Ciao poveri. Spacciatore arrestato

CAGLIARI – La polizia di Cagliari ha catturato su una turistica spiaggia messicana il narcotrafficante Ivan Fornari, gia’ latitante da diverso tempo. A tradire l’uomo la sua passione per i social e la palestra. Difatti, proprio grazie alle tracce asciate sui social dal latitante, la squadra mobile di Cagliari e’ riuscita ad individuare il suo nascondiglio. Gli investigatori cagliaritani, mediante l´analisi di minimi particolari presenti nel profilo Facebook del ricercato, hanno stabilito che lo stesso, invece, si era rifugiato in Messico e sono riusciti ad accertare con precisione la città (Playa Del Carmen) e gli indirizzi precisi dei luoghi abitualmente frequentati dallo stesso (palestra, attività lavorativa, luogo di dimora);

Tutto sempre mediante l´analisi delle foto che lo stesso postava sul proprio profilo Facebook, ritenendo erroneamente di postare scatti che non fornissero elementi individualizzanti. Le dettagliate informazioni, comunicate al Servizio Interpol, hanno consentito l´immediato rintraccio del latitante da parte della Polizia messicana, che ha potuto individuare lo stesso presso il polo turistico indicato. L’uomo non in regola con il visto di soggiorno in Messico è stato espulso dal territorio di tale Stato ed imbarcato su un volo diretto da Città Del Messico. Lo stesso, all´atto dello sbarco all´aeroporto internazionale di Fiumicino, è stato arrestato da personale della Squadra Mobile di Cagliari e dell´Ufficio di Frontiera di quello scalo aereo.

Nella foto Ivan Fornari nelle immagini fornite dalla Questura

P.S.

Sassari: furbetto del cartellino

SASSARI – Stamane, i Carabinieri della Compagnia di Sassari hanno eseguito una misura cautelare interdittiva, che prevede la sospensione dal pubblico ufficio per tre mesi, nei confronti di un dipendente del Comune di Sassari.
Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Sassari, scaturisce da un’indagine avviata lo scorso dicembre e coordinata dal Sostituto Procuratore, dott. Mario Leo, che ha visto i Carabinieri impegnati in lunghi appostamenti per documentare la condotta di M.G., 60enne, impiegato comunale che, dopo aver timbrato il cartellino, si allontanava senza autorizzazione dal posto di lavoro e se ne andava tranquillamente in giro per la città invece di svolgere il proprio dovere in ufficio.

Nel corso dei numerosi servizi svolti, i militari dell’Arma hanno avuto modo di riscontrare che la dinamica era sempre la stessa: il “furbetto del cartellino” raggiungeva con la propria autovettura gli uffici comunali di via Murgia, dove procedeva a registrare l’ingresso a lavoro con l’apposito badge, allontanandosi successivamente dalla zona, a volte anche dopo pochi minuti di “servizio”. In seguito, dopo essere stato fuori tutta la mattinata per le incombenze più varie, dalla spesa alle chiacchiere al bar con gli amici, tornava in via Murgia soltanto tra le ore 13.30 e le 14.00 per registrare l’uscita da lavoro, dove in realtà non risultava essere mai stato. Ma il trucchetto non era sempre lo stesso. In altre circostanze, infatti, il dipendente comunale fingeva di aver dimenticato a casa il badge per la registrazione della presenza in servizio e chiedeva, quindi, attraverso successive comunicazioni mail, di trascrivere a posteriori i propri orari di ingresso/uscita dal posto di lavoro. In tal modo traeva in inganno e induceva in errore l’ufficio amministrativo, attestando di aver svolto prestazioni lavorativa in realtà mai effettuate.

Per quantificare il danno arrecato all’amministrazione comunale, è sufficiente pensare che, in poco più di due mesi di osservazione, i Carabinieri sono riusciti a dimostrare che l’interessato ha maturato oltre 86 ore di assenza ingiustificata dal lavoro, rendendosi responsabile dei reati di truffa aggravata e false attestazioni sulla presenza in servizio da parte di un pubblico dipendente. Proprio quest’ultimo reato, introdotto dal decreto legislativo 165/2001 per contrastare i dipendenti pubblici “furbetti del cartellino”, potrà anche comportarne il licenziamento, oltre che una condanna penale.

Nella foto il furbetto del cartellino immortalato dalle telecamere

S.I.

Alghero: sequestrato carico di Viagra

ALGHERO – Mega sequestro di medicinali ad Alghero. Ieri all’aeroporto della Riviera del Corallo è stato individuato, dentro un paio di valige, un carico di quasi 800 pastiglie tra Viagra e Cialis. I funzionari dell’ufficio delle dogane di Sassari e di Alghero, che operano presso lo scalo del centro catalano, hanno chiesto l’intervento dei Nas di Sassari e messo sotto sequestro l’ingente quantitativo di medicinali. I due passeggeri controllati e fermati provenivano da Cuba, dopo aver fatto scalo nella Penisola, sono atterrati in Sardegna. Qui la verifica e la denuncia per contrabbando. Entrambi sono stati poi rilasciati mentre proseguono le indagini per comprendere a chi fosse destinato il carico.

Nella foto le pastiglie di Viagra

S.I.

Processo fondi: batosta per Ladu

CAGLIARI – Cinque anni e otto mesi di reclusione, quattro mesi in meno rispetto alla condanna di primo grado. E’ quanto deciso dai giudici della Corte d’Appello di Cagliari nei confronti di Silvestro Ladu, l’ex capogruppo di Fortza Paris nel Consiglio regionale accusato di peculato aggravato. Questo nell’ambito dell’inchiesta sull’uso dei fondi destinati ai gruppi consiliari. Accolta totalmente la richiesta formulata nella requisitoria dal sostituto procuratore generale Maria Grazia Genoese. L’esponente politico era accusato di aver speso per scopi non istituzionali 280mila euro, provenienti dal fondo destinato al suo gruppo nella legislatura 2004-2009.

Mentre Francesca Barracciu, posizione differente vista la declinazione di aggravamento del reato di peculato, ha deciso di non farsi esaminare in Aula e presenterà delle dichiarazioni spontanee. Questa la strategia difensiva scelta dall’avvocato Franco Luigi Satta, difensore dell’ex sottosegretaria alla Cultura del governo Renzi. La Procura contesta all’ex consigliera regionale una somma di 81mila euro relativa alla legislatura 2004-2009, soldi del gruppo Pd destinati all’attività istituzionali ma che l’accusa ritiene siano stati spesi illegittimamente. Con l’udienza estiva, praticamente il suo processo sarà arrivato vicino alla conclusione. A giorni è attesa la decisione del Tribunale sugli altri indagati rispetto alla decisione di archiviazione o di rinvio a giudizio e dunque, vedendo in casi in esame, di quasi certa condanna tanto che diversi leader politici coinvolti starebbero pensando al patteggiamento per ridurre la pena e soprattutto la radiazione dalla vita pubblica e privata, da perpetua a quinquennale.

Nella foto Silvestro Ladu

S.I.

Alghero: bomba carta e vandali

ALGHERO – Doppio preoccupante episodio nella notte. Ad Alghero, ieri (lunedi 27 febbraio), intorno alle 22.20 si è udita una forte esplosione. Paura e allarme tra i residenti. Pare si sia trattato di un bomba carta che è stata fatta scoppiare in via Fratelli Cervi, l’arteria tra la zona del Lido e il quartiere della Petraia. Sul posto carabinieri e polizia che stanno portando avanti le indagini rispetto all’ennesimo atto intimidatorio da registrare nel centro catalano.

Ma non solo. Sempre ieri notte ignoti, forse dei vandali o peggio dei ladri, hanno cercato di introdursi negli spazi gestiti dal Comune di Alghero de Lo Quarter. Qui, tra l’altro è stata da poco trasferita la sede della Fondazione Meta. E’ stata scardinata una porta e sono stati divelti degli idranti oltre che altre danni alle strutture interne. Anche su questo fatto ci sono le indagini delle forze dell’ordine.

Nella foto alcuni degli spazi nella piazza de Lo Quarter

P.S.

Aggressione: anziano denunciato

SASSARI – Nel pomeriggio odierno, a seguito di segnalazione alla centrale operativa, personale della Sezione Volanti è intervenuto in un’abitazione situata nel quartiere Monte Rosello, ove poco prima un 80enne, pensionato, aveva colpito con un martello, la moglie 83enne, ferendola alla testa. Sul posto gli agenti hanno subito effettuato gli accertamenti del caso per cercare di ricostruire la dinamica dei fatti accaduti.

Nel frattempo la donna è stata prontamente soccorsa dal personale del 118 e trasportata presso il locale pronto soccorso per le ferite riportate al cranio. L’uomo, che al momento dell’intervento si trovava in evidente stato confusionale, è stato trasportato e ricoverato presso il reparto di psichiatria dell’ospedale civile. Lo stesso è stato denunciato in stato di libertà.

Processo fondi: nuove 13 condanne

CAGLIARI – Chiuso il così detto “primo filone” del processo per i fondi ai gruppi. 13 (pesantissime) cndsnne per altrettanti esponenti politici. Al termine di un processo durato quasi quattro anni i giudici della prima sezione penale di Cagliari hanno inflitto 5 anni e mezzo a Giuseppe Atzeri, 4 e mezzo a Maria Grazia Caligaris, Sergio Marracini e Mario Floris, 4 a Oscar Cherchi e Raffaele Farigu, 3 anni e 10 mesi a Salvatore Serra e Carmelo Cachia, 3 ad Alberto e Vittorio Randazzo, 2 anni e due mesi a Mario Raimondo Ibba, Pierangelo Masia e Salvatore Amadu.

Altri onorevoli sardi in passato hanno patteggiato (Sisinnio Piras, un anno e 8 mesi), sono stati condannati (Silvestro Ladu 6 anni, Beniamino Scarpa 4 anni e mezzo, Carlo Sanjust 3 anni, Onorio Petrini 2 anni e 4 mesi, Adriano Salis un anno e 8), e assolti (Renato Vittorio Lai e Peppinio Balia). Adesso ci saranno da prendere le decisioni per l’inchiesta relativa sempre all’uso sui fondi ai gruppi. Coinvolti diversi rappresentanti politici, onorevoli ed ex, e anche rappresentanti istituzionali. Il tribunale, a seguito delle prove e testimonianze raccolte in questi mesi (quasi mille pagine di requisitoria) deciderà chi rinviare a giudizio (è molto probabilmente condannare) e chi invece vedrà il suo caso archiviato.

S.I.

Porto Torres: arresto per rapina

PORTO TORRES – Nella mattinata di ieri i Carabinieri della Compagnia di Porto Torres (SS) hanno arrestato P.G.M., portotorrese, pregiudicata, classe 78, quale responsabile della rapina commessa il 28 gennaio 2017 presso il supermercato “LD” di Porto Torres.

Era quasi all’orario di chiusura quando una delle commesse del supermercato si rende conto che l’atteggiamento di P.G.M. era strano, insolito, l’andamento della donna era barcollante come se portasse indosso un peso che le rallentava i movimenti. L’attenzione degli addetti alle vendite si concentra con più insistenza anche perché P.G.M. non era la prima volta che entrava nel market senza acquistare nulla. Giunta alle barriere anti taccheggio, l’allarme fa concretizzare i sospetti sulla stranezza di quell’atteggiamento.

Immediatamente scatta la chiamata al 112 per chiedere il pronto intervento dei Carabinieri della Compagnia di Porto Torres, contestualmente la responsabile del supermercato cerca di fermare la donna che si era impossessata di una decina di bottiglie di super alcolici occultate in una borsa e non pagate. Le azioni sono concitate, gli animi si scaldano e la P.G.M. dopo alcuni istanti successivi al confronto con gli addetti alle vendite si divincola e sferra un vigoroso morso alla mano della direttrice, si libera e fugge via a piedi con una delle bottiglie trafugate.
All’arrivo presso il supermercato “LD” i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Porto Torres hanno raccolto le prime informazioni e la descrizione fisica della donna, messo a sistema le indicazioni degli addetti alle vendite con le testimonianze di altri clienti e immediatamente hanno dato un nome al volto della P.G.M. che intanto si era allontanata a piedi e si era dileguata per le vie del centro.

Nei giorni successivi gli ulteriori accertamenti delegati dall’Autorità Giudiziaria hanno consentito di costruire un quadro probatorio chiaro preciso e concordante circa la responsabilità di P.G.M. che all’esito delle risultanze investigative era chiaro che avesse commesso una rapina per assicurarsi la fuga ed il possesso di una delle bottiglie di super alcoolici illecitamente asportati.

Al termine dell’attività d’indagine, i carabinieri della Compagnia di Porto Torres hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. di Sassari, su proposta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari, nei confronti di P.G.M. poiché responsabile di rapina e dopo averla rintracciata è stata arrestata.

Vane sono state le giustificazioni addotte dalla donna che ha cercato di minimizzare l’evento ma sono comunque scattate le manette ed i carabinieri della Compagnia di Porto Torres, nella stessa mattinata, l’hanno associata al carcere di Bancali.

Nella foto una pattuglia dei carabinieri

S.I.

Processo Fondi: chiude primo filone

CAGLIARI – Lunedi, dopo oltre un lustro, si chiude il primo filone del processo sull’uso non legale dei “Fondi ai Gruppi del Consiglio Regionale”. Attesa la sentenza per 14 esponenti politici. Queste i nomi con le richieste del Pm Marco Cocco: Carmelo Cachìa 4 anni, Giuseppe Atzeri 7 anni, Tore Amadu 3 anni, Mariolino Floris 5 anni, Maria Grazia Caligaris 5 anni, Oscar Cherchi 4 anni, Sergio Marracini 4 anni, Raffaele Farigu 4 anni, Salvatore Serra 4 anni, Alberto Randazzo 3 anni, Vittorio Randazzo 3 anni, Giommaria Uggias 2 anni e due mesi, Raimondo Ibba 2 anni e due mesi e Pierangelo Masia 2 anni e due mesi.

Chiuso questa vasta porzione dell’indagine che ha visto anche l’archiviazione per gli ex-leader della Margherita e poi Progetto Sardegna Marco Espa, Giuseppe Luigi Cucca, Francesco Sanna ed Eliseo Secci per non aver commesso il fatto, ovvero peculato aggravato, il Tribunale deciderà sugli altri indagati, tra cui diversi importanti politici e rappresentanti istituzionali, che hanno fatto (e fanno ancora) parte del Progetto Sardegna, Pd, Udc, Riformatori e Pdl. Da Palazzo di Giustizia sembra che ci sarà un ulteriore accelerata per chiarire le posizioni tra assoluzioni e rinvii a giudizio e poi arrivare a sentenze entro l’anno.

Nella foto il Tribunale di Cagliari

S.I.

Processo Fondi: Diana e Barracciu

CAGLIARI – Dopo il rinvio a giudizio dell’ottobre 2015, parte il processo che vede imputata Francesca Barracciu per l’accusa di peculato aggravato. La famosa vicenda dei fondi ai gruppi che vede coinvolti diversi esponenti politici e anche attuali amministratori. A palesare, ancora una volta, la volontà degli inquirenti di fare in fretta, questa mattina, invece del dibattimento, è stata presentata una memoria con tutte le attività investigative svolte dallo speciale pool di carabinieri e finanzieri coordinati da Pubblico Ministero Marco Cocco. Documentazione prodotta ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Cagliari dai militari che oggi avrebbero dovuto testimoniare al processo contro l’ex sottosegretaria alla Cultura.

Dunque, come detto, un’udienza lampo: presentata la memoria – in sostituzione dell’esame del pm – il processo è stato subito rinviato al 9 febbraio per il controesame del difensore Franco Luigi Satta. Di fatto, però, è stato dichiarato aperto il dibattimento. L’ex sottosegretaria non era presente in aula. La Procura di Cagliari contesta all’esponente del Partito Democratico una somma di 81mila euro relativa alla legislatura regionale 2004-2009, soldi del gruppo consiliare destinati all’attività istituzionali ma che l’accusa ritiene siano stati spesi illegittimamente. Con oggi si è anche formato il collegio definitivo che giudicherà l’ex esponente del governo Renzi: a presiedere resta il giudice Massimo Costantino Poddighe affiancato da Francesco Alterio e Andrea Mereu.

Non solo Pd o centrosinistra, ma anche centrodestra e nello specifico An e Pdl sono finiti sotto i riflettori. In questi giorni c’è stata l’udienza dell’ex-dirigente e consigliere regionale Mario Diana che ha risposto alle domande del pubblico ministero Marco Cocco. Anche lui è imputato di peculato aggravato nell’ambito dell’inchiesta sull’utilizzo ritenuto illecito dei fondi riservati ai gruppi del Consiglio regionale della Sardegna, coinvolti una novantina di ex consiglieri della XIII e XIV legislatura. Diana ha già fatto quasi un anno di galera (dopo l’arresto nel 2013 e il rilascio l’anno successivo).

In totale sono contestate circa 200mila euro di spese dei fondi. Sotto le lenti della Giustizia nello specifico la sede del politico oristanese. “Avevo anche una mia sede a Oristano, davanti alla Cattedrale, che pagavo con un affitto all’Istituto sostentamento del clero. Prima 700 euro poi quasi mille al mese. Quella fu una delle spese maggiori. Pagavo un assegno e ricevevo regolare ricevuta”. L’ex consigliere regionale ha poi giustificato altre spese sostenendo che servivano per pagare i collaboratori. L’udienza è stata aggiornata ad oggi 17 febbraio: proseguirà l’esame dell’imputato, questa volta con le domande della difesa.

Nella foto un’udienza con l’imputato Mario Diana

S.I.