Sassari, edilizia sociale nel centro storico: via libera ai project financing

SASSARI – L’amministrazione Mascia apre al project financing come formula per costruire una concreta azione pubblica che potrà coinvolgere anche i privati nell’ampliamento dell’offerta di immobili da destinare ai servizi pubblici e all’edilizia sociale. Lo fa attraverso la delibera con cui la giunta comunale – su proposta dell’assessore alla Programmazione, Giuseppe Masala – accoglie con favore l’istanza avanzata da un operatore economico per ottenere dati e informazioni utili a formalizzare una proposta di partenariato pubblico-privato. L’amministrazione in carica considera come sue priorità strategiche la rigenerazione urbana e il contrasto allo spopolamento del centro storico.

Nel Documento unico di programmazione è scritto a chiare lettere che la volontà è di «valutare strumenti eccezionali per favorire la riqualificazione del patrimonio immobiliare privato e la ristrutturazione degli immobili» e di «prevedere misure in grado di agevolare le attività che operano in questa parte di città, incentivando i nuovi insediamenti». In tema di patrimonio immobiliare, poi, si sostiene che «l’ambizione è di valorizzarlo, favorendo l’alienazione, la dismissione, la locazione o la concessione per realizzare progetti di rigenerazione urbana». E quanto all’orientamento in tema di politiche urbanistiche, la volontà è altrettanto chiara: «ridurre il consumo di suolo, puntando a facilitare e favorire il riuso del patrimonio immobiliare preesistente, e ricucire e riqualificare le aree edificate con le aree verdi». Un progetto strettamente legato a quell’idea di «promuovere modelli di sviluppo basati sull’abitare sociale, sulla sostenibilità ambientale e sulla qualità architettonica», sempre per citare i documenti programmatici elaborati dall’amministrazione Mascia. Stimolati dallo scenario prefigurato dagli atti di programmazione sin qui licenziati da giunta e consiglio, importanti operatori di livello nazionale e internazionale hanno bussato alla porta di Palazzo Ducale e hanno manifestato la volontà di investire sul centro storico di Sassari e di «realizzare interventi di recupero edilizio, con particolare focus sull’offerta residenziale sociale e sulla rifunzionalizzazione di immobili per uffici pubblici», come rivela la delibera licenziata dalla giunta comunale. Prima di avanzare un project financing, i proponenti chiedono di poter visionare tutti i dati necessari e di poter acquisire tutte le informazioni disponibili. L’accoglimento della manifestazione d’interesse preliminare non costituisce avvio di una procedura di gara, né impegna l’amministrazione alla dichiarazione di fattibilità, ma è finalizzato esclusivamente a rendere disponibili i dati necessari per la formulazione di una proposta dettagliata.

«Il partenariato pubblico-privato può rappresentare uno strumento idoneo a garantire l’apporto di capitali privati e di competenze gestionali per il perseguimento dei nostri fini, che sono tanto ambiziosi quanto complessi», afferma Giuseppe Mascia, secondo il quale «va nell’interesse dell’amministrazione e della comunità la scelta di valutare proposte di finanza di progetto, purché coerenti con la visione strategica di rilancio del centro storico che abbiamo promosso nei nostri documenti di programmazione». Il sindaco rimarca che «dopo l’individuazione dei finanziamenti per la riqualificazione di beni come l’ex Tipografia Chiarella e a poco tempo dal varo del Piano Città, inneschiamo un altro processo virtuoso che si fonda sulla collaborazione tra pubblico e privato». Come spiega l’assessore Giuseppe Masala, «riconoscendo nella manifestazione di interesse presentata dall’operatore economico un interesse pubblico, abbiamo dato mandato al direttore generale di coordinare la raccolta e la pubblicazione, nella sezione “Amministrazione Trasparente” del sito istituzionale, di dati, informazioni ed elaborati tecnici necessari per consentire a tutti gli operatori interessati di predisporre una proposta formale di project financing».

Sassari, presentato il Piano Regionale dei Servizi alla Persona

ALGHERO – Nel pomeriggio si è svolta a Sassari, nella cornice del Palazzo di Città e del Teatro Civico, la sesta tappa del percorso di presentazione del Piano Regionale dei Servizi alla Persona (PRSP), alla presenza della Presidente della Regione e Assessora della Sanità ad interim Alessandra Todde.

Ad aprire i lavori è stato il Sindaco di Sassari Giuseppe Mascia, davanti a una platea composta da rappresentanti istituzionali del territorio, dirigenti sanitari, referenti e operatori dei PLUS. L’illustrazione della parte tecnica del Piano è stata affidata alla direttrice generale delle Politiche sociali dell’Assessorato regionale della Sanità, Francesca Piras.

Al centro dell’incontro, il tema dell’integrazione tra servizi sanitari e sociali a livello territoriale, con particolare riferimento all’attuazione del DM77 e al rafforzamento delle strutture di prossimità, come case e ospedali di comunità, in un’ottica di miglioramento della presa in carico dei cittadini.

Nel suo intervento, la Presidente Todde ha sottolineato il momento di transizione che il sistema regionale sta attraversando, tra la fase conclusiva del PNRR e la necessità di rinnovare un impianto delle politiche sociali ormai datato: “Siamo in un contesto di passaggio: da una parte la chiusura del PNRR, che porterà sui territori le case e gli ospedali di comunità, dall’altra un piano dei servizi alla persona che risale a oltre vent’anni fa e che necessita di essere aggiornato.”

La Presidente ha quindi evidenziato come il nuovo PRSP rappresenti un’opportunità per rafforzare il dialogo con i territori e superare le criticità legate alla frammentazione dei servizi: “Abbiamo ritenuto fondamentale riaprire un confronto strutturato con i territori per combattere la frammentazione dei servizi e rendere più chiara e accessibile l’offerta. La Sardegna investe molto nel welfare, ma spesso la distribuzione disomogenea dei servizi rende difficile la piena fruizione delle risorse disponibili.”

Un passaggio centrale del Piano riguarda il rafforzamento dell’integrazione tra ambito sanitario e sociale, in particolare nei momenti più delicati del percorso assistenziale: “Dobbiamo lavorare sempre di più sull’integrazione tra il lavoro dei PLUS e la presenza sanitaria sul territorio, soprattutto nelle fasi di transizione come le dimissioni protette, il rientro a domicilio o l’assistenza domiciliare integrata. È proprio in questi passaggi che emergono le principali criticità.”

Particolare attenzione è stata posta anche al tema della salute mentale, che richiede un approccio integrato e non settoriale: “Ci sono ambiti, come la salute mentale, che non possono essere affrontati separando rigidamente dimensione sociale e sanitaria. Serve una presa in carico realmente integrata.”

La Presidente ha inoltre ribadito la volontà dell’Amministrazione regionale di costruire un Piano condiviso, attraverso un percorso partecipativo diffuso su tutto il territorio: “Questo non è un piano calato dall’alto, ma uno strumento che vogliamo costruire insieme ai territori. Il percorso che stiamo portando avanti serve proprio a raccogliere proposte, criticità ed esigenze reali, che saranno integrate nella versione finale del Piano.”

Dal punto di vista finanziario, il PRSP si configura come un programma ambizioso, con una dotazione complessiva significativa: “Parliamo di un piano triennale da un miliardo e mezzo di euro, tra fondi regionali, nazionali ed europei, che punta a rafforzare e rendere strutturali le misure già avviate, migliorando la qualità della sanità territoriale.”

Infine, la Presidente ha richiamato la necessità di un approccio integrato anche tra diverse politiche pubbliche, oltre i confini assessorili: “Non possiamo più ragionare per compartimenti stagni. Stiamo lavorando in integrazione anche con altri settori, come quello dei trasporti, perché servizi come le case di comunità devono essere realmente accessibili. In questa direzione stiamo valutando anche strumenti come il taxi sociale, per garantire una piena fruibilità dei servizi.

Il ciclo di incontri proseguirà nei prossimi giorni con le ultime due tappe del roadshow di presentazione del PRSP, a Oristano e Tortolì.

Cra, Piscina, Multipiano e Illuminazione: nasce una “cabina di regia” a Porta Terra

ALGHERO – Avviare accordi strategici per l’uso, il riuso e la rigenerazione di beni e servizi comunali attivando un percorso mirato alla riconsiderazione degli strumenti di finanziamento alternativi alle risorse pubbliche, per avvalersi delle opportunità offerte dalle forme di cooperazione con soggetti privati. È il compito principale della cabina di regia costituita dalla Giunta del Sindaco Raimondo do Cacciotto, su proposta dell’Assessore alle Opere Pubbliche Francesco Marinaro e condivisa dall’Assessore alla Programmazione Enrico Daga, per l’avvio di una nuova stagione di programmazione che utilizza le diverse forme di reperimento di risorse, tra le quali il partenariato pubblico privato, il Project Financing, la locazione finanziaria di opere pubbliche, gli accordi di programma. Dalla piscina comunale al vecchio Cra di Viale della Resistenza, il sistema di illuminazione pubblica, il multipiano di Piazza dei Mercati: sono gli ambiti di applicazione principali dei progetti di investimento individuabili per una collaborazione tra pubblico e privato di reciproca efficacia, efficienza ed economicità delle risorse da impegnare. A coordinare i procedimenti sarà un gruppo di lavoro che, recependo gli indirizzi dell’Amministrazione, curerà l’organizzazione delle attività inerenti le singole iniziative di investimento : una cabina di regia composta da tutti i dirigenti del Comune, che avrà a capo la Segretaria Generale Dott.ssa Rita Debora Fonnesu.

“È un percorso strategico basato sulla concretezza – spiega il Sindaco Raimondo Cacciotto – e che sfrutta l’innovazione per affrontare realisticamente le criticità di alcune situazioni sulle quali vogliamo intervenire per completare il nostro quadro di rigenerazione delle strutture sportive e dei beni comuni”. Il gruppo di lavoro avrà il compito di definire le linee guida per la gestione dei singoli progetti di investimento, identificare le fonti di finanziamento, predisporre gli atti necessari per la presentazione del progetto, gestire le relazioni con gli investitori e le eventuali istituzioni finanziarie, attuare gli adempimenti necessari secondo le modalità di Legge. “L’obiettivo principale che vogliamo perseguire coinvolgendo tutti gli assessorati è la continuità del percorso che abbiamo avviato fin dal nostro insediamento con investimenti di rigenerazione in diverse parti della città, affrontando con slancio anche questo passaggio decisivo per concretizzare gli interventi necessari”, conclude il Sindaco.

Giovanna Caria lascia Forza Italia: va nel Gruppo Misto e resta nel Centrodestra

ALGHERO – “Ho comunicato la mia decisione di proseguire il mio impegno nel Consiglio comunale di Alghero, aderendo al Gruppo Misto.

È una scelta maturata con senso di responsabilità che non cambia in alcun modo la mia collocazione politica né il mio impegno nei confronti della coalizione di centrodestra nella quale sono stata eletta.

Rimango pienamente fedele ai valori liberali e moderati che hanno sempre guidato il mio percorso e continuo a sostenere con convinzione il progetto politico che, unito, è stato presentato agli elettori a sostegno di Marco Tedde. In Consiglio comunale continuerò a lavorare con la stessa serietà e concretezza sui temi che riguardano la città.

Il mio rapporto con Forza Italia resta improntato al rispetto e alla collaborazione, così come quello con tutte le altre forze della coalizione. La decisione di proseguire il mio impegno nel Gruppo Misto nasce dalla volontà di contribuire a rafforzare l’azione unitaria della coalizione, favorendo una maggiore pluralità di sensibilità e un equilibrio tra le diverse componenti politiche oggi presenti in Consiglio comunale.

In questo quadro, pur riconoscendo a Forza Italia un ruolo centrale e determinante all’interno del centrodestra algherese, allo stesso tempo ritengo che una crescita complessiva della coalizione possa passare anche attraverso una più ampia articolazione delle rappresentanze, capace di valorizzare tutte le energie e le esperienze politiche presenti.
In un momento in cui le comunità sarde si trovano ad affrontare sfide importanti, è inoltre fondamentale rafforzare una dimensione politica sempre più attenta ai territori, capace di esprimere autonomia di valutazione e di iniziativa rispetto alle dinamiche nazionali, mettendo al centro le esigenze concrete dei cittadini.

L’obiettivo è quello di contribuire, insieme agli alleati, a una fase di confronto e proposta politica nell’interesse della città e nel rispetto del mandato ricevuto dagli elettori”.

Giovanna Caria, consigliere comunale di Centrodestra

Plus, incontro a Sassari: presente la Todde

SASSARI – Oggi, lunedì 20 aprile, alle 16, nel Palazzo di Città di Sassari, si terrà la terzultima tappa del percorso di presentazione del nuovo Piano regionale dei servizi alla persona 2026-2028, alla presenza della Presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde. Quello di Sassari è il sesto di otto incontri territoriali promossi dalla Regione per illustrare la bozza del Piano e proseguire il confronto con i territori, coinvolgendo sindaci, amministratori locali, Ambiti PLUS, direttori dei Distretti sociosanitari, direttori generali e direttori sociosanitari delle ASL, insieme ai responsabili tecnici dei PLUS. A quasi vent’anni dall’approvazione dell’ultimo Piano regionale dei servizi alla persona, la Regione ha avviato un percorso di condivisione finalizzato alla costruzione di uno strumento di programmazione aggiornato, coerente con il Programma regionale di sviluppo 2026-2029 e fondato sull’integrazione tra servizi sociali e sociosanitari. La bozza del Piano è stata predisposta con il coinvolgimento dei principali attori istituzionali del territorio e con il contributo delle strutture regionali competenti sui temi della salute, delle politiche abitative, dell’istruzione e del lavoro.

Emergenza casa e turismo, “La responsabilità è della politica non dei proprietari”

ALGHERO – “Il recente intervento del consigliere comunale algherese Bamonti coglie un problema reale, ma propone una lettura parziale e, soprattutto, rischia di individuare il bersaglio sbagliato. Ridurre la crisi abitativa di Alghero alla crescita degli affitti brevi è una semplificazione che non aiuta a risolvere il problema. È una narrazione efficace sul piano comunicativo, ma debole sul piano dell’analisi. La realtà è più complessa: siamo di fronte a un intreccio di fattori che vanno dalla carenza di politiche abitative strutturate, alla mancata pianificazione urbanistica, fino all’assenza di un vero mercato regolato degli affitti a lungo termine. Scaricare la responsabilità sui proprietari – invitati quasi a un atto di “moral suasion” – significa ignorare un dato fondamentale: chi mette a reddito un immobile lo fa dentro un sistema di regole, rischi e convenienze. E oggi, in Italia, affittare a lungo termine presenta criticità evidenti: tempi lunghi di rilascio degli immobili, difficoltà nel recupero dei canoni non pagati, rigidità contrattuali e una fiscalità che spesso non premia la locazione stabile rispetto ad altre forme di utilizzo. In questo contesto, l’affitto breve non è la causa del problema, ma una delle conseguenze di un sistema che non funziona. C’è poi un ulteriore elemento che merita attenzione. Questo stesso approccio – che individua nei proprietari e negli affitti brevi il principale responsabile della crisi – è già stato adottato da alcune amministrazioni regionali e comunali, traducendosi in misure che incidono direttamente sul diritto di proprietà, comprimendolo in modo significativo. Basti pensare alle restrizioni introdotte dal Comune di Firenze sugli affitti brevi nel centro storico, ai limiti e alle moratorie sperimentate dal Comune di Venezia o alle iniziative della Regione Toscana per regolamentare in modo stringente il settore. Interventi nati con l’obiettivo di riequilibrare il mercato, ma che hanno sollevato forti dubbi sul piano dell’equilibrio tra interesse pubblico e diritti dei proprietari, senza peraltro risolvere in modo strutturale il problema dell’accesso alla casa. Se davvero vogliamo affrontare seriamente la questione, occorre cambiare prospettiva: servono dati certi e trasparenti, non percezioni o impressioni; serve un osservatorio locale sul mercato abitativo, che distingua tra domanda reale, offerta disponibile e utilizzi degli immobili; servono incentivi concreti e strutturali per chi affitta a lungo termine (fiscali, assicurativi, garanzie contro la morosità); serve un’azione forte contro l’abusivismo, che altera il mercato e crea concorrenza sleale; serve, soprattutto, una visione urbanistica e sociale che riporti residenti nei quartieri, non con appelli, ma con politiche. Alghero non rischia di morire per colpa di chi fa impresa nel turismo, ma rischia di impoverirsi se non si governano i processi. Il turismo è una risorsa, non un nemico. Va regolato, integrato, indirizzato. L’alternativa non è tra “case ai turisti” o “case ai residenti”. L’alternativa è tra una città governata e una città lasciata alle dinamiche spontanee. E la responsabilità, prima ancora che dei singoli proprietari, è della politica”

Marco Di Gangi Responsabile Dipartimento Turismo Fratelli d’Italia Sardegna

“Convenzione settore ittico: Alghero paga ma non decide”

ALGHERO – Il gruppo consiliare di Forza Italia punta il dito contro l’approvazione, avvenuta venerdì in Consiglio comunale, della convenzione per la gestione associata del servizio di supporto al settore ittico con Porto Torres, Castelsardo, Stintino e Trinità d’Agultu.
Un atto strategico è stato licenziato senza adeguati approfondimenti politici e tecnici. La convenzione, redatta dal Comune di Porto Torres e che individua lo stesso ente come capofila, presenta un’impostazione sbilanciata che penalizza Alghero, chiamata a contribuire con circa 19.200 euro annui ma priva di reali poteri decisionali.
Manca una governance condivisa: le decisioni sono concentrate in capo al Comune capofila Porto Torres, senza adeguati strumenti di indirizzo e controllo per gli altri Comuni. Assenti anche obblighi stringenti di rendicontazione e indicatori chiari per valutare i risultati, mentre le procedure risultano eccessivamente rigide.
«Alghero – sottolineano i consiglieri – continua a pagare senza poter decidere, nonostante il ruolo centrale nel comparto della marineria».
Forza Italia aveva proposto correttivi puntuali: un comitato di coordinamento tra i Comuni, obblighi di rendicontazione, indicatori di risultato e procedure più snelle. Proposte respinte.
Altro che questioni di forma. Proposte di sostanza, tese a salvare il comune di Alghero dal ruolo subalterno cui lo relega questa scalcagnata convenzione. Che non ha visto in aula interventi a sua difesa da parte di consiglieri di maggioranza molto loquaci sui media ma taciturni in aula.
«Così si rischia di indebolire un settore strategico per la città. Serve un cambio di rotta immediato per tutelare il ruolo di Alghero e dare risposte concrete agli operatori».
Forza Italia – Gruppo consiliare Alghero

Stop al cantiere Caragol, Sasso: “Emergenza casa vero dramma ad Alghero, occorre serietà”

ALGHERO  – “La crisi abitativa ad Alghero è un problema che va affrontato con serietà, non con scorciatoie”, cosi il presidente dell’associazione politica Francesco Sasso su un dei più gravi problemi che riguardano il tessuto socio-economico di Alghero. Proprio nel momento in cui il consigliere comunale della maggioranza Cacciotto, Alberto Bamonti, è uscito sul medesimo tema, ma appellandosi ai proprietari immobiliari, arriva un commento dai contenuti opposti e che, tra l’altro, fa emergere una notizia molto, molto, molto preoccupante ovvero l’ennesimo cantiere pubblico fermo ad Alghero: in questo caso riguardante proprio degli alloggi residenziali in capo ad Area.  Cantiere che, tra l’altro, fu inaugurato alla presenza dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici Antonio Piu, dello stesso partito del sindaco algherese.
E, come detto, sull’argomento, è Francesco Sasso  a puntare i riflettori rendendo noto tale pessima notizia: “Quello che stanno vivendo gli algheresi è un dramma reale, che merita rispetto ma soprattutto risposte concrete. Ridurre tutto al boom dell’extra-alberghiero è una semplificazione che non regge: il fenomeno esiste, ma non può essere usato come alibi”.
“Da anni ad Alghero non si costruiscono case popolari né si promuovono cooperative edilizie. Da anni assistiamo alla migrazione forzata dei residenti verso i comuni limitrofi. Questo è il vero contesto in cui la crisi è cresciuta”.
“Il caso degli alloggi popolari in zona Caragol è emblematico. La fine dei lavori era prevista il 22 dicembre 2024, ma oggi gli alloggi non sono stati consegnati e il cantiere è fermo. Qui non si tratta di opinioni, ma di fatti. Non possiamo permetterci un altro cantiere fermo, mentre la città resta senza risposte”. Tra l’altro, a quanto pare, l’impresa ha lasciato il cantiere da giorni e stanno portando via i ponteggi, come è evidente anche dalla immagini. Eppure, fino ad oggi, non se n’era parlato, anzi, si puntava ad altre soluzioni per risolvere un problema che deve vedere, da anni, un semplice (ma evidentemente sempre più utopico)  obiettivo: la realizzazione di nuovi alloggi popolari.

Alghero, emergenza casa: Bamonti si appella ai proprietari. Urgono nuove case popolari

ALGHERO – “La nostra città sta attraversando una delle fasi più critiche e difficili della sua storia recente”, cosi il consigliere comunale di Noi Riformiamo Alghero riguardo il sempre più grave problema della disponibilità di case in affitto o anche da acquistare, a prezzi moderati, ad Alghero. Questione che si trascina, anch’essa da tempo e che, però, pure questa ha raggiunto in questi ultimi anni il suo culmine. E questo, al netto degli appelli ai proprietari e imprenditori, per un’assenza del Piano Urbanistico e soprattutto di nuove case residenziali, ex-popolari. Siamo ancora fermi agli attesi (da decenni) pochi alloggi della zona Caragol. Ed è così che, anche per questo motivo, la città perde sempre più abitanti, giovani e si spopola con ritmi da far preoccupare tutti, ma il timore non basta. Occorrono, da tempo, azioni tangibili. Fatti.

“Il crescente utilizzo degli immobili per affitti turistici extra-alberghieri sta progressivamente svuotando il mercato delle locazioni residenziali, rendendo sempre più difficile, se non impossibile, per famiglie, lavoratori e giovani trovare una casa in cui vivere stabilmente. I prezzi hanno raggiunto livelli insostenibili. Affittare un appartamento è diventato un privilegio per pochi, acquistarlo è fuori dalla portata di molti. In parallelo, il calo demografico avanza in modo preoccupante: una città senza giovani, senza nuove famiglie, è una città destinata a spegnersi”

“Da consigliere comunale, sono consapevole che qualcuno potrebbe chiedere: cosa può fare il Comune? La verità è che l’Amministrazione ha già messo in campo tutti gli strumenti a sua disposizione per affrontare questa emergenza, e continuerà a farlo per i proprietari che scelgano di affittare a lungo termine”

“Ma dobbiamo essere chiari: il Comune, da solo, non basta. La risposta più forte deve arrivare dalla comunità. Da chi ama Alghero. Da chi ha investito in questa città. Da chi possiede immobili e può contribuire concretamente a restituire equilibrio e futuro al nostro territorio. Per questo rivolgo un appello diretto e urgente: rimettete sul mercato le case per affitti annuali, stabili, accessibili. Diamo ai nostri giovani la possibilità di restare, di costruire una famiglia, di continuare a vivere qui. Senza questo passaggio, ogni discorso sul futuro di Alghero rischia di essere vuoto. È il momento della responsabilità collettiva. Ognuno deve fare la propria parte. Alghero merita di restare una città viva, abitata, capace di guardare avanti”,

 

Piano Città, incontro a Roma: protocollo in vista

ALGHERO – Si è svolto giovedì a Roma, presso l’Agenzia del Demanio dello Stato, un incontro istituzionale al quale hanno partecipato il Sindaco Raimondo Cacciotto e l’Assessore all’Urbanistica Roberto Corbia, finalizzato a valutare l’opportunità di adesione al cosiddetto “Piano Città”, uno strumento strategico volto alla valorizzazione e al riuso del patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato. Il confronto rappresenta un ulteriore passaggio di un percorso già avviato nei mesi scorsi, anche nell’ambito dei lavori di ANCI, dove il Comune di Alghero aveva già avuto modo di approfondire con l’Agenzia del Demanio le potenzialità di questo strumento. “Stiamo lavorando da tempo su questo obiettivo” dichiara il Sindaco Raimondo Cacciotto “perché crediamo in una politica fatta di contenuti, programmazione e visione. L’incontro di ieri è stato molto utile per approfondire uno strumento che può consentire di valorizzare in modo organico il patrimonio pubblico inutilizzato, mettendolo al servizio dello sviluppo della città. Stiamo inoltre lavorando con l’Agenzia del Demanio regionale alla definizione di un protocollo operativo su alcuni beni ricadenti nell’area del Parco, e confidiamo di arrivare a breve a una sua formalizzazione. In questo quadro, tra le aree che potrebbero essere oggetto di approfondimento c’è quella di Surigheddu e Mamuntanas, dove insiste l’ex azienda agricola dismessa da circa quarant’anni, un ambito di grande potenzialità per progetti di rigenerazione e valorizzazione, il Palazzo dei Congressi e i beni dismessi del borgo di Fertilia e, in generale, delle aree di bonifica. Apprezziamo inoltre lo spirito collaborativo espresso in questi giorni dal consigliere Cocco su questo tema: questa è la politica che ci piace, quella basata sui contenuti e orientata al benessere della comunità.”

Il Piano Città si configura come uno strumento di pianificazione e dialogo tra enti, fondato sugli assi strategici e sui fabbisogni del territorio, con l’obiettivo di costruire una visione integrata di sviluppo urbano attraverso il recupero e la rifunzionalizzazione degli immobili pubblici. “Si tratta di un’opportunità importante”, sottolinea l’Assessore all’Urbanistica Roberto Corbia, “perché consente di affrontare in maniera sistemica il tema della rigenerazione urbana, mettendo in relazione patrimonio, bisogni della città e prospettive di sviluppo in maniera molto concreta. Inserirci all’interno di questa riflessione con l’agenzia del Demanio, in questa fase storica in cui stiamo lavorando con intensità alla redazione del piano strategico e del piano Urbanistico comunale della nostra città, è un’importante occasione per iniziare con grande concretezza a lavorare su un asset, quello dei beni e delle aree pubbliche dismesse e/o sottoutilizzate, che rappresentano una straordinaria opportunità per il futuro sviluppo economico e sociale del nostro territorio”. Nelle prossime settimane si lavorerà alla definizione del progetto che costituirà la base per la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con l’agenzia del Demanio, che potrebbe avvenire già in autunno.