Bruno e suoi, democrazia virtuale

ALGHERO – Alghero avrà un nuovo Piano Urbanistico Comunale; Alghero avrà un Piano di utilizzo dei litorali; Alghero avrà un nuovo porto con gestione condivisa; Alghero avrà un nuovo ospedale; Alghero vedrà rivivere il palazzo dei congressi. Sono, queste, solo poche tra le tante promesse non mantenute da questa amministrazione comunale che nella serata di ieri ha deciso di annunciarne un ennesima: Alghero avrà un nuovo centro residenziale per Anziani”. Sono i Riformatori Sardi di Alghero che ritornano sulle scene e lo fanno con una nota che punta dritto su un tema cruciale della politica: la rappresentatività. Infatti, come avvenuto anche in questi giorni col Cra, sono state prese decisioni fondamentali da pochi consiglieri (10) che tra l’altro hanno in totale meno voti dei colleghi di opposizione che erano presenti in Aula.

“Tale scelta è stata assunta da un consiglio comunale riunitosi in seconda convocazione (vista l’impossibilità della maggioranza di approvare diversamente un atto) con 10 voti della maggioranza a favore e 9 contrari dell’opposizione piu’ un astenuto (della maggioranza). In buona sostanza questi consiglieri (al netto dei voti totalizzati da chi candidato a sindaco) che hanno votato favorevolmente chi e quanti cittadini rappresentano?”

“Maggioranza: Curedda: 290 voti, Millanta 160 voti, Nonne 188 voti, Fadda 164 voti, Carta 269 voti, Nasone 108 voti, Pirisi 320 voti, Boglioli 260 voti, Totale: 1759. Opposizione: Camerada 508 voti, Pais 550 voti, Pirisi 518 voti, Piras 303 voti, Pulina 144, Ferrara 504, Marino 89, Totale 2616. I numeri palesano, pur se in maniera semplicistica, ciò che ormai è chiaro ai piu’ da tempo cioè che la maggioranza di Mario Bruno non esiste se non alla seconda convocazione in aula in cui pesano, tra l’altro, anche reiterate e gravi assenze da parte dell’ opposizione e di chi se non in grado di poter apportare il proprio contributo avrebbe da tempo dovuto dimettersi”.

“Il sindaco sa bene di non avere i numeri, da qualche tempo infatti cerca di autocompiacersi (spacciandola per condivisione) delle “proprie” scelte affidandosi ai pareri dei frequentatori della sua pagina facebook, frequentatori sempre e solo accondiscendenti poichè chi mai abbia osato contraddire è stato accompagnato alla porta. Detto questo c’è da preoccuparsi, proprio per il rispetto che si deve ai nostri anziani, perchè anche quest’ultima finta decisione, assunta da una finta maggioranza, non esiste. Si decide ,infatti, di costruire un nuovo centro anziani che costerà circa 9 milioni di €, avendone a disposizione solo 5 e senza indicare le ulteriori coperture”.

“Gli stessi che, in riferimento alle politiche di bilancio, accusano il governo nazionale di scommettere con il futuro dei giovani, scommettono, nel loro piccolo, sul futuro dei nostri anziani. Un amministrazione seria, a pochi giorni dalla sua fine, senza certezza alcuna di poter governare in futuro, avrebbe dovuto lavorare per trovare la piu’ ampia condivisione di tutte le forze politiche in aula su una scelta che, per la sua valenza, soprattutto sociale, non può essere assunta con questi metodi da politicanti utili a mantener provvisoriamente insieme i cocci ma prive di visione futura”.

Nella foto Marinaro, Montis e Spirito dei Riformatori Sardi

S.I.

S. Teresa, operazione antidroga

SASSARI – Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri della Compagnia di Tempio Pausania stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale di Tempio Pausania, su richiesta di quella Procura che ha coordinato le indagini, nei confronti di 6 indagati, responsabili a vario titolo ed in concorso di spaccio di stupefacenti in Santa Teresa Gallura. I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di un incontro con la stampa che si terrà alle ore 11.00 odierne presso la sede del Comando Provinciale Carabinieri di Sassari.

S.I.

Bandi, allevatori sardi penalizzati

CAGLIARI – “Le Associazioni Interprovinciali dei Produttori Agricoli (AIPA) di Sassari, Cagliari e Nuoro e l’Associazione dei Produttori Agricoli (APA) di Oristano da mesi non forniscono alle aziende agricole sarde i servizi di certificazione dei riproduttori bovini da carne ai fini dell’iscrizione nei libri genealogici regionali. Questo impedisce alle aziende sarde di partecipare a un bando della RAS da 2.200.000 di euro per l’acquisto di riproduttori bovini da carne”. A dichiararlo è il Vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Marco Tedde, che oggi assieme ai colleghi ha depositato una interrogazione a Pigliaru. Gravi criticità gestionali che hanno portato alla paralisi delle AIPA e delle APA le cui difficoltà sono dimostrate dal licenziamento di gran parte del personale dipendente. L’iscrizione nei libri genealogici regionali – precisa il consigliere regionale algherese – è condizione fondamentale per partecipare al bando. Ma l’iscrizione avviene solo con la certificazione degli animali da parte delle AIPA e delle APA che non sono in grado di funzionare.

“La conseguenza? Le aziende sarde saranno costrette ad acquistare i riproduttori da aziende extra regionali, le sole, pertanto, che potranno beneficiare degli aiuti che valgono 2.200.000 euro previsti dalla deliberazione di Giunta Regionale n. 36/22 del 17 luglio 2018, a discapito di quelle sarde. La soluzione della Giunta Regionale è stata quella di accorpare i servizi di controllo e gestione dei libri genealogici delle AIPA e APA regionali presso l’APA di Oristano. Ciò significa che il lavoro di certificazione di tutte le aziende agricole sarde dovrà essere svolto dalla struttura di Oristano. Un percorso che non pare operativamente attuabile e, soprattutto, compatibile con i tempi delle procedure amministrative per la concessione degli aiuti alle imprese sarde che attendono ancora la certificazione. Ma, soprattutto, la soluzione salvaguarda i lavoratori dell’APA di Oristano e Nuoro che hanno i conti in ordine mentre lascia senza lavoro i dipendenti di Sassari e Cagliari a causa delle preoccupanti criticità finanziarie”.

“La nostra proposta contenuta in un’interrogazione che col Gruppo di Forza Italia stiamo depositando a Cagliari è, invece, di assegnare in via d’urgenza e temporaneamente i servizi di controllo e certificazione all’Agenzia Laore che dispone di struttura e mezzi per procedere rapidamente. Contemporaneamente riformare il sistema regionale degli enti per l’agricoltura e trovare nell’immediato una soluzione per i dipendenti di Sassari e Cagliari. Diversamente il rischio che 2.200.000 euro vadano a beneficio di aziende agricole di altre regioni sarà molto concreto. Come già concreta è la perdita del lavoro dei dipendenti delle AIPA di Sassari e Cagliari. – ha concluso l’ex Sindaco di Alghero.”.

S.I.

Bocche, evitare disastri: lettera

SASSARI – Rischio inquinamento nelle Bocche di Bonificio. Lo scontro tra le due grosse imbarcazioni, negli scorsi giorni, ha riportato l’attenzione su un tema già discusso in passato. Ovvero lo sto al passaggio dei grandi natanti con materiale rischioso a bordo. Per questo il Presidente degli Agenti Marittimi della Sardegna, Gian
Carlo Acciaro, in allegato scrive una lettera aperta inviata al Presidente della Regione Francesco Pigliaru.

Al Presidente della Giunta Regionale, On. Francesco Pigliaru La collisione di due navi al largo del Nord della Corsica, con il conseguente grave danno ambientale che si sta determinando, riporta di estrema attualità l’esigenza di mettere in campo norme e provvedimenti che evitino il ripetersi di tragedie analoghe.
Su questo importante tema, la Regione Sardegna ha il diritto/dovere di fare la sua parte fino in fondo e di promuovere un’azione serrata nei confronti dei Ministeri competenti e di tutte quelle Autorità che governano e disciplinano la navigazione e l’ambiente marino, ne va del futuro dei nostri mari, delle nostre coste e dell’economia indotta che tutto ciò produce.
L’Associazione degli Agenti Raccomandatari Marittimi della Sardegna è impegnata da tempo nel campo della sicurezza nei trasporti per mare e nella tutela ambientale delle nostre acque.
La stessa assemblea annuale di Federagenti, tenutasi a Porto Cervo nei giorni 11 e 12 maggio, ha rilanciato la necessità di tutelare i nostri mari da possibili disastri ambientali, in particolare quelli derivati da incidenti che possano mettere a serio rischio il delicato ecosistema marino delle Bocche di Bonifacio, spazio di mare tra i più sensibili del Mediterraneo.
La nostra sensazione è, comunque, che le Istituzioni di competenza stiano sottovalutando i seri pericoli di danno ambientale che scaturirebbe da un possibile incidente di una nave in transito nello stretto delle Bocche di Bonifacio.
Seppur meritorie e indispensabili, le esercitazioni con simulazioni di incidenti e sversamenti di idrocarburi in mare, l’ultima in ordine di tempo è di un mese fa alla presenza del Ministro Costa, a nostro giudizio non sono affatto sufficienti ad evitare i possibili rischi di incagli e di collisioni a cui sono esposte le motonavi che transitano in quel tratto di mare.
Oggi la sorte ha voluto che lo scontro di un traghetto con una nave Porta-container, sia avvenuto lontano dalle coste Sarde, ma, comunque, sempre in un’ambito di altissimo valore ambientale in quanto sede del Santuario dei cetacei Pelagos, “area naturale marina protetta” istituita fin dal 1991, di cui fa parte anche il tratto delle Bocche di Bonifacio.
La preoccupazione della nostra Associazione, che rafforza quella del Sindaco di La Maddalena, deriva dal fatto che il canale che divide la Sardegna dalla Corsica, è solcato da circa 3.500 navi mercantili l’anno (di cui solo il 36% appartengono alle marinerie Italiane e Francesi) e che moltissime di queste non navigano in perfette condizioni di sicurezza, soprattutto quelle con bandiere appartenenti a paesi che non hanno la nostra stessa sensibilità ambientale.
L’Associazione degli Agenti Raccomandatari Marittimi della Sardegna ritiene che, al fine di garantire la reale tutela di uno spazio acqueo tra i più pregiati al mondo, si debba, quanto prima, creare una sorta di “task force” permanente di uomini e mezzi, organizzazione che comprenda i sistemi di pilotaggio (compresi quelli tecnologici), il servizio rimorchiatori, i Vigili del fuoco, le Autorità Marittime e quant’altro occorra per evitare anche il più lontano pericolo di rischio ambientale sulle Bocche.
Alla luce di quanto esposto, siamo convinti che la Regione Sardegna debba mettere in campo una forte azione rivendicativa nei confronti di enti e istituzioni nazionali ed internazionali, affinché si adottino collegialmente strumenti e provvedimenti normativi che tengano conto soprattutto delle raccomandazioni dell’IMO (International Maritime Organization), che ha dichiarato l’area dello Stretto di Bonifacio e le zone circostanti come “Area marina particolarmente sensibile”, e, pertanto, soggetta all’attivazione del pilotaggio controllato.
Va ricordato, a tal proposito, che sul cosiddetto “pilotaggio controllato” è stata avviata una fase sperimentale, ma che non ha sortito gli effetti sperati: dall’inizio della sperimentazione ad oggi, le richieste di pilotaggio volontario non arrivano ad una ventina.
L’Associazione degli Agenti Raccomandatari Marittimi Le chiede, pertanto, di farsi promotore urgentemente di queste istanze, mettendo ad un tavolo tutti quei soggetti pubblici e privati che hanno potere e ruolo nell’individuare le soluzioni a questo gravoso problema, a partire dai Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture, dai rappresentanti della Regione Corsica, oltre a coloro che direttamente o indirettamente possano dare un contributo fattivo al progetto di salvaguardia di quel Paradiso terreste che sono le Bocche di Bonifacio.

Il Presidente Regionale Gian Carlo Acciaro

Nella foto le due navi che si sono scontrate negli scorsi giorni nelle Bocche di Bonifacio creando una vasta macchia di materiale inquinante

Finanziaria, Paci-Pigliaru orgogliosi

CAGLIARI – Una manovra finanziaria da 8 miliardi e 200 milioni di euro che mette al centro le famiglie, progetta lo sviluppo per creare occupazione, azzera totalmente il decennale debito della sanità, protegge le fasce più deboli con il Reis e investe fortemente sugli enti locali anche per rilanciare le zone interne e contrastare lo spopolamento. Il tutto tenendo le tasse più basse d’Italia, quelle per le imprese (Irap) e quelle sulla persona (Irpef). In una Sardegna che conta 40mila occupati in più rispetto al 2014, con il Pil cresciuto in media dell’ 1,2% all’anno fra 2015 e 2017, il tasso di disoccupazione sceso al 15.8% e settori in forte crescita come turismo, export e start up, l’ultima Finanziaria della Giunta Pigliaru vuole tirare la volata a una ripresa che i dati confermano sempre più stabile. Approvata ieri dalla Giunta, è stata presentata oggi a Villa Devoto dal presidente Francesco Pigliaru e dall’assessore del Bilancio Raffaele Paci.

“Oggi presentiamo una Finanziaria di cui siamo davvero orgogliosi”, dice il presidente della Regione Francesco Pigliaru. “Una manovra da oltre 8 miliardi in cui inclusione e sviluppo sono le due parole chiave. I cambiamenti degli ultimi decenni hanno reso in fretta obsoleti molti lavori del passato e creato lentamente nuove opportunità. Noi abbiamo piena consapevolezza delle difficoltà del momento e del ruolo della politica e portiamo in Consiglio una manovra espansiva, di forte crescita, che mette al centro le famiglie e si occupa delle fasce più deboli. Per questo accompagniamo con politiche di inclusione chi si trova in posizione di fragilità e debolezza aumentando le risorse per le politiche sociali, confermando il Reis da 45 milioni – siamo una delle prime e poche regioni ad averlo introdotto – e le leggi di settore, e contemporaneamente incentiviamo lo sviluppo di nuove competenze investendo ulteriormente in tutta la filiera dell’istruzione, fino alla università e formazione professionale. La manovra, che azzera il debito della sanità con 600 milioni, mette anche solide basi per creare sviluppo e occupazione e per far crescere ancora la Sardegna: aiutiamo le imprese ad essere innovative, lavoriamo per riformare i Centri per l’impiego, rifinanziamo il Piano Lavoras e ci occupiamo dei territori e dello spopolamento. Inoltre rafforziamo gli interventi su infrastrutture, bonifiche, protezione del territorio, stanziamo 28 milioni sulla rete del gas metano. E poi finanziamo fortemente i Comuni non solo con il Fondo unico da 600 milioni ma anche con i 50 milioni per le situazioni di dissesto finanziario e i 75 della programmazione territoriale per le politiche antispopolamento nelle zone interne, garantiamo servizi ai cittadini e stipendi alle famiglie con 15 milioni alle Province”, conclude Pigliaru.

Tutti gli stanziamenti sono in aumento rispetto agli anni passati. Ecco il dettaglio: Istruzione e diritto allo studio 196 milioni (e ancora tanti investimenti su Iscol@ che conta già 1200 cantieri, 3000 posti di lavoro, 250 milioni spesi); Cultura e Sport 99 (con risorse in aumento del 36%); Turismo 80 (si punta soprattutto alla specializzazione dell’offerta con nuovi prodotti tematici anche per allungare la stagione turistica che mettono al centro identità e tradizione); Territorio ed edilizia abitativa 80 (oltre 30 milioni sono destinati a edilizia residenziale pubblica e locale e a piani di edilizia economico-popolare); Ambiente 664 (tutela delle foreste, infrastrutture verdi, piano dei rifiuti); Trasporti e mobilità 671 (95 solo per viabilità e infrastrutture stradali), Politiche sociali e famiglia 382 (incremento dei fondi per disabili, malati cronici e non autosufficienti); Salute 3.736 (riorganizzazione delle cure territoriali e attuazione della riforma della rete ospedaliera), Sviluppo economico, Competitività ed energia 189 (forti investimenti per esempio nelle aree di crisi di Sassari, Nuoro e Ogliastra), Politiche per il lavoro e formazione 182 (cantieri comunali con i 50 milioni di Lavoras e in generale potenziamento delle politiche per l’occupazione), Agricoltura e pesca 379 milioni (particolare sostegno all’ovicaprino e alle attività dell’Oilos, Organismo interprofessionale agricolo).

“Abbiamo fatto tanto e tanto continuiamo a fare per le imprese (abbiamo 18 bandi per un totale di 255 milioni e tutte le tipologie di investimento), ci siamo occupati costantemente delle fasce più deboli e disagiate e continueremo a farlo (la politica sociale in Sardegna con 382 milioni è la più finanziata d’Italia), abbiamo creato un piano per il lavoro da 128 milioni senza precedenti per i disoccupati. Ora, con questa Finanziaria, vogliamo occuparci in particolare delle famiglie. Le famiglie del cosiddetto ceto medio, quello di cui mai nessuno si occupa perché appunto sta proprio nel mezzo. Abbiamo 40 milioni disponibili – annuncia l’assessore Paci – non li abbiamo vincolati perché vogliamo fare scelte condivise con il Consiglio ma la nostra proposta è di destinarli alle famiglie, attraverso misure ancora da definire che possono spaziare da politiche fiscali a incentivi per la natività ad aiuti per la vita di tutti i giorni soprattutto quando ci sono figli a carico, non solo piccoli. Sono sicuro che il Consiglio, al quale lasciamo anche disponibili 22 milioni per il Fnol ovvero il fondo che serve a finanziare le nuove leggi, condividerà la nostra linea e insieme troveremo la miglior formula possibile. Intanto continuiamo a investire molto sulla programmazione territoriale, che stanzia 500 milioni e vede coinvolti il 100% dei Comuni che possono partecipare, con grande entusiasmo da parte dei sindaci che hanno imparato a fare rete e unire le forze per il bene del territorio: lasciamo finanziati tutti i progetti che abbiamo avviato, anche quelli che non riusciremo a chiudere. Infine, vorrei sottolineare un aspetto estremamente importante: rispetto a quando siamo arrivati abbiamo – con un duro, quotidiano lavoro – rimesso in ordine i conti pubblici, dimezzando i debiti e lasciando una situazione decisamente migliore di quella che abbiamo trovato. Non si può costruire una casa senza fondamenta solide, e oggi la Regione può contare su una base molto più affidabile per proseguire il suo operato”, spiega Paci.

Grazie alla decisione di impugnare le ultime tre Finanziarie nazionali che prevedono un ulteriore incremento degli accantonamenti, quest’anno la Regione riuscirà a ridurre gli accantonamenti e pagare 535 milioni invece dei 684 previsti. Un risparmio che si aggira sui 500 milioni nel triennio 2017-2019. La Giunta è pronta a mettere in atto ogni sua ulteriore prerogativa per difendere i diritti dei sardi, dopo il silenzio dei Governi precedenti e dell’attuale che non hanno mai risposto alle richieste della Regione di riaprire una trattativa per raggiungere un nuovo accordo su durata e cifra. “Non abbiamo avuto risposte, silenzio assoluto – conferma Paci – Di certo, non resteremo a guardare”. Al momento, dunque, lo Stato non solo non applica le sentenze della Corte Costituzionale sull’obbligo di trovare un’intesa politica fra le parti, ma ha di fatto unilateralmente modificato lo Statuto stabilendo nei fatti che nelle casse regionali debbano arrivare i 5 decimi e non più i 7 decimi dell’Irpef. La Finanziaria sarà ora trasmessa al Consiglio regionale, discussa in terza commissione e poi messa all’ordine del giorno del Consiglio. Obiettivo della Giunta è approvarla entro l’anno.

Nella foto l’assessore Paci e il presidente Pigliaru

S.I.

Chiude Pneumologia, Tedde denuncia

CAGLIARI – “Un altro passo avanti verso la demolizione della sanità algherese.” Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta l’ordine di servizio del Direttore del Distretto di Alghero che ordina la chiusura del Servizio di tisio – pneumologia da lunedì 15 ottobre, in quanto i locali non sarebbero idonei e adeguati e non garantirebbero la sicurezza di pazienti e operatori. Un atto dovuto, ma legato a motivi ampiamente conosciuti da tempo. Tant’è che la ATS nel 2017 aveva deciso di trasferire il servizio presso i locali dell’ex radiologia dell’Ospedale Marino, e per arrivare allo scopo era stato predisposto un progetto e liberati i locali. Ma dopo un anno i lavori non sono iniziati.

“Non è accettabile che pezzo dopo pezzo la sanità di Alghero venga smantellata. Non è possibile pensare che dopo un anno il progetto per l’allestimento dei locali dell’Ospedale Marino non sia stato attuato o che i locali di via Sanzio non siano stati riqualificati per renderli idonei. Non è possibile pensare che i pazienti di un servizio che fa venti visite al giorno per patologie croniche polmonari vengano dirottati al reparto di Medicina o presso l’ospedale di Sassari.” Secondo l’ex sindaco di Alghero Arru e Moirano in modo graduale e sotterraneo stanno depotenziando la sanità algherese, che assieme ad Ozieri nel Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera entro il 2018 avrebbe dovuto ottenere il 1° livello con tutte le necessarie specialità. Ma che ad oggi perde quotidianamente pezzi importanti anche nella medicina territoriale.

“Ciò che preoccupa è il silenzio dei sindaci del PD, che hanno incautamente applaudito all’approvazione del Piano senza conoscerne i contenuti, e ora assistono in silenzio al graduale smantellamento della sanità dei territori che rappresentano. Per l’ennesima volta chiediamo ai sindaci di prendere posizione e di mettersi a capo di una vera mobilitazione territoriale di protesta, organizzando consigli comunali aperti a Cagliari sotto i locali dell’assessorato della sanità. Noi staremo lealmente al loro fianco e sosterremo la protesta. Ma oggi! Gli ammalati del territorio non possono più attendere -chiude Tedde-“.

Nella foto l’Ospedale Civile

S.I.

Nuoro, Sindaco senza maggioranza

NUORO – L’ho ripetuto non so quante volte ieri. L’ho gridato dopo l’ennesima fuga. Dopo che, ancora una volta, il sindaco ha provato a scappare dal consiglio. Come aveva già fatto con gli equilibri di bilancio. Basta! Basta fuggire!” E’ il neo-consigliere della Lega di Salvini, Pierluigi Saiu, a ribadire l’assenza di numeri del Sindaco di Nuoro e dunque la necessità che ne prenda atto e si dimetta.

“Ieri è arrivata l’ennesima prova che Soddu non ha più i numeri per governare. Non ha più una maggioranza.
E allora basta. Deve andarsene. Basta continuare a professarsi paladino del cambiamento quando l’unica cosa che interessa è non perdere la poltrona. Da mesi il sindaco calpesta la democrazia. Sa di non avere i voti per governare ma non si dimette. Non era mai successo nella storia del Comune. Cosa aspetta? Si dimetta! Lo faccia per la città, che ha bisogno di un governo forte e non di un sindaco senza più maggioranza che vuole solo rimanere attaccato alla poltrona”, chiude cosi Saiu.

Nella foto Saiu in Consiglio

S.I.

Sorpreso bracconiere, arrestato

CAGLIARI – Il personale della Stazione Forestale e di Isili ha svolto nei giorni scorsi un’accurata attività investigativa, a seguito della quale è emerso che in agro di Nurri, presso alcuni caseggiati a servizio di un’azienda agricola in località Funtana Culoru, risultavano custodite illegalmente armi clandestine, utilizzate anche per attività di bracconaggio.

Con la collaborazione delle Stazioni Forestali di Escalaplano e Senorbì, il Reparto ha proceduto quindi ad eseguire un’accurata perquisizione. Nell’ambito di tale attività gli inquirenti del Corpo Forestale hanno rinvenuto, bene occultato in mezzo a presse di foraggio, un fucile calibro 12 con matricola abrasa. Nella perquisizione si rinvenivano inoltre n. 3 sacchi contenenti foglie e infiorescenze di Cannabis per un totale di circa 6 kg e due passamontagna. Infine, nei terreni dell’azienda agricola si rinveniva anche una coltivazione di 35 piante di Cannabis, le quali avevano raggiunto uno sviluppo di circa 1,80 cm.

A seguito di tali rinvenimenti l’allevatore C.L., 33 anni pregiudicato di Nurri, è stato quindi dichiarato in arresto per reati di detenzione di arma clandestina e per coltivazione e detenzione di sostanza stupefacente (pena prevista sino ad 8 anni di detenzione). L’arrestato, su disposizione del Pubblico Ministero dott. Guido Pani della Procura della Repubblica di Cagliari, è stato tradotto presso il Carcere di Uta ove è a disposizione del Giudice per essere sottoposto a interrogatorio di garanzia. L’attività posta in essere, che ha condotto al risultato odierno, si inquadra nella attività di capillare controllo e presidio del territorio extraurbano operato dal Corpo Forestale per contrastare gli illeciti di bracconaggio, detenzione e porto di armi clandestine e coltivazione di sostanze stupefacenti.

Nella foto il materiale sequestrato

S.I.

Voto, Psd’Az Sassari: incontro

SASSARI – “La Sezione del PSd’Az di Sassari “Futuro e Indipendenza”, ha organizzato per domenica 7 ottobre alle ore 10,30 all’Hotel Leonardo da Vinci in via Roma 79, un incontro dibattito sui temi del futuro dell’area vasta del Sassarese e della Sardegna Nord Occidentale”. Cosi il Segretario della Sezione Futuro e Indipendenza, Gian Carlo Acciaro che spiega “all’evento, a cui sono invitati tutti i dirigenti e iscritti al Partito, sarà presente il Segretario Nazionale Sen. Christian Solinas, il quale esporrà agli intervenuti gli effetti dell’azione politica svolta dal Senatore Sardista in seno al Gruppo Parlamentare Lega-PSd’Az e nelle commissioni di cui fa parte”.

Nella foto la bandiera Quattro Mori

S.I.

Sfascio Sanità, Arru replica a Zedda

CAGLIARI – “La consigliera Alessandra Zedda ha l’esclusiva capacità di sollevare polveroni per confondere le idee, non conoscendo le leggi sulla sanità, che il suo gruppo politico ha ampiamente disatteso per mancanza di coraggio civile nella precedente legislatura preferendo l’ignavia, dal momento che ha tenuto chiusa in un cassetto la proposta di delibera sulla rete ospedaliera, e non creando il sistema di elisoccorso. Ha sprecato però molti soldi per non risolvere il problema delle liste d’attesa e della governance della spesa farmaceutica, allora fuori controllo e inappropriata”. Cosi l’assessore alla Sanità, Arru, che replica al consigliere regionale Zedda. [Leggi]

“Rimandiamo al mittente l’accusa di clientelismo, scienza che loro sanno applicare senza concorrenza, che hanno esercitato in settori strategici, con danni per tutti i cittadini sardi. Se ne facciano una ragione: la Giunta Pigliaru ha fatto gli atti di programmazione sanitaria richiesti dalla domanda di salute e sanità dei Sardi, iniziando dalla riduzione del numero delle ASL e dei posti di sottopotere (con loro occupati da persone che non conoscevano né le leggi né la programmazione sanitaria, presi in prestito da studi di commercialisti o dall’industria dolciaria). E con l’approvazione della rete ospedaliera senza chiudere un solo ospedale, con la nascita di un sistema di elisoccorso attraverso una gara presa a modello nazionale per serietà, trasparenza e rapporto costi/benefici ottimale”.

“Lo spieghino loro agli oltre 300 sardi assistiti dal servizio di elisoccorso, con oltre il 75% codici rossi, con mezzi moderni e uno straordinario personale medico infermieristico addestrato e motivato, che il servizio predisposto è inefficiente e uno spreco di risorse pubbliche. Continuino a fare le battaglie per il singolo chirurgo senza avere un’idea di insieme della sanità. Noi invece siamo pronti a discutere pubblicamente nel merito, al di là dei polveroni e del qualunquismo, a partire dal documento appena pubblicato dal Ministero della Salute sul monitoraggio dei Lea del 2016″, chiude l’assessore della Sanità, Luigi Arru.

Nella foto l’assessore Arru

S.I.