“Ryanair a rischio, Todde e Cacciotto escano dal solito immobilismo, Di Nolfo silente”

ALGHERO – “Sull’abolizione dell’addizionale sui diritti d’imbarco la Todde perde ancora tempo” dichiarano da Fratelli d’Italia Alghero, rilanciando l’intervento del capogruppo regionale Paolo Truzzu.

Le recenti dichiarazioni di Ryanair sono chiare: il livello delle tasse aeroportuali incide direttamente sulle scelte dei vettori. E mentre regioni come Calabria, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e ora anche Emilia-Romagna hanno già eliminato l’addizionale per rafforzare i collegamenti, la Sardegna resta immobile.

C’è un punto decisivo: se sempre più regioni azzerano questa tassa, la Sardegna vedrà peggiorare la propria situazione. A parità di domanda turistica, i vettori sposteranno capacità dove il costo di accesso è più basso. In altre parole: chi si muove prima si prende rotte, frequenze e investimenti; chi resta fermo rincorre.

“La Presidente Alessandra Todde continua a non decidere – osserva Fratelli d’Italia – e questa inerzia finisce per penalizzare soprattutto aeroporti come Alghero, che hanno un bacino ampio e un ruolo strategico per il nord-ovest dell’Isola.”

Ancora più incomprensibile è il silenzio del consigliere regionale Valdo Di Nolfo, che dovrebbe difendere il territorio e invece assiste passivamente a una non-scelta che indebolisce lo scalo di Fertilia.

L’abolizione dell’addizionale comunale non è un favore alle compagnie aeree: è uno strumento di politica economica che può tradursi in più voli, più concorrenza, tariffe più accessibili e ricadute per turismo e imprese locali. Per questo bisogna fare presto: ogni mese perso è terreno regalato ad altri territori.

Fratelli d’Italia chiede alla Regione di uscire dall’immobilismo e al Comune di Alghero di pretendere una posizione chiara e immediata”.

Fratelli d’Italia Alghero

Appalto rifiuti, occhi puntati sulle assunzioni: “Rispettare le graduatorie”

ALGHERO – “La fase di conclusione dell’attività della società Alghero Ambiente, che ha gestito il servizio di nettezza urbana, sta generando forte preoccupazione tra i lavoratori e, in particolare, tra coloro che risultano inseriti nella graduatoria per le assunzioni stagionali, definita sulla base di uno specifico accordo sindacale.
Su questa vicenda interviene la FIADEL, per voce del Segretario Territoriale Delrio Stefano, che richiama l’attenzione delle istituzioni sul rispetto degli impegni assunti e sulla necessità di tutelare chi, da anni, vive di lavoro stagionale in attesa della stabilizzazione contrattuale.
Oggi, a fronte dell’avvio di assunzioni a tempo indeterminato, la FIADEL ritiene non più rinviabile una scelta di responsabilità: il Sindaco e tutti gli organi competenti devono farsi carico dell’impegno di garantire che il passaggio verso il tempo indeterminato avvenga partendo dagli stagionali inseriti nella graduatoria.
Si tratta di lavoratori e lavoratrici che hanno già maturato esperienza sul campo e che, da anni, garantiscono un servizio essenziale alla città. Ignorare questa graduatoria significherebbe cancellare diritti, sacrifici e accordi già sottoscritti.
La FIADEL, attraverso il Segretario Territoriale Delrio Stefano, porta quindi pubblicamente a conoscenza il Sindaco di Alghero, l’Assessore all’Ambiente Raniero Selva e il Presidente della Commissione Ambiente Christian Mulas di questa situazione, chiedendo loro un impegno chiaro, politico e istituzionale affinché:
venga garantito il pieno rispetto della graduatoria per le assunzioni stagionali;
gli stagionali inseriti in graduatoria abbiano priorità nel passaggio a tempo indeterminato;
non vengano disattesi gli accordi sindacali che hanno regolato tali inserimenti;
nessun lavoratore venga penalizzato o scavalcato in modo ingiusto in questa fase di transizione.
Allo stesso tempo, la FIADEL ritiene opportuno e necessario un incontro urgente con il Sindaco e l’Amministrazione comunale, per affrontare direttamente questa situazione e individuare soluzioni concrete che diano certezze ai lavoratori coinvolti.
«Questa non è una polemica – dichiara Delrio Stefano – ma una richiesta di responsabilità.
È una questione di rispetto e correttezza verso chi lavora e verso chi oggi vive nell’incertezza, aspettando risposte che incidono direttamente sulla dignità personale e sul futuro della propria famiglia».
La FIADEL confida che l’Amministrazione comunale e gli organi competenti sappiano comprendere il valore umano di questa vicenda e si assumano l’impegno di garantire giustizia, trasparenza e rispetto degli accordi”

 

“Press tour, boom social e crescita brand: grande successo per il Cap d’Any”

ALGHERO –  “Nel dibattito sul Capodanno, almeno per ora, vorremmo evitare di parlare delle strategie adottate dall’Assessore Regionale per il rispetto dei ruoli che a noi sono chiari all’interno di una maggioranza di Governo, che sia essa Regionale o Locale.  Questo è il motivo per cui pensiamo sia necessario riportare la discussione su un piano di strategie di Marketing, chiarendo con precisione obiettivi, metodo e criteri di valutazione di comunicazione adottata dalla Fondazione Alghero. La Fondazione ha scelto di utilizzare tale vincolo come un’opportunità, sviluppando campagne pubblicitarie che, partendo dalla notte di Capodanno, accompagnassero l’utente in un percorso esperienziale più ampio legato alla città. L’obiettivo principale era, ed è tuttora, rafforzare il posizionamento di Alghero come destinazione attrattiva tutto l’anno, superando una visione esclusivamente stagionale e balneare. In questa prospettiva, il Capodanno è stato utilizzato come momento di alta visibilità e racconto, non come prodotto turistico autonomo.
Il Cap d’Any è stato concepito come gancio narrativo per raccontare Alghero nella sua complessità: identità storica e linguistica, patrimonio culturale e archeologico, paesaggio, tradizioni, enogastronomia e vita urbana. Una strategia coerente con i modelli consolidati di marketing territoriale, che misurano l’efficacia nel medio-lungo periodo in termini di reputazione, riconoscibilità e forza del brand, e non esclusivamente sulle presenze concentrate in un singolo evento.
Elemento centrale della strategia è stato il Press Tour internazionale, che ha ospitato sei giornaliste di testate estere provenienti da mercati e ambiti editoriali differenti. L’obiettivo non era la promozione immediata, ma la costruzione di narrazioni autentiche attraverso uno sguardo esterno e qualificato, capace di raccontare la città al di fuori delle logiche del turismo di massa. I risultati di questa azione, per loro natura, si misurano nel tempo, attraverso la permanenza e la diffusione dei contenuti prodotti.
La strategia di comunicazione ha operato su più livelli: locale, con una comunicazione mirata al periodo del Capodanno; nazionale, con una campagna televisiva su La7 dedicata al brand “Alghero tutto l’anno”, articolata in 119 passaggi e con una copertura stimata di circa 10 milioni di individui; digitale, con oltre 8 milioni di visualizzazioni complessive, più di 99.000 interazioni, quasi 8.000 clic verso contenuti di approfondimento e oltre 2.600 nuovi follower. Risultati ottenuti con un investimento complessivo in sponsorizzazioni pari a 4.600 euro, a conferma di un utilizzo efficiente delle risorse pubbliche e di una crescita reale e qualificata della community, coerente con gli obiettivi di brand awareness ed engagement.
Attribuire a queste attività la responsabilità di una mancata crescita immediata dei flussi turistici significa confondere i livelli di intervento. Il posizionamento di una destinazione “tutto l’anno” dipende infatti anche da fattori strutturali quali collegamenti, servizi, offerta culturale continuativa e politiche turistiche coordinate, che richiedono tempi, programmazione e azioni sistemiche. In questo contesto, l’incremento dell’interesse e della ricerca della destinazione rappresenta un primo indicatore fondamentale anche per stimolare attenzione e valutazioni da parte degli operatori del trasporto e del mercato.
Il Presidente della Fondazione Alghero ha operato garantendo qualità dei contenuti, coerenza strategica e costruzione di valore nel medio-lungo periodo. Il confronto politico è legittimo, ma deve basarsi su una corretta comprensione degli obiettivi, dei metodi e dei criteri di valutazione adottati. Parlare di insuccesso sulla base di indicatori non coerenti con gli obiettivi preposti rischia di offrire una lettura parziale e fuorviante di un percorso strategico che si misura nel tempo, non sulla concentrazione di presenze in una sola notte”
Giusy Piccone
Movimento 5 stelle Alghero

Furto e ricettazione, arresto nell’agro di Alghero

ALGHERO – Nel corso della settimana, in Alghero, i Carabinieri della Stazione di Fertilia hanno denunciato in stato di libertà un uomo ritenuto responsabile del reato di ricettazione, essendo stato trovato in possesso di 4 ciclomotori risultati rubati.

In particolare i militari dell’Arma, al termine di una mirata attività investigativa, hanno effettuato
un’approfondita ispezione presso un fondo agricolo in uso all’indagato scoprendo, nascosti nella
vegetazione, i seguenti mezzi provento di furto:  un ciclomotore Piaggio “Si”, risultato sottratto tra il 23 e il 25 dicembre 2025; due Piaggio “Ape 50”, uno rubato il 7 febbraio 2025 e l’altro tra il 4 e l’8 luglio 2022; un ciclomotore LML “Star De Luxe”, asportato il 7 agosto 2025.

I veicoli sono stati immediatamente sequestrati e affidati a una depositeria giudiziaria autorizzata,
dove resteranno a disposizione per le procedure di riconoscimento da parte dei legittimi
proprietari. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari, prosegue per accertare la provenienza dei mezzi e l’eventuale coinvolgimento di altre persone nella
vicenda. Per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta alle
indagini sarà definitivamente accertata solo se interverrà sentenza irrevocabile di condanna.

“Sanità, la Giunta Todde viola leggi e sentenze: è rischio paralisi”

ROMA – “La Giunta regionale persevera in un’azione che viola la Costituzione, le leggi e le sentenze, si valuti l’opportunità di un’iniziativa affinché non si reiterino iniziative illegittime e dannose che andrebbero a compromettere irrimediabilmente il quadro amministrativo, incidendo negativamente sui Lea e sul diritto alla salute dei cittadini.” Sono le richieste formulate nella nuova interrogazione presentata dal presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera, Ugo Cappellacci, dopo la sentenza del TAR Sardegna che, confermando quanto già stabilito dalla Corte Costituzionale, ha dichiarato l’illegittimità dei commissariamenti delle ASL sarde, deciso dalla Giunta guidata da Alessandra Todde. “Il quadro di grave illegittimità denunciato con la mia precedente interrogazione – evidenzia Cappellacci- con i rischi di nullità degli atti, di instabilità amministrativa e di compromissione gestionale ha trovato piena conferma nella sentenze dei giudici amministrativi. Questi ultimi hanno evidenziato che il potere di commissariare non esisteva e tantomeno è reiterabile o sanabile, essendo stato travolto dalla sentenza della Consulta il presupposto normativo. In concreto, la Regione può solo ripristinare lo stato precedente, non poteva e non può procedere con nuove nomine. Nonostante ciò, si profila il rischio della reiterazione di provvedimenti illegittimi con conseguenti incertezze sull’assetto effettivo delle direzioni aziendali e sulla legittimità degli atti. Dalle parole della presidente Todde – sottolinea Cappellacci- emerge chiara la volontà di procedere al di fuori del binario individuato dalla Costituzione, dalle leggi e dalle sentenze, esponendo la sanità sarda a una condizione di paralisi decisionale e conflittualità amministrativa”

Alghero condanna la vergognosa repressione in Iran

ALGHERO – Nell’ultima seduta consiliare è stata deliberata all’unanimità la risoluzione presentata in aula dalla consigliera Giovanna Caria del gruppo Forza Italia, con la quale il consiglio comunale di Alghero ha preso posizione ferma e chiara contro la grave e sistematica repressione delle proteste pacifiche, attuata in questi giorni dalle autorità del regime degli ayatollah.

” I principi di libertà, democrazia e rispetto dei diritti umani costituiscono valori fondamentali dell’ordinamento italiano e dell’Unione europea e le istituzioni locali, pur nel rispetto delle proprie competenze, devono esprimere una posizione chiara e responsabile anche a nome delle comunità rappresentate, di fronte alle gravi violazioni dei diritti umani perpetrate in questi giorni in diverse città dell’Iran, causando migliaia di morti, fra donne, giovani, studenti, giornalisti e manifestanti pacifici”, si legge nella risoluzione.

La proposta ha trovato il consenso del sindaco e di tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione senza se e senza ma, e rappresenta un doveroso e non scontato atto di solidarietà e vicinanza verso il popolo iraniano che chiede di vivere, che chiede libertà e a cui bisogna dare voce anche con questi atti.

Sassari, Giancarlo Profili entra nei Riformatori Sardi

SASSARI – Giancarlo Profili, avvocato sassarese e membro del Consiglio Nazionale Asi, cinquantunenne, già consigliere comunale e presidente della commissione bilancio nella scorsa Consiliatura cittadina, ha aderito ufficialmente al partito dei Riformatori Sardi.

“È per me un onore entrare a far parte del secondo partito più longevo del panorama politico sardo. Un partito del quale ho sposato convintamente battaglie epiche come l’inserimento del principio di insularità in Costituzione nonché, da ultimo, gli sforzi per far riconoscere i nuraghi all’interno del patrimonio dell’Unesco. Ritengo che la comunanza di idee e la condivisione delle esperienze politiche possa portare frutto nella missione che mi impegno a portare avanti. Nella mia scelta ha influito un rapporto consolidato di stima nei confronti del consigliere regionale e Vicepresidente del Consiglio regionale Aldo Salaris e del coordinatore cittadino Michele Saba”.

E Saba e Salaris chiudono: “Il partito si rafforza a Sassari con l’ingresso di esperienza e competenza di un amico che ha avuto e che ha insita come noi la matrice liberal democratica. Ciò non fa che confermare l’attrattività del nostro partito dovuta ad una serietà, coerenza e costanza nella proposizione delle nostre iniziative politiche che ormai ci viene unanimemente riconosciuta da più parti”.

 

Nella foto Giancarlo Profili

Moro e Podda: “Sanità, Fratelli d’Italia Alghero senza vergogna”

ALGHERO – “In una recente comunicazione Fratelli d’Italia definisce la gestione regionale della sanità “un disastro senza precedenti”, un’affermazione che ignora consapevolmente come i precedenti, invece, esistano eccome. Basta scorrere la rassegna stampa del 14 gennaio per leggere i dati del Nuovo Sistema di Garanzia, analizzati nel report della Fondazione Gimbe, che restituisce un quadro oggettivamente allarmante: la Sardegna si colloca sotto la media nazionale, con 192 punti su 300 nei livelli essenziali di assistenza.

L’aspetto paradossale — che dovrebbe suggerire a taluni maggiore prudenza, se non il silenzio — è che il report si riferisce al 2023, periodo in cui al governo della Regione Sardegna, giova ricordarlo anche ai più smemorati, sedevano proprio FDI e la loro coalizione. La nostra isola, del resto, non da oggi registra risultati critici in materia di prevenzione, assistenza territoriale e servizi ospedalieri rispetto alle altre regioni italiane.

Se i colleghi di Fratelli d’Italia avessero realmente avuto a disposizione soluzioni efficaci per affrontare le annose problematiche che, anno dopo anno, hanno affossato la sanità sarda, avrebbero quantomeno dovuto indicarle quando erano al governo. Poiché ciò non è avvenuto, è legittimo ritenere che ci si trovi di fronte all’ennesimo, maldestro tentativo di screditare l’avversario politico attraverso l’avvelenamento del dibattito pubblico.

Non ci aspettiamo niente di più da chi fa riferimento a un partito che a Roma, lavora per portare la spesa per difesa e sicurezza al 5% del PIL entro il 2035 — circa 100 miliardi di euro l’anno — il colpo di grazia per la scuola, il welfare e la sanità italiani.

Senza vergogna e senza responsabilità politica FdI cerca di riscrivere la storia. Un modus operandi di bassa politica e scarsi risultati dalla scala nazionale fino alla politica locale, un atteggiamento pericoloso che rischia di alimentare ulteriormente la frustrazione di una società civile già profondamente sfiduciata. Soffiare sul fuoco non porterà alcun contributo costruttivo, se non quello di innescare un incendio che allontanerà sempre più i cittadini dalle istituzioni.

Parlare di sanità significa inevitabilmente toccare corde sensibili. Lo vediamo nel dibattito che si accende quotidianamente nei nostri territori, spesso con toni accesi e contrapposti. È un fenomeno trasversale che riguarda molti ambiti della vita pubblica, ma quando si parla di salute, la delicatezza del tema impone ancora di più la necessità di riportare la discussione sui dati, sulle criticità reali e sulle soluzioni concrete, evitando narrazioni catastrofiche che rischiano di generare sfiducia invece che costruire prospettiva.

Senza sconti e sempre nell’interesse della comunità, in linea con l’impegno e la strada tracciata dal Sindaco Cacciotto fin dal primo giorno del suo insediamento, continueremo a chiedere risposte, ma allo stesso tempo continueremo a fare la nostra parte, con responsabilità, con spirito di collaborazione e con la convinzione che solo lavorando insieme alle istituzioni ai diversi livelli potremo costruire un sistema più equo, più vicino alle persone e alle esigenze reali della quotidianità.

Giampietro Moro e Beatrice Podda – Europa Verde (Alleanza Verdi e Sinistra)

Regolamento “Pari opportunità”: le parole della consigliera Podda

ALGHERO – “Secondo alcune stime verrà conseguita solo nel 2058, nonostante sia uno degli obiettivi, il quinto, dell’Agenda 2030 dell’ONU.
Siamo, quindi, ben oltre l’obiettivo. In tema di parità il nostro Paese negli ultimi due anni ha perso 24 posizioni: assistiamo, dunque, ad un preoccupante arretramento. Tra i riferimenti normativi meritano di essere ricordati alcuni articoli della nostra Carta Costituzionale: L’ art. 3 comma primo e secondo, principio di uguaglianza formale e sostanziale; Art. 4 accesso al lavoro; Art. 29 e 31 diritti di famiglia e maternità; Art. 37 lavoro femminile; Art. 48 diritto di voto ed elettorato attivo; Art. 51 accesso alle istituzioni ed elettorato passivo.
Il quadro legislativo e normativo è molto ricco. Qualche timido passo in avanti è stato compiuto, ma la situazione resta ad oggi enormemente critica.
La disparità tra uomo e donna abbraccia moltissimi aspetti della vita comune. Il tasso di disoccupazione femminile è quasi il doppio di quello maschile. Emerge che le lavoratrici sono più spesso impiegate con contratti precari; una donna su cinque lascia il lavoro dopo la maternità, causa principale è la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia; l’assenza di servizi di welfare adeguati e a prezzi accessibili, condiziona e limita sogni e aspirazioni femminili.
Solo il 21,1 % delle donne ha contratti da dirigente, contro il 78,9% degli uomini. Politiche attive per il lavoro, un maggiore accesso ai servizi per l’infanzia e la promozione della leadership femminile, rappresentano e sono azioni irrinunciabili e fondamentali per colmare il gap di genere. “L’insieme di barriere sociali culturali e psicologiche che si frappone come un ostacolo insormontabile, ma all’apparenza invisibile, al conseguimento della parità di diritti e alla concreta possibilità di fare carriera nel campo del lavoro per categorie storicamente soggette a discriminazioni”. È questo il significato dell’espressione “Soffitto di cristallo”. Si parla spesso di Padri costituenti meno, invece, di Madri costituenti.
Furono 21 le donne elette all’Assemblea Costituente.
Il 2 giugno 1946 in netta minoranza fecero ingresso nell’emiciclo di Montecitorio, luogo fino a quel momento accessibile e riservato solo agli uomini.
Nilde Iotti, Tina Anselmi, Maria Elisabetta Alberta Casellati, Marta Cartabia, Giorgia Meloni, Alessandra Todde: mondi culturali e politici differenti.
Da un lato, la consapevolezza di aver conquistato uno spazio – e non uno qualsiasi -, ma un ruolo apicale con non poche difficoltà; dall’altro, la caparbietà di voler e di aver invertito la rotta perché la donna al vertice fa notizia, troppa notizia. Tutto questo si scontra con attacchi sessisti e misogini di cui sono bersaglio le donne. Il dibattito pubblico è sempre più inquinato e l’aggressività verbale è particolarmente intensa sui social. Siamo chiamati tutti e tutte – politica compresa – ad un cambio di prospettiva mentale e culturale.
Nel tempo in cui viviamo, l’istituzione di questa commissione diventa strumento fondamentale e risorsa per migliorare la qualità della vita di ciascuno e ciascuna di noi. Insieme alla commissione sono altrettanto importanti i movimenti e le associazioni che sfidano ogni giorno stereotipi e tabù con azioni di contrasto alle discriminazioni, promozione dell’equità nel lavoro bilanciamento tra vita professionale e vita privata, diffusione della cultura del rispetto.
Arriverà il giorno in cui non sarà più necessario parlare di pari opportunità, lo auspico e sono sicura di non essere sola.  Nel frattempo continuiamo questa missione quotidiana, – mi piace chiamarla così – fino a quel giorno”.

Beatrice Podda
Capogruppo Futuro Comune – co-coordinatrice provinciale Europa Verde (AVS)

Dispersione acqua e crisi agricoltura, persi 30milioni: la Nurra è un caso

CAGLIARI – La grande sete della Sardegna, alimentata dalla siccità ma soprattutto dalle gravi inefficienze del sistema idrico regionale, costa ogni anno decine di milioni di euro all’agricoltura e all’allevamento dell’Isola. A pesare come un macigno è un dato su tutti: oltre il 51% dell’acqua disponibile si perde lungo una rete colabrodo, trasformando l’emergenza climatica in una crisi strutturale. Un’emorragia economica che nel 2025 ha colpito in maniera particolare, il Nord Sardegna e che trova un simbolo nella Nurra, l’area più colpita dalla sete nell’ultimo anno, dove le perdite superano i 30 milioni di euro solo nel 2025 a cui si aggiungono ulteriori 10 milioni dell’indotto. La siccità non è più un evento straordinario ma rappresenta una piaga costante e quantificabile considerato che vale l’80% del valore economico dei danni delle calamità naturali, tra effetti del cambiamento climatico e della cattiva gestione della risorsa idrica.
INCONTRO NORD SARDEGNA. È questo il quadro emerso a Sassari, nel secondo incontro territoriale del percorso promosso da Coldiretti in un ciclo di confronti nei territori che sta facendo emergere con forza criticità ormai non più rinviabili e la necessità di scelte strutturali
CASO NURRA. Emblematico, in questo senso, il caso della Nurra dove si contano perdite per 30 milioni di euro, tra produzioni perse e colture mai messe a dimora a causa delle restrizioni sull’uso dell’acqua. Qui si aggiungono altri 10 milioni dell’indotto. Numeri che raccontano una situazione senza precedenti: 940 ettari di mais non sono stati coltivati: nessuna semina è stata possibile; dei 700 ettari di erba medica-foraggera, il 70% è andato perso; sui 1.150 ettari di vigneto si registra una perdita del 30% della produzione; sull’olivicoltura, 50% di produzione in meno su 350 ettari coltivati; le ortive, normalmente estese su 600 ettari, sono state azzerate; tra carciofo e frutteti, su 220 ettari, il 40% delle produzioni è stato perso.
LE CAUSE. Sotto la lente di ingrandimento di Coldiretti Nord Sardegna c’è la dispersione delle reti che pesa come una condanna. Ridurre drasticamente – o addirittura azzerare – questa percentuale significherebbe superare gran parte delle criticità legate alla siccità, abbattendo i danni economici e riducendo drasticamente anche il ricorso ai ristori pubblici.
FOIS. “La priorità assoluta è mettere mano alle reti idriche – sottolinea il presidente di Coldiretti Nord Sardegna, Antonello Fois – perché non è accettabile continuare a perdere metà dell’acqua disponibile mentre agricoltori e allevatori sono costretti a rinunciare alle produzioni”. Nel Nord Sardegna, prosegue Fois “la situazione è diventata insostenibile. La Nurra è il simbolo di una crisi che riguarda tutta l’Isola. Le imprese stanno pagando un prezzo altissimo e la Regione deve dare una risposta immediata, non più rinviabile. Serve una programmazione forte, strutturata, che metta al centro gli investimenti sulle reti e la gestione della risorsa – continua – altrimenti si continua a incidere sempre di più sulla tenuta delle imprese, sulla fiducia dei giovani agricoltori e sulla permanenza delle famiglie nei territori rurali, alimentando spopolamento e una crescente richiesta di interventi pubblici”.
LOCCI. Sulla stessa linea il direttore di Coldiretti Nord Sardegna, Marco Locci, che rimarca come il risparmio idrico sia direttamente collegato alla competitività delle aziende. “Ogni metro cubo d’acqua risparmiato – spiega – è nuovo reddito per le imprese agricole. Ogni giorno di ritardo sulla risoluzione del problema significa veder chiudere qualche azienda o vedere un giovane perdere la speranza di restare nel comparto o investirci. Senza agricoltura i territori si desertificano”. Locci sottolinea anche i sacrifici affrontati dagli agricoltori nel 2025: “Alle aziende è stato chiesto di scegliere quali colture salvare e quali sacrificare. Una decisione drammatica, che ha fatto calare la produzione di cibo, fondamentale non solo per il consumo interno ma anche per le esportazioni”.
INVASI: MINIMI STORICI. A rendere ancora più critico il quadro sono i livelli degli invasi. Nel Nord Sardegna ci sono solo 30 milioni di metri cubi; in Baronia si assiste allo sversamento a mare di alcuni invasi importanti per via di lavori in atto, nel Sulcis si è in continua sofferenza. Nello specifico solo nel Nord Sardegna, sottolinea Coldiretti, si contano: Nel Temo: 22,3 milioni di metri cubi su una capienza di 77,6; Cuga: appena 5 milioni su 20,4 potenziali; Bidighinzu: 2,1 milioni su 10,9. Numeri che spiegano perché, oggi, fare agricoltura in questi territori significhi lavorare in condizioni di emergenza permanente.
ANBI. All’appuntamento a Sassari sono presenti tutti i presidenti e amministratori dei Consorzi di bonifica della Sardegna e dai vertici di Anbi regionale. Per Gavino Zirattu “Quello che succede nel Nord Sardegna quest’anno, in particolare nella Nurra, non è un episodio sporadico ma una costante e rappresenta lo spaccato di tutta la Sardegna – dice il presidente Anbi – Ci sono tre cose da fare immediatamente, lavorare su manutenzione delle reti e sui contattori; completare le interconnessioni tra i bacini e analizzare il territorio per capire se si ha necessità di fare invasi. Senza le dighe in Sardegna non avremmo avuto acqua”.