ALGHERO – Tanto tuono’ che piogge. “AeroItalia lascia la continuità territoriale in Sardegna”. Così bel comunicato ufficiale della compagnia italiana. A confermare l’addio è l’amministratore delegato Gaetano Intrieri già in mattinata, durante il vertice al ministero dei Trasporti con l’Enac e la Regione. L’Isola, sempre più isolata, dovrà veder vanno riassegnate cinque rotte che oggi copre il vettore: da Cagliari e Olbia verso Roma e Milano più l’Alghero-Fiumicino più il collegamento su Milano dal Riviera del Corallo con Alghero che, di fatto, si trova drammaticamente senza più Continuità Aerea. E poi il le il duro attacco alla Giunta Todde: “In Sardegna, però, il percorso si è arenato per ragioni che, a nostro avviso, sono state più politiche che tecniche. A maggio la Regione si è impegnata a stanziare circa 20 milioni di euro per Aeroitalia e Iia Airways, da ripartire in base all’attività svolta da ciascuna compagnia. In quella riunione nessuno ha sollevato problemi regolamentari sull’erogazione dei contributi alle due compagnie che garantiscono la Continuità territoriale dell’isola. Eppure, a settembre, quelle risorse non erano ancora arrivate. Oggi, a nove mesi dalle nostre prime segnalazioni, siamo ancora in attesa”
Centrodestra: plauso all’onestà intellettuale di Colledanchise
ALGHRO – “Esprimiamo apprezzamento per le parole pronunciate dal consigliere di centrosinistra Marco Colledanchise sulla vicenda dell’Alguer Rugby e del campo di Fertilia. Il suo intervento dimostra un’onestà intellettuale che condividiamo, tanto più perché proviene da un esponente della stessa maggioranza. Avere il coraggio di denunciare le contraddizioni della propria amministrazione è un segnale di serietà politica. Da una parte c’è una società che ha investito risorse proprie, lavoro e impegno nel recupero del campo di Fertilia; dall’altra un’amministrazione che propaganda la rinascita dell’impianto senza riconoscerne il contributo. Nel frattempo, l’Alguer Rugby continua a denunciare l’assenza di spazi stabili per allenarsi a Maria Pia e l’impossibilità di accedere a Fertilia. Una situazione che chiama direttamente in causa l’amministrazione Cacciotto. Ancora più discutibile è il comportamento dell’assessore Enrico Daga, il cui modo di fare politica appare sempre più contraddittorio e lontano dal rispetto istituzionale. Dopo gli atteggiamenti vessatori nei confronti della collega Sanna e i dipendenti dell’eco centro e le polemiche sulle operazioni immobiliari che hanno sollevato interrogativi politici e amministrativi, oggi sembra rivolgere la propria attenzione proprio contro una società sportiva che ha contribuito, anche economicamente, al recupero di un impianto pubblico. Servono risposte chiare anche sulla mancata assegnazione di spazi adeguati a Maria Pia. Colledanchise ha avuto il merito di porre queste questioni dall’interno della maggioranza. Noi le rilanciamo dall’opposizione: lo sport ha bisogno di rispetto, trasparenza e regole uguali per tutti, non di passerelle e riconoscimenti distribuiti selettivamente.
Marco Tedde – Forza Italia
Raffaele Salvatore – UDC
Michele Pais – Lega
Alessandro Cocco – Fratelli d’Italia
Massimiliano Fadda – Prima Alghero
Giovanna Caria – Riformatori Sardi
“Chi è Steven Masotti: medico, commissario o sceriffo?”
CAGLIARI – “I medici facciano i medici, gli ingegneri i capo cantieri e gli
sceriffi nel far west. Dovrebbe essere una affermazione logica ma a quanto pare non lo è”.
Lo domandano e denunciano i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu e Fausto
Piga durante al conferenza stampa di questa mattina in consiglio regionale. Punto focale
l’interrogazione 1351 nel quale si chiedono chiarimenti in merito alla figura del dottor
Masotti che oltre ad avere una laurea in medicina sembra anche aver studiato da
ingegnere, causando non pochi malumori all’interno della struttura ospedaliera. “Stiamo
parlando dell’azienda ospedaliera più importante della Sardegna, dove oggi, si registra un
clima pesante come testimoniato da diversi operatori sanitari. Non possono esistere certi
meccanismi. I cittadini hanno diritto alla massima chiarezza e trasparenza su questa figura
oscura che incute timore e sgomento tra i medici in reparto” dichiara Truzzu. “I casi sono
due: o la presidente non controlla l’assessorato e attribuisce ruoli a soggetti a lei
sconosciuti oppure non è perfettamente consapevole e ha deciso di nominare un
commissario politico a cui affidare la gestione dell’azienda sanitaria leader in Sardegna”
continua Truzzu. Durante la conferenza stampa è emersa anche la preoccupazione già
espressa in precedenza in merito all’interrogazione n 490 a prima firma Fausto Piga, nel
quale viene richiesto quale specifica disposizione normativa e quale atto amministrativo
abbia consentito ad Arnas Brotzu di acquisire due dirigenti medici mediante la procedura
di mobilità volontaria indetta per l’acquisizione di un solo posto disponibile. “Il caos che
sta emergendo al Brotzu è allarmante: mina la salute dei pazienti e compromette la
serenità lavorativa di tutto il personale. Destano profonda preoccupazione la trasparenza
nelle procedure di selezione del personale e la legittimità dell’accordo sulla Terapia
Intensiva Pediatrica , su cui gravano pesanti rilievi dei revisori dei conti” dichiara Fausto
Piga. “Un commissario politico” che vaga tra reparti non è la soluzione ai gravi problemi
che attanagliano la sanità sarda, malata e incancrenita dalla incapacità totale di un
assessorato guidato ad interim dalla presidente Todde. “Ancora una volta la mancanza di
una visione strategia fa sprofondare nel buio più totale il futuro di migliaia di cittadini
ormai sfiduciati nel sistema sanitario regionale” concludono i consiglieri.
“Se AeroItalia abbandona la Sardegna, è il più grande disastro dei trasporti”
Campo di Fertilia, Colledanchise “smonta” Daga
“Il Puc non può essere un Piano di pochi”
“Il Puc non può essere fatto senza condivisione”
ALGHERO – “Portare il PUC direttamente in aula per il voto, saltando un reale percorso di condivisione con la città, significa espropriare gli algheresi del diritto di decidere sul proprio futuro», sostiene Campus. «Per questo motivo torniamo a chiedere una discussione aperta, trasparente e capace di incidere sulle scelte finali. I cittadini devono poter valutare i documenti con i tempi giusti, prima che le decisioni diventino definitive. L’accelerazione percepita sull’iter consiliare rende non più rinviabile il coinvolgimento delle realtà. Chiediamo fermamente che per il PUC venga adottato lo stesso identico percorso democratico e partecipativo che ha caratterizzato il Piano Strategico Comunale “Alghero 2020”, occasione in cui i cittadini e il ricco mondo associativo sono stati coinvolti attivamente. Al centro delle rivendicazioni vi è la richiesta di massima accessibilità agli elaborati tecnici prodotti dagli uffici. Tutti gli atti, nessuno escluso, devono essere pubblici e accessibili», incalza Campus, evidenziando la necessità che «partiti, organizzazioni sindacali, associazioni, comitati di quartiere e rappresentanze delle borgate» possano esaminare il materiale senza che l’operazione si riduca a «un semplice adempimento burocratico. Rivolgo un invito a tutti i partiti, ai consiglieri comunali, sindacati, comitati di quartiere e associazioni affinché si uniscano a questa richiesta e pretendano un confronto aperto ed un percorso partecipato con tutta la città. Il futuro del nostro territorio deve essere deciso insieme ad Alghero, non sopra la testa dei cittadini”
Stefano Campus, ex-consigliere comunale
“La difesa del Pd conferma l’assenza di garanzia di Pirisi”
ALGHERO – “Il Partito Democratico tenta di spostare il problema su un terreno che nessuno ha mai posto. Nessuno ha chiesto a Mimmo Pirisi di rinnegare la propria appartenenza politica, di cancellare la propria storia o di sospendere la militanza nel PD. Il punto è un altro, ed è squisitamente istituzionale: il presidente del Consiglio comunale deve saper distinguere il proprio ruolo politico da quello di garante dell’intera assemblea. Come insegna il celebre principio riferito alla moglie di Cesare, “non basta essere imparziali, ma bisogna anche apparire tali”. “Non è in discussione il diritto di Pirisi di fare politica, ma l’opportunità dei suoi comportamenti. A cominciare dalla partecipazione alla consegna della lettera con cui il PD ha chiesto la revoca dell’assessora alla Cultura Raffaella Sanna, un’iniziativa politica di parte che ha coinvolto direttamente il presidente dell’assemblea cittadina che ha assunto il ruolo di controfigura del segretario del PD Daga. Ma soprattutto dalla successiva presa di posizione pubblica, sottoscritta insieme al vicesegretario del PD Giovanni Idda, con la quale Pirisi è entrato apertamente in polemica con i capigruppo dell’opposizione, schierandosi nella controversia politica e replicando alle nostre critiche come un dirigente di partito. È questo il comportamento che contestiamo e che non può essere liquidato con una generica rivendicazione del diritto alla militanza politica”. “Il presidente del Consiglio non è un semplice esponente della maggioranza. È chiamato a garantire tutti i consiglieri, a tutelarne le prerogative e a preservare l’autonomia dell’assemblea. Non basta rivendicare in modo sterile di averlo fatto nei due anni e mezzo trascorsi: occorre dimostrarlo anche nei comportamenti e, soprattutto, nelle situazioni che mettono alla prova la sua terzietà”. “La difesa del PD, dunque, non cancella la questione. Semmai la rende ancora più evidente. Le istituzioni non possono diventare la proiezione degli equilibri interni dei partiti, né il presidente del Consiglio può trasformarsi nel difensore d’ufficio delle scelte del proprio partito e nell’interlocutore polemico dell’opposizione. Pirisi ha tutto il diritto di continuare a fare politica, ma deve avere altrettanto chiaro che la presidenza del Consiglio comunale impone responsabilità e comportamenti coerenti con la funzione di garanzia che gli è affidata”. “Chiediamo pertanto a Pirisi di recuperare pienamente il ruolo istituzionale che ricopre, evitando ulteriori sovrapposizioni tra la sua attività politica e la presidenza dell’assemblea. Non è una questione personale, né una disputa sulla sua appartenenza al PD. È una questione di rispetto delle istituzioni, dell’opposizione e di tutti i consiglieri comunali. La terzietà non si proclama: si dimostra”.
I capigruppo di opposizione del centrodestra
Marco Tedde – Forza Italia
Raffaele Salvatore – UDC
Michele Pais – Lega
Alessandro Cocco – Fratelli d’Italia
Massimiliano Fadda – Prima Alghero
Giovanna Caria – Riformatori Sardi
“Amministrazione Cacciotto ostaggio delle segreterie sassaresi”
“La priorità del Centrosinistra di Cacciotto e’ la spartizione delle poltrone”
ALGHERO – “Il campo largo che si era presentato agli algheresi come l’alternativa per il futuro della città sta dimostrando che la sua vera priorità è la spartizione del potere. Da settimane assistiamo a sceneggiate tra assessori, trattative infinite e un rimpasto che non arriva. Una maggioranza paralizzata dalle proprie contraddizioni, incapace di trovare una sintesi e di occuparsi dei problemi di Alghero. Non è un incidente di percorso, ma il risultato di un progetto politico nato con l’unico obiettivo di impedire la vittoria del centrodestra, mettendo insieme tutto e il contrario di tutto, senza una visione condivisa della città.
Oggi, a Porta Terra, quelle contraddizioni presentano il conto. Ogni gruppo rivendica il proprio spazio, ogni componente difende le proprie posizioni e il sindaco resta intrappolato in una trattativa che sembra non avere fine. Nel frattempo, le opere pubbliche accumulano ritardi e i progetti strategici restano in attesa. I partiti discutono di poltrone, mentre Alghero perde tempo e opportunità. Raimondo Cacciotto non può nascondersi dietro le tensioni della maggioranza. È il sindaco, non il mediatore delle ambizioni dei partiti. Dunque faccia il sindaco, e spieghi ai cittadini quale progetto tenga ancora insieme questa coalizione e quali risultati intenda garantire, perché la stabilità non consiste nel conservare gli equilibri di potere, ma nel governare e produrre risultati.
Noi denunciamo una situazione che non può più essere liquidata come normale dialettica politica. Alghero ha bisogno di un’amministrazione capace di governare. Cacciotto smetta di inseguire gli equilibri interni e dica chiaramente se esiste ancora un progetto per la città o se è rimasta soltanto la necessità di conservare il potere. Perché, oggi, a pagare il prezzo di tutto questo sono gli algheresi”
Riformatori Alghero