ALGHERO – “L’ennesima operazione immobiliare dell’Amministrazione Cacciotto conferma una preoccupante deriva: dopo l’acquisto di Punta Giglio, arriva quello dell’ex Ostello della Gioventù di Fertilia. Il Comune di Alghero sembra ormai trasformato in una società immobiliare che acquista immobili senza dimostrare la loro effettiva utilità pubblica, senza avvisi pubblici e procedure competitive, senza un progetto credibile e senza fornire ai cittadini le indispensabili garanzie sulla sostenibilità economica delle operazioni.”
Lo dichiarano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini.
“Non contestiamo l’acquisizione di un bene pubblico in quanto tale – dichiarano gli esponenti azzurri –. Contestiamo un metodo amministrativo superficiale e privo delle necessarie valutazioni tecniche, economiche e giuridiche. L’Amministrazione chiede al Consiglio di approvare un acquisto senza spiegare concretamente cosa intenda realizzare, quanto costerà recuperare un immobile oggi in stato di grave degrado, quali saranno i costi della futura gestione e, soprattutto, dove troverà le risorse necessarie.”
“L’ex Ostello è oggi un immobile abbandonato, fortemente degradato e sottoposto a vincoli. Eppure non è stata presentata una perizia che ne accerti il reale valore di mercato nello stato di fatto attuale, né una stima dei costi di recupero, né un piano economico-finanziario, né un’analisi costi-benefici dell’intera operazione. Manca persino una seria valutazione delle spese che il Comune dovrà sostenere per la successiva gestione.”
“Ancora più grave è l’assenza della preventiva ricognizione del patrimonio immobiliare comunale che dimostri, come impongono i principi di buona amministrazione e di corretta gestione del patrimonio pubblico, che il Comune non dispone già di immobili idonei a soddisfare le finalità dichiarate. Prima di acquistare nuovi immobili occorre dimostrare che quelli già appartenenti al patrimonio comunale non siano utilizzabili. Di tutto questo negli atti non vi è traccia.”
“Per giustificare l’operazione si parla genericamente di housing sociale, con un emendamento dell’ultim’ora introdotto in modo obliquo. Ma sono soltanto etichette prive di qualsiasi contenuto progettuale. Non esiste uno studio che dimostri la concreta possibilità di realizzare nell’ex Ostello un intervento di housing sociale, né sono indicate superfici, funzioni, servizi, numero degli alloggi o modalità di finanziamento. Si tratta di slogan utilizzati per rendere più appetibile un’operazione che, allo stato, è priva di una reale programmazione.”
“L’housing sociale vero è un’altra cosa. È quello rappresentato dal progetto avviato dall’Amministrazione Tedde nel 2008 e finanziato nel 2011 dalla Regione Sardegna, classificatosi al primo posto tra i progetti regionali. Quel programma prevedeva oltre 6,28 milioni di euro di finanziamento regionale, ai quali si aggiungevano circa 7 milioni di euro del Fondo Immobiliare regionale, per un investimento complessivo superiore ai 13 milioni di euro, destinato alla realizzazione di 105 alloggi, dei quali 53 di proprietà comunale da destinare alla locazione a canone calmierato e 52 da cedere a prezzi agevolati. Quello era housing sociale: un progetto dettagliato, finanziato e con obiettivi precisi. Progetto del quale si sono perse le tracce. Oggi, invece, si preferisce evocare genericamente l’housing sociale senza presentare alcun piano concreto.”
“Il rischio è evidente: il Comune continua a impegnare risorse pubbliche per acquisire immobili senza avere prima definito la loro concreta destinazione, senza conoscere i costi complessivi dell’operazione e senza dimostrarne l’effettiva convenienza per la collettività. È una rotta amministrativa profondamente sbagliata che rischia di infrangersi contro i rilievi degli organismi di controllo, che saranno chiamati a verificare la legittimità, la regolarità e la sana gestione delle risorse pubbliche. Prima o poi qualcuno dovrà spiegare a chi giovano questo andazzo.”
“Forza Italia continuerà ad esercitare con determinazione il proprio ruolo di controllo, vigilando su ogni procedimento e su ogni atto della Giunta, nell’esclusivo interesse della città e dei cittadini algheresi. Quando sarà necessario, tutte le valutazioni saranno sottoposte all’attenzione degli organismi competenti affinché venga garantita la piena tutela del patrimonio pubblico e delle risorse della comunità e vengano “censurate” le operazioni illegittime e dannose.”
“Ex-ostello, la Giunta Cacciotto spende inutilmente 250mola euro”
ALGHERO -«Ho votato contro la delibera che autorizza il Comune di Alghero a spendere oltre 250 mila euro per l’acquisto dell’ex Ostello della Gioventù di Fertilia, perché ritengo che prima di impegnare una simile somma fosse doveroso verificare una strada alternativa che consentisse di acquisire lo stesso immobile praticamente a costo zero.»
È quanto dichiarato in Consiglio comunale dal consigliere della Lega Michele Pais nel corso della discussione della proposta di deliberazione.
«Stiamo parlando di un immobile, l’ostello della gioventù, che era originariamente di proprietà dello Stato ed è successivamente confluito nel patrimonio gestito da Fintecna nell’ambito delle operazioni di dismissione del patrimonio pubblico. Tuttavia, l’articolo 14 dello Statuto speciale della Sardegna prevede che i beni immobili dello Stato situati nel territorio regionale passino alla Regione Autonoma della Sardegna, ad eccezione del demanio marittimo. È proprio su questo aspetto che ho chiesto di fare piena chiarezza.»
«Se tale disciplina risultasse applicabile anche all’ex Ostello della Gioventù, e non vedo perché non debba esserlo, la Regione potrebbe acquisire l’immobile e successivamente trasferirlo al Comune per finalità pubbliche, anche a titolo simbolico, evitando così una spesa di oltre 250 mila euro a carico della collettività. Una verifica di questa portata avrebbe dovuto precedere qualsiasi decisione di acquisto.»
«Nessuno mette in discussione il valore strategico dell’immobile per Fertilia e per l’intera città. Al contrario, ritengo sia fondamentale restituirlo alla comunità. Ma proprio perché si tratta di denaro dei cittadini, l’Amministrazione aveva il dovere di percorrere ogni strada utile a conseguire lo stesso risultato con il minor costo possibile.»
«Per questo ho chiesto formalmente che venga ricostruita l’intera vicenda patrimoniale dell’immobile e che siano verificate tutte le possibilità offerte dall’articolo 14 dello Statuto speciale e dalle relative norme di attuazione. Se anche solo esiste la possibilità di evitare una spesa di oltre 250 mila euro, il Comune ha il dovere istituzionale e morale di approfondirla fino in fondo, prima di chiedere ai cittadini di sostenerne il costo.»
“Rifiuti, il nuovo appalto offre servizi migliori. Tari adeguata per le imprese”
ALGHERO – Il nuovo appalto di igiene urbana che sta gradualmente compiendo passi verso la completa attuazione consentirà di offrire servizi sensibilmente migliori, sia sotto il profilo della pulizia della città sia per quanto riguarda la frequenza delle raccolte dedicate alle attività produttive. Più pulizia, spazzamento, decoro urbano, aumentano i cestini, il controllo e maggiore cura degli spazi pubblici. Sostenibilità ambientale, centri di raccolta più accessibili e funzionali, maggiori controlli e maggiore contrasto agli abbandoni, più strumenti digitali e più informazioni : il nuovo appalto di igiene urbana cambierà l’aspetto della città, senza pesare sui bilanci delle famiglie algheresi. Straordinario potenziamento anche per le utenze non domestiche nel Piano Economico e Finanziario licenziato dalla VI Commissione Consiliare e approvato oggi dal Consiglio Comunale.
Con il nuovo servizio saranno introdotte attrezzature, mezzi e modalità organizzative che permetteranno di migliorare la gestione quotidiana dei rifiuti. Anche gli orari e le frequenze di raccolta saranno migliorati. Potenziati anche lo spazzamento e la pulizia di strade e marciapiedi, un servizio che sarà finalmente migliorato con un ritorno al passato che rappresenta un aspetto atteso dai cittadini. E inoltre, nuove attrezzature domestiche, contenitori più funzionali, sistemi di tracciamento dei conferimenti e strumenti utili per aiutare i cittadini a separare correttamente i rifiuti. In questo contesto si è riusciti a mantenere sostanzialmente invariate le tariffe per le utenze domestiche contenute nel Piano Economico Finanziario (PEF) che disciplina la TARI e le relative tariffe, approvato nei giorni scorsi dalla Commissione consiliare VI, a conferma di un’impostazione che punta a coniugare il miglioramento dei servizi con la tutela delle famiglie e rappresenta un risultato sostanziale voluto dall’Amministrazione del Sindaco Raimondo Cacciotto. Per quanto riguarda le utenze non domestiche, le diverse novità in programma rappresentano un importante salto di qualità del servizio.
A partire dall’aumento della frequenza del ritiro dei rifiuti, con il prelievo dell’organico che avverrà ogni giorno. Per le attività nel centro storico, il servizio sarà ulteriormente potenziato con due ritiri giornalieri dell’umido, pari a 14 ritiri settimanali. Gli adeguamenti tariffari approvati nel documento per le utenze non domestiche si mantengono su una più che modesta entità rispetto al potenziamento del servizio e si inseriscono in un quadro tariffario che resta inferiore a quello in uso in altri Comuni di pari dimensioni o di dimensioni superiori in Sardegna, in alcuni casi della metà. La delibera è stata approvata con 14 voti favorevoli della maggioranza e 5 contrari della minoranza
«La Regione sospende gli aiuti alle persone più fragili. Una decisione grave e inaccettabile»
“Ad Alghero la Tari costa meno di Cagliari, Sassari e Olbia”
ALGHERO – «In questi giorni ho letto dichiarazioni secondo cui le imprese sarebbero state utilizzate come un “bancomat” per finanziare il servizio di igiene urbana. È un’affermazione che può colpire l’opinione pubblica, ma che merita di essere verificata alla luce dei dati.
Partiamo da un elemento che, nel dibattito di queste settimane, è stato quasi completamente ignorato: le tariffe per le utenze domestiche rimangono sostanzialmente invariate. In un contesto in cui l’inflazione si attesta intorno al 2,9% e nel quale è fisiologico registrare un incremento dei costi per un servizio che viene potenziato, ritengo che questo sia un risultato importante.
Per le utenze non domestiche è previsto un incremento medio vicino al 13%. È un dato reale e nessuno lo ha mai negato. Ma credo sia doveroso fornire ai cittadini e agli operatori economici un quadro completo.
Per questo ho confrontato, categoria per categoria, le tariffe di Alghero con quelle applicate a Sassari, Cagliari e Olbia.
Il risultato è molto chiaro: nella quasi totalità delle categorie economiche le attività di Alghero continuano a pagare meno rispetto agli altri principali Comuni sardi.
In numerosi casi la differenza supera il 30% e, per alcune categorie, arriva addirittura a superare il 200% Vuol dire che le tariffe applicate negli altri Comuni sono quasi tre volte superiori a quelle previste ad Alghero.
Naturalmente esistono anche alcune eccezioni, che ho evidenziato con la stessa trasparenza. Ma il quadro complessivo racconta una realtà ben diversa da quella descritta in questi giorni da una opposizione strumentale.
Vorrei inoltre ricordare che il nuovo Piano Economico Finanziario accompagna un contratto di servizio profondamente rafforzato.
Non stiamo pagando gli stessi servizi di ieri: il nuovo appalto prevede un potenziamento in diversi ambiti, con particolare attenzione alle utenze non domestiche, all’estensione e al miglioramento delle prestazioni e al decoro urbano, aspetti che cittadini e imprese chiedevano da tempo.
Le critiche fanno parte del confronto politico e sono sempre legittime. Ma credo che su temi così delicati sia doveroso evitare slogan e semplificazioni.
Io continuerò a confrontarmi sui fatti, sui numeri e sui documenti approvati dal Consiglio comunale, perché è questo il modo più serio di fare politica e di rispettare cittadini e imprese.»
Luca Madau, consigliere comunale Partito Democratico
“Rifiuti, stangata dalla Giunta Cacciotto sulle imprese algheresi”
Ex-Ostello di Fertilia al Comune: idea “Social Housing”
Nuovo Stadio Gigi Riva, arriva la candidatura per i Campionati Europei di calcio
Dopo l’approvazione di ieri, giovedì 30 luglio, in Consiglio comunale sul pubblico interesse del nuovo stadio di Cagliari, il sindaco Massimo Zedda ha inviato questa mattina la candidatura dell’impianto e della città a ospitare i Campionati Europei di calcio del 2032.
La documentazione necessaria, richiesta con nota ufficiale dalla Federazione Italiana Gioco Calcio l’8 giugno, è stata inviata al presidente della FIGC Giovanni Malagò,
Usi Civici, l’allarme di Punta Giglio Libera: “Occorre fare chiarezza”
ALGHERO – “La deliberazione n. 61 approvata dal Consiglio comunale di Alghero viene presentata come una svolta storica nella gestione degli usi civici. L’Associazione Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco ritiene invece che questa decisione meriti un approfondimento molto più rigoroso e un vero confronto pubblico. Dietro la parola “regolarizzazione” si nasconde una scelta che potrebbe modificare in modo permanente il regime di tutela di alcuni dei luoghi più rappresentativi della costa di Alghero. Per questo riteniamo indispensabile che la città conosca fino in fondo gli effetti della deliberazione n. 61. Tra le aree interessate figurano anche alcuni dei luoghi più rappresentativi del paesaggio costiero algherese: la spiaggetta dei Bastioni Cristoforo Colombo, l’Oglia, l’Uglietta e la storica scogliera del “Riservato”. Luoghi che appartengono alla memoria collettiva degli algheresi, dove intere generazioni hanno imparato a nuotare, trascorso le estati e costruito ricordi di famiglia. Non sono semplicemente particelle catastali: sono parte dell’identità della città. Il “Riservato” rappresenta oggi un esempio di come un luogo identitario possa trasformarsi profondamente nel tempo. La presenza di un’attività privata in concessione sul demanio marittimo ha modificato la percezione e le modalità di fruizione di quella storica scogliera. È allora inevitabile chiedersi quale futuro immaginiamo per luoghi come l’Oglia e l’Uglietta. Se il regime degli usi civici viene rimosso anche da queste aree, quale ulteriore garanzia resterà a tutela della loro destinazione collettiva? Chi può assicurare ai cittadini che domani non possano essere interessate da trasformazioni analoghe, compatibilmente con gli strumenti urbanistici e le eventuali autorizzazioni previste dalla legge? Gli usi civici non impediscono ogni intervento, ma rappresentano una tutela ulteriore dei beni comuni. Rinunciarvi significa rinunciare a una garanzia che il legislatore riconosce come strettamente connessa alla protezione dell’ambiente, del paesaggio e dell’interesse della collettività. Per questo motivo ci chiediamo se sia davvero nell’interesse della collettività eliminare il vincolo civico da aree costiere sottoposte a una fortissima pressione turistica, trasferendolo sulla Pineta di Maria Pia, un’area già interessata da molteplici forme di tutela ambientale e paesaggistica. Il Comune sostiene che tale scelta rappresenti una compensazione idonea. L’Associazione pone invece una domanda molto semplice: quale tutela aggiuntiva riceve la Pineta di Maria Pia rispetto a quella di cui già gode oggi? La Corte costituzionale, con la sentenza n. 178 del 2023, ha ribadito che gli usi civici non costituiscono un semplice retaggio del passato, ma rappresentano un istituto pienamente attuale, strettamente connesso alla tutela dell’ambiente, del paesaggio e dei beni comuni. Per questo motivo riteniamo che ogni trasferimento debba essere valutato con il massimo rigore, dimostrando in modo puntuale che il beneficio pubblico perseguito sia realmente equivalente alla tutela che si intende rimuovere e che l’interesse della collettività risulti effettivamente incrementato. Se il trasferimento non determina un effettivo incremento della tutela ambientale, ma comporta la perdita del regime civico su beni costieri di straordinario valore pubblico, è doveroso interrogarsi sull’effettiva equivalenza dell’operazione. Vi è inoltre un aspetto che merita particolare attenzione. Nel Piano di Valorizzazione del 2021 il Comune qualificava diverse particelle come occupate da terzi senza titolo valido e richiamava l’obbligo previsto dall’art. 22 della L.R. n. 12/1994 di promuovere le azioni di recupero dei terreni comunali gravati da uso civico abusivamente occupati. Nello stesso documento, tuttavia, per molte di quelle aree veniva già prospettato il futuro trasferimento del diritto di uso civico. Per questo chiediamo all’Amministrazione di chiarire pubblicamente: • quali azioni di recupero siano state concretamente avviate tra il 2021 e il 2026; • perché, per ciascuna particella interessata, si sia ritenuto di privilegiare il trasferimento del diritto di uso civico rispetto alle azioni di recupero previste dalla legge; • quali valutazioni abbiano portato a individuare la Pineta di Maria Pia come area di compensazione, escludendo altre aree pubbliche di grande valore naturalistico. L’Associazione ritiene che sarebbe stato più coerente valutare il trasferimento dei diritti di uso civico sulle aree pubbliche di Punta Giglio. Si tratta di beni che, allo stato attuale, risultano ancora suscettibili di alienazione nell’ambito della programmazione patrimoniale comunale. L’apposizione del regime degli usi civici ne avrebbe invece rafforzato la tutela, attribuendo loro il carattere di beni collettivi inalienabili e destinati permanentemente all’interesse della comunità. Questa vicenda non riguarda soltanto aspetti catastali o amministrativi. Riguarda il futuro della costa di Alghero, dei suoi beni comuni e della possibilità per le generazioni future di continuare a considerarli un patrimonio collettivo. Per queste ragioni l’Associazione elaborerà un dossier tecnico-giuridico sulla deliberazione n. 61 e valuterà la presentazione di osservazioni alla Regione Sardegna nell’ambito del procedimento di autorizzazione al trasferimento dei diritti di uso civico. Gli usi civici non appartengono all’Amministrazione comunale, né a una maggioranza politica. Appartengono alla comunità di Alghero e rappresentano una delle più antiche forme di tutela dei beni comuni. Prima di modificarne il regime, la città ha il diritto di conoscere, discutere e comprendere fino in fondo le conseguenze di questa scelta. La tutela dei beni comuni non può essere considerata un ostacolo allo sviluppo. È la condizione che garantisce che lo sviluppo rimanga nell’interesse della collettività. Gli usi civici rappresentano una delle più antiche e moderne forme di protezione del patrimonio pubblico: modificarne il regime significa assumere una responsabilità verso le generazioni future. Per questo chiediamo che ogni scelta sia accompagnata dalla massima trasparenza, da un confronto pubblico e da un istruttoria che dimostri, senza margini di dubbio, il reale beneficio per la comunità di Alghero”.
Associazione Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco
“Campo boe, ok la salvaguardia della posidonia, ma non sacrifichiamo la nautica”
ALGHERO – “Le modifiche al disciplinare sono un primo passo positivo, ma non basta. Resta il rischio che molti proprietari di imbarcazioni scelgano altri porti, come Argentiera Stintino etc.. con gravi ripercussioni per cantieri nautici, rimessaggi, marina, ristoranti e attività commerciali.
La tutela della Posidonia è fondamentale, ma deve essere compatibile con la salvaguardia dell’economia locale. Alghero non può permettersi di perdere un settore strategico come la nautica da diporto. Servono regole equilibrate e un confronto costante con chi vive e lavora sul mare”
Alberto Bamonti consigliere comunale Gruppo Base Popolare Alghero.