“Altro che Isola dimenticata, dal Ministero dei Trasporti quasi 6 miliardi”

ROMA – “Fa sorridere chi parla di una Sardegna dimenticata, ignorando i 5,8 miliardi di euro di investimenti già messi in campo dal MIT e da ANAS per la rete infrastrutturale dell’isola: 2,7 miliardi destinati alle strade e 1,9 miliardi alle ferrovie. A queste risorse si sommano ulteriori investimenti per trasporto pubblico locale, porti, rete idrica, edilizia statale e aeroporti: cifre che rappresentano un vero e proprio Piano Marshall. Si aggiungono inoltre le nuove gare europee per garantire la continuità territoriale marittima tra Sardegna e penisola sulle tratte Genova-Porto Torres, Civitavecchia-Arbatax-Cagliari e Napoli-Cagliari-Palermo. In una fase segnata dall’aumento dei costi del carburante e dalle difficoltà che colpiscono autotrasportatori, famiglie e imprese, il Governo continua a garantire collegamenti, servizi e investimenti concreti. Inoltre, il MIT – insieme a Regione Sardegna, Enac e le compagnie aeree – ha bloccato per tutto il 2026 il rincaro delle tariffe sui voli in continuità territoriale dovuto all’aumento del costo del jet fuel, tutelando così cittadini, lavoratori e imprese dell’isola. L’insularità non si promuove con slogan o polemiche pre-elettorali, ma con risorse reali, infrastrutture e continuità territoriale. Ed è esattamente ciò che il MIT sta facendo per la Sardegna”, lo dice in una nota il deputato e viceministro al MIT Edoardo Rixi.

“Aeroporto, bene Bamonti: troppi disservizi nei trasporti e strada buia e pericolosa”

ALGHERO – Tedde, Peru, Bardino e Ansini, del gruppo di Forza Italia in consiglio comunale, intervengono sui disservizi sui trasporti da e verso l’aeroporto civile di Alghero. “Bene ha fatto il consigliere comunale del Campo Largo Bamonti ad attaccare la Todde sulle gravi problematiche che riguardano le tratte degli autobus da e verso l’aeroporto di Alghero-Fertilia.
Uno scalo che rischia seriamente di diventare un vaso di coccio fra vasi di ferro, penalizzato da una gestione regionale che continua a non attribuire al Riviera del Corallo la centralità strategica che merita nel sistema dei trasporti della Sardegna. E a dimostrarlo sono i fatti denunciati in queste ore dal sindacato Orsa: autobus sovraffollati, passeggeri lasciati a terra, corse insufficienti rispetto al crescente traffico aeroportuale e una totale mancanza di coordinamento tra gli orari dei voli e quelli del trasporto pubblico locale.
Disagi non più tollerabili per residenti, lavoratori e turisti, soprattutto in una fase in cui l’aeroporto di Alghero sta registrando un importante incremento di passeggeri e rappresenta uno snodo fondamentale per il nord-ovest della Sardegna e per l’intera economia del territorio.
È evidente che senza servizi adeguati, efficienti e programmati, ogni sforzo di crescita dello scalo rischia di essere vanificato. Non si può continuare a parlare di sviluppo turistico e di destagionalizzazione lasciando cittadini e visitatori senza collegamenti adeguati.
Per questo chiediamo l’immediata attivazione di corse aggiuntive nelle fasce orarie più critiche, un potenziamento strutturale dei collegamenti da e per l’aeroporto e soprattutto una programmazione seria e coordinata tra Regione, ARST e società di gestione aeroportuale, affinché gli orari dei bus siano realmente compatibili con gli arrivi e le partenze dei voli.
L’aeroporto di Alghero merita attenzione, investimenti e rispetto. Continuare a ignorarne le criticità significa penalizzare un intero territorio e compromettere le sue prospettive di crescita.

Alghero e Parco, gli ambientalisti plaudono a Cacciotto: “Bene così, prima di tutto la tutela”

ALGHERO – “Le recenti dichiarazioni dell’ex Direttore del Parco di Porto Conte Mariano Mariani, insieme alla successiva replica del Sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto, aprono finalmente una riflessione pubblica che la nostra Associazione porta avanti da anni sul modello di gestione dell’Ente Parco e sul futuro stesso dell’area protetta. Non abbiamo mai negato il lavoro svolto, la capacità progettuale sviluppata nel tempo, la crescita della visibilità del Parco, il ruolo dei lavoratori e dei tecnici né l’importanza delle attività educative, culturali e di fruizione costruite negli anni. Sarebbe scorretto non riconoscere che il Parco, negli ultimi anni, abbia costruito una rete articolata di servizi, progetti, attività e iniziative. Ma proprio le parole dell’ex Direttore confermano con chiarezza ciò che l’Associazione denuncia da tempo: il Parco è stato progressivamente trasformato da presidio prioritariamente dedicato alla tutela ambientale in una macchina orientata alla valorizzazione economica, alla crescita continua dei servizi, all’aumento dei flussi e alla costruzione di un sistema sempre più dipendente dalla commercializzazione del proprio patrimonio naturale. Nella lunga narrazione di fine mandato emergono infatti con orgoglio: numeri di visitatori; attrattori; mobilità; servizi; autofinanziamento; crescita dell’indotto; aumento del personale; espansione organizzativa; valorizzazione turistica del territorio. Molto meno spazio viene invece dedicato a un principio fondamentale che dovrebbe rappresentare il cuore di ogni area protetta: il limite. Un Parco non nasce per inseguire una crescita continua dei numeri, dei flussi e delle attività economiche. Nasce per tutelare ecosistemi fragili, governare la pressione antropica e preservare il territorio anche quando questo significa porre limiti alla trasformazione e alla fruizione. Negli anni abbiamo assistito a una progressiva trasformazione culturale del Parco: da ente di tutela, a piattaforma permanente di valorizzazione economica territoriale. Punta Giglio, le Prigionette, le grotte, gli attrattori ambientali, i servizi turistici e la mobilità sono stati progressivamente inseriti dentro una logica di utilizzo sempre più intensivo del patrimonio naturale. Un modello che l’ex Direttore rivendica apertamente quando parla di: “Parco aperto tutto l’anno”; aumento costante dei visitatori; autofinanziamento; espansione delle attività; crescita della struttura stabile del personale. Ed è esattamente questo il punto che la nostra Associazione ha contestato fin dall’inizio. Perché riteniamo che il valore ambientale del Parco non possa essere trattato come una risorsa da mettere costantemente a reddito, quasi fosse una “gallina dalle uova d’oro”, attraverso un modello fondato sulla crescita continua della fruizione, sull’espansione dei servizi e degli attrattori e sul progressivo aumento della struttura organizzativa. Particolarmente preoccupante è il quadro economico e amministrativo emerso negli ultimi mesi. Lo stesso ex Direttore rivendica oggi una struttura composta da 18 dipendenti stabili a tempo indeterminato, mentre: i bilanci mostrano equilibri molto fragili; l’Ente dipende fortemente da trasferimenti pubblici e fondi progettuali; il Comune è dovuto intervenire con un contributo strutturale di 200.000 euro annui per garantire continuità operativa e copertura dei costi del personale; e il Parco continua a essere contabilmente e funzionalmente un ente prevalentemente ambientale. Per questo riteniamo che negli anni si sia progressivamente consolidato un modello sbilanciato verso la crescita organizzativa e strutturale dell’Ente, l’espansione stabile del personale, la valorizzazione economica del territorio e una crescente dipendenza dal sostegno pubblico, accompagnati da una gestione sempre più identificata con una singola figura direttiva. Ed è proprio su questo punto che le parole del Sindaco Raimondo Cacciotto assumono un significato politico e istituzionale particolarmente importante. Quando il Sindaco afferma che: “si è perso di vista il bene comune” e che: “fosse necessario un cambio alla direzione dell’Ente”, riconosce implicitamente un elemento che la nostra Associazione denuncia da tempo: un Parco non può identificarsi con una singola figura, né trasformarsi in uno spazio di leadership personale. La tutela ambientale non può dipendere da personalismi, da logiche di consenso o da un’idea di sviluppo permanente del territorio. Un Parco appartiene alla collettività e deve restare prima di tutto uno strumento di tutela ambientale, un presidio di equilibrio ecologico e un luogo del limite e della conservazione, non una piattaforma permanente di espansione economica e organizzativa. Per questo continueremo a chiedere trasparenza, equilibrio e sostenibilità, insieme a una piena chiarezza sul modello di gestione adottato e al rispetto della missione originaria dell’area protetta”

L’Associazione Punta Giglio Libera. Ridiamo Vita al Parco – APS

Alghero Kombat chiude alla grande, si riparte a dicembre

ALGHERO – Si è conclusa Alghero Kombat 2026 Spring Edition e con esso il progetto Alghero Kombat 2026 che ci ha accompagnato da gennaio fino al 17 Maggio. Strepitoso successo di pubblico con la Palestra Mariotti che ha dismesso per un giorno la funzione di palestra per calarsi in modalità Arena Fight per 4 ore di spettacolo puro Muay Thai e Kickboxing a contatto pieno. Kickboxing Alghero,
per l’evento in house con il maestro Pierfranco Sanna, ha calato i suoi tre assi: Luca Piras, Emanuel Spiga e Davide Demartis che ha chiuso il programma. Luca, opposto a Federico Sgrò di Kaos Kickboxing Novara, nonostante abbia disputato un buon match non è riuscito a prendere le misure all’avversario che con buona tecnica e controllo ha portato a casa il match. Buona la performance di Emanuel Spiga, spinto da un tifo sostenuto che ha trasformato il palazzetto in un’autentica bolgia e nonostante un match vivo e senza esclusione di colpi, ha portato a casa la vittoria opposto a Nocolo’ Abis di Sport Area. Ha chiuso la riunione Davide Demartis che con Andrea De Candia di Pugilistica Elite Milano hanno dato vita a un gran match, con quello che è stato il degno epilogo della serata. Il progetto Alghero Kombat 25/26 si chiude qui, appuntamento al 20 dicembre per la prima tappa della prossima stagione che si preannuncia ancora più ricca di appuntamenti e spettacolo. Il progetto Alghero Kombat fa parte della programmazione Nazionale di Federkombat Italia

Violenza contro l’ex-moglie, stalker ai domiciliari

SASSARI – La Polizia di Stato, a seguito delle attività di indagine coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari, ha dato esecuzione ad un’ordinanza che ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un uomo che si è reso responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali nei confronti della ex moglie. La donna dopo aver interrotto la relazione sentimentale si allontanava di casa e a seguito di tale decisione il suo ex marito iniziava a porre in essere nei suoi confronti dei comportamenti ossessivi e persecutori con l’intento di convincerla a recuperare la relazione sentimentale. L’ultimo episodio in ordine di tempo è accaduto qualche giorno fa quando decidevano di incontrarsi per un ennesimo chiarimento durante il quale l’uomo, accusando la donna di averlo tradito, la minacciava e la aggrediva fisicamente procurandole delle lesioni personali. Le immediate attività di riscontro effettuate da personale della Squadra Mobile della Questura di Sassari, hanno permesso di acquisire importanti elementi in ordine alle responsabilità dell’indagato a seguito dei quali l’Autorità Giudiziaria ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari con controllo mediante braccialetto elettronico.

Alghero e rappresentativa del Vaticano da Cacciotto: amichevole al Mariotti

ALGHERO – Un gemellaggio sportivo che unisce Alghero e Roma nel segno del calcio, rappresentato da due figure di spessore che hanno intrapreso carriere diverse ma accomunate da una stagione indimenticabile che ha visto i colori giallorossi sfiorare la promozione in C2 nel 1982. Mauro Giorico e Bruno Mariotti, ora allenatori dell’Alghero e della rappresentativa del Vaticano, sono stati ospiti del Sindaco Raimondo Cacciotto, con il Vicesindaco Francesco Marinaro e l’Assessore Raniero Selva per un incontro di avvio di una collaborazione sportiva che verrà sancita, come anticipato da Algheronews [leggi] da una amichevole da disputarsi ad Alghero con ogni probabilità nella prima settimana di settembre in un rinnovato stadio Mariotti. Presenti all’incontro la dirigenza al completo dell’Alghero, con il Presidente Andrea Pinna, e lo staff tecnico della rappresentativa vaticana.

“Il Porto di Alghero non può essere un parcheggio-dormitorio per camper”

ALGHERO – “Alghero è una città turistica che accoglie ogni anno migliaia di visitatori, ma proprio per questo necessita di regole chiare e di comportamenti rispettosi degli spazi pubblici e delle aree di pregio come il porto cittadino”, cosi il presidente della commissione ambiente e sanità Christian Mulas  riguardo uno dei (tanti) problemi, ad oggi, irrisolti del territorio rientrante nel Comune di Alghero.
“Negli ultimi tempi si è assistito alla presenza di camper parcheggiati all’interno dell’area portuale con tavolini, sedie, verande improvvisate, panni stesi e situazioni che di fatto configurano campeggio abusivo. Una situazione che, oltre a essere vietata dalla normativa vigente, crea malumori tra residenti e operatori e offre un’immagine poco decorosa del nostro porto e della città”
“Il porto di Alghero non può essere considerato un parcheggio a cielo aperto. È necessario garantire ordine, sicurezza, rispetto degli spazi comuni e tutela ambientale, anche alla luce delle problematiche legate allo scarico improprio delle acque reflue e al sovraffollamento in alcune aree sensibili”.
“Per questo ritengo utile e concreta la proposta di regolamentare gli accessi all’area portuale attraverso sistemi di controllo come sbarre con fotocellula o lettura targhe/badge, riservando l’accesso ai residenti, ai diportisti e agli autorizzati. Una misura che non vuole penalizzare i camperisti, ma contribuire al decoro del porto, alla sicurezza e alla corretta fruizione delle banchine da parte di chi vive il porto per lavoro o per diporto”.
“Le limitazioni, come previsto dalla normativa, possono essere adottate dai Comuni attraverso specifiche ordinanze quando motivate da ragioni tecniche, di sicurezza, viabilità o tutela di aree particolari come quelle portuali”
“L’amministrazione comunale, inoltre, sta pianificando per la prossima stagione estiva il “Progetto Decoro”, anche grazie all’assunzione stagionale di nuovi agenti della Polizia Municipale. Il progetto prevederà controlli mirati sulla sosta e sul corretto utilizzo delle aree più sensibili della città, comprese quelle portuali, con l’obiettivo di contrastare l’accesso indiscriminato e disciplinare in modo chiaro le aree destinate esclusivamente alle autovetture e quelle più idonee alla sosta dei camper”.

Slalom Guspini-Arbus, vince Venanzio. Ottimo secondo posto per l’algherese Idili

GUSPINI – Il pluricampione italiano Salvatore Venanzio, al volante di una Nova Proto 2000, ha conquistato la quindicesima edizione dello Slalom Guspini-Arbus, 4° Memorial Ignazio Pani, organizzata dall’Arbus Pro Motor’s in collaborazione con l’Ogliastra Racing. “Questa gara è stata molto bella – ha detto il pilota campano Salvatore Venanzio, vincitore della prova valida per il Campionato Nazionale Slalom – il tracciato era molto guidato e tecnico. Prima di partire, ho avuto l’opportunità di vedere qualche camera car, e il percorso mi ha subito affascinato. L’organizzazione è stata ottima, così come l’ospitalità; ci siamo trovati molto bene. La gara è andata molto bene, migliorando costantemente manche dopo manche, e siamo estremamente soddisfatti. In questa stagione, ho vinto a Gambarie, Monopoli e in altre gare che ho corso per l’allenamento”.

Venanzio, 39enne portacolori della scuderia Venanzio, ha preceduto il vincitore della scorsa edizione, Roberto Idili della Top Drivers Team (prima fra le scuderie) su Idili e Paolo Piras su Gloria B5. “È andata bene – ha commentato Roberto Idili – ho provato diverse novità, dalle gomme Pirelli a un’evoluzione dell’elettronica del motore. Speravo in un risultato migliore, ma alla fine abbiamo ottenuto un buon tempo. Pensavo di poter migliorare ulteriormente quest’anno, viste le modifiche apportate. Tuttavia, siamo riusciti a conquistare il secondo posto e sono contentissimo”. Terzo assoluto Paolo Piras su Gloria B5 motorizzata Suzuki, leader nel “3° Slalom Cuglieri-La Madonnina”, prima prova di Campionato Regionale ACI Sport Sardegna Slalom 2026. “È stata una sfida piuttosto impegnativa – ha detto Paolo Piras – non è andata come avevamo sperato; ovviamente non pensavamo di riuscire a tenere il passo con Venanzio. La competizione con Idili, anche lui un pilota molto bravo, è entusiasmante; mi piace che quest’anno stiamo lottando fino in fondo. La strada è bellissima e per me era la prima volta che correvo questa gara. Speriamo di migliorarci ulteriormente il prossimo anno”.

Fra i gruppi, il vincitore Salvatore Venanzio (Nova Proto 2000) ha chiuso al primo posto di gruppo E2SC, Paolo Piras (Gloria B5) ha vinto il gruppo E2SS/TMSS, Giuseppe Esposito (Industrias Lahoz) è stato il più abile nel gruppo Kart cross, Domenico Gangemi (Fiat 127) ha brillato nel gruppo E1 Italia, Lussorio Niolu (Fiat X1/9) nel gruppo E2 Silhouette, Matteo Priola (Peugeot 205) nel gruppo Speciale Slalom, Salvatore Masia (Peugeot 208) nel gruppo A, Daniele Monni (Peugeot 106 S) nel gruppo RS Plus, Antonio Nuvoli (Fiat 700) nel gruppo Bicilindriche, Alberto Cannas (Renault Clio Rs) nel gruppo RS, Sebastiano Manca (Citroen Saxo) nel gruppo N. Nella classifica femminile, ha brillato Giovanna Paola Palla della Sardegna Racing Team su Renault Clio Rs, fra gli Under 23 si è imposto Thomas Usai del Team Autoservice Sport su Kart Cross Prm by Fedeli Racing. Infine, fra le storiche, Domenico Manca della Top Drivers Team su Renault 5 GT, ha preceduto Matteo Seoni dell’Ogliastra Racing su Renault Clio e Thomas Cucca su Peugeot 106. La gara (Ente di appartenenza Automobile Club Cagliari) era valida come seconda prova del Campionato Nazionale Slalom e, come lo scorso anno, per il Trofeo d’Italia Nord (la prima delle sette prove), per la Coppa Zona 2 (Sardegna e Toscana, la prima delle cinque prove) e per il Campionato Regionale ACI Sport Sardegna Slalom (coeff. 1,75, seconda delle otto prove in programma). L’evento è stato realizzato con il patrocinio del Comune di Arbus, del Comune di Guspini e con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, Coldiretti Cagliari, ACI Sport, Automobile Club Cagliari, ACI Sport Delegazione Sardegna, e con la collaborazione dell’associazione Ogliastra Racing.

Classifica: 1. Venanzio Salvatore (Nova Proto 2000) punti 143,87; 2. Idili Roberto (Idili) 153,64; 3. Piras Paolo (Gloria B5) 154,75; 4. Esposito Giuseppe (Industrias Lahoz) 156,61; 5. Gangemi Domenico (Fiat 127) 161,58; 6. Niolu Lussorio (Fiat X1/9) 164,57; 7. Ibba Angelo (Fiat 126) 167,46; 8. Gessa Marino (Chevy coupè) 168,12; 9. Coghe Giovanni (Citroen Saxo) 168,16; 10. Pira Gianfranco (Renault 5 GT) 168,87

“All Seasons? Strada e trasporti dall’Aeroporto del secolo scorso”

 

ALGHERO – “La denuncia del sindacato Orsa TPL dell’Arst sui bus sovraffollati e sulle corse insufficienti da e per l’aeroporto di Alghero fotografa una situazione ormai fuori controllo. Passeggeri lasciati a terra, ritardi e collegamenti inadeguati sono indegni per una città turistica e per uno degli scali più importanti della Sardegna. Non è accettabile che, mentre aumentano voli e presenze, il servizio pubblico resti insufficiente e organizzato come se fosse ancora bassa stagione”, così il consigliere comunale del gruppo centrista Noi Riformiamo Alghero, Alberto Bamonti, riguardo la precarietà e condizione novecentesca dei collegamenti da e per l’Aeroporto, a partire dalla strada, ancora al buio e senza l’adeguato decoro.  “La Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, intervenga una volta per tutte su ARST, in maniera decisa, con un piano serio di potenziamento dei servizi su Alghero con più corse, più mezzi e collegamenti adeguati ai flussi aeroportuali”. Altro che “All Seasons”, prima di pensare (giustamente) di allungare la stagione, “Alghero merita servizi all’altezza, non disagi continui e improvvisazione”

Il Motoclub della Polizia di Stato ad Alghero, visita all’affascinante Grotta Verde

ALGHERO – Si è concluso in data odierna il raduno Nazionale del Motoclub Polizia di Stato, la manifestazione su due ruote che dal 14 maggio ha visto la partecipazione di circa 150 motociclisti provenienti da tutto il territorio nazionale. Il viaggio sulle due ruote ha permesso di valorizzare appieno un itinerario straordinario, esaltando l’unicità e la bellezza paesaggistica di ogni singola tappa. Il percorso ha preso il via toccando le eccellenze locali di Alghero, l’affascinante “Grotta Verde” di Capo Caccia e lo scenario iconico de “La Pelosa” di Stintino; la carovana si è poi diretta verso l’entroterra di Buddusò, completando il proprio tragitto nella città di Sassari. Lungo l’intero itinerario, i partecipanti hanno dimostrato e promosso il rigoroso rispetto delle regole stradali e l’adozione di condotte di guida prudenti, riaffermando come la passione per le due ruote debba sempre coniugarsi con la tutela della vita e l’educazione stradale. A coronamento dell’iniziativa, i partecipanti sono stati ufficialmente e calorosamente accolti dal personale della Questura di Sassari. L’incontro ha rappresentato un significativo momento di condivisione istituzionale, volto a riaffermare i valori di coesione, vicinanza e senso di appartenenza che uniscono il Club alle donne e agli uomini della Polizia di Stato.