“Impianto posidonia, svolta storica: ora metterlo a regime. Palazzo Sciuti assente”

ALGHERO – “Intervengo pubblicamente dopo due anni di silenzio, una scelta precisa dettata dalla convinzione che il ruolo di ex amministratore non debba tradursi in interventi polemici su qualsiasi tema. Oggi ritengo tuttavia doveroso intervenire su una questione che ho seguito fin dalle sue origini insieme all’intera ex Giunta, al sindaco Conoci, al presidente della Provincia Fois, all’allora presidente del Consorzio Scanu e ai rappresentanti del Comune di Alghero nel Consorzio industriale, Cadau e Zanetti: l’impianto di trattamento della posidonia e delle terre di spazzamento di San Marco. L’inaugurazione odierna, seppur parziale, rappresenta un passaggio di valore storico. Si tratta di un risultato significativo, che mi rende orgoglioso, frutto anche del grande lavoro sinergico svolto tra il settore ambiente del Comune di Alghero e la direzione del Consorzio Industriale. Si chiude così una fase caratterizzata da costi elevati e inefficienze, legate al trasferimento dei materiali verso l’unico impianto presente nel sud Sardegna, con lunghi e onerosi trasporti su gomma. Desidero esprimere un ringraziamento al sindaco Raimondo Cacciotto e all’assessore Selva per avermi voluto al loro fianco: il riconoscimento del lavoro svolto da chi ha amministrato prima non è mai scontato. Un ringraziamento sincero va inoltre al Gruppo Esposito e al suo patrono Ezio Esposito per la qualità del lavoro svolto, la serietà dimostrata e il rispetto dei tempi di realizzazione, nonostante il successivo ritardo nell’avvio dell’impianto, dovuto a cause non riconducibili all’impresa. Esauriti i doverosi ringraziamenti, è necessario richiamare con chiarezza il punto centrale. L’impianto di San Marco non può essere considerato una semplice bandierina locale. Una simile lettura sarebbe miope e politicamente irresponsabile. Si tratta, al contrario, di un’infrastruttura pensata per un intero territorio e per una regione, come dimostra la sua previsione all’interno del piano regionale dei rifiuti. In questo contesto, desta preoccupazione l’assenza dei rappresentanti della Città Metropolitana, un livello istituzionale che deve essere pienamente coinvolto nella fase di avvio e gestione operativa dell’impianto. Il quadro generale è noto: i comuni costieri affrontano emergenze sempre più frequenti legate alla posidonia, aggravate dagli eventi meteorologici, mentre la corretta gestione delle terre di spazzamento rappresenta un fattore determinante per il miglioramento delle percentuali di raccolta differenziata. L’impianto è stato realizzato esattamente per rispondere a queste esigenze. Non garantirne un utilizzo pieno e coordinato, o limitarne la funzione a un ambito locale, significherebbe sprecare risorse pubbliche e compromettere una visione strategica costruita nel tempo. In tal senso, si auspica che i lavori di completamento della messa a riserva, con particolare riferimento al piazzale di stoccaggio, possano concludersi celermente. Per queste ragioni è necessario attivare immediatamente un coinvolgimento concreto di tutti i comuni del centro-nord Sardegna, al fine di assicurare la sostenibilità economica e la piena operatività dell’impianto. Non farlo nell’immediato significherebbe perdere tempo prezioso e rischiare di compromettere l’intero progetto. Le opere pubbliche rappresentano un momento importante e di giubilo per le comunità, ma è nella loro gestione e nel loro utilizzo che si misura, nel tempo, la qualità e la serietà dell’azione amministrativa, a ogni livello”.

Andrea Montis, già assessore all’ambiente

“Da rifiuto a ricchezza, Alghero risolve il problema posidonia”

ALGHERO – Da rifiuto a ricchezza dalle prospettive tutte da scoprire, in un virtuoso processo di riconversione green delle strategie del Consorzio. La posidonia oceanica in esubero che da sempre si accumula sulle spiagge del Mediterraneo troverà finalmente una nuova vita grazie all’impianto per il trattamento realizzato nel sito CIPSS di San Marco ad Alghero. Tutto è finalmente pronto e da oggi, 5 maggio, i primi carichi di posidonia raccolti nelle spiagge della Riviera del Corallo vengono trattati con la tecnologia del soil washing. L’impianto – realizzato con fondi del PNRR – potrà operare fino a ventimila tonnellate di posidonia spiaggiata in esubero ogni anno. Il processo di ripulitura sarà in grado di recuperare la frazione organica lavata, costituita da residui di posidonia oceanica e sabbia, consentendo di riportare quest’ultima sulle spiagge e risolvere così una grossa emergenza ambientale: in passato, infatti, la rimozione della posidonia per la fruizione dei litorali aveva come conseguenza la perdita della sabbia, bene prezioso che grazie all’impianto di trattamento potrà adesso essere restituita immediatamente all’ambiente.
Il futuro della posidonia, invece, potrà prendere diverse strade. Una parte sarà destinata all’ingegneria naturalistica e utilizzata come barriera per l’erosione costiera e la salvaguardia dell’ambiente, ripristinando la funzione fondamentale e naturale di questo residuo vegetale; potrà inoltre essere utilizzato come substrato vegetale in agricoltura e infine, i materiali trattati e ripuliti potranno essere trasformati in pannelli fonoassorbenti usati in diversi ambiti, dagli studi di registrazione agli ambienti domestici, dai teatri ai locali pubblici. Non sono escluse, inoltre, nuove applicazioni in ambiti e mercati differenti, per i quali sono in corso interlocuzioni con Università ed enti di ricerca. L’impianto sarà inoltre in grado di operare anche su diecimila tonnellate annue di rifiuti provenienti dallo spazzamento stradale, con il recupero delle sabbie e dei materiali di scarto da riutilizzare principalmente nel settore dell’edilizia. Si tratta dell’unico impianto di questo tipo in Italia totalmente End of Waste, con il recupero del prodotto in uscita che non è più considerato un rifiuto, e l’unico in Sardegna gestito da un ente pubblico.
Nella fase di avviamento l’impianto di San Marco raccoglierà i materiali recuperati nel litorale algherese, ma è intenzione del CIPSS allargare lo sguardo sulle coste di tutto il nord Sardegna. L’impianto è costituito da un capannone di circa 1800 metri quadri, da una linea industriale capace di trattare, in completa automazione, diverse tipologie di rifiuti non pericolosi e in grado di ricavarne materie prime differenziate e di qualità, certificate CE, e un impianto di trattamento dell’acqua di processo che consente di ricircolare circa l’80% dell’acqua necessaria al lavaggio dei rifiuti e contenere quindi considerevolmente i consumi idrici.
Entro l’estate sarà inoltre pronto l’impianto di stoccaggio, con una capacità di 14.400 tonnellate di posidonia, che permetterà di liberare spazi sui litorali e lavorare in maniera continuativa i materiali.
«Il completamento dei lavori rappresenta un passaggio strategico per rafforzare la nostra capacità di rispondere alle sfide ambientali e promuovere modelli di sviluppo sostenibile. Siamo particolarmente soddisfatti di portare avanti questo progetto per rispondere ad un’esigenza concreta del territorio, con l’obiettivo di coniugare tutela ambientale e uso responsabile delle risorse naturali. Questo importante risultato è il frutto dell’impegno costante di tutta la struttura, che desidero ringraziare per il grande lavoro svolto», commenta la presidente del CIPSS Simona Fois.
«L’apertura dell’impianto – afferma il sindaco Raimondo Cacciotto – è un’ottima notizia che premia il meritorio lavoro svolto dal Comune di Alghero negli anni della gestione della posidonia spiaggiata. L’assessorato all’Ambiente fa un lavoro importante e meticoloso che coniuga tutela ambientale e fruibilità dei litorali per arrivare, come in questo caso, alla costruzione di una filiera virtuosa in sinergia con le istituzioni del territorio».

“Gianvittorio”, venerdi la proiezione del documentario

ALGHERO – Venerdì 8 maggio alle ore 19, nella Sala Conferenze Lo Quarter, la Società Umanitaria di Alghero presenta la proiezione del documentario “Gianvittorio”, diretto da Rossana Cingolani. L’iniziativa nasce come omaggio a Gianvittorio Vacca, a pochi anni dalla sua scomparsa, nel giorno in cui avrebbe compiuto 90 anni. Artista e figura profondamente legata alla vita culturale e mondana di Alghero, Vacca ha attraversato con il suo lavoro ambiti diversi: artigianato del corallo, scultura, ceramica, arredamento e scenografia, costruendo un percorso personale, libero da etichette e riconoscimenti formali. Nato ad Alghero nel 1936 e attivo a lungo anche a Cagliari, aveva scelto di tornare nella sua città per sviluppare nuovi progetti, mantenendo sempre uno sguardo radicato nella dimensione popolare del fare artistico.

“Non ho mai cercato di essere celebrato come artista – diceva – tutt’al più ho cercato di essere apprezzato come uomo di bottega”. Il documentario, della durata di 45 minuti, ripercorre la sua storia attraverso la produzione pittorica, la lavorazione del corallo e il suo ruolo nella vita culturale della Alghero degli anni Sessanta, restituendo il ritratto di una personalità capace di lasciare un segno nella memoria collettiva della città e nelle relazioni umane. La proiezione sarà accompagnata dalla presenza in sala della regista Rossana Cingolani, che lavora da oltre trentacinque anni nel montaggio, nell’edizione e nella post-produzione per cinema e televisione. Nel corso della sua carriera ha collaborato, tra gli altri, con Pupi Avati, Francesca Archibugi, Gianni Amelio e Marco Ferreri, con cui ha instaurato una collaborazione particolarmente significativa a partire da La casa del sorriso. «L’otto maggio prossimo mio padre Gianvittorio, se ancora fosse su questo pianeta, avrebbe compiuto 90 anni. E certamente li avrebbe festeggiati con una mostra di pittura, o con qualche altra diavoleria delle sue. Il destino ce lo ha sottratto qualche anno fa […] Il tempo passa, ma io non dimentico. Vi aspettiamo dunque nel giorno del suo compleanno», scrive Elias Vacca, che sarà ospite della serata.

“Salario minimo regionale, un bluff: la Corte boccia la Toscana, idem per la Giunta Todde?”

ALGHERO – «Lo avevamo detto subito, senza ambiguità: quella sul salario minimo regionale era una legge bluff, fumo negli occhi, destinata a crollare. Giunta e Consiglio corrano ai ripari e modifichino la legge per tutelare i lavoratori».
Così Michele Pais (Lega) interviene dopo la recente pronuncia della Corte Costituzionale, che con la sentenza n. 60 del 30 aprile 2026 ha dichiarato illegittima la norma della Regione Toscana sul salario minimo regionale negli appalti pubblici.
Per Pais si tratta di una conferma netta di quanto aveva denunciato fin dall’approvazione in Sardegna. «Ora rischia la legge sarda. Parliamo di un impianto normativo fragile, costruito su basi giuridiche sbagliate e su un evidente equivoco: si è voluto furbescamente introdurre il concetto del “trattamento economico minimo” scorretto e ben più ampio della “retribuzione minima tabellare”: nella migliore delle ipotesi bisognerà correggere la legge in questa parte».
La decisione della Corte si inserisce nel solco di un orientamento chiaro: in materia di contratti pubblici, prevale l’esigenza di uniformità normativa su tutto il territorio nazionale: «I giudici costituzionali hanno infatti ribadito che la disciplina degli appalti, incidendo direttamente sull’accesso al mercato e sulla selezione degli operatori economici, rientra nell’ambito della tutela della concorrenza, materia riservata in via esclusiva allo Stato».
Un passaggio, questo, che secondo Pais «smonta completamente l’impianto ideologico di chi, anche in Sardegna, ha voluto vendere una misura inefficace come una conquista sociale».
«Inoltre proprio perché gli appalti pubblici perseguono anche finalità sociali, la Corte ha ribadito che ciò oggi è garantito da un sistema articolato di tutele previsto dal Codice dei contratti pubblici. Come dire, tutte garanzie già previste».
Per il consigliere leghista, le conseguenze per la Sardegna sono evidenti: «La norma regionale, che già mostrava limiti applicativi, che peraltro allo stato non si sarebbe applicata agli appalti di portierato e delle pulizie in corso, rischia di fare la stessa fine di quella Toscana».
Da qui l’affondo politico: «Si tratta di una classica operazione di propaganda, una delle tante “operazioni social” più che “sociali”, a cui ci ha abituato l’Assessora del Lavoro. Oggi arriva una bocciatura pesante che certifica l’inconsistenza di quella scelta. Serve serietà: i diritti dei lavoratori non si tutelano con “norme Facebook” , ma con interventi concreti e compatibili con l’ordinamento nazionale».
Pais conclude con un invito alla Assessora del Lavoro Desirée Manca: «Prenda atto della realtà e smetta di inseguire i social assumendo la serietà del ruolo di Governo che le compete»

Sap Alghero tra le eccellenze del basket femminile

ALGHERO – Un finale di stagione intenso, fatto di sfide di alto livello, crescita e orgoglio giallorosso: la SAP Alghero Basket chiude settimane importanti con le proprie formazioni giovanili e prosegue da protagonista sia a livello nazionale che regionale con le categorie femminili U17, U15 e U14 e U13.
Si è appena conclusa l’esperienza unica delle ragazze dell’Under 17, tra le migliori 16 d’Italia: traguardo prestigioso conquistato dopo un percorso straordinario culminato con il titolo di Campionesse Regionali. Il livello della competizione si è confermato altissimo e la squadra ha dimostrato in ogni partita carattere e identità. «Queste esperienze valgono più di qualsiasi risultato. – ha commentato coach Muroni – Abbiamo affrontato squadre di altissimo livello e le ragazze hanno risposto con personalità. Essere tra le migliori 16 d’Italia è un traguardo che deve renderci orgogliosi e motivarci a lavorare ancora di più». Anche le ragazze dell’Under 15 Femminile terminano a testa alta l’esperienza da Campionesse Regionali al Concentramento Nazionale. Le giovani atlete algheresi hanno affrontato sfide di forte intensità contro alcune delle migliori realtà del panorama italiano, dimostrando solidità, carattere e la capacità di restare in partita. Un’esperienza importante, che arricchisce il percorso di crescita del gruppo e conferma il valore del lavoro svolto quotidianamente.
Intanto si apre una nuova settimana di grande fermento in casa SAP Alghero, ricca di appuntamenti per il settore giovanile femminile: prosegue il percorso delle ragazze dell’U14, che dopo aver concluso la fase di qualificazione e la seconda fase al secondo posto in classifica, accedono ai quarti di finale dei playoff che segnano un nuovo e importante passo nel percorso delle giovani atlete giallorosse. Partenza dominante nella prima partita dei quarti di finale: espugnato il campo dell’Elmas nella gara d’andata con un netto 73-36. «Abbiamo approcciato la partita con la mentalità giusta – hanno commentato i coach Antonello Muroni e Eleonora Cresci – ma sappiamo che non è finita: servirà lo stesso atteggiamento nella gara di ritorno per conquistare la semifinale. È stata una prestazione solida e convincente, costruita su intensità, difesa e un eccellente gioco di squadra e le ragazze hanno interpretato la gara con grande concentrazione e determinazione per tutti i quaranta minuti. Ora l’attenzione è già rivolta alla sfida casalinga, dove il supporto del pubblico sarà un elemento fondamentale per completare il percorso nei quarti di finale». La SAP Alghero conferma così la qualità e la costanza del proprio settore giovanile, capace di competere ai massimi livelli e di costruire un futuro solido attraverso lavoro, passione e senso di appartenenza. Un cammino di continuità e crescita che conferma il valore del gruppo e la solidità dimostrata lungo tutta la stagione. Inoltre, dal 9 al 10 maggio al Palamanchia si disputeranno le semifinali e le finali regionali JR NBA Under 13, a cui le nostre ragazze prenderanno parte, rappresentando un’ulteriore occasione di crescita e confronto di alto livello per la squadra

“Alghero e l’ambientalismo a senso unico”

ALGHERO – “Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano?
Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado. Chi la conosce davvero – chi ci è cresciuto, chi ci ha passato giornate tra pesca e mare – sa benissimo di cosa stiamo parlando: rifiuti, sporco, perfino catrame. Da bambini si tornava a casa con il timore di essere rimproverati solo per essersi avvicinati a quell’area.
E oggi qualcuno vorrebbe raccontare che quello era un santuario naturale intoccabile?
La verità è un’altra. Quell’area è stata finalmente pulita, sistemata, resa fruibile. E lo è stata grazie a chi ha avuto il coraggio di investire, di metterci risorse e visione quando altri voltavano lo sguardo dall’altra parte.
A-Mare, al netto di tutto, ha rappresentato un tentativo concreto di riqualificazione. Si può discutere su modalità, autorizzazioni, scelte progettuali – è legittimo – ma trasformare chi interviene in un nemico dell’ambiente è semplicemente falso.
Dov’erano quando Calabona era nel degrado più totale? Dov’erano quando nessuno muoveva un dito? È troppo facile arrivare dopo, puntare il dito e parlare di danni irreversibili, non solo senza aver mai fatto nulla, ma senza aver mai vissuto e conosciuto davvero quel luogo. Perché lì c’è chi ci ha passato l’infanzia, chi ci ha giocato, chi sa cosa fosse realmente. E invece si continua a parlare per sentito dire.
Qui il problema non è l’ambiente. Il problema è un certo ambientalismo di facciata, quello che critica sempre e costruisce mai. Quello che si indigna a parole ma non ha mai sporcato le mani per migliorare davvero un luogo.
Perché difendere il territorio non significa lasciarlo all’abbandono. Significa prendersene cura, investire, renderlo vivibile. E questo, piaccia o no, qualcuno ha provato a farlo.
Gianfranco Langella (Destra Democratica)

“Vie intitolate a Liguria e Porto Torres, chiediamo a loro se ci sistemano strade e verde”

ALGHERO – Alla fine non resta che affidarci all’ironia. Non sempre, ma in certi casi, forse, può anche funzionare. Del resto quanto l’agire normale e formale non trova corrispondenze, allora farsi qualche risata, anche su situazioni poco felici, diventa una probabile soluzione.

Ed è così che, per l’ennesima volta, un residente algherese si affida ai social per segnalare una criticità già evidenziata in passato, ma che non ha visto ancora un intervento risolutore. Niente di trascendentale, ma evidentemente, straordinario, seppur più che ordinario.
“Questa sono via Liguria e via Porto Torres, sono lì da una cinquantina d’anni, ma mi chiedo, queste due vie sono di competenza della Regione Liguria e del Comune di Porto Torres? La domanda mi sorge spontanea, perché se in 50 anni le amministrazioni di Alghero non sono riuscite a realizzare  il marciapiede (oltre a eliminare le erbacce e riportare un po’ di decoro ndr) perché non chiedono a questi due enti di pensarci loro? Se rispondono di no basta cambiare il nome delle vie, magari via Olmedo e via Villanova , io dico che lo fanno subito”.
Oltre alla nota ironica, anzi sardonica, emerge l’ennesima situazione sotto gli occhi di tutti e soprattutto in una zona di grande transito, anche turistico, eppure da anni, anche qui, pare di transitare a fianco ad una foresta,  un’area abbandonata col pericolo che questo rappresenta non essendoci pure un passaggio pedonale, oltre che una minore visibilità per gli automobilisti. Insomma, vanno bene le quasi quotidiane manifestazioni che impegnano gli operai comunali, ma probabilmente sarebbe indispensabile intervenire su tutte queste diffuse situazioni al fine di sistemare al meglio decoro, verde  e dunque accoglienza per residenti e villeggianti.

World Team Cup Wheelchair Tennis ad Alghero, al via l’evento

ALGHERO – Qualificazioni della Zona Europa/Africa della Bnp Paribas World Team Cup Wheelchair Tennis: conclusa la parte organizzativa, da domani la parola va al campo.
La manifestazione, organizzata dall’Asdc Sardinia Open, patrocinata dalla Federazione Italiana Tennis Padel, dal Comitato Italiano Paralimpico, si disputerà sui sei campi in green set del Tc Alghero.
Nella serata di oggi, nelle sale dell’Hotel Oasis, si è tenuto il Captains Meeting e il sorteggio dei gironi delle tre categorie Men, Women e Quad.
Quattordici Nazionali suddivise in quattro gruppi nella categoria Men. Gruppo 1: Israele, Croazia e Portogallo; Gruppo 2: Austria, Italia e Turchia; Gruppo 3: Polonia, Svezia, Ungheria e Grecia; Gruppo 4: Germania, Belgio, Svizzera ed Estonia.
Sono sei le Nazionali della categoria Women che si affronteranno in due gironi. Gruppo 1: Svizzera, Italia e Lettonia; Gruppo 2: Turchia, Austria e Israele.
Le Nazionali che si affrontano nella categoria Quad sono 8, suddivise in due gironi. Gruppo 1: Turchia, Italia, Francia e Portogallo; Gruppo 2: Israele, SudAfrica, Svizzera e Austria.
Questa mattina, alle 9, sul Campo Centrale del Tc Alghero, è in programma la cerimonia inaugurale della manifestazione, mentre alle 10 prenderanno il via i primi match.
L’ingresso all’evento è gratuito.

Alcuni momenti del Captains Meeting e del sorteggio (foto Mauro Madau)

Polemiche Guardia Medica, “la Asl si scusa: è in creazione un modello migliore di assistenza”

ALGHERO – “In merito alla segnalazione di una cittadina algherese che il primo maggio si è recata presso la Guardia Medica di Alghero, la Direzione Aziendale della Asl di Sassari, precisa quanto segue: Nella prospettiva di creazione della Casa di Comunità della città di Alghero, all’inizio del mese di marzo la Asl di Sassari ha trasferito la Guardia Medica di Alghero dall’ospedale Civile al piano terra dello stabile di via degli Orti, sede del Distretto socio sanitario e, a breve, sede della Casa di Comunità. In seguito alla segnalazione, la Direzione aziendale in accordo con il Distretto, ha provveduto, sin dal fine settimana, ad allestire, seppur in via provvisoria, un’area dedicata alla sala d’attesa della Guardia medica, al fine di garantire condizioni di riparo idonee, specialmente alla fascia di popolazione più fragile. Attualmente nello stabile di via degli Orti sono in fase di ultimazione i lavori di riqualificazione del I e del II piano, che a breve andranno ad ospitare la Casa di comunità. La Asl di Sassari si scusa con i cittadini per i disagi che l’intervento in corso potrebbe aver generato, ma assicura che i lavori sono fondamentali per garantire maggiore sicurezza a pazienti e operatori, ma soprattutto sono indispensabili per creare un modello organizzativo di assistenza di prossimità, dove i professionisti lavorano in modalità integrata e multidisciplinare, in strutture di facile accesso per i cittadini con bisogni di assistenza sanitaria e socio-sanitaria a valenza sanitaria. Nella Casa di comunità troveranno spazio, in un’unica struttura, tutti i servizi territoriali rivolti al cittadino, come la specialistica ambulatoriale, il servizio di Continuità assistenziale (Guardia Medica e Guardia Turistica), ma anche il servizio di assistenza primaria garantito dal Medico di medicina generale e dal Pediatra di libera scelta, oltre al Servizio Consultoriale, e agli sportelli amministrativi, come il Punto Unico di Accesso e il Cup, e tanto altro”.

Asl di Sassari

“Continuità Aerea, la Todde deve subito salvaguardare i sardi: no agli aumenti”

ALGHERO – “Di fronte a uno scenario internazionale instabile, aggravato dalla crisi nello Stretto di Hormuz, appare quantomeno superficiale l’atteggiamento della Presidente della Regione e dell’Assessora ai Trasporti Barbara Manca, che continuano a rassicurare i cittadini negando il rischio di aumenti tariffari nella continuità territoriale aerea”. Lo dichiara Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia.
“È vero – prosegue Tedde – che il meccanismo normativo attuale prevede eventuali adeguamenti tariffari solo a partire dal terzo anno. Ma è altrettanto vero che il nostro ordinamento contempla strumenti giuridici ben precisi che non possono essere ignorati per convenienza politica”.
“In particolare – spiega – l’Articolo 1467 Codice Civile italiano disciplina il principio dell’eccessiva onerosità sopravvenuta: in presenza di eventi straordinari e imprevedibili, come un protratto aumento del costo del jet fuel legato alla crisi internazionale, una delle parti contrattuali, nella fattispecie le compagnie aeree, possono chiedere la risoluzione del rapporto”.
“È evidente che, in una simile ipotesi, la Regione Sardegna si troverebbe costretta a intervenire per garantire la continuità del servizio, offrendo condizioni economiche adeguate ai vettori, con il rischio concreto di dover rivedere il sistema tariffario o incrementare le compensazioni pubbliche”.
“Far finta che questo rischio non esista – attacca Tedde – significa comportarsi come lo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia, ignorando la realtà. E questo non è accettabile su un tema strategico per l’isola”.
“Va inoltre ribadito che circa il 60% dei passeggeri viaggia fuori dal regime di continuità territoriale: per questi utenti non esiste alcun limite tariffario. In caso di ulteriore aumento del costo del carburante, i prezzi dei biglietti potrebbero crescere già nel breve periodo, con effetti pesanti sul turismo e sull’economia regionale”.
“Le risorse, tuttavia, esistono. Dalla gara per la continuità territoriale sono emersi risparmi significativi, nell’ordine di 90-100 milioni di euro. Una parte di queste somme potrebbe e dovrebbe essere destinata a compensare il sovraccosto del carburante, evitando il rischio di un collasso del sistema dei collegamenti aerei da e per la Sardegna”.
“Per questo – conclude Tedde – chiediamo alla Regione di abbandonare le rassicurazioni di facciata e di attivare immediatamente un confronto serio con le compagnie aeree, con il Governo e con l’ENAC, per individuare soluzioni concrete e tempestive. La continuità territoriale è un diritto dei sardi: va difesa con atti, non con parole”