Buddi-Buddi: botta e risposta

SASSARI – «Con una delibera del 7 marzo scorso la giunta regionale ha già messo a disposizione del Comune di Sassari, attraverso il fondo di sviluppo e coesione, risorse per 1,9 milioni di euro destinati alla mobilità stradale». Sono le parole del sindaco di Sassari Nicola Sanna che spiega il perché nella Finanziaria regionale non siano presenti fondi per la Buddi-Buddi che erano stati richiesti, con alcuni emendamenti, da alcuni consiglieri regionali prima che si avesse conoscenza della delibera di giunta. «Per le strade vicinali – aggiunge il primi cittadino – stiamo avviando una serie di contatti con il nuovo assessore regionale dell’Agricoltura, per valutare la possibilità di intervenire utilizzando i fondi previsti all’interno delle programmazione delle risorse già assegnate allo stesso assessorato regionale per questo tipo di opere».

Replica di Manuel Alivesi. “Apprendiamo dagli organi di stampa della replica del Primo Cittadino in merito ai tagli delle risorse necessarie per il completamento della Buddi Buddi di Sassari. Dispiace dover prendere atto delle errate e fuorvianti comunicazioni rilasciate dal Primo Cittadino riguardo alla delibera del 7 marzo scorso, della Giunta Regionale, con la quale vengono messe a disposizione del Comune di Sassari, attraverso il fondo di sviluppo e coesione, risorse per 1,9 milioni di euro destinati, genericamente, all’intera mobilità stradale”.

“Tali risorse infatti non risultano assegnate per il completamento della Buddi Buddi ma vengono attribuite genericamente per la “mobilità stradale”. In merito all’increscioso siparietto che è andato in scena martedi scorso in Consiglio Regionale, quando sono stati bocciati dalla maggioranza P.D. gli stessi emendamenti volti ad assegnare risorse dirette e vincolate per il completamento della Buddi Buddi per € 2.5 mln, presentati da Consiglieri Regionali sempre del P.D., troviamo preoccupante che il Primo Cittadino di Sassari, che comprendiamo sia in questi giorni un po’ confuso e distratto dalle gravissime contestazioni mosse dalla sua stessa maggioranza, voglia far credere che gli emendamenti, presentati ben 15 giorni dopo la delibera delle Giunta Regionale, siano stati presentati perché quegli stessi Consiglieri Regionali non erano a conoscenza del contenuto della stessa delibera dell’esecutivo….!”

“Purtroppo gli accessi agli atti smentiscono categoricamente le affrettate e superficiali dichiarazioni del Primo Cittadino. Risulta infatti che il 1,9 mln di € devono essere utilizzati per risolvere tutti i problemi della viabilità cittadina di Sassari, quindi non solo per la Buddi Buddi per la quale ad oggi non è stato assegnato ed impegnato nemmeno 1 €. Risulta inoltre che le riserve n. 10 e n. 11 elaborate in data 06.05.2016 dalla stessa ditta incaricata ICORT Srl, che quantifica il danno subito e le maggiori risorse necessarie per il completamento dell’opera in € 2.812.368,97, necessitano di stanziamenti regionali e di fondi molto superiori a quelli assegnati dalla giunta Regionale con la delibera citata dal Primo Cittadino con la quale vengono assegnati € 1,9 mln per risolvere l’intero problema dell’intera viabilità cittadina. Ciò nonostante, viste le risorse assegnate, chiediamo al Primo Cittadino di elaborare tempestivamente una scheda progettuale da inviare alla Regione per vincolare l’utilizzo del 1,9 mln di € assegnati solo ed esclusivamente per l’inizio dei lavori di completamento della tanto attesa Buddi Buddi”.

Nella foto Palazzo Ducale

S.I.

Reddito Sociale: delibera sbagliata

CAGLIARI – Le nuove linee guida sul Reddito di Inclusione sociale non saranno efficaci e rischiano di far naufragare il percorso di contrasto alle povertà. Nonostante i ripetuti richiami dell’Alleanza, l’Assessore alla Sanità ha portato in Giunta un nuovo documento di linee guida per l’attuazione del Reddito di Inclusione Sociale (Reis) che manca di molti degli elementi necessari a rendere efficaci gli interventi pensati dalla nuova legge regionale e coerenti con la nuova misura nazionale Rei.

Il documento non considera il necessario gradualismo tra vecchie misure e nuovi meccanismi e rischia di escludere molti poveri dal sostegno. Ci si stà ponendo rispetto ad una novità rilevante di politica sociale in atteggiamento di forte distacco dalle reali necessità dei poveri e degli attori che devono accompagnare le persone e le loro famiglie verso l’autonomia. Il Reis potrà funzionare solo se le comunità locali saranno in grado di progettarne ed attuarne le azioni con il sistema dei servizi del lavoro, della formazione, dell’istruzione e della sanità, con un’azione sinergica di tutte le sue componenti e non come misura calata dall’alto.

Nulla di tutto questo è definito e pertanto la strada così tracciata non potrà che portare al fallimento della misura. “Ci appelliamo al Presidente della Giunta regionale” dichiara Fabio Meloni portavoce dell’Alleanza contro le povertà “affinché ritiri la delibera adottata il 28 marzo e si faccia promotore della riapertura del confronto con il Tavolo dell’Alleanza nell’interesse dei poveri della Sardegna”. Sottoscrivono la dichiarazione i presidenti e segretari delle organizzazioni aderenti all’Alleanza: Michele Carrus, Franco Marras, don Marco Lai, Ignazio Ganga, Federica Ticca, Emiliano Deiana, Anna Melis, Alfio Desogus, Fabio Onnis, Giorgio Vargiu.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Igp agnello cerca personale

CAGLIARI – La crescita esponenziale avvenuta negli ultimi anni (i capi certificati sono passati dai 138mila del 2011 ai 755mila del 2016; solo nell’ultimo anno sono cresciuti del 16%. I soci nello stesso periodo sono passati da circa 250 a oltre 4 mila) e le politiche portate avanti dal Consiglio di amministrazione del Consorzio, volte alla ricerca di nuovi mercati per la vendita dell’agnello nato, allevato e macellato in Sardegna, richiedono l’allargamento dello staff.

L’ente di tutela, che da qualche tempo ha trasferito la sua sede da Nuoro a Macomer, ha avviato la selezione per due figure professionali. La prima è quella del Direttore, “Il candidato ideale – si legge nel bando – deve essere laureato in agraria o economia e commercio, di età compresa tra i 30 e i 45 anni, con un brillante curriculum scolastico, dotato di autonomia, iniziativa e forti capacità organizzative che abbia maturato una significativa esperienza, almeno quinquennale, nella direzione amministrativa e/o commerciale di aziende e/o associazioni di primaria importanza ovvero una significativa esperienza libero professionale preferibilmente nel settore agricolo regionale. La buona conoscenza degli applicativi software gestionali e della lingua inglese completano il profilo”.

La seconda figura è invece quella di un impiegato amministrativo. Il cui profilo deve rispondere ai seguenti requisiti: “diplomato in ragioneria, o laureato in economia e commercio, di età compresa tra i 25 e i 35 anni, dotato di predisposizione ai rapporti interpersonali, con buona capacità tecnica di gestione amministrativa e contabile ed esperienza almeno biennale in analoga posizione in ambito amministrativo”. Per candidarsi occorre inviare il curriculum all’indirizzo studiomarini@legalmail.it. Per ulteriori informazioni consultare il sito http://www.agnellodisardegnaigp.eu, oppure rivolgersi direttamente agli uffici del Consorzio.

Nella foto un gregge di pecore

S.I.

Consorzi Bonifica: arrivano i fondi

CAGLIARI – Su proposta dell’assessore dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale, Pier Luigi Caria, la Giunta ha approvato oggi l’anticipazione per l’anno 2017 di 5milioni e 175mila euro destinati ai Consorzi di Bonifica della Sardegna. Tali risorse sono ripartite tra i Consorzi in misura pari a 3/12 del contributo concesso nell’anno 2016. L’anticipazione si è resa necessaria per garantire, in mancanza di approvazione del bilancio regionale, la regolare attività relativa alla manutenzione degli impianti irrigui e della rete scollante, degli impianti di sollevamento e alla manutenzione e gestione delle opere di bonifica idraulica. I fondi saranno così ripartiti: al Consorzio della Sardegna Meridionale 1milione e 479mila euro; al Basso Sulcis 267mila e 454; al Cixerri 244mila e 161; all’Oristanese 1milione e 209mila e 808; alla Sardegna Centrale 556mila e 428; all’Ogliastra 236mila e 979; alla Nurra 430mila e 168; alla Gallura 374mila e 141; infine al Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna vanno 376mila e 857euro di anticipazione.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Puc, progetto per Li Punti

SASSARI– Passano all’unanimità in consiglio comunale la modifica degli accordi tra Ersu e Comune di Sassari in relazione alle aree di contorno del complesso immobiliare dell’ex Fondazione Brigata Sassari e l’adozione definitiva del piano urbanistico attuativo di iniziativa privata a Li Punti. La pratica sulla modifica degli accordi con l’Ersu è stata introdotta dall’assessore al Bilancio, tributi, patrimonio e programmazione Simone Campus, oggi alla sua prima uscita ufficiale tra i banchi dell’assemblea di Palazzo Ducale. La seconda, invece, è stata presentata dal sindaco Nicola Sanna che in apertura di seduta, oltre a presentare il nuovo assessore, ha comunicato di aver tenuto per sé le deleghe alla Pubblica istruzione e Sport e quelle all’Urbanistica e all’edilizia privata.

L’assessore al Bilancio ha spiegato che l’Ente regionale per il diritto allo studio ha richiesto di poter realizzare l’ingresso al complesso dell’ex Fondazione Brigata Sassari, destinato a residenza universitaria, su viale Adua e non più su via Carlo Felice, come previsto originariamente. L‘Ersu, su viale Adua, si occuperà di realizzare delle aree verde e parcheggi, mentre su via Carlo Felice sarà realizzato un nuovo campetto di calcio, spogliatoi, aree verdi, parcheggi e una cabina elettrica a servizio della residenza universitaria. L’ersu, infine, si impegna a concedere le strutture sportive in comodato d’uso al Comune che ne assumerà la gestione e la manutenzione, in proprio o attraverso un soggetto terzo.

Il sindaco, in relazione alla pratica sull’adozione definitiva del piano urbanistico attuativo di iniziativa privata a Li Punti, ha sottolineato l’importanza dell’approvazione. «In città – ha detto – si apre una prospettiva di crescita e sviluppo. È un atto importante e significativo e, una volta pubblicato sul Buras, comporterà la possibilità di stipulare la convenzione con i soggetti che hanno presentato il piano di lottizzazione quindi di avviare i lavori». Il piano prevede la realizzazione di residenze suddivise in tre tipologie base, per una volumetria complessiva di 20.348 metri cubi, la realizzazione di servizi connessi alla residenza (commerciali-terziari) per 5.814 mc e una riserva di volumi destinati a servizi pubblici per 2.907 mc.Nella schema di convenzione, poi, è previsto che i lottizzanti cedano gratuitamente al Comune le aree per le urbanizzazioni, le aree per gli spazi pubblici riservati alle attività collettive e le aree per le opere addizionali.Nel piano attuativo è prevista anche la realizzazione e cessione all’amministrazione comunale delle infrastrutture per la mobilità per una superficie di 4.055 mq.

Nella foto Palazzo Ducale

S.I.

Reddito Sociale: decidono i comuni

CAGLIARI – Saranno ancora i Comuni a gestire le risorse del Reis (Reddito di Inclusione Sociale) per il 2017, con propri progetti o attraverso l’inclusione attiva in stretta collaborazione con l’Ufficio di piano del proprio Plus e l’Aspal, l’agenzia per le politiche attive per il lavoro. Lo ha stabilito la Giunta, accogliendo la proposta di modifica delle Linee guida del Reis presentata dall’assessore Luigi Arru.

“La gestione del reddito di inclusione sociale – ricostruisce l’assessore – avrebbe dovuto prevedere le stesse procedure che il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha approntato per il Sia (Sostegno per l’Inclusione Attiva), misura equivalente adottata a livello nazionale. Attraverso un protocollo d’intesa tra la Regione, il Ministero e l’Inps si sarebbero definite le modalità operative attraverso le quali l’Inps avrebbe dato attuazione alle linee integrative previste dal Reis e deliberate dalla Giunta Regionale. In tal modo, come già avviene per il Sia, le domande dei cittadini presentate ai Comuni di appartenenza, sarebbero state caricate a sistema e poi gestite completamente dall’Inps attraverso la carta già in uso, utilizzando le risorse nazionali o quelle regionali a seconda della tipologia di beneficiari. In questo modo i Comuni sarebbero stati sollevati dall’attività di gestione che fino al 2015 li aveva visti coinvolti nell’attuazione del Programma Povertà della Regione”. Nonostante l’assessorato delle Politiche sociali si sia attivato subito dopo l’approvazione della legge, si sono presentati ritardi a livello nazionale che hanno rallentato la piena applicazione del Reis”.

“Alla fine dello scorso anno la Regione ha comunque impegnato le somme stanziate in bilancio a favore dei Comuni prevedendo, in questa fase di transizione, di dover in ogni caso assicurare il Reis ai destinatari previsti dalla Legge regionale, secondo le priorità fissate dalla Giunta. “Dal confronto con l’Anci e con gli Ambiti Plus – spiega ancora Arru – è emersa l’esigenza di integrare le linee guida approvate a dicembre e di considerare il 2017 come un anno di transizione, in cui prevedere diverse modalità di gestione Reis”. Con la delibera approvata oggi la Giunta consentirà ai Comuni di utilizzare le eventuali economie del vecchio Programma Povertà e le risorse del 2016 per l’attivazione di progetti d’inclusione attiva.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Sanità, Ploaghe: lavoratori incatenati

PLOAGHE – “San Giovanni Battista estinta ma personale ancora non è stato riassorbito dall’Azienda Sanitaria Unica”. E’ ancora una volta il consigliere regionale Marco Tedde a puntare i riflettori sull’annosa vertenza riguardante i lavoratori della struttura che per anni ha svolto un servizio essenziale in ambito sanitario. All’incontro con sindacati hanno partecipato anche il presidente del Consiglio Regionale Ganau e i consiglieri regioinali Demontis e Unali. Vertice aggiornato a lunedì prossimo con convocazione dei vertici dell’Azienda Sanitaria che ieri erano assenti.

Per l’onorevole Tedde, comunque, resta la “confusione assoluta in Giunta e presso Ats. Siamo molto preoccupati. Per sciogliere anche l’ultimo nodo la scorsa settimana con i colleghi di Forza Italia ho proposto in silenzio un emendamento alla legge finanziaria e oggi, al fine di tagliare la testa al toro, durante incontro con rappresentanze sindacali ho proposto di fare una leggina urgente di interpretazione autentica che faciliti l’ingresso nell’azienda sanitaria del personale”.

Nella foto i lavoratori incatenati fuori dalla struttura sanitaria

S.I.

Guerriglia a Sassari: urge chiarezza

SASSARI – Perché 200 teppisti sono potuti partire da Cagliari armati fino ai denti? E ancora, perché nessun controllo preventivo è stato fatto, perché i pullman li hanno accompagnati a Sassari e non dove si svolgeva la partita amichevole di calcio Cagliari-Sorso? E poi, perché i pullman non sono stati scortati dalle forze dell’ordine, perché i 200 delinquenti hanno potuto girare liberamente per la città, perché nonostante sui social circolassero da giorni informazioni sulla “missione punitiva” nessuno ha dato peso a questi messaggi inquietanti? E infine, perché una buona parte dei teppisti ha potuto far perdere le proprie tracce, essendo verosimilmente rientrato a Cagliari in treno ed essendo sceso dal treno qualche fermata prima dell’arrivo nella stazione di Cagliari?È questo il lungo elenco di domande che il sindaco di Sassari Nicola Sanna, in una lettera scritta oggi, pone al ministro dell’Interno Domenico Minniti per avere chiarezza sui fatti avvenuti in città sabato scorso.

Una lettera con la quale il primo cittadino rappresenta tutto «lo sconcerto e l’indignazione della comunità».Nel documento si chiede che si faccia luce «su ciò che si sarebbe dovuto fare e non si è fatto per evitare che Sassari subisse impunemente queste violenze e queste ferite. Sono, infatti, troppe le circostanze che evidenziano una grave falla nel dispositivo di sicurezza». Dubbi e domande legittime quelle che il sindaco rivolge al ministro nel ricordare quanto accaduto in quelle concitate e drammatiche ore di sabato, tra corso Vico e il piazzale della stazione dei treni. «Mentre in città la gente rientrava a casa per accingersi al pranzo – scrive il sindaco –, circa 200 vandali provenienti da Cagliari hanno potuto impunemente raggiungere a bordo di tre pullman la fermata dei mezzi pubblici sita nel centro urbano. Da qui, in completo assetto da guerriglia urbana, armati fino ai denti con mazze, bastoni, coltelli, bombe carta, hanno potuto percorrere il lungo tracciato che separa la fermata dalla stazione ferroviaria, e ciò senza che, verosimilmente, nessun dispositivo di ordine pubblico fosse stato messo in piedi per arginare o contrastare la violenza inaudita scatenata da questi criminali».

Il primo cittadino fa notare come, per puro caso, non si siano registrate vittime di questa scia di violenza che si è abbattuta sulla città. Un pomeriggio di follia che ha messo a rischio «famiglie, donne, uomini, persone anziane, automobilisti, esercenti servizi di trasporto pubblico», spettatori inermi che si sono trovati nel mezzo della guerriglia urbana. «Onorevole Ministro – conclude Nicola Sanna – ciò a cui abbiamo dovuto assistere sabato scorso segnerà Sassari per sempre e non si potrà cancellare ma fare chiarezza servirà, auspico, a evitare che fatti simili possano ripetersi.

Nella foto uno dei momenti con gli scontri

S.I.

Più verdure per vivere di più

CAGLIARI – Mangiando più verdure si possono prevenire tante malattie. A iniziare da alcune patologie croniche a carattere autoimmune o cardiovascolari. A rivelarlo una ricerca multidisciplinare, coordinata dal professor Germano Orrù del servizio di Biologia Molecolare dell’AOU di Cagliari, eseguita attraverso lo studio dei batteri rilevati nella placca dentale dei nostri avi. L’analisi della popolazione batterica orale ha svelato una differenza sostanziale, tra sardi attuali e quelli di 200 anni fa, per un gruppo di batteri che sono strettamente correlati con la dieta.

Insomma, la correlazione tra ciò che mangiamo e le malattie che possiamo contrarre è forte. Una scoperta importante fatta grazie a una metodologia innovativa. «L’estrazione del DNA della placca dentale dei nostri antenati – spiega Orrù – ci consente di studiare e analizzare le informazioni che ricaviamo, senza distruggere i denti e le ossa. La comunità batterica che circonda il nostro corpo viene denominato microbiota, e nella nostra bocca è costituito da più di 800 specie batteriche differenti, l’informazione contenuta in esso, è di gran lunga maggiore rispetto a quella che si potrebbe ricavare dalle corrispettive cellule dei tessuti orali».

Le abitudini alimentari dei sardi , dice ancora il ricercatore dell’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari, «hanno subito un drastico cambiamento dagli anni Cinquanta in poi, determinando un’alterazione del microbiota del cavo orale. Un numero troppo elevato di batteri anaerobi fa sì che questi possono attraversare le barriere tessutali ed entrino in circolo sanguigno esponendoci a malattie come l’artrite reumatoide, o patologie come l’aterosclerosi». Diverse ricerche hanno dimostrato che, un’alimentazione ricca di carne incrementa il livello di questi microrganismi. Lo studio di Orrù e collaboratori ha rilevato che nelle placche dentali dei nostri antenati la percentuale di batteri anaerobi risultava molto bassa rispetto ai sardi attuali (100 volte in meno).

Il lavoro è stato svolto su reperti rinvenuti in un ossario sigillato nel Comune Villaputzu Le ossa sono stata catalogate tramite radiografie per stabilire l’età e, grazie ai sistemi molecolari dei laboratori dell’Aou di Cagliari è stato determinato il sesso e il profilo del microbiota. All’ indagine hanno partecipato attivamente tre giovani ricercatrici, Eleonora Casula, Maria Paola Contu e Cristina Demontis. L’obiettivo della ricerca è stato quello di raccogliere più informazioni possibili, perché comprendendo il passato si può intervenire nel presente e prevenire le malattie del futuro. «Con questa metodologia – conclude Orrù – la nostra azienda diventaun punto di riferimento per lo studio anche del DNA antico».

Nella foto professor Orrù

S.I.

Prezzario opere: Regione al lavoro

CAGLIARI – Sarà revisionato e aggiornato il Prezzario regionale per i lavori pubblici in Sardegna, strumento di riferimento e di indirizzo per gli operatori pubblici e privati del settore. Lo comunica l’assessore dei Lavori Pubblici Paolo Maninchedda. Ad occuparsene sarà un gruppo di lavoro che è stato costituito presso il Servizio dei Contratti Pubblici e dell’Osservatorio Regionale. Gli operatori economici interessati devono trasmettere, all’ indirizzo di posta elettronica prezzario@regione.sardegna.it, entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’avviso sul sito istituzionale della Regione Sardegna, i listini prezzi aggiornati, riguardanti prodotti da utilizzare nel campo dei lavori pubblici o, in alternativa, l’indirizzo dell’eventuale sito internet di riferimento.

“La rilevazione dei prezzi elementari dei materiali sarà condotta su base statistica e la loro determinazione è desunta attraverso il calcolo del valore medio tra i prezzi di listino rilevati nel corso di specifiche indagini di mercato – spiega Maninchedda – Per quanto concerne i prezzi elementari della mano d’opera, le tariffe adottate per operaio comune, qualificato o specializzato e il capo squadra, verranno costituite dalla media dalle tariffe tratte dalle tabelle dei contratti nazionali di categoria delle province di Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari”. Nell’elenco prezzi elementari saranno compresi quelli della manodopera, dei materiali, dei noli, dei trasporti, delle attrezzature speciali, carburanti e materiali di consumo in genere. Al prezzario, che è articolato in tre voci (prezzi elementari, semilavorati, voci finite) dovranno attenersi, per tutte le opere finanziate dalla Regione, l’Amministrazione regionale e tutti gli altri Enti pubblici.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.