“Abbanoa ed Enel creano ancora disagi alle imprese e ai cittadini”

ALGHERO – “Ancora una volta, con un preavviso minimo, Abbanoa, tramite un semplice messaggio agli utenti, preannuncia la chiusura della fornitura del servizio acqua per il pomeriggio odierno dalle 15 alle 23 in alcune zone del centro storico. Il poco preavviso unito all’incertezza della durata dell’operazione destano ovviamente scompiglio, rabbia e possibili perdite ingenti per tutti gli operatori del settore turistico, commerciale e della ristorazione. Non è più possibile nel 2026 ed ancora in piena stagione turistica che questi enti, scollegati dalle dipendenze del Comune, possano decidere arbitrariamente e senza aver concordato in via preliminare con il Comune stesso ed i rappresentati del settore, di chiudere il servizio acqua. È già capitato qualche settimana fa che ENEL distribuzione sia intervenuta per ripristinare i guasti dovuti al corto circuito delle cabine elettriche in centro storico senza preavviso. I nostri ristoratori e gli operatori turistici avranno ingenti perdite economiche, di lavoro e del buon nome delle proprie attività per cause non loro. Ritengo pertanto che il Sindaco chieda un incontro urgente a tutte le aziende di servizi per concordare insieme un protocollo che tuteli le attività ogni qual volta vi sia un disservizio che possa determinare la chiusura di una o più attività. Certo della collaborazione tra istituzioni resto fiducioso che l’Amministrazione trovi al più presto un accordo che vada in favore delle nostre attività commerciali e ricettive.”
Giampietro Moro
Consigliere Comunale Alghero (Europa Verde / Avs)

Il Museo M.A.S.E. spopola sulla stampa nazionale: a ottobre evento a Lipsia

Il Museo M.A.S.E. spopola sulla stampa nazionale: a ottobre evento a Lipsia
Dopo quasi sette anni dalla sua nascita, il M.A.S.E. Museo Antoine de Saint-Exupéry, continua ad affascinare l’Italia e le più importanti testate giornalistiche nazionali. Solo negli ultimi mesi, infatti, sono stati realizzati diversi servizi pubblicati su L’Avvenire, “I luoghi dell’Infinito” , la prestigiosa rivista dedicata all’Italia che crea “Mag 1861”, Repubblica, nella rubrica “Viaggi” e su Panorama con uno stupendo e corposo speciale. Il Museo, che racconta la permanenza dell’autore francese ad Alghero nel 1944, ha da sempre ammaliato il mondo del giornalismo e a tal proposito il  M.A.S.E. annovera apparizioni su Topolino, Style, Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, senza farsi mancare servizi sui canali RAI, Mediaset ed altre reti anche straniere. Da anni, appassionati e curiosi, riscoprono, nella Baia di Porto Conte, la storia di uno dei più importanti protagonisti del Novecento, autore del miracolo editoriale Il Piccolo Principe, il libro più letto dopo la Bibbia e il Corano. Uno dei meriti della crescita del M.A.S.E., struttura sempre più importante del Parco di Porto Conte per cui sono previsti anche ulteriori investimenti, lo si deve al Direttore artistico Massimiliano Fois e a Carla Fois, con la cura della loro gestione, sempre pronta al rinnovamento ed alla ricerca. Lo stesso Fois, scrittore prolifico in tutti i generi letterari, con all’attivo numerose pubblicazioni, è anche autore del saggio “Antoine de Saint-Exupéry ad Alghero” (Nemapress Edizioni) arrivato alla Terza edizione e che a Luglio, è stato pubblicato in francese  da una casa editrice di Parigi. Ad Ottobre, il Museo ed il Parco, saranno Partner di una importante mostra immersiva e multimediale a Lipsia, interamente dedicata a Il Piccolo Principe ed alla figura di Antoine de Saint-Exupéry,  organizzata da Kunstkraftwerk

“Rugby e non solo, Cacciotto smetta di nascondersi”

ALGHERO – «L’ultima seduta della Commissione IV Sport, convocata per discutere l’interpretazione del Regolamento comunale sull’uso e la gestione degli impianti sportivi, ha confermato il punto centrale della vicenda del campo rugby di Maria Pia: il problema ormai è apertamente politico oltre che tecnico». Lo dichiarano i gruppi del centrodestra algherese con una nota a firma di Alessandro Cocco per Fratelli d’Italia, Marco Tedde per Forza Italia, Raffaele Salvatore per UDC–Patto per Alghero, Michele Pais per la Lega, Massimiliano Fadda per Prima Alghero e Giovanna Caria per i Riformatori Sardi.

«Ringraziamo il presidente Marco Colledanchise per aver assunto l’iniziativa di convocare la Commissione e registriamo positivamente la disponibilità della Segretaria generale, dott.ssa Rita Fonnesu, che ha partecipato ai lavori. Allo stesso tempo, è gravissima l’assenza del sindaco Cacciotto, assessore allo Sport, dell’assessore Daga, titolare della delega all’impiantistica sportiva. Il numero legale è stato garantito dai commissari del centrodestra: senza di noi, anche questa discussione sarebbe saltata».

«Da oltre un anno il centrodestra chiede il pieno rispetto dei regolamenti comunali, così da garantire pari accesso agli impianti pubblici, trasparenza sulle concessioni e sugli utilizzi e, nel caso specifico, chiarimenti anche sull’utilizzo della foresteria. Il verbale dell’incontro del 10 settembre conferma che il confronto a Porta Terra non ha prodotto alcun calendario condiviso. Davanti a una situazione bloccata, serve un indirizzo politico chiaro. Ma la politica dell’Amministrazione Cacciotto non c’è e resta nascosta per motivi che non vogliamo dover ipotizzare».

«La Giunta continua a nascondersi dietro gli uffici, mentre il campo di Maria Pia resta dentro una confusione che danneggia società sportive, atleti e famiglie. Il sindaco smetta di disertare il problema, chiarisca perché il regolamento non sia stato applicato correttamente e assuma finalmente una decisione».

Fertilia, ex-Cinema al Comune: “Rinascita e utilizzo strategico per la borgata”

ALGHERO- L’ex cinema teatro di Fertilia entra a far parte del patrimonio della città. Un risultato importante formalizzato ieri a Cagliari, presso l’Assessorato al Demanio e Patrimonio, con la firma dell’atto pubblico amministrativo di vendita a favore del Comune di Alghero. L’ex cinema situato nel Lungomare Rovigno e con esso anche l’area pertinenziale di 360 mq, sono stati acquisiti al prezzo simbolico di un euro ciascuno. L’immobile storico, costruito nel 1936 e capace di contenere 200 posti, si trova  in stato di abbandono da oltre trent’anni. Ora  può guardare alla rinascita attraverso un adeguato recupero per un utilizzo strategico nel processo di riqualificazione della borgata.  Un obiettivo che l’Amministrazione intende perseguire con la realizzazione del progetto pilota finalizzato al riuso turistico e del marketing territoriale di Fertilia, per la cui attuazione è stata recuperata anche la disponibilità finanziaria per la realizzazione di interventi prevista in origine dalla legge regionale n. 3/2008, pari a 1,9 milioni di euro. “Con la firma di ieri portiamo a compimento un percorso complesso e restituiamo alla città la possibilità di intervenire su un immobile che da oltre trent’anni attende di essere recuperato – afferma il Sindaco Raimondo Cacciotto –. L’ex cinema teatro è parte della storia e dell’identità di Fertilia e la sua acquisizione ci permette ora di lavorare concretamente alla sua rinascita, all’interno di un progetto più ampio di riqualificazione della borgata. Fertilia possiede un patrimonio storico, architettonico e culturale di grande valore, sul quale stiamo concentrando attenzione e progettualità. Anche il percorso avviato insieme alle altre città italiane della rete nazionale “Città del ’900” offre nuove opportunità per valorizzare questa identità e sviluppare iniziative legate alla rigenerazione urbana, alla cultura e a un turismo sostenibile”.

La strada che ha portato alla chiusura del procedimento è stata segnata dal recente passaggio in Consiglio Comunale, nel febbraio 2025, con la delibera di assenso all’acquisizione dei due immobili dalla Ras. Un passaggio che secondo l’Assessore al Demanio Enrico Daga “esprime la visione dell’Amministrazione focalizzata sulla rinascita e valorizzazione dei beni di  Fertilia. Ci si arriva con un lavoro avviato fin dal nostro insediamento, insieme agli Assessori alle Opere Pubbliche e all’Urbanistica Francesco Marinaro e Roberto Corbia, una costante interlocuzione con gli uffici regionali e il grande lavoro della struttura comunale, che oggi ci consente di compiere un primo passo concreto nel recupero del patrimonio di Fertilia. Da qui vogliamo proseguire con una serie di interventi coordinati, capaci di restituire funzione e valore a beni che rappresentano una parte importante della storia della borgata e dell’intera città”.

“Più turisti, meno residenti: paradosso Alghero”

ALGHERO – “Le notizie di questi giorni raccontano due facce della stessa città. Da un lato Alghero è il Comune più visitato della Sardegna, con presenze turistiche ai massimi storici. Dall’altro, dal picco del 2019 a oggi la popolazione residente è scesa di quasi 1.000 unità: siamo tornati sotto i 41.800 abitanti, un livello che non si vedeva da anni. Non è un paradosso: è la fotografia di un modello che funziona per chi visita, non per chi resta. Ne avevo scritto qualche settimana fa parlando di casa, TARI e talenti  Il Comune investe per attrarre giovani con la Fondazione Bruno Kessler di Trento — un progetto lodevole — ma senza affrontare la domanda di fondo: dove vivranno? Oggi 2.445 locazioni turistiche, oltre 7.300 posti letto, pagano ancora la TARI come “semplici abitazioni residenziali” invece che come Utenze Non Domestiche. Il costo dei rifiuti prodotti da migliaia di turisti in appartamento ricade sulle bollette delle famiglie residenti. Il risultato lo leggiamo ora nei numeri demografici: una città che si riempie d’estate e si svuota nel resto dell’anno. Trento, il modello che citiamo nei convegni, applica alle locazioni turistiche la tariffa corretta e usa l’IMU per disincentivare la rendita breve. Non è una leva ideologica: riequilibrare la fiscalità locale non ferma il turismo, lo rende sostenibile per chi la città la vive tutto l’anno. Più turisti non è automaticamente più futuro. Il futuro si costruisce con case accessibili e regole eque per chi resta”.

“Soldi alla palestra, ma dov’è l’attenzione per gli studenti?”

ALGHERO – “Con la conclusione della struttura geodetica presso la scuola secondaria Giovanni Paolo II e l’avvio del secondo intervento per completarne i servizi, l’associazione ambientalista Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco torna a interrogarsi su una scelta progettuale che ha profondamente trasformato uno spazio scolastico.

Sia chiaro: nessuno mette in discussione la necessità per gli studenti di avere una palestra. La questione è un’altra: quale palestra serviva realmente alla scuola e se, nel progettare l’intervento, siano state adeguatamente considerate la qualità degli spazi scolastici, la luce naturale delle aule, l’aerazione, la distanza dalle finestre e la conservazione dell’area verde.

La struttura realizzata occupa circa 1.200 metri quadrati e si trova a ridosso dell’edificio scolastico. Una scelta che pone interrogativi sull’impatto sulle aule prospicienti e sulla vivibilità quotidiana degli studenti. Per realizzarla, inoltre, l’area esterna della scuola è stata profondamente trasformata e sono stati eliminati quasi tutti gli ulivi presenti.

Non si trattava semplicemente di uno spazio ornamentale. Era una parte dell’ambiente scolastico che poteva essere utilizzata per attività all’aperto, osservazione della natura, laboratori e momenti di socialità.

Ma la vicenda presenta anche un aspetto economico e di programmazione delle strutture sportive.

Dopo il primo intervento, costato circa 526 mila euro, è stato previsto un Lotto B da 800 mila euro per completare la struttura, realizzando tra l’altro nuovi spogliatoi e servizi, collegamenti, impianti e attrezzature.  Eppure, all’interno dello stesso edificio scolastico risultano presenti locali originariamente destinati a spogliatoi, circostanza che rende particolarmente rilevante capire se sia stata valutata la loro possibile utilizzazione o rifunzionalizzazione e per quali ragioni si sia invece scelto di realizzare nuovi spogliatoi all’esterno, con un ulteriore intervento edilizio.  L’investimento complessivo sulla palestra supera così 1,3 milioni di euro.

Ed è qui che emerge una domanda che l’Amministrazione dovrebbe spiegare ai cittadini.

Nel 2025 il Comune aveva predisposto un progetto da 600 mila euro per la rifunzionalizzazione del Centro Sportivo Nucleo San Michele, candidato a Sport e Periferie, ma il finanziamento non è stato ottenuto. Nel 2026, invece, mentre ha destinato 800 mila euro di risorse comunali al completamento di via XX Settembre, il Comune non ha presentato alcuna candidatura al nuovo bando Sport e Periferie, che avrebbe consentito di concorrere a nuove risorse per la riqualificazione degli impianti sportivi.

Non stiamo dicendo che l’ex palestra geodetica del nucleo San Michele avrebbe potuto sostituire la palestra della scuola. La scuola aveva bisogno di una palestra.

La domanda è un’altra:

Con una diversa programmazione delle risorse pubbliche, sarebbe stato possibile realizzare una palestra scolastica adeguata alle effettive esigenze didattiche e, contemporaneamente, rifunzionalizzare il Nucleo San Michele per le società sportive?

La stessa Amministrazione ha spiegato che la nuova palestra sarà utilizzata dalla scuola durante il giorno e dalle associazioni sportive nelle ore serali. Quanto dell’investimento da oltre 1,3 milioni risponde dunque alle esigenze propriamente scolastiche e quanto alla necessità di nuovi spazi per lo sport cittadino?

Per questo l’associazione ha presentato una dettagliata istanza di Accesso Civico Generalizzato, chiedendo di conoscere le ragioni delle scelte progettuali, i costi, le fonti di finanziamento, le valutazioni sulle alternative, le verifiche relative alla luce e all’aerazione delle aule e le motivazioni che hanno portato alla realizzazione dei nuovi spogliatoi all’esterno della scuola.

Perché il problema non è essere contro lo sport.

Lo sport è un diritto dei giovani. Ma anche la qualità dell’ambiente scolastico lo è.

Una buona programmazione dovrebbe essere capace di garantire entrambi.

La qualità di una scuola non si misura soltanto dai metri quadrati della palestra che si costruisce, ma anche dalla qualità degli spazi in cui ogni giorno studiano e crescono i ragazzi”.

Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco (APS)

“Alghero tra record di turisti e spopolamento: Cacciotto tagli le tasse alle famiglie”

ALGHERO – “Alghero è il Comune più visitato della Sardegna, ma continua a perdere residenti. Un apparente paradosso che mette in luce una delle sfide più urgenti per il futuro della città”.
Lo spopolamento è un fenomeno complesso, determinato da più fattori: il calo delle nascite e il progressivo invecchiamento della popolazione, l’emigrazione dei giovani, la precarietà e la stagionalità del lavoro, il costo crescente della vita, le difficoltà di accesso alla casa, l’insufficienza di alcuni servizi essenziali e le carenze nei collegamenti. Una città può essere piena durante la stagione turistica e, nello stesso tempo, svuotarsi lentamente nel corso dell’anno. Per questo Fratelli d’Italia ritiene necessario affrontare il problema con una strategia organica e interventi concreti.
«Non scopriamo oggi il problema – dichiara Pino Cardi, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia –. Per questo, insieme al resto del centrodestra, abbiamo chiesto l’istituzione di una commissione speciale sul tema demografico. Occorre affrontare seriamente tutte le cause: casa, lavoro, costo della vita, servizi e fiscalità locale. Dobbiamo creare le condizioni affinché giovani, famiglie e lavoratori possano scegliere di vivere e costruire il proprio futuro ad Alghero».
Per Marco Di Gangi, responsabile regionale del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia, «il turismo rappresenta una grande ricchezza e non può certamente essere indicato come la causa dello spopolamento. Il vero problema è non essere ancora riusciti a trasformare pienamente questa forza in sviluppo stabile, diffuso e duraturo. Se, nonostante l’elevato numero di presenze, il territorio continua a perdere residenti, significa che manca una strategia capace di trattenere valore, attrarre investimenti e creare opportunità di lavoro qualificato durante tutto l’anno. Occorre rafforzare e destagionalizzare l’offerta turistica, ma anche utilizzare la sua capacità propulsiva per sostenere nuovi settori produttivi, innovazione, formazione, servizi e infrastrutture. Solo un’economia più solida e diversificata può offrire ai giovani la possibilità concreta di restare o di tornare ad Alghero».
Alessandro Cocco, capogruppo consiliare di FdI, indica una prima proposta: «La leva fiscale può rappresentare una risposta concreta e immediata. Il Comune ha margini di bilancio per alleggerire il peso su famiglie e imprese. Si può ridurre l’addizionale IRPEF di circa un quarto e intervenire sull’IMU, oggi applicata su livelli prossimi al massimo, riducendola di un quinto, soprattutto per favorire la disponibilità di abitazioni e diminuire la pressione fiscale su chi vive, lavora e investe in città».
«Alghero non può essere soltanto una città da visitare: deve tornare a essere una città nella quale mettere radici, formare una famiglia e costruire il proprio futuro. Meno tasse locali, più abitazioni accessibili, servizi più efficienti, lavoro stabile e nuove opportunità per i giovani: questa è la strada per contrastare concretamente lo spopolamento».

“Casa, lavoro e welfare: Alghero si svuota, occorre un cambio di rotta”

ALGHERO – “Alghero si sta svuotando. E limitarsi a prendere atto dei numeri non basta.
Lo spopolamento non si combatte con qualche evento in più, né pensando alla destagionalizzazione soltanto in termini turistici.
Una città è davvero viva tutto l’anno quando lo è la sua economia.
Serve rendere Alghero più conveniente per chi ci vive, lavora e investe: ridurre dove possibile la pressione fiscale locale, favorire nuove attività e sostenere chi sceglie di restare aperto e produrre dodici mesi l’anno.
E serve tornare a parlare seriamente di lavoro stabile e produzione: San Marco, aree produttive, artigianato, servizi, innovazione.
Nel 2025 Alghero è stato il Comune con più presenze turistiche della Sardegna. È un patrimonio enorme. Ma proprio per questo dobbiamo avere l’ambizione di andare oltre: il turismo può essere il nostro motore, non l’unico pilastro della nostra economia.
E poi c’è il Nord-Ovest. Alghero non può continuare a ragionare come una città-Stato: aeroporto, porto, università, imprese, servizi e mobilità devono diventare pezzi di un’unica strategia territoriale.
Perché il punto non è soltanto essere bravi ad attirare persone.
È costruire una città in cui valga la pena restare”.
Alessio Auriemma, Fratelli d’Italia

“Secal e non solo: dopo gli schiaffi di Sartore, Cacciotto e Daga non possono tacere”

ALGHERO – «Sulla SECAL il sindaco Cacciotto non può più far finta di nulla. L’allarme sullo stato di salute della società è ormai emerso con chiarezza ed è stato ripreso con durezza anche dal presidente della Commissione Bilancio, Pietro Sartore, esponente del Partito Democratico. Quando si parla di grave tensione finanziaria con un debito del Comune per oltre 500mila euro e stipendi di agosto non ancora pagati, significa che la situazione è gravissima». Così Fratelli d’Italia Alghero interviene sulla situazione della società partecipata del Comune.
«Per la terza volta in due anni di Amministrazione Cacciotto – dichiara Pino Cardi, coordinatore cittadino di FdI Alghero – SECAL si trova in difficoltà a causa dei rapporti finanziari con l’Amministrazione Cacciotto. Altro che rafforzamento della partecipata: qui siamo davanti a una società strategica lasciata ciclicamente senza la liquidità necessaria per pagare lavoratori e fornitori».
Per Alessandro Cocco, capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, «la presa di posizione di Sartore rende ancora più evidente l’assenza politica del sindaco Cacciotto e dell’assessore al Bilancio Daga. Se anche dentro la maggioranza si arriva a denunciare il problema in Consiglio comunale, allora nessuno può più minimizzare. Il sindaco chiarisca i motivi e le responsabilità dietro questo indebolimento progressivo della SECAL».
«Alghero ha già visto un copione simile durante l’Amministrazione Bruno: mettere in difficoltà SECAL fino a renderla inefficiente e non più nelle condizioni di svolgere pienamente il proprio lavoro, aprendo poi la strada all’ingresso di una società privata esterna nella riscossione. Temiamo – prosegue Cocco – che dietro l’emergenza finanziaria di oggi ci sia ancora lo stesso disegno».
Mario Conoci sottolinea: «I lavoratori e le loro famiglie non possono pagare l’incapacità dell’Amministrazione. Siamo davanti alla solita ipocrisia della sinistra, che a parole si dichiara sempre vicina ai diritti dei lavoratori e poi porta lascia i dipendenti di società pubblica senza stipendio. SECAL gestisce entrate tributarie, extratributarie e patrimoniali del Comune: metterla in difficoltà significa mettere a rischio un pezzo fondamentale della macchina amministrativa».
«Cacciotto e Daga inizino a occuparsi dei temi seri. SECAL va rafforzata con atti concreti, non con slogan vuoti. Chi lavora deve essere pagato, i fornitori devono essere tutelati e una società pubblica fondamentale per la città non può essere lasciata ciclicamente in emergenza»

“Maggioranza Cacciotto in crisi e Città paralizzata: non sono invenzioni, è la realtà”

ALGHERO – «Ci chiediamo una cosa molto semplice: Progetto Alghero è ancora quello che conoscevamo all’origine oppure il suo perimetro fisico è politico è cambiato? Perché, se davvero ritiene che non ci sia alcuna crisi nella maggioranza, dovrebbe innanzitutto spiegare come mai le contestazioni più dure arrivano proprio dall’interno della stessa maggioranza».
Lo affermano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Ansini, replicando alla presa di posizione di Progetto Alghero.
«I fatti sono sotto gli occhi di tutti. Colledanchise ha chiesto le dimissioni dell’assessore Daga. Il presidente della Fondazione Porcu ha pronunciato parole durissime sulla situazione della maggioranza. Il consigliere Sartore è intervenuto in Consiglio comunale con un intervento fortemente censorio, puntando il dito proprio contro l’assessore Daga. La capogruppo Esposito con apprezzabile onestà intellettuale ha ammesso “abbiamo fatto una gran brutta figura”. Questi sono i fatti. Questa è la verità».
«Allora chiediamo a Progetto Alghero, o a ciò che ne residua: contro chi dovrebbe scagliarsi? Contro il centrodestra che registra ciò che accade oppure contro i propri consiglieri di maggioranza che hanno espresso quelle critiche? Perché non siamo noi ad aver chiesto le dimissioni di Daga dai banchi della maggioranza. Non siamo noi ad aver pronunciato quelle parole sulla conduzione della maggioranza. Non siamo solo noi ad aver puntato il dito contro l’assessore Daga in Consiglio comunale».
«La crisi, quindi, non è un’invenzione del centrodestra. È un problema politico che emerge dalle parole e dai comportamenti di chi quella maggioranza la sostiene o ne fa parte. Se Progetto Alghero ritiene che tutto vada bene, dovrebbe avere il coraggio di confrontarsi prima di tutto con questi fatti».
«Ma il problema è ancora più grande e riguarda il governo della città. Questa è ormai la maggioranza della propaganda e delle incompiute. La circonvallazione, la piscina, gli asfalti, il CRA, l’ex Cotonificio e tante altre questioni che attendono da mesi risposte e soluzioni. Alghero è una città complessa e ha bisogno di un’amministrazione capace di affrontare i problemi, non di una parte della maggioranza impegnata a spiegare che i problemi non esistono».
«L’unico terreno sul quale questa amministrazione sembra invece procedere con una certa continuità è quello che abbiamo definito metodo Cacciotto: spese che riteniamo inutili o discutibili, finanziamenti che presentano modalità sulle quali chiediamo chiarezza, acquisizioni e concessioni di beni pubblici che, a nostro giudizio, sollevano seri interrogativi sul piano politico, amministrativo e non solo. È questo il modello che contestiamo e che deve cambiare».
«E deve cambiare anche perché quando si amministrano denaro e patrimonio pubblico non ci si può limitare alla propaganda politica. Gli atti devono essere trasparenti, motivati e rispettosi delle regole. Per questo continueremo a esaminare ogni vicenda e, quando sarà necessario, a investire gli organismi competenti».
«A Progetto Alghero diciamo dunque: prima di cercare fuori dalla maggioranza, guardate dentro la maggioranza. Se siete ancora Progetto Alghero, confrontatevi con le parole di Collettanchise, di Porcu, di Sartore e di Esposito. Se invece il progetto politico è cambiato, abbiate la chiarezza di dirlo agli algheresi».
«Noi auspichiamo che il sindaco Cacciotto, la sua amministrazione e ciò che resta della maggioranza riescano a ritrovare la bussola. Alghero non ha bisogno di una maggioranza che neghi i propri problemi. Ha bisogno di un’amministrazione che governi la complessità della città, realizzi le opere, garantisca servizi e dia risposte agli algheresi. E gli algheresi hanno già aspettato abbastanza», Marco Tedde – Antonello Peru – Lina Bardino – Nina Ansini Gruppo consiliare Forza Italia