“Monopolio degli Aeroporti Sardi, operazione borderline: forte contrarietà”

ALGHERO – Ritorno sull’operazione di concentrazione degli aeroporti sardi, ingegnerizzata dalla Camera di Commercio di Cagliari e Oristano, che mi lascia, ancora di più, perplesso e contrario.
Premetto che l’emanando Piano nazionale degli aeroporti proposto dall’Enac, dove si
individuano le reti aeroportuali, prevede che i caratteri comuni degli scali in ciascuna rete
prescindono anche dalla loro integrazione societaria.
Quindi non è obbligatorio, per eventualmente costruire la rete aeroportuale sarda, far nascere
una holding, per di più a totale controllo di fondi privati d’investimento, con la perdita del
controllo del pubblico, come nel caso di specie e dove la redditività è il focus principale.
Quello che sta emergendo in questi giorni è oltremodo sconvolgente per ciò che si legge negli
atti a corredo delle varie delibere CCIAA e RAS.
La società incaricata dalla RAS di formulare una valutazione e un parere tecnico giuridico sulla
operazione ha evidenziato una serie di importanti criticità metodologiche e di risultato tali da,
sostanzialmente, sconsigliare il prosieguo della operazione.
Il documento preliminare non vincolante, allegato (solo virtualmente) alla delibera della RAS
per l’integrazione industriale degli aeroporti sardi, mostra anch’esso preoccupanti profili di
rischio.

iene certificato, e smontato, il concetto di infungibilità di F2I Ligantia; un affidamento diretto,
come nel caso, è giuridicamente rischioso e probabilmente non percorribile.
Nell’analisi vengono evidenziate le posizioni minoritaria della CCIAA e della RAS, la mancanza
di dettagli sui patti parasociali, valutazioni economiche patrimoniali e finanziarie incomplete e
carenti di solidità, stime previsionali e ipotesi aleatorie insufficienti a dimostrare la sostenibilità
finanziaria dell’operazione, oltre a vari dubbi espressi dagli Enti di controllo.
Vi sono inoltre alcuni aspetti più politici quali: la perdita di controllo degli asset aeroportuali da
parte della RAS, la partecipazione della stessa con un esborso di 30Mln e la possibilità per
alcuni fondi speculativi di poter vendere in qualsiasi momento le proprie quote.
Credo che la CCIAA possa tranquillamente ricapitalizzare il capitale sociale della Sogaer di
Cagliari, senza dovere addurre questo obbligo come stato di necessità partorendo questa
mostruosa e oscura operazione dove, inevitabilmente, Alghero verrà ancora di più
marginalizzata.
Vista le criticità e le tante difficoltà in cui vivono i sardi suggerisco, nella prossima manovra
finanziaria di assestamento, di destinare i 30 Milioni ipotizzati per questa rischiosa operazione
(che non esclude ipotesi di danni erariali e aiuti di stato), ad altre poste che impattino sulla vita
dei cittadini in materia di sanità, agricoltura, acqua etc.
Poi affrontare serenamente, con tutti gli attori e i portatori d’interesse, una ipotesi di Sistema
Aeroportuale Sardo basato principalmente sul pubblico interesse e sull’equilibrio territoriale”.

Umberto Borlotti, ex-dg Sogeaal