ALGHERO – “Ancora una volta l’azione di governo della Todde viene sonoramente bocciata da un organo giudiziario. La Presidente Todde dimostra tutta la sua inadeguatezza istituzionale e politica nella gestione della sanità sarda. Dopo il clamoroso schiaffo inflitto dalla Corte Costituzionale, che ha demolito la presunta riforma della sanità regionale voluta dalla Giunta, arriva ora anche il sonoro ceffone del TAR, che certifica il pasticcio amministrativo e giuridico prodotto dall’esecutivo regionale.
Il Tribunale Amministrativo Regionale, prendendo atto dell’annullamento della norma da parte della Consulta, con propria sentenza odierna ha ristabilito lo status quo ante, dichiarando illegittima la defenestrazione del direttore generale Sensi e, conseguentemente, la nomina del commissario straordinario in sua sostituzione. Un atto grave, fondato su una norma poi espunta dall’ordinamento, che oggi viene definitivamente sconfessato in sede di giurisdizione amministrativa.
Siamo dunque di fronte a una ricostruzione chiara: la titolarità delle funzioni resta in capo all’Azienda sanitaria di Sassari secondo l’assetto originario, e ogni forzatura politica imposta dalla Giunta Todde si rivela per quello che è stata: un abuso di potere travestito da riforma.
Le conseguenze di questa gestione pasticciona non sono solo politiche o istituzionali, ma ricadono pesantemente sulla comunità, sui servizi sanitari, sugli operatori e sui cittadini, costretti a subire mesi di incertezza, paralisi decisionale e confusione organizzativa. Un danno enorme, che qualcuno dovrà spiegare e, soprattutto, assumersi la responsabilità di aver provocato.
Dopo aver preso un granchio con la Corte Costituzionale, la Presidente Todde ne prende un altro con il TAR. Due sentenze, due bocciature nette, un unico denominatore comune: l’improvvisazione e l’arroganza di una Giunta che ha giocato con la sanità dei sardi.
Ora basta propaganda. È tempo di ripristinare serietà, legalità e rispetto delle istituzioni. La sanità non è un terreno di sperimentazione ideologica né un campo di battaglia politica: è un diritto fondamentale dei cittadini, che questa Giunta sta dimostrando di non saper tutelare”