ALGHERO – “A oltre due mesi dall’inaugurazione dell’impianto di trattamento della posidonia e delle terre da spazzamento di San Marco, Alghero continua a presentare, in piena estate, lo stesso scenario che avrebbe dovuto appartenere al passato: i cumuli di posidonia sono ancora sulla Passeggiata Garibaldi e sul lungomare per Fertilia, fino a nascondere in alcuni tratti il panorama del golfo e di Capo Caccia.
L’impianto doveva rappresentare la svolta nella gestione della posidonia. Una svolta costruita grazie al lavoro svolto dalla mia amministrazione insieme al Consorzio Industriale di allora e alla Provincia, che portò prima alla scelta di realizzare l’opera e successivamente al finanziamento con risorse del PNRR.
Oggi, invece, tutto sembra essersi fermato.
Il motivo principale è il mancato completamento della cosiddetta messa a riserva, il piazzale in cemento destinato allo stoccaggio della posidonia prima del trattamento. È un ritardo difficile da comprendere: quell’opera era prevista addirittura prima dell’impianto principale. Si è riusciti, grazie all’impresa, a costruire un impianto tecnologicamente complesso e non si riesce, da anni, a completare un semplice piazzale indispensabile per renderlo pienamente operativo.
È proprio questa inerzia che non è più accettabile.
Ancora più preoccupante è l’atteggiamento di chi dovrebbe essere il primo a difendere gli interessi della città. Il Comune di Alghero, diretto interessato, appare inspiegabilmente silente. Sindaco, Assessore e Giunta dovrebbero pretendere ogni giorno il completamento dell’opera, anziché assistere passivamente a un ritardo che priva la città di un’infrastruttura strategica.
Colpisce anche il silenzio della Città Metropolitana, che dovrebbe rappresentare gli interessi del territorio e che, invece, sembra completamente assente.
A questa situazione si aggiunge un elemento che desta ulteriore preoccupazione. “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca” diceva qualcuno. E qualcuno pare non voglia che quell’impianto funzioni davvero.
Negli ambienti istituzionali si rincorrono indiscrezioni su un possibile orientamento di ARPA Sardegna che guarderebbe con forti riserve alle modalità di gestione della posidonia e, in particolare, alla rimozione dagli arenili e al successivo riposizionamento della sabbia trattata. Se così fosse, ci troveremmo davanti a uno scenario estremamente preoccupante, sul quale è necessario fare immediatamente chiarezza.
Per Alghero sarebbe un danno enorme.
La nostra città non è paragonabile ad altre realtà costiere: la quantità di posidonia che ogni anno si deposita sulle nostre spiagge è tale che una mancata rimozione renderebbe ampi tratti degli arenili inutilizzabili durante la stagione balneare, con pesanti conseguenze ambientali, economiche e turistiche.
Sarebbe inoltre paradossale che un impianto finanziato con oltre cinque milioni di euro di fondi PNRR, progettato proprio per consentire una gestione sostenibile della posidonia, rischiasse di non essere utilizzato per decisioni assunte da un ente regionale, con profili che interesserebbero anche la Corte dei Conti.
Per questo il Comune deve uscire dal silenzio. Se esistono ostacoli amministrativi o istituzionali, vengano spiegati pubblicamente. Se vi sono contrasti con altri enti, si aprano immediatamente i tavoli necessari con Regione, ARPA, Consorzio Industriale e Città Metropolitana. Se occorre difendere gli interessi di Alghero, il Sindaco lo faccia con determinazione e coinvolga la città.
Su questa vicenda non è più tollerabile alcuna inerzia.
Dopo oltre due mesi dall’inaugurazione, Alghero continua ad avere un impianto che non può esprimere tutte le sue potenzialità e cumuli di posidonia che continuano a nascondere uno dei panorami più belli della Sardegna.
È il momento di completare l’ultimo tassello dell’opera e di difendere con forza e senza esitazioni una scelta strategica per il futuro ambientale ed economico della città”.
Mario Conoci