Parco, Pirisi: no caccia alle streghe

ALGHERO – “E’ quantomeno preoccupante che l’attitudine al sospetto, al complottismo professionale, al “pensiamo male, sia mai stavolta azzecchiamo” venga usata in politica come arma d’attacco nei casi in cui il dubbio e la malafede sostituiscano argomenti e prove. Il Partito Democratico non ritiene plausibile un rischio speculativo riguardo l’aggiornamento delle cartografia del Parco di Porto Conte, in particolare la carta 3.3 (Perimetrazione e Zonizzazione) e in relazione all’allargamento delle aree di connessione”. E’ Mimmo Pirisi, capogruppo del Pd, a provare a sgombrare il campo da ogni dubbio sulla possibilità che col piano del parco targato Farris – Gazale ci si trovi davanti ad una nuova “notte dei pennarelli”.

“Nessuno mette in dubbio l’importanza capitale della tutela dello sviluppo ambientale ed agricolo del Parco, e certamente non neghiamo come i rischi speculativi e di sfruttamento improprio di aree naturali siano sempre attuali e presenti, anche nella nostra città, così come non possiamo non esimerci anche noi, come ha già espresso il Presidente della Commissione Ambiente, dal manifestare un certo rammarico sulla mancata comunicazione dell’aggiornamento delle carte da parte dei redattori delle stesse”.

“Tuttavia finché non ci sarà un’adozione ufficiale dal parte dell’Assemblea del Parco, ovvero il consiglio comunale, nulla è da ritenersi irreversibile: i commissari competenti avranno la possibilità di discutere eventuali modifiche delle aree, incluse quelle di connessione , come ha anche ricordato il presidente del Parco, il prof. Farris, eletto anche grazie al contributo del Partito Democratico; partito che ha, tra l’altro, sempre opposto resistenza a qualsiasi proposta di tagliare il numero di consiglieri comunali delegati ad amministrare Porto Conte. Una ulteriore garanzia di come il PD sia sempre in prima linea con i fatti nelle tutela dei principi democratici e di rappresentanza, anticorpi utili ad evitare qualsiasi rischio speculativo”.

Nella foto Mimmo Pirisi

M.S.R.

In-house: Bruno ammetta sua incapacità

ALGHERO – “Se non fosse drammatica la situazione dei lavoratori della società in house verrebbe da ridere nel leggere il vacuo intervento dell’assessore Cherchi in merito all’avvio della procedura di licenziamento collettivo da parte del comune”. Cosi il portavoce di Forza Italia Alghero Andrea Delogu riguardo il crack della società In-house con le lettere di licenziamento per molti lavoratori e il serio rischio della morte dell’azienda. “Dopo 17 mesi di amministrazione, rectius di mal governo, solo con l’intento di dare aria ai denti o di sporcare un foglio di carta, il buon assessore, ben conscio di non essere riuscito, insieme al suo sindaco, a trovare alcuna soluzione per scongiurare la perdita dei posti di lavoro, e di non aver nemmeno trovato alcuna alternativa per lo svolgimento di una serie di servizi essenziali per la città (già, chi li farà dal 1 gennaio 2016?? Mistero!!), non trova di meglio che scaricare responsabilità inesistenti sull’ amministrazione Tedde, che non governa più la città da 4 anni esatti”

“Ci vuole coraggio, ci vuole coraggio – ribadisce Delogu – a non ammettere la propria inadeguatezza amministrativa, la propria incapacità a trovare soluzioni per salvaguardare i posti di lavoro e la città stessa, destinata ancora di più ad essere abbandonata a se stessa in assenza di chi si occupa di decoro e di manutenzioni. Stia tranquillo l’assessore, gli algheresi e i lavoratori in house non hanno la memoria corta, sanno perfettamente che la società è stata costituita nel 2008, ha iniziato ad operare nel 2009 e godeva del contributo straordinario della regione per 5 anni sino al 2013 e che Tedde manca dal 2011”. Delogu si domanda: “Chi avrebbe dovuto occuparsi di redigere un piano industriale che consentisse uno sviluppo alla società in house? Chi se non il buon Bruno, che seppur per interposta persona amministrava nel 2012 e nel 2013, quando l’agevolazione stava andando a finire…ed invece niente. E se non fosse stato per la giunta Cappellacci, che a differenza del buon Pigliaru ha garantito ancora per il 2014 il contributo straordinario l’Alghero in House sarebbe stata in ginocchio da prima”

Se non fosse distratto da altre cose il buon Cherchi sarebbe stato a conoscenza che il piano industriale proposto dalla sua giunta e approvato in consiglio lo scorso luglio di fatto decretava la morte dell’Alghero in House e che in quella sede si acclarava l’incapacità di programmare di questa ammninistrazione. Se leggesse i giornali saprebbe anche che il 5 agosto scorso il consiglio regionale ha respinto un emendamento del gruppo consiliare di Forza Italia, proposto dall’On. Tedde, con il quale si chiedeva di stanziare un contributo straordinario a favore delle società in house di tutta la regione per garantire la continuità aziendale ed i posti di lavoro, emendamento bocciato dalla maggioranza su richiesta dell’Assessore Paci, lo stesso che si era impegnato ad affrontare in problema entro settembre e che oggi fa orecchie di mercante preferendo concentrarsi su inutili passerelle, come ahimè anche gli algheresi hanno avuto modo di vedere. Se davvero fosse sul punto sulle problematiche amministrative e non si fosse invece fatto contagiare dal sindaco Bruno e dal suo vivere in un mondo virtuale quale quello dei social non riprenderebbe la litania del “se fossero stati stabilizzati in comune al settore manutenzioni il problema non ci sarebbe…” perché sa che non è vero ed in modo quasi tafazziano dimostra di non comprendere come funziona un bilancio… , perché se così fosse stato il costo del personale dell’In house sarebbe un costo obbligatorio del comune, come quello dei servizi sociali, dei servizi finanziari e via dicendo.”

“Ecco questo è il punto, non aver compreso che le mansioni svolte dai dipendenti dell’Alghero in house sono mansioni dalle quali la città non può prescindere, perché la società svolge una serie di servizi essenziali e compito di ogni buon amministratore dovrebbe proprio essere quello di far funzionare i servizi essenziali, anche in epoca di ristrettezze di bilancio, magari ottimizzando la produzione, magari trovando altre risorse finanziare (ma non aumentando le tasse, a quelli son buoni tutti), facendo rendere di più i servizi concessi in affidamento (magari dando alla struttura gli strumenti per farlo), magari creando economie ( e nel contempo sinergie) ad esempio con una fusione fra Secal ed in House…ma capiamo che siano discorsi troppo complessi da affrontare, meglio abbandonare le società partecipate a se stesse, meglio buttare fumo negli occhi e addossare responsabilità a chi non ne ha” e Delogu chiude “ma sappiano sia l’assessore Cherchi che il sindaco Bruno che gli algheresi sanno come stanno realmente le cose e purtroppo si rendono conto ogni giorno che passa dell’incapacità di chi oggi li mal amministra”.

Nella foto Andrea Delogu

S.I.

Alghero isolata: zero euro per Architettura

ALGHERO – “Non è concepibile che su 5.640.000 euro assegnati alle università decentrate della Sardegna, per Architettura con sede ad Alghero non sia stato riservato neanche un euro”. E’ il sindaco Mario Bruno a puntare il dito contro la Giunta Pigliaru per il mancato sostegno economico al dipartimento universitario. L’allarme era stato già lanciato nelle scorse settimane dalle opposizioni e adesso anche il Primo Cittadino alza la voce con la Regione.

“È assurdo che più del doppio delle risorse assegnate dalla Regione al dipartimento di Architettura per il 2015 sia stato dirottato verso il corso di laurea di Olbia, che con tutto rispetto resta un corso di laurea all’interno di un dipartimento dell’Universita di Sassari. È semplicemente ingiusto che 5 milioni di euro vengano suddivisi fra Nuoro e Oristano lasciando senza risorse quella che da anni viene riconosciuta come una eccellenza in campo nazionale, al primo posto nelle classifiche CENSIS fra le facoltà di architettura in Italia”.

“Eppure, il Presidente Pigliaru ci aveva assicurato un criterio oggettivo di individuazione del disagio delle sedi decentrate al fine di compensarlo con interventi finanziari. Mi auguro la Giunta Regionale possa porre rimedio al più presto, altrimenti sarà difficile recuperare fiducia e credibilità in una Regione che ha come missione quella di dare pari opportunità a tutti i sardi e premiare, non affossare, le eccellenze”.

Nella foto il presidente Pigliaru e il sindaco Bruno

S.I.

Alternativa Futura: chiude l’aeroporto?

ALGHERO – Uno dei due aeroporti nel nord ‪Sardegna‬ è destinato alla soppressione. Lo ha rivelato il presidente di Alternativa Futura per l’Italia, Pietro Serra, attraverso la sua pagina facebook. ‪«Alghero‬ o ‪‎Olbia? Prematuro dirlo», incalza il leader dell’AFI, che prosegue: ‪«La notizia sta passando in sordina ma in casa ‪PD‬ è stata paventata questa idea. La motivazione è che 3 aeroporti son troppi per un Isola con appena un milione e mezzo di abitanti, inoltre ‪Cagliari‬ da sola coprirebbe 2/3 dei viaggiatori che raggiungono la Sardegna. Dunque la proposta è quella di sopprimerne uno».

«Sorprende – continua ancora Serra -, che dopo lo strappo tra Cagliari e Sassari sull’area metropolitana, questa nuova idea, trapelata da fonti Pd, non trova reazioni nel mondo politico. Se anziché agevolare i sardi o i turisti che visitano la nostra terra li mandiamo dall’altra parte del territorio, quale idea di sviluppo si potrà mai avere per coloro che risiedono in Sardegna? E come mai, ancora una volta vi è silenzio assoluto da parte di tutti i consiglieri regionali di maggioranza nel centro sinistra con i più illustri sassaresi, Francesco Pigliaru e Gianfranco Ganau?».

«E’ l’ennesima dimostrazione – conclude il presidente -, della volontà politica di dividere per accentrare tutti i poteri su Cagliari. Infatti mettendo Sassari contro Olbia, si otterrebbe il risultato sperato, legittimando ulteriormente quella grande farsa chiamata “Area metropolitana di Cagliari”». Una notizia che, se fondata, è molto preoccupante e soprattutto conferma la totale distanza della politica locale rispetto la Regione e in particolare la Giunta Pigliaru, questo nonostante le sbandierate comunanze tra l’amministrazione comunale e il governo regionale.

Nella foto lo scalo algherese

S.I.

Pennarelli al Parco? Difesa di Nasone

ALGHERO – “Intervengo in qualità di Presidente della Commissione Ambiente , a garanzia del lavoro svolto fino a qui dai commissari sul Piano del Parco. La Commissione ha preso in mano il Piano del Parco di Porto Conte grazie all’interessamento dell’ex Presidente Alessandro Loi già all’inizio dell’estate per proseguire durante questi mesi dapprima con le audizioni dei redattori e poi in riunioni riservate ai soli commissari con il compito di esaminare a fondo le cartografie in assoluta indipendenza e serenità”. Cosi Alessandro Nasone, presidente della commissione Ambiente che punta i riflettori sull’attacco dei 5 Stelle riguardo il parco e la presunta nuova “Notte dei pennarelli”” riguardo le zone blu del piano dell’area di riserva terrestre.

“Le cartografie con tutti i regolamenti e le norme di attuazione sono state consegnate alla maggioranza dei consiglieri durante l’assemblea del Parco del Febbraio scorso. In quella occasione erano assenti i consiglieri del Movimento 5 Stelle, che hanno avuto solo il 20 Aprile il cd contenente le cartografie. Nel frattempo, a quanto abbiamo appurato in questi giorni, i redattori del piano avevano aggiornato la Tavola 3.3 inserendola nel nuovo cd consegnato ai pentastellati. I commissari, compreso l’assessore Cacciotto che si occupa in prima persona del Parco, ignoravano l’esistenza di questi aggiornamenti. Non siamo avvezzi a dietrologie e crediamo che i tempi delle notti dei pennarelli siano ormai passati. Ciò nonostante ci rammarichiamo e non poco di non essere stati informati dai redattori del piano circa i nuovi aggiornamenti, sentimento condiviso da tutto il CdA del Parco; ma siamo sicuri che si tratti solo di sbadataggine e dimenticanza, anche perché in caso diverso il cd giusto non sarebbe stato consegnato”.

“Una cosa è certa e voglio ribadirla con forza: il Piano del Parco di Porto Conte continuerà ad essere analizzato in maniera più approfondita anche nelle prossime riunioni di Commissione e gli indirizzi, non solo sulle aree di connessione, verranno formulati dai commissari con assoluta indipendenza, i quali, se lo riterranno opportuno, devono sentirsi in dovere di apportare tutte le modifiche necessarie e nel qual caso anche cambiare i colori delle carte attualmente in essere. Solo ed esclusivamente l’assemblea, che coincide con il consiglio comunale, può infatti decidere quale indirizzo dare allo sviluppo dei terreni ricadenti nei confini del nostro Parco. Ricordo a tutti, che negli anni la politica algherese mai si è divisa sulla opportunità di preservare l’area di Porto Conte e Capo Caccia da appetiti speculativi che avrebbero intaccato gravemente la bellezza del nostro Territorio senza un adeguata pianificazione Territoriale che è compito esclusivo del Puc e questo aspetto, credo, mette tutti d’accordo: dal CDA del Parco alla Giunta fino ai Consiglieri Comunali”.

Nella foto Villa Gioiosa

S.I.

Allarme lavoro: 20 educatori a rischio

ALGHERO – “Rischiano di perdere concretamente il posto di lavoro almeno 20 educatori professionali odiernamente impiegati nei servizi del Set (servizio educativo territoriale, rivolto ai minori, adulti e famiglie disagiate e svantaggiate a rischio devianza) del SASS (servizio di assistenza scolastica specialistica, per minori con handicap) e Sad (servizio assistenza domiciliare per soggetti non autosufficienti) gestito mediante cooperative che si sono aggiudicate l’appalto a seguito di gara”. Cosi Forza Italia attraverso un ordine del giorno che vede come primo firmatario Michele Pais.

“Il sindaco i maniera del tutto autonoma, decidendo di abbandonare il sistema della gara per sposare quello dell’accreditamento, con un unico colpo fa fuori 20 operatrici professionali (che non possono usufruire della clausola di salvaguardia del posto di lavoro a seguito di cambio di ditta vincitrice del bando) e per le quali, peraltro, vengono richiesti titoli non previsti dalla legge e, cosa più grave, crea le condizioni per un abbassamento degli altissimi livelli qualitativi garantiti in questi anni dagli attuali operatori, in un settore delicatissimo come quello del disagio sociale e delle difficoltà personali, disperdendo il grande lavoro di equipe garantito in questi anni che ha assicurato risultati eccezionali”.

“Un’altra scelta assurda di questa amministrazione, censurata senza mezzi termini dal Segretario Territoriale, Funzione Pubblica della CGIL, che non esita ad muovere un atto d’accusa chiaro e diretto nei confronti del Sindaco Mario Bruno, unico responsabile di questo potenziale disastro, in termini di servizi e di occupazione, che verrebbe a crearsi. Un fallimento dietro l’altro, insomma”.

“Nella interrogazione e nella Mozione offriamo le nostre proposte, tese ad investire sull’attuale modalità di erogazione dei Servizi in parola, unica capace di evitare una diminuzione della qualità e garantire occupazione stabile ai lavoratori”.

Nella foto Michele Pais in consiglio

S.I.

Crack In-house: Tedde responsabile

ALGHERO – “Ritengo non sia il momento delle polemiche inutili e fuori luogo. Chiedo agli ex assessori Pais, Pirisi e Langella e ai loro alleati di non giocare con le persone e con il futuro delle famiglie. Pensano forse che gli algheresi abbiano la memoria corta dimenticandosi di aver amministrato per anni, senza aver mai creato le condizioni per poter strutturare l’In House del Comune di Alghero, determinando, loro si, le condizioni per non reggere la competitività del mercato”. Cosi l’assessore Gianni Cherchi sulla delicata questione dei lavoratori In-house e il crack dell’azienda con numerosi licenziamenti.

“Se l’In house è in questo stato, le responsabilità uniche non possono non avere un chiaro e lampante riferimento politico: mai un investimento in macchinari o attrezzature, nessun ammodernamento aziendale è seguito negli anni al progressivo smantellamento del settore manutenzioni. Ecco il risultato. Senza l’impegno della Regione, che per anni ha sempre finanziato l’In House, non è possibile mantenere viva la società così come pensata e strutturata. Inutile negarlo, parlano i conti. Tutti problemi ben chiari agli stessi ex Lsu che attualmente lavorano in città”.

“Nonostante tutto ciò, l’amministrazione comunale investe sulla partecipata importanti stanziamenti già previsti dal bilancio comunale a cui si sommano risorse aggiuntive accumulate con l’estensione del piano della sosta e quelle derivanti dalla maggiore previsione d’incasso dell’Imposta di Soggiorno. Nessuna novità e nessuna omertà sulla delicata situazione in cui si trova oggi la società. Tutti i passaggi sulle procedure di esubero avviate nei tempi di legge e contemplate nel piano industriale approvato dal consiglio comunale, che prevedono l’attivazione di contratti di solidarietà di tipo B, l’accompagnamento di tre lavoratori al prepensionamento ed eventuali licenziamenti, sono stati concordati con lavoratori e sindacati, con cui è in corso una serrata trattativa nei confronti della Regione Sardegna per vedere riconosciute le risorse minime per garantire il regolare funzionamento della Società In House nel 2016 e per gli anni a seguire”.

“L’interlocuzione con Cagliari – chiude Cherchi – è continua dopo le audizioni di Sindaco e sindacati in Commissione, in attesa della decisione del Consiglio regionale circa l’approvazione di una normativa che regoli la materia e garantisca la sopravvivenza della società Alghero In House srl al pari di altre realtà municipali totalmente partecipate dal pubblico. Anziché perdere tempo, consigliamo a Forza Italia e alleati di affiancare amministrazione, lavoratori e sindacati in una battaglia che non dovrebbe avere colori politici”.

Nella foto l’assessore Gianni Cherchi

S.I.

“Sassari ruolo metropolitano”

SASSARI – Ci sarà anche il sindaco di Sassari Nicola Sanna domani all’incontro in programma alle 17 nella sala Filippo Canu a Porto Torres. Il tema dell’incontro, organizzato dal coordinamento dei sindaci del Nord Sardegna e a cui parteciperà anche Arturo Parisi, è “Area metropolitana Nord Sardegna…perché no?”. Un’occasione, si legge nel manifesto realizzato dal coordinamento, per una mobilitazione di cittadini, dei comuni, delle forze economiche e sociali per una Sardegna senza disparità tra cittadini del Sud, del centro e del Nord.Ieri, intanto a Oristano, la riunione della direzione regionale del Pd non si è conclusa nel senso auspicato dalle comunità rappresentate dai sindaci del Nord Sardegna. «Sono state riconosciute le nostre ragioni – afferma il sindaco Nicola Sanna – ma si è continuato a negare la piena legittimità oggettiva, politica e normativa che consente anche al Nord Sardegna di assumere lo status di città-area metropolitana. Così come per gli altri territori sia riconosciuta la necessità di un ente di area vasta di coordinamento territoriale».

«In qualità di rappresentanti del Sassarese e del Nord Sardegna – prosegue il primo cittadino di Sassari – durante il dibattito abbiamo ribadito tutte le nostre ragioni. Non si è andati al voto e si è affidata al gruppo consiliare regionale del Pd la necessaria sintesi di un dibattito ricco e articolato che non nega la necessità di una legge equilibrata. Noi, comunque, continueremo a chiedere e a praticare il ruolo che ci compete come città-area vasta metropolitana, non da soli ma parlando, come sempre abbiamo fatto, di tutta la Sardegna». Perché il sindaco di Sassari è dell’idea che quando si parla di compensazione si ammette che nella scelta di una sola città c’è chi riceve di meno e chi di più. «Mi chiedo allora – riprende – come si potrà mai compensare lo svantaggio che si crea per i prossimi 7 anni tra Cagliari e Sassari applicando quanto disposto dal decreto legge del 19 giugno 2015 numero 78. All’articolo 1 comma 8, infatti, si prevede l’esclusione dal patto di stabilità interno delle spese di cofinanziamento dei progetti europei assunte dai comuni sede delle città metropolitane, per le opere e gli interventi finanziati dai fondi strutturali europei, sia quelli ricompresi nella programmazione 2007-2013 sia nella prossima programmazione 2014-2020.
Questo porterà dei sicuri vantaggi solo per Cagliari. Ecco allora che si stanno verificando effetti collaterali negativi e discriminanti, conseguenza di scelte poco ponderate che non guardano agli interessi dell’intera isola».

Da qui la mobilitazione dei sindaci del Nord e delle categorie produttive per salvaguardare le comunità. «Ci sono ancora spazi ora, ma anche nei prossimi mesi, per correggere questo errore di valutazione – afferma Nicola Sanna – anche perché la legge Delrio sarà modificata per garantire un ruolo più forte agli enti di area vasta. Stiamo uniti e fiduciosi che i nostri argomenti oggi non sono stati e non sono per nulla smontabili. Lunedì sera a Porto Torres all’assemblea dei sindaci e delle nostre comunità manterremo il punto pur sapendo che il voto del consiglio regionale, al momento, parrebbe non darci grandi speranze», conclude.

Nella foto Nicola Sanna

Il nuovo Pd: intervista con Daga |Video

ALGHERO – E’ trascorso poco più di un anno dal congresso del Partito Democratico di Alghero che ha riconfermato alla guida Mario Salis. Una segreteria la sua improntata sulla costruzione di un partito nuovo e veramente faro e guida per l’amministrazione di una città difficile come Alghero, anche se per adesso dai banchi della minoranza. Ma il “nuovo Pd” di Salis e dei consiglieri Enrico Daga, Mimmo Pirisi, dei più giovani e meno, sta acquisendo sempre più consensi e apprezzamenti da parte della popolazione. Non solo quella locale. Infatti anche gli organismi provinciali e regionali condividono, alla luce anche degli accadimenti e del primo vacuo anno di governo, la scelta (obbligata, vista l’uscita di alcuni esponenti tra cui Bruno e il suo gruppo dell’associazione un’Isola) di stare all’opposizione dell’attuale maggioranza cittadina. Ma non, “per essere chiari, perchè ci sono elementi delle giunte di centro-destra, come l’Udc, colonna portante dei Governi di Tedde, esclusivamente perchè tale esperienza si è rivelata un fallimento con anche la presa d’atto degli amici consiglieri dell’Udc, oltre che di altri che presto non mancheranno di dirlo”.

Per sintetizzare questo primo anno del “nuovo Pd di Alghero” abbiamo intervistato il consigliere, già assessore provinciale e membro dell’assemblea regionale e segreteria provinciale del Pd Enrico Daga. Diversi i punti che vengono toccati dall’esponente dem: politica, amministrazione e poi alcune incompiute che Alghero e gli algheresi attendono come il porto su cui, come sottolinea Daga, pare esserci “un’assurda volontà di tenere tutto fermo per favorire chi trae giovamento dallo staus quo”. Ma, come emerge dalla cronaca, pare che a breve per lo scalo catalano ci potrà essere una nuova vita. Proprio come il Pd: “aperto alla città, alle forze politiche (tutte), pronti a governare per il bene dell’intero territorio”.

L’intervista integrale con Enrico Daga

Nella foto Enrico Daga

S.I.

Ex-alloggi Laore: case a rischio

ALGHERO – “Solo ad Alghero sono molte decine le famiglie a cui la Regione Sardegna ha scritto per chiedere la restituzione di terreni e fabbricati per i quali la relativa concessione è scaduta, se la Regione Sardegna non dovesse cambiare idea, molti algheresi rischiano di perdere la casa frutto di fatica e sacrifici”, così Marco Tedde Vice Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale.

“Si tratta di un centinaio di famiglie che per anni e con i propri risparmi hanno eseguito le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria su fabbricati e terreni di proprietà della Regione Sardegna. Beni condotti con cura e diligenza che hanno visto aumentare il loro valore grazie alle risorse che generazioni di famiglie hanno impiegato per garantire l’efficienza e la conservazione di beni regionali. Oggi la Regione Sardegna – prosegue l’esponente azzurro – ignora tali sacrifici e senza nessuna considerazione per queste famiglie chiede loro la restituzione della propria casa. Un atto inaccettabile sul quale ho chiesto spiegazioni a Pigliaru con un interrogazione presentata oggi a Cagliari”.

“L’Agenzia Laore qualche hanno fa aveva indicato una via d’uscita per regolarizzare la posizione dei tanti cittadini sardi che si trovano in questa situazione. L’amministrazione Regionale tuttavia pare non voglia prendere in considerazione tale possibilità. Un diritto negato rispetto al quale – conclude l’ex Sindaco di Alghero – farò il possibile per far in modo che i sacrifici di una vita di tanti algheresi non vadano perduti.”.

Nella foto l’agro algherese

S.I.