;
– Piano anestesisti dedicato con reclutamento mirato, incentivi di sede e convenzioni ponte con l’AOU per coprire i turni critici;
– Stabilità delle équipe e percorsi di carriera, per preservare la vocazione formativa del presidio;
– Clausole di salvaguardia negli atti di trasferimento per garantire interventi correttivi automatici se i risultati calano;
– Tavolo permanente di monitoraggio con report pubblico mensile su chirurgia, anestesia, riabilitazione e liste d’attesa.
“Non facciamo battaglie di sigla tra AOU e ASL – ha precisato Colledanchise – ma chiediamo un patto sui risultati. La sanità non è un simbolo, è una promessa mantenuta ogni giorno, sala operatoria dopo sala operatoria.”
Nel suo intervento, il consigliere ha voluto anche ricordare chi, negli anni più difficili, contribuì a salvare l’ospedale:
“Non baratterò mai la mia onestà intellettuale. Fino a pochi anni fa il Marino rischiava di essere smantellato. Ricordo chi si oppose e chi lo salvò. Da cittadino devo dire grazie alle associazioni, ai medici e tutti i dipendenti, ai partiti e in particolare all’ex presidente del consiglio regionale Michele Pais, perché è anche grazie a lui se oggi il Marino esiste e raggiunge numeri così alti di operazioni.”
Infine, Colledanchise ha posto la domanda centrale che oggi riguarda la sanità algherese:
“Vogliamo davvero potenziare il Marino o lo vogliamo indebolire a vantaggio di altri ospedali? Io ho bisogno di sapere che a gennaio gli anestesisti conosceranno già i loro turni. Serve continuità, organizzazione e responsabilità. Questo chiediamo come amministratori e come cittadini.”
Impianti Sportivi, Alguerugby ancora senza campo: “Perchè Cacciotto non ci dà risposta?”
ALGHERO – “Ci ritroviamo a dover scrivere questa nota stampa perché crediamo sia giusto nei confronti dei nostri tesserati, delle loro famiglie e di chi ci sostiene in questo progetto.
Un sogno di un gruppo di amici ed ex compagni di squadra che è divenuto realtà, non senza sacrifici. La nascita dell’ Asd Alguer Rugby è ormai realtà ad Alghero. Questo sodalizio ovale è il secondo in città e sta crescendo man mano. Oltre alle varie formazioni del settore giovanile, siamo felici di avere anche un gruppo per il rugby femminile e una squadra di rugby inclusivo. Domenica scorsa, la nostra squadra cadetta ha inoltre esordito nel campionato di Serie C, vincendo la prima partita. Una vittoria che ci ha reso orgogliosi e che ci porta a pensare di essere sulla strada giusta.
Il tasto dolente resta sempre la mancanza di un campo dove poter far giocare i nostri ragazzi. Nonostante le varie richieste e le continue interlocuzioni con l’amministrazione, che ringraziamo per l’impegno nel cercare una soluzione, a tutt’oggi siamo ancora in attesa di capire le motivazioni che non rendono possibile il nostro accesso all’unico impianto da rugby cittadino che proprio questa domenica (26 ottobre) avrebbe dovuto ospitare, come da calendario della federazione, il derby di Serie C tra la nostra compagine e quella dell’Amatori Rugby Alghero.
Abbiamo appreso che la partita sarebbe stata rinviata a causa di alcuni e urgenti lavori da attuarsi sul manto erboso dell’impianto di Via Degli Amici del Rugby, lo stesso che al mattino ha ospitato un concentramento di varie squadre under, compresa la nostra.
Lavori fissati proprio negli orari in cui si sarebbe dovuto disputare il derby in questione. Posto che non è necessario spiegare che il tutto ci è subito sembrato tanto strano quanto chiaro, la cosa che resta è che la partita non si è giocata né in quella struttura, né in nessun’altra.
Per lo spirito che ci contraddistingue non possiamo continuare a veder penalizzata la nostra società che ha la sola colpa di essere un’alternativa valida a quella esistente. Fare sport è un diritto di tutti e continueremo a lavorare e a batterci per questo, informando costantemente la città delle nostre vicissitudini, comprese quelle che con il rugby giocato hanno poco a che fare”.
Presidente e Direttivo dell’ASD Alguer Rugby 2024