“Colledanchise svela il forte aumento Tari, algheresi sempre più vessati”

ALGHERO – Forza Italia, Unione di Centro, Lega, Fratelli d’Italia, Prima Alghero e Riformatori Sardi chiedono di rivedere le tariffe e distribuire in maniera più equa il carico della TARI.
I numeri illustrati pubblicamente da un autorevole esponente della maggioranza sulla TARI 2026 destano forte preoccupazione e meritano un chiarimento puntuale da parte del sindaco Cacciotto e dell’Amministrazione comunale.
Se fosse confermato che, a fronte di un costo complessivo del servizio rifiuti di circa 12,3 milioni di euro, il carico sulle utenze domestiche rimarrebbe sostanzialmente invariato mentre quello sulle utenze non domestiche aumenterebbe mediamente di oltre il 13%, ci troveremmo di fronte a una scelta politica precisa: far gravare sulle attività economiche una parte rilevante dell’incremento dei costi del servizio.
Non è una questione di numeri astratti. Dietro quelle percentuali ci sono commercianti, ristoratori, albergatori, titolari di B&B, stabilimenti balneari, artigiani, professionisti, imprese e attività produttive che ogni giorno devono fare i conti con costi crescenti, pressione fiscale, energia, personale e difficoltà di mercato.
Le imprese non sono un bancomat.
Sono il cuore pulsante dell’economia algherese, producono lavoro, reddito, servizi e ricchezza e contribuiscono in maniera determinante alla qualità della vita delle famiglie. Indebolire la capacità economica delle imprese significa, alla lunga, indebolire l’intero tessuto sociale della città.
Chiediamo all’Amministrazione di illustrare pubblicamente e rendere facilmente leggibili tutti gli elementi che hanno determinato le tariffe TARI 2026, affinché cittadini e operatori economici possano comprendere esattamente da dove arrivano gli aumenti e come vengono distribuiti.
E, soprattutto, se i dati illustrati dalla maggioranza saranno confermati, chiediamo una revisione dell’impostazione tariffaria, con una distribuzione più equilibrata del carico tra utenze domestiche e non domestiche.
Non chiediamo di scaricare l’aumento sulle famiglie. Chiediamo esattamente il contrario: un criterio di maggiore equità che non penalizzi in modo sproporzionato chi produce economia e occupazione.
La TARI deve essere sostenibile per tutti.
Peraltro, sarebbe opportuno che l’Amministrazione spiegasse anche quali azioni intenda mettere in campo per contenere strutturalmente il costo del servizio, migliorandone efficienza e qualità. Perché non può essere sempre e soltanto il contribuente, domestico o non domestico, a dover pagare l’aumento dei costi.
Forza Italia, Unione di Centro, Lega, Fratelli d’Italia, Prima Alghero e Riformatori Sardi chiedono quindi al sindaco Cacciotto di fermarsi, verificare i numeri e correggere, ove necessario, una distribuzione del carico che rischia di mettere ulteriormente sotto pressione il tessuto economico cittadino.
Sostenere le attività economiche significa sostenere il lavoro, le famiglie e il futuro della città”

Nuovo ecografo al Marino, plauso alla direzione Asl da Mulas, Bamonti e Martinelli

Ospedale Marino, arriva il nuovo ecografo per il reparto di Riabilitazione. Il plauso del presidente della Commissione Sanità Christian Mulas e dei consiglieri Gianni Martinelli e Alberto Bamonti alla Direzione Generale della ASL Il presidente della Commissione consiliare Sanità, Christian Mulas, insieme ai consiglieri comunali Gianni Martinelli e Alberto Bamonti, esprime il proprio plauso e un sentito ringraziamento alla Direzione Generale della ASL per aver accolto una serie di richieste avanzate nei mesi scorsi a favore del potenziamento dei servizi sanitari del territorio. Tra i risultati più significativi raggiunti vi è l’arrivo del nuovo ecografo destinato al reparto di Riabilitazione dell’Ospedale Marino, una dotazione di grande valore che consentirà di migliorare ulteriormente la qualità delle prestazioni sanitarie offerte ai pazienti. L’ecografo rappresenta infatti uno strumento fondamentale nella medicina riabilitativa, poiché permette di valutare in tempo reale la struttura e la composizione del muscolo, analizzandone lo stato e il potenziale di recupero. Inoltre, consente di individuare infiammazioni dei tendini, lesioni muscolari, strappi, versamenti ematici e altre problematiche che richiedono un trattamento mirato. Particolarmente importante è il suo utilizzo nelle infiltrazioni ecoguidate con tossina botulinica, una terapia che agisce bloccando temporaneamente la comunicazione tra nervo e muscolo, riducendo contratture, spasmi e tensioni muscolari. Lo strumento sarà inoltre impiegato nel trattamento di distretti articolari quali ginocchio, anca e spalla, garantendo interventi più precisi, sicuri ed efficaci. L’ecografo consentirà anche ai professionisti della Riabilitazione di monitorare la funzione muscolare durante gli esercizi terapeutici e seguire con maggiore accuratezza l’evoluzione del percorso di guarigione dei tessuti, offrendo così ai pazienti un’assistenza ancora più qualificata. Il presidente Christian Mulas ricorda inoltre come, tra le richieste formulate alla Direzione Generale della ASL, siano già state accolte anche quelle relative al potenziamento del Pronto Soccorso e all’installazione dei climatizzatori, interventi concreti che hanno migliorato le condizioni di lavoro del personale sanitario e l’accoglienza dei pazienti. Un ulteriore risultato atteso nelle prossime settimane riguarda l’arrivo di nuove barelle e lettini per il trasporto dei pazienti tra i vari reparti, strumenti indispensabili per rendere ancora più efficiente l’attività ospedaliera. «Questi risultati dimostrano che il dialogo istituzionale, quando è costante e costruttivo, produce benefici concreti per la sanità e per i cittadini dichiarano il presidente della Commissione Sanità Christian Mulas e i consiglieri comunali Gianni Martinelli e Alberto Bamonti . Ringraziamo la Direzione Generale della ASL per l’attenzione dimostrata verso le esigenze del territorio e continueremo a lavorare affinché l’Ospedale Marino e tutti i servizi sanitari possano disporre delle risorse e delle attrezzature necessarie a garantire cure sempre più efficaci e moderne. La salute dei cittadini resta una priorità assoluta e il nostro impegno proseguirà con determinazione».

 

Campo boe e nautica, Fratelli d’Italia: “Tavolo tecnico tra Governo, Regione e Comune”

ALGHERO – «La tutela dell’ambiente marino rappresenta un valore imprescindibile e costituisce un obiettivo che tutti condividiamo. Proprio per questo è necessario che le misure di protezione siano fondate su criteri di proporzionalità, ragionevolezza e sostenibilità, affinché la salvaguardia degli ecosistemi possa conciliarsi con la fruizione responsabile del mare e con lo sviluppo di una delle principali risorse economiche e turistiche della Sardegna: la nautica da diporto. L’Area Marina Protetta “Capo Caccia – Isola Piana” tutela un patrimonio naturalistico di straordinario pregio, esteso su circa 2.600 ettari di superficie marina e articolato in aree sottoposte a diversi livelli di protezione. Si tratta di un patrimonio di eccezionale valore ambientale e paesaggistico, che costituisce un elemento qualificante dell’identità e dell’offerta turistica del territorio. Proprio per questo le misure di tutela devono essere non solo efficaci sotto il profilo della conservazione, ma anche proporzionate, sostenibili, supportate da evidenze scientifiche e condivise con le comunità e gli operatori che vivono e lavorano nel territorio.» Lo dichiara Marco Di Gangi, Responsabile regionale del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia Sardegna, intervenendo sul crescente disagio manifestato dai diportisti che frequentano il golfo di Alghero.

«Da settimane raccogliamo le segnalazioni di cittadini, operatori e turisti che descrivono una situazione sempre più difficile. Uscire in barca, che dovrebbe rappresentare un momento di svago e di libertà, è diventato per molti un’esperienza caratterizzata da continue preoccupazioni: divieti, ordinanze, zone interdette, campi boe, limiti di ancoraggio e norme spesso di non immediata interpretazione hanno generato un diffuso senso di disorientamento.» Si segnala inoltre come il divieto di navigazione e di ancoraggio nel ridosso della base di Poglina, storicamente utilizzata come riparo sicuro dal maestrale a sud di Alghero, abbia ulteriormente inciso sulla disponibilità di aree di sosta e di sicurezza per la nautica da diporto, contribuendo alla progressiva riduzione degli spazi liberamente fruibili lungo il litorale. «Non è solo una questione di restrizioni. È l’effetto complessivo del sistema ad aver prodotto un clima di incertezza. Molti diportisti non riescono più a comprendere con chiarezza dove sia possibile navigare, sostare o ancorare senza rischiare di incorrere in violazioni. Questa situazione finisce inevitabilmente per scoraggiare la fruizione del mare.» Secondo Di Gangi, uno degli elementi di maggiore criticità è rappresentato dalla gestione dei campi boe. «La loro collocazione, soprattutto nelle aree esterne all’Area Marina Protetta, ha determinato una significativa riduzione degli spazi liberamente utilizzabili dalle imbarcazioni. Ne è derivata una concentrazione sempre maggiore delle barche nelle poche zone rimaste disponibili, con inevitabili problemi di affollamento proprio nei tratti di costa che offrono riparo dai venti predominanti.» «Il paradosso è evidente: strumenti introdotti con finalità di tutela ambientale finiscono, in alcuni casi, per produrre una concentrazione della pressione antropica anziché distribuirla in modo più equilibrato.» Di Gangi richiama quindi l’attenzione sulle ricadute economiche. «La nautica da diporto non rappresenta un’attività marginale. È uno dei pilastri dell’offerta turistica della Riviera del Corallo e genera un indotto rilevantissimo che coinvolge porti turistici, cantieri nautici, noleggiatori, diving center, ristoranti, pubblici esercizi, commercio, manutenzioni, servizi tecnici e professionali. Migliaia di famiglie vivono, direttamente o indirettamente, grazie a questo comparto.» «Solo tra Alghero, Fertilia, Porto Conte e Tramariglio sono presenti stabilmente migliaia di imbarcazioni da diporto. È quindi del tutto prevedibile che, riducendo progressivamente gli spazi realmente fruibili, aumentino inevitabilmente le criticità e il disagio.» Per il Responsabile del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia Sardegna è necessario aprire una fase di confronto. «Occorre superare una visione che sembra considerare il diportista prevalentemente come un problema da limitare, anziché come un alleato nella tutela del mare. La sostenibilità non si costruisce moltiplicando i divieti, ma attraverso regole condivise, informazione, responsabilizzazione degli utenti, controlli efficaci contro i comportamenti realmente dannosi e una pianificazione basata su dati scientifici e sull’ascolto dei territori.» «La Sardegna possiede uno dei patrimoni costieri più straordinari del Mediterraneo. Proprio per questo dobbiamo essere capaci di coniugare tutela ambientale, diritto alla fruizione del mare e sviluppo economico. Questi obiettivi non sono alternativi: possono e devono convivere.» «Per queste ragioni ho proposto l’avvio di un tavolo tecnico-istituzionale tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Regione Autonoma della Sardegna, il Comune di Alghero, l’Ente gestore dell’Area Marina Protetta e le rappresentanze maggiormente rappresentative del comparto nautico, turistico e delle comunità locali. Quando una regolamentazione genera un diffuso malcontento e produce conseguenze economiche rilevanti, il confronto non rappresenta un arretramento nella tutela ambientale, ma un atto di buona amministrazione.» «Difendere il mare significa proteggerne gli ecosistemi, ma anche consentire ai cittadini e ai turisti di viverlo responsabilmente. Se si perde questo equilibrio, il rischio è duplice: compromettere una parte importante dell’economia turistica e alimentare un crescente distacco dei cittadini dalle politiche di tutela ambientale. Sarebbe una sconfitta per tutti.»

“Crisi della plastica e caos rifiuti, la Regione non ha una governance adeguata”

CAGLIARI – “La sospensione del conferimento degli imballaggi in plastica nell’impianto SO.MA. Ricicla non è un evento imprevedibile, ma la conseguenza di un sistema regionale dei rifiuti ancora privo di una governance adeguata”. Lo dichiara Gianluca Langiu, segretario regionale della Fit Cisl, commentando la richiesta di intervento urgente rivolta dall’assessora regionale dell’Ambiente, Rosanna Laconi, al Governo e al sistema consortile nazionale e ricordando che “il sindacato ha denunciato questa criticità fin dal mese di maggio, ma senza ottenere alcuna attenzione dall’assessorato”. Per Langiu “l’intervento del Governo è necessario, soprattutto considerando le penalizzazioni legate all’insularità, ma non può far passare in secondo piano le responsabilità politiche e amministrative della Regione. Il rallentamento dei ritiri della plastica è soltanto la manifestazione più evidente di un problema strutturale che riguarda l’intero ciclo dei rifiuti e che richiede programmazione, impianti adeguati e una regia pubblica regionale”. Secondo il segretario regionale la frammentazione del sistema è evidente anche nelle diverse modalità di raccolta applicate nei 377 Comuni sardi. Durante la stagione estiva, inoltre, l’aumento della popolazione e dei conferimenti determina maggior carico di lavoro per gli operatori, spesso senza un adeguato rafforzamento degli organici e dei servizi. “La Sardegna ha raggiunto una percentuale di raccolta differenziata superiore al 76 per cento grazie all’impegno dei cittadini e al lavoro quotidiano degli addetti all’igiene ambientale. Questo risultato – sottolinea Langiu – non può essere compromesso dalla mancanza di una strategia regionale e da interventi adottati soltanto quando gli impianti sono ormai prossimi alla saturazione. Non si può continuare a compensare con il sacrificio dei lavoratori le inefficienze organizzative e i ritardi della politica. E’ indispensabile attuare la normativa nazionale sugli Ambiti territoriali ottimali, superando l’attuale frammentazione. Gli ATO permetterebbero di uniformare i servizi, programmare gli impianti sulla base delle reali esigenze dei territori, definire standard omogenei e garantire maggiori tutele occupazionali e contrattuali, attraverso l’applicazione del CCNL dei Servizi ambientali e delle clausole sociali in tutti gli affidamenti”. In chiusura, la Fit Cisl sollecita ancora una volta la Regione a convocare un tavolo permanente con l’ANCI, gli enti territoriali, i gestori degli impianti e le Organizzazioni sindacali. “La crisi della plastica deve essere affrontata con urgenza, ma deve anche segnare la fine della politica delle soluzioni tampone. Servono responsabilità, programmazione e una riforma strutturale del sistema regionale dei rifiuti, perché il costo dei ritardi non può essere scaricato ancora una volta sui lavoratori, sui Comuni, sui cittadini e sul sistema turistico della Sardegna”.

“Sicurezza e socialità, rendere pedonale la prima parte di via Mazzini”

ALGHERO – “Via Mazzini, pedonalizzazione del tratto compreso tra le vie Sassari e Cagliari”. Se ne parla da tanto, come molte altre cose di Alghero, ma ancora non è stato fatto quanto chiacchierato. Siamo parlando di un intervento poco più che ordinario che, però, da seguito ad una situazione oramai sempre più cristallizzata: uno dei fulcri della “movida” è divenuta la prima parte di via Mazzini.
“Il tratto in questione non risulta strategico per la viabilità automobilistica cittadina, ma rappresenta un importante punto di aggregazione, frequentato soprattutto dai giovani nelle ore serali. La trasformazione in area pedonale consentirebbe di restituire lo spazio pubblico alla comunità, garantendo al contempo una maggiore tutela per i pedoni”, così la proposta di Francesco Sasso, presidente dell’associazione politica e culturale Iniziativa Alghero.
“Inoltre, l’assenza di garage o passi carrabili nel tratto interessato esclude qualsiasi ripercussione negativa o disagio per le proprietà private della zona. L’idea nasce dalla necessità di conciliare la vivibilità degli spazi urbani con le esigenze di socialità e sicurezza delle fasce più giovani”.
E, andando oltre la proposta di Francesco Sasso, in attesa della definizione di una viabilità non così congestionata, caotica e baricentrica, si potrebbe pensare anche di rendere pedonale la prima parte di via Sassari: da Porta Terra fino a via XX Settembre. Sulla carta tutto è possibile, ma ciò che da tempo si attende sono delle scelte, anche tranchant. Per dare un segno che qualcosa si muove.
Nella foto via Mazzini com’è e come potrebbe essere

Crisi Nobento, Forza Italia alla Todde: “La Regione salvaguardi azienda e lavoratori”

ALGHERO – Tedde, Peru, Bardino e Ansini: “Non basta manifestare vicinanza come fanno in modo improduttivo esponenti regionali del Campo largo. Regione e Comune devono mettere in campo un’azione immediata per salvaguardare azienda e occupazione”.
La situazione finanziaria e produttiva della Nobento desta forte preoccupazione e impone alle istituzioni un cambio di passo immediato. Siamo di fronte a una realtà imprenditoriale che negli anni ha rappresentato un patrimonio importante per Alghero e per il territorio, creando occupazione, competenze e valore e costruendo un percorso industriale che merita di essere salvaguardato e rilanciato.
Il gruppo consiliare di Forza Italia, composto da Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, esprime innanzitutto piena vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori della Nobento, alle loro famiglie e all’intera azienda. Ma proprio perché siamo preoccupati per il futuro occupazionale, riteniamo che non sia sufficiente la solidarietà.
“È inutile piangere sul latte versato – sottolineano i consiglieri di Forza Italia – o limitarsi a manifestare vicinanza quando una situazione di crisi è ormai esplosa in tutta la sua evidenza. La solidarietà è importante, ma non produce da sola soluzioni. Oggi servono capacità di governo, responsabilità e soprattutto un intervento istituzionale concreto”.
La crisi della Nobento presenta diversi elementi di fragilità: la situazione finanziaria, le difficoltà legate alla continuità produttiva, la necessità di garantire liquidità e prospettive industriali e, soprattutto, l’incertezza che rischia di gravare sul futuro di centinaia di lavoratrici e lavoratori.
Ma proprio per questo sarebbe sbagliato considerare la Nobento esclusivamente attraverso la lente della crisi attuale. L’azienda possiede un patrimonio industriale, professionale e umano che non può essere disperso. Il suo percorso ha dimostrato nel tempo capacità imprenditoriale, investimenti, innovazione e una significativa capacità di creare occupazione.
“È da qui che bisogna ripartire – proseguono Tedde, Peru, Bardino e Ansini –. Occorre una focalizzazione chiara sulle potenzialità della Nobento e sulla possibilità di accompagnarla fuori dalla fase di difficoltà. Se vogliamo davvero stare al fianco dei lavoratori, dobbiamo stare al fianco dell’azienda. Non esiste tutela dei lavoratori senza tutela della capacità produttiva e della continuità aziendale.”
Per questo Forza Italia chiede al Sindaco di Alghero di assumere immediatamente un ruolo attivo e di farsi promotore di un confronto con la Regione Sardegna, affinché la vertenza Nobento venga affrontata ai massimi livelli istituzionali, analogamente a quanto avvenuto e avviene per altre importanti realtà industriali dell’Isola.
La Regione deve mettere in campo tutti gli strumenti di propria competenza per comprendere fino in fondo la situazione dell’azienda, favorire il confronto tra proprietà, lavoratori e organizzazioni sindacali, individuare eventuali strumenti finanziari e industriali disponibili e soprattutto costruire, insieme all’impresa, un percorso credibile di rilancio.
“Non chiediamo interventi assistenziali – concludono i consiglieri azzurri – ma un’azione istituzionale seria per accompagnare un’impresa che ha dimostrato di avere potenzialità e che oggi deve essere messa nelle condizioni di superare la fase di difficoltà e proseguire il proprio cammino. Stare con la Nobento significa stare con i suoi lavoratori. Difendere l’azienda significa difendere l’occupazione.”
Alghero non può permettersi di assistere passivamente all’indebolimento di una delle sue realtà produttive più importanti. È il momento che Comune e Regione assumano fino in fondo le proprie responsabilità e trasformino la solidarietà in azioni, strumenti e risultati concreti.

Esplosione cabina elettrica, residenti furiosi: “Attenzione, si rischia grosso”

ALGHERO – L’esplosione della cabina elettrica fa ancora parlare. E non potrebbe essere altrimenti. Del resto questo, insieme a tante altre situazioni, è il simbolo della mancanza di pianificazione e organizzazione. Se si fa tanta promozione per portare turisti e villeggianti poi non si può non prevedere diverse criticità che devono essere preventivate e affrontate per tempo al fine di non rendere impossibile la vita ai residenti. E proprio loro hanno inviato una lettera manifestando la loro forte contrarietà sui recenti accadimenti.

“Non si tratta solo di sovraccarichi stagionali  ma delle condizioni stesse del locale, che a nostro avviso non rispetta i requisiti di sicurezza. Le pareti sono in semplice tufo e il soffitto presenta cannicciato e forati, tutti elementi ad alta combustibilità. Per non parlare dell’accesso: dopo il rogo dello scorso anno, la porta tagliafuoco non è mai stata ripristinata ed è stata sostituita in modo del tutto precario con tavole di legno bloccate da corde”

“All’interno è presente una cisterna con circa due metri cubi di liquido combustibile quando in contesti storici ad alta densità come il nostro si dovrebbero prediligere trasformatori in resina. Inoltre manca del tutto un sistema di spegnimento automatico che possa arginare il fuoco prima dell’arrivo dei soccorsi. Il 23 luglio i Vigili del Fuoco sono dovuti giungere da Porto Torres perché le squadre locali erano già impegnate: se non fosse stato per il loro tempestivo intervento, le fiamme avrebbero potuto travolgere le abitazioni e il vicino Complesso Monumentale di San Francesco”

“I tre incendi si sono verificati sempre di giorno ma se dovesse succedere di notte, magari in inverno con le strade deserte, gli esiti potrebbero essere tragici. I roghi e le elevate temperature stanno indebolendo i collanti del tufo e l’edificio stesso. Vogliamo davvero attendere un altro caso Cras-Montana per poi indagare sulle varie responsabilità, invece di prevenire?”

 “Lunedì è previsto l’ennesimo intervento sui macchinari ma siamo intenzionati a bloccare questo lavoro di tamponamento se non si procederà contestualmente a una reale ed effettiva messa in sicurezza della struttura. Ci siamo già rivolti a un legale per tutelare l’incolumità delle nostre persone, delle nostre case e delle nostre attività commerciali”

Lavori per la fibra, niente bitumatura: strade pericolose, urgono interventi

ALGHER – “Domanda tecnica: tutte le strade cittadine dove è stata interrata la fibra ottica per internet si presentano così come nella foto. Dico tutte, perlomeno quelle che ho visto. Ma la ditta appaltatrice che fa lavori sulle strade non è responsabile della riasfaltatura?”, questo il quesito più che lecito di un residente di Alghero.

Interrogativo posto sui social, luogo sempre più di riferimento per il dibattito sociale e politico locale, che non fa altro che confermare quello che tutti i giorni possono vedere residenti e turisti. Buche, lavori e niente bitumatura finale. Non è, ovviamente, solo un fatto estetico, ma anche, e soprattutto, una questione di sicurezza. Infatti le strade in cui sono presenti queste “lacerazioni” della carreggiata risultano molto pericolose nella loro percorrenza. E, tra queste, c’è anche la centralissima e molto transitata via Vittorio Emanuele.

“Il regolamento dei rifiuti è illegittimo: va ritirato e rifatto”

ALGHERO – “Il centrodestra in Consiglio comunale di Alghero interveniente con fermezza sul nuovo Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani approvato dalla maggioranza, definendolo “la quintessenza della superficialità amministrativa e normativa”.
“L’amministrazione e la maggioranza del Campo Largo – dichiarano gli esponenti politici – hanno voluto approvare a tutti i costi un regolamento che, nel corso dei lavori consiliari, è stato riconosciuto dagli stessi proponenti come bisognoso di correzioni e affetto da evidenti vulnerabilità. Eppure hanno scelto di tirare dritto, consegnando alla città un testo che rischia di essere non solo inefficace, ma anche illegittimo.
Secondo il centrodestra, il regolamento presenta numerosi profili di criticità. “Un regolamento comunale è una fonte normativa secondaria e, come tale, deve necessariamente conformarsi alle norme di rango primario, a partire dal Codice dell’Ambiente. In questo caso, invece, il Consiglio è stato chiamato ad approvare disposizioni che si pongono in aperto contrasto con la legislazione statale.”
Tra gli esempi più evidenti viene richiamato il regime sanzionatorio. “Il Codice dell’Ambiente prevede, per l’abbandono dei rifiuti accanto ai contenitori, un’ammenda compresa tra 1.000 e 10.000 euro. Il regolamento comunale, invece, riduce illegittimamente tali importi fino a un massimo di 500 euro, in evidente contrasto con la disciplina nazionale che un regolamento comunale non può modificare né derogare.”
Il documento viene inoltre criticato per “l’obbligo generalizzato di compostaggio imposto alle utenze dell’agro e delle borgate, misura eccessivamente rigida e sproporzionata, priva di un adeguato fondamento normativo e non rispettosa del principio di proporzionalità”.
Ulteriori rilievi riguardano “i vincoli temporali imposti alle utenze non domestiche che hanno scelto di uscire dal servizio pubblico, prescrizioni non ancorate ad alcuna norma primaria e suscettibili di creare ingiustificate limitazioni”.
Ma l’aspetto ritenuto più grave riguarda l’attribuzione di funzioni pubblicistiche a soggetti privati. «
“Il regolamento arriva addirittura a demandare attività di accertamento di violazioni e contestazione di sanzioni a soggetti che non rivestono la qualifica di pubblici ufficiali né di incaricati di pubblico servizio. Si tratta di una previsione che solleva seri dubbi di legittimità e che espone il Comune a inevitabili contenziosi.”
Infine, il centrodestra denuncia quanto accaduto durante l’approvazione dell’atto in Consiglio comunale.
“La vicenda più sconcertante riguarda un emendamento presentato dall’assessore competente. L’emendamento non è mai stato sottoposto al voto del Consiglio comunale e, quindi, non è mai stato approvato dall’assemblea. Nonostante ciò, il suo contenuto è stato ugualmente inserito nel testo definitivo della deliberazione. Un fatto gravissimo, privo di qualsiasi copertura regolamentare, che viola le regole fondamentali del procedimento deliberativo e rischia di compromettere la legittimità dell’intero provvedimento.”
I capigruppo rivolgono quindi un appello all’amministrazione.
“È necessario fermarsi e rimediare. Chiediamo che il regolamento venga immediatamente riportato all’esame della competente Commissione consiliare per eliminare tutte le disposizioni illegittime, adeguarlo al Codice dell’Ambiente, correggere gli errori emersi e sottoporre finalmente al voto del Consiglio l’emendamento che è stato inserito senza alcuna deliberazione dell’assemblea.”
“Alghero merita norme e regolamenti scritti con rigore giuridico e amministrativo, non testi approssimativi destinati a produrre contenziosi e incertezze applicative. È tempo che questa amministrazione abbandoni improvvisazione e superficialità e inizi finalmente a governare con competenza, nel pieno rispetto della legge e nell’interesse della comunità algherese.”

“La Consulta demolisce un’altra legge della Giunta Todde”

ALGHERO – “Tanto tuonò che piovve. Era fin troppo facile prevedere che anche questa legge sarebbe stata dichiarata costituzionalmente illegittima. La sentenza della Corte costituzionale rappresenta l’ennesima, pesantissima bocciatura della produzione legislativa della Giunta Todde e della maggioranza del campo largo.”
Lo dichiara Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia.
“Nel giro di appena due mesi la Corte costituzionale ha demolito due leggi fortemente volute dalla maggioranza regionale. È un fatto politico e istituzionale gravissimo, che certifica l’incapacità del campo largo di legiferare nel rispetto della Costituzione, dei limiti delle competenze attribuite alla Regione Sardegna e dell’ordinamento nazionale.”
“Non siamo di fronte a semplici errori tecnici, ma al fallimento di un metodo di governo fondato sulla propaganda e sugli annunci, anziché sul rigore giuridico e sulla qualità della legislazione. Le leggi vengono presentate come grandi svolte, salvo poi essere puntualmente censurate dalla Corte costituzionale perché in contrasto con i principi fondamentali dell’ordinamento.”
“La Sardegna non può permettersi di avere una maggioranza che utilizza il Consiglio regionale come un laboratorio di sperimentazioni giuridiche destinate a infrangersi davanti alla Consulta. Ogni bocciatura produce incertezza normativa, rallenta gli investimenti, espone cittadini e imprese a un clima di precarietà e compromette la credibilità dell’istituzione regionale.”
“La sentenza sulle rinnovabili conferma ciò che Forza Italia aveva denunciato fin dall’approvazione della legge: non era possibile introdurre un blocco generalizzato delle autorizzazioni in violazione del quadro costituzionale e della normativa statale. La norma demolita prevedeva, in attesa dell’approvazione di un regolamento regionale sulle aree idonee e non idonee, la sospensione dei procedimenti autorizzativi già in corso e il divieto di presentare nuove istanze. La Consulta ha semplicemente preso atto di ciò che era evidente sin dall’inizio.”“La presidente Todde e la sua maggioranza dovrebbero finalmente abbandonare la propaganda e recuperare il senso del limite istituzionale. Governare significa scrivere norme efficaci, rispettose della Costituzione e realmente utili ai sardi, non alimentare contenziosi destinati a concludersi con sonori ceffoni della Corte costituzionale.”
“Dopo due bocciature in così breve tempo, il campo largo dovrebbe avere l’onestà politica di fare un serio esame di coscienza. La Sardegna ha bisogno di una Regione autorevole, capace di difendere i propri interessi con leggi solide e inattaccabili, non di un governo regionale che colleziona censure costituzionali e mortifica il prestigio dell’Autonomia speciale.”
Lo dichiara il consigliere nazionale di Forza Italia Marco Tedde