Giulio Plastina è il nuovo direttore del Parco di Porto Conte

ALGHERO – L’Azienda speciale Parco di Porto Conte ha il nuovo Direttore. Si tratta del dott. Giulio Ermenegildo Maria Plastina, che sarà nominato con Decreto del Presidente, previa deliberazione dell’Assemblea, nel rispetto dell’art. 7 della L.R. n. 4/1999, dell’art. 6 del vigente Statuto e dell’art. 36, comma 1 del Regolamento per l’organizzazione degli uffici e dei servizi dell’Ente.
Laureato in Scienze Nautiche presso l’Istituto Universitario Navale di Napoli, Plastina vanta una lunga esperienza presso il Parco Nazionale Arcipelago La Maddalena con un percorso professionale in cui ha maturato importanti competenze nell’ambito della gestione delle aree protette. L’incarico avrà inizio dalla data di sottoscrizione del contratto e avrà un termine finale di cinque anni. “Accogliamo con grande soddisfazione il dottor Plastina – sottolinea il presidente del Parco, Emiliano Orrù, a nome dell’intero direttivo composto da Franca Carta e Luca Pais – una figura di comprovata esperienza e competenza che, siamo certi, grazie alla sua visione e alla conoscenza approfondita delle dinamiche legate alla tutela e alla valorizzazione delle aree protette, saprà accompagnare il Parco in una nuova fase di crescita, rafforzando il percorso già avviato all’insegna della trasparenza, dell’innovazione e del dialogo con il territorio e tutti i portatori di interesse”. Il Direttivo ha inoltre voluto esprimere un sentito ringraziamento al direttore uscente, il dott. Mariano Mariani, “per il lavoro svolto con professionalità, dedizione e senso delle istituzioni nel corso del suo incarico, contribuendo in maniera significativa al consolidamento e allo sviluppo dell’Ente”.
Un ringraziamento è stato infine rivolto all’indirizzo della commissione esaminatrice, composta dal dott. Luca Canessa (presidente), dal dott. Atzori, dalla dott.ssa Carlucci, nonché alla struttura interna del Parco, per il lavoro svolto con estremo rigore, grande competenza e senso di responsabilità nel corso dell’intera procedura.
Nella foto (al centro) Giulio Plastina insieme al presidente del Parco dell’Asinara Gianluca Mureddu e al direttore dell’Asinara Vittorio Gazale

“Rifiuti, nuovo appalto: le borgate chiedono una commissione e più informazione”

ALGHERO – “Il Comitato Zonale Nurra ha chiesto al Presidente Mulas e all’Assessore Selva la convocazione urgente della Commissione Ambiente, in merito alle nuove modalità di esecuzione dell’appalto per la nettezza urbana nelle borgate della città.

La richiesta, inoltrata nelle scorse ore, nasce dall’esigenza di garantire una corretta e tempestiva informazione ai rappresentanti del territorio sulle imminenti modifiche al servizio di raccolta rifiuti, con particolare attenzione alle borgate periferiche.

Il Comitato Zonale Nurra chiede inoltre che vengano ascoltati i rappresentanti dei Comitati di Borgata in sede di Commissione, sottolineando l’importanza di una collaborazione strutturata tra istituzioni e comunità locali, soprattutto in vista dell’avvio della stagione turistica, periodo tradizionalmente critico per la gestione dei rifiuti nelle borgate algheresi.

Il Comitato ritiene che un’adeguata informazione reciproca sia indispensabile per affrontare con il piede giusto una problematica tanto sentita dai cittadini quanto importante per la tutela ambientale”.

Il Presidente
Tiziana Laii

“Rifiuti e personale, gravi inadempienze da Ciclat”

ALGHERO – “La sigla sindacale FIADEL per conto del suo Segretario Territoriale Delrio Stefano esprime pubblicamente il proprio profondo dissenso e una forte preoccupazione riguardo alla gestione del nuovo appalto di nettezza urbana affidato alla Ciclat/Sangalli. Nonostante le aspettative legate al nuovo corso, l’attuale gestione sembra aver ereditato – ed esasperato – le criticità del precedente appalto gestito da Ciclat.
Cronistoria di un’assenza di tutele
Delrio sottolinea come, nonostante i ripetuti tentativi di instaurare un dialogo costruttivo, l’organizzazione Fiadel sia stata costretta a ricorrere alle vie legali. Le vertenze riguardano spettanze contrattuali mai corrisposte da Ciclat, con particolare riferimento a:
Mancati versamenti delle quote Previambiente per i non iscritti;
Mancato pagamento delle maggiorazioni previste dal CCNL per le giornate lavorative domenicali.
Il nuovo appalto: un inizio all’insegna delle irregolarità
L’amarezza del sindacato nasce dalla constatazione che il nuovo appalto, gestito in cordata con Sangalli, prosegue sulla stessa linea d’ombra del precedente. Ad oggi, le Aziende continuano a ignorare le proprie responsabilità, venendo meno agli impegni minimi verso la forza lavoro.
Tra le violazioni più recenti, FIADEL denuncia l’obbligo per il personale di frequentare corsi di formazione senza il riconoscimento dell’intera giornata lavorativa, in palese contrasto con quanto previsto dalle norme contrattuali vigenti.
La posizione del Sindacato
“Siamo di fronte a una totale mancanza di serietà,” dichiara il segretario territoriale della FIADEL Stefano Delrio. “Nonostante riunioni e interventi dei legali, l’azienda continua a sottrarsi al confronto. La mancanza di garanzie concrete per i lavoratori conferisce un clima di enorme preoccupazione che non può più essere tollerato.”
FIADEL annuncia che continuerà a mettere in atto ogni azione necessaria, in sede sindacale e legale, per tutelare la dignità e i diritti dei propri iscritti, auspicando un intervento deciso anche da parte delle istituzioni competentii affinché vigilino sul rispetto del contratto nazionale

Segretario Territoriale FIADEL
Stefano Delrio

“Pari Opportunità, nessuna dimenticanza”: Pirisi bacchetta Orizzonte Comune

ALGHERO – “Rispondo volentieri e con piacere alle sollecitazioni e all’appunto pervenuto dal coordinamento femminile del gruppo politico ” Orizzonte Comune ” circa il ritardo della pubblicazione della manifestazione di interesse per la commissione pari opportunità per la raccolta delle
candidature. E’ chiaro è lampante a tutti che non sia stato pubblicato il bando l’estate scorsa e le ragioni sono legate al fatto che questa amministrazione ha ritenuto di dover modificare l’attuale regolamento
rendendolo più idoneo alle esigenze del mondo delle pari opportunità, questo ha comportato un lungo e proficuo lavoro in commissione consiliare con il contributo di tutti maggioranza e opposizione che ha
scaturito una positiva votazione nel Consiglio Comunale del 14 gennaio 2026 , ora passato il tempo della pubblicazione si sta provvedendo da parte degli uffici a preparare l’avviso pubblico che verrà portato a
breve all’attenzione della cittadinanza . Rassicuro infine il gruppo di Orizzonte comune che questa Presidenza non è in fase di ” innocente dimenticanza ” anzi sta seguendo passo per passo  la procedura di evidenza pubblica per far si che anche la città di Alghero abbia pronta e funzionante nel piu breve tempo possibile la commissione pari opportunità cittadina”

Il presidente del consiglio comunale
Mimmo Pirisi

“Surigheddu e Mamuntanas, Martinelli superficiale e male informato: gli diamo il progetto”

ALGHERO – “Registriamo l’ennesimo intervento di un autorevole esponente del cosiddetto Campo largo cittadino sulla vicenda Surigheddu e Mamuntanas, che ancora una volta dimostra un approccio superficiale e, soprattutto, privo di un reale approfondimento dei contenuti.

Spiace dover rilevare come, anche in questa occasione, si preferisca riproporre letture parziali e datate, evitando accuratamente di confrontarsi con la reale evoluzione del progetto e con gli elementi concreti oggi sul tavolo. Un atteggiamento che tradisce una certa impulsività politica e una evidente superficialità di analisi.

Comprendiamo che gli impegni professionali possano limitare il tempo da dedicare allo studio dei dossier, ma proprio per questo riteniamo che, prima di intervenire pubblicamente su temi così rilevanti per il futuro del territorio, sarebbe opportuno dotarsi degli strumenti conoscitivi adeguati e approfondire seriamente le questioni.

Nel merito, è necessario chiarire un punto fondamentale: il progetto relativo a Surigheddu segue l’Intesa Istituzionale con Soru, è stato redatto nel 2010 e rielaborato nel 2023 e non si esaurisce affatto in ipotesi di carattere turistico-ricettivo, ma prevede in maniera significativa anche lo sviluppo di attività agroalimentari, in grado di valorizzare le vocazioni produttive del territorio e rafforzare filiere strategiche per l’economia locale.

Ignorare questo aspetto significa offrire ai cittadini una rappresentazione distorta della realtà. Al contrario, l’obiettivo deve essere quello di coniugare sviluppo e tutela, integrando eventuali interventi con una forte componente legata alla produzione agricola di qualità, alla trasformazione e alla promozione delle eccellenze locali.

È su questo terreno che si misura la serietà della proposta politica: non con slogan o richiami al passato, ma con una visione concreta, aggiornata e capace di tenere insieme crescita economica, sostenibilità e valorizzazione delle risorse del territorio.

Per queste ragioni, riteniamo necessario abbandonare polemiche sterili e approcci approssimativi, aprendo invece ad un confronto basato su dati, contenuti e prospettive reali, nell’interesse esclusivo della comunità algherese. E per arrivare all’obbiettivo mettiamo a disposizione dell’esponente del Campo largo tutta la documentazione necessaria. Attendiamo ora un suo progetto alternativo, libero da propaganda e pulsioni aziendalistiche.

Ribadiamo che il progetto non possa restare nei cassetti dell’amministrazione, e confermiamo che è indispensabile che la “maggioranza e il Sindaco lo portino immediatamente all’attenzione della città, lo illustrino pubblicamente e chiariscano quali atti intendono adottare per migliorarlo e renderlo operativo. È il Sindaco che deve sollecitare la Regione, pretendere il rispetto degli impegni e assumersi fino in fondo la responsabilità di portare a compimento un progetto strategico per il futuro di Alghero.” Tutto il resto sono chiacchiere”, così il capogruppo di Forza Italia Marco Tedde

“Surigheddu e Mamuntanas, agricoltura e turismo possono e devono convivere”

ALGHERO – “Mi piace quando nell’arco di 24 ore si passa dalle esortazioni sul baseball, all’agricoltura, dalla sanità, alla posedonia, alla richiesta di dimissioni.
Ma, per un attimo mettiamo da parte la maionese politica.
Siccome è da mesi che studio una via politico-amministrativa per rifunzionalizzare il compendio di Surigheddu e Mamuntanas, colgo l’occasione per dare un contributo al dibattito aperto dall’amico Gianni Martinelli che per quanto mi compete, ringrazio, affinché l’opinione pubblica abbia qualche elemento in più per formarsi un’ idea non campata per aria.
Per prima cosa, è bene premettere, che parliamo di terre di proprietà della Regione Sardegna, fino a pochissimo tempo fa oggetto di contenzioso.
In questi giorni, dicevo, si è aperto un dibattito che considero utile, perché rimettere al centro il tema del settore primario è sempre un segnale positivo.
Ma proprio per questo, credo sia necessario uscire dalla dimensione emotiva ed entrare in quella dell’analisi sulla base di informazioni concrete.
Ho approfondito il tema insieme a tecnici e agronomi, andando oltre le percezioni.
I dati sono impietosi.
L’agricoltura italiana, negli ultimi quarant’anni, ha subito una trasformazione profonda:
le aziende sono diminuite di oltre il 60%, e in Sardegna, solo nell’ultimo decennio, si è passati da oltre 60.000 a poco più di 47.000 aziende attive.
Significa che il sistema ha progressivamente espulso le realtà meno competitive e ha premiato chi è riuscito a crescere in dimensione, organizzazione e capacità di stare sul mercato.
Dunque il modello agricolo che regge, oggi, è basato sulla scala produttiva, e non vuole frammentazione.
Pensare di rimettere in produzione centinaia di ettari attraverso una parcellizzazione sarebbe dunque, un fallimento annunciato.
Tradotto: servono aziende grandi, strutturate, già competitive sul mercato.
C’è poi un secondo elemento, spesso completamente sottovalutato, ovvero la qualità dei terreni.
Parliamo di superfici rimaste incolte per tanti, troppi anni.
Il recupero produttivo dunque non sarebbe immediato, anzi richiede interventi di bonifica complessi che comportano tempi lunghissimi per il ripristino dell’equilibrio biologico delle terre, con investimenti enormi senza ritorni nel breve, medio periodo.
Questa sarebbe la fase più delicata e più costosa.
Il terzo punto, drammaticamente impattante è la logistica.
Operare in Sardegna significa confrontarsi con maggiori costi di trasporto complessità nella distribuzione, minore prossimità ai grandi mercati distributivi.
Questo incide direttamente sulla sostenibilità economica delle produzioni, soprattutto quando non sono ad alto valore aggiunto.
Insomma, mettendo insieme questi fattori, emerge un dato oggettivo, cioè, che non siamo di fronte ad un intervento semplice, ma ci approcciamo ad una operazione economica e produttiva complessa, che richiede un modello di sviluppo chiaro, una filiera strutturata, con soggetti disposti ad immettere una forte intensità di capitale, e soprattutto capaci di attendere un ritorno dall’investimento in tempi medio-lunghi.
Per questo credo che il punto non sia “essere favorevoli o contrari”, ma come affrontare la sfida senza superficialità, per non rischiare di costruire aspettative che non possono reggere alla prova dei fatti.
Se invece, insieme alla RAS ( è quello che stiamo facendo) affronteremo con metodo il tema della messa a reddito del compendio, potremo trasformarlo in una vera opportunità.
Il dibattito serve, ma deve evolvere.
Perché tra l’idea di “far ripartire la terra”
e la capacità di farlo davvero,
c’è in mezzo tutto ciò che spesso si evita di dire, o tutto ciò che si dice senza sapere.
PS: condivido l’impostazione dell’ex sindaco Conoci. Agricoltura e turismo non solo possono, ma devono convivere.
La multifunzionalità delle aree rurali ha fatto uscire dall’ isolamento e dalla povertà le più disparate aree d’ Italia, figuriamoci se non è possibile convertire migliaia di metri cubi ed ettari del compendio in attrattori turistici”
Enrico Daga, assessore al Bilancio, Demanio e Patrimonio

“I Sardi non devono pagare il caro carburanti del trasporto aereo”

CAGLIARI – In merito alle dichiarazioni del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, sull’ipotesi di un aumento delle tariffe dei voli in continuità territoriale a causa del caro carburanti, e alla luce dell’incontro operativo svoltosi oggi a Roma tra lo staff dell’Assessorato regionale dei Trasporti e la struttura tecnica del Ministero, la Fit Cisl Sardegna esprime una posizione di netta contrarietà rispetto a qualsiasi ipotesi di rincaro che possa colpire i cittadini sardi. “Prendiamo atto con attenzione di quanto comunicato dalla Regione Sardegna e condividiamo la necessità, evidenziata dall’Assessora Barbara Manca, di individuare in tempi rapidi soluzioni concrete e sostenibili, capaci di contenere gli effetti di questa fase critica senza compromettere il diritto alla mobilità dei sardi”, dichiara Claudia Camedda, segretaria generale Fit. “Per la nostra organizzazione la priorità deve restare la piena tutela della continuità territoriale e degli oneri di servizio pubblico, sia nella garanzia della regolarità del servizio sia nella salvaguardia delle tariffe a favore dei cittadini. La continuità territoriale non è una concessione, ma uno strumento indispensabile per assicurare ai sardi pari diritti e pari opportunità di mobilità rispetto al resto del Paese”.

“Comprendiamo le difficoltà che le compagnie aeree stanno affrontando in conseguenza dell’aumento dei costi del carburante, ma riteniamo inaccettabile che il differenziale economico venga scaricato sulle tasche dei sardi o sul bilancio della Regione. La Sardegna paga già una condizione strutturale di svantaggio dovuta all’insularità, e per questa ragione non può essere chiamata ancora una volta a sopportare il peso di una crisi internazionale”.

“Se esiste un’emergenza legata all’aumento dei costi energetici, è il Governo nazionale che deve farsene carico, adottando misure straordinarie capaci di sostenere il sistema senza colpire i territori insulari. Non è pensabile che a pagare siano i cittadini sardi, né che venga indebolito un impianto costruito proprio per rimuovere gli ostacoli alla mobilità da e per l’Isola”.

“Mettere in discussione l’equilibrio tariffario della continuità territoriale significa mettere in discussione un diritto fondamentale. Su questo punto serve chiarezza, serve responsabilità istituzionale e serve un impegno concreto da parte dello Stato”.

La Fit Cisl continuerà a seguire con la massima attenzione l’evolversi del confronto tra Regione e Ministero, ribadendo che la tutela della continuità territoriale e dei cittadini sardi deve restare un punto fermo, senza arretramenti e senza scaricare sui passeggeri i costi dell’attuale crisi.

Passeggiata, luci e messa in sicurezza: nuovo volto ai bastioni di Alghero

ALGHERO – “Iniziativa Alghero, fedele alla sua funzione di laboratorio di idee, presenta un progetto di valorizzazione del tratto dei bastioni che si estende dalla scalinata della Torre di Sulis fino a quella del Lungomare Dante.

Si tratta di un’area già oggi molto frequentata da cittadini e turisti, che utilizzano il basamento in cemento esistente come spazio di passaggio e sosta, ma che presenta ampi margini di miglioramento sotto il profilo estetico, funzionale e ambientale.

“Restituire il mare alla città e valorizzare il fronte dei bastioni” è la visione alla base della proposta di riqualificazione del tratto costiero di Alghero, attualmente occupato da uno zoccolo in cemento adibito a passaggio tecnico.

L’intervento prevede la realizzazione di un camminamento pedonale continuo ai piedi delle mura, mediante la sostituzione della pavimentazione esistente con pietra locale, in armonia con il contesto storico della città fortificata. L’obiettivo è migliorare la fruibilità dell’area, garantendo integrazione paesaggistica e accessibilità.

Il progetto include inoltre un sistema di illuminazione LED radente, pensato per valorizzare le antiche mura e aumentare la sicurezza nelle ore serali, oltre a soluzioni di difesa costiera attraverso barriere sommerse, finalizzate alla protezione della base delle fortificazioni dall’azione del mare.

L’intervento si configura come un’azione concreta di riqualificazione del fronte mare, capace di coniugare tutela del patrimonio storico, sicurezza e nuova fruizione pubblica degli spazi urbani.

Oggi quel tratto rappresenta un’area sottoutilizzata che potrebbe trasformarsi in una suggestiva passeggiata, capace di offrire una prospettiva unica sulle fortificazioni, a diretto contatto con il mare.

La proposta intende offrire una visione concreta di valorizzazione del fronte mare, stimolando una riflessione condivisa sul futuro di questo spazio urbano”.

Il Presidente di Iniziativa Alghero Francesco Sasso

“Surigheddu e Mamuntanas polemiche dannose: non dimenticare, per crescere”

ALGHERO – “Uno dei limiti più evidenti della politica, soprattutto per chi amministra, è la tendenza a dimenticare: dimenticare ciò che è stato fatto prima, ma anche ciò che è stato fatto dopo. Invece, bisognerebbe avere l’onestà e la capacità di riconoscere e valorizzare le cose buone, indipendentemente da chi le ha realizzate. Naturalmente leggendo e documentatosi.

Sulla vicenda di Surigheddu e Mamuntanas, mi pare che nel dibattito si stiano trascurando proprio questi aspetti: si dimentica ciò che è stato costruito nel tempo, sia prima che dopo.

Parliamo di un compendio straordinario, quello di Surigheddu e Mamuntanas, che per dimensioni e caratteristiche rappresenta una risorsa unica. La sua vocazione agricola e zootecnica è evidente e va tutelata, ma non verrebbe affatto compromessa da un’integrazione con attività turistiche e sportive all’aperto. Anzi, queste funzioni sono perfettamente coerenti con le vocazioni del nostro territorio: agricoltura e turismo.

Durante la mia amministrazione abbiamo ripreso e aggiornato il progetto di Laore, elaborato dal dottor Sechi, trasformandolo in una proposta concreta, realizzabile e sostenibile. Un progetto capace di valorizzare l’azienda, sottraendola al degrado attuale, rilanciando le colture tradizionali – in particolare vite e ulivo – e affiancandole a nuove opportunità, come il turismo e lo sport all’aperto.

È importante ricordare che l’area si trova oltre i limiti del piano paesaggistico regionale, e quindi consente interventi di tipo turistico. Tra questi anche il golf, sul quale è bene chiarire: oggi esistono campi a basso impatto, con consumi idrici contenuti, realizzabili anche in aree marginali che altrimenti resterebbero inutilizzate.

Allo stesso modo, il turismo può rappresentare un’occasione per recuperare e riqualificare strutture esistenti, oggi in stato di abbandono, adattandole alle esigenze della moderna accoglienza.

Come amministrazione abbiamo portato questa proposta all’assessorato regionale al demanio, avviando un confronto concreto. È chiaro che la Regione, in quanto proprietaria, ha un ruolo decisivo, ma è altrettanto evidente  che senza la volontà e le pressioni del Comune nulla verrà realizzato.

Purtroppo, è anche giusto ricordarlo con equilibrio, quel progetto pare sia rimasto sul tavolo dell’allora Presidente della Regione, nonostante il lavoro svolto e la condivisione tecnica già maturata con l’allora assessore Quirico Sanna e la struttura tecnica. Non è un richiamo polemico, ma un dato di fatto che aiuta a comprendere perché, fino ad oggi, non si sia arrivati al risultato. Senza volontà, impegno costante e determinazione tutto rimarrà com’è.

Oggi, però, è altrettanto importante sottolineare che le due amministrazioni hanno nei propri cassetti la proposta aggiornata di quel piano di sviluppo. Una base concreta, già definita, che può essere immediatamente utilizzata per avviare un percorso serio e arrivare all’obiettivo.

E nel caso in cui quella documentazione non fosse facilmente reperibile, mi rendo fin da ora disponibile a recuperarla e metterla a disposizione. Perché è proprio da quella base che si può partire per valutare nel merito la proposta, senza anticipare conclusioni che rischiano soltanto di trasformare un’opportunità in una polemica inutile.

Proprio per questo, credo sia fondamentale evitare divisioni. Le polemiche non aiutano a raggiungere gli obiettivi, anzi spesso servono solo ad allontanarli. E su temi come questo, che possono essere largamente condivisi, dividersi per appartenenza politica ( ammesso che in questo caso ci siano diverse appartenenze) rischia di diventare un esercizio sterile.

La politica dovrebbe invece unire gli sforzi quando le soluzioni sono concrete e nell’interesse della comunità. Le contrapposizioni di schieramento, nella maggior parte dei casi, non portano alla realizzazione delle cose, ma al contrario finiscono per bloccarle.

Io credo che questa sia la strada: valorizzare Surigheddu integrando agricoltura, turismo e sport, rilanciare un patrimonio oggi degradato e trasformarlo in un’opportunità concreta di sviluppo economico, occupazione e tutela delle tradizioni e dell’ambiente”.

Mario Conoci

Sindaco di Alghero 2019/2024

“Commissione Pari Opportunità, caro Pirisi è passato un anno…”

ALGHERO – “Quando la memoria vacilla ci pensano i vari social a ricordarci le cose che scriviamo ed esterniamo verso il vasto pubblico per darne una giusta risonanza. Così l’articolo di Alghero Live del 14 aprile 2025 riapparso oggi a distanza di un anno esatto ci ricorda le parole di Mimmo Pirisi, il quale, in risposta alle sollecitazioni del Coordinamento Femminile di Orizzonte Comune in merito alla istituzione della Commissione Comunale delle Pari Opportunità,  affermava: “a breve la procedura pubblica per la sua costituzione” e proseguendo “Nelle prossime settimane sarà pubblicato un apposito avviso, attraverso il quale tutte le persone interessate potranno formalizzare la propria disponibilità a far parte della Commissione, contribuendo attivamente al rilancio delle politiche di parità nella nostra città”. Una risposta del Presidente del Consiglio Pirisi talmente sollecita alla nostra richiesta che ci ha fatto ben sperare che la macchina burocratico/amministrativa del Comune si sarebbe mossa in tempi brevissimi per colmare questa lacuna. Infatti la Commissione Pari Opportunità istituita nel 2017 non è stata più rinnovata nei successivi mandati. Consapevoli del nostro ruolo all’interno di Orizzonte Comune in quanto Coordinamento Femminile, ci siamo immediatamente mosse aprendo un dibattito all’interno del nostro movimento per individuare le figure disponibili e professionalmente adeguate a partecipare alla procedura pubblica che il Comune avrebbe indetto da lì a poco. Ora la considerazione che ci viene in merito alla stato di fatto della questione è questa: la società civile (le algheresi e gli algheresi), le associazioni culturali e del privato sociale, hanno il compito estremamente importante di ricordare agli amministratori quali sono le diverse criticità che si riscontrano nella gestione pubblica della città di Alghero. Noi dal canto nostro abbiamo cercato di fare del nostro meglio ricordando appunto all’Ente che l’assenza di una Commissione Pari Opportunità è una grave ostacolo che limita il camino verso l’uguaglianza sostanziale tra uomo e donna nonché la parità nel lavoro, nella formazione e nella vita sociale. D’altro canto spetta poi alla politica e all’apparato tecnico/amministrativo dell’Ente il compito del fare, rendere concreti e operativi gli obiettivi che proprio in questo specifico caso sono stati integralmente condivisi dall’Ente. A questo punto, caro Presidente del Consiglio Comunale Mimmo Pirisi, noi del Coordinamento Femminile di O.C. le chiediamo se ancora una volta la politica si ferma, per usare una metafora, alla lettura della “quarta di copertina dei libri” oppure intende davvero operare concretamente e dotare l’Ente di questo strumento di democrazia e rappresentanza dal basso costituito appunto dalla Commissione Pari Opportunità? Sicurissime della sensibilità sempre dimostrata dal Presidente Pirisi siamo sicure che provvederà immediatamente alla innocente dimenticanza e che ci darà buone notizie”.
Orizzonte Comune Alghero