San Michele patrono della Polizia

SASSARI – Nella mattinata di domani 29 settembre, in occasione della ricorrenza della festività di San Michele Arcangelo, Santo Patrono della Polizia di Stato, si terrà a Sassari, nella Cattedrale di San Nicola, la Santa Messa officiata dall’Arcivescovo S.E. Mons. Paolo Atzei, concelebrata dal cappellano della Polizia di Stato don Giovanni Battista Pischedda, alla presenza del Sig. Prefetto, del Sig. Questore di Sassari, di autorità civili e militari, di personale della Polizia di Stato e dei loro familiari.

La celebrazione del Santo Patrono, intesa come momento di comunicazione e di avvicinamento a tutti gli operatori della Polizia di Stato che quotidianamente svolgono il proprio servizio a tutela della sicurezza di tutti i cittadini, sarà anche l’occasione per ricordare e commemorare tutto il personale caduto nell’adempimento del proprio dovere.

S.I.

Strisce blu? Meglio salire sull’aiuola

ALGHERO – “Cosa non si fa per non lasciare la macchina nei parcheggi a pagamento”. Questo è stato il commento di un passante che ha assistito all’incidente avvenuto ieri in Piazzale della Pace. Intorno alle 11 si è sentito un forte botto, occhi puntati sullo spiazzo ed ecco un auto che cercava di salire a tutta forza sopra l’aiuola.

In un attimo alcune persone si sono avvicinate e hanno visto a bordo un’anziana signora che non riusciva a tenere a bada la sua macchina. Dopo qualche manovra ha messo la retromarcia. Scesa giù, per giustificarsi, ha subito detto “stavo parcheggiando qui dove non si paga, ma non funziona il cambio automatico e mi è partita”. Per questo la Micra è volata andato a sbattere sul gradino e salendoci su per qualche metro.

Ma, come ironicamente commentato da un cittadino, questo è avvenuto mentre l’intero piazzale era vuoto, però a pagamento. Questo a sottolineare, ancora una volta, la fallimentare scelta di mettere le strice blu in tutta la piazza. Intanto la donna dovrà passare dal carrozziere a sistemare coppa dell’olio e scocca anteriore, a questeo punto le sarebbe convenuto pagare il parcheggio.

Nella foto la Micra incastrata sull’aiuola in Piazzale della Pace

S.I.

Tentato omicidio: arresto ad Alghero

ALGHERO – Nella giornata di ieri, personale del Commissariato di Alghero, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Sassari, nei confronti di Giuseppe Canoligo, 49enne algherese, per tentato omicidio aggravato.

L’uomo, pochi giorni fa aveva colpito alla schiena con un coltello, il titolare di un bar algherese, ad attività ormai chiusa, senza nessun apparente motivo. Il giovane, per pura fortuna era riuscito a sottrarsi ad ulteriori colpi riuscendo a bloccare l’aggressore ed a chiamare la polizia.
Il C., dopo l’intervento degli agenti del Commissariato P.S., al momento era stato soltanto denunciato in stato di libertà per lesioni personali.

Il Pubblico Ministero presso il Tribunale di Sassari, Dott. Mario Leo, una volta visionati gli atti prodotti dalla Polizia, considerata l’aggressività e la pericolosità sociale dell’uomo, gravato peraltro da una condanna pregressa per omicidio, ha richiesto l’emissione della misura cautelare che è stata eseguita dalla Polizia di Stato con l’accompagnamento dell’uomo presso la Casa Circondariale di Sassari.

Scappano all’alt: due in cella

SASSARI – Doppio arresto della Polizia. che sono stati intensificati anche con l’ausilio di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Sardegna” di Abbasanta, nella serata di ieri l’attività svolta ha portato all’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente di due giovani sassaresi, R. P. 26enne e S. P. 36enne, quest’ultimo, già noto alle forze dell’ordine per i numerosi precedenti specifici.

Gli agenti, durante un posto di controllo hanno intimato l’alt ad un’autovettura con due persone a bordo, il cui autista invece di fermarsi ha accelerato dandosi alla fuga. Dopo un inseguimento durato qualche minuto, gli agenti hanno notato l’auto ferma in Piazza Sant’Antonio, nei pressi di un cassonetto per la raccolta dei rifiuti dentro il quale il passeggero ha cercato di gettare uno zaino. Dopo aver prontamente bloccato i due giovani, gli operatori hanno recuperato lo zaino all’interno del quale hanno rinvenuto tre buste di cellophane termosaldato contenenti marijuana del peso complessivo di 800 gr. circa.

Al termine di ulteriori controlli estesi al domicilio di entrambi i fermati, gli agenti hanno accompagnato i due in Questura dove sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza in attesa del provvedimento di convalida previsto nella mattinata odierna.

Rogo Mugoni, borgate abbandonate

ALGHERO – “Relativamente alla mancata bonifica di Sant’Igori e Sant’Imbenia, la cosa non ci stupisce”. Esordiscono cosi i rappresentanti della Comitato Guardia Grande Corea. “Purtroppo la nostra borgata, che include Mugoni e la costa sino ad oltre Porticciolo, proviene da decenni di abbandono: basti pensare alla chiesa e alla casa parrocchiale in borgata che versano in condizioni limite, alla mancata riconversione della ex scuola media ora diroccata, all’assenza di impianti sportivi e punti di aggregazione per i giovani”.

“In generale, è da sempre completamente assente una progettualità a breve – medio – lungo termine per tutto il territorio di Porto Conte e, l’incendio di Mugoni, è solo la punta dell’iceberg di una situazione complessiva di abbandono oramai divenuta insostenibile. Auspichiamo che, a partire da questa amministrazione con la quale stiamo collaborando attivamente, si possano gettare le basi per una seria riflessione sul futuro delle borgate, da considerarsi non più come un peso ma come un’opportunità”.

Intanto questa mattina, intorno alle 7.00, c’è stato un altro rogo a Sant’Igori. Vigili del fuoco sul posto e rogo domato. Ma restano ancora da capire le responsabilità, che non possono che essere molto gravi, riguardo chi non ha bonificato quell’area. Qualcuno dovrà pur pagare per un disastro ambientale causato non solo dall’incendio, ma soprattutto dalla presenza di una “cittadella abusiva” nota a tutti. Adesso quell’area deve essere subito ripulita e rimessa in ordine affinchè la natura possa ritornare a trionfare magari affiancata da qualche investimento che possa tutelare un’area di estremo pregio dove in questi anni, nonostante si fosse in piena zona Parco di Porto Conte, si sono perpetrati abusi su abusi.

Nella foto la distruzione dentro i “campeggi e alloggi abusivi” di Sant’Igori e Sant’Imbenia

S.I.

 

Zero bonifiche, disastro ambientale

ALGHERO – Tecnici della Regione, protezione civile, forestale, vigili del fuoco, sindaco Bruno, comandante della polizia municiapel, ieri, al capezzale di Porto Conte. Danni per 2milioni di euro. 5 ettari andati in fumo, ma, cosa molto preoccupante, un serio rischio inquinamento e contaminazione per il materiale sequestrato andato in fumo presente nei camping abusivi sequestrati. Come specificato in maniera chiara da un tecnico regionale, e fuori da ogni speculazione avvenuta anche in queste ore, “non ho mai visto, nei miei 30 anni di esperienza, un danno cosi devastante contro la natura, non però in termini di flora bruciata, ma riguardo la montagna di materiale inquinante che ha bruciato all’interno di quest’area”.

In sintesi l’aspetto molto grave è stato, come tutti sanno, la presenza dei campeggi abusivi sequestrati di Sant’Igori e Sant’Imbenia. Una querelle che dura da oltre cinque anni. La polemica occupò anche le prime pagine della politica locale e regionale a seguito dell’indicazione di “aree di servizio” nel Ppr di Soru di quei lotti oggetto di insediamento. In totale quasi 2000 persone ogni estate. Altro che aree di servizio, era un completo e totale abuso, come accertato più tardi dalla Magistratura. Una volta appurato tale scempio, nessuno però si è adoperato per bonificare un’area già oggetto, nel 2011, di un altro devastante rogo.

Un’inerzia della politica e degli organi preposti di cui oggi ne paghiamo le conseguenze. Inutile adesso far partire la classica, tardiva e demagogica “caccia alle streghe”. Si doveva intervenire prima. Forse è mancata anche la spinta, solerte in altri ambiti, delle associazioni ambientaliste del territorio. A pochi passi dall’area di riserva terrestre, dal’area marina protetta, da zone di pregio naturalistico, ebbene nessuno avrebbe paventato il pericolo di avere una vera e propria bomba ecologia sotto i piedi e nelle vicinanze della spiaggia più frequentata delle ultimastagione estiva. Un inconcepibile passività e indolenza tanto più che oggi riparte il processo riguardo quei 166 “occupanti abusivi” degli insediamenti con affaccio alla stupenda Baia delle Ninfe. E intanto si contano i danni e quell’area è serio rischio inquinamento, in pieno parco. A pochi metri da casa gioiosa.

 

Nella foto uno degli alloggi dentro l’area di Sant’Igori in preda alle fiamme (domenica 20 settembre)

 

S.I

 

 

 

Colpo all’aeroporto: basista di Sorso

ALGHERO – Questa mattina conferenza stampa dei carabinieri riguardo il copo all’aeroporto di Alghero. In cella sono finiti quattro romeni. Si tratta di Aron Llulla, 34 anni, albanese, Jenica Spiridon, 42 anni, Alecu Gheorghe, 47, Ciprian Busuioc, 45, e Mitica Bararu, 44, tutti di nazionalità rumena. Questi sono sono considerati i responsabili del furto avvenuto nella notte tra venerdi e sabato. Giuseppe Dessì, 63 anni, di Sorso, è l’unico italiano coinvolto che pare abbia dato alla banda le informazioni utili per compiere il colpo.

Sono tutti pregiudicate, alcune per reati analoghi, e secondo gli investigatori avrebbero commessi altri colpi come quello del 16 agosto del 2014 alla galleria Auchan di Sassari. I carabinieri di Sassari li hanno fermati a più riprese all’alba di sabato nel litorale di Platamona, all’altezza di Marritza, a bordo delle auto recuperate a Sa Segada, frazione dell’agro algherese, dove erano stati abbandonati i furgoni usati per la rapina, due Fiat Fiorino rubati alla lavanderia industriale Nivea di Porto Torres, e il bancomat vuoto.
I carabinieri hanno recuperato anche la refurtiva, 62mila euro in banconote da 20 e 50 euro. I sei banditi sono stati rinchiusi a Bancali. Entro oggi il pm Mario Leo formalizzerà il loro arresto.

Nella foto la refurtiva recuperata dai carabinieri mostrata questa mattina in conferenza stampa

 

Colpo all’aeroporto: punti oscuri

ALGHERO – Conferenza stampa a Sassari da parte dei carabinieri per illustrare i dettagli dell’arresto dei banditi responsabili del furto all’aeroporto di Alghero. Nelle prime ore del mattino di sabato 19 settembre, i miltari del Nucleo Investigativo, insieme a quelli delle compagnie di Sassari e Porto Torres, in località Marritza di Sorso hanno fermato, in zona Platamona, ancora a bordo di due rubate, e poi arrestato sei persone, cinque cittadini dell’est (rumeni e albanesi) ed un italiano responsabili dell’assalto al bancomat dell’aeroporto di Alghero.

La refurtiva è stata recuperata. Da ricordare che il venerdi lo sportello bancario veniva sempre ricaricato. Maggiori dettagli saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà oggi presso il Comando Provinciale di Sassari. Restano dei punti oscuri che sicuramente chiariranno i carabinieri. A partire dal comprendere come sia stato possibile che i ladri siano potuti entrare dentro l’aeroporto, agire dentro lo scalo (legando il bancomat con una catena) e scappare via attreaverso delle arterie facilmente invididuabili.

 

 

Alghero, scia di fuoco: auto bruciata

ALGHERO – Una scia di fuoco, o meglio di criminalità, mai vista ad Alghero. A memoria d’uomo non si ricorda un periodo con cosi tanti accadimenti negativi per la Riviera del Corallo legati ad episodi di cronaca. Minacce mafiose, atti intimitadori, rapina, bullismo imperante e zone (anche baricentriche come l’incrocio tra via Mazzini e via Sassari) in preda ai vandali e teppisti.

A questo si va ad aggiungere la nuova “moda” di dar fuoco alle auto. Questione non certamente nuova per la società moderna, ma che ha riguardato da sempre le grandi metropoli o grosse città, raramente colpisce cittadine ancora di più nel litorale turistico.

Ma Alghero non è esente neanche da questo indegno fenomeno. Per passare ai fatti, questa notte intorno alle 4.30 è stata data alle fiamme, come si vede dall’immagine, una Peugeot bianca in via Asfodelo. Sul posto i Vigili del Fuoco che si sono adoperati per spegnere il rogo. Nessun ferito e danni alle abitazioni vicine oltre al veicolo bruciato. Indagini delle forze dell’ordine sull’accaduto.

Nella foto l’auto mentre brucia in via Asfodelo

 

 

Fiamme e distruzione a Mugoni. Camping in cenere

ALGHERO – L’allarme è scattato intorno alle 2.00 di notte. Subito sono stati avvisati i soccorsi. Alle prime luci dell’alba si è messo in moto il Canadair a questo, intorno alle 9.30, è stato affiancato un elicottero. Entrambi, proprio davanti all’Hotel Baia di Conte, lambito dall’incendio, ma avvolto dal fumo, hanno fatto numerosi viaggi per caricare e scaricare l’acqua del mare sul terreno.

Devastati e ridotti in cenere i campeggi di Sant’Imbenia e nelle aree prospicienti. Residenze oggetto di un sequestro della Magistratura a fronte di diversi abusi. E da qui la prima polemica: perchè l’intera area non era stata ancora bonificata? Infatti ciò che ha alimentato le fiamme, oltre il vento proveniente da direzione Porticciolo verso El Faro, è stata la presenza di roulotte, auto, mezzi di vario tipo, case in legno e lamiera e altro materiale. Ciò, com’è stato possibile apprendere in loco, ha fatto innescare ancora di più il rogo andando a distruggere la natura circostante. Diverse le esplosioni di bombole udite in zona.

In totale sono state fatte quattro evacuazioni. Mentre sul posto sono giunti carabinieri, polizia e vigili urbani (che hanno chiuso il traffico per rendere piùà fluida la macchina dei soccorsi), protezione civile, guardia forestale e anche alcuni volontari. In mattinata è arrivata nei luoghi del disastro anche l’assessore regionale all’Ambiente Donatella Spano. Ancora le fiamme non sono state completamente domate, anche se la situazione già dalle 10, circa, era completamente sotto controllo. Come detto, resta da capire perchè quei campeggi, giudicati abusivi, non fossero ancora stati bonificati andando a creare una vera e proprio bomba ecologica esplosa, purtroppo, nella giornata del 20 settembre 2015. Da segnalare anche un altro incendio, sempre questa mattina, all’interno dello stagno del Calik, nei pressi del ponte romano. Sulle cause di entrambi stanno indagando gli inquirenti. E’ evidente, comunque, che si tratta di incendi la cui matrice è assolutamente dolosa.

Nella foto la zona dell’ingresso alla “Stalla” (dal pontincello sullo sterrato che porta ai parcheggi)

Stefano Idili