Flop Urbanistica, sfascio maggioranza

CAGLIARI – Non si placano le polemiche sul mancato esame della legge urbanistica da parte del Consiglio regionale. I gruppi di minoranza tornano all’attacco del presidente Pigliaru e del centrosinistra. «La decisione di rinviare la legge in Commissione certifica lo sfascio di questa maggioranza – afferma il capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda – nessuna delle promesse fatte in campagna elettorale è stata mantenuta, questo provvedimento rappresentava l’ultima possibilità della Giunta Pigliaru di lasciare il segno».

Secondo il capogruppo dell’Udc Gianluigi Rubiu «quanto accaduto ieri in aula dimostra che questa maggioranza non ha a cuore gli interessi della Sardegna, il centrosinistra è ormai diviso per bande che perseguono interessi di parte e si preoccupano di mantenere le poltrone». Il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni ha invece puntato l’indice contro il presidente del Consiglio regionale e il Pd: «Ganau ha deciso di calendarizzare il provvedimento forzando la mano nonostante le nostre perplessità – ha detto Dedoni – il capogruppo del Pd voleva addirittura anticipare la discussione al 18 settembre. Come si fa poi a dire che non si è pronti?».

Anche per Michele Cossa (Riformatori) «c’è uno scollamento evidente nella maggioranza, già certificato dalla presentazione di una mozione di censura nei confronti dell’assessore alla sanità Luigi Arru – ha sottolineato Cossa – è un’agonia senza fine, diamo però atto all’assessore Erriu di aver agito onestamente: meglio nessuna legge che una cattiva legge». [Leggi] Duro anche il giudizio del capogruppo del Psd’Az-La Base Gaetano Ledda: «Questa Giunta ha fallito su tutti i fronti: sanità, trasporti, riforma degli enti locali, agricoltura e, adesso, sull’urbanistica – ha detto Ledda – tutto questo per i giochi interni alla maggioranza».

Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Truzzu, ha invece accusato la Giunta di aver impedito il dibattito in Consiglio su un tema decisivo per lo sviluppo dell’Isola: «Dopo un’infinità di incontri sul territorio – ha detto Truzzu – si è deciso di mettere il bavaglio all’Assemblea sarda. Un presidente che dichiara di non avere più la maggioranza ha il dovere di dimettersi. Pigliaru non l’ha fatto perché il centrosinistra non ha ancora deciso la leadership per le prossime elezioni regionali che, in ogni caso, segneranno la sconfitta della sua coalizione».

Diverso, rispetto ai colleghi del centrodestra, il giudizio di Antonello Peru, consigliere di Forza Italia e relatore di minoranza: «La Sardegna attendeva da tempo una nuova legge urbanistica – ha detto Peru – il centrosinistra ha perso una grande occasione. Il provvedimento era stato completamente stravolto in commissione anche grazie al contributo della minoranza sul fronte della semplificazione, dell’attuazione dei Puc e della riqualificazione del territorio senza consumo di suolo. Ormai la legge è morta, il centrodestra prenda l’impegno di approvarne una nuova come primo atto della prossima legislatura».

Diverso il pensiero di Giuseppe Fasolino, consigliere di FI e sindaco di Golfo Aranci: «Questo provvedimento, per come è arrivato in aula, non poteva essere approvato – ha rimarcato Fasolino – la legge toglieva ai comuni la possibilità di incidere nella pianificazione territoriale e non fissava alcun obiettivo. Prima di legiferare occorre sapere quale direzione si vuole prendere, Nel caso della legge urbanistica bisognava capire dove sta andando il turismo e quali risposte dare alle richieste dl mercato».

Il consigliere dell’Uds, Giovanni Satta, dopo aver ricordato il voto contrario della minoranza in commissione urbanistica, ha accusato il centrosinistra di aver accettato supinamente le indicazioni della Giunta: «La legge è stata approvata in Commissione senza il parere del Cal – ha affermato Satta – questo Consiglio si è piegato ancora una volta al diktat della Giunta dei tecnici, come già avvenuto per la riforma delle rete ospedaliera. Mi auguro che questa vicenda serva da monito per il futuro».

Per Marco Tedde (Forza Italia) la vera ragione del fallimento è rappresentata dal PPR approvato dalla Giunta Soru, “un macigno” per qualsiasi ipotesi di pianificazione territoriale. «In campagna elettorale Pigliaru aveva promesso di modificarlo, non lo ha fatto ed è stato costretto a modellare la legge urbanistica sul Piano Paesaggistico di Soru fondato sui vincoli e poco attento allo sviluppo».

Alfonso Marras (Udc) ha parlato di “pagina ingloriosa” per la maggioranza di centrosinistra: «Si sono sottratti al confronto. Noi aspettavamo di misurarci sul merito del provvedimento. Molti di noi avevano lavorato agli emendamenti per tentare di migliorare la legge. Sarà compito della nuova maggioranza, che uscirà dalle elezioni di febbraio, approvare un nuovo testo in materia urbanistica»

Urgenza condivisa da Gianni Lampis (FdI): «Dieci anni fa gli occupati del settore edile erano 51mila, oggi se ne contano circa 27mila. Questa legge poteva dare risposte importanti alla crisi del settore. La maggioranza ha perso un’altra occasione. Sarà compito del centrodestra cancellare il Ppr di Soru che ha musealizzato l’ambiente sardo e impedito ai comuni costieri di offrire servizi di qualità».

Da quasi tutti i partiti è infine arrivata la richiesta di dimissioni per il presidente Pigliaru, eccezion fatta per i capigruppo di Forza Italia e Riformatori Alessandera Zedda e Attilio Dedoni convinti che gli ultimi mesi della legislatura contribuiranno ad evidenziare ancora di più le pecche del centrosinistra. «Il re è mezzo nudo – ha affermato Dedoni – va spogliato del tutto per scongiurare ogni possibilità di rielezione».

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Martedi Consiglio, surroga Nonne?

ALGHERO – Ritorna il Consiglio Comunale. All’ordine del giorn temi non di grande rilevanza amministrativa, ma passaggi obbligati come il Bilancio Consolidato, il programma biennale per l’acquisizione di servizi e forniture, un debito fuori bilancio e e il piano per gli acquisti pubblici ecologici. L’assemblea è fissata per martedi prossimo.

Ma, oltre questo, ciò che salta agli occhi è l’assenza della surroga del consigliere Mario Nonne dalla commissione da cui si è dimesso da presidente e pareva pure da componente. Invece, a quanto pare, almeno per adesso, ha deciso di restarci e di non permettere l’ingresso di un nuovo componente. In questo modo la Commissione è senza guida e la condizione di essa è nelle mani della vice-presidente ovvero Donatella Marino che, però, come noto, è un esponente dell’opposizione.

Dunque altro noto da risolvere e nuovo ostacolo al percorso della Commissione che avrebbe da affrontare diversi temi delicati come la crisi della Sanità, il servizio di raccolta dei rifiuti, il rapporto col Parco, la condizione dei Servizi Sociali e dunque del Centro Anziani e tanto altro. Vedremo cosa accadrà in questi giorni.

S.I.

Perché non mi sento sconfitto

CAGLIARI – “Nelle ultime ore ho ricevuto tante attestazioni di stima e incoraggiamento ad andare avanti. In verità, pur con un bagaglio gravoso e credo comprensibile di amarezza e di stanchezza personale non ho mai pensato neppure un istante a tirare la spugna.

Se c’è una cosa che caratterizza la politica di questi tempi è l’assenza di responsabilità e la mancanza di serietà. Ma io non credo sia né giusto né saggio darla vinta ai tattici di mestiere, agli urlatori, ai teorici dello sfascio. Ho la convinzione che la gente chieda ai politici serietà, equilibrio e concretezza. Penso che il problema se lo deve porre semmai chi non si è impegnato con convinzione a trovare le soluzioni adeguate ma si è esercitato a frapporre un’escalation di ostacoli e di difficoltà. Con il risultato di impedire l’obiettivo di una legge attesa da tanti e da molto tempo.

Abbiamo lavorato a tessere la tela cercando la più ampia condivisione, integrando tutela e sviluppo, aperta ai contributi di tutti senza distinzioni di colore politico ma guardando all’interesse dei sardi e della Sardegna.

E’ venuta a mancare la maggioranza numerica necessaria per l’approvazione. Chi l’ha fatta venire meno se ne assuma in pieno la responsabilità. Per quanto mi riguarda ho cercato di raggiungere sino alla fine la giusta sintesi ascoltando tutti, ricercando soluzioni normative solide e non velleitarie. Ho puntato sempre dritto all’obiettivo dell’interesse generale lavorando ad un testo in grado di governare i tanti interessi, di garantire i diritti e di soddisfare i bisogni. Operazione certamente difficile da raggiungere ma non impossibile per un riformismo degno di questo nome.

Sui valori in gioco, il rispetto dei principi sovraordinati di tutela di ambiente, paesaggio e assetto idrogeologico non consentono ulteriori semplificazioni che non risultano compatibili né con il rango costituzionale di tali principi né con i rigidi e non comprimibili tempi istruttori di valutazione che non possono essere lasciati in mano alla discrezionalità o a quella che taluno ha definito “spinta deterministica” dei comuni, ritenuti (erroneamente) gli unici padroni del governo del territoriuo. Chi fa affermazioni contrarie non sa di cosa parla o usa argomentazioni pretenziose e demagogiche e lo fa, più o meno consapevolmente, tanto per sfasciare il giocattolo e sapendo che le scorciatoie non producono nessun risultato pratico. Tanto è vero che proposte specifiche in senso contrario non ne sono mai state formulate.

Allo stesso modo chi lamenta la mancanza di risorse economiche per la pianificazione urbanistica finge di non sapere che negli ultimi dieci anni dei circa 36 milioni concessi ai comuni per adeguare gli strumenti pianificatori, questi ne hanno speso meno della metà. Tanto più che la proposta prevedeva ulteriori risorse da dare ai comuni, non per gli studi di piano ma per rafforzare gli organici degli uffici locali di gestione delle politiche del territorio con l’innesto di professionalità giovani, fresche e competenti.

I punti di dissenso che sono stati dichiarati, hanno giustificato la mia richiesta di ritiro della legge poiché essi in realtà sono stati già risolti positivamente nel testo con soluzioni che gli oppositori hanno contribuito ad elaborare e proporre, come testimoniato da dichiarazioni e interventi pubblici a disposizione di chiunque li voglia verificare.

Ci sono dunque ragioni politiche retrostanti e su queste non intendo, per ora, pronunciarmi. Queste rendono, a parer mio, impossibile la prosecuzione dell’iter legislativo.

Rimane l’amarezza e la consapevolezza che il fallimento di questa stagione riformista rischia di aprire la strada a soluzioni molto più spregiudicate che recheranno danni e incertezza normativa tanto per l’ambiente quanto per l’occupazione”.

Assessore della Regione Sardegna all’Urbsnistica ed Enti Locali
Cristiano a Erriu

Urbanistica game over: dimissioni

CAGLIARI – “Game over, Pigliaru si dimetta”. Così Ugo Cappellacci, deputato e coordinatore regionale di Forza Italia, commenta il rinvio in commissione della legge urbanistica, “Quando un presidente non ha maggioranza – prosegue Cappellacci, se ha un briciolo di dignità, saluta e va a casa. Pigliaru ha bloccato la Sardegna e l’ha portata indietro di 12 anni, riesumando il PPR di Soru del 2006, cancellando il piano casa e diventando ostaggio dell’ipocrisia del centrosinistra sulla legge urbanistica: tutti con la bocca spalacata a venerare il piano di Renato ma poi c’è un Soru che ne chiede l’annullamento ai giudici amministrativi e, giusto per fare l’esempio più clamoroso, perfino il sindaco di Cagliari ai guarda bene dall’adeguare il PUC a tale strumento. Appena entrati – ricorda Cappellacci- avevano cancellato la nostra revisione del PPR e l’avevano mostrata come un trofeo di guerra alle truppe dei finti ambientalisti di sinistra con la erre moscia e la villa a due passi dal mare”.

“Dicevano che entro l’estate avrebbero rivoluzionato tutto, che sapevano cosa fare, hanno ignorato gli amministratori locali e dopo cinque anni sono ancora a fare filosofia. A fine mandato Pigliaru farfuglia che bisogna aspettare? Perché attendere? Nel frattempo la sua maggioranza trascorre il tempo a rinnegare la disastrosa riforma sanitaria, a far dimenticare la resa davanti allo Stato che è costata 4 miliardi ai sardi, a far finta di non averlo mai visto né conosciuto, tanfo da andare alla disperata ricerca di un candidato alternativo. Questo inganno – ha concluso Cappellacci- sarà sventato dai sardi che al “cominciamo il domani” di Pigliaru risponderanno che “domani arriverà lo stesso” nonostante 5 anni di nulla condito da tanta presunzione e millanteria politica”.

Nella foto l’onorevole Cappellacci

S.I.

Forza Italia riparte per governare

ALGHERO – “21 settembre 2018. Forza Italia Alghero riparte da qui, dalla sala conferenza di Via Giovanni XXII dove, assieme alle donne e uomini che, numerosi, costituiscono il cuore pulsante del movimento, si sono dati appuntamento il portavoce cittadino Andrea Delogu, il Direttivo, i Consiglieri Comunali Maurizio Pirisi e Nunzio Camerada. Ospite della serata, direttamente dai banchi di via Roma in Cagliari, l’Onorevole Marco Tedde. A introdurre i lavori e moderare l’incontro Ferdinando Manconi”. Cosi si apre la nota di Forza Italia Alghero che riparte in vista degli importanti obbiettivi elettorali dei prossimi mesi anche se ribadisce che, in questi anni, non è mai mancata l’azione di forza di opposizione in Consiglio e anche fuori dall’Aula.

“21 settembre, dunque, vigilia di una nuova stagione, anche politica, in cui il braccio “catalano” di Forza Italia raduna le sue componenti sociali, produttive ed economiche per dettare la roadmap da qui alle prossime scadenze elettorali. Volti storici e tanti volti nuovi, quasi a voler dimostrare che ancora in molti in città credono in quel percorso virtuoso che per ben due consiliature consecutive ha permesso di governare con lungimiranza Alghero e che ancora oggi si candida ad assumerne la guida accanto agli alleati di ieri e di oggi dopo la disastrosa parentesi della sinistra algherese, colpevole di aver logorato i rapporti tra istituzioni e cittadini e tra istituzioni e apparato burocratico, conducendo la città in un baratro impensabile fino a pochi anni fa”.

“Alla luce del rinnovato accordo di colazione siglato da Berlusconi, Salvini e Meloni e alla vigila della convention di Fiuggi, Forza Italia Alghero intende, pertanto, chiamare a raccolta tutte le componenti moderate del centro destra, reputando ormai maturi i tempi per mettere la parola fine al malgoverno regionale e cittadino e proporre agli elettori programmi chiari ed attuabili per il prossimo futuro, in grado di porre rimedio ai danni causati dagli attuali inquilini di Viale Trento a Cagliari e Porta a Terra ad Alghero e offrire lo slancio per una prossima ripresa”.

“PUC, Sanità, Trasporti, Turismo, Servizi Sociali, Cultura gli autorevoli temi sui quali i forzisti algheresi lavoreranno al fine di trovare la quadra con le tante proposte elaborate in questi ultimi anni di duro lavoro dai banchi dell’opposizione. Un impegno che porterà i risultati voluti solo con il contributo di tutte le forze responsabili che animano la politica cittadina e che, da tempo ormai, parlano una sola lingua”.

Nella foto i rappresentanti forzisti Tedde, Camerada, Pirisi e Manconi

S.I.

Voto, Pds critica Pd e Centrodestra

ALGHERO – “Noi non possiamo unire il centrosinistra e gli indipendentisti. Siamo umili e sappiamo che per i miracoli non abbiamo ancora studiato a sufficienza. Noi vogliamo unire i sardi in un’esperienza nazionale. Certo che a noi farebbe molto piacere che alla primarie di fine novembre si candidassero Massimo Zedda o Silvio Lai o Gianfranco Ganau o Renato Soru, insieme a Pier Franco Devias, Gavino Sale, Paolo Mureddu o Anthony Muroni. Sarebbe bellissimo e molto utile. Ma ci farebbe piacere che si potesse candidare anche, che so io, Bachisio Bandinu, Salvatore Cubeddu, l’ex rettore di Sassari Attilio Mastino o l’attuale rettrice di Cagliari Maria del Zompo, o il direttore generale della 3A Francesco Casula, o il presidente della Coldiretti Battista Cualbu, o l’ex segretario della Cisl Mario Medde, o il manager dell’ICT Mario Mariani, o gente come Ettore Cannavera e il nostro amico padre Morittu, che un giorno ha pronunciato la frase che guida i passi di molti di noi: “Mentre tutti si occupano di cavalli eccellenti, noi ci occupiamo di cavalli zoppi“. Tutte persone capaci. Ma la regola è che potrebbe farlo anche Alessandra Zedda, Umberto Oppus o Massimo Fantola o Pietro Pittalis, ma anche che potrebbe farlo qualche sindaco, lo stesso Emiliano Deiana.

Voglio dire che le primarie o sono aperte per i sardi o sono inutili per i partiti. L’adesione è prima di tutto sociale, non politica. La porta, larghissima e non stretta, è la seguente: occorre sottoscrivere l’affermazione che la Sardegna è una nazione, cioè una comunità di valori e di interessi che vuole i poteri necessari a rappresentarli e interpretarli. Sembra una banalità, ma è tutto. È la sintesi nella quale può ritrovarsi la tradizione socialista, liberale, democratica, autonomistica e indipendentista della Sardegna. È il punto comune della storia.

Questo è sfuggito al segretario del Pd. Noi non abbiamo proposto uno strumento, le primarie, per aiutare i sardi a ritrovarsi; abbiamo proposto un perimetro all’interno del quale usare lo strumento. Questa dichiarazione oggi, dopo il lavoro fatto sull’insularità, la può sottoscrivere anche Massimo Fantola per i Riformatori. Ma Michele Cossa sostiene che per i Riformatori viene prima il centrodestra e dopo la nazione sarda. Sono incredulo. Noi abbiamo proposto un’inversione: prima la nazione sarda, cioè l’insieme dei suoi valori e dei suoi interessi; prima un’unità straordinaria dei sardi – quasi come quella che i partiti italiani realizzarono per la ricostruzione dell’Italia nei Comitati di Liberazione nazionale – e poi la differenza di prospettive. E dunque dopo aver mobilitato i sardi su un grande interesse comune, l’insularità, si afferma che è impossibile unire i sardi oltre i confini degli schieramenti italiani per il governo politico della lotta per quegli interessi?

C’è qualcosa che non va nella logica ed è di tale portata che rischia di intaccare la percezione della buona intenzione della mobilitazione per l’insularità. Prima tutti uniti e poi i capi dell’unità che accettano di essere coordinati dal commissario della Lega in Sardegna per la gestione politica del risultato ottenuto da quella mobilitazione? E per che cosa? Per quattro voti sui migranti? E ci si chiede che cosa sta pensando l’elettorato cattolico-liberale sui migranti? Secondo questi calcoli fatti a tonnellata, questo elettorato sta con Papa Francesco o con Salvini?

Cappellacci oggi ci attacca dicendo una cosa non vera e cioè che noi saremmo stati favorevoli al ritiro dei ricorsi sugli accantonamenti voluto da Pigliaru. Questo non è assolutamente vero e Ugo lo sa bene, perché risulta dalle cronache e dai verbali di Giunta e anche dai colloqui personali: io sono uscito quando la Giunta ha votato quelle delibere e sono stato un avversario di quella scelta più intenso e determinato di interi partiti dell’opposizione. Capisco che chi immagina, sbagliando, una facile vittoria in Sardegna della Destra italiana, non voglia il dialogo tra i sardi e quindi lo saboti. Ma c’è la verità e il fair play. Non perdiamoli di vista.

Il Segretario del Partito dei Sardi
Paolo Maninchedda

Psd’Az e Centrodestra per ripartire

ALGHERO – “Si è svolto nei giorni scorsi un incontro del coordinamento cittadino del Partito Sardo d’Azione di Alghero col segretario nazionale Senatore Christian Solinas al quale hanno partecipato anche l’On. Giacomo Sanna, il candidato al Senato alle scorse elezioni Antonio Moro e il segretario amministrativo nazionale Giorgio Cherchi”. Cosi il Partito Sardo d’Azione di Alghero che si prepara alle importanti sfide elettorali dei prossimi mesi che lo vedono protagonista, anche con la Lega, ma forte di un nuova ritrovata linfa che lo ha riportato al centro della scena politica regionale.

“Si è parlato del prossimo congresso nazionale del partito, convocato per l’ultimo fine settimana di Novembre, per il quale la sezione di Alghero ha confermato il pieno sostegno alla ricandidatura di Christian Solinas alla segreteria nazionale. Il grande successo riscontrato dalla campagna tesseramenti 2018, che si chiuderà il prossimo 30 settembre, ha confermato il grande interesse dei sardi per le proposte sardiste e per le grandi prospettive del partito per i prossimi appuntamenti elettorali. E proprio le prossime elezioni regionali e comunali sono stati gli altri temi dell’incontro. È stato confermato il pieno impegno, insieme alla Lega, nella costruzione di alleanze con i patiti del Centrodestra che partano dai temi che hanno visto il nord ovest della Sardegna fortemente penalizzato dalle amministrazioni di sinistra in regione e nei comuni”.

“Le alleanze dovranno partire quindi dai problemi e dalle loro soluzioni. Primi fra tutti la sanità, i trasporti, le opere pubbliche, e i comparti produttivi del turismo, dell’agricoltura, della pesca e dell’artigianato. Tutti settori che con le amministrazioni della sinistra hanno subito un abbandono e un regresso mai verificatosi prima”.

“L’impegno del partito continuerà, quindi, in linea con quanto avviene a livello regionale, sin da subito sul fronte politico, per la costruzione di alleanze forti e coese attorno a programmi comuni, e sul fronte del dialogo con le categorie produttive, gli imprenditori, i lavoratori, la gente comune. Quello che conta è disegnare una prospettiva di rinascita del nostro territorio e della Sardegna che metta al centro gli interessi dei nostri giovani, dei disoccupati, delle nostre aziende e delle famiglie che in questi anni hanno dovuto subire una incapacità amministrativa ed un disinteresse verso i loro problemi mia visti prima”.

Nella foto i rappresentanti del Psd’Az

S.I.

Lega, tre deputati ad Alghero

ALGHERO – “Come nella miglior tradizione leghista, domenica 23 dalle 10 alle 11,30 incontreremo i cittadini di Alghero e staremo in mezzo alla gente”. E’ Giorgia Vaccaro, coordinatrice cittadina della Lega di Salvini, a informare che “dopo le visite al mercato civico di via Cagliari delle altre volte, domenica faremo un giro al centro storico e al porto con 3 nostri deputati, gli onorevoli Andrea Crippa, coordinatore nazionale Giovani Leghisti, Eugenio Zoffili commissario regionale Sardegna e Guido de Martini eletto nel collegio di Cagliari, per ascoltare la gente e portare i saluti del Ministro degli Interni Matteo Salvini, che ha promesso che tornerà presto ad Alghero”.

S.I.

Alghero verso il voto: parla Delogu |video

ALGHERO – Come viene ripetuto da più parti, è necessario che Alghero riparta. La politica inizia a scaldarsi in vista dei cruciali appuntamenti elettorali di Febbraio (Regionali) e Maggio (Europee e Comunali), ma, a prescindere dalla corsa dei rispettivi partiti e coalizioni, bisogna ricondursi alle idee e dunque anche alle persone che possono dare un contributo per uscire da questo periodo a dir poco difficile che si trascina da troppi anni.

Davanti, almeno in questo territorio, ci sono “praterie”, nel senso che gli spazi di intervento sono enormi così come le potenzialità, sta a chi andrà a gestire amministrazione regionale e comunale dare gambe a progetti nuovi e vecchi (purtroppo ancora tanti) che possano ridare lustro alla Riviera del Corallo e più in generale al Nord-Ovest dell’Isola. Durante l’intervista con Andrea Delogu, già presidente della Fondazione Meta, oggi Alghero, commercialista e rappresentante di Forza Italia-Alghero, sono emersi diversi spunti. Perchè le critiche non bastano e sono all’ordine del giorno, vista la condizione generale, infatti c’è anche bisogno di dare rinnovato impulso ai vari settori produttivi, in particolare, a quelli connessi al tessuto socio-economico locale.

Nella foto e video, il rappresentante di Forza Italia-Alghero, Andrea Delogu

S.I.

Cra, scoppia il caso: è scontro

ALGHERO – Presente e futuro del Centro Anziani. Tema, tra i tanti, fondamentale. Non solo perché riguarda veramente la fascia più debole della società, ma anche per diverse altre motivazioni tra cui che ne sarà dell’area e struttura di viale della Resistenza, Ostello della Gioventù e altre zone nella disponibilità del Comune, oltre che la spesa dei famosi 5 milioni di euro che la Regione, tramite Rete Metropolitana ha destinato ad Alghero però per realizzare interventi legati allo sviluppo. E questi dovevano interessare la Petraia. Pare che qualcosa verrà comunque portato avanti, anche se la riqualificazione de “La Vetreria” sarà tagliata.

Nella seduta Consiliare di ieri, come previsto e annunciato in Commissione, viste le richieste delle opposizioni e parte della maggioranza, in particolare il gruppo di Campo Progressista e anche i consiglieri Sartore e Nonne, la delibera sulla creazione del nuovo Cra a Fertilia, vicino all’Ostello, è stata bloccata in attesa della perizia tecnica sulla condizione dello stabile di viale della Resistenza. Passaggio, anche se in estremo ritardo, che però sarà utile per capire se poter riutilizzare in parte o totalmente ancora quella struttura come Casa di Riposo oppure no.

Secondo alcuni rumors, sarà possibile riportare, non appena sarà definita la “road-map” dei lavori da realizzare e ancora prima il danno esiste, gli anziani sul Colle di Calabona. Nel frattempo, era ed è ineludibile, che non ci fossero altri posti utili rispetto all’Ostello della borgata giuliana. Certamente, come ribadito dal Centrodestra da quasi subito, “quella non può diventare una soluzione definitiva e nemmeno per troppo tempo, perchè, come constatato anche dal sovralluogo di ieri mattina”, hanno detto dai banchi dell’opposizione, “gli ospiti non vogliono, nella grande maggioranza, restare in quel posto”. Senza considerare, “che è nato con tutt’altri propositi, ovvero ospitare dei giovani in vacanza, per qualche giorno, e non degli anziani con diverse patologie”.

Insomma l’Ostello come soluzione tampone va bene, ma non oltre. Ma se la delibera, e dunque la discussione era stata apparentemente rinviata, una variazione di Bilancio all’ordine del giorno, che contemplava anche le somme per adeguare gli spazi di Fertilia alle nuove esigenze, in totale 90mila euro, tra l’altro già spese, è stata messa in votazione. Da lì ne è scaturito un dibattito anche acceso sul tema che, come dire, è uscito dalla porta, ma rientrato dalla finestra. Il Centrodestra, tramite i consiglieri di opposizione, in particolare Camerada, Pais, Salaris, Pulina e Marino ha ribadito gli errori e ritardi dell’amministrazione che “sono il riflesso, non solo di una diffusa incapacità dimostrata in tutti i settori, ma pure l’effetto dei rapporti pessimi instaurati con dirigenti e funzionari”.

Tra l’altro, proprio ieri, sono state annunciate le dimissioni dell’ingegner Ledda, con cui ha solidarizzato il Centrodestra, ovvero il dirigente che sta seguendo, tra le altre, la pratica del Cra. Accuse respinte al mittente da parte della maggioranza. In particolare da Mimmo Pirisi, Giuseppe Fadda ed Elisabetta Boglioli che hanno attaccato dicendo che “l’attenzione per il Cra è arrivata solo dopo quanto successo, mentre prima pareva un tema dimenticato, oltre che la mancanza di interventi degli anni precedenti”. Ancora distinguo, però, da parte di Piccone che ha si, dichiarato il favore verso la variazione di Bilancio e sistemazione a Fertilia, però ha evidenziato che alcune criticità forse evitabili nella gestione dell’emergenza ci sono state.

Un groviglio, una matassa da sbrogliare non semplice, è ovvio. Certamente in questi due mesi si sarebbe potuta già fare una perizia e dunque pure l’avvio di lavori presso viale della Resistenza. Purtroppo il tempo scorre e, chechè se ne dica, l’area dell’Ostello, così com’è oggi, non va bene, come ha commentato un anziano ospite: agualda tu, quant’arriban ananchi libecciata i prugura come na iscim. Tradotto, non appena arriva il forte vento con annesse piogge, la situazione non sarà certo facile. Non c’è dubbio che il Sindaco abbia posto al primo posto la sicurezza delle persone, d’altra parte il tempo (anche quello climatico) è a suo sfavore, così come gli errori di queste settimane e i rapporti non idilliaci con la “struttura” del Comune.

Nella foto parte della maggioranza di Centrosinistra nel Consiglio Comunale di ieri

S.I.