Candidato Presidente? Zedda ci pensa

ALGHERO – “Io candidato presidente della Regione? Ci sto pensando”. Così Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, ieri ad Alghero, durante l’incontro dei Sindaci di Centrosinistra e Partito Democratico, come riportato dall’Ansa. Dopo anche l’endorsement del sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, il Primo Cittadino sardo esce allo scoperto. “Sono onorato del fatto che tante persone, tanti colleghi sindaci e tanti cittadini guardino a me”, afferma anche se poi spiega, “non c’è un santo da portare in processione, c’è da ricostruire un campo di forze, al di là della mia candidatura, bisogna ricostruire ciò che è stato logorato. Il fatto che il leader di Italia bene Comune e altri abbiano pensato a me, mi fa piacere, non sono indifferente e amo le sfide”. A sostegno della candidatura di Massimo Zedda alla presidenza della Regione Sardegna arriva anche l’investitura di “Italia in Comune”, il movimento civico guidato dal sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, e da quello di Cerveteri, Alessio Pascucci, che nelle ultime settimane stanno girando il Paese per spiegare il progetto.

Nella foto Massimo Zedda

S.I.

Entrate, Paci ha tradito battaglia

CAGLIARI – “Non c’è dubbio che quella per le entrate sia una battaglia di tutti i sardi, ma è stata tradita da Paci e compagni”. Così Ugo Cappellacci, deputato e coordinatore regionale di Forza Italia replica alle dichiarazioni dell’assessore Paci. “L’assessore spara bufale, sperando che nessuno legga i documenti. La Corte ha chiaramente detto nella sentenza del 2017 che l’accordo da lui voluto “ha fissato l’obiettivo di finanza pubblica cui avrebbe dovuto concorrere la Regione solo per il 2014, limitandosi ad imporre, per gli anni dal 2015 in poi, l’obbligo di conseguire «il pareggio di bilancio come definito dall’articolo 9 della legge n. 243 del 2012», dunque inteso come saldo non negativo, in termini di competenza e di cassa, tra le entrate finali e le spese finali. E ciò non esclude, di per sé, l’imposizione di ulteriori contributi al risanamento della finanza pubblica”.

Invece, sempre secondo la Corte, l’accordo “stipulato con le autonomie della Regione Trentino-Alto Adige, non solo esibisce un orizzonte temporale esteso fino al 2022, ma, soprattutto, esclude testualmente la possibilità di apportare modifiche peggiorative”. Insomma, non solo Paci ha ritirato il nostro ricorso, ma ha firmato un accordo da veri “polli” che non metteva al sicuro la Sardegna da nuovi scippi. Se avesse un minimo di dignità – ha concluso Cappellacci-, si dovrebbe dimettere”.

Nella foto un incontro di Forza Italia

S.I.

Paci abbia coraggio, lo sosteniamo

CAGLIARI – “L’assessore regionale Paci abbia coraggio e noi gli votiamo la finanziaria 2018, presenti una finanziaria Politica e non Contabile metta all’art. 1 della prossima finanziaria i 650 milioni di accantonamenti e 1 miliardo delle Accise (dei 4 miliardi anno che il governo ci deve ogni anno) e noi la sosteniamo”. Cosi il coordinatore regionale dei Riformatori Sarti, Pietro Fois che continua, “se ha coraggio politico e la smette di piagnucolare contro i vari governi che si susseguono noi ci siamo, ma l’atto tecnico contabile è indispensabile per farci capire se ha a cuore la Sardegna o si tratta solo di visibilità mediatica”.

“Diciamo con chiarezza che non intendiamo sostenere questa maggioranza e ancor meno farvi parte, ma siamo solo interessati a battere i pugni contro governi che hanno preso in giro i Sardi. L’atto della finanziaria è da far condividere a tutte le forze politiche, la battaglia da mettere in campo deve essere senza limiti ideologici, perché capace di garantire risorse certe e dovute. Se questa Giunta di Paci e Pigliaru avesse resistito in giudizio di fronte alla Corte Costituzionale, già dal 2014, probabilmente, avremmo ottenuto risorse, un principio ed un risultato fondamentale per il bilancio della Sardegna”, conclude il coordinatore regionale Fois.

Nella foto Pietro Fois

S.I.

Pigliaru si dimette? Voto anticipato

ALGHERO – Voci sempre più insistenti darebbero per certe le dimissioni del Presidente Pigliaru. Nelle prossime ore dovrebbe arrivare la conferma. Ovviamente, trattandosi di rumors che tra l’altro si ripetono da tempo, è d’obbligo utilizzare il condizionale. Una cosa è certa: i numeri in Consiglio Regionale sono sempre più risicati e perfino assenti fino ad arrivare alla quasi sicura precarietà per la Finanziaria. Sarebbe proprio l’imminente voto del Bilancio Regionale a far pensare al Presidente e più in generale alla coalizione, col Partito Democratico in testa, di lasciare. Infatti non ci sarebbero i numeri e soprattutto neanche i soldi per una Finanziaria che senza quanto realmente dovuto dallo Stato si presenterebbe come una nuova manovra “lacrime e sangue”. Cosa che il Centrosinistra, già in difficoltà, non si vuole accollare dando ulteriore linfa al Centrodestra e 5 Stelle. Se Pigliaru dovesse dimettersi, la mossa tattica, servirebbe anche per andare al voto in anticipo, dunque entro dicembre, ed evitare così altre due mesi di dura campagna elettorale. Passaggio che potrebbe riflettersi anche sui Comuni di Alghero e Sassari.

Nella foto il presidente Pigliaru

S.I.

“Bella giornata, ora uniti per ripartire”

ALGHERO – “Bellissima e partecipata manifestazione ieri a Piazza del Popolo a Roma. Una piazza gremita in ogni angolo che gridava dall’inizio alla fine “Unità” questo per arrivare senza nuove divisioni e differenze alle elezioni, congresso e tutti gli altri appuntamenti importanti che ci attendono”. Cosi il capogruppo del Pd di Alghero, Mimmo Pirisi, che commenta la sua presenza e quella di altri rappresentanti dei dem algheresi e sardi alla manifestazione di ieri a Roma.

“Abbiamo conosciuto persone da ogni regione d’Italia con il pensiero unico dire finalmente uno stop alle correnti, ritornare ai valori e principi della sinistra in una visione del “noi e non più dell’io”. Una bella giornata che fa sperare in una bella ripartenza per il Partito Democratico e per tutto il Centrosinistra. L’obbiettivo principale era e resta quello di costruire un’alternativa alla politica dell’odio, del declino, dell’isolamento e della paura.

“Siamo scesi in piazza e partiti dalla Sardegna e anche da Alghero perché tante persone vogliono un Paese diverso: più giusto, più forte, più solidale, aperto al mondo e al futuro. Le paure e le preoccupazioni che hanno i cittadini vanno riconosciute e possono essere superate soltanto insieme; soltanto unendo le forze perché nessuno si senta solo. Speriamo che questo iniezione di energia serva per riportare a primeggiare il Partito Democratico a livello regionale e locale”.

Nella foto la manifestazione di ieri a Roma

S.I.

“Ad Alghero ci saremo sempre”

ALGHERO – “Il Sindaco e la Giunta di Alghero si riempiono la bocca di parole come “democrazia” e “libertà” e nel contempo adottano delibere libertiticide che palesemente alimentano un clima di odio e contrapposizione ideologica che ritenevo superata. Non cadremo nella loro trappola. Vorrà dire che le raccolte firme e le iniziative le faremo stando in piedi senza “occupare” il suolo pubblico con tavoli e sedie”. Cosi Luigi Todini, rappresentante di Casapound di Sassari, che commenta la “straordinaria notizia” (ovviamente è sarcastico) del divieto di Piazza Sulis al movimento di destra perchè non ha firmato il cosi detto “codice etico” utile a fare utilizzare o meno gli spazi pubblici. Passaggio che, a quanto risulta, non dovrebbe essere firmato neanche da altre forza politiche come ad esempio la Lega di Matteo Salvini e pare pure altre. Intanto Todini rincara la dose. “Lor signori si abituino sin d’ora a vederci tutto il giorno e tutti i giorni nei marciapiedi, nelle strade e nelle piazze algheresi. Noi la Libertà la conosciamo bene e nessuno mai potrà negarcela. Ci riprenderemo i nostri spazi. Ci riprenderemo tutto”.

Nella foto i rappresentanti di Casapound, Andrea Farris e Luigi Todini

S.I.

Stop declino, meglio il Commissario

ALGHERO – “Non si contano più i fallimenti delle Amministrazioni Regionale e Comunale. Ultima quella sull’Urbanistica dove viene rimarcato ancora una volta che Pigliaru non ha una maggioranza e nonostante questo, come il suo omologo algherese, continua a far finta di andare avanti”. E’ Forza Italia-Alghero, attraverso il gruppo consigliare formato da Maurizio Pirisi e Nunzio Camerada, a fotografare l’attuale situazione politica e soprattutto a chiedere che la maggioranza fermi questa nefasta esperienza amministrativa e far arrivare il Commissario per qualche mese fino al voto.

“Tanto a farne le spese sono i sardi e gli algheresi e in questo caso il conto sarà salatissimo. Infatti, dopo 5 anni di promesse, incontri, titoloni e propaganda, la Sardegna ancora non avrà una legge che supera il famigerato PPR di Soru che ha, come riconosciuto da tutti, affondato tutti i settori della Sardegna lasciandoci un’Isola povera con i suoi giovani costretti a migrare e le imprese e negozi a chiudere”.

“A questo immane fallimento si legano ovviamente le sorti dell’altra mega promessa strombazzata ad Alghero e agro ovvero il cosi detto “Piano della Bonifica”. Un grande bluff che oggi viene smascherato dalla realtà dei fatti che lasciano anche questa parte del Comune, dopo circa sette anni di governo, diretto e indiretto del Centrosinistra a guida di Bruno, senza alcuna programmazione e normativa urbanistica che superi il nefasto PPR. Inutile che si affannino i soliti quattro sodali dell’attuale amministrazione a guardare al passato e rivolgere accuse vacue e oramai stantie, l’attuale compagine governativa con a capo il PD ha avuto un’enormità di tempo per cambiare le cose in meglio e rispettare le promesse fatte in campagna elettorale dove il triangolo d’oro (Pigliaru, Renzi e Bruno) avrebbe dovuto portare vantaggi mai visti ad Alghero e territorio. Invece niente, ma proprio niente. Dopo un’intero mandato restano progetti ancora annunciati e legati alle amministrazioni di Centrodestra e solo promesse (basti pensare alla 4 Corsie, Circonvallazione, Porto, ex-Caserma, PUC, PUL, mercati, spazi per lo sport, anfiteatro Maria Pia e Palacongressi, etc)”.

“Un fallimento generale e totale che però non ci vedrà brindare visto che riguarda la nostra città e i nostri concittadini, ma ci lascia preoccupati, anche se pronti alla sfida di riportare Alghero ai fasti che merita. Ma per evitare che vengano compiuti altri danni e scelte scellerate, come nella gestione dell’emergenza CRA e rapporti col personale, chiediamo alle porzioni più responsabili della maggioranza di mettere fine al più presto a questa esperienza per rasserenare gli animi e non peggiorare la situazione e per favorire l’arrivo di un Commissario per pochissimi mesi e poi restituire la parola agli algheresi col voto.

Nella foto alcuni rappresentanti di Forza Italia-Alghero

S.I.

Cds, no al Pds e candidati nuovi

CAGLIARI – “Il tavolo tecnico del centrodestra sara’ nei primi 15 giorni di ottobre, sto aspettando ulteriori indicazioni per stabilire una data precisa”. Cosi’ il deputato e coordinatore regionale della Lega in Sardegna, Eugenio ZOFFILI, chiarisce sul “giallo” della convocazione della seconda riunione della coalizione del centrodestra, in vista delle elezioni di febbraio. Zoffili, coordinatore del tavolo che si terra’ anche questa volta nella sede leghista di Cagliari, conferma le presenze della prima riunione: ci sara’ il coordinatore di Forza Italia, Ugo Cappellacci, quello di Fdi Paolo Truzzu, il senatore del Psd’Az, Christian Solinas, e il coordinatore dei Riformatori, Pietrino Fois. Sara’ della partita anche il consigliere dell’Udc Giorgio Oppi, assente alla prima riunione per un altro impegno. “L’unica forza che mi ha contattato in questi giorni e’ Energie per l’Italia, con il responsabile regionale Tore Piana- spiega ZOFFILI alla “Dire”-. Ascoltero’ le sue osservazioni e poi portero’ al tavolo quello che ci siamo detti e poi valuteremo se fara’ parte del nostro progetto”.

Il coordinatore della Lega chiude poi in maniera definitiva al Pds di Paolo Maninchedda: “Da subito abbiamo detto che le forze politiche che stanno con il Pd e con Pigliaru non hanno niente a che vedere con noi. Non se ne parla neanche di primarie ‘nazionali’, stiamo utilizzando un altro strumento di lavoro e non prendiamo in considerazione proposte da chi collabora in modo attivo con l’attuale giunta”. Conclude il deputato leghista: “Vogliamo il cambiamento, e in questa ottica al tavolo chiedero’ agli alleati una forte attenzione nella composizione delle liste dei candidati consiglieri regionali. Dobbiamo esprimere persone nuove, la maggior parte non devono avere esperienze politiche passate. Chiedero’ rassicurazioni sul passato anche dal punto di vista giudiziario, servono liste pulite”.

Nella foto i leader di centrodestra

S.I.

L’Italia può ripartire dai sindaci?

ALGHERO – Si terrà lunedì 1 ottobre – alle ore 18 – a Teatro Civico di Alghero l’incontro pubblico con i sindaci di Alghero, Nuoro e Cagliari, Mario Bruno, Andrea Soddu e Massimo Zedda, moderato e coordinato dal direttore de La Nuova Sardegna Antonio Di Rosa, alla presenza del sindaco di Pesaro, Matteo Ricci. L’Italia può ripartire dai cittadini e dai sindaci? E’ questa la domanda a cui proveranno a rispondere, ognuno col proprio bagaglio di esperienza personale e professionale, i quattro sindaci. Ad introdurre nella discussione e al dibattito tra amministratori pubblici, la presentazione del libro “Primo, Cittadino” scritto da Matteo Ricci con la prefazione di Ilvo Diamanti, i colloqui con numerosi sindaci italiani ed edito da Baldini+Castoldi: un’occasione di confronto e riflessione con gli stessi cittadini e residenti che quotidianamente vivono le città.

“Da sempre nell’immaginario collettivo, di grandi e bambini, il sindaco è il politico a cui si fa riferimento per tutto, quello chiamato a risolvere ogni problema della comunità in cui viviamo. Ormai sono passati 25 anni da quando, nel giugno 1993, fu istituita l’elezione diretta del sindaco, che da allora è il vero raccordo fra l’elettorato e il governo centrale, colui che cerca di mediare tra le forze opposte per il bene della sua città. Il proprio sindaco lo si ama o lo si odia, ma in ogni caso su di lui si può misurare concretamente la distanza fra le promesse o le cose fatte. E di certo quella del sindaco incarna la vera gavetta della politica, quella del mettersi al servizio degli altri”. Così Ricci nel suo saggio spiega perché la figura del primo cittadino avrà un’importanza sempre maggiore, restituendo alla gente la fiducia nella politica in un momento in cui invece sembra sempre più forte il desiderio di disimpegno. L’incontro di lunedì 1 ottobre (ore 18) è aperto a tutti e l’ingresso a teatro è libero.

Nella foto i sindaci di Alghero e Pesaro

S.I.

Fortza Paris, prima i sardi |video

ALGHERO – Sono trascorsi 14 anni circa da quando Fortza Paris è nato. Grazie all’unione del Partito del Popolo Sardo, Sardistas e Unità del Popolo Sardo venne creato questo partito che si è sempre caratterizzato per le sue idee e la sua volontà di portare al centro del dibattito i temi cari ai sardi. Certo, come racconta la storia e come sarà anche nell’immediato futuro, in un’area politica ben definita che è quella di Centrodestra, però senza mai arretrare rispetto alle questioni primarie per il bene dei sardi. E, tra le tante, purtroppo ancora irrisolte, c’è la “vertenza entrate”. Una valanga di soldi che spettano all’Isola che lo Stato ancora non ha riconosciuto ed erogato. Fondi che permetterebbero di contribuire ad una nuova fase di speranza e di sviluppo per la Sardegna. Per questo, Fortza Paris, tramite i suoi vertici, tra cui il vice-presidente Antonio Cardin, intervistato da Algheronews, ha messo al primo posto questo battaglia, senza però dimenticare i problemi nel Turismo, Agricoltura, Commercio e soprattutto nel tema dei temi: i Trasporti. Fortza Paris, come annunci lo stesso Cardin, farà parte della coalizione di Centrodestra Sardista e Civica che si presenterà alle elezioni Regionali e poi Comunali di Alghero e Sassari su cui sono emersi spunti interessanti dalle parole del vice-presidente della forza bianco-rossa.

Nella foto e video il vice-presidente di Fortza Paris Antonio Cardin

S.I.