Pari Opportunità: Murgia presidente

CAGLIARI – La Commissione regionale per la realizzazione della parità tra uomini e donne ha eletto ieri il nuovo ufficio di Presidenza. A guidare la Crpo sarà Gabriella Murgia, dipendente pubblico, abilitata all’esercizio della professione di consulente del lavoro, dirigente sindacale Fedro e socia Fidapa, attualmente impegnata nella Commissione per l’equità e le pari opportunità del Comune di Oristano.

Barbara Congiu, avvocata, e Antonella Secchi, imprenditrice, sono invece le nuove vicepresidenti. Nel corso della riunione di ieri è stato votato all’unanimità l’ordine del giorno della prossima seduta, che si terrà il prossimo 27 febbraio, incentrato sulla necessità di riportare all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica il tema della rappresentanza di genere e finalizzato a sostenere l’inserimento della doppia preferenza di genere nella legge elettorale.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Accise, ricorso Alta Corte Europea

CAGLIARI – “La battaglia per le accise, che valgono un miliardo di euro l’anno, riprende. I Riformatori sardi hanno deciso di presentare ricorso all’Alta Corte europea per sanzionare il governo italiano che ha bloccato la norma sulle accise votata dal Consiglio regionale all’unanimità. Lo annunciano il coordinatore regionale e il presidente del partito, Pietrino Fois e Roberto Frongia”. Nuovo intervento dei Riformatori Sardi sul tema delle accise.

«L’articolo 8, comma 1, lettera d, e ancor più il comma 2, dello Statuto Speciale della Regione Autonoma della Sardegna, costituisce un grande risultato storico per la nostra Regione , riferito all’esito finale della lunga iniziativa politica regionale denominata “Vertenza sulle Entrate”, con la quale lo Stato riconobbe, con l’approvazione del comma 834 della Legge 27 dicembre 2006, n.296, a favore della Sardegna, tra le altre partite di entrate elencate dal citato articolo 8, anche la compartecipazione, nella misura dei 9/10 delle imposte di fabbricazione su tutti i prodotti che ne siano gravati, percette nel territorio della regione e non solo ma anche quelle, sebbene riferite a fattispecie tributarie maturate nell’ambito regionale e che affluiscono , in attuazione di disposizioni legislative o per esigenze amministrative ad uffici finanziari situati fuori del territorio della regione”.

“La questione di fondo è che la compartecipazione sulle accise, in quanto imposta di fabbricazione maturate nell’ambito regionale, gravanti sui prodotti petroliferi “fabbricati” in Sardegna, la cui entità è dell’ordine di alcuni miliardi di euro, non viene riconosciuta a favore della nostra regione. Fa più comodo, infatti, allo STATO CENTRALE, interpretare, con una forzatura giuridica fantasiosa, che le accise siano delle imposte di consumo e che quindi la compartecipazione debba essere riconosciuta limitatamente alle “accise” riferite ai consumi avvenuti nell’ambito del territorio regionale. Il paradosso che si crea è che così lo Stato non risparmia niente ma le compartecipazioni che dovrebbero essere versate ai sardi vengano invece riconosciute alle regioni italiane nelle quali i prodotti petroliferi fabbricati nella nostra isola vengono invece consumati”.

“E’ indiscutibile che le accise siano delle “imposte di fabbricazione”, e stupisce come, pur di voler sottrarre alla Sardegna una parte rilevante delle entrate dovuteci, si trovino mille argomentazioni, tutte senza alcun fondamento giuridico, per sostenere che le accise non sono delle imposte di fabbricazione ma imposte di consumo. Ma stupisce ancora di più quando chi dovrebbe in prima fila difendere le nostre prerogative statutarie, in funzione del proprio ruolo di governo regionale, si prostra alla volontà dello Stato Centrale, allineandosi su interpretazioni artificiosamente create per non riconoscere quanto ci debba essere dato”.

Nella foto un incontro dei Riformatori

S.I.

Precari sardi: Regione assente

CAGLIARI – “Ancora silenzio tombale da parte della Regione e dell’ATS sull’opportunità offerta dal decreto Milleproroghe al sistema dell’amministrazione pubblica di prorogare i contratti di collaborazione in deroga al divieto imposto dal Jobs act.” E’ il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde ad intervenire ancora una volta sul tema della proroga dei Co.Co.Co che il Milleproroghe consente fino al 31 dicembre 2017.” Un silenzio che getta nello sconforto tantissimi precari che confidavano nell’applicazione da parte della Regione e dell’ATS delle norme del Milleproroghe che riguardano la P.A. e che hanno come obbiettivo la creazione di un ponte col Testo Unico del Lavoro, atteso entro il corrente mese. Testo Unico le cui norme disegneranno nuovi scenari per il lavoro pubblico, prevedendo il passaggio dalle piante organiche ai fabbisogni, concorsi a cadenza prestabilita e rigorosi limiti al precariato”.

“Ma oggi –segnala Tedde per l’ennesima volta- è urgente che la Giunta Regionale dia precisi indirizzi affinché le articolazioni del Sistema regionale, ATS in primo luogo, proroghino i contratti attualmente vigenti. La crisi economica che sta affrontando la Sardegna, la cui disoccupazione giovanile è da record nazionale, richiede interventi immediati. Al pari –sottolinea polemicamente l’ex sindaco di Alghero- di quelli che hanno attribuito al management della ATS emolumenti superiori a quelli previsti dalle norme nazionali. In una Sardegna abbandonata dallo Stato e governata in modo inadeguato, non ci possiamo permettere –chiude Tedde- di aumentare i disoccupati e di acuire ulteriormente la crisi sociale.”

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Nuovo patto Stato-Sardegna

ROMA – La Regione apre ufficialmente con il Governo una nuova Vertenza Sardegna a tutela delle sue finanze e si appresta a scrivere un Patto con lo Stato che consenta di tenere in cassa i propri soldi e usarli per realizzare programmi di investimento e di crescita. L’assessore della Programmazione e Bilancio Raffaele Paci ha aperto e tracciato il percorso, oggi a Roma, incontrando il sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa.

Si lavora dunque a un nuovo Patto Stato-Regione che, a partire dal 2018, preveda una drastica riduzione degli accantonamenti e l’avvio di un percorso per l’assunzione delle piene funzioni sulla finanza locale. Ma già per il 2017 si punta ad alcune risposte immediate: l’accesso ai Fondi per le Regioni, a quello per Province e Città Metropolitane e al Fondo nazionale per i Farmaci innovativi. “Oggi abbiamo avviato un percorso importante che vogliamo porti ad alcuni risultati già quest’anno, alla definizione di nuove condizioni sulla gestione delle finanze e sulla tutela dei diritti dei cittadini sardi – dice Paci -. Abbiamo trovato una buona apertura da parte del Governo sia rispetto alle richieste per quest’anno che su quelle in prospettiva. Entro un paio di settimane ci incontreremo di nuovo, dossier alla mano, per stringere i tempi e accelerare il più possibile. L’ho detto molto chiaramente a Bressa: 684 milioni di accantonamenti sono troppi e, nel momento in cui diventano fissi invece che essere una tantum, di fatto si stanno stravolgendo anche le norme statutarie. Sono cifre eccessive e la Sardegna ha invece tutto il diritto a realizzare con quei soldi politiche di sviluppo. Diamo una valutazione positiva delle politiche espansive nazionali ma non ci bastano, anche perché hanno effetti diversi nel territorio – sottolinea l’assessore -. Abbiamo una situazione di crisi, vogliamo intervenire sui problemi specifici della nostra Regione, e non chiediamo altro se non di poterlo fare con le nostre risorse. Basta con gli accantonamenti, non ce li possiamo più permettere: a questo abbiamo iniziato a lavorare oggi, e continueremo a lottare per i nostri diritti fino a che non ci saranno riconosciuti”.

L’incontro di oggi a Roma è stato convocato all’indomani dello stop imposto dalla stessa Sardegna alla Conferenza delle Regioni con il diniego dell’intesa sulla ripartizione dei fondi Regione e Province-Città metropolitane. Partendo da queste urgenze, e con l’obiettivo di agganciare quei finanziamenti, la Regione ha deciso di aprire un nuovo percorso con il Governo per definire un accordo complessivo a tutela della Sardegna. “Per difendere i nostri diritti abbiamo già impugnato le ultime due Finanziarie nazionali. Oggi avviamo parallelamente un nuovo percorso: ho già spiegato questa mattina le nostre ragioni al Governo, col presidente Pigliaru continueremo a farlo fino a che i nostri diritti saranno riconosciuti. Dobbiamo uscire dalla crisi: e quei soldi che rivendichiamo sono indispensabili per farlo”, ha concluso l’assessore della Programmazione e Bilancio.

Nella foto l’incontro di Paci con Bressa

S.I.

Reddito Sociale: le modalità

CAGLIARI – Un incontro per illustrare le modalità di attuazione del Reddito di inclusione sociale si è svolto a Cagliari per iniziativa dell’assessorato della Sanità. Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti degli Ambiti Plus a cui è affidata la progettazione e la gestione delle misure di inclusione attiva previste dal Reis, voluto fortemente dalla Giunta Pigliaru e le cui linee guida sono state approvate dallo stesso esecutivo lo scorso 6 dicembre. Gli Ambiti Plus, nel corso dell’incontro, hanno segnalato criticità legate all’introduzione di questa nuova misura di aiuto e sostegno a nuclei familiari in condizioni di povertà, e offerto utili indicazioni operative.

«La Regione si impegna a non escludere nessuno, anche se dobbiamo gestire una delicata fase di transizione verso un nuovo sistema con procedure e progettualità diverse rispetto al recente passato. Ma, con la collaborazione dei Comuni, siamo pronti a far fronte a tutte le difficoltà e a raggiungere gli obiettivi prefissati, in primo luogo quello di rafforzare il tessuto sociale e favorire l’inclusione di persone che si trovano in condizioni di oggettiva difficoltà», hanno spiegato Stefania Manca, direttore generale dell’assessorato della Sanità e Gianni Salis, capo di Gabinetto dell’assessore della Sanità Luigi Arru.

Il Reddito di inclusione sociale, è stato ricordato, integra e rafforza il Sostegno di Inclusione Attiva nazionale. Per il Reis – a parità di caratteristiche del nucleo familiare – il minimo erogabile è di 200 euro e il massimo di 500 euro, per tutti i target e con qualsiasi Isee. Il prossimo 23 febbraio è previsto l’incontro tra l’assessore Arru e i rappresentanti dell’Anci con l’intento di delineare concrete soluzioni politiche per rendere le procedure più spedite.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Milleproroghe: Sassari-Olbia avanti

ROMA – Approvato il maxi emendamento per il milleproroghe con il voto di fiducia, ottenuti due risultati positivi per l’isola. Ne danno notizia i senatori sardi in commissione bilancio Silvio Lai e Luciano Uras. “Non possiamo che apprezzare il sostegno della commissione sulle due questioni poste e la sensibilità del governo. In primo luogo viene prorogata, con l’emendamento 14.93, la gestione emergenziale della ricostruzione post alluvione del 2013, richiesta dalla Giunta, con l’assessore all’ambiente, e dalla protezione civile regionale. Potrà così usufruire delle corsie preferenziali l’ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n. 370 per il superamento delle criticità nella realizzazione del sistema di protezione civile della Regione autonoma della Sardegna, tra cui il completamento della rete idrotermopluviometrica, gli interventi di manutenzione straordinaria sulla stessa rete e sul radar meteorologico di Monte Rasu, l’integrazione e sviluppo di sistemi di prevenzione multirischio, l’allestimento della sala operativa unificata SORI e del centro funzionale decentrato, la realizzazione di una piattaforma informatica unitaria”.

“Resta poi alla Sardegna, tramite la protezione civile, e non all’Anas la gestione della costruzione della Sassari-Olbia. E soprattutto non vanno a finire nel gigantesco calderone dell’ANAS le risorse economiche, con il rischio di ritardi e di una gestione meno efficiente rispetto a quella attuale, a 4 mani protezione civile” – regione. Lo stabilisce un emendamento proposto dai senatori Luciano Uras e Silvio Lai e approvato dal senato, contenuto all’interno del maxi emendamento proposto dal Governo. “L’emendamento, 9.56 testo 3, stabilisce il mantenimento della contabilità speciale sino al 2020 e nonostante le raccomandazioni contrarie della ragioneria generale che chiedeva il trasferimento delle somme presenti al 31 dicembre 2016 nel fondo unico dell’ANAS, la commissione bilancio ha deciso di mantenere l’emendamento approvato precedentemente”.

“Il problema ci era stato segnalato dalla Giunta Regionale e dall’assessore ai lavori pubblici in particolare – hanno affermato Uras e Lai – e abbiamo condiviso l’esigenza di mantenere il profilo di emergenza della costruzione della strada Sassari – Olbia con l’intera commissione bilancio. L’Anas è una struttura ancora in via di cambiamento che secondo noi non sarebbe ancora nelle condizioni di garantire la velocità di esecuzione necessaria e, ancora di più, la tutela delle risorse necessaria a stare nei tempi previsti. Non possiamo non segnalare la sensibilità del presidente Tonini e il consenso unanime senza differenze tra maggioranza e opposizione su questo tema” hanno concluso Lai e Uras.

Nella foto Silvio Lai

S.I.

Progetto Civico per la Sardegna

CAGLIARI – “Il 25 febbraio ad Ollolai La Base riunirà i suoi simpatizzanti per definire la linea politica in vista di una sfida da costruire per tempo e con il coinvolgimento dei cittadini: il prossimo governo della Regione. Siamo persuasi che l’attuale politica sarda sia totalmente inadeguata e che per cambiare registro serva mettere al centro un programma preciso e concordato di governo come si fa nei Comuni”. E’ il partito de La Base ad “uscire allo scoperto” su un’idea che oramai pervade larga parte del panorama politico regionale e che sta sempre più prendendo piede tra i sardi.

“Un governo civico concreto e misurabile che fugga da etichette utili solo per imbonire i cittadini e ricattarli nei loro sentimenti politici più sinceri. Per questo partiamo da un paese dove il buon governo civico segna la differenza tra la politica delle chiacchiere e dei furbi a quella del lavoro quotidiano che porta risultati concreti anche con progetti ambiziosi ed innovativi. Un progetto aperto a tutti i soggetti politici e soprattutto a tutti i sardi che intendono mettere al primo punto gli interessi della nostra comunità nazionale”.

“Il coordinamento nazionale, intanto, riunito a Macomer il 13 febbraio scorso ha deciso di nominare quattro coordinatori-organizzatori territoriali in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Sono Michele Azara per Sassari, Piero Marteddu per Nuoro, Sebastiano Bussu per Oristano e Antonio Quartu per Cagliari”.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Credito agrario: taglio interessi

CAGLIARI – Una boccata di ossigeno importante per le aziende agricole sarde arriva con l’avvio del Prestito agrario di conduzione. Per venire incontro alle difficoltà finanziarie e alla mancanza di liquidità seguite a una stagione agricola difficile, al calo del prezzo del latte e ai ritardi dei pagamenti comunitari di Agea (Agenzia nazionale per le erogazioni in Agricoltura), l’assessorato dell’Agricoltura ha emanato il decreto attuativo sul fondo da 2,5 milioni di euro che favorisce l’accesso al credito delle piccole e medie imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria e della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Si tratta di aiuti in conto interessi per operazioni di credito a breve termine della durata massima di 12 mesi. Il decreto si rifà alla delibera 63/15 dello scorso 25 novembre che richiamava al bilancio della Regione 2,5 milioni di euro ancora giacenti in ISMEA (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare). Per poter beneficiare dell’aiuto le operazioni di credito devono essere concesse da istituti di credito che abbiano aderito all’avviso pubblico adottato dalla Regione e che con essa abbiano sottoscritto apposita convenzione.

Prestito agrario di conduzione. Sono considerate spese di conduzione delle aziende l’acquisto di sementi, concimi, antiparassitari, anticrittogamici, mangimi, carburanti, lubrificanti, il pagamento di prestazioni di natura varia svolte da operatori non dipendenti, il pagamento di salari, stipendi e compensi spettanti a dipendenti fissi o avventizi, il pagamento del canone di affitto, il pagamento di rate di assicurazione e altro ancora. Soggetti destinatari. L’intervento è rivolto alle PMI, condotte da imprenditori agricoli con sede operativa in Sardegna, che abbiano una dimensione economica di almeno 15mila euro o 8mila euro se ricadenti in zone montane, in zone soggette a vincoli naturali o ad altri tipi di vincoli.

Tipologia dell’aiuto. L’importo minimo dell’operazione di credito non può essere inferiore a 5mila euro per azienda, mentre l’importo massimo è determinato sulla base dell’orientamento tecnico-economico dell’azienda, che dovrà trovare corrispondenza con la situazione del proprio fascicolo aziendale, mediante un calcolo che tiene conto dell’unità di superficie per coltura e del numero di capi allevati. L’aiuto consiste nell’abbattimento totale del tasso annuo effettivo globale applicato all’operazione di credito a breve termine, della durata massima di 12 mesi. L’aiuto, consentito fino a 5mila euro, non potrà essere superiore all’ammontare degli interessi richiesti dall’Istituto di credito convenzionato e di tutti gli altri oneri previsti per il prestito. L’intervento regionale, così come previsto dalla normativa comunitaria, non potrà quindi eccedere l’importo complessivo degli aiuti “de minimis” di 15mila euro, concessi a un’impresa nell’arco di tre esercizi finanziari.

Gli altri oneri previsti per l’utilizzazione del credito non potranno eccedere il 2% dell’importo del prestito accordato, per le operazioni comprese tra 5mila e 20mila euro, mentre per le operazioni di importo superiore non potranno eccedere l’1,5%. Contrattazione fra le parti. L’Istituto di credito convenzionato, tenuto conto del provvedimento di ammissibilità all’aiuto che sarà redatto dall’Agenzia regionale ARGEA, effettua a proprio insindacabile giudizio e nel rispetto della normativa vigente l’istruttoria e la valutazione del merito creditizio dell’impresa, definendo, in caso di esito positivo, l’importo massimo del credito che sarà accordato. Le aziende possono quindi presentare le domande ai servizi territoriali di Argea, che autorizzerà l’accesso al finanziamento.

Nella foto alcuni terreni

S.I.

Forestas, tutelare i lavoratori

CAGLIARI – L’Agenzia Forestas rischia la paralisi. La revoca delle mansioni superiori al personale ha di fatto bloccato l’attività dei cantieri forestali, serve un intervento legislativo urgente per mettere ordine nel sistema contrattuale dei dipendenti attraverso l’applicazione del Contratto collettivo regionale. Lo sostengono i consiglieri regionali di Forza Italia che hanno presentato una proposta di legge per ottenere l’applicazione della legge n.31 del ’98 a tutto il personale di Forestas e consentire a chi ha svolto per anni mansioni superiori di vedere riconosciuto il proprio status. «Nei giorni scorsi la questione è stata esaminata dalla Conferenza dei capigruppo – ha detto Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia e primo firmatario della proposta di legge – in quell’occasione abbiamo registrato posizioni diverse da parte dei sindacati e delle stesse forze politiche. E’ necessario dare un segnale forte, serve unità di intenti perché si individui al più presto una soluzione. Il rischio è la totale paralisi dell’Agenzia».

L’obiettivo dei consiglieri azzurri è portare la proposta in Aula in tempi brevi: «Proporremo la procedura d’urgenza ai sensi dell’articolo 102 del Regolamento consiliare – ha aggiunto Pittalis – il nuovo inquadramento del personale dell’Agenzia è una questione politica, i problemi non devono ricadere sui lavoratori».
La “questione Forestas” è esplosa dopo il pronunciamento dell’Inps che ha definitivamente chiarito la natura pubblicistica del contratto applicato ai dipendenti dell’Agenzia. Pronunciamento che ha indotto i direttori territoriali a revocare tutte le mansioni superiori attribuite a operai e impiegati, una partita che interessa circa 2000 dipendenti su 6000. «Tutto questo sarebbe evitabile se si applicasse il contratto dei regionali – afferma Pittalis – mi auguro per questo che la nostra proposta venga accolta. E’ un problema che interessa tutti, siamo disponibili a discutere con le altre forze politiche una soluzione unitaria. Non rivendichiamo alcuna primogenitura».

D’accordo con la proposta di Forza Italia il segretario regionale di Confederdia Gianluca Cinus, presente alla conferenza stampa: «La decisione dell’Inps è chiara – ha detto Cinus –a operai e impiegati si applica un contratto pubblicistico. L’attribuzione di mansioni superiori, in questo modo, sarebbe automatica e al personale sarebbe consentito crescere attraverso le ordinarie progressioni di carriera». Sulla stessa lunghezza d’onda anche i sindaci di Talana, Franco Tegas e di Tertenia, Giulio Murgia. «Chiediamo alla politica di fare presto – ha detto Tegas – il contributo del personale dell’Agenzia Forestas è vitale per i nostri territori. Senza il loro aiuto non sarebbe stato possibile affrontare le emergenze causate dall’ultima ondata di maltempo». Per il sindaco di Tertenia invece «la paralisi di Forestas rischia di vanificare gli sforzi dei comuni per le opere di manutenzione e messa in sicurezza del territorio – ha detto Murgia – la collaborazione tra enti locali e Agenzia sta dando buoni frutti e può dare un contributo decisivo allo sviluppo delle zone interne».

Nella foto Pittalis

S.I.

Sanità, Arru bastona i sindacati

CAGLIARI – “Apprendiamo con stupore delle dichiarazioni rilasciate oggi dai rappresentanti della funzione pubblica di Cgil, Csil e Uil in merito alla mancanza di confronto sui temi della sanità: sindacati che non partecipano agli incontri e poi lamentano la mancanza di confronto. A meno che non ritengano di aver diritto a un trattamento speciale rispetto alle altre sigle sindacali, pur rappresentando meno del 50% dei lavoratori iscritti al sindacato nel comparto sanità e una quota esigua della dirigenza”. Lo dichiara l’assessore Luigi Arru, replicando alle accuse lanciate questa mattina dai rappresentanti sindacali.

“A chi parla di inefficienza e disorganizzazione – prosegue Arru – vorrei far notare che il passaggio da 8 Asl all’Ats è avvenuto con grande professionalità sia dal punto di vista amministrativo che dell’erogazione dell’assistenza. Parlare di macelleria sociale è totalmente fuori luogo sia per quanto riguarda i lavoratori della sanità sia per quanto riguarda i cittadini sardi. Per quanto attiene alle incaute dichiarazioni del rappresentante UIL, che evidentemente ignora che è stata fatta su indicazione di questo assessorato la gara unica regionale per carrozzine e letti che ora (diversamente dal passato) possono essere sanificati e riutilizzati anziché ricomprati, e che ignora anche l’ultima relazione della Corte dei Conti che segnala la riduzione notevole delle consulenze, chiediamo di rivelare a noi, alla pubblica opinione o meglio alla magistratura quali siano gli amici degli amici a cui si riferisce”.

Nella foto l’assessore Arru

S.I.