“Aou, parole di Desirè Manca sono gravissime: assurda ingerenza sui revisori”

ALGHERO – «Le dichiarazioni dell’assessora regionale Desirè Manca sulla vicenda dei premi di produttività dell’AOU di Sassari, sono di una gravità inaudita. Siamo di fronte a quello che appare come un tentativo di ingerenza politica nell’attività di un organo indipendente di controllo, accompagnato da una delegittimazione pubblica della presidente del collegio sindacale, indicata sostanzialmente come responsabile del mancato pagamento delle spettanze ai lavoratori».
Lo dichiara Michele Pais, intervenendo sulle affermazioni dell’assessora regionale del Lavoro Desirè Manca espresse in un video sui social.
«Dalle dichiarazioni dell’assessora emerge una rappresentazione sconcertante della vicenda: il collegio sindacale viene descritto quasi come un organismo che agirebbe arbitrariamente contro i lavoratori, anziché come un organo istituzionale chiamato dalla legge a verificare la regolarità e la legittimità degli atti amministrativi e contabili.
È una ricostruzione sconcertante, soprattutto proveniente da un’assessora che ancora una volta appare inconsapevole della gravità delle cose che dice. Il collegio sindacale non è un’associazione di persone che decide discrezionalmente se riconoscere o negare i diritti dei dipendenti. È un organo indipendente di garanzia, previsto dall’articolo 3-ter del decreto legislativo 502/1992, che ha il preciso dovere di vigilare sull’osservanza della legge e sulla regolarità della gestione economica e contabile».
Pais richiama quindi il passaggio relativo al coinvolgimento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
«L’assessora riferisce di un intervento presso il ministro Giorgetti per sollecitare un provvedimento sulla vicenda. Con quale finalità e attraverso quali strumenti? Il ministro dell’Economia non è il superiore gerarchico dei revisori e non può imporre loro di modificare un giudizio tecnico-contabile. O peggio ancora sollevare dall’incarico la Presidente del collegio. Se questa fosse la finalità delle sollecitazioni politiche, ci troveremmo davanti a un fatto istituzionalmente gravissimo, al limite, se non oltre, di un illecito penale».
«Ancora più preoccupante è la personalizzazione delle responsabilità nei confronti della presidente del collegio sindacale, pubblicamente additata come ostacolo al pagamento dei premi. È un atteggiamento che rischia di trasformarsi in una forma di pressione intimidatoria nei confronti di un pubblico ufficiale chiamato a svolgere, con autonomia e indipendenza, una funzione di controllo.
Non spetta a un assessore regionale stabilire pubblicamente che un rilievo contabile sia arbitrario o illecito e utilizzare questa valutazione per mettere sotto accusa chi lo ha formulato. Esistono procedure, responsabilità e sedi competenti per risolvere le controversie giuridiche e contabili. Peraltro fornendo una rappresentazione delle cose assolutamente distante dalla realtà».
Pais solleva anche la questione delle possibili ulteriori implicazioni.
«Ritengo che le dichiarazioni dell’assessora debbano essere esaminate con estrema attenzione anche sotto ulteriori profili. Occorre verificare se le affermazioni pubbliche possano essere interpretate come pressioni indebite e se siano state accompagnate da azioni dirette o iniziative finalizzate a indurre i componenti del collegio a modificare o controllare le proprie determinazioni. Non spetta certamente alla politica pronunciare sentenze, ma sarebbe altrettanto grave sottovalutare comportamenti potenzialmente lesivi dell’indipendenza degli organi di controllo».
L’ex presidente del Consiglio regionale richiama infine il proprio precedente intervento sulla vicenda.
«Lo avevo già affermato nei giorni scorsi: il collegio sindacale non è il nemico dei lavoratori, e nei loro rilievi c’è la soluzione del problema. Il suo compito è anche quello di garantire che le risorse destinate al personale siano riconosciute e corrisposte attraverso procedure legittime, evitando contestazioni e possibili responsabilità future»

Circovallazione fantasma, “le colpe sono di Forza Italia e della Giunta Conoci”

ALGHERO – “La strategia comunicativa adottata dal gruppo consiliare di Forza Italia non vale a nascondere la gravi e precise responsabilità ad essi imputabile,  nel corso della precedente consiliatura,  per l’inappropriata gestione dei principali cantieri cittadini, che ancora ne frenano il completamento.  Stupisce quindi come i forzisti, ancora una volta, tentino artificiosamente di attribuire ad altri  inadempienze che, senza alcun dubbio, invece gli sono proprie.

L’ultimo intervento dei forzisti in materia di opere pubbliche riguarda la circonvallazione per denunciare i ritardi nel completamento dell’importante infrastruttura viaria cittadina, a loro dire, ascrivibili all’amministrazione Cacciotto.

Ma così non è.

I forzisti algheresi rivendicano, in modo del tutto stupefacente,  l’iniziativa dell’opera, come se appartenesse ad una visione di sviluppo  della viabilità urbana, a loro riferibile in modo esclusivo. Tuttavia dimenticano di esporre, nel loro ultimo  comunicato (dal contenuto assai impreciso e lacunoso), come il progetto dell’opera fosse ab origine inadeguato, tanto che la sua esecuzione ha conosciuto lunghi momenti di sospensione a causa, dapprima, della infausta previsione della piantumazione dell’aiuola spartitraffico con alberi di olivo, opportunamente stoppato dall’allora Provincia di Sassari, e, dappoi in conseguenza della presa d’atto della inidoneità del terreno sottostante a sopportare il peso della realizzanda infrastruttura.

Questi  primi errori macroscopici hanno determinato una lunga inattività del cantiere e generato di conseguenza, una importante lievitazione dei costi, durante la gestione forzista dell’assessorato cittadino delle Opere Pubbliche .

Successivamente, ancora una volta in un momento antecedente l’insediamento della giunta Cacciotto, perdeva di efficacia la Valutazione d’impatto ambientale rilasciata dalla RAS perché   l’Assessorato ai Lavori Pubblici del  Comune di Alghero aveva omesso di presentare all’Assessorato regionale all’Ambiente la richiesta di rinnovo, entro il termine quinquennale di validità del provvedimento autorizzatorio. Tale circostanza, se da un lato,   ha determinato una sospensione parziale  del cantiere,  sino alla riattivazione con esito positivo della procedura tecnico-amministrativa di VIA, di competenza regionale, dall’altro evidenzia come l’importante intervento, originariamente previsto nella sua realizzazione nel termine massimo di un quinquennio, si sia protratto oltre la scadenza inizialmente prevista proprio a causa dell’approccio superficiale tenuto dai forzisti algheresi che hanno, all’evidenza, sottovalutato aspetti fondamentali  sia di carattere amministrativo che di carattere tecnico, funzionali alla corretta esecuzione dell’arteria viaria.

Vi è di più. L’intervento di consolidamento del fondo stradale ha implicato l’adozione di una prima perizia di variante che ha prosciugato il quadro economico inizialmente previsto per l’esecuzione dell’intera opera.  In buona sostanza, la mancata indagine preventiva delle caratteristiche del suolo su cui andava a gravare l’infrastruttura ha determinato che gli accorgimenti tecnici necessari a superare il grave problema, abbiano drenato una quota importante del quadro economico dedicato, rendendo insufficiente il finanziamento  destinato alla realizzazione dell’infrastruttura.

Ulteriori effetti negativi si sono prodotti, per un verso, sotto forma d’impoverimento delle risorse e lievitazioni dei costi complessivi dell’opera e, per altro verso, come necessità di ottenere una seconda perizia di variante per reintrodurre nelle lavorazioni di completamento quelle parti che erano state escluse per finanziare la prima variazione progettuale, relativa alla  stabilizzazione del fondo stradale.

In tale contesto fattuale era necessario ottenere l’approvazione di una seconda perizia di variante. Tale atto è stato approvato dalla RAS Assessorato Lavori Pubblici, lo scorso 18 settembre e consente opportunamente di suddividere l’intervento in due lotti funzionali: il primo che comprende il tratto stradale tra la rotatoria 5 di via Vittorio Emanuele e la rotatoria 2  ubicata in via Valverde; ed il secondo, di completamento, che riguarda il segmento tra la rotatoria 2 e quella prevista in corrispondenza dell’intersezione con Viale della Resistenza.

Questa soluzione, finanziata con un nuovo  apporto regionale di euro 1.000.000,00  nonché con fondi di bilancio comunale per circa 1.300.000,00 euro, consente di ottenere il completamento della prima parte della circonvallazione in tempi brevi con le risorse al momento disponibili. E di procedere, senza soluzione di continuità, al completamento del secondo lotto funzionale, già avviato con eventuali  risorse aggiuntive.

Probabilmente, se il gruppo consiliare di Forza Italia avesse intuito la necessità di frazionare l’opera in due lotti funzionali – quantomeno dal momento in cui si era reso necessario intervenite per il consolidamento del terreno su cui poggia l’infrastruttura – ad oggi almeno una prima parte dell’arteria viaria sarebbe stata già nella disponibilità degli algheresi ed avrebbe consentito una migliore circolazione veicolare in ambito urbano”.

Francesco Marinaro, assessore ai Lavori Pubblici, Manuntenzione e Verde

 

“Parco, Centrosinistra tra propaganda e confusione: Alghero non deve perdere sovranità”

ALGHERO – «Siamo profondamente meravigliati dalle dichiarazioni dei capigruppo di maggioranza sul Parco di Porto Conte. Il loro tentativo di mettere sullo stesso piano la proposta di legge del 2014 e la bozza di riforma oggi in discussione rivela, quantomeno, una scarsa conoscenza dei contenuti della proposta che citano. Basterebbe leggerla per accorgersi che si tratta di due impostazioni profondamente diverse».
Lo dichiarano i capigruppo del centrodestra algherese Marco Tedde per Forza Italia, Raffaele Salvatore per UDC–Patto per Alghero, Michele Pais per Lega, Alessandro Cocco per Fratelli d’Italia, Massimiliano Fadda per Prima Alghero e Giovanna Caria per Riformatori Sardi.

«La proposta del 2014 era un’iniziativa di un gruppo di opposizione in Consiglio regionale e non è mai approdata all’esame della commissione competente né del Consiglio regionale. Non è stata quindi avviata alcuna istruttoria che potesse condurre alle audizioni e al confronto con i portatori di interesse. La comunità algherese non fu coinvolta semplicemente perché quella proposta non ebbe seguito nell’iter legislativo. È dunque singolare che oggi la maggioranza utilizzi proprio quel precedente per impartire lezioni di partecipazione».
«Ma il punto decisivo è un altro: la proposta del 2014 manteneva la governance del Parco in capo al Comune di Alghero. Prevedeva una semplificazione amministrativa senza alcun trasferimento di competenze fuori dal territorio algherese, senza attribuire quote di governo del Parco alla Regione, alla Città metropolitana o a FoReSTAS. Prevedeva inoltre uno stanziamento annuale adeguato per sostenere la tutela, la valorizzazione e la promozione del Parco».
«La differenza con la bozza oggi contestata è sostanziale. La disposizione che ci è stata sottoposta attribuisce il 10% dei voti alla Regione, il 5% alla Provincia o Città metropolitana e il 5% a FoReSTAS, quando ricorrono le condizioni previste. E stabilisce che, nel caso di un parco ricadente interamente nel territorio di un solo Comune, a quest’ultimo spetti il 45% dei voti. Se confermata e applicata a Porto Conte, questa impostazione ridurrebbe sensibilmente il peso decisionale di Alghero, introducendo altri soggetti nella governance di un Parco che insiste interamente sul territorio comunale».
«La maggioranza dovrebbe spiegare questa differenza, invece di rifugiarsi in un confronto improprio con il 2014. Riformare gli organi del parco è cosa ben diversa dal sottratte il potere decisionale alla città per regalarlo a soggetti istituzionali lontani e avulsi dal territorio. Sono scelte differenti, con conseguenze differenti».
«Prima di accusare l’opposizione di contraddizione, sarebbe stato opportuno leggere la relazione e gli articoli della proposta che si cita. E, soprattutto, sarebbe stato necessario esaminare la bozza attuale nella sua interezza, verificando quali competenze restino al Consiglio comunale e quali vengano attribuite agli altri enti. La dichiarazione secondo cui la leadership di Alghero sarebbe intatta non può sostituire l’analisi delle norme».
«Noi non siamo contrari a priori a una riforma del Parco. Siamo contrari a qualsiasi modifica che indebolisca il ruolo di Alghero senza un confronto preventivo, trasparente e pubblico. Chiediamo che il testo integrale venga reso disponibile e discusso con il Consiglio comunale, le borgate, gli operatori e la comunità. La maggioranza smetta di polemizzare su una proposta di dodici anni fa e chiarisca, invece, che cosa intenda sostenere oggi».
«Il Parco di Porto Conte è un patrimonio ambientale, economico e identitario di Alghero. La sua riforma non può essere affrontata con superficialità né sulla base di rassicurazioni generiche. Servono atti, norme chiare e un confronto vero. È questo che la città si aspetta dai suoi rappresentanti»

“Parco, il Centrodestra voleva la stessa riforma”

ALGHERO – “Non si capisce quale sia la paura dell’opposizione se non la difficoltà ad immaginare un’opportunità diversa di crescita del territorio, lontana dalle logiche divisorie in cui è stata ancorata dai governi del passato di cui il centrodestra è stato spesso protagonista. Se la Regione pensa ad una riforma della rete ecologica regionale, Alghero non può stare fuori, anzi, deve dire come stare all’interno. Nella bozza della quale parla l’opposizione non si mette in discussione la leadership di Alghero, peraltro unico caso di Parco mono comunale in Sardegna, né viene sottratta la guida pianificatoria che anzi resta saldamente in capo al Consiglio Comunale il cui ruolo viene ulteriormente messo al centro delle attività del Parco con uno specifico comma che prevede l’introduzione della Giunta Esecutiva, composta da consiglieri comunali in carica. In questo contesto viene difficile prendere in seria considerazione le proteste dell’opposizione soprattutto sulla presunta “sottrazione gravissima di competenze” se si considera che nel 2014 il consigliere regionale Marco Tedde co – presentava in Consiglio regionale una proposta di legge di modifica alla legge istitutiva del Parco di Porto Conte. Quella proposta di legge intendeva ridurre il numero di componenti dell’Assemblea, eliminare l’organo direttivo, ridurre la composizione del collegio dei revisori dei conti, prevedere che la carica di presidente del parco potesse essere rivestita solo da soggetti esterni al consiglio comunale. Le contraddizioni emergono forti, incomprensibili. Dodici anni fa l’obiettivo dichiarato era la semplificazione amministrativa e il taglio dei costi della politica attraverso la riduzione dei componenti degli organi. Oggi, la stessa esigenza dichiarata nel 2014 “di renderne la gestione ed il funzionamento più rispondente ai criteri di economicità, efficacia ed efficienza cui deve essere improntata l’azione amministrativa” viene etichettata dalle stesse forze politiche come uno “scippo” o una “sottrazione gravissima di competenze” ai danni della comunità algherese. E soprattutto, l’allora proponente, non fece appello alla città e al contributo degli algheresi per una riforma, quella si, fatta senza tenere conto della partecipazione. Pertanto riteniamo oggi di proseguire nel nostro percorso di condivisione a partire dal ciclo di commissioni che si terranno dal prossimo futuro per poter vedere in presa diretta la proposta del provvedimento e discuterne insieme per provare ad arrivare a sintesi unitaria.”
Giampietro Moro
Beatrice Podda
Giuseppina Rita Piccone
Gabriella Esposito
Anna Arca Sedda
Emiliano Piras
Christian Mulas
Gianni Martinelli
Marco Colledanchise

“Ecocentri e aree degradate, Alghero (ancora) a bocca asciutta”

ALGHERO  – La Regione stanzia oltre 5,2 milioni di euro per ecocentri e recupero delle aree degradate. Tre milioni vanno a Cagliari, il resto ad altri Comuni. Alghero non compare da nessuna parte. Mentre gli altri intercettano finanziamenti, la Giunta Cacciotto resta a guardare». Così Fratelli d’Italia Alghero interviene sul nuovo riparto regionale.
«Eppure i problemi non mancano: ecocentri da potenziare, aree degradate e un’intera estate trascorsa tra proteste e segnalazioni per l’incuria evidente di alcune zone della città. Evidentemente l’Amministrazione vede un’Alghero diversa da quella che vedono e vivono i cittadini».
Per Fratelli d’Italia «sono lontani i tempi in cui l’Amministrazione di centrodestra vinceva i bandi PNRR grazie a una programmazione seria. Solo per l’igiene urbana e solo sui fondi PNRR, per esempio, la Giunta Conoci, grazie anche al lavoro dell’assessore Montis, ottenne quasi un milione di euro per nuove attrezzature e sistemi intelligenti di raccolta. Questa Amministrazione continua a vivere di risorse intercettate da chi l’ha preceduta, senza riuscire nemmeno a valorizzarle pienamente».
«Nel frattempo il nuovo appalto continua a non decollare. Registriamo ancora la mancanza di attrezzature e mezzi previsti dal capitolato e si vedono operare ad Alghero veicoli provenienti da altre regioni italiane. Una cosa, però, funziona puntualmente: la riscossione di una TARI sempre più pesante».
«Il sindaco Cacciotto, il sedicente assessore alla programmazione Daga e l’assessore Selva chiariscano quali progetti siano stati presentati alla Regione, perché Alghero sia rimasta esclusa e il perché di questi ritardi sull’appalto di nettezza urbana. Il risultato politico della loro amministrazione è desolante: non intercettano nuovi finanziamenti e faticano persino a mettere a frutto quelli ereditati. Altro che programmazione. Ad Alghero si pagano più tasse, mentre servizi e investimenti continuano ad arrancare. Cacciotto smetta di vivere di annunci e inizi finalmente ad amministrare».

“Parco, riforma fantasma e Cacciotto tetenna: Alghero non deve perdere la totale sovranità”

«Non stupisce la posizione della sinistra algherese sulla riforma della governance del Parco di Porto Conte. L’appello all’unità lanciato dalla maggioranza è vuoto: l’unità si costruisce dicendo la verità alla città, non provando a nascondere sotto il tappeto una riforma già scritta nero su bianco». Lo dichiarano i capigruppo del centrodestra algherese Alessandro Cocco per Fratelli d’Italia, Marco Tedde per Forza Italia, Raffaele Salvatore per UDC–Patto per Alghero, Michele Pais per Lega, Massimiliano Fadda per Prima Alghero e Giovanna Caria per Riformatori Sardi.

«Abbiamo contestato metodo e merito. Nel metodo, è surreale fingere, come fa la sinistra, che non esista una bozza di riforma su carta intestata della Regione, evidentemente già presente nel lavoro degli uffici dell’assessorato regionale alla Difesa dell’Ambiente. Una proposta costruita senza alcun coinvolgimento del Consiglio comunale, del territorio, delle borgate, degli operatori e dei cittadini».

«Nel merito, quello che si prepara è una sottrazione gravissima di competenze e rappresentanza della città dentro la governance del Parco di Porto Conte. Altro che Alghero protagonista: qui si rischia di consegnare un pezzo fondamentale del nostro territorio alla partitocrazia cagliaritana, riducendo il ruolo della comunità algherese proprio sul Parco che più di ogni altro racconta ambiente, identità, turismo e sviluppo della città».

«Il sindaco Cacciotto continua a tergiversare e a non assumere una posizione chiara. Anche in Assemblea ha espresso una posizione nebulosa. I consiglieri che hanno votato la sospensione della discussione del nostro ordine del giorno hanno finito per fare da foglia di fico agli interessi del sindaco e dei partiti regionali, impedendo all’Assemblea di affermare un principio semplice: nessuna riforma della governance del Parco può essere decisa sopra la testa di Alghero».

«Con la nostra proposta chiedevamo di affermare un pruncipio: qualsiasi riforma deve passare prima da una discussione pubblica con la città».

«Abbiamo già visto questo metodo con la riforma della sanità della Giunta Todde: si parte da bozze discusse negli uffici, la sinistra locale tace, non apre alcun confronto vero con la Regione e alla fine il territorio subisce l’ennesima riforma calata dall’alto. Sul Parco di Porto Conte non permetteremo che accada lo stesso. Ora vigileremo sul lavoro in commissione».

«Porteremo il tema in Consiglio Comunale e non lo lasceremo cadere nel vuoto. La città deve sapere cosa si sta preparando e deve potersi esprimere. Il Parco di Porto Conte appartiene ad Alghero, non agli equilibri di partito regionali. E sul futuro del Parco devono decidere gli algheresi, non le stanze della Regione».

Gallura capitale del vino

OLBIA – Si chiude con un bilancio di rilievo la dodicesima edizione di “Benvenuto Vermentino”, la manifestazione promossa, organizzata e finanziata dalla Camera di Commercio del Nord Sardegna attraverso l’Azienda Speciale Promocamera, in collaborazione con il Comune di Olbia, il Consorzio di Tutela del Vermentino di Gallura DOCG e le associazioni di categoria che operano sul territorio. La sei giorni dedicata al vitigno simbolo del territorio ha trasformato il centro di Olbia in un palcoscenico diffuso, capace di coniugare cultura enologica, turismo esperienziale e promozione economica.

I dati del report finale delineano un quadro di crescita sia sul fronte della partecipazione che dell’offerta aziendale. L’appuntamento ha visto l’adesione di 90 cantine e la presentazione di 108 etichette. Complessivamente, nel corso dell’iniziativa, sono state stappate oltre 1.000 bottiglie: una quota principale ha riguardato il Vermentino di Gallura DOCG con circa 600 bottiglie, affiancato da circa 300 bottiglie di Vermentino di Sardegna DOC e da una rappresentanza di circa 150 bottiglie provenienti da Liguria e Toscana.

La risposta del pubblico ha premiato la formula dell’evento, che ha richiamato un gran numero di appassionati per le degustazioni, con una forte presenza di visitatori stranieri. L’impatto si è sentito anche sul tessuto urbano ed economico della città: numerose attività commerciali hanno aderito alla “Shopping & Wine Experience”, mentre la Mostra dell’Artigianato al Museo archeologico ha raccolto le produzioni di molte maestranze sarde, richiamando un pubblico ampio e curioso. Bene, come di consueto, anche gli eventi collaterali e gli spettacoli.

Il successo dell’iniziativa è il frutto di un lavoro corale. Istituzioni, partner, operatori economici, artigiani e organizzatori hanno remato nella stessa direzione, mettendo a sistema competenze, energie e passione. Questa collaborazione ha permesso di trasformare l’evento in un’occasione di valorizzazione per il territorio e per le sue eccellenze, e conferma come il lavoro di squadra sia la chiave per costruire proposte capaci di unire cultura, enogastronomia, commercio e accoglienza.

L’iniziativa ha mantenuto un’impostazione di approfondimento tecnico e di confronto per gli addetti ai lavori. Le tre giornate di degustazione guidata dai sommelier dell’AIS hanno raccolto oltre 450 partecipanti, mentre i tre Wine Talk condotti da esperti del settore hanno registrato l’affluenza di oltre 350 operatori.

Consorzi delle Strade Vicinali di Alghero, quasi 400mila euro dalla Regione

Alghero, 14 ottobre 2026 – Oltre 372 mila euro per la manutenzione straordinaria della viabilità vicinale di uso pubblico arrivano nelle casse dell’Amministrazione da parte della Regione Sardegna. Le risorse, determinate sulla base dell’avviso pubblico per l’assegnazione di fondi ai comuni della Sardegna pubblicato nell’agosto scorso, sono inserite nella variazione di bilancio approvata oggi dalla Giunta del Sindaco Raimondo Cacciotto. La ripartizione delle somme consentirà ora all’Amministrazione, con il coinvolgimento dei diversi consorzi, di varare un piano di interventi in grado di mettere in sicurezza diverse parti della viabilità consortile e vicinale di uso pubblico. Sulla viabilità pertanto, si implementa il raggio d’azione che sta prendendo piede nel centro abitato, con il maxi intervento da 1,4 milioni che sta riqualificando gran parte delle strade cittadine.

“Con questa integrazione di bilancio proveniente dalla Regione –  spiega il Sindaco Raimondo Cacciotto – possiamo rispondere all’esigenza rappresentata in merito alla sicurezza stradale oltre il perimetro del centro cittadino, per rispondere alle esigenze di residenti, comparti agricoli e turistici che svolgono attività in queste aree”. Nel territorio di Alghero sono censiti e operativi 19 consorzi di strade vicinali, verso i quali l’Assessore all’Urbanistica Roberto Corbia, con delega alle strade vicinali, sta riponendo la massima attenzione e il sostegno alla soluzione delle problematiche: “Lavoreremo alla definizione delle priorità di intervento – spiega l’assessore – coinvolgendo tutti i consorzi e riponendo massima attenzione agli interventi necessari a mettere in sicurezza la viabilità rurale del nostro territorio”. Nella rete viaria consortile si presentano infatti problematiche dovute alla vetustà del tappeto d’usura, della segnaletica e delle barriere, per citare alcune delle difficoltà sulle quali l’Amministrazione dovrà intervenire con la progettazione di imminente avvio da parte degli uffici tecnici.

“Odissea Opere Pubbliche, la Circonvallazione è ancora un miraggio”

ALGHERO – “La circonvallazione di Alghero riparte, ma soltanto a metà. E il tratto che dovrebbe collegare la viabilità cittadina a viale della Resistenza resta senza risorse e senza una prospettiva certa. Per il gruppo consiliare di Forza Italia è l’ennesima dimostrazione delle difficoltà dell’amministrazione Cacciotto nel portare a termine le opere pubbliche.«Occorre ricordare un dato politico che qualcuno sembra voler dimenticare: la circonvallazione nasce dalla programmazione della Giunta Tedde, che ne ha promosso il progetto e ottenuto dalla Regione il finanziamento. Un’infrastruttura strategica per Alghero, concepita per migliorare la viabilità cittadina e alleggerire il traffico urbano. Dopo anni, siamo ancora qui a parlare di cantieri che procedono a singhiozzo e di un’opera che non arriva al traguardo». I consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini puntano il dito contro quello che considerano un problema ormai strutturale della Giunta Cacciotto: «Questa amministrazione sembra incapace di gestire in modo fisiologico la realizzazione delle opere pubbliche. Ogni intervento finisce per essere accompagnato da criticità amministrative, ritardi, problemi progettuali e risorse insufficienti. Ostacoli che, anziché essere affrontati e risolti tempestivamente, finiscono per rallentare o paralizzare i lavori». «La circonvallazione è diventata l’emblema di questa incapacità. Un’opera progettata e finanziata da amministrazioni precedenti, che avrebbe dovuto rappresentare una risposta concreta alle esigenze della città, è ancora incompleta. Adesso si annuncia la ripartenza per un tratto, mentre per il collegamento con viale della Resistenza bisognerà reperire altre risorse. In sostanza, si riparte senza avere ancora la certezza di quando e con quali finanziamenti si arriverà alla conclusione». Per Forza Italia, il problema va ben oltre il singolo cantiere. «Governare significa programmare, risolvere i problemi e portare a termine le opere, non limitarsi a gestire le difficoltà o a spiegare perché i lavori non procedono. Le amministrazioni che hanno preceduto Cacciotto hanno lasciato progetti, risorse e infrastrutture da realizzare. Il compito di chi governa oggi è completarle, non trasformarle in cantieri interminabili». «Alghero non può permettersi una stagione di opere incompiute, lavori a singhiozzo e continui rinvii. La città ha bisogno di un’amministrazione capace di trasformare progetti e finanziamenti in risultati concreti. Sulla circonvallazione i cittadini hanno diritto di sapere quando l’opera sarà completata, quanto costerà e dove saranno reperite le risorse mancanti. Gli annunci non bastano più: servono tempi certi, coperture finanziarie e responsabilità precise». I consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino, Nina Ansini

Nella foto il tratto che dovrebbe vedere l’ultima parte della Circovallazione che si collega con viale della Resistenza

“Parco, Alghero non può essere ancora marginalizzata: la Politica abbia un sussulto”

ALGHER – “Il Parco di Porto Conte custodisce una parte fondamentale del patrimonio naturalistico e paesaggistico di Alghero e il suo futuro riguarda direttamente la comunità algherese. La bozza di riforma della Rete ecologica regionale oggi in circolazione interviene in modo sostanziale sull’assetto dell’ente: prevede la sostituzione dell’attuale Assemblea, l’ingresso di Regione, Città Metropolitana e FoReSTAS nel governo del Parco e una nuova disciplina degli organi e delle funzioni di gestione e consultazione. Oggi l’Assemblea del Parco coincide con il Consiglio comunale di Alghero, dove sono rappresentate maggioranza e opposizioni. Nel modello proposto, invece, questa funzione passerebbe a un organo ristretto composto da rappresentanti istituzionali, con il 52% dei voti al Comune, il 24% alla Regione, il 12% alla Città Metropolitana e il 12% a FoReSTAS. Alghero manterrebbe la maggioranza assoluta dei voti, ma perderebbe l’esclusiva responsabilità di governo oggi attribuita alla città attraverso il suo Consiglio comunale. Non sarebbe inoltre garantita la rappresentanza delle minoranze. Il 52% non consentirebbe neppure di approvare autonomamente lo statuto, per il quale la bozza richiede una maggioranza dei due terzi dei voti ponderati. Per comprendere il significato di questa modifica occorre ricordare come nacque il Parco. Alla fine degli anni Novanta partecipai direttamente a quel percorso. La Commissione paritetica, che insieme ad altri volli fortemente, fu istituita proprio per ascoltare tutti i soggetti locali coinvolti. Ne svolsi il ruolo di presidente in alternanza con il consigliere Toni Torre. Fu un lavoro di confronto concreto, necessario per affrontare le forti resistenze allora presenti e costruire una proposta condivisa dalla città. Uno dei punti centrali di quel percorso fu l’attribuzione esclusiva al Comune di Alghero del governo del Parco, escludendo le altre istituzioni inizialmente previste. Il Consiglio regionale accolse quella impostazione e le proposte emerse dal lavoro della Commissione. La legge regionale del 26 febbraio 1999 affidò così la gestione al Comune, individuando nel Consiglio comunale l’Assemblea del Parco. Quella scelta permise di superare diffidenze e resistenze, riconoscendo alla comunità algherese la responsabilità diretta del proprio territorio. Dopo oltre ventisette anni, il Parco è una realtà viva, certamente migliorabile, ma fondata su un equilibrio che va preservato. La lezione di allora è chiara: la legge nacque ascoltando Alghero e tenendo conto delle sue proposte. Anche oggi qualsiasi riforma dovrebbe partire dallo stesso metodo. Regione, Città Metropolitana e FoReSTAS possono offrire collaborazione, competenze e risorse. Attribuire loro quote di governo significa però introdurre nelle decisioni priorità istituzionali che non necessariamente coincidono con quelle della comunità algherese. Una modifica di questa portata richiede un confronto preventivo con la città e il suo Consiglio comunale. Per queste ragioni confido che nessun gruppo consiliare, di maggioranza o di opposizione, accetti che venga messo in discussione questo equilibrio. Serve una posizione comune e ferma della politica algherese, che chieda alla Regione di rispettare la scelta del 1999 e di mantenere al Comune il pieno governo del Parco di Porto Conte”.

Marco Di Gangi, Fratelli d’Italia Alghero