Fratelli d’Italia: Donzelli conferma il radicamento del partito nel Nord Ovest Sardegna

SASSARI – Entusiasmo e partecipazione hanno accompagnato la mattinata di incontri nel Nord Sardegna di Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia. Una presenza forte, quella del deputato, arrivato nell’isola per blindare il radicamento sul territorio e lanciare con determinazione la volata ai candidati di FdI impegnati nelle imminenti elezioni amministrative. Insieme a lui, anche il deputato Mauro Rotelli, la consigliera regionale Francesca Masala e il coordinatore regionale Francesco Mura. Gli appuntamenti sono iniziati al gazebo di Porto Torres, allestito nell’area del mercato, dove Donzelli ha incontrato cittadini, militanti e sostenitori dei candidati di Fratelli d’Italia per Ivan Cermelli sindaco alle prossime elezioni amministrative. Successivamente, la delegazione si è spostata a Sassari, dove è stata raggiunta dai consiglieri comunali Pedoni, Usai e Cadeddu, e dal coordinatore cittadino Luca Babudieri, per l’appuntamento centrale della mattinata: l’inaugurazione della nuova sede del partito in viale Umberto I, 110, che dota la federazione provinciale di un nuovo spazio operativo per il coordinamento delle attività politiche sul territorio.

Disciplinare Amp, la replica del presidente Orrù

ALGHERO – “Nessuna contrapposizione tra tutela ambientale e sviluppo economico, ma un vero equilibrio tra la conservazione degli ecosistemi e la valorizzazione sostenibile delle attività che nel mare trovano lavoro, identità e prospettive di crescita economica”. È questo il principio che ha guidato il percorso avviato già dal 2025 con tutti i portatori d’interesse, così da migliorare – nel rispetto delle normative ministeriali – il Disciplinare dell’Area Marina Protetta. Il Consiglio Direttivo dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte prende atto delle osservazioni formulate dai consiglieri comunali di Forza Italia in merito al nuovo Disciplinare 2026 e ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti nell’interesse della comunità e degli operatori economici coinvolti.

“Le misure previste non sono finalizzate a penalizzare alcuna categoria economica, bensì a garantire una gestione equilibrata e sostenibile di un patrimonio naturale che costituisce una risorsa fondamentale per l’intero territorio. La tutela dell’ambiente marino rappresenta infatti la condizione indispensabile per assicurare anche il futuro delle attività economiche che da esso dipendono. Per questo motivo, a differenza di quanto erroneamente affermato, l’Area Marina Protetta e il Parco di Porto Conte hanno promosso numerosi incontri con operatori, associazioni di categoria e portatori di interesse, avviando un percorso di ascolto e interlocuzione finalizzato proprio alla costruzione delle regole di gestione. Un confronto che si è sviluppato nel corso dei mesi e che ha consentito di raccogliere osservazioni, contributi e proposte provenienti dal territorio”.

“Il dialogo con le categorie economiche – sottolinea il presidente Emiliano Orrù – rappresenta un valore imprescindibile e ribadisce che tale confronto non solo è avvenuto, ma continuerà anche nella fase di attuazione del disciplinare. È altresì opportuno ricordare che l’ente gestore opera all’interno di un quadro normativo nazionale che attribuisce precise responsabilità in materia di conservazione e gestione delle aree marine protette. Le scelte adottate rispondono pertanto a obblighi e finalità previsti dalla legge e sono orientate a garantire la compatibilità tra fruizione, attività economiche e tutela degli habitat. Anche con gli operatori che noleggiano unità da diporto, si è seguito il medesimo confronto, concordando le tariffe con tutte le aziende che hanno manifestato interesse ad operare all’interno dell’Amp e inserendo un carico massimo di unità superiore alle richieste pervenute”.

“Comprendiamo le preoccupazioni espresse da alcuni operatori e riteniamo legittimo il confronto sulle modalità applicative delle misure previste. Tuttavia, tale confronto deve necessariamente partire da un dato condiviso: la salvaguardia del patrimonio ambientale non rappresenta un ostacolo allo sviluppo, bensì il presupposto stesso per uno sviluppo duraturo e di qualità. La tutela dell’ambiente marino, la valorizzazione delle attività tradizionali compatibili e la sostenibilità dell’offerta turistica non sono obiettivi in contrapposizione tra loro, ma componenti della medesima strategia di crescita del territorio. È questa la visione che il Consiglio Direttivo continuerà a perseguire con responsabilità, equilibrio e spirito di collaborazione istituzionale”, cosi dal Parco di Porto Conte.

“Acquisizione dei terreni del canile, basta perdere tempo”

L’operazione che ha portato il Comune di Alghero ad acquisire i 16 ettari di terreno di Santa Maria La Palma consiste sostanzialmente nel trasferimento di un bene pubblico dalla Regione al Comune. Un’operazione che incrementa certamente il patrimonio comunale, ma resa possibile grazie a risorse regionali e non attraverso un investimento del bilancio dell’ente.

Proprio per questo l’enfasi con cui è stata presentata mi è apparsa eccessiva. Del resto, la linearità dell’operazione è stata confermata anche dal voto favorevole espresso in Consiglio comunale non solo dalla maggioranza ma anche dall’opposizione presente in aula.

Mi auguro inoltre che il futuro utilizzo dell’area non si limiti a fungere da fascia tagliafuoco a protezione della borgata di Santa Maria La Palma. La prevenzione degli incendi è infatti un obbligo che grava su qualsiasi proprietario di terreni, pubblico o privato che sia, come ben sanno i cittadini delle borgate e tutti coloro che ogni anno sono chiamati a rispettare le prescrizioni dell’ordinanza antincendi.

Ciò che più mi ha colpito, però, è un’altra coincidenza: quei 16 ettari corrispondono quasi esattamente all’estensione dell’area che oggi ospita il canile comunale.

Ed è qui che il confronto diventa inevitabile.

Da una parte un terreno pubblico trasferito gratuitamente al Comune; dall’altra un’area che ospita un servizio essenziale per Alghero e per il territorio, che attende ancora di essere acquisita nonostante gli impegni pubblicamente assunti dall’amministrazione e la straordinaria mobilitazione di migliaia di cittadini che hanno chiesto di mettere definitivamente al sicuro il futuro del canile.

A rendere ancora più urgente una decisione definitiva vi è anche l’approssimarsi della scadenza del rapporto di gestione con l’associazione DNA Randagio, che da anni cura la struttura con professionalità e dedizione. È necessario che l’amministrazione si attivi per tempo affinché venga garantita la continuità del servizio e siano fornite certezze sia ai gestori sia ai volontari che quotidianamente operano all’interno del canile.

Credo che sia arrivato il momento di chiudere questa partita. Le valutazioni necessarie hanno avuto tutto il tempo per essere svolte e oggi la città attende una decisione concreta.

Se è stata giustamente valorizzata l’acquisizione di un bene che passa da un ente pubblico a un altro, a maggior ragione meriterà attenzione e soddisfazione l’acquisto dell’area del canile, che richiederà invece una precisa scelta politica e un investimento di risorse comunali per tutelare una struttura alla quale Alghero è profondamente legata.

Quella sì sarebbe una decisione capace di lasciare un segno concreto e duraturo per la città”.

Mario Conoci
Ex Sindaco di Alghero

Piazzale Capo Caccia, nuove panchine all’ingresso delle Grotte di Nettuno

ALGHERO – Posizionati nuovi arredi a Capo Caccia realizzati interamente con materiali di riciclo provenienti dallo spazzamento delle strade. “Può sembrare un intervento semplice, ma ha un valore importante perché riguarda il rispetto e l’accoglienza che vogliamo garantire ai nostri ospiti”, sottolinea il presidente della Fondazione Alghero, Graziano Porcu. “Dopo anni, chi sceglie di visitare la Grotta di Nettuno, uno dei luoghi simbolo della nostra destinazione, può finalmente attendere il proprio turno in modo più dignitoso. Allo stesso tempo, abbiamo voluto dare un segnale concreto di attenzione all’ambiente, utilizzando materiali completamente riciclati e promuovendo un modello virtuoso di economia circolare”.

Treno Idrogeno, altro mistero di Alghero: Mulas fissa una Commissione

ALGHERO – “Treno a idrogeno Alghero–Aeroporto, Christian Mulas chiede un sopralluogo e la convocazione di una Commissione congiunta Ambiente, Urbanistica e Attività Produttive.
Il Presidente della Commissione Consiliare Ambiente del Comune di Alghero, Christian Mulas, annuncia la richiesta di un sopralluogo istituzionale presso i cantieri relativi al progetto della nuova bretella ferroviaria Alghero Centro Aeroporto di Fertilia e dell’impianto per la produzione di idrogeno verde previsto nell’area di Mamuntanas.
La richiesta prevede il coinvolgimento di ARST S.p.A., soggetto attuatore e stazione appaltante dell’opera, e dell’impresa incaricata dei lavori, al fine di consentire ai commissari comunali di verificare direttamente lo stato di avanzamento del progetto, che rappresenta un investimento complessivo di 237,7 milioni di euro.
Il piano infrastrutturale prevede la realizzazione della nuova linea ferroviaria che collegherà il centro di Alghero con l’aeroporto di Fertilia, attraversando l’agro, e sarà supportata da una centrale dedicata alla produzione e all’approvvigionamento di idrogeno verde destinato all’alimentazione dei convogli.
«Ritengo indispensabile dichiara Christian Mulas che il Consiglio comunale e le sue commissioni possano avere un quadro aggiornato e completo sullo stato dei lavori, sulle prossime fasi operative e sugli impatti che l’opera avrà sul territorio. Per questo motivo chiederò la convocazione di una Commissione congiunta tra Ambiente, Urbanistica e Attività Produttive, oltre a un sopralluogo con ARST e l’impresa esecutrice».
Il progetto continua infatti a essere al centro di un ampio dibattito pubblico. Da una parte vi è la necessità di portare avanti un’infrastruttura strategica per la mobilità sostenibile e per non perdere le risorse finanziarie stanziate; dall’altra, residenti e comitati hanno più volte manifestato preoccupazioni legate al consumo di suolo agricolo, agli effetti sull’agro algherese, alla trasparenza dell’iter progettuale e alla percezione di un’opera che, secondo molti cittadini, non avrebbe visto un adeguato percorso di coinvolgimento della comunità.
Attualmente i lavori risultano in corso nell’area di Mamuntanas, mentre nelle prossime fasi il cantiere interesserà anche zone private dell’agro, in particolare nelle aree di Tanca Farrà e Sa Segada, dove sono previste procedure di esproprio e nuove lavorazioni per arrivare al completamento dell’opera.
L’obiettivo della Commissione conclude Mulas è fare chiarezza sul cronoprogramma, conoscere le prossime fasi dell’intervento, verificare eventuali criticità e garantire la massima informazione alla cittadinanza. Su un’opera così rilevante per il futuro di Alghero è necessario assicurare trasparenza, confronto e aggiornamenti costanti.
A tal proposito si chiede al presidente del consiglio che prima della convocazione della massima assise che esporrà il lavoro della commissione speciale istituita proprio per valutare progetto e ricadute sul territorio che essa sia anticipata da una commissione sui luoghi interessati al progetto per rendere edotti i commissari sullo stato dei lavori”.

Christian Mulas Presidente della Commissione Consiliare Ambiente

Violenza contro la moglie, arrestato un algherese

ALGHERO – Nella giornata di lunedì 1° giugno 2026, ad Alghero, i Carabinieri del Nucleo
Operativo e Radiomobile della locale Compagnia hanno arrestato in flagranza di reato un
uomo gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti contro familiari e conviventi e sequestro
di persona ai danni della coniuge.

L’intervento dei militari dell’Arma è scaturito a seguito di una richiesta di supporto pervenuta al numero di emergenza 112 che segnalava una lite in corso. Giunti tempestivamente sul posto, i Carabinieri hanno riscontrato la presenza dell’uomo che ha inizialmente riferito che si era verificato un lieve alterco con la moglie. I Carabinieri hanno avviato immediati e meticolosi accertamenti al fine di rintracciare la donna, facendo emergere una dinamica dei fatti totalmente diversa. Infatti è stato appurato che, al culmine di una lite, la vittima sarebbe stata chiusa a chiave all’interno della camera da letto, immobilizzata mediante la legatura dei polsi con una corda e imbavagliata. Inoltre l’uomo avrebbe rasato i capelli e le sopracciglia alla malcapitata, colpendola ripetutamente al volto e alla testa.

La donna, fortemente scossa e impaurita, è successivamente riuscita a fuggire  dall’abitazione, approfittando di un momento di distrazione dell’aggressore.

L’uomo, espletate le formalità di rito, è stato inizialmente ristretto presso le camere di
sicurezza del Comando Provinciale Carabinieri di Sassari e nella mattinata odierna, su
disposizione della Procura della Repubblica di Sassari che coordina e dirige le indagini,
l’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Sassari Bancali, in attesa
dell’udienza di convalida. Per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta alle indagini sarà definitivamente accertata solo se interverrà sentenza irrevocabile di condanna”, così dai Carabinieri

“Suoli pubblici, regolamento vessatorio: urgono modifiche”: odg di Pais

ALGHERO – Pesa sempre di più l’assenza di strumenti pianificatori. In particolare i piani del commercio, litorali, servizi e traffico. Tale gravità è palesata anche dai recenti accadimenti che, in taluni casi, sono (anche) l’effetto di regole certe e condivise coi comparti e professionisti di riferimento. Mentre, senza tali strumenti, cresce la discrezionalità e con essa, per certi versi, anche il diffuso “far west”, ad esempio, dei tavolini o dell’intrattenimento serale e notturno. Eppure gli imprenditori algheresi vorrebbero avere delle indicazioni chiare per investire e creare delle situazioni non (più) approssimative, ma di maggiore qualità e all’altezza del nome di Alghero. Poi, ovvio, la domanda non manca e gli incassi sono sempre piuttosto corposi, ma non si considera quello che si perde, a fronte di ciò che si sta guadagnando. Insomma, si va avanti con “meglio l’uovo oggi che la gallina domani”. Ed è un errore. In questo quadro, per Michele Pais, consigliere comunale della Lega, si inserisce anche il caso di un’attività, e non solo, rispetto alla concessione del suolo pubblico. Per questo motivo, l’esponente di Centrodestra ha prodotto un ordine del giorno.

“Al Sig. Presidente del Consiglio comunale
Al Sig. Sindaco
Al Sig. Segretario Generale

ORDINE DEL GIORNO

Oggetto: Modifica del Regolamento comunale per la concessione dei suoli pubblici al fine di garantire equità e tutela delle attività economiche esistenti

IL CONSIGLIO COMUNALE DI ALGHERO

Premesso che

il Consiglio comunale ha recentemente approvato il nuovo Regolamento per la concessione dei suoli pubblici, con l’obiettivo di disciplinare in modo più organico e uniforme l’occupazione degli spazi pubblici da parte delle attività economiche;

l’applicazione del nuovo regolamento ha comportato, nella quasi totalità dei casi, il rinnovo delle concessioni precedentemente in essere, seppure con ridimensionamenti delle superfici autorizzate;

risulta tuttavia che almeno un’attività economica sia stata completamente esclusa dalla possibilità di ottenere una concessione di suolo pubblico, con conseguenze particolarmente gravose per la prosecuzione dell’attività stessa;

Considerato che

tale situazione rischia di generare un’evidente disparità di trattamento rispetto agli altri operatori economici interessati dal nuovo regolamento;

una simile esclusione totale potrebbe essere percepita dall’opinione pubblica come una misura adottata nei confronti di un singolo soggetto, alimentando interpretazioni che non corrispondono certamente allo spirito con cui l’Amministrazione comunale e il Consiglio comunale hanno approvato la nuova disciplina;

si ritiene infatti di escludere qualsiasi intento discriminatorio o ritorsivo da parte dell’Amministrazione e del Consiglio comunale, il cui unico obiettivo è stato quello di regolamentare l’utilizzo del suolo pubblico nell’interesse generale della città;

dietro ogni attività economica vi sono persone, famiglie, lavoratori e investimenti che contribuiscono alla vitalità economica e sociale della comunità algherese;

l’azione regolamentare dell’ente deve perseguire il giusto equilibrio tra l’interesse pubblico, il decoro urbano e la tutela del tessuto produttivo locale, evitando per quanto possibile che l’applicazione delle norme possa determinare la chiusura di attività economiche o mettere in grave difficoltà famiglie che da esse traggono il proprio sostentamento;

Ritenuto

necessario verificare gli effetti concreti prodotti dal nuovo regolamento e intervenire laddove emergano situazioni di particolare penalizzazione non coerenti con i principi di equità e ragionevolezza che devono ispirare l’azione amministrativa;

opportuno apportare le necessarie modifiche regolamentari affinché nessun esercente che in precedenza disponeva legittimamente di una concessione di suolo pubblico venga totalmente privato della possibilità di continuare a svolgere la propria attività attraverso forme compatibili con il nuovo assetto regolamentare;

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE

ad avviare con urgenza una verifica degli effetti applicativi del vigente Regolamento per la concessione dei suoli pubblici;

a predisporre e sottoporre all’esame del Consiglio comunale le necessarie modifiche regolamentari affinché nessun esercente già titolare di concessione di suolo pubblico risulti penalizzato in misura tale da essere totalmente escluso dalla possibilità di ottenere spazi pubblici, fatti salvi i casi di oggettiva e comprovata incompatibilità con esigenze di sicurezza, viabilità o interesse pubblico prevalente;

a individuare soluzioni tecniche e amministrative che consentano di contemperare le finalità di tutela del decoro urbano e dell’interesse pubblico con la salvaguardia delle attività economiche esistenti;

a promuovere un confronto con le associazioni di categoria e con gli operatori interessati, al fine di garantire una disciplina equilibrata che non comprometta la continuità aziendale e i livelli occupazionali.

Michele Pais

Consigliere comunale Lega

“Israeliani in Sardegna, la Todde alimenta divisioni e discriminazioni”

CAGLIARI – «Le dichiarazioni della presidente Todde sugli arrivi da Israele sono sconcertanti e preoccupanti. Se davvero si ritiene che la presenza di turisti israeliani in Sardegna costituisca un “fatto gravissimo”, si sta imboccando una strada pericolosa, incompatibile con i valori di una democrazia liberale e con la tradizione di accoglienza della Sardegna».

Lo dichiara il consigliere nazionale di Forza Italia Marco Tedde. «Dalle parole della presidente emerge una concezione discriminatoria e divisiva dei flussi turistici. Sembra quasi che si voglia stabilire chi possa o non possa trascorrere una vacanza nella nostra Isola sulla base della nazionalità. Che si tratti di militari, ex militari, famiglie, pensionati, professionisti, imprenditori o semplici cittadini israeliani, nessuno può essere discriminato per la propria provenienza nazionale, evocando tristi periodi storici. È un principio fondamentale di civiltà giuridica e politica».
«La Sardegna è una terra aperta al mondo, una comunità multiculturale che ha sempre accolto visitatori provenienti da ogni Paese. Non può trasformarsi nel luogo in cui si compilano liste di gradimento o proscrizione sulla base del passaporto posseduto dai turisti. Chi arriva nella nostra Isola nel rispetto delle leggi italiane è il benvenuto, indipendentemente dalla sua nazionalità, dalla sua religione o dalle sue opinioni politiche».
«È singolare che la presidente della Regione pretenda di essere informata sugli arrivi di cittadini di una determinata nazionalità. Le istituzioni hanno il dovere di garantire sicurezza e legalità, non quello di selezionare i visitatori in base alla loro provenienza. Un’impostazione che rischia di alimentare divisioni e pregiudizi e che nulla ha a che vedere con il buon governo della Sardegna».
«Per queste ragioni riteniamo che la presidente Todde debba chiedere scusa ai sardi, ai cittadini israeliani e all’Europa. La Sardegna non merita di essere rappresentata da posizioni che evocano discriminazioni fondate sulla nazionalità e che rischiano di trasmettere all’esterno un’immagine chiusa, intollerante e lontana dai valori di libertà, uguaglianza e rispetto delle persone che sono alla base della nostra convivenza civile».
«Forza Italia continuerà a difendere una Sardegna aperta, inclusiva e accogliente, che considera il turismo una risorsa e che giudica le persone per i loro comportamenti, non per il passaporto che portano in tasca».

 

“Disciplinare Amp, troppi vincoli e vessazioni: manca tutela dell’ecosistema e delle imprese”

ALGHERO – “Siamo di fronte a un impianto che appare più orientato a imporre vincoli, contingentamenti, autorizzazioni e oneri economici agli operatori che a perseguire concretamente la tutela dell’ecosistema marino” -affermano gli esponenti azzurri-.
Secondo Tedde, Peru, Bardino e Ansini il disciplinare introduce numeri chiusi, limitazioni e procedure selettive che incidono pesantemente sulle attività economiche senza che emergano con chiarezza le motivazioni tecnico-scientifiche che giustifichino molte delle restrizioni previste.
“La tutela ambientale richiede regole fondate su dati, studi e monitoraggi. Invece si ha la sensazione che si sia costruito un sistema burocratico sempre più pesante che rischia di trasformarsi in un ostacolo per chi opera nel rispetto del mare e del territorio”.
I consiglieri di Forza Italia contestano inoltre quella che definiscono una sostanziale violazione dello spirito del decreto del 2002 istitutivo dell’Area Marina Protetta.
“Il decreto prevede la salvaguardia e la valorizzazione delle attività tradizionali locali compatibili con la tutela ambientale. L’ente gestore dovrebbe tradurre questo principio in scelte concrete a favore degli operatori storici del territorio. Invece il disciplinare rischia di penalizzare proprio quelle imprese che da anni svolgono attività sostenibili nelle acque di Alghero”.
Gli esponenti azzurri ricordano che le ricadute delle nuove disposizioni interessano direttamente 18 aziende del comparto nautico, 125 imbarcazioni e circa 60 lavoratori, oltre alle rispettive famiglie.
“Dietro questi provvedimenti ci sono imprese, posti di lavoro e investimenti. Chi vive e lavora sul mare dovrebbe essere considerato un alleato della tutela ambientale e non il bersaglio di una crescente pressione burocratica”.
Tedde, Peru, Bardino e Ansini chiedono quindi una revisione del disciplinare: “Occorre eliminare le disposizioni inutilmente vessatorie, i contingentamenti non adeguatamente giustificati e gli oneri sproporzionati, riportando l’Area Marina Protetta alla sua vera missione: proteggere l’ambiente attraverso regole ragionevoli, scientificamente fondate e compatibili con lo sviluppo sostenibile del territorio.”
I consiglieri azzurri criticano anche il metodo seguito dal direttivo dell’AMP. “Anziché costruire un confronto vero con gli operatori, si continua a procedere attraverso decisioni calate dall’alto che alimentano tensioni e conflitti. Un’Area Marina Protetta moderna dovrebbe basarsi sulla collaborazione con chi il mare lo vive ogni giorno, non sulla contrapposizione permanente con le categorie produttive”.
Gli azzurri algheresi chiedono una profonda revisione del disciplinare, eliminando tutte le disposizioni inutilmente vessatorie, i contingentamenti non adeguatamente giustificati, gli oneri economici sproporzionati e le limitazioni che non trovano una chiara e rigorosa motivazione ambientale.
“Chiediamo inoltre che venga finalmente data piena attuazione ai principi contenuti nel decreto del 2002 istitutivo dell’AMP, riconoscendo e valorizzando il ruolo delle attività tradizionali locali che costituiscono una componente storica, economica e culturale del nostro territorio” -chiudono Tedde, Peru, Bardino e Ansini-.

212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri: celebrazioni

SASSARI – Venerdì 5 giugno 2026, alle ore 09.30, presso la caserma sede del Comando Provinciale, a Sassari, come in tutti i capoluoghi di provincia d’Italia, si terrà la celebrazione del 212° Anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri. La significativa ricorrenza ricade il 5 giugno, data in cui nel 1920 la Bandiera dell’Arma fu insignita della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare per la partecipazione dei Carabinieri alla Prima Guerra Mondiale. Inoltre quest’anno viene commemorato l’85° Anniversario della “Battaglia di Eluet El Asel” e l’85° Anniversario della “Battaglia di Culqualber”. La cerimonia, a cui prenderanno parte le Autorità civili, militari e religiose della Provincia di Sassari, vedrà lo schieramento di un reparto di formazione composto da militari in rappresentanza delle articolazioni territoriali e di quelle specializzate presenti sul territorio provinciale. È inoltre prevista la partecipazione dei Labari delle Sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri e delle altre Associazioni Combattentistiche e d’Arma, nonché del Gonfalone del Comune di Sassari e degli altri Comuni della Provincia.