ALGHERO – L’azienda della famiglia Fois si conferma tra le più importanti realtà produttive del settore oleario con nuovi importanti riconoscimenti nei principali eventi del settore. Anche quest’anno, l’azienda algherese è stata inserita nella prestigiosa Flos Olei 2023 – guida al mondo dell’extravergine tra le migliori realtà produttive del settore oleario mondiale con un punteggio eccellente di 98/100, il più alto tra le realtà sarde. La tredicesima edizione della guida considerata unanimemente la più importante pubblicazione del settore a livello globale, ha recensito ben 500 aziende d’eccellenza provenienti dai 5 continenti, per un totale di 56 paesi. Altri riconoscimenti importanti arrivano dal 31° Merano Wine Fest con i The WineHunter Award dove Accademia Olearia è stata ancora una volta pluripremiata. Medaglia d’oro per Il Gran Riserva Giuseppe Fois Fruttato Verde fiore all’occhiello dei prodotti di Accademia Olearia, ottenuto in quantità limitata tramite una selezione di cultivar autoctone, un olio di grande equilibrio ma di elevatissimo tenore sensoriale Si aggiudica l’oro anche il Monocultivar Bosana, l’olio extravergine 100% cultivar Bosana, un extravergine dal gusto intenso, deciso e diretto. Premiati inoltre il Sardegna DOP Fruttato verde Riserva del Produttore, un extravergine dalla struttura decisa e un sapore fruttato, fresco e pungente, e per Carciofo Spinoso di Sardegna DOP in Olio EVO Sardegna DOP. “Questi nuovi premi ci riempiono di soddisfazione. Lavoriamo ogni giorno per garantire la qualità eccellente di ogni prodotto, vedere riconosciuto a livello internazionale il nostro lavoro è un enorme orgoglio” ha dichiarato la Famiglia Fois. Qualità, innovazione e massima attenzione per l’ambiente sono i principi che, da quattro generazioni, guidano ogni giorno il lavoro di Accademia Olearia, per garantire sempre la qualità eccellente di ogni prodotto.
ECONOMIA
Decreto Energia, il Consiglio di Stato dà ragione alla Giunta Solinas
Cagliari, 11 novembre 2022 – “Abbiamo intrapreso un percorso per difendere a tutti i costi la nostra autonomia energetica e continueremo a farlo, forti delle nostre ragioni che oggi vengono ascoltate e riconosciute anche dai giudici di appello”. Così il Presidente della Regione, Christian Solinas, commenta l’ordinanza del Consiglio di Stato che riforma la sentenza del Tar del 26 settembre scorso e sospende gli effetti del Decreto energia del Governo Draghi, fissando per il 23 febbraio del 2023 l’udienza per la discussione dell’appello nel merito.
“La nostra posizione è chiara – prosegue il Presidente Solinas – ed è stata più volte espressa in tutte le sedi istituzionali e poi davanti ai giudici amministrativi. Il decreto non tiene minimamente conto degli svantaggi strutturali che derivano alla Sardegna dalle condizioni insulari e, in palese violazione del principio di uguaglianza, con una evidente disparità di trattamento tra i Sardi e gli altri italiani, ci obbliga a sostenere costi dell’energia in media più alti del 30% rispetto al resto del Paese”.
“Su questi principi, recentemente riconosciuti anche nella Carta Costituzionale, abbiamo fondato i nostri motivi di impugnazione contro un provvedimento unilaterale, piovuto dall’alto, che non ha consentito alla Regione di avere voce in capitolo. Il pronunciamento del Consiglio di Stato ci dà modo di poter discutere la questione nel merito e di far valere le ragioni dei sardi, nella speranza di trovare con il nuovo Governo in carica spunti di riflessione comune e di intesa che non potranno comunque prescindere dai diritti irrinunciabili dei Sardi”, conclude il Presidente.
CCN Al Centro Storico Alghero: nuovo logo e attività per rilancio del cuore della città
ALGHERO – Un nuovo logo per comunicare al meglio un’identità ben precisa e rilanciare l’azione dell’associazione. Il Centro Commerciale Naturale Al Centro Storico si presenta con una nuova veste, in linea con la sua mission: valorizzare le attività che vivono nel cuore pulsante della città, facendolo battere.
«Il CCN Al Centro Storico è un’associazione che riunisce le attività di qualità del centro storico di Alghero, nata nel 2015 per collaborare, creare eventi e iniziative, incrementare lo sviluppo economico, commerciale e turistico di questa preziosissima area», sottolinea Daniela M. Riu, presidente dell’associazione.
«Nel corso degli anni abbiamo realizzato tante belle iniziative. Ora, proprio per perseguire al meglio tutti gli obiettivi della nostra rete, vogliamo rilanciare l’attività partendo da un elemento fondamentale: la comunicazione. Una delle prime azioni è la presentazione del nuovo logo che andrà a contraddistinguere le imprese che fanno parte del nostro CCN».
L’immagine scelta è ispirata alle ginchette, elemento che compone il pavimento del centro storico di Alghero, storiche compagne delle passeggiate lungo le vie nel cuore della città.
Il logo presenta delle ginchette “in negativo”: a emergere è infatti l’elemento che le unisce e fa da collante, tenendole vicine e creando un grande insieme unito e più forte.
Una metafora dell’azione del CCN, impegnato a coordinare e far collaborare le tante attività che popolano l’area.
«Le ginchette costituiscono il pavimento del CCN Al Centro Storico, il grande centro commerciale naturale situato nel cuore di Alghero. Un pavimento unico, come pochi al mondo: abbiamo il privilegio di vivere in una città splendida, con un centro storico magico, che ogni giorno cerchiamo di far vivere e valorizzare con tanto impegno e fatica. Ora il nostro obiettivo è raccontare le esperienze straordinarie che si possono vivere passeggiando tra le vie di questo centro commerciale così particolare, che diventa una grande galleria commerciale a cielo aperto. Quanti centri commerciali esistono in grado di regalare scorci mozzafiato o tramonti indimenticabili come quelli visibili dai bastioni di Alghero? Sono tutti elementi della “Centro Storico Experience” ad Alghero: ogni acquisto fatto qua, nella rete di aziende di qualità che coinvolgiamo, regala un’emozione diversa e unica. Questo logo aiuta a conoscere le aziende che fanno parte della nostra rete e possono garantire acquisti di qualità».
Il logo è stato realizzato da Lucrezia Urtis, illustratrice e artista algherese: il suo coinvolgimento è legato alla volontà di puntare e valorizzare i talenti locali.
Attualmente Il CCN Al Centro Storico è al lavoro su diverse novità: sarà tra i primi fondatori del Centro Commerciale Naturale Regionale, una rete dei CCN più strutturati della Sardegna, e allo stesso tempo ha confermato una partnership con il Bando di Sardegna che porterà alla realizzazione di una speciale carta con la grafica del CCN Al Centro Storico.
Per maggiori informazioni è possibile seguire il CCN Al Centro Storico sui social: https://www.facebook.com/algherocentrostorico e Instagram @ccnalcentrostorico.
Transizione digitale: i numeri del settore ICT in Sardegna
In Italia la digitalizzazione procede a passo spedito, sebbene il paese sia ancora in ritardo rispetto ad altre nazioni dell’Unione Europea. Esiste inoltre un divario preoccupante tra le regioni del Nord e quelle del Sud e delle isole maggiori, che faticano a tenere il passo con la spinta della transizione digitale. In Sardegna, nonostante si sia ancora distanti da regioni come Lombardia o Emilia-Romagna, si riscontra comunque un chiaro aumento di aziende nel settore ICT e del personale impiegato in questo comparto.
Dati su aziende e personale ICT in Sardegna
Pur se in ritardo rispetto alla media nazionale, la digitalizzazione in Sardegna procede e il livello di alcuni indicatori chiave è migliorato rispetto agli anni passati. Secondo un rapporto della Regione Autonoma della Sardegna, a giugno 2022 le imprese attive erano 3.340 e il personale del settore ICT raggiungeva le 8.636 unità. Queste cifre rappresentano il 2,3% del totale del tessuto industriale, un dato decisamente più basso rispetto a quello dell’Italia nel complesso. Si può notare però una tendenza positiva: il valore attuale è infatti cresciuto di un punto percentuale rispetto a giugno 2021. Ciò si deve in gran parte alla maggiore richiesta da parte delle aziende di personale specializzato nel settore ICT, ma anche alle nuove necessità dei consumatori spinte dalla digitalizzazione. Chiari segnali di ripresa rispetto alla crisi sanitaria si notano osservando il numero di addetti al comparto, che dopo una netta flessione nel 2020 e 2021 si è nuovamente avvicinato ai livelli pre-pandemia.
Per quanto riguarda la distribuzione delle aziende sul territorio, oltre la metà (54%) è situata in provincia di Cagliari, con un aumento del 2,6% rispetto al 2019. Sassari è la provincia in cui le aziende ICT crescono maggiormente: +5,4% dal pre-pandemia, per il 30% del totale delle imprese ICT sarde. Nuoro e Oristano, rispettivamente al 10% e 6%, sono ancora distanti dalle altre aree della regione.
Sfide e opportunità di impiego nel settore ICT
All’interno del settore ICT, le tipologie di azienda che prevalgono in Sardegna sono quelle di consulenza ed elaborazione dati e quelle che si occupano della produzione di software. Seguendo un corso di informatica come quello erogato da Aulab è possibile acquisire conoscenze tecniche e metodologie di lavoro indicate per avvicinarsi al comparto ICT, traendo così vantaggio dagli attuali trend di crescita del settore. Studiando i linguaggi di programmazione si può avere accesso a professioni come quella di web developer, sviluppatore di software o di applicazioni mobili, ma anche esperto in sicurezza informatica o analista dei dati. Si tratta di ruoli fortemente richiesti sul mercato del lavoro, e le previsioni indicano che anche nei prossimi anni le imprese continueranno a cercare queste figure professionali.
Con l’utilizzo sempre più diffuso di servizi digitali e con la richiesta da parte dei consumatori di piattaforme per gli acquisti online, le aziende si scontrano spesso con una carenza di personale qualificato da assumere. Proprio questo gap nelle conoscenze tecniche è uno degli ostacoli maggiori alla digitalizzazione in Italia. Al tempo stesso lo si può vedere come un’opportunità per trovare un lavoro remunerativo, facendo leva sulle numerose possibilità formative fornite da enti privati e pubblici.
Guardando alla situazione in Sardegna, due degli indicatori di innovazione più deboli sono quelli relativi a intensità di ricerca e lavoratori della conoscenza, per i quali la regione si piazza rispettivamente al 17° e 10° posto in Italia. È quindi chiaro che esiste un vuoto da colmare per quanto riguarda il capitale umano, e che investire in un percorso di formazione può portare a risultati positivi già nel breve termine.
Porto di Alghero a Genova e Monaco, grande riscontro |foto
Trasporto aereo, “La Sardegna è a rischio isolamento, urge nuovo sistema”
La Uiltrasporti Sardegna chiede al Presidente Solinas l’immediata istituzione di un tavolo tecnico per discutere il nuovo assetto del sistema aeroportuale sardo e il nuovo modello di continuità territoriale al fine di scongiurare, in seguito alla dichiarazione dei vettori di non voler più operare le rotte in continuità a partire dal prossimo marzo, l’isolamento della Sardegna. E’ quanto è emerso durante l’attivo nazionale del trasporto aereo che si è svolto oggi presso l’aeroporto di Olbia in cui si è discusso dell’attuale sistema sardo e di tutte le criticità emerse durante la stagione estiva.
“Riteniamo che l’attuale modello presenti forti criticità soprattutto durante il periodo invernale, con una drastica riduzione delle frequenze e il mancato rispetto delle fasce orarie così come previsto degli oneri di servizio”, spiegano il segretario generale William Zonca e la segretaria regionale Elisabetta Manca.
Secondo la Uiltrasporti è necessario che le risorse economiche siano sufficienti a compensare le eventuali perdite dei vettori nel periodo di bassa stagione, stabilendo un tetto massimo alla tariffa dei non residenti così da garantire uguale diritto alla mobilità delle persone e una tariffa scontata che colmi il gap derivato dall’insularità per i residenti. Tali risorse devono essere concentrate maggiormente o esclusivamente nel periodo winter dato che gli alti volumi di traffico del periodo estivo consentono già ampi margini di guadagno ai vettori.
Inoltre, spiegano i vertici della Uiltrasporti, è necessario che la Sardegna si doti di un sistema aeroportuale sardo che possa creare sinergia e sviluppo tra gli scali senza metterli in competizione ma esaltandone le loro peculiarità e specificità per incrementare il flusso dei passeggeri, destagionalizzare, essere maggiormente competitivi nella contrattazione con i vettori e sviluppare l’economia di tutto il territorio sardo.
Per la Uiltrasporti il comune denominatore di quanto sopra descritto non può che essere la Regione Sardegna, che dovrebbe acquisire delle quote di Sogaer, oggi in possesso della Camera di Commercio di Cagliari-Oristano, per poi costituire una holding con il fondo di investimento F2i Ligantia, già proprietaria di Geasar e Sogeaal. “Questo – concludono Zonca e Manca – è il presupposto essenziale per una gestione imparziale dei tre aeroporti che solo un ente pubblico regionale può garantire”.
Low cost, Ct e aeroporti: fare rete per sardi e turisti
ALGHERO – Desta preoccupazione la condizione dei trasporti aerei. Non da adesso, certamente. Ma sono anni che, tra tagli dei voli nei mesi non estivi e proroghe della Continuità, non si definisce una volta per tutte un sistema che, mettendo in rete tre scali, più quelli marittimi, possa garantire un livello costante e buono per la mobilità dei sardi e anche una sufficiente accessibilità all’Isola, durante tutto l’anno, da parte dei turisti.
Facile a dirsi, ma sembra difficile da attuarsi. Ed invece stiamo parlando, insieme alla sanità e alla creazione di occasioni per il lavoro, dei temi principali per la Sardegna. Sulla questione è intervenuto il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde. “A febbraio cesserano i voli in regime di continuità territoriale. Occorre costruire un progetto coraggioso che consenta ai sardi di raggiungere il continente e di non rischiare di dover pagare i voli a prezzi di mercato. Accantoniamo la tariffa unica che ormai non è piu consentita dall’Europa. Magari pensiamo ad una intelligente combinazione fra oneri di servizio e low cost. È bene che la politica alzi la guardia evitando strumentalizzazioni. A tutte le latitudini politiche. Occorre che la Giunta regionale e il Consiglio ci lavorino immediatamente”.
Agricoltura, Coldiretti: la Sardegna ha bisogno di risposte e visione
CAGLIARI – Contingenza e programmazione, impegni seri e leali e misurabili a cui occorrerà dare riscontro alla Sardegna. Lo scrive Coldiretti Sardegna in una lettera aperta indirizzata ai candidati alle elezioni Politiche del 25 settembre aspiranti a rappresentare la Sardegna nel prossimo Parlamento, ma anche a tutto il mondo politico, partiti e movimenti perché si tratta di un argomento trasversale a cui bisognerà lavorare, ognuno secondo il ruolo che andrà ad occupare e nei diversi livelli istituzionali (Europa, Roma e Cagliari), in modo sinergico.
Burocrazia, cambiamenti climatici, caro materie prime ed energetico, acqua, cibo. Sono temi fondamentali per la Sardegna e per l’agricoltura in particolare che, secondo l’ultimo rilevamento rischia di perdere un’azienda su 10 in quanto chiuderà entro la fine dell’anno perché non riesce a fare quadrare i conti.
Gli aumenti incontrollabili delle materie prime e dell’energia hanno aumentato per alcuni settori agricoli i costi anche del 500 per cento (energia + 350%, mangimi +150%, gasolio + 350%, concimi +170%), mandando in tilt un comparto che dall’Europa alla Regione passando per il consiglio dei ministri definiscono strategico per la società.
Servono scelte immediate coraggiose ma anche politiche strategiche lungimiranti che, aldilà di eventi epocali come quelli che stiamo vivendo da due anni a questa parte come Covid e la guerra in Ucraina, riescano a dare un orizzonte al mondo agricolo oggi imbrigliato e soffocato dalle contingenze e da una burocrazia soffocante e assurda che sta prendendo la leadership tra i nemici della buona agricoltura. I problemi insomma vanno risolti a monte all’interno di un orizzonte strategico che dica la direzione verso la quale dobbiamo indirizzare l’agricoltura e di conseguenza sapere anche come investire i finanziamenti destinati al comparto. Purtroppo siamo abituati a ragionare esclusivamente sulle crisi, invece i fondi del Pnrr, per esempio, devono essere destinati agli investimenti attraverso una grande strategia nfrastrutturale.
Il momento che stiamo vivendo non ci permette più ambiguità ma anzitutto idee e unità, aldilà del ruolo: pur nella distinzione delle posizioni politiche e dei ruoli occorre lealtà nei confronti della Sardegna: la battaglia sull’insularità ci insegna che nei momenti cruciali sappiamo marciare nella stessa direzione guardano insieme all’obiettivo.
L’agricoltura è un comparto dalle tante sfaccettature, sicuramente difficile, con tante difficoltà e problematiche storiche ma è allo stesso tempo affascinante, dalle grandi potenzialità. È il comparto per esempio, in controtendenza rispetto agli altri comparti, in cui i giovani occupati a livello nazionale con meno di 34 anni aumentano di ben 19mila unità, rispetto a prima della pandemia (elaborazioni Coldiretti su dati Istat) ed è anche il settore che può dare risposte contro lo spopolamento con il presidio del territorio ed i nuovi servizi garantiti dalla multifunzionalità ed anche nella cura del bosco dove vantiamo uno dei maggiori patrimoni a livello nazionale ed europeo.
Coldiretti Sardegna ha elaborato un documento strategico, una sfida aperta ai diversi contributi ed integrazioni, che necessità di una forte lobby della quale deve far parete l’intero sistema politico sardo, per costruire una agricoltura efficiente. Per questo è necessaria l’apertura del cantiere Sardegna per un progetto green di sovranità alimentare ed energetica, i cui tasselli sono acqua, cibo, energia, burocrazia e trasporti.
TRASPORTI. Necessario un grande piano infrastrutturale che riguardi sia i collegamenti interni oggi basati su gomma per assenza di una efficiente rete ferroviaria e con il resto della Penisola con una vera continuità delle persone e delle merci che oggi rappresenta un forte handicap per le nostre imprese.
BUROCRAZIA. La sfida si chiama semplificazione. Non è più tollerabile nel 2022, con il livello d’informatizzazione attualmente presente in diverse branche della pubblica amministrazione (SPID, app IO, Sportello Unico della Sardegna, per fare qualche esempio) che le imprese agricole che inoltrano progetti o richieste amministrative, non possano avere contezza e chiarezza dello stato della pratica. Secondo Coldiretti Sardegna si deve avviare il cantiere burocrazia zero con un sistema informatico che permetta di mettere in trasparenza tutto l’iter burocratico: l’utente deve avere la possibilità di tracciare e seguire passo passo il percorso della sua pratica, il nome del funzionario istruttore e conoscere in tempo reale i motivi di eventuali intoppi. Ma consenta anche di creare tutte le sinergie tra Argea, Laore e Agris, in termini di gestione statistica, flusso informativo e metodologie operative.
ENERGIA. Nel progetto di rigenerazione della Sardegna non può mancare quello sulla transizione energetica, tema caro per l’impatto ambientale, paesaggistico e, visti gli aumenti incontrollati dei costi dell’energia, anche a forte impatto economico. Il progetto denominato “Sardegna green 2030” prevede la costruzione di un’Isola completamente alimentata da energia green con enormi benefici per i sardi che oggi si ritrovano a pagare un costo medio superiore a quello del resto d’Italia a causa dell’assenza di una seria politica energetica, oltre che con importanti risvolti turistici con un’Isola realmente verde e per l’agroalimentare, le due vocazioni naturali dell’Isola.
PRESIDIO DEL TERRITORIO. Le aziende agricole sono presidio del territorio e antidoto allo spopolamento delle zone interne. Una delle azioni da mettere in campo è quello di rivedere e innalzare i limiti di pascolamento nelle superfici forestali che oggi sono molto bassi con sole 3 pecore ad ettaro. Allo stesso tempo occorre una modifica alle Pratiche locali tradizionali (Plt) passando da tara 30 e non 70. Da quando le tare sono aumentate gli animali non hanno più pascolato nelle zone forestali e di conseguenza hanno creato un enorme carico d’incendio sui boschi, oltre ad incentivare l’abbandono da parte delle aziende agricole di quei territori.
RI-COLTIVIAMO LA SARDEGNA. Progetto di sovranità delle materie prime. Oggi in Sardegna si utilizzano poco più del 30 per cento degli ettari infrastrutturati con gli impianti irrigui (oltre 63mila su 195mila). In collaborazione con l’Anbi Sardegna, l’associazione che rappresenta i Consorzi di Bonifica, Coldiretti Sardegna propone di incentivare la coltivazione di 100mila ettari di terra per produrre circa il 40% del fabbisogno interno di mangime da parte dei nostri allevatori, 2,5 milioni di quintali. Ma che consentirebbe anche di produrre proteine Come? Con contratti di filiera tra agricoltori e allevatori attraverso le cooperative garantendo un prezzo equo e sostenibile al produttore e al consumatore.
ACQUA. È una delle più importanti risorse e ricchezze di un popolo che merita interventi strutturali per garantire il futuro non solo dell’agricoltura ma anche della nostra società. La Sardegna è la Regione con il maggior numero di dighe a livello nazionale ma occorre un piano straordinario soprattutto per non sprecare la risorsa idrica: sistemare e rendere efficienti le condotte esistenti, migliorare e ampliare il sistema di raccolta delle acque, eseguire interventi mirati per far arrivare l’acqua dove effettivamente è necessaria. In Italia tratteniamo solo l’11% dell’acqua piovana ed abbiamo una dispersione media del 40% con punte sino al 70 in altre aree. In Sardegna abbiamo 12mila km di condotte idriche datate con 5mila delle quali in cemento amianto che vanno sostituite. Allo stesso tempo occorrono interventi mirati per incrementare e portare l’infrastrutturazione irrigua anche in quei territori dove manca. Attualmente chi non ha acqua produce due terzi in meno rispetto a chi può contare sulla risorsa idrica.
Nasce l’Unione Italiana delle Famiglie Olearie, l’algherese Manca fondatore
Zes in Sardegna, ora è realtà: opportunità per imprese e attività
CAGLIARI – La Zes, zona economica speciale, diventa operativa. Con la comunicazione firmata dal commissario straordinario Aldo Cadau la Regione dà avvio a una delle più importanti misure di sostegno al sistema produttivo sardo, pienamente operativa dalla giornata di ieri.
“Oggi la Sardegna taglia un traguardo importantissimo – spiega il Presidente della Regione Christian Solinas – insieme a tutti gli altri strumenti messi in campo dalla Regione per arginare la crisi e sostenere la ripresa, oggi possiamo programmare realmente il rilancio dell’economia sarda con uno sguardo fiducioso al futuro, assicurando al sistema produttivo sardo quella fiscalità agevolata attesa da decenni che può essere il vero motore della ripresa economica della nostra Isola”
Le aree individuate, come specificato dal Commissario Aldo Cadau, potranno infatti cogliere le opportunità di crescita insite nello strumento ZES, giovandosi dei benefici indotti dalla politica di sviluppo (credito d’imposta, Sportello Unico digitale ZES, semplificazione del sistema di governance ZES volto a favorire la cantierabilità degli interventi in tempi rapidi nonché l’insediamento di nuove imprese) e coniugando l’incremento economico con quello sociale e urbanistico delle aree coinvolte.
In seguito al percorso di confronto e concertazione con i diversi soggetti interessati e all’ analisi delle verifiche territoriali, è stato completato l’elenco dei comuni interessati, quindi la specifica individuazione di tutti i dati catastali suddivisi per Consorzio Industriale. Il risultato dell’analisi ha confermato le scelte territoriali, in un’ottica di equilibrio, di inquadramento urbanistico, di collegamento economico-funzionale e nel rispetto di una logica di continuità tanto spaziale quanto economico funzionale.





