La ricca Alghero sempre più povera

ALGHERO – Oltre 1000 persone che chiedono assistenza alla Caritas. Tutto questo ad Alghero e dintorni. Numeri veramente preoccupanti che dovrebbe far riflettere tutti. Ciò in luoghi in cui il benessere dovrebbe essere diffuso in tutta o quasi la popolazione. Invece la disperazione è sempre più presente tra la popolazione. E non sarà certo il sole e mare di luglio a far dimenticare questa immonda situazione.

Condizione che dovrebbe far saltare sulla sedia l’attuale classe dirigente che a tutti i livelli dovrebbe avere come faro proprio il bene comune della propria popolazione, invece pare che anch’essi, ovviamente non tutti, siano distratti dagli “affari” quotidiani e personali, da selfie Sembra quasi esserci un disegno per fare abituare le persone alla povertà. Del resto abbassare i livelli di ricchezza e dunque di conoscenza è uno dei trucchi più diffusi tra gli organismi che governano gli stati più poveri. Ma pur non essendo ancora a quei livelli, l’aria che tira è questa.

D’altra parte è evidente che oramai tutto si sta livellando verso il basso. In tutti i settori ciò che emerge è un’offerta sempre più dozzinale. E questo va contro le aspettative di una località, come può essere Alghero, dove la bellezza la fa da padrone. Invece sembra che dobbiamo abituarci al contrario: alla bruttezza. E colonna portante di tale bruttura è la povertà. Non solo economica, ma immateriale che, però, volenti o nolenti, vanno di pari passo.

Abbassare il limite delle pretese è qualcosa di straordinariamente negativo e pericoloso perchè poi crea un punto di non ritorno. Se una strimpellata in piazza diventa un concerto. Se una sagra viene paragonata ad un evento. Se 10 persone in una manifestazione sono un boom. Se due settimane di luoghi affollati sono una stagione stellare. E si potrebbe continuare all’infinito, ciò vuole dire accontentarsi. Ma questo non dovrebbe accadere in un luogo potenzialmente ricco come Alghero ed invece i dati impietosi della Caritas sono là, nero su bianco, a ricordarcelo.

Dietro quei numeri ci sono delle persone, facce, problemi che ovviamente andrebbero analizzati uno per uno. Ma questo non spetta unicamente a noi realizzarlo. Noi non possiamo fare altro che denunciare tale assurda situazione che, vista anche l’attuale fallimentare stagione turistica, non potrà che peggiorare e gli effetti della mancate assunzioni del comparto mercantile (bar, ristoranti, negozi, etc), nelle strutture ricettive e negli altri comparti produttivi, si faranno sentire in tutta la sua gravità nei mesi prossimi mesi. Tutto questo ad Alghero, un luogo dove il sole potrebbe brillare quasi tutto l’anno.

Nella foto Alghero

S.I.

Stop lunghe attese: radiologie H24

CAGLIARI – La Sezione Sanità di Italia Unica, presieduta dal coordinatore regionale del partito Tore Piana, si è riunita sabato 16 luglio per analizzare, alla presenza di numerosi esperti del mondo sanitario, la grave e scandalosa situazione delle liste di attesa per esami come tac, risonanze, eco doppler, ecocardiogrammi, prove di sforzo, mammografie. Sono presenti infatti liste d’attesa che vanno da 18 mesi a 24 mesi ed in certi casi anche oltre. La situazione è insostenibile e sta peggiorando sempre più, creando disagi insormontabili ai cittadini sardi. Si tratta di una situazione inaccettabile e il presidente Pigliaru non riesce più a gestire questo grave stato di cose.

«Pare sia sfuggita completamente di mano la gestione della sanità in Sardegna e a nulla servirà la Asl unica che, al contrario – fa notare Tore Piana – renderà ancora più esosi i costi e accentrerà il potere decisionale, rendendo più lunghi i tempi decisionali e burocratici, conseguentemente aumentando la disinformazione sulle liste di attesa». Il coordinatore regionale di Italia Unica evidenzia come gli esami radiologici di tac, risonanze, radiologia tradizionale e ecografie rappresentino il fulcro intorno a cui ruota gran parte dell’attività medica sia ospedaliera che territoriale. «Oggi in Sardegna proprio queste attività rappresentano sempre più l’anello debole della sanità. Una situazione – afferma Tore Piana – che scaturirebbe dalla scarsa capacità e considerazione della dirigenza politica regionale».

«Esiste una perenne e diffusa incapacità, ma anche una cronica noncuranza, da parte dei vertici politici regionali a porre rimedio a tutto questo. Dall’altra parte sembra che siano aumentati i carichi di lavoro per radiologi dedicati, sia nei casi dell’emergenza-urgenza sia per quelli specificamente utilizzati per la diagnostica ospedaliera. Italia Unica propone una soluzione per abbattere drasticamente le liste d’attesa: fare funzionare i macchinari giorno e notte, h24, come già avviene in diverse regioni italiane, prima fra tutte il Veneto. Un paziente – riprende Tore Piana – sarebbe disposto a sostenere l’esame radiologico ben volentieri anche alle tre di notte pur di non aspettare due anni per lo stesso esame. Con questa decisione si ridurrebbero in modo drastico e definitivo le lunghe file d’attesa oggi in essere».

E il personale? Oltre a dotare i reparti specialistici di ulteriore personale specialistico (infermieri, tecnici e medici) sarebbe opportuno impiegare gli operatori attualmente in servizio negli ospedali, con gli straordinari concessi solo ai medici e infermieri che si dichiareranno disponibili e verrebbero retribuiti non solo sulle ore effettuate ma anche sul numero delle prestazioni svolte. «Questa la soluzione unica possibile – conclude Tore Piana, che preannuncia che la proposta sarà messa nero su bianco e trasmessa per lettera al presidente Pigliaru e all’assessore Arru – per l’abbattimento delle lunghissime liste d’attesa».

Nella foto Tore Piana

S.I.

Forestas cambia o scatta denuncia

CAGLIARI – “Prosegue il “pasticciaccio brutto” creato dalla Giunta Pigliaru e dalla maggioranza di centrosinistra che con la legge 8 avevano previsto norme che trattano il personale di Forestas come “figli di un dio minore”, escludendoli dal comparto pubblicistico e facendo disciplinare il loro rapporto di lavoro da un contratto collettivo di diritto privato alla cui definizione la Regione nemmeno può partecipare”. Lo ha dichiarato Marco Tedde, vice-capogruppo di Forza Itala, denunciando l’atteggiamento punitivo della Giunta regionale verso i lavoratori dell’ente.

“Dopo il chiaro intervento dell’Inps che ha inquadrato Forestas sotto il profilo contributivo nelle gestioni CPDEL e Inadel, e cioè nel sistema pensionistico dei dipendenti pubblici, oggi apprendiamo del bizzarro tentativo di Forestas di differenziare l’inquadramento contributivo degli operai da quello degli impiegati. Tentativi abnormi sotto il profilo giudico che vanno ad aggrovigliare ancor di più la matassa creata con una legge scalcagnata. Oggi ancora con più forza chiediamo che si ritorni in aula per modificare la legge istitutiva di Forestas e dare un po’ di giustizia a questi lavoratori pubblici. Diversamente saremo costretti ad adire la Magistratura del lavoro”.

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Noi con Salvini: stop invasione

CAGLIARI – “Continuano i volantinaggi per promuovere la manifestazione “Stop Invasione”,organizzata da Noi con Salvini che si svolgerà a Cagliari sabato 23 luglio, per protestare contro le politiche migratorie del Comune, della Regione, dello Stato e della Unione Europea, e che vedrà la partecipazione di cittadini provenienti da tutta la Sardegna”. Cosi Daniele Caruso coordinatore regionale di Noi con Salvini.

“La gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti, ed è proprio nel capoluogo che, quotidianamente, la popolazione lamenta fatti di cronaca, spesso trascurati dai giornali, relativi al difficile rapporto tra gli immigrati clandestini e la cittadinanza locale, e alla strafottenza dei clandestini, che vivono in condizioni di totale anarchia. Dimostreremo il dissenso dei cittadini con un presidio nella piazza simbolo dell’emergenza invasione, piazza Matteotti, a partire dalle ore 16:00. Alle 17:30 inizierà un corteo che vedrà i manifestanti dirigersi in via Roma, verso la sede del Consiglio Regionale, davanti al quale si svolgerà un comizio”.

“La manifestazione è autorizzata e sarà una festa, aperta alla partecipazione di tutti i cittadini che condividono la nostra battaglia e dei loro familiari. Invitati ufficialmente a partecipare con delegazioni e simboli tutti i partiti che nel recente passato hanno assunto posizioni contro l’invasione della Sardegna, attendiamo di capire quali di questi saranno a fianco a noi in piazza il 23 luglio”.

Nella foto una protesta a Cagliari degli immigrati

S.I.

“Agro escluso dai bandi Psr”

ALGHERO – “Come da previsione i Bandi relativi alle principali misure strutturali del PSR Sardegna 2014-2020, vale a dire la 4.1, 4.2 e la 6.1, sono stati resi pubblici mediante decreto n. 1632/34 del 14.7.2016 a firma dell’Assessore Falchi (http://www.regione.sardegna.it/j/v/60?s=1&v=9&c=390&c1=1305&id=53628)”. Cosi il dottore agronomo Ferdinando Manconi su una questione che andrà a pesare molto negativamente sullo sviluppo dell’agro già condannato da politiche spesso distanti dai reali bisogni di questa porzione del territorio algherese.

“L’invio delle pratiche avverrà a partire dal 15 settembre p.v. e ci sarà da attendersi un imponente flusso di richieste derivante dall’assenza, protrattasi ormai troppo a lungo, di finanziamenti a valere sul miglioramento delle aziende agricole e sull’insediamento dei giovani in agricoltura. E così, come scriveva Livio nelle sue Historiae, “Mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata”, noi oggi potremo affermare che “Mentre ad Alghero si discute, i bandi del nuovo PSR vengono pubblicati”, Ad Alghero, infatti, ancora si discute, o almeno così ci fanno credere, alle prese con una delibera di Giunta, la 14/46 del 23.03.2016, foriera più di complicazioni che di reali soluzioni per i problemi che attanagliano l’agro di Alghero dal 2006, anno di approvazione del Piano Paesaggistico Regionale”

“Quest’ultimo, infatti, con gli articoli 57, 58 e 59 delle norme tecniche di attuazione, voluti dal Governatore Soru e sostenuti a larga maggioranza dall’allora governo di centro sinistra, ha contribuito a disegnare scenari catastrofici per le imprese agricole inserite nel cosiddetto “sistema delle bonifiche di Alghero-Fertilia” (vd. Art.59, comma 2, punto 23). L’articolo 58, infatti, “Aree di insediamento produttivo di interesse storico-culturale. Prescrizioni” con il suo comma 5 decretò che “le nuove edificazioni fossero consentite esclusivamente in quei Comuni, ricadenti nelle aree di bonifica, dotati di un Piano Urbanistico adeguato al PPR o di piani di conservazione e valorizzazione dei beni paesaggistici”. Una scelta, invero, poco lungimirante da parte della sinistra sarda (di quella algherese in generale e dell’allora On. Bruno in particolare) atteso che, storicamente, difficilmente una città come Alghero avrebbe potuto dare alla luce uno strumento urbanistico senza attraversare gestazioni lunghe e travagliate. Vi riuscì la giunta Tedde nel 2011, salvo dover interrompere anticipatamente, non volontariamente, il proprio mandato, vedendo così sfumare, per la cittadinanza algherese, la possibilità di dotarsi un moderno strumento di governo del territorio. Quel che successe dopo o che, meglio, non successe, è sotto gli occhi di tutti”.

“E pensare che la Legge Regionale 23 ottobre 2009, n.4 a firma del Governatore Cappellacci, cercò di mettere un freno alle distorsioni evolutive del territorio generate dal PPR; attraverso l’Art. 13 bis, infatti, “Norme in materia tutela, salvaguardia e sviluppo delle aree destinate all’agricoltura” (introdotto dall’art. 12 della legge regionale n. 21 del 21 novembre 2011) avrebbe permesso all’agricoltura algherese di superare gli infausti (e ingiustificati) limiti imposti dal Piano Paesaggistico Regionale. Nello specifico, il comma uno della norma ora citata, riconoscendo la necessità di tutela e salvaguardia dell’identità e peculiarità del paesaggio rurale, demandava alla Regione l’introduzione di apposite norme nonché l’individuazione di misure volte a contrastare il fenomeno del frazionamento finalizzato all’edificazione. Ancora, il comma 2 del medesimo articolo in disamina, consentiva l’immediata applicazione delle direttive per le zone agricole, di cui al DPGR n. 228 del 3 agosto 1994, al fine di “consentire un corretto e razionale utilizzo del territorio agricolo che miri a contemperare (omissis) l’esigenza di avvalersi di infrastrutture e fabbricati adeguati per l’esercizio dell’attività agricola e delle altre attività connesse alla conduzione del fondo”, precisando che, proprio quest’ultimo comma, avrebbe potuto godere di piena applicazione “anche per tutto il periodo transitorio d’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali ai piani paesaggistici e ogni diversa disposizione eventualmente contenuta nei piani paesaggistici vigenti è superata dalle nuove previsioni normative”.

“Peccato che la Legge Regionale n. 8 del 23 aprile 2015 “norme per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia e per il miglioramento del patrimonio edilizio” voluta dall’attuale Governatore Pigliaru abbia abrogato proprio gli articoli 12, 13, 13bis, 15, 15bis della LR 4/09 riportando, di fatto, le lancette dell’orologio al 2006. Tutto da rifare! E’ in questo quadro che si colloca la Delibera 14/46, presentata al mondo agricolo algherese come la panacea di ogni male. E’ buffo osservare come, per temi di minor importanza strategica, note voci in rappresentanza dell’agro siano solite avvalersi di autorevoli (o meno) esperti e consulenti mentre per questo dispositivo normativo si sia assunto come dogma quanto riferito dall’Assessore. Sarebbe stato sufficiente, infatti, consultare uno dei tanti tecnici qualificati che operano nel nostro agro per comprendere, fin da subito, come questa delibera non avrebbe potuto apportare cambiamenti di rilievo nella pianificazione territoriale. Avrebbero appreso, tra l’altro, come l’area della bonifica storica di Alghero-Fertilia, così come perimetrata sulla scorta della Tavola 6 dell’allegato A della Delibera di Giunta Regionale n.26/33 del 06.07.2010, comprendesse all’interno dei propri confini la problematica area antistante Maria Pia: quella striscia di suolo compresa tra le acque del Calik e quelle del nostro mare, sul destino della quale si sono scontrate più volte le forze politiche anche in seno alla stessa maggioranza. Ebbi modo di anticiparlo tempo fa in una nota (http://www.algheronews.it/agro-maria-pia-triste-novella/) mentre altri ne avrebbero ripreso poco dopo l’eco assumendosi perfino la paternità del dilemma!”

“A quattro mesi dalla pubblicazione della Delibera forse si riuscirà a stralciare quest’area problematica (per alcuni) dal piano di valorizzazione distorcendo, in siffatto modo, lo strumento normativo che, ovviamente, si prefigge l’intento di trattare l’intera area di bonifica e non solo parte di essa. Il suo allontanamento diviene ancor più beffardo al pensiero che proprio quella porzione di territorio fu per prima, nella seconda metà dell’ottocento, interessata dalle opere di bonifica con l’allora colonia penale agricola di Cuguttu, successivamente rinominata, per l’appunto, Villa Maria Pia. Nel frattempo, come anticipato, si è giunti alla pubblicazione dei Bandi del nuovo PSR. Le misure strutturali prevederanno la procedura di accoglimento delle domande “a sportello”: verranno istruite e, eventualmente, finanziate, le domande man mano che perverranno agli uffici istruttori, con la principale discriminante della cantierabilità. Vale a dire che saranno accolte le sole domande relative a progetti corredati di tutte le autorizzazioni per essere immediatamente messi in opera.
Ci troviamo, pertanto, davanti alla controversa e insostenibile situazione in cui, da una parte, il governo regionale impedisce, a più riprese, la realizzazione di opere nell’agro di Alghero e, dall’altra, decide di investire con il PSR in agro proprio laddove vi siano le condizioni per poter immediatamente edificare. Una contraddizione questa in cui i malpensati potrebbero avvertire dolo ma dove, più probabilmente, si annida l’ingiustificabile colpa, a carico dei diversi assessorati, di non conoscere appieno le norme che regolano le attività nella nostra regione”.

“Tutto questo nell’assordante silenzio dell’amministrazione cittadina che, in luogo di intervenire, per tempo, in difesa del proprio territorio affronta il tema con la spavalda sicurezza dell’incosciente. Eppure nel corso di un importante Convegno svoltosi lo scorso maggio, organizzato dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Sassari, ebbi modo di informare pubblicamente l’Assessora Falchi della pesante discriminazione che si sarebbe perpetrata a carico della comunità agricola algherese e del suo territorio se si fosse continuato a voler proseguire su questa strada. Parole al vento nonostante il risalto riservato alla nota dalla stampa locale (http://www.algheronews.it/agro-algherese-morsa-ppr-9940-2/). Mesi fa si proclamò a gran voce, da parte dei sostenitori della più volte citata delibera 14/46, come questa fosse frutto della volontà di non perdere neppure un euro del nuovo PSR. Probabilmente intendevano non prendere neppure un euro, ma mi piacerebbe pensare che, allora, neppure avessero consapevolezza del loro dire”.

Nella foto a sinistra Ferdinando Manconi con l’assessore regionale Falchi

S.I.

Incendi: niente auto a Maria Pia

ALGHERO – “Preservare la sicurezza e l’agibilità della circolazione in una zona ad alto rischio come quella di Maria Pia, che nella stagione estiva è soggetta a pericoli a causa di una conformazione viaria circostante che pregiudica la fluidità della circolazione”. Cosi dal Comune di Alghero riguardo le prescrizioni per evitare che si scatenino degli incendi.

“L’ultimo episodio in ordine di tempo, l’incendio di un’automobile, ha messo a nudo tutte le carenze e la pericolosità in ordine alla viabilità e alla sicurezza. L’area contermine alla Pineta di Maria Pia, meta estiva di villeggianti che affollano il litorale omonimo con un rilevante incremento di traffico e di sosta richiede quindi una necessaria e urgente nuova disciplina della circolazione e sosta. Nelle vie del Maestrale, del Ponente, del Grecale, del Libeccio, dello Scirocco, del Levante, della Tramontana, nel tratto compreso tra le vie del Ponente e del Grecale, viene istituito il divieto di sosta su ambo i lati della carreggiata integrato dalla zona rimozione con validità nella fascia oraria 0/24, a partire dal prossimo 19 Luglio fino al 30 settembre. In via di installazione l’apposita cartellonistica stradale contenente il divieto di sosta, che dalla prossima stagione entrerà in vigore dal 1 maggio”.

Nella foto la pineta di Maria Pia

S.I.

Parco: Morette lascia il Cda

ALGHERO – Edoardo Morette, noto avvocato algherese, nominato nel Consiglio d’Amministrazione del Parco di Porto Conte dall’attuale maggioranza con indicazione della componente facente capo all’ex-assessore Gianni Cherchi dell’Upc, ha lasciato il suo incarico. Manca ancora l’ufficializzazione che in realtà, almeno in questi casi, dovrebbe giungere direttamente dagli organi preposti, ma dopo averlo annunciato negli scorsi giorni, adesso sarebbe arrivata la scelta definitiva.

Come spesso in questi casi si parla di sopraggiunti impregni professionali. Certamente per il sindaco Bruno si tratta di una nuova tegola, infatti il Parco dopo il periodo travagliato legato al concorso del direttore e con diverse difficoltà legate ai finanziamenti regionali ed una “mission” ancora nebulosa rispetto ai ripetuti annunci finalizzati a creare sviluppo e occupazione, adesso si trova ad avere un cda “zoppo” con soli due elementi: il presidente Farris e l’altro componente Cella (quota Udc). Adesso la maggioranza dovrebbe indicare una nuova persona da inserire nell’organismo.

Nella foto sulla sinistra Edoardo Morette

S.I.

Allarme rifiuti: basta, io vi denuncio!

ALGHERO – Nonostante ci siano molti meno turisti ad Alghero, un calo evidente a tutti, tranne a qualche titolista oltre le mura, la situazione del servizio di raccolta dei rifiuti è sempre più allarmante. Siamo vicini ad una vera e propria emergenza sanitaria, tanto che scattano già le prime denunce da parte dei cittadini che, senza attendere la politica, in tutte le sue colorazioni e forme, dicono basta a questa indegna condizione in cui si trova la Riviera del Corallo.

Ad annunciare l’azione contro il Comune e di conseguenza l’amministrazione in carica, è una cittadina che vive e lavora all’inizio di viale Europa. In particolare uno dei tanti sconci riguarda via Castelsardo dove, nei pressi dei contenitori e campana del vetro, è quasi quotidianamente presente un’ammasso di immondizia puzzolente che sta causando anche il proliferarsi di insetti e parassiti tanto che la signora in esame è costretta ad usare un insetticida per disinfestare l’area ogni qualvolta di reca a gettare i sacchetti.

Come annunciato, questa mattina si recherà presso l’Ufficio Igiene dove lamenterà ancora una volta la situazione andando poi a produrre una denuncia. “Io non ho paura di voi, io vi denuncio perchè ci farete ammalare”, tuona la donna algherese che continua “e poi ci fanno pagare pure salatissime tasse sui rifiuti, assurdo”. Ancora una certificazione del completo fallimento della gestione dei comparti riguardanti ambiente, decoro, pulizia e nello specifico igiene urbana.

Nella foto il cumulo di rifiuti in via Castelsardo

S.I.

Edilizia: disastro Soru-Pigliaru

CAGLIARI – “Mentre ancora la Giunta chiede al Governo il permesso di fare la Giunta, i dati rappresentano i risultati della demonizzazione ottusa e ideologica del settore dell’edilizia”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta i dati diffusi da Confartigianato sull’edilizia.

“Hanno promesso un nuovo Ppr – prosegue l’esponente azzurro-, ma hanno solo cancellato la revisione per tornare a quello del 2006, hanno smantellato il piano casa per poi approvare una legge anti-edilizia che ha prodotto solo l’aumento dei contenziosi, continuano ad annunciare una legge urbanistica, che viene però rimessa alla benevolenza ed alla misericordia del Governo, come se non esistesse l’Autonomia e come se qualche burocrate che osserva la Sardegna dal proprio ufficio romano, e solo in fotografia, fosse un custode del paesaggio dell’ambiente migliore di tutti noi sardi messi insieme. Ci sono 461 imprese e 7 mila occupati in meno, ma i parrucconi di villa Devoto continuano a incipriarsi il naso, sempre più lungo, con le loro teorie e la continua ripetizione degli annunci di due anni e mezzo fa. L’isola – ha concluso Cappellacci- ha bisogno di una guida e non di economisti che pensano di esistere senza economia e di presidenti della Sardegna che pensano di esistere senza i sardi”.

S.I.

Spiagge a gara, Tedde: urge legge

ALGHERO – Doccia gelata per i concessionari balneari. Le concessioni per gli stabilimenti balneari non possono essere rinnovate automaticamente: serve una selezione “imparziale” e “trasparente” attraverso delle gare d’appalto. Lo ha deciso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea in una sentenza molto attesa e che però ma che potrebbe avere importanti ripercussioni sulle attività del settore e in particolare sui comuni che, come Alghero, non hanno ancora adottato un Pul. La normativa nazionale prevedeva una proroga automatica e generalizzata delle concessioni sulle aree demaniali, la cui scadenza è stata di recente rinviata al 31 dicembre 2020. Oggi la Corte, riprendendo le disposizioni contenute nell’articolo 12 della direttiva europea sui servizi, la Bolkestein, ha invece stabilito che il rilascio delle autorizzazioni deve essere soggetto a una procedura di selezione tra i potenziali candidati.

E sulla notizia interviene il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde. “Come ampiamente previsto, la Corte di Giustizia Europea ha annullato la proroga al 2020 delle concessioni balneari italiane disposta dalla normativa nazionale in quanto la scelta dei titolari non rispetterebbe i principi in materia di selezione trasparente e imparziale”, che continua “stabilimenti che oggi, comunque, in applicazione della strampalata legge regionale 8 del 2015, allorché insistano in litorali urbani in comuni sprovvisti di Pul, che sono quasi tutti, potranno tenere aperto solo per 90 giorni all’anno”.

“Una situazione catastrofica. La conseguenza è che ad oggi in Sardegna -sottolinea l’ex sindaco di Alghero- si rischia la chiusura di 600 stabilimenti che danno lavoro a circa 5 mila dipendenti. Oggi più che mai è indispensabile che venga approvata con estrema urgenza la proposta di legge n. 314 di Forza Italia, che in previsione di ciò e nelle more della revisione del quadro normativo propone la modifica della legge regionale 8 al fine di consentire l’apertura per tutto l’anno delle concessioni insistenti nei litorali urbani in Comuni privi di Pul, e successivamente prevedere che eventuali nuovi aggiudicatari delle concessioni siano tenuti ad indennizzare i vecchi concessionari corrispondendo una somma a titolo di indennizzo per gli investimenti già effettuati. Ma occorre agire in fretta -chiude il consigliere regionale azzurro- per dare un minimo di tutela a questi imprenditori che costituiscono una parte importantissima della filiera turistica e offrono servizi che qualificano positivamente il prodotto turistico sardo”.

Nella foto la spiaggia del lido di Alghero

S.I.