Posidonia, Piano di Gestione della Regione Sardegna

CAGLIARI – La Giunta regionale, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, ha approvato gli indirizzi operativi per la predisposizione del primo Piano regionale di gestione della Posidonia oceanica, dando attuazione alla legge regionale n. 1 del 2020 e avviando un percorso organico per la tutela e la gestione sostenibile delle spiagge della Sardegna.

Il provvedimento rappresenta un passaggio strategico nelle politiche regionali di conservazione degli ecosistemi costieri e si inserisce nell’attuazione del Programma Regionale di Sviluppo 2024-2029 e del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026-2028, che individuano proprio nella redazione del Piano uno degli obiettivi prioritari per la salvaguardia del patrimonio costiero.

“Per troppo tempo la gestione della Posidonia è stata affrontata quasi esclusivamente come un’emergenza stagionale. Con questo provvedimento cambiamo prospettiva: la Regione si dota degli strumenti per governare il fenomeno in modo organico, fondando le decisioni su conoscenze scientifiche, monitoraggio e pianificazione. È un cambio di metodo prima ancora che di strumenti,” ha sottolineato l’assessora Laconi.

La Posidonia oceanica, infatti, non costituisce un rifiuto, ma un elemento naturale fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi marini e costieri. I depositi che si formano lungo gli arenili svolgono un ruolo essenziale nella difesa delle spiagge dall’erosione, nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e nel mantenimento della biodiversità. Per questo motivo la loro gestione richiede criteri scientifici omogenei, pianificazione e soluzioni differenziate in relazione alle caratteristiche dei singoli litorali.

La delibera assegna al Servizio Tutela della Natura e Politiche Forestali il coordinamento delle attività necessarie alla redazione del Piano e dispone la verifica del suo inquadramento rispetto alle procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA), affinché tutte le future scelte siano pienamente coerenti con la normativa ambientale e con gli obiettivi di sostenibilità.

Per garantire una gestione integrata del progetto sarà istituito, presso il Servizio Tutela della Natura e Politiche Forestali della Direzione generale della Difesa dell’Ambiente, un Ufficio di Piano composto da professionalità multidisciplinari del Sistema Regione, con il coinvolgimento di ARPAS, della Direzione generale degli Enti Locali e degli altri soggetti istituzionali che potranno contribuire allo sviluppo del Piano. Sul piano tecnico-scientifico è inoltre previsto il supporto del CNR-IAS di Oristano, attraverso una specifica convenzione operativa nell’ambito dell’accordo quadro già in essere tra la Regione Sardegna e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Il Piano sarà accompagnato da attività di studio, monitoraggio, sperimentazione, comunicazione e partecipazione rivolte ai territori e ai portatori di interesse, con l’obiettivo di costruire un modello di gestione condiviso e fondato sulle migliori conoscenze tecnico-scientifiche disponibili. Per la sua realizzazione la Regione ha destinato risorse pari a 4 milioni di euro nel triennio 2026-2028, già previste nel bilancio regionale.

“Le nostre spiagge sono un patrimonio ambientale ed economico che richiede equilibrio nelle scelte. Il Piano nasce proprio per offrire ai Comuni e a tutti i soggetti coinvolti criteri chiari, uniformi e aggiornati, capaci di tutelare gli ecosistemi costieri senza trascurare le esigenze delle comunità e della fruizione del littorale,” dice ancora l’assessora Rosanna Laconi.

Con l’approvazione degli indirizzi operativi, la Regione avvia un percorso condiviso e su base scientifica per la gestione della Posidonia oceanica, confermando l’impegno a coniugare tutela ambientale, sviluppo turistico e resilienza costiera nell’ambito delle politiche regionali di adattamento ai cambiamenti climatici.

“Dati sbagliati sul lavoro, l’assessore Manca dovrebbe dimettersi”

ALGHERO – “Le dichiarazioni dell’assessora regionale del Lavoro Desirè Manca davanti a decine di studenti meriterebbero le dimissioni immediate. Non si tratta di una semplice imprecisione, ma di errori gravi su dati che dovrebbe conoscere.»
È durissimo l’intervento del consigliere comunale della Lega Michele Pais dopo l’incontro in un istituto scolastico superiore, durante il quale l’assessora ha sostenuto che nel 2024 la Sardegna avesse una disoccupazione giovanile oltre il 55%, femminile oltre il 60% e generale sopra il 23%.
«Il fatto è grave. I dati ufficiali del 2024 indicano invece circa il 23% di disoccupazione giovanile, il 10% femminile e il 10,2% generale. Dati sempre alti, ma quelli catastrofici della Manca non trovano riscontro nella realtà. Diffondere numeri errati su questi temi è inaccettabile. Roba da ritiro immediato della delega. Non si possono diffondere dati inesistenti su un tema così delicato.»
Pais critica anche il danno istituzionale.
«Che figura fanno Giunta e Regione davanti ai cittadini? Come possono essere credibili se non conoscono i dati del settore?»
Ancora più grave, secondo Pais, il contesto.
«Queste affermazioni sono state fatte in una scuola, davanti a studenti che dovrebbero vedere competenza e serietà. Che fiducia possono avere nella politica?»
«Lo stesso Assessore che invece non tocca i temi sul lavoro povero e precario, dell’abbandono scolastico e delle persone inattive, che sono i veri drammi della Sardegna.
La Sardegna merita amministratori preparati. Su temi così importanti non si può sbagliare: se non si conoscono i dati, si dovrebbe trarne le conseguenze e dimettersi.»

“Aeroporto, basta slogan: Cacciotto si attivi per tagliare l’addizionale”

Fratelli d’Italia Alghero rilancia con forza la proposta di abolizione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, attraverso l’emendamento presentato in Consiglio regionale. Una misura concreta per rendere più competitivo il sistema aeroportuale sardo, rafforzare i collegamenti, attrarre nuove rotte e sostenere turismo, imprese e occupazione.»

«L’addizionale grava oggi per circa 7 euro su ogni passeggero in partenza. Si tratta di un costo che incide sulla competitività delle destinazioni turistiche, condiziona le strategie delle compagnie aeree e penalizza in particolare gli aeroporti che operano in un mercato più difficile, come quello di Alghero. La proposta deve essere discussa senza pregiudizi: il nostro territorio non può permettersi di restare in silenzio.»

Marco Di Gangi, responsabile regionale del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia Sardegna, dichiara: «Abolire l’addizionale significa investire concretamente sul futuro di Alghero e dell’intera Sardegna. Diverse Regioni hanno già dimostrato che ridurre il costo di accesso al territorio favorisce l’apertura di nuove rotte, aumenta il traffico passeggeri e contribuisce a destagionalizzare i flussi turistici. Alghero deve essere protagonista di questa battaglia e non limitarsi ad assistere alle decisioni degli altri.»

«Chiediamo al sindaco Raimondo Cacciotto e alla sua maggioranza di assumere una posizione chiara e di promuovere una mobilitazione istituzionale a sostegno della proposta, coinvolgendo il Consiglio comunale e le categorie economiche e produttive del territorio» aggiunge Alessio Auriemma.

Dello stesso avviso anche Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale: «Su una questione così importante per il futuro economico del Nord-Ovest della Sardegna non bastano dichiarazioni di principio. Servono iniziative concrete, atti formali e una forte pressione politica affinché l’emendamento venga approvato. Ci aspettiamo inoltre un convinto sostegno da parte del consigliere regionale del territorio, Valdo Di Nolfo, la cui assenza su questo tema appare francamente incomprensibile.»

«Fratelli d’Italia chiede quindi all’Amministrazione comunale di portare la questione all’attenzione del Consiglio comunale e di sostenere pubblicamente l’emendamento presentato dal consigliere regionale Paolo Truzzu. L’aeroporto di Alghero non si difende con gli slogan o con le dichiarazioni di circostanza: si difende eliminando gli ostacoli che ne limitano la competitività e creando le condizioni per attrarre nuove compagnie, nuove rotte e maggiori opportunità di sviluppo per tutto il territorio» concludono i dirigenti di Fratelli d’Italia Alghero.

Campo Boe, il Tar conferma la correttezza del percorso del Parco di Porto Conte

ALGHERO – Prosegue il percorso di sviluppo del sistema dei campi boe dell’Area Marina Protetta “Capo Caccia – Isola Piana”. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha infatti rilasciato il nulla osta alle prime modifiche del Disciplinare di gestione, frutto del confronto sviluppato nelle ultime settimane con le associazioni dei diportisti, gli operatori del settore e tutti i portatori di interesse. Le modifiche approvate recepiscono alcune delle osservazioni emerse durante il percorso di ascolto avviato dal Parco e riguardano, in particolare, il reinserimento del poligono destinato al libero ancoraggio all’interno della baia di Porto Conte, nei pressi del Moletto Finanza, e la revisione delle condizioni meteo marine previste per l’utilizzo delle boe, con la correzione di un limite tecnico relativo all’intensità del vento che risultava eccessivamente restrittivo. Un risultato ottenuto grazie anche alla proficua collaborazione con la struttura tecnica del MASE, avviata sin dal mese di maggio dal nuovo direttore, dott. Giulio Plastina. Parallelamente, davanti al Tribunale Amministrativo Regionale, in relazione al ricorso, con annessa richiesta di sospensiva, presentato da alcune attività commerciali contro il Disciplinare Attuativo – Anno 2026 del DM Ministero Ambiente 2002 – Istitutivo dell’Area Marina Protetta , alla Camera di Consiglio di oggi 29 luglio, la istanza di sospensiva è stata riunita al merito fissato per l’Udienza Pubblica del 20 gennaio 2027 (considerate anche le recenti sopraggiunte modifiche): pertanto, almeno fino a quella data, il Disciplinare Attuativo 2026 continua ad essere pienamente efficace ed a trovare applicazione. Con l’occasione deve ribadirsi come il metodo adottato dall’Ente per la predisposizione ed approvazione del Disciplinare 2026 e delle sue recenti modifiche, sia fondato sul dialogo con le categorie economiche e sulla ricerca di un equilibrio tra la tutela dell’ambiente e le esigenze di chi opera quotidianamente all’interno dell’Area Marina Protetta. Una collaborazione evidenziata anche in questi giorni da numerose imprese che operano in Area Protetta, che hanno manifestato la loro totale fiducia nell’operato dell’Azienda Speciale. Il Parco sottolinea inoltre come il nuovo Disciplinare 2026 non abbia comportato alcuna limitazione alle attività economiche autorizzate: Tutti gli operatori commerciali che hanno presentato richiesta sono stati autorizzati a svolgere la propria attività anche per la stagione in corso e, per diverse categorie, risultano ancora disponibili spazi rispetto ai contingenti massimi previsti. Un elemento che dimostra come il sistema sia stato costruito per garantire contemporaneamente la salvaguardia degli ecosistemi marini e la piena operatività delle imprese. Prosegue intanto a pieno regime la gestione del sistema attraverso l’App dedicata alle prenotazioni, che superata la fase di test, sta registrando un’adesione superiore alle aspettative con più di 600 prenotazioni. A supporto degli utenti è stato inoltre attivato un servizio di assistenza e informazione direttamente in mare, operativo quotidianamente nelle ore centrali della giornata, che fornisce indicazioni, supporto nelle prenotazioni e assistenza sull’utilizzo degli ormeggi. Attività affiancata anche da uscite di tecnici interni alla Amp che proprio in questi giorni stanno provvedendo ad opere di piccola manutenzione sulle vecchie boe di Punta del Dentul. Col completamento a maggio scorso del percorso avviato nel 2019 con il finanziamento regionale PAF e successivamente ampliato con il progetto finanziato nel 2023 con fondi PNRR, il Parco è in grado, già in questo primo anno di operatività, di proseguire il percorso di ascolto con operatori autorizzati, associazioni dei diportisti e tutti i portatori di interesse, con l’obiettivo di affinare ulteriormente il sistema. Cala per cala, insieme agli Enti competenti, saranno valutate tutte le possibili migliorie nella distribuzione delle boe e nell’organizzazione degli spazi destinati sia all’ormeggio sia al libero ancoraggio, sempre nel pieno rispetto delle praterie di Posidonia oceanica. Tra gli ulteriori interventi previsti ed in fase di condivisione con la Capitaneria, l’installazione di cavi carrozzati nelle aree più a ridosso della costa. Si tratta di una soluzione innovativa che consentirà alle imbarcazioni di ormeggiare esclusivamente su fondali sabbiosi privi di Posidonia oceanica, contribuendo così alla salvaguardia degli habitat marini. L’intervento permetterà inoltre di incrementare la sicurezza della balneazione e, previa autorizzazione degli Enti competenti, di avvicinare gli ormeggi alla costa rispetto agli attuali limiti di 200 metri, migliorando la fruibilità delle spiagge senza compromettere gli equilibri ambientali. Il giudizio amministrativo sul Disciplinare dell’Amp proseguirà nel mese di ottobre con l’udienza di merito. In quella sede il Parco illustrerà le ragioni che, nel corso degli ultimi otto anni e attraverso il lavoro dei diversi Consigli Direttivi, hanno portato alla costruzione di un sistema di regole progressivamente evoluto, capace di coniugare conservazione del patrimonio naturale, sicurezza della navigazione e sviluppo delle attività economiche. «Dopo la odierna udienza del TAR e pur in attesa della sentenza definitiva, deve ribadirsi la correttezza del percorso intrapreso – dichiara il presidente Emiliano Orrù –. Abbiamo sempre lavorato con un obiettivo preciso: proteggere un patrimonio naturale straordinario senza penalizzare chi da quel patrimonio trae il proprio lavoro. Lo dimostra il fatto che tutti gli operatori che hanno presentato domanda sono stati autorizzati a operare e che, in diverse categorie, sono ancora disponibili spazi rispetto ai limiti previsti dal Disciplinare. Le modifiche approvate dal Ministero dimostrano inoltre che il sistema è dinamico e può essere migliorato attraverso il confronto. Continueremo ad ascoltare operatori, diportisti, associazioni e istituzioni perché crediamo che il dialogo sia la strada giusta per rendere questo progetto sempre più efficace. L’Area Marina Protetta è un patrimonio di tutti. Non può diventare terreno di contrapposizione politica. La tutela dell’ambiente è un valore condiviso e il progetto dei campi boe è il risultato di un percorso costruito nel tempo, al quale hanno contribuito, con sensibilità diverse, tutti i Consigli Direttivi del Parco e tutte le amministrazioni che si sono succedute. Oggi è il momento di abbassare i toni, guardare avanti e continuare a collaborare. Solo lavorando insieme potremo migliorare ulteriormente questo sistema e consegnare alle future generazioni un’Area Marina Protetta sempre più tutelata, fruibile e capace di creare sviluppo sostenibile per tutto il territorio»

“Piazza Pino Piras, degrado e incuria: promesse mancate, Alghero merita altro”

ALGHERO – «Lo stato di abbandono di Piazza Pino Piras, più volte denunciato dal Gruppo di Forza Italia, continua a peggiorare nel silenzio dell’Amministrazione comunale. Alla situazione di degrado che interessa il lato prospiciente Largo San Francesco, aggravata dall’interminabile cantiere dell’ex Caserma dei Carabinieri, si aggiunge oggi quella della parte retrostante della piazza, dove cumuli di rifiuti e sporcizia offrono uno spettacolo indecoroso e mortificante nel cuore del centro storico.»

Lo dichiarano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Giovanna Caria, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini.
«Ciò che rende questa vicenda ancora più grave è che alle nostre ripetute denunce l’Amministrazione ha risposto soltanto con annunci rimasti sulla carta. Nel novembre scorso l’Assessore ai Lavori Pubblici aveva pubblicamente assicurato che l’area del cantiere sarebbe stata schermata con pannelli decorativi raffiguranti rendering del progetto o immagini storiche e culturali di Alghero, così da mitigare l’impatto visivo di un cantiere destinato a protrarsi nel tempo. Di quella promessa, però, non vi è alcuna traccia. I pannelli non sono mai stati installati e la città continua a convivere con uno scenario di degrado che ogni giorno viene osservato da cittadini e visitatori.»
«Siamo nel pieno della stagione turistica, quando Alghero accoglie migliaia di visitatori provenienti dall’Italia e dall’estero. Ogni scorcio della città rappresenta uno straordinario veicolo di promozione del territorio oppure, al contrario, un potente fattore di discredito. Piazza Pino Piras, nelle condizioni attuali, non promuove Alghero: ne mortifica l’immagine, offrendo un pessimo biglietto da visita proprio in uno dei luoghi più suggestivi del centro storico.»
«A tutto questo si aggiunge il degrado della parte posteriore della piazza, dove l’accumulo di rifiuti testimonia una preoccupante assenza di manutenzione e di attenzione da parte dell’Amministrazione. Una situazione inaccettabile che penalizza i residenti, danneggia le attività economiche della piazza e della vicina via Sassari e trasmette l’idea di una città lasciata all’incuria.»
«L’Amministrazione Cacciotto abbandoni la politica degli annunci e dia finalmente seguito agli impegni assunti. Si proceda immediatamente alla pulizia dell’area, alla rimozione dei rifiuti, all’installazione delle schermature decorative promesse mesi fa e si accelerino i lavori di riqualificazione dell’ex Caserma dei Carabinieri. Restituire decoro a Piazza Pino Piras significa rispettare Alghero, i suoi cittadini, gli operatori economici e i tanti turisti che scelgono la nostra città», concludono i consiglieri del Gruppo di Forza Italia.

“Rendiconto Giunta Todde, anno horribilis per la Sardegna”

CAGLIARI – “Rendiconto 2025, un anno da dimenticare, per fare peggio bisogna andare indietro di 13 anni. Il 2025 è stato un anno in cui tutto quello che si poteva sbagliare si è puntualmente sbagliato e tutto il tempo che si poteva perdere si è perso e ciò che preoccupa è che anche il 2026 si sta svolgendo esattamente sulla stessa, identica, fallimentare falsa riga.
Il 2025 è stato un anno horribilis a partire dalla sua stessa genesi: il bilancio di previsione è stato approvato dopo ben quattro mesi di esercizio provvisorio come non accadeva da 12 anni.
Quattro mesi di esercizio provvisorio che hanno paralizzato la Sardegna, servizi a rilento, imprese, famiglie e territori senza certezze finanziarie e risorse pubbliche bloccate nei cassetti della Regione.
A sottolineare questo disastro, non è più l’opposizione, ma anche la Corte dei Conti in sede di parifica di bilancio con una fotografia impietosa dell’azione amministrativa e politica.
I problemi storici che tutti conosciamo non solo non sono stati risolti, ma sono drammaticamente peggiorati e a quelli vecchi se ne sono aggiunti di nuovi”.
Fausto Piga consigliere regionale Fratelli d’Italia

“Serd al Marino (come previsto) scelta scellerata: siringhe in pineta”

«Le decisioni assunte dal Direttore del Distretto Socio Sanitario di Alghero in merito al trasferimento del SerD rappresentano un grave errore. Una scelta che ho sempre ritenuto sbagliata e che è stata portata avanti senza il necessario coinvolgimento della Commissione consiliare Sanità e del Sindaco di Alghero. Quando si interviene su servizi così delicati non si possono assumere decisioni calate dall’alto, ignorando il confronto con le istituzioni e con il territorio.
La forza di Alghero si misura anche nella capacità di costruire solide relazioni istituzionali e di mantenere unito un territorio che va oltre i confini cittadini. Per questo ho apprezzato la scelta del Sindaco di affidare la presidenza del Distretto al Sindaco di Ittiri e la vicepresidenza al Sindaco di Siligo: un segnale concreto di condivisione e collaborazione tra amministrazioni.
Purtroppo, lo stesso spirito non ha contraddistinto alcune decisioni assunte dalla direzione del Distretto Socio Sanitario di Alghero. Avevo denunciato fin dall’inizio che individuare come sede del SerD i locali dell’ex Guardia Medica, all’ingresso dell’Ospedale Marino, avrebbe inevitabilmente creato criticità e disagi per gli utenti. Oggi quelle preoccupazioni trovano conferma nelle numerose segnalazioni ricevute dai cittadini.
Mi sono state inviate fotografie che documentano la presenza di siringhe abbandonate nella pineta dell’Ospedale Marino, un’area frequentata quotidianamente da residenti, turisti e famiglie con bambini diretti alle spiagge, oltre a essere inserita in un contesto ambientale di straordinario valore. Una situazione che desta forte preoccupazione e che richiede un intervento immediato.
Non si tratta di criminalizzare nessuno, tantomeno i pazienti del SerD, che hanno diritto a essere assistiti in strutture adeguate, dignitose e funzionali. Si tratta, invece, di riconoscere che la collocazione di un servizio così delicato deve essere il risultato di una programmazione attenta, condivisa e responsabile, capace di valutare con equilibrio gli impatti sul territorio, sulla sicurezza e sull’ambiente.
Oggi emergono problemi che erano stati segnalati con largo anticipo. Da Presidente della Commissione consiliare Sanità avevo denunciato il progressivo isolamento della sanità algherese e avevo chiesto un confronto prima dell’assunzione di decisioni tanto rilevanti. Purtroppo, quelle richieste sono rimaste inascoltate.
Confido ora che la Direzione Generale dell’ASL intervenga con senso di responsabilità per individuare una nuova sede più idonea per il SerD, in grado di garantire un servizio efficiente e rispettoso della dignità dei pazienti, della sicurezza dei cittadini e della tutela di un’area di straordinario valore ambientale.
La sanità si governa con il dialogo, il confronto e la condivisione, non con decisioni unilaterali.»

Arrestata donna algherese per spaccio di eroina

ALGHERO – Nella giornata del 22 luglio, gli Agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato algherese di P.S. hanno tratto in arresto in flagranza di reato una donna, residente ad Alghero, già nota alle forze dell’ordine e ritenuta responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti (art. 73 D.P.R. 309/1990). L’operazione scaturisce da una mirata attività investigativa e da mirati servizi di appostamento nei pressi del domicilio della donna, identificato dagli investigatori come luogo dello spaccio. L’elemento decisivo per il blitz si è verificato con l’arrivo sul posto di un noto assuntore di sostanze stupefacenti: ipotizzando che la cessione stesse per perfezionarsi, gli Agenti sono intervenuti tempestivamente, facendosi strada all’interno dell’appartamento per interrompere le attività criminose ed effettuare i controlli di rito. Nel corso della perquisizione domiciliare, gli operatori hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro penale 36 involucri termosaldati pronti per lo spaccio, contenenti sostanza stupefacente, 2 bilancini elettronici di precisione usati per la ripartizione e vario materiale per il confezionamento delle dosi. I successivi esami condotti dal personale della Polizia Scientifica hanno confermato la natura dello stupefacente, nello specifico eroina. Valutata la quantità, il frazionamento in dosi individuali, le modalità di occultamento ed il materiale rinvenuto, la donna è stata tratta in arresto.

Latitante in vacanza ad Alghero, arrestato dalla Guardia di Finanza

ALGHERO – I militari della Sezione Operativa Navale di Alghero hanno identificato e arrestato un cittadino polacco a Punta Giglio, nelle acque di Alghero, su cui pendeva un mandato di cattura europeo per furto d’auto e traffico di veicoli rubati. Un normale controllo di polizia in mare si è trasformato nell’arresto di un latitante internazionale.

Durante le consuete attività di pattugliamento del litorale, una vedetta della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Alghero ha intercettato e fermato una moto d’acqua nei pressi di Punta Giglio.

Le Fiamme Gialle hanno quindi condotto l’uomo nella Caserma del Corpo di Alghero per l’identificazione e gli approfondimenti del caso. Il cittadino polacco è poi risultato ricercato in ambito europeo, colpito da un provvedimento di cattura per reati transnazionali connessi al furto di autoveicoli e al contrabbando

“Alghero non è isolata, ma fa rete con gli altri Comuni”

ALGHERO – «Stupiscono le parole del consigliere Cocco che, pur di alimentare una polemica, arriva a ricostruire fatti che semplicemente non si sono mai verificati. Mi vedo pertanto costretto a precisare che la riunione tra i Sindaci del Distretto si è svolta in un clima di piena collaborazione istituzionale e si è conclusa con una scelta condivisa». Così il Sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto interviene in seguito alle dichiarazioni di Fratelli d’Italia sull’elezione della nuova Presidenza del Distretto socio-sanitario Alghero, Coros, Villanova e Meilogu.
«Nel corso dell’incontro mi sono personalmente adoperato affinché prevalesse un ragionamento territoriale, capace di coinvolgere tutti i Comuni e di non lasciare indietro o isolare nessuno. È esattamente con questo spirito che ho condiviso e sostenuto l’indicazione del Sindaco di Ittiri alla Presidenza e del Sindaco di Siligo alla Vicepresidenza. Raccontare che Alghero sia stata esclusa da accordi o marginalizzata significa quindi rappresentare una realtà che non corrisponde in alcun modo a quanto accaduto. Il confronto tra i Comuni deve partire proprio dalla capacità di superare logiche legate all’appartenenza politica e alla distribuzione delle cariche. Fare politica non significa fare incetta di titoli e incarichi. Significa assumersi responsabilità, fare bene il proprio dovere e saper condividere pesi, obiettivi e scelte con gli altri Comuni. La forza di una città come Alghero non si misura dal numero di cariche che riesce ad accumulare, ma dalla sua capacità di coinvolgere, costruire relazioni e contribuire a tenere unito un territorio molto più ampio dei propri confini comunali. È questo il ruolo che Alghero intende esercitare: non isolarsi rivendicando posizioni per sé, ma mettere il proprio peso e la propria responsabilità al servizio di un sistema territoriale nel quale ogni Comune deve poter essere protagonista. Soprattutto quando parliamo di servizi sociali e sanitari, abbiamo bisogno di collaborazione tra istituzioni e non di polemiche costruite su fatti mai accaduti. Le energie devono essere concentrate sulle risposte da dare alle nostre comunità, che sono la vera ragione per cui siamo chiamati a ricoprire questi ruoli».