ALGHERO – «Ventidue mesi: per tutto questo tempo, davanti alle ripetute richieste di chiarimenti, l’Amministrazione Cacciotto non ha comunicato alcuna iniziativa concreta per rafforzare la rete di distribuzione elettrica. E dagli atti non emerge alcun avanzamento sostanziale fino alla nuova istanza presentata nel marzo 2026. Il via libera dell’8 luglio non cancella quasi due anni di inerzia, silenzi e omissioni». L’opposizione di centrodestra in Consiglio comunale denuncia quanto sta emergendo sulla vicenda della nuova cabina primaria Enel.
«La vicenda, atti alla mano, solleva interrogativi molto gravi sulla trasparenza amministrativa, sul rispetto delle prerogative del Consiglio comunale e sulle responsabilità del sindaco. Già il 5 settembre 2024 Enel aveva reiterato la richiesta di autorizzazione per la realizzazione dell’impianto. La procedura era ancora aperta e la proposta di deliberazione avrebbe dovuto essere affrontata in Consiglio. Qualcuno ha invece scelto di non farlo e di decidere autonomamente, tenendo all’oscuro il Consiglio comunale. La pratica non è stata portata in Aula e il procedimento si è concluso a fine 2024 con il diniego della Provincia, proprio a causa della mancata espressione del Comune».
«Solo ora, nel pieno dei disagi provocati dall’ennesima ondata di blackout, scopriamo l’esistenza di una nuova istanza, mai illustrata al Consiglio comunale e alla città. La cabina viene autorizzata su un altro terreno agricolo, ulivetato e situato appena oltre la strada rispetto al precedente. Nella stessa area che il Partito Democratico, nel 2023, dichiarava pubblicamente inadeguata per ragioni di sicurezza, preannunciando voto contrario».
«Il sindaco Cacciotto deve rispondere a domande precise. Chi ha deciso di non sottoporre al Consiglio la precedente deliberazione? Quali interlocuzioni sono intercorse con Enel tra il settembre 2024 e il marzo 2026, chi vi ha partecipato e sulla base di quale indirizzo politico? Perché è stato necessario attendere quasi due anni per una nuova soluzione collocata appena oltre la strada, senza informare il Consiglio e la commissione competente? Il sindaco conosceva e autorizzava questo percorso? Se sì, spieghi perché abbia escluso il Consiglio».
«Delle due l’una: o l’Amministrazione è rimasta sostanzialmente ferma per quasi due anni, oppure ha condotto interlocuzioni e assunto indirizzi senza informare il Consiglio comunale e la città. In entrambi i casi il sindaco deve assumersi la responsabilità politica di quanto accaduto».
Il danno è duplice: quasi due anni persi su un’infrastruttura essenziale e l’esclusione del Consiglio comunale da una scelta urbanistica di grande rilievo. È il “metodo Cacciotto”: partecipazione proclamata nei comunicati e negata nei fatti.
«L’infrastruttura deve essere realizzata rapidamente. Pretendiamo quindi che il sindaco Cacciotto riferisca immediatamente in Consiglio comunale, renda pubblici tutti gli atti e tutte le interlocuzioni intercorse con Enel e chiarisca chi, all’interno dell’Amministrazione, abbia assunto iniziative o rappresentato posizioni senza il necessario coinvolgimento del Consiglio comunale, unico organo legittimato ad assumere decisioni su una questione di tale rilevanza per il futuro della città».
Centrodestra – Alghero