Via ferrata Cabirol, denuncia

ALGHERO – Dall’amministrazione Bruno fanno sapere che “sarà l’Avvocatura comunale a valutare ogni forma di tutela dell’Ente, anche a livello d’immagine, conseguente alla manomissione della Via Ferrata del Cabirol, ricadente in una zona attualmente interdetta dall’ordinanza sindacale. Ignoti, infatti, nonostante il divieto vigente, hanno raggiunto e danneggiato una risorsa turistica importante per il territorio, per la quale l’Amministrazione comunale sta facendo di tutto per sanare problematiche autorizzative che attualmente interessano una decina di enti competenti a vario titolo”.

“Dopo numerose riunioni ed incontri tecnici, attualmente si sta predisponendo l’acquisizione dell’area di proprietà dell’Agenzia del Demanio ma in consegna alla Marina Militare, da parte del Comune di Alghero, per finalità turistiche istituzionali. Si tratta di un iter lungo e complesso, che coinvolge anche la Capitaneria di Porto, l’Aeronautica Militare e il Parco Regionale di Porto Conte, che una volta acquisito il bene, effettuate tutte le verifiche e conseguite le certificazioni ne curerà la sicurezza e ne garantirà la regolare fruibilità”

“In linea con quanto realizzato negli ultimi anni con numerosi beni ed immobili, sarà proprio il Parco a valorizzare un altro formidabile attrattore turistico che negli anni ha comunque garantito un’importante ricaduta di visitatori rispettosi dell’ambiente ed a caccia di scenari unici come quelli delle falesie di Capo Caccia e del territorio di Alghero. 

S:I.

Riviera incompiute, niente Circovallazione

ALGHERO – “A Giugno l’accantieramento della circonvallazione, opera pubblica più che mai indispensabile destinata a risolvere gran parte delle criticità della viabilità ma anche perché sarà impulso per la creazione di una serie di nuovi servizi”. Queste le parole della Giunta Bruno, e in particolare del Sindaco uscente e dell’assessore Balzani nel febbraio del 2018. La fine del mandato è arrivata, ma non c’è neanche l’ombra della circonvallazione. E, pure questo, pesa in maniera molto grave sulla vita comune degli algheresi e turisti. Basta vedere come si “riduce” il centro città nelle ore di punta. Un caos mai visto che inficia anche la tutela ambientale nell’area di maggior transito dei veicoli.

E sulla vicenda, anch’essa irrisolta, rientrante nella cosi detta “Riviera delle Incompiute” di Bruno interviene Nunzio Camerada di Forza Italia. “Un’ opera progettata e finanziata dall’Amministrazione di Marco Tedde, dopo anni di silenzio il 5 luglio 2018 l’Amministrazione Bruno in pompa magna con squilli di trombe annunciava l‘inizio dei lavori con foto dell’avvenuto picchettamento del tracciato“, e ancora “oggi dopo un anno forse non ci sono più neanche i picchetti..il 16 giugno ricordate anche questo”.

Nella foto Nunzio Camerada

S.I.

Archiviazione su Tedde, Abbanoa sconfitta

ALGHERO – “Ho sempre detto che mi sarei difeso  da Abbanoa attaccandola per difendere i cittadini sardi dalle sue vessazioni. Così ho fatto, e la legittimità della mia azione è stata riconosciuta dal Tribunale di Sassari”.  Così l’ex sindaco di Alghero Marco Tedde commenta l’archiviazione disposta dal GIP Contini su richiesta del PM Piras del procedimento nato dalla querela di Abbanoa proposta nei suoi confronti.

Secondo Tedde, difeso dall’avv. Danilo Mattana,  l’archiviazione sanziona l’atteggiamento minaccioso e poco rispettoso nei confronti del Consiglio Regionale che a seguito della querela con un ordine del giorno dello scorso giugno censurò il gestore del servizio idrico ritenendo la querela un atto intimidatorio e  riaffermando il diritto – dovere costituzionalmente garantito dei consiglieri regionali di esercitare funzioni di controllo. Tedde sottolinea che anche l’allora Presidente del Consiglio Regionale Ganau con una lettera al Presidente Pigliaru –che fece orecchie da mercante- ribadì la legittimità degli atti di sindacato ispettivo incriminati proponendo di fatto una seconda censura nei confronti di Abbanoa.

L’ex sindaco evidenzia che solo per la causa civile Abbanoa diede incarico a due avvocati impegnandosi a pagare circa 10 mila euro dei cittadini sardi. “A oggi non sappiamo quanto ha impegnato per il procedimento penale –denuncia Tedde-”. Ancora una volta Tedde preannuncia che Abbanoa dovrà rispondere davanti agli organismi giurisdizionali di controllo relativamente a tutti i fatti oggetto di interrogazioni e sopratutto alla condanna del Consiglio di Stato al pagamento della sanzione di 680 mila euro inflitta dall’Antitrust per pratiche vessatorie e aggressive contro i cittadini sardi e della spesa di circa 6 milioni di euro per un sistema informatico che non funziona.

“Credo che sia necessario che il Consiglio Regionale riprenda in mano la mia proposta di istituzione di una Commissione di inchiesta dello scorso novembre, al fine di valutare la legittimità degli atti posti in essere dal management di Abbanoa e di determinare eventuali responsabilità e quantificare i danni causati all’ente e ai cittadini sardi –chiude Tedde-“.

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Litorali in rovina, pesante eredità di Bruno

ALGHERO – “Sono trascorsi 5 anni di Amministrazione Bruno. Siamo arrivati al 2019.  E’ sopraggiunta perfino Pasqua e pure maggio è arrivato ma, nonostante montagne di soldi pubblici spesi, annunci, promesse e perfino dure reprimende nei confronti degli oppositori, le spiagge di Alghero sono ridotte in un pessimo stato. Da San Giovanni a Maria Pia fino a Punta Negra, senza dimenticare neanche le Bombarde il Lazzaretto e il Lido, ognuna riporta delle problematiche che, si ripercuotono in maniera disastrosa sul turismo”. E’ Nunzio Camerada, leader di Forza Italia Alghero e candidato a consigliere comunale con gli azzurri con Mario Conoci sindaco, a ritornare sulla grave condizione degli arenili e in generale del litorale algherese.

Alghero vive di turismo e, vista l’attuale assenza di alternative, ancora di più del binomio “sole e mare”, l’immagine e dunque l’economia cittadina stanno soffrendo come non mai.  I risultati sono sotto gli occhi di tutti e, seppur sotto voce, emergono le proteste di diversi titolari di attività il cui livello di sofferenza è ormai molto elevato. Non per essere supponenti, ma nel nostro ruolo di rappresentanti politici (seppur all’opposizione dal 2011), lo avevamo detto che bisognava intervenire per tempo, con azioni concordate con la categoria, al fine di rendere  fruibili le spiagge e il litorale sempre, ma soprattutto nei così detti “periodi di spalla, non è uno slogan”.

“È vero che il clima non sta certo aiutando, ma c’è da dire che tra febbraio e marzo il clima molto favorevole avrebbe potuto consentire un utilizzo dei litorali così come nelle migliori città “balneari” non ultima Cagliari.
Degli amministratori capaci, seri e lungimiranti avrebbero dovuto comprendere che, oramai, ci si deve adeguare a tali condizioni e dunque agire di conseguenza, non “subire” gli eventi atmosferici, ma trovare delle soluzioni alternative.  Ad esempio, come diciamo da tempo, non esiste una struttura coperta all’interno della quale poter svolgere manifestazioni a parte il Teatro Civico sempre più luogo dell’elite brunia oramai al capolinea”.

“Ma la città oltre quello splendido spazio, che dovrà essere sempre più essere “aperto” a tutti e più spesso per diventare spazio di attrazione culturale e turistica, deve necessariamente crearne altri più ampi e da usare durante le giornate di clima avverso.  A prescindere da questa proposta, resta la pessima condizione degli arenili.  Sono mesi che vediamo camion, ruspe e mezzi pesanti di vario tipo andare avanti e indietro. Lo “skyline” della Riviera del Corallo che pare diventato un cantiere. Eppure la situazione è solo peggiorata: la battigia è spesso ridotta ad una sorta di acquitrino oppure è un’invalicabile barriera di posidonia”.

“Senza considerare l’esigenza di riportare la sabbia dai luoghi in cui è stata spazzata via.  Manca inoltre la cura delle alberate nella pineta di Maria Pia dove diverse alberate sono a rischio caduta.  Oppure la totale mancanza di cura dell’area a ridosso delle Bombarde, strade dissestate, verde abbandonato e condizioni di totale degrado. Insomma dopo 5 anni l’amministrazione di Bruno, Pd e Sinistra ci lascia una pesante eredità su cui dovremmo subito intervenire e fare il possibile per non “giocarci” anche questa stagione turistica”.

“Del resto cosa ci si poteva attendere da coloro che, lo hanno proprio detto, ritengono che i turisti siano troppi e da contingentare, o da coloro che ritengono più importanti le piante pioniere delle attività a servizio della balneazione?  Alghero merita altro, di più e di meglio, Forza Italia con Mario Conoci Sindaco è pronta a ridare la bellezza che merita la nostra città: Bentornata Alghero!”

Nella foto la condizione del litorale zona San Giovanni – Lido

S.I.

“Un pollaio” sulla passeggiata: assurdo

ALGHERO – “Quando questa amministrazione di Bruniani, Pd e Sinistra ha esordito una delle prime battaglie annunciate e in parte realizzare era quelle contro “sedie e tavolini”. Da più parti arrivarono suggerimenti, indicazioni pure con toni accesi per fare ritornare sui propri passi la Giunta Bruno riguardo la non condivisa volontà di limitare spazi a bar e ristoranti. Ma, poi, forse, per fare “cassa elettorale”, è accaduto l’opposto”. E’ Andrea Puttolu, candidato con Forza Italia Alghero, a raccogliere le segnalazioni di tantissimi cittadini e diffondere una nota riguardo questo ennesima assurdità derivante dall’azione amministrativa della Giunta Bruno

“Mai nessuno si sarebbe immaginato di arrivare fino a questo punto. Un caos totale. Spuntano da ogni parte suoli pubblici occupati, cosi detti “trenini” di tavolini e sedie che occupano strade e dunque tolgono parcheggi ad una città già senza posti auto. Con oggi che addirittura, cosa mai vista fino ad oggi, viene destinata ad un’attività l’area di transito dei pedoni e dei mezzi di soccorso (che comunque possono passare lo stesso) a ridosso dei bastioni, creano evidenti problemi anche ai mezzi che devono ritirare i rifiuti e pulire la pavimentazione”.

“A pochi passi dalla “Torre dei Cani” è spuntato un recinto in legno (sicuramente autorizzato e dunque tutto in regola) dove dovranno essere posizionati gli arredi di un ristorante. Niente contro nessuno e tanto meno contro chi vuole creare lavoro e occupazione, ma, forse, occorrerebbe fermarsi un attimo e riorganizzare le varie aree e destinazioni di esse perchè altrimenti si rischia un caos che va ad inficiare l’offerta generale”. Chissà, viste le loro recenti battaglie, cosa diranno in merito associazioni ambientaliste e rappresentanti della Sinistra?

Nella foto lo spazio destinato per sedie e tavolini sulla passeggiata

S.I.

Ostello, indecente. Anziani al Cra

ALGHERO – “Queste sono le condizioni dell’ostello della gioventù dove il sindaco Bruno ha relegato gli anziani in una situazione di disagio e precarietà. Lavoreremo col nuovo sindaco Conoci affinché gli anziani recuperino la loro dignità e ritornino a sorridere!” E’ Forza Italia Alghero, ancora una volta, a denunciare la pessima condizione in cui si trovano gli anziani all’Ostello della Gioventù. Se da una parte assistiamo all’indegno degrado a sui è sottoposta la struttura via viale della Resistenza, storico immobile a firma di Antonio Simon Mossa, dall’altra è evidente la condizione di impossibilità in cui si trovano gli anziani a Fertilia.

Doveva essere una sistemazione temporanea. Ma è passato quasi un anno e i problemi non sono non stati risolti, ma si sono acuite le criticità con un grave peso sulle spalle di chi andrà a governare che, ovviamente, dovrà andare a riqualificare il Cra e riportarci al più presto gli anziani. “Mai avremmo potuto immaginare che Alghero potesse trovarsi in una situazione simile riguardo la gestione di questo settore e le responsabilità di colui e coloro che, con grande faccia tosta, stanno oggi ricandidandosi col sindaco uscente, Pd e sinistra“.

Nella foto di Forza Italia Alghero la pessima condizione all’Ostello

S.I.

Agro e borgate tra degrado e sviluppo

ALGHERO – “Nel cominciare questa piccola riflessione volta a sottolineare l’abbandono delle borgate del Comune di Alghero e dell’agro della c.d. Bonifica storica, ritengo necessario partire dalla domanda: cosa è rimasto della riforma agraria? La trasformazione fondiaria degli anni cinquanta ha costituito il più grande intervento strutturale del comparto agricolo e sociale che il nostro territorio ricordi. Questo epocale evento, che ha permesso il riscatto sociale di molti braccianti e servi pastori, nonché dei loro figli, oltre che rimanere nella memoria dei residenti dell’agro riformato, resta testimoniato dalla decadenza degli edifici di proprietà pubblica siti nelle borgate”. Cosi Giovanni Spano candidato nel Psd’Az alle elezioni comunali del 16 giugno.

“Percorrendo l’area della c.d. bonifica storica, si nota subito il disastroso stato della rete viaria. Carente dell’adeguata segnaletica, connotata da asfalto sconnesso, nonché da tratti sterrati divenuti difficilmente praticabili, queste strade costituiscono spesso le uniche vie di comunicazione con le case di civile abitazione e le attività produttive che insistono nella zona. A questo si aggiunge l’incuria delle fasce alberate prospicenti alle carreggiate, che contribuiscono ulteriormente a rendere poco agevole il transito dei veicoli. Raggiungendo le borgate di Maristella, Guardia Grande, Sa Segada, Santa Maria La Palma e Tanca Farrà, si comprende come questi luoghi sopravvivano per la caparbietà dei residenti. Alle iniziative private si contrappone purtroppo una vergognosa non curanza della politica locale, passata e presente, che ha dimenticato questi insediamenti rurali che costituiscono parte della storia del territorio algherese. Segni tangibili di questa inciviltà politica sono rappresentati dalla decadenza delle officine Zirra o il dissesto delle Chiese di Sa Segada e Tanca Farrà”.

“Questi sono solo alcuni degli esempi possibili. Alla domanda iniziale quindi si può rispondere che della riforma agraria resta il principale successo di aver costituito una nuova classe di agricoltori, che con la loro bravura ed intelligenza, hanno costituito nel loro insieme una delle più importanti offerte agroalimentari del Comune. Per contro invece ciò che risulta evidente è la decisa testimonianza degli sfaceli della moderna politica. Essa ha permesso la degradazione di edifici pubblici e strade, nonché ha ostacolato le prospettive di sviluppo della zona con disposizioni inibenti le attività produttive, private per lungo tempo della possibilità di edificare persino i ricoveri per attrezzature. Terreni che sono stati strappati alla macchia mediterranea per produrre, vennero considerati invece una distesa da adibire alla mera contemplazione ambientale. La politica dei vincoli non ha risparmiato le zone dell’agro da un’aggressiva attività edificatoria, intensificatasi proprio a ridosso dell’entrata in vigore del piano paesaggistico regionale del 2006. Tale visione talebana e miope ha comportato l’aumento degli abusi edilizi, nelle zone ove le attività umane necessitavano assolutamente di strutture”.

“Ritengo che sia ora di voltare pagina, di porre seriamente in campo delle idee nuove che restituiscano alla finalità produttiva l’agro riformato, attraverso un’attività edificatoria funzionale alle imprese agricole tout court e a quelle di servizi al turismo. Il comparto enogastronomico e culturale rappresentano le nuove frontiere dell’offerta turistica, per questo creare le premesse per una reale valorizzazione dell’agro si traduce con possibilità di occupazione, non esclusivamente stagionale. In questo schema svolgerebbe una parte importante anche la rinascita dell’istituto tecnico agrario di Santa Maria la Palma, che dovrà formare figure tecniche di raccordo tra quelle dei professionisti e delle mere maestranze. In ultimo ritengo che la futura amministrazione comunale debba intervenire rapidamente nel recupero delle aree di borgata, ripensandole come aree di espansione abitativa, con particolare riguardo ai piani di edilizia agevolata. Il riflesso di queste politiche comporterebbe un’inferiore pressione edificatoria dell’agro e la salvaguardia di questi piccoli centri, che è giunta l’ora siano considerati parte effettiva della comunità algherese”.

Nella foto Giovanni Spano

S.I.

Alghero, Primavera disastrosa: urge svolta

ALGHERO – Come già riportato pochi giorni fa da Algheronews.it la condizione delle attività algheresi è vicina al collasso. Mancanza di programmazione, di voli, il clima, attrazioni non all’altezza e chissà cosa altro. “Una situazione disastrosa sta accompagnando la Primavera algherese. Una stagione che ancora non decolla e che risente della mancata programmazione e di una carenza di voli che ancora non hanno ripreso il timetable di 4 anni fa”. E’ Emiliano Piras, di Noi con Alghero, a sottolineare ancora meglio quella che è la situazione di crisi del tessuto sociale cittadino.

“In questa situazione cosi precaria si sente la mancanza di un format come quello di Pimavera in Riviera che era riuscito a veicolare nella nostra città turismo estero ma anche interno. Mai come quest’anno manca quella tipologia di programmazione che aveva ravvivato il tessuto economico cittadino. Format di questo tipo, diventato virale in tutta l’isola, sarà proposto dalla coalizione di centro destra nel governo della città.  Alghero ancora una volta fa i conti con una stagione  sempre più corta”.

“Gli anni dell’avvio dei voli low cost, che avevano allungato la stagione quasi a 10 mesi sono lontani e gli sforzi degli operatori commerciali si vanificano nei soli tre mesi di pienone estivo dove il lavoro e la promozione della città sono frenetici e confusionari. Ancora una volta i proclami di ripresa dell’aeroporto e dell’economia locale si contano nei voli bisettimanali attivati per i soli mesi di giugno, luglio e agosto. Abbiamo perso la peculiarità algherese della stagione lunga che riusciva a ravvivare la città nei mesi spalla e ci siamo allineati alle altre zone dell’isola, non riuscendo a creare economia”.

“Una reale programmazione dello sviluppo turistico della città, ideato, discusso e portato avanti con gli operatori sarà ciò che la futura programmazione dovrà attivare fin dai primi giorni di amministrazione”.

Nella foto Emiliano Piras

S.I.

Alghero, Goboony alternativa al classico camper

ALGHERO – Fino a poco tempo di tempo fa la possibilità di fare un viaggio in camper era riservata solo ad alcune persone visti i costi eccessivi sia dell’acquisto sia di un eventuale noleggio. Oggi arrivano delle soluzioni rivoluzionarie che aprono le porte a tutti, dando a chiunque l’opportunità di partire in camper a prezzi molto più ragionevoli. Si parla, infatti, di condivisione camper e sharing mobility, un fenomeno che sta prendendo sempre più piede e che si concentra sulla condivisione di beni e servizi piuttosto che sul possesso degli stessi.

Un esempio è Goboony che offre una soluzione alternativa al classico noleggio camper , proponendo una piattaforma capace di mettere in contatto diretto proprietari di camper e viaggiatori. E finalmente questa novità arriva anche ad Alghero! Infatti, ci sono già tanti proprietari della zona e tantissime richieste che arrivano da viaggiatori desiderosi di visitare Alghero e dintorni.

Per assicurare sicurezza ed affidabilità, Goboony offre un’assicurazione specifica per questo tipo di condivisione, un sistema di pagamenti sicuro ed un servizio di assistenza. In questo modo, chiunque potrà fare una vacanza in camper anche se non ne possiede uno suo e, dall’altra parte, i proprietari avranno modo di ammortizzare i costi per il mantenimento del veicolo, facilitando il suo utilizzo ad altri nei periodi in cui lo stesso non lo usa.

Questa idea nasce dall’esperienza personale di due olandesi, Mark e Foppe, i quali si sono conosciuti in Nuova Zelanda proprio durante un viaggio in camper con le rispettive famiglie. Da qui è scaturita la voglia di poter condividere la loro passione con altre persone e aprire a tutti la possibilità di poter sperimentare un’esperienza simile.

Viaggiare in camper è sinonimo di libertà. Quella libertà che ti permette di decidere tu dove andare e quando farlo, cambiando anche programmi all’ultimo minuto. Senza alcun limite di orari, treni, check-in o limitazioni di tappe. Infatti, se durante il percorso scopri un posto meraviglioso e decidi di fermarti almeno una notte in più, puoi farlo senza alcun problema. Stessa cosa se, al contrario, arrivi in un posto che non ti entusiasma molto e delude le tue aspettative, puoi rimettere in moto il motore e partire per la prossima avventura in qualsiasi momento.

Alghero, primavera da brividi: urge scossa

ALGHERO – “Siamo veramente preoccupati, la condizione delle nostre attività è molto a rischio con i conti in rosso e soprattutto non si vede, a breve, un miglioramento”. Sarà il clima, la crisi generale, i lacunosi e costosissimi trasporti, ma la situazione ad Alghero non è certo rosea. Basta farsi un giro in questi giorni. Qualche turista, pochi algheresi in giro e neanche l’ombra di villeggianti regionali. Certo, come detto, incide la coda autunnale con temperature mai viste nella primavera catalana, però è a dir poco da sprovveduti pensare che una località turistica della nomea e valore di Alghero possa vivere unicamente grazie al caldo. Aggrapparsi solamente alla “danza del sole” è piuttosto puerile e un luogo che vive di accoglienza non se lo può permettere.

Anche ieri l’ulteriore controprova: quasi tutte le pizzerie del centro chiuse. “Siamo disperati sembra di essere ritornati al Medioevo”, ha tuonato il titolare di uno dei pochi bar aperti dopo le 8 di sera, “se non si fa qualcosa anche io sarò costretto a chiudere perché non possono bastare due mesi di incassi buoni per sopportare un’intero anno di difficoltà“. Inutile additare questi o quelli. Oramai ad Alghero è evidente che c’è una totale separazione tra la realtà e la sua narrazione. Le colpe sono di tutti, ma non è questo un Tribunale. Al massimo si può certificare, non con grande rammarico, che cosi non si può più andare avanti. Il comune catalano d’Italia deve ritornare al più presto ad essere attrattivo e vivo, sempre.

Nella foto via Columbano ieri sera alle 21

S.I.