ALGHERO – “Caro Consigliere, apprendo che anche Lei evidenzia le medesime criticità messe in risalto dal sottoscritto, ma precisata subito una cosa: nessuno mette in discussione il valore dell’Università né la qualità del Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica, certificata anche dai dati CENSIS. Quello che si mette in discussione è un’altra cosa: il rapporto tra l’Ateneo e la città di Alghero.
Dopo oltre vent’anni di presenza universitaria, è legittimo chiedersi quale sia stato il contributo concreto alla valorizzazione del centro storico e del porto, due luoghi simbolo della città. Quali progetti strutturali sono stati realizzati? Quali interventi di rigenerazione urbana sono nati dalla collaborazione tra Università e territorio?
E soprattutto, come lei stesso mette bene in risalto, che fine ha fatto il tanto annunciato progetto della Casa dello Studente? Come si può parlare di una città universitaria senza garantire un numero adeguato di alloggi per gli studenti, in particolare per una Facoltà di Architettura che richiama giovani da tutta Italia? Da una parte vediamo Olbia che corre alla velocità della luce, mentre da questa parte del Nord Sardegna si viaggia troppo lentamente. E non da ora, per essere chiari.
Difendere l’Università è giusto, ma una difesa d’ufficio non basta. Chi ricopre un ruolo politico dovrebbe avere il coraggio di chiedere conto anche all’Ateneo degli impegni assunti e dei risultati raggiunti. L’Università non può continuare a vivere chiusa entro le mura del centro storico, senza diventare un vero motore di sviluppo urbano, culturale ed economico per Alghero.
La politica non dovrebbe accontentarsi delle classifiche o dei comunicati stampa. I cittadini chiedono fatti, progetti realizzati e benefici tangibili per la città o almeno, non chiediamo tanto, che vengano riqualificati i preziosi immobili dategli in concessione. Su questo terreno, dopo oltre vent’anni, le domande sono ancora molte e le risposte decisamente poche”
Alghero, ennesimo incidente stradale: 15enne travolta da una BMW
ALGHERO – Non si placa la scia di incidenti stradali ad Alghero. Nel pomeriggio di ieri una quindicenne e’ rimasta vittima di un violento scontro.
L’allarme è scattato nell’intersezione tra le vie De Gasperi e Berlinguer. Stando a quanto ricostruito dai testimoni oculari, la ragazza si trovava a bordo della propria bicicletta quando è stata centrata in pieno da un’autovettura BMW. Il violentissimo urto ha scaraventato la giovane sull’asfalto a diversi metri dal punto di collisione.
Sul posto sono intervenute le pattuglie della Polizia e gli agenti del Comando locale. Questi ultimi hanno eseguito fino a tarda sera le misurazioni di rito per determinare la traiettoria dei mezzi ed eventuali responsabilità, provvedendo infine al sequestro e al rimozione del velocipede della ragazza.
“Università di Alghero penalizzata dalla Giunta a guida 5 Stelle e Sinistra”
ALGHERO – «Il Dipartimenti di Architettura, Design e Urbanistica è un valore aggiunto per Alghero. Metterlo oggi in discussione significa non rendersi conto del valore reale di una delle leve di crescita economica e sociale della città». Alessandro Cocco, capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia Alghero, interviene sul dibattito relativo alla presenza universitaria in città.
«I dati Censis dicono che il Dipartimento algherese raggiunge il secondo posto nazionale nelle magistrali biennali e il quarto posto nelle triennali. Sono dati che parlano da soli e che confermano la qualità del lavoro svolto anche dal DADU».
Ma chi oggi attacca l’Ateneo dovrebbe rivolgersi prima di tutto alla maggioranza di sinistra di cui fa parte, chiedendo conto del silenzio del sindaco davanti alle scelte gravemente penalizzanti della Giunta Todde, che nella programmazione del 2025 ha destinato 56 milioni all’Università di Cagliari e neppure un euro all’Università di Sassari. Una disparità gravissima, davanti alla quale tanto Cacciotto quanto chi oggi lancia accuse contro l’Università sono rimasti in silenzio».
«Non si può stare contemporaneamente al governo e all’opposizione. Chi sostiene questa Amministrazione chieda conto al sindaco della sua assenza, invece di scaricare sul DADU responsabilità che sono politiche e finanziarie».
«Alghero deve andare avanti come città universitaria. Serve lavorare a un vero campus, rafforzare servizi e residenzialità studentesca e – conclude Cocco – andare avanti convintamente con il Piano Città sugli immobili pubblici: uno strumento per rigenerare patrimonio comunale, ridurre fitti passivi e costruire una strategia stabile con Università, enti pubblici e territorio»
Tragico incidente, auto contro il jersey in cemento: conducente morto sul colpo
BUDONI – Tragedia in Sardegna. Ennesimo incidente mortale. Questa volta a fare da teatro allo scontro mortale è stata l’arteria 131 dcn nel territorio comunale di Budoni. L’allarme è scattato intorno alle 4.00 di stanotte, quando una Wolkswagen Passat è andata a sbattere contro un jersey in cemento che delimitava un cantiere stradale.
L’impatto è stato terribile: un uomo di nazionalità ucraina è morto sul colpo. Mentre, per fortuna, un bambino di 10 anni, seduto nei sedili posteriori, è riuscito a salvarsi. Sul posto la Polizia Stradale che ha effettuato rilievi.
Mozione sicurezza, ok dal Consiglio: Centrodestra soddisfatto
“Campo da rugby: tra bando, camper e foresteria restano i dubbi”
ALGHERO – “Abbiamo appreso dalla stampa della pubblicazione dell’avviso pubblico per l’affidamento del campo comunale di rugby di Maria Pia. È certamente una notizia positiva che, dopo oltre un anno di annunci, si compia finalmente un passo avanti. Al momento in cui scriviamo, tuttavia, l’avviso non risulta ancora pubblicato sul sito istituzionale del Comune e, soprattutto, resta del tutto irrisolto il problema più urgente.
L’Alguer Rugby continua infatti a non poter svolgere gli allenamenti in un impianto che appartiene ai cittadini di Alghero, mentre ad un’altra società è consentito. Una situazione che non comprendiamo e che continua ad apparire in contrasto con quei principi di equità e imparzialità che dovrebbero guidare la gestione di ogni bene pubblico. Da oltre un anno denunciamo la stessa situazione. Si sono susseguiti annunci, promesse di bandi e rassicurazioni, ma nei fatti una società continua a utilizzare il campo in modo prevalente, mentre l’altra rischia di non poter programmare regolarmente la propria attività sportiva.
Cogliamo inoltre l’occasione per chiedere un chiarimento anche su un’altra vicenda che riguarda l’area del campo di Maria Pia. Nei giorni scorsi è stata segnalata la presenza di un camper all’interno del complesso sportivo. Considerato che all’interno dell’impianto è presente una foresteria, riteniamo opportuno che siano verificate le modalità di utilizzo di questa struttura, chi possa usufruirne e a quale titolo, affinché non vi siano dubbi sul corretto utilizzo di un bene pubblico.
Continuiamo a ribadire che i nostri interventi non sono contro la società sportiva a cui è affidato il campo in via provvisoria, ma a tutela di un principio. I beni pubblici appartengono a tutta la collettività e devono essere gestiti con regole certe, trasparenza e imparzialità. E se il Sindaco, il suo vice e i restanti componenti della Giunta convengono che il futuro del campo debba essere affidato attraverso un bando pubblico, significa che per primi riconoscono l’importanza di regole trasparenti e uguali per tutti. Non comprendiamo allora perché questi stessi principi non vengano applicati già oggi nella gestione provvisoria dell’impianto”.
Riformatori Sardi Alghero
“L’Universita’ ad Alghero ha preso tanto e dato poco: un’occasione persa”
ALGHERO – “L’Università ad Alghero è nata con un obiettivo preciso: contribuire alla crescita culturale, sociale ed economica del nostro territorio. Oggi, a oltre vent’anni dall’istituzione della Facoltà di Architettura (2002) e dall’apertura della sede algherese (2004), è doveroso chiedersi se questo obiettivo sia stato realmente raggiunto.
Come consigliere comunale del PSd’Az, ritengo che il bilancio, purtroppo, sia profondamente deludente.
Alghero ha creduto nell’Università e lo ha dimostrato con i fatti, mettendo a disposizione alcuni dei suoi immobili pubblici più prestigiosi: il complesso di Santa Chiara, il Palazzo del Pou Salit e l’ex Asilo Magnanelli. Un patrimonio storico e identitario di straordinario valore che avrebbe dovuto rappresentare il fulcro di un progetto di rigenerazione urbana, ricerca, innovazione e sviluppo economico.
La realtà che oggi siamo costretti a constatare è ben diversa.
Gli immobili comunali concessi all’Università, la cui manutenzione ordinaria e straordinaria è prevista dagli accordi in essere, versano in condizioni che destano seria preoccupazione. Interrogazioni e ripetute segnalazioni in Consiglio comunale non hanno prodotto alcun risultato concreto. È inaccettabile che beni appartenenti alla collettività vengano lasciati in uno stato di evidente incuria.
Ma il problema va ben oltre la manutenzione degli edifici.
In oltre due decenni non è stato costruito un progetto strategico capace di incidere realmente sul futuro della città. Non basta poter vantare una sede universitaria: essa deve dialogare con il territorio, generare opportunità, ampliare l’offerta formativa e diventare un motore di sviluppo per Alghero e per l’intera Riviera del Corallo.
Il confronto con Olbia è inevitabile.
Mentre il polo universitario di UniOlbia continua a crescere con nuovi corsi di laurea, importanti investimenti, una cittadella universitaria da 464 posti letto e una sempre maggiore vocazione internazionale, capace di attrarre studenti da tutta Italia e dall’estero, Alghero appare ferma. La Gallura investe sul proprio futuro, mentre la nostra città rischia di rimanere ancorata ai risultati del passato.
Questa differenza deve far riflettere non solo la politica, ma soprattutto i vertici dell’Università di Sassari.
Dal Rettore ci saremmo aspettati una maggiore attenzione nei confronti di Alghero, una maggiore cura per gli immobili concessi dalla città e una visione più coraggiosa e ambiziosa per il futuro del polo universitario algherese.
Con l’avvicinarsi della conclusione dell’attuale mandato rettorale, auspichiamo che venga lasciato un segnale concreto di riconoscenza verso una città che ha sempre sostenuto l’Università. È il momento di avviare nuovi percorsi di studio capaci di valorizzare le reali vocazioni economiche del territorio.
Alghero è uno dei principali poli turistici del Mediterraneo e ospita uno dei porti turistici più importanti d’Italia. Perché non investire in corsi di laurea dedicati al turismo sostenibile, all’economia del mare, alla progettazione della nautica e al design nautico? Sarebbe una scelta perfettamente coerente con l’identità della città e con le esigenze di un mercato del lavoro in continua evoluzione.
L’Università deve tornare a essere un autentico motore di sviluppo, innovazione e crescita, non una semplice presenza istituzionale.
Alghero non chiede privilegi. Chiede rispetto per il proprio patrimonio storico, investimenti adeguati, progettualità e una visione all’altezza della sua storia, delle sue potenzialità e del ruolo che può svolgere nel panorama universitario e turistico della Sardegna.
È arrivato il momento che la politica regionale, l’Università e tutte le istituzioni si assumano fino in fondo le proprie responsabilità. Perché una città come Alghero, che ha dato tanto all’Università, non può continuare a ricevere così poco”
Christian Mulas
Consigliere comunale PSd’Az Alghero
“Posidonia, Impianto di San Marco: Cacciotto e Ferrara dicano la verità”
ALGHERO – «I cumuli di posidonia sono ancora sulla Passeggiata Garibaldi e lungo il litorale per Fertilia. Un fatto visibile a cittadini e turisti. I membri del consiglio di amministrazione del CIPSS provino a spiegare a cittadini, turisti e operatori perché quei cumuli siano ancora lì». Fratelli d’Italia Alghero interviene sul tema dell’impianto di trattamento di San Marco, sollevato da Mario Conoci e Alessandro Cocco. «Vogliamo subito la verità sulle interlocuzioni con ARPAS. L’Assessore Selva lo ha ammesso pubblicamente in Consiglio Comunale. Ora il Sindaco e i rappresentanti del CIPSS dicano pubblicamente se esistono osservazioni, prescrizioni o criticità da parte di ARPAS sulle procedure di rimozione della posidonia e sul riposizionamento della sabbia trattata. Il loro silenzio sembra un tentativo di nascondere le responsabilità della Regione guidata dalla Todde». «Ricordiamo che l’impianto di San Marco è un’opera strategica, finanziata con oltre 5 milioni di euro di risorse PNRR grazie al lavoro avviato dalla precedente amministrazione di centrodestra, insieme al precedente cda del Consorzio Industriale. L’impianto avrebbe dovuto rappresentare la svolta nella gestione di un problema storico per Alghero, ma l’immobilismo di questa sinistra al governo rischia di trasformare l’opera in un vero e proprio danno erariale». FdI mette sul tavolo i numeri: «negli anni precedenti Alghero conferiva mediamente circa 4.000 tonnellate annue di posidonia in esubero a Quartu, il tutto concentrato in pochi mesi di lavoro. Venivano riportate sugli arenili circa 2.000 tonnellate di sabbia pulita. Oggi, con l’impianto a San Marco, il CIPSS dichiara circa 900 tonnellate trattate dal 5 maggio. Meno di un quarto del totale. Praticamente una decina di giorni di lavoro in tutto. Non raccontino di una piena funzionalità che non c’è».
Poi l’affondo: «Il nodo della messa a riserva, cioè il piazzale necessario allo stoccaggio, va chiuso subito. I rappresentanti algheresi nel CIPSS, a partire da Roberto Ferrara del Movimento 5 Stelle, escano dal loro colpevole immobilismo e si diano da fare perché il ritardo venga superato senza ulteriori rinvii. Con il piazzale realizzato, i cumuli sparirebbero». «In tutto questo, resta incomprensibile la posizione espressa dal Sindaco Cacciotto in aula. Con le sue dichiarazioni ha lasciato intendere che la posidonia e le terre da spazzamento di Alghero possano essere trattate altrove. Con queste dichiarazioni il Sindaco scarica un’opera strategica per Alghero. Se si concretizzasse questa ipotesi si verificherebbe uno spreco di risorse ingente con danno alle casse comunali oltre che un evidente danno ambientale». «L’impianto deve funzionare subito e a pieno regime. Alghero non può permettersi i cumuli di posidonia ancora in bella vista nel cuore della stagione turistica».
Sicurezza stradale: 488 mila euro per nuovi attraversamenti pedonali e viabilità
“Borgate di Alghero lasciate nell’abbandono: l’Assessore Raniero Selva intervenga subito
ALGHRO – “Le borgate di Alghero non possono continuare a essere considerate periferie di serie B. Mentre la città vive il pieno della stagione turistica, nelle campagne e nelle frazioni si assiste ogni giorno a una gestione dei rifiuti sempre più inadeguata, che mortifica i residenti, danneggia l’immagine del territorio e mette a rischio il decoro e l’igiene pubblica. Lo spostamento delle isole ecologiche senza un’efficace comunicazione preventiva rappresenta l’ennesima dimostrazione di un servizio organizzato senza tenere conto delle reali esigenze dei cittadini. Affidare informazioni così importanti a una semplice notifica sull’app Municipium significa ignorare una parte consistente della popolazione, in particolare gli anziani e quanti non utilizzano abitualmente gli strumenti digitali. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: cassonetti insufficienti, cumuli di rifiuti che traboccano dalle isole ecologiche, plastica dispersa nelle cunette e nei frangivento, aree completamente prive del minimo decoro e condizioni che favoriscono la presenza di animali selvatici. Una situazione indegna per un territorio che ambisce a essere una delle principali destinazioni turistiche della Sardegna. In questi mesi cittadini e comitati delle borgate hanno dimostrato senso di responsabilità, mantenendo un dialogo costruttivo con il gestore del servizio e avanzando proposte concrete per migliorare la raccolta dei rifiuti. Purtroppo, a questo atteggiamento collaborativo non è corrisposta la stessa attenzione da parte di chi ha il dovere di programmare, controllare e pretendere un servizio efficiente. Per questo motivo chiediamo all’Assessore all’Ambiente, Raniero Selva te la responsabilità politica della situazione e di intervenire con urgenza nei confronti dell’azienda incaricata della raccolta dei rifiuti. È necessario disporre immediatamente il potenziamento delle isole ecologiche delle borgate con un numero adeguato di cassonetti, proporzionato all’enorme incremento della popolazione durante il periodo estivo. Occorre inoltre programmare una pulizia straordinaria delle cunette e delle aree circostanti, eliminando i rifiuti accumulati prima che la situazione degeneri ulteriormente sotto il profilo igienico-sanitario. Al tempo stesso è indispensabile garantire una comunicazione seria, tempestiva e capillare di ogni modifica relativa ai punti di conferimento, agli orari e ai giorni di raccolta, coinvolgendo direttamente i comitati di borgata e utilizzando tutti i canali informativi disponibili, non soltanto le applicazioni digitali. Le borgate meritano lo stesso rispetto riservato al centro cittadino. Chi vi abita paga le tasse, contribuisce alla crescita del territorio e ha diritto a servizi efficienti, soprattutto nel periodo in cui la pressione turistica triplica la produzione di rifiuti. L’Amministrazione comunale non può più limitarsi a rincorrere le emergenze. È il momento di esercitare un controllo rigoroso sul servizio, pretendere il rispetto del contratto da parte del gestore e restituire dignità alle borgate. I cittadini attendono risposte concrete, non giustificazioni. E le attendono subito”
Il Presidente Tiziana Lai