Servizio idrico, EGAS: «Ritardi di E-Distribuzione ormai insostenibili. Opere strategiche ferme senza energia»

CAGLIARI – Opere strategiche per il sistema idrico della Sardegna, finanziate con decine di milioni di euro di risorse pubbliche, alcune ormai in fase di completamento o pronte per essere messe in esercizio, rischiano di rimanere ferme per l’assenza degli allacci e degli interventi sulla rete elettrica necessari al loro funzionamento.

È la denuncia lanciata questa mattina nella sede dell’Ente di Governo dell’Ambito della Sardegna, a Cagliari, nel corso della conferenza stampa alla quale hanno preso parte il presidente di EGAS Fabio Albieri e il direttore generale Andrea Cappelli.

Nel mirino dell’Ente ci sono i ritardi e le incertezze nei rapporti con E-Distribuzione, società del gruppo Enel, chiamata a realizzare gli interventi necessari per garantire l’alimentazione elettrica di infrastrutture fondamentali per l’approvvigionamento idropotabile, la depurazione e il sistema fognario regionale.

«Siamo arrivati a una situazione paradossale – ha dichiarato Albieri –. Realizziamo opere pubbliche strategiche, investiamo milioni di euro, rispettiamo procedure, appalti e cronoprogrammi e, nel momento in cui queste infrastrutture devono finalmente entrare al servizio delle comunità, rischiamo di doverci fermare perché manca l’energia elettrica. Non è più accettabile».

 

Alta Gallura, un’opera strategica da 18,3 milioni in attesa dell’alimentazione elettrica

Uno dei casi più rilevanti illustrati nel corso della conferenza stampa riguarda Tempio Pausania e l’Alta Gallura, con il riassetto del sistema di alimentazione idropotabile collegato alla diga di Monti di Deu e all’invaso sul Rio Pagghiolu.

Si tratta di un investimento complessivo di circa 18,3 milioni di euro, finanziato attraverso risorse regionali, fondi PNRR, Fondo per l’avvio delle opere indifferibili e risorse del gestore.

L’opera è destinata a garantire maggiore sicurezza nell’approvvigionamento idrico di Tempio Pausania, Aggius, Bortigiadas, Calangianus, Luras ed Erula, attraverso circa sette chilometri di nuove condotte adduttrici. Il progetto comprende la posa della condotta dall’invaso del Pagghiolu fino all’impianto di potabilizzazione di Pischinaccia, una nuova stazione di sollevamento alla base della diga e il potenziamento e ampliamento dello stesso potabilizzatore.

Proprio sull’alimentazione elettrica necessaria al funzionamento di queste infrastrutture si concentra una delle criticità più rilevanti: le richieste per le cabine elettriche della nuova stazione di sollevamento alla base della diga e dell’impianto di potabilizzazione risalgono rispettivamente al 16 e al 22 novembre 2023.

«Il caso dell’Alta Gallura è emblematico – ha sottolineato Albieri –. Parliamo di un’opera lungamente attesa e indispensabile per garantire maggiore sicurezza e continuità nell’approvvigionamento idrico di un intero territorio. Non è accettabile che, dopo aver reperito i finanziamenti e realizzato infrastrutture di questa portata, il sistema non possa essere pienamente attiva to perché manca un passaggio legato alla fornitura elettrica».

Castelsardo e Lu Bagnu, 24,5 milioni per superare una criticità ambientale e sanitaria

Particolarmente delicata è la situazione di Castelsardo e Lu Bagnu, dove è in corso l’adeguamento dello schema fognario-depurativo per un investimento complessivo di 24,5 milioni di euro al netto dell’IVA, dei quali 12,3 milioni finanziati attraverso il PNRR.

Il progetto nasce per risolvere le gravi criticità del sistema fognario-depurativo dell’agglomerato di Castelsardo, già interessato da una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 6 ottobre 2021. La situazione descritta è caratterizzata dallo scarico dei reflui urbani in mare attraverso condotte obsolete e senza un trattamento depurativo conforme alla normativa, con conseguenze sulla qualità delle acque, sull’ecosistema costiero, sulla balneabilità e sulla salute pubblica.

L’intervento comprende il nuovo impianto di depurazione a monte di Lu Bagnu, le stazioni di sollevamento di Castelsardo Est e Castelsardo Ovest, il sollevamento di Lu Bagnu e le condotte necessarie a convogliare i reflui verso il nuovo sistema di trattamento. È un’opera espressamente finalizzata anche alla messa in sicurezza dell’agglomerato rispetto agli obblighi comunitari in materia di acque reflue urbane.

Le richieste relative alle forniture e agli adeguamenti elettrici necessari per il depuratore e per gli impianti di sollevamento risalgono ad aprile e maggio 2025, mentre le relative accettazioni risultano intervenute tra giugno e luglio dello stesso anno.

«A Castelsardo – ha affermato Albieri – il problema assume un peso ancora maggiore perché parliamo di depurazione, tutela del mare e superamento di una situazione già oggetto di una procedura europea. Ogni ulteriore rallentamento significa rinviare i benefici ambientali e sanitari per i quali sono stati impegnati importanti finanziamenti pubblici, compresi fondi del PNRR».

Quartu Sant’Elena, il completamento della rete fognaria del litorale

Il terzo caso illustrato durante la conferenza stampa riguarda il litorale di Quartu Sant’Elena, interessato dall’intervento di riordino e razionalizzazione della rete fognaria della fascia costiera.

L’opera prevede l’estensione della rete attraverso circa cinque chilometri di collettore fognario principale lungo la SP 17, suddiviso tra tratti a gravità e condotte prementi, oltre alla realizzazione di tre impianti di sollevamento. L’intervento concorre alla messa in sicurezza dell’agglomerato rispetto agli obblighi comunitari sulle acque reflue urbane.

L’opera risulta collaudata il 26 maggio 2020. Per due nuovi punti di fornitura destinati ai sollevamenti fognari di Viale Leonardo da Vinci, le richieste sono state presentate il 1° luglio 2026, mentre il caricamento della fine lavori è stato effettuato il giorno successivo.

«Anche qui – ha sottolineato Albieri – siamo davanti a infrastrutture che devono essere messe nelle condizioni di funzionare. L’alimentazione elettrica non può essere considerata un dettaglio finale: è parte essenziale dell’opera e deve essere programmata con tempi compatibili con quelli dell’investimento pubblico».

Il paradosso dei gruppi elettrogeni: «Costi enormi e impatto ambientale»

Nel corso della conferenza stampa Albieri e Cappelli hanno richiamato anche una delle conseguenze più paradossali della situazione: la possibilità che, per procedere all’avviamento di alcuni impianti, si debba ricorrere temporaneamente a gruppi elettrogeni alimentati a gasolio. Una strada che EGAS considera difficilmente sostenibile tanto sotto il profilo economico quanto sotto quello ambientale.

«Pensare di realizzare infrastrutture moderne e strategiche e poi essere costretti ad avviarle con generatori a gasolio è un controsenso – ha dichiarato Albieri –. Significherebbe sostenere costi estremamente elevati, che non possono essere scaricati sulle comunità o sul sistema idrico, oltre a produrre un impatto ambientale incompatibile con gli stessi obiettivi perseguiti da questi investimenti».

Il direttore generale Andrea Cappelli ha ricostruito nel corso dell’incontro lo stato dei diversi interventi e delle interlocuzioni tecniche, evidenziando come non si sia di fronte a una singola pratica isolata, ma a più opere distribuite sul territorio regionale per le quali l’alimentazione elettrica rappresenta un passaggio imprescindibile.

Per EGAS la questione non può quindi essere ridotta a un problema meramente tecnico o burocratico. Ogni ritardo può determinare maggiori costi, rallentamenti nell’entrata in esercizio degli impianti, difficoltà nella programmazione e il rinvio dei benefici attesi da opere finanziate con risorse pubbliche.

«Da E-Distribuzione servono risposte, interlocutori e cronoprogrammi certi»

«Qui parliamo di acqua potabile, depurazione, fognature e tutela ambientale – ha ribadito Albieri –. A E-Distribuzione chiediamo interlocutori certi, risposte formali e cronoprogrammi attendibili. Non chiediamo privilegi, ma tempi coerenti con la natura delle opere e con l’interesse pubblico che rappresentano».

EGAS ha quindi rivolto a E-Distribuzione e, più complessivamente, al gruppo Enel una richiesta di confronto immediato sulle situazioni ancora aperte, affinché per ciascun intervento vengano definite date precise e verificabili per l’esecuzione delle attività necessarie.

Il presidente Albieri non ha escluso, inoltre, il ricorso alle vie giudiziarie qualora il protrarsi dei ritardi dovesse determinare danni economici o conseguenze sul regolare funzionamento del servizio.

«Il nostro interesse è risolvere i problemi e mettere gli impianti in funzione, non aprire uno scontro – ha concluso Albieri –. Ma esiste un limite oltre il quale abbiamo il dovere di tutelare l’Ente, il gestore, le amministrazioni e soprattutto i cittadini. Se questi ritardi dovessero determinare maggiori costi, danni o conseguenze sulla continuità e sul regolare esercizio di un servizio pubblico essenziale, valuteremo tutte le iniziative nelle sedi competenti per l’accertamento delle eventuali responsabilità, anche sotto il profilo civile e, ove ne ricorrano i presupposti, penale. La Sardegna – ha concluso – non può permettersi di avere opere pubbliche finanziate, realizzate o prossime al completamento e non poterle utilizzare perché manca l’energia necessaria a farle funzionare. Da E-Distribuzione, e quindi dal gruppo Enel, ci aspettiamo ora risposte concrete, date certe e interventi tempestivi».

Europa Verde a Fdi: “Nessuna retifica, l’unico confronto è in Consiglio”

ALGHERO – “Nessuna rettifica da parte del gruppo di Europa Verde sugli argomenti già precedentemente espressi. Sono i fatti a parlare e se qualcuno pensa di mandare avanti una querela è libero di presentarla, soprattutto se ritiene che sia l’unico modo per avere un briciolo di visibilità rispetto alla propria azione di mandato.
La partecipazione agli atti dell’ amministrazione non deve certamente avvenire attraverso gli interventi in commissione o in aula, in quanto gli stessi atti presentati e discussi appartengono già ai gruppi consiliari di maggioranza ed alla stessa Giunta. Evidentemente FDI non sa o non vuol capire la dinamica politico-amministrativa delle maggioranze consiliari.
Per quanto riguarda il Gruppo Europa Verde possiamo dire che non ci siamo mai tirati indietro, quando e ove richiesto, per un confronto aperto e plurale e lo stiamo dimostrando con la nostra attività di programmazione politica e degli eventi. Approfittiamo dunque dell’occasione per invitare il gruppo di FDI alla nostra prossima attività di partito prevista per mercoledì 21 Ottobre alle 18:30 presso la nostra sede di Via Pascoli 16/A per discutere insieme all’assessora Raffaella Sanna del percorso amministrativo intrapreso nell’ambito culturale. Informiamo inoltre che non è mai stata fatta attività illecita (come erroneamente riportato da diversi gruppi di opposizione) utilizzando spazi pubblici, e su questo potremmo al pari confrontarci nelle sedi opportune. La nostra ultima attività pubblica è servita invece per sostenere le attività delle associazioni di borgata e quindi in favore di tutta la comunità. Inoltre invitiamo FDI a far chiarezza con i concessionari degli spazi e non con i fruitori degli stessi.
Per quanto riguarda i confronti diretti poi riteniamo che il Consiglio Comunale sia il luogo più opportuno sul quale dibattere le questioni e non prestiamo certamente il fianco o peggio ancora facciamo dettare la nostra agenda politica da un qualunque gruppo consiliare.

 

Giampietro Moro e Beatrice Podda, Europa Verde (Avs)

Odissea Circonvallazione, la “ricostruzione” dell’assessore Marinaro

ALGHERO – “Alghero non avrà incompiute. Tutti i cantieri aperti, sia quelli in corso che quelli al momento sospesi verranno completati grazie al lavoro appassionato e all’impegno competente e costante del personale del Servizio Opere Pubbliche del Comune di Alghero nonchè all’attenzione continua dedicata dall’amministrazione Cacciotto al conseguimento di questo obiettivo. La querelle sulla circonvallazione, opera viaria di grande rilievo strategico per la città di Alghero, è destinata a scemare in considerazione del fatto che, superati gli ultimi ostacoli di carattere tecnico/amministrativo e finanziario da parte dell’amministrazione in carica, il cantiere può finalmente essere concluso, entro la primavera 2027, nel tratto ricompreso tra la rotatoria 5 ubicata in via Vittorio Emanuele e la 2 di Via Valverde, primo lotto funzionale, per poi proseguire con la conclusione del lotto finale. Una breve cronistoria è necessaria, nondimeno, per comprendere come si sia arrivati alla situazione odierna, dato fondamentale per consentire agli algheresi di formarsi un proprio giudizio sull’andamento dell’opera. Secondo la previsione iniziale l’intervento sarebbe dovuto terminare entro il mandato della giunta Conoci. Tanto che l’ex Sindaco, sicuramente in buona fede, aveva dichiarato pubblicamente a novembre del 2022, che la consegna dell’infrastruttura sarebbe avvenuta entro il novembre 2024. Purtroppo i fatti sono andati diversamente da come auspicato. Il progetto originariamente redatto, si è mostrato, invero, da subito inadeguato, da un lato, a causa della previsione della piantumazione di alberi di olivo nella aiuola spartitraffico (ipotesi cassata dalla ex Provincia di Sassari) e, dall’altro, a causa della inidoneità del sottosuolo a sostenere il peso del nuovo tracciato viario. L’insieme di questi due fattori ha comportato, in primis, l’insufficienza delle risorse economiche previste inizialmente per l’esecuzione dell’intera opera dato che una loro quota significativa è stata destinata a finanziare la realizzazione degli indispensabili interventi correttivi; in secundis ha determinato un differimento temporale complessivo dell’attuazione dell’intervento, con incremento dei costi globali in ragione dell’aggiornamento maturato medio tempore dei prezzi inizialmente stabiliti. Le risorse destinate a compensare tali effetti sono state, in parte, reperite dall’amministrazione Cacciotto attraverso l’ottenimento di un contributo ulteriore della RAS di 1.000.000 di euro e lo stanziamento di 1.300.000,00 sul bilancio comunale. I Consiglieri comunali Bardino, Ansini, Peru e Tedde, sostengono nel loro intervento che trattandosi di un appalto integrato, l’amministrazione dell’epoca fosse sollevata dall’onere di verificare la sostenibilità del progetto prima della consegna del cantiere. Mentre l’ex Sindaco Conoci, dal canto suo, sembrerebbe affermare che avendo posto rimedio all’errore iniziale (ma era impossibile il contrario) non ci sarebbe stato alcun impatto sui costi e sui tempi di realizzazione dell’intervento. Entrambe le argomentazioni non appaiono condivisibili. In realtà non poteva essere omessa una verifica preventiva in ordine alla fattibilità tecnica del progetto, che di fatto, ha indebolito il ruolo fondamentale di committente pubblico tenuto ad approvare, invece, ogni passaggio tecnico e amministrativo del procedimento: dalla progettazione fino alla consegna dell’opera. Va da sé che quando si affida la realizzazione di una arteria viaria tanto importante la verifica della compatibilità del fondo stradale, attraverso indagini di carattere geologico e geognostico, è l’accorgimento minimo che l’amministrazione committente debba pretendere venga assolto prima ancora d’iniziare la progettazione dell’intervento. Analoghe considerazioni valgono in merito alla previsione della piantumazione di alberi d’olivo all’interno dell’aiuola spartitraffico prevista tra le opposte carreggiate. Vi è inoltre da considerare che la VIA, rilasciata dalla RAS, era scaduta il 15 gennaio 2024 in quanto entro tale termine non è stata presentata motivata istanza di proroga. Il Comune di Alghero si è trovato costretto, pertanto, a depositare, in un secondo momento, una nuova istanza per la Verifica di assoggettabilità alla V.I.A. presso la Regione Sardegna, definita nel marzo 2025. Dopodiché il Servizio Lavori Pubblici del Comune ha avviato il procedimento relativo all’approvazione della perizia di variante n. 2 – predisposta dalla Direzione Lavori ed approvata definitivamente dalla RAS il 18 settembre 2026. Antecedentemente all’adozione dell’atto rimanevano fuori dalle lavorazioni tutte le opere non contemplate nella prima perizia. Questo elemento dirimente non può essere minimamente disconosciuto per comprendere a pieno l’evoluzione nel tempo del cantiere. Ancora. L’elaborato tecnico ha reintrodotto le lavorazioni funzionali al completamento della strada, escluse dalla previsione della prima perizia di variante per carenza di risorse, destinate, appunto, alla soluzione del problema del cedimento del sottofondo stradale. Ed ha soprattutto introdotto la realizzazione della circonvallazione in due lotti differenti, in modo da anticiparne, con riferimento al primo, la fruizione da parte degli algheresi. Opportunità che l’amministrazione Conoci avrebbe dovuto sfruttare all’epoca della perizia n. 1. Vale ribadire ancora come il quadro economico relativo all’esecuzione del primo lotto sia stato ripristinato attraverso un ulteriore contributo regionale di 1.000.000,00 di euro da parte dell’Assessorato ai Lavori Pubblici della RAS e mediante 1.300.000,00 euro di fondi comunali. Rispetto a quest’ultima tranche, il Comune ha presentato, ex art. 26 D.l. 17/5/2022 N. 30 richiesta di accesso al fondo per adeguamento prezzi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Direzione Generale per l’Edilizia Statale, le Politiche Abitative, la Riqualificazione Urbana, e gli Interventi Speciali. Il recupero di tali somme verrà quindi destinato al completamento del secondo lotto funzionale, quello ricompreso tra la rotatoria 2 e la 1. (tratto tra via Valverde – Viale della Resistenza). Se è vero che la realizzazione di un intervento pubblico non rappresenta quasi mai un percorso lineare è altrettanto vero che la resilienza di una amministrazione esprime la capacità di adattamento alle difficoltà che in corso d’opera possono emergere per giungere comunque al conseguimento del risultato prefissato. Ed ciò che l’amministrazione Cacciotto, supportata dal Servizio Opere Pubbliche del Comune, sta facendo senza lesinare energie”.

L’Assessore alle Opre Pubbliche Francesco Marinaro

“Da Moro e Podda di Europa Verde (Avs) solo falsità, retifichino o sarà querela”

ALGHERO – «Moro e Podda riescono nell’impresa di scrivere un intero comunicato invocando fatti, atti e documenti, senza citarne neppure uno. Non sono stati capaci di contestare nemmeno uno degli interventi che abbiamo elencato. Da europa verde tante parole, zero fatti. E quando finiscono gli argomenti, cominciano gli attacchi personali». Così Fratelli d’Italia Alghero replica a Europa Verde.
«I due consiglieri arrivano addirittura ad accusare il nostro capogruppo con affermazioni false e gravemente lesive della sua reputazione. Non siamo più nel campo della critica politica. Moro e Podda rettifichino immediatamente: diversamente, il capogruppo Cocco si riserva di presentare querela per diffamazione nei confronti dei responsabili».
«Da Moro, peraltro, arriva una lezione piuttosto singolare. Se durante le commissioni fosse più attento ai lavori, conoscerebbe bene la partecipazione di Cocco, i suoi interventi, le domande e le proposte. Quanto al contributo di Moro, basterebbe consultare i verbali e contare i suoi interventi».
«La stessa cosa vale per il Consiglio comunale. In due anni di consiliatura Fratelli d’Italia, attraverso il capogruppo, ha presentato decine di interrogazioni, ordini del giorno, emendamenti e mozioni. Alcune proposte, sul piano del commercio, sulla Rottamazione quinquies e sul Parco Gianmarco Manca, sono state persino approvato all’unanimità. I cittadini possono assistere alle sedute e giudicare personalmente chi davvero si impegna per la città».
«Ma torniamo alla questione che Moro e Podda cercano disperatamente di evitare: quale delle opere pubbliche che abbiamo elencato non esiste? Quale finanziamento contestano? Quale atto sarebbe falso? Rispondano nel merito, anziché nascondersi dietro una predica vuota»
«A questo punto lanciamo una sfida a Moro e Podda: un confronto pubblico in televisione, Cocco e Conoci da una parte, Moro e Podda dall’altra. Mettiamo fin da subito la nostra disponibilità a disposizione di tutte le emittenti e degli organi di informazione che vorranno organizzarlo. Parliamo di opere, atti, finanziamenti e risultati, davanti ai cittadini. Vedremo se avranno il coraggio di sostenere faccia a faccia quello che scrivono nei comunicati o se, lontano dalla tastiera, i leoni tornano gattini»

Faggioli si conferma il “re” dell’Alghero-Scala Piccada: sul podio Torsellini e Caruso

ALGHERO – Si è conclusa un’altra straordinaria edizione, la 64ª della Alghero Scala Piccada, la gara organizzata dall’Automobile Club Sassari. Simone Faggioli (Nova Proto NP-01) si è imposto per la quarta volta, a 21 anni dalla prima vittoria, nella meravigliosa passerella sassarese. Manifestazione storica, sempre molto apprezzata, che merita sicuramente una maggiore possibilità di accesso da parte degli appassionati (che potrebbero essere molto più numerosi), magari con la realizzazione di tribune in alcuni punti del percorso dove è possibile il posizionamento di tali servizi, compresi anche quelli igienici e di ristoro. 

Dopo aver segnato in mattinata il nuovo record del tracciato in 2’18”92, alla media di 132,2 km/h, il fiorentino si è imposto anche nel pomeriggio, facendo registrare il tempo complessivo di 4’40”58 e precedendo di 5”27 Mirko Torsellini, vincitore dell’edizione 2025, che ha portato sul podio il nuovo motore turbo al debutto. Monopolio del podio assoluto per le vetture francesi, con il terzo posto del 65enne ragusano Franco Caruso. In top five a pieno merito anche il lucano di Vimotorsport Achille Lombardi sulla Osella PA 30, con cui il bravo potentino completa una stagione di certo a fasi alterne, poi il toscano Michele Gregori che al volante della Nova Proto NP 01 Aprilia, ha centrato l’obbiettivo della trasferta sarda con il primato tra le sportscar Motori Moto, davanti al bravo e tenace veneto Damiano Schena su auto gemella, che ha chiuso 6°.

Piero Lottini (Osella PA9/90) si è aggiudicato la classifica delle Auto Storiche e del 4° Raggruppamento grazie al tempo di 5’55”46. Con il secondo tempo generale si è classificata la prima vettura del 3° Raggruppamento, quella di Giuseppe Pezzo (Porsche 911 SC), che in 6’47”15 ha battuto la concorrenza della Fiat 500 di Giorgio Davoli. Sul podio del 4° Raggruppamento sono stati premiati anche Sergio Perasso (Paganucci PRC A.R.) e Leonardo Campriani (Peugeot 205 Rallye). Sfortunato ritiro, invece, nella seconda salita di gara per Alessandro Bertanza (Breda Racing BRP5).

Per la classifica del secondo appuntamento del Super CIVM, vittoria nel Gruppo NS per Vincenzo Bodano (Renault Clio), iscritto in classe 1600, che ha fermato il cronometro a 6’44”44, con soli 1”59 di vantaggio sulla seconda posizione di Efisio Cannas (Renault Clio RS Ragnotti) e 8”88 sul terzo classificato di gruppo, Daniele Monni (Renault Clio Williams). Primo di classe 1600 è risultato invece Alessio Bulla (Citroën Saxo), in 7’19”67.

Nel Gruppo Racing Start è stato Marco Magdalone (Seat Leon Cupra ST) a imporsi, siglando il miglior tempo di 6’22”02 e conquistando anche la classe RS 2.0 TB, con 6”97 di vantaggio sulla piazza d’onore della vettura gemella di Mario Tacchini. Terzo classificato e primo della classe RS 1.6 TB è stato Marco Paletta (Mini Cooper S).

Alessio Cuccheddu (Mini Cooper JCW Evo) si è imposto nel Gruppo RS Plus con il miglior crono di 6’19”94, salendo sul podio insieme a Marco Foddai (Mini Cooper S) e Gianluca Trincas (Peugeot 106 S16). La classifica del Gruppo RS Cup è stata conquistata da Kristian Fiorucci (Peugeot Sport 308), che ha battuto la concorrenza di Francesco Lanfranchi (Mini Cooper JCW Evo) e dell’altra vettura della casa del Leone, quella di Enrico Gabrielli.

Tiratissima la battaglia nel Gruppo Rally, dove Massimo Azzena (Peugeot 208) ha completato la gara in 6’39”15, con un vantaggio di 2”92 sulla medaglia d’argento di Claudio Spanu (Peugeot 208 GT Line) e di 4”93 sul terzo classificato, Fabio Usai (Peugeot 208).

Una delle categorie più numerose è stata quella del Gruppo E1, che ha visto il confronto tra Giovanni Coghe (Citroën Saxo) e l’abruzzese Silvano Stipani (Peugeot 106), separati in classifica generale da soli 2”98. A completare il podio è stato Alessio Cacciapuoti (Honda Civic EG6). Vittorie solitarie, invece, per Antonio Perazzona (Peugeot 106 S16) in classe A-S, per l’idolo locale Mario Murgia (Hyundai i30 N) tra le TCR e per Paolo Abis (Predator’s) nella categoria TM-SC SS.

Tripletta Ferrari nel Gruppo GT, con la 488 Challenge Evo di 1^ Divisione GT Supercup del salernitano Giuseppe D’Angelo che si è imposto per 8”74 sulla F458 in versione GT Cup dell’esperto del calabrese Rosario Iaquinta e sulla 488 Challenge dell’ascolano Alessandro Gabrielli. Fulvio Giuliani (Lancia Delta Integrale Evo), al suo rientro in gara, ha fatto valere la potenza della vettura di classe superiore a 3.000 cc, facendo registrare il tempo di 5’51”09 e precedendo le due Fiat X1/9 di Lussorio Niolu (classe 1.400) e Marco Cadau (classe 1.150). Il trentino Jacopo Dellamaria (Wolf GB-08 Thunder), iscritto nel Gruppo E2 SC-SS, è stato il miglior pilota Under 25, in una graduatoria che ha visto sei concorrenti al via.

«Sicuramente è una gara che merita di avere grande visibilità nel calendario della Supersalita in futuro e che può ambire a un ruolo di grande rilievo sportivo. È uno dei percorsi più belli che esistano, con un tratto tecnico molto importante e uno scenario meraviglioso anche dal punto di vista paesaggistico». Queste le parole di Totò Riolo, componente della Commissione Salita ACI Sport, presente in Sardegna nel ruolo di supervisore per ACI Sport.

Grande soddisfazione anche per un euforico Giulio Pes di San Vittorio, presidente di AC Sassari:

«Quando una gara finisce e va tutto bene come oggi, si parla solo di sport. Abbiamo i migliori piloti non solo a livello italiano, ma persino europeo. AC Sassari ha fatto un grande lavoro organizzativo e devo ringraziare per questo tutte le donne e gli uomini che hanno lavorato qui, a bordo pista, nelle postazioni, alle verifiche e in segreteria. Sono oltre dieci anni che il nostro gruppo si occupa di questo evento e la risposta del pubblico è stata eccezionale. Un ringraziamento per il supporto ricevuto va ovviamente alla Regione Sardegna, al Comune di Alghero e alla Fondazione Alghero».

Queste, invece, le dichiarazioni dei piloti sul podio assoluto.

Simone Faggioli: «Il percorso è bellissimo e speriamo che in futuro venga confermato il grande livello di questa manifestazione. Ieri ho avuto a disposizione una macchina bellissima e stamattina è arrivato un grande tempo, approfittando delle temperature più fresche, favorevoli al rendimento del nostro motore e degli pneumatici. Nel pomeriggio il fondo era un po’ più scivoloso, quindi ho alzato il piede, ma è stato sufficiente per cogliere il mio quarto successo qui alla Alghero Scala Piccada».

Mirko Torsellini: «Il feeling con questa vettura migliora progressivamente e l’ho sfruttata sicuramente al meglio nella seconda salita. Il motore turbo spinge tanto a centro curva e in uscita, quindi sto imparando a gestire al meglio questa novità. Cercherò di avvicinarmi il più possibile a Simone in futuro, ma siamo soddisfatti di questi risultati».

Franco Caruso: «Mi sono preparato al meglio dal punto di vista fisico, vista l’età, e sono contento di questo risultato. Mi commuove davvero vedere tutto questo pubblico e una partecipazione così incredibile. Ho sofferto un po’ a livello tecnico nella prima parte della prova, mentre nella seconda sono riuscito a spingere più forte, conquistando questo bellissimo podio».

Classifica Top 10 della 64^ Alghero Scala Piccada: 1 Faggioli (Nova Proto NP 01) in 4’40”58; 2 Torsellini (Nova Proto NP 01) a 5”37; 3 Caruso (Nova Proto NP 01) a 6”60; 4 Lombardi (Osella PA 30) a 8”92; 5 Gregori (Nova Proto NP 03 Aprilia) a 23”63; 6 Schena (Nova Proto NOP 03 Aprilia) a 28”11; 7 Scarafone (Nova Proto NP 01) a 31”32: 8 Dellamaria (Wolf GB 08 Thunder)  34”53; 9 Costa (Wolf GB 08 Mistral) a 43”15; 10 Satta (Norma M20 FC) a 47”74

Europa Verde (Avs): “Conoci cambia casacche, Cocco inesistente”

ALGHERO – “Dal partito della retorica non ci si può certamente aspettare di più. Quantomeno, però, l’onestà intellettuale ed il rispetto istituzionale dovrebbero rappresentare requisiti imprescindibili del confronto politico, così il partito rappresentato in consiglio comunale da Giampietro Moro, Beatrice Podda e di cui fa parte anche il sindaco Cacciotto.
“Evidentemente non è così per Fratelli d’Italia, che continua a confondere la propaganda con la politica e le dichiarazioni autocelebrative con i risultati amministrativi.
Peccato per loro che, in politica come nell’amministrazione pubblica, non siano le narrazioni di parte a determinare la verità. A parlare sono i fatti, gli atti amministrativi e le date. E soprattutto in materia di opere pubbliche, dove ogni passaggio lascia una traccia documentale precisa, la cronologia degli atti è sufficiente a smentire ricostruzioni strumentali e a ridimensionare una retorica che, evidentemente, non trova riscontro nella realtà.
Basterebbe avere la pazienza di consultare gli atti, ricostruire l’iter di tutti i procedimenti e non solo faziosamente per quanto di proprio interesse. È questo il terreno sul quale si misura l’attività amministrativa e che più ci interessa.
La politica seria distingue i fatti dalle opinioni, i risultati dagli annunci e le responsabilità dalle convenienze. Chi pretende di intestarsi meriti che non gli appartengono e di attribuire ad altri responsabilità che non trovano riscontro negli atti finisce inevitabilmente per smentire sé stesso. Il confronto politico è legittimo, anche quando è aspro. Ma siamo convinti che debba sempre caratterizzarsi per rispetto, correttezza, conoscenza dei fatti e sulla responsabilità delle parole. Con buona pace di FDI continueremo a dare il nostro contributo in aula come nel dibattito pubblico pensando solo ed esclusivamente al bene della nostra comunità, non accettando patenti di bravi o meno amministratori attribuibili a ciascun consigliere comunale. Diversamente ci troveremo anche noi ad elencare i salti di partito in partito effettuati da alcuni illustri iscritti oggi a FDI (Conoci ne è esempio lampante), o peggio ancora a bollare come insufficiente l’attività politica del consigliere Cocco, che a parte andare contro tutto ciò che propone l’amministrazione ed arrivare in ritardo a tutte le commissioni consiliari (prendendo ugualmente il gettone di presenza), non ha ancora prodotto una proposta credibile per l’interesse collettivo”
gruppo consigliare Europa

“Beni Pubblici come fossero privati, Cacciotto pensa di essere il padrone di Alghero”

ALGHERO – «A Sa Segada sta succedendo qualcosa di singolare: i beni pubblici sembrano diventare privati con una facilità disarmante. E il sindaco Cacciotto, invece di chiarire, tace. Forse qualcuno nella maggioranza ha confuso la vittoria delle elezioni con l’acquisto della città». Così Fratelli d’Italia Alghero interviene sulle vicende che stanno interessando la borgata.
«Prima l’utilizzo di un immobile del demanio regionale per un’iniziativa di autofinanziamento di Europa Verde, partito del sindaco. Poi, soltanto dopo le polemiche, la precisazione che parte del ricavato sarebbe andata al restauro del campanile. Sarebbe curioso sapere quanto abbiano raccolto per il partito e quanto per il campanile. Ma al di là di ciò, la questione rimane: chi ha autorizzato l’utilizzo della struttura per finanziare un partito politico?».
«Adesso il secondo episodio: sulla recinzione del campo sportivo pubblico di Sa Segada sono comparsi cartelli con la scritta “proprietà privata”. Una privatizzazione fai-da-te? Basta appendere un cartello per cambiare la proprietà di un bene della collettività?». «Il problema, però, è soprattutto politico. All’iniziativa di Europa Verde era presente il sindaco e non si è posto il problema dell’utilizzo dell’immobile? Oggi, davanti ai cartelli sul campo sportivo, intende intervenire?».
«Il sindaco ha il dovere di chiarire immediatamente chi abbia autorizzato l’iniziativa politica, chi abbia collocato quei cartelli, a quale titolo e se siano stati disposti controlli. Perché i beni pubblici non sono nella disponibilità personale di chi governa, né dei partiti che lo sostengono».
«Di questo passo, manca soltanto un cartello all’ingresso di Porta Terra: “Proprietà privata. Accesso riservato alla maggioranza”».
«Cacciotto ricordi che il Comune non è un circolo privato del Campo Largo. Il patrimonio pubblico appartiene ai cittadini. E il sindaco è chiamato a tutelarlo, non a voltarsi dall’altra parte».

“Bugie da Europa Verde, Moro e Podda imbarazzanti”

ALGHERO – “Per attaccare il Conoci e il centrodestra, Moro e Podda vengono mandati allo sbaraglio e finiscono per mettersi in imbarazzo da soli. Dopo due anni passati a inaugurare opere ereditate, la sinistra fa finta di dimenticare persino chi le abbia realizzate». Così Fratelli d’Italia Alghero replica ai consiglieri di Europa Verde.

«Rinfreschiamo loro la memoria. Piscina scoperta e Anfiteatro Ivan Graziani, riaperti dopo l’abbandono della Giunta Bruno. E poi il nuovo CRA di viale della Resistenza. E ancora il parco Caragol e quello di via Tiziano, la palestra di via XX Settembre, il Forte della Maddalena, i parcheggi verdi di via Barraccu, la grotta Verde, l’impianto di trattamento della posidonia. Opere avviate, finanziate e concluse durante l’Amministrazione Conoci, e alcune inaugurate da Cacciotto. E poi i numerosi finanziamenti acquisiti dalla regione e dal PNRR su ambiente e OOPP.  Il rafforzamento dei progetti Family e dei servizi sociali in genere. L’avanzamento decisivo del Puc. Il capitolato per il nuovo appalto di igiene urbana. Il riconoscimento UNESCO per il patrimonio archeologico sardeo. E un parco progetti che va dall’ambiente, sull’erosione costiera, a quelli sul palazzo dello sport, su Maria Pia, sugli ingressi cittadini. Infine una straordinaria stagione di eventi sportivi, culturali e di spettacolo che sarebbe troppo lungo elencare in questa sede».

«E ci sono anche alcuni interventi impostati o ereditati dal centrodestra che l’attuale giunta non riesce a completare: la ex caserma di via Simon, il Palazzo Civico di via Columbano, la circonvallazione, la piscina coperta e l’ex Cotonificio, il vecchio Cra Simon Mossa, il Caval Marì, le case popolari del Caragol. Progetti, finanziamenti e cantieri che smentiscono clamorosamente le bugie di Europa Verde. E tralasciamo  di ricordare tutta la tragica vicenda Covid 19 che ha visto Alghero unire tutte forze per superare anni difficili e far ripartire la città sul piano sociale ed economico. Su tutti questi temi siamo pronti a confrontarci pubblicamente con chiunque della attuale maggioranza».

«Proprio Moro dovrebbe evitare esercizi di memoria selettiva. Sedeva nella maggioranza Bruno, ricordata anche per le sue giravolte politiche, come quelle nei confronti dell’allora assessore Natacha Lampis. Quell’Amministrazione fu bocciata nel 2019: Conoci e il centrodestra vinsero al primo turno con il 53,1%, senza bisogno delle alleanze innaturali che oggi tengono in piedi Cacciotto».

«Ad oggi Moro e Podda possono rivendicare soprattutto una raccolta fondi di partito realizzata in un immobile pubblico, sulla cui autorizzazione ancora attendiamo risposte. Quanto al Consiglio comunale, è difficile ricordare loro iniziative o interventi di particolare rilievo. Una curiosità però rimane: entrambi sono approdati a Europa Verde, conservando due distinti ruoli di capogruppo, pesando così due volte sul bilancio del Comune. A chi giova?».

«E cosa ne pensano Maria Grazia Salaris, Emiliano Piras, Alessandro Loi e Alberto Bamonti, protagonisti positivi dell’Amministrazione Conoci e oggi politicamente silenziosi? Accettano che due consiglieri di sinistra infanghino anche il lavoro che loro stessi hanno contribuito a realizzare? Forse dovrebbero ricordare a Moro, Podda e Cacciotto di chi sono i voti che hanno consentito loro di sedere sui banchi della maggioranza».

«Nel frattempo Cacciotto taglia i nastri che ha trovato, mentre le grandi incompiute restano tali. Prima di riscrivere la storia del centrodestra, provino almeno a costruirne una propria».

“L’Amministrazione Conoci sulle opere e’ stata un fallimento”

ALGHERO – “I fatti non depongono a favore della passata Amministrazione Conoci. L’unica opera pubblica avviata e conclusa in cinque anni è il piazzale tra via Vittorio Emanuele e via XX Settembre. Una magra cosolazione, se si considera che tutte le opere ereditate dall’Amministrazione Bruno non sono state portate a conclusione e che l’avvio dei lavori della Circonvallazione si è rivelato solamente un atto puramente mediatico e niente più.
Ma ormai il copione lo conosciamo bene: quando l’Amministrazione Cacciotto raggiunge un traguardo, scatta la corsa a rivendicarne la primogenitura. Se invece si parla dei nodi che stanno venendo al pettine a causa della loro gestione, non accettano la verità dei fatti. Sarebbe invece coerente assumersi la responsabilità dei problemi lasciati in dote. Ed è altrattanto coerente spiegare ai cittadini, così come ha fatto giustamente l’Assessore Marinaro, quali siano i problemi che hanno determinato i rallentamenti dell’opera, soprattutto quando invece che collaborazione si ricevono critiche stumentali. Siamo a metà mandato come ci ha ricordato l’ex Sindaco Conoci : ma le opere portate avanti sono nettamente superiori a quelle della sua amministrazione dopo cinque anni.Investimenti, risorse, cambiamento: tre parole semplici che all’opposizione fanno letteralmente perdere la bussola. Non sapendo come argomentare, si affidano alla speranza che i cittadini soffrano di un’improvvisa amnesia collettiva. È la solita, stantia rincorsa a inventarsi meriti e primogeniture su ogni traguardo di questa amministrazione.

A questo festival della medaglia di cartone, noi preferiamo rispondere in un solo modo: lavorando. Scegliamo di concentrare tutte le nostre energie sulle cose da fare, impegnandoci giorno dopo giorno per la comunità e dimostrando, nei fatti, che cambiare e migliorare si può. Le responsabilità davanti alla città ce le assumiamo per intero. Riteniamo che questa sia l’unica strada giusta: lasciare ad altri le polemiche e far parlare i fatti.“

Giampietro Moro
Bratrice Podda
Europa Verde ( Alleanza Verdi e Sinistra)

“Cacciotto e Marinaro: gli algheresi stufi delle chiacchiere, vogliono fatti”

ALGHERO – “Noi abbiamo sbloccato e avviato l’opera, affrontando problemi e reperendo nuove risorse. Ora la città vuole sapere quando sarà completata».

La replica dell’assessore Marinaro alla nota di Forza Italia sulla circonvallazione appare come l’ennesimo tentativo dell’amministrazione Cacciotto di scaricare sul passato le responsabilità di ciò che oggi non riesce a portare a termine.            Ma a tutto c’è un limite!

La mia amministrazione ha sbloccato e avviato concretamente un’opera rimasta ferma negli anni delle amministrazioni di sinistra, superando ostacoli importanti, a partire dallo spostamento della blocchiera ( chiedete al consigliere Emiliano Piras). Lo abbiamo fatto anche durante il Covid, affrontando le criticità tecniche emerse durante i lavori e individuando le soluzioni necessarie. Mi sono attivato personalmente con la Regione, ottenendo ulteriori due milioni di euro.

Anche la questione del fondo stradale e degli ulivi  è stata risolta  durante il mio mandato. È quindi paradossale che oggi si presentino come nuove criticità questioni che avevamo già affrontato e superato. Questo dimostra, a voler essere generosi, una scarsa conoscenza della storia dell’opera e, in alcuni casi, la pretesa di attribuirsi meriti di cose fatte  dalla nostra amministrazione.

Va ricordato, piaccia o no a questa amministrazione, che il progetto e il finanziamento originario di circa 10,5 milioni di euro risalgono alla Giunta Tedde,  2007-2011. Quindi 12,5 milioni sono stati acquisiti dal centrodestra, solo un paio dalla sinistra. Si attivino per reperire quelli che servono al completamento. Dopo anni di immobilismo, noi abbiamo trasformato quel progetto in un cantiere, affrontando gli imprevisti e lavorando per garantire la prosecuzione dei lavori.

Oggi, invece, la nota dell’amministrazione purtroppo annuncia un arretramento con la suddivisione dell’intervento in due lotti senza fornire certezze sui tempi di completamento, né del primo lotto e tantomeno dell’intera infrastruttura. A questo si aggiunge un cantiere in stato di abbandono, nel quale si sono  verificati furti e anche il passaggio improprio di automobilisti, con evidenti rischi per la sicurezza, segnalati da Fratelli d’Italia.

L’amministrazione Cacciotto si avvia rapidamente  verso il giro di boa ed è ormai a metà mandato. Il tempo corre e non può continuare a giustificare ogni difficoltà con ciò che ha ereditato. Chi si candida a governare una città sa che erediterà problemi, opere in corso di realizzazione e situazioni complesse. Il compito è affrontarli, trovare soluzioni e portare a termine gli interventi. Senza piagnistei e continue giustificazioni. Lo facciano!

È troppo facile inaugurare parchi già realizzati dalle amministrazioni precedenti. Ben più difficile è completare le infrastrutture strategiche. Ho seguito personalmente, insieme agli assessori Antonello Peru prima ed Emiliano Piras poi, la circonvallazione con numerosi sopralluoghi insieme ai direttori dei lavori, all’Ufficio tecnico, all’impresa e attraverso le commissioni consiliari. Conosco bene la storia di quest’opera e respingo ogni tentativo di attribuire a chi l’ha avviata le responsabilità di chi oggi l’ha abbandonata e non riesce a completarla.

La replica, infatti, della amministrazione appare più finalizzata per cercare di creare divisioni nel centrodestra,  che per dare notizie certe sul futuro della circonvallazione. Notizie che infatti rimangono nascoste dietro la cortina fumogena di comunicati che non dicono nulla.

Alghero non ha bisogno di altre polemiche e ancora meno di fantasiose ricostruzioni. Ha bisogno di una circonvallazione finita. A metà mandato, le scuse non bastano più: servono fatti, responsabilità e date, che invece si guardano bene dal dire”.

Mario Conoci (Fratelli d’Italia) già sindaco di Alghero