Jazz e mare nell’arte di Fabio Saiu: l’intervista

ALGHERO – “Pillole di felicità in tempi di guerra”. Così le chiama Fabio Saiu quelle contenute nella monografia a lui dedicata in cui si ripercorre la carriera dell’artista algherese dal 1996 fino ad oggi. La pittura è lo strumento tramite cui comunica i suoi pensieri al mondo. Pensieri caotici e imprevedibili, come la musica jazz, e frutto di quelli che sono gli accadimenti di questi decenni di totale instabilità, ma anche del luogo dove vengono creati. Lavori che hanno trovato notevole apprezzamento oltre Tirreno anche in fiere d’arte a Bologna, Verona e Torino dove è nato il sodalizio con l’attuale gallerista. Galleria che si chiama Studio legale di Caserta ed ha all’attivo mostre del grande Enzo Cucchi alla Reggia di Caserta, e ha scoperto artisti che poi hanno avuto fama internazionale come Ryan Mendoza

In un momento di smarrimento come questo dove però è indispensabile pensare all’oggi ma anche al domani, anche l’arte, se poi è indigena e di grande valore, può essere un buon viatico per rinascere.

E per comprendere meglio “il mondo” di Fabio Saiu il direttore Stefano Idili ha fatto alcune domande al pittore in un’intervista che prova a spiegare al meglio la sua arte con anche qualche altro passaggio connesso sempre al mondo di riferimento.

Quando e cosa ti ha fatto avvicinare all’arte e in particolare alla pittura?

Il mio legame con l’arte è stato istintivo, naturale. Unrichiamo scatenato da una pulsione innata, da una predisposizione verso il disegno che è emersa fin da quando ero bambino. Ho avuto la grande fortuna, nel periodo delle scuole superiori, di studiare con Nicola Marotta, un pittore che stimo moltissimo, a mio parere il più bravo della sua generazione. Poi è arrivata l’Accademia delle Belle Arti di Sassari e da lì in poi è stato un crescendo di passione e perseveranza. 

Studiare in accademia cosa ti ha dato in termini di crescita artistica?

L’esperienza in accademia è stata bellissima, effervescente, indimenticabile. Mi sono ritrovato in un mondo parallelo in cui i miei docenti erano essi stessi pittori, artisti, personaggi illuminati. Pinuccio Sciola, che insegnava scultura, notò il mio tratto e il mio approccio cromatico dicendomi che avremmo fatto una mostra ad Alghero. Mi introdusse a Marco Magnani, il critico più influente in Sardegna. Era il 1992…

Raccontaci del rapporto con Pinuccio Sciola.

Il dialogo con Sciola è stato molto intenso, un confronto costante durato una decade, dal 1991 al 2001.  Nel ’92 fu lui a volere fortemente la mia prima mostra ad Alghero. In quel periodo veniva spesso a casa mia, dove si fermava come mentore e come ospite gradito. Nel 1993 mi coinvolse in una performance sulla spiaggia. Una mattina mi chiamò e disse “andiamo al mare”. Arrivò con una valigetta da cui estrasse delle piccole statue che simulavano le pose dei bagnanti al sole. Le dislocò sul bagnasciuga e quando arrivavano le onde investivano i soggetti di terracotta creando l’effetto di un tableau vivant. Sempre nel ’93 mi invito a realizzare un grande murales a San Sperate, in occasione della rassegna del muralismo in Sardegna. Nel 2001 presenziò alla mia personale con Primo Pantoli a Cagliari. Siamo sempre rimasti in contatto, fino alla fine, e di lui conservo dei ricordi carichi di rispetto e gratitudine.

Oggi la Sardegna ha “uno Sciola”? E più in generale, cosa si dovrebbe fare per favorire la crescita degli artisti esistenti e crearne nuovi?

Artisti come Sciola sono rari e preziosi. A costo di sembrare cinico, io credo che un vero talento possa crescere ed emergere in qualsiasi contesto e nonostante tutto, anche se non supportato da istituzioni o iniziative dedicate. Sicuramente è auspicabile incoraggiare i giovani con corsi di studio, eventi e approfondimenti di stimolo ma ciò che fa la differenza è il modo in cui ti poni verso il mondo dell’arte. Occorre viaggiare, informarsi, leggere molte riviste di settore, nazionali e internazionali, visitare musei e gallerie nel mondo, confrontarsi con gli altri artisti, ricercare e raccontare qualcosa di tuo attraverso la tua propria visione. Incontrare la persona giusta lungo il percorso, com’è accaduto a me, sicuramente è una fortuna non indifferente ma se hai qualcosa da dire, prima o poi viene fuori con la sua potenza a prescindere dall’appoggio e dall’approvazione altrui. Un giorno Maria Lai  mi ha detto “la gloria non è degli artisti veri perché gli artisti veri sono troppo impegnati a combattere le proprie inquietudini”. 

Lo stato dell’arte oggi in Italia e a cascata in Sardegna, Alghero inclusa.

Qui occorre in primo luogo introdurre una distinzione tra la fascia medio-alta e quella medio-bassa. La prima, quella degli artisti famosi e storicizzati, anche durante la crisi del 2008 ha sempre navigato in buone acque perché l’arte rimane la più valida forma di investimento e i nuovi ricchi questo lo sanno bene. Purtroppo invece, la fascia medio-bassa, quella dei giovani e degli emergenti, oggi faticamolto, soprattutto rispetto a vent’anni fa, anche la rinnovataattenzione verso la pittura, da qualche anno a questa parte, è un segnale positivo. I curatori internazionali stanno smettendo di ghettizzare la pittura come hanno fatto nelpassato, e si stanno prodigando per sostenere talenti di spicco, come per esempio Adrien Ghenie, le cui opere oggi raggiungono quotazioni altissime. In Italia, e anche in Sardegna, inizia ad esserci molto fermento e una buona dose di competizione e sono fiducioso che dopo questa crisi mondiale il mercato si vada a riattivare con energia.

L’Arte oggi (domanda retorica) può essere un valido volano per creare economie derivanti dal turismo, di nicchia o meno?

La cultura e l’arte, in ogni loro aspetto, sono un grandissimo volano per l’economia e questo, per esempio, l’ha capito bene la Germania; un paese che non ha il mare, non ha il patrimonio storico, artistico e culturale dell’Italia, ma che ha fatto dei musei, delle gallerie e dei vernissage una delle sue forze maggiori. Solo a Berlino oggi sono presenti ben 300 gallerie. Al tempo stesso, se è vero che la cultura genera ricchezza, è anche vero che la devi saper fare ed esportare. In Italia si sta muovendo qualcosa (vedi l’apertura gratuita dei musei di domenica) ma siamo ancora molto distanti dalla passione e dalla sensibilità di Londra, Berlino e New York. Noi italiani siamo abituati a vivere di rendita, a contare pigramente sul fatto che siamo la culla del rinascimento, la capitale mondiale dell’arte e dell’architettura, ma alla fine il paese va soprattutto avanti con la moda e la cucina. Lo stesso Adrien Ghenie, che ho citato prima, per trovare il successo si è dovuto trasferire dalla Romania a Berlino. Da giovane mi era stato consigliato di fare lo stesso, ma ho scelto di rimanere in Sardegna. Ho sempre avuto la tendenza a scegliere la strada più difficile. 

Come descriveresti la tua arte? Negli anni come si è modificata e perché si è modificata.

Gli artisti non amano descriversi. Preferiamo fare piuttosto che parlare. Abbiamo un leone dentro e lo dobbiamo domare. Lavoriamo seguendo il nostro istinto. Se possiedi il talento, la ricerca continua e si evolve in maniera positiva. Se sei solo un mestierante, ovvero un bravo artigiano che si dichiara artista, allora a un certo punto ti fermi. La mia arte si concentra sulla figura dell’uomo in una situazione ironica, paradossale, con una forte dose di drammaticità data dai colori vivi e violenti. Le velature sono il mio tratto distintivo. La mia tecnica è fortemente ispirata dal mare, dalle trasparenze, dalle patine e dalle stratificazioni delle sfumature materiche. Ho compiuto un’analisi e una sperimentazione molto intensa prima di arrivare a certi risultati tecnici ma oggi posso reputarmi molto, molto soddisfatto. 

Parlaci della monografia in uscita

Questa monografia è il risultato di un lungo e appassionato confronto con il mio gallerista, Antonio Rossi, della Galleria Studio Legale di Caserta. È una raccolta di 38 opere in 23 anni di lavoro, dal 1996 al 2019, in cui porto i miei lavori fuori dalle case e dalle gallerie per farne racconto e reminiscenza. I testi in catalogo sono firmati da tre figure di eccellenza: Pinuccio Sciola, L’amico PaoloFresu e Massimo Sgroi, critico esperto e curatore di mostre di grande rilievo. E’ un progetto amibizioso, che ha richiesto due anni di lavoro e che è destinato alla distribuzione allargata tramite i più importanti circuiti nazionali e internazionali. Dietro tutto questo c’è anche unimportante collezionista del nord Italia, che nel 2017, dopo aver visitato la mia personale “Dreamcolors” al Museo di Arte Contemporanea di Caserta, ha acquistato le mie tele appoggiando e contribuendo vivamente alla produzione della monografia. Nella sua collezione privata, i miei dipinti compaiono accanto alle opere di Basquiat, Richter e Warhol.

La musica influenza il tuo lavoro ovvero quando dipingi ascolti musica e se si quale?

Pur essendo un profano posso affermare di essere un grande appassionato di jazz.  In studio conservo gelosamente una raccolta di jazzisti internazionali e quando dipingo, li metto a rotazione spaziando da Louis Armostrong a Miles Davis. Le note del jazz sono in sintonia con le pennellate. Sento una bella sinergia e la musica mi serve soprattutto all’inizio, per rompere il ghiaccio, per allentare la tensione prima di concentrarmi totalmente sui colori ed estraniarmi dal resto del mondo. Non è un caso che Paolo Fresu, jazzista straordinario e persona estremamente sensibile all’arte, abbia regalato una sua testimonianza alla mia monografia. 

Indicaci un paio di talenti di oggi da far conoscere a tutti.

Mi ripeto con un nome che vale per tanti, Adrian Ghenie.

L’Artistico crea FumareA, ecco i progetti |video

ALGHERO – Nuovo interessante e utile progetto de Liceo Artistico di Alghero con l’assessorato all’Ambiente guidato da Andrea Montis. Ieri, alla presenza dei docenti, in particolare delle professoresse Camerada e Loriga, e della funzionaria comunale Paola Madau, è stato presentato “FumareA _ Aree fumatori spiagge algheresi” ovvero luoghi (realizzati con materiale riciclato) dove è permesso poter fumare. Un progetto che ha visto protagonisti gli studenti della classe 3A che hanno illustrato le loro realizzazioni tra cui sarà scelto quello che verrà creato e posizionato su alcuni punti del litorale. Qui di seguito le illustrazioni di ieri da parte degli studenti durante l’incontro con l’assessore e i docenti.

Caval Mari, si cambia rotta: rinascita

ALGHERO – Nuova vita per il Caval Marì. La struttura sul Lungomare Dante inutilizzata e abbandonata al più completo degrado rappresenta l’esempio più eclatante delle mancate opportunità della città. L’incuria e la negligenza hanno ridotto uno dei locali più belli di Alghero in un desolante rudere. Oggi il Sindaco Mario Conoci, con l’Assessore al Demanio e Patrimonio Giovanna Caria, l’Assessore al Turismo Marco Di Gangi, accompagnato dal dirigente del settore Ing. Michele Fois ha compiuto un sopralluogo per prendere atto della situazione attuale. Il lontano ricordo del ciò che fu il Cavallino Bianco, poi Fuego e poi ancora Caval Marì, simbolo della movida algherese, oggi è ridotto in totale disgrazia. Preda di un incendio alcuni anni fa, il suo stato di abbandono è stato verificato oggi.

“Si deve ripartire da qui – commenta oggi il Sindaco Mario Conoci – e in questo caso con una decisa inversione di rotta. Stesso discorso per il locale sul Colle del Trò, sulla piazza Balaguer. Lavoriamo da oggi per il rilancio, attraverso l’individuazione della migliore soluzione per il recupero e la messa in attività dei locali. La maggioranza al governo della città ha già avviato il discorso sulla futura destinazione degli immobili e presto nelle scelte sarà coinvolto il Consiglio comunale”.

L’Amministrazione è al lavoro per avviare un iter in grado di dare concretamente una prospettiva per il rilancio ai fini economici, turisti e di immagine al locale, che in passato è stato espressione di prestigio e divertimento della città, che per prima nell’Isola ospitava i primi arrivi del turismo internazionale.

Street Photo Awards ad Alghero

WALGHERO – Alghero Capitale della Fotografia Internazionale nel week end. Tutto pronto per la seconda edizione dell’Alghero Street Photography Awards che aprirà i battenti domani, venerdì 26 aprile dalle ore 18,30 con la proclamazione dei vincitori e le premiazioni delle migliori opere al Teatro Civico (ingresso libero). Seguirà l’inaugurazione delle mostre all’ex Mercato Ortofrutticolo di Piazza Pino Piras, con l’esposizione di oltre 100 scatti premiati nelle diverse categorie.

Al teatro, all’interno del progetto TxT, il Culture lab che valorizza lo storico teatro algherese, anche l’esposizione di macchine fotografiche storiche a cura del Circolo Filatelico Numismatico e del collezionismo. Ad impreziosire la manifestazione, ospiti d’eccezione nel week-end dedicato alla fotografia: madrina del festival è Myriam Meloni. Sua l’immagine-simbolo di questa edizione dedicata alle immigrazioni. Con lei, sarà ad Alghero anche Valerio Bispuri e Marco Delogu, il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra. Tutti i dettagli sul festival, le biografie dei giudici, i premi, le opere finaliste e il programma completo della seconda edizione dell’Alghero Street Photography su www.aspawards.com. In allegato alcuni scatti delle location ASPA 2019.

Nella foto lo spazio dell’ex-mercato

S.I.

Il Teatro merita molto di più

ALGHERO – “L’Amministrazione Comunale di Alghero ha di recente concluso l’iter di intitolazione del Teatro Civico al celebre Gavino Ballero, caposcuola ed autentico inventore della commedia musicale algherese. Si tratta di un atto dovuto, seppur dalla lunga gestazione.  Tuttavia non è attraverso questi gesti che può essere rivitalizzato il teatro cittadino, la cui rilevanza ben potrebbe sfruttarsi quale volano di sviluppo economico territoriale e asset di attrazione di visitatori”. Cosi il docente universitario Mario Tocci che ritorna su una delle più importanti strutture culturali della Sardegna che merita, com’è palese, un rilancio e un utilizzo di alto profilo utile a richiamare importanti flussi turistici.

“La stagione teatrale, ormai quasi conclusa, non è stata infatti sufficientemente pubblicizzata (come avvenuto anche negli scorsi anni) e ciò ne ha ridotto in modo notevole la fruibilità”. È quanto ha dichiarato Mario Tocci docente di legislazione dei beni culturali nel Dipartimento di Storia dell’Università di Sassari nonché esponente del coordinamento di Forza Italia Alghero.

“Le più elementari nozioni di management culturale” insegnano – soggiunge Tocci – “che l’organizzazione di qualsivoglia kermesse non può prescindere, a meno di un’inesorabile vanificazione, da un’efficace e massiva campagna comunicativa”. E chiude il prof. Tocci. “La Fondazione Alghero” – conclude il giurista – “avrebbe dovuto maggiormente curare il momento divulgativo”.

Nella foto il professor Mario Tocci

S.I.

Arginare il disagio? Progetto di Montis

ALGHERO – “Ho avuto modo, recentemente, di apprezzare le parole pubblicate su stampa dell’amico Francesco Marinaro che, a seguito della triste vicenda legata alla morte di un nostro giovane concittadino, ha voluto offrire a tutti noi la propria riflessione che condivido a pieno”. E’ il vice-coordinatore algherese dei Riformatori Sardi, Andrea Montis, a rendere maggiormente tangibili le parole dell’avvocato Francesco Marinaro e tradurle in un progetto artistico pratico che, salvo intoppi e scelte contrarie a quanto viene sbandierato da tutti, sarà realizzato nei prossimi mesi.

“Trovo abbia profondamente ragione quando asserisce che “la politica non può girarsi dall’altra parte e continuare a non guardare la crisi che la nostra città sta attraversando sul piano sociale. Per reagire deve imporre a se stessa nuovi modelli comportamentali che possano concorrere a offrire input positivi, capaci di ingenerare, soprattutto tra i giovani, l’aspettativa di una vita più “umana”, ispirata all’amicizia e al servizio disinteressato, svincolata da ogni forma di violenza, sia pure solo verbale e di disdicevole egotismo” ed è per questo che mi sento in dovere di proporre qualcosa per concretizzare le parole di Francesco qualcosa  che vada oltre le facili strumentalizzazioni di certa stampa pronta a letture meramente fantasiose e distorsive di quanto effettivamente voluto esprimere“.

“La recente triste vicenda credo possa servire, quale fattore negativo, affinchè se ne generino di positivi per far si che i nostri giovani trovino punti d’incontro, d’unione e di comunione sociale e culturale fattiva utile a realizzare dei progetti perfino di richiamo turistico e lustro per il nostro territorio”.

“Mi viene in mente il paese che mi ha dato i natali (San Gavino Monreale) dove a seguito della morte di un giovane ragazzo gli amici si son riuniti nel suo ricordo dando vita ad un movimento (autofinanziato) di arte muraria e di riqualificazione urbana, divenuto presto tra i piu’ importanti in Italia, con oltre 40 murales realizzati dalle firme piu’ prestigiose del mondo tra cui il Sangavinese, appunto, Giorgio Casu”

“Da queste idee credo si debba ripartire e per questo assieme ad un gruppo di amici, associazioni algheresi e operatori culturali locali farò tutto quanto possibile affinchè progetti simili possano prender piede anche nella città di Alghero, invitando chi, come gli amici San Gavinesi raccontando la propria esperienza, possano stimolare i nostri giovani a generare nuove speranze e creare qualcosa di tangibile per Alghero”.

Nella foto Andrea Montis dei Riformatori Sardi

S.I.

Alvau omaggio Antonio Ballero

ALGHERO – Venerdì 8 marzo, alle ore 19,00, presso la biblioteca dell’Obra Cultural, in via Ardoino n. 44, Pier Luigi Alvau omaggerà con un reading poetico la memoria di Antonio Ballero de Candia a dieci anni dalla sua morte.

Il recital sarà preceduto da un intervento di Carlo Sechi che traccerà il profilo di uno dei più indiscussi ed eclettici intellettuali algheresi del Novecento. Pier Luigi Alvau ha scelto con particolare cura le poesie che andrà ad interpretare, dalle quali emerge e sarà rimarcata l’altissima qualità poetico-letteraria di Antonio Ballero de Candia, a cui soltanto pochissimi si sono accostati. L’appuntamento è quindi per venerdì 8 marzo, alle ore 19,00, presso la biblioteca dell’Obra Cultural, in via Ardoino n. 44, adiacente la piazza del Teatro.

Nella foto Antonio Ballero

S.I.

Nota biografica:
Dieci anni fa, il 6 marzo 2009, moriva Antonio Ballero de Candia, indiscusso intellettuale, letterato e poeta di altissimo valore, dal quale hanno tratto insegnamenti e cercato di emularne le qualità altrettanti intellettuali e studiosi algheresi anche (e non a caso) più anziani di lui.

Poeta di squisita raffinatezza e di attenta analisi dell’intimo umano, nonché di descrittiva e realistica immagine della sua città, senza mai scadere nella visione folklorica purtroppo molto presente in altri poeti o presunti tali del secondo Novecento algherese, eccettuati rari casi (“los tres Rafels”: Catardi, Sari sr., Caria ed il vivente A. Coronzu).

Nel 1961 pubblicò “Alghero, cara de roses”, una vera e propria antologia storica, poetica, artistica, antropologica e socio-economica della realtà algherese e del suo territorio nel corso dei secoli fino agli albori degli anni ’60 del XX secolo, con interventi di diversi studiosi dei settori specifici coordinati con la sapiente, oculata ed erudita capacità che hanno fatto di Antonio Ballero de Candia una figura sempre all’avanguardia nei tempi e nella cultura, proprio grazie alla profonda conoscenza del passato ritmato dalla storia ed arricchito dalla cronaca.

Negli anni successivi alla pubblicazione di “Cara de roses” c’è stato qualche tentativo da parte di altri di emulare quella ben riuscita opera culturale, ben trasformata in fatica editoriale. Ma vuoi le impostazioni troppo maldestramente evocative l’opera di Ballero, vuoi una serie di fattori che non potevano competere con l’originalità culturale ed artistica, nonché letteraria, poetica e linguistica di Antonio Ballero, fecero in modo che “Alghero, cara de roses” rimanesse ed ancora rimane l’opera che nel Novecento diede un’immagine completa dell’identità di Alghero.

Per celebrare dunque la figura di Antonio Ballero de Candia – autore peraltro di altre pubblicazioni soprattutto di natura poetica e di numerosi interventi in prestigiose riviste e quotidiani, nonché avvocato di professione – l’Obra Cultural e Alguer Cultura organizzano una conferenza con recital che si terrà il prossimo venerdì 8 marzo, alle ore 19,00, presso la sede dell’Obra Cultural in via Arduino, adiacente piazza del Teatro.

Dopo un saluto del Presidente dell’Obra prof. Giuseppe Tilloca, il dott. Carlo Sechi illustrerà la figura e l’opera di Antonio Ballero.

Concluderà Pier Luigi Alvau con un reading di poesie scelte da lui stesso che testimonieranno la reale capacità e padronanza artistico-letteraria che Antonio Ballero de Candia ha saputo esprimere e che ancora oggi è di estrema attualità.


Maura l’indovina, libro della Derriu


ALGHERO – Inserito nelle manifestazioni del Cap d’Any di Alghero, venerdì 21 dicembre dalle ore 17,30 nella sala conferenze de Lo Quarter ,  a cura dell’Associazione Tholos, verrà presentato il libro di Alessandra Derriu, “Maura l’indovina di Orotelli, Streghe nella Sardegna del ‘700(Nemapress edizioni).

Dopo i saluti istituzionali, ne parleranno insieme all’Autrice il Sindaco di Orotelli, Nannino Marteddu e la critica letteraria ed editora Neria De Giovanni. Testimonianza dello scrittore Massimiliano Fois.

Alessandra Derriu, archivista dell’Archivio diocesano di Alghero-Bosa, illustrerà la sua ricerca che le ha permesso di scoprire la storia di Maura nelle carte processuali del Tribunale Ecclesiastico di Alghero.

La vicenda umana di Maura si svolge ad Orotelli, paese ai bordi della catena del Marghine, sull’altopiano granitico di sa Serra, dove sorge un parco naturale ricco di testimonianze preistoriche,un centro di duemila abitanti della Barbagia di Ollolai, che fa parte dei borghi autentici d’Italia, conosciuto per la produzione di grano di ottima qualità, di manufatti in pelle e pietra e antiche tradizioni, come la famosa maschera dei Thurpos (ciechi), portata da uomini che indossano un cappotto in orbace nero con cappuccio.

Come ha scritto la giornalista Irene Bosu, membro della “Fondazione Salvatore Cambosu” di Orotelli: “Succede che dalla polvere dell’Archivio diocesano di Alghero emerge una storia realmente accaduta, una vicenda giudiziaria e umana che ci racconta un tesoro di credenze e di devozioni trasmesse per secoli, mai scritte. L’archivista Alessandra Derriu si è imbattuta negli atti di un processo che dal lontano 1735 illustrava la vicenda di Maura Galloni, processata come strega indovina di Orotelli, dal tribunale della Santa Inquisizione. Grazie a questo studio la comunità di Orotelli ricorda il destino di tante donne, di quelle janas, fate buone, magari un po’ strane e considerate cattive, pazze. Alessandra ridà voce e sentimento a Maura.”

Nella foto un immagine di donne ad Orotelli

S.I.

Eventi e arte, modello Pittsburgh

ALGHERO – Arti, eventi e finanza possono cambiare volto a comunità e cittadini? E’la traccia che seguirà il seminario dal titolo “Il trust culturale e l’industria del futuro: la Pittsburgh di McMahone le nuove città-distretto” ospitato ad Alghero il prossimo 30 novembre alle ore 16,30 presso il Complesso Santa Chiara, Bastioni Marco Polo n. 77 L’evento, promosso dall’Università di Sassari, da Impaginato Quotidiano e dall’associazione CRST, con il patrocinio dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, prevede la partecipazione di Kevin McMahon, Ceo del Pittsburgh Cultural Trust.

McMahon è responsabile della gestione esecutiva e delle strutture del Trust, tra cui The Benedum Center for the Performing Arts, Byham Theatre, Harris Theatre, O’Reilly Theatre, Theatre Square, tra cui un Cabaret Theatre, Wood Street Galleries, SPACE, 707-709 Penn Galleries e il Trust Arts Education Center, tra i vari altri luoghi d’arte. Il Trust, fondato nel 1984, promuove la crescita culturale ed economica del centro di Pittsburgh attraverso lo sviluppo di un centro di arte e divertimento di quattordici isolati nel centro cittadino, appunto il distretto culturale, animato da duemila eventi annuali che attraggono due milioni di persone.

Jack Heinze il suo staff, fondatori del Trust, sono stati all’avanguardia 30 anni fa nell’uso delle arti come strumento economico per rivitalizzare Downtown. Una pratica oggi di routine, ma non negli anni ’80 quando Pittsburgh era in piena fase finale post industria siderurgica, con uno spopolamento costante. L‘eccellenza dell’esperienza del Trust Culturale raccontata in tutte le sue forme, quindi, come occasione di crescita per poi coglierne gli spunti applicabili in contesti a noi vicini, come le realtà italiane. Gli ultimi dati relativi proprio alla Sardegna, rivelano che l’andamento negativo del Pil regionale è stato frutto della flessione di due suoi importanti componenti come i consumi finali e gli investimenti.

Per cui la lectio di McMahon si svilupperà con in primo piano l’esempio virtuoso rappresentato dalle policies condotte all’interno del Pittsburgh Cultural Trust, passando per le sue applicazioni concrete che portano benefici (intrinsechi ed estrinsechi) a comunità e agglomerati urbani. Spazio poi al risultato nel breve-medio periodo relativo al miglioramento dei servizi, dell’urbanizzazione, della qualità della vita, per arrivare al risultato nel medio-lungo periodo, con l’investimento nel settore culturale che crea pil, nuovi posti di lavoro e un ripopolamento conseguenziale a quelle scelte.

Il programma prevede il saluto di Massimo Carpinelli, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Sassari; l’introduzione della Prof.ssa Paola Pittaluga, Direttore del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Sassari; del Dott. Gavino Sini, Presidente della Camera di Commercio della provincia di Sassari; della Dott.ssa Paola Del Fabro, Responsabile Finanza d’Impresa Banco di Sardegna quindi la Lectio di Kevin McMahon, Ceo Pittsburgh Cultural Trust.

Nella foto Pittsburgh

S.I.

Letture a Villa Edera, ultima serata

ALGHERO – Venerdì 31 agosto con inizio alle ore 19,30 nel parco di Villa Edera in via De Biase 21, avrà luogo l’ultimo appuntamento delle “Letture d’estate a Villa Edera”, rassegna di incontri con autori a cura di Neria De Giovanni e della Nemapress Edizioni. Marco Balbina, scrittore algherese, presenta il suo romanzo “Nessuna come lei” (collana Narrativa, Nemapress) al quale ha lavorato per molti anni. La vicenda si svolge ad Alghero e la città catalana è descritta minuziosamente con gli occhi del protagonista che vi abita dopo aver lasciato l’impiego alla Petrolchimica di Porto Torres. Ma la vicenda di Tista, a ritroso, ci conduce nella Cagliari degli Anni Settanta, tra scontri ideologici, entusiasmi calcistici per la squadra di Gigi Riva, femminismo ed echi del terrorismo degli anni di piombo. Il romanzo di Marco Balbina costringe il lettore a fare i conti con il proprio recente passato e seguendo la vita del suo protagonista, affronta anche temi intimi, come il rapporto con le donne e l’amore, con un finale che si tinge di giallo.A dialogare con Marco Balbina, oltre a Neria De Giovanni, sarà Marisa Castellini, vicepresidente della Rete delle donne di Alghero.

Il secondo protagonista della serata a Villa Edera, sarà il poeta genovese Raffaele Ciminelli con la sua ultima silloge “Insolitudine” (Collana Poesia, Nemapress, 2018) illustrata da Neria De Giovanni con letture da parte dello stesso autore. Ciminelli vive a Roma ma, innamorato della Sardegna, da molti anni passa le sue estati a Castelsardo. Nel libro, come ricorda il critico Plinio Perilli nella profonda prefazione: “Dipingendo, poetando infinitamente la sua (e nostra) finitezza, Raffaele Ciminelli trova nuances prodigiose di acquerelli chiari e tempere cupe, olii smaglianti ma anche terre bruciate, e stagioni dell’erba, e fiori, e piante, collegate a riti perfetti, e liturgie segrete, incantamenti o spaesamenti di Madre Natura. Struggente è qui appunto lo specchio, la pratica del giardino come laico vangelo o parabola quotidiana; in cui tutto, anche una foglia sfinita ha l’importanza e la pregnanza d’una fatidica legge universale”. Proprio per questo suo guardare alla bellezza del creato, le poesie di “Insolitudine” di Raffaele Ciminelli trovano collocazione ideale nei giardini di Villa Edera, dove la serata si concluderà con il consueto brindisi.

Nella foto un recente incontro a Villa Edera nell’occasione della collaborazione col Versatile

S.I.