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Riabitare la Sardegna scrive la strada per il nuovo futuro
Si è chiusa a Cagliari, negli spazi dell’Hub dell’Innovazione della Manifattura Tabacchi, la due giorni di Riabitare la Sardegna. Un evento dedicato all’incontro tra le Comunità locali – comuni, organizzazioni terzo settore, imprese, cittadini – la comunità degli investitori e la comunità degli innovatori per definire aree e contenuti progettuali adeguati ai temi dello sviluppo delle aree rurali e periferiche dell’Isola anche in riferimento alle opportunità del PNRR. “La manifestazione è andata oltre ogni aspettativa: ci sono stati interventi di grandissimo livello e i tavoli tematici hanno delineato una strada. Gli esercizi di futuro, come ci piace chiamarli, forniscono nuovi strumenti che hanno nel rilancio delle zone dell’interno la loro missione”. Esercizi di Futuro è infatti il nome del corso che sabato è stato tenuto da docenti esperti di “future studies”: si è letto il presente in ragione delle scelte passate e si è guardato al futuro. A partecipare, 25 persone tra cui amministratori, cittadini, studenti e professionisti vari.
“Riabitare la Sardegna intende generare una piattaforma – dice ancora Murtas – un luogo fisico e un corrispondente digitale che possa ispirare e tratteggiare una nuova idea di sviluppo della Sardegna, fondata sulla sostenibilità, costruendo una rappresentazione del futuro della regione riassunta nello slogan: Riabitare”. Ciò che è stato fatto è generare una nuova possibilità, capire cosa, e in che modo, si può fare per far rivivere quei luoghi della Sardegna dimenticati da concreti e innovativi programmi di sviluppo, che da troppo tempo chiedono progettazione, visione, idee che offrano la prospettiva di almeno un decennio.
“Riabitare la Sardegna” spiega Sandro Murtas, presidente dell’APS Badde Salighes 1879 “è un’occasione – che si ripeterà ogni anno, affiancata da incontri di confronto e di programmazione. Prossimo appuntamento, l’11 febbraio del 2022, per un meeting dal titolo “Finanza e finanza d’impatto per i progetti di sviluppo locale”.
“La cultura può diventare la chiave per il rilancio delle comunità e della presa di consapevolezza dei territori” dice Flavia Barca, già assessore alla Cultura del Comune di Roma, e aggiunge “ciò che occorre fare è costruire visioni e progettazioni, coinvolgendo amministrazioni locali e nazionali”. Filippo Barbera, Professore Ordinario di Sociologia Economica presso il Dipartimento CPS dell’Università di Torino, dove insegna Teoria sociale applicata, parla di “diritti di cittadinanza”. “Il futuro delle società si costruisce non solo, o non tanto, in base a valori comuni, quanto a partire dalla presenza di spazi condivisi, contesti in cui le persone interagiscono in modi che hanno conseguenze dirimenti per la qualità della società”. Roberto Poli, dirigente d’azienda e accademico, sottolinea come “i cambiamenti sono sempre più veloci, occorre sviluppare nuove competenze e strategie più efficaci”.
Posidonia, 1,3 milioni per i Comune. Più fondi per Alghero
CAGLIARI – “Con l’obiettivo di consentire la regolare fruizione dei litorali e contrastare l’erosione costiera, la Regione annualmente concede un contributo ai Comuni per gestire la posidonia che si deposita lungo le spiagge dell’Isola”. Lo ha detto l’assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Gianni Lampis, dopo l’approvazione della delibera che, per il 2021, stanzia un milione 300mila euro da destinare alle attività di gestione dei depositi di posidonia nelle spiagge, che rappresenta anche uno strumento di difesa naturale contro l’erosione costiera.
“I comuni costieri della Sardegna sono settantadue – ha aggiunto l’assessore Lampis – Circa un terzo sono stagionalmente impegnati in importanti attività di movimentazione della posidonia depositata sul litorale con un esborso economico considerevole. Una quantità di posidonia che stagionalmente può arrivare a decine di migliaia di metri cubi, con ampie oscillazioni degli accumuli dovute alle variabili condizioni meteoclimatiche”.
“Una parte dello stanziamento (250mila euro) è destinata alla gestione straordinaria della posidonia attraverso operazioni di recupero ambientale e di tutela delle relative aree degradate con interventi di ripristino delle condizioni di naturalità delle spiagge, anche ricorrendo alla rimozione permanente dei depositi non altrimenti gestibili, mediante conferimento e trattamento negli impianti di recupero, riciclaggio e principalmente di compostaggio. Altri 250mila euro sono destinati al Comune di Alghero, dove nelle varie spiagge urbane e periurbane si deposita un’ingente quantità che compromette la fruizione sostenibile dei litorali”, ha concluso l’esponente della Giunta Solinas
Nel weekend ritorna PlacAlguer
ALGHERO – Quarto fine settimana per PlaçAlguer e nuovo appuntamento con la Sera al Mercato stavolta nel quartiere della Pietraia. Dopo l’evento al mercato Ortofrutticolo del centro storico venerdì 3 dicembre dalle 18.30 spetterà al Mercato Civico della Pietraia accogliere i ristoratori del gruppo Fipe – Confcommercio Alghero, coordinato da Alessandro Pesapane. Anche in questo gustoso appuntamento i quattordici ristoratori aderenti all’iniziativa presenteranno vari piatti della gastronomia algherese.
Prodotti a chilometro zero della provincia di Sassari acquistati dalla Coldiretti mentre saranno offerti direttamente dalle aziende: acqua San Martino, pane pergamena dal Panificio Cherchi, la pasticceria Bon Bons offrirà le tipiche Tabaqueras, l’olio sarà offerto dall’Accademia Olearia della famiglia Fois, che ha realizzato per l’occasione un’etichetta speciale dedicata a PlaçaAlguer.
Il menù ricalca quello presentato nel precedente appuntamento: agliata di polpo, agliata di melanzane, paella algherese, olla podrida, torta di menjar blanc, saranno preparati in un’unica grande cucina allestita al mercato e coordinata dallo chef Gianluca Rizza della trattoria Marco Polo.
Le pietanze saranno accompagnate dai vini del Consorzio di tutela vini di Alghero. Due vini bianchi e due rosati – uno fermo e uno frizzante – accompagneranno le pietanze del territorio e valorizzeranno il gusto allientandone il palato. Il Consorzio di Tutela nato per valorizzare i vini locali e le cantine del territorio in Italia e all’estero è fresco di bandi e fiere internazionali che hanno plaudito e rinnovato il connubio Alghero-Vini di qualità.
Dalle 20 la piazza del Mercato ospiterà il concerto dei Collage. Lo spettacolo si terrà all’interno di un’area recintata alla quale si potrà accedere solo previo controllo del green pass.
La band di Tore Piero Fazzi che ha scritto la storia della musica dal vivo dell’isola si esibirà con il suo repertorio di cover e musiche proprie. Nei Collage le sonorità jazz e funky si fondono rivisitando alcuni brani storici, mentre in altri le melodie italiane si vestono di sonorità e ritmi rock blues. Una serata in ricordo di Genesis, Simon & Garfunkel, Abba, Beatles, Battisti, ma anche di suoni più contemporanei che hanno caratterizzato la crescita della band.
Il sabato sera dalle 18.30 la musica si fonderà con il teatro itinerante nelle strade del centro storico. Adulti e bambini saranno coinvolti dagli artisti dei Tricirco e del Circo Panico che si esibiranno in un suggestivo Ipno bubble pan i primi e Li_le Royal Circus ostrica i secondi. Contemporaneamente per gli amanti della tradizione la musica algherese dei Los Amics de la Muralla colorerà gli angoli e le strade del centro storico. Domenica dalle 16:00 nel Largo San Francesco animazione e baby dance con Meraviglia Animazione. Questo fine settimana PlaçAlguer abbraccerà adulti e bambini nel segno dalla tradizione, tra gusto, armonia e magica atmosfera natalizia.
Nord-Sardegna, nuovi coordinatori per la Lega
Troppe donne uccise, è una vergogna italiana
ROMA – “Troppe le donne uccise, troppe le richieste di aiuto non adeguatamente e tempeUna vergogna della nostra civiltà”: nelle parole di Marta Cartabia c’è la presa d’atto di un sistema che non sta funzionando. Da 40 anni lo Stato ha cancellato quell’aberrazione che era il delitto d’onore. Da allora periodicamente il codice è stato aggiornato, la prassi adattata ai tempi: nuovi reati, pene più severe, campagna di prevenzione, centri d’ascolto. Poi però arriva il tempo dei bilanci, come in questi giorni, a ridosso della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Sono 109 quelle donne morte dall’inizio dell’anno, l’8% in più rispetto all’anno scorso, 63 per mano del partner o dell’ex. E non sono fredde statistiche, ma vite interrotte. L’ultima è quella di Juana Cecilia Loayza, 34 anni, uccisa venerdì notte in un parco a Reggio Emilia, da un recidivo: un corto circuito. Ora il governo sta pensando a nuove misure.
“La gravità dei fatti – dice la ministra della Giustizia – chiamano le istituzioni a ripensare norme e procedure più adeguate”: la violenza di genere non si corregge “solo a colpi di leggi”, ma le leggi servono. Il pacchetto cui lavorano cinque ministre, e che dovrebbe arrivare sul tavolo del governo la prossima settimana, punta a interventi sul codice penale e di procedura penale per rafforzare gli strumenti di prevenzione: quindi aumento di pena per i delitti di percosse e le lesioni e procedibilità d’ufficio. E, spiega la ministra Cartabia, occorre rendere più effettive le misure per rendere più efficace l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla vittima, “perché troppe volte la violazione di queste prescrizioni si rivela fatale”.
Quindi con il Viminale si sta studiando l’estensione dell’utilizzo del braccialetto elettronico, e nel caso di rifiuto potrebbero scattare gli arresti domiciliari. Si lavorerà, ha assicurato, sulla “formazione e specializzazione” sia dei pm che dei giudici, “chiamati a prendere difficili decisioni sulla base del rischio e della pericolosità del soggetto”. Come sollecitato anche dalla Commissione d’inchiesta sul femminicidio, presieduta da Valeria Valente, nella sua relazione, che dopo aver passato in rassegna i fascicoli di due anni di delitti, chiede “dove sbagliamo?”.
La Commissione ha preso in esame 211 procedimenti penali su omicidi compiuti da uomini tra il 2017-2018, che hanno fatto 216 vittime donne. Le conclusioni sono l’anatomia di un sistema con diversi punti deboli. Solo il 15% delle donne poi uccise aveva in precedenza denunciato, nel 63% dei casi non avevano parlato con nessuno delle violenze subite. Le donne che subiscono violenza, sottolinea Linda Laura Sabbadini, direttrice centrale dell’Istat, “non vengono intercettate, ma non possono essere colpevolizzate. Non basta una misura, serve un intervento globale”.
Inoltre, “le poche che denunciano lo fanno più volte e nell’80% dei casi nelle denunce affermavano che temevamo per la loro vita e per quella dei loro figli: avevano ragione” ma i segnali sono stati sottovalutati. Tre la criticità segnalate, infatti, “c’è una non infrequente sottovalutazione della violenza riferita o denunciata dalla donna”, in alcuni dei casi considerati le forze di polizia, “evidentemente non distinguendo” tra violenza domestica e lite familiare “si sono limitate a “calmare gli animi”. E anche quando c’è la presa in carico, “le soluzioni adottate – di fatto – penalizzano le vittime (anche minorenni), ad esempio prevedendone il collocamento in case rifugio”. E “la durata dei procedimenti (penali, civili e minorili) è eccessiva”.
L’AMP fa formazione, avviati corsi per operatori dell’area protetta
ALGHERO – Iniziative di grande rilevanza da parte dell’AMP Capo Caccia-Isola Piana anche in campo formativo. Attività ritenute essenziali per implementare il livello di consapevolezza sui temi ambientali nei confronti degli operatori e delle aziende che svolgono la loro attività nell’area protetta. Grazie ad un finanziamento ministeriale, in particolare dell’ex-dicastero all’Ambiente, oggi della Transizione Ecologica, sono stati attivati cinque corsi di formazione. Negli scorsi giorni si è concluso quello sui “Centri di immersione”, mentre da martedi 16 novembre, è iniziato il corso della durata di 40 ore, che si svolge a Casa Gioiosa (Tramariglio), dedicato agli operatori del trasporto passeggeri e visite guidate, concessionari di stabilimenti balneari, addetti ad attività di noleggio/locazione natanti, operatori della piccola pesca in possesso di licenza pescaturismo. Per questo corso, già avviato, le iscrizioni sono ancora aperte, così come, ovviamente, per gli altri che saranno realizzati l’anno prossimo e che riguardano i seguenti ambiti: “Pesca turismo”, “Visite guidate con trasporto collettivo” e “Materiali inquinanti”. Quest’ultimo progetto prevede anche un percorso di formazione dedicato alle tematiche riguardanti le tecniche e gli strumenti finalizzati alla salvaguardia delle aree marine protette dai rischi dovuti allo spiaggiamento di prodotti petroliferi e di altre sostanze nocive e causati, ad esempio, da incidenti marittimi e da attività realizzate in aree portuali vicine.
Tale percorso, da portare avanti con il coinvolgimento delle Autorità Marittime competenti, ha l’obiettivo principale di formare, informare e sensibilizzare gli operatori maggiormente interessati alle eventuali operazioni di contenimento e sono, quindi, destinate al personale che opera all’interno dell’AMP, ai volontari della Protezione Civile, alla Compagnia Barracellare e alle associazioni ambientaliste. Ogni corso ha la durata di 40 ore ed è composto al massimo da 15 partecipanti. Per info e contatti si può telefonare al 079/7339735 e/o scrivere alla mail formazione.operatoriamp@
Mirtò protagonista della Cronoscalata di Tandalò
BUDDUSO’ – Mirtò da venerdì 12 a domenica 14 novembre sarà protagonista della quinta edizione della Cronoscalata di Tandalò, l’evento motoristico che si svolgerà a Buddusò. La Cronoscalata di Tandalò sarà l’ultima gara del Campionato italiano Velocità su terra ed è anche iscritta al Campionato italiano Velocità Fuoristrada, anche se non assegna punti. Ma sarà l’impegno a favore dell’ambiente a caratterizzare fortemente questa edizione, con Mirtò che affianca gli organizzatori sul tema della ecosostenibilità dell’evento e della progressiva riduzione dell’impatto ambientale. Al termine della gara, infatti, verrà quantificata, con l’ausilio di un professionista, l’emissione in atmosfera della Co2 da parte delle auto in gara e successivamente compensata attraverso la messa a dimora degli arbusti autoctoni del territorio. “In questo modo faremo sì che questa gara abbia una significativa valenza: rispettare l’ambiente e sensibilizzare le generazioni future al tema della sostenibilità – spiegano gli organizzatori della Cronoscalata -. L’iniziativa avverrà in collaborazione con l’Ente Foreste della Sardegna”. Una parte delle piante che saranno messe a dimora sono quelle che il gruppo musicale dei Bertas aveva donato in occasione del concerto di Tempio Pausania dello scorso settembre.
“Il mio appaluso va agli organizzatori, che oltre a mettere in piedi una splendida manifestazione, così importante come la Cronoscalata di Tandalò, sono stati così sensibili sul tema delle emissioni di Co2, tra l’altro una questione quanto mai attuale in un momento in cui si discute a livello planetario sui cambiamenti climatici – sottolinea Massimo Satta, sindaco di Buddusò -. Lo faranno calcolando le emissioni di Co2 e mettendo a dimora l’equivalente di arbusti autoctoni del territorio. Questa sensibilizzazione avrà ancora più risalto perché la gara si svolge in uno dei parchi eolici più grandi d’Europa”.
Il proseguo dell’impegno verso l’ambiente anche da parte di Mirtò, da sempre partner dei grandi eventi motoristici dell’isola, che continua nella strada intrapresa da quest’estate con la campagna di sensibilizzazione contro la piaga degli incendi boschivi in Sardegna. Proprio Mirtò, infatti, porterà alcuni tra i più importanti musicisti della scena sarda nelle scuole per combattere la guerra contro i piromani. Una iniziativa annunciata qualche settimana fa e che a breve entrerà nella sua fase più importante. E sarà proprio uno dei musicisti di Mirtò, Tore Nieddu, il protagonista del concerto che si terrà nella località di Tandalò, dove si svolge la manifestazione, sabato 13 novembre dalle 15 alle 18, all’interno dello stand con il marchio “Casa Sardegna”.
I professori della musica sono schierati al fianco di Mirtò per un progetto di sensibilizzazione contro la piaga degli incendi in Sardegna da portare avanti nelle scuole. Il progetto è stato presentato per la prima volta lo scorso 8 settembre a Tempio Pausania, prima del concerto che i Bertas hanno eseguito al Parco Grandi. Molti artisti, che negli anni hanno affiancato Mirtò con i loro concerti, hanno deciso di aderire alla campagna di sensibilizzazione contro gli incendi, che partirà nelle prossime settimane e che porterà tanti dei musicisti sardi, negli anni protagonisti di Ritmò, la parte musicale del Festival internazionale del Mirto, nelle scuole della Gallura: per parlare con gli studenti della piaga dei roghi che da decenni affligge la Sardegna e che ha avuto una recrudescenza questa estate. Insieme ai già citati Bertas, ci saranno altri big della musica in Sardegna come Piero Marras, i Tazenda, i Cordas e Cannas, Tore Nieddu, i Tamara Quartet e Paolo Masala.
Fermare la piaga degli incendi. “Se ami i miei sapori e i miei profumi, non bruciare la mia pianta” è la frase che meglio di tutte rappresenta l’iniziativa di Mirtò 2021. Una serie di concerti ed eventi, con grandi artisti sardi che hanno aderito alla campagna di sensibilizzazione, in cui ogni serata ha sviluppato un messaggio forte contro gli incendi. Dopo il dramma ambientale causato la scorsa estate dai roghi del Montiferru e nel Monte Arci, in cui sono andati in fumo oltre 20 mila ettari di terreni, la pianta del mirto diventa uno dei simboli di questa strage ambientale, insieme alle tante aziende assediate dal fuoco, produttori messi in ginocchio dai menestrelli degli incendi. Mirtò ha così scelto di sostituire i tradizionali eventi di promozione con una serie di iniziative di sensibilizzazione contro la piaga degli incendi: raccontando storie, proiettando immagini di repertorio in ogni serata, come monito per salvare il patrimonio naturale dell’Isola dai terroristi del cerino