Giochi ai giardini: grazie Lions

ALGHERO – “Proseguono in questi giorni ad Alghero le operazioni di ammodernamento dei principali parchi urbani. Non solo potature, messa a dimora di nuove essenze arbustive e sistemazione dei prati. Gli interventi riguardano la completa riqualificazione delle aree giochi con la sostituzione dei pavimenti, la ristrutturazione delle attrezzature già installate e la predisposizione di nuovi giochi”. Cosi dal Comune di Alghero e continuano “grazie ai Lions, anche ad Alghero, sarà possibile ridurre le distanze create dall’handicap attraverso la messa in posa di due altalene inclusive eco-compatibili, che insieme agli altri giochi permetteranno a tutti i bambini di potersi divertire senza pericoli. Un’altalena farà parte dei Giardini Tarragona e un seggiolino, che si aggiungerà ai giochi del Parco Manno, sono stati donati dal Lions Club di Alghero, nell’ambito dei service a favore dei bambini”.

“Numerose sono state le attività che quest’anno aiuteranno le giovani generazioni di tutto il mondo grazie al sostegno dei club. Prossimo obiettivo nell’anno del centenario della nascita dell’associazione internazionale è quello di debellare il morbillo e le malattie che colpiscono la vista e il sistema metabolico. Gli obiettivi che i Lions si propongono con la collaborazione di tutti, fanno si che si possano ottenere grandi risultati a favore della collettività permettendo alle categorie più deboli di vivere più serenamente. Grande soddisfazione per la donazione esprime l’Amministrazione Comunale che, alla presenza del primo cittadino, inaugurerà le altalene con i membri del club il giorno 20 marzo – alle ore 18.00 – presso il parco giochi dei giardini Tarragona”.

Nella foto i lavori ai giardini

S.I.

Marxiani ad Alghero

ALGHERO – Solo pochi anni fa quando l’amministrazione in carica volle mettersi la medaglia di Primavera in Riviera gli organizzatori storsero il naso, ma poi tutto andò per il meglio con una sinergia tra pubblico e privato che messo in atto un cartellone di appuntamenti, variegato, sociale e accattivante che riempito di turisti (anche regionali) tanti weekend di bassa stagione. Adesso siamo all’opposto. Ci manca solo che dentro il programma dell’attuale amministrazione comunale appaiano, ad esempio, il tramonto, l’alba, il mare e perchè no Capo Caccia o comunque in generale qualsiasi cosa sia riconducibile ad Alghero seppur per niente realizzate o anche agevolate dai governanti municipali.

E’ giusto e doveroso promuovere le bellezze del territorio, sia materiali che immateriali, ma, come negli ultimi anni, ovvero più o meno da quando sono atterrati i marziani nella Riviera catalana d’Italia, ad esempio, due sagre di piccoli paesi, hanno registrato numeri record (carciofo ad Uri e riccio di mare a Buggerru). Con la scusa che Alghero è più grande, bella, unica e particolare si sta, poco a poco, realizzando il loro sogno e come dei novelli abitanti dell’armata giunta sulla terra, come in Alien, puntano a distruggere tutto, o quasi tutto. Infatti alcune, rare, ma mirate cose, vengono tutelate, eccome. Giusto per fare un salto indietro di 100 anni e riportare Alghero agli anni dei podestà e dei potentati legati ai latifondi. Marxiani, appunto.

Nella foto il centro storico in questi giorni, bello e vuoto

S.I.

Ex-campo rom: è bomba ecologica

ALGHERO – Nel weekend appena trascorso una trentina di militanti di Casapound Sardegna hanno dato avvio, con un banchetto informativo, alla raccolta firme per la riqualifica dell’ex campo rom dell’Arenosu, ormai abbandonato nel degrado da anni. L’associazione richiede che il sindaco Mario Bruno si attivi immediatamente presso gli enti preposti, affinchè vengano sbloccati i fondi destinati alla bonifica dell’ex Campo Rom, divenuto oramai una bomba ecologica a due passi dalla città. Infatti il sindaco aveva promesso che la bonifica dell’area sarebbe stata fatta nel’arco di pochi mesi, sono passati due anni e quella porzione di pineta, dell’agro algherese, in area Sic, è una vera bomba ecologica.

Nella foto i militanti di Casa Pound ad Alghero

S.I.

“Piano Bonifica farà una strage”

ALGHERO – “Leggiamo con sgomento le parole di chi rappresenta l’Amministrazione comunale relativamente ai benefici che porterà il Piano di Valorizzazione della Bonifica. Fanno la conta dei morti: 35 poderi secondo l’Amministrazione. Un errore secondo le Borgate perché questo Piano, così come concepito senza condivisione con i portatori di interessi, ha fatto e farà una strage“. Comitati di Borgata di Maristella, Guardia Grande – Corea, Sa Segada – Tanca Farrà.

“Il Piano infatti mina in modo molto grave la competitività agricola del territorio, rendendolo di gran lunga meno appetibile rispetto a zone contigue al di fuori del perimetro della Bonifica ma non solo. Facciamo l’esempio di Arborea, territorio di Bonifica come Alghero con PUC approvato dal 2010 conforme al PPR, dove evidentemente l’agricoltura è tutelata: lì sono state accordate regole nettamente più competitive”.

“Ad Alghero la mancata condivisione con il tessuto imprenditoriale agricolo ha portato a un piano accademico che non rispecchia le esigenze del territorio e che peraltro in alcuni punti prevede un consumo del suolo ingiustificato. Un piano affrontato dominati dalla paura anziché dal coraggio. Il coraggio della visione del futuro, della condivisione, degli interessi dei cittadini”.

“Mario Nonne si compiace per i pochi morti che secondo lui sono rimasti sul campo: egli, come unico rappresentante dell’agro in maggioranza, avrebbe dovuto fungere da mediatore della partita anziché disinteressarsene, per evitare i problemi che sono emersi. Nonne ha consentito che l’Amministrazione non andasse a un confronto con il territorio prima dell’adozione del Piano. Perché è accaduto questo?”

Nella foto un recente incontro sul piano

S.I.

Il Centro Mentale non può chiudere

ALGHERO – “Sembrano a tutt’oggi caduti nel vuoto i vari interventi da parte di esponenti politici sardi, con in testa il sindaco di Alghero Mario Bruno, volti a sensibilizzare i vertici Asl affinchè il Centro di salute mentale algherese possa riprendere a funzionare e garantire importanti e indispensabili servizi a quei cittadini gravati, insieme alle loro famiglie, dal pesante fardello della malattia mentale. In Italia la legge non costringe il malato a curarsi, se non in caso di pericolosità per se stesso e gli altri: ossia quando manifesta atteggiamenti sconsiderati e aggressivi nonchè palese volontà di suicidio. E’ in queste situazioni che si ricorre al TSO (Trattamento sanitario obbligatorio) disposto da un provvedimento del Sindaco, che risolve solo temporaneamente il problema sottoponendo il paziente ad un ricovero coatto nella fase più acuta della patologia mentale”. Cosi i consiglieri Franca Carta, Vittorio Curedda e Giuseppe Fadda sulla questione del Cim che è vicino alla chiusura.

“Tornato a casa per l’ammalato ricomincia la dolorosa routine di solitudine, degrado ed emarginazione; totalmente a carico della famiglia, che non ha gli strumenti utili ad affrontarla, assegnando ad amici e parenti il ruolo di vittime indifese, alla stregua dello stesso paziente pschiatrico. I centri di salute mentale sono nati in seguito alla chiusura dei manicomi, voluta dalla legge Basaglia, e fungono da erogatori di servizi socio sanitari che dovrebbero favorire il reinserimento sociale dei pazienti, con l’ausilio di una equipe multidisciplinare composta da medici psichiatri, psicologi, assistenti sociali, educatori ed infermieri. Attualmente ad Alghero il CSM è sottodimensionato rispetto alle dotazioni necessarie ad un bacino di utenza di almeno 20 Comuni e una popolazione complessiva pari a 80.000 persone. Mediamente circa 1000/1100 utenti l’anno si rivolgono alla struttura, considerando anche l’aumento delle presenze nel territorio durante la stagione estiva. Vogliamo sottolineare, con forza e determinazione, come la carenza di personale non abbia favorito l’erogazione di borse lavoro, che avrebbero favorito l’inserimento lavorativo di alcuni pazienti, nella consapevolezza che un’occupazione può diventare terapia e cura per chi soffre di disagio psichico”.

“Sono sempre più numerose le sollecitazioni che ci giungono da familiari e utenti che, oltre a sopportare la malattia, subiscono la grave carenza della struttura preposta al servizio sanitario dovuto a questi nostri concittadini sofferenti. E’ tempo che il loro grido d’allarme scuota le coscienze rispetto ad una situazione che diventa ogni giorno più grave ed insostenibile; ed è impensabile continuare a far affidamento sulla buona volontà di operatori la cui dedizione, seria e responsabile, non può essere l’unico baluardo alla sofferenza delle persone.
E’ arrivato il momento di restituire dignità al lavoro degli operatori sanitari e, soprattutto, ai malati che non possono e non devono essere più considerati una “vergogna sociale”, ed essere costretti, loro e le loro famiglie, a consumare la loro già precaria esistenza dentro le pareti domestiche”.

“La difesa della salute e la tutela sociale sono un diritto inalienabile; ed una società civile non può ritenersi tale se abbandona al proprio destino i malati in genere, ma ancor più quelli più fragili e indifesi.
Ribadiamo la nostra contrarietà al declassamento della comunità terapeutica algherese indispensabile per un territorio vasto, nonché la mortificazione della professionalità medica e ci sentiamo in dovere di sollecitare ulteriormente tutte le parti politiche ad una maggior vigore nell’esercizio del ruolo di guida della nostra comunità che gli è proprio, al fine di restituire la necessaria efficienza al Centro di Salute Mentale del Distretto Sanitario di Alghero”.

Nella foto Franca Carta

S.I.

Surigheddu: no a vendita al buio

ALGHERO – “La regione decide di vendere le aziende agricole algheresi di Surigheddu e Mamuntanas all’asta, saltando a piè pari i risultati dell’indagine di mercato dello scorso anno e facendo carne di porco dell’intesa istituzionale sottoscritta nell’aprile del 2007 dalla Regione governata da Soru con l’amministrazione di centrodestra. Ma anche calpestando il piano di fattibilità di Laore del 2009.” E’ il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde a commentare la recente delibera della Giunta Pigliaru che ha deciso di inserire le due aziende agricole algheresi nell’elenco dei beni alienabili.

“Inizia male l’esperienza di governo del neo assessore algherese dell’agricoltura Caria, che ha condiviso una delibera che consente di cedere le due aziende all’incanto al migliore offerente, senza un piano di sviluppo e garanzie occupazionali e di crescita economica per il territorio. Nell’aprile del 2007 –ricorda l’allora ex sindaco di Alghero- il Presidente Soru stipulò con l’amministrazione di centrodestra di Alghero e altri soggetti istituzionali una intesa che, tra le altre cose, prevedeva l’utilizzo delle due aziende a fini agricoli con contestuale inserimento di strutture ricettive a rotazione d’uso e centro benessere. E nel 2009 Laore in collaborazione con la Giunta Tedde fece un importante piano di fattibilità che prevedeva la realizzazione di un polo turistico d’eccellenza caratterizzato da integrazione tra agroalimentare, sport e benessere. Un piano molto interessante, che subordinava la cessione del compendio al «vincolo di destinarlo successivamente a fini agricoli, all’insediamento di strutture ricettive a rotazione d’uso con un centro benessere e alla realizzazione di importanti impianti sportivi” con previsione di importanti investimenti e di circa 200 posti di lavoro. “Dulcis in fundo” lo scorso anno la Regione ha indetto una indagine di mercato al fine di ottenere un quadro conoscitivo per orientare le scelte dell’amministrazione regionale nella alienazione delle aziende di Surigheddu e Mamuntanas”.

“Di tutto questo –denuncia il consigliere regionale algherese- la Giunta Pigliaru e l’assessore dell’agricoltura si sono dimenticati nonostante in questi ultimi tre anni Forza Italia in regione abbia proposto una interrogazione, una mozione e alcuni emendamenti legislativi finalizzati ad avviare un progetto di rilancio su queste aziende abbandonate da oltre trenta anni. Chiediamo espressamente al neo assessore dell’agricoltura –chiude Tedde- di fare la sua parte al fine di obbligare la Regione a mantenere i patti col territorio e di bloccare una vendita al buio come quella che ha visto la cessione della società di gestione dell’aeroporto.”

Nella foto una delle strutture del comparto agricolo oramai da anni in decadenza

S.I.

“Contro il Piano per altri interessi”

ALGHERO – “Inizio col dire che il piano è stato frutto di due anni di duro lavoro, che ha visto impegnata non solo l’amministrazione ma anche una moltitudine di tecnici e persone competenti. Sicuramente non è perfetto, ma è bene sottolineare che era necessario tener conto di una serie di leggi vigenti in materia, dalle quali non si poteva trascendere. Mi riferisco al Ppr e al Pai, entrambi di competenza regionale, che pongono delle condizioni di vincolo, secondo il mio modesto parere alquanto esagerate”. Replica del consigliere di maggioranza Mario Nonne alla valanga di critiche ricevute riguardo la “variante urbanistica sulla bonifica” che, vista la mole di commenti negativi, pare aver scontentato tutti.

“La mia scelta espressa in consiglio deriva dal fatto che i poderi nell’agro che gioveranno delle misure contenute nel piano, sono una quantità maggiore rispetto a quelli che avranno dei vincoli. Per essere precisi i poderi vincolati risultano essere circa 35, mentre i poderi che potranno usufruire dei benefici, nel caso specifico lotto minimo di 4 ettari, casa residenziale di circa 130 mq, capannoni ricovero attrezzi, strutture multifunzionali correlate all’agricoltura (b&b, agriturismi), saranno: Località Arenosu 37, Località Fighera Casa Sea 28, Guardia Grande 87, Località Lazzaretto 62, S.M. La Palma 67, Sa Segada 84, Località Zirra 58, Corea 60. E’ da specificare che si tratta di poderi storici e che rispetto ad anni addietro le case sono raddoppiate, dunque l’intervento messo in atto dal piano risulta essere ancora più consistente”.

“Malgrado alcune criticità che il piano presenta, su cui mi impegnerò con tutte le mie forze affinchè siano posti in essere dei correttivi, mi preme sottolineare che da decenni l’agro aspettava uno sblocco dal punto di vista urbanistico, che non offuscasse la vera vocazione della bonifica, ovvero l’agricoltura, uno dei maggiori punti di forza di tutto il territorio. Finalmente oggi con l’approvazione del piano gettiamo le basi per un serio rilancio del settore agroalimentare e turistico. Mi rivolgo a tutte le persone che in questi giorni hanno contestato la mia scelta politica priva di ogni condizionamento, ma mossa solo da un severo spirito di responsabilità: se si fossero trovati al mio posto che cosa avrebbero scelto? Un amministratore non ha forse l’obbligo di valutare politicamente quale sia il bene collettivo? Nel 2014 sono stato delegato da tante persone dell’agro e della città, a rappresentarli, nel bene e nel male”.

“Io che ho mosso i miei primi passi nel mondo dell’agricoltura che ero poco più di un bambino, io che ho vissuto sulla mia pelle tutte le crisi che questo settore ha passato e sta passando, non ci sto a sentirmi dire che non faccio gli interessi degli agricoltori. Sicuramente mi sbaglio, ma chi si è opposto così fermamente a questo piano, forse non aveva interesse a difendere l’agricoltura ma qualcos’altro“.

Nella foto Mario Nonne

S.I.

Alghero: nuovi manti stradali

ALGHERO – Circa dieci chilometri di strade cittadine al centro di un programma di restyling predisposto dall’Amministrazione. Un milione di euro l’investimento con fondi di bilancio che da lunedì prossimo verranno utilizzati per operazioni di asfaltatura delle vie. Sono circa venti le strade sottoposte alla cura del nuovo manto stradale in grado di restituire sicurezza, ordine e scorrevolezza del traffico. Il programma calendarizzato dall’Assessore alle Manutenzioni Raimondo Cacciotto, insieme ai tecnici e all’impresa appaltatrice dei lavori, prevede l’inizio delle operazioni da via Lido. A seguire, le vie Sant’Agostino, Largo Ballero e Largo Costantino, Garibaldi, Sassari, Cagliari, via Sanzio e via Meucci, Lungomare Dante, Lungomare Valencia, Viale della Resistenza, Via Giovanni XXIII°, via Valverde, via Petrarca, via Nazioni Unite, via Berlinguer, Via Lussu, Viale Europa e diverse altre in via di programmazione.

“Un intervento – fanno sapere dal Comune di Alghero – che precede ad altri in via di predisposizione da parte degli uffici dell’Assessorato alle Manutenzioni, al fine di completare il progetto di riqualificazione del decoro della città già in atto con i lavori di manutenzione straordinaria del verde, della nuova serie di installazioni di arredi urbani, delle manutenzioni di parchi e giardini, dei lavori di riqualificazione dell’illuminazione pubblica. Una città che si appresta a presentarsi stabilmente ordinata, pulita e accogliente in vista dell’avvio della stagione estiva”.

Nella foto una via del centro di Alghero

S.I.

Platamona: ancora solo degrado

SASSARI – “Cosi come sono stati abbandonati i giovanissimi feriti a causa del crollo e cosi anche le loro Famiglie, lasciate sole ad affrontare i pesanti disagi di lunghissimi periodi riabilitativi. A poco meno di due mesi dall’inizio della prossima stagione estiva ancora ad oggi nessuna notizia trapela dalla Giunta Municipale in merito alla definizione di una concreta programmazione dei lavori di riqualificazione e ripristino dell’area crollata, oramai dissequestrata da oltre 4 mesi. L’unico atto che emerge è una determina dirigenziale risalente allo scorso 01.02.2017, la numero 229, per la mera attribuzione di un incarico del R.U.P., Responsabile Unico del Procedimento, quindi siamo ancora ben lontani da una fattiva azione di ripristino”. Cosi il consigliere d’opposizione di Sassari Manuel Alivesi.

“Preoccupa ancora di piu però lo stato delle risorse accantonate per tali lavori. E’ passato quasi un anno infatti dal giorno dell’annuncio dello stanziamento con appositi fondi R.A.S. dell’importo pari ad € 300.000,00, che sono stati inseriti nell’Elenco Annuale delle Opere Pubbliche alla voce: Arredo Urbano – Interventi per: Argentiera, Latte Dolce, S. Orsola, Centro Storico ed infine Platamona. Visto lo stanziamento con molteplici destinazioni ci domandiamo, legittimamente, aa quanto ammonti la competenza di Platamona. Dopo di che il vuoto assoluto”.

“Per tali ragioni, in vista dell’imminente approvazione del nuovo Bilancio di Previsione 2017 chiediamo al Primo Cittadino di agire tempestivamente e di accantonare le somme necessarie per provvedere senza indugio all’attivazione di tutte le procedure adeguate per restituire la Rotonda ai Sassaresi e partecipare cosi, in collaborazione con la tempestiva azione di riqualifica del litorale attivata in questi giorni dal Comune di Sorso, a rendere accessibile Platamona alla Città di Sassari, anche in relazione alla nuova viabilità ed alla individuazione di nuove, ampie ed indispensabili zone di sosta”.

Nella foto l’area del crollo ancora transennata

S.I.

Alghero: ecco i voli charter del 2017

ALGHERO – Importanti segnali positivi dall’aeroporto di Alghero. In attesa della programmazione definitiva e delle comunicazione ufficiali, la Sogeaal, con la nuova proprietà targata F2i, ha predisposto il piano dei voli charter. Ed è un ripartenza in grande stile. Infatti lo scalo della Riviera del Corallo vedrà sbarcare nell’area arrivi i viaggiatori che giungono da ben sette nazioni per un totale di 22 mete. Dunque altrettante città europee che potranno riversare i propri turisti nel centro catalano.

Tutti i collegamenti. Nello specifico sono Aalborg, Billund, Odense (Jet time) e Copenaghen (Tui) dalla Danimarca; Helsinki (Tui) dalla Finlandia; Londra, Manchester, Birmigham (Thomson) dall’Inghilterra; Bergen (con Sas) dalla Norvegia; Valencia e Madrid (con Iberia) dalla Spagna; Dublino (CityJet) dall’Irlanda; Jokoping, Kalmar, Lulea, Naxjo, Norrkoping, Orebro, Umea, Goteborg e Stoccolma (con Jet time e Tui) dalla Svezia. I charter sono settimanali e giungeranno nelle giornate di mercoledi o nel weekend.

Un ottima copertura del Vecchio Continente e soprattutto delle conferme col ritorno di gloriosi e soprattutto validi “tour operator” che dal 27 marzo fino al 29 ottobre (questa la durata del programma) daranno una seria boccata d’ossigeno al tessuto economico del Nord-Ovest della Sardegna e in particolare a quello di Alghero oramai asfittico e vicino al collasso per la mancanza di arrivi in bassa stagione e soprattutto per l’assenza di serie politiche turistiche che possano “surrogare” i mancati sbarchi dall’estero con altre tipologie di flussi, come quelli regionali.

Infatti, al netto del lavoro del management Sogeaal, resta primario il lavoro prodotto dai Comuni del territorio, Alghero in primis, per attrarre visitatori. In particolare le azioni messe a punto nelle mete collegate con l’aeroporto al fine di aumentare l’interesse per giungere in questa zona della Sardegna. Del resto non basta, anche se è essenziale, attivare dei voli, ma gli aerei vanno riempiti, sennò siamo punto e a capo. Per dare una spruzzata di ottimismo pare che si stia muovendo qualcosa anche nella creazione di una cabina di regia in ambito turistico, correlata con la società di gestione, che possa attivare delle solide azioni e sinergie fattive per avviare un nuovo e vero rilancio del territorio.

Nella foto un aereo della Tui

S.I.