“Piano Opere Pubbliche, tra libro dei sogni e cantieri fermi”

ALGHERO – «L’aggiornamento del Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2026/2028 approvato dalla Giunta comunale è un fumoso “libro dei sogni” che l’amministrazione vorrebbe raccontare, ma il documento certifica anche, nero su bianco, la persistente confusione e l’inerzia che da oltre due anni paralizzano il settore dei lavori pubblici del Comune di Alghero».
Lo dichiarano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, che evidenziano come «dietro l’enfasi sui milioni di euro e sulle opere elencate si nasconda un dato molto semplice: solo una parte minoritaria degli interventi è effettivamente programmata per il 2026, mentre la quota più consistente viene rinviata al 2027 e addirittura al 2028, con il rischio concreto che passino molti più anni di quelli che la Giunta oggi prova a far credere».
«Basta leggere la deliberazione per capire che nella prima annualità 2026 trovano spazio pochi interventi, mentre opere di grande impatto, come il restauro e recupero funzionale del palazzo civico di via Columbano, i lavori di riordino delle pavimentazioni e dei servizi portuali (lotto 3) e, soprattutto, le opere di difesa costiera della rada di Alghero – Punta del Paru, sono rinviate alle annualità successive, con importi concentrati nel 2027 e nel 2028. In altre parole: le risorse sono solo sulla carta, e i cantieri che l’amministrazione rivendica nei comunicati e sui social, di fatto, non esistono».
«Questo rinvio sistematico si somma all’elenco delle incompiute che punteggiano la città: l’ex cotonificio ancora in attesa di una definizione, la piscina coperta che continua a rappresentare una delle più clamorose occasioni mancate, la rotatoria del Carmine che procede con tempi incomprensibili, e le tante strutture sportive cittadine che languono nell’incertezza e attendono da troppo tempo la conclusione dei procedimenti amministrativi e tecnici che le riguardano. A più di due anni dall’insediamento, questa Giunta non ha portato a termine nulla di significativo, ma continua a intestarsi meriti non propri, limitandosi a gestire – e spesso male – progetti e finanziamenti derivanti da programmazioni precedenti».
Secondo gli esponenti azzurri, «è arrivata l’ora di cessare questa sterile propaganda fatta di post, annunci e conferenze stampa, e di mettersi finalmente a lavorare di buona lena. L’apparato tecnico e burocratico del Comune, oggi privo di una guida politica e amministrativa chiara e autorevole, deve essere messo nelle condizioni di affrontare e definire i procedimenti nei tempi necessari. Al contrario, gli uffici sono costretti a operare all’interno di una vera e propria cortina di nebbia amministrativa che, nonostante l’impegno e la professionalità del personale, impedisce di chiudere le pratiche e di dare risposte concrete alla città».

«Alghero non può più permettersi ritardi, incertezze e continui annunci su opere che restano bloccate nelle schede del Piano triennale. Ha bisogno di un’amministrazione che lavori, programmi e produca risultati reali, trasformando risorse e delibere in cantieri aperti e opere concluse. Le famiglie e le imprese hanno necessità di un Comune che stia al loro fianco e che sappia garantire tempi certi nella realizzazione delle opere pubbliche e nell’attivazione degli investimenti».
«Per questo – concludono Tedde, Peru, Bardino e Ansini – Forza Italia continuerà a seguire con grande impegno e attenzione sia le opere pubbliche incompiute sia quelle che devono ancora essere avviate, verificando puntualmente il rispetto del cronoprogramma e denunciando ogni ulteriore ritardo. L’obiettivo è quello di stimolare l’amministrazione comunale a operare con tempi e modalità normali, restituendo efficienza, credibilità e vere prospettive di sviluppo alla città di Alghero, al di là della propaganda e dei proclami di Giunta».

“San Martino, altro che rilancio: smontaggio e vendita macchinari”

SASSARI –  “Ogni giorno che passa si allontana la possibilità di vedere ripartire lo storico stabilimento dell’Acqua San Martino. Quello che sta accadendo è estremamente preoccupante: dopo lo smontaggio dei macchinari di imbottigliamento, già denunciato mesi fa, oggi emerge un nuovo fatto che rischia di compromettere definitivamente qualsiasi prospettiva di rilancio.”

A dichiararlo è Tore Piana, che torna sulla vicenda dello storico marchio sassarese.
“Secondo le informazioni in nostro possesso – afferma Piana – alcuni dei macchinari, appartenenti alla società di leasing proprietaria, sarebbero stati venduti separatamente a un’importante azienda del Nord Sardegna operante nel settore dell’imbottigliamento delle acque minerali. Se questa notizia fosse confermata, significherebbe che lo stabilimento viene smantellato pezzo dopo pezzo, rendendo sempre più difficile una futura riattivazione.”
Anche l’interessamento manifestato nei mesi scorsi da un importante imprenditore sardo del settore delle farine e delle granaglie, che aveva valutato l’acquisto o la gestione dello stabilimento, sembrerebbe essere definitivamente sfumato.
“Nel frattempo – prosegue Piana – dalla Città Metropolitana di Sassari, che dovrebbe predisporre il bando per l’affidamento della gestione dello stabilimento, continua a non arrivare alcun segnale. Regna un silenzio incomprensibile mentre un patrimonio industriale della città rischia di scomparire definitivamente.”
L’Acqua San Martino è assente dal mercato da mesi. È sparita dagli scaffali, dai ristoranti e dalle tavole delle famiglie sassaresi, nonostante fosse uno dei marchi più conosciuti e apprezzati del territorio.
“I cittadini di Sassari – sottolinea Piana – hanno sempre dimostrato un forte legame con l’Acqua San Martino. Se tornasse in commercio, sono convinto che verrebbe nuovamente scelta e acquistata da migliaia di consumatori. Per questo è ancora più grave assistere all’inerzia delle istituzioni.”
Resta infine aperta anche la questione occupazionale. Dopo il temporaneo intervento della Regione Sardegna che aveva consentito una provvisoria stabilizzazione dei lavoratori, oggi sul loro futuro non si conosce più nulla.

“Chiedo alla Città Metropolitana di Sassari, alla Regione Sardegna e a tutti gli enti coinvolti – conclude Tore Piana – di fare immediata chiarezza. I sassaresi hanno il diritto di sapere se esiste ancora un progetto per salvare lo stabilimento oppure se si è deciso, nel silenzio generale, di cancellare definitivamente uno dei marchi storici dell’industria agroalimentare del nostro territorio. Ogni ulteriore ritardo rischia di trasformare una crisi industriale in una definitiva occasione perduta per Sassari e per il nord della Sardegna.”

Loredana Ricciotti confermata del Cda di Ferrovie dello Stato

ALGHERO –  L’avvocato algherese Loredana Ricciotti è stata rinominata oggi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, guidato dal Ministro Giancarlo Giorgetti, nel Consiglio di Amministrazione di Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A. per il prossimo triennio. La conferma dell’incarico rappresenta un importante riconoscimento professionale e istituzionale per l’avvocato Ricciotti e, al contempo, un motivo di orgoglio per Alghero e per l’intera Sardegna, che continuano a esprimere professionalità di alto profilo in organismi strategici per il sistema economico e infrastrutturale del Paese. Ferrovie dello Stato Italiane costituisce una delle più grandi realtà industriali italiane ed europee. Il Gruppo opera nei settori del trasporto ferroviario, del trasporto pubblico locale, della logistica e delle infrastrutture attraverso società controllate quali Trenitalia, Rete Ferroviaria Italiana, Mercitalia e ANAS, oltre a numerose società operative a livello nazionale e internazionale. Nel 2025 il Gruppo FS ha registrato un fatturato superiore ai 15 miliardi di euro e investimenti record per oltre 18 miliardi, dei quali circa 7 miliardi destinati agli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il Piano Strategico del Gruppo prevede investimenti complessivi superiori a 100 miliardi di euro nel quinquennio, confermando il ruolo centrale di Ferrovie dello Stato nella modernizzazione delle infrastrutture italiane e nella transizione verso una mobilità sempre più sostenibile e integrata. Con 97.000 dipendenti, di cui oltre 13.182 impiegati all’estero, il Gruppo FS rappresenta una delle principali realtà occupazionali del Paese e uno dei maggiori operatori europei del settore. Nel triennio 2023-2025 il Gruppo ha inoltre realizzato circa 27.000 nuove assunzioni, a testimonianza della sua straordinaria capacità di generare occupazione, attrarre competenze e sostenere il ricambio generazionale. La presenza del Gruppo in numerosi Paesi europei e in altri mercati internazionali, unitamente al volume degli investimenti programmati, ne conferma il ruolo strategico non solo per il sistema infrastrutturale italiano, ma anche per la competitività e l’integrazione dei trasporti a livello europeo. La riconferma dell’avvocato Loredana Ricciotti nel Consiglio di Amministrazione di Ferrovie dello Stato Italiane assume pertanto un particolare significato, poiché assicura la presenza di una qualificata rappresentanza sarda all’interno di uno dei più importanti gruppi industriali e infrastrutturali d’Europa, protagonista della crescita, della modernizzazione e dello sviluppo economico del Paese.

 

Sanità, Commissione del presidente Mulas di grande utilità per Centro Diurno e superare le criticità

ALGHERO – Si è svolta questa mattina, nella sala consiliare di Villa Maria Pia, la seduta della V Commissione presieduta dal Presidente Christian Mulas dedicata alla situazione della sanità algherese e al progetto per la realizzazione del Centro diurno rivolto ad adolescenti e giovani adulti con disabilità. Ai lavori hanno partecipato il Sindaco Raimondo Cacciotto, l’Assessora al Benessere della Persona Maria Grazia Salaris, il Direttore Generale della ASL di Sassari Antonio Lorenzo Spano, il Direttore Sanitario dott. Vito La Spina, la Direttrice dei Servizi Socio-Sanitari dott.ssa Annarosa Negri, la Direttrice dei Servizi Socio-Sanitari dell’ASL di Sassari dott.ssa Gianfranca Nieddu, il geometra Luciano Sechi, referente del servizio tecnico, e alcuni rappresentanti del Comitato Durante Noi. Al centro del confronto il progetto “Il Mosaico”, nato dalla collaborazione tra la ASL di Sassari e il Comune di Alghero per rispondere a un’esigenza manifestata da tempo dalle famiglie e dal territorio di garantire percorsi continuativi e integrati agli adolescenti e ai giovani adulti con disturbi del neurosviluppo, del comportamento e altre condizioni neuropsichiatriche, con particolare attenzione alla delicata fase di passaggio dall’età evolutiva a quella adulta. Una fase nella quale la carenza di servizi dedicati rischia di determinare l’interruzione della continuità assistenziale e situazioni di isolamento e marginalità. «Abbiamo tutti il dovere della responsabilità, perché ci sono famiglie che attendono risposte concrete da diversi anni» ha dichiarato il Sindaco Raimondo Cacciotto.
«Oggi siamo finalmente in una fase decisiva: abbiamo individuato uno stabile e, fin dall’inizio della consiliatura, costruito un percorso che può portarci a raggiungere questo importante obiettivo. Il progetto è stato portato all’attenzione della Regione e ora è il momento, da parte di tutti, di concentrarci sul risultato. Dobbiamo accelerare la fase di definizione del progetto, nella consapevolezza che saranno poi necessari i tempi tecnici per la realizzazione dei lavori. Ringrazio ancora il dottor Spano per la sinergia e la collaborazione instaurate fin dall’inizio del suo insediamento». L’obiettivo del progetto “Il Mosaico” è quello di costruire uno spazio capace di offrire un supporto continuativo, personalizzato e multidisciplinare, favorendo lo sviluppo dell’autonomia personale e relazionale, l’inclusione sociale e il sostegno alle famiglie e ai caregiver. «Apprezziamo molto la forza di volontà e la determinazione delle famiglie che nel 2023 hanno scelto di riunirsi in un comitato spontaneo per sollecitare le istituzioni e mantenere alta l’attenzione su un bisogno concreto del territorio» ha sottolineato l’Assessora Maria Grazia Salaris. «Quando si parla di disabilità, di famiglie e di bisogni è fondamentale costruire alleanze e sinergie tra tutti i soggetti coinvolti. Il Centro diurno non può essere realizzato dal Comune autonomamente, ma richiede necessariamente la collaborazione con la ASL e la Regione. Non è solo una questione di reperimento delle risorse, ma anche di mettere insieme competenze e responsabilità diverse per raggiungere un obiettivo comune e dare finalmente una risposta alle famiglie». «Esprimo grande soddisfazione per il fatto che la proposta di realizzare il centro diurno in via Tarragona, da me avanzata, sia stata accolta oggi dalla Commissione Sanità» ha detto il Presidente Christian Mulas. «Nel mio intervento ho sottolineato come questo rappresenti un progetto di grande valore per il territorio. La scelta dell’ubicazione è fondamentale perché un centro diurno non deve essere circondato da muri o barriere che ostacolino l’inclusione. La socializzazione è un elemento essenziale per la crescita e il benessere dei ragazzi, e il Parco Tarragona, aperto e vissuto dalla comunità, rappresenta il luogo ideale perché favorisce l’incontro, l’integrazione e la partecipazione di tutti».
La seduta odierna ha rappresentato l’occasione per fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto e sui passaggi ancora necessari per arrivare all’attivazione del servizio, proseguendo il percorso di collaborazione avviato tra l’Amministrazione comunale e la ASL. «Sulla struttura di via Tarragona è previsto un importante intervento di riqualificazione e la ASL ha come obiettivo quello di portare avanti l’opera: su questo non c’è alcun dubbio» ha dichiarato il Direttore Generale della ASL Antonio Lorenzo Spano. «Entro il mese di settembre presenteremo inoltre un piano di riorganizzazione dei servizi nell’area metropolitana, all’interno di una visione che punta a rafforzare il dialogo e la collaborazione con i Comuni. Riteniamo infatti fondamentale coinvolgere i territori e le Amministrazioni locali nelle scelte che riguardano i servizi e i bisogni delle comunità, superando una logica di decisioni assunte senza un adeguato confronto con chi quei territori li vive e li rappresenta».

Uri: dal 6 all’8 agosto torna la Sagra Estiva del Carciofo

URI – Dopo il prestigioso riconoscimento nazionale ottenuto nei mesi scorsi con il Marchio di
Qualità EPLI – Sagra d’Eccellenza, Uri è pronta a riaccendere i riflettori sul suo
prodotto simbolo. Dal 6 all’8 agosto torna la 16a Sagra Estiva del Carciofo,
appuntamento che celebra il legame profondo tra il paese e il Carciofo Sardo Spinoso
DOP, ambasciatore di una tradizione agricola che da generazioni racconta l’identità della
comunità.
Uri è il paese del carciofo non soltanto perché qui si coltiva una delle eccellenze
dell’agricoltura sarda, ma perché intorno a questa coltura è cresciuta una vera cultura del
territorio, fatta di saperi contadini, ricette tramandate, relazioni umane e capacità di
accogliere.
La Sagra Estiva rappresenta infatti il naturale proseguimento del percorso avviato oltre
trent’anni fa con la storica Sagra del Carciofo di marzo, oggi riconosciuta tra le migliori
manifestazioni italiane grazie al marchio “Sagra d’Eccellenza”, ricevuto nella Sala della
Lupa di Palazzo Montecitorio. Un riconoscimento che ha premiato non solo la qualità
organizzativa dell’evento, ma soprattutto la capacità della Pro Loco di Uri di trasformare
una festa gastronomica in un’esperienza culturale, identitaria e turistica.
L’edizione estiva mantiene lo stesso spirito: valorizzare il Carciofo Sardo Spinoso DOP e,
allo stesso tempo, raccontare Uri attraverso le sue tradizioni, la sua ospitalità e la forza
della sua comunità.
La manifestazione assume inoltre un significato speciale nel periodo estivo, quando tanti
uresi che vivono e lavorano lontano fanno ritorno nel proprio paese d’origine. La Sagra
diventa così un momento di ritrovo, un’occasione per rinsaldare i legami con le proprie
radici e condividere con amici e visitatori il senso di appartenenza a una comunità che
continua a crescere senza dimenticare la propria storia.
Nei prossimi giorni sarà presentato il programma completo della manifestazione, che
proporrà degustazioni, spettacoli, momenti di animazione e iniziative dedicate alla
promozione del territorio, confermando la volontà della Pro Loco di offrire un evento
capace di coniugare gusto, cultura e socialità.
«La Sagra Estiva rappresenta uno dei momenti più sentiti dalla nostra comunità – dichiara
la presidente della Pro Loco di Uri, Antonietta Capozzoli –. È la festa del ritorno a casa,
dell’incontro tra chi vive Uri ogni giorno e chi, pur essendo lontano, continua a portare

questo paese nel cuore. Dopo il prestigioso riconoscimento di “Sagra d’Eccellenza”,
sentiamo ancora più forte la responsabilità di raccontare il nostro territorio attraverso il
Carciofo Sardo Spinoso DOP, valorizzando non solo un prodotto straordinario, ma la
cultura, le persone e le tradizioni che lo rendono unico. Saranno tre giornate dedicate alla
convivialità, all’identità e alla voglia di stare insieme, con l’orgoglio di poter dire ancora
una volta: Uri è davvero “Sa idda de s’Iscarzofa”».
Per partecipare alla cena del 7 agosto sarà possibile acquistare i ticket già dalla fine di
luglio telefonando ai numeri 3483691513 / 3475431650 o ad Alghero presso Raggi di
Sardegna in via Maiorca 119.
Dal 6 all’8 agosto, Uri si prepara così ad accogliere residenti, emigrati, turisti e
appassionati dell’enogastronomia per tre giorni di festa che celebrano non soltanto
un’eccellenza agricola, ma l’identità di un intero territorio, capace di fare comunità intorno
al suo prodotto più rappresentativo.

Cpr di Macomer: “situazione esplosiva, sicurezza a rischio”

MACOMER – L’ennesimo grave episodio verificatosi nella giornata odierna all’interno del Centro di
Permanenza per i Rimpatri di Macomer ripropone, con tutta la sua drammaticità, una
situazione che il SIULP Sardegna denuncia da tempo e che non può più essere affrontata
come una mera emergenza contingente.
Un incendio è stato nuovamente appiccato all’interno di uno dei blocchi della struttura,
dando vita a momenti di forte tensione e mettendo concretamente a repentaglio l’incolumità
di tutti i presenti. Si tratta di un episodio di particolare gravità che assume contorni ancora
più preoccupanti se si considera che una parte del CPR risulta già inutilizzabile proprio a
causa di un precedente incendio, circostanza che riduce gli spazi disponibili, rende ancora
più complessa la gestione della struttura e accresce il livello di rischio operativo per il
personale chiamato a garantirne il funzionamento.
Ancora una volta, però, a fare la differenza sono state la professionalità, l’equilibrio e il senso
dello Stato dal personale della Polizia di Stato in servizio presso il suddetto centro. Grazie
alla loro competenza, alla capacità di gestione delle situazioni critiche e al costante spirito di
sacrificio, è stato possibile fronteggiare efficacemente un evento che avrebbe potuto avere
conseguenze ben più gravi.
A questi poliziotti va il più sentito ringraziamento e la piena vicinanza del SIULP Sardegna.
Essi rappresentano quotidianamente il volto migliore delle istituzioni: operano in un
contesto estremamente delicato, caratterizzato da tensioni continue e imprevedibili criticità,
garantendo non soltanto la sicurezza della struttura e dei colleghi, ma anche l’incolumità
degli stessi trattenuti, compresi coloro che, con ogni probabilità, si sono resi protagonisti del
gravissimo gesto compiuto oggi.
È proprio questo l’aspetto che merita una profonda riflessione.
Gli operatori della Polizia di Stato sono chiamati, ogni giorno, a svolgere un servizio di
straordinaria complessità, che richiede competenze professionali elevate, equilibrio,
autocontrollo e capacità di intervento in situazioni ad altissimo rischio.

SIULP – Segreteria Regionale Sardegna – Telefono 331/7238405. Pagina 2
Lo fanno con assoluta dedizione e nel rigoroso rispetto della legge, ma troppo spesso in
condizioni operative rese difficili da criticità strutturali, organizzative e normative che
finiscono inevitabilmente per gravare sulle loro responsabilità.
Non è accettabile che episodi di questa natura si ripetano con una frequenza tale da rischiare
di essere considerati fisiologici. Ogni incendio, ogni atto di violenza, ogni danneggiamento
rappresenta un concreto pericolo per la vita e l’integrità fisica degli operatori e impone un
impiego straordinario di risorse umane e professionali, con un inevitabile aggravio del carico
di lavoro e delle responsabilità che gravano sul personale di Polizia.
Per queste ragioni il SIULP Sardegna richiama con forza la responsabilità della politica,
nazionale e regionale, affinché affronti finalmente la questione dei Centri di Permanenza per
i Rimpatri con un approccio pragmatico e risolutivo, abbandonando logiche emergenziali
che hanno dimostrato tutti i loro limiti.
Occorre adottare con urgenza provvedimenti concreti che consentano di agevolare e
semplificare il delicato e complesso servizio svolto quotidianamente dagli operatori della
Polizia di Stato all’interno dei CPR. Servono interventi normativi che rendano più efficaci le
procedure operative, investimenti per garantire strutture sicure e pienamente funzionali,
adeguati rinforzi di personale e strumenti idonei a consentire agli operatori di svolgere il
proprio lavoro nelle migliori condizioni di sicurezza.
La sicurezza del Paese passa anche attraverso la tutela di chi la garantisce ogni giorno.
Non si può continuare a pretendere che siano esclusivamente la professionalità, il senso del
dovere e lo spirito di sacrificio dei poliziotti a compensare carenze che richiedono invece
precise scelte politiche e amministrative.
Il SIULP Sardegna continuerà a vigilare affinché la sicurezza e la dignità professionale degli
appartenenti alla Polizia di Stato rappresentino una priorità dell’agenda istituzionale.
I poliziotti continueranno, come hanno sempre fatto, ad adempiere con onore ai propri
compiti. Ora è il momento che anche la politica faccia la propria parte, assumendosi fino in
fondo la responsabilità di garantire loro condizioni di lavoro adeguate alla delicatezza della
missione che sono chiamati a svolgere.

Sicurezza, il Governo Meloni invia 96 agenti di polizia in Sardegna

ROMA – “In Sardegna stanno arrivando rinforzi concreti per la sicurezza. Grazie al piano nazionale di potenziamento fortemente voluto dal Viminale e dal sottosegretario Molteni, ad agosto entreranno in servizio nell’isola 96 nuovi agenti. 30 assegnati alla provincia di Cagliari, 28 alla provincia di Sassari, 33 alla provincia di Nuoro e 5 alla provincia di Oristano. Agenti che andranno a incrementare le attività di controllo del territorio, di contrasto all’immigrazione clandestina e di prevenzione dei fenomeni di allarme sociale. La Lega conferma una strategia chiara e di fronte alla richiesta di maggiore sicurezza da parte dei cittadini risponde con i fatti: più uomini a presidio dei territori, più presenza nelle nostre città e maggiore capacità operativa per le nostre Forze dell’Ordine. Ringraziamo il sottosegretario Molteni e il Governo che in questi anni hanno lavorato senza sosta per garantire più sicurezza ai nostri cittadini, stanziando risorse, investendo sul potenziamento degli organici, approvando nuove norme in materia di sicurezza e tutelando il lavoro delle nostre Forze dell’Ordine. La lotta alla criminalità e all’illegalità passa anche attraverso la protezione delle nostre Forze dell’Ordine e tutelare il loro lavoro significa garantire maggiore sicurezza ai cittadini”.

“Estate, famiglie e diritto alla socialità: più sostegni e azioni concrete”

ALGHERO – “Con la fine dell’anno scolastico, per migliaia di famiglie si apre una delle sfide più complesse dell’anno. Mentre i genitori continuano a lavorare, bambini e ragazzi hanno bisogno di luoghi sicuri dove trascorrere le proprie giornate, stare con i coetanei, praticare sport, vivere il mare, giocare e crescere attraverso esperienze educative e formative.
L’estate non può trasformarsi in un periodo di isolamento. I nostri bambini non possono essere costretti a trascorrere settimane chiusi in casa, davanti a uno schermo o affidando la propria socialità esclusivamente ai social network. Hanno bisogno di relazioni autentiche, di attività all’aria aperta, di movimento, di occasioni di apprendimento e di esperienze che contribuiscano al loro sviluppo umano e sociale.
Un tempo molte famiglie potevano contare sul prezioso sostegno di nonni, zii e parenti. Oggi, per tanti nuclei familiari, quella rete di aiuto non esiste più. Di conseguenza, la possibilità di frequentare un centro estivo, partecipare ad attività sportive o prendere parte a iniziative educative dipende troppo spesso dalle disponibilità economiche della famiglia.
Le società sportive, i centri estivi, le associazioni e tutte le realtà educative del territorio svolgono un ruolo fondamentale per la crescita dei più giovani e rappresentano un presidio sociale di straordinario valore. Tuttavia, i costi di partecipazione costituiscono ancora un ostacolo per molte famiglie, costrette a rinunciare a opportunità importanti per i propri figli.
Non si tratta soltanto di una questione economica, ma di equità e di diritti. Ogni bambino deve poter vivere un’estate fatta di amicizia, sport, mare, cultura, gioco e socialità, indipendentemente dalle condizioni economiche della propria famiglia.
Per questo chiediamo all’Amministrazione comunale di rafforzare il proprio impegno attraverso misure concrete, prevedendo voucher o contributi destinati a sostenere le spese per i centri estivi, le attività sportive e i percorsi educativi. È un investimento che aiuta le famiglie, valorizza il lavoro delle associazioni e contribuisce a costruire una comunità più inclusiva e coesa.
Da anni si parla di sostegno alla natalità e di politiche a favore delle famiglie. È il momento di trasformare gli impegni in azioni concrete. Sostenere i genitori significa garantire ai bambini il diritto di crescere in un contesto ricco di opportunità, relazioni ed esperienze che favoriscano il loro benessere.
Una città che investe nei propri bambini investe nel proprio futuro. Perché il livello di civiltà di una comunità si misura anche dalla capacità di offrire ai più piccoli un’estate fatta di sorrisi, condivisione, inclusione e occasioni di crescita, anziché di solitudine davanti a uno schermo”

Gianni Martinelli (Base Popolare)
Christian Mulas (Psd’Az)
Alberto Bamonti (Base Popolare)

Il Catalano di Alghero, nel lavoro del portalettere

ALGHERO – Il Catalano di Alghero, nel lavoro del portalettere. Succede nel centro storico della “Barceloneta sarda” dove lavorano, nel ruolo di addette al recapito, Anna Urgias e Sabrina Bardino, dipendenti di Poste Italiane accomunate dalla conoscenza di questa lingua, strumento di grande utilità nella quotidianità del loro lavoro e nel rapporto con gli utenti, specialmente quelli più anziani. “Fin dal mio ingresso in Azienda – spiega Anna Urgias, 47 anni, dal 2002 in Poste Italiane – ho avuto modo di utilizzare il catalano di Alghero sia con gli utenti che con i colleghi. Lo capivo perfettamente e rispondevo senza difficoltà, data la mia abitudine a interagire con i miei nonni.”

La conoscenza e l’utilizzo della lingua minoritaria hanno offerto ad Anna, sin dal suo ingresso in Azienda, la possibilità di relazionarsi meglio sia all’interno che all’esterno dell’ufficio, contribuendo a creare la giusta confidenza e a rafforzare il rapporto di fiducia che solo la comunanza di una lingua sa creare. “Con alcuni utenti, in particolare, parlo solo in algherese – racconta la portalettere. Penso a “Cia’ Natalina”, che mi aspetta alla finestra con la tazzina di caffè caldo e che si rivolge a me solo ed esclusivamente nella lingua de l’Alguer. Credo che la conoscenza della nostra minoranza linguistica rappresenti per me un valore aggiunto, nel rapporto con l’utenza”. “Sono algherese “doc”, nata e cresciuta qui – ammette Sabrina Bardino, 55 anni, in Poste Italiane dal 2006 – e conosco bene il catalano di Alghero, dato che in famiglia si parla correntemente, da sempre. Nella mia attività di recapito lo utilizzo spesso, specialmente nelle vie del centro storico dove risiedono tante persone anziane.” A tal proposito, Sabrina ricorda con piacere un episodio che ha contraddistinto i suoi inizi da “postina”, al centro storico di Alghero: “Avevo, tra le mie utenti, una signora in là con l’età che non aveva accettato di buon grado che il suo portalettere di fiducia fosse andato in pensione – racconta l’addetta al recapito. Per lei rappresentava il “suo” postino storico, il suo legame con Poste. Col tempo, essendo venuta a conoscenza della mia provenienza, ha iniziato a rivolgersi a me in Catalano: trovando un buon grado corrispondenza “linguistica”, ha iniziato ad apprezzarmi e ora mi aspetta, appena possibile durante la mia “gita” al recapito, per scambiare due chiacchiere in algherese. È, oramai, una delle mie utenti più affezionate”.

Poste Italiane, da sempre vicina ai territori, anche ad Alghero e in provincia di Sassari, grazie alla capillarità della propria rete che nella Sardegna Settentrionale può contare su 19 tra centri e presìdi di distribuzione della corrispondenza e dei pacchi, 123 uffici postali, 73 ATM Postamat, contribuisce all’inclusione sociale, al benessere dei cittadini e allo sviluppo socioeconomico anche attraverso la valorizzazione delle tradizioni e delle singole peculiarità locali, nonché dei dialetti e delle lingue minoritarie quali utili strumenti di prossimità nel rapporto con l’utenza

Sicurezza, decoro e segnaletica: la strada Aeroporto-Alghero è un’indecenza

ALGHERO – “Il collegamento viario tra l’aeroporto e la città di Alghero versa in condizioni che non sono più accettabili. Illuminazione assente o non funzionante, vegetazione incolta, segnaletica imbarazzante e condizioni poco decorose caratterizzano una delle principali porte d’ingresso della Riviera del Corallo”.
Lo denuncia il consigliere nazionale di Forza Italia Marco Tedde, che richiama l’attenzione sulla situazione di abbandono del tratto stradale che collega lo scalo aeroportuale con la città.
“A distanza di appena un anno e mezzo dalla realizzazione dell’impianto di illuminazione – sottolinea Tedde – la porzione di strada compresa tra l’aeroporto e la ‘variante del Calich’ è ripiombata nel buio. Una situazione paradossale che dimostra una evidente incapacità di garantire la manutenzione e il corretto funzionamento di un’infrastruttura strategica. Ma non è tutto: anche il restante collegamento che conduce fino alla rotatoria dei Due Mari continua a essere privo di illuminazione, con tutti i problemi di sicurezza e di immagine che ne conseguono”.
“Non stiamo parlando di una strada qualsiasi – prosegue il consigliere nazionale di Forza Italia – ma del percorso che accoglie tante centinaia migliaia di visitatori ogni anno. L’aeroporto è la porta d’accesso alla Riviera del Corallo e deve necessariamente essere una porta illuminata, sicura e decorosa. Chi arriva ad Alghero o chi riparte dalla nostra città non può essere accompagnato da un’immagine di buio, trascuratezza e degrado”.
“Il problema non riguarda soltanto il decoro urbano, ma anche la sicurezza di chi percorre quella strada. È indispensabile che l’amministrazione comunale si attivi con determinazione e solleciti tutti gli enti competenti, a partire dalla Città Metropolitana e dai soggetti responsabili della viabilità e dell’illuminazione, affinché venga ripristinata una situazione normale”.
“Non è più possibile tollerare questa situazione e non è più possibile fingere di non vedere – conclude Tedde –. Una città turistica come Alghero deve curare i propri accessi e il proprio biglietto da visita. Il primo impatto per chi arriva non può essere quello di una strada al buio e di un collegamento lasciato nell’incuria”.