Furti in città, arrestato un algherese

ALGHERO – Arrestato un 50enne algherese, in carcere già dall’8 febbraio 2018. I Carabinieri della Stazione di Alghero hanno eseguito la misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Sassari nei confronti del pregiudicato, responsabile di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e ricettazione.

I carabinieri della Compagnia di Alghero a seguito di varie segnalazioni di furti, commessi nel centro della riviera del corallo, hanno ulteriormente incrementato i servizi di prevenzione e sorveglianza per le vie cittadine e in questo ambito, lunedì mattina, l’uomo è stato controllato mentre era in giro con uno scooter ed un cane di grossa stazza al guinzaglio. Il suo fare non è passato inosservato allo sguardo a una pattuglia della Stazione Carabinieri, che lo ha colto nel percorrere contromano due strade cittadine. Dopo averlo fermato per contestargli la violazione amministrativa, il comportamento schivo dell’uomo ha destato dei sospetti e pertanto i carabinieri hanno deciso di procedere ad una perquisizione. A quel punto M.M., queste le iniziali, ha dato in escandescenza tentando la fuga e aizzando il suo cane contro i militari. L’immediato intervento della pattuglia dell’aliquota radiomobile del Norm della Compagnia, giunta subito in ausilio, ha consentito di bloccare l’algherese e di procedere ad un più approfondito controllo.

Durante la perquisizione, nel bauletto del ciclomotore e successivamente presso la sua abitazione, sono stati rinvenuti e sequestrati vari componenti di computer (hard disk, ripetitore wi-fi) tutti provenienti da un furto perpetrato pochi giorni prima. Per M.M. è scattato l’arresto in flagranza per violenza e resistenza a pubblico ufficiale nonché per ricettazione della refurtiva che è stata sottoposta a sequestro e riconosciuta dalla vittima del furto. L’arresto era stato convalidato dall’autorità giudiziaria che, considerati i numerosi precedenti per reati contro i patrimonio, ha successivamente emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere presso la Casa Circondariale di Sassari Bancali.

Nella foto una pattuglia dei carabinieri

S.I.

Sparatoria Pisa, fermato algherese

ALGHERO – L’algherese, accusato di aver ferito alcune persone a Pisa con una pistola, è stato fermato. Dopo una ricerca durata quasi un’intera giornata le forze dell’ordine sono riuscite ad individuarlo e portarlo in caserma. In attesa dell’interrogatorio è stato rinchiuso nelle camere di sicurezza.

Sparatoria a Pisa. Attimi di terrore e diversi feriti nel quartiere popolare Cep del comune toscano. A creare il panico e colpire alcune persone con un’arma da fuoco sarebbe stato P. G. Iacono, algherese di 21 anni che si trovava oltre Tirreno per trascorrere gli arresti domiciliari nell’abitazione della madre. Pare che al giovane, mentre percorreva a bordo di una motocross, la strada davanti ad un bar, sia stato chiesto di rallentare e smetterla di mettere a rischio i pedoni. Ma Iacono, invece di ascolta il “consiglio” degli avventori del bar, dopo aver esploso alcuni colpi con una “scaccia cani”, sia poi ritornato sparando alcuni con una pistola e ferendo 4 persone. I clienti si sono rifugiati nell’attività e hanno chiamato le forze dell’ordine, il 21enne, intanto, si era dato alla fuga e da quel momento è scattata una “caccia all’uomo” in tutta Pisa. Il padre del giovane era stato già responsabile di alcuni episodi di cronaca avvenuti negli scorsi anni ad Alghero.

Nella foto il giovane algherese ricercato

S.I.

Santa Teresa, 2,8 kg di marijuana

SAMTA TERESA di GALLURA – Nella tarda serata di ieri, un’operazione condotta dai Carabinieri della Stazione di Santa Teresa Gallura, ha portato all’arresto di U.I., 48enne con precedenti, e R.R. , 59enne incensurato, entrambi di Santa Teresa Gallura.

Durante un preordinato servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, i militari della Stazione di Santa Teresa Gallura, insospettiti dall’atteggiamento nervoso del 59enne, dopo averlo fermato e perquisito, lo hanno trovato in possesso di gr. 100 circa di sostanza stupefacente tipo marijuana. I successivi accertamenti hanno consentito ai militari di individuare il 48enne, che, sottoposto a perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di 2,7 chilogrammi di marijuana, 10 grammi di hashish e 26 grammi di semi di canapa indiana occultati nella sua abitazione.

La sostanza stupefacente sequestrata dai Carabinieri, se non vi fosse stato l’intervento tempestivo dei militari, messa in vendita sul mercato, avrebbe fruttato agli arrestati un guadagno di oltre 28.000 euro. Gli arresti sono stati convalidati questa mattina dal GIP del Tribunale di Tempio Pausania.

Nella foto la droga sequestrata

S.I.

“Suicidio” Michela, due arresti

OLBIA – La Maddalena. 8 febbraio 2018. A conclusione di una complessa attività investigativa, resa non facile anche a causa della delicatezza dei fatti che sono stati accertati dagli investigatori della Sezione Operativa del Reparto Territoriale Carabinieri di Olbia, con la preziosa collaborazione della Compagnia di Porto Torres, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania ha emesso gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari a carico di due ragazzi di Porto Torres ritenuti responsabili, in concorso tra loro, dei reati di diffamazione aggravata e morte quale conseguenza di altro delitto. L’atto è stato notificato agli indagati e ai loro legali.

Il 5 novembre 2017, alle ore 03,00 circa, a La Maddalena, a casa di un’amica che la stava ospitando, Michela DERIU, di soli 22 anni, è stata trovata priva di vita, impiccata in cucina. Sul posto, nell’immediatezza, è intervenuto personale della Stazione Carabinieri di La Maddalena che ha effettuato i primi accertamenti del caso, rinvenendo nell’abitazione due biglietti scritti a mano il cui contenuto faceva ipotizzare che l’estremo gesto commesso dalla ragazza potesse essere collegato a situazioni precedenti che avessero interessato la sfera personale della vittima. Per tale motivo, subito dopo il ritrovamento dei biglietti, è stato effettuato un sopralluogo estremamente preciso e circostanziato, con il repertamento da parte del personale della Sezione Operativa del Reparto Territoriale di tutto ciò che potesse essere considerato fonte di prova.

Considerata la delicatezza della vicenda, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania ha affidato le indagini agli investigatori della Sezione Operativa del Reparto Territoriale di Olbia, al fine di verificare se Michela avesse deciso di compiere l’insano gesto perché istigata da terze persone o se vi fossero state situazioni che avessero contribuito in qualche modo nella sua decisione estrema di togliersi la vita.

Per delineare l’accaduto, gli investigatori dei Carabinieri, da subito, hanno intrapreso gli accertamenti ritenuti necessari per svolgere al meglio l’incarico affidato dall’Autorità Giudiziaria, avvalendosi sia delle indagini tradizionali, con l’escussione di oltre cento persone in qualche modo legate e/o vicine alla vittima, sia dell’attività tecnica di intercettazione telefonica, il tutto messo a confronto con una grande quantità di dati e materiale informatico, video e foto sottoposti a sequestro nel corso delle investigazioni. Al termine della corposa e complessa attività investigativa svolta dalla Sezione Operativa di Olbia, l’Autorità Giudiziaria ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini nei confronti di C.M. e P.R., entrambi residenti a Porto Torres, rispettivamente di 24 e 29 anni, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di diffamazione aggravata e morte come conseguenza di altro reato.

L’analisi dei fatti ha consentito di ricostruire l’ultimo periodo di vita di Michela, permettendo nel contempo di descrivere dettagliatamente ciò che la stessa ha fatto in quell’arco temporale, con chi si sia relazionata e quali situazioni di rilievo abbiano caratterizzato il suo percorso personale e, a grandi linee, documentare come la giovane abbia vissuto la sua breve esistenza. E’ stato accertato che Michela, il 3 novembre 2017, solo dopo che la notizia era stata riportata sugli organi di stampa, ha denunciato, presso la Stazione Carabinieri di Porto Torres, una patita rapina, a suo dire avvenuta a Porto Torres alle ore 01.30 del 31 ottobre 2017. Tale circostanza, nel corso dell’attività investigativa, non ha trovato alcun fondamento anzi gli elementi raccolti hanno portato a dimostrare che il reato denunciato fosse stato simulato dalla stessa.

E’ stato documentato che gli indagati, in concorso tra loro e comunicandolo a più persone, hanno offeso la reputazione di Michela, rivelando, senza il suo consenso, informazioni confidenziali attinenti alla sua vita e abitudini sessuali e, in particolare, hanno mostrato, divulgandolo in questo modo, alcune riprese video e fotografie che ritraevano la giovane mentre consumava un rapporto sessuale. Alla luce di quanto scritto da Michela in uno dei biglietti che verrà trovato vicino al corpo senza vita, si accenna a “ricatti e umiliazioni per via di un vecchio film”, tanto che i due indagati, sempre in concorso tra loro, hanno contribuito a cagionare, quale conseguenza non voluta, la morte di Michela, la quale, avendo appreso la notizia della diffusione delle informazioni e dei video che la ritraevano mentre faceva sesso, si determinava a togliersi la vita mediante impiccagione.

Nella foto le pattuglie dei Carabinieri

S.I.

Alghero, preoccupante scia di furti

ALGHERO – Non si contano più le segnalazioni tramite social, telefonate, mail oltre che esperienze personali dirette rispetto alla scia di micro-criminalità. In particolare furti, tentativi di essi e anche atti di vandalismo.Prese di mira ogni tipo di attività e perfino nelle ore diurne. Come capitato alla rivendita di sigarette elettroniche di via Vittorio Emanuele. A pochi passi dal distributore Esso, una persona si è avvicinata nell’orario di chiusura per pranzo, ha forzato la porta, si è introdotto ed ha portato via un bottino di circa 3mila euro in materiale.

E poi, come nella foto dell’articolo, tentativo di furto anche del noto store di motocicli, articoli sportivi e altri accessori di proprietà della famiglia Spanedda. Sempre in via Vittorio Emanuele, ma questa volta durante la notte, per la precisione verso l’una e trenta. Sempre un uomo, in questo caso con una “chiave universale”, ha aperto la porta, ma poi l’allarme lo ha fatto scappare. E poi alcune attivià h24, altri negozi del centro, abitazioni in campagna e anche nella zona della Pussetta a Sant’Anna il tentativo di introdursi in proprietà privata per portare via un gommone su un carrello visibile dalla strada.

Molti episodi denunciati alle forze dell’ordine, alcuni invece no. Ma resta alto l’allarme per un impennata di questi episodi che potrebbero certificare un certo malessere sociale dovuto a varie cause, ma che non possono essere certi giustificati. Probabilmente, come segnalato da alcuni cittadini sui social, “in aggiunta alle operazioni destinate ai controlli nelle strade del centro o maggior trafficate, soprattutto nelle ore notturne sarebbe opportuno monitorare anche le zone con attività e pure quelle periferiche“.

Nella foto un immagine tratta dalle telecamere dell’attività di Spanedda

S.I.

Supermarket droga, due arresti

SASSARI – Durante lo scorso weekend, nell’ambito della costante attività antidroga finalizzata a contrastare il fenomeno dello spaccio, non solo nel centro storico ma anche nelle aree maggiormente degradate della città, i Carabinieri della Compagnia di Sassari, fanno sapere, di aver arrestato S. Chighini, 35enne e S. Canu, 33enne, entrambi sassaresi e residenti nel quartiere di Santa Maria di Pisa. Già nelle scorse settimane, nel corso di continui servizi di osservazione posti in essere nella zona, i militari dell’Arma avevano notato un frequente viavai di noti assuntori di sostanze stupefacenti nei pressi dell’abitazione della coppia.

Non appena i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile sono riusciti a individuare con certezza il luogo in cui i tossicodipendenti andavano presumibilmente a rifornirsi, è scattato il blitz. Nel corso della perquisizione domiciliare, i militari si sono trovati davanti a quello che è parso un vero e proprio supermarket dello stupefacente. Oltre al classico materiale utile al confezionamento della droga e a un bilancino di precisione, sono state infatti rinvenute ben tre diverse tipologie di sostanze stupefacenti già suddivise in dosi: cocaina, eroina e suboxone, ovvero un oppiaceo simile al metadone. Considerato che nessuno dei due arrestati è risultato essere tossicodipendente, anche con riferimento a quest’ultima sostanza, la destinazione d’uso accertata è stata inevitabilmente quella dello spaccio.

A ulteriore conferma che la detenzione dello stupefacente era finalizzata al “commercio”, il rinvenimento di un’agenda dove la coppia annotava con precisione e meticolosità tutti i “crediti” già riscossi o ancora da riscuotere. Gli investigatori dell’Arma sono quindi riusciti a ricostruire che l’attività posta in essere nell’abitazione non era saltuaria, bensì andava avanti già da un po’ di tempo e con una certa frequenza, garantendo introiti per diverse centinaia di euro. Scattate le manette ai polsi, i due conviventi sono comparsi davanti al Tribunale di Sassari dove, dopo la convalida dell’arresto, è stato disposta nei loro confronti la misura cautelare dell’obbligo di firma considerato che erano incensurati.

Nella foto i Carabinieri

S.I.

Controlli weekend, strage di patenti

SASSARI – La Polizia Stradale è impegnata ad intensificare i controlli al fine di contrastare tutti quei comportamenti che statisticamente rappresentano le maggiori cause di incidenti stradali quali, la distrazione dovuta all’uso dei cellulari, eccessi di velocità e guida in stato di alterazione dovuta ad alcol e droghe.

Nel corso della notte tra sabato e domenica 6 pattuglie della Sezione di Polizia Stradale, nell’ambito del servizio “stragi del sabato sera”, nella sola città di Sassari, hanno sottoposto a controlli con apparecchiatura per rilevare il tasso alcolemico e circa centocinquanta conducenti. Diciotto di questi, di cui tre donne, sono risultati avere un tasso alcolemico oltre i limiti legali ed a loro carico sono scattate altrettante denunce penali, con ritiro di 18 patenti per la sospensione e due autovetture sottoposte a sequestro ai fini della confisca. Inoltre sono stati accertati anche 12 casi di omessa revisione dei veicoli oltre varie violazioni amministrative.

Uno dei conducenti, transitato davanti agli agenti non si è fermato all’alt imposto dagli agenti, ma ha proseguito la marcia a forte velocità, non rispettando il semaforo rosso posizionato ad una intersezione poco distante. Una volta raggiunto e bloccato dalla pattuglia, il giovane conducente, risultato avere un tasso alcolemico quattro volte superiore a quanto consentito dalla legge, è stato denunciato in stato di libertà. Allo stesso sono state comminate anche ulteriori sanzioni amministrative per le varie violazioni al codice della strada commesse prima di essere bloccato. In generale, i conducenti sanzionati sono di età compresa tra i 20 e 40 anni e tutti residenti in provincia.

Nella foto uno dei posti di blocco della Polizia

S.I.

Febbre suina, muore paziente

SASSARI – È deceduto oggi nel reparto di Rianimazione del Santissima Annunziata di Sassari il paziente che, il 12 gennaio scorso, era stato ricoverato nell’ospedale sassarese per una gravissima forma di polmonite da influenza H1N1. Il paziente, proveniente da Lanusei, in stretta collaborazione con il reparto dell’Anestesia e rianimazione dell’ospedale “Nostra Signora della Mercede”, era stato trasportato a Sassari dall’equipe della Rianimazione dell’Aou di viale San Pietro grazie alla “missione” Ecmo mobile.

Il paziente – fanno sapere i medici – è deceduto per le complicanze dell’infezione contratta. Il paziente, dal momento del suo arrivo, è rimasto sempre sotto assistenza del macchinario Ecmo, cioè sotto ossigenazione extracorporea del sangue. I medici sassaresi del centro Ecmo , in queste settimane, hanno fatto il possibile per salvare la vita del paziente 50enne. La direzione dell’azienda e il personale medico esprimono ai parenti il loro cordoglio per la scomparsa del paziente.

La “missione Ecmo mobile”, realizzata dall’equipe dell’Aou di Sassari, era durata circa nove ore ed è stata la prima ad essere effettuata in Sardegna all’esterno di un ospedale dove di solito viene applicata questo tipo di tecnica. Ad essa sono seguite altre tre missioni portare a termine con successo dall’equipe dell’Ecmo mobile con la successiva cura dei pazienti nel Centro di Sassari.

L’Ecmo, ‘extracorporeal membrane oxygenation’ cioè l’ossigenazione extracorporea a membrana, è una tecnica di ossigenazione artificiale utilizzata in terapia intensiva per trattare pazienti con insufficienza respiratoria acuta grave potenzialmente reversibile ma refrattaria al trattamento convenzionale con il respiratore meccanico. Le Rianimazioni dell’Aou di Sassari sono centro di riferimento regionale per l’insufficienza respiratoria acuta, Cres, e sono inserite nella rete nazionale “Respira”, specializzata nel trattamento delle insufficienze respiratorie acute severe.

E proprio a Sassari erano state trasferite altre due pazienti con gravi problemi respiratori sottoposte a Ecmo: una paziente trasferita da Olbia e una da Cagliari entrambe con missione ecmo mobile. Con il miglioramento della patologia esordita con la sindrome influenzale e grazie al tempestivo intervento e le cure dei sanitari non hanno più avuto bisogno dell’assistenza attraverso il macchinario per l’ossigenazione extracorporea del sangue. Una di esse, già domani, potrebbe lasciare anche la Rianimazione.

Nella foto l’ospedale di Sassari

S.I.

Alghero, pugni e rapina: 2 arresti

ALGHERO – Sono finiti in manette con l’accusa di rapina in concorso due pregiudicati algheresi di 23 e 29 anni. I Carabinieri della Stazione di Alghero e dell’Aliquota Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Alghero fanno sapere di aver “arrestato in flagranza di reato i due rapinatori che la sera del 31 gennaio avevano aggredito un 25enne colpendolo al volto con dei pugni e si erano impossessati del suo telefono cellulare. Una volta bloccato il ragazzo, gli indagati hanno inoltre tentato di impadronirsi del veicolo che il malcapitato stava guidando, non riuscendovi solo a causa della caduta accidentale delle chiavi di accensione”.

“I militari sono prontamente intervenuti sul posto, e mentre è stata data assistenza alla vittima –subito condotta all’ospedale civile per gli accertamenti del caso- altri militari si sono messi immediatamente sulle tracce degli autori del reato. Nelle vicinanze del luogo della rapina sono stati controllati tre ragazzi algheresi di cui due ben noti alle forze dell’ordine per avere già avuto a che fare con la giustizia per reati vari”.

“I giovani erano ancora nei dintorni e a loro carico sono state trovate inequivocabili tracce del reato come il telefono cellulare appena sottratto alla vittima; gli stessi hanno agito con totale sprezzo del pericolo, noncuranti della possibilità di essere riconosciuti dalla vittima o dai passanti e per niente impensieriti dalla vicinanza alla caserma dei Carabinieri. I due pregiudicati sono stati arrestati e associati alla Casa Circondariale di Sassari-Bancali a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mentre il terzo giovane, incensurato, il cui ruolo nell’atto criminale è ancora al vaglio, sottoposto a perquisizione personale e trovato in possesso di un coltello a serramanico, è stato deferito in stato di libertà per possesso di arma bianca”.

Nella foto la caserma dei Carabinieri di Alghero

S.I.

Alghero, furto in gioielleria: arresto

ALGHERO – Nel pomeriggio di ieri, personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Alghero ha denunciato un 37enne algherese, con precedenti di polizia specifici, per furto aggravato. Una pattuglia della Volante è intervenuta presso una gioielleria del centro storico cittadino, dove era stato segnalato un furto.

Sul posto gli agenti hanno riscontrato evidenti segni di scasso in corrispondenza della vetrina esterna del suddetto esercizio e la presenza di alcuni oggetti preziosi sparsi sulla strada. Gli immediati accertamenti eseguiti sul posto, supportati anche dalle testimonianze di alcuni abitanti nonché la visione delle immagini degli impianti di videosorveglianza ubicati in zona, hanno permesso di risalire all’identità del responsabile, il quale è stato ripreso dalle telecamere mentre forzava la vetrina e occultava diversi oggetti sotto il giubbotto.

Nella foto il centro storico di Alghero

S.I.