“Alghero-Linate, uno dei tanti veri fallimenti della Giunta Todde”

CAGLIARI – “A gennaio avevo definito un fallimento il bando sulla continuità territoriale Alghero-Linate e avevo invitato l’assessora ai Trasporti a non liquidare la vicenda con la promessa di una semplice proroga. Avevo detto che quella non era una soluzione e che il rischio era quello di trascinare il nord ovest della Sardegna in una situazione di continua incertezza. Purtroppo è esattamente ciò che sta accadendo.

Oggi la Regione si trova costretta a ripartire da zero con la procedura di affidamento della continuità territoriale sulla Alghero-Linate. Dopo il primo bando andato deserto, anche il secondo è stato revocato in seguito ai rilievi della Commissione europea, che hanno imposto di ripartire con una nuova procedura e di rinviare l’avvio del servizio al 1° febbraio 2027. Il risultato è che siamo arrivati al terzo tentativo di assegnare la stessa rotta nell’arco di un anno e, nel frattempo, la Regione ha dovuto chiedere al Ministero un’ulteriore proroga dell’attuale regime per evitare un’interruzione del collegamento.

Se questa proroga non dovesse essere concessa nei tempi necessari, tra la fine di ottobre e l’inizio di febbraio la rotta potrebbe rimanere priva degli oneri di servizio pubblico. In quel periodo verrebbero meno le tutele previste per i residenti e le compagnie sarebbero libere di determinare le tariffe. Sarebbe un colpo pesantissimo per chi utilizza questa tratta ogni giorno, come lavoratori, studenti, famiglie, persone che devono spostarsi per motivi sanitari e tutto il sistema economico del nord ovest della Sardegna.

Al di là delle spiegazioni fornite dalla Regione sulla diversa interpretazione delle norme europee, resta un fatto difficilmente contestabile. Dopo mesi di lavoro siamo ancora senza un affidamento definitivo e con una procedura che deve ripartire da capo. È questo il vero fallimento politico della Giunta Todde, che continua a rincorrere le emergenze invece di prevenirle.

La continuità territoriale non può essere amministrata di proroga in proroga. Parliamo di un servizio essenziale che richiede programmazione, preparazione e capacità di gestire per tempo anche gli aspetti più complessi delle procedure. Quando, a distanza di mesi, ci si ritrova ancora senza una soluzione stabile, significa che qualcosa non ha funzionato”.

Aldo Salaris, consigliere regionale e coordinatore regionale dei Riformatori Sardi

“Se si chiede rispetto delle regole, le regole devono essere chiare e servizi per tutti”

ALGHERO – Se da una parte si chiede massimo rispetto delle regole, in particolare in riferimento al codice della strada, dall’altra bisogna dare servizi e regole chiare per tutti. Partendo proprio dalla viabilità. Per diversi motivi, che in taluni casi risalgono ai temi di Noè, ma che poco importa a residenti e turisti, le strade sono quasi tutte in condizioni pessime. Spesso per percorrerle bisogna compiere pericolose gimkcane. Stesso discorso per le aree di sosta che in molti situazioni non sono bene indicate. Anche in questo caso ritorna il ritornello dell’estate o foglia di fico per nascondere tutti i mali: overtourism. Il fatto è che se da un parte si vogliono tanti turisti per festeggiare eventuali record, dall’altra la città e il suo territorio devono essere attrezzati per tutto al fine di evitare diffusi disagi che, in primis, colpiscono i residenti.

“Mi chiamo Domenico e sono un turista che quest’anno ha deciso di trascorrere le proprie vacanze in Italia. In questi giorni mi trovo ad Alghero e, durante il mio giro alla scoperta delle vostre splendide calette, ho visitato la bellissima Cala Dragunara.

Scendendo verso la spiaggia ho parcheggiato l’auto sul lato sinistro del parcheggio sterrato, come documentato dalle foto, senza rendermi conto che sul lato opposto della strada era presente un segnale di divieto di sosta. Purtroppo tale segnale, dalla mia posizione, risultava praticamente invisibile e non era affatto chiaro che il divieto si estendesse anche al lato opposto della carreggiata.

Al mio ritorno dalla spiaggia ho trovato una multa e inizialmente non riuscivo a comprenderne il motivo, soprattutto perché la mia era l’unica auto sanzionata. Solo grazie alla spiegazione di un turista spagnolo ho capito che quel cartello si riferiva all’intera area e che la mia autovettura si trovava a circa un metro oltre quella che, di fatto, è una linea immaginaria.

Mi permetto quindi di esprimere il mio disappunto. Ritengo che una segnaletica poco visibile e di difficile interpretazione finisca per dare ai turisti la sensazione di essere considerati soltanto una fonte di entrate per le casse comunali. Situazioni come questa, purtroppo, non contribuiscono a lasciare un buon ricordo del territorio e rischiano di allontanare i visitatori verso altre destinazioni.

Il mio vuole essere semplicemente lo sfogo di un turista amareggiato, con l’auspicio che la segnaletica possa essere resa più chiara, così da evitare che altri si trovino nella mia stessa situazione”, 

“Sanità, concorsi direttore a rischio illegittimità: fallimento della Todde”

CAGLIARI – “Il disordine amministrativo della sanità sarda al centro delle polemiche. Questa è l’ennesima conseguenza di una gestione priva di qualsivoglia autorevolezza e totalmente improvvisata che la Todde persiste a portare avanti. A dichiararlo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Meloni, primo firmatario dell’interrogazione depositata in Consiglio regionale sulle presunte gravi anomalie riscontrate nelle procedure di reclutamento dei dirigenti amministrativi del Servizio sanitario regionale. Attualmente esistono due recenti graduatorie di concorso ARES per Dirigente Amministrativo, ma anziché procedere al loro integrale scorrimento, si continuano a bandire nuovi concorsi. Le stesse aziende sanitarie hanno dimostrato nei fatti che il ruolo del dirigente amministrativo è unico, avendo utilizzato graduatorie nate per un’area specifica per coprire incarichi completamente diversi. Quando “conviene” il dirigente amministrativo è considerato fungibile; quando invece bisogna scorrere una graduatoria, improvvisamente diventa non fungibile, moltiplicandosi così casi di comandi e mobilità del personale. È una contraddizione che merita una risposta politica immediata. L’Istituto Zooprofilattico, pur avendo necessità di dirigenti amministrativi, ha tentato di ricorrere a una convenzione con un Comune anziché utilizzare la graduatoria esistente, fino ad arrivare a sottoscrivere una convenzione con il Ministero della Salute per lo scorrimento di una graduatoria di imminente scadenza, anziché attingere dalle vigenti graduatorie del Servizio Sanitario Regionale. “Il quadro che emerge è ormai sbiadito. Una sanità priva di alcuna regia amministrativa, di programmazione e soprattutto di controllo. Se le norme prevedono una precisa sequenza: mobilità preventiva, stabilizzazioni, utilizzo delle graduatorie e solo in ultima istanza nuovi concorsi, non è accettabile che tali principi vengano continuamente aggirati, esponendo le aziende sanitarie al rischio di ricorsi e possibili responsabilità erariali” continua Meloni. “È l’ennesima dimostrazione del fallimento della presidente-assessora che è caratterizzata da improvvisazione e assenza di indirizzo politico. La Presidente Todde non può continuare a limitarsi agli annunci a mezzo stampa, ha scelto di accentrare su di sé anche l’Assessorato alla Sanità e deve assumersi fino in fondo la responsabilità di ciò che accade. Con questa interrogazione chiediamo alla Giunta di intervenire immediatamente per liquidare i sultanati sanitari e ripristinare la legalità amministrativa, garantire lo scorrimento delle graduatorie vigenti, sospendere le procedure che appaiono in contrasto con la normativa e assicurare una gestione uniforme del personale in tutte le aziende del Servizio sanitario regionale. La sanità sarda non può permettersi un futuro fatto di improvvisazione e anarchia il cui tratto distintivo rischia di essere l’amichettismo” conclude Meloni.

Ma quale “overtourism”…

ALGHERO – Da una parte si festeggia per i numeri record, dall’altra emergono sempre più forti le lamentele e per la massiccia presenza turistica ed eccessivo carico antropico. Da tempo si discute, non solo qui, sui benefici del turismo. E’ evidente che ci sono e sono tanti. Ma, invece di invocare lo spettro del pseudo “overtourism” ci si dovrebbe porre un quesito: se io possiedo una casa dove possono risiedere al massimo 10 persone, perchè ne invito 100? In questo caso è evidente che avrei dei problemi per l’accesso a tutti i servizi,  in primis quelli igienici.

Perciò lascia perplessi apprendere che da una parte si lavora (spendendo anche enormi e sempre più esorbitanti cifre) in promozione, eventi e manifestazioni e dall’altra emergono sempre più lacune nei servizi primari (parcheggi, raccolta rifiuti, alloggi, energia elettrica, traffico, spiagge, centro storico, sanità, etc). Come ogni cosa è evidente che ci vuole equilibrio, buon senso, capacità e soprattutto una vera visione sull’oggi e soprattutto sul domani. Altrimenti ai vantaggi del turismo corrisponderà sempre meno una crescita del benessere per la popolazione, anzi, potrebbero aumentare sempre di più i disagi che andrebbero ad incidere in maniera definitiva sule positività nel vedere la propria città “piacevolmente invasa”.

Su questo tema sono interessanti le parole dell’imprenditore della ristorazione, intrattenimento e del sistema ricettivo Minio Fonnesu: “La massa basso spendente che ha invaso Alghero questo anno è sotto gli occhi di tutti gli operatori, purtroppo ad Alghero prolificano le attività che, a prescindere dalla dubbia proprietà, hanno fatto del junk food il loro core business. La domanda che ci dobbiamo porre è:
Ci dovremo tutti adeguare o c’è la speranza di un riposizionamento verso una fascia media dell’utente?
Ai posteri l’ardua sentenza”.

A prescindere dalle diverse e rispettabili opinioni è sempre utile ascoltare chi ha esperienza e lavora, da anni, nel settore di riferimento e, sempre amando la propria terra e lavorando per essa, si pone seri dubbi. Perchè solo gli stolti hanno le certezze. E dunque, per chiudere, altro che “overtourism”…un territorio cresce veramente (senza lasciare indietro nessuno) solo quando i residenti stanno bene e poi, di conseguenza, anche i turisti. Altrimenti il turismo diventa esclusivamente un “economia da paese povero”.

Continuità Aerea, “Alghero sempre più penalizzata dalla Giunta Todde”

ALGHERO – “L’aeroporto di Alghero non può essere lasciato ancora una volta senza adeguate tutele. La vicenda della gara per la continuità territoriale sulla tratta Alghero-Milano Linate, revocata dalla Regione dopo i rilievi della Commissione europea, rischia di produrre conseguenze gravissime per il territorio e per migliaia di cittadini”.
Lo dichiarano i consiglieri comunali e i capigruppo del centrodestra Marco Tedde (Forza Italia), Raffaele Salvatore (UDC), Michele Pais (Lega), Alessandro Cocco ( Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori sardi), che chiedono un intervento immediato e una presa di posizione forte da parte del sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto e dell’on. Di Nolfo nei confronti della Giunta regionale. “La Regione guidata dalla presidente Todde – affermano gli esponenti del centrodestra – dimostra ancora una volta una preoccupante difficoltà nella gestione di una materia strategica come la continuità territoriale. Una procedura che avrebbe dovuto garantire certezza e stabilità si è trasformata in un percorso accidentato, con il rischio concreto di lasciare scoperto un periodo di circa tre mesi, nel quale i viaggiatori della tratta Alghero-Linate potrebbero non beneficiare delle condizioni e delle garanzie previste dal regime di continuità territoriale”. “Non siamo di fronte a un problema meramente burocratico – proseguono – ma a una situazione che può avere effetti pesantissimi su un aeroporto già strutturalmente più debole rispetto agli altri scali sardi e che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con scelte regionali spesso insufficienti e con una evidente mancanza di attenzione strategica”

Secondo i capigruppo del centrodestra, “un’interruzione o un indebolimento della continuità territoriale per un intero trimestre avrebbe conseguenze difficilmente quantificabili: sui lavoratori pendolari, sugli studenti, sulle famiglie, sui pazienti che devono raggiungere i centri sanitari fuori dall’Isola e sul sistema economico e turistico del territorio”. “L’aeroporto di Alghero non può permettersi ulteriori penalizzazioni. Ogni perdita di collegamenti, ogni incertezza, ogni fase di vuoto operativo rischia di tradursi in una diminuzione del traffico passeggeri e in un ulteriore indebolimento dello scalo, con effetti negativi sulla sua capacità competitiva”.

Da qui l’appello al primo cittadino e al consigliere regionale Di Nolfo. “Chiediamo al sindaco Cacciotto di non limitarsi ad una posizione di attesa o di “rumoroso” silenzio. E a Di Nolfo di accantonare la sua postura da “megafono” della Todde e di iniziare a mettere in campo impegno per l’aeroporto e il territorio. Alghero ha bisogno di rappresentanze istituzionali forti e autorevoli. Il sindaco e Di Nolfo devono farsi promotori di una protesta chiara e determinata nei confronti della Regione, chiedendo alla presidente Todde e all’assessorato competente di intervenire immediatamente per evitare che il territorio venga ancora una volta penalizzato”. “In una situazione così delicata – concludono Tedde, Salvatore, Pais, Cocco, Fadda e Caria – non servono atteggiamenti accomodanti o subalterni. Serve difendere gli interessi della città e del territorio con fermezza. L’aeroporto di Alghero rischia l’isolamento e il Comune non può assistere passivamente a un indebolimento progressivo di un’infrastruttura fondamentale per il futuro economico e sociale del nord-ovest della Sardegna”.

Saviano sulla Nuova Sardegna focus su “Alghero uno degli epicentri del riciclaggio”

ALGHERO – Dopo la serie di inchieste e di arresti, ritorna in prima pagina il tema delle mafie in Sardegna. A puntare ancora i riflettori sulla delicata questione che, ovviamente, ha diverse implicazioni anche sociali e di prospettiva della nostra Isola e dei vari territori, in particolare quelli più frequentati e vivi (almeno in estate), è lo scrittore Roberto Saviano.

Sulle pagina della Nuova Sardegna, rispondendo ad alcune domande, si sofferma anche su Alghero. E ciò che non può che allarmare è il fatto che lo stesso quotidiano regionale abbia dato ampia evidenza (in prima pagina!) il riferimento al centro catalano riguardo una lunga intervista in cui emergono diversi spunti tra cui, come detto, quello piuttosto preoccupante, relativo alla Riviera del Corallo come “epicentro del riciclaggio”.

Nello specifico, l’intervistatore chiede: “Alghero sembra uno degli epicentri del riciclaggio, lo dicono diverse inchieste, dove dobbiamo guardare per leggere il fenomeno in città?” A tale domanda Saviano replica di fatto confermando: “Il fattore che nessuno vuole nominare: le carceri. Alghero è a venti minuti da Sassari, e la Sardegna ospita da decenni detenuti mafiosi di rango. Lo ha dimostrato “Platinum-Dia”: esponenti della ’ndrina Boviciani di San Luca che facevano di Alghero la base logistica dei futuri traffici, con relazioni “maturate durante la permanenza carceraria”. Il carcere non isola le reti, le ricombina. Secondo, l’assenza di una borghesia imprenditoriale abbastanza forte da dire di no: chi resiste subisce ritorsioni, e ad Alghero ci sono stati incendi. Terzo, le concessioni balneari rimesse a gara: lì bisogna guardare adesso, non dopo”.

Record Turismo, non è tutto rose e fiori: la verità di Stefano Lubrano sulle presenze (pt1)

ALGHERO – E’ l’ex-sindaco e imprenditore del sistema ricettivo Stefano Lubrano ad analizzare e fare una sintesi oggettiva dei dati pubblicati in questi giorni dall’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu. Una “fotografia” che, al netto di un evidente e comprovato aumento degli arrivi e presenze, mette a fuoco e cristallizza un aspetto che, da settimane, è sulla bocca di tutti: tutto questa massa di persone crea una ricaduta positiva, strutturata e diffusa per il territorio? La risposta è nei numeri. E, sicuramente, non rappresenta una realtà così “rose e fiori” come in certi casi palesata e narrata.
“In questi giorni di piena estate, l’Assessore Regionale al Turismo presenta e commenta i dati su arrivi e presenze nel sistema ricettivo sardo per il 2025. La prassi si ripete con tempi e modalità solite: si sfrutta il clima estivo e l’attenzione più bassa per esaltare ciò che serve alla propria propaganda”, così Stefano Lubrano che continua “proviamo ad abbassare il volume del racconto, come quando si guarda una partita di calcio senza il commento del telecronista (soprattutto se di parte!)”
“Utilizzando esclusivamente i dati pubblicati dall’Assessore, vediamo cosa emerge davvero: l’esplosione delle strutture ricettive: negli ultimi due anni le strutture registrate in Sardegna sono passate da 27.525 a 52.147. (Tralasciamo l’evidente errore riportato dall’Assessore che parla di una crescita del 40,1%, quando in realtà è dell’89,45%).
L’effetto CIN (Codice Identificativo Nazionale): questo quasi raddoppio non è una “creazione da zero”, ma l’effetto dell’obbligo per tutte le tipologie ricettive a livello nazionale di richiedere e ottenere il CIN. La misura ha costretto ad emergere dall’economia sommersa migliaia di appartamenti e ville prima non censiti.
Presenze vs Strutture: la verità dei numeri: se le strutture registrate crescono dell’89,45% e le presenze dichiarate aumentano, sul 2024 e 2023, per percentuali tra il 16% e il 34% non siamo di fronte a un boom turistico! Siamo semplicemente difronte a un fenomeno che prima esisteva nel sommerso e che oggi viene finalmente conteggiato nei dati ufficiali.
La composizione del mercato sardo: Le locazioni private sono cresciute del 113%, passando da 21.591 a ben 46.024. 9 strutture su 10 (88,26%) oggi in Sardegna sono quindi appartamenti privati destinati a locazione breve.
Solo l’11,74% (appena 6.123 strutture) rappresenta l’offerta tradizionale: hotel, villaggi, B&B tradizionali, campeggi e agriturismi.  In sintesi: prima di lasciarsi andare a toni trionfalistici — magari per giustificare costose campagne di comunicazione — la politica dovrebbe analizzare i numeri con più prudenza e trasparenza”, chiude Lubrano

“La Giunta Cacciotto come una società immobiliare”

ALGHERO – “L’ennesima operazione immobiliare dell’Amministrazione Cacciotto conferma una preoccupante deriva: dopo l’acquisto di Punta Giglio, arriva quello dell’ex Ostello della Gioventù di Fertilia. Il Comune di Alghero sembra ormai trasformato in una società immobiliare che acquista immobili senza dimostrare la loro effettiva utilità pubblica, senza avvisi pubblici e procedure competitive, senza un progetto credibile e senza fornire ai cittadini le indispensabili garanzie sulla sostenibilità economica delle operazioni.”
Lo dichiarano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini.
“Non contestiamo l’acquisizione di un bene pubblico in quanto tale – dichiarano gli esponenti azzurri –. Contestiamo un metodo amministrativo superficiale e privo delle necessarie valutazioni tecniche, economiche e giuridiche. L’Amministrazione chiede al Consiglio di approvare un acquisto senza spiegare concretamente cosa intenda realizzare, quanto costerà recuperare un immobile oggi in stato di grave degrado, quali saranno i costi della futura gestione e, soprattutto, dove troverà le risorse necessarie.”
“L’ex Ostello è oggi un immobile abbandonato, fortemente degradato e sottoposto a vincoli. Eppure non è stata presentata una perizia che ne accerti il reale valore di mercato nello stato di fatto attuale, né una stima dei costi di recupero, né un piano economico-finanziario, né un’analisi costi-benefici dell’intera operazione. Manca persino una seria valutazione delle spese che il Comune dovrà sostenere per la successiva gestione.”
“Ancora più grave è l’assenza della preventiva ricognizione del patrimonio immobiliare comunale che dimostri, come impongono i principi di buona amministrazione e di corretta gestione del patrimonio pubblico, che il Comune non dispone già di immobili idonei a soddisfare le finalità dichiarate. Prima di acquistare nuovi immobili occorre dimostrare che quelli già appartenenti al patrimonio comunale non siano utilizzabili. Di tutto questo negli atti non vi è traccia.”
“Per giustificare l’operazione si parla genericamente di housing sociale, con un emendamento dell’ultim’ora introdotto in modo obliquo. Ma sono soltanto etichette prive di qualsiasi contenuto progettuale. Non esiste uno studio che dimostri la concreta possibilità di realizzare nell’ex Ostello un intervento di housing sociale, né sono indicate superfici, funzioni, servizi, numero degli alloggi o modalità di finanziamento. Si tratta di slogan utilizzati per rendere più appetibile un’operazione che, allo stato, è priva di una reale programmazione.”
“L’housing sociale vero è un’altra cosa. È quello rappresentato dal progetto avviato dall’Amministrazione Tedde nel 2008 e finanziato nel 2011 dalla Regione Sardegna, classificatosi al primo posto tra i progetti regionali. Quel programma prevedeva oltre 6,28 milioni di euro di finanziamento regionale, ai quali si aggiungevano circa 7 milioni di euro del Fondo Immobiliare regionale, per un investimento complessivo superiore ai 13 milioni di euro, destinato alla realizzazione di 105 alloggi, dei quali 53 di proprietà comunale da destinare alla locazione a canone calmierato e 52 da cedere a prezzi agevolati. Quello era housing sociale: un progetto dettagliato, finanziato e con obiettivi precisi. Progetto del quale si sono perse le tracce. Oggi, invece, si preferisce evocare genericamente l’housing sociale senza presentare alcun piano concreto.”
“Il rischio è evidente: il Comune continua a impegnare risorse pubbliche per acquisire immobili senza avere prima definito la loro concreta destinazione, senza conoscere i costi complessivi dell’operazione e senza dimostrarne l’effettiva convenienza per la collettività. È una rotta amministrativa profondamente sbagliata che rischia di infrangersi contro i rilievi degli organismi di controllo, che saranno chiamati a verificare la legittimità, la regolarità e la sana gestione delle risorse pubbliche. Prima o poi qualcuno dovrà spiegare a chi giovano questo andazzo.”
“Forza Italia continuerà ad esercitare con determinazione il proprio ruolo di controllo, vigilando su ogni procedimento e su ogni atto della Giunta, nell’esclusivo interesse della città e dei cittadini algheresi. Quando sarà necessario, tutte le valutazioni saranno sottoposte all’attenzione degli organismi competenti affinché venga garantita la piena tutela del patrimonio pubblico e delle risorse della comunità e vengano “censurate” le operazioni illegittime e dannose.”

“Ex-ostello, la Giunta Cacciotto spende inutilmente 250mola euro”

ALGHERO -«Ho votato contro la delibera che autorizza il Comune di Alghero a spendere oltre 250 mila euro per l’acquisto dell’ex Ostello della Gioventù di Fertilia, perché ritengo che prima di impegnare una simile somma fosse doveroso verificare una strada alternativa che consentisse di acquisire lo stesso immobile praticamente a costo zero.»

È quanto dichiarato in Consiglio comunale dal consigliere della Lega Michele Pais nel corso della discussione della proposta di deliberazione.

«Stiamo parlando di un immobile, l’ostello della gioventù, che era originariamente di proprietà dello Stato ed è successivamente confluito nel patrimonio gestito da Fintecna nell’ambito delle operazioni di dismissione del patrimonio pubblico. Tuttavia, l’articolo 14 dello Statuto speciale della Sardegna prevede che i beni immobili dello Stato situati nel territorio regionale passino alla Regione Autonoma della Sardegna, ad eccezione del demanio marittimo. È proprio su questo aspetto che ho chiesto di fare piena chiarezza.»

«Se tale disciplina risultasse applicabile anche all’ex Ostello della Gioventù, e non vedo perché non debba esserlo, la Regione potrebbe acquisire l’immobile e successivamente trasferirlo al Comune per finalità pubbliche, anche a titolo simbolico, evitando così una spesa di oltre 250 mila euro a carico della collettività. Una verifica di questa portata avrebbe dovuto precedere qualsiasi decisione di acquisto.»

«Nessuno mette in discussione il valore strategico dell’immobile per Fertilia e per l’intera città. Al contrario, ritengo sia fondamentale restituirlo alla comunità. Ma proprio perché si tratta di denaro dei cittadini, l’Amministrazione aveva il dovere di percorrere ogni strada utile a conseguire lo stesso risultato con il minor costo possibile.»

«Per questo ho chiesto formalmente che venga ricostruita l’intera vicenda patrimoniale dell’immobile e che siano verificate tutte le possibilità offerte dall’articolo 14 dello Statuto speciale e dalle relative norme di attuazione. Se anche solo esiste la possibilità di evitare una spesa di oltre 250 mila euro, il Comune ha il dovere istituzionale e morale di approfondirla fino in fondo, prima di chiedere ai cittadini di sostenerne il costo.»

“Rifiuti, il nuovo appalto offre servizi migliori. Tari adeguata per le imprese”

ALGHERO – Il nuovo appalto di igiene urbana che sta gradualmente compiendo passi verso la completa attuazione consentirà di offrire servizi sensibilmente migliori, sia sotto il profilo della pulizia della città sia per quanto riguarda la frequenza delle raccolte dedicate alle attività produttive. Più pulizia, spazzamento, decoro urbano, aumentano i cestini, il controllo e maggiore cura degli spazi pubblici. Sostenibilità ambientale, centri di raccolta più accessibili e funzionali, maggiori controlli e maggiore contrasto agli abbandoni, più strumenti digitali e più informazioni : il nuovo appalto di igiene urbana cambierà l’aspetto della città, senza pesare sui bilanci delle famiglie algheresi. Straordinario potenziamento anche per le utenze non domestiche nel Piano  Economico e Finanziario licenziato dalla VI Commissione Consiliare e approvato oggi dal Consiglio Comunale.

Con il nuovo servizio saranno introdotte attrezzature, mezzi e modalità organizzative che permetteranno di migliorare la gestione quotidiana dei rifiuti. Anche gli orari e le frequenze di raccolta saranno migliorati. Potenziati anche lo spazzamento e la pulizia di strade e marciapiedi, un servizio che sarà finalmente migliorato con un ritorno al passato che rappresenta un aspetto atteso dai cittadini. E inoltre, nuove attrezzature domestiche, contenitori più funzionali, sistemi di tracciamento dei conferimenti e strumenti utili per aiutare i cittadini a separare correttamente i rifiuti.  In questo contesto si è riusciti a mantenere sostanzialmente invariate le tariffe per le utenze domestiche contenute nel Piano Economico Finanziario (PEF) che disciplina la TARI e le relative tariffe, approvato nei giorni scorsi  dalla Commissione consiliare VI, a conferma di un’impostazione che punta a coniugare il miglioramento dei servizi con la tutela delle famiglie e rappresenta un risultato sostanziale voluto dall’Amministrazione del Sindaco Raimondo Cacciotto. Per quanto riguarda le utenze non domestiche, le diverse novità in programma rappresentano un importante salto di qualità del servizio.

A partire dall’aumento della frequenza del ritiro dei rifiuti, con il prelievo dell’organico che avverrà ogni giorno.  Per le attività nel centro storico, il servizio sarà ulteriormente potenziato con due ritiri giornalieri dell’umido, pari a 14 ritiri settimanali. Gli adeguamenti tariffari approvati nel documento per le utenze non domestiche si mantengono su una più che modesta entità rispetto al potenziamento del servizio e si inseriscono in un quadro tariffario che resta inferiore a quello in uso in altri Comuni di pari dimensioni o di dimensioni superiori in Sardegna, in alcuni casi della metà. La delibera è stata approvata con 14 voti favorevoli della maggioranza e 5 contrari della minoranza