“Più turisti, meno residenti: paradosso Alghero”

ALGHERO – “Le notizie di questi giorni raccontano due facce della stessa città. Da un lato Alghero è il Comune più visitato della Sardegna, con presenze turistiche ai massimi storici. Dall’altro, dal picco del 2019 a oggi la popolazione residente è scesa di quasi 1.000 unità: siamo tornati sotto i 41.800 abitanti, un livello che non si vedeva da anni. Non è un paradosso: è la fotografia di un modello che funziona per chi visita, non per chi resta. Ne avevo scritto qualche settimana fa parlando di casa, TARI e talenti  Il Comune investe per attrarre giovani con la Fondazione Bruno Kessler di Trento — un progetto lodevole — ma senza affrontare la domanda di fondo: dove vivranno? Oggi 2.445 locazioni turistiche, oltre 7.300 posti letto, pagano ancora la TARI come “semplici abitazioni residenziali” invece che come Utenze Non Domestiche. Il costo dei rifiuti prodotti da migliaia di turisti in appartamento ricade sulle bollette delle famiglie residenti. Il risultato lo leggiamo ora nei numeri demografici: una città che si riempie d’estate e si svuota nel resto dell’anno. Trento, il modello che citiamo nei convegni, applica alle locazioni turistiche la tariffa corretta e usa l’IMU per disincentivare la rendita breve. Non è una leva ideologica: riequilibrare la fiscalità locale non ferma il turismo, lo rende sostenibile per chi la città la vive tutto l’anno. Più turisti non è automaticamente più futuro. Il futuro si costruisce con case accessibili e regole eque per chi resta”.