Bufera sulla Continuità, Confcommercio infuriata: “Basta incertezze”

ALGHERO – L’ufficialità è arrivata con la nota stampa di ieri pomeriggio, confermando le voci che già al mattino si rincorrevano durante il vertice al Ministero dei Trasporti con Enac e Regione: Aeroitalia lascia la continuità territoriale sarda. Un addio che apre uno scenario di profonda incertezza per la mobilità dell’Isola, costringendo le istituzioni a riassegnare ben cinque rotte chiave — Cagliari e Olbia verso Roma e Milano, oltre alla tratta Alghero-Fiumicino — in un quadro strategico già reso fragile dall’instabilità del collegamento su Milano dal Riviera del Corallo.

Un quadro preoccupante su cui interviene con fermezza il presidente di Confcommercio Sardegna, Sebastiano Casu:

«Accogliamo questa notizia con grandissimo rammarico e profondo disappunto. Non si tratta soltanto dell’uscita di un singolo vettore, ma dell’ennesimo strappo alla trama economica e sociale della Sardegna. Vedere le nostre rotte principali di nuovo nel limbo significa gettare nello sconforto imprese, lavoratori e famiglie che chiedono solo di poter viaggiare e programmare senza l’angoscia costante del domani».

La decisione del vettore accende i riflettori su un modello di trasporto aereo che continua a mostrare il fiato corto. La ciclica emergenza dei bandi, le gare deserte e i frequenti cambi di rotta delle compagnie dimostrano come la continuità territoriale sarda necessiti di una riforma profonda e strutturale, capace di superare la logica delle soluzioni tampone per garantire stabilità nel tempo.

«La rabbia tra gli operatori economici è tanta — prosegue Casu — perché chi fa impresa nel turismo, nel commercio e nei servizi non può operare in un contesto di perenne incertezza. Tuttavia, piangersi addosso non serve a nulla: ora dobbiamo rimboccarci le maniche e pretendere risposte immediate. La mobilità non è un privilegio concedibile a intermittenza, ma un diritto costituzionale irrinunciabile per la nostra insularità».

Nei prossimi mesi la priorità assoluta sarà evitare che il riassetto delle rotte si traduca in un impoverimento dei voli o in un impennata dei costi per i passeggeri. Il tessuto produttivo sardo non può permettersi isolamenti temporanei o tagli alle frequenze proprio nella fase di pianificazione delle prossime stagioni.

«Faccio un appello accorato e risoluto alla Regione, al Ministero e all’Enac — conclude il presidente di Confcommercio Sardegna — ci si sieda subito a un tavolo propositivo per riassegnare i collegamenti nel minor tempo possibile. Serve una regia forte e autorevole per individuare soluzioni rapide, sostenibili e definitive. Confcommercio è pronta a fare la propria parte con idee concrete e contribuendo alla formazione di scelte che siano frutto di una reale concertazione capaci di dimostrare con i fatti che i sardi meritano rispetto.»

Posidonia, ad Alghero sole le briciole: “La Giunta Todde chiarisca”

Le nuove disposizioni della Regione Sardegna sulla gestione della posidonia spiaggiata, contenute nella deliberazione del 28 ottobre scorso, sollevano una questione che non può essere ignorata.
Per il triennio 2026-2028 la Regione ha previsto 700 mila euro all’anno, attribuendo priorità agli interventi di movimentazione temporanea e riposizionamento della posidonia sulla stessa spiaggia. La rimozione permanente e il conferimento agli impianti di recupero vengono invece finanziati soltanto in presenza di risorse residue.
Una scelta che appare in contraddizione con gli investimenti pubblici sostenuti dalla stessa Regione.
Ad Alghero, nella zona industriale di San Marco, è stato realizzato un impianto per il trattamento e il recupero della posidonia, un progetto fortemente voluto e sostenuto, durante il precedente mandato amministrativo, dall’allora assessore all’Ambiente Andrea Montis. Un progetto nato per superare la gestione emergenziale del fenomeno e trasformare un problema ambientale in una concreta opportunità di recupero e valorizzazione.
Parliamo di circa 5 milioni di euro di finanziamento PNRR per l’impianto principale e di ulteriori 1.875.000 euro stanziati dalla Regione Sardegna per l’area di messa a riserva, destinati al Consorzio Industriale Provinciale di Sassari. Un investimento pubblico complessivo di quasi 7 milioni di euro per un sistema con una capacità di trattamento di circa 20.000 tonnellate annue, in grado di recuperare la sabbia, separare i materiali estranei e valorizzare la componente vegetale.
Non si tratta, peraltro, di una tipologia di impianto nuova per la Sardegna. La stessa Regione ha infatti autorizzato due strutture di questo genere: una a Quartu Sant’Elena, operativa già dal 2015 e della quale anche il Comune di Alghero si è avvalso negli anni, e l’altra proprio ad Alghero, realizzata attraverso importanti investimenti pubblici. Entrambi gli impianti sono inseriti nella pianificazione regionale dei rifiuti. Un elemento che rende ancora più evidente la contraddizione: la Regione ha riconosciuto e sostenuto questa tipologia di infrastrutture, contribuendo anche economicamente alla realizzazione di quella algherese, mentre oggi le nuove disposizioni rischiano di disincentivarne l’utilizzo, relegando il conferimento agli impianti di recupero a una soluzione residuale.
Eppure, oggi, l’infrastruttura non riesce ancora a esprimere pienamente le proprie potenzialità. Alle difficoltà autorizzative e gestionali si aggiunge una collaborazione istituzionale che troppo spesso non appare all’altezza delle esigenze delle amministrazioni comunali. Servirebbe un maggiore accompagnamento da parte delle strutture regionali, con un approccio orientato alla soluzione dei problemi, non all’aggravamento delle difficoltà.
Non si chiede di derogare alle norme ambientali o di ridurre i controlli, ma di lavorare insieme ai territori affinché gli investimenti pubblici possano diventare realmente operativi.
C’è poi un elemento politico che rende la vicenda ancora più significativa. Il 12 agosto 2026 il Consiglio regionale ha approvato l’Ordine del giorno n. 84/XVII, impegnando la Giunta a prevedere criteri di premialità per i Comuni che adottano sistemi sostenibili di gestione della posidonia, valorizzando proprio il recupero della sabbia e la separazione di plastiche, microplastiche e altri materiali.
A distanza di poco più di due mesi, la Giunta adotta criteri che collocano il conferimento agli impianti di recupero in una posizione economicamente subordinata. Una contraddizione sulla quale è necessario fare chiarezza.
Nessuno mette in discussione l’importanza di mantenere la posidonia sulle spiagge quando svolge la sua funzione naturale di protezione dall’erosione costiera. Ma non tutti i litorali presentano le stesse caratteristiche e non tutte le situazioni possono essere affrontate nello stesso modo. Quando la rimozione è necessaria, il recupero attraverso impianti specializzati deve essere una soluzione concretamente sostenuta.
Non possiamo finanziare la realizzazione di infrastrutture strategiche e poi non creare le condizioni affinché possano essere utilizzate. Un impianto non si realizza per essere inaugurato, ma per funzionare.
Quello di San Marco potrebbe diventare un riferimento per l’intero Nord Sardegna, ben oltre le esigenze della sola città di Alghero. Ma per farlo serve una strategia regionale coerente, che valorizzi gli investimenti già realizzati.
Se l’atteggiamento non cambierà a tutti i livelli istituzionali e amministrativi, il rischio concreto è che un’infrastruttura nata per diventare un fiore all’occhiello della gestione ambientale della Sardegna finisca per trasformarsi in un investimento pubblico incapace di esprimere il proprio potenziale, fino a diventare un progetto fallimentare.
Sarebbe un esito inaccettabile. Chiunque abbia responsabilità nei percorsi amministrativi, autorizzativi e gestionali necessari al funzionamento dell’impianto deve assumersi fino in fondo il proprio ruolo. Se, nonostante i finanziamenti concessi e il percorso autorizzativo intrapreso, l’impianto dovesse rimanere inutilizzato o sottoutilizzato per ritardi o responsabilità amministrative, sarebbe legittimo chiedere un approfondimento agli organi competenti, a partire dalla Corte dei Conti, sul corretto impiego delle risorse pubbliche.
La Regione chiarisca dunque questa impostazione e spieghi come intenda dare attuazione all’indirizzo espresso dal Consiglio regionale con l’Ordine del giorno n. 84.
Rivolgiamo infine un appello agli attuali amministratori di Alghero, ai Comuni del territorio e alla Città Metropolitana di Sassari affinché si facciano parte attiva, stimolando e sollecitando la Regione a prendere seriamente in considerazione questa vicenda. È necessario aprire un confronto istituzionale e chiedere risposte concrete, promuovendo una strategia condivisa che riconosca nell’impianto di San Marco un’infrastruttura a servizio dell’intero territorio metropolitano e del Nord Sardegna. In gioco non c’è soltanto il futuro di un impianto, ma il valore di un importante investimento pubblico e un’opportunità ambientale ed economica per un’area molto più vasta. Su questa partita sarebbe importante che il territorio facesse sentire una voce comune, al di là delle appartenenze politiche.
La tutela delle spiagge, il contrasto all’erosione e il recupero dei materiali non sono obiettivi alternativi. Sono parti di un’unica strategia ambientale. E la Regione deve finalmente dimostrare di crederci, anche attraverso le proprie scelte”.

Coordinamento Noi Riformiamo Alghero

“Posidonia, ad Alghero dalla Giunta di Sinistra e 5 Stelle solo gli avanzi: Cacciotto e Selva muti”

ALGHERO – «La Regione lascia ad Alghero soltanto gli eventuali avanzi per utilizzare un impianto da oltre cinque milioni di euro destinato al recupero della Posidonia. E Cacciotto, Selva e Di Nolfo tacciono. È questo il risultato della loro azione politica?».

Così Fratelli d’Italia Alghero interviene sulla delibera regionale 53/13, che destina 700mila euro annui alla gestione della Posidonia, privilegiando la movimentazione temporanea e il riposizionamento sugli arenili, mentre il trattamento negli impianti di recupero resta subordinato alle risorse residue. Una scelta che penalizza Alghero, dove gli accumuli raggiungono anche due metri d’altezza.

«Nel 2020 l’Amministrazione Conoci sottoscrisse l’accordo con Provincia e Consorzio industriale per realizzare l’impianto di San Marco: oltre cinque milioni di investimento PNRR per recuperare la sabbia, separare plastiche e materiali inerti e valorizzare la componente organica. Una soluzione concreta di economia circolare».

«La gestione delle nostre spiagge deve trovare un equilibrio tra tutela ambientale e interessi del turismo, quindi della vita degli algheresi», osserva Mario Conoci. «Non possiamo accettare un sistema che rischia di riprodurre proprio gli accumuli che abbiamo lavorato per superare».

«Cacciotto ha inaugurato in pompa magna l’impianto, progettato e finanziato dal centrodestra. Oggi, però, non trova la voce per difenderlo. Alghero rischia così di dover sostenere con risorse proprie costi considerevoli per utilizzarlo, mentre la Regione finanzia prioritariamente il vecchio sistema».

«Ancora più imbarazzante è il silenzio di Di Nolfo. Il 12 agosto il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno n. 84, prima firmataria Francesca Masala di FdI e sottoscritto anche da lui, che chiedeva cinque milioni aggiuntivi per il recupero della sabbia, la separazione dei rifiuti e la valorizzazione della Posidonia. La sua maggioranza oggi disattende quell’indirizzo. Di Nolfo cosa ha da dire?».

«La Regione corregga immediatamente i criteri. Cacciotto, Selva e Di Nolfo pretendano risorse adeguate per San Marco. Alghero non può essere condannata ai cumuli dopo aver investito milioni per superarli»

Campo Fertilia, Bitti: “Smentisco la narrazione di AlguerRugby, ma basta polemiche”

ALGHERO – In merito alle polemiche che hanno accompagnato la riapertura del campo San Marco di Fertilia, ritengo necessario intervenire per ristabilire alcuni elementi di chiarezza e respingere una ricostruzione dei fatti che non corrisponde alla realtà.
In qualità di presidente del Fertilia FC e concessionario dell’impianto, voglio innanzitutto ribadire che il campo San Marco è e rimane disponibile anche per l’attività rugbistica, secondo i termini concordati con l’Alguer Rugby e nel pieno rispetto delle normative vigenti.
Non ho mai negato il contributo dell’Alguer Rugby, né intendo farlo oggi. Sono perfettamente consapevole che la società abbia effettuato alcuni interventi funzionali a rendere il campo utilizzabile anche per la pratica del rugby. Tuttavia, ritengo doveroso precisare che il Fertilia FC non ha mai ricevuto alcuna somma di denaro da parte dell’Alguer Rugby e che gli interventi realizzati sono stati eseguiti su iniziativa spontanea e volontaria della stessa società, nell’interesse della propria attività sportiva. È importante chiarire questo aspetto, affinché il contributo fornito dall’Alguer Rugby, che riconosco e rispetto, non venga impropriamente rappresentato come un sostegno economico diretto al Fertilia FC.
Desidero inoltre smentire categoricamente la narrazione secondo cui l’Alguer Rugby sarebbe stata allontanata dall’impianto.
Come concessionario, non ho alcuna facoltà di allontanare arbitrariamente una società sportiva, ma ho invece il dovere e la responsabilità di garantire una gestione dell’impianto improntata al rispetto delle normative vigenti, alla sua corretta valorizzazione e, soprattutto, alla tutela del bene comune.
Al contrario, ho sempre manifestato la mia disponibilità a favorire la convivenza tra le diverse discipline sportive, nella convinzione che un impianto pubblico debba rappresentare una risorsa per tutta la comunità.
Per questo ho dato disponibilità all’amministrazione di modificare il contratto che regola la concessione per trasformare l’impianto di calcio in campo polivalente e omologabile anche per il Rugby fino a campionati di rilievo nazionale. Per farlo serve l’impegno di tutti, e l’amministrazione si è dimostrata disponibile ad esplorare tale possibilità.
La nostra disponibilità, però, non può essere confusa con la possibilità di fare qualsiasi cosa. La gestione di un impianto comporta responsabilità precise e impone il rispetto delle norme, delle autorizzazioni e delle condizioni previste dalla concessione. Alcune richieste avanzate dall’Alguer Rugby, soprattutto in relazione allo svolgimento di attività extrasportive, andavano oltre ciò che poteva essere consentito.
Non è stato dunque il Fertilia FC ad allontanare l’Alguer Rugby. È stata la stessa società a scegliere di non proseguire la propria attività nell’impianto alle condizioni consentite. Si tratta di una distinzione sostanziale, che non può essere ignorata o volutamente travisata.
Il campo San Marco non può diventare il terreno di una battaglia politica combattuta sulla pelle della società che io rappresento.
Per quanto mi riguarda, devo riconoscere che l’attuale Amministrazione comunale, fin dal suo insediamento, sta dimostrando attenzione alla crescita dello sport nella nostra borgata. Lo dimostra anche quanto accaduto proprio ieri: senza gli interventi necessari a rendere nuovamente utilizzabile il San Marco, il Fertilia FC sarebbe stato costretto a disputare la propria partita a Campanedda, lontano dal proprio campo e dalla propria comunità.
Voglio inoltre esprimere il mio profondo disappunto per i toni che questa vicenda ha assunto sui social network. In questi giorni mi è capitato più volte di leggere commenti offensivi, attacchi personali e affermazioni che nulla hanno a che vedere con un confronto serio e costruttivo. Ritengo che tutto questo sia inaccettabile e che non contribuisca in alcun modo a risolvere le questioni sul tavolo.
Le divergenze possono e devono essere affrontate, ma il confronto deve essere riportato su un piano di civiltà, rispetto reciproco e responsabilità, soprattutto nelle sedi opportune, dove sia possibile discutere nel merito delle questioni, sulla base di fatti concreti e non di ricostruzioni parziali o dichiarazioni polemiche.
Non è accettabile utilizzare le vicende legate alla gestione di un impianto sportivo per fomentare le tifoserie, alimentare contrapposizioni o creare divisioni tra persone e società che dovrebbero invece condividere gli stessi valori. Lo sport deve unire, non diventare il pretesto per esasperare gli animi. Chi ha responsabilità, a qualsiasi livello, dovrebbe contribuire ad abbassare i toni, non ad alimentarli.
Ma ciò che mi amareggia maggiormente è un altro aspetto.
Ieri avrebbe dovuto essere una giornata di festa per Fertilia, per il calcio e soprattutto per i nostri ragazzi. Dopo tanto tempo, la squadra è finalmente tornata a giocare sul proprio campo, davanti alla propria gente. I giovani calciatori hanno dimostrato impegno, passione e un fortissimo attaccamento alla maglia, dando un significato autentico a una giornata importante per tutta la nostra società.
Eppure, tutto questo è stato inevitabilmente oscurato da polemiche che nulla hanno a che vedere con il valore dello sport.
Si è parlato molto di contrapposizioni, accuse e responsabilità, e troppo poco dei ragazzi che sono scesi in campo e di quanti, quotidianamente e spesso lontano dai riflettori, dedicano tempo ed energie per consentire alle società sportive di andare avanti.
Non accetto che il lavoro di una società e l’entusiasmo dei suoi giovani atleti vengano messi in secondo piano per alimentare polemiche che hanno ormai assunto contorni prevalentemente politici.
Il Fertilia FC non intende farsi trascinare in queste contrapposizioni. Continueremo a lavorare per lo sport, mantenendo aperta la porta alla collaborazione con tutte le società, Alguer Rugby compresa, purché nel rispetto delle regole e delle responsabilità di ciascuno.
Mi auguro che, da questo momento, prevalgano il buon senso, il rispetto reciproco e soprattutto la volontà di valorizzare un impianto che deve essere motivo di orgoglio per Fertilia e per l’intera città di Alghero”
Antonio Bitti
Presidente Fertilia FC – Concessionario del campo San Marco di Fertilia

“AeroItalia lascia l’Isola, Todde e Manca si devono dimettere”

ROMA – Aeroitalia annuncia l’uscita dalla continuità territoriale sarda e indica gennaio 2027 come possibile termine per concludere il rapporto con la Regione. È un fatto gravissimo, che dà la misura delle conseguenze di una gestione tardiva e inadeguata. Forza Italia aveva lanciato l’allarme già a maggio, ma Todde e Manca avevano liquidato le nostre preoccupazioni sul caro carburante come “fake news”. Oggi la compagnia annuncia che non ci sono più le condizioni economiche per proseguire il servizio. Le rassicurazioni non bastano: la Sardegna rischia di perdere un vettore e ha diritto di sapere come la Regione intenda garantire i collegamenti. Pietro Pittalis, segretario regionale di Forza Italia, e Marco Tedde, già sindaco di Alghero e consigliere nazionale del partito, chiedono alla Giunta di assumersi le proprie responsabilità. “Le dichiarazioni di Intrieri descrivono una situazione che la Regione avrebbe dovuto affrontare da mesi. Aeroitalia riferisce di aver sostenuto 18,4 milioni di euro di extracosti per il carburante, a fronte dei 2,6 milioni riconosciuti nei conteggi regionali con ENAC per il periodo aprile-settembre. Riferisce inoltre che i circa 20 milioni promessi a maggio per Aeroitalia e ITA Airways non sono stati erogati. Sono dati che richiedono un’immediata verifica, ma che non possono essere liquidati con un generico richiamo agli obblighi contrattuali. L’articolo 1467 del Codice civile consente di chiedere la risoluzione di un contratto quando eventi straordinari e imprevedibili rendono eccessivamente onerosa la prestazione. Spetterà alle sedi competenti verificare se ne ricorrano i presupposti. La stessa norma permette alla controparte di evitare la risoluzione offrendo un’equa modifica delle condizioni contrattuali. La Regione avrebbe dovuto utilizzare questo spazio per cercare tempestivamente un riequilibrio, anziché lasciare che la situazione arrivasse a questo punto. Ora non c’è più tempo da perdere. Chiediamo alla presidente Todde e all’assessora Manca di convocare immediatamente Aeroitalia, chiarire la situazione finanziaria e contrattuale, verificare le risorse effettivamente disponibili e concordare un percorso che garantisca la continuità dei collegamenti. Occorre coinvolgere MIT ed ENAC e aprire subito un confronto con la Commissione europea per individuare soluzioni compatibili con le regole comunitarie. La Regione deve inoltre chiarire quale piano abbia predisposto per assicurare i voli qualora Aeroitalia concluda il rapporto a gennaio. Non bastano rassicurazioni: servono un calendario, impegni precisi e garanzie verificabili per i passeggeri. La continuità territoriale non è una questione contabile né un problema tra la Regione e una compagnia aerea. È un diritto dei sardi. Dopo aver sottovalutato gli allarmi, Todde e Manca non possono ora limitarsi a prendere atto dell’uscita di Aeroitalia. Devono impedire che le conseguenze dei loro ritardi ricadano sui cittadini. La Sardegna non può permettersi di restare isolata”

“Il Puc non si ferma, sbagliato creare alllarmismo perchè sarà approvato da un certo colore politico”

ALGHERO – “È da 30 anni che Alghero aspetta il suo Piano Urbanistico Comunale.
Siamo a un momento di svolta.
L’entrata in aula del PUC nelle prossime settimane non significa che il progetto sia definitivo e non modificabile; anzi, al contrario, chi ha amministrato questa città in passato dovrebbe saperlo bene…L’adozione è il passaggio fondamentale per mettere sul tavolo una proposta concreta, organica e definita, sulla quale tutta la città e i portatori di interesse potranno confrontarsi e discutere all’interno di un percorso di partecipazione strutturato.
Capisco bene la paura di molti che questo strumento venga finalmente adottato… Ma è proprio per questo che non possiamo fermarlo.
Provare a creare allarmismo soltanto perché si tratta di uno strumento che sarà approvato da un certo colore politico, lo trovo risibile e imbarazzante.
A discapito di “facce buffe” e polemiche strumentali, crediamo vivamente che questa maggioranza riuscirà a raggiungere il risultato che si è prefissata. Il PUC non è di una parte… È di Alghero”.
Anna Arca Sedda (Alleanza Verdi e Sinistra)
Nella foto l’assessore all’Urbanistica Corbia (Avs), Anna Arca Sedda (Avs), sindaco Cacciotto (Europa Verde/Avs) e Gianni Occhioni (Avs)

AeroItalia lascia la Sardegna: “Colpa della Giunta Todde”, e’ la Caporetto dei trasporti aerei

ALGHERO – Tanto tuono’ che piogge. “AeroItalia lascia la continuità territoriale in Sardegna”. Così bel comunicato ufficiale della compagnia italiana. A confermare l’addio è l’amministratore delegato Gaetano Intrieri già in mattinata, durante il vertice al ministero dei Trasporti con l’Enac e la Regione. L’Isola, sempre più isolata, dovrà veder vanno riassegnate cinque rotte che oggi copre il vettore: da Cagliari e Olbia verso Roma e Milano più l’Alghero-Fiumicino più il collegamento su Milano dal Riviera del Corallo con Alghero che, di fatto, si trova drammaticamente senza più Continuità Aerea. E poi il le il duro attacco alla Giunta Todde: “In Sardegna, però, il percorso si è arenato per ragioni che, a nostro avviso, sono state più politiche che tecniche. A maggio la Regione si è impegnata a stanziare circa 20 milioni di euro per Aeroitalia e Iia Airways, da ripartire in base all’attività svolta da ciascuna compagnia. In quella riunione nessuno ha sollevato problemi regolamentari sull’erogazione dei contributi alle due compagnie che garantiscono la Continuità territoriale dell’isola. Eppure, a settembre, quelle risorse non erano ancora arrivate. Oggi, a nove mesi dalle nostre prime segnalazioni, siamo ancora in attesa”

Centrodestra: plauso all’onestà intellettuale di Colledanchise

ALGHRO – “Esprimiamo apprezzamento per le parole pronunciate dal consigliere di centrosinistra Marco Colledanchise sulla vicenda dell’Alguer Rugby e del campo di Fertilia. Il suo intervento dimostra un’onestà intellettuale che condividiamo, tanto più perché proviene da un esponente della stessa maggioranza. Avere il coraggio di denunciare le contraddizioni della propria amministrazione è un segnale di serietà politica. Da una parte c’è una società che ha investito risorse proprie, lavoro e impegno nel recupero del campo di Fertilia; dall’altra un’amministrazione che propaganda la rinascita dell’impianto senza riconoscerne il contributo. Nel frattempo, l’Alguer Rugby continua a denunciare l’assenza di spazi stabili per allenarsi a Maria Pia e l’impossibilità di accedere a Fertilia. Una situazione che chiama direttamente in causa l’amministrazione Cacciotto. Ancora più discutibile è il comportamento dell’assessore Enrico Daga, il cui modo di fare politica appare sempre più contraddittorio e lontano dal rispetto istituzionale. Dopo gli atteggiamenti vessatori nei confronti della collega Sanna e i dipendenti dell’eco centro e le polemiche sulle operazioni immobiliari che hanno sollevato interrogativi politici e amministrativi, oggi sembra rivolgere la propria attenzione proprio contro una società sportiva che ha contribuito, anche economicamente, al recupero di un impianto pubblico. Servono risposte chiare anche sulla mancata assegnazione di spazi adeguati a Maria Pia. Colledanchise ha avuto il merito di porre queste questioni dall’interno della maggioranza. Noi le rilanciamo dall’opposizione: lo sport ha bisogno di rispetto, trasparenza e regole uguali per tutti, non di passerelle e riconoscimenti distribuiti selettivamente.

Marco Tedde – Forza Italia
Raffaele Salvatore – UDC
Michele Pais – Lega
Alessandro Cocco – Fratelli d’Italia
Massimiliano Fadda – Prima Alghero
Giovanna Caria – Riformatori Sardi

“Chi è Steven Masotti: medico, commissario o sceriffo?”

CAGLIARI – “I medici facciano i medici, gli ingegneri i capo cantieri e gli
sceriffi nel far west. Dovrebbe essere una affermazione logica ma a quanto pare non lo è”.
Lo domandano e denunciano i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu e Fausto
Piga durante al conferenza stampa di questa mattina in consiglio regionale. Punto focale
l’interrogazione 1351 nel quale si chiedono chiarimenti in merito alla figura del dottor
Masotti che oltre ad avere una laurea in medicina sembra anche aver studiato da
ingegnere, causando non pochi malumori all’interno della struttura ospedaliera. “Stiamo
parlando dell’azienda ospedaliera più importante della Sardegna, dove oggi, si registra un
clima pesante come testimoniato da diversi operatori sanitari. Non possono esistere certi
meccanismi. I cittadini hanno diritto alla massima chiarezza e trasparenza su questa figura
oscura che incute timore e sgomento tra i medici in reparto” dichiara Truzzu. “I casi sono
due: o la presidente non controlla l’assessorato e attribuisce ruoli a soggetti a lei
sconosciuti oppure non è perfettamente consapevole e ha deciso di nominare un
commissario politico a cui affidare la gestione dell’azienda sanitaria leader in Sardegna”
continua Truzzu. Durante la conferenza stampa è emersa anche la preoccupazione già
espressa in precedenza in merito all’interrogazione n 490 a prima firma Fausto Piga, nel
quale viene richiesto quale specifica disposizione normativa e quale atto amministrativo
abbia consentito ad Arnas Brotzu di acquisire due dirigenti medici mediante la procedura
di mobilità volontaria indetta per l’acquisizione di un solo posto disponibile. “Il caos che
sta emergendo al Brotzu è allarmante: mina la salute dei pazienti e compromette la
serenità lavorativa di tutto il personale. Destano profonda preoccupazione la trasparenza
nelle procedure di selezione del personale e la legittimità dell’accordo sulla Terapia
Intensiva Pediatrica , su cui gravano pesanti rilievi dei revisori dei conti” dichiara Fausto
Piga. “Un commissario politico” che vaga tra reparti non è la soluzione ai gravi problemi
che attanagliano la sanità sarda, malata e incancrenita dalla incapacità totale di un
assessorato guidato ad interim dalla presidente Todde. “Ancora una volta la mancanza di
una visione strategia fa sprofondare nel buio più totale il futuro di migliaia di cittadini
ormai sfiduciati nel sistema sanitario regionale” concludono i consiglieri.

“Se AeroItalia abbandona la Sardegna, è il più grande disastro dei trasporti”

ALGHERO – «Se domani, nell’annunciata riunione a Roma presso l’Enac, Aeroitalia dovesse formalizzare la volontà di non proseguire i collegamenti in continuità territoriale da e per la Sardegna, si aprirebbe la strada al più grande disastro dei trasporti che la nostra Isola abbia mai conosciuto. Un rischio concreto, che impone a tutti responsabilità e la ricerca immediata di una soluzione». Lo dichiara Michele Pais, consigliere comunale della Lega ed ex presidente del Consiglio regionale, che rinnova l’appello al dialogo già formulato nei giorni scorsi.
«Silvio Lai ha colto con lucidità la gravità della situazione. La sua richiesta di un intervento diretto della presidente Todde rappresenta, sul piano politico, una sostanziale bocciatura della gestione dell’assessora Barbara Manca. Il richiamo ad abbassare i toni e a riaprire il confronto va nella stessa direzione della proposta che ho avanzato: abbandonare gli atteggiamenti muscolari e riunire tutti i protagonisti attorno a un tavolo, nell’esclusivo interesse della Sardegna e dei sardi».
«Gli spazi di manovra sono ormai strettissimi. Gli errori clamorosi della Regione nella programmazione e nella gestione della continuità territoriale hanno contribuito a portarci in questa condizione, che ci mette in una condizione di grande debolezza, ulteriormente aggravata dallo shock del costo del carburante. Una crisi straordinaria richiede risposte straordinarie. Limitarsi a evocare obblighi contrattuali e sanzioni, non basta a mettere al sicuro i collegamenti. Occorre avere prima una soluzione concreta, sostenibile e rispettosa delle regole, da costruire con il coinvolgimento dell’Enac e chiedendo il pieno supporto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, totalmente disponibile in tal senso».
Per Pais, «la presidente Todde deve assumere nella pienezza la responsabilità politica dei trasporti, come già avvenuto per la sanità. Deve partecipare personalmente alle riunioni e mettere in campo tutta la forza istituzionale e l’autorevolezza che il suo ruolo richiede. La richiesta che arriva dal PD di un suo coinvolgimento diretto conferma che questa vertenza ha bisogno di una guida al massimo livello, rispetto a quella inadeguata attuale».
«Oggi rivolgo un appello a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione: uniamoci per salvare il diritto alla mobilità dei sardi. Una volta messo al sicuro il servizio, affronteremo fino in fondo le responsabilità politiche. Ma adesso viene prima la Sardegna: dobbiamo difendere insieme un diritto la cui effettiva garanzia è oggi seriamente a rischio», conclude Pais