Bamonti riporta tutti sul “Pianeta Terra”: lavoro, sociale e famiglia è un fallimento

ALGHERO – Non accade spesso, ma ogni tanto si. Il ritorno sul Pianeta Terra, come detto alcuni giorni addietro dal consigliere Piras, non può che fare bene ad una classe politica che si trova ad affrontare un periodo piuttosto particolare per la città che rappresenta. Tante, anzi tantissime le aspettative da una maggioranza ampia, anzi ampissima. La strada è ancora lunga, ma gli algheresi chiedono risposte. E non solo per l’ordinario, sempre più straordinario, ma pure per macro-temi che, al netto di slogan e annunci, vedono, ad esempio sul tema della famiglia, una realtà nera, nerissima.

A puntare i riflettori sul tema è stato nell’ultima seduta del consiglio comunale Alberto Bamonti. “Ad Alghero abbiamo registrato appena 120 nascite e questo non è solo un dato demografico, ma è il segnale evidente di una crisi profonda” e ancora l’esponente di maggioranza  “oggi creare una famiglia è quasi impossibile: mancano lavoro stabile, salari adeguati e la possibilità concreta di acquistare una casa. Le responsabilità ricadono in gran parte sui governi degli ultimi trent’anni, che hanno ignorato le politiche familiari, ma anche la classe dirigente politica e imprenditoriale locale ha le sue colpe. In città si è scelto di puntare sulla speculazione immobiliare e sulla precarietà lavorativa, invece che su residenza, giovani e futuro”.

“Norme edilizie sempre più restrittive e prezzi fuori controllo hanno reso la casa un bene irraggiungibile. Un tempo si costruiva per i figli, oggi è diventato impensabile. Il lavoro, spesso stagionale e sottopagato, spinge i giovani ad andare via. Chi resta è spesso un’eccezione. Senza politiche serie su casa, lavoro e famiglie, Alghero continuerà a svuotarsi e invecchiare. Le 120 nascite non sono un caso, ma il risultato di scelte precise che stanno condannando la città al declino”.

In chiusura, per Bamonti, come anche auspicato da più parti e in generale da chi ha veramente a cuore il presente e futuro di Alghero, “serve un cambio di rotta immediato con l’attivazione delle aree 167 per edilizia residenziale pubblica e convenzionata, su cui ho fatto un accesso agli atti,  può rappresentare il primo segnale concreto per garantire il diritto alla casa, soprattutto a giovani coppie e famiglie”. E non solo, diremmo, ma anche con interventi sul sociale di grande rilevanza a partire dal sostegno delle fasce più deboli e dei giovani, anche immettendo denari e creando struttura come un centro di aggregazione sociale che, nonostante le belle parole, manca.

 

Nella foto il consigliere comunale Alberto Bamonti in Aula

Sanità, Sardegna penultima in Italia

CAGLIARI – Nel monitoraggio ufficiale del Ministero della Salute tramite gli indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) fotografa profonde differenze tra le Regioni.  Nel 2023 (ultimo anno disponibile) ben 8 Regioni risultano non adempienti ai LEA non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera.

Inoltre, sommando i punteggi ottenuti nelle tre macro-aree, a fronte di un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati, secondo il report effettuato dalla Fondazione Gimbe.

In particolare in Sardegna nel 2023 a fronte di un punteggio medio nazionale di 226 punti, il punteggio totale degli adempimenti della Regione ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) è di 192. La regione, adempiente secondo il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG), ha registrato nelle tre aree monitorate (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera) 65 punti per l’area della prevenzione ovvero 33 punti in meno rispetto alla Prov. Autonomia di Trento e al Veneto che sono in prima posizione; 67 punti per l’area distrettuale ovvero 29 punti in meno rispetto al Veneto che è in prima posizione; 60 punti (penultima regione) per l’area ospedaliera ovvero 37 punti in meno rispetto alla Prov. Aut. di Trento che è in prima posizione.

“Il fabbisogno sanitario nazionale – ha spiegato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta – viene ripartito alle Regioni in base alla popolazione residente, in parte pesata per età. Per finanziare i LEP sanitari, invece, le risorse pubbliche dovrebbero coprire i costi necessari per garantirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. E allora – ha aggiunto – vista l’impossibilità di finanziare i costi effettivi dei LEP sanitari con l’attuale disponibilità di risorse, l’Esecutivo rinuncia a definirli e imbocca la scorciatoia di equipararli ai LEA, con il solo scopo di accelerare l’autonomia differenziata. Una scorciatoia che renderebbe giuridicamente accettabili le diseguaglianze regionali nell’esigibilità del diritto alla tutela della salute.

“Sanità, Sardegna maglia nera e i 5 Stelle esaltano la Todde: almeno Conte tace”

ROMA, 14 GENNAIO 2026. “Il collega Perantoni osanna la politica sanitaria della presidente Todde? Gli posso dare due consigli: il primo è fare un bel giro negli ospedali sardi, il secondo è seguire l’esempio di Giuseppe Conte, che almeno ha avuto il pudore di non citarla ad esempio e durante i suoi interventi alla Camera preferisce scagliarsi contro la Sicilia. Del resto il leader dei Cinquestelle è il primo a doversi vergognare per aver indicato per la Sardegna un assessore romano che è uscito sbattendo la porta e denunciando, in anticipo rispetto al verdetto della Consulta sui commissariamenti illegittimi, che il campo largo pensa solo alle poltrone.” Così Ugo Cappellacci, presidente della commissione Affari Sociali e Salute della Camera, replica alle affermazioni del deputato del movimento cinquestelle, Perantoni. “Per quanto riguarda il passato – prosegue Cappellacci-, rispondo del mio operato e non per altri: durante la mia presidenza la Sardegna fu la prima regione del meridione a uscire dal piano di rientro sanitario, riconquistando la sua autonomia decisionale. In quegli anni fummo tra i primi ad avviare la digitalizzazione con il fascicolo sanitario elettronico e ad adottare le procedure di acquisto centralizzate per evitare gli sprechi. Non abbiamo tagliato neppure un posto letto. Al contrario, abbiamo rinforzato presidi strategici per la nostra Isola. Negli stessi anni i governi nazionali dei suoi alleati tagliavano 37 miliardi al diritto alla salute. A quasi metà del suo mandato invece l’attuale presidente ha visto proprio nella riforma sanitaria la terza legge cassata dalla Corte Costituzionale. Anche in questo siamo distanti – ha concluso Cappellacci-: noi davanti alla Consulta difendevamo i diritti dei sardi e l’autonomia, lei la sua poltrona e quella dei commissari delle ASL.”

“Palacongressi, simbolo del fallimento e del pilatismo: va demolito”

ALGHERO – Ci sono questioni, anche di cruciale importanza per Alghero, che, come dei fiumi carsici emergono e scompaiono. Giusto per qualche scontro sui media, ancora di più su facebook (il cui uso in Riviera è quasi al limite del patologico), ma oramai quasi neanche più nelle assisi preposte. Una deriva socio-politico non troppo felice, visto che poi, a seguito di tali vampate, tutto ritorno come prima, o quasi. Salvo chi, almeno dal punto di vista della passione, prova a metterci del suo per affrontare e magari risolvere alcune annose e derimenti questioni: vedi il Palazzo dei Congressi.
Struttura non solo nata vecchia, ma purtroppo, a parte la “pomposa” inaugurazione, mai utilizzata. Intitolata al grande politico “Martino Lorettu”, per alcuni invece rappresenta proprio il fallimento della medesimo viste le mancate decisioni, a parte la scelta giustamente strategica e vincente, dei primi anni del 2000, di far decollare almeno l’anfiteatro esterno a cui sarebbe dovuto seguire un vero utilizzo e restyling delle ampie parti esterne (oltre le anelate realizzazioni alberghiere, stoppate da retoriche ideologiche fuori dal tempo) che, a parte un paio di campetti, sono ancora in abbandono. Senza considerare il recente utilizzo anche come discarica per la plastica. Insomma, se non il simbolo del fallimento, poco di manca.
“Dopo oltre 45 anni di sostanziale abbandono, appare ormai evidente a chiunque che il Palazzo dei Congressi non rappresenta più un’infrastruttura strategica né funzionale per il nostro territorio. Continuare a difenderlo oggi significa difendere un’idea fallita: un progetto che non ha mai prodotto risultati concreti né benefici reali per la comunità”, cosi Christian Mulas, presidente della commissione ambiente e consigliere comunale del Partito Sardo d’Azione. 
“Costato oltre 25 miliardi delle vecchie lire di denaro pubblico, il Palazzo dei Congressi è stato per decenni oggetto di annunci, promesse, studi preliminari e dichiarazioni di intenti, senza che si sia mai arrivati a un piano serio e operativo di rilancio. Nessun investimento strutturale, nessuna visione credibile, nessuna reale assunzione di responsabilità politica”.
“Nel frattempo, la realtà è sotto gli occhi di tutti: una grande struttura in cemento armato che, dopo 45 anni, mostra evidenti segni di degrado e di mancata manutenzione. Il cemento armato non è eterno e, senza interventi costanti, diventa un problema di sicurezza, sostenibilità e costi crescenti. Oggi non siamo più di fronte a una semplice incompiuta, ma a un manufatto che rischia di trasformarsi in un fardello strutturale, economico e ambientale”.
“Il Palazzo dei Congressi è ormai una vera e propria cattedrale nel deserto: un corpo estraneo che deturpa il paesaggio e grava sulle finanze pubbliche senza produrre alcun ritorno economico, sociale o culturale. Continuare a considerarlo un “potenziale” significa ignorare deliberatamente quarantacinque anni di fallimenti”.
“È necessario avere il coraggio di dire la verità: questo progetto è stato superato dalla storia, dai bisogni reali del territorio e dalle condizioni strutturali dell’edificio stesso. Ogni ulteriore rinvio, ogni difesa ideologica di questa struttura, rappresenta soltanto un nuovo spreco di tempo e risorse.
Il dibattito non può più essere se “salvare” il Palazzo dei Congressi, ma come liberare il territorio da un’eredità pesante, figlia di scelte sbagliate e di decenni di immobilismo”.
“La Regione ha grandi responsabilità: per anni non ha fatto nulla per rendere operativa questa struttura. Il cantiere è stato segnato da problemi continui e oggi ci troviamo di fronte a un edificio dai costi di gestione insostenibili, tanto che nessun soggetto privato si è mai fatto avanti per assumerne la gestione.
Servono decisioni nette, basate su dati reali e sull’interesse collettivo, non sull’illusione di un rilancio che, nei fatti, non è mai esistito”.

Giro di Sardegna, esultano Di Nolfo e Colledanchise: “Grande vetrina per Alghero”

ALGHERO – Ritorna il ciclismo nazionale nell’Isola. Con il “Giro di Sardegna” che si apre a Castelsardo e chiude ad Olbia. Passaggio anche ad Alghero, città che vide la storica partenza del 100esimo Giro d’Italia. Sul ritorno di una gara delle due ruote, ci sono i commenti entusiasti del consigliere regionale Valdo di Nolfo e del consigliere comunale Marco Colledanchise.

“Manifestazioni di questo livello – commenta Di Nolfo – rappresentano una straordinaria opportunità per valorizzare e dare visibilità ai territori, rafforzare il legame tra sport e turismo e generare ricadute economiche e occupazionali concrete. In questo quadro, aree strategiche come il nord ovest della Sardegna e la città di Alghero, già punto di riferimento nel Mediterraneo per l’accoglienza e i collegamenti, possono contribuire in modo significativo alla riuscita complessiva dell’evento e alla sua capacità di promuovere l’Isola nel mondo».

“Una vetrina importante anche dal punto di vista mediatico: «La diretta nazionale sulla Rai della prima tappa partirà proprio da Alghero dando grande visibilità a tutto il territorio della Riviera del Corallo. In questi giorni sono arrivate tantissime richieste di media partnership da tutto il mondo a dimostrazione della grande rilevanza mediatica del Giro e della riconosciuta caratura dell’evento per appassionati e addetti ai lavori”.

“Questo evento dimostra cosa significa fare politica con competenza, visione e capacità di programmare – dichiara Marco Colledanchise, consigliere comunale di Alghero –. Il Giro della Sardegna è il segno concreto di un modo di amministrare che non si ferma agli annunci, ma costruisce opportunità reali per i territori, soprattutto in bassa stagione”.

“Nord Ovest, eventi e non solo: Alghero messa ai margini e asservita a Sassari”

ALGHERO – “Come segreteria cittadina di Forza Italia, abbiano ritenuto non entrare direttamente nel merito del capodanno 2025/2026 proprio per, poter a freddo esaminare criticamente i punti di forza e di debolezza della manifestazione, cercando, come sempre di essere propositivi nell’individuare le eventuali criticità e proporre soluzioni migliorative o alternative. Tuttavia l’odierno comunicato della maggioranza (progetto Alghero non può farci esimere da alcune considerazioni. Grazie a tutto quello che si è costruito in 30 anni il Capodanno di Alghero continua a rappresentare un punto di riferimento per gli eventi culturali della Sardegna. Il dopo pandemia ed in particolare le edizioni 2022 e 2023 hanno davvero consentito alla città di Alghero di fregiarsi a pieno titolo del nome di “Capodanno di Sardegna”.

L’attuale amministrazione regionale con in testa il suo assessore al turismo Cuccureddu hanno cercato, sin dallo scorso anno di togliere ad Alghero questo ruolo che, con perspicacia, negli anni, si era riusciti a far crescere, partendo da un’idea, sicuramente illuminata, di Antonio Costantino e Franco Serio, per renderlo col tempo un evento sempre più identitario e di caratura nazionale. Cuccureddu ha ritenuto, non esclusivamente pro domo sua, ma nella speranza di attrarre facili consensi elettorali, di elargire risorse pubbliche per finanziare i capodanno in piazza, senza alcuna strategia e senza tenere in considerazione nessuna “meritocrazia” ma con il solo requisito del “se spendi 1000 ti do 500”.

E’ quindi bene precisare che le medaglie che Progetto Alghero ascrive alla fondazione (da sempre peraltro, bravissima con le proprie risorse umane, ad individuare finanziamenti “strutturali”) siano in questo caso di poco valore, in quanto la scelta della Regione è stata quella di proporre dei bandi la cui accessibilità esulava completamente dalla bontà del progetto, dalla sua valenza culturale, dal ritorno in termini di immagine e promozione della destinazione. Insomma semplici erogazione a pioggia con il solo principio del chiedi e ti sarà dato. Il risultato diciamolo chiaramente, a livello regionale è stato un vero e proprio flop, rispetto a quelle che erano le intenzioni dell’assessore, di creare un prodotto, il “capodanno di Sardegna diffuso”, sia in termini di immagine e di promozione del territorio sia del ritorno economico, basti solo pensare che i numeri millantati (200.000 presenze nelle 18 piazze, non raggiungono, anche sommando le presenze dichiarate dagli organizzatori, le 100.000 presenze, costituite per la quasi totalità da locali residenti e non certamente da turisti.

L’unico vero risultato tangibile è stato quello di creare una competizione fra città e paesi vicini, alla faccia della creazione di un prodotto regionale. Nessuna concertazione, solo pura concorrenza ed un proliferare di nuovi eventi in competizione fra loro senza alcuna cabina di regia.

Di ciò si è avuta purtroppo una dimostrazione plastica nel comportamento del sindaco di Sassari, che, dimenticandosi di essere il sindaco della Città Metropolitana, non ha coinvolto il territorio ma ha unicamente pensato alla sua città, copiando di sana pianta il modello Alghero e pensando già di entrare in competizione con le altre località che fanno parte della città metropolitana da lui diretta, senza per il futuro, ad alcun accenno ad una strategia condivisa ma unicamente pensando al proprio orticello.

Ed in tutto questo spiace dirlo ma quello che preoccupa è il silenzio e l’appiattimento del nostro Sindaco e della sua maggioranza che non hanno speso una parola per evidenziare questa situazione. Situazione che purtroppo, se non affrontata per tempo porterà ad un asservimento sempre maggiore a Sassari e a un depauperamento di tutto quello che per il Capodanno e per gli eventi in generale, Alghero è stata capace di creare e consolidare negli anni.

Ecco, su questo, anziché ad una difesa d’ufficio si sarebbe dovuto a mio avviso incentrare il dibattito e l’intervento della maggioranza, partendo dal rivendicare il ruolo che ad Alghero spetta e che merita.

Ed infine, anziché cercare di fissare medaglie sul petto che in realtà hanno poca ragione di essere, analizzare e cercare di colmare quelle lacune che inevitabilmente ci son state, iniziando appunto dal comprendere l’inspiegabile comportamento di TV e media regionali che hanno ignorato Alghero. Se è vero, come la maggioranza sostiene, che sono stati investiti 154.000 euro in comunicazione e promozione ci si chiede come siano state destinate e suddivise dette risorse e quale corto circuito vi sia stato. Altro elemento da focalizzare è sicuramente quello della programmazione dei concerti se si vuole realmente dare sostegno al tessuto economico e rendere viva la città, individuando la tre giorni dei concerti con un occhio al calendario e ai “ponti” e non nei lunedì e martedì lavorativi, in modo da poter ospitare almeno un turismo di prossimità .

Infine senza alcun spirito polemico ma solo per amore di verità un cenno finale al comunicato di progetto Alghero nel passaggio nel quale affermano che l’edizione (molto sonnacchiosa per la verità) del San Michele 2025 ha finalmente espresso con chiarezza la sua anima catalana quasi avessero scoperto l’acqua calda dimentichi del fatto che nel 2021 In Sant Miquel di Alghero ospitò unitamente a tanti eventi il festivale del Folkore Catalano che ritornò ad Alghero dopo venti anni e che fece permeare l’intera città dello spirito catalano inframezzato a quello sardo”.

Andrea Delogu, segretario cittadino Forza Italia

Iscrizioni aperte e Open Day all’Istituto Tecnico di Alghero

ALGHERO – Da martedì 13 gennaio sono aperte le iscrizioni per l’anno scolastico 2026-2027, un momento significativo per gli studenti e per le famiglie, chiamati a compiere una scelta importante per il proprio futuro formativo e professionale. Orientarsi con consapevolezza significa conoscere le opportunità offerte dai diversi percorsi di studio e, per questo motivo, l’Istituto Angelo Roth – Piazza Sulis organizza due incontri di orientamento, rivolti agli studenti delle scuole secondarie di primo grado e alle loro famiglie, che si terranno sabato 17 e sabato 24 gennaio, dalle ore 16 alle ore 19, nelle sedi di via Diez e di via degli Orti. In entrambe le giornate, docenti e studenti accoglieranno i visitatori per presentare il Polo Tecnico dell’Istituto, i suoi indirizzi di studio, gli ambienti di apprendimento e le principali attività formative, culturali e sportive che caratterizzano l’offerta scolastica.

Durante gli Open Day sarà possibile conoscere più da vicino le specificità degli Istituti Tecnici, scuole altamente formative che uniscono una solida preparazione teorica a un’intensa attività laboratoriale. Il piano di studi prevede un potenziamento dell’insegnamento dell’informatica, delle scienze, delle lingue e delle discipline economiche, affiancato da numerose esperienze pratiche che favoriscono lo sviluppo di competenze operative, spirito critico e capacità di lavorare in modo autonomo e collaborativo.

Il Polo Tecnico dell’Istituto Roth comprende percorsi orientati sia all’area economico-gestionale sia a quella tecnologica. L’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing, con articolazione a Indirizzo Sportivo, fornisce una preparazione economica e organizzativa solida, con attenzione al marketing, alla gestione aziendale e al settore sportivo. L’indirizzo Turismo è rivolto a chi è interessato alla valorizzazione del territorio e dei servizi turistici, del settore terziario, con un forte sviluppo delle competenze linguistiche, comunicative e organizzative.

Nell’area tecnologica, presso il Tecnico Industriale di via degli Orti, i visitatori potranno esplorare laboratori moderni dedicati alle principali discipline scientifiche e tecniche, tra cui Chimica, Fisica, Impianti elettrici, Automazione, Telecomunicazioni, Elettrotecnica, Robotica e Internet of Things. Sarà possibile partecipare a brevi attività pratiche, assistere alla presentazione di progetti realizzati dagli studenti e ricevere informazioni sulle competenze acquisite e sulle prospettive di studio e di lavoro. Gli indirizzi Informatica e Telecomunicazioni ed Elettrotecnica ed Elettronica offrono una formazione tecnologica solida e aggiornata, così come il settore economico, attraverso laboratori attrezzati, didattica orientata al problem solving e collegamenti con il mondo del lavoro attraverso attività di Formazione Scuola Lavoro, preparando gli studenti ad affrontare con competenza le sfide dell’innovazione e delle professioni del futuro.

Gli Open Day dell’Istituto Tecnico rappresentano dunque un’occasione preziosa per conoscere una scuola dinamica, inclusiva e attenta alla crescita personale e professionale degli studenti, offrendo a famiglie e ragazzi gli strumenti necessari per compiere una scelta informata, consapevole e motivata.

Nasce l’Associazione Cuochi Provincia di Sassari: formazione ed eventi

SASSARI – L’Associazione Cuochi Provincia di Sassari compie un nuovo e importante passo per il futuro della professione annunciando la nascita di ACPS Promotion, una sezione dedicata all’alta formazione, ai grandi eventi e allo sviluppo di progetti innovativi.

L’annuncio ufficiale è stato fatto dal presidente Fausto Tavera durante l’assemblea annuale dei soci alla presenza di un’ampia rappresentanza dei 250 iscritti, numero che conferma l’Associazione Cuochi Provincia di Sassari come la più numerosa della Sardegna.

ACPS Promotion nasce per rispondere in modo concreto ai cambiamenti del mondo della ristorazione, un settore che oggi richiede maggiore preparazione, aggiornamento continuo e un modo nuovo di vivere la professione del cuoco. ACPS Promotion lavorerà all’interno dell’associazione, con un consiglio dedicato, e si occuperà di formazione, progettazione e grandi eventi e avrà come obiettivo principale dare nuovo valore alla professione del cuoco. Oggi fare il cuoco non significa solo stare ai fornelli, ma rappresentare il territorio, la qualità dei prodotti, le tradizioni e l’innovazione.

L’associazione, con la nascita di ACPS Promotion, vuole offrire occasioni reali per imparare, confrontarsi e crescere, avvicinando le nuove generazioni a un mestiere che richiede impegno e passione, ma che può anche dare importanti soddisfazioni. In quest’ottica, durante l’assemblea, è stata lanciata anche la proposta di individuare una sede che possa diventare un vero circolo ricreativo dei cuochi.
Un luogo di incontro dove i professionisti possano ritrovarsi, parlare di cucina, condividere esperienze, organizzare momenti formativi e trasmettere competenze e valori ai più giovani.
Un percorso che si inserisce in una visione più ampia dell’associazione, da tempo impegnata non solo nella promozione della cultura gastronomica, ma anche nell’organizzazione di eventi a scopo benefico e solidale. Tra le iniziative di maggior successo realizzate lo scorso anno spiccano gli eventi ad Alghero, con il Premio Salvatore Chessa e “Alghero in Pizza”, e quello a Castelsardo, durante i quali i cuochi sono stati protagonisti in piazza. Tra i progetti futuri rientra inoltre la pubblicazione di un libro, pensato per raccontare la storia, i valori e le esperienze dei cuochi della provincia di Sassari.

L’Associazione Cuochi Provincia di Sassari, attraverso ACPS Promotion, ribadisce così la propria volontà di essere un punto di riferimento non solo per i cuochi già affermati, ma anche per chi sogna di intraprendere questa professione, contribuendo allo sviluppo della ristorazione e alla crescita del territorio.

 

Sassari, sindaco Mascia e comandante Serra: report della Polizia Locale

SASSARI – Personale qualificato pronto a intervenire quando necessario e sempre disponibile a informare e dialogare, per consentire a chiunque di vivere in sicurezza la città tutti i giorni, così come le grandi manifestazioni. È quanto emerge dall’annuale report sulle attività della Polizia locale presentato oggi, 14 dicembre, al Comando di via Carlo Felice dal sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, e dal comandante della Polizia locale Gianni Serra. Un documento che quest’anno certifica una riduzione delle sanzioni e al contempo una presenza costante del Corpo su tutto il territorio e un massiccio impegno per garantire la sicurezza durante i tanti momenti di convivialità e spettacolo che nel 2025 hanno fatto vivere Sassari: oltre alla Cavalcata sarda e ai Candelieri, soprattutto il brindisi del 24 dicembre che ha visto le vie cittadine invase di allegria e il concerto del 31 dicembre, la grande novità di quest’anno.

Soltanto per le attività propedeutiche al concerto nel piazzale Segni e all’istituzione della “zona Rossa” sono stati necessari 76 agenti, che si sono anche occupati di monitorare le aree destinate ai parcheggi satellite, alla sosta dei pullman privati e dei e allo spostamento dei veicoli dalle aree destinate a capolinea bus-navette. Durante la notte e il concertone, il numero degli agenti impegnati per garantire la sicurezza urbana e stradale è salito a 79. Numeri simili sono stati registrati per l’aperitivo del 24 dicembre, che non è stato fermato dal maltempo.

Ma l’attività del Comando è fatta anche di persone che lavorano negli uffici, elementi essenziali di coordinamento e supporto tra le pattuglie e le richieste della popolazione. Per questo da lunedì 29 dicembre fino alla notte del 31 sono state potenziate le linee telefoniche della centrale operativa, che in un anno hanno ricevuto quasi 21500 solo di richieste di intervento a cui si aggiungono le innumerevoli chiamate per avere informazioni. Di queste ultime si è registrata una crescita esponenziale in quei tre giorni: centinaia in poche ore, soprattutto per avere informazioni su accessi, zona rossa, deroghe per residenti, orari del concerto e ubicazione varchi, modalità spostamenti in auto e a piedi, orari bus navetta e capolinea mezzi pubblici, localizzazione parcheggi auto private e camper, ogni altra informazione richiesta. È stato inoltre organizzato un Info point in corrispondenza del principale varco di accesso al concerto con presidi e stazioni mobili negli altri varchi: dalle 18,30 alle 3 sono stati registrati 2.500 contatti per dare informazioni all’utenza di piazzale Segni, con brochure con le principali indicazioni.

Oltre al ruolo svolto dal Comando durante i grandi eventi, il report evidenzia l’impegno fondamentale assunto dalla Polizia locale nel campo della sicurezza urbana quotidiana, intesa non solo come sicurezza reale, ma anche come percezione di sicurezza da parte della comunità. Rispetto agli scorsi anni si registra un’inversione di tendenza per quanto riguarda le sanzioni, ridotte rispetto al passato: un dato che indica sia una maggiore attenzione da parte degli agenti al dialogo e alla prevenzione, sia un aumento del senso civico generale. Resta però tolleranza zero verso determinate violazioni: 805 sanzioni per la sosta illecita negli stalli riservati alle persone con disabilità1.007 per la sosta su attraversamenti pedonali, 1332 violazioni per la sosta sui marciapiedi.

Ancora una volta, tra i punti messi maggiormente in evidenza dal report, c’è quello drammatico degli incidenti stradali. Nel 2025 si registra dopo anni una inversione di tendenza per quanto riguarda il numero di incidenti che passano dai 1356 del 2024 al 1325 del 2025. Per la prima volta dall’anno del lockdown i sinistri si riducono, così come quelli mortali che passano da 6 a 4. Quasi sempre gli incidenti sono stati causati dalla distrazione del conducente.

Cresce invece il numero dei pedoni coinvolti che passa dai 79 nel 2024 agli 82 nel 2025ma a differenza dello scorso anno, non ci sono state vittime (nel 2024 ci furono due decessi).

Altri dati che sono stati analizzati e riportati analiticamente nel documento riguardano le strade con il più alto indice di incidentalità (si conferma sempre la zona di Predda Niedda – viale Porto Torres), le condizioni meteo (più frequentemente con il bel tempo), l’età delle persone coinvolte, la percentuale dei pedoni investiti sul totale delle persone coinvolte, i veicoli coinvolti in relazione al parco circolante.

Sul fronte delle sanzioni, generalmente in riduzione, si registrano per la prima volta quelle contro il comportamento illecito dei conducenti di monopattini, che spesso rappresentano un pericolo per sé e per gli altri. Sono state elevate 43 sanzioni.

Oltre alle attività legate ai sinistri, la Polizia locale agisce su numerosi fronti. Dopo i tragici fatti di Crans-Montana in Svizzera, acquista ancora maggiore rilevanza la silenziosa e costante presenza della Polizia locale, anche in borghese, nei locali cittadini, per garantire il rispetto dei livelli di sicurezza. Nel 2025 si registra un aumento di oltre il 200 percento dei controlli nei locali pubblici, passando da 188 nel 2024 a 587 nel 2025. A tutela dell’incolumità dei giovanissimi avventori, in due casi è stato necessario sanzionare per superamento della capienza massima autorizzata.

Tra le altre operazioni svolte dagli agenti il report ricorda quelle per garantire la sicurezza urbana, i presidi di prossimità, le attività di polizia giudiziaria, i compiti di polizia ambientale, edilizia e commerciale, passando attraverso gli uffici decentrati, la vigilanza sui litorali, le numerose campagne di legalità e solidarietà.

Si conferma l’importanza delle attività di prevenzione svolte dal nucleo cinofilo nelle scuole, attività concordate e condivise dalle istituzioni scolastiche.

Relativamente ai controlli di polizia edilizia, il report 2025 mette in evidenza il maggior numero di controlli nel centro storico, con la mappatura di 1109 tra abitazioni e locali con destinazione diversa nel solo quartiere di san Donato. E proprio per il centro storico l’Amministrazione comunale ha voluto investire nuove risorse, con un netto potenziamento delle attività a supporto della popolazione. Per la stazione mobile di Corso Vittorio Emanuele ora è assicurato un presidio con 12 agenti, divisi in tre turni. Una presenza che ha garantito un aumento degli interventi a favore della popolazione (di supporto per situazioni di disagio così come di atti di polizia giudiziaria, passando per i controlli sul decoro urbano e la viabilità scolastica) che passano da circa 11500 nel 2024 a circa 15500 nel 2025.

Un ruolo importante hanno assunto le campagne di legalità; sono stati realizzati laboratori didattici rivolti alle scuole primarie, nelle scuole secondarie di secondo grado si sono affrontati i temi del bullismo e del cyber-bullismo, negli istituti superiori si sono dibattuti i temi della violenza di genere e delle dipendenze. Un’esperienza dal forte valore educativo è stata anche quella del campo scuola, strutturato come una vera attività lavorativa in cui le risorse umane sono stati gli studenti delle scuole superiori.

Infine, ma non ultima per importanza, la solidarietà: sono state innumerevoli e attività rivolte a dare conforto alle persone bisognose.

Parco di Porto Conte e Fondazione Millbor: accordo per la posidonia

ALGHERO – Prende avvio un articolato progetto di tutela e ripristino delle praterie di Posidonia oceanica all’interno dell’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana, frutto della collaborazione tra la Fondazione Millbor, l’AMP Capo Caccia – Isola Piana, gestita dall’Azienda Speciale Parco di Porto Conte, l’Università degli Studi di Sassari – Dipartimento di Chimica, Fisica, Matematica e Scienze Naturali e il Comune di Alghero – Assessorato all’Ambiente. Il progetto ha una durata complessiva di dieci anni e si propone di avviare un programma integrato e continuativo di reimpianto, monitoraggio scientifico e sensibilizzazione ambientale, finalizzato al recupero di uno degli ecosistemi marini più rilevanti del Mediterraneo. Le praterie di Posidonia oceanica svolgono un ruolo strategico per la biodiversità, la stabilità dei fondali, la qualità delle acque e il sequestro di carbonio, contribuendo alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.

Per i primi cinque anni, il progetto potrà contare su un contributo economico garantito dalla Fondazione Millbor pari a 60.000 euro annui, destinato a sostenere le attività di reimpianto, il monitoraggio scientifico e i programmi di educazione e divulgazione ambientale, ponendo le basi per il raggiungimento della piena auto sostenibilità economica nel medio-lungo periodo. All’interno del partenariato, l’AMP Capo Caccia – Isola Piana assumerà un ruolo di coordinamento, occupandosi degli aspetti gestionali, della comunicazione, delle attività di educazione ambientale e del coinvolgimento della comunità locale, confermando il proprio ruolo centrale nella gestione partecipata e sostenibile dell’area marina protetta. L’Assessorato all’Ambiente del Comune di Alghero supporterà il progetto nel coordinamento delle attività territoriali e nel coinvolgimento della cittadinanza. Alla prof.ssa Giulia Ceccherelli del Dipartimento di Scienze Naturali della Università di Sassari sarà invece affidato il coordinamento scientifico del progetto.

I contatti istituzionali e la definizione della collaborazione sono stati portati avanti dalla Consigliera del Direttivo del Parco, Franca Carta, e dal Direttore dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte, Mariano Mariani, dalla dott.ssa Gina Miller, fondatrice e Managing Director della Fondazione Millbor, dalla dott.ssa Aly Rose, Director of Ocean Strategy e dal dott. Mario Delitala, consulente della stessa Fondazione. “Siamo molto soddisfatti di avviare questa collaborazione – dichiara Franca Carta, Consigliera del Direttivo del Parco –. Il progetto rappresenta un’importante opportunità per coniugare tutela ambientale, ricerca scientifica e partecipazione della comunità locale, tutelando e valorizzando le nostre praterie di Posidonia oceanica e il patrimonio naturale dell’AMP Capo Caccia – Isola Piana con particolare riferimento a quei fondali dell’AMP dove le praterie hanno subito danni causati dalla pesca illegale a strascico o dagli eccessi dell’ancoraggio.”

L’iniziativa integra obiettivi tecnico-scientifici e sociali, promuovendo modelli di cittadinanza attiva ed educazione ambientale. Tra gli obiettivi principali figurano l’avvio di un programma continuativo di reimpianto della Posidonia oceanica, lo sviluppo di protocolli scientifici replicabili, la partecipazione attiva di scuole, cittadini e pescatori autorizzati dell’AMP, la progressiva autosostenibilità economica del progetto e la valorizzazione dei benefici ecosistemici, anche attraverso strumenti innovativi come i crediti di carbonio.

Il progetto si inserisce inoltre in una chiara ottica di economia circolare, prevedendo il coinvolgimento della comunità locale, delle scuole e dei pescatori autorizzati, che parteciperanno alla raccolta dei rizomi spiaggiati, successivamente riutilizzati nelle attività di ripristino ambientale. Il monitoraggio scientifico, condotto in collaborazione con l’Università degli Studi di Sassari, permetterà di valutare nel tempo l’efficacia degli interventi e di produrre dati utili a supporto delle strategie di gestione sostenibile dell’area marina protetta. Attraverso questo progetto decennale, il Parco di Porto Conte conferma il proprio impegno nella tutela del patrimonio naturale, nella promozione della ricerca scientifica applicata e nello sviluppo di modelli innovativi e sostenibili di conservazione, capaci di coniugare ambiente, comunità e responsabilità economica.