Alleanza Verdi e Sinistra, nuova sede, iniziative, elezioni e Consiglio: parla Beatrice Podda |

ALGHERO – Nonostante all’orizzonte non vi siano importanti scadenze elettorali, la politica è sempre in movimento. E così deve essere, del resto, come dice il noto adagio, “chi si ferma è perduto”. In questo solco c’è chi semina tutti i giorni in vista dei momenti di raccolta che, nell’arte di governare, appunto, sono le scadenze elettorali.

Come anticipato da Algheronews, Europa Verde, partito del sindaco Raimondo Cacciotto, mette radici ad Alghero. Dopo l’ottimo risultato alle consultazioni cittadine, ottenuto grazie ad una coalizione molto vasta e allargata a importanti settori dell’ex-centrodestra, il movimento civico Futuro Comune ha preso sempre più nettamente le sembianze del partito dell’assessore regionale e portavoce isolano Antonio Piu.

Una forza politica che, insieme a Sinistra Italiana, compone “Alleanza Verdi e Sinistra”, aggregazione che nel Consiglio Comunale vede i “portabandiera” (rossa) di Anna Arcasedda e Gianni Occhioni e di fatto anche di Giampietro Moro, eletto anche lui con una civica (Città Viva) e soprattutto di Beatrice Podda che, nonostante la giovane età e la prima esperienza consiliare, ha già “scalato” il movimento divenendo la capogruppo (di Futuro Conune) e pure la co-portavoce provinciale di AVS.

Il “battesimo” della sede in via Pascoli ha visto la partecipazione di un nutrito pubblico tra curiosi, interessati e amministratori, tra cui diversi iscritti alla forza politica di Bonelli e Fratoianni. Dalle parole degli intervenuti sono emersi diversi spunti, tra cui alcuni passaggi sui momenti più importanti della politica, come detto, le elezioni. Nello specifico la “madre” di esse ovvero le politiche, che saranno fra poco più di un anno. Antonio Piu ha detto che non sarà in lizza, ma i rumors, da tempo, lo danno sicuramente presente nella lista che predisporrà Avs. Del resto elezioni così importanti come le prossime nazionali, salvo altre scadenze elettorali anticipate, che non sono aprioristicamente da escludere, non possono non vedere candidati i vari leader delle forze in campo.

Su questi argomenti e sul percorso di Europa Verde e dunque Alleanza Verdi e Sinistra, abbiamo intervistato co-portavoce provinciale Beatrice Podda

 

INTERVISTA CON BEATRICE PODDA

Da Monselice al Parco: natura e mobilità, studenti accolti dal Ceas Porto Conte

ALGHERO – Negli scorsi giorni, il Ceas Porto Conte ha accolto a Casa Gioiosa 25 studenti e 2 docenti dell’Istituto Tecnico Commerciale J. F. Kennedy di Monselice nell’ambito del progetto interregionale PNRR promosso da Futura Mobility & Consulting e Abroad Consulting, Obiettivo Lingua, con la collaborazione di tante aziende e enti locali, tra cui il Parco Naturale Regionale di Porto Conte.
Protagonista per due settimane l’IIS “A. Roth” – Piazza Sulis di Alghero che fino al 22 febbraio ospiterà gli studenti di Monselice, che insieme agli studenti algheresi saranno impegnati in laboratori, scambi didattici e visite alle eccellenze del Nord Sardegna, per favorire il confronto tra studenti di regioni diverse e avvicinarli concretamente al mondo del lavoro.
Il Ceas Porto Conte, dopo un’introduzione sul valore e compiti delle aree protette, ha coinvolto il gruppo di studenti in un’attività immersiva lungo il sentiero che da Casa Gioiosa conduce alla Torre di Tramariglio e nella visita del Museo della Memoria Carceraria G. Tomasiello.
Un’importante esperienza di esplorazione e osservazione, finalizzata alla scoperta della biodiversità animale e vegetale, capace di unire scuola, territorio e futuro.

Bomba ecologica e furto di rame, denunciate 3 persone

SASSARI – A Sassari, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico, unitamente ai colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia, hanno deferito in stato di libertà 3 uomini poiché ritenuti responsabili dei reati di ricettazione, combustione illecita di rifiuti e smaltimento di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione.

In particolare i Carabinieri, nell’ambito dei consueti controlli finalizzati alla tutela paesaggistica
ambientale e al contrasto della commissione dei reati contro il patrimonio, hanno individuato un
terreno, esteso per circa un ettaro, che era stato trasformato in una discarica non autorizzata, ove erano
stati accumulati rifiuti di varia natura in assenza di qualsiasi concessione.

I militari dell’Arma hanno quindi fatto accesso al terreno sorprendendo i 3 uomini mentre stavano
ripulendo cavi di rame – della lunghezza di alcune centinaia di metri – dalla loro guaina in plastica.
Nel corso dell’ispezione è stato accertato che gli indagati avevano realizzato una discarica non
autorizzata di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi provenienti dalla demolizione di autoveicoli
a motore e dal recupero di metalli, ove erano abbandonate e miscelate tra loro circa 70 tonnellate di
rifiuti. In particolare è stata ritrovata oltre una tonnellata di cavi in rame, verosimilmente provento di attività di ricettazione.

Nel complesso il valore del materiale ferroso e del rame ritrovato è stimato in circa 200.000 euro. Sono in corso ulteriori accertamenti in merito alla refurtiva recuperata al fine di individuare i legittimi
proprietari mentre i 3 uomini sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di
Sassari che ha disposto il sequestro dell’intera area, anche al fine del futuro ripristino ambientale della
stessa. Per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte alle indagini sarà definitivamente accertata solo se interverrà sentenza irrevocabile di condanna.

Nuovo Piano Protezione Civile, “Frutto di incontri e lavoro, impegno rispettato”

ALGHERO – Il Consiglio Comunale ha approvato in data odierna l’aggiornamento del Piano di Protezione Civile, uno strumento fondamentale per la sicurezza del territorio e della comunità.
A darne notizia è il Presidente della Commissione Consiliare Protezione Civile, Christian, che sottolinea il grande lavoro svolto in questi mesi: “Desidero ringraziare gli uffici comunali e tutti i tecnici coinvolti per il prezioso contributo. Questo risultato è frutto di otto mesi di lavoro intenso, di confronto e di approfondimento, che ci hanno consentito di dotare il nostro Comune di uno strumento moderno, efficace e pienamente rispondente alle esigenze del territorio.”

Il nuovo Piano di Protezione Civile si configura come un piano dinamico e innovativo, grazie all’utilizzo della tecnologia GIS (Geographic Information System), che lo rende completamente interattivo e aderente alla realtà territoriale. Un sistema che consente aggiornamenti costanti e puntuali, trasformando il piano nello specchio fedele di quanto emerge e si evolve sul territorio.
Il Piano è costituito da tre documenti fondamentali:
Il Modello di Intervento, redatto secondo la linea “Augustus”, che raccoglie tutte le informazioni operative e definisce con chiarezza la suddivisione delle competenze tra gli addetti all’emergenza, con un ruolo centrale assegnato alle attività di prevenzione;

Le Procedure Operative, che stabiliscono l’iter di gestione delle attività sia in fase di pre-emergenza sia in emergenza, articolate nelle diverse fasi di criticità;  La Cartografia, nella quale sono evidenziati i rischi presenti sul territorio, i punti critici e tutte le informazioni necessarie alla pianificazione delle attività di salvaguardia e assistenza alla popolazione.  “Con questo aggiornamento – conclude il Presidente – rafforziamo la capacità del nostro Comune di prevenire, affrontare e gestire le emergenze in modo organizzato, tempestivo e coordinato. La protezione civile non è solo intervento, ma soprattutto pianificazione e prevenzione.”

L’Amministrazione conferma così il proprio impegno costante nella tutela della sicurezza dei cittadini e nella costruzione di un sistema di protezione civile sempre più efficiente e al passo con l’innovazione tecnologica”, chiude la nota il presidente della commissione consiliare protezione civile

“Nuovo piano pandemico: accelerare l’iter per non ripetere gli errori del passato”

CAGLIARI – “A sei anni esatti dal primo caso di Covid in Italia – afferma il Segretario Nazionale della UGL Salute, Gianluca Giuliano – ci troviamo di fronte a una realtà che non avremmo voluto vedere: il nostro Paese non è ancora pronto ad affrontare una nuova emergenza sanitaria. È un dato che desta profonda preoccupazione e che non possiamo più permetterci di ignorare”. Giuliano sottolinea come il Piano Pandemico 2025-2029, annunciato da tempo e indispensabile per definire strategie, protocolli e responsabilità operative, sia ancora. “La mancata approvazione del Piano – prosegue – sta generando un vuoto normativo che impedisce una pianificazione omogenea e tempestiva. Non possiamo affrontare un’emergenza senza una cornice chiara: significherebbe ripetere gli errori del passato”. Il Segretario richiama poi l’attenzione sul ritardo nel potenziamento delle terapie intensive e sub‑intensive, obiettivo fissato già nel 2020 e poi inserito nel PNRR. A pochi mesi dalla scadenza prevista, mancano ancora quasi 1.700 posti letto. “È inaccettabile – dichiara – che alcune Regioni siano ancora ferme a zero. Ogni posto letto non realizzato è una possibilità di cura in meno. Non possiamo permettere che la capacità di risposta del sistema sanitario resti incompleta proprio su uno dei fronti più critici emersi durante la pandemia”.

A questo si aggiunge il tema del personale sanitario, in particolare anestesisti e rianimatori. “Possiamo costruire nuovi reparti, ma senza professionisti formati e in numero adeguato resteranno strutture vuote. Oggi il personale è appena sufficiente a coprire l’esistente. Serve un piano straordinario di assunzioni e formazione, perché la resilienza del sistema non può poggiare sulla buona volontà di pochi”.  La UGL Salute intende richiamare tutti alle proprie responsabilità. “E’ nostro dovere denunciare ciò che non funziona e proporre soluzioni. Occorre approvare rapidamente il Piano Pandemico, accelerare l’iter per il completamento dei posti letto previsti dal PNRR, rafforzare il coordinamento nazionale e investire in modo strutturale sul personale. La salute dei cittadini non può essere gestita con interventi emergenziali o frammentati”.  Il Segretario conclude con un appello alla responsabilità collettiva: «Abbiamo vissuto sulla nostra pelle cosa significa essere impreparati. Non possiamo permettere che accada di nuovo. La UGL Salute è pronta a collaborare con tutte le istituzioni per costruire un sistema sanitario davvero capace di affrontare le sfide future. La tutela della salute pubblica richiede programmazione, coraggio e scelte chiare. Noi ci siamo” conclude Giuliano

Nuovo Piano di Protezione Civile: ok unanime dal Consiglio

ALGHERO – Alghero prosegue nel rafforzamento del sistema locale di Protezione Civile. Il Consiglio Comunale con voto unanime dei 22 consiglieri presenti ha approvato stasera la delibera di aggiornamento del Piano.  Nuovi scenari di rischio, adeguamento delle procedure, nuovi procedimenti operativi : il nuovo testo prende il via dal percorso di rafforzamento del sistema avviato già nel dicembre scorso, con la decisione della Giunta, su proposta del Sindaco Raimondo Cacciotto, l’autorità comunale di Protezione Civile, di procedere all’aggiornamento del piano e contestualmente predisporre uno schema di convenzione con le associazioni di volontariato del territorio. L’aggiornamento del Piano di Protezione Civile del Comune di Alghero è composto da tre modelli di intervento e sei carte suddivise in rischio emergenza e pericolo. I rischi principali  per il nostro territorio sono quelli di incendi da interfaccia, rischio idraulico (alluvioni), rischio idrogeologico (frane), a cui si aggiungono ulteriori due scenari di rischio idrogeologico da temporali e rischio mareggiate.  L’aggiornamento è stato predisposto da un professionista incaricato dall’ufficio competente e ha visto un lavoro importante,  preliminare ai lavori in aula, nella Commissione consiliare V.
 “Vogliamo che lo strumento assuma caratteristiche di massima efficacia per rendere Alghero più pronta, più reattiva e più sicura” – ha affermato oggi Raimondo Cacciotto. “Prevenzione, coordinamento e pianificazione – specifica –  sono le chiavi per affrontare eventi improvvisi o calamità che, purtroppo, negli ultimi anni hanno interessato anche la nostra città.  Lavoriamo al consolidamento del Centro operativo comunale di protezione civile e al ruolo delle associazioni locali : vogliamo sostenerle concretamente e valorizzare il ruolo insostituibile che svolgono ogni giorno a servizio della nostra comunità”.

Il piano è, dunque, il punto di riferimento imprescindibile per poi lavorare sul COC (centro operativo comunale) e acquisire sempre maggior consapevolezza del proprio compito in tutte le funzioni coinvolte e lavorare alla formazione e informazione della cittadinanza. “Questo importante lavoro – aggiunge il Sindaco  –  deve essere caratterizzato da una diffusione della cultura e da una nuova coscienza di protezione civile, intesa come necessità di formazione individuale del cittadino, volta all’acquisizione di nozioni di base e di preparazione nell’ambito dell’intero ciclo di emergenza. È nostra intenzione coinvolgere le scuole di ogni ordine e grado, attraverso l’individuazione di programmi di formazione strutturati e di provvedimenti preventivi in materia di sicurezza in caso di calamità”.  Per Cristian Mulas, presidente della V Commissione, “il lavoro della commissione, in accordo con il Sindaco, è stato impegnativo ma si può ritenere estremamente efficace. 
Abbiamo oggi un piano di tipo dinamico perché sfrutta la tecnologia gis per renderlo completamente interattivo, facilmente leggibile e aggiornabile”. 
 Il Piano preesistente è del 2020 e prendeva in considerazione i rischi idraulico-idrogeologico, necessitava di un adeguamento sia dal punto di vista normativo sia dal punto di vista della conscenza territoriale. Una volta approvato il piano, inizia una seconda importante fase per la protezione civile comunale che è quella di far conoscere lo strumento  alla popolazione, soprattutto nelle zone a rischio.

“Il Pd certifica che la Giunta Todde e’ in frantumi”

ROMEA – «Le dichiarazioni del segretario regionale del Pd, Silvio Lai, pur misurate nei toni, rappresentano una presa d’atto politica pesantissima: la maggioranza che sostiene la presidente Alessandra Todde è in frantumi e la legislatura regionale è entrata in una fase di paralisi conclamata.

Altro che normale dialettica interna: siamo davanti a una coalizione che si divide sulle nomine dei vertici delle aziende sanitarie, con un partito di maggioranza che sceglie di non partecipare a una deliberazione decisiva. E che accusa la Todde di avere fatto scelte violando la legge e le sentenze della Corte costituzionale. È il segnale inequivocabile di una rottura politica profonda, non di un semplice dissenso tecnico.
La sanità sarda viene piegata a logiche di compensazione interna. Si discute di equilibri e assetti mentre i cittadini attendono risposte su liste d’attesa interminabili, carenze di organico, reparti in affanno e territori privi di servizi essenziali. È inaccettabile che la salute dei sardi diventi ostaggio di un “poltronificio” permanente che ha già consumato credibilità e coesione della maggioranza.
Non esiste una linea chiara sulla riorganizzazione del sistema sanitario regionale, non esiste un piano organico di rilancio, non esiste una visione condivisa sul futuro della Sardegna. Il confronto interno appare dominato da improvvisazione e da una preoccupante inadeguatezza politico-istituzionale che compromette l’efficacia dell’azione di governo.
La verità è che questa esperienza amministrativa ha perso autorevolezza. Quando una maggioranza non riesce a trovare sintesi nemmeno sulle scelte strategiche in materia sanitaria, significa che è arrivata al capolinea politico. E a pagare il prezzo di questa instabilità sono sempre i cittadini, le famiglie, i pazienti e gli operatori sanitari.
La Sardegna ha bisogno di stabilità, competenza, decisioni rapide e condivise. Ha bisogno di un governo regionale che metta al centro i servizi e non le poltrone. Oggi, purtroppo, tutto questo manca.
Serve un cambio di passo radicale. La sanità non può essere il terreno di una guerra interna senza fine: deve tornare ad essere una priorità assoluta, sottratta alle logiche di corrente e restituita all’interesse generale». Lo dichiara Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia.

Riforma Giustizia, “Alghero dice Si”: giovedì incontro al Polisoccorso

ALGHERO – Il Comitato Sì Riforma organizza ad Alghero un momento di confronto pubblico dedicato alle ragioni del SÌ al referendum sulla riforma della giustizia. L’appuntamento è per giovedì 26 febbraio alle ore 18:30, presso la sede del Polisoccorso di Alghero, in via Liguria 14/16.

Nel corso dell’incontro si approfondiranno i contenuti della riforma, con particolare attenzione alla separazione delle carriere, al tema dell’indipendenza della magistratura e alla responsabilità disciplinare. Dopo i saluti di Alessandro Cocco, per il Comitato Sì Riforma, si aprirà un confronto tra il Prof. Avv. Federico Onnis Cugia, l’Avv. Antonello Peru e l’Avv. Michele Pais. A concludere l’incontro, moderato da  Alessio Auriemma, sarà l’Avv. Marco Porcu.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Comitato Sì Separa, è aperta a tutti i cittadini interessati a discutere nel merito la riforma costituzionale e a confrontarsi sui suoi effetti concreti. «Contro le bufale, per una giustizia giusta»: questo lo spirito dell’incontro, che punta a offrire dati, argomenti e chiarimenti in vista del referendum.

Carraixali de l’Alguer 2026: una festa che unisce e rinnova la tradizione

ALGHERO – Si chiude con numeri importanti e un entusiasmo diffuso l’edizione 2026 de Lo Carraixali de l’Alguer, che dal 14 al 22 febbraio ha trasformato Alghero in un grande palcoscenico a cielo aperto, capace di unire tradizione, creatività e partecipazione intergenerazionale. Alghero si conferma come autentica città del Carnevale dei bambini con la tradizionale sfilata dei Ragazzinscena: oltre 3.000 figuranti hanno animato il centro cittadino rispettando il tema degli Antichi Mestieri, arricchito da un suggestivo omaggio ad Antoni Gaudí nel centenario della sua scomparsa. Un tributo originale che ha saputo coniugare identità locale e respiro culturale internazionale, grazie a un coinvolgimento straordinario delle scuole e delle famiglie, protagoniste di un lavoro creativo condiviso e partecipato: Oltre 5.000 le persone all’arrivo della sfilata nel Piazzale della Pace hanno applaudito l’esibizione finale tra musica, colore, balli e frittelle.

Particolarmente significativo il momento del taglio del nastro, alla presenza del Questore di Sassari, Filiberto Mastrapasqua, che al fianco del sindaco Raimondo Cacciotto ha scelto di essere ad Alghero proprio in omaggio al ruolo centrale delle scuole e delle famiglie nella costruzione di un Carnevale sicuro, inclusivo e profondamente radicato nella comunità. Con loro il presidente di Fondazione Alghero Graziano Porcu e l’assessora alla Cultura Raffaella Sanna. Grande partecipazione anche per gli altri appuntamenti in cartellone: dalla Festa alla Pietraia al Parco Martin Luther King, alla XXVI edizione dello storico Carnevale delle Borgate, fino al Carnevale del Sotoportego a Fertilia e alla tradizionale Pentolaccia nel centro cittadino. Le borgate hanno confermato energia organizzativa e forte senso identitario, contribuendo in maniera determinante al successo complessivo della manifestazione, quest’anno ricca di legami storici e culturali grazie ai colori e all’allegria degli abiti veneziani in scena nella Città di Fondazione giuliana.

«Lo Carraixali de l’Alguer in soli due anni cresce in maniera esponenziale e si conferma un momento identitario per la nostra comunità – dichiara il presidente della Fondazione Alghero, Graziano Porcu –. I numeri di Ragazzinscena e la qualità della partecipazione registrata in tutti gli eventi testimoniano la solidità di un lavoro di rete tra Fondazione, Amministrazione comunale, associazioni e scuole, capace di valorizzare la tradizione rendendola contemporanea». L’edizione 2026 va così in archivio come la più partecipata degli ultimi anni, capace di rafforzare il legame tra centro e borgate, tra memoria e innovazione, consolidando il Carnevale di Alghero come patrimonio culturale condiviso e appuntamento strategico nel calendario cittadino

“Parco fotovoltaico da 50 ettari a Truncu Reale: sviluppo o speculazione?”

SASSARI – Un parco fotovoltaico da 50 ettari, con un investimento stimato tra decine e centinaia di milioni di euro, su terreni del Consorzio dell’area industriale di Truncu Reale. Terreni espropriati anni fa con fondi pubblici per costruire capannoni e creare lavoro, oggi concessi a uno dei più grandi impianti fotovoltaici a terra, a poche centinaia di metri dalla borgata di Ottava, in località Pian di Sorres. E si parla già di ulteriori cessioni e di un investimento ancora più vasto.

La domanda è inevitabile: che fine fa l’area industriale?
Gli insediamenti produttivi sono pochissimi, la funzione industriale è svuotata, mentre si consolida una trasformazione silenziosa: da area per il lavoro a piattaforma per rendite energetiche.

Qui non si contesta la transizione ecologica. Si contesta il metodo e la destinazione. È moralmente lecito fare profitti su terreni espropriati ai cittadini per uno scopo preciso — l’industrializzazione — e riconvertirli oggi senza un serio bilancio pubblico su occupazione, ricadute locali, compensazioni territoriali e tutela delle comunità vicine?

A chiederlo — e a denunciarlo — è Tore Piana, già consigliere regionale e oggi presidente del Centro Studi Agricoli: «Non siamo contro le rinnovabili. Siamo contro l’uso distorto del bene pubblico.
Terreni espropriati per creare lavoro non possono diventare strumenti di speculazione, mentre l’area industriale muore e le comunità restano senza prospettive.»

“Se il futuro di Truncu Reale è l’energia, lo si dica chiaramente e lo si decida democraticamente, con regole stringenti: priorità agli insediamenti produttivi, ricadute occupazionali vere, canoni e compensazioni per i territori, distanze di sicurezza dalle borgate, trasparenza totale sugli atti. Altrimenti non è transizione ecologica. È trasformazione di suolo pubblico in rendita privata, a spese di un’area industriale nata per dare lavoro e oggi lasciata senza una visione”.