Alghero, grosso incendio. Fiamme vicino La Siesta |foto

ALGHERO – Grosso incendio in cima a Scala Piccada. Nel territorio che collega Alghero e Villanova Monteleone si è sviluppato intorno alle 20.45 un grosso rogo. Le fiamme, si sono diffuse nei pressi dell’ex-discoteca La Siesta, sono visibili da tutta la Riviera del Corallo e pure dalla strada per Bosa e ovviamente dai comuni confinanti. Non dovrebbero esserci danni al famoso locale notturno, mentre sta bruciando una grossa porzione di macchia mediterranea. Sul posto sono giunti i soccorsi e in particolare i Vigili del Fuoco, Forestale e tutte le forze dell’ordine che si stanno adoperando per argine il fuoco ed evitare gravi danni. Quasi certa la matrice doloso dell’incendio che sarebbe stato appiccato proprio nelle ore serali quando non possono intervenire i mezzi aerei e soprattutto si alza la brezza dal mare che spinge verso l’altro, in questo caso le fiamme.

Articolo in aggiornamento

Nella foto l’incendio in cima a Scala Piccada

S.I.

Weekend di incendi: interventi

ORISTANO – Diversi incendi sono divampati nel weekend in Sardegna, alimentati dal forte vento, e stanno vedendo impegnate le squadre della Protezione civile, i vigili del fuoco, il Corpo forestale e i volontari. L’episodio più grave a Paulilatino, nell’Oristanese, a ridosso della Statale 131 – la principale arteria dell’isola – tanto che la strada è stata chiusa al traffico per una decina di minuti.

Il rogo, le cui cause non sono state accertate, è scoppiato all’altezza di Santa Giusta, avvicinandosi pericolosamente alla strada. Gli automobilisti in transito oltre al fumo si sono trovati davanti anche le fiamme. Sul posto sono subito arrivati gli agenti della Polizia stradale, il Corpo forestale e la Protezione civile. La 131 è stata chiusa dal km 114 al 119. Intanto a Santa Giusta arrivavano i mezzi aerei della flotta regionale: un elicottero e il Super Puma che lanciando bombe d’acqua hanno arginato le fiamme. Il fuoco si è poi allontanato dalla strada.

Spaccio droga ad Alghero, 15 arresti

ALGHERO – Ci sono anche un poliziotto in servizio al Commissariato di Alghero e un imprenditore della nautica tra le 15 persone, come informa l’Agenzia Ansa, interessate dai provvedimenti restrittivi (di cui 10 arresti e cinque con accuse minori e dunque ai domiciliari) questa mattina al termine dell’operazione “Rewind”, condotta dagli uomini del commissariato algherese. In manette Pasqualino Dimaio, agente di 54 anni, accusato di avere rapporti molto stretti con Corrado Usai, 56 anni, algherese, titolare di un rimessaggio nautico.

Secondo la Procura Dimaio avrebbe avvisato Usai – già finito in passato nei guai per vicende connesse alla droga – dell’imminente svolta di un’indagine partita nel 2016 quando era stato fermato al porto di Porto Torres un carico con 4 chili di cocaina. L’indagine, coordinata dalla dirigente Claudia Gallo sotto la supervisione del procuratore di Sassari, Gianni Caria, è stata denominata “Rewind” perché due delle figure chiave su cui ruota l’attività investigativa erano già finiti nei guai per un’analoga operazione.

Nella foto il Commissariato di Alghero

S.I.

Attentati, condanna da Pirisi

ALGHERO – “Esprimiamo piena solidarietà per gli attentati intimidatori di questi giorni che hanno visti colpiti sindaci e sede politiche di partito”, cosi il consigliere comunale del Partito Democratico Mimmo Pirisi riguardo gli abominevoli attentati contro la sede dei dem e contro il sindaco di Cardedu

“Fatti sempre più frequenti che preoccupano e minano la democrazia e che mettono a dura prova chi volontariamente si occupa di amministrazione pubblica e di normale vita politica. Crediamo che da parte di chi dovrebbe proteggere i cittadini sia necessaria una forte risposta per far si che questi atti non rimangano impuniti e non si ripetano più”.

Nella foto Mimmo Pirisi

S.I.

Attentato contro la sede del Pd di Dorgali

NUORO – Attentato nella notte a Dorgali contro una sede del Pd: secondo le prime informazioni degli investigatori, gli uffici nella centrale via Lamarmora sarebbero stati fatti saltare in aria utilizzando una bombola di gas. L’esplosione, avvenuta intorno alle 2, avrebbe provocato gravi danni all’edificio. L’onda d’urto, che ha completamente divelto l’ingresso della sede dem, ha anche danneggiato un’auto parcheggiata vicino all’edificio. Fortunatamente non si registrano feriti. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri – che stanno effettuando i rilievi e hanno avviato le indagini – ma anche gli uomini della Polizia e i vigili del fuoco.

Nella foto l’attentato di Dorgali

S.I.

Porto Torres, riunione su incendio

PORTO TORRES – Ieri pomeriggio, nella sala del Centro Operativo Comunale del Comando di Polizia Locale, si è svolta la prosecuzione delle attività iniziate ieri da parte delle istituzioni. All’incontro hanno partecipato Il Sindaco di Porto Torres Sean Wheeler e il Vicesindaco Marcello Zirulia. La riunione è stata coordinata dalla Prefetta di Sassari Maria Luisa D’Alessandro, alla presenza dei rappresentanti di Provincia di Sassari, Capitaneria, Carabinieri, Polizia di Stato, Consorzio Industriale provinciale, Polizia Locale, Vigili del Fuoco, Arpas, Asl e delle aziende Versalis, E’ Ambiente e Inversol.

Durante l’incontro sono state ricostruite le fasi che hanno portato all’adozione delle misure precauzionali adottate dall’Amministrazione comunale nella serata di sabato 27 luglio. È emerso che la dispersione dei fumi dell’incendio che ha interessato un capannone nell’area industriale non ha riguardato il centro abitato, ma nella serata, per motivi precauzionali, stante le mutate condizioni meteorologiche, è stata adottata l’ordinanza sindacale precauzionale di sospensione delle attività all’aperto, valutata molto positivamente durante l’incontro odierno.

Dai monitoraggi effettuati dall’Arpas sulla qualità dell’aria sin dalla giornata di ieri non si sono rilevati scostamenti dalla norma. Il Sindaco, prendendo atte delle valutazioni di tutti gli intervenuti, ha revocato l’ordinanza sindacale di sospensione delle attività all’aperto. Sono state assicurate dagli enti tutte le fasi successive di monitoraggio previste dalle norme.

Nella foto l’incendio a Porto Torres

S.I:

Yacht alla deriva, allarme e soccorsi

CAGLIARI – Alle ore 1710 del 27/07/2019, la Sala Operativa della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Cagliari ha ricevuto una richiesta di soccorso pervenuta dal Motor Yacht  “Oceans Five” bandiera maltese avente lunghezza di 25 metri. Il M/Y partito da La Valletta con sei persone a bordo era diretto a Cagliari. Durante la navigazione, a circa 8 miglia a Sud-Ovest di Capo Carbonara ha subito un avaria al motore e un probabile problema al timone. Inoltre ha iniziato a imbarcare acqua. 

Il personale della Sala Operativa del 13° Centro Secondario di Soccorso Marittimo della Guardia Costiera di Cagliari, avviava le consuete operazioni S.A.R. (Search And  Rescue), assumendone il coordinamento, inviando sul punto la dipendente  Motovedetta CP 320 che procedeva al recupero delle persone presenti a bordo con l’esclusione del comandante che tentava ancora di limitare l’ingresso di acqua. 

L’equipaggio tratto in salvo veniva accompagnato nel vicino porto di Villasimius, mentre a cura degli ormeggiatori di Cagliari, dei Rimorchiatori Sardi e una privata società di lavori subacquei si tentava il mantenimento in galleggiamento e il recupero dell’ unità. Le proibitive condizioni meteomarine rendevano difficili le operazioni e pertanto anche il Comandante era costretto ad abbandonare l’unità che, dopo essersi rovesciata a tutt’ora risulta essere alla deriva.  La Capitaneria data di Porto di Cagliari ha avviato un inchiesta per ricostruire i fatti accaduti  e contestualmente diffidato il Comandante e la società armatrice a porre in essere tutte le azioni finalizzate al recupero dello scafo. 

Nella foto lo yacht alla deriva nel sud della Sardegna

S.I.

Nube tossica a Porto Torres, Regione in moto

PORTO TORRES – “Il Presidente della Regione Christian Solinas, l’Assessore regionale all’Ambiente Gianni Lampis, sono costantemente informati sul disastro ambientale a Porto Torres. È stato inviato a Porto Torres il Direttore di Dipartimento di Sassari Arpas sul luogo dell’incendio della fabbrica e stanno monitorando ricadute su aria e impianti trattamento acqua”. E’ anche il dirigente del Psd’Az di Porto Torres, Bastianino Spanu, ad informare riguardo le prime azioni messe in campo dalla Regione riguardo il grave episodio accaduto a pochi chilometri da Alghero e Sassari e che rischia di diventare un vero disastro ambientale. E’ andato a fuoco un deposito di vernici che era di proprietà dell’Ex-Inversol. Materiale tossico e nocivo, per questo è alto l’allarme. Attesi interventi e prese di posizione anche dall’Amministrazione dei 5 Stelle del Sindaco Wheeler.

Nella foto l’incendio a Porto Torres

S.I.

1 kg di coca nella vernice: arrestato

OLBIA – È sbarcato dal traghetto in arrivo da Genova con un chilo di cocaina purissima, immersa nella vernice per cercare di ingannare il fiuto dei cani antidroga. Ma lo stratagemma non ha funzionato. Un uomo di 55 anni, originario della Puglia ma da tempo residente a Milano, è stato arrestato ieri dalla Guardia di finanza del Gruppo di Olbia al porto Isola Bianca.
   

L’uomo alla vista dei militari ha cercato di sfuggire ai controlli, ma una volta fermato, sulla sua auto è stato scoperto un doppiofondo ricavato tra il vano portabagagli e lo schienale del sedile posteriore. Lì erano nascosti due pacchi sigillati sottovuoto, coperti con caffè in polvere e immersi in un barattolo di vernice, e con all’interno la cocaina, prontamente scovata dai cani antidroga Ober e Daff.

La droga, se immessa sul mercato, avrebbe potuto fruttare circa 300mila euro. Il 55enne è stato arrestato e accompagnato nel carcere di Nuchis, a Tempio Pausania, dove si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Nella foto il porto di Olbia con i cani della Finanza

S.I.

Droga, stroncato traffico dall’Albania

OLBIA – Nelle prime ore di questa mattina, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Cagliari che ha diretto l’intera attività investigativa, i Carabinieri del Comando Provinciale di Sassari, in collaborazione con il Comando Provinciale di Ferrara, il 10° Nucleo Elicotteri di Venafiorita e lo Squadrone Eliportato Cacciatori “Sardegna”, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’Ufficio del G.I.P. del Tribunale di Cagliari, su richiesta della stessa Procura, nei confronti di 8 indagati che sono ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti.

L’indagine, denominata “SEAWAY”, è stata avviata a fine ottobre2016 a seguito di una mirata attività di analisi sullo spaccio di sostanze stupefacenti nella piazza di Olbia e in particolare nella Costa Smeralda; i militari del Reparto Territoriale di Olbia hanno iniziato ad osservare alcuni soggetti di nazionalità albanese e italiana che, alla luce dei loro trascorsi penali, facevano presumere che stessero trafficando stupefacenti.

L’attività si è subito sviluppata con dei primi importanti riscontri sul campo grazie ad una attenta attività di osservazione e pedinamento che ha permesso di individuare due albanesi in possesso di 1 kg di cocaina purissima, motivo per cui il 30 dicembre 2016 sono stati tratti in arresto. Questo arresto ha portato le indagini sulla “strada del mare”, da cui prende il nome l’operazione, perché l’organizzazione criminale sfruttava i trasporti marittimi per muovere lo stupefacente. I militari hanno così ricostruito il profilo di un’organizzazione Italo-Albanese che importava in Sardegna importanti quantità di cocaina, con l’utilizzo di corrieri sia stranieri sia italiani.

Nel corso delle indagini, nel primo semestre del 2017, sonoemerse diverse attività illecite da parte di alcuni giovani della zonae, nel mese di febbraio, è stato arrestato un 25enne per la detenzione di circa 2,5 Kg di marijuana, poi risultati essere un pagamento di una partita di cocaina.

Tale attività ha aperto un ulteriore intreccio investigativo che ha consentito di trarre in arresto altre 4 persone di nazionalità italiana, trovate in possesso di 1 kg di cocaina purissima.

L’indagine si è poi concentrata sul traffico e spaccio di cocaina individuando, in alcuni noti pregiudicati locali e della provincia di Cagliari, il canale Sardegna-Albania che si era consolidato con delle basi logistiche localizzate nel Lazio, in Lombardia ed in Emilia Romagna.

Da queste basi i corrieri raggiungevano l’isola mediante i traghetti passeggeri dai porti di Livorno e Civitavecchia.

L’attività è stata condotta dalla Sezione Operativa del Reparto Territoriale di Olbia con il coordinamento fondamentale della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga presso il Ministero dell’Interno, unità interforze che coordina tutte le attività antidroga e permette un continuo e costante coordinamento tra le Forze di Polizia in campo.

La D.C.S.A. ha permesso ai militari di Olbia di confrontarsi in tempo reale con altri organismi antidroga e, grazie all’attività investigativa posta in campo, è stato possibile identificare l’intera organizzazione, a partire dal vertice, identificato in un cittadino albanese, residente all’estero e noto narcotrafficante ricercato già da altre Forze di Polizia.

A quel punto l’attenzione è stata rivolta a ricostruire il movimentodi droga dall’Albania alla penisola e, successivamente,cristallizzare l’attività di spaccio in Gallura. Il destinatario finale del traffico erano sia i giovani, verosimilmente anche in età scolastica, sia la movida della Costa Smeralda e i principali localipubblici.

Nel mese di agosto 2017, nel corso di successivi accertamenti e di ulteriori servizi di osservazione nella città di Olbia, nonchéseguendo i movimenti dei membri dell’organizzazione, i militari sono giunti a trarre in arresto un giovane Olbiese, ora detenuto in carcere per altra causa, il quale aveva importato 2 kg della pericolosissima cocaina “nera”, individuata grazie alle analisi del RIS di Cagliari e verosimilmente introdotta per la prima volta in Sardegna. Tale stupefacente si presenta confezionato mediante l’utilizzo di particolari sostanze chimiche che ne modificano il colore, rendendo la sostanza non più di colore bianco brillante o rosa, bensì marrone scuro (da qui il nome “cocaina nera”), e la rendono non individuabile dalle unità cinofile, oltre al fatto che risulta altamente pericolosa per chi ne facesse uso.

La morsa degli inquirenti si è stretta ulteriormente intorno ad un soggetto albanese, già residente a Olbia, promotore dell’organizzazione, il quale è stato arrestato per la detenzione di 1,5 kg di cocaina purissima e 1,5 kg di eroina, quest’ultima molto richiesta nella piazza di Sassari, e spacciata da un cittadino senegalese, anch’egli parte integrante dell’organizzazione smantellata con l’operazione dei Carabinieri di Olbia.

L’intera indagine, nel suo complesso, ha consentito di interrompere un ingente e remunerativo flusso di stupefacenti dall’Albania alla Sardegna passando per la penisola e destinato soprattutto ai giovani delle scuole, alla movida della CostaSmeralda e alle coste del Nord Sardegna.

L’indagine ha portato all’arresto di 9 persone in flagranza di reato negli ultimi due anni e 6 soggetti con l’ordinanza eseguita alle prime luci dell’alba, nonché al sequestro complessivo di 10 kg di cocaina, eroina e marijuana, mentre ulteriori due soggetti potrebbero essersi recati all’estero e sono oggetto di ricerche in ambito internazionale.