Street photo fest ad Alghero |video

ALGHERO – Dai giurati agli ospiti, passando per i collettivi e i concorrenti del contest: Alghero sarà la casa di alcuni dei più importanti interpreti contemporanei al mondo di street photography. Dal 25 al 27 maggio la Riviera del corallo, nella Sardegna nordoccidentale, ospiterà il Festival internazionale della fotografia di strada e d’autore. È l’atto conclusivo di Alghero Street Photography Awards, contest cui hanno preso parte oltre 4mila autori provenienti da più di 50 Paesi sparsi per il pianeta e divisi in cinque categorie: fotografia di strada, ritratto di strada, fotografia di viaggio, fotografia documentaria, progetto e ricerca personale e una speciale categoria dedicata al racconto dell’isola.

Officine di Idee, l’associazione algherese che ha messo in moto l’organizzazione di ASPA18, punta a farne un appuntamento fisso, per appassionati e addetti ai lavori. Un’occasione, un momento e un luogo – il festival, la primavera e Alghero, al centro del Mediterraneo – per discutere di fotografia, di comunicazione, di reale, di arte, di cultura e di nuovi linguaggi in grado di mettere in connessione mondi che spesso, al contrario della fotografia di strada, si specchiano ma non si riconoscono fino in fondo. Grazie alla partnership di Fujifilm, al sostegno di Fondazione di Sardegna, al supporto di Comune di Alghero e Fondazione Meta Alghero e alla collaborazione di altri partner privati, la prima edizione di Alghero Street Photography Awards sarà animata da mostre, esposizioni, incontri, performance, workshop e letture con vere e proprie star della fotografia di strada mondiale.

Tra gli ospiti d’onore ci sono anzitutto i giurati che hanno selezionato i finalisti del contest di cui sabato si proclamerà il vincitore. David Gibson é nato nel 1957 a Ilford, Regno Unito, dove è nata la pellicola. Studi e lavoro da assistente sociale, all’inizio la suo fotografia riguardava anziani, bambini e disabili. La svolta nel 2000 con l’adesione al nascente collettivo In-Public. Scatta foto di strada da oltre 25 anni, è pubblicato ed esposto in numerosi contesti. Ha tenuto workshop a Londra, Beirut, Singapore, Varsavia, Amsterdam, Stoccolma, Bangkok, Atene. È autore di Street Photography. Manuale del fotografo di strada, best-seller di Thames&Hudson del 2014, tradotto in 7 lingue. Ha giudicato le opere della categoria Fotografia di strada.

Massimo Mastrolillo è di Torino, vive a Roma. Laureato all’Istituto europeo di Design di Roma. I suoi documentari a lungo termine testimoniano le conseguenze di guerre e disastri naturali e le loro ripercussioni sociali. Tra i suoi progetti più importanti Mozambique a nation balanced between poverty and dream, Indonesia: just another day, White murder, Bosnia and Herzegovina: if chaos awakens the madness, Life after zero hour and Aliqual. Pubblicato in numerosi giornali internazionali, ha partecipato a molte mostre e ha vinto premi come World Press Photo, Picture of the year international e Sony World Photography Awards. Ha giudicato le opere della categoria Documentario.

Gianluca Colla, fotografo e videomaker, racconta storie fotografiche avvincenti, dando enfasi a piccole e sconosciute vicende con immagini di forte impatto. È stato nelle più desolate aree del mondo e ha partecipato a spedizioni in Amazzonia, Antartico, il circolo Artico, India, Costa Rica e Islanda. È membro della National Geographic Creative, è stato pubblicato dalle riviste più prestigiose, i suoi clienti sono grosse agenzie pubblicitarie, organizzazioni non-profit e riviste. È un Fujifilm X-Photographer, brand ambassador per le fotocamere e obbiettivi X-Series Fuji. Tiene lezioni di reportage all’European Institute of Design. Ha giudicato le opere della categoria Fotografia di viaggio.

Augusto Pieroni, storico e critico di arte contemporanea, curatore e saggista. Già docente di Storia della fotografia all’Università di Roma La Sapienza e all’Università della Tuscia di Viterbo, insegna Arti Visive e Progetto Creativo Personale alla Scuola Romana di Fotografia, Analisi Critica e Costruzione del Portfolio alle Officine Fotografiche e Storia della Fotografia allo IED Moda e la RUFA. È autore di Leggere la fotografia e altri libri. L’ultimo si intitola Portfolio! Costruzione e lettura delle sequenze fotografiche. Suoi articoli si trovano su riviste come Aperture, HotShoe, Eyemazing, Muse, Around Photography e FotoCult. Ha giudicato le opere della categoria Progetto e ricerca personale.

Salvatore Matarazzo, viareggino, esegue ritratti espressivi, descrive manie e ossessioni contemporanee. Inizia come fotoreporter al Tirreno e per agenzie. Attirato da vita di strada e spazi pubblici, usa il flash in modo istintivo, non convenzionale. Nel 2012 lascia il fotogiornalismo e si dedica alla street photography come forma espressiva incondizionata. Ha pubblicato nelle migliori riviste. Nel 2013 aderisce al collettivo Elephant Gun. Nel 2014 dedica il suo primo libro, Carnival, a Viareggio. È stato finalista al Miami Street Photography Festival. Col progetto Darwin is Street è arrivato terzo al TIFA, esposto al Pasa Futura Festival di Suwon, Sud Corea. È nel collettivo Full Frontal Flash. Ha giudicato le opere della categoria Ritratto di strada.

Uno dei protagonisti del Festival internazionale della fotografia di strada e d’autore sarà senz’altro Ziyah Gafic. Nato a Sarajevo, 38 anni, laureato in Letteratura comparata a Sarajevo, dal 1999 viaggia e copre fotograficamente i maggiori eventi in più di quaranta Paesi. Il suo lavoro è stato esposto in importati gallerie e festival come Visa pour l’Image a Perpignan, Rencontres d’Arles e Fovea Editions a New York. Ha vinto il World Press Photo, il Photo District News Award e il Kodak Award for Young Reporters at Visa pour l’Image. Con Brevi storie da società complicate l’obiettivo di Gafic cattura la calma e la determinazione delle persone che cercano di portare avanti la loro vita nonostante situazioni di crisi o conflitto. La ristretta selezione di foto, focalizzata sul doppio binario tematico della fede e dell’infanzia, suggerisce una nuova e fresca riflessione sulla complessità del contemporaneo vissuta come risorsa e non come ostacolo.

Alghero ospiterà in anteprima europea Rauschen, installazione multimediale di Christian Reister, fotografo tedesco, già ospite di diversi festival internazionali come il Photofestival di Arles, in Francia, e Fotografia Europea a Reggio Emilia. Arriva da Mykolayiv, in Ucraina, e ha appena 27 anni Sergey Melnitchenko. Membro di Upha – Ukrainian Photographic Alternative. Il suo lavoro racconta il periodo in cui ha vissuto in un night club cinese. Molto più interessante del palco, la vita dietro le quinte mescola sesso e desolazione, avventura e redenzione. Tornano spesso e volentieri in Sardegna quelli del Boski Collective, collettivo polacco attivo dal 2014. I suoi componenti agiscono in numero multiplo, mai definito. Credono nel concetto di collettività e di opera condivisa. Come suggerito dal loro stesso nome – boski in polacco significa divino – indagano il concetto del divino declinato nelle piccole cose quotidiane suggerendo la riscoperta della meraviglia nei gesti più semplici, percependo la vita come una sorta di continua epifania.

Straordinaria anche la presenza di collettivi che hanno detto sì alla prima edizione di ASPA, che per Alghero sarà una grandissima vetrina. Un-Posed è nato nel 2011 ed è composto da fotografi specializzati in street photography intesa come una forma non posata di documentazione. Il genere rivela i simboli e gli aneddoti nascosti nella vita di tutti i giorni, che generalmente passano inosservati. Berlin1020 è un collettivo di sei street photographer berlinesi con base a Berlino. In un mondo appesantito da un costante diluvio di immagini usa e getta, Burn my Eye cerca di fornire una considerazione fotografica riflessiva e informata sulle circostanze, un modo per vedere la superficialità e la pretesa del passato, per bruciare l’impiallacciatura della società e vedere veramente. Il collettivo Bulb è composto da artisti attivi nella fotografia urbana e rurale con un taglio espressivo delle immagini altamente estetico e poetico. Condividono la stessa visione ma non lo stesso punto di vista, il che da la giusta polifonia al loro scopo estremamente ambizioso di coprire tutti gli aspetti del neorealismo balcanico e creare immagini iconiche, nella metamorfosi e nell’interpretazione di tutti gli aspetti della vita in questa parte del mondo altamente contraddittoria e affascinante. InQuadra è un collettivo fotografico fondato nel 2014 e focalizzato principalmente sulla fotografia di strada, anche se lo scorso anno ha deciso di allargare il proprio “campo visivo” e aprirsi anche ad altri stili fotografici, lasciando i membri liberi di esprimersi attraverso qualsiasi altro genere fotografico. InQuadra è attualmente composto da nove fotografi residenti in Italia, nel Regno Unito, in Belgio e in Norvegia. SPontanea è un collettivo di fotografi italiani dedicato alla street photography, nato nel 2013. SPontanea è la convergenza di diversi stili e visioni. SPontanea è anche promozione di progetti, temi e idee sulla Street Photography, sia all’interno del collettivo sia nel più ampio panorama fotografico italiano. In-Public è nato nel 2000 per fornire una casa ai fotografi di Street, collettivo non commerciale, continua a esplorare le possibilità di questo settore. Tutti i fotografi del collettivo coltivano la capacità di vedere l’inusuale nella vita di ogni giorno e catturare il momento. Chiude Full Frontal Flash, collettivo internazionale che concentra la sua ricerca sull’uso del flash nella fotografia di strada.

Nella foto e video Gianni Marti e Marcello Perino dell’associazione che ha organizzato Aspa

S.I.

Alghero, mostra Giro d’Italia

ALGHERO – A un anno dalla Grande Partenza del 100° Giro d’Italia, Alghero mostra le più belle foto scattate dai suoi cittadini. Installazioni sulle strade, mostre, le ortensie nel cielo, gli orizzonti rosa colorati sul mare. Ideata da Giorgio Donini, fortemente voluta dall’Amministrazione comunale col Sindaco in testa, realizzata grazie al prezioso contributo degli studenti del Liceo Artistico di Alghero con cui si consolida un rapporto privilegiato negli allestimenti urbani, la mostra è realizzata dalla Fondazione Alghero in uno dei luoghi simbolo della città per popolarità e frequentazione, il Mercato Civico di via Sassari.

300 gli scatti che andranno ad impreziosire i banchi del pesce e quelli colorati della frutta, in un percorso d’immagini unico che evoca i momenti più belli di un’esperienza che rimarrà nella storia della città. “Ognuno ha fatto qualcosa di originale, ha abbellito la città, l’ha impreziosita, colorata. Un amore straordinario e contagioso, che tutti hanno notato, apprezzato, valorizzato e raccontato. È la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini che consegnano una città più ricca, capace di stupire il mondo.

Uno spirito che rimane e si fortifica, una grande palestra di coesione sociale che si è cementata anche dopo il Giro per continuare a rendere insieme all’Amministrazione, armoniosa e decorosa, pulita e ben curata la nostra Città di Alghero” recita il pannello esplicativo Ri-Giro 100+1. L’inaugurazione è prevista per la giornata di sabato 12 maggio (ore 10.45).

Nella foto l’allestimento della mostra

S.I.

Street photo, festival ad Alghero

ALGHERO – Dal 25 al 27 maggio la Riviera del corallo, nell’estremità nord occidentale della Sardegna, farà da suggestivo scenario alla prima edizione di Alghero Street Photography Awards, un festival internazionale dedicato alla fotografia di strada autoriale. Nel cuore del Mediterraneo, in Sardegna, l’unica città italiana di cultura, identità e lingua catalana sarà per tre giorni il luogo in cui si incontreranno addetti ai lavori e appassionati di un’arte resa sempre più democratica dalla tecnologia. Nel bene e nel male l’immagine, la sua potenza espressiva e la sua immediata capacità di “dire” ha preso il sopravvento sugli altri linguaggi comunicativi, soprattutto nelle arene virtuali, e questo sta trasformando il mondo della fotografia e l’approccio di moltissime persone a quest’arte, la cui diffusione è inarrestabile ma paradossalmente rischia di negare il valore e l’importanza del lavoro autoriale. Invece è proprio su quello che si concentrerà Aspa 2018, organizzato dall’associazione algherese Officine di Idee proprio per raccontare il mordo attraverso lo sguardo affinato e sensibile di chi fa della fotografia un’esperienza artistica, uno strumento di riflessione critica sulla realtà.

Alghero Street Photography Awards è esattamente questo: il mondo raccontato dalle vie, dalle piazze, da dietro i palazzi, in fondo a un prato di periferia. Una realtà narrata attraverso storie ai margini, dal bordo di una strada a senso unico, dove scorre tutto, dal centro agli estremi, dal potere globale ai luoghi in cui trovano casa le povertà più estreme, materiali e non solo. Comunità dimenticate, raccontate attraverso i loro sguardi, i loro frammenti, con l’occhio avvezzo, quasi clinico, di chi in quei posti c’è stato, e ha visto la gioia e l’inquietudine di mondi lontani ma comuni, resi tali dalla distanza dal centro. Perché si può essere periferia anche nel cuore di una grande città e si può essere centrali anche ai margini del Mediterraneo, in Sardegna, nella Riviera del corallo, ad Alghero, luogo in cui si incontrano idealmente – e dibattono, in un certo senso – le migliaia di autori che hanno già partecipato ad Aspa 2018, che è stato prima di tutto un contest.

L’esito della sfida lanciata da Alghero sarà al centro della programmazione del festival internazionale della fotografia di strada che si terrà a fine mese. Durante tre giorni di mostre, performance, riflessioni, esibizioni ed eventi collaterali – senza trascurare la possibilità di visitare i numerosissimi siti di interesse artistico, culturale e naturalistico che Alghero può offrire in qualsiasi stagione dell’anno, per non parlare delle peculiarità di un’enogastronomia fortemente basata sulle eccellenze produttive locali – i vincitori saranno proclamati e premiati, e la città si farà teatro di incontri straordinari, di eventi unici. Sicuramente a livello regionale, quasi certamente a livello nazionale, probabilmente anche in ambito internazionale. A poche settimane da quell’appuntamento, il cui programma sarà ufficializzato nei prossimi giorni, si può già dire che Aspa 2018 ha già fatto centro. Migliaia di opere provenienti da 52 Paesi sparsi per il mondo, cinque categorie, altrettanti giudici di assoluto livello nel panorama internazionale: evidentemente la domanda che Aspa 2018 ha posto era legittima, il dubbio che ha sollevato era fondato. La selezione è ormai completata, ogni giurato ha scelto la propria cinquina in vista del rush finale. I nomi dei partecipanti sono ancora top secret, ma se può bastare per spiegare l’exploit di una manifestazione appena nata, tra loro ci sono i vincitori di premi come Sony World Photography Awards, World Press Photo, Moscow International Foto Award, Tokyo Photo Awards e Street Photography Awards.

La Sardegna negli ultimi anni ha investito molto nella fotografia. L’idea di un contest ad Alghero nasce per ampliare l’offerta di realtà ormai consolidate, nate per promuovere e dare visibilità a giovani talenti e a fotografi affermati. Alghero Street Photography Awards è pensato e organizzato da Officine di Idee, associazione di appassionati algheresi, sparsi tra la loro città e altri luoghi ma uniti da due comuni obiettivi: fare di Alghero la sede di un evento di portata internazionale dedicato alla fotografia di strada, anzitutto, e poi stimolare il dibattito sul rapporto tra foto e realtà, tra immagine e reale, tra ciò che è e ciò che si vuol vedere. Perché in fondo la street photography è esattamente una via di mezzo, è il rischio di ritrovarsi di fronte a ciò che di solito si evita di guardare. E fare un contest, almeno in questo caso, significa prendersi una responsabilità verso la realtà. La scelta di investire sul tema della strada in tutte le sue declinazioni possibili, dando soprattutto spazio alle storie fotografiche, non delimita il raggio, ma lo amplia.

Nel prossimo fine settimana, in occasione della tappa algherese di Monumenti Aperti, tre delle antiche torri che si trovano lungo il perimetro dell’antica città murata ospiteranno una ricca anteprima del festival, che annovera tra i suoi partner Comune di Alghero, Fondazione Meta Alghero, Fondazione di Sardegna e Fuji. Il 12 e il 13 maggio alla Torre di Porta Terra, alla Torre di San Giovanni e alla Torre di Sulis apriranno i battenti le mostre, rispettivamente, di Salvatore Ligios, Luca Spano e Pierluigi Dessì.

Torre di Porta Terra _ Salvatore Ligios _ Làcanas. Gl’incerti confini

Salvatore Ligios è nato a Villanova Monteleone, nella provincia di Sassari, nel 1949. È stato docente di Storia della fotografia all’Accademia di Belle Arti di Sassari. Tra il 2000 e il 2008 è stato direttore del museo Su Palatu, ora attivo come associazione culturale. Ha esposto in Italia e all’estero e ha pubblicato oltre quaranta libri fotografici.

Il lavoro fotografico di Salvatore Ligios si concentra su alcuni elementi caratteristici della retorica paesaggistica, andando a minarne la staticità e immutabilità. Il suo obiettivo si concentra su un paesaggio instabile, senza riferimenti precisi e assoluti, che riflette un’indeterminatezza culturale tipica del passaggio tra i due millenni. Un paesaggio incerto e invisibile, in una certa misura, perché non gratificato dalla cura dello sguardo. In una formula asciutta e contemplativa, questo resoconto fotografico diventa il racconto critico dell’invasione dell’orizzonte, la sottomissione di una terra a un invasore culturale, la svendita dei sogni e dei bisogni.

Riflettere sulle trasformazioni che hanno interessato il paesaggio contemporaneo, coglierne le implicazioni sociali ed esistenziali significa prendere atto di un fenomeno culturale di notevole complessità. I due termini di luogo e identità non sono tra loro semplicemente addizionati, ma necessari l’uno all’altro fino a farli coincidere. È una sfida articolata, politicamente schierata, ma soprattutto è un percorso di responsabilità, questa ricerca che diventa il tentativo di trovare una cifra, una struttura per ogni singola immagine. E dentro ogni singola immagine, un’intera regione.

Torre di San Giovanni _ Luca Spano _ Blood shift

Luca Spano è del 1982. È nato a Cagliari. Laureato in Scienze della comunicazione alla Sapienza di Roma, continua i suoi studi a Londra, dove prende un MA in Fotografia al London College of Communication e un MFA alla Cornell University. Cura diversi eventi di fotografia come Menotrentuno International Photographic Festival in Sardegna. Manager dell’agenzia fotografica OnOff Picture a Roma.

Il suo progetto esplora il paesaggio sottomarino della Sardegna usando il confine creato dalla mancanza di visibilità nella profondità delle acque. Questo diventa una metafora del concetto di rappresentazione fotografica. La ricerca riguarda le distese marine che nascondono immagini che i nostri occhi non possono vedere, dove il mezzo fotografico non può tracciare contorni nitidi, lasciando spazio all’incertezza del vuoto. Sotto la superficie dell’acqua, in questo ambiente indefinito senza chiare coordinate, la percezione dell’infinito diventa il soggetto principale, una sorta di pieno/vuoto che circonda il fotografo e l’atto stesso del fotografare. Questo soggetto svela i confini strumentali della fotografia, dove la rappresentazione fotografica perde la sua veridicità, lasciando spazio a qualcosa di presumibile, ma che non si può possedere. A livello intimo, questo corpo di lavoro si riferisce anche alla riflessione esistenziale sulla conoscenza umana: il vuoto, oltre l’orizzonte di un’isola, diventa una riflessione sulla nostra relazione con il conoscibile. Spano ha sviluppato il progetto usando la tecnica dell’apnea, quindi trattenendo il respiro. Questa disciplina gli ha permesso di sentire le intense sensazioni dell’acqua profonda direttamente sul suo corpo.

Torre di Sulis _ Pierluigi Dessì _ Confini invisibili

Pierluigi Dessì è nato a Cagliari nel 1964. Si specializza in fotografia pubblicitaria alla Scuola superiore di comunicazione Ied di Cagliari, dove poi torna come docente di Tecniche di ripresa fotografica e tecnica di stampa. Attualmente fa parte del direttivo di In/Arch Sardegna.

La ricerca fotografica di Pierluigi Dessì si concentra sulla grande tradizione paesaggistica italiana, riprendendone alcuni aspetti chiave soprattutto dal punto di vista antropologico. Il suo obiettivo si concentra sulla sua zona di origine e di vita, indagato nelle derive periferiche e nelle smagliature urbane che a volte prendono declinazioni desolanti.

Il suo lavoro fotografico si muove in equilibrio sul concetto di confine, inteso nel suo senso ampio e problematico, soglia come orizzonte degli eventi in continuo divenire, urbano e antropologico. Dessì fotografa una regione incompiuta, abbandonata a se stessa, spesso raccontata per stereotipi e ancor più spesso fraintesa dai suoi stessi abitanti, che accoglie nel suo ormai famoso “non finito” anche se lui, con ironia, sa declinarlo ben oltre le tracce urbanistiche e con un tocco lo plasma ad abbraccio esistenziale: siamo non finiti. E forse va bene così, perché possiamo continuare a evolvere. E mentre fotografa quel che c’è, con questa resa di umiltà e costante curiosità finisce per registrare un accumulo di tracce che sono poi il senso dei giorni, l’indagine infinita, il pungolo del mattino, la poesia della sera.

Nella foto uno scatto di Dessì

S.I.

Mostra “Di madre in madre”

ALGHERO – Curata dalla Fondazione Alghero in collaborazione con il Centro Commerciale Naturale Al Centro Storico, inaugura sabato 12 Maggio alle ore 18.00 nelle sale espositive della Fondazione Alghero, la mostra multimediale itinerante della fotografa Anna Marceddu dal titolo Di Madre in Madre. Una galleria di immagini che catturano la trasmissione di pratiche e saperi appartenenti a un tempo ormai passato, ma che ancora sopravvive nella maestria di donne che hanno attraversato il ‘900.

Una mostra fotografica che propone spunti di riflessione e coinvolge, in una sintesi narrativa, il grande pubblico isolano e mediterraneo che affonda le proprie radici nel culto della Dea Madre. Un dialogo tra archeologia, antropologia e fotografia che intreccia i diversi aspetti della figura femminile. Scatti che coinvolgono l’osservatore suscitando emozioni e interrogativi sulla rappresentazione culturale della donna e sulla eredità di conoscenza che non si è dissolta nel tempo.

Lo studio condotto dalla fotografa Marceddu, con il sostegno della Fondazione Banco di Sardegna, è volto alla rivitalizzazione del mito del matriarcato per gli effetti che esso può ancora produrre, con un forte impatto nel raggiungimento della consapevolezza delle proprie radici culturali e di genere nelle donne e madri di oggi.
Partendo dalla frammentarietà del patrimonio artistico isolano legato al culto della Dea Madre e dell’elemento femminile, la mostra propone un punto di vista nuovo che utilizza la sfera dell’immagine e della comunicazione visiva come strumento di dialogo tra discipline differenti e le rappresentazioni tutt’ora esistenti della donna.

Il Matriarcato è un sistema sociale basato sulla certezza della genitorialità materna, in cui il potere politico-economico è appannaggio della madre più anziana della comunità e, per estensione, alle altre donne. Da qui il concetto di Matrilinearità, che identifica un sistema di discendenza in cui i figli ereditano la posizione sociale e il possesso dei beni dalla madre.

La fotografa Anna Marceddu ha intrapreso una ricerca iconografica di reperti archeologici e storici presenti nei musei sardi, che attestano il culto locale della Dea Madre e la trasmissione della cultura e del potere per via materna, intrecciandoli con ritratti di donne che hanno vissuto, o stanno vivendo, l’essenza del Matriarcato.
Una dimensione che ancora produce effetti sulle storie di vita e sul modo di rappresentarsi delle donne sarde. Un mito che viene esplorato, attraverso l’uso della fotografia, per la capacità che esso ha di mostrare le donne, la vita lavorativa e familiare.

Sguardi che rimandano alla forza e alla durezza della pietra scolpita come simbolo della vita e della generazione. Un fil rouge che unisce presente e passato, tessendo uno stretto rapporto tra la dimensione femminile all’interno della società e la sua rappresentazione. La mostra è visitabile fino al 27 maggio presso le Sale Espositive al II piano de Lo Quarter dal martedì al venerdì dalle ore 17 alle ore 20 mentre il sabato e la domenica dalle ore 10.30 alle ore 12.30 e dalle 17 alle 20.

Nella foto la locandina della mostra

S.I.

Estemporanea pittura: vincitori

ALGHERO – Sono Piermario Laddommata, Antonio Elia, Silvano Caria, Sandro Marchi e Vasco Hadzovic i premiati del concorso di pittura estemporanea dal titolo “La riviera del Corallo – Dal porto turistico al centro storico”, facente parte del più ampio programma Città Creative dell’Unesco nel contesto del progetto europeo CIEVP – PO Marittimo, e andato in scena in occasione dell’Internazional Jazz Day che ha visto la città di Alghero al centro delle iniziative Unesco per la musica.

Nell’occasione la città ha mostrato il fascino dell’artigianato artistico del Corallo rosso agli occhi dei numerosi visitatori presenti. Estemporanea organizzata grazie al prezioso supporto dalla Fondazione Alghero, in collaborazione con JazzAlguer, il festival voluto dall’Amministrazione comunale in corso di svolgimento ad Alghero fino al mese di luglio. Gli artisti erano chiamati a rappresentare, con le loro opere, elementi caratteristici della cultura, dell’economia e della società algherese. La commissione composta dal noto pittore algherese Manlio Masu in qualità di presidente, dalla professoressa universitaria Sonia Borsato e dal direttore della Fondazione Alghero Paolo Sirena, dopo un’attenta e approfondita lettura del regolamento ed a seguito di una accurata disamina delle opere, notata la varietà e la qualità degli elaborati pittorici, ventisette in tutto, ha espresso i giudizi di merito sulle prime cinque opere. Primo classificato Piermario Laddommata “per la composizione e la densità materica che lasciano emergere le figure con umana carnalità”.

Secondo classificato l’acquarello di Antonio Elia “piace per la freschezza e delicatezza del segno ma soprattutto per l’atmosfera che esprime”. Terzo classificato Silvano Caria “per l’idea della stele, per la costruzione verticale della composizione e per la leggerezza della composizione”. Quarto classificato Sandro Marchi “perché è riuscito a rendere l’atmosfera viva e gioiosa di Alghero città turistica rinomata in tutto il mondo”. Quinto classificato Vasco Hadzovic “per il sapore surrealista e per l’invenzione della bella composizione”. In allegato i cinque scatti dei vincitori.

Nella foto il vincitore

S.I.

Cabussò ospita la fotografa Randi

ALGHERO – Terzo e ultimo appuntamento con “Io canto il corpo elettrico – piccola rassegna di potenziamento identitario”. E in questa ultima tappa, Francesca Randi ritorna. Ritorna nello spazio gestito della nuova realtà culturale cittadina, Cabussò (tuffo in catalano-algherese) via Rossini 15, Alghero. I senza nome sarà visitabile fino al 25 febbraio nelle giornate ed orari giovedì, venerdì e sabato dalle ore 17 alle 20.

Con Francesca Randi, come descritto dagli organizzatori, “riappaiono con lei i personaggi della sua personalissima filmografia emotiva. Con un guizzo, un salto, uno strappo sono saltati fuori dai titoli di coda di un film che la Randi gira nella sua mente e diventano reali per noi, tra pelle e pellicola. Si viene come travolti da un deja vu multistrato che rivela la voracità cinefila dell’autrice che però seleziona attentamente di cosa nutrirsi. Sono Animali notturni quelli che abitano questi scatti ma, al contrario dei protagonisti di Tom Ford, qui non ci sono pesantezze borghesi sospese tra lusso e racconti on the road”.

Francesca Randi ha il suo incontro con la fotografia nel 1999. Da allora coltiva una narrazione in che oscilla tra onirico e surreale, perturbante e riflessione esistenziale. Attualmente vive e lavora a Cagliari come fotografa e insegnante di fotografia, collabora con varie gallerie d’arte italiane ed estere.

Nella foto l’immagine promozionale della mostra

S.I.

Musica e letture chiude Mès a Prop

ALGHERO – Cambio radicale di contesto, di linguaggi e, prevedibilmente, di pubblico per l’ultima puntata di “Mès a Prop”, il festival ideato, promosso e organizzato dalla cantante algherese Franca Masu col sostegno del Comune di Alghero, della Fondazione Meta e di alcuni partner privati col proposito di creare momenti di incontro e di confronto, riflessione ed emozione sulla cultura. L’appuntamento è fissato per domani, domenica 3 settembre, alle 20 in piazza Pino Piras. Sarà presentata la graphic novel “Fidati, è amore”, dell’illustratore Daniele Serra, un libro di sole illustrazioni ad acquerello, con un’introduzione a cura dello scrittore e sceneggiatore americano Jeff Mariotte e una cover quote dello scrittore Joe Lansdale. A condurre l’evento sarà Chiara LaFiùt. Sullo sfondo, le musiche di Manlio Miles accompagneranno la conversazione/esibizione di live painting. Anche questo evento è organizzato in collaborazione con Cyrano.

Qualche metro più in là, all’interno del Distretto della creatività di via Simon, “Més a prop” sarà ospite di ResPublica per l’evento finale: dalle 22 alle 24 si terrà il corso guidato all’uso della china e altre tecniche di illustrazione. Protagonista, anche in questo caso, il giovane e talentuoso illustratore sardo Daniele Serra, la cui “performance didattica” sarà accompagnata in sottofondo dalle musiche di Manlio Miles.

Illustratore dalle atmosfere dark e al tempo stesso sognanti, Daniele Serra, 40 anni, collabora con varie case editrici nazionali e internazionali fra le quali DC Comics, Image Comics, PS Publishing, Weird Tales Magazine, Cemetery Dance. Collabora anchecon lo scrittore Marcello Fois, per il quale ha sceneggiato la graphic novel Carne. I suoi lavori sono stati pubblicati in Europa, Australia, Stati Uniti e Giappone. Nel 2012 ha vinto il British Fantasy Award come miglior illustratore dell’anno.

Nella foto il musicista Manlio Miles

S.I.

Arte e musica elettronica, è Versatile

ALGHERO – Ritorna uno degli appuntamenti che, oramai da 6 anni, caratterizza l’estati algheresi: Versatile. Una rassegna di arte e musica elettronica ispirata ad alcuni tra i maggiori festiva europei in particolare il Sonar di Barcellona. Ed è proprio con la capitale catalana che ci fu il battesimo del Versatile quando nel 2011 venne realizzato un incontro tra organizzatori di alcune manifestazioni nei quartieri della metropoli e le realtà sarde. Ma non solo, sempre grazie al progetto Versatile, tramite l’associazione Primigenia, che da anni opera in ambito musicale avendo contribuito a portare Alghero alcuni eventi musicali, è stato fatto un convegno alla Fondazione Meta con l’assessore alla Cultura di Barcellona e il presidente dell’Ente che si occupa di arte. In quell’occasione fu sancito, di fatto, un legame tra Versatile e altra sponda del Mediterraneo. Connessione che negli anni sarà ulteriormente valorizzata.

Anche nel 2017, infatti, Versatile ospite un dj che, seppur nato in Sardegna, vive e lavora a Barcellona dove ha firmato delle uscite musicali per alcune tra le più importanti etichette mondiali e collabora coi più noti management. E’ Matteo Spedicati che suonerà questo venerdi al Riservato Beach Bar. Ma il Versatile prende il via nella giornata di oggi (giovedi 10 agosto). Nel locale Bajada, nel centro storico di Alghero, a due passi dalla Cattedrale, verrà proiettato il il video “Heroes”. Nasce da un’idea di Stefano Idili, deus ex-machina del Versatile, ed è realizzato dal duo a capo di Chili Visual (Luca Ciabatti e Gianfranco Fois). La colonna sonora sarà curata sempre da Idili.

Domani (venerdi) 11 agosto, come detto, appuntamento al Riservato Beach Bar. Oltre a Spedicati, ci saranno in consolle gli astri nascenti sardi, Simone Lindiri e Vincenzo Recupito, entrambi cagliaritani suonano, oramai da anni, nei migliori club dell’Isola. Sabato e domenica appuntamento all’Arcafè con due tra i più noti nomi del clubbing locale Alex Skin (l’algherese Sandrino Schintu), sabato notte dalle 22, e poi, il giorno dopo, Ennio Carusillo, sassarese, noto come “The dream maker” ha fatto ballare generazioni di clubbers. Domenica, all’orario dell’aperitivo spazio ad un altro giovane oramai conferma del panorama dell’elettronica ovvero Amedeo Iz Inglese. Tutte gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito e godono della collaborazione unicamente degli appassionati che, da anni, sostengono la buona musica rispetto all’offerta dozzinale sempre più diffusa.

Nella foto l’Arcafè di Alghero

S.I.

Cinema delle Terre e del Mare

ALGHERO – Una nuova programmazione, con più sezioni, incontri insoliti, colazioni, aperitivi, laboratori, narrazioni, proiezioni, concerti, mostre, installazioni e feste. Un numero di eventi straordinario, 37 in una settimana, a tutte le ore del giorno, tra il centro e la spiaggia. Una connessione più consapevole col tessuto istituzionale, economico e sociale, a dimostrazione del fatto che il progetto è sempre più condiviso, aperto, orientato a farsi capofila di quel vasto movimento di operatori, appassionati e spettatori che credono nella candidatura di Alghero Città del Cinema, ispirato dalla motivazione di fondo, che è sempre la stessa: rinverdire i fasti del passato, di quegli anni Sessanta in cui affonda le radici il rapporto speciale tra la Riviera del Corallo e la settima arte.

Tante novità, molti ospiti, in tutto 26, ben 32 aziende locali coinvolte, e una rinnovata partnership con il Comune di Alghero e la Fondazione Alghero (ex Fondazione Meta): il lavoro degli scorsi anni ha prodotto i suoi frutti e il progetto, sempre più grande, è oggi condiviso dalle istituzioni locali, compresi partner di lunga data dell’Umanitaria come la Generalitat de Catalunya e il Parco Di Porto Conte, e si propone come modello per la realizzazione di politiche culturali dal forte valore sociale, motore di un rinnovato spirito di condivisione che ambisce a coinvolgere tutti gli algheresi, come per certi Festival che si identificano e connotano i luoghi che li ospitano.

Quest’anno sarà più marcata la divisione in diverse sezioni, scandite anche dalla diversificazione delle rispettive fasce orarie. Le giornate di Cinema delle Terre del Mare inizieranno la mattina, intorno alle 10.30, con una serie di incontri spalmati in diversi bar del centro e altri luoghi urbani. Un modo per vivere la città, rendendo più intimi, raccolti e consapevoli gli incontri con gli ospiti, che si tratti dei registi del film proiettato la sera prima, di scrittori o di altri sorprendenti personaggi. La sezione, intitolata Breakfast on Pluto verrà inaugurata, il 2 Agosto, da un ospite d‘eccezione, il velista dell’anno Gaetano Mura.

Dal 2 al 7 Agosto, tra le 18 e le 20 la Sala Conferenze de Lo Quarter ospiterà le proiezioni pomeridiane, suddivise in due sezioni: Young, riservata al pubblico più giovane, e Indie, dedicata al cinema indipendente emergente, con la presenza di autori (Alberto Diana, Giuseppe Casu e Manu Gerosa) e interpreti. All’ora dell’aperitivo, intorno alle 20, si va in spiaggia con Sunset Boulevard, che alternerà le irrituali storie di “cinematica” di Gianmarco (Jimi) Diana dei Sikitikis alla presentazione di libri, tra cui l’ultimo volume del giornalista di Rai Uno Giommaria Monti, dedicato a Falcone e Borsellino. Alle 22 la consueta rassegna di proiezioni itineranti nelle spiagge algheresi, che prende il titolo di Night on earth. Come sempre, si parte dalla città, da Piazza della Juharia, e dopo una digressione lungo la Alghero-Bosa, a Pedramare, si punta verso Capo Caccia passando per il Lido, Maria Pia, Fertilia, Lazzaretto, Parco di Porto Conte e Tramariglio.

Ricca e articolata la programmazione cinematografica. Si parte, il giorno 29 luglio, con il film catalano L’accademia delle Muse di José Luìs Guerìn, ospite il regista e alcuni interpreti del film. Si prosegue il 2 Agosto con Falchi di Toni D’Angelo, un noir ambientato a Napoli, con ospite il regista, il giorno 3 con Fiore di Claudio Giovannesi, delicata storia d’amore tra due ragazzi rinchiusi in un carcere minorile, ospite Daphne Scoccia, attrice protagonista e rivelazione del cinema italiano. Il 4 Agosto doppio appuntamento, la nuova, strepitosa, commedia surreale del maestro del cinema finlandese Aki Kausismaki, L’altro volto della speranza, e, a mezzanotte, il film cult di quest’anno, Lo Squalo di Steven Spielberg. Il giorno dopo sarà la volta de Il padre d’Italia di Fabio Mollo, ospite il regista, e il 6 Agosto di Indivisibili di Edoardo De Angelis. Le ultime due proiezioni serali saranno Captain Fantastic di Matt Ross e L’Accabadora di Enrico Pau, ospite il regista, la coproduttrice e l’attore protagonista irlandesi.

Per Cinema delle Terre del Mare il 2017 è anche un anno ricco di collaborazioni, e anche questo è il segno di una manifestazione sempre più inserita nel contesto culturale di cui si propone come motore.
Due le manifestazioni letterarie coinvolte: la partnership con il Festival letterario Dall’altra parte del mare propone le presentazioni dei libri di Stella Pulpo e Silvia Avallone, quella con la Rassegna Giallo noir – Brividi d’estate il collettivo noir Tersite Rossi. La neonata associazione Cabussò Contingenze Culturali organizza e ospita nei suoi spazi la mostra Ragazzi di Cinema. Ancora: il progetto teatrale di navigazione a vela Teatridimare inaugura da Alghero il suo viaggio di quest’anno, con lo spettacolo Blu, il 1 Agosto alla Banchina Sanità. Infine, dopo il successo dell’anno scorso, verrà riproposta, in occasione dell’anteprima con marching band Funky Jazz Orkestra di Berchidda e successiva festa multiculturale, la collaborarazione con il Centro di Accoglienza del Vel Marì e la cooperativa La Luna.

Il gran finale sarà il 9 agosto, prima una spassosa gita in barca all’insegna del gioco con i Barbagialli e Ignazio Chessa, poi, dalle 20.30 in poi, la terrazza del cinema Miramare si trasformerà in un palcoscenico per la musica degli Apollo Beat, trascinante band che fa rivivere le asmosfere delle colonne sonore del cinema degli anni 70. Il tutto sarà accompagnato da Delicatessen 70, una cena a tema del Mos Tapas Restaurant e dello chef Cristiano Andreini.

Il salto di qualità dell’edizione 2017 di Cinema delle Terre del Mare può essere raccontato anche attraverso le suggestive parole di Alessandra Sento, direttrice della Società Umanitaria di Alghero, cui si deve il poderoso impegno organizzativo. «Guardiamo al Festival. La direzione resta ostinata e contraria. Il cinema, ancora quello invisibile e sommerso incontra il teatro, la cinematica, la fotografia, i buoni libri. Le storie, quelle che vengono dal mare e ad esso ritornano» spiega la direttrice. «L’equipaggio è cresciuto. Insieme a noi le istituzioni della città, le strutture ricettive, le associazioni, gli ospiti. Il sogno di Alghero Città del Cinema è diventato virale. Lasciatevi contagiare». Poi l’annuncio. «Vogliamo diventare un festival, perciò questa edizione di transizione, con una formula rinnovata e sperimentale ma non ancora definitiva, è per noi molto importante».

Nella foto un momento dell’edizione del 2011

S.I.

Fantasie di Donna: mostra Fidapa

ALGHERO – “Fantasie di Donna” è il tema della XVII Mostra della Creatività al Femminile, che sarà allestita, dal 07 al 10 luglio 2017, negli Atelier di Lo Quarter, in Largo San Francesco, ed aperta al pubblico dalle ore 18,30 alle ore 23,30. L’organizzazione è a cura della Fidapa-Bpw Italy, Sezione di Alghero, presieduta da Marirosa Martinelli. La Mostra gode del patrocinio del Comune di Alghero, della Fondazione Meta e di Alghero Turismo La FIDAPA, ed in particolare la sezione di Alghero, così come è nel suo spirito, persegue lo scopo di valorizzare la donna in tutti campi: arte, cultura, artigianato etc., incoraggiandola a realizzare le sue fantasie, che si traducono in creatività, immaginazione, invenzione, talento.

Venticinque donne esporranno i loro lavori, realizzati artigianalmente, con molteplici tecniche e vari tipi di materiali. Sono opere particolari, e diverse si va dai gioielli realizzati con la pasta pane, il filet, gli antichi tessuti sardi, ai pupazzi, dalle candele, alle creazioni in vetro ed in ceramica, alle borse ed accessori della casa realizzati con materiali di riciclo, alla trasformazione degli oggetti più banali in piccole opere d’arte, alle composizioni artistiche, al patchwork al craft. Sono lavori unici, di particolare valore e bellezza, che consentono di scoprire, e riscoprire, attraverso la fantasia e l’abilità femminile, le origini dell’antica cultura artistica ed artigianale della nostra Terra. L’inaugurazione ella Mostra, alla presenza delle Autorità Cittadine, sarà venerdì 7 luglio alle or 19,00 con la presentazione di tutte le espositrici, e dei loro lavori. L’ingresso a tutte le manifestazioni è libero.

Nella foto i vertici locali della Fidapa

S.I.