Regione: 15milioni per Olbia

OLBIA – Riqualificazione urbana ma anche inclusione sociale e sostegno all’occupazione, con una particolare attenzione alle fasce più deboli. Con la firma fra l’assessore della Programmazione Raffaele Paci e il sindaco di Olbia Settimo Nizzi diventa pienamente operativo l’lTI (Investimenti Territoriali Integrati) Città del Mare da 15 milioni di euro. Soldi immediatamente disponibili e destinati ai quartieri Sacra Famiglia e Poltu Quadu, per un’area caratterizzata da fenomeni di disagio socio-economico e degrado urbano che comprende anche una porzione marina dell’ansa sud, storicamente utilizzata a scopi produttivi come peschiera e attualmente in stato di abbandono. Alla sottoscrizione dell’accordo erano presenti anche l’assessore dell’Agricoltura Pierluigi Caria e i consiglieri regionali del territorio.

“Olbia è una città importante, che sta crescendo, ha grandi potenzialità e può diventare ancora più strategica rispetto all’intera Sardegna, e quella di oggi è una firma importante, che darà il via a una serie di interventi attesi da tempo”, sottolinea Paci. “Crediamo molto come Giunta negli interventi territoriali e nei progetti che partono dalle realtà locali, che meglio di chiunque altro conoscono dove e come è necessario intervenire, e noi cerchiamo di essere vicini quanto più possibile ai Comuni, finanziando progetti vincenti come quello di Olbia. Il ruolo dei Comuni è quello di trasformare le opportunità in progetti concreti, e oggi l’amministrazione di Olbia dimostra di esserci riuscita perfettamente, e ringrazio la nuova amministrazione che ha dato continuità al progetto avviato con la precedente, collaborando con la Regione al di là degli schieramenti politici. Oggi parliamo di inclusione sociale, nuova imprenditoria e occupazione giovanile, di rispetto dell’ambiente e di voglia di riscatto e rinascita di quartieri e contesti sociali tradizionalmente più fragili. Questa è sicuramente la base di un modello di sviluppo, coerente con gli obiettivi della Giunta regionale, che costituisce un punto di partenza importante per la crescita sostenibile dell’intera Gallura”.

GLI INTERVENTI PRINCIPALI PREVISTI. Complessivamente l’area di intervento si trova racchiusa tra due barriere fortemente condizionanti: da un lato i grandi assi viari, dall’altro l’ex peschiera. Cinque i campi di azione, a partire dalla riqualificazione naturalistica-ambientale con il “Parco urbano costiero/marino” fino alla realizzazione del percorso ciclopedonale, per proseguire sull’Azione 2 dedicata all’inclusione sociale, la nascita del “Community Hub”, passando per l’Azione 3 sulla valorizzazione culturale-artistico ricreativa (MusMat; rifunzionalizzazione del Teatro Michelucci e la nascita di una biblioteca artistico-musicale internazionale)per arrivare al campo di Azione 4 dedicato interamente all’inclusione attiva, con i percorsi di cultura d’impresa e di aiuti all’occupazione. “Oggi è un grande giorno per la nostra città. Desidero ringraziare in primo luogo l’assessore Paci, che ha costantemente seguito le fasi della progettazione, lo staff di co-progettazione del Centro Regionale di Programmazione, lo staff Autorità Urbana e tutto il personale del Comune di Olbia che, grazie alla propria dedizione e al proprio lavoro, ha fattivamente contribuito al buon esito dell’intervento”, dice Nizzi.

“La sottoscrizione dell’Accordo di Programma dell’ITI Olbia con la Regione Autonoma della Sardegna, che vale più di 15 milioni di euro, esprime quanto la sinergia tra Enti sia fondamentale per raggiungere risultati importanti per i territori: iniziative come queste non hanno colore politico, ma un respiro volto al bene delle aree da noi amministrate e dei cittadini che vi risiedono. La vocazione dell’intervento integrato è il principio di coesione territoriale, costituita dall’approccio “place-based”, ovvero che parte dall’attenzione alla specificità dei luoghi e delle aree fragili. Si tratta prevalentemente di fondi europei, uno stanziamento vitale per la nostra città proprio perché permetterà di intervenire in opere di grande importanza per lo sviluppo socio-economico”. Quello di Olbia è l’ultimo dei tre ITI da 15 milioni ciascuno sottoscritti e finanziati dalla Giunta Pigliaru dopo quelli di Cagliari e Sassari. Grazie all’utilizzo di più assi e più fondi nell’ambito della programmazione europea in particolare fondi Fesr e Fse, mettono in campo 45 milioni per le realtà urbane e sociali della Sardegna.

Nella foto l’incontro a Olbia con l’assessore Paci e il sindaco Nizzi

S.I.

Sennori, amianto in scuola: bufera

SENNORI – Bufera amianto nella scuola media di Sennori. Dopo alcuni lavori di perforazione fatte nelle pareti dell’edificio per l’installazione di lavagne multimediali, le famiglie degli alunni minacciano lo sciopero della frequenza ad oltranza e “la presenza in massa nella prossima seduta del consiglio comunale”. Le pareti della scuola di Sennori sono imbottite di amianto e i lavori non sono stati autorizzati dal Comune. Una questione, quella dell’amianto, che a Roma conoscono bene. Di amianto nelle scuole, infatti, se ne è parlato già il 27 marzo scorso, alla Camera dei Deputati. Nella sede della Sala della Regina, in occasione del convegno organizzato per i 25 anni della messa al bando della fibra killer, è stato presentato Asbeschool – Stop Amianto a Scuola, il documentario sulla presenza di amianto nelle scuole italiane.

Da nord al sud del paese, da Casale Monferrato a Bari, passando per Roma, Sassari, Alghero. I due autori, la giornalista Stefania Divertito e il regista Luca Signorelli, hanno girato l’Italia alla ricerca della fibra killer nei plessi scolastici. “Grazie a questo lavoro – spiega Stefania Divertito – abbiamo capito che la legge è largamente poco applicata e l’abbiamo scoperto proprio due anni fa, con l’inizio dei lavori”. “Siamo pieni di scuole con amianto. Colpa anche della burocrazia che blocca i lavori, blocca i monitoraggi, blocca i fondi”. Finanziato con un’opera di crowdfunding, e in parte autoprodotto, AsbeSchool pone l’accento sulla mancanza di monitoraggio. Sono 2400 le scuole italiane con amianto. Circa 350 mila tra studenti, insegnanti e personale amministrativo esposti al rischio. Una situazione generalizzata in cui la Sardegna spicca come esempio positivo, anche se non mancano criticità. In Asbeschool l’assessore regionale all’ambiente, Donatella Spano, parla del piano di monitoraggio regionale che pone certamente la Sardegna come regione all’avanguardia.

Nella foto del materiale contenente amianto

S.I.

Ciclabile: assegnato 2° lotto

SASSARI – «Un cedimento della condotta fognaria che ha poi creato un buco nel manto stradale e che non è correlato con i recenti lavori realizzati in via Diaz». Lo ha spiegato ieri sera, durante la seduta del consiglio comunale, l’assessore alla Mobilità e infrastrutture Antonio Piu, in risposta alla segnalazione della consigliera di maggiorana Francesca Arcadu che segnalava il disservizio creatosi in questi giorni in quel tratto di strada.

«Abbanoa ha già aperto il cantiere e sta avviando la ricognizione e il manto stradale sarà riparato a spese del gestore dell’acqua», ha detto ancora il rappresentante della giunta di Nicola Sanna. Sempre su via Diaz, poi, l’assessore ha risposto al consigliere di maggioranza Marco Manca che ha segnalato la questione del cordolo. L’assessore, nel ricordare che i lavori sono stati fatti nel rispetto delle norme, ha aggiunto che «questo tipo di lavori sono, indubbiamente una novità, e come tali hanno bisogno di tempo per essere assimilati, anche in una via considerata secondaria. Il cambio culturale ha bisogno di tempo – ha detto ancora –. La pista collega le sedi universitarie e l’ex Ma che, presto, sarà frequentato da molti studenti. Ci attendiamo che proprio qui anche l’Ersu promuova la realizzazione di una nuova stazione di bike sharing, oltre alle tre già realizzate dal Comune, in una prospettiva di collegamento che tutti ci auguriamo possa essere usata in sicurezza».

Per quanto riguarda la pista ciclabile, infine, nei giorni scorsi è stata aggiudicata la gara per il completamento del secondo lotto, quello compreso tra via Duca degli Abruzzi, via Milano, via Verona, via Washington, via Parigi e via Vienna. Tre chilometri circa di pista i cui lavori erano stati interrotti, e avevano comportato la risoluzione del contratto in danno con la ditta precedente, per negligenza della stessa impresa appaltatrice. A seguito di questo, gli uffici avevano avviato le procedure per la nuova gara. Ad aggiudicarsela, adesso, è stata la ditta Posadinu di Nulvi. I lavori, per circa 300 mila euro, dovranno essere conclusi entro il mese di giugno.
Gli operai dovranno intervenire per completare alcune opere nella piazza Conte di Moriana
, dove è stata installata una stazione di bike sharing, quindi sarà necessario rivedere le rampe di accesso negli incroci e nei passi carrabili. Nel tratto di via Duca degli Abruzzi che lambisce l’ex Ma la pista sarà realizzata in calcestruzzo architettonico. Sarà quindi necessario intervenire in alcune zone sul manto bituminoso e realizzare la segnaletica orizzontale e verticale. Nel tratto di strada, poi, tra via Washington, via Parigi e via Vienna la pista sarà bidirezionale sul piano stradale, separata dalla corsia delle auto da un cordolo.

Inoltre, è prevista la realizzazione di un intero anello di quasi 2 km nella parte esterna dell’ippodromo. Sarà realizzato in pavimento di tout venat dello spessore di 10 centimetri, previo trattamento del terreno per la predisposizione della nuova pavimentazione. La pista sarà delimitata, in quasi tutto il suo percorso, da una recinzione metallica alta 1,5 metri. «Dopo una serie di incontri che abbiamo fatto con i cittadini e il comitato di quartiere – conclude Antonio Piu – restituiamo l’ippodromo ai cittadini e la struttura si conferma punto di riferimento e occasione di socializzazione. Ecco, allora, che questo circuito consentirà ai cittadini, a piedi o in bicicletta, la migliore fruizione di questo importante impianto». Gli Uffici, infine, fanno sapere che sono stati collaudati i lotti uno e tre e che ammontano a poco meno di 10 mila euro le sanzioni erogate nei riguardi delle ditte per il ritardo nell’esecuzione dei lavori.

Nella foto i lavori della pista ciclabile

S.I.

“Campo di tiro in abbandono”

VILLANOVA MONTELEONE – “Dal 2011 il Campo di Tiro a Volo “Matteo Monti” in località “Su Muru e Traessu” verso in uno stato di completo abbandono. Lo denunciano in questa nota stampa i Consiglieri Comunali del Gruppo “Per Villanova” Bastianino Monti, Vincenzo Ligios, Salvatore Niolu e Cosetta Sanna, dopo un sopralluogo effettuato sul posto alcuni giorni fa a seguito di una segnalazione pervenuta da parte di appassionati che fino al 2010 frequentavano quell’impianto”.

“Infatti i campi di tiro dotati di Club House, insieme agli spazi verdi, erano un fiore all’occhiello per il paese e per tutto il territorio. Villanova Monteleone conta un numero alto di cacciatori e praticanti del tiro a volo e come si ricorderà nel 1987 si costituì la prima Società Sportiva dando avvio a questa iniziativa. Inizialmente in località “Sa Serra” con una unica macchina specialità fossa universale, successivamente fu costruito un campo in località “Sa Sorighina” con cinque macchine lanciapiattelli specialità fossa universale. Nel 1991 la Regione concesse all’Amministrazione Comunale un finanziamento di 264.000.000 delle vecchie lire che ha permesso la realizzazione in località “Su muru e traessu” di due campi olimpionici completi con 30 macchine lanciapiattelli, due campi da skeet, la costruzione in ossatura della Club House, le gradinate e i servizi igienici. Quindi negli anni 1993 e 1995 furono accesi due mutui dal Comune di € 231.000,00 che hanno permesso il completamento della Club House e l’arredamento della sala bar e della cucina. Dal 1994 la Società di Tiro a Volo Villanovese ha gestito egregiamente tutta la struttura coinvolgendo numerosi appassionati provenienti da tutta la Sardegna con l’organizzazione di numerose gare di valenza regionale e nazionale con i più forti tiratori che arrivavano dalla nostra regione e dal continente. Tra i risultati di prestigio che hanno portato alla ribalta Villanova Monteleone come veicolo promozionale c’è da ricordare e mettere in evidenza che la Società di Tito a Volo Villanovese si è classificata al primo posto nei campionati regionali ad Arborea e nei campionati italiani a Roma del 2005 e del 2006 di fossa olimpica”.

“Inspiegabilmente nel 2011 la Società Tav viene esclusa dai contribuiti comunali per la pratica sportiva, di fatto privando chi gestiva tutto l’impianto un minimo di finanziamento per le spese essenziali. Da quell’anno sia i campi che la Club House sono stati abbandonati tra il disinteresse degli Amministratori Comunali che nel giro di 6 anni non hanno mai garantito un minimo di manutenzioni ne ordinarie ne straordinarie. Quindi si possono notare le macchine lanciapiattelli completamene arrugginite, gli spazi e le pensiline completamente fuori uso così come i servizi igienici esterni. La Club House fatiscente che presenta crepe nei muri perimetrali e infiltrazioni di acqua piovana dal tetto. Il tutto documentato da numerose foto e da filmati”.

“I Consiglieri Comunali Sanna, Ligios, Niolu e Monti denunciano questa grave situazione partendo dal presupposto che la struttura è stata realizzata con soldi pubblici e con dei mutui a carico dei cittadini che sono appena scaduti uno nel 2012 e l’ultimo nel 2014. Pertanto considerato che finora chi amministra il paese sembra che abbia accantonato l’idea di dare un nuovo slancio al campo di tiro a volo, cosa alquanto grave, chiediamo che nei prossimi programmi e nei prossimi finanziamenti che si andranno a inoltrare alla Regione sia compreso il recupero di questo complesso sportivo e naturalistico per restituirlo ai villanovesi e ai numerosi appassionati di questo sport”.

Nella foto il campo abbandonato

S.I.

Bunnari e Platamona: interventi

SASSARI – Da una parte l’invaso di Bunnari alto, dall’altro la rotonda di Platamona in mezzo oltre 600 mila euro che il Comune ha in parte già speso e in parte si appresta a spendere. Di questo ha parlato ieri sera, durante la seduta del consiglio comunale di Sassari, l’assessore ai Lavori pubblici Ottavio Sanna in risposta a due segnalazioni, la prima del consigliere di maggioranza Franco Era e la seconda del consigliere di minoranza Giancarlo Carta.

«Stiamo portando a conclusione le procedure per il collaudo della diga del Bunnari alto – ha detto Ottavio Sanna – e grazie alla sollecitazione del Comune, con il settore Lavori pubblici, siamo arrivati a un confronto con la Regione e il ministero delle Infrastrutture per mettere in sicurezza la diga». L’amministrazione comunale ha quindi puntato alla riqualificazione dell’area del Bunnari alto per realizzare un invaso che fosse, oltre che fonte di approvvigionamento idrico, anche una opportunità di sviluppo turistico. «Per fare questo – ha aggiunto il rappresentante della giunta di Nicola Sanna – sono stati investiti 360mila euro. Adesso è necessario realizzare interventi per la messa in sicurezza del Bunnari basso. Di recente, al tavolo con il ministero e la Regione, abbiamo messo sul piatto la necessità di fondi, circa 6 milioni di euro, per concludere questa opera. Abbiamo elaborato delle schede progettuali per ottenere questo finanziamento, per l’ottenimento del quale sono molto fiducioso».

L’assessore ai Lavori pubblici quindi ha concentrato il suo intervento sulla spiaggia di Platamona. «Sino a dicembre scorso era impossibile intervenire sulla rotonda di Platamona – ha ricordato Ottavio Sanna – questo perché era gravata dal sequestro imposto dall’autorità giudiziaria. Dalla Regione siamo riusciti a ottenere 300 mila euro per mettere in sicurezza la rotonda. Stiamo predisponendo, concordato con il Comune di Sorso, un intervento che riqualifichi la rotonda di Platamona e che sia in continuità con l’intervento che l’amministrazione della Romangia sta portando avanti. Questo perché vorremmo ci fosse un progetto unico che arrivi sino all’area di Abbacurrente». Gli uffici inoltre, ha fatto sapere in chiusura l’assessore, stanno lavorando a un progetto di riqualificazione dell’area compresa tra la Rotonda e la torre aragonese di Abbacurrente.

Nella foto il crollo della rotonda di Platamona

S.I.

Torrone Tonara: arriva il marchio

TONARA – Torrone e Tonara: il binomio vincente attraversa e rinforza da sempre la storia, la cultura e le tradizioni di una comunità capace, attiva e intraprendente. La produzione del dolce tipico, che nasce da un impasto di ingredienti mescolati con competenza e secondo una ricetta antica, è un’arte che si tramanda. Per valorizzare e tutelare il prodotto d’eccellenza di cui il centro barbaricino è la capitale indiscussa, i torronai tonaresi hanno deciso di unirsi al fine di creare un marchio comune che certifichi qualità e provenienza e che attesti il rispetto della lavorazione artigianale in contrasto con le varie forme di plagio e clonazione che ne sviliscono le peculiarità e l’autenticità. “Il torrone a Tonara rievoca l’appartenenza ad un passato animato da artigiani esperti e lavoratori abili che hanno saputo produrre qualità con l’esercizio di un mestiere” sostengono i produttori del dolce tipico.

“Unione Torronai Tonara è il marchio che tutela il prodotto più rappresentativo del nostro paese, è un segno distintivo che certifica l’origine, accompagna la promozione, mette in risalto la valenza identitaria e si traduce in un considerevole valore commerciale per le imprese che ne fanno parte. E’ un segno che consente di distinguere il nostro operato, di renderci riconoscibili, forti e competitivi”. Gianluigi Noli, vicesindaco, assessore alle attività produttive e diretto interessato in quanto produttore del dolce tipico locale, ribadisce l’intento che mette insieme le diverse realtà operative del paese.

“Tonara è conosciuta in tutto il mondo grazie alla prelibatezza del torrone. Con questo marchio vogliamo valorizzare il bagaglio di conoscenze e tradizioni racchiuse nell’antico mestiere che nobilita la figura del torronaio. La produzione e la vendita del nostro prodotto non è solo un fatto economico ma anche sociale e culturale. La nostra comunità si identifica in tutta la Sardegna proprio grazie al torrone. L’ambulante tonarese, ben descritto anche dal nostro poeta Peppino Mereu, da tempi lontani si reca in tutte le piazze della Sardegna adattandosi alle diverse culture e ai differenti dialetti, facendosi ben volere con la nota estrosità, caratterizzando il tessuto antropico del tonarese. La realizzazione del marchio nasce da un’esigenza legata alla tutela non solo del prodotto, ma del mestiere stesso del torronaio, quale depositario di un sapere artigianale che ci appartiene. Siamo tutti orgogliosi del risultato ottenuto con la creazione dell’associazione. Si tratta di un segno di maturità ed è la dimostrazione del superamento degli stereotipi che ci volevano “pochi, stolti e disuniti”.

Nella foto il marchio delle Torrone di Tonara

S.I.

Regione: nuovi beni identitari

CAGLIARI – La Giunta Regionale, riunita questo pomeriggio a Villa Devoto sotto la presidenza di Francesco Pigliaru, ha stabilito i criteri per l’erogazione del Fondo Unico 2017, dando seguito alla proposta dell’assessore degli enti locali Cristiano Erriu. Secondo quanto concordato nell’ultima seduta della Conferenza permanente Regione-Enti locali, la Regione dovrà provvedere al pagamento di una prima tranche sino all’80% del totale entro 30 giorni dalla pubblicazione della legge finanziaria; la restante quota dovrà essere saldata entro il 30 ottobre dello stesso anno. Sempre in materia di Enti Locali è stato approvato, inoltre, l’aggiornamento del Repertorio del Mosaico con i risultati delle copianificazioni tra Regione, Comuni e Mibact (Soprintendenze di Cagliari e Sassari) completate nel periodo dal 1° ottobre 2016 al 31 marzo 2017. Il Mosaico, istituito dopo l’approvazione del Ppr 2006, comprende migliaia di beni paesaggistici e identitari presenti in Sardegna, individuati e tipizzati nel PPR 2006, i beni culturali vincolati dal Codice del Paesaggio e gli elementi con valenza storico-culturale. Il precedente aggiornamento risaliva al 2016. Per garantire una più facile consultazione dei contenuti, il Repertorio sarà consultabile sul sito della Regione tramite un navigatore cartografico.

Prorogato l’esercizio provvisorio 2017 dell’Ersu di Sassari fino alla data del 30 aprile, come proposto dall’assessore Giuseppe Dessena, e dato il via libera al regolamento che disciplina la gestione dei contratti di sponsorizzazione dell’istituto etnografico di Nuoro, ISRE, che serviranno a reperire risorse per le iniziative e consentiranno di integrare le risorse ordinarie stanziate da bilancio regionale. Su proposta dell’assessore Raffaele Paci, la Giunta ha approvato il disegno di legge di riallineamento delle leggi 32 (Variazioni di Bilancio) e 36 (Assestamento di Bilancio) alla sentenza della Corte Costituzionale, in base alla quale è già stata modificata dal Consiglio la legge 6, la manovra finanziaria per il 2017. All’interno del Piano di Azione e Coesione sono stati poi assegnati all’assessorato dell’Industria gli interventi Pac relativi al Centro multifunzionale piattaforma tecnologica europea PTE innovazione-internazionalizzazione (Consorzio Cipnes Olbia) e alla realizzazione della rete di distribuzione del gas nelle aree dell’agglomerato industriale di Oristano. Via libera infine alla rimodulazione delle risorse del Fesr che vengono strategicamente orientate verso le procedure più efficaci e di interesse per le imprese: procedura unitaria, bando per l’innovazione, internazionalizzazione. Approvato definitivamente, su proposta dell’assessore Paolo Maninchedda, l’adeguamento dello Statuto di Area alla legge 22 (“Norme generali in materia di edilizia sociale e riforma dell’azienda regionale per l’edilizia abitativa”). Via libera anche al Bilancio consuntivo 2015 di Area e alla ripresa della operatività del Fondo per l’edilizia abitativa all’interno del mutuo infrastrutture.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Trasporti: Deiana torni a fare convegni

CAGLIARI – “Tre anni e un mese fa l’assessore Deiana e il presidente Pigliaru annunciarono la rivoluzione dei trasporti, ma nei fatti hanno causato la restaurazione del passato remoto”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta le affermazioni dell’assessore “al teletrasporto” Massimo Deiana. “Con loro è tornato in auge il sistema Tirrenia, avallato dalla loro firma ad una modifica della convenzione favorevole solo per la compagnia di navigazione. Hanno cancellato del tutto la continuità due per le rotte minori – prosegue l’esponente azzurro-, con tre conseguenze: viaggi più costosi, itinerari più lunghi per chi è costretto a passare da Roma e Milano con l’ulteriore effetto dello spostamento di flussi su queste due rotte, che ha fatto sballare anche i numeri della CT1, causando la carenza di posti per raggiungere la nostra isola. Ogni anno promettono rimedi per Natale, per Pasqua, per Ferragosto, ma è solo il loro rinviare tutto ad un domani che con Pigliaru e i suoi illustri colleghi non arriva mai. Tornino a fare lezioni e convegni – ha concluso Cappellacci- perché la Sardegna ha bisogno di decisioni, non di prediche e comunicati stampa”.

Nella foto Cappellacci

S.I.

Agnello sardo simbolo della Pasqua

CAGLIARI – L’agnello sardo si conferma il simbolo della Pasqua. Quasi tutte le famiglie isolane e molte di quelle del resto dello Stivale banchetteranno con l’agnello di Sardegna Igp. A differenza del Natale, infatti, quando nelle altre regioni italiane, per tradizione, si consumano altri secondi, a Pasqua l’agnello si conferma il piatto immancabile. Per Natale si macellano la maggior quantità di agnelli, il 50 per cento circa della produzione totale sarda, e se ne vendono tantissimi all’estero. A Pasqua, invece, se ne lavora il 25%, ma la quasi totalità è consumata in Italia. A farla da padrone è la nostra Isola con il 25%.

Finalmente anche il prezzo per le festività pasquali sta dando un po’ di respiro ai pastori, visto che nell’ultima settimana è raddoppiato, riuscendo in alcuni casi a superare anche i 5 euro al kg. La più alta concentrazione di consumo per abitante sarà sicuramente a Bidonì, dove anche quest’anno nella pineta di Istei, si terrà il giorno di Pasquetta, la diciannovesima Sagra de S’Anzone, grazie alla Pro loco locale e all’amministrazione comunale. Saranno preparati oltre 600 kg di carne arrosto e in umido e si prevede un afflusso di circa 800 persone. Sagra che anche quest’anno vedrà la presenza del Consorzio di tutela dell’agnello di Sardegna Igp. “E’ una iniziativa alla quale partecipiamo con piacere – esordisce il presidente del Contas Battista Cualbu – in quanto esalta, in un momento di convivialità, la nostra eccellenza gastronomica che sarà proposta in diversi modi: in quello tradizionale arrosto, ma anche in umido con accostamenti anche innovativi”.

Il presidente riflette anche sull’ultima uscita dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che si è riscoperto per Pasqua vegano. “Dalla politica ci aspettiamo maggiore attenzione per il mondo produttivo. Per natura l’uomo è cacciatore e carnivoro. La carne di agnello sardo, inoltre, fa parte della dieta della longevità che ha consentito alla Sardegna di essere la seconda regione dopo si vive più a lungo dopo Okinawa. Il segreto dei nostri agnelli è che si nutrono con il solo latte delle madri allevate allo stato brado, come da disciplinare. Il modo tradizionale di brucare delle pecore aumenta notevolmente nella carne i contenuti di alcune sostanze fondamentali che vengono trasmesse completamente all’uomo. Queste aiutano lo sviluppo cerebrale e la vista nei bambini più piccoli e il corretto funzionamento del sistema nervoso centrale. Ed infatti i pediatri consigliano l’omogeneizzato di carne di agnello per i bambini appena svezzati. Dall’altra è davvero sconfortante che un leader politico, che ha ricoperto ruoli di preminenza nelle istituzioni, sponsorizzi una alimentazione artificiale dalle conseguenze sconosciute. L’invito che faccio a nome del consorzio, è quello di comprare l’agnello Igp di Sardegna, un prodotto sano e sicuro del quale sono provate scientificamente i benefici alla salute”.

Nella foto l’agnello arrosto

S.I.

Addio Migaleddu: grande cordoglio

CAGLIARI – “La scomparsa di Vincenzo Migaleddu lascia un vuoto, difficile da colmare, tra tutti coloro che operano per la cultura e la tutela dei temi ambientali”. Così l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano, ricorda il medico radiologo presidente regionale dell’Isde. “Non dimenticheremo il suo impegno instancabile a tutela della salute e dell’ambiente” sottolinea l’esponente della Giunta. “Migaleddu era sempre presente nel dibattito regionale, soprattutto sulle tematiche più difficili e controverse. Per la Sardegna – conclude – si tratta sicuramente di una grande perdita”.

Nella foto Vincenzo Migaleddu

S.I.