ALGHERO – “Con la presa di servizio del nuovo direttore, si chiude un capitolo che ha attraversato un decennio della mia esperienza professionale e umana insieme. Dieci anni che non sono stati solo un incarico, ma una parte integrante della mia vita, costruita giorno dopo giorno dentro il territorio del Parco e per questo territorio. Lascio questo incarico con l’orgoglio dei risultati raggiunti e la serenità di chi sa di aver operato sempre e soltanto nell’interesse dell’Azienda che ho diretto.
I dati sono oggettivi e non mentono. Il Parco che consegno al mio successore ha subito profonde trasformazioni rispetto a quello che ho trovato 10 anni fa.
Oggi il Parco, che si caratterizza, fra i pochi Parchi in Italia, per la gestione unica ed integrata della parte di terra (Parco) e del mare (AMP), gode di una forte visibilità al livello locale, regionale e nazionale. Ha un bilancio consolidato che supera i 10 milioni di euro ed al quale contribuiscono in modo significativo le attività di auto-finanziamento ed un parco progetti stabile con finanziamenti europei, nazionali e regionali; ha stabilizzato il Personale precario ed, oggi, ha una struttura stabile, oltre il Direttore, di 18 unità di Personale dipendente a tempo indeterminato, oltre a circa una decina di unità di Personale stagionale e collaborazioni continuative con imprese e qualificati professionisti del territorio. Un indotto importante che contribuisce in modo strutturale, non solo alla tutela dell’ambiente, ma alla ricchezza ed alla occupazione.
Sono solo pochi dati di sintesi, ma non è fredda contabilità. E’ la misura concreta di una capacità progettuale che ha saputo intercettare ingenti risorse trasformandole in opere reali e azioni concrete di tutela ambientale e sviluppo locale. Tra i progetti più importanti meritano di essere menzionati quelli che hanno trasformato in attrattori ambientali e culturali la sede di Casa Gioiosa, il sito di Prigionette, la Villa Romana di Sant’Imbenia, il compendio di Punta Giglio, la Torre Nuova che ospita il Museo MASE, l’Ecostello di Porticciolo, la grotta Verde, aperta al pubblico l’anno scorso, con la collegata “area di sosta di green” che sarà aperta quest’anno. Nel loro insieme sono interventi che hanno consentito la istituzione del primo Ecomuseo della Sardegna con la formula innovativa del biglietto unico per un “Parco aperto tutto l’anno” che nel 2025 ha raggiunto la ragguardevole cifra di oltre 70.000 visitatori/anno. Ai quali si aggiungono gli oltre 12.000 studenti che ogni anno partecipano alle attività del nostro centro di educazione ambientale alla sostenibilità (CEAS), unico in Sardegna con propri educatori dipendenti. Ma nel contempo non possono essere dimenticati i progetti del marchio ambientale e quelli di filiera cerealicola e olivicola; gli interventi forestali e di messa in sicurezza della falesia di Punta Giglio; quelli di tutela della posidonia con i campi ormeggio; la protezione di habitat e specie marine con la chiusura, condivisa con la marineria algherese, per sei mesi all’anno, della baia di Porto Conte; le iniziative per l’auto-produzione di energia da fonti rinnovabili e dal moto ondoso; le azioni di conservazione e monitoraggio delle principali specie protette di rapaci nidificanti mediante un articolato sistema di video-camere e utilizzo dei gps; nonché la attiva e sistematica partecipazione del Parco ai processi di pianificazione e trasformazione territoriale, esprimendo valutazione, pareri e nulla osta tipici di un’area protetta. Sono interventi che resteranno ben oltre il mio mandato, patrimonio permanente del Parco, della AMP e della collettività.
Un Ente Parco che nel tempo ha cambiato pelle, dimostrando nel concreto come sia possibile rendere la tutela ambientale compatibile con lo sviluppo del territorio e come sia possibile operare per diventare una “comunità ospitante”, oltre i limiti del marino-balneare, capace di sollevare la qualità dell’offerta turistica sostenibile in modo efficiente, moderno e credibile.
Al Personale del Parco, con vera gratitudine. Nulla, nessun numero, nessun progetto, nessun risultato, sarebbe esistito senza le persone che quotidianamente lavorano per il Parco. A tutto il Personale devo molto più di un ringraziamento formale. Devo il riconoscimento della loro dedizione che ho visto all’opera soprattutto nei momenti più difficili, nelle sfide che sembravano più grandi delle nostre capacità e delle risorse a disposizione. Siamo cresciuti insieme, trasformando i vincoli in soluzioni, la burocrazia in percorsi praticabili, le idee in realtà tangibili. Sono sicuro che, come me, porterete con voi l’orgoglio di ciò che abbiamo costruito insieme prima di tutto per voi stessi e per il “nostro” Parco.
Una riflessione finale che devo a tutti colore che, sono sicuro, hanno apprezzato il lavoro fatto ed i risultati raggiunti dal Parco in questi anni. La politica che governa oggi la città ha deciso di interrompere l’ultimo tratto di questo percorso, nonostante diverse complesse progettualità avviate abbiano ancora necessita di essere completate. Si è preferito cedere al rumore di una sparuta minoranza, far prevalere la cautela alla lungimiranza, il quieto vivere alla responsabilità, rinunciando ad una funzione alta di governo per inseguire invece il consenso più comodo.
Al mio successore. Eredita un Ente Parco solido, risorse ingenti da mettere a terra ed una squadra di altissimo valore. Soprattutto, eredita una visione ed un modello operativo collaudato. Sono certo che saprà migliorarlo e che potrà ritrovare anche quel sostegno istituzionale coraggioso che in quest’ultima fase è venuto a mancare. Il Parco lo merita. Il territorio lo merita.
Con orgoglio per quanto fatto, e grande fiducia in chi saprà continuarlo”.
Direttore Mariano Mariani