Sicurezza urbana, la Giunta approva “Scudo 2026”: 250mila euro per la videosorveglianza

ALGHERO – Un investimento da 250 mila euro per ampliare il sistema di videosorveglianza e rafforzare il controllo del territorio. La Giunta Cacciotto ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica “SCUDO 2026”, con il quale il Comune di Alghero partecipa alla procedura di finanziamento del Ministero dell’Interno dedicata al potenziamento dei sistemi di videosorveglianza. Il piano prevede 16 nuove postazioni per complessive 88 telecamere, distribuite tra Alghero e Fertilia. L’investimento ammonta complessivamente a 250 mila euro: 220 mila euro saranno richiesti attraverso il contributo ministeriale, mentre il Comune parteciperà con 30 mila euro di risorse proprie, già accantonate dall’Amministrazione. «Con questo intervento andiamo incontro a un’esigenza di maggiore controllo del territorio fortemente sentita dalla nostra comunità e proseguiamo lungo una direzione sulla quale abbiamo investito fin dall’inizio del mandato – dichiara il Sindaco Raimondo Cacciotto –. In questi due anni abbiamo lavorato per rafforzare il Comando della Polizia Locale, incrementando l’organico, rinnovando mezzi e attrezzature, investendo sulla formazione e introducendo nuovi strumenti tecnologici. Sono entrate in funzione la stazione mobile e le body cam, abbiamo potenziato la presenza degli agenti nelle ore serali e notturne e avviato il Progetto Decoro per garantire un presidio più capillare del centro storico. Ora vogliamo estendere ulteriormente la capacità di controllo della città attraverso una rete di videosorveglianza più moderna e diffusa». Le nuove postazioni sono state individuate in diversi punti strategici del territorio. A Fertilia interesseranno la rotatoria tra la SS 127 bis, la SS 291, via Zara e via dell’Istria e l’area tra via Pola, lungomare Rovigno e piazza San Marco. Ad Alghero il progetto coinvolge viale Burruni; viale Primo Maggio e gli incroci con via del Libeccio, via Lido e via Liguria; via Don Minzoni nelle intersezioni con via Fleming, via Corsica, via Calaresu e via Azuni; l’area tra via Simon Mossa, via Vittorio Emanuele e la nuova circonvallazione; la zona di Carrabuffas; piazza Sulis; il Mirador Giuni Russo; l’intersezione tra via Giovanni XXIII e via De Gasperi; piazza della Mercede; piazza Sventramento; piazza Civica e l’area tra via XX Settembre, via Cagliari e via Giovanni XXIII. Parallelamente, la I Commissione consiliare sta lavorando alla redazione del regolamento sulla videosorveglianza, che definirà una disciplina organica per l’utilizzo degli impianti e consentirà, nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali, di regolare anche la possibilità per i privati di mettere le registrazioni dei propri sistemi a disposizione delle autorità competenti.

«Vogliamo offrire alla città un servizio sempre più prossimo e capillare, mettendo gli operatori nelle condizioni di lavorare con strumenti adeguati e aumentando la nostra capacità di presidio – prosegue il Sindaco Cacciotto –. La tecnologia può dare un contributo importante alla prevenzione, all’accertamento degli illeciti e al lavoro quotidiano della Polizia Locale e delle Forze dell’ordine. Penso anche al contrasto dei reati ambientali e dell’abbandono dei rifiuti, un problema particolarmente sentito ad Alghero e sul quale stiamo intervenendo con tutti i mezzi a nostra disposizione».

“Gli algheresi hanno bisogno di opere realizzate, non di post e propaganda”

ALGHERO – «Sulla copertura del campo la verità è una sola: i lavori dovevano essere conclusi il 3 luglio e ancora non sono iniziati».

«Ancora una volta l’assessore Daga sceglie la strada dei voli pindarici, delle divagazioni e delle medaglie appuntate sui social, invece di fornire risposte precise sui problemi concreti dell’amministrazione. Ma sul Tennis Club Alghero la verità è una sola e non può essere nascosta dietro comunicati, post e parole crociate: i lavori della copertura del campo dovevano essere conclusi entro il 3 luglio e, a oggi, non sono nemmeno iniziati». Lo affermano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, intervenendo sulle dichiarazioni dell’assessore agli impianti sportivi Enrico Daga.
«Il richiamo al parere del CONI del 17 maggio 2024 – osservano gli esponenti azzurri – è soltanto fumo negli occhi. Quel parere riguardava l’inserimento delle opere all’interno della struttura sportiva e non l’omologazione dei campi per le competizioni di Serie A. L’omologazione per le gare federali compete alla FITP, che stabilisce requisiti tecnici precisi, compresa l’altezza della copertura».
«La domanda, quindi, è semplice: prima di aggiudicare i lavori, il Comune ha verificato con la Federazione che la struttura prevista fosse effettivamente compatibile con l’attività di Serie A? Se non lo ha fatto, siamo di fronte a una grave carenza di programmazione e a un errore tecnico marchiano. Se invece lo ha fatto, Daga chiarisca pubblicamente quale sia il parere della Federazione».
Ma c’è un problema ancora più evidente: «Al di là delle giustificazioni e delle responsabilità che l’assessore tenta ingenerosamente di scaricare sul Tennis Club -nonostante l’atteggiamento cavalleresco della società sportiva- resta un dato incontrovertibile: il cantiere è in ritardo e la copertura non è stata neppure avviata. E non risulta che procedano regolarmente nemmeno gli altri interventi previsti, mentre al Tennis Club da mesi non si vedono operai e neppure una presenza costante dell’impresa aggiudicataria».
«Questo significa – aggiungono Tedde, Peru, Bardino e Ansini – che il problema non riguarda soltanto l’omologazione della copertura. Riguarda la capacità dell’amministrazione di controllare il cantiere, rispettare i cronoprogrammi e garantire la consegna di un’opera nei tempi stabiliti».
E le conseguenze rischiano di ricadere direttamente sul Tennis Club Alghero e sulla sua attività agonistica. «Se la struttura non sarà disponibile e conforme ai requisiti federali, il Tennis Club potrebbe essere costretto a chiedere alla FITP le necessarie autorizzazioni per disputare le proprie gare in altra sede, come il campo coperto di Porto Torres, con tutti i disagi e i costi che ne deriverebbero. E il discredito che ricadrebbe sull’amministrazione».
«Daga – concludono i consiglieri di Forza Italia – dovrebbe finalmente iniziare a fare l’assessore e smettere di fare il confuso social media manager dell’amministrazione comunale. Una sovraesposizione quotidiana sui social non può sostituire il lavoro amministrativo, né può trasformare i ritardi in risultati o le criticità in successi. Anzi, questa comunicazione propagandistica rischia ormai di creare problemi alla stessa amministrazione e alla maggioranza che la sostiene. Come peraltro confessato da suoi autorevoli esponenti.»

«Riteniamo sia arrivato il momento che il sindaco Cacciotto prenda in mano le redini della Giunta, riporti ciascun assessore alle proprie responsabilità e indirizzi Daga, una volta per tutte, verso un orientamento amministrativo e politico che finora sembra mancargli. Gli algheresi non hanno bisogno di altri post: hanno bisogno di opere realizzate, tempi rispettati e risposte vere». Lo hanno dichiarato Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini del Gruppo consiliare Forza Italia Alghero

“Fusione Aeroporti, zero vantaggi per i sardi: stoppare l’operazione”

CAGLIARI – «Quanto sta emergendo conferma i dubbi che abbiamo sollevato sin dall’inizio sull’operazione aeroporti. La domanda resta senza risposta: qual è il reale vantaggio per la Regione e soprattutto per i sardi?». Lo dichiara Michele Pais, esponente della Lega ed ex Presidente del Consiglio regionale, commentando le notizie sull’acquisizione, da parte della Guardia di Finanza su delega della Procura regionale della Corte dei Conti, di documentazione relativa al futuro dello scalo di Cagliari-Elmas e all’integrazione dei tre aeroporti sardi.

«Già in occasione della parifica del rendiconto erano emersi rilievi e interrogativi della Procura contabile sull’operazione, sull’impiego delle risorse regionali e sul ruolo del pubblico nella futura governance. Lo abbiamo denunciato dall’inizio: l’operazione appariva fumosa sotto il profilo dell’interesse pubblico».
Pais richiama in particolare i numeri: «Non si comprende perché la Regione dovrebbe investire 30 milioni di euro per acquisire appena il 9,25% della futura holding, rimanendo fortemente minoritaria, senza che nell’equity dell’operazione trovino adeguato riconoscimento gli oltre 200 milioni di euro investiti negli anni dalla Regione nel sistema aeroportuale sardo».
«Siamo favorevoli a una rete aeroportuale sarda, come indicato dal Piano Nazionale degli aeroporti del Mit, capace di coordinare Cagliari, Olbia e Alghero nell’interesse dell’Isola. Ma una cosa è costruire un sistema integrato al servizio della Sardegna, altra è un’operazione finanziaria nella quale il pubblico mette le risorse mentre controllo e capacità di indirizzo rischiano di finire prevalentemente nelle mani dei privati».
Secondo Pais, anche il rinvio al 2027 dello stanziamento regionale dei 30 milioni conferma la fondatezza delle perplessità sollevate dall’opposizione: «La Giunta Todde, a seguito delle nostre ripetute denunce e confermate dalle perplessità della Corte dei Conti, è stata costretta a fermarsi in un’operazione ormai conclusa dalla sottoscrizione dell’accordo da parte della Presidente Todde. Un fatto gravissimo e rappresenta la superficialità con cui questa Giunta affronta temi così importanti. Non si capisce quale fosse l’interesse perseguito, se quello pubblico pare essere molto debole. Prima di impegnare un solo euro dei sardi bisogna spiegare quale beneficio concreto ne ricaveranno i sardi e la Sardegna. E finora nessuno l’ha spiegato, a differenza degli interessi privati che sono ben chiari».

«Gli aeroporti, soprattutto in un’Isola, non sono una normale attività commerciale: garantiscono diritto alla mobilità, turismo, sviluppo delle imprese e collegamenti con l’Italia e l’Europa. Devono quindi essere gestiti avendo come primo parametro l’utilità sociale e territoriale».
«Il principio è semplice: gli aeroporti sardi devono essere utili prima di tutto ai sardi, prima ancora di produrre utili per i privati. Il profitto è legittimo, ma non può prevalere sull’interesse collettivo quando sono in gioco infrastrutture strategiche costruite anche grazie a ingenti risorse pubbliche».
«Servono trasparenza sugli atti, chiarezza sulla valutazione economica degli scali e garanzie sul controllo pubblico. Se deve nascere una rete aeroportuale unica – conclude Pais – deve servire a migliorare collegamenti, frequenze, competitività e diritto alla mobilità, garantendo equilibrio fra Cagliari, Olbia e Alghero. Prima viene l’interesse dei sardi, poi tutto il resto»

Dalla Regione 2,5 milioni a Golfo Aranci per migliorare l’accesso al Porto

GOLFO ARANCI – Il Consiglio Regionale ha approvato lo stanziamento di 2,5 milioni di euro che consentirà al nostro Comune di procedere alla demolizione della sopraelevata del porto.
Un intervento fondamentale per migliorare la sicurezza e la viabilità, rendere più fluido l’accesso al porto e riqualificare una delle principali porte d’ingresso al nostro paese.
“Ringrazio la Presidente Todde, il vicepresidente Meloni, l’assessore Piu e il Consiglio Regionale per aver dato una risposta concreta alle nostre sollecitazioni.
Ora lavoreremo per dare seguito all’intervento nel più breve tempo possibile e costruire una viabilità portuale più sicura, funzionale e all’altezza del futuro di Golfo Aranci”, così il sindaco di Golfo Aranci e leader dei Riformatori Sardi, Giuseppe Fasolino. 

“Alghero registra record di presenze, ma a crescere (demograficamente e non solo) è Olbia”

«Il caso Olbia deve far riflettere seriamente anche Alghero. Mentre una città sarda supera, tra residenti e domiciliati, quota 111 mila abitanti, rafforza servizi, economia, turismo e capacità attrattiva, Alghero continua a perdere residenti e rischia il progressivo indebolimento demografico». Lo dichiarano i capigruppo del centrodestra algherese Raffaele Salvatore per UDC–Patto per Alghero, primo firmatario dell’ordine del giorno, Alessandro Cocco per Fratelli d’Italia, Marco Tedde per Forza Italia, Michele Pais per Lega, Massimiliano Fadda per Prima Alghero e Giovanna Caria per Riformatori Sardi.
«I dati pubblicati su Olbia sono impressionanti: 61.739 residenti ufficiali, 111.482 abitanti considerando i domiciliati, una crescita dei residenti del 15,61% dal 2008 al 2025. Anche sul fronte dei servizi turistici il dato è notevole: i posti letto extralberghieri passati da 2.630 nel 2017 a oltre 23 mila nel 2026. Sono numeri che raccontano una città che attrae lavoro, investimenti, servizi e presenze stabili, attraverso l’approvazione di strumenti regolatori e di programmazione importanti, oltre ad una cultura della crescita e dell’impresa».
«Alghero non può limitarsi a osservare. Lo spopolamento non riguarda più soltanto i piccoli centri, ma anche le città medie che non investono su casa, lavoro, servizi, famiglie, natalità, mobilità, impresa e infrastrutture. La demografia è il cuore dello sviluppo della città e determinerà il futuro della nostra comunità. Per questo chiediamo che venga discussa e approvata subito la proposta del centrodestra, primo firmatario Lelle Salvatore, per istituire una commissione speciale sulla crisi demografica e sulle politiche di crescita. Una sede stabile che ascolti categorie, imprese, famiglie, giovani, mondo della scuola, operatori economici e sociali, e individui soluzioni concrete per invertire definitivamente la rotta».
«Senza una strategia – concludono dal centrodestra algherese – Alghero rischia di arretrare. Servono politiche per attrarre residenti, trattenere giovani, sostenere la natalità, creare lavoro stabile e rendere la città vivibile tutto l’anno. Il Consiglio comunale affronti subito il tema: il futuro di Alghero non può essere rinviato».

“Piano recupero immobili, positivo seguire linea tracciata da Fdi”

ALGHERO – “Prendiamo atto positivamente che la Giunta abbia deciso di muoversi nella direzione indicata da Fratelli d’Italia già lo scorso aprile, con la proposta di un Piano Città per il recupero e la rifunzionalizzazione del patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato». Così Fratelli d’Italia Alghero interviene dopo l’indirizzo approvato dalla Giunta sul percorso promosso con l’Agenzia del Demanio.
«Il Piano Città è uno strumento importante, frutto del lavoro portato avanti a livello nazionale con l’Agenzia del Demanio, per mettere gli enti locali nelle condizioni di recuperare immobili pubblici abbandonati o sottoutilizzati, trasformandoli in servizi, funzioni urbane, spazi per la comunità, housing, cultura, formazione e sviluppo».
Per il Capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, Alessandro Cocco «Alghero ha un patrimonio immobiliare molto pesante, spesso inutilizzato, mentre continuano a esistere fabbisogni enormi e fitti passivi. Razionalizzare gli spazi, ridurre i costi, recuperare edifici e restituire funzioni pubbliche ai cittadini è esattamente l’approccio che chiediamo da mesi».
«Ora però bisogna procedere rapidamente e con metodo: definizione chiara del portafoglio degli immobili, individuazione delle funzioni previste, stima dei fabbisogni e pieno coinvolgimento degli altri enti istituzionali, a partire dalla Regione all’Università, insieme agli altri soggetti pubblici interessati».
«Proprio per questo avevamo chiesto che beni come l’ex Ostello di Fertilia fossero inseriti dentro una cornice organica di Piano Città, evitando interventi isolati e accelerazioni prive di una visione complessiva. Da ora in avanti servirà massima attenzione alle procedure, agli atti e alla qualità dell’istruttoria amministrativa».
«Fratelli d’Italia è disponibile a lavorare in modo costruttivo su un percorso serio, capace di trasformare il patrimonio pubblico da costo per la città a leva di rigenerazione, servizi e sviluppo. Ma servono atti concreti, tempi chiari e finalità precise per ogni immobile»

“L’Assessore dei miracoli e la copertura fantasma”

ALGHERO – “Da oltre quarant’anni frequento e vivo il Tennis Club Alghero, ma una storia di pura “distorsione dei fatti” come quella raccontata ieri dall’Assessore al più o meno tutto non l’avevo ancora mai sentita.
Sentir dichiarare che “al Tennis Club stiamo realizzando la copertura che Alghero aspettava da trent’anni” farebbe anche sorridere, se non fosse che, ad oggi, sul campo non c’è traccia nemmeno dell’inizio dei lavori.
Altro che cantiere vero!
Ma il capolavoro della narrativa politica si raggiunge quando l’Assessore giustifica i ritardi scaricando la colpa sul Club, reo — a suo dire — di aver richiesto modifiche al progetto per inserire delle sedute al coperto.
Siamo alle solite: si millantano successi e si inventano scuse.
La realtà è ben diversa e gli atti parlano chiaro:
Nessuna modifica o proroga è mai stata richiesta dal Tennis Club, né via PEC né per e-mail. Se poi si confondono le pratiche amministrative ufficiali con quattro chiacchiere davanti a una pizza, allora alzo le mani.
La verità sulla modifica del progetto è un’altra: il progetto iniziale era sbagliato e non avrebbe mai ottenuto l’omologazione dalla Federazione Italiana Tennis (FITP) in quanto non rispettava altezze e distanze minime.
L’impresa, anziché rispettare il cronoprogramma, ha chiesto una proroga fissando la nuova scadenza al 3 luglio. Scadenza ampiamente superata nel silenzio più totale.
Resta solo una certezza, triste per lo sport algherese: anche quest’anno, in caso di pioggia, la nostra squadra di A2 sarà costretta a giocare le partite di casa… fuori casa.
Dice l’Assessore che “resterà un’infrastruttura per i prossimi trent’anni”. Nel frattempo, per i prossimi trenta giorni (e chissà quanti altri mesi), resta solo la solita cortina di fumo. Ammettere ritardi ed errori sarebbe un atto di maturità e rispetto verso i cittadini e verso chi lo sport lo vive davvero ogni giorno. Ma si sa, ammettere la realtà non fa notizia; inventarsi i fatti ed i cantieri, invece, purtroppo sì”.
Andrea Delogu, segretario cittadino di Forza Italia

Punta Giglio, parcheggi o fascia taglia fuoco? Esposto alla Forestale

ALGHERO – “L’Associazione “Punta Giglio Libera. Ridiamo vita al Parco” interviene sulla trasformazione dell’area alla base del compendio di Punta Giglio, all’interno del Parco di Porto Conte e della Rete Natura 2000. L’intervento è stato autorizzato dal Provvedimento Unico SUAPE numero 6347 dello scorso 31 luglio 2026, il cui oggetto ufficiale è lo sfalcio vegetazionale per pulizia e costituzione di una fascia tagliafuoco. Oggi, tuttavia, sul terreno si presenta una situazione che merita un attento e rigoroso accertamento da parte delle autorità preposte.
Le immagini scattate prima e dopo l’intervento mostrano una superficie ampiamente priva della vegetazione originaria, regolarizzata e ricoperta di materiale granulare chiaro, attualmente utilizzata per la sosta di numerosi veicoli. Da qui nasce la domanda spontanea dell’Associazione, che chiede di verificare se il provvedimento autorizzasse soltanto lo sfalcio e la costituzione di una fascia tagliafuoco oppure se comprendesse anche le pesanti lavorazioni necessarie a trasformare la superficie in un’area stabilizzata destinata alla sosta delle auto. È proprio per rispondere a questo interrogativo che l’Associazione ha presentato un esposto formale al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, richiedendo un sopralluogo urgente e la verifica della corrispondenza tra quanto autorizzato sulla carta e quanto effettivamente realizzato sul posto. Non si tratta di anticipare conclusioni affrettate sull’esistenza di un abuso, ma si chiede agli organi competenti di verificare gli eventuali profili edilizi, ambientali e forestali dell’intervento. Particolare attenzione viene posta sulla vegetazione presente ai margini della superficie, sulla rimozione della copertura vegetale spontanea, sulla movimentazione e sistemazione del terreno e sulla natura del materiale granulare utilizzato per il fondo stradale.
Parallelamente, l’Associazione ha presentato al Comune di Alghero un’istanza di Accesso Civico Generalizzato per acquisire l’intero fascicolo amministrativo e tecnico, compresi gli elaborati progettuali e cartografici. Tra gli aspetti che si intendono chiarire vi sono l’esatta situazione ante operam, la superficie realmente interessata dallo sfalcio, le lavorazioni sul terreno previste e la reale necessità antincendio della fascia. Si intende inoltre accertare se fossero previsti accessi carrabili, modifiche della viabilità o aree di sosta, quale documentazione sia stata trasmessa al Parco di Porto Conte, quale fosse l’atto che il Parco era chiamato a rendere nell’endoprocedimento e sulla base di quali presupposti il SUAPE abbia considerato acquisito il relativo assenso. Infine, si chiede di verificare se sia stata effettuata la verifica di assoggettabilità alla VInc.A. e quali valutazioni siano state effettuate sugli habitat e sugli obiettivi di conservazione della Rete Natura 2000. Il provvedimento individua infatti il Parco tra le amministrazioni coinvolte per le verifiche relative agli interventi in area protetta, ma dall’atto non emerge una sua determinazione espressa, dando invece conto della mancata trasmissione delle determinazioni e della conseguente acquisizione dell’assenso secondo il meccanismo del silenzio-assenso. È necessario quindi capire che cosa sia stato trasmesso al Parco, quale valutazione fosse richiesta e perché il suo silenzio sia stato considerato sufficiente alla conclusione del procedimento.
La prevenzione degli incendi è certamente una finalità importante, ma in un’area protetta e inserita nella Rete Natura 2000 occorre sapere perché quella specifica fascia tagliafuoco fosse necessaria, chi ne abbia individuato l’esigenza e quale istruttoria tecnica ne abbia determinato localizzazione, dimensioni e caratteristiche. E soprattutto occorre verificare il rapporto tra il titolo autorizzativo e ciò che oggi si trova sul terreno. L’Associazione non sta dicendo che il provvedimento abbia autorizzato un parcheggio, ma sta chiedendo di verificare se ciò che oggi vediamo sul terreno corrisponda a ciò che è stato effettivamente autorizzato. È questa la ragione dell’esposto al Corpo Forestale e della richiesta di accesso agli atti, perché a Punta Giglio non basta sapere che cosa c’è scritto in un provvedimento, ma bisogna poter verificare che cosa è stato progettato, che cosa è stato autorizzato e che cosa è stato effettivamente realizzato. Punta Giglio è patrimonio della collettività e le regole di tutela devono essere trasparenti e uguali per tutti”
Associazione Punta Giglio Libera

Mafie o non mafie, Alghero rischia di perdere la sua identità

ALGHERO – Una città in preda a una perenne crisi di nervi. Appena si toccano argomenti delicati, si scatenano le tifoserie, come se si stesse parlando di calcio. Del resto, ormai, anche la politica e, più in generale, la condizione socio-economica locale diventano motivo di scontro da bar e da social. Niente di più. Mai, o quasi, un ragionamento serio, approfondito e di buon senso.

Coloro che stanno in sella si sentono subito toccati e scatta il mood della «lesa maestà», mentre gli altri, pochi, perché in generale si preferisce tacere, sorvolare o, meglio, minimizzare quando si tratta di temi scottanti, partono all’attacco, a testa bassa.

Se ben tre Procuratori della Repubblica (Pintus, Mammone e Patronaggio) e alcuni quotidiani, tra cui il Fatto, tra l’altro di chiara area sinistra-5 Stelle, fanno emergere a tutte lettere il problema delle infiltrazioni mafiose, è evidente che qualcosa c’è. E questo qualcosa va oltre ciò che vediamo tutti i giorni e che solo degli stolti non possono comprendere. In particolare, un centro storico divenuto un bazaar: invasione dei tavolini, doppi e tripli poligoni, insegne di tutti i colori e tipologie, offerte merceologiche discutibili, ristoranti che trasformano il loro dehor (pubblico) in balera, etc, etc. Senza considerare amche gli effetti su decoro, pulizia, consumi dell’elettricità [leggi], dell’acqua e altro che causa questo sconsiderato carico antropico.

Certo, questo non vuol dire in maniera univoca che vi siano degli illeciti e, tantomeno, delle collusioni o presenze «mafiose». D’altra parte, però, emerge come l’assenza di strumenti pianificatori abbia causato una condizione di generale snaturamento di quello che era e sarebbe dovuto rimanere l’Alguer Vella,  soprattutto avrebbe potuto  generare un terreno meno  permeabile a eventuali infltrazioni. Come ripetono da anni gli esperti del settore (magistrati, inquirenti, giornalisti, etc), la mancanza di chiari e vigenti strumenti pianificatori può agevolare l’arrivo di capitali opachi.

Come sanno anche i bambini, senza nuove aree di sviluppo e crescita e senza la creazione di nuovi hotel e servizi, la parte antica della città, ma anche altre zone, sono divenute una sorta di «albergo diffuso», creando un’offerta caotica e senza regole, dove, tra l’altro, come ripetuto alla nausea dagli amministratori da anni, vige molto «nero».

Se a questo aggiungiamo il fatto che si è passati da una classe imprenditoriale basata principalmente su imprenditori edili e commercianti locali a una sempre più orientata verso ristorazione, negozi di chincaglierie e intrattenimento, con un’offerta notturna sempre più sacrificata a favore dell’immancabile binomio spiaggia-cena e poi tutti a nanna, il quadro è fatto.

Che lo dicano i procuratori, sicuramente sulla base di elementi fondati, o che emerga dalle evidenze, Alghero sta perdendo il suo volto, con il centro storico, e non solo, ormai sempre più snaturato. Senza un cambio di rotta repentino e totale, si rischia di non poter più tornare indietro e di lasciare ai posteri una città dai numeri di presenze record, ma senza più un’identità, sempre più povera e con sempre meno algheresi.

 

Nella foto Piazza Civica di Alghero

“Alghero strade gruviera, pericolo per tutti e addio dai motociclisti”

ALGHERO – «La denuncia pubblica del presidente di un Moto Club lombardo è un campanello d’allarme che l’Amministrazione comunale non può continuare a ignorare. Quando un’associazione di motociclisti arriva a sconsigliare ai propri soci di tornare ad Alghero a causa delle condizioni delle strade, significa che il problema degli asfalti è diventato anche un problema di immagine e di promozione turistica della città».
Lo affermano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, commentando la denuncia pubblicata da un importante media locale.
«Alghero – sottolineano i consiglieri azzurri – è ormai una città-gruviera. Buche, avvallamenti, tombini sconnessi e tratti di asfalto fortemente degradati rappresentano un pericolo per tutti: per chi si muove in bicicletta, in moto, in automobile e persino per i pedoni. Ma oggi dobbiamo guardare oltre il problema della sicurezza stradale».
«Un motociclista che arriva ad Alghero per trascorrere una vacanza e rischia di cadere a causa di una buca non porta a casa soltanto un brutto ricordo. Porta con sé un giudizio negativo sulla città e lo comunica ad altri potenziali visitatori. È una forma di promozione negativa che può avere conseguenze molto serie soprattutto in un settore, quello del turismo, nel quale reputazione e passaparola hanno un peso enorme».
Forza Italia ricorda che «da mesi denunciamo questa situazione e chiediamo all’Amministrazione di intervenire. Gli interventi di asfaltatura erano stati annunciati con la solita enfasi propagandistica a gennaio: il Comune aveva indicato l’avvio dei cantieri già nella primavera del 2026, dopo l’affidamento dei lavori. Eppure di quegli interventi non si sente più parlare».
«Avevamo già detto che non bastavano annunci e comunicati stampa. Servivano cantieri, operai e asfalto. Oggi abbiamo la conferma che il problema non è soltanto percepito dagli algheresi: lo vedono e lo denunciano anche coloro che arrivano nella nostra città da altre parti d’Italia».
«Il presidente del Moto Club lombardo– aggiungono Tedde, Peru, Bardino e Ansini – parla a nome di una categoria che rappresenta un segmento turistico importante. I motociclisti viaggiano, spendono, frequentano strutture ricettive, ristoranti e attività commerciali e possono diventare straordinari ambasciatori di una destinazione. Ma possono anche fare l’esatto contrario, quando trovano una città nella quale percorrere le strade diventa un rischio».
«Il Sindaco Cacciotto e l’Amministrazione comunale devono comprendere che ogni giorno di ritardo negli interventi sugli asfalti non significa soltanto una buca in più. Significa sicurezza compromessa, disagi per i cittadini e un pezzo dell’immagine turistica di Alghero che viene deteriorato».
«Non possiamo permetterci – concludono i consiglieri di Forza Italia – che Alghero venga ricordata come la città delle buche e dei percorsi a ostacoli. Gli asfalti devono partire e devono essere realizzati rapidamente e bene. Perché mentre l’Amministrazione continua ad annunciare interventi, i motociclisti stanno già facendo un’altra cosa: stanno dicendo agli altri motociclisti di non venire ad Alghero. E questo, per una città turistica, è un danno gravissimo».