ALGHERO – “Manca poco e a fine mandato, quando faremo un bilancio dell’attività in Consiglio regionale, del Consigliere regionale Di Nolfo, che quotidianamente sproloquia su ogni argomento. Oggi commenta sul trasferimento (annunciato) del rally a Roma, attribuendo responsabilità al Governo Meloni quando è già stato detto in mille modi che la politica può poco rispetto alla volontà degli organizzatori del mondiale Rally. Ne la politica ne Aci. Anzi. Sia a livello locale che con Aci nazionale vogliamo lavorare per trovare una soluzione soddisfacente per gli appassionati, consapevoli che la Sardegna offra uno spettacolo irripetibile. Daremo così al consigliere Di Nolfo la possibilità di capire la differenza tra classe dirigente e spettatore,
quale è da inizio legislatura, pur essendo nella maggioranza di Governo regionale. Ma qualcuno l’ha avvisato?” Dichiara Salvatore Deidda, deputato Fdi, Presidente della IX Commissione Trasporti, Poste, Telecomunicazioni della Camera dei Deputati
“Zedda si accorge solo ora dell’immigrazione controllata, buongiorno!”
CAGLIARI – “Il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda si accorge che l’immigrazione incontrollata rappresenta un problema serio. Dopo quindici anni di quelle che consideriamo politiche scellerate di accoglienza senza limiti, volute e portate avanti dalla sua parte politica, non possiamo che accogliere con piacere questa improvvisa conversione. Meglio tardi che mai. Peccato che, prima di attaccare il Governo Meloni, il sindaco non abbia pensato di controllare i dati ufficiali del Ministero dell’Interno”. A dichiararlo Fratelli d’Italia Cagliari, in risposta alle dichiarazioni del sindaco sugli sbarchi nel capoluogo. “Il sindaco controlli i numeri prima di attaccare il Governo Meloni. E si rilegga il TUEL sulle proprie responsabilità in materia di sicurezza urbana”.
“el 2022 sono sbarcati in Italia 105.131 migranti, nel 2023 si è raggiunto il picco di 157.651, scesi a 66.617 nel 2024 e a 66.312 nel 2025. All’8 ottobre 2026 gli sbarchi sono 23.910, contro i 52.911 dello stesso periodo dell’anno precedente: il 55% in meno. Numeri che, dopo l’aumento del 2023, documentano una netta inversione di tendenza. “Per quindici anni la sua parte politica ha sostenuto politiche dell’accoglienza che giudichiamo fallimentari, mentre chi denunciava i rischi dell’immigrazione incontrollata veniva accusato di alimentare paure e intolleranza. Siamo lieti che oggi il sindaco abbia cambiato idea, ma non si può pretendere che in appena quattro anni il Governo Meloni risolva tutte le criticità che attribuiamo a quindici anni di scelte politiche sbagliate.
Quanto alle responsabilità, nessuno mette in discussione che il controllo dell’immigrazione sia competenza dello Stato. Ma forse al sindaco farebbe bene rileggersi gli articoli 50 e 54 del Testo unico degli enti locali, che disciplinano anche i poteri del sindaco in materia di sicurezza urbana, contrasto al degrado e tutela del decoro cittadino. Prima di impartire lezioni al Governo, dunque, Zedda dovrebbe ricordarsi anche delle responsabilità che la legge attribuisce a chi amministra una città”. “A proposito di sicurezza e decoro, vorremmo ricordargli che, mentre oggi invoca interventi del Governo, soltanto pochi mesi fa la sua amministrazione proseguiva con le politiche del “volemose bene”, arrivando persino a cancellare i divieti comunali di accattonaggio e bivacco introdotti dalla precedente amministrazione. Due questioni certamente distinte, ma che rendono legittima una domanda: quale idea di sicurezza urbana intende portare avanti il sindaco di Cagliari? Una buona notizia, comunque, c’è: finalmente anche Zedda ha capito che l’immigrazione incontrollata è un problema. Ora dovrebbe soltanto spiegarlo al resto della sua coalizione”. Conclude FdI Cagliari.
“Alghero, opere pubbliche allo sbando: cantieri abbandonati, furti e vandalismi”
“Treno a idrogeno: eravamo e restiamo contrari, saranno i fatti a parlare”
ALGHERO – “E’ inutile che il centrodestra tenti di gettare una cortina di fumo davanti agli occhi delle persone. La posizione del Partito Democratico su quest’opera è sempre stata chiara: abbiamo espresso forti perplessità in passato e continuiamo a esprimerle oggi, per ragioni tecniche, economiche e ambientali ben precise.
La tecnologia ferroviaria a idrogeno trova la sua principale giustificazione in quei territori nei quali l’elettrificazione delle linee risulta particolarmente complessa o antieconomica. Non è certamente questa la condizione della Nurra, dove si è deciso di puntare su una tecnologia caratterizzata, peraltro, da un rendimento energetico complessivo decisamente modesto rispetto alla trazione elettrica diretta.
Ma il punto centrale è un altro.
L’originario progetto di tram-treno avrebbe consentito di raggiungere molteplici obiettivi: un consumo di suolo notevolmente inferiore, meno della metà rispetto a quello richiesto dalla nuova infrastruttura ferroviaria e dall’impianto di produzione dell’idrogeno; la possibilità di penetrazione urbana, collegando direttamente i centri cittadini di Sassari, Alghero e Sorso; e, soprattutto, un enorme risparmio di risorse pubbliche.
Ricordiamo che l’opera attualmente in fase di realizzazione comporterà una spesa superiore ai 300 milioni di euro per meno di sette chilometri di collegamento ferroviario. Una cifra enorme, con la quale, secondo le nostre valutazioni, si sarebbe potuta elettrificare quasi tutta la rete ferroviaria a scartamento ordinario della Sardegna.
Sono queste le ragioni che hanno determinato la nostra posizione. Non pregiudizi ideologici, non contrapposizioni politiche, ma una diversa idea di mobilità, di sostenibilità ambientale e di utilizzo delle risorse pubbliche.
E sono esattamente le stesse ragioni che sosteniamo oggi.
Per farla semplice, comunque, non sarà né il centrodestra né il Partito Democratico a decretare il successo o il fallimento di questo faraonico trenino. Saranno i fatti, i costi di gestione, il numero dei passeggeri e l’effettiva utilità del servizio a dirci, negli anni a venire, se questa sia stata una scelta lungimirante oppure un clamoroso spreco di risorse pubbliche.
Nel frattempo, continuiamo a sentirci al fianco dei territori interessati dall’opera e delle persone che in quei territori vivono, lavorano e portano avanti le proprie attività, sopportando le conseguenze di scelte sulle quali abbiamo sempre chiesto maggiore attenzione.
Naturalmente ci auguriamo che, una volta entrato in funzione, il collegamento possa offrire un servizio utile alla collettività.
Speriamo soltanto di non doverci trovare, tra qualche anno, a ricordare agli entusiasti di oggi: «Ve lo avevamo detto».
Partito Democratico Alghero
“Treno a Idrogeno, Cacciotto e il Pd hanno preso in giro l’agro”
“Tributi, la Step batte cassa e la Secal attende (ancora) i soldi da Porta Terra”
Stop alle chiacchiere, è ufficiale: il Rally Mondiale trasloca a Roma
Montagne di soldi per il Capodanno, ma quali sono le reali ricadute?
ALGHERO – “Quanto costa realmente il Capodanno di Sassari e quale ritorno economico produce per la città? È questo il tema dell’interrogazione presentata dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Roberto Cadeddu, Pietro Pedoni e Maurizio Usai, che chiedono alla Giunta di fare chiarezza sugli stanziamenti, sui costi complessivi dell’evento e sul suo effettivo impatto economico e turistico.
L’interrogazione evidenzia il forte aumento delle risorse destinate al Capodanno negli ultimi anni. Per l’edizione 2024/2025, con Gianna Nannini, la spesa complessiva era stata di circa 600 mila euro, di cui 250 mila a carico del Comune. Per il Capodanno 2025/2026, con Max Pezzali, il costo complessivo è salito a circa 1,15 milioni di euro, con un cachet artistico di 350 mila euro e un cofinanziamento regionale di 500 mila euro.
Per il prossimo Capodanno 2026/2027, la deliberazione di Giunta n. 2026/330 del 21 settembre 2026 ha quantificato in 709.050 euro il solo pacchetto artistico del cantante Zucchero, ufficializzato in queste ore dall’amministrazione comunale. Considerando anche i costi organizzativi, logistici e di sicurezza, i consiglieri stimano una spesa complessiva che potrebbe superare 1,6 milioni di euro.
«Di fronte a cifre di questa portata – sottolineano Cadeddu, Pedoni e Usai – non è sufficiente parlare genericamente di promozione turistica. Se il Capodanno viene considerato un investimento strategico, bisogna dimostrarne il ritorno economico con dati concreti».
L’interrogazione chiede quindi alla Giunta di fornire i dati ufficiali sui flussi turistici degli ultimi tre Capodanni, con particolare riferimento alle edizioni con Gianna Nannini e Max Pezzali, sulla provenienza dei visitatori, sulla loro permanenza media e sulla spesa sostenuta sul territorio. Viene inoltre chiesto quale sia stato l’effettivo incremento delle presenze turistiche in rapporto alla crescita dei costi dell’evento e quale indotto economico sia stato generato a favore di commercio, ristorazione, strutture ricettive e attività produttive.
Infine, i consiglieri comunali di FDI chiedono quali siano stati i criteri politici e finanziari che hanno portato a considerare prioritaria una spesa di questa entità rispetto alle altre esigenze della città, anche alla luce dell’utilizzo di fondi accantonati per i conguagli energetici.
«Non mettiamo in discussione il valore degli eventi – concludono i consiglieri di Fratelli d’Italia – ma quando si utilizzano risorse pubbliche per oltre un milione e mezzo di euro è doveroso verificare quanto queste risorse ritornino effettivamente alla città in termini di turismo, consumi e ricchezza prodotta sul territorio».
Campo boe e Zps a mare, “Ok alla tutela ambientale, ma stop ai troppi vincoli”
ALGHERO – «La proposta della Regione di estendere la ZPS a mare, dal Ponte Calabona fino a Capo Marrargiu e quindi verso Bosa, con una fascia che arriva a circa un miglio dalla costa, merita un confronto pubblico molto più approfondito». È quanto sostiene Tore Piana, intervenuto ad Alghero, secondo il quale «non possiamo escludere che questo nuovo strumento possa essere propedeutico all’introduzione di ulteriori vincoli, con il rischio che a essere penalizzati siano soprattutto pescatori e diportisti, che potrebbero trovarsi di fronte a nuove zone nelle quali sarà vietato o limitato l’ancoraggio».
«C’è troppo silenzio sulla pratica regionale – sottolinea Piana – mentre il termine per presentare le osservazioni è fissato al 31 ottobre. È fondamentale che cittadini, operatori della pesca, diportisti e imprese interessate conoscano la proposta e partecipino alla fase delle osservazioni direttamente attraverso il sito dell’Assessorato regionale dell’Ambiente, nell’ambito del progetto ABILAS».
La discussione si è inoltre allargata alla situazione dei campi boe nell’Area Marina Protetta di Capo Caccia-Isola Piana e nelle tre zone esterne, dove resta aperto il tema del rapporto tra tutela ambientale, disponibilità degli spazi e fruizione del mare.
Il Parco di Porto Conte ha convocato per giovedì 8 ottobre alle ore 17.30 la prima riunione dedicata alla questione dei campi boe. Tore Piana, convocato in rappresentanza del Centro Studi Agricoli e quale promotore del Comitato No Boe, parteciperà all’incontro.
«Dobbiamo arrivare alla riunione con una posizione chiara – conclude Piana –: tutelare l’ambiente è necessario, ma la tutela non può trasformarsi in una progressiva sottrazione del mare ai cittadini, ai pescatori e ai diportisti. Occorre discutere concretamente quali soluzioni adottare per i campi boe e quali proposte avanzare per garantire equilibrio tra tutela e libera fruizione del mare»