Criticità’ sanità algherese, incontro coi vertici dell’Asl. Occhi sul Marino

ALGHERO – Questa mattina si è svolto un importante incontro istituzionale dedicato al tema della sanità, alla presenza del Direttore Generale della ASL Antonio Spano, del Sindaco Raimondo Cacciotto, del presidente della commissione consiliare alla sanità Christian Mulas del Direttore Sanitario Vito La Spina, della dottoressa Gianfranca Nieddu, della dottoressa Anna Rosa Negri, del geometra Luciano Secchi, dell’Assessore Maria Grazia Salaris e del Consigliere comunale Alberto Bamonti. La riunione è stata aperta e coordinata dal Sindaco Raimondo Cacciotto.

Durante l’incontro si è discusso dei progetti strategici per il territorio, tra cui la realizzazione del centro diurno in via Tarragona e il progetto pilota relativo alla struttura di via Manzoni, attualmente sede della diabetologia, che prevede la costruzione di un edificio su tre piani destinato a diversi servizi sanitari, inclusa la stessa diabetologia. Il Sindaco ha richiesto precise garanzie sui tempi e sulla realizzazione di tali interventi, ricevendo rassicurazioni dal Direttore Generale della ASL.
Il Consigliere Alberto Bamonti ha posto l’attenzione su una criticità rilevante: il mancato accesso ai dati clinici dei pazienti durante la prima visita (farmaci, referti), che comporta ritardi diagnostici e la riprogrammazione delle prestazioni, contribuendo alla saturazione delle agende CUP. In tal senso è stata avanzata la proposta di un progetto pilota nel Comune di Alghero, in collaborazione con la ASL di Sassari, per promuovere l’attivazione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) al momento del rinnovo della carta d’identità.
L’intervento del Presidente della Commissione Consiliare alla Sanità, Christian Mulas, ha invece posto al centro del dibattito le gravi criticità che interessano i due nosocomi cittadini, l’Ospedale Marino e l’Ospedale Civile.
In particolare, il Presidente Mulas ha evidenziato:
la carenza di medici fisiatri e di presidi sanitari fondamentali per la riabilitazione, come girelli, ecografi e standing;
la necessità di potenziare il pronto soccorso in vista dell’imminente stagione estiva e del conseguente aumento dei flussi turistici;
il rafforzamento dei servizi di cardiologia e delle sale operatorie dell’Ospedale Marino;
la grave carenza di ostetrici, infermieri e operatori socio-sanitari nel reparto di Ostetricia;
la necessità di chiarimenti sullo stato di avanzamento del protocollo STEN e STAM, fondamentali per l’emergenza neonatale, soprattutto in un periodo di maggiore affluenza;
il potenziamento del reparto di Pediatria, con il passaggio da un servizio h12 a un servizio h24.
Il Direttore Generale della ASL ha fornito rassicurazioni sia al Presidente Mulas che al Sindaco, garantendo interventi sul fronte del personale, del reperimento dei presidi sanitari e sull’attuazione del protocollo STEN e STAM.
L’incontro si è concluso con la proposta, avanzata dal Presidente della Commissione Consiliare alla Sanità, di convocare una nuova riunione della Commissione già nella prossima settimana, al fine di approfondire e monitorare tutte le richieste emerse.
“È fondamentale intervenire con tempestività dichiara il Presidente Christian Mulas per garantire servizi sanitari adeguati ai cittadini e ai numerosi turisti che interesseranno il nostro territorio nei prossimi mesi. Continueremo a vigilare affinché gli impegni assunti vengano rispettati”, chiude  la nota del Presidente della Commissione Consiliare alla Sanità, Christian Mulas

Mureddu (presidente del Parco dell’Asinara) nel direttivo di Federparchi

ASINARA – Il Presidente del Parco Nazionale dell’Asinara, Gianluca Mureddu, entra a far parte del Consiglio Direttivo di Federparchi. La nomina, ratificata nel corso dell’Assemblea dei soci svoltasi a Roma, rappresenta un importante riconoscimento per il Parco e per l’intero sistema delle aree protette della Sardegna. “Far parte del Consiglio Direttivo di Federparchi lo considero un onore, una responsabilità e un’opportunità per l’Asinara e, più in generale, per tutte le aree protette della Sardegna”, cosi il presidente Mureddu.
Nel corso dei lavori è stato inoltre presentato il meeting internazionale Europarc sulla 𝐂𝐚𝐫𝐭𝐚 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐓𝐮𝐫𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐒𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞, che si terrà proprio all’Asinara dal 25 al 28 maggio, confermando il ruolo del Parco come punto di riferimento per le politiche di sostenibilità e cooperazione a livello europeo.
Federparchi, nata nel 1989 prima ancora della legge quadro sulle aree protette è l’associazione che rappresenta i parchi e le aree protette italiane, supportandone l’azione e coordinando attività condivise a livello nazionale.

“Aeroporto, voli invernali pochi e solo nazionali: Alghero sempre più stagionale”

ALGHERO – «I segnali che arrivano in queste ore sulla programmazione dei voli nello scalo di Alghero sono estremamente preoccupanti e non possono essere sottovalutati». Così Michele Pais interviene con toni allarmati dopo le prime indicazioni sul network invernale di Ryanair dall’aeroporto Aeroporto di Alghero-Fertilia.
«Con un ritardo evidente rispetto agli altri aeroporti regionali ed europei serviti dal vettore irlandese – sottolinea Pais – iniziano ad essere caricati i voli per la stagione invernale 2027, ma il quadro che emerge è tutt’altro che rassicurante: solo collegamenti nazionali, nessuna tratta internazionale e una drastica riduzione delle frequenze settimanali, che passano da 22 a 9. Con questi numeri l’aeroporto non può reggere».
Per l’esponente della Lega si tratta di «un campanello d’allarme fortissimo, che arriva dopo mesi di incertezze e dopo i ripetuti richiami lanciati nelle scorse settimane». Al centro della questione, ancora una volta, il confronto tra la compagnia e la Regione Sardegna sulla cosiddetta addizionale comunale sui diritti d’imbarco.
«Il tira e molla sulla tassa d’imbarco, che la Regione, si ostina a non compensare sullo scalo di Alghero, è certo che presenterà un conto salatissimo. Se questi dati dovessero essere confermati, ci troveremmo di fronte a un ridimensionamento pesantissimo dello scalo, con conseguenze dirette sui livelli occupazionali e sull’intero sistema economico del territorio».
Pais parla apertamente di rischio «catastrofe sociale»: «Non si tratta solo di numeri o di rotte, ma delle persone in carne ed ossa, con le rispettive famiglie, che oggi lavorano nello scalo e che numeri simili metterebbero in seria difficoltà».
«Una Regione che non comprende la gravità di questa situazione e non interviene per tempo dimostra di non avere la minima percezione delle conseguenze».
Da qui l’appello finale: «Rivolgo un appello accorato al Sindaco metropolitano di Sassari e alla Presidente della Regione affinché intervengano immediatamente. Serve un’azione concreta, forte e risolutiva. Non si può continuare a inseguire le emergenze. Se, Dio non voglia, questa situazione dovesse concretizzarsi senza incrementi di voli, la mia preoccupazione è che a danno fatto non servirà più a nulla intervenire».

Banda delle rapine, altri 2 arresti

SASSARI – Nella mattinata odierna, la Polizia di Stato ha chiuso il cerchio sulla banda
specializzata in assalti ai portavalori che ha imperversato nel nuorese, dando esecuzione
a 2 misure cautelari in carcere emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Nuoro su richiesta
della locale Procura della Repubblica. Le odierne misure fanno seguito a quelle eseguite
in data 4 novembre 2025 a carico di 7 componenti dello stesso sodalizio.
Era il 13 marzo 2025 quando, a seguito di un assalto armato ad un portavalori nella
zona di Torpè (NU), che aveva visto i malviventi impossessarsi di una valigetta con
all’interno 90mila euro, aveva avuto inizio l’indagine coordinata dalla Procura della
Repubblica di Nuoro condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Nuoro in
collaborazione con il Servizio Centrale Operativo e il Commissariato di Siniscola.
L’attività investigativa ha consentito di raccogliere gravi elementi indiziari a carico di
un sodalizio criminale dedito a furti, rapine e assalti a portavalori, portando a ricostruire la
responsabilità, anche degli odierni arrestati, originari del nuorese e del sassarese, di
ulteriori episodi criminosi:
l’assalto a mano armata con uso di esplosivo presso il bancomat delle poste di
Oliena, avvenuto in data 15 agosto 2025 e quello recente ai Monopoli di Stato presso il
deposito di Pratosardo quando, dopo aver usato uno dei mezzi rubati come ariete, sono
stati trafugati scatoloni di sigarette per un valore di circa 300 mila euro; durante l’assalto,
al fine di ostacolare l’intervento delle forze dell’ordine, sulle strade di accesso alla zona
vennero cosparsi numerosi chiodi sulla carreggiata e posizionati due simulacri di ordigno.
L’attività investigativa ha anche fatto emergere come gli arrestati progettassero di
effettuare altri assalti armati ad esercizi commerciali della provincia, ma i servizi di
prevenzione messi in campo dalla Questura di Nuoro hanno impedito che le attività
criminali progettate potessero avere seguito. In particolare, nel mese di agosto scorso, la
banda aveva predisposto un assalto armato ad un furgone portavalori che sarebbe
transitato sulla 131dcn proveniente da Olbia e diretto a Cagliari. I rapinatori si erano riuniti
all’interno di un capannone nella zona industriale di Siniscola, con armi, esplosivo e mezzi
rubati, pronti ad effettuare il colpo, ma il sistema preventivo messo in campo dalla Polizia

di Stato, con il provvidenziale dirottamento dei furgoni portavalori in transito, aveva
impedito l’evento criminoso. Durante l’indagine è stato anche possibile ricostruire
numerosi furti di auto e furgoni, nelle province di Nuoro, Oristano e Sassari, mezzi poi
utilizzati dalla banda per i loro assalti.
Il procedimento penale nei confronti degli indagati è tuttora pendente nella fase di indagini
preliminari e la loro effettiva responsabilità sarà vagliata nel corso del successivo
processo, ove non si escludono ulteriori sviluppi investigativi e probatori, anche in loro
favore.

Dopo Olbia, anche Alghero: patto per destagionalizzare. Oggi la firma

ALGHERO – Il Comune di Alghero, Camera di Commercio di Sassari, Sogeaal e Confcommercio Nord Sardegna sigleranno ufficialmente il protocollo d’intesa “Il Patto – Orizzonte Riviera del Corallo / Alghero All Seasons”.

“L’accordo punta a superare il modello stagionale basato esclusivamente sul prodotto balneare, promuovendo un’offerta turistica integrata attiva 12 mesi l’anno. L’intesa di Alghero segue temporalmente quella sottoscritta pochi giorni fa a Olbia. La convergenza dei due principali scali aeroportuali del Nord Sardegna sotto una visione strategica comune definisce un nuovo approccio regionale: le “porte d’accesso” dell’Isola opereranno ora in modo coordinato per garantire la sostenibilità economica dei flussi turistici nel lungo periodo”, cosi da Porta Terra.

Il Patto verrà siglato dal Sindaco Raimondo Cacciotto, dal Presidente della Camera di Commercio di Sassari Stefano Visconti, dall’Amministratore delegato della Sogeaal  Silvio Pippobello  e  dal vicepresidente di Confcommercio Nord Sardegna Salvatore Brichetto e dal vicepresidente vicario  Edoardo Oggianu.

Una cosa è certa: senza l’implementazione di servizi (a partire dal trasporto pubblico locale), di nuovi hotel, di strutture coperte dove realizzare eventi e convegni, di un’adeguata promozione e la disponibilità delle attività, anche pubbliche, di aprire anche nei mesi meno caldi, anche questa iniziativa potrebbe avere “il fiato corto”.

“Dall’Ospedale al Territorio”, incontro di Maestrale con l’ex-ministro Lorenzin

ALGHERO – È aperto a tutta la cittadinanza l’incontro pubblico “Dall’Ospedale al Territorio”, che
vedrà la partecipazione della senatrice ed ex Ministra della Salute Beatrice Lorenzin, lunedì 11
maggio alle ore 18 nella sala conferenze del Quarter ad Alghero.
L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Maestrale, con il sostegno della Fondazione di Sardegna,
nell’ambito della scuola di formazione “Laboratori Sardegna”, pone al centro la questione del
diritto alla salute e dell’integrazione socio-sanitaria, in un momento strategico per la futura
organizzazione dei servizi territoriali algheresi.
Si parlerà di ospedali, Civile e Marino, e di servizi territoriali nell’ambito del distretto
sociosanitario, a cominciare dalla Casa di Comunità che nasce in via degli Orti.
Accanto a Beatrice Lorenzin interverranno esponenti delle istituzioni e del sistema sanitario:
Giuseppe Gambale Direttore dell’Ufficio CCM e Prevention Hub del Ministero della Salute,
Francesca Piras Direttore Generale delle Politiche Sociali della Regione Sardegna, Carla Fundoni
Presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, i parlamentari Marco Meloni e
Silvio Lai.
Particolare rilievo avrà il lavoro del Laboratorio Sanità, che in questi mesi ha coinvolto medici,
operatori, cittadini e studenti delle quinte classi del Tecnico Roth di Alghero, in un percorso
partecipativo volto a raccogliere esperienze, criticità e proposte, con le visite alle strutture algheresi
e gli incontri con la direttrice del presidio Anita Giacconi e con la direttrice del distretto sanitario
Antonella Bifulco. Un contributo che sarà portato direttamente all’attenzione del dibattito pubblico,
a testimonianza di un metodo che unisce competenze professionali e coinvolgimento civico.
Programmati anche gli interventi di Antonio Lorenzo Spano (Direttore Generale ASL Sassari),
Salvatore Lorenzoni (Ordine dei Medici di Sassari) e Gianluca Chelo (Ordine delle Professioni
Infermieristiche), per un confronto concreto sulle prospettive della sanità territoriale. Coordina
Mario Bruno, socio fondatore dell’Associazione Maestrale.

Piano Casa, basta con la propaganda delle Giunte Cacciotto e Todde: portino il Puc”

ALGHERO – «Sul Piano Casa approvato dal Governo Meloni serve serietà, non riflessi ideologici. La crisi abitativa ad Alghero è grave: colpisce famiglie, giovani coppie, lavoratori e residenti che faticano sempre più a trovare casa a condizioni sostenibili. Proprio per questo il tema non può essere affrontato con critiche strumentali prima ancora di valutare davvero il provvedimento». Lo dichiara Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia Alghero, dopo la presa di posizione della cosiddetta Alleanza Municipalista, sottoscritta anche dall’assessore Roberto Corbia.

«Il Governo Meloni vuole aumentare l’offerta abitativa recuperando alloggi popolari non assegnabili, valorizzando il patrimonio pubblico, incentivando housing sociale, edilizia convenzionata e prezzi calmierati. Non bonus temporanei, ma case vere da rimettere in circolo».

Per Cocco «è poco credibile bocciare tutto in partenza, dopo che la sinistra, al Governo, in Regione e nei Comuni, ha evitato per anni temi come occupazioni abusive, scarsità abitativa e recupero del patrimonio pubblico. Ancora meno credibile se poi, a livello locale e regionale, non si producono risposte concrete».

«Corbia e l’Amministrazione Cacciotto dicano cosa intendono fare per ridurre le aliquote IMU, che rendono le case di Alghero tra le più tassate e contribuiscono ad aumentare i costi. Dicano anche cosa aspettano a portare in aula il preliminare del PUC, lasciato sostanzialmente pronto dalla precedente amministrazione di centrodestra».

«E la Regione Sardegna – prosegue Cocco – chiarisca quali strumenti intende mettere in campo su edilizia residenziale pubblica, recupero degli immobili inutilizzati e sostegno all’abitare. Perché senza pianificazione urbanistica, alleggerimento fiscale e investimenti veri, ogni discorso sulla casa resta propaganda».

«Il Piano Casa può essere un’occasione anche per Alghero – conclude Cocco – ma le occasioni si colgono se Comune e Regione, invece di criticare Roma, iniziano finalmente a lavorare».

“Impianto posidonia, svolta storica: ora metterlo a regime. Palazzo Sciuti assente”

ALGHERO – “Intervengo pubblicamente dopo due anni di silenzio, una scelta precisa dettata dalla convinzione che il ruolo di ex amministratore non debba tradursi in interventi polemici su qualsiasi tema. Oggi ritengo tuttavia doveroso intervenire su una questione che ho seguito fin dalle sue origini insieme all’intera ex Giunta, al sindaco Conoci, al presidente della Provincia Fois, all’allora presidente del Consorzio Scanu e ai rappresentanti del Comune di Alghero nel Consorzio industriale, Cadau e Zanetti: l’impianto di trattamento della posidonia e delle terre di spazzamento di San Marco. L’inaugurazione odierna, seppur parziale, rappresenta un passaggio di valore storico. Si tratta di un risultato significativo, che mi rende orgoglioso, frutto anche del grande lavoro sinergico svolto tra il settore ambiente del Comune di Alghero e la direzione del Consorzio Industriale. Si chiude così una fase caratterizzata da costi elevati e inefficienze, legate al trasferimento dei materiali verso l’unico impianto presente nel sud Sardegna, con lunghi e onerosi trasporti su gomma. Desidero esprimere un ringraziamento al sindaco Raimondo Cacciotto e all’assessore Selva per avermi voluto al loro fianco: il riconoscimento del lavoro svolto da chi ha amministrato prima non è mai scontato. Un ringraziamento sincero va inoltre al Gruppo Esposito e al suo patrono Ezio Esposito per la qualità del lavoro svolto, la serietà dimostrata e il rispetto dei tempi di realizzazione, nonostante il successivo ritardo nell’avvio dell’impianto, dovuto a cause non riconducibili all’impresa. Esauriti i doverosi ringraziamenti, è necessario richiamare con chiarezza il punto centrale. L’impianto di San Marco non può essere considerato una semplice bandierina locale. Una simile lettura sarebbe miope e politicamente irresponsabile. Si tratta, al contrario, di un’infrastruttura pensata per un intero territorio e per una regione, come dimostra la sua previsione all’interno del piano regionale dei rifiuti. In questo contesto, desta preoccupazione l’assenza dei rappresentanti della Città Metropolitana, un livello istituzionale che deve essere pienamente coinvolto nella fase di avvio e gestione operativa dell’impianto. Il quadro generale è noto: i comuni costieri affrontano emergenze sempre più frequenti legate alla posidonia, aggravate dagli eventi meteorologici, mentre la corretta gestione delle terre di spazzamento rappresenta un fattore determinante per il miglioramento delle percentuali di raccolta differenziata. L’impianto è stato realizzato esattamente per rispondere a queste esigenze. Non garantirne un utilizzo pieno e coordinato, o limitarne la funzione a un ambito locale, significherebbe sprecare risorse pubbliche e compromettere una visione strategica costruita nel tempo. In tal senso, si auspica che i lavori di completamento della messa a riserva, con particolare riferimento al piazzale di stoccaggio, possano concludersi celermente. Per queste ragioni è necessario attivare immediatamente un coinvolgimento concreto di tutti i comuni del centro-nord Sardegna, al fine di assicurare la sostenibilità economica e la piena operatività dell’impianto. Non farlo nell’immediato significherebbe perdere tempo prezioso e rischiare di compromettere l’intero progetto. Le opere pubbliche rappresentano un momento importante e di giubilo per le comunità, ma è nella loro gestione e nel loro utilizzo che si misura, nel tempo, la qualità e la serietà dell’azione amministrativa, a ogni livello”.

Andrea Montis, già assessore all’ambiente

“Da rifiuto a ricchezza, Alghero risolve il problema posidonia”

ALGHERO – Da rifiuto a ricchezza dalle prospettive tutte da scoprire, in un virtuoso processo di riconversione green delle strategie del Consorzio. La posidonia oceanica in esubero che da sempre si accumula sulle spiagge del Mediterraneo troverà finalmente una nuova vita grazie all’impianto per il trattamento realizzato nel sito CIPSS di San Marco ad Alghero. Tutto è finalmente pronto e da oggi, 5 maggio, i primi carichi di posidonia raccolti nelle spiagge della Riviera del Corallo vengono trattati con la tecnologia del soil washing. L’impianto – realizzato con fondi del PNRR – potrà operare fino a ventimila tonnellate di posidonia spiaggiata in esubero ogni anno. Il processo di ripulitura sarà in grado di recuperare la frazione organica lavata, costituita da residui di posidonia oceanica e sabbia, consentendo di riportare quest’ultima sulle spiagge e risolvere così una grossa emergenza ambientale: in passato, infatti, la rimozione della posidonia per la fruizione dei litorali aveva come conseguenza la perdita della sabbia, bene prezioso che grazie all’impianto di trattamento potrà adesso essere restituita immediatamente all’ambiente.
Il futuro della posidonia, invece, potrà prendere diverse strade. Una parte sarà destinata all’ingegneria naturalistica e utilizzata come barriera per l’erosione costiera e la salvaguardia dell’ambiente, ripristinando la funzione fondamentale e naturale di questo residuo vegetale; potrà inoltre essere utilizzato come substrato vegetale in agricoltura e infine, i materiali trattati e ripuliti potranno essere trasformati in pannelli fonoassorbenti usati in diversi ambiti, dagli studi di registrazione agli ambienti domestici, dai teatri ai locali pubblici. Non sono escluse, inoltre, nuove applicazioni in ambiti e mercati differenti, per i quali sono in corso interlocuzioni con Università ed enti di ricerca. L’impianto sarà inoltre in grado di operare anche su diecimila tonnellate annue di rifiuti provenienti dallo spazzamento stradale, con il recupero delle sabbie e dei materiali di scarto da riutilizzare principalmente nel settore dell’edilizia. Si tratta dell’unico impianto di questo tipo in Italia totalmente End of Waste, con il recupero del prodotto in uscita che non è più considerato un rifiuto, e l’unico in Sardegna gestito da un ente pubblico.
Nella fase di avviamento l’impianto di San Marco raccoglierà i materiali recuperati nel litorale algherese, ma è intenzione del CIPSS allargare lo sguardo sulle coste di tutto il nord Sardegna. L’impianto è costituito da un capannone di circa 1800 metri quadri, da una linea industriale capace di trattare, in completa automazione, diverse tipologie di rifiuti non pericolosi e in grado di ricavarne materie prime differenziate e di qualità, certificate CE, e un impianto di trattamento dell’acqua di processo che consente di ricircolare circa l’80% dell’acqua necessaria al lavaggio dei rifiuti e contenere quindi considerevolmente i consumi idrici.
Entro l’estate sarà inoltre pronto l’impianto di stoccaggio, con una capacità di 14.400 tonnellate di posidonia, che permetterà di liberare spazi sui litorali e lavorare in maniera continuativa i materiali.
«Il completamento dei lavori rappresenta un passaggio strategico per rafforzare la nostra capacità di rispondere alle sfide ambientali e promuovere modelli di sviluppo sostenibile. Siamo particolarmente soddisfatti di portare avanti questo progetto per rispondere ad un’esigenza concreta del territorio, con l’obiettivo di coniugare tutela ambientale e uso responsabile delle risorse naturali. Questo importante risultato è il frutto dell’impegno costante di tutta la struttura, che desidero ringraziare per il grande lavoro svolto», commenta la presidente del CIPSS Simona Fois.
«L’apertura dell’impianto – afferma il sindaco Raimondo Cacciotto – è un’ottima notizia che premia il meritorio lavoro svolto dal Comune di Alghero negli anni della gestione della posidonia spiaggiata. L’assessorato all’Ambiente fa un lavoro importante e meticoloso che coniuga tutela ambientale e fruibilità dei litorali per arrivare, come in questo caso, alla costruzione di una filiera virtuosa in sinergia con le istituzioni del territorio».

“Gianvittorio”, venerdi la proiezione del documentario

ALGHERO – Venerdì 8 maggio alle ore 19, nella Sala Conferenze Lo Quarter, la Società Umanitaria di Alghero presenta la proiezione del documentario “Gianvittorio”, diretto da Rossana Cingolani. L’iniziativa nasce come omaggio a Gianvittorio Vacca, a pochi anni dalla sua scomparsa, nel giorno in cui avrebbe compiuto 90 anni. Artista e figura profondamente legata alla vita culturale e mondana di Alghero, Vacca ha attraversato con il suo lavoro ambiti diversi: artigianato del corallo, scultura, ceramica, arredamento e scenografia, costruendo un percorso personale, libero da etichette e riconoscimenti formali. Nato ad Alghero nel 1936 e attivo a lungo anche a Cagliari, aveva scelto di tornare nella sua città per sviluppare nuovi progetti, mantenendo sempre uno sguardo radicato nella dimensione popolare del fare artistico.

“Non ho mai cercato di essere celebrato come artista – diceva – tutt’al più ho cercato di essere apprezzato come uomo di bottega”. Il documentario, della durata di 45 minuti, ripercorre la sua storia attraverso la produzione pittorica, la lavorazione del corallo e il suo ruolo nella vita culturale della Alghero degli anni Sessanta, restituendo il ritratto di una personalità capace di lasciare un segno nella memoria collettiva della città e nelle relazioni umane. La proiezione sarà accompagnata dalla presenza in sala della regista Rossana Cingolani, che lavora da oltre trentacinque anni nel montaggio, nell’edizione e nella post-produzione per cinema e televisione. Nel corso della sua carriera ha collaborato, tra gli altri, con Pupi Avati, Francesca Archibugi, Gianni Amelio e Marco Ferreri, con cui ha instaurato una collaborazione particolarmente significativa a partire da La casa del sorriso. «L’otto maggio prossimo mio padre Gianvittorio, se ancora fosse su questo pianeta, avrebbe compiuto 90 anni. E certamente li avrebbe festeggiati con una mostra di pittura, o con qualche altra diavoleria delle sue. Il destino ce lo ha sottratto qualche anno fa […] Il tempo passa, ma io non dimentico. Vi aspettiamo dunque nel giorno del suo compleanno», scrive Elias Vacca, che sarà ospite della serata.