Soldi a Sogeaal: rapidi, ma prudenti

ALGHERO – Per dire la verità. Questo il titolo dell’articolo apparso sul magazine on-line “Sardegna e Libertà”. La firma è dell’assessore regionale e leader del Partito dei Sardi, che rappresenta una buona fetta della maggioranza di centrosinistra alla guida dell’ente isolano, Paolo Maninchedda. Uomo già in Progetto Sardegna di Soru e poi col Psd’Az e che, al netto delle considerazioni politiche, come indica proprio nel titolo, raramente si sottrae alla verità dei fatti. E lo stesso fa sul tema fondamentale per la sopravvivenza del Nord-Ovest della Sardegna ovvero l’aeroporto di Alghero. Nello specifico, Manichedda, si sofferma sulla condizione della società di gestione [Leggi].

“Siamo alle sesta ricapitalizzazione. Un paragone: Abbanoa sta completando la prima capitalizzazione, perché quando è nata si fece la furbata di ritenere che potesse essere capitalizzata col conferimento degli impianti marci che tutti conosciamo. I conti di Abbanoa sono stati verificati dalla magistratura fallimentare, dalla magistratura penale e da due advisor internazionali” e continua il delegato della Giunta Pigliaru “invece, sull’aeroporto non c’è uno straccio di due diligence, di verifica dei conti del passato, della ragione dei buchi costanti, della natura e qualità della gestione; niente, solo le relazioni Sfirs che, ovviamente, hanno verificato solo il perimetro giuridico di legittimità dell’intervento pubblico, a presupposti di intervento presi e dichiarati per buoni”.

“Ieri (venerdi ndr) in Giunta ho chiesto che prima di erogare un solo euro per la sesta volta, ci sia qualcuno (un advisor) che verifica tutto, che tira una linea credibile, chiuda, se ve ne sono, con gli errori del passato e consenta un nuovo inizio. Io ho ancora nelle orecchie il monito del sostituto procuratore Pilia che, dopo 15 giorni dalla mia nomina ad Assessore, mi convocò come persona informata sui fatti per Abbanoa e mi chiese se la Regione avesse oppure no coscienza del rischio, varando la prima capitalizzazione, di buttare fondi pubblici in un pozzo nero. Anche a fronte di una legge regionale che lo permetta, la responsabilità dell’erogazione delle somme in un contesto ibrido e confuso ricadrebbe sulle spalle degli assessori. Occorre essere rapidi ma anche giusti, chiari e prudenti”.

Nella foto Paolo Maninchedda

S.I.