Slacci Abbanoa: tavolo in Comune

ALGHERO – “Il Comune tenta di mediare e favorire il dialogo tra utenti e Gestore nelle procedure di slaccio attivate per mancati pagamenti pluriennali o morosità pregresse. La richiesta inoltrata nei giorni scorsi dal sindaco di Alghero all’amministratore unico di Abbanoa arriva a destinazione e ottiene un primo, importante, risultato. Tutti i titolari di contratto o contatori e gli amministratori di condomini interessati nelle prossime settimane dagli slacci potranno incontrare singolarmente il responsabile territoriale Abbanoa nella giornata di lunedì 25 luglio dalle ore 11 a Sant’Anna”. Cosi fanno sapere dall’amministrazione Bruno riguardo il problema della servizio idrico.

Sarà aperto il tavolo di verifica e accertamento delle differenti situazioni, se necessario con un supplemento d’istruttoria, con l’obbiettivo di bloccare definitivamente gli slacci e attivare le procedure di conciliazione, revisione o dilazione delle somme non corrisposte. “Mai come in questo caso è indispensabile aprire il confronto, la situazione infatti è decisamente complicata perché coinvolge più utenti con differenti problematiche, spesso datate negli anni e non immediatamente risolvibili” aveva sottolineato Mario Bruno nel tentativo di limitare al massimo i disagi e trovare una soluzione alle tante problematiche che segnano i rapporti con l’utenza.

Parere low-cost: 15mila euro buttate

ALGHERO – “La fantasia del nostro sindaco continua a non avere limiti, quasi quanto le sue carenze in materia di delibere e di impegni di spesa. Abbiamo avuto modo di leggere la recente delibera della giunta (con tanto di parere di regolarità tecnica del segretario generale SIC!!!) avente ad oggetto l’affidamento di un incarico, ed un contemporaneo impegno di spesa per € 15.000 per l’acquisizione di un parere pro-veritate sulla possibilità della Regione Sardegna di incentivare i voli low cost e siamo rimasti basiti” Cosi Andrea Delogu, portavoce di Forza Italia Alghero, che rivela questo nuovo particolare dell’amministrazione Bruno in un periodo dove, almeno a quanto appare, le casse comunali del centro catalano sembra siano le più vuote della Sardegna.

“Il Sindaco si è distinto, purtroppo solo ultimamente, e gliene abbiamo riconosciuto merito, per un attivismo alla ricerca di soluzioni alla crisi economica che attanaglia Alghero e tutto il Nord Ovest a causa della irresponsabile politica regionale sui voli low cost. Noi siamo convinti, e lo diciamo da nove mesi, che gli incentivi sulla base della normativa italiana e comunitaria possono essere erogati alle low cost, e lo diciamo anche suffragati dal pensiero del noto accademico Prof. Comenale Pinto che lo ha ribadito in un convegno da noi organizzato lo scorso mese di maggio, ed è solo la volontà politica di Deiana e Pigliaru ad impedire che ciò sia attuato, per precisa, scellerata scelta e non perchè la normativa lo vieti”.

Ci avrebbe fatto piacere che il Sindaco intervenisse a quel convegno, che gli avrebbe forse chiarito le idee e siamo stati contenti che dopo otto mesi abbia compreso quello che in tutti i modi abbiamo cercato di dire, e che stia affrontando il problema, ma siamo convinti che ognuno debba sempre rispettare il proprio ruolo e soprattutto non sottoporsi a censure della Corte dei Conti per atti ed impegni di spesa non giustificati da alcunchè! A quale titolo infatti il comune di Alghero spende € 15.000 per avere un parere pro veritate che non può avere nessuna valenza giuridica, in quanto richiesto da un Ente (il Comune) che non ha nessuna competenza in merito, essendo la Regione Sardegna l’unico organismo deputato a corrispondere incentivi ai vettori aerei low cost e che può pareri o non pareri, effettuare prendere una decisione in merito.

“Perchè buttare al vento questi soldi? E aggiungiamo come ha fatto il segretario generale a dare il parere di regolarità tecnica? Sono soldi dei cittadini ed in un periodo di ristrettezze finanziarie certi errori non dovrebbero essere commessi. Speriamo che il Sindaco ed il Segretario ci ripensino e cassino la delibera, anche per non rischiare un’ennesima censura da parte della Corte dei Conti”.

Nella foto Delogu e Pais di Forza Italia Alghero

S.I.

“Sanità, la riforma non esiste più”

CAGLIARI – “Proposta di legge da rifare, perché la riforma è stata già disconosciuta a suon di emendamenti dalla stessa giunta e dalla maggioranza”. Così Marco Tedde, vice-capogruppo di Forza Italia, commenta gli sviluppi sulla cosiddetta riforma della Sanità. “Quella che era una bandiera della giunta regionale – prosegue l’esponente azzurro- è ormai un drappo lacerato dalla guerra tra le comari eccellenti del PD sardo e del centro-sinistra in generale. Si mira solo a porre il sistema sanitario sotto uno stretto controllo delle camarille politiche, con il copia e incolla di un modello già sperimentato e fallito in altre Regioni”.

“Di fatto, secondo autorevoli fonti accademiche, l’unico settore in cui si risparmia è quello dell’acquisto di beni e servizi. Ma il medesimo risultato si otterrebbe accentrando acquisti in una centrale unica sotto il diretto controllo dell’assessorato della sanità. E’ una riforma sbagliata, contro la quale ci opponiamo in aula con importanti emendamenti che mira a ridurre il numero delle Asl ma a distribuirle territorialmente in modo equilibrato. E a tutelare le aspettative di tutti coloro che si trovano nelle graduatorie concorsuali al fine di un loro inserimento in servizio”.

“L’accentramento di poteri non migliora la sanità e la qualità dei servizi. Ai cittadini poco importa della ASL unica, ma sono interessati ad ottenere risposte efficaci alla loro domanda di servizi sanitari. Bene avrebbe fatto la maggioranza di centrosinistra a riformare la rete della medicina territoriale, la rete ospedaliera, il sistema di emergenza-urgenza dotandolo finalmente di elisoccorso, ma evidentemente – ha concluso Tedde- Pigliaru pensa alla salute dei partiti che lo sostengono piuttosto che a quella dei sardi”.

Nella foto il consigliere regione Tedde coi colleghi Zedda e Locci

S.I.

Decoro e verde: nuovi interventi

ALGHERO – “Continua incessante il lavoro dell’Amministrazione nell’ambito del verde e decoro urbano. Pulizie generali, sfalci, potature, rasatura prati, abbellimenti con elementi di arredo urbano, fioriture. Lavori che procedono secondo cronoprogramma con una calendarizzazione settimanale di interventi. In corso lavori di sfrondatura alberi in tutta la città, rasatura prati nel lungomare Barcellona, Parco Manno, Bastioni Magellano; manutenzioni di impianti di irrigazione e pulizia generale da oggi e per tutta la prossima settimana a Fertilia, Lazzaretto, Bombarde, Santa Maria la Palma, via Aldo Moro, Maria Pia, Parco Stazione”. Cosi dall’amministrazione riguardo gli interventi sul verde e decoro settori che vedono la città sofferente vista la generale condizione in cui si trova da mesi.

“In corso d’opera inoltre la pulizia generale di strade aiuole, marciapiedi in tutta la città: da Sant’Agostino alla Pietraia al Lido. Interventi prioritari a cui si affiancano lavori di finitura e di sistemazione generale. Sono oltre 40 le persone al lavoro quotidianamente: componenti della Società In House, dei settori comunali, delle imprese e della Linea 3. Al via a brevissimo una nuova programmazione riguardante l’installazione di elementi di arredo urbano tra cui fioriere, fontane e panchine da posizionare nel centro e nei quartieri”.

S.I.

Indegno business dietro gli sbarchi

ALGHERO – Monitorando l’attività delle navi sia italiane che europee, stanziate nel mediterraneo per l’operazione frontex, salta agli occhi, anche della cronaca nazionale, che molto spesso i “migranti” siano prelevati da barche e gommoni che sono ancora nelle acquee libiche o tunisine e portati in Italia da qualsiasi imbarcazione europea. Questo crea diversi problemi logistici, economici, sanitari, ma soprattutto di civiltà. Queste persone devono aspettare circa 2 anni per sapere se il loro status di rifugiato è stato accettato, mesi per ottenere i documenti e in tutto questo tempo sono costretti a vivere nei “centri di prima accoglienza” da cui spesso scappano e fanno perdere le tracce (come detto dal ministro degli interni Alfano), in “campi” non propriamente civili (come documentato dal libro Profugopoli di Mario Giordano), o sistemati in hotel o appartamenti, dove peraltro spesso, le cose non funzionano alla perfezione. Complice la grave crisi economica in molti casi e il lucrare sulla pelle di queste povere persone in altri, sempre più italiani partecipano ai bandi delle prefetture che cerca case per i profughi.

Alberghi che tornano a lavorare e a dar lavoro, affitti di appartamenti privati che diventano magari l’unico sostentamento di una famiglia dove non c’è più lavoro. Ma purtroppo sta diventando un vero business sulla pelle delle persone che “scappano” dal continente africano. È di pochi giorni fa l’articolo su un quotidiano nazionale, dove un signore dichiarava di essere riuscito a comprare la Ferrari e la villa da sogno coi soldi dei migranti. E’ di un anno fa lo scandalo delle cooperative rosse a Roma, dove si diceva chiaramente che:”i migranti ci fanno fare più soldi della vendita della droga”. Tutto questo avviene alla luce del sole, con bandi della prefettura, autorizzati dallo Stato Italiano.

Ma il dubbio che dietro a tutto questo via vai nel mediterraneo, con tutti i morti che ci sono stati e purtroppo ci saranno, ci sia una regia più grande e che sia il nuovo business del millennio, è più che naturale averlo. C’è bisogno che vengano fatti seri controlli su come vengono usati i soldi degli italiani e degli europei e che ci sia la massima trasparenza.

Nella foto un imbarcazione coi profughi

G.V.

Confcommercio bussa a Sant’Anna

ALGHERO – Come annunciato da Algheronews [Confcommercio boccia Bruno e Pigliaru], sono arrivate nero su bianco le prime richieste della Confcommercio utili a provare a dare una mano all’amministrazione al fine di evitare il tracollo definitivo del comparto mercantile non solo. In particolare il presidente territoriale Massimo Cadeddu ha inviato quest’oggi una lettera al sindaco Mario Bruno per ribadire quanto già detto durante l’incontro al Quartè Sayal.

“Facendo seguito a quanto emerso in occasione della recente Assemblea degli operatori economici del terziario di mercato di Alghero, riteniamo doveroso ringraziarLa per la Sua apprezzata partecipazione e per la disponibilità da subito manifestata ad accogliere le nostre istanze”, e continua la lettera ” A tale proposito, riprendendo le nostre richieste, ricordiamo che queste erano orientate ad ottenere la costituzione di due gruppi di lavoro (Amministrazione/Confcommercio), con il compito di approfondire le principali problematiche cittadine sul tappetto: programmazione turistica e sviluppo economico”.

“Altra esigenza emersa è quella di dare vita ad una sorta di “Sportello di conciliazione” in
grado di evitare il ricorso da parte delle imprese dei nostri settori alle vie legali (nei rapporti tra le
stesse e con l’Amministrazione) nei casi in cui questo sia possibile”.

Nella foto Massimo Cadeddu

S.I.

“Vignetta-sberleffo: amara tristezza”

ALGHERO – “Ed eccola che arriva puntuale la prova provata (semmai ce ne fosse stato bisogno) che ciò che il nostro Segretario Mario Salis scriveva in un recente comunicato è vero. L’ultima “opera satirica” pubblicata da Alguer.it vorrebbe fare lo sberleffo al PD algherese”. Non si placa la polemica riguardo il rapporto tra informazione, amministrazione e politica. E’ il Partito Democratico con un documento firmato da Mimmo Pirisi
Enrico Daga, Cici Peis, Franco Santoro, Alma Cardi, Raniero Selva, Delia Serra, Alessandro Balzani, Uccio Falchi, Luca Madau, Bruno Nurra e Giovanni Sanna, a uscire di nuovo ricordando che “forse per leggerezza, forse per ignoranza, forse per la semplice abitudine a strumentalizzare tutto e tutti invece fa lo sberleffo ad una delle pagine più cupe della storia recente del nostro paese”.

“Un’immagine che merita di restare impressa nella memoria di chi l’ha vissuta e la ricorda ma anche di chi oggi la studia dai libri di storia. Merita di restare a futura memoria per rispetto della persona, del suo ruolo politico ed istituzionale e della sua famiglia. Merita di restare a futura memoria di un paese che a causa dell’istigazione all’odio, spesso fomentata da una comunicazione becera, faziosa ed ideologica, ha pagato un alto prezzo di vite umane. E avrebbe dovuto farne un uso migliore e soprattutto trarne una migliore lezione. Quella foto simbolo oggi è stata ripresa, trasformata e dileggiata per farne uso strumentale e vizioso. E cosa vorrebbe dire? Avrebbe voluto forse strappare una risata? Ma al massimo è riuscita suscitare un’amara tristezza”.

Nella foto un incontro del Pd di Alghero

G.V.

Crollo Platamona: ancora solo macerie

SASSARI – “E’ trascorso un anno dal tragico giorno del crollo della Rotonda di Platamona.
Una tragedia sfiorata che solo per un caso fortuito non ha avuto un epilogo ben più grave di quanto in realtà non si sia verificato”. Cosi il consigliere comunale di opposizione Manuel Alivesi riguardo il tragico episodio di cronaca.

“Ciononostante alcuni giovani sassaresi, che purtroppo hanno subito notevoli conseguenze e notevoli danni a causa del crollo, ancora oggi a distanza di una anno, continuano a portare addosso le cicatrici di un incidente che solo casualmente non ha avuto un esito letale ma che in ogni caso li ha segnati per sempre. Cosi come sono state segnate le loro rispettive famiglie che in questi 12 mesi appena trascorsi hanno visto mutare drasticamente la loro vita quotidiana”.

“Oggi a distanza di una anno, a Platamona, la spiaggia dei Sassaresi, resta immutato l’indecoroso panorama, resta immutato lo scempio del crollo. Da parte dell’amministrazione comunale nessun cenno di sostegno ai giovani colpiti dal crollo ed alle loro famiglie, nessun cenno di risanamento, nessun cenno di lavori, di manutenzioni, nessun cenno di recupero di un tratto di litorale che possa essere frequentato dai giovani sassaresi senza il pericolo di rischiare la vita. Dopo un anno resta, oltre alle macerie, solo la comoda scusa e giustificazione del divieto di accesso, ordinato dagli inquirenti, per definire le cause del crollo e le relative responsabilità, ottimo paravento per un’amministrazione immobile, per continuare a fare nulla e nemmeno preoccuparsi di chiedere il dissequestro dell’area.”

Nella foto la condizione del luogo del crollo

S.I.

Metro Sassari: addio 2° lotto

SASSARI – “Durante la seduta della Commissione Finanze dello scorso lunedì 18 luglio, convocata per discutere della verifica dell’attuazione del programma, è intervenuto il Sindaco di Sassari per illustrare l’attività di metà mandato”. E’ il consigliere comunale Manuel Alivesi a puntare i riflettori su una questione molto grave emersa in queste ore riguardo l’importante opera pubblica.

“Dopo una lunga elencazione di programmi, per lo più ancora da attuare abbiamo assistito alle comunicazioni del primo cittadino in merito alla programmazione del tanto atteso progetto di realizzazione del secondo lotto della Metropolitana di Superficie che dovrebbe portare il trenino “Sirio” da Sant’Orsola fino a Li Punti, attraverso il programmato sovrappasso della 131. A tale proposito abbiamo chiesto al Primo Cittadino di rispondere ad una precisa domanda in merito alla permanenza o meno del programmato finanziamento per la realizzazione del progetto che atteso oramai da anni, ricordando che l’ultimo sopralluogo della Commissione Urbanistica risale al 2014″.

“E’ con grande preoccupazione che dalle risposte del Sindaco abbiamo appreso che i fondi destinati alla realizzazione dell’importante opera sono stati revocati dal Ministero, con la promessa che dovranno essere probabilmente riassegnati dal Cipe, senza peraltro avere alcun tipo di garanzia. In ogni modo ad oggi i fondi sono stati revocati.”

Nella foto la metropolitana di superficie di Sassari

S.I.

C’hanno voluto togliere il tramonto

ALGHERO – Quando la politica si distrae dai gravi problemi e non coglie i sentimenti della comunità che rappresenta sono gli stessi cittadini a far sentire la loro voce. Ed è cosi che tramite social e media gli algheresi da mesi urlano la loro rabbia per quanto sta accadendo in città. Tante le questioni che lasciano allibiti e che di fatto hanno creano dei gravi danni all’economia locale. Una tra queste il famigerato regolamento dei Suoli Pubblici ideato e prodotto dall’amministrazione Bruno.

Le lamentele oramai non si contano più. Una sequela interminabile di segnalazioni utili a far sentire la voce del comparto che però non è stata colta da chi governa il Comune visto che il regolamento, pure essendo stato mutato, ha prodotto pochi reali mutamenti tangibili- Ed è così che agli imprenditori non resta che rompere gli indugi e loro malgrado trasformasi in sindacalisti, rappresentanti di categoria perfino politici. Come nel caso di Andrea Puttolu. Giovane imprenditore algherese che con tanti sforzi e una volontà difficilmente riscontrabili nei suoi coetanei, grazie anche all’esperienza maturata in famiglia, viste le diverse attività, tra cui la nota “Lanterna”, ha rilevato la gestione del ristorante “Blanc” e anche del bar Santacroce. Tra limiti di decibel, burocrazia che neanche nei regimi comunisti e soprattutto taglio dei tavolini sui bastioni, si è trovato anche lui a domandarsi se ne vale la pena oppure se è meglio mollare tutto e andare via da Alghero.

“Purtroppo quest’anno la stagione è molto bassa, e nonostante ciò veniamo penalizzati sempre e comunque partendo dal cuore di un attività ovvero riducendo tavoli a sedere, il Blanc aveva un grosso punto di forza, aveva un cuore saldo, il cuore saldo erano gli 8 tavolini sui Bastioni Marco Polo”, così Andrea Puttolu che continua “un cuore saldo che garantiva 9 stipendi nella stagione scorsa, fino ad arrivare addirittura ad undici persone assunte ad agosto, ma quest’anno hanno voluto toglierci il tramonto, il tramonto che dà da mangiare a tantissime persone“, afferma disarmato l’imprenditore “io spero che tutto si risolva al più presto, sono giovane ho appena 26 anni e ho tanta voglia di fare nonostante tutto ciò, continuo a credere nella mia attività cercando di fare il meglio nella speranza che qualcuno si accorga che l’economia algherese gira intorno al turismo”.

Nella foto dell’anno scorso i tavolini anche lungo il bastione

S.I.