Fondi gruppi: 13 febbraio si decide

ALGHERO – Il 13 febbraio. Ovvero in piena campagna elettorale per le elezioni politiche arriverà il pronunciamento del Giudice dell’Udienze Preliminari riguarda l’ultimo gruppo di onorevoli o ex coinvolti nell’arcinota inchiesta sull’utilizzo illegale dei fondi pubblici messi a disposizione dei gruppi del Consiglio Regionale. Il Tribunale di Cagliari ha deciso che la risposta sui rinvii a giudizio dei 30 esponenti per cui il Pubblico Ministero Marco Cocco ha chiesto il rinvio a giudizio sarà pronunciata dal Gup, Roberto Cau, a metà febbraio.

Tra i nomi, in questo caso di centrosinistra, rientranti nella legislatura che andò dal 2004 al 2009 con presidente Renato Soru, compaiono alcuni tra i maggiori leader di questa parte politica e in particolare del Pd. Esponenti che tra l’altro, come Silvio Lai, Gavino Manca, Chicco Porcu e Siro Marroccu, dovrebbero essere candidati alle politiche. Ma, se vale il principio per cui è stata fatta fuori Francesca Barracciu, dalla corsa alla presidenza della Regione, anche questi esponenti, qualora venisse accolta la richiesta di processarli, potrebbe arrivare uno stop all’inserimento nelle liste.

Un bel problema per il Partito Democratico, ma non solo. Infatti dentro questa poderosa inchiesta fanno parte esponenti di tutte le forze politiche tra cui, come già riferito, anche il sindaco di Alghero e anche per Bruno il 13 febbraio sarà la data fatidica per comprendere molte cose sul suo futuro politico e, di riflesso, per la città di Alghero.

Nella foto il tribunale di Cagliari

S.I.

Il Milese vince. Batosta per Bruno

ALGHERO – Come si usa dire in Italia: la Giustizia è lenta, ma arriva sempre. E così sembra essere anche per le prime sentenze relative a quella che era stata battezzata “la guerra dei tavolini”. Anche se la memoria collettiva è piuttosto corta e labile, non sarà facile dimenticare il famigerato “regolamento dei suoli pubblici” che ancora oggi, a distanza di tre anni, sta creando problemi al comparto.

“La chiusura dell’esercizio è da considerarsi illegittima in quanto viziata da eccesso di potere e da un falso presupposto”. Queste le parole dal Tar che condannano il Comune rispetto alla decisione di chiudere la nota focacceria di Alghero “Il Milese” a seguito di un presunto mancato rispetto della normativa vigente. [La riapertura del Milese]

Gli avvocati Stefano Carboni e Antonio Maria Lei hanno dimostrato che l’attività commerciale non era in torto, anzi. Infatti a seguito di tale sentenza la parte pubblica dovrà pagare le spese legali. Una batosta non solo formale, ma anche sostanziale anche perchè andrà a modificare anche le tante azioni legali che vedono in posizioni opposte bar, ristoranti e amministrazione Bruno.

Ma non solo. Infatti le brutte notizie non sono finite qui. Per quanto riguardo gli aspetti penali sono state individuate due gravi ipotesi di reato: abuso d’ufficio e tentata estorsione. Questo a seguito della richiesta, riferita da Sonya Fiori, titolare de “Il Milese”, di partecipare ad un incontro a Sant’Anna, alla presenza dell’amministrazione, senza la presenza del suo avvocato. Un passaggio apparentemente non di poco conto, ma che invece potrebbe aprire nuovi cupi scenari qualora le accuse venissero confermate.

Per ritornare alla sentenza del Tar, per scelta della linea difensiva, in base all’articolo 28 della Costituzione, la richiesta per il pagamento dei danni, che arriverebbe ad ammontare ad oltre 50mila euro, non sarà presentata nei confronti del Comune ma direttamente nella responsabilità personale del sindaco e del dirigente del settore competente. E per chiudere, a cascata, il Giudice di Pace andrà ad annullare i quattro verbali e altre spese che erano a carico dell’attività. Insomma una bastonata senza precedenti per l’ente pubblico locale e per i suoi amministratori che, del resto, proprio sulla “guerra ai tavolini” avevano posto grandi sforzi e attenzioni. Ma i risultati sono, com’è evidente, pessimi. E non solo per le prime sentenze negative che stanno arrivando, ma per un generale caos nel settore.

Nella foto Il Milese

S.I.

L’INTERVISTA DEL 23 GIUGNO CON LA TITOLARE DE “IL MILESE”

Industria di marijuana: arresti

SASSARI – A Thiesi, i Carabinieri della Compagnia di Bonorva, su ordine del G.I.P. del Tribunale di Sassari, hanno tratto in arresto il 36enne P. S. e il 23enne G. M. C. in quanto ritenuti responsabili, in concorso, del reato di produzione e traffico di sostanze stupefacenti. Gli arresti sono stati eseguiti nell’ambito della medesima indagine che il 24 ottobre scorso ha portato gli stessi militari dell’Arma ad eseguire un blitz nelle campagne di Siligo, blitz che ha consentito di “chiudere” un vero e proprio stabilimento industriale, realizzato all’interno di una azienda agricola, attrezzato per la produzione, la lavorazione, il confezionamento e lo stoccaggio di un quantitativo molto rilevante di marijuana.

Nell’ambito dell’operazione erano state tratte in arresto in flagranza di reato quattro persone, mentre altre tre erano riuscite a sfuggire alla cattura facendo perdere le proprie tracce nella fitta vegetazione del Monte Santu. Le successive indagini condotte dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bonorva, i cui esiti sono stati pienamente condivisi dall’Autorità Giudiziaria di Sassari, hanno dimostrato che S. e C. sono due delle tre persone sfuggite all’operazione del 24 ottobre e, pertanto, è stata ordinata la loro cattura. A seguito dell’arresto i predetti sono stati condotti presso il carcere di Bancali a disposizione della magistratura. Proseguono intanto le indagini per chiudere il cerchio e assicurare alla giustizia l’ultimo soggetto ancora ricercato.

Nella foto i carabinieri che caricano la piantagione d’erba su un camion

S.I.

Chiesto rinvio a giudizio per Bruno

ALGHERO – Come ampiamente già scritto e previsto, nella serata di ieri è arrivata la decisione a chiusura delle indagini da parte del Pubblico Ministero, Marco Cocco, riguardo ad una parte della famosa inchiesta sull’utilizzo dei “Fondi ai Gruppi” del Consiglio Regionale. Una trentina le richieste di rinvio a giudizio. Tutte riguardanti esponenti di Centrosinistra che hanno governato nella Legislatura in cui era presidente Renato Soru.

Tra gli altri, anche l’attuale sindaco di Alghero, Mario Bruno che dovrebbe rispondere, come i suoi colleghi dell’accusa di “peculato continuato”. In particolare giustificare la spesa sull’utilizzo di una somma che supera i 100mila euro di soldi pubblici. L’inchiesta era stata già chiusa nel 2015, ma gli accusati avevano prodotto delle memorie difensive, tra cui lo stesso Bruno, che sono state oggetto di ulteriori verifiche da parte dei Carabinieri e Finanza indicati come Polizia Giudiziaria dal Tribunale. Dopo questi ulteriori esami, Cocco ha deciso comunque di chiedere che si faccia il processo. A breve verrà fissata la data dell’udienza preliminare e poi, se verrà confermato quanto chiesto dal Pm, partirà il nuovo iter processuale che, salvo impedimenti, dovrebbe portare in pochi mesi alle sentenze di primo grado.

Nella foto un udienza dei Fondi ai Gruppi

S.I.

Maltempo, 2 spazzaneve nel Nuorese

CAGLIARI – La Regione, nostante il prolungamento della campagna antincendi, ha attivato il Sistema regionale per le emergenze invernali con il massimo coordinamento di tutte le sue strutture: Forestas, Corpo forestale e volontariato. La settimana scorsa due nuovi mezzi Magirus con lama spazzaneve sono stati assegnati a Forestas e dislocati a Fonni per essere schierati da domani sul territorio. La scelta di due nuovi veicoli è stata prevista nei mesi scorsi all’interno della pianificazione regionale per rafforzare il presidio in caso di eventi estremi. In tema di protezione civile, un punto fondamenta è verificare che la popolazione sia sempre informata dei comportamenti di autoprotezione in caso di necessità, secondo le caratteristiche specifiche dei singoli territori.

Già da settembre la Protezione civile ha emesso un’ordinanza per ricordare l’urgenza di completamento della pianificazione comunale e monitorare le azioni svolte nei territori. Inoltre la Direzione di Protezione civile, oltre a diversi incontri di formazione con gli enti locali, ha inviato cinque note per ricordare gli adempimenti normativi e fornire il massimo supporto alla redazione dei piani a chi ne avesse fatto richiesta. A rafforzamento del Sistema di protezione civile la Regione ha attivato anche il tavolo di coordinamento con l’Anci appunto per una collaborazione più stretta con le Amministrazioni comunali sarde all’insegna della prevenzione e della sicurezza delle popolazioni.

Nella foto uno spazzaneve

S.I.

Incendio: indagati e richiesta danni

ALGHERO – A menta fredda, si può dire: è un miracolo che nessuno sia rimasto ferito, se non peggio. A distanza di tre mesi dall’incendio che ha devastato il complesso residenziale di via Vittorio Emanuele, oltre tale considerazione, è tempo di definire cause e responsabilità. La prima oramai è stata accertata: l’incendio, come era parso dalle prime indagini, è partito dall’impianto di condizionamento. Era stata proprio una dipendente a notare uno strano odore di bruciato che proveniva dai piani interrati e in corrispondenza di un apparecchio utilizzato per il raffreddamento e circolazione dell’aria.

Il secondo punto, ovvero di risalire alle presunte responsabilità, vede la notizia di 8 indagati. La Procura della Repubblica ha emesso gli atti con destinatari S. Battistelli, rappresentate legale della Rica Gest, S. Pischedda, responsabile dei punti vendita, S. Gaudisio, sempre della Rica Gest, A. Distinto e I. Nieddu, vice-responsabili del punto vendita Risparmio Casa, Alberto Iole, progettista dell’impianto di condizionamento del locale, D. Foderaro, legale rappresentante della ditta installatrice dei condizionatori, P. Demontis, rappresentante della ditta incaricata delle manutenzioni. Ipotesi di reato è incendio colposo.

Intanto la richiesta di risarcimento danni si aggira tra gli 8 e 10milioni di euro. A chiedere la ricompensa tutti coloro che sono in possesso di millesimi dell’edificio, compresi i costruttori e proprietari della maggioranza della struttura ovvero la Sofingi. Nel frattempo, a breve, realizzate anche ulteriori perizie di parte, connesse alle compagnie assicurative, si procederà alla riqualificazione dell’immobile che, nonostante il rogo infernale, non ha mostrato alcun segno di cedimento reale e pericoloso per la popolazione. E questo grazie all’ottemperanza dei dettami di legge da parte dei progettisti e costruttori.

Nella foto la mattina dell’incendio

S.I.

Obra, es mort Vito Loi

ALGHERO – “És mort Vito Loi, històric president de l’Obra Cultural de l’Alguer. Bo i honest, amat i estimat de tots, ha acabat de sofrir. Sem segurs que continuarà a mos seguir de l’alt del cel i que, en un modo o en l’altro, mos farà entendre la sua presència. Reposa en Pau Vito”, aixi l’Obra Cultural adamunt lo social Facebook.

Nella foto Vito Loi

Minaccia con machete: arrestato

OLBIA – Nel tardo pomeriggio di ieri, i Carabinieri della Sezione Radiomobile del Reparto Territoriale di Olbia hanno arrestato F. Spiggia, 53enne olbiese con precedenti di polizia, per porto di strumenti atti ad offendere, violenza, resistenza e minaccia aggravata a Pubblico Ufficiale. La prima richiesta pervenuta al 112 riferiva di un uomo che camminava nervosamente sul cornicione esterno di un fabbricato, posto a circa 2 metri di altezza. I Carabinieri, raggiunto il luogo, venivano indirizzati in un condominio vicino dove la persona notata poco prima, con un machete di 50 cm, in forte stato di agitazione, si trovava sul pianerottolo condominiale e, brandeggiando l’arma, minacciava di colpire chiunque si fosse avvicinato.

Alla vista dei Carabinieri, dopo averli minacciati di morte, nonostante l’intimazione di gettare il lungo coltello tagliente, ha tentato di allontanarsi, ma trovando l’unica via di fuga sbarrata dai militari, ha dapprima raggiunto l’ultimo piano del fabbricato per poi uscire sul tetto. I Carabinieri, con grande sangue freddo, lo hanno seguito rimanendo il più vicino possibile e, proprio sul tetto, dopo una breve colluttazione, sono riusciti a disarmarlo e immobilizzarlo. L’arrestato, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato tradotto presso il carcere di Sassari – Bancali in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

Nella foto un carabinieri col machete usato dal 53enne

S.I.

Furti in auto: arresto ad Alghero

ALGHERO – Arrestato un topo d’auto ad Alghero. Durante la notte il ladro aveva aperto diverse auto portando via quanto trovato al loro interno. Oggetti di diverso tipo che sono stati ritrovati a casa dell’algherese fermato poi dalla Polizia che è riuscita a risalire al responsabile. Con l’accusa di furto aggravato, l’uomo è stato fermato e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. Chi, nella notte, ha subito un furto dalle propria auto può recarsi nel Commissariato di via Kennedy per verificare se le proprie cose siano state ritrovate dagli agenti.

Nella foto il Commissariato di Polizia

S.I.

Peculato, a giudizio 3 forzisti

CAGLIARI – Procede a gran ritmo, passata la pausa estiva, l’inchiesta sui “fondi ai gruppi”. Oramai agli sgoccioli quella riguardante la legislatura che va dal 2004 al 2009 in cui vinse le elezioni Renato Soru con Progetto Sardegna. Partito che, proprio in quegli anni, tra le sue fila in Aula nel ruolo di tesoriere aveva proprio l’attuale sindaco di Alghero Mario Bruno. Proprio il movimento di Soru sarà il prossimo, entro ottobre, a vedere la decisioni del giudice (rinvio a giudizio o meno), Primo Cittadino algherese compreso.

Intanto si è chiusa con due prescrizioni (Nicola Rassu e Sergio Milia) e tre nuovi rinvii a giudizio il setaccio su Forza Italia. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Cagliari, Gabriella Muscas, ha mandato a processo l’ex assessore e attuale consigliere di Fi Mariano Contu (tesoriere che dovrà rispondere di 1,6 milioni di euro), l’ex presidente del Consiglio nella XIV legislatura, Claudia Lombardo, e Fedele Sanciu (ex consigliere ed ex senatore), tutti esponenti azzurri finiti nell’inchiesta per il presunto uso illecito dei fondi destinati ai gruppi del Consiglio regionale nella XIII legislatura.

Adesso, come detto, spetterà a Progetto Sardegna e poi per chiudere Ds. Visti i tempi, i reati più vecchi stanno andando in prescrizione. Per raggiungere questo termine devono trascorrere dai 10 ai 12 anni. Inoltre, a prescindere del reato, come nel caso di “peculato aggravato”, è possibile che il Giudice sospenda la scadenza legata alla prescrizione.

Nella foto il Tribunale di Cagliari

S.I.