“L’assessore alla Sanità? Scegliete un sardo”

CAGLIARI – “Il diritto alla salute tocca la carne viva dei cittadini, delle famiglie e delle comunità. Per questo deve essere sottratto alla disputa quotidiana tra schieramenti.” Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, Presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera dei deputati, intervenendo alla scuola di formazione dei Riformatori sardi insieme al Ministro della Salute, Orazio Schillaci. “In questi anni – ha spiegato – la Commissione che ho l’onore di presiedere ha approvato provvedimenti ambiziosi, spesso grazie a un clima di dialogo che si è tradotto in lavoro condiviso e, in molti casi, in voti unanimi. Penso, ad esempio, alla legge sugli screening pediatrici per il diabete, che vede la Sardegna regione pilota a livello nazionale, e alla legge sull’oblio oncologico.  Il confronto si è sempre concentrato sui contenuti – ha proseguito – e anche dalle diverse posizioni sono emersi stimoli utili per migliorare i provvedimenti. Siamo partiti dall’analisi dei problemi reali, promuovendo indagini conoscitive su ambiti cruciali come il sistema di emergenza-urgenza e le professioni sanitarie, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete e aderenti alla realtà.” Cappellacci ha quindi ricordato i principali interventi: “Abbiamo approvato il decreto per la riduzione delle liste d’attesa, quello sulle prestazioni aggiuntive e introdotto maggiore flessibilità per il personale sanitario e per gli operatori socio-sanitari. Abbiamo inoltre riconosciuto l’obesità come patologia, garantendo percorsi di cura adeguati, e introdotto la legge sull’oblio oncologico, che restituisce piena dignità alle persone guarite, eliminando discriminazioni nell’accesso a mutui, assicurazioni, adozioni e concorsi pubblici.” Tra gli altri provvedimenti, il presidente ha citato “la legge a favore degli anziani, che rafforza l’assistenza domiciliare e semplifica l’accesso ai servizi socio-sanitari, contrastando solitudine e marginalità; le norme contro il bullismo e il cyberbullismo; il riordino degli istituti di ricerca e i decreti legislativi in materia di disabilità. Al di là delle appartenenze politiche – ha concluso Cappellacci – credo che l’esperienza della pandemia abbia rafforzato in tutti la consapevolezza che la sanità non sia una spesa da tagliare, ma il migliore investimento. In nome di questo principio, auspico che anche con la Regione Sardegna, come già avvenuto in altre realtà del Paese, si possano individuare obiettivi condivisi e avviare una leale e concreta collaborazione.”