«Le decisioni assunte dal Direttore del Distretto Socio Sanitario di Alghero in merito al trasferimento del SerD rappresentano un grave errore. Una scelta che ho sempre ritenuto sbagliata e che è stata portata avanti senza il necessario coinvolgimento della Commissione consiliare Sanità e del Sindaco di Alghero. Quando si interviene su servizi così delicati non si possono assumere decisioni calate dall’alto, ignorando il confronto con le istituzioni e con il territorio.
La forza di Alghero si misura anche nella capacità di costruire solide relazioni istituzionali e di mantenere unito un territorio che va oltre i confini cittadini. Per questo ho apprezzato la scelta del Sindaco di affidare la presidenza del Distretto al Sindaco di Ittiri e la vicepresidenza al Sindaco di Siligo: un segnale concreto di condivisione e collaborazione tra amministrazioni.
Purtroppo, lo stesso spirito non ha contraddistinto alcune decisioni assunte dalla direzione del Distretto Socio Sanitario di Alghero. Avevo denunciato fin dall’inizio che individuare come sede del SerD i locali dell’ex Guardia Medica, all’ingresso dell’Ospedale Marino, avrebbe inevitabilmente creato criticità e disagi per gli utenti. Oggi quelle preoccupazioni trovano conferma nelle numerose segnalazioni ricevute dai cittadini.
Mi sono state inviate fotografie che documentano la presenza di siringhe abbandonate nella pineta dell’Ospedale Marino, un’area frequentata quotidianamente da residenti, turisti e famiglie con bambini diretti alle spiagge, oltre a essere inserita in un contesto ambientale di straordinario valore. Una situazione che desta forte preoccupazione e che richiede un intervento immediato.
Non si tratta di criminalizzare nessuno, tantomeno i pazienti del SerD, che hanno diritto a essere assistiti in strutture adeguate, dignitose e funzionali. Si tratta, invece, di riconoscere che la collocazione di un servizio così delicato deve essere il risultato di una programmazione attenta, condivisa e responsabile, capace di valutare con equilibrio gli impatti sul territorio, sulla sicurezza e sull’ambiente.
Oggi emergono problemi che erano stati segnalati con largo anticipo. Da Presidente della Commissione consiliare Sanità avevo denunciato il progressivo isolamento della sanità algherese e avevo chiesto un confronto prima dell’assunzione di decisioni tanto rilevanti. Purtroppo, quelle richieste sono rimaste inascoltate.
Confido ora che la Direzione Generale dell’ASL intervenga con senso di responsabilità per individuare una nuova sede più idonea per il SerD, in grado di garantire un servizio efficiente e rispettoso della dignità dei pazienti, della sicurezza dei cittadini e della tutela di un’area di straordinario valore ambientale.
La sanità si governa con il dialogo, il confronto e la condivisione, non con decisioni unilaterali.»
Arrestata donna algherese per spaccio di eroina
ALGHERO – Nella giornata del 22 luglio, gli Agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato algherese di P.S. hanno tratto in arresto in flagranza di reato una donna, residente ad Alghero, già nota alle forze dell’ordine e ritenuta responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti (art. 73 D.P.R. 309/1990). L’operazione scaturisce da una mirata attività investigativa e da mirati servizi di appostamento nei pressi del domicilio della donna, identificato dagli investigatori come luogo dello spaccio. L’elemento decisivo per il blitz si è verificato con l’arrivo sul posto di un noto assuntore di sostanze stupefacenti: ipotizzando che la cessione stesse per perfezionarsi, gli Agenti sono intervenuti tempestivamente, facendosi strada all’interno dell’appartamento per interrompere le attività criminose ed effettuare i controlli di rito. Nel corso della perquisizione domiciliare, gli operatori hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro penale 36 involucri termosaldati pronti per lo spaccio, contenenti sostanza stupefacente, 2 bilancini elettronici di precisione usati per la ripartizione e vario materiale per il confezionamento delle dosi. I successivi esami condotti dal personale della Polizia Scientifica hanno confermato la natura dello stupefacente, nello specifico eroina. Valutata la quantità, il frazionamento in dosi individuali, le modalità di occultamento ed il materiale rinvenuto, la donna è stata tratta in arresto.
Latitante in vacanza ad Alghero, arrestato dalla Guardia di Finanza
ALGHERO – I militari della Sezione Operativa Navale di Alghero hanno identificato e arrestato un cittadino polacco a Punta Giglio, nelle acque di Alghero, su cui pendeva un mandato di cattura europeo per furto d’auto e traffico di veicoli rubati. Un normale controllo di polizia in mare si è trasformato nell’arresto di un latitante internazionale.
Durante le consuete attività di pattugliamento del litorale, una vedetta della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Alghero ha intercettato e fermato una moto d’acqua nei pressi di Punta Giglio.
Le Fiamme Gialle hanno quindi condotto l’uomo nella Caserma del Corpo di Alghero per l’identificazione e gli approfondimenti del caso. Il cittadino polacco è poi risultato ricercato in ambito europeo, colpito da un provvedimento di cattura per reati transnazionali connessi al furto di autoveicoli e al contrabbando
“Alghero non è isolata, ma fa rete con gli altri Comuni”
“Provincia e Sanità, Cacciotto isola ancora una volta Alghero”
“Colledanchise svela il forte aumento Tari, algheresi sempre più vessati”
ALGHERO – Forza Italia, Unione di Centro, Lega, Fratelli d’Italia, Prima Alghero e Riformatori Sardi chiedono di rivedere le tariffe e distribuire in maniera più equa il carico della TARI.
I numeri illustrati pubblicamente da un autorevole esponente della maggioranza sulla TARI 2026 destano forte preoccupazione e meritano un chiarimento puntuale da parte del sindaco Cacciotto e dell’Amministrazione comunale.
Se fosse confermato che, a fronte di un costo complessivo del servizio rifiuti di circa 12,3 milioni di euro, il carico sulle utenze domestiche rimarrebbe sostanzialmente invariato mentre quello sulle utenze non domestiche aumenterebbe mediamente di oltre il 13%, ci troveremmo di fronte a una scelta politica precisa: far gravare sulle attività economiche una parte rilevante dell’incremento dei costi del servizio.
Non è una questione di numeri astratti. Dietro quelle percentuali ci sono commercianti, ristoratori, albergatori, titolari di B&B, stabilimenti balneari, artigiani, professionisti, imprese e attività produttive che ogni giorno devono fare i conti con costi crescenti, pressione fiscale, energia, personale e difficoltà di mercato.
Le imprese non sono un bancomat.
Sono il cuore pulsante dell’economia algherese, producono lavoro, reddito, servizi e ricchezza e contribuiscono in maniera determinante alla qualità della vita delle famiglie. Indebolire la capacità economica delle imprese significa, alla lunga, indebolire l’intero tessuto sociale della città.
Chiediamo all’Amministrazione di illustrare pubblicamente e rendere facilmente leggibili tutti gli elementi che hanno determinato le tariffe TARI 2026, affinché cittadini e operatori economici possano comprendere esattamente da dove arrivano gli aumenti e come vengono distribuiti.
E, soprattutto, se i dati illustrati dalla maggioranza saranno confermati, chiediamo una revisione dell’impostazione tariffaria, con una distribuzione più equilibrata del carico tra utenze domestiche e non domestiche.
Non chiediamo di scaricare l’aumento sulle famiglie. Chiediamo esattamente il contrario: un criterio di maggiore equità che non penalizzi in modo sproporzionato chi produce economia e occupazione.
La TARI deve essere sostenibile per tutti.
Peraltro, sarebbe opportuno che l’Amministrazione spiegasse anche quali azioni intenda mettere in campo per contenere strutturalmente il costo del servizio, migliorandone efficienza e qualità. Perché non può essere sempre e soltanto il contribuente, domestico o non domestico, a dover pagare l’aumento dei costi.
Forza Italia, Unione di Centro, Lega, Fratelli d’Italia, Prima Alghero e Riformatori Sardi chiedono quindi al sindaco Cacciotto di fermarsi, verificare i numeri e correggere, ove necessario, una distribuzione del carico che rischia di mettere ulteriormente sotto pressione il tessuto economico cittadino.
Sostenere le attività economiche significa sostenere il lavoro, le famiglie e il futuro della città”
Nuovo ecografo al Marino, plauso alla direzione Asl da Mulas, Bamonti e Martinelli
Ospedale Marino, arriva il nuovo ecografo per il reparto di Riabilitazione. Il plauso del presidente della Commissione Sanità Christian Mulas e dei consiglieri Gianni Martinelli e Alberto Bamonti alla Direzione Generale della ASL Il presidente della Commissione consiliare Sanità, Christian Mulas, insieme ai consiglieri comunali Gianni Martinelli e Alberto Bamonti, esprime il proprio plauso e un sentito ringraziamento alla Direzione Generale della ASL per aver accolto una serie di richieste avanzate nei mesi scorsi a favore del potenziamento dei servizi sanitari del territorio. Tra i risultati più significativi raggiunti vi è l’arrivo del nuovo ecografo destinato al reparto di Riabilitazione dell’Ospedale Marino, una dotazione di grande valore che consentirà di migliorare ulteriormente la qualità delle prestazioni sanitarie offerte ai pazienti. L’ecografo rappresenta infatti uno strumento fondamentale nella medicina riabilitativa, poiché permette di valutare in tempo reale la struttura e la composizione del muscolo, analizzandone lo stato e il potenziale di recupero. Inoltre, consente di individuare infiammazioni dei tendini, lesioni muscolari, strappi, versamenti ematici e altre problematiche che richiedono un trattamento mirato. Particolarmente importante è il suo utilizzo nelle infiltrazioni ecoguidate con tossina botulinica, una terapia che agisce bloccando temporaneamente la comunicazione tra nervo e muscolo, riducendo contratture, spasmi e tensioni muscolari. Lo strumento sarà inoltre impiegato nel trattamento di distretti articolari quali ginocchio, anca e spalla, garantendo interventi più precisi, sicuri ed efficaci. L’ecografo consentirà anche ai professionisti della Riabilitazione di monitorare la funzione muscolare durante gli esercizi terapeutici e seguire con maggiore accuratezza l’evoluzione del percorso di guarigione dei tessuti, offrendo così ai pazienti un’assistenza ancora più qualificata. Il presidente Christian Mulas ricorda inoltre come, tra le richieste formulate alla Direzione Generale della ASL, siano già state accolte anche quelle relative al potenziamento del Pronto Soccorso e all’installazione dei climatizzatori, interventi concreti che hanno migliorato le condizioni di lavoro del personale sanitario e l’accoglienza dei pazienti. Un ulteriore risultato atteso nelle prossime settimane riguarda l’arrivo di nuove barelle e lettini per il trasporto dei pazienti tra i vari reparti, strumenti indispensabili per rendere ancora più efficiente l’attività ospedaliera. «Questi risultati dimostrano che il dialogo istituzionale, quando è costante e costruttivo, produce benefici concreti per la sanità e per i cittadini dichiarano il presidente della Commissione Sanità Christian Mulas e i consiglieri comunali Gianni Martinelli e Alberto Bamonti . Ringraziamo la Direzione Generale della ASL per l’attenzione dimostrata verso le esigenze del territorio e continueremo a lavorare affinché l’Ospedale Marino e tutti i servizi sanitari possano disporre delle risorse e delle attrezzature necessarie a garantire cure sempre più efficaci e moderne. La salute dei cittadini resta una priorità assoluta e il nostro impegno proseguirà con determinazione».
Campo boe e nautica, Fratelli d’Italia: “Tavolo tecnico tra Governo, Regione e Comune”
ALGHERO – «La tutela dell’ambiente marino rappresenta un valore imprescindibile e costituisce un obiettivo che tutti condividiamo. Proprio per questo è necessario che le misure di protezione siano fondate su criteri di proporzionalità, ragionevolezza e sostenibilità, affinché la salvaguardia degli ecosistemi possa conciliarsi con la fruizione responsabile del mare e con lo sviluppo di una delle principali risorse economiche e turistiche della Sardegna: la nautica da diporto. L’Area Marina Protetta “Capo Caccia – Isola Piana” tutela un patrimonio naturalistico di straordinario pregio, esteso su circa 2.600 ettari di superficie marina e articolato in aree sottoposte a diversi livelli di protezione. Si tratta di un patrimonio di eccezionale valore ambientale e paesaggistico, che costituisce un elemento qualificante dell’identità e dell’offerta turistica del territorio. Proprio per questo le misure di tutela devono essere non solo efficaci sotto il profilo della conservazione, ma anche proporzionate, sostenibili, supportate da evidenze scientifiche e condivise con le comunità e gli operatori che vivono e lavorano nel territorio.» Lo dichiara Marco Di Gangi, Responsabile regionale del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia Sardegna, intervenendo sul crescente disagio manifestato dai diportisti che frequentano il golfo di Alghero.
«Da settimane raccogliamo le segnalazioni di cittadini, operatori e turisti che descrivono una situazione sempre più difficile. Uscire in barca, che dovrebbe rappresentare un momento di svago e di libertà, è diventato per molti un’esperienza caratterizzata da continue preoccupazioni: divieti, ordinanze, zone interdette, campi boe, limiti di ancoraggio e norme spesso di non immediata interpretazione hanno generato un diffuso senso di disorientamento.» Si segnala inoltre come il divieto di navigazione e di ancoraggio nel ridosso della base di Poglina, storicamente utilizzata come riparo sicuro dal maestrale a sud di Alghero, abbia ulteriormente inciso sulla disponibilità di aree di sosta e di sicurezza per la nautica da diporto, contribuendo alla progressiva riduzione degli spazi liberamente fruibili lungo il litorale. «Non è solo una questione di restrizioni. È l’effetto complessivo del sistema ad aver prodotto un clima di incertezza. Molti diportisti non riescono più a comprendere con chiarezza dove sia possibile navigare, sostare o ancorare senza rischiare di incorrere in violazioni. Questa situazione finisce inevitabilmente per scoraggiare la fruizione del mare.» Secondo Di Gangi, uno degli elementi di maggiore criticità è rappresentato dalla gestione dei campi boe. «La loro collocazione, soprattutto nelle aree esterne all’Area Marina Protetta, ha determinato una significativa riduzione degli spazi liberamente utilizzabili dalle imbarcazioni. Ne è derivata una concentrazione sempre maggiore delle barche nelle poche zone rimaste disponibili, con inevitabili problemi di affollamento proprio nei tratti di costa che offrono riparo dai venti predominanti.» «Il paradosso è evidente: strumenti introdotti con finalità di tutela ambientale finiscono, in alcuni casi, per produrre una concentrazione della pressione antropica anziché distribuirla in modo più equilibrato.» Di Gangi richiama quindi l’attenzione sulle ricadute economiche. «La nautica da diporto non rappresenta un’attività marginale. È uno dei pilastri dell’offerta turistica della Riviera del Corallo e genera un indotto rilevantissimo che coinvolge porti turistici, cantieri nautici, noleggiatori, diving center, ristoranti, pubblici esercizi, commercio, manutenzioni, servizi tecnici e professionali. Migliaia di famiglie vivono, direttamente o indirettamente, grazie a questo comparto.» «Solo tra Alghero, Fertilia, Porto Conte e Tramariglio sono presenti stabilmente migliaia di imbarcazioni da diporto. È quindi del tutto prevedibile che, riducendo progressivamente gli spazi realmente fruibili, aumentino inevitabilmente le criticità e il disagio.» Per il Responsabile del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia Sardegna è necessario aprire una fase di confronto. «Occorre superare una visione che sembra considerare il diportista prevalentemente come un problema da limitare, anziché come un alleato nella tutela del mare. La sostenibilità non si costruisce moltiplicando i divieti, ma attraverso regole condivise, informazione, responsabilizzazione degli utenti, controlli efficaci contro i comportamenti realmente dannosi e una pianificazione basata su dati scientifici e sull’ascolto dei territori.» «La Sardegna possiede uno dei patrimoni costieri più straordinari del Mediterraneo. Proprio per questo dobbiamo essere capaci di coniugare tutela ambientale, diritto alla fruizione del mare e sviluppo economico. Questi obiettivi non sono alternativi: possono e devono convivere.» «Per queste ragioni ho proposto l’avvio di un tavolo tecnico-istituzionale tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Regione Autonoma della Sardegna, il Comune di Alghero, l’Ente gestore dell’Area Marina Protetta e le rappresentanze maggiormente rappresentative del comparto nautico, turistico e delle comunità locali. Quando una regolamentazione genera un diffuso malcontento e produce conseguenze economiche rilevanti, il confronto non rappresenta un arretramento nella tutela ambientale, ma un atto di buona amministrazione.» «Difendere il mare significa proteggerne gli ecosistemi, ma anche consentire ai cittadini e ai turisti di viverlo responsabilmente. Se si perde questo equilibrio, il rischio è duplice: compromettere una parte importante dell’economia turistica e alimentare un crescente distacco dei cittadini dalle politiche di tutela ambientale. Sarebbe una sconfitta per tutti.»
