ALGHERO – “Intervengo come Presidente della Commissione Ambiente per esprimere una riflessione che vuole essere costruttiva e propositiva, nell’interesse della città e del suo patrimonio verde.
Gli interventi sul verde pubblico di Alghero in atto in questi giorni suscitano più di una domanda. A fronte di centinaia di aiuole prive di alberature diffuse in tutta la città, di aree che necessitano riqualificazione e di spartitraffico spesso trascurati, appare difficile comprendere come la priorità possa essere rappresentata dal taglio di piante già esistenti. È quanto accaduto, ad esempio, agli oleandri arborei di Via Cagliari, agli olmi di piazzetta Pasqual Gall e agli arbusti ornamentali dello spartitraffico di via Giovanni XXIII.
In una città a forte vocazione turistica, che deve necessariamente adattarsi alle sfide poste dai cambiamenti climatici, il verde urbano rappresenta una risorsa strategica, non solo in termini di decoro ma soprattutto come strumento fondamentale per contrastare l’isola di calore urbano, fenomeno destinato ad intensificarsi nei prossimi anni.
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di riflessione: gli interventi sono stati realizzati nel mese di marzo, periodo particolarmente delicato per il ciclo vegetativo delle piante e per la fauna ad esse connessa. Si tratta infatti di una fase generalmente sconsigliata per operazioni impattanti come abbattimenti e potature drastiche afferma
È possibile che tali interventi rispondano a esigenze tecniche specifiche, come la sostituzione di esemplari pericolanti o la gestione di specie problematiche. Tuttavia, da quanto emerge anche dalla documentazione disponibile, non sempre risultano evidenti condizioni tali da giustificare interventi così incisivi. Questo contribuisce a generare nella cittadinanza una percezione di frammentarietà e mancanza di una visione complessiva.
Il punto centrale non è quindi muovere critiche, ma stimolare una maggiore attenzione e una pianificazione più chiara e condivisa. Alghero deve ambire a gestire il proprio verde come una vera infrastruttura urbana: un sistema organico, pianificato e capace di coniugare sicurezza, sostenibilità ambientale e qualità della vita.
In quest’ottica, gli interventi sul verde avrebbero maggiore senso se inseriti all’interno di un Piano del Verde strutturato, ponderato e partecipato, che definisca obiettivi di medio e lungo periodo e orienti in modo coerente le azioni sul territorio.
In attesa di questo strumento, che auspichiamo possa essere avviato quanto prima dagli assessorati competenti, si propone anche un cambio di prospettiva: non “tagliare”, ma “prendersi cura”. Non concentrare le risorse prevalentemente sull’eliminazione del verde, ma sulla sua valorizzazione e sul miglioramento complessivo degli spazi urbani.
Molte aiuole cittadine versano oggi in stato di abbandono e sono diventate micro discariche; lo stesso vale per aree di grande valore come la pineta e la zona di Cuguttu-Maria Pia, dove il problema dei rifiuti è ormai evidente. Intervenire in queste realtà, restituendole alla fruizione di cittadini e turisti, rappresenterebbe un segnale concreto di attenzione e cura.
Le azioni che la comunità si attende vanno in questa direzione: più qualità, più visione, più rispetto per il patrimonio verde. Le piante non sono un elemento accessorio del paesaggio urbano, ma una componente essenziale della nostra città, da tutelare, valorizzare e gestire con responsabilità e competenza”.
Christian Mulas, presidente della commissione Ambiente
Nella foto le alberate totalmente “rase al suolo” di via Sassari, zona Scalo Tarantiello