“Tribuna, agibilità, foresteria, deflagra il caso del campo da rugby”

ALGHERP – “Il sopralluogo effettuato dal Comune di Alghero il 22 settembre al campo da rugby di Maria Pia consegna una fotografia impietosa dell’impianto e apre interrogativi che l’Amministrazione non può più rinviare. A dichiararlo sono i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, che chiedono al sindaco Cacciotto e alla Giunta risposte immediate sullo stato della struttura e sulla gestione dell’impianto. “Il dato più clamoroso – sottolineano i consiglieri azzurri – è che mentre il Comune ha avviato un avviso per un partenariato pubblico-privato finalizzato alla riqualificazione e alla futura gestione del campo, il sopralluogo propedeutico alla stessa procedura certifica una situazione di grave criticità”. Nel verbale del 22 settembre il Comune dà atto dell’assenza della certificazione di agibilità, della mancanza dei verbali dei controlli periodici sugli impianti tecnologici e della necessità di interventi di ripristino, adeguamento e regolarizzazione tecnico-amministrativa. Ma c’è di più. Le verifiche sulla staticità delle tribune hanno avuto esito favorevole per la sola tribuna coperta, mentre, secondo quanto riportato nello stesso verbale, la tribuna scoperta non ha superato la prova di carico. “È una situazione che richiede risposte immediate – affermano Tedde, Peru, Bardino e Ansini –. Vogliamo sapere quando è stata effettuata quella prova, quali prescrizioni ne siano derivate, se la tribuna sia stata utilizzata dopo l’esito negativo e quali provvedimenti abbia adottato il Comune per garantire la sicurezza di atleti, famiglie e spettatori”. C’è poi il tema della foresteria, che il sopralluogo descrive come una struttura da 24 posti letto, oltre alla presenza di locali destinati alla ristorazione e alla somministrazione. “Lo stesso verbale – ricordano i consiglieri di Forza Italia – registra le perplessità espresse dall’Alguer Rugby sulla regolarità edilizio-urbanistica e sulle destinazioni d’uso e chiede di verificare i titoli abilitativi e le autorizzazioni necessarie per la foresteria e per la somministrazione di alimenti e bevande. A questo punto il Comune deve spiegare chi gestisce oggi questi spazi, in forza di quale titolo e secondo quali condizioni”. C’è poi la questione, già emersa negli atti comunali, dell’impianto indicato come in questi anni “detenuto senza titolo”. “Non siamo noi a dare qualificazioni giuridiche che spettano agli organi competenti – precisano gli esponenti di Forza Italia – ma è il Comune che deve chiarire quale sia oggi il titolo in forza del quale l’Amatori Rugby dispone dell’impianto, chi lo abbia autorizzato, per quanto tempo e a quali condizioni. Se dall’utilizzo senza titolo fossero derivati pregiudizi per il patrimonio pubblico, saranno gli organismi competenti ad accertare eventuali responsabilità, compreso un eventuale danno erariale”. Per Forza Italia, però, la vicenda non può trasformarsi in una disputa tra società sportive. “Qui c’è un problema molto più grande: lo sport cittadino sta pagando l’incapacità dell’Amministrazione di mettere ordine negli impianti pubblici. L’Alguer Rugby coinvolge centinaia di iscritti, bambini e famiglie e oggi non ha la possibilità di svolgere regolarmente gli allenamenti negli spazi di cui avrebbe bisogno. Questo è un vulnus grave per lo sport algherese e deve essere eliminato”. “Non è accettabile – concludono Tedde, Peru, Bardino e Ansini – che mentre si discute di partenariato pubblico-privato e di futura gestione, il Comune scopra attraverso un sopralluogo che l’impianto è privo di agibilità, presenta carenze documentali e manutentive e una tribuna che non ha superato la prova di carico. Prima dei grandi annunci servivano programmazione, sicurezza e trasparenza”. “Adesso l’Amministrazione dica con chiarezza che cosa intende fare: come vuole mettere in sicurezza e regolarizzare l’impianto, come intende affrontare la situazione della tribuna, come intende chiarire la posizione della foresteria e, soprattutto, come intende garantire a tutte le società sportive, a partire dai loro giovani atleti, il diritto di allenarsi e praticare sport in strutture sicure e regolarmente utilizzabili. Il campo da rugby è soltanto l’ennesimo, emblematico, capitolo della drammatica situazione degli impianti sportivi di Alghero

“Raccolta tributi ai privati? Falso. Lavoriamo per potenziare la Secal”

ALGHERO – “Vanno respinte con fermezza le accuse e le insinuazioni di questi giorni sulla SECAL. Non esiste alcun progetto di privatizzazione della gestione delle entrate comunali. Esiste, al contrario, un lavoro serio e complessivo per costruire una SECAL più forte, organizzata ed efficiente, capace di garantire al Comune quello che deve garantire una società pubblica che gestisce il denaro dei cittadini: efficacia della riscossione, tutela dei crediti comunali ed equità fiscale» così il Sindaco Raimondo Cacciotto  sulla sulla situazione della società partecipata del Comune di Alghero. “L’obiettivo strategico è arrivare a un’effettiva equità fiscale: un traguardo che da alcuni viene ancora visto come un fastidio, ma che al contrario rappresenta una forma di rispetto imprescindibile verso tutti i cittadini – afferma. “SECAL gestisce una parte fondamentale delle entrate tributarie, extra tributarie e patrimoniali del Comune. Parliamo delle risorse che vengono raccolte dalla comunità e che servono per finanziare servizi, manutenzioni, politiche sociali e investimenti. Per questo la gestione delle entrate deve essere organizzata secondo criteri rigorosi di efficacia, efficienza ed economicità. Ed è precisamente su questo terreno che l’Amministrazione sta lavorando”.  Garantire la giustizia fiscale, tutelare i cittadini onesti e recuperare risorse fondamentali da reinvestire nei servizi per la collettività. Sono questi dunque gli obiettivi del processo di ridefinizione del piano di efficientamento della gestione delle entrate comunali avviato dall’Amministrazione. «Se tutti pagano quanto dovuto, ciascuno può pagare meno” ribadisce ancora il Sindaco, che sottolinea quanto questo sia “un principio semplice, ma evidentemente non abbastanza praticato nel passato”.

E poi ritorna sul concetto per il quale “per una vera equità fiscale l’Amministrazione deve disporre di una struttura capace di individuare l’evasione, accertare tempestivamente le somme dovute e portare efficacemente a riscossione i propri crediti e questo è esattamente il ruolo della Secal». Sulle insinuazioni circolate di recente, secondo cui l’attuale Amministrazione starebbe preparando il terreno per affidare nuovamente all’esterno attività oggi riconducibili a SECAL, interviene l’Assessore alle Finanze Enrico Daga,  categorico: “Questa ricostruzione è semplicemente falsa. Non è contemplato alcun affidamento a una società privata delle funzioni che intendiamo far svolgere efficacemente a SECAL. E risulta quantomeno singolare – commenta –  che proprio chi ha amministrato Alghero negli anni in cui il bilancio comunale beneficiava in maniera rilevante dei risultati economici prodotti dall’attività di recupero dell’evasione affidata al concessionario privato, oggi utilizzi il privato come uno spettro da agitare contro questa Amministrazione». Secondo il delegato alle Finanze “bisogna evitare i paradossi: non si può beneficiare per anni, nella costruzione e negli equilibri dei propri bilanci, dei risultati prodotti dall’attività di recupero dell’evasione e poi presentarsi oggi davanti agli algheresi accusando altri di voler privatizzare la riscossione. È una contraddizione politica troppo evidente perché possa passare inosservata». Sul futuro della Società, inoltre, l’Amministrazione sta lavorando a un profondo ridisegno che parte proprio dalla logistica, con l’obiettivo di trasferire gli uffici in una posizione anche fisicamente più funzionale, centrale e accessibile, pensata appositamente per agevolare il contatto con il pubblico e andare incontro alle esigenze della cittadinanza.

“Parco e Alghero, il Centrosinistra è telecomandato dalle segreterie regionali”

ALGHERO – “Convocare l’Assemblea del Parco naturale regionale di Porto Conte per discutere e votare un ordine del giorno sulla proposta regionale di modifica della governance dell’Ente.
È la richiesta sottoscritta da Michele Pais, Marco Tedde, Alessandro Cocco, Raffaele Salvatore, Massimiliano Fadda, Giovanna Caria, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, nella loro qualità di componenti dell’Assemblea del Parco.

“Contestualmente è stato presentato un ordine del giorno del quale viene chiesta espressamente la discussione e la votazione nella medesima seduta, con l’obiettivo di impegnare il Presidente e il Consiglio direttivo del Parco a rappresentare nelle sedi regionali la posizione dell’Assemblea.
«Quello che si sta prospettando – dichiarano i firmatari – rappresenta, a nostro giudizio, un vero e proprio esproprio della sovranità della comunità algherese sul proprio Parco. Non siamo davanti a una semplice modifica tecnica o burocratica della governance. Si vuole modificare un modello che, sin dalla nascita del Parco, ha riconosciuto ad Alghero e ai suoi rappresentanti democraticamente eletti un ruolo centrale nella gestione di una delle parti più pregiate e identitarie del territorio cittadino».

La legge istitutiva del Parco ha infatti affidato la gestione al Comune di Alghero e individuato nel Consiglio comunale in carica l’Assemblea dell’Ente. Un modello che garantisce la rappresentanza diretta della comunità cittadina attraverso i suoi rappresentanti eletti.

«La Regione vuole cambiare profondamente questo assetto. Non è sufficiente lasciare formalmente ad Alghero una maggioranza numerica se contemporaneamente viene svuotato il principio della rappresentanza diretta del Consiglio comunale e una parte rilevante della governance viene trasferita ad altri soggetti istituzionali. Alghero non può diventare semplicemente uno dei soggetti chiamati a decidere sul proprio territorio». I nove componenti dell’Assemblea pongono quindi anche una questione di chiarezza politica all’interno della città.

«Non sappiamo se questa operazione regionale trovi o meno fiancheggiatori a livello locale. Proprio per questo chiediamo che l’Assemblea venga convocata e che l’ordine del giorno venga discusso e soprattutto votato. È giusto che, qualora vi sia qualcuno disposto a sostenere questa modifica, venga allo scoperto e spieghi pubblicamente le proprie ragioni.
Gli algheresi hanno il diritto di sapere chi difende la centralità di Alghero e chi, invece, è disposto ad accettarne il ridimensionamento nella governance del Parco. Chi ritiene giusto consegnare una parte delle decisioni sul nostro territorio a logiche regionali lo dica apertamente e se ne assuma la responsabilità politica davanti alla città».
E ancora: «Non accetteremo che decisioni così importanti vengano assunte seguendo i diktat delle segreterie regionali dei partiti, sacrificando sull’altare degli equilibri politici regionali gli interessi della comunità che ciascun rappresentante istituzionale è chiamato a rappresentare.

Per questo il voto dell’Assemblea è fondamentale: consentirà di capire con chiarezza le diverse posizioni. Nessuno potrà nascondersi. O si difende la centralità di Alghero oppure si sostiene una riforma che la ridimensiona.Saranno poi gli algheresi a valutare le scelte compiute dai propri rappresentanti».

Con l’ordine del giorno viene chiesto al Presidente e al Consiglio direttivo del Parco di rappresentare nelle sedi istituzionali la contrarietà dell’Assemblea alle modifiche che comportino un ridimensionamento della centralità di Alghero, chiedendo lo stralcio o, in subordine, la sospensione delle disposizioni sulla governance fino allo svolgimento di un confronto con il Comune e con l’Assemblea del Parco.

Viene inoltre richiesta l’apertura di un tavolo istituzionale tra Regione Sardegna, Comune di Alghero e Parco naturale regionale di Porto Conte.

«Non siamo contrari alla collaborazione con altri enti. Ma collaborazione non può significare sottrarre sovranità alla comunità algherese. Il futuro del Parco di Porto Conte non può essere deciso sopra la testa degli algheresi. Per questo chiediamo una cosa molto semplice: convocare l’Assemblea, discutere la riforma e mettere ai voti l’ordine del giorno. Ognuno ci metta la faccia e si assuma la propria responsabilità davanti alla città. Porto Conte rappresenta una delle parti più preziose del territorio di Alghero. Alghero non si svende e la sua comunità non si calpesta”

“La Regione scongiuri la chiusura degli inerti a Monte Doglia”

ALGHERO – “Possibile chiusura della discarica inerti di Monte Doglia, forte preoccupazione per imprese edili e artigiane: la Regione Sardegna intervenga subito

Siamo fortemente preoccupati per la possibile chiusura, entro la fine del mese, dell’impianto di smaltimento degli inerti e dei materiali di risulta delle lavorazioni edili situato nell’area di Monte Doglia.
Una situazione che rischia di creare un problema concreto e immediato per il comparto dell’edilizia, per gli artigiani e per le imprese del territorio, che quotidianamente hanno necessità di conferire regolarmente e in sicurezza i materiali derivanti dalle proprie attività.
Ad oggi, infatti, non è chiaro quale sarà la soluzione alternativa e dove le imprese potranno conferire gli inerti e gli altri materiali di risulta qualora l’impianto dovesse effettivamente cessare l’attività a fine mese.
La presenza di altre strutture in provincia rappresenta certamente una possibilità, ma non appare sufficiente a garantire una risposta adeguata alle esigenze delle imprese locali, anche considerando le distanze, i costi di trasporto e la quantità di materiale prodotto quotidianamente dal comparto edile.
Non possiamo permettere che una questione di questa portata si trasformi in un ulteriore ostacolo per chi lavora, produce e investe sul nostro territorio.
Per questo chiediamo alla Regione Sardegna – Assessorato Difesa dell’Ambiente un intervento immediato, affinché venga fatta chiarezza sulla situazione dell’impianto di Monte Doglia e, soprattutto, venga individuata in tempi rapidissimi una soluzione alternativa che garantisca la continuità del servizio.
È necessario convocare quanto prima gli uffici regionali, per affrontare il problema e scongiurare una situazione di emergenza che rischierebbe di ricadere direttamente sulle imprese e sui cittadini.

La gestione degli inerti e dei materiali provenienti dalle lavorazioni edili è un servizio indispensabile per il territorio. Non possiamo arrivare alla chiusura di un impianto senza avere già individuato una soluzione concreta, sostenibile e immediatamente operativa.
Chiediamo alla Regione di intervenire subito senza ulteriori ritardi”

Gianni Martinelli

Alberto Bamonti

(Base Popolare)

 

 

“Continuità Aerea, fallimento della Todde: basta parole, garantire la mobilità”

ALGHERO -«La situazione della continuità territoriale aerea sarda sta assumendo contorni sempre più preoccupanti. Dopo la cancellazione dal 1° ottobre del fondamentale volo serale Roma–Alghero delle 22, Aeroitalia annuncia ora che potrebbero essere interessate da ulteriori tagli anche altre rotte. A questo punto la Regione non può più limitarsi a minacciare sanzioni: deve intervenire immediatamente con azioni concrete a tutela del diritto alla mobilità dei sardi».
Lo dichiara Michele Pais, già Presidente del Consiglio regionale della Sardegna, intervenendo nuovamente sulla crisi dei collegamenti aerei in continuità territoriale.
«Il caso di Alghero rappresenta già un precedente gravissimo. Dal 1° ottobre si passa da quattro a tre collegamenti giornalieri con Roma e viene soppresso proprio l’ultimo volo serale da Fiumicino, quello che consentiva a tantissimi cittadini del Nord-Ovest della Sardegna di recarsi nella Capitale e rientrare in giornata. Non parliamo di un collegamento turistico accessorio: parliamo di persone che viaggiano per lavoro, salute, studio e necessità familiari. Eliminare quel volo significa comprimere concretamente il diritto alla mobilità».
Pais sottolinea come la stessa Regione abbia riconosciuto che gli obblighi di servizio pubblico sulla Alghero–Roma prevedono quattro frequenze giornaliere e abbia annunciato sanzioni.
«Ma le sanzioni da sole non fanno volare gli aerei. Possono servire a far rispettare un contratto, ma non risolvono il problema dei cittadini che rimangono senza collegamento. Qui occorre una risposta politica e amministrativa immediata».
«Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, col Ministro Salvini, si è già attivato attraverso interlocuzioni con la compagnia, manifestando la propria disponibilità a sostenere le iniziative necessarie. Ma la gestione della continuità territoriale e delle relative risorse vede la Regione direttamente responsabile nell’organizzazione del servizio. È quindi la Giunta Todde che deve assumere fino in fondo le proprie responsabilità e mettere in campo tutti gli strumenti disponibili».
Secondo Pais, occorre innanzitutto utilizzare con urgenza le risorse disponibili e quelle liberate dal nuovo assetto della continuità territoriale, nel quale le rotte sono state assunte dal vettore senza compensazione economica.
«La Regione aveva annunciato con grande enfasi i risparmi derivanti dall’affidamento senza compensazione di alcune tratte. Bene: quelle risorse servano adesso per salvaguardare i collegamenti e garantire i voli, verificando immediatamente quali somme possano essere impiegate nel rispetto della normativa nazionale ed europea. Non è accettabile vantarsi dei risparmi mentre contemporaneamente diminuiscono i voli».
«Per fronteggiare l’aumento del costo del carburante la stessa Regione ha già stanziato 10 milioni di euro nella variazione di bilancio, ma oggi Aeroitalia sostiene che non siano ancora chiari tempi e modalità con cui queste somme arriveranno alle compagnie. Se le risorse sono state stanziate proprio per affrontare questa emergenza, bisogna renderle operative immediatamente».
Pais richiama inoltre il tema delle risorse complessivamente destinate alla continuità territoriale: «Parliamo di una programmazione che ha liberato consistenti disponibilità rispetto agli oneri inizialmente previsti. La Regione chiarisca immediatamente quante risorse siano effettivamente disponibili, dove siano state allocate e quante possano essere utilizzate per impedire ulteriori riduzioni dell’offerta».
«È finito il tempo degli annunci e della propaganda che tenta di nascondere cancellazioni, disservizi e una qualità del servizio sempre più insoddisfacente. Aver ottenuto qualche euro di riduzione sulla tariffa non serve a nulla se poi il volo che serve ai cittadini non c’è. La continuità territoriale non è semplicemente un biglietto a prezzo calmierato: significa garantire ai sardi la possibilità concreta di partire e soprattutto di tornare a casa.
La Presidente Todde e l’assessora Barbara Manca escano dalla propaganda e diano risposte concrete ai sardi. Prima che, dopo Alghero, che ad oggi risulta scoperta del collegamento con Milano dal 25 ottobre, vengano tagliati altri voli»

“Ridimensionamento di Ortopedia inacettabile, Cacciotto faccia sentire la sua voce”

ALGHERO – Tedde, Peru, Bardino e Ansini del gruppo di Forza Italia: «Da 300 a 1.200 interventi l’anno, poi il dimezzamento delle sedute operatorie. Il sindaco chieda conto alla ASL e alla Regione»
«Il progressivo ridimensionamento dell’Ortopedia dell’Ospedale Marino non può essere considerato una semplice questione organizzativa interna alla ASL. È in gioco il futuro di un reparto che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita straordinaria e che è diventato un punto di riferimento non soltanto per Alghero, ma per l’intero Nord Sardegna e, più in generale, per pazienti provenienti da tutta l’Isola».
Lo affermano Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, del gruppo consiliare di Forza Italia.
«La fotografia che emerge è difficilmente conciliabile con l’idea di un potenziamento del reparto. Dopo l’attivazione, nel marzo 2024, della nuova sala operatoria ISO 5 al primo piano del Marino, l’Ortopedia è passata da circa 300 a 1.200 interventi annui, ampliando anche il ventaglio delle attività, dalla traumatologia alla chirurgia elettiva. È cresciuta l’équipe e sono state sviluppate competenze e tecniche chirurgiche innovative».
«Eppure oggi – proseguono gli esponenti di Forza Italia – quella capacità viene messa sotto pressione. La riduzione dell’attività è coincisa con il dimezzamento delle sedute operatorie, conseguente alla contemporanea presenza dell’Oculistica nello stesso presidio, dove è disponibile una sola sala operatoria. Una situazione che, seppure presentata come temporanea, rischia di incidere pesantemente sulle potenzialità dell’Ortopedia».
La stessa ASL, nel marzo scorso, aveva indicato nel trasferimento dell’Oculistica al Marino una soluzione organizzativa legata ai lavori in corso al Civile, prevedendo nel Marino l’attività di Ortopedia e Traumatologia, Traumatologia dello sport e Oculistica.
«Ma il problema è più ampio. Gli indirizzi regionali avevano individuato per l’Ortopedia del Marino un obiettivo preciso: mantenere e migliorare gli standard raggiunti, fare della struttura un punto di riferimento dell’Ortopedia nel Nord Sardegna e sviluppare anche le tecniche innovative, compresa la chirurgia robotica. È quindi necessario capire come si concili questo indirizzo con l’attuale riduzione degli spazi e delle sedute operatorie».
«C’è poi il paradosso delle sale operatorie. Il progetto di adeguamento del blocco operatorio prevedeva tre sale ISO 5. La prima è stata realizzata ed è operativa dal 2024; le altre due avrebbero dovuto essere completate già nell’ambito del percorso precedente al passaggio del Marino dalla AOU alla ASL. La mancata conclusione dei lavori impedisce oggi di utilizzare pienamente una struttura che avrebbe potuto aumentare sensibilmente la capacità chirurgica».
La vicenda delle tre sale e dell’investimento complessivo di circa 1,45 milioni di euro è stata recentemente sollevata anche dalla UIL FPL: attualmente una sola sala risulta pienamente operativa.
«Particolarmente grave – aggiungono Tedde, Peru, Bardino e Ansini – è quanto emerge sulla rendicontazione delle spese sostenute per la prima sala operatoria. Se problemi amministrativi legati alla rendicontazione dei lavori già eseguiti dovessero effettivamente impedire l’accesso alle risorse necessarie per completare il blocco operatorio, ci troveremmo davanti a un paradosso inaccettabile: sale operatorie finanziate e progettate, ma non pienamente disponibili per problemi burocratici».
Nel frattempo, al Civile sono in corso lavori per nuovi ambulatori chirurgici avanzati destinati all’attività oculistica e, contemporaneamente, al Marino sarebbero state destinate ulteriori risorse per un altro ambulatorio chirurgico avanzato, con conseguente sottrazione di ulteriori spazi all’Ortopedia.
«Prima si finanzia e si progetta il completamento delle sale operatorie, poi non si riesce a renderle operative; contemporaneamente si destinano nuovi spazi del Marino ad altre attività, sottraendoli a un reparto che avrebbe bisogno esattamente del contrario: più sale, più spazi e più capacità chirurgica. È una strategia che deve essere spiegata».
«E non si tratta soltanto di una questione algherese. L’Ortopedia del Marino accoglie da anni pazienti provenienti da diverse aree della Sardegna, anche attraverso i pronto soccorso di Sassari, Nuoro e Tempio e, sempre più, da territori del Sud dell’Isola. Anche a seguito delle difficoltà nelle quali versano altre strutture ortopediche regionali, in alcuni casi arrivate alla riduzione o alla sospensione dell’attività per carenza di personale».
«Proprio per questo – sottolineano i consiglieri azzurri – chiediamo alla ASL n. 1 di Sassari di chiarire con precisione chi abbia disposto l’attuale distribuzione delle sedute operatorie, sulla base di quali valutazioni e quale sia il carattere effettivamente temporaneo della riduzione dell’attività dell’Ortopedia. E chiediamo alla Regione di dire se il ridimensionamento del Marino sia soltanto una scelta organizzativa aziendale oppure se corrisponda a un nuovo indirizzo regionale».
«E il sindaco Cacciotto? Ancora una volta sta alla finestra con fare “meditabondo”. Ma sull’Ortopedia del Marino non basta stare alla finestra. Il sindaco deve intervenire, e deve farlo con determinazione. Deve chiedere conto alla ASL delle scelte compiute, alla Regione delle proprie strategie e pretendere il completamento del blocco operatorio».
«Non si può assistere in silenzio al ridimensionamento di un reparto che, con una sola sala operatoria, è arrivato a realizzare oltre mille interventi l’anno e ha attratto pazienti da tutta la Sardegna. Se una struttura è cresciuta, ha sviluppato professionalità e ha dimostrato di saper rispondere alla domanda di salute, la politica dovrebbe preoccuparsi di potenziarla, non di ridurne progressivamente la capacità».
«Il sindaco scelga, dunque, se continuare a stare alla finestra o se assumere finalmente un’iniziativa forte a difesa dell’Ortopedia del Marino. Forza Italia continuerà a vigilare e a chiedere che gli investimenti già programmati si trasformino in sale operatorie realmente funzionanti e che al reparto venga restituita la capacità necessaria per continuare a essere un punto di riferimento per Alghero e per la Sardegna», Marco Tedde – Antonello Peru – Lina Bardino – Nina Ansini, Gruppo consiliare Forza Italia – Comune di Alghero

“Pulire un’area è ordinaria amministrazione, lasciarla sporca per oltre 3 anni non lo è”

ALGHERO – «Pulire le aree pubbliche è ordinaria amministrazione. Lasciarle sporche per tre anni, invece, non lo è». Leggo con interesse il comunicato dell’opposizione sulla bonifica e sulla rimozione dei rifiuti dalla banchina del Calich. Una cosa è certa: se oggi discutiamo di un’area finalmente ripulita, significa che il problema esisteva ed era necessario intervenire.
L’opposizione definisce la pulizia di un’area pubblica «ordinaria amministrazione». Vero. Ma proprio perché è ordinaria amministrazione, mi chiedo perché quell’area sia rimasta per circa tre anni in quelle condizioni, trasformandosi di fatto in un deposito di rifiuti.
Il lavoro di un’amministrazione non consiste soltanto nel risolvere i problemi, ma anche nel renderne conto ai cittadini, spiegando quali interventi vengono effettuati e quali risultati vengono raggiunti. Allo stesso modo, è giusto che l’opposizione vigili, segnali e controlli l’operato della maggioranza.
E, a proposito di comunicazione, permettetemi un piccolo sorriso: mi dispiace ricordare ai colleghi dell’opposizione che quando eravamo noi a governare, gli interventi dell’amministrazione venivano puntualmente comunicati e valorizzati. Evidentemente, quando si cambia posto in aula, cambia anche il modo di guardare i comunicati stampa.
Ringrazio comunque i capigruppo dell’opposizione per la stima e per l’attenzione che dedicano al lavoro della Commissione Ambiente. Il compito dei consiglieri, degli assessori e dell’amministrazione è ascoltare le segnalazioni, intervenire e cercare di risolvere i problemi. Il compito della minoranza è controllare e incalzare chi governa.
Oggi gli applausi, quindi, li faccio io ai colleghi dell’opposizione: grazie per il ruolo di sentinelle che svolgete. Continuate a vigilare, perché il controllo dell’opposizione può essere uno stimolo utile per la maggioranza.
Ma una cosa deve essere chiara: il lavoro della Commissione Ambiente e dell’assessorato è tutelare il territorio, difenderlo e intervenire quando ci sono situazioni che ne compromettono il decoro e l’ambiente.
Il Calich non è un luogo qualsiasi. È un’area che merita attenzione, tutela e interventi concreti.
Per questo considero una notizia importante la rimozione dei rifiuti e dei relitti e la bonifica della banchina. Non è una festa per aver fatto semplicemente il proprio dovere: è il risultato di un intervento che restituisce dignità e decoro a un’area pubblica.
E una precisazione va fatta: ordinaria amministrazione è pulire. Non può diventare ordinaria amministrazione lasciare un’area pubblica per anni in condizioni di degrado.
Alla fine, comunque, possiamo essere tutti d’accordo su una cosa: un’area pubblica bonificata è una vittoria per tutti, maggioranza e opposizione, perché appartiene ai cittadini.
Quindi grazie all’opposizione per lo stimolo e per la vigilanza.
Noi continueremo a fare la nostra parte: voi continuate a controllare. È esattamente così che dovrebbe funzionare la politica.
Christian Mulas Presidente della Commissione Consiliare Ambient

“Oramai con l’Amministrazione Cacciotto ogni intervento ordinario è un evento”

ALGHERO – «Ad Alghero siamo arrivati al paradosso: la rimozione di rifiuti e relitti da un’area pubblica viene raccontata come un risultato amministrativo da celebrare. Bene che la banchina del Calich sia stata ripulita, ma pulire le aree pubbliche e rimuovere i rifiuti è un’attività ordinaria dell’amministrazione comunale, non un fatto eccezionale».
A sostenerlo è il centrodestra algherese.
«Se la pulizia di un’area diventa una notizia – proseguono i capigruppo – significa che qualcosa non sta funzionando. E il problema non è certamente la singola operazione al Calich, che salutiamo positivamente. Il problema è un servizio di igiene urbana che continua a mostrare criticità sempre più evidenti e rispetto al quale l’amministrazione Cacciotto sembra intervenire troppo spesso soltanto dopo le segnalazioni e al fine di celebrare l’ovvio».
Secondo il centrodestra, «il sindaco Cacciotto e l’assessore Selva dovrebbero garantire che questi interventi rientrino nella normale attività di gestione e controllo del territorio. Non è normale dover aspettare la segnalazione di un’associazione o di un cittadino per ottenere la pulizia di un’area pubblica».
«Per questo – sottolineano – vogliamo ringraziare il presidente della Commissione Ambiente che sta svolgendo opera di supplenza rispetto alle carenze dell’amministrazione. È un lavoro che va riconosciuto, ma che non può diventare la regola».
Il punto, infatti, è proprio questo: la fisiologia dell’amministrazione non può essere trasformata in patologia dalla sua mancata attuazione.
«Non possiamo applaudire ogni volta che vengono rimossi dei rifiuti, eliminato un relitto o ripulita un’area. Queste sono attività che devono essere programmate, controllate ed eseguite con continuità. Diventano eccezionali soltanto quando, per negligenze o carenze nella gestione, non vengono effettuate nei tempi dovuti».
Per il centrodestra «è arrivato il momento di cambiare questo ritornello. Meno propaganda sugli interventi che dovrebbero essere ordinari e più capacità di prevenire il degrado, controllare il territorio e garantire un servizio di igiene urbana all’altezza di una città come Alghero».
«Il decoro della città non può dipendere dalla capacità dei cittadini o delle associazioni di individuare e segnalare ciò che l’amministrazione dovrebbe già conoscere. Il sindaco e la Giunta hanno il dovere di governare il servizio, non di intervenire soltanto quando il problema è diventato visibile a tutti.»
«La supplenza politica può contribuire a far emergere le criticità, ma la responsabilità di risolverle resta in capo alla programmazione del sindaco Cacciotto e della sua Giunta»

Cacciotto ha incontrato il nuovo comandante dei Carabinieri

ALGHERO – Ieri pomeriggio il Sindaco Raimondo Cacciotto ha ricevuto il nuovo comandante della Compagnia Carabinieri di Alghero, il capitano Giuseppe Lombardo. Recentemente insediatosi alla guida del comando di Alghero, Lombardo ha ricevuto il saluto del primo cittadino per un primo momento istituzionale di benvenuto e di confronto sulle principali specificità e le caratteristiche del territorio. Nel corso del colloquio si è manifestata la volontà di proseguire nella stretta collaborazione tra l’Amministrazione, le forze di polizia locale e i Carabinieri sul fronte del controllo del territorio e della tutela dell’ordine pubblico. Giuseppe Lombardo, 32 anni, originario di Palermo, ha svolto gli ultimi incarichi presso il comando del Nucleo operativo della Compagnia carabinieri di Torino Oltre Dora, fino al settembre 2024, e comandante del Nucleo operativo della Compagnia Roma Trionfale.

Noi Riformiamo Alghero cresce e si organizza: coordinatore in vista

ALGHERO – “Si è tenuto nei giorni scorsi l’incontro del gruppo politico Noi RiformiAmo Alghero con i sostenitori del Movimento e con i rappresentanti presenti in Amministrazione, all’interno della maggioranza del Comune di Alghero”, cosi dal movimento rappresentato in consiglio comunale da Emiliano Piras e Alessandro Loi e in giunta dall’assessore Maria Grazia Salaris.

“L’incontro è stato l’occasione per fare un bilancio della prima parte del mandato amministrativo, analizzando il lavoro svolto e il contributo del nostro gruppo all’azione di governo della città, e per aprire un confronto sulle prospettive future. Nel corso della riunione si è dato avvio alla costituitizione del coordinamento cittadino, snello e aperto al contributo di tutti coloro che vorranno contribuire con impegno e apporto di idee”.

“Il coordinamento avrà come primo obiettivo nei prossimi giorni la nomina di una figura di coordinatore che avrà il compito di continuare a far crescere e strutturare Noi RiformiAmo Alghero in città.
Il coordinamento lavorerà per analizzare e proporre quelli che dovranno essere gli obiettivi prioritari dell’Amministrazione per Alghero, mettendo al centro idee, proposte concrete e una visione riformista e liberale per il futuro della città, anche in relazione alla rappresentanza scaturita dal risultato elettorale e alle successive evoluzioni intervenute all’interno del gruppo consiliare originario”.