“Cacciotto e Marinaro: gli algheresi stufi delle chiacchiere, vogliono fatti”

ALGHERO – “Noi abbiamo sbloccato e avviato l’opera, affrontando problemi e reperendo nuove risorse. Ora la città vuole sapere quando sarà completata».

La replica dell’assessore Marinaro alla nota di Forza Italia sulla circonvallazione appare come l’ennesimo tentativo dell’amministrazione Cacciotto di scaricare sul passato le responsabilità di ciò che oggi non riesce a portare a termine.            Ma a tutto c’è un limite!

La mia amministrazione ha sbloccato e avviato concretamente un’opera rimasta ferma negli anni delle amministrazioni di sinistra, superando ostacoli importanti, a partire dallo spostamento della blocchiera ( chiedete al consigliere Emiliano Piras). Lo abbiamo fatto anche durante il Covid, affrontando le criticità tecniche emerse durante i lavori e individuando le soluzioni necessarie. Mi sono attivato personalmente con la Regione, ottenendo ulteriori due milioni di euro.

Anche la questione del fondo stradale e degli ulivi  è stata risolta  durante il mio mandato. È quindi paradossale che oggi si presentino come nuove criticità questioni che avevamo già affrontato e superato. Questo dimostra, a voler essere generosi, una scarsa conoscenza della storia dell’opera e, in alcuni casi, la pretesa di attribuirsi meriti di cose fatte  dalla nostra amministrazione.

Va ricordato, piaccia o no a questa amministrazione, che il progetto e il finanziamento originario di circa 10,5 milioni di euro risalgono alla Giunta Tedde,  2007-2011. Quindi 12,5 milioni sono stati acquisiti dal centrodestra, solo un paio dalla sinistra. Si attivino per reperire quelli che servono al completamento. Dopo anni di immobilismo, noi abbiamo trasformato quel progetto in un cantiere, affrontando gli imprevisti e lavorando per garantire la prosecuzione dei lavori.

Oggi, invece, la nota dell’amministrazione purtroppo annuncia un arretramento con la suddivisione dell’intervento in due lotti senza fornire certezze sui tempi di completamento, né del primo lotto e tantomeno dell’intera infrastruttura. A questo si aggiunge un cantiere in stato di abbandono, nel quale si sono  verificati furti e anche il passaggio improprio di automobilisti, con evidenti rischi per la sicurezza, segnalati da Fratelli d’Italia.

L’amministrazione Cacciotto si avvia rapidamente  verso il giro di boa ed è ormai a metà mandato. Il tempo corre e non può continuare a giustificare ogni difficoltà con ciò che ha ereditato. Chi si candida a governare una città sa che erediterà problemi, opere in corso di realizzazione e situazioni complesse. Il compito è affrontarli, trovare soluzioni e portare a termine gli interventi. Senza piagnistei e continue giustificazioni. Lo facciano!

È troppo facile inaugurare parchi già realizzati dalle amministrazioni precedenti. Ben più difficile è completare le infrastrutture strategiche. Ho seguito personalmente, insieme agli assessori Antonello Peru prima ed Emiliano Piras poi, la circonvallazione con numerosi sopralluoghi insieme ai direttori dei lavori, all’Ufficio tecnico, all’impresa e attraverso le commissioni consiliari. Conosco bene la storia di quest’opera e respingo ogni tentativo di attribuire a chi l’ha avviata le responsabilità di chi oggi l’ha abbandonata e non riesce a completarla.

La replica, infatti, della amministrazione appare più finalizzata per cercare di creare divisioni nel centrodestra,  che per dare notizie certe sul futuro della circonvallazione. Notizie che infatti rimangono nascoste dietro la cortina fumogena di comunicati che non dicono nulla.

Alghero non ha bisogno di altre polemiche e ancora meno di fantasiose ricostruzioni. Ha bisogno di una circonvallazione finita. A metà mandato, le scuse non bastano più: servono fatti, responsabilità e date, che invece si guardano bene dal dire”.

Mario Conoci (Fratelli d’Italia) già sindaco di Alghero

“Marinaro-scaricabarile, faccia l’Assessore!”

ALGHERO – «L’assessore Marinaro accusa i predecessori, ma continua a non rispondere alle domande decisive: quanto manca per completare la circonvallazione, dove troverà le risorse e quando sarà realizzato il collegamento con viale della Resistenza? La sua replica non chiarisce questi punti e conferma le nostre preoccupazioni».

I consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini replicano all’assessore alle Opere pubbliche.

«Marinaro dimentica un dato fondamentale: l’opera è stata affidata con un appalto integrato, comprensivo di progettazione ed esecuzione. Eventuali carenze progettuali vanno accertate verificando gli obblighi dell’impresa e dei progettisti, senza confonderli con i compiti di controllo dell’amministrazione. Se ci sono errori o lavorazioni sottostimate, l’assessore dica quali contestazioni sono state formulate e quali iniziative ha assunto per tutelare il Comune».

«Anche sulla VIA servono date e fatti, non accuse generiche al passato: quando è scaduta, quando è stata presentata l’istanza e quali iniziative ha assunto l’amministrazione Cacciotto per superare le criticità? Governare significa risolvere i problemi, non limitarsi a denunciarli».

Il nodo centrale resta il finanziamento dell’intera opera. «Lo stesso Marinaro parla di “eventuali risorse aggiuntive” per il secondo lotto. Ma un’infrastruttura strategica non può essere affidata alle eventualità. Quanto costa completarla? Quali risorse sono disponibili e dove reperirà quelle mancanti? E, considerato che l’appalto riguarda l’intera tratta, quali atti disciplinano la suddivisione in lotti, quali obblighi restano a carico dell’impresa e qual è il cronoprogramma aggiornato?».

«Non contestiamo l’apertura del primo tratto, se effettivamente utilizzabile. Contestiamo che venga presentata come un risultato risolutivo mentre il completamento dell’opera resta senza certezze finanziarie e temporali. Aprire una parte non significa aver completato la circonvallazione».

«La circonvallazione nasce dalla programmazione della seconda Giunta Tedde, che ne ha promosso il progetto e ottenuto il finanziamento regionale di 10,5 milioni di euro. Ora spetta all’amministrazione Cacciotto portare a termine l’opera, affrontando le criticità tecniche e contrattuali. La responsabilità dei tempi e delle soluzioni adottate durante questo mandato è di chi governa, non dell’opposizione».

«Basta quindi con lo scaricabarile. Marinaro presenti alla città un quadro chiaro e verificabile: risorse disponibili, costi residui, obblighi dell’impresa e tempi di completamento dell’intera circonvallazione. Alghero non ha bisogno di altre accuse, ma di risposte e risultati. Marinaro faccia l’assessore!»

I consiglieri comunali di Forza Italia
Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino, Nina Ansini

“Aou, parole di Desirè Manca sono gravissime: assurda ingerenza sui revisori”

ALGHERO – «Le dichiarazioni dell’assessora regionale Desirè Manca sulla vicenda dei premi di produttività dell’AOU di Sassari, sono di una gravità inaudita. Siamo di fronte a quello che appare come un tentativo di ingerenza politica nell’attività di un organo indipendente di controllo, accompagnato da una delegittimazione pubblica della presidente del collegio sindacale, indicata sostanzialmente come responsabile del mancato pagamento delle spettanze ai lavoratori».
Lo dichiara Michele Pais, intervenendo sulle affermazioni dell’assessora regionale del Lavoro Desirè Manca espresse in un video sui social.
«Dalle dichiarazioni dell’assessora emerge una rappresentazione sconcertante della vicenda: il collegio sindacale viene descritto quasi come un organismo che agirebbe arbitrariamente contro i lavoratori, anziché come un organo istituzionale chiamato dalla legge a verificare la regolarità e la legittimità degli atti amministrativi e contabili.
È una ricostruzione sconcertante, soprattutto proveniente da un’assessora che ancora una volta appare inconsapevole della gravità delle cose che dice. Il collegio sindacale non è un’associazione di persone che decide discrezionalmente se riconoscere o negare i diritti dei dipendenti. È un organo indipendente di garanzia, previsto dall’articolo 3-ter del decreto legislativo 502/1992, che ha il preciso dovere di vigilare sull’osservanza della legge e sulla regolarità della gestione economica e contabile».
Pais richiama quindi il passaggio relativo al coinvolgimento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
«L’assessora riferisce di un intervento presso il ministro Giorgetti per sollecitare un provvedimento sulla vicenda. Con quale finalità e attraverso quali strumenti? Il ministro dell’Economia non è il superiore gerarchico dei revisori e non può imporre loro di modificare un giudizio tecnico-contabile. O peggio ancora sollevare dall’incarico la Presidente del collegio. Se questa fosse la finalità delle sollecitazioni politiche, ci troveremmo davanti a un fatto istituzionalmente gravissimo, al limite, se non oltre, di un illecito penale».
«Ancora più preoccupante è la personalizzazione delle responsabilità nei confronti della presidente del collegio sindacale, pubblicamente additata come ostacolo al pagamento dei premi. È un atteggiamento che rischia di trasformarsi in una forma di pressione intimidatoria nei confronti di un pubblico ufficiale chiamato a svolgere, con autonomia e indipendenza, una funzione di controllo.
Non spetta a un assessore regionale stabilire pubblicamente che un rilievo contabile sia arbitrario o illecito e utilizzare questa valutazione per mettere sotto accusa chi lo ha formulato. Esistono procedure, responsabilità e sedi competenti per risolvere le controversie giuridiche e contabili. Peraltro fornendo una rappresentazione delle cose assolutamente distante dalla realtà».
Pais solleva anche la questione delle possibili ulteriori implicazioni.
«Ritengo che le dichiarazioni dell’assessora debbano essere esaminate con estrema attenzione anche sotto ulteriori profili. Occorre verificare se le affermazioni pubbliche possano essere interpretate come pressioni indebite e se siano state accompagnate da azioni dirette o iniziative finalizzate a indurre i componenti del collegio a modificare o controllare le proprie determinazioni. Non spetta certamente alla politica pronunciare sentenze, ma sarebbe altrettanto grave sottovalutare comportamenti potenzialmente lesivi dell’indipendenza degli organi di controllo».
L’ex presidente del Consiglio regionale richiama infine il proprio precedente intervento sulla vicenda.
«Lo avevo già affermato nei giorni scorsi: il collegio sindacale non è il nemico dei lavoratori, e nei loro rilievi c’è la soluzione del problema. Il suo compito è anche quello di garantire che le risorse destinate al personale siano riconosciute e corrisposte attraverso procedure legittime, evitando contestazioni e possibili responsabilità future»

Circovallazione fantasma, “le colpe sono di Forza Italia e della Giunta Conoci”

ALGHERO – “La strategia comunicativa adottata dal gruppo consiliare di Forza Italia non vale a nascondere la gravi e precise responsabilità ad essi imputabile,  nel corso della precedente consiliatura,  per l’inappropriata gestione dei principali cantieri cittadini, che ancora ne frenano il completamento.  Stupisce quindi come i forzisti, ancora una volta, tentino artificiosamente di attribuire ad altri  inadempienze che, senza alcun dubbio, invece gli sono proprie.

L’ultimo intervento dei forzisti in materia di opere pubbliche riguarda la circonvallazione per denunciare i ritardi nel completamento dell’importante infrastruttura viaria cittadina, a loro dire, ascrivibili all’amministrazione Cacciotto.

Ma così non è.

I forzisti algheresi rivendicano, in modo del tutto stupefacente,  l’iniziativa dell’opera, come se appartenesse ad una visione di sviluppo  della viabilità urbana, a loro riferibile in modo esclusivo. Tuttavia dimenticano di esporre, nel loro ultimo  comunicato (dal contenuto assai impreciso e lacunoso), come il progetto dell’opera fosse ab origine inadeguato, tanto che la sua esecuzione ha conosciuto lunghi momenti di sospensione a causa, dapprima, della infausta previsione della piantumazione dell’aiuola spartitraffico con alberi di olivo, opportunamente stoppato dall’allora Provincia di Sassari, e, dappoi in conseguenza della presa d’atto della inidoneità del terreno sottostante a sopportare il peso della realizzanda infrastruttura.

Questi  primi errori macroscopici hanno determinato una lunga inattività del cantiere e generato di conseguenza, una importante lievitazione dei costi, durante la gestione forzista dell’assessorato cittadino delle Opere Pubbliche .

Successivamente, ancora una volta in un momento antecedente l’insediamento della giunta Cacciotto, perdeva di efficacia la Valutazione d’impatto ambientale rilasciata dalla RAS perché   l’Assessorato ai Lavori Pubblici del  Comune di Alghero aveva omesso di presentare all’Assessorato regionale all’Ambiente la richiesta di rinnovo, entro il termine quinquennale di validità del provvedimento autorizzatorio. Tale circostanza, se da un lato,   ha determinato una sospensione parziale  del cantiere,  sino alla riattivazione con esito positivo della procedura tecnico-amministrativa di VIA, di competenza regionale, dall’altro evidenzia come l’importante intervento, originariamente previsto nella sua realizzazione nel termine massimo di un quinquennio, si sia protratto oltre la scadenza inizialmente prevista proprio a causa dell’approccio superficiale tenuto dai forzisti algheresi che hanno, all’evidenza, sottovalutato aspetti fondamentali  sia di carattere amministrativo che di carattere tecnico, funzionali alla corretta esecuzione dell’arteria viaria.

Vi è di più. L’intervento di consolidamento del fondo stradale ha implicato l’adozione di una prima perizia di variante che ha prosciugato il quadro economico inizialmente previsto per l’esecuzione dell’intera opera.  In buona sostanza, la mancata indagine preventiva delle caratteristiche del suolo su cui andava a gravare l’infrastruttura ha determinato che gli accorgimenti tecnici necessari a superare il grave problema, abbiano drenato una quota importante del quadro economico dedicato, rendendo insufficiente il finanziamento  destinato alla realizzazione dell’infrastruttura.

Ulteriori effetti negativi si sono prodotti, per un verso, sotto forma d’impoverimento delle risorse e lievitazioni dei costi complessivi dell’opera e, per altro verso, come necessità di ottenere una seconda perizia di variante per reintrodurre nelle lavorazioni di completamento quelle parti che erano state escluse per finanziare la prima variazione progettuale, relativa alla  stabilizzazione del fondo stradale.

In tale contesto fattuale era necessario ottenere l’approvazione di una seconda perizia di variante. Tale atto è stato approvato dalla RAS Assessorato Lavori Pubblici, lo scorso 18 settembre e consente opportunamente di suddividere l’intervento in due lotti funzionali: il primo che comprende il tratto stradale tra la rotatoria 5 di via Vittorio Emanuele e la rotatoria 2  ubicata in via Valverde; ed il secondo, di completamento, che riguarda il segmento tra la rotatoria 2 e quella prevista in corrispondenza dell’intersezione con Viale della Resistenza.

Questa soluzione, finanziata con un nuovo  apporto regionale di euro 1.000.000,00  nonché con fondi di bilancio comunale per circa 1.300.000,00 euro, consente di ottenere il completamento della prima parte della circonvallazione in tempi brevi con le risorse al momento disponibili. E di procedere, senza soluzione di continuità, al completamento del secondo lotto funzionale, già avviato con eventuali  risorse aggiuntive.

Probabilmente, se il gruppo consiliare di Forza Italia avesse intuito la necessità di frazionare l’opera in due lotti funzionali – quantomeno dal momento in cui si era reso necessario intervenite per il consolidamento del terreno su cui poggia l’infrastruttura – ad oggi almeno una prima parte dell’arteria viaria sarebbe stata già nella disponibilità degli algheresi ed avrebbe consentito una migliore circolazione veicolare in ambito urbano”.

Francesco Marinaro, assessore ai Lavori Pubblici, Manuntenzione e Verde

 

“Parco, Centrosinistra tra propaganda e confusione: Alghero non deve perdere sovranità”

ALGHERO – «Siamo profondamente meravigliati dalle dichiarazioni dei capigruppo di maggioranza sul Parco di Porto Conte. Il loro tentativo di mettere sullo stesso piano la proposta di legge del 2014 e la bozza di riforma oggi in discussione rivela, quantomeno, una scarsa conoscenza dei contenuti della proposta che citano. Basterebbe leggerla per accorgersi che si tratta di due impostazioni profondamente diverse».
Lo dichiarano i capigruppo del centrodestra algherese Marco Tedde per Forza Italia, Raffaele Salvatore per UDC–Patto per Alghero, Michele Pais per Lega, Alessandro Cocco per Fratelli d’Italia, Massimiliano Fadda per Prima Alghero e Giovanna Caria per Riformatori Sardi.

«La proposta del 2014 era un’iniziativa di un gruppo di opposizione in Consiglio regionale e non è mai approdata all’esame della commissione competente né del Consiglio regionale. Non è stata quindi avviata alcuna istruttoria che potesse condurre alle audizioni e al confronto con i portatori di interesse. La comunità algherese non fu coinvolta semplicemente perché quella proposta non ebbe seguito nell’iter legislativo. È dunque singolare che oggi la maggioranza utilizzi proprio quel precedente per impartire lezioni di partecipazione».
«Ma il punto decisivo è un altro: la proposta del 2014 manteneva la governance del Parco in capo al Comune di Alghero. Prevedeva una semplificazione amministrativa senza alcun trasferimento di competenze fuori dal territorio algherese, senza attribuire quote di governo del Parco alla Regione, alla Città metropolitana o a FoReSTAS. Prevedeva inoltre uno stanziamento annuale adeguato per sostenere la tutela, la valorizzazione e la promozione del Parco».
«La differenza con la bozza oggi contestata è sostanziale. La disposizione che ci è stata sottoposta attribuisce il 10% dei voti alla Regione, il 5% alla Provincia o Città metropolitana e il 5% a FoReSTAS, quando ricorrono le condizioni previste. E stabilisce che, nel caso di un parco ricadente interamente nel territorio di un solo Comune, a quest’ultimo spetti il 45% dei voti. Se confermata e applicata a Porto Conte, questa impostazione ridurrebbe sensibilmente il peso decisionale di Alghero, introducendo altri soggetti nella governance di un Parco che insiste interamente sul territorio comunale».
«La maggioranza dovrebbe spiegare questa differenza, invece di rifugiarsi in un confronto improprio con il 2014. Riformare gli organi del parco è cosa ben diversa dal sottratte il potere decisionale alla città per regalarlo a soggetti istituzionali lontani e avulsi dal territorio. Sono scelte differenti, con conseguenze differenti».
«Prima di accusare l’opposizione di contraddizione, sarebbe stato opportuno leggere la relazione e gli articoli della proposta che si cita. E, soprattutto, sarebbe stato necessario esaminare la bozza attuale nella sua interezza, verificando quali competenze restino al Consiglio comunale e quali vengano attribuite agli altri enti. La dichiarazione secondo cui la leadership di Alghero sarebbe intatta non può sostituire l’analisi delle norme».
«Noi non siamo contrari a priori a una riforma del Parco. Siamo contrari a qualsiasi modifica che indebolisca il ruolo di Alghero senza un confronto preventivo, trasparente e pubblico. Chiediamo che il testo integrale venga reso disponibile e discusso con il Consiglio comunale, le borgate, gli operatori e la comunità. La maggioranza smetta di polemizzare su una proposta di dodici anni fa e chiarisca, invece, che cosa intenda sostenere oggi».
«Il Parco di Porto Conte è un patrimonio ambientale, economico e identitario di Alghero. La sua riforma non può essere affrontata con superficialità né sulla base di rassicurazioni generiche. Servono atti, norme chiare e un confronto vero. È questo che la città si aspetta dai suoi rappresentanti»

“Parco, il Centrodestra voleva la stessa riforma”

ALGHERO – “Non si capisce quale sia la paura dell’opposizione se non la difficoltà ad immaginare un’opportunità diversa di crescita del territorio, lontana dalle logiche divisorie in cui è stata ancorata dai governi del passato di cui il centrodestra è stato spesso protagonista. Se la Regione pensa ad una riforma della rete ecologica regionale, Alghero non può stare fuori, anzi, deve dire come stare all’interno. Nella bozza della quale parla l’opposizione non si mette in discussione la leadership di Alghero, peraltro unico caso di Parco mono comunale in Sardegna, né viene sottratta la guida pianificatoria che anzi resta saldamente in capo al Consiglio Comunale il cui ruolo viene ulteriormente messo al centro delle attività del Parco con uno specifico comma che prevede l’introduzione della Giunta Esecutiva, composta da consiglieri comunali in carica. In questo contesto viene difficile prendere in seria considerazione le proteste dell’opposizione soprattutto sulla presunta “sottrazione gravissima di competenze” se si considera che nel 2014 il consigliere regionale Marco Tedde co – presentava in Consiglio regionale una proposta di legge di modifica alla legge istitutiva del Parco di Porto Conte. Quella proposta di legge intendeva ridurre il numero di componenti dell’Assemblea, eliminare l’organo direttivo, ridurre la composizione del collegio dei revisori dei conti, prevedere che la carica di presidente del parco potesse essere rivestita solo da soggetti esterni al consiglio comunale. Le contraddizioni emergono forti, incomprensibili. Dodici anni fa l’obiettivo dichiarato era la semplificazione amministrativa e il taglio dei costi della politica attraverso la riduzione dei componenti degli organi. Oggi, la stessa esigenza dichiarata nel 2014 “di renderne la gestione ed il funzionamento più rispondente ai criteri di economicità, efficacia ed efficienza cui deve essere improntata l’azione amministrativa” viene etichettata dalle stesse forze politiche come uno “scippo” o una “sottrazione gravissima di competenze” ai danni della comunità algherese. E soprattutto, l’allora proponente, non fece appello alla città e al contributo degli algheresi per una riforma, quella si, fatta senza tenere conto della partecipazione. Pertanto riteniamo oggi di proseguire nel nostro percorso di condivisione a partire dal ciclo di commissioni che si terranno dal prossimo futuro per poter vedere in presa diretta la proposta del provvedimento e discuterne insieme per provare ad arrivare a sintesi unitaria.”
Giampietro Moro
Beatrice Podda
Giuseppina Rita Piccone
Gabriella Esposito
Anna Arca Sedda
Emiliano Piras
Christian Mulas
Gianni Martinelli
Marco Colledanchise

“Ecocentri e aree degradate, Alghero (ancora) a bocca asciutta”

ALGHERO  – La Regione stanzia oltre 5,2 milioni di euro per ecocentri e recupero delle aree degradate. Tre milioni vanno a Cagliari, il resto ad altri Comuni. Alghero non compare da nessuna parte. Mentre gli altri intercettano finanziamenti, la Giunta Cacciotto resta a guardare». Così Fratelli d’Italia Alghero interviene sul nuovo riparto regionale.
«Eppure i problemi non mancano: ecocentri da potenziare, aree degradate e un’intera estate trascorsa tra proteste e segnalazioni per l’incuria evidente di alcune zone della città. Evidentemente l’Amministrazione vede un’Alghero diversa da quella che vedono e vivono i cittadini».
Per Fratelli d’Italia «sono lontani i tempi in cui l’Amministrazione di centrodestra vinceva i bandi PNRR grazie a una programmazione seria. Solo per l’igiene urbana e solo sui fondi PNRR, per esempio, la Giunta Conoci, grazie anche al lavoro dell’assessore Montis, ottenne quasi un milione di euro per nuove attrezzature e sistemi intelligenti di raccolta. Questa Amministrazione continua a vivere di risorse intercettate da chi l’ha preceduta, senza riuscire nemmeno a valorizzarle pienamente».
«Nel frattempo il nuovo appalto continua a non decollare. Registriamo ancora la mancanza di attrezzature e mezzi previsti dal capitolato e si vedono operare ad Alghero veicoli provenienti da altre regioni italiane. Una cosa, però, funziona puntualmente: la riscossione di una TARI sempre più pesante».
«Il sindaco Cacciotto, il sedicente assessore alla programmazione Daga e l’assessore Selva chiariscano quali progetti siano stati presentati alla Regione, perché Alghero sia rimasta esclusa e il perché di questi ritardi sull’appalto di nettezza urbana. Il risultato politico della loro amministrazione è desolante: non intercettano nuovi finanziamenti e faticano persino a mettere a frutto quelli ereditati. Altro che programmazione. Ad Alghero si pagano più tasse, mentre servizi e investimenti continuano ad arrancare. Cacciotto smetta di vivere di annunci e inizi finalmente ad amministrare».

“Parco, riforma fantasma e Cacciotto tetenna: Alghero non deve perdere la totale sovranità”

«Non stupisce la posizione della sinistra algherese sulla riforma della governance del Parco di Porto Conte. L’appello all’unità lanciato dalla maggioranza è vuoto: l’unità si costruisce dicendo la verità alla città, non provando a nascondere sotto il tappeto una riforma già scritta nero su bianco». Lo dichiarano i capigruppo del centrodestra algherese Alessandro Cocco per Fratelli d’Italia, Marco Tedde per Forza Italia, Raffaele Salvatore per UDC–Patto per Alghero, Michele Pais per Lega, Massimiliano Fadda per Prima Alghero e Giovanna Caria per Riformatori Sardi.

«Abbiamo contestato metodo e merito. Nel metodo, è surreale fingere, come fa la sinistra, che non esista una bozza di riforma su carta intestata della Regione, evidentemente già presente nel lavoro degli uffici dell’assessorato regionale alla Difesa dell’Ambiente. Una proposta costruita senza alcun coinvolgimento del Consiglio comunale, del territorio, delle borgate, degli operatori e dei cittadini».

«Nel merito, quello che si prepara è una sottrazione gravissima di competenze e rappresentanza della città dentro la governance del Parco di Porto Conte. Altro che Alghero protagonista: qui si rischia di consegnare un pezzo fondamentale del nostro territorio alla partitocrazia cagliaritana, riducendo il ruolo della comunità algherese proprio sul Parco che più di ogni altro racconta ambiente, identità, turismo e sviluppo della città».

«Il sindaco Cacciotto continua a tergiversare e a non assumere una posizione chiara. Anche in Assemblea ha espresso una posizione nebulosa. I consiglieri che hanno votato la sospensione della discussione del nostro ordine del giorno hanno finito per fare da foglia di fico agli interessi del sindaco e dei partiti regionali, impedendo all’Assemblea di affermare un principio semplice: nessuna riforma della governance del Parco può essere decisa sopra la testa di Alghero».

«Con la nostra proposta chiedevamo di affermare un pruncipio: qualsiasi riforma deve passare prima da una discussione pubblica con la città».

«Abbiamo già visto questo metodo con la riforma della sanità della Giunta Todde: si parte da bozze discusse negli uffici, la sinistra locale tace, non apre alcun confronto vero con la Regione e alla fine il territorio subisce l’ennesima riforma calata dall’alto. Sul Parco di Porto Conte non permetteremo che accada lo stesso. Ora vigileremo sul lavoro in commissione».

«Porteremo il tema in Consiglio Comunale e non lo lasceremo cadere nel vuoto. La città deve sapere cosa si sta preparando e deve potersi esprimere. Il Parco di Porto Conte appartiene ad Alghero, non agli equilibri di partito regionali. E sul futuro del Parco devono decidere gli algheresi, non le stanze della Regione».

Gallura capitale del vino

OLBIA – Si chiude con un bilancio di rilievo la dodicesima edizione di “Benvenuto Vermentino”, la manifestazione promossa, organizzata e finanziata dalla Camera di Commercio del Nord Sardegna attraverso l’Azienda Speciale Promocamera, in collaborazione con il Comune di Olbia, il Consorzio di Tutela del Vermentino di Gallura DOCG e le associazioni di categoria che operano sul territorio. La sei giorni dedicata al vitigno simbolo del territorio ha trasformato il centro di Olbia in un palcoscenico diffuso, capace di coniugare cultura enologica, turismo esperienziale e promozione economica.

I dati del report finale delineano un quadro di crescita sia sul fronte della partecipazione che dell’offerta aziendale. L’appuntamento ha visto l’adesione di 90 cantine e la presentazione di 108 etichette. Complessivamente, nel corso dell’iniziativa, sono state stappate oltre 1.000 bottiglie: una quota principale ha riguardato il Vermentino di Gallura DOCG con circa 600 bottiglie, affiancato da circa 300 bottiglie di Vermentino di Sardegna DOC e da una rappresentanza di circa 150 bottiglie provenienti da Liguria e Toscana.

La risposta del pubblico ha premiato la formula dell’evento, che ha richiamato un gran numero di appassionati per le degustazioni, con una forte presenza di visitatori stranieri. L’impatto si è sentito anche sul tessuto urbano ed economico della città: numerose attività commerciali hanno aderito alla “Shopping & Wine Experience”, mentre la Mostra dell’Artigianato al Museo archeologico ha raccolto le produzioni di molte maestranze sarde, richiamando un pubblico ampio e curioso. Bene, come di consueto, anche gli eventi collaterali e gli spettacoli.

Il successo dell’iniziativa è il frutto di un lavoro corale. Istituzioni, partner, operatori economici, artigiani e organizzatori hanno remato nella stessa direzione, mettendo a sistema competenze, energie e passione. Questa collaborazione ha permesso di trasformare l’evento in un’occasione di valorizzazione per il territorio e per le sue eccellenze, e conferma come il lavoro di squadra sia la chiave per costruire proposte capaci di unire cultura, enogastronomia, commercio e accoglienza.

L’iniziativa ha mantenuto un’impostazione di approfondimento tecnico e di confronto per gli addetti ai lavori. Le tre giornate di degustazione guidata dai sommelier dell’AIS hanno raccolto oltre 450 partecipanti, mentre i tre Wine Talk condotti da esperti del settore hanno registrato l’affluenza di oltre 350 operatori.

Consorzi delle Strade Vicinali di Alghero, quasi 400mila euro dalla Regione

Alghero, 14 ottobre 2026 – Oltre 372 mila euro per la manutenzione straordinaria della viabilità vicinale di uso pubblico arrivano nelle casse dell’Amministrazione da parte della Regione Sardegna. Le risorse, determinate sulla base dell’avviso pubblico per l’assegnazione di fondi ai comuni della Sardegna pubblicato nell’agosto scorso, sono inserite nella variazione di bilancio approvata oggi dalla Giunta del Sindaco Raimondo Cacciotto. La ripartizione delle somme consentirà ora all’Amministrazione, con il coinvolgimento dei diversi consorzi, di varare un piano di interventi in grado di mettere in sicurezza diverse parti della viabilità consortile e vicinale di uso pubblico. Sulla viabilità pertanto, si implementa il raggio d’azione che sta prendendo piede nel centro abitato, con il maxi intervento da 1,4 milioni che sta riqualificando gran parte delle strade cittadine.

“Con questa integrazione di bilancio proveniente dalla Regione –  spiega il Sindaco Raimondo Cacciotto – possiamo rispondere all’esigenza rappresentata in merito alla sicurezza stradale oltre il perimetro del centro cittadino, per rispondere alle esigenze di residenti, comparti agricoli e turistici che svolgono attività in queste aree”. Nel territorio di Alghero sono censiti e operativi 19 consorzi di strade vicinali, verso i quali l’Assessore all’Urbanistica Roberto Corbia, con delega alle strade vicinali, sta riponendo la massima attenzione e il sostegno alla soluzione delle problematiche: “Lavoreremo alla definizione delle priorità di intervento – spiega l’assessore – coinvolgendo tutti i consorzi e riponendo massima attenzione agli interventi necessari a mettere in sicurezza la viabilità rurale del nostro territorio”. Nella rete viaria consortile si presentano infatti problematiche dovute alla vetustà del tappeto d’usura, della segnaletica e delle barriere, per citare alcune delle difficoltà sulle quali l’Amministrazione dovrà intervenire con la progettazione di imminente avvio da parte degli uffici tecnici.