Quintilio, Alghero alla deriva

ALGHERO – Non c’è fine all’incubo per Alghero. Dopo la chiusura di Quintilio, per il noto ristorante ubicato nella zona di Calabona, dove tra l’altro non sorgono altre attività, arriva la batosta più pesante: la revoca della concessione.

Provvedimento recapitato all’azienda di giovani algheresi che non con fatica aveva ridato nuova vita allo storico locale con anche un importante investimento andando a provare a rivitalizzare un tratto di costa di estremo pregio, ma praticamente privo di alcun servizio. E non si parla solo di ristorazione ma, ad esempio, anche di bagni pubblici.

Eppure la burocrazia ha ancora una volta travolto il buon senso ovvero la politica. Ed è così che il Comune di Alghero in ottemperanza a quanto deciso dagli uffici regionali preposti ha firmato la revoca della concessione. Adesso i tecnici e avvocato che seguono le pratiche del locale dovranno produrre la documentazione ottenuta dal tribunale del riesame dove venivano rappresentante le istanze per il dissequestro. Ciò al fine di sospendere in autotutela il provvedimento di revoca.

La decisione è nelle mani di Sant’Anna. Inteso non in colei che ha ottenuto la beatificazione, ma in coloro che oggi amministrano Alghero e in particolare il sindaco. Perché è noto che il provvedimento è stato attuato dalla Guardia di Finanza (pare a seguito della classica e sempre odiosa segnalazione di altri privati) e non certamente dal sindaco di turno, ma è altrettanto evidente che l’assenza della politica, quella buona, vera, con la “P” maiuscola, che fa da tramite tra cittadini e autorità, aiuta a derimere le questioni e risolvere i problemi, oramai è solo un lontano ricordo. E questo pesa in maniera devastante su Alghero che oramai pare un luogo sempre più alla deriva.

Bella foto Quintilio

S.I.

Porto discarica: pulizie dei velisti

ALGHERO – Certi gesti spiegano molto piu’ delle parole in quale tremenda situazione sia finita Alghero. Nella giornata di ieri lo staff istruttori della scuola “Vela Yacht Club Alghero”, capitanati dallo storico rappresentate del club Marco Badessi, ha pulito lo scalo e tutta l’area antistante, specchio acqueo compreso. Ovvero la zona che vede proprio i novelli velisti cimentarsi nell’ingresso in mare i giovani velisti che nei mesi estivi frequentano i vari corsi. Ma, come commenta lo stesso Badessi, “il porto continua ad essere una discarica”.

Un luogo che dovrebbe essere un gioiello. Sinonimo di accoglienza e in molte localita’ perfino di benessere e ricchezza, anche questo aspetto per la Riviera del Corallo e’ diventato una negativita’ o peggio una mancata possibilita’ di sviluppo e crescita. Eppure ci sono dei privati pronti con soldi alla mano a realizzare da anni un nuovo scalo.

Anche su questo punto erano arrivate le rassicurazioni del sindaco Mario Bruno quando a gennaio, in difesa dei ritardi della Regione, disse che erano “tutti svegli” e che non c’era alcun impasse. Bene, anzi male, siamo a giugno e’ non solo non si e’ sbloccato l’iter per realizzare il nuovo porto, ma l’attuale approdo e’ una discarica in piena centro citta’ e in totale decadenza.

Nella foto i giovani velisti mentre puliscono una parte del porto

S.I.

Spiagge: cercasi parcheggi

ALGHERO – L’amministrazione ricerca aree di sosta nella fascia costiera di Porto Conte, nel tratto di litorale prospiciente la SP55 fino all’intersezione con la SP55bis, ( Zona Mugoni, La Stalla e oltre) e in corrispondenza della viabilità a servizio delle spiagge “Le Bombarde” e Lazzaretto”. Le aree dovranno essere adibite alla sosta di autoveicoli a titolo gratuito e per la sola stagione balneare 2016, senza che ciò possa costituire aspettativa e/o prelazione per le future attività pianificatorie di competenza dell’Amministrazione .

La necessità di reperire aree per parcheggi è conseguente alle determinazioni con le quali il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale – Servizio di Ispettorato Ripartimentale di Sassari rappresenta una situazione di pericolo per la pubblica incolumità derivante “dall’utilizzazione, come area di sosta per autoveicoli, di una porzione di un fondo privato situato lungo la pista sterrata utilizzata per l’accesso ad un tratto della spiaggia La Stalla- Porto Conte…”, situazione aggravata dalla mancanza dei necessari presidi antincendio nonché dalla presenza di unica viabilità di accesso dotata di un ponticello con larghezza non compatibile con il regolare deflusso nei due sensi di marcia; conseguenti le ordinanze di istituzione di divieto di sosta emesse dal Dirigente del Settore Mobilità Urbana del Comune di Alghero. La situazione ha determinato l’improprio utilizzo dei margini della SP55 per la sosta dei veicoli, con conseguente intralcio e pericolo per la circolazione e per i pedoni che attraversano la viabilità.

Si è reso necessario quindi reperire aree idonee al parcheggio con urgenti azioni tese alla immediata risoluzione della problematica, pur nel rispetto delle componenti ambientali e prescrizioni in materia di antincendio e circolazione stradale. La proposta da parte dei proprietari o aventi titolo dovrà essere presentata al protocollo generale in busta chiusa. Sulla busta, oltre all’indicazione del mittente, dovrà essere scritta la seguente dicitura “MANIFESTAZIONE DI VOLONTA’ PER LA MESSA A DISPOSIZIONE ED ALLESTIMENTO DI AREE IDONEE ALLA SOSTA DEI VEICOLI NEL TRATTO DI LITORALE IN LOC. MUGONI E NEL TRATTO BOMBARDE-LAZZARETTO”. La data di scadenza per la presentazione delle proposte è fissata per il giorno 24 giugno 2016 ore 13.00.

Nella foto la spiaggia delle Bombarde

S.I.

Bruno toglie tavolini e apre tavoli

ALGHERO – “Convocherò le imprese per verificare, come ha già fatto l’amministrazione, il comandante Calzia e come ho fatto io personalmente in queste settimane, la possibilità di un accordo – finora non raggiunto – su un progetto d’insieme per le attività del porto e in particolare per Il Milese, Ambarok e Poldo”. Così il sindaco Bruno riguardo l’assurda chiusura dello storico bar-focacceria “Il Milese”. Sigilli scaturiti dal regolamento dei suoli pubblici ideato e prodotto da Bruno e dalla sua assessora Natacha Lampis.

“I regolamenti si rispettano e anche il progetto d’insieme e’ una possibilità del regolamento, ma occorre la volontà di tutti. Non c’è alcuna volontà repressiva da parte dell’amministrazione, ma non ci sono neanche margini di discrezionalità politiche quando sentenze del Tar e diffide non vengono osservate. Spero ancora nel buon senso e nella ragionevolezza. Già da domani, insieme a Confcommercio, riconvocherò le parti alla ricerca di una soluzione possibile che tenterò fino all’ultimo, senza far prevalere prepotenze e nell’esclusivo interesse generale.”

Nella foto Mario Bruno

S.I.

Tavolini: chiuso il Milese

ALGHERO – “Notificato l’atto, non più differibile, col quale si ordina l’immediata rimozione della parte di suolo pubblico occupata abusivamente e si dispone la contestuale chiusura di giorni 5 del Bar “Il Milese”, in ottemperanza al vigente regolamento comunale che disciplina l’occupazione di suolo pubblico”. Così dall’amministrazione Bruno sul provvedimento che sta sollevando un polverone in città ed è materia di discussione a livello regionale con tutti, o quasi, concordi nel condannare le scelte del governo cittadino.

“Sanzione che scaturisce a causa del reiterato abuso verbalizzato e notificato in tre distinte sanzioni del 13 aprile 2016, 18 aprile 2016 e 18 maggio 2016, in seguito agli annunciati sopralluoghi effettuati in tutti i quartieri della città dalla Polizia Locale, come concordato con le associazioni di categoria, al fine di accertare il rispetto delle regole alla base di una leale concorrenza tra attività diverse.
La concessione in questione – n° 38 del 4 marzo 2016 – autorizza una superficie totale di mt. 73,71 con l’obbligo di lasciare 120 cm liberi tra le occupazioni confinanti (lato “Anbarok”), ovvero lo spazio del portone del palazzo a confine tra le due attività commerciali”.

“Anbarok”, nel rispetto delle prescrizioni, si adegua, non il “Milese” che presenta ricorso al TAR Sardegna. Il tutto nonostante la confinante farmacista avesse rilasciato regolare nulla osta per la titolare dell’attività, la sig.ra Fiori, al fine di occupare una sezione di suolo a lei prospicente (in virtù di questo è rilasciata autorizzazione più ampia). Niente da fare, la sig.ra Fiori non si muove ne con la struttura – attualmente abusiva perchè priva di regolare autorizzazione, per la quale pende una specifica e dettagliata denuncia alla Procura della Repubblica – tanto meno con i tavolini. Nel frattempo interviene l’ordinanza del TAR che conferma il valore del regolamento applicato dagli uffici; L’ordinanza TAR, a pag 2 testualmente cita: …deve ritenersi legittima e ragionevole la finalità perseguita dal Comune di assicurare un distacco di m. 1.20 tra i tre esercizi commerciali adiacenti siti nella via in questione”.

Nella foto il Milese

S.I.

“Sospendere chiusura attività”

ALGHERO – “Non intendo entrare nel merito delle contestazioni fatte al Bar Milese e al Ristorante Quintilio. Lo faranno gli avvocati delle aziende. Ma sono fortemente convinto che in entrambi i casi l’Amministrazione avrebbe dovuto usare un po’ di buon senso e di raziocinio”. Il commento relativo alla improvvida chiusura delle due attività storiche è del Consigliere regionale Marco Tedde.

“Sono situazioni molto complesse e spesso ingarbugliate dall’Amministrazione stessa con Regolamenti pasticciati e provvedimenti contradditori. In queste fattispecie -propone l’ex sindaco di Alghero- l’Amministrazione deve prendere una pausa di riflessione e sedersi attorno ad un tavolo con gli esercenti. Può farlo anche adesso. Anche in questo istante a titolo di cautela può sospendere l’efficacia dei provvedimenti. Tra le altre cose, per quanto attiene a Quintilio pende un pronunciamento favorevole del Tribunale del riesame. Mentre per il Milese c’è il ragionevole dubbio di qualche fraintendimento amministrativo. Non è questo il momento per serrare esercizi e buttare letteralmente sul lastrico intere famiglie di esercenti e di lavoratori. Anche perché nel frattempo -denuncia per l’ennesima volta il Consigliere regionale- prosegue nei fatti la incredibile occupazione abusiva dell’ex Caserma dei Carabinieri nel silenzio complice dell’Amministrazione. Due pesi e due misure! Bruno rifletta e ritorni sui suoi passi. -chiude il vice capogruppo di Forza Italia-. Apra un canale di dialogo con le due aziende. Ma con entrambe e oggi!”

Agro e Maria Pia: triste novella

ALGHERO – Decorsi tre mesi dai grandi proclami secondo i quali, attraverso una delibera di giunta, l’agro di Alghero avrebbe potuto superare i gravosi meccanismi del PUC, devesi amaramente constatare che, al contrario, le pedine non si sono mosse di una virgola e alla cittadinanza pare sia stato fatto, invece, scacco matto.
Il 23 marzo 2016, infatti, con la Deliberazione 14/46 “Direttive per l’attuazione degli artt. 57, 58 e 59 delle norme tecniche di attuazione del Piano Paesaggistico Regionale – primo ambito omogeneo nelle aree di bonifica” la Giunta regionale sembrava offrire ad Alghero l’insperata chance di una pianificazione dell’agro slegata dal laborioso PUC. Un atto raccontato dai media e da alcuni dei correlatori come l’uovo di Colombo, la risposta scontata ai mali che da tempo (almeno dal 2006, anno del varo del PPR) attanagliano l’agro di Alghero, ma che, di fatto, ben pochi vantaggi ha apportato al nostro sistema agricolo. Di semplice è rimasta, ahimè, la sola capacità di comunicare un miraggio ai speranzosi produttori dell’agro, senza che alle parole seguissero, doverosamente, i fatti.
Vero è che detto piano di valorizzazione delle aree di bonifica, il quale, dalla succitata deliberazione avrebbe dovuto trovare lo sprone per la propria genesi, appare ancora avvolto da una nebulosa. Ai primi di maggio veniva comunicata l’imminente chiusura del quadro conoscitivo il che, rapportato al mondo delle favole, sarebbe un po’ come trovarsi ancora fermi al “C’era una volta”. E, come in tutte le favole, anche in questa non poteva mancare l’antagonista.
La nostra regina cattiva prende il nome di Maria Pia e, ironia della sorte, la perimetrazione delle aree di Bonifica, così come definito dal comma 2 dell’art. 59 delle Norme tecniche di attuazione del PPR, l’ha voluta proprio all’interno del punto 23, ovvero del “Sistema delle Bonifiche di Alghero-Fertilia”. Quale sorte, dunque, le riserverà il Piano di valorizzazione? Questo interrogativo, ex multis, ci spinge a porre l’attenzione su un aspetto molto importante: se da una parte, infatti, non vi sono (o meglio, non vi sarebbero) grossi dubbi sulle politiche pianificatorie a carico dell’agro algherese, dall’altra è evidente come l’ingombrante presenza dell’area antistante al Maria Pia offra gli spunti per una discussione sicuramente più animata e meno facilmente condivisibile.
A farne le spese anche questa volta, saranno gli abitanti delle aree di bonifica che, pazientemente, dovranno stare alla finestra ad attendere i risultati di un confronto in seno all’amministrazione algherese. Il prezzo da pagare per questo spettacolo sarà notevolmente salato, pari ai milioni di euro riferibili al Piano di Sviluppo Rurale della Sardegna che, transitando nella nostra isola, lascerà nell’agro algherese solamente blande tracce del proprio passaggio.
In buona sostanza, stando così le cose, le conseguenze della mancata pianificazione non si ridurrebbero alla sola perdita di denari pubblici ma si estenderebbero altresì alle mancate opportunità in termini di sviluppo delle realtà agricole algheresi, con un evidente incremento del divario tra queste e le altre direttamente concorrenti. Evidenti anche le ripercussioni sul comparto turistico e sull’indotto in generale.
Sviluppo agricolo, turistico e tutela del territorio naturale si trovano, in questo frangente, legati a filo doppio e accumunati dal gravitare attorno all’area di Maria Pia. Rimane da comprendere, dunque, se la Giunta comunale, in accordo con le strutture regionali, avrà la forza, e prima ancora la volontà, di normare questo delicato compendio dell’area di bonifica o dichiarare l’incapacità di programmazione territoriale sollevando così l’agro da qualunque ulteriore blanda speranza venga oggi ancora riposta nel tanto atteso (e a lungo annunciato) piano di valorizzazione.

Dott. Agronomo Ferdinando Manconi

Tavolini: opposizione becera

ALGHERO – “Certa opposizione ha davvero perso di vista l’obbiettivo e di conseguenza la faccia. Con il solito ostruzionismo becero e cieco tenta di creare problemi e intralci a danno di una intera categoria che attende le modifiche al regolamento dei suoli pubblici ampiamente concordate”.

L’assessore al Demanio e Patrimonio del comune di Alghero rispedisce al mittente le fantomatiche accuse d’immobilismo pronunciate in queste ore da più consiglieri e fa chiarezza sui lavori del consiglio comunale che già martedì scorso avrebbe potuto licenziare il nuovo regolamento sulle concessioni di suolo pubblico in città, già concertate con Confcommercio e il Comitato di quartiere del Centro Storico. “Dapprima in Commissione, con le dimissioni a catena di presidente e vice, poi in aula opponendosi fermamente ad un cavillo regolamentare che ha impedito la regolare votazione. Consiglieri che festeggiano l’emblema della sconfitta del proprio ruolo, pretendendo il rispetto regolamentare dei 10 giorni di deposito degli atti, sebbene le modifiche in discussione erano state ampiamente affrontate e dibattute già dal mese di aprile, durante una delle ultime commissioni presiedute dall’allora presidente Pulina”.

Per Gavino Tanchis si tratta di un successo al contrario quello festeggiato in aula dalla minoranza, “tanto che oggi apprendo che il rimorso di coscienza di certa opposizione li ha fatti ritornare sui propri passi e vorrebbero trattare l’argomento nella riunione di venerdì. Il tutto, nonostante non siano trascorsi i fatidici 10 giorni, ovvero ai sensi del regolamento non si potrebbe ugualmente votare se non col parere unanime del consiglio, che già martedì scorso avrebbe potuto pronunciarsi anziché perdere tempo in inutili e strumentali polemiche”. “Questo la dice lunga sulla coerenza e pochezza di certa opposizione – conclude l’assessore Tanchis – che non ha a cuore la propria città, e il cui unico obbiettivo è creare confusione. Mi auguro che i consiglieri si riapproprino al più presto del loro ruolo e lo esercitino nell’interesse della collettività”.

Dissequestro (bis) per Quintilio

ALGHERO – “Ancora una volta la Giustizia ha trionfato!” Così i titolari di Quintilio Ristobar che vedono nuovamente dissequestrato il proprio locale dopo il secondo intervento della Guardia Finanza che ha eseguito l’ordinanza del magistrato che aveva chiuso per ben due volte l’attività.

“Con estremo piacere possiamo comunicare che con una sentenza di ieri 13 giugno, il Tribunale del Riesame ha avuto modo di sentenziare che il Ristobar Quintilio era stato ingiustamente sequestrato, pertanto ne ha disposto il dissequestro,
Ora ci stiamo preparando per la riapertura sperando di non avere ulteriori stop da parte delle Autorità competenti, siamo stati chiusi per 21 lunghissimi giorni nei quali abbiamo subito perdite sensibili, ma ora andiamo avanti a testa bassa”.

“Ringraziamo tutti coloro che con noi non hanno mai smesso di credere e lottare perché la nostra attività potesse proseguire, e a breve vi comunicheremo la data per la prossima riapertura. Grazie a tutti!”

Statuto lavoro: iniziativa della Cgil

ALGHERO – Mercoledi 15/06/2016 la Cgil Fp Sassari sara’ presente presso il mercatino in via corsica angolo via sardegna per la raccolta firme gia in corso a livello nazionale sulla proposta di legge di iniziativa popolare sulla Carta dei diritti universali del lavoro e di tre referendum abrogativi. Con questa iniziativa la Cgil propone un vero e proprio nuovo statuto delle lavoratrici e di tutti i lavoratori. Alla carta dei diritti sono legati tre referendum riguardanti alcuni decreti attuativi del jobs-act del governo Renzi.

“Abrogazione norme che limitano le sanzioni e il reintrego in caso di licenziamenti illegittimi. Abrogazione del lavoro accessorio (voucher). Abrogazione delle norme che limitano la responsabilita’ solidale negli appalti.
lungo il percorso del mercatino saranno posti dei banchetti per la raccolta firme da parte dei cittadini che dovranno fornire gli estremi di un documento valido di riconoscimento per la validita’ della firma. I sindacalisti della Cgil Fp Sassari auspicano una forte partecipazione da parte di tutta la popolazione per raggiungere l’ambizioso obiettivo di far diventare la Carta una legge d’iniziativa popolare per ridare dignità a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici”.

Nella foto Mauro Marras

P.S.