Giovane rischia di annegare, salvataggio a Bosa

BOSA – Rischio di annegamento per un ragazzo in località rada di Bosa Marina. Alle ore 15:40 circa la Sala Operativa dei Carabinieri di Macomer segnalava alla Sala Operativa dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Bosa un bagnante in difficoltà nelle acque prospicienti l’Hotel Malaspina, nel tratto sud della spiaggia di Bosa Marina. Il ragazzo, un ventenne di Flussio, stava facendo il bagno con alcuni amici quando, a causa delle forti correnti causate dalle condizioni meteo sfavorevoli, si trovava in seria difficoltà a rientrare a riva.

La tempestiva organizzazione di una catena umana, l’intervento degli operatori sanitari del 118 e degli uomini guidati dal Tenente di Vascello Fabrizio Frascella, hanno fatto sì che il malcapitato venisse recuperato e portato in salvo sulla battigia per ricevere le necessarie cure del caso. In occasione di tale azione di soccorso è intervenuta la Motovedetta CP835, che ha interdetto alla navigazione la zona operazione

Alghero, incidente: moto vola sui tavolini di un bar

ALGHERO – Spettacolare incidente nel centro di Alghero che solo per un caso non ha avuto risvolti peggiori e perfino tragici. Nel pomeriggio di ieri c’è stato nel solito incrocio tra le vie Cagliari e Vittorio Emanuele uno scontro tra una auto e una moto. Quest’ultima, a seguito anche del botto, ha quasi preso il volo finendo sui tavolini del bar Cafferino che si trova sul lato destro della carreggiata. Un grosso spavento e qualche cliente che se l’ha vista veramente brutta. Sul posto soccorsi e forze dell’ordine del ricostruire l’accaduto. Nessun ferito grave, ma resta la pericolosità di quell’incrocio con anche la presenza nelle vicinanze di sedie e tavolini.

Nella foto l’incidente di ieri con la moto sui tavolini del bar

Addio Lucio Marinaro, il saluto del Sindaco

ALGHERO – La scomparsa di Lucio Marinaro ha commosso la nostra comunità. È stato per me anche un amico e questo mi commuove e addolora ancora di più. Alla sua famiglia vanno le più sentite condoglianze da parte mia e della Giunta comunale. Lucio Marinaro è stato un esempio per tanti algheresi, non solo per quanti  hanno svolto l’attività giornalistica e che hanno avuto modo di apprezzarne le sue qualità umane e professionali. È stato infatti un protagonista della vita culturale  e sportiva della nostra città, oltre che un attento osservatore dalla politica cittadina. A lui sono legati i ricordi più intensi di un periodo storico della nostra comunità in cui l’informazione passava solo dalla carta stampata e dagli schermi televisivi. Ricordo con estremo piacere la sua passione per lo sport ed il suo costante  impegno civico, nel Dna anche della sua famiglia.  Lucio Marinaro ci mancherà, Alghero perde oggi uno dei suoi personaggi più acuti, effervescenti e rappresentativi. Ciao Lucio. 

Mario Conoci, sindaco di Alghero

Nella foto Lucio Marinaro a Catalan Tv con Giancarlo Sanna

Emergenza sbarchi (anche in Sardegna), comitato Europol

ROMA – “Oggi alle 14 il Comitato parlamentare Schengen, Europol e immigrazione svolge, presso l’Aula del IV piano di Palazzo San Macuto, l’audizione del Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, in merito alle politiche su immigrazione, asilo ed Europol, anche a fronte della diffusione dell’emergenza sanitaria da Covid-19. I numeri dimostrano un’impennata negli arrivi, ogni giorno sono centinaia gli sbarchi sulle coste italiane, la situazione nei centri di accoglienza e nelle zone di arrivo (in particolare sulle isole) è sempre più problematica anche dal punto di vista sanitario e per questo chiederò al ministro di fornirci risposte chiare su quali provvedimenti il governo abbia adottato o intenda adottare, per affrontare questa emergenza. È possibile seguire la seduta sulla WebTv della Camera al seguente link: webtv.camera.it/evento/16437“. Così Eugenio Zoffili, deputato e presidente del Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol e di controllo e vigilanza in materia di immigrazione

Incendi, giornate di fuoco in Sardegna

SASSARI . Sono 18 gli incendi scoppiati ieri in Sardegna, dei quali cinque hanno richiesto l’intervento degli elicotteri del Corpo forestale e di un Canadair. In particolare, il primo vasto rogo è divampato in agro di Dolianova in località “Gruxi de Maidana”, dove è intervenuto un elicottero proveniente dalla base del Corpo forestale di Villasalto. Le operazioni di spegnimento sono state dirette dal Corpo forestale della Stazione di Dolianova coadiuvata dal personale eliportato, 3 squadre Forestas di Sinnai e Monastir e 1 squadra della Compagnia barracellare di Dolianova. L’incendio ha percorso una superficie di circa 2 ettari di pascolo e terreni incolti.

Altro incendio nel comune di Assemini in località “Marzallo”, dove è intervenuto un elicottero proveniente dalla base del Corpo forestale di Pula. Le operazioni di spegnimento sono state dirette dal Corpo forestale della Stazione di Uta coadiuvata dal personale elitrasportato, dal gruppo G.A.U.F, da 4 squadre di volontari di protezione civile provenienti rispettivamente da Assemini e Capoterra. L’incendio ha percorso una superficie non particolarmente estesa di aree agricole. Incendio in agro di Bonorva in località “Cant.ra Belvedere”, dove è intervenuto un elicottero proveniente dalla base del Corpo forestale di Anela. Le operazioni di spegnimento sono state dirette dal Corpo forestale della Stazione di Bonorva coadiuvata dal personale elitrasportato, 2 squadre Forestas di Bono e Bonorva. Le fiamme hanno interessato 2 ettari di zona collinare ricoperta da pascoli alberati e cespugliati.

Un altro rogo è scoppiato nel Comune di Luogosanto in località “Li Casareddi”, dove è intervenuto un elicottero proveniente dalla base del Corpo forestale di Limbara. Le operazioni di spegnimento sono state dirette dalle Stazioni Forestali di Luogosanto e Olbia che, coadiuvate dal personale elitrasportato, hanno coordinato le attività di una squadra locale dell’Agenzia Forestas , di una squadra “Agosto 89” di volontari, dalla squadra di barracelli e dai vigili del fuoco arrivate da Arzachena. L’incendio ha percorso circa 1 ettaro e mezzo di superficie. Infine nel comune di Abbasanta, località “Cunzau nou”, sono intervenuti tre elicotteri provenienti dalle basi del Corpo forestale di Fenosu, Bosa e Sorgono oltre a un Canadair direttamente da Olbia.

Le operazioni di spegnimento sono dirette dal Corpo forestale della Stazione di Ghilarza . Sul posto ingente il dispiegamento di forze: 6 unità elitrasportate appartenenti al Corpo forestale,il gruppo G.A.U.F. (Gruppo del CFVA specializzato nell’uso di tecniche per l’estinzione degli incendi), 2 squadre Forestas Abbasanta, Paulilatino e Nughedu S. Vittoria, oltre ai Vigili del fuoco e i barracelli.

Da Chigago a Olbia con lsd, funghi, mdma e marijuana

OLBIA – Prosegue incessante l’azione di contrasto alla detenzione e al traffico di sostanze stupefacenti dei finanzieri del Comando Provinciale Sassari. I militari del Gruppo Olbia, con l’ausilio delle unità cinofile Daff e Betty, hanno fermato, per un normale controllo, un cittadino di nazionalità statunitense in arrivo presso l’aeroporto “Costa Smeralda” di Olbia. L’uomo, un insospettabile consulente finanziario cinquantasettenne, era partito da Chicago facendo scalo in vari aeroporti europei ed è giunto in Sardegna dichiarando di voler trascorrere un periodo nell’Isola per sfuggire dall’epidemia da COVID-19. I militari, non convinti dalle dichiarazioni del soggetto, hanno approfondito il controllo con l’ausilio dei cani antidroga scoprendo, tra i bagagli, 140 grammi di marijuana, 30 grammi di funghi allucinogeni, 1 grammo di M.D.M.A. (metanfetamina) e 30 “francobolli” L.S.D.

Singolare, per la tipologia poco diffusa in Europa, la sostanza stupefacente sequestrata che l’uomo ha dichiarato di possedere a scopo terapeutico e che ha portato in Sardegna attraversando numerosi varchi doganali europei ed eludendo i relativi controlli.

Il cittadino americano è stato tratto in arresto e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Tempio Pausania. L’attività rientra in un più ampio dispositivo di controllo posto in essere dai militari del Comando Provinciale Sassari con l’avvio della stagione estiva e del numero sempre maggiore di passeggeri in arrivo e in partenza dall’Isola

Usurai sassaresi, arrestate tre persone

SASSARI – Nei giorni scorsi la Polizia di Stato della Questura di Sassari ha notificato l’avviso conclusione d’indagine, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica Angelo Beccu, a carico di due fratelli ed una sorella sassaresi, rispettivamente di anni 59, 43 e 52, indagati per il reato di usura pluriaggravata in concorso tra di loro.

I malviventi prestavano alle vittime, in condizioni di difficoltà economica e finanziaria, del denaro, riavendolo indietro con dei tassi usurai. L’attività d’indagine, svolta dagli uomini della Squadra Mobile, è iniziata nei primi mesi del 2018, quanto la parte offesa, gravata dagli interessi usurai richiesti dai loro creditori, si era presentata negli Uffici della Questura per chiedere aiuto. Gli uomini della Squadra Mobile, sentita la versione dei fatti ed informata l’Autorità Giudiziaria, hanno avviato immediatamente le indagini.

Dall’attività investigativa posta in essere è emerso che le vittime si erano rivolte ad una nota famiglia sassarese per avere liquidità di denaro e poter far fronte ad alcuni debiti pregressi. I fratelli, dopo aver elargito un prestito di alcune migliaia di euro, chiedevano un interesse calcolato nell’ordine del 20% mensile. Per alcuni mesi, i debitori sono riusciti a pagare gli importi richiesti, ma in un secondo momento, non potendo più far fronte alle spese, chiedevano altra liquidità che li ha portati ad un ulteriore aggravio alla già difficile situazione economica, tanto da non riuscire più ad onorare il prestito. Infatti, nel mese di aprile 2018, alla vittima, è stata sottratta anche la propria autovettura, “trattenuta” come garanzia della “rata” in scadenza.

Le indagini hanno portato, sin da subito, a scoprire quei meccanismi nascosti dell’usura con tassi di interesse del 240% annuali avrebbero certamente indirizzato la vittima ad indebitarsi ulteriormente tanto da rischiare di perdere l’intero capitale costituito da attività commerciali e immobiliari. E’ emerso inoltre che gli aguzzini, in un’occasione, si erano serviti di una terza persona al fine di costringere al pagamento i debitori “insolventi”, anche attraverso minacce dirette quali l’incendio dell’attività commerciale e dell’abitazione. Conclusa l’indagine, gli investigatori hanno accertato che la parte offesa aveva accumulato un debito di circa 23.000 euro, corrispondenti ai soli interessi di una somma percepita di circa 18.200 euro, che allo stesso era stata corrisposta in diverse trance.

Bogamari illegale ad Alghero, 25 indagati

ALGHERO – La Guardia di Finanza fa sapere che dopo tredici mesi di complesse indagini coordinate dal Dott. Giovanni Porcheddu, Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Sassari, affidate ai Comandanti della Sezione Operativa Navale Guardia di Finanza Alghero e dell’Ufficio Circondariale Marittimo – Guardia Costiera Alghero, hanno portato alla luce una vera e propria associazione a delinquere avente come finalità quella di prelevare, trasformare e commercializzare illegalmente un’incalcolabile quantità di ricci di mare e della relativa polpa.
L’operazione, strutturata attraverso l’esecuzione di lunghi periodi di osservazione e appostamenti, grazie anche alla preziosa collaborazione della Compagnia Guardia di Finanza Alghero, di verifiche ed ispezioni condotte in mare, ai punti di sbarco, nonché presso i centri di certificazione e distribuzione del prodotto, ha permesso di accertare un’articolata rete asservita al traffico illegale di echinoidei causando, nel tempo, un rilevante danno alla risorsa ittica che, soprattutto negli ultimi anni, è al centro di accesi dibattiti tra i diversi operatori del settore e le Autorità locali.
Si calcola che, per ogni stagione, il mercato nero dei ricci di mare, esteso a livello nazionale, può aver prodotto un giro d’affari di diverse centinaia di migliaia di euro. In un solo mese di attività investigativa, per esempio, peraltro un periodo in cui notoriamente la resa dei ricci è minima, un pescatore professionale aveva la capacità di commercializzare oltre 270 Kg. di polpa (circa 75.000 ricci), per un ricavo che si aggirava intorno ai 40.000 euro. Nel mese di maggio 2019, secondo le indagini degli investigatori, sono stati lavorati illegalmente circa 600 Kg. di polpa (circa 200.000 ricci), che hanno fruttato ingenti guadagni e procurato danni incalcolabili all’ecosistema marino.

Nella rete degli uomini delle Fiamme Gialle e della Guardia Costiera sono finiti sei pescatori professionali ed altrettanti abusivi della zona algherese, oltre ai titolari di sei ristoranti della città del corallo nonché molteplici acquirenti provenienti anche da fuori Regione. Durante le indagini è stato accertato che due Centri di certificazione e spedizione, autorizzati e riconosciuti dal Dipartimento di Prevenzione della ASL e dal Servizio Prevenzione dell’Assessorato Regionale Igiene e Sanità e dall’Assistenza Sociale della Regione Autonoma della Sardegna, rilasciavano l’etichettatura comunitaria, per certificare la tracciabilità e l’idoneità al consumo umano di ricci di mare e polpa di riccio, senza i prodotti per i controlli previsti (rifinitura, lavaggio, pulitura, calibratura, trasformazione, confezionamento ed imballaggio).

La condotta era ancora più grave quando lo stesso Centro certificava, come legalmente prodotta presso il proprio stabilimento, la polpa di riccio che, nella gran parte dei casi, era invece ricavata da lavorazioni effettuate presso le abitazioni private o presso i casolari in aperta campagna, ovviamente con procedure non conformi alle più elementari norme igienico sanitarie.
Per rilasciare le certificazioni i Centri preposti ricevevano in cambio, previ accordi con la parte, un compenso pattuito per ogni cesta di 500 esemplari di riccio. Insomma, una vera e propria associazione a delinquere.

Solo per fare un esempio, in un arco temporale di circa 30 giorni, nel corso del quale i militari hanno ascoltato ore di intercettazioni e registrato video ed audio provenienti da uno dei due Centri di spedizione, non è transitato al suo interno nessun esemplare di riccio di mare, a fronte invece della cospicua quantità di prodotto destinato alla vendita, ad acquirenti consapevoli e non, con etichette riportanti informazioni diverse da quelle reali.

Gli investigatori sono riusciti ad accertare che il disonesto modus operandi coinvolgeva sistematicamente anche diversi ristoranti locali che, consci della procedura non conforme e dell’impalcatura criminosa, utilizzavano all’interno delle proprie cucine la polpa di riccio lavorata da soggetti non autorizzati e, come scoperto, certificata solo fittiziamente dallo stabilimento, contrariamente a quanto dichiarato nei documenti fiscali, nei quali veniva dichiarato l’acquisto degli esemplari integri.
Nel corso delle indagini sono stati anche intercettati e sequestrati oltre 70 kg. di polpa di riccio prodotta indebitamente e in dubbie condizioni igenico sanitarie. Tale intervento, fortunatamente, ne ha evitato la somministrazione al consumatore finale ignaro del fatto che, come accertato successivamente dai medici specialisti dell’A.T.S. di Sassari, il prodotto non era idoneo per il consumo umano.
Il filone dell’indagine, nel complesso, ha permesso di appurare come il mercato illegale del riccio di mare, in tutte le sue forme, interessasse molteplici ambienti, anche talvolta impensabili, ove il prodotto illegale giungeva comunque completo di etichettatura comunitaria a garanzia della tracciabilità e dell’idoneità al consumo umano.
Dalle oltre duecento pagine del fascicolo depositato dalla Guardia di Finanza e dal Comando marittimo algheresi, riassunto in più di cinquemila documenti analizzati, nonché dalle fonti di prova acquisite a seguito delle numerose perquisizioni personali e locali, l’Autorità Giudiziaria ha tratto elementi essenziali tali da concludere le indagini nei confronti dei 25 soggetti indagati a vario titolo perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso ed in tempi diversi, in concorso fra loro e previo accordo, si sono associati allo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti di corruzione e di frode nell’esercizio del commercio.

Sei i ristoranti coinvolti nella vicenda e ritenuti responsabili, anche amministrativamente, per aver omesso di attuare una corretta gestione dell’attività nonché di prevenire le anzidette forme di reato alimentare traendo, dalla condotta delittuosa dei titolari, un ingiusto profitto per il solo fine legato al risparmio economico derivante dalla mancata esecuzione delle onerose operazioni di trasformazione del prodotto, previste dalle normativa vigente. La condotta criminosa ha oggettivamente alterato negli anni gli equilibri del mercato a discapito di tutta filiera della pesca del riccio di mare.
L’attività smascherata è il frutto del quotidiano impegno delle Forze dell’Ordine, che sovente operano in forma congiunta, a tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori onesti nonché per la salvaguardia del delicato ecosistema ambientale marino della Regione Sardegna.

Incidente ad Alghero, scontro Jeep-motocarrozzella

ALGHERO – Incidente questa mattina ad Alghero. In via Matteotti, l’arteria che collega le vie Valverde e Giovanni XXIII, è stata teatro di uno scontro piuttosto irruento tra una motocarrozzella e una Jeep. Il forte botto ha causato il ribaltamento del veicolo della Piaggio, mentre il suv ha riportato alcuni danni alla fiancata. Anche un’auto parcheggiata ha riportato dei danni. L’indicente è stato causato dall’uscita azzardata dal parcheggio da parte dell’Ape Piaggio ed a riportare le contusioni maggiori sono state proprio le due persone a bordo del piccolo mezzo su tre ruote. Sul posto oltre la polizia anche i vigili del fuoco che si sono impegnati per liberare la carreggiata.

Nella foto di Ivan Catalano l’incidente di questa mattina

S.I.

Trovato pacco in mare con 40 kg di hashish

ALGHERO – Nel corso della mattina del 14 giugno 2020, una motovedetta della Guardia Costiera di Alghero, impegnata in attività di pattugliamento delle acque marittime di giurisdizione, ha scorto un voluminoso pacco affiorante dalla superficie del mare ad una distanza di circa 1 miglio nautico dalla costa.

L’equipaggio del mezzo nautico impegnato nell’attività di controllo del litorale, attività coordinata dal Capitano di Fregata Gianluca Olivetti, Capo del Compartimento Marittimo di Porto di Porto Torres, e dal Comandante della Guardia Costiera di Alghero, Tenente di Vascello Pierclaudio Mosxogiuri, ha dovuto effettuare un’azione di recupero non semplice a causa del peso del pacco rinvenuto oramai intriso d’acqua ed esternamente logoro a seguito della permanenza in mare.

Effettuati gli accertamenti di rito sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, si è scoperto, a seguito di analisi su campione, che la confezione, magistralmente compartimentata per evitare eccessive infiltrazioni d’acqua all’interno che potessero danneggiarne il contenuto, conteneva 128 panetti di hashish sigillati, dal peso di circa 315 g. cadauno per un totale complessivo approssimativo di 40 kg. di sostanza stupefacente.
Si stima che, qualora immessa sul mercato, la sostanza avrebbe avuto un valore di circa 200.000 €.
La merce rinvenuta è stata posta sotto sequestro dagli uomini della Guardia Costiera di Alghero per l’espletamento di ulteriori attività d’indagine coordinate dall’Autorità Giudiziaria.