“Fino a 10 miliardi per 100mila alloggi, da Governo Meloni risposta concreta a emergenza abitativa”

ALGHERO – “Esprimiamo grande soddisfazione per l’approvazione del Piano Casa, un intervento di ampio respiro che affronta con serietà e concretezza una delle questioni nazionali più urgenti. Mettere in campo fino a 10 miliardi di euro per rendere disponibili, nei prossimi dieci anni, oltre 100 mila alloggi tra edilizia popolare e abitazioni a prezzi calmierati significa dare una risposta concreta e strutturale all’emergenza abitativa”. Così i deputati di Fratelli d’Italia Mauro Rotelli e Barbara Polo. “Particolarmente significativo – spiegano – è l’impegno per il recupero di migliaia di alloggi popolari oggi inutilizzati: fino a 60 mila abitazioni che potranno finalmente essere restituite a famiglie e cittadini in difficoltà, valorizzando al tempo stesso il patrimonio esistente. Rilevante anche l’apertura agli investimenti privati, accompagnata da procedure più snelle, ma con un vincolo chiaro: destinare la maggior parte degli interventi, almeno il 70%, a chi ha davvero bisogno e a prezzi ridotti rispetto ai valori di mercato. Il Piano, inoltre, non guarda soltanto alle fasce più fragili – aggiungono – ma offre una prospettiva anche a tanti italiani che, pur lavorando e contribuendo ogni giorno, faticano ad accedere a un’abitazione. Ringraziamo il Governo Meloni per aver messo al centro il diritto alla casa con un intervento concreto, sostenibile e di lungo periodo, capace di ridurre il disagio abitativo e restituire dignità e prospettive a migliaia di famiglie italiane”, concludono gli onorevoli Rotelli e Polo.

“Mercato Primo Pescato, un’occasione persa”

ALGHERO – Il Mercato del Primo Pescato non è un’idea sbagliata o un tentativo fallito. È un progetto vero, concreto, che esiste ancora negli uffici comunali e che va semplicemente ripreso e portato avanti.
Quella struttura, inaugurata nel 2007 quando ero assessore, nasceva con un’idea precisa: dare valore alla piccola pesca, vendere il pescato fresco e offrire qualcosa in più alla città e ai turisti.
Il progetto prevedeva spazi dedicati alla griglieria, per un servizio immediato: compri il pesce e lo mangi sul posto. Il tutto completato da spazi esterni fronte mercato con tavoli e da una terrazza sopra, sempre con tavoli. Un’idea semplice, ma forte, legata alla nostra identità e alla filiera corta.
Doveva essere gestito dagli stessi operatori del mercato. Non era facile, perché mettere tutti d’accordo non è mai semplice, ma proprio per questo servivano regole chiare e controlli veri.
Negli anni, però, tutto questo non è mai stato portato avanti. Gli spazi non sono stati realizzati come previsto e la struttura, piano piano, si è deteriorata. E questo è il punto: siamo stati i primi a pensare questo modello, ma non siamo stati capaci di portarlo fino in fondo.
A questo si aggiunge un altro problema evidente: la mancanza di controlli. Il Comune doveva vigilare, intervenire, sanzionare quando serviva. Non è stato fatto. E così si è arrivati a utilizzi impropri delle attrezzature e degli spazi, che dovevano servire solo ed esclusivamente per la vendita del proprio pescato. Celle frigo utilizzate per altro, ghiaccio che usciva dalla struttura e finiva all’esterno, senza regole chiare.
Non può funzionare così.
Una struttura pubblica non si può lasciare in mano a tutti senza regole. E non si può nemmeno pensare che il Comune paghi sempre senza avere in cambio ordine, rispetto e un servizio adeguato.
Serve rimettere ordine. Serve una gestione chiara. Serve qualcuno che controlli ogni giorno e faccia rispettare le regole. E soprattutto serve riprendere quella progettazione che già esiste, per ridare dignità a uno spazio che dovrebbe rappresentare il primo pescato e la nostra tradizione.
Lo abbiamo già dimostrato in città: quando ci sono regole e controlli, le cose funzionano.
Qui non servono nuove idee. L’idea c’è già. Va solo applicata.
A supporto di quanto esposto, allego copia dei progetti di ristrutturazione del Mercato del Primo Pescato elaborati dal Comune in quel periodo, nei quali erano previsti spazi dedicati alla griglieria.
Il Mercato del Primo Pescato non è solo un edificio. È lavoro, è turismo, è identità.
E lasciarlo così com’è oggi non è più accettabile”.
Gianfranco Langella (Destra Democratica)

Montagne di posidonia, litorale inagibile: “Nessuna risposta da Porta Terra, chiudiamo le aziende”

ALGHERO – “A distanza di alcuni giorni dal comunicato stampa diffuso giovedì 24 aprile, le sei imprese giovanili del turismo nautico tornano a denunciare una situazione ormai fuori controllo.
Al grido d’aiuto lanciato pubblicamente non è seguita alcuna risposta da parte dell’amministrazione. Nessun riscontro, nessun confronto, nessuna soluzione. Solo un silenzio assoluto che oggi si traduce, nei fatti, nell’impossibilità di lavorare.
Le criticità denunciate restano tutte irrisolte.
In particolare, la massiccia presenza di posidonia spiaggiata lungo la spiaggia di San Giovanni continua a impedire qualsiasi operatività: l’accumulo, aggravato dalla conformazione del molo di sottoflutto, rende impossibile installare il camminamento previsto dalla concessione e costringe clienti e operatori a muoversi in condizioni inaccettabili, affondando nella sabbia e nella posidonia fino alle ginocchia dopo ogni mareggiata.
Questo comporta conseguenze gravissime, a partire dalla
impossibilità di garantire accesso sicuro ai servizi per proseguire con la
perdita di credibilità verso i turisti e danni economici concreti e quotidiani. A ciò si aggiungono seri rischi per la sicurezza di lavoratori e clienti e la triste compromissione dell’immagine turistica della città.
Siamo ostaggi di una totale assenza di coordinamento amministrativo: non esiste un interlocutore chiaro, non è definito chi debba intervenire per la rimozione della posidonia e non esiste alcuna programmazione. Alle imprese viene persino richiesto, impropriamente, di farsi carico della pulizia della spiaggia, nonostante le concessioni riguardino esclusivamente spazi limitati e non attribuiscano alcuna competenza sulla gestione dell’arenile, con costi di smaltimento insostenibili.
Restano inoltre irrisolte altre criticità strutturali già segnalate, come il mancato allaccio alla rete idrica, bloccato da procedure amministrative incomplete nonostante ripetuti incontri e solleciti.
Il risultato è che oggi sei aziende gestite da giovani, che complessivamente garantiscono circa 25 posti di lavoro e che hanno sostenuto investimenti per circa un milione di euro, si trovano nell’impossibilità concreta di operare, produrre servizi e sostenere i propri collaboratori.
Siamo davanti a una situazione paradossale.
Giovani imprenditori che hanno investito, lavorato e creduto nel territorio si sentono oggi come accusati di qualcosa che non conoscono. Viviamo una condizione kafkiana: è come essere imputati in un processo di cui ignoriamo completamente i contenuti e le accuse. E questo stato di incertezza e abbandono ci sta conducendo verso il fallimento.
Non possiamo lavorare e garantire servizi. E, purtroppo, non possiamo pagare i nostri collaboratori.
E tutto questo all’inizio della stagione turistica.
Per questo motivo, quello che rivolgiamo oggi è un ultimo, estremo appello all’amministrazione.
Chiediamo un intervento immediato sulla gestione della posidonia, la definizione chiara delle responsabilità e la risoluzione delle criticità che da anni bloccano le nostre attività. Chiediamo risposte concrete, non promesse.
Stiamo seriamente valutando la chiusura delle nostre aziende. Non per scelta, ma perché messi nell’impossibilità di operare.
In assenza di un riscontro tempestivo, saremo costretti ad avviare le procedure di cessazione delle nostre attività, con conseguenze gravi per l’occupazione, per i servizi turistici e per l’immagine dell’intero territorio.

Simar srls di Simula Michele e Caneo Fabiana

*Sea soul di Moccia Gianluca

*Overboard di Martiri Salvatore

*Sailing for living srls

*Sun e Sea di Simula Michele

*Jet Ski di Luca Bonato

Sardegna, ecco il calendario scolastico: ’26-27. Si parte il 16 settembre

CAGLIARI – È stata fissata per il 16 settembre 2026 la campanella di inizio delle lezioni per tutte le scuole di ogni ordine e grado della Sardegna. L’ultimo giorno è fissato invece per l’8 giugno 2027, ad eccezione delle scuole dell’infanzia che termineranno il 30 giugno. I giorni di lezione saranno complessivamente 204 (203 nel caso in cui si festeggi il Santo Patrono in un giorno della settimana).

Lo ha stabilito la Giunta regionale che, su proposta dell’assessora della Pubblica Istruzione Ilaria Portas, ha approvato il calendario scolastico 2026-2027.

“Oggi abbiamo approvato il nuovo calendario scolastico – afferma l’assessora Portas –, uno strumento di pianificazione importantissimo per le famiglie, per gli studenti e le studentesse e per tutti i lavoratori e le lavoratrici della scuola, che potranno organizzare e coniugare i propri tempi di vita personale e il lavoro con congruo anticipo. L’obiettivo – prosegue l’esponente della Giunta Todde – è garantire la continuità didattica e il diritto allo studio, assicurando il rispetto dei 200 giorni minimi di lezione previsti dalla legge, ma cercando al contempo un equilibrio che favorisca il benessere di ragazze e ragazzi e insegnanti, e il rispetto di tutte le festività e dei tempi di lavoro e ripresa di quali necessita la scuola. In questa cornice regionale comune, resta salvo il ruolo dell’autonomia scolastica: ogni istituto potrà infatti adattare il calendario alle esigenze specifiche del proprio territorio”.

Il calendario per l’anno scolastico 2026/2027 è stato predisposto tenendo conto delle seguenti festività fissate dalla normativa statale:

  • Tutte le domeniche;
  • 4 ottobre 2026 – Patrono d’Italia (L. 151/2025);
  • 1° novembre 2026 – Festa di tutti i Santi;
  • 8 dicembre 2026 – Immacolata Concezione;
  • 25 dicembre 2026 – Natale;
  • 26 dicembre 2026 – Santo Stefano;
  • 1° gennaio 2027 – Capodanno;
  • 6 gennaio 2027 – Epifania;
  • 29 marzo 2027 – Lunedì dell‘Angelo;
  • 25 aprile 2027 – Anniversario della Liberazione;
  • 1° maggio 2027 – Festa del Lavoro;
  • 2 giugno 2027 – Festa nazionale della Repubblica;
  • Festa del Santo Patrono (secondo la normativa vigente, se ricade in un giorno di lezione).

Sono individuate le seguenti ulteriori sospensioni:

  • Vacanze natalizie dal 23 al 31 dicembre 2026 e dal 2 al 5 gennaio 2027;
  • 9 febbraio 2027: Martedì Grasso;
  • Vacanze pasquali dal 25 marzo al 27 marzo 2027;
  • 30 marzo 2027 (martedì successivo al Lunedì dell’Angelo);
  • 28 aprile 2027: Sa Die de sa Sardigna;
  • 2 giorni a disposizione del Consiglio d’Istituto (1 nel caso in cui la Festa del Santo Patrono del Comune di pertinenza ricada nel periodo scolastico

Pilastro in degrado al Lido, al via i lavori di sistemazione | foto

ALGHERO – Come evidenziamo spesso, anche se non ce ne sarebbe bisogno, decoro e pulizia sono il primo biglietto da visita per una località turistica. Per questo è necessario garantire il massimo dell’attenzione per questi importanti aspetti: dal centro al periferia passando per il litorale. Alghero non può e non deve distinguersi in negativo, ma al contrario deve puntare sempre ad un livello ottimale per far stare bene per primi i propri cittadini e di conseguenza i villeggianti.

Circa un mese fa era stato il presidente della commissione ambiente Christian Mulas [leggi] a intervenire sulla necessità di mettere in sicurezza e riqualificare dei pilastri monumentali presenti lungo il Lido. Un tratto viario e una zona tra le più frequentate della Riviera del Corallo dove, appunto, insistono alcune “brutture” e condizioni di degrado a cui va trovata una sistemazione.

Tra questi, come detto, ci sino delle strutture murarie antiche che da troppo tempo era in condizioni critiche oltre che “impacchettate” con il canonico nastro bianco e rosso e transennamento. Un pugno nell’occhio, oltre che un eventuale pericolo per il crollo sul pavimento.

Trascorso un mese dalla richiesta di intervento di Mulas, l’Amministrazione si è data da fare. E, come si vede dall’immagine, sono iniziati i lavori di riqualificazione da parte degli operai comunali preposti. Se qui l’intervento è stato piuttosto celere, non si può dire lo stesso, come già abbondantemente segnalato, per le diffuse criticità presenti lungo i bastioni, nel centro storico e in alcune altre zone della città.

 

Nella foto gli operai comunali al lavoro nel pilastro a Lido

“Caval Marì, progetto modificato: la Giunta Cacciotto continua a non fare chiarezza”

ALGHERO – “L’Associazione Punta Giglio Libera, impegnata nella tutela dell’ambiente, del paesaggio e dei beni pubblici, interviene nuovamente sul procedimento riguardante l’immobile denominato “Caval Marì”, situato sul Lungomare Dante ad Alghero. A distanza di mesi dalle osservazioni formali trasmesse al Comune in data 26 gennaio 2026, con cui venivano richiesti accertamenti sulla conformità urbanistica, demaniale e paesaggistica dell’intervento, non risulta ancora pervenuto alcun riscontro pubblico da parte dell’Amministrazione. Il silenzio degli uffici assume oggi un rilievo ancora più significativo alla luce degli elementi emersi nel dibattito cittadino, dai quali si apprende che sul progetto sarebbero tuttora in corso valutazioni, interlocuzioni e possibili modifiche rispetto all’assetto originariamente posto a base della concessione. Ciò conferma che il procedimento è tutt’altro che definito e che all’interno dell’Amministrazione persistono verifiche e riconsiderazioni di cui, tuttavia, non viene fornita alcuna comunicazione trasparente alla cittadinanza. Per Punta Giglio Libera il nodo centrale resta però un altro, e precede le eventuali modifiche progettuali. L’operazione Caval Marì nasce infatti da una concessione di valorizzazione costruita fin dall’origine per attrarre investimenti privati attraverso l’introduzione di funzioni turistico-ricettive e di ristorazione, cioè mediante una rifunzionalizzazione economica del bene orientata alla sostenibilità gestionale del concessionario. Si tratta di un’impostazione che imprime sull’immobile e sull’area pubblica una pressione trasformativa di natura sostanzialmente privatistica, in evidente tensione con la destinazione urbanistica vigente, che qualifica quel compendio come spazio destinato a servizi pubblici e collettivi. Non ci si trova di fronte a un semplice recupero edilizio di un manufatto degradato, ma a una procedura che ha assunto come obiettivo la riconversione funzionale di un bene pubblico verso usi economicamente remunerativi, senza che risultino pubblicamente chiariti i presupposti urbanistici e pianificatori di tale scelta. È evidente che non può essere gestita esclusivamente all’interno degli uffici una trasformazione che investe un bene demaniale, uno spazio urbano pubblico e una destinazione urbanistica definita dal Piano Particolareggiato del Centro Storico. L’Associazione ribadisce che il cambio di destinazione d’uso prospettato non può essere considerato una mera questione edilizia, poiché incide direttamente sulla funzione urbanistica dell’area, tuttora pianificata come spazio destinato a servizi pubblici e collettivi. In assenza di una variante urbanistica o di una pubblica e motivata verifica di piena compatibilità con il Piano vigente, il procedimento continua pertanto a presentare un evidente deficit di trasparenza e di legittimazione. Mentre il progetto sembra ancora oggetto di verifiche interne e possibili rimodulazioni, il Comune continua infatti a non chiarire: se il cambio di destinazione d’uso verso ricettivo e ristorazione sia effettivamente compatibile con il Piano Particolareggiato vigente; quali valutazioni urbanistiche siano state svolte a monte della concessione; se il progetto oggi in istruttoria coincida con quello originariamente selezionato; quali siano gli esiti delle verifiche demaniali e paesaggistiche richieste. Caval Marì non può diventare l’ennesimo caso in cui scelte territoriali di rilevanza collettiva vengono progressivamente ridefinite attraverso procedimenti tecnici e autorizzativi sottratti a un reale confronto pubblico. Punta Giglio Libera chiede pertanto che l’Amministrazione renda pubblici lo stato effettivo del procedimento, gli atti istruttori maturati negli ultimi mesi e le verifiche urbanistiche poste a fondamento dell’intera operazione. La trasformazione di un bene collettivo non può continuare a svilupparsi nel chiuso degli uffici e senza un confronto trasparente con la città”

“Associazione Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco”

 

Nella foto la presentazione della prima versione del progetto durante gli ultimi mesi della Giunta Conoci

Commercio e litorali, “troppo caos e disordine”. Giunta Cacciotto: “Pronti al confronto”

ALGHERO – E’ corto-circuito ad Alghero nell’ambito delle manifestazioni realizzate, iin ambito mercantile e di intrattenimento, da parte dell’Amministrazione. In particolare cresce il malumore per la mancanza di organizzazione e ordine riguardo tali proposte. A rimarcarlo, in questi giorni, alcune rappresentanze di categoria che hanno palesato tale, reiterata, condizione che, però, sembra quasi azzardato dirlo, visto il silenzio assordante che lo circonda, deriva dalla mancanza di strumenti pianificatori. In questo caso del “Piano del Commercio” e a braccetto di quello dei “Litorale”. Strumenti che, a prescindere dal percorso regionale, potevano e doveva già essere adottati al fine di non arrivare al far-west. che si trascina da tempo ma che oggi sta registrando livelli preoccupanti.
“Numerose iniziative di rilievo attualmente in programmazione sono il risultato di consolidate collaborazioni con enti e realtà del territorio, tra cui la Camera di Commercio e Promocamera (Alguer Wine Week), ACI (Rally e Scala Piccada), il Distretto Rurale (evento dedicato all’olio), la Pro Loco (Sant Joan) e le istituzioni scolastiche. In ambito sportivo, assumono particolare importanza appuntamenti di livello internazionale quali il Triathlon e l’Ironman. Si tratta di eventi di elevato profilo qualitativo, frutto di una pianificazione pluriennale e del contributo sinergico di molteplici attori”, scrivono da Porta Terra.
“Con riferimento alle recenti osservazioni formulate da Confcommercio e FIPE Alghero in merito all’utilizzo del Lungomare Barcellona per un evento previsto a partire dalla prossima domenica, l’Amministrazione accoglie con favore eventuali proposte che le suddette organizzazioni vorranno avanzare in un’ottica costruttiva, finalizzate alla valorizzazione e promozione della città”.
“Si precisa, inoltre, che l’Amministrazione ha già chiarito di non intendere concedere aree caratterizzate da elevato carico antropico, quali la Rambla o il Piazzale della Pace, nei mesi di luglio e agosto, al fine di evitare criticità legate alla viabilità e alla fruizione degli spazi urbani. Le proposte attualmente accolte si collocano infatti in periodi dell’anno, come la fine di aprile, in cui non si registra ancora la pressione tipica della piena stagione estiva”.

Emergenza casa, Bamonti con Mulas: “Ottenere subito gli alloggi di Fertilia”

ALGHERO – “Non è più il tempo delle analisi né delle giustificazioni: è il tempo delle decisioni e delle azioni immediate. Il caso dei 34 alloggi dell’Aeronautica Militare a Fertilia, oggi ancora vuoti, è il simbolo di un bisogno sociale crescente e urgente. Mentre famiglie, lavoratori e giovani non riescono a trovare una casa, esistono abitazioni che restano inspiegabilmente ferme. Questa situazione non è più accettabile. È necessario pressare con forza: tutti i soggetti coinvolti, a partire dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, devono attivarsi senza ulteriori rinvii per completare ogni passaggio amministrativo e trasferire questi 34 alloggi al Comune di Alghero. 

Non servono più tavoli, promesse o interlocuzioni infinite. Serve una tempistica certa e rapidissima, perché ogni giorno di ritardo significa lasciare cittadini senza risposte e alimentare un disagio sociale sempre più grave. Il Comune deve essere messo nelle condizioni di procedere subito con l’assegnazione di quegli alloggi, dando una risposta concreta alla sete urgente di case che oggi caratterizza la città. Chi ha responsabilità agisca ora”

Alberto Bamonti consigliere comunale Gruppo Noi Riformiamo Alghero.

“Sanità sarda in stato comatoso, serve urgente cambio di passo”

CAGLIARI – “Le criticità della sanità sarda non sono più oggetto di confronto tra posizioni politiche contrapposte, ma emergono ormai anche all’interno della stessa maggioranza regionale.” Così Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera dei deputati, commenta la relazione del gruppo consiliare del Partito Democratico. “È un dato che dovrebbe indurre tutti, a partire dalla presidente Todde, ad aprire una fase nuova, fondata su scelte chiare, responsabilità e capacità di governo. In questi due anni si sono susseguiti annunci e interventi che non hanno prodotto i risultati attesi, mentre i cittadini continuano a confrontarsi ogni giorno con disservizi e difficoltà di accesso alle cure. Su un diritto fondamentale come la salute non possono esserci divisioni ideologiche né logiche di parte. Occorre superare ogni impostazione comunicativa e concentrarsi su decisioni concrete, efficaci e verificabili. Da parte nostra, come già fatto in passato, confermiamo piena disponibilità a collaborare, anche attraverso il contributo del livello nazionale, nell’interesse esclusivo dei cittadini sardi. La gravità della situazione – conclude Cappellacci- impone un cambio di passo immediato e uno sforzo condiviso per restituire efficienza, qualità e fiducia al sistema sanitario regionale.”

“Invasione posidonia e politica lumaca, altro che Porta d’Oro: 25 posti di lavoro a rischio”

ALGHERO – “Siamo giovani imprenditori nautici attivi sul territorio dal 2010. Dopo anni di lavoro nel settore della locazione di gommoni, del noleggio e delle escursioni in barca, nel 2023 uno di noi ha realizzato un campo boe a servizio di tutte le nostre aziende e della città, nato per rispondere alla cronica carenza di posti barca nel porto di Alghero soprattutto per le attività del turismo nautico che da anni soffrono per questo problema. Un progetto costruito con sacrificio, importanti investimenti in studi tecnici di geometri, ingegneri, biologi e geologi, e una visione chiara: restituire valore a un’area inutilizzata da anni, a ridosso del molo di sottoflutto, davanti alla spiaggia di San Giovanni, seguendo esempi virtuosi già presenti in altre realtà dell’est Sardegna come Cala Gonone. La concessione ottenuta prevede un info point di 3×3 metri per accoglienza e biglietteria, un camminamento a servizio del campo boe, un corridoio di lancio fruibile da tutti e uno specchio acqueo che oggi ospita fino a 60 imbarcazioni. Negli anni, grazie a risorse esclusivamente private, l’area è rinata. Abbiamo mantenuto lo spazio pulito e fruibile, ricevendo riconoscenza dai cittadini, dai turisti, dalle scuole vela del porto costrette da anni ad utilizzare uno scalo non sicuro e dagli operatori del settore nautico turistico, che hanno trovato nel campo boe un punto di riferimento e finalmente una “casa”. Un modello che, osservato dall’esterno, rappresenta esattamente ciò che una città turistica dovrebbe offrire: servizi, organizzazione e accoglienza. La realtà operativa, purtroppo, è ben diversa. Da anni ci scontriamo con ostacoli burocratici e carenze strutturali che restano irrisolti. Solo a titolo d’esempio: il semplice allaccio alla rete idrica per avere un servizio essenziale, nonostante il pozzetto installato dal Comune, a causa della mancata comunicazione di fine lavori ha impedito ad Abbanoa di procedere con l’allaccio. Ciò malgrado i numerosi incontri, le richieste e le promesse. E oggi ci ritroviamo ancora a inizio stagione senza una risposta concreta. A tutto questo si aggiunge il problema crescente dell’accumulo di posidonia sulla spiaggia di San Giovanni. La situazione è diventata insostenibile: l’impossibilità di installare il camminamento a causa della posidonia accumulata costringe i clienti a camminare affondando fino alle ginocchia dopo le mareggiate, causando un’enorme perdita di credibilità nei confronti degli utenti che fruiscono del campo boe. Ma, soprattutto, perdita di posti di lavoro, danni economici concreti per tutte le aziende coinvolte e rischi per l’incolumità sia dei clienti stessi sia dei lavoratori, con depauperamento straordinario dell’immagine della città. Non esiste un interlocutore chiaro, non c’è programmazione degli interventi e non è definito chi debba occuparsi della pulizia. Ci viene indicato in modo erroneo che i concessionari devono provvedere autonomamente, nonostante la concessione riguardi esclusivamente lo spazio di 3×3 metri per l’info point, senza alcuna competenza sulla spiaggia, considerando anche che in quel tratto di spiaggia si accumulano quantità straordinarie di posidonia a causa della barriera artificiale del molo di sottoflutto. Tramutandosi in costi enormi di smaltimento per le nostre attività che non sviluppano valore grazie alla spiaggia, che utilizziamo solo ed esclusivamente per il passaggio dei clienti che devono usufruire del servizio di locazione gommoni. Oggi il campo boe ospita 35-40 imbarcazioni, ospita 5 aziende e garantisce lavoro a circa 20-25 collaboratori che rischiano il loro posto. Un sistema che funziona e si regge solo grazie alla professionalità, serietà e passione di chi ci lavora, permettendo di mantenere alto l’onore e l’immagine della città di fronte ai turisti, ma che purtroppo non trova supporto nelle istituzioni. Questo appello non è solo personale. È la voce di chi investe, lavora e crede in Alghero. Non si può continuare a promuovere la città come destinazione turistica d’eccellenza senza garantire servizi essenziali e condizioni minime per chi quel turismo lo rende possibile ogni giorno. Chiediamo risposte chiare, tempi certi e responsabilità definite. Chiediamo di poter lavorare. Perché senza il supporto delle istituzioni, anche le migliori iniziative rischiano di spegnersi. E con esse, opportunità, occupazione e credibilità per l’intero territorio. Alghero deve scegliere se essere davvero una “Porta d’Oro del turismo” o rimanere un’immagine da cartolina”.

*Simar srls di Simula Michele e Caneo Fabiana *Sea soul di Moccia Gianluca *Overboard di Martiri Salvatore *Sailing for living srls di Dario Delogu e Falchi Giulio *Sun e Sea di Simula Michele *Jet Ski di Luca Bonato