CAGLIARI – Mentre si rincorrono voci di una possibile interruzione anticipata dell’esperienza governativa della Todde, arriva la relazione della direzione del Partito Democratico che, ancora una volta, ribadisce la sua ferma posizione: nessuno strappo, “ma una scelta coerente di responsabilità istituzionale, fondata sul rispetto delle pronunce giurisdizionali, sulla tutela dell’interesse pubblico e sulla necessità di garantire stabilità amministrativa”.
Parole che, come già emerso nella precedente Giunta coi dem assenti, non è che siano da meno rispetto un paventato “strappo”, anzi. Di fatto si ritiene che alcune delibere approdate nell’esecutivo (e approvate) possano sottostare a vizi di forma, dunque di legittimità, come indicato da tutto il Partito Democratico.
Niente di nuovo sotto il sole. Il punto di svolta sarà la sentenza della Corte d’Appello sulla decadenza della Todde che, come emerso ieri, arriverà entro fine marzo. Ma, come detto, ci potrebbe essere una mossa che andrebbe a sparigliare le carte: dimissioni della Governatrice, elezioni con lei ricandidata a presidente.
Il Centrodestra, a quanto emerge da alcuni rumors sarebbe pronto con Pietro Pittalis ai nastri di partenza. Ma, come noto, in politica può succedere tutto e il suo contrario. Dunque, la verità ce la saprà comunicare il tempo. Per adesso, come detto dagli stessi suoi alleati, “la Direzione sottolinea che la coesione della coalizione richiede reciprocità, confronto preventivo e piena collegialità nelle decisioni, come da regole istituzionali oltre che politiche. In questo contesto dunque, dopo due anni di legislatura, occorre promuovere un fase nuova”. Una fase nuova, appunto. Tradotto significa: verifica e rimpasto, se non peggio. Una cosa è certa, il malumore serpeggia e non è detto che tali passaggi siano sufficienti a placarlo, a quel punto la mossa della Todde, e Conte, potrebbe aprire nuovi scenari. O meglio antichi.
Relazione della Direzione del Partito Democratico. “La Direzione regionale del Partito Democratico della Sardegna ribadisce lo spirito unitario che è parte del codice genetico, della storia e del percorso coerente del PD e la piena volontà di difendere e rafforzare il campo largo e progressista, nato in Sardegna e oggi esperienza positiva in molte città dell’isola, da Cagliari a Sassari, da Nuoro ad Alghero con sindaci differenti per appartenenza e proposta politica.
L’assenza dalla Giunta degli assessori PD sulle nomine in sanità non rappresentano uno strappo politico ma una scelta coerente di responsabilità istituzionale, fondata sul rispetto delle pronunce giurisdizionali, sulla tutela dell’interesse pubblico e sulla necessità di garantire stabilità amministrativa.
Il Partito Democratico respinge con fermezza ogni ricostruzione che attribuisca alle proprie scelte logiche di spartizione o rivendicazioni di ruolo: non sono mai stati posti temi di appartenenza ad un partito, ma esclusivamente questioni di metodo, competenza e correttezza giuridica. La Direzione sottolinea che la coesione della coalizione richiede reciprocità, confronto preventivo e piena collegialità nelle decisioni, come da regole istituzionali oltre che politiche. In questo contesto dunque, dopo due anni di legislatura, occorre promuovere un fase nuova, un bilancio di metà mandato sui risultati importanti che si sono raggiunti come su quelli ancora da raggiungere nei prossimi tre anni sulle politiche per gli enti locali, per i trasporti interni e la continuità, sul lavoro e la scuola, sull’agricoltura e la transizione ecologica e digitale, su casa, giovani e innovazione che rappresentano i pilastri del contrasto della glaciazione demografica. Cosi come devono essere oggetto di confronto e verifica il metodo di lavoro della coalizione a livello regionale e locale, in vista delle prossime scadenze elettorali amministrative, da Tempio a Porto Torres, a Quartu e, nel 2027 a Carbonia, Oristano e Olbia, dove occorre uniformità del campo progressista pur nelle differenze e integrazioni locali.
Da parte sua il PD rafforzerà e rilancerà la campagna di ascolto ampia e strutturata sui bisogni dei cittadini e dei territori sulla sanità e sulle politiche di sviluppo, di welfare e per i giovani e sugli obiettivi più attesi per i prossimi tre anni, avviata a novembre con i laboratori democratici, per portare la loro voce in Consiglio Regionale.
Per il PD sardo le prossime settimane, hanno come essenziale priorità politica la campagna referendaria, con l’impegno a contribuire alla vittoria del NO in Sardegna e nel Paese.
Sono settimane nelle quali si potrà lavorare per un confronto per possa consentire di rafforzare le basi unitarie.
La lealtà del PD al progetto progressista è piena e convinta, senza dubbi o scorciatoie che non sono condivisibili, e ha la sua priorità nel primario interesse nella tutela dell’interesse delle cittadine e dei cittadini sardi e della qualità delle istituzioni.
Il PD sarà presente sabato a Cagliari alla manifestazione contro l’estensione del 41bis in piazza palazzo alle 11 in quella che ricorda i 4 anni dell’invasione dell’Ucraina convocato per le 16.
La direzione regionale approva all’unanimità la relazione del segretario integrata con i contributi provenienti dal dibattito e sintetizzati nel presente documento”.