“Tourists Get Out, ad Alghero c’è una pericolosa deriva politica”

ALGHERO – “No alla cultura del rifiuto verso il turismo: ad Alghero si alimenta un clima
pericoloso e irresponsabile
Guardo con forte preoccupazione ai volantini comparsi ad Alghero che annunciano un
corteo accompagnato dallo slogan “Tourists Get Out”, un messaggio già di per sé grave,
ma reso ancora più inquietante dai contenuti che lo accompagnano.
Nel manifesto si mette infatti sullo stesso piano il turismo di massa, la gentrificazione, la
mafia e addirittura il cosiddetto “turismo sionista”, in una miscela ideologica tanto confusa
quanto pericolosa che finisce per attribuire al turismo una responsabilità indistinta per
fenomeni sociali, economici e perfino criminali tra loro profondamente diversi.
Da Responsabile regionale del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia Sardegna ritengo
questa impostazione profondamente sbagliata.
Si può discutere, ed è giusto farlo, di come governare i flussi turistici, di sostenibilità
urbana, di accesso alla casa, di tutela delle comunità residenti e di modelli di sviluppo più
equilibrati. Ma qui non siamo davanti a una riflessione seria sul futuro del turismo.
Qui siamo davanti a una narrazione ideologica che individua nel turismo il capro espiatorio
di ogni problema contemporaneo, arrivando persino ad accostarlo a fenomeni gravissimi
come la criminalità organizzata o a questioni geopolitiche internazionali, in un cortocircuito
culturale che ha un unico effetto: alimentare ostilità verso chi visita i nostri territori e verso
chi dal turismo trae lavoro, reddito e opportunità.
È un messaggio irresponsabile soprattutto in una regione come la Sardegna, dove il
turismo rappresenta uno dei principali motori economici e garantisce occupazione diretta e
indiretta a migliaia di famiglie.
Ancora più grave è constatare come in questi anni si sia progressivamente diffuso, anche
in alcuni ambienti politici e amministrativi, un atteggiamento di crescente ostilità verso il
turismo, verso l’accoglienza, verso chi investe nel settore ricettivo e verso un comparto
che invece andrebbe governato con intelligenza e non demonizzato per convenienza
ideologica.
La Sardegna ha bisogno di regole, programmazione e qualità dell’offerta. Non di
campagne di odio contro i turisti.
E allora la domanda finale credo debba essere rivolta soprattutto a quegli amministratori
pubblici che condividono, legittimano o alimentano questo clima culturale: se davvero
considerate il turismo un problema al punto da accostarlo alla mafia, alla
speculazione e persino a conflitti ideologici internazionali, siete pronti a dire con
altrettanta chiarezza ai cittadini sardi — a chi lavora negli hotel, nei ristoranti, nei
trasporti, nelle case vacanza, nel commercio e nei servizi — quale alternativa
economica concreta proponete per sostituire uno dei pochi settori che oggi
garantisce benessere e futuro alla nostra isola?”
Marco Di Gangi
Responsabile Regionale Dipartimento Turismo Sardegna
Fratelli d’Italia