“Nord Ovest, eventi e non solo: Alghero messa ai margini e asservita a Sassari”

ALGHERO – “Come segreteria cittadina di Forza Italia, abbiano ritenuto non entrare direttamente nel merito del capodanno 2025/2026 proprio per, poter a freddo esaminare criticamente i punti di forza e di debolezza della manifestazione, cercando, come sempre di essere propositivi nell’individuare le eventuali criticità e proporre soluzioni migliorative o alternative. Tuttavia l’odierno comunicato della maggioranza (progetto Alghero non può farci esimere da alcune considerazioni. Grazie a tutto quello che si è costruito in 30 anni il Capodanno di Alghero continua a rappresentare un punto di riferimento per gli eventi culturali della Sardegna. Il dopo pandemia ed in particolare le edizioni 2022 e 2023 hanno davvero consentito alla città di Alghero di fregiarsi a pieno titolo del nome di “Capodanno di Sardegna”.

L’attuale amministrazione regionale con in testa il suo assessore al turismo Cuccureddu hanno cercato, sin dallo scorso anno di togliere ad Alghero questo ruolo che, con perspicacia, negli anni, si era riusciti a far crescere, partendo da un’idea, sicuramente illuminata, di Antonio Costantino e Franco Serio, per renderlo col tempo un evento sempre più identitario e di caratura nazionale. Cuccureddu ha ritenuto, non esclusivamente pro domo sua, ma nella speranza di attrarre facili consensi elettorali, di elargire risorse pubbliche per finanziare i capodanno in piazza, senza alcuna strategia e senza tenere in considerazione nessuna “meritocrazia” ma con il solo requisito del “se spendi 1000 ti do 500”.

E’ quindi bene precisare che le medaglie che Progetto Alghero ascrive alla fondazione (da sempre peraltro, bravissima con le proprie risorse umane, ad individuare finanziamenti “strutturali”) siano in questo caso di poco valore, in quanto la scelta della Regione è stata quella di proporre dei bandi la cui accessibilità esulava completamente dalla bontà del progetto, dalla sua valenza culturale, dal ritorno in termini di immagine e promozione della destinazione. Insomma semplici erogazione a pioggia con il solo principio del chiedi e ti sarà dato. Il risultato diciamolo chiaramente, a livello regionale è stato un vero e proprio flop, rispetto a quelle che erano le intenzioni dell’assessore, di creare un prodotto, il “capodanno di Sardegna diffuso”, sia in termini di immagine e di promozione del territorio sia del ritorno economico, basti solo pensare che i numeri millantati (200.000 presenze nelle 18 piazze, non raggiungono, anche sommando le presenze dichiarate dagli organizzatori, le 100.000 presenze, costituite per la quasi totalità da locali residenti e non certamente da turisti.

L’unico vero risultato tangibile è stato quello di creare una competizione fra città e paesi vicini, alla faccia della creazione di un prodotto regionale. Nessuna concertazione, solo pura concorrenza ed un proliferare di nuovi eventi in competizione fra loro senza alcuna cabina di regia.

Di ciò si è avuta purtroppo una dimostrazione plastica nel comportamento del sindaco di Sassari, che, dimenticandosi di essere il sindaco della Città Metropolitana, non ha coinvolto il territorio ma ha unicamente pensato alla sua città, copiando di sana pianta il modello Alghero e pensando già di entrare in competizione con le altre località che fanno parte della città metropolitana da lui diretta, senza per il futuro, ad alcun accenno ad una strategia condivisa ma unicamente pensando al proprio orticello.

Ed in tutto questo spiace dirlo ma quello che preoccupa è il silenzio e l’appiattimento del nostro Sindaco e della sua maggioranza che non hanno speso una parola per evidenziare questa situazione. Situazione che purtroppo, se non affrontata per tempo porterà ad un asservimento sempre maggiore a Sassari e a un depauperamento di tutto quello che per il Capodanno e per gli eventi in generale, Alghero è stata capace di creare e consolidare negli anni.

Ecco, su questo, anziché ad una difesa d’ufficio si sarebbe dovuto a mio avviso incentrare il dibattito e l’intervento della maggioranza, partendo dal rivendicare il ruolo che ad Alghero spetta e che merita.

Ed infine, anziché cercare di fissare medaglie sul petto che in realtà hanno poca ragione di essere, analizzare e cercare di colmare quelle lacune che inevitabilmente ci son state, iniziando appunto dal comprendere l’inspiegabile comportamento di TV e media regionali che hanno ignorato Alghero. Se è vero, come la maggioranza sostiene, che sono stati investiti 154.000 euro in comunicazione e promozione ci si chiede come siano state destinate e suddivise dette risorse e quale corto circuito vi sia stato. Altro elemento da focalizzare è sicuramente quello della programmazione dei concerti se si vuole realmente dare sostegno al tessuto economico e rendere viva la città, individuando la tre giorni dei concerti con un occhio al calendario e ai “ponti” e non nei lunedì e martedì lavorativi, in modo da poter ospitare almeno un turismo di prossimità .

Infine senza alcun spirito polemico ma solo per amore di verità un cenno finale al comunicato di progetto Alghero nel passaggio nel quale affermano che l’edizione (molto sonnacchiosa per la verità) del San Michele 2025 ha finalmente espresso con chiarezza la sua anima catalana quasi avessero scoperto l’acqua calda dimentichi del fatto che nel 2021 In Sant Miquel di Alghero ospitò unitamente a tanti eventi il festivale del Folkore Catalano che ritornò ad Alghero dopo venti anni e che fece permeare l’intera città dello spirito catalano inframezzato a quello sardo”.

Andrea Delogu, segretario cittadino Forza Italia

Iscrizioni aperte e Open Day all’Istituto Tecnico di Alghero

ALGHERO – Da martedì 13 gennaio sono aperte le iscrizioni per l’anno scolastico 2026-2027, un momento significativo per gli studenti e per le famiglie, chiamati a compiere una scelta importante per il proprio futuro formativo e professionale. Orientarsi con consapevolezza significa conoscere le opportunità offerte dai diversi percorsi di studio e, per questo motivo, l’Istituto Angelo Roth – Piazza Sulis organizza due incontri di orientamento, rivolti agli studenti delle scuole secondarie di primo grado e alle loro famiglie, che si terranno sabato 17 e sabato 24 gennaio, dalle ore 16 alle ore 19, nelle sedi di via Diez e di via degli Orti. In entrambe le giornate, docenti e studenti accoglieranno i visitatori per presentare il Polo Tecnico dell’Istituto, i suoi indirizzi di studio, gli ambienti di apprendimento e le principali attività formative, culturali e sportive che caratterizzano l’offerta scolastica.

Durante gli Open Day sarà possibile conoscere più da vicino le specificità degli Istituti Tecnici, scuole altamente formative che uniscono una solida preparazione teorica a un’intensa attività laboratoriale. Il piano di studi prevede un potenziamento dell’insegnamento dell’informatica, delle scienze, delle lingue e delle discipline economiche, affiancato da numerose esperienze pratiche che favoriscono lo sviluppo di competenze operative, spirito critico e capacità di lavorare in modo autonomo e collaborativo.

Il Polo Tecnico dell’Istituto Roth comprende percorsi orientati sia all’area economico-gestionale sia a quella tecnologica. L’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing, con articolazione a Indirizzo Sportivo, fornisce una preparazione economica e organizzativa solida, con attenzione al marketing, alla gestione aziendale e al settore sportivo. L’indirizzo Turismo è rivolto a chi è interessato alla valorizzazione del territorio e dei servizi turistici, del settore terziario, con un forte sviluppo delle competenze linguistiche, comunicative e organizzative.

Nell’area tecnologica, presso il Tecnico Industriale di via degli Orti, i visitatori potranno esplorare laboratori moderni dedicati alle principali discipline scientifiche e tecniche, tra cui Chimica, Fisica, Impianti elettrici, Automazione, Telecomunicazioni, Elettrotecnica, Robotica e Internet of Things. Sarà possibile partecipare a brevi attività pratiche, assistere alla presentazione di progetti realizzati dagli studenti e ricevere informazioni sulle competenze acquisite e sulle prospettive di studio e di lavoro. Gli indirizzi Informatica e Telecomunicazioni ed Elettrotecnica ed Elettronica offrono una formazione tecnologica solida e aggiornata, così come il settore economico, attraverso laboratori attrezzati, didattica orientata al problem solving e collegamenti con il mondo del lavoro attraverso attività di Formazione Scuola Lavoro, preparando gli studenti ad affrontare con competenza le sfide dell’innovazione e delle professioni del futuro.

Gli Open Day dell’Istituto Tecnico rappresentano dunque un’occasione preziosa per conoscere una scuola dinamica, inclusiva e attenta alla crescita personale e professionale degli studenti, offrendo a famiglie e ragazzi gli strumenti necessari per compiere una scelta informata, consapevole e motivata.

Nasce l’Associazione Cuochi Provincia di Sassari: formazione ed eventi

SASSARI – L’Associazione Cuochi Provincia di Sassari compie un nuovo e importante passo per il futuro della professione annunciando la nascita di ACPS Promotion, una sezione dedicata all’alta formazione, ai grandi eventi e allo sviluppo di progetti innovativi.

L’annuncio ufficiale è stato fatto dal presidente Fausto Tavera durante l’assemblea annuale dei soci alla presenza di un’ampia rappresentanza dei 250 iscritti, numero che conferma l’Associazione Cuochi Provincia di Sassari come la più numerosa della Sardegna.

ACPS Promotion nasce per rispondere in modo concreto ai cambiamenti del mondo della ristorazione, un settore che oggi richiede maggiore preparazione, aggiornamento continuo e un modo nuovo di vivere la professione del cuoco. ACPS Promotion lavorerà all’interno dell’associazione, con un consiglio dedicato, e si occuperà di formazione, progettazione e grandi eventi e avrà come obiettivo principale dare nuovo valore alla professione del cuoco. Oggi fare il cuoco non significa solo stare ai fornelli, ma rappresentare il territorio, la qualità dei prodotti, le tradizioni e l’innovazione.

L’associazione, con la nascita di ACPS Promotion, vuole offrire occasioni reali per imparare, confrontarsi e crescere, avvicinando le nuove generazioni a un mestiere che richiede impegno e passione, ma che può anche dare importanti soddisfazioni. In quest’ottica, durante l’assemblea, è stata lanciata anche la proposta di individuare una sede che possa diventare un vero circolo ricreativo dei cuochi.
Un luogo di incontro dove i professionisti possano ritrovarsi, parlare di cucina, condividere esperienze, organizzare momenti formativi e trasmettere competenze e valori ai più giovani.
Un percorso che si inserisce in una visione più ampia dell’associazione, da tempo impegnata non solo nella promozione della cultura gastronomica, ma anche nell’organizzazione di eventi a scopo benefico e solidale. Tra le iniziative di maggior successo realizzate lo scorso anno spiccano gli eventi ad Alghero, con il Premio Salvatore Chessa e “Alghero in Pizza”, e quello a Castelsardo, durante i quali i cuochi sono stati protagonisti in piazza. Tra i progetti futuri rientra inoltre la pubblicazione di un libro, pensato per raccontare la storia, i valori e le esperienze dei cuochi della provincia di Sassari.

L’Associazione Cuochi Provincia di Sassari, attraverso ACPS Promotion, ribadisce così la propria volontà di essere un punto di riferimento non solo per i cuochi già affermati, ma anche per chi sogna di intraprendere questa professione, contribuendo allo sviluppo della ristorazione e alla crescita del territorio.

 

Sassari, sindaco Mascia e comandante Serra: report della Polizia Locale

SASSARI – Personale qualificato pronto a intervenire quando necessario e sempre disponibile a informare e dialogare, per consentire a chiunque di vivere in sicurezza la città tutti i giorni, così come le grandi manifestazioni. È quanto emerge dall’annuale report sulle attività della Polizia locale presentato oggi, 14 dicembre, al Comando di via Carlo Felice dal sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, e dal comandante della Polizia locale Gianni Serra. Un documento che quest’anno certifica una riduzione delle sanzioni e al contempo una presenza costante del Corpo su tutto il territorio e un massiccio impegno per garantire la sicurezza durante i tanti momenti di convivialità e spettacolo che nel 2025 hanno fatto vivere Sassari: oltre alla Cavalcata sarda e ai Candelieri, soprattutto il brindisi del 24 dicembre che ha visto le vie cittadine invase di allegria e il concerto del 31 dicembre, la grande novità di quest’anno.

Soltanto per le attività propedeutiche al concerto nel piazzale Segni e all’istituzione della “zona Rossa” sono stati necessari 76 agenti, che si sono anche occupati di monitorare le aree destinate ai parcheggi satellite, alla sosta dei pullman privati e dei e allo spostamento dei veicoli dalle aree destinate a capolinea bus-navette. Durante la notte e il concertone, il numero degli agenti impegnati per garantire la sicurezza urbana e stradale è salito a 79. Numeri simili sono stati registrati per l’aperitivo del 24 dicembre, che non è stato fermato dal maltempo.

Ma l’attività del Comando è fatta anche di persone che lavorano negli uffici, elementi essenziali di coordinamento e supporto tra le pattuglie e le richieste della popolazione. Per questo da lunedì 29 dicembre fino alla notte del 31 sono state potenziate le linee telefoniche della centrale operativa, che in un anno hanno ricevuto quasi 21500 solo di richieste di intervento a cui si aggiungono le innumerevoli chiamate per avere informazioni. Di queste ultime si è registrata una crescita esponenziale in quei tre giorni: centinaia in poche ore, soprattutto per avere informazioni su accessi, zona rossa, deroghe per residenti, orari del concerto e ubicazione varchi, modalità spostamenti in auto e a piedi, orari bus navetta e capolinea mezzi pubblici, localizzazione parcheggi auto private e camper, ogni altra informazione richiesta. È stato inoltre organizzato un Info point in corrispondenza del principale varco di accesso al concerto con presidi e stazioni mobili negli altri varchi: dalle 18,30 alle 3 sono stati registrati 2.500 contatti per dare informazioni all’utenza di piazzale Segni, con brochure con le principali indicazioni.

Oltre al ruolo svolto dal Comando durante i grandi eventi, il report evidenzia l’impegno fondamentale assunto dalla Polizia locale nel campo della sicurezza urbana quotidiana, intesa non solo come sicurezza reale, ma anche come percezione di sicurezza da parte della comunità. Rispetto agli scorsi anni si registra un’inversione di tendenza per quanto riguarda le sanzioni, ridotte rispetto al passato: un dato che indica sia una maggiore attenzione da parte degli agenti al dialogo e alla prevenzione, sia un aumento del senso civico generale. Resta però tolleranza zero verso determinate violazioni: 805 sanzioni per la sosta illecita negli stalli riservati alle persone con disabilità1.007 per la sosta su attraversamenti pedonali, 1332 violazioni per la sosta sui marciapiedi.

Ancora una volta, tra i punti messi maggiormente in evidenza dal report, c’è quello drammatico degli incidenti stradali. Nel 2025 si registra dopo anni una inversione di tendenza per quanto riguarda il numero di incidenti che passano dai 1356 del 2024 al 1325 del 2025. Per la prima volta dall’anno del lockdown i sinistri si riducono, così come quelli mortali che passano da 6 a 4. Quasi sempre gli incidenti sono stati causati dalla distrazione del conducente.

Cresce invece il numero dei pedoni coinvolti che passa dai 79 nel 2024 agli 82 nel 2025ma a differenza dello scorso anno, non ci sono state vittime (nel 2024 ci furono due decessi).

Altri dati che sono stati analizzati e riportati analiticamente nel documento riguardano le strade con il più alto indice di incidentalità (si conferma sempre la zona di Predda Niedda – viale Porto Torres), le condizioni meteo (più frequentemente con il bel tempo), l’età delle persone coinvolte, la percentuale dei pedoni investiti sul totale delle persone coinvolte, i veicoli coinvolti in relazione al parco circolante.

Sul fronte delle sanzioni, generalmente in riduzione, si registrano per la prima volta quelle contro il comportamento illecito dei conducenti di monopattini, che spesso rappresentano un pericolo per sé e per gli altri. Sono state elevate 43 sanzioni.

Oltre alle attività legate ai sinistri, la Polizia locale agisce su numerosi fronti. Dopo i tragici fatti di Crans-Montana in Svizzera, acquista ancora maggiore rilevanza la silenziosa e costante presenza della Polizia locale, anche in borghese, nei locali cittadini, per garantire il rispetto dei livelli di sicurezza. Nel 2025 si registra un aumento di oltre il 200 percento dei controlli nei locali pubblici, passando da 188 nel 2024 a 587 nel 2025. A tutela dell’incolumità dei giovanissimi avventori, in due casi è stato necessario sanzionare per superamento della capienza massima autorizzata.

Tra le altre operazioni svolte dagli agenti il report ricorda quelle per garantire la sicurezza urbana, i presidi di prossimità, le attività di polizia giudiziaria, i compiti di polizia ambientale, edilizia e commerciale, passando attraverso gli uffici decentrati, la vigilanza sui litorali, le numerose campagne di legalità e solidarietà.

Si conferma l’importanza delle attività di prevenzione svolte dal nucleo cinofilo nelle scuole, attività concordate e condivise dalle istituzioni scolastiche.

Relativamente ai controlli di polizia edilizia, il report 2025 mette in evidenza il maggior numero di controlli nel centro storico, con la mappatura di 1109 tra abitazioni e locali con destinazione diversa nel solo quartiere di san Donato. E proprio per il centro storico l’Amministrazione comunale ha voluto investire nuove risorse, con un netto potenziamento delle attività a supporto della popolazione. Per la stazione mobile di Corso Vittorio Emanuele ora è assicurato un presidio con 12 agenti, divisi in tre turni. Una presenza che ha garantito un aumento degli interventi a favore della popolazione (di supporto per situazioni di disagio così come di atti di polizia giudiziaria, passando per i controlli sul decoro urbano e la viabilità scolastica) che passano da circa 11500 nel 2024 a circa 15500 nel 2025.

Un ruolo importante hanno assunto le campagne di legalità; sono stati realizzati laboratori didattici rivolti alle scuole primarie, nelle scuole secondarie di secondo grado si sono affrontati i temi del bullismo e del cyber-bullismo, negli istituti superiori si sono dibattuti i temi della violenza di genere e delle dipendenze. Un’esperienza dal forte valore educativo è stata anche quella del campo scuola, strutturato come una vera attività lavorativa in cui le risorse umane sono stati gli studenti delle scuole superiori.

Infine, ma non ultima per importanza, la solidarietà: sono state innumerevoli e attività rivolte a dare conforto alle persone bisognose.

Parco di Porto Conte e Fondazione Millbor: accordo per la posidonia

ALGHERO – Prende avvio un articolato progetto di tutela e ripristino delle praterie di Posidonia oceanica all’interno dell’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana, frutto della collaborazione tra la Fondazione Millbor, l’AMP Capo Caccia – Isola Piana, gestita dall’Azienda Speciale Parco di Porto Conte, l’Università degli Studi di Sassari – Dipartimento di Chimica, Fisica, Matematica e Scienze Naturali e il Comune di Alghero – Assessorato all’Ambiente. Il progetto ha una durata complessiva di dieci anni e si propone di avviare un programma integrato e continuativo di reimpianto, monitoraggio scientifico e sensibilizzazione ambientale, finalizzato al recupero di uno degli ecosistemi marini più rilevanti del Mediterraneo. Le praterie di Posidonia oceanica svolgono un ruolo strategico per la biodiversità, la stabilità dei fondali, la qualità delle acque e il sequestro di carbonio, contribuendo alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.

Per i primi cinque anni, il progetto potrà contare su un contributo economico garantito dalla Fondazione Millbor pari a 60.000 euro annui, destinato a sostenere le attività di reimpianto, il monitoraggio scientifico e i programmi di educazione e divulgazione ambientale, ponendo le basi per il raggiungimento della piena auto sostenibilità economica nel medio-lungo periodo. All’interno del partenariato, l’AMP Capo Caccia – Isola Piana assumerà un ruolo di coordinamento, occupandosi degli aspetti gestionali, della comunicazione, delle attività di educazione ambientale e del coinvolgimento della comunità locale, confermando il proprio ruolo centrale nella gestione partecipata e sostenibile dell’area marina protetta. L’Assessorato all’Ambiente del Comune di Alghero supporterà il progetto nel coordinamento delle attività territoriali e nel coinvolgimento della cittadinanza. Alla prof.ssa Giulia Ceccherelli del Dipartimento di Scienze Naturali della Università di Sassari sarà invece affidato il coordinamento scientifico del progetto.

I contatti istituzionali e la definizione della collaborazione sono stati portati avanti dalla Consigliera del Direttivo del Parco, Franca Carta, e dal Direttore dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte, Mariano Mariani, dalla dott.ssa Gina Miller, fondatrice e Managing Director della Fondazione Millbor, dalla dott.ssa Aly Rose, Director of Ocean Strategy e dal dott. Mario Delitala, consulente della stessa Fondazione. “Siamo molto soddisfatti di avviare questa collaborazione – dichiara Franca Carta, Consigliera del Direttivo del Parco –. Il progetto rappresenta un’importante opportunità per coniugare tutela ambientale, ricerca scientifica e partecipazione della comunità locale, tutelando e valorizzando le nostre praterie di Posidonia oceanica e il patrimonio naturale dell’AMP Capo Caccia – Isola Piana con particolare riferimento a quei fondali dell’AMP dove le praterie hanno subito danni causati dalla pesca illegale a strascico o dagli eccessi dell’ancoraggio.”

L’iniziativa integra obiettivi tecnico-scientifici e sociali, promuovendo modelli di cittadinanza attiva ed educazione ambientale. Tra gli obiettivi principali figurano l’avvio di un programma continuativo di reimpianto della Posidonia oceanica, lo sviluppo di protocolli scientifici replicabili, la partecipazione attiva di scuole, cittadini e pescatori autorizzati dell’AMP, la progressiva autosostenibilità economica del progetto e la valorizzazione dei benefici ecosistemici, anche attraverso strumenti innovativi come i crediti di carbonio.

Il progetto si inserisce inoltre in una chiara ottica di economia circolare, prevedendo il coinvolgimento della comunità locale, delle scuole e dei pescatori autorizzati, che parteciperanno alla raccolta dei rizomi spiaggiati, successivamente riutilizzati nelle attività di ripristino ambientale. Il monitoraggio scientifico, condotto in collaborazione con l’Università degli Studi di Sassari, permetterà di valutare nel tempo l’efficacia degli interventi e di produrre dati utili a supporto delle strategie di gestione sostenibile dell’area marina protetta. Attraverso questo progetto decennale, il Parco di Porto Conte conferma il proprio impegno nella tutela del patrimonio naturale, nella promozione della ricerca scientifica applicata e nello sviluppo di modelli innovativi e sostenibili di conservazione, capaci di coniugare ambiente, comunità e responsabilità economica.

“Alghero, è emergenza medici di base”

ALGHERO – «Non solo il reparto di Endocrinologia a rischio chiusura. Dal 1° gennaio, circa 8000 cittadini algheresi sono rimasti senza medico di base. È una situazione gravissima, indegna di una comunità civile e totalmente fuori controllo».
Lo denuncia con forza Michele Pais, consigliere comunale di Alghero, che raccoglie il grido di disperazione di centinaia di famiglie alle prese con un vero e proprio incubo quotidiano.
«Parliamo di persone che necessitano di ricette per farmaci salvavita, di prescrizioni mediche fondamentali, di certificati di malattia per poter lavorare. Tutto ciò che prima veniva garantito dal proprio medico di fiducia oggi è diventato un percorso a ostacoli», afferma Pais.
Un’emergenza che si traduce in ore di attesa, disagi e umiliazioni. «I cittadini sono costretti a rivolgersi prima alla guardia medica e poi al punto Ascot di Fertilia (provvidenzialmente istituito nella scorsa legislatura in Regione), dove si formano code interminabili, spesso all’aperto e sotto le intemperie. E dopo ore di fila non è nemmeno garantito di essere visitati: se l’orario dell’ambulatorio termina, si viene rimandati al giorno successivo».
La situazione è ancora più drammatica per chi soffre di patologie gravi. «Ci sono malati che non si reggono in piedi, costretti a fare la fila come se nulla fosse. Attraverso il cellulare non si può più fare niente, mentre prima il proprio medico risolveva anche a distanza. Questo non è progresso, è un ritorno indietro inaccettabile».
Pais sottolinea come il problema non riguardi solo Alghero, ma sia ormai diffuso in tutta la provincia di Sassari, con criticità ancora più evidenti nei centri più piccoli, dove la carenza dei medici di base si somma all’isolamento territoriale e alla mancanza di servizi essenziali. «Un’emergenza regionale che colpisce soprattutto i più fragili e che dimostra il fallimento della programmazione sanitaria che invece prometteva miglioramento dell’assistenza».
Il consigliere comunale non usa mezzi termini: «È un incubo. E la cosa più grave è il silenzio della politica, o l’utilizzo di slogan e selfie. Altro che cambio di passo: tutto è peggiorato e all’orizzonte non si intravede nemmeno una parvenza di soluzione, se non un balletto di nomine nelle aziende e la sanità utilizzata come spartizione di potere».
Infine l’amara stoccata: «Forse l’unica “risposta” è rivolgersi al Cup politico come qualcuno a livello regionale sembra suggerire. Una battuta dal riso amaro, che richiama solo vergogna e responsabilità. La politica non può più far finta di nulla».

Polemiche sulla Fondazione, “Investito 1.785.000 in eventi, massimo sostegno”

ALGHERO – “Negli ultimi giorni sono circolate alcune valutazioni sulla programmazione della Fondazione che riteniamo doveroso chiarire, anche per rendere merito al lavoro svolto in questi mesi dal nuovo Consiglio di Amministrazione e dal Presidente della Fondazione Alghero.

Il nuovo CdA si è insediato nell’ottobre 2024 e, in un arco di tempo oggettivamente breve, ha dimostrato capacità di visione, concretezza e una gestione attenta delle risorse. Un lavoro che ha prodotto risultati misurabili e che merita di essere raccontato con chiarezza.

Uno degli aspetti più significativi riguarda la capacità di attrarre finanziamenti pubblici. La Fondazione ha partecipato con successo a cinque Bandi Regionali – dedicati, tra gli altri, al Carnevale, alla Settimana Santa, a San Michele e al Cap d’Any – ottenendo complessivamente 770.000 euro di contributi regionali. A questi si aggiungono 1.015.000 euro di risorse investite dalla Fondazione, per un totale di 1.785.000 euro reinvestiti sul territorio attraverso eventi culturali e identitari.

Questi numeri raccontano una scelta precisa: rafforzare la qualità e l’impatto degli eventi senza gravare ulteriormente sulle risorse interne, riuscendo anzi a quasi raddoppiare gli investimenti sui singoli appuntamenti. Una parte importante di queste risorse, pari a 154.000 euro, è stata destinata alla promozione, con l’obiettivo di dare ad Alghero una visibilità adeguata non solo a livello regionale, ma anche nazionale e internazionale.

Accanto ai numeri, però, c’è un elemento altrettanto importante: il lavoro sull’identità. In pochi mesi si è riusciti a dare nuova forza a manifestazioni che per troppo tempo erano rimaste “identitarie” solo sulla carta. San Michele ha finalmente espresso con chiarezza la sua anima catalana, grazie alla partecipazione di Gigants, Castellers e Pastorets arrivati direttamente dalla Catalogna.

A questi risultati si affiancano nuove iniziative rese possibili dal Bando Festival, come i Mercatini di Natale e la pista del ghiaccio, insieme alla conferma e al potenziamento di eventi già apprezzati come l’Alghero Family Festival di ottobre e il Villaggio di Babbo Natale, sui quali si è scelto di investire con ancora maggiore convinzione.

Siamo consapevoli che questo sia solo l’inizio di un percorso, ma è un inizio solido, che ha già raccolto ampio apprezzamento all’interno della maggioranza e tra molti operatori del territorio. La Fondazione, sotto la guida del nuovo Presidente, ha intrapreso un cammino concreto di rinnovamento, valorizzando la nostra cultura, migliorando la qualità degli eventi e contribuendo a rendere Alghero sempre più riconoscibile e attrattiva.

Esprimiamo pieno sostegno al lavoro portato avanti dalla Fondazione. Continueremo ad accompagnare e supportare questo percorso con convinzione, certi che i risultati ottenuti finora rappresentino solo il primo passo verso obiettivi ancora più ambiziosi, con l’intento di far crescere ulteriormente Alghero come destinazione di eccellenza per eventi culturali e artistici”.

Maggioranza Cacciotto “Progetto Alghero”

Open Day al Liceo Fermi, gli studenti si raccontano con arte e attività

ALGHERO – Open day al Liceo Scientifico e delle Scienze Umane “E.Fermi” di Alghero, sabato
17 gennaio e sabato 31 gennaio, dalle 16 alle 19. L’Istituto sarà una grande “agorà” dove i nostri studenti si racconteranno attraverso mostre, eventi, rappresentazioni e attività di laboratorio.
Grazie ai fondi del PNRR sono stati realizzati un’aula tematica di scienze umane per
poter lavorare anche per classi parallele, un nuovo laboratorio, e tutte le classi sono
state implementate con schermi touch e attrezzature all’avanguardia (visori, droni,
etc.). Tra le attività proposte nelle aule del liceo scientifico, e delle scienze umane, i
ragazzi potranno trovare un Incubatore d’impresa che è anche un’aula
tecnologicamente moderna. Si tratta dell’ “Aula 4.0” nata dalla collaborazione di
Fondazione Sardegna ed altri enti, dove, durante l’anno scolastico, vengono ospitati
imprenditori ed esperti del territorio, che, con il loro supporto, guidano i nostri studenti
verso la realizzazione delle loro idee.

Sarà possibile fare gli scienziati per un giorno con le attività proposte nei laboratori di
Chimica, Biologia, Fisica. Il laboratorio di Fisica, rinnovato grazie ai fondi del PNRR e della Fondazione
Sardegna, si presenta quest’anno come un ambiente all’avanguardia, progettato per
rendere l’apprendimento scientifico interattivo e coinvolgente. Gli studenti potranno
sperimentare con i kit tematici, le schede Arduino e Makey Makey, approfondendo la
programmazione e l’elettronica attraverso la costruzione e il controllo di circuiti e
sensori. Una delle novità di quest’anno è la sezione dedicata all’analisi sperimentale
delle leggi della fisica, con strumenti digitali per la raccolta e l’elaborazione dei dati
relativi a fenomeni fisici. Il laboratorio è organizzato in un’aula modulare, pensata per
favorire il lavoro di gruppo e adattarsi alle diverse esigenze didattiche, garantendo un
ambiente accogliente e stimolante. Non mancherà l’uso di visori per la realtà aumentata,
che permetterà di esplorare concetti fisici complessi attraverso simulazioni immersive.
Inoltre, l’umanoide Nao, protagonista di collaborazioni con il museo MUSA e della
NAO Challenge Nazionale, offre un’esperienza unica nel campo della robotica. Gli
spazi modulari favoriscono collaborazione e creatività, creando un ambiente ideale per
l’apprendimento scientifico.

È possibile scoprire i Progetti europei, le esperienze di Erasmus, e ancora, le competizioni di filosofia, scienze, chimica e matematica Anche quest’anno la scuola ha ospitato le facoltà scientifiche e ingegneristiche dell’Università di Cagliari, consolidando l’azione di formazione orientativa sul
territorio. Il Liceo Fermi è anche una scuola inclusiva che accoglie gli alunni stranieri
promuovendo la mobilità studentesca all’interno dei processi di internazionalizzazione.
Durante l’Open day gli studenti avranno informazioni sulle attività dedicate al mondo
delle lingue come le certificazioni di lingua inglese e alle iniziative extracurriculari
(teatro, laboratori musicali, scacchi, diritto e cittadinanza, attività sportive, educazione
alla salute e partecipazione a concorsi).

Ciclismo, ritorna il “Giro di Sardegna”: dal 25 febbraio al 1° marzo

CAGLIARI – Il Giro della Sardegna tornerà nel 2026 dopo 15 anni di assenza, riportando l’isola al centro del grande ciclismo internazionale. La storica corsa a tappe si svolgerà in 5 tappe, dal 25 febbraio al 1° marzo 2026. L’evento, organizzato dall’Assessorato regionale del Turismo e dalla Lega del Ciclismo Professionistico, in collaborazione con Sport e Salute Spa è stato presentato a Cagliari alla presenza della Presidente della Regione Alessandra Todde, dell’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu, dell’assessora regionale dello Sport Ilaria Portas, del Presidente della Lega del Ciclismo Professionistico Roberto Pella. “Il ritorno nell’Isola del Giro della Sardegna dopo quindici anni rappresenta un risultato di grande valore sportivo, simbolico e strategico per la nostra Regione – ha detto la presidente Todde, nel corso della presentazione della manifestazione sportiva –. Riportare nel nostro territorio una competizione storica del ciclismo internazionale, uno sport che appassiona milioni di persone in tutto il mondo significa investire in una visione che unisce sport, promozione del territorio e sviluppo economico, valorizzando la Sardegna come destinazione capace di attrarre grandi eventi – ha aggiunto la presidente, ringraziando gli assessori Franco Cuccureddu e Ilaria Portas, la Lega Ciclismo e tutti i soggetti coinvolti “per il lavoro svolto e per aver creduto con determinazione in un progetto che riporta la Sardegna al centro del grande ciclismo e dei grandi eventi sportivi internazionali. Rilanciare il Giro della Sardegna – ha concluso – vuol dire guardare al futuro, puntando su un modello di crescita sostenibile che sappia coniugare paesaggi, cultura, accoglienza e qualità organizzativa: valori di cui il ciclismo è portatore”. Il Giro della Sardegna rappresenta uno dei capitoli più prestigiosi del ciclismo italiano. Nato nel 1958, dopo le prime esperienze professionistiche sull’isola già alla fine degli anni Quaranta, la corsa si affermò rapidamente come appuntamento internazionale di inizio stagione, attirando le migliori squadre e alcuni dei più grandi campioni di sempre. Nell’albo d’oro figurano nomi leggendari come Eddy Merckx, Jacques Anquetil, Vittorio Adorni, Marino Basso, Giuseppe Saronni e Peter Sagan, a conferma del valore sportivo e simbolico della manifestazione. Dopo una storia segnata da successi, interruzioni e tentativi di rilancio, il 2026 segna una nuova fase, nel solco della tradizione, ma con una visione moderna, capace di unire sport, territorio e promozione internazionale.

L’edizione 2026 del Giro della Sardegna godrà di copertura televisiva nazionale e internazionale, con trasmissioni in diretta e in differita, garantendo ampia visibilità all’evento e al territorio sardo. L’organizzazione sportiva sarà affidata al GS Emilia, già protagonista nel panorama internazionale con eventi di primo piano come il Giro dell’Emilia, la Settimana Internazionale Coppi e Bartali e il Memorial Marco Pantani, a garanzia di qualità organizzativa e tecnica.

“L’Assessorato regionale del Turismo ha voluto investire consistenti risorse per riportare in Sardegna i principali team del ciclismo professionistico – ha affermato l’assessore Cuccureddu – perché si ritiene possa essere funzionale al perseguimento degli obiettivi strategici di attrarre flussi in bassa stagione, di promuovere prodotti turistici diversi e per il fatto che garantisce una copertura mediatica importante nel periodo nel quale, soprattutto in Italia, si inizia a pensare al luogo nel quale trascorrere le vacanze estive e quelle di Pasqua, e dei ponti di fine aprile e primi di maggio. Voglio ringraziare pubblicamente la Direttrice Generale Angela Porcu e la dirigente Maura Podda dell’Assessorato regionale del Turismo, unitamente al Presidente della Lega del Ciclismo Professionistico, l’on. Roberto Pella, e tutti i suoi collaboratori, così come l’A.D. Diego Nepi Molineris e la dirigente Valeria Panzironi di Sport e Salute Spa, per l’importante lavoro svolto in questi mesi, che ha consentito di compiere tutta una serie di atti complessi in tempi davvero inusuali per le pubbliche amministrazioni italiane”.

“Questo evento rappresenta una importantissima vetrina nazionale internazionale anche per le nostre domus de janas che nel luglio 2025 sono state riconosciute patrimonio dell’Unesco – ha poi evidenziato nel suo intervento l’assessora dello Sport Ilaria Portas –: si tratta di un percorso importante durato tanti anni che consente alla nostra cultura millenaria di farsi conoscere nel mondo. Ma la cosa che fondamentale è che questa manifestazione ci consentirà di diffondere e promuovere l’attività sportiva: vedere qui in Sardegna i grandi ciclisti servirà anche per incentivare l’attività giovanile sportiva. Crediamo profondamente che lo sport abbia una importante funzione di aggregazione e prevenzione del disagio giovanile”.

Entusiasta anche il presidente della Lega del Ciclismo Professionistico Roberto Pella. “Il ritorno del Giro della Sardegna nel 2026 rappresenta un segnale forte e altamente strategico per il ciclismo italiano – ha dichiarato Pella –: questa corsa si colloca all’inizio della stagione, in un momento chiave dell’anno, ponendosi così da subito come una straordinaria vetrina internazionale per un territorio unico. La Sardegna ha scelto di investire con convinzione in uno sport capace di parlare ai cittadini, agli appassionati e ai tifosi, valorizzando al contempo paesaggi straordinari e un patrimonio culturale di assoluto rilievo internazionale. Il mondo del ciclismo guarda con grande attenzione a questa prima prova stagionale, che coniuga agonismo, visibilità mediatica e promozione territoriale. Voglio ringraziare la Regione Sardegna, nelle persone della Presidente Alessandra Todde e dell’Assessore Franco Cuccureddu, per aver creduto con entusiasmo nel progetto di riportare il ciclismo in questa terra e per il sostegno concreto al Giro della Sardegna che assicurerà l’inizio di una storia di grande successo”.

Alla presentazione hanno presenziato anche due testimonial d’eccezione, gli ex campioni Claudio Chiappucci e Fabio Aru, mentre in remoto sono intervenuti Francesco Moser e Gianni Bugno.

NaturaBio di Alghero tra le 300 aziende agricole di eccellenza italiane

ALGHERO – Un riconoscimento di prestigio internazionale che premia oltre trent’anni di scelte coerenti, rispetto per la terra e attenzione alla qualità: NaturaBio, azienda agricola biologica di Alghero, è tra le 300 imprese agricole d’eccellenza selezionate in tutta Italia per la Prima Edizione del Premio America Agricoltura, promosso dalla Fondazione Italia USA.

La Pergamena di premiazione è stata ritirata il 12 gennaio a Roma, presso la Camera dei Deputati, da Daniela Boi, titolare dell’azienda insieme al fratello Enrico, durante la cerimonia ufficiale che ha visto protagonisti imprenditori e imprenditrici agricoli provenienti da ogni regione italiana.

Il Premio America Agricoltura nasce con l’obiettivo di valorizzare i talenti dell’imprenditoria agricola italiana che rappresentano il miglior made in Italy agroalimentare, distinguendosi per competitività, sostenibilità e capacità di affrontare le sfide dei mercati globali, attribuendo particolare rilievo all’imprenditoria agricola femminile e a quella giovanile under 35.

NaturaBio è stata selezionata dalla Fondazione Italia USA, senza possibilità di autocandidatura, tramite il Registro Imprese e il sistema camerale, sulla base di parametri oggettivi che assicurano un processo di selezione indipendente e imparziale, fondato su valori aziendali, sostenibilità, innovazione e potenziale di crescita lungo la filiera agroalimentare.

Fondata nel 1993, NaturaBio è stata tra le aziende pioniere del biologico in Sardegna, quando ancora questa scelta rappresentava una visione controcorrente. Da oltre 30 anni, l’azienda segue i principi dell’agricoltura biologica certificata, promuovendo una cultura del rispetto per la natura, per la stagionalità e per la salute delle persone.

Accanto all’attività agricola, NaturaBio ha sviluppato negli anni un forte impegno educativo e sociale: è fattoria didattica per le scuole, agriturismo attento alla valorizzazione delle produzioni locali e fattoria sociale, con percorsi di agricoltura sociale dedicati all’inclusione e al benessere di persone fragili e svantaggiate.

Il riconoscimento comprende anche l’assegnazione di una borsa di studio straordinaria per la partecipazione al Master in Leadership per le relazioni internazionali e il made in Italy, promosso dalla Fondazione Italia USA in collaborazione con Agenzia ICE e Gedi Gruppo Editoriale, e diretto da un panel accademico e istituzionale di prestigio internazionale.

Il Premio America Agricoltura rappresenta non solo un importante traguardo per NaturaBio, ma anche un riconoscimento al valore dell’imprenditoria agricola sarda, capace di coniugare tradizione, sostenibilità e innovazione. Un comparto strategico per l’economia italiana e per la Sardegna, che la Fondazione Italia USA ha scelto di sostenere e valorizzare proprio mediante l’istituzione di questo premio. Un risultato che appartiene anche ai tanti consumatori che, negli anni, hanno scelto il biologico e sostenuto un modello di produzione più attento all’ambiente, alla salute e al futuro del territorio.

Un motivo di orgoglio per NaturaBio, per la nostra isola e per un’agricoltura che guarda avanti senza dimenticare le proprie radici.