“No al business accoglienza”

SASSARI – Protesta questo pomeriggio dei militanti della sezione cittadina di CasaPound Italia alla conferenza organizzata a Sant’Orsola dalla Giunta Comunale per illustrare i progetti Sprar sull’accoglienza. “Vogliamo denunciare il business dell’accoglienza – afferma Fabio Corrias, responsabile regionale di CasaPound, in una nota – che trasferisce centinaia di milioni di euro pubblici nelle casse di cooperative e associazioni, che lucrano sulla pelle dei migranti”.

“Troviamo vergognoso – continua la nota – che in un territorio come quello di Sassari, in piena emergenza abitativa, con un tasso di disoccupazione altissimo, con migliaia di giovani pronti ad emigrare in cerca di un lavoro, una delle preoccupazioni maggiori dell’amministrazione sia occuparsi delle politiche riguardanti gli immigrati, che si sono rivelate infruttuose, nonostante gli sforzi fatti, e che hanno contribuito solo ad arricchire chi gestisce i centri di accoglienza”. “È ora di dire basta a questa situazione – conclude CasaPound: chi ci deve rappresentare nei consigli comunali del territorio riprenda ad occuparsi prima dei cittadini, troppo spesso dimenticati e messi in secondo piano”.

Nella foto la protesta di Casapound

S.I.

Consorzio e Marinedì: unico progetto

ALGHERO – Buone notizie, finalmente, per il porto di Alghero. La riqualificazione dell’approdo cittadino non è più un miraggio e, nonostante la mancanza di un’adeguata regia politica locale e regionale, i due soggetti privati (Consorzio del Porto e Marinedì) che hanno predisposto i progetti per un nuovo e moderno scalo marittimo hanno iniziato a dialogare arrivando, a quanto pare a breve, a produrre un unico disegno.

Nel frattempo, dal Consorzio fanno sapere, che “anche nella stagione ancora in corso, nonostante alcune criticità, l’accoglienza e la sosta delle imbarcazioni e dei diportisti in transito nel porto di Alghero sono state gestite al meglio dal Consorzio del Porto e dagli altri Concessionari che operano con professionalità nel nostro scalo.
Da un primo bilancio il Consorzio ha registrato al 30.09.2017 un incremento di circa il 40% rispetto allo scorso anno, a fronte di una crescita registrata a livello Nazionale del 18%. Il dato positivo, di assoluto rilievo, è dovuto all’aumento di imbarcazioni dai 16 ai 40 mt”.

“In particolare nel nostro Porto si rileva un’accresciuta permanenza media dei transiti dei diportisti che da 2/3 gg. si è dilatata a 5/ 10 giorni. Tale prolungamento medio dei transiti ha verosimilmente prodotto un importante indotto economico diretto ed indiretto e ha sicuramente permesso agli ospiti del nostro Porto di conoscere meglio la nostra Città e il nostro Territorio. Questo risultato è sicuramente, almeno in parte, da attribuire all’attività che ormai da diversi anni Il Consorzio del Porto di Alghero, unitamente ad altri porti del Nord-Sud-Ovest della Sardegna ( Bosa, Stintino, Asinara, Oristano e Carloforte) e con la collaborazione della Regione Sardegna, Assonautica e Assonat Nazionale,porta avanti presenziando nei vari Saloni Nautici Internazionali e promuovendo l’immagine della nostra città, del Parco di Porto Conte e dell’Area Marina Protetta “Capo Caccia e Isola Piana”.

“Prossimamente il Consorzio del Porto di Alghero sarà presente nei saloni di Londra Parigi, Dusseldorf e Palma di Maiorca. Il Trend positivo della nautica, recentemente confermato da quanto riscontrato nei saloni appena conclusi di Cannes e Genova, dovrebbe stimolare maggiormente gli Enti Pubblici preposti a favorire e accelerare quel processo di ammodernamento e riordino dello Scalo Catalano che riteniamo ormai indifferibile e necessario”.

Ed infine, la notizia più importante e attesa che arriva dopo quasi 4 anni di tempo perso e non certaente per colpa dei soggetti privati. “Riteniamo che una più incisiva sinergica collaborazione tra i vari Enti e soggetti che operano nel comparto, possa contribuire al completamento della complessiva offerta turistica e svolgere un’importante azione trainante per la promozione e la conoscenza delle peculiari realtà economico-culturali delle quali il nostro territorio è ricco”. E chiudono, “in quest’ottica e con intenti comuni il Consorzio del Porto di Alghero e la Società Marinedì vogliono integrare e sviluppare insieme i progetti già presentati salvaguardando l’identità storica, culturale ed economica del nostro Porto, con l’obiettivo di migliorare il numero e la qualità dei servizi offerti al diporto nautico e favorire la crescita occupazionale”. Da ricordare che dal 2020 le concessione portuali, dunque tutte le gestioni dei pontili, saranno messe all’asta per decisione dell’Europa. Dunque è importante recuperare il tempo perso per realizzare un nuovo porto gestito da realtà imprenditoriali locali quali sono il Consorzio, Marinedì e altri attori del territorio.

Nella foto il porto di Alghero

S.I.

Sanità, emendamenti dei Riformatori

CAGLIARI – “Sono una cinquantina gli emendamenti alla rete ospedaliera presentati dai Riformatori sardi, in gran parte gli stessi che sono stati presentati e poi respinti durante i lavori della Commissione sanità”. Cosi i Riformatori Sardi sulla riforma della sanità predisposta dalla Giunta Pigliaru. “I principali emendamenti riguardano: la immediata trasformazione, senza fasi intermedie del polo ospedaliero di Alghero Ozieri in presidio di I livello; il suo inserimento nelle reti di neuro riabilitazione e riabilitazione intensiva, oltre alle discipline e servizi già esistenti (Oculistica, Otorinolaringoiatria, Urologia, Cardiologia, Neurologia, Riabilitazione e Radiologia con TAC, ecografia e RMN), con l’attivazione della funzione di Semintensiva generale e le discipline di Oncologia e Lungodegenza”.

“Inoltre, si prevede che L’attività del punto nascita-pediatria e dell’Ostetricia e ginecologia di Alghero possano essere garantite anche tramite equipes di specialisti che, nell’ambito della disciplina di riferimento e possano essere composte anche da professionisti operanti nell’Hub di Sassari. La funzione del presidio di Alghero Ozieri dal 2018 sarà infine completata con l’istituzione di un servizio di rianimazione di 4 posti letto; per forzare la nomina del direttore dell’Areus, che ancora non è stata fatta, si prevede l’attivazione della rete ospedaliera dopo 90 giorni dalla nomina medesima, l’istituzione della stroke unit presso l’ospedale di Olbia, la classificazione dell’ospedale de La Maddalena come ospedale di base e il mantenimento della camera iperbarica.

“Punto nascita La Maddalena: “Considerate le condizioni di insularità di La Maddalena e le conseguenti difficoltà nel trasporto degli ammalati in condizioni di urgenza/emergenza, specie durante i mesi invernali e le ore notturne, l’ospedale P. Merlo è classificato, in via del tutto eccezionale e in deroga agli standard previsti dalla presente ristrutturazione della rete ospedaliera della Sardegna, come Presidio di base, con le attribuzioni previste dal precedente comma e l’aggiunta del servizio di Ostetricia al quale vengono assegnati 4 posti letto. Il servizio opererà come spoke dell’Hub di Olbia e, a tal fine, l’ATS Sardegna e l’Area Socio Sanitaria della Gallura assicureranno l’integrazione della pianta organica del reparto di Olbia”.

Nella foto i Riformatori Sardi

S.I.

“Rilancio Agro in un vicolo cieco”

ALGHERO – “Nonostante siano trascorsi più di 120 giorni (sic!) dalla scadenza per il deposito delle osservazioni al Piano di valorizzazione e conservazione della Bonifica di Alghero (PVCB), queste attendono ancora di essere esaminate o, quantomeno, di essere considerate definitivamente ammissibili dalle apposite commissioni”. Cosi il rappresentante del Circolo Terrestri e dottore agronomo Ferdinando Manconi che ritorna su una delle tante questioni, fondamentali per il territorio e tutt’ora inevase dall’amministrazione Bruno, ovvero il rilancio delle borgate e in particolare il “Piano della Bonifica”.

“Giova ricordare come le stesse siano state oggetto di una condivisione trasversale tra i banchi del Consiglio comunale a riprova del fatto non si trattasse di mera strategia politica quanto di una traduzione su carta del grido di allerta dei cittadini, associazioni, imprese e rappresentanti istituzionali verso un Piano che, evidentemente, presentava (e presenta) forti limiti applicativi. Nel frattempo il PSR prosegue nella sua attività di sostegno economico alle imprese sarde con esclusione di quelle collocate proprio nella nostra pregiata Bonifica. E’ dunque lecito chiedersi quale percorso voglia seguire questa Amministrazione per limitare la fuga di finanziamenti pubblici destinati all’attività agricola verso comuni meno penalizzati dal Piano Paesaggistico Regionale”.

“Ad oggi, in conclusione, non è dato conoscere le cause di questo pesante rallentamento dell’iter di adozione del PVCB. La RAS, come ben noto, ha espresso su di esso una serie di perplessità tradotte, poi, nella richiesta di un lungo elenco di integrazioni che l’Amministrazione comunale licenziò, forse troppo ottimisticamente, come formalità alle quali porre facilmente rimedio. Noi eravamo di differente orientamento e, oggi, ci addolora rivestire quei cassandrici panni che, inevitabilmente, portano al nostro indirizzo tutte le ragioni”.

“Auspichiamo, pertanto, un immediato affidamento della delega all’Urbanistica (ruolo vacante da troppi mesi) e la convocazione dell’omonima Commissione al fine di migliorare e completare un percorso, quello della pianificazione agricola, che avrebbe dovuto fornire una svolta al nostro agro ma che ha finito, parrebbe, con l’arrestarsi in un vicolo cieco”.

Nella foto Ferdinando Manconi

S.I.

Rete Ospedaliera, Sassari punita

CAGLARI –“Una riforma sbagliata e inadeguata, quella della rete ospedaliera proposta dalla Giunta Pigliaru. Un progetto strutturato per le regioni peninsulari che viene calato sulla realtà sarda costituita da una regione che è la terza in Italia quanto ad estensione ma la terzultima come densità abitativa. E per di più con una rete viaria insufficiente.” Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta il Piano di riorganizzazione della Rete Ospedaliera in discussione in Consiglio Regionale.

“Meglio sarebbe stato potenziare i servizi sanitari nei territori più difficili da raggiungere e, soprattutto, perequare l’offerta sanitaria di Sassari con quella di Cagliari. ” Secondo l’ex sindaco di Alghero sia l’uno che l’altro territorio sono sede di un Hub di 2° livello, ma mentre Cagliari città ha due presidi di 1° livello che integrano il sistema, e altri due a 40 km. di distanza, Sassari ne è sprovvisto.

“La conclusione logica –sottolinea Tedde- è che l’Hub di Sassari dovrà anche svolgere funzioni di 1° livello offrendo anche prestazioni di bassa e media complessità di cure. Con tutte le logiche conseguenze in ordine alla certa saturazione delle già pesanti liste d’attesa. E non possiamo sottacere che il trattamento riservato dal Piano a Sassari sconta purtroppo anche le conseguenze dell’atteggiamento accondiscendente dei primi cittadini di Sassari e Alghero.

“Queste sono le motivazioni che per Sassari mi hanno indotto col Gruppo di Forza Italia a proporre articolati emendamenti che riqualificano il Piano di riorganizzazione. In primo luogo per istituire immediatamente il 1° livello per il presidio Alghero-Ozieri, con le discipline esistenti rafforzate da Oncologia, Lungodegenza e Centro Traumi di Zona e il mantenimento del punto nascite. E per prevedere nell’Ospedale Marino il mantenimento delle attuali unità, potenziate con Riabilitazione e Lungodegenza, fino alla realizzazione del nuovo ospedale che auspichiamo possa essere realizzato col trasferimento di parte dei fondi che lo Stato trasferirà per l’edilizia ospedaliera”.

“Altri emendamenti prevedono per Ittiri e Thiesi la lungodegenza in luogo degli ospedali di comunità che sono ad oggi entità indefinite. E ancora, la previsione per Neurologia di Ozieri della possibilità di intervenire sugli ictus. Gli emendamenti tesi a migliorare il Piano sono poi completati con la previsione dell’Hub pediatrico regionale a Sassari, col mantenimento degli attuali posti letto, e con la previsione di Gastroenerologia a Olbia per evitare di saturare le liste di d’attesa di Sassari che già oggi scontano difficoltà pesanti. Ora –chiude Tedde- auspichiamo che l’assessore Arru abbia un sussulto di responsabilità e i consiglieri regionali di centrosinistra abbiano la sensibilità per intervenire affinché la salute dei cittadini del sassarese abbia le stesse attenzioni di quella dei cittadini cagliaritani.”

Rifiuti, zero informazione: bocciati

ALGHERO – “Anche sui rifiuti l’Amministrazione comunale di Alghero non si smentisce: pretende che i cittadini rispettino modalità e norme per il loro conferimento che però, da parte sua, non ha provveduto a far conoscere adeguatamente, venendo così meno ad un dovere preciso: quello della informazione”. Cosi il direttivo di Azione Alghero rispetto il servizio di raccolta dei rifiuti.

“Non può certamente bastare la pubblicazione sul sito del Comune dell’ordinanza che fissa le nuove regole per il conferimento dei rifiuti o qualche articolo sulla stampa locale. Quanti sono infatti i cittadini che accedono al web o leggono i giornali? Basta leggere il capitolato speciale di appalto per rendersi conto che l’Amministrazione, prima di brandire l’arma delle sanzioni per lo scorretto conferimento dei rifiuti, dovrebbe farsi parte diligente, sollecitando il gestore del servizio a fare quanto previsto dallo stesso capitolato”.

“Il nuovo servizio é stato attivato il 26 aprile 2017 e entro 30 giorni da tale data si sarebbe dovuto attivare il numero verde gratuito a disposizione dei cittadini per informazioni, segnalazioni e reclami, supportato da mirata campagna di informazione, campagna prevista anche per portare a conoscenza della cittadinanza le nuove modalità di conferimento dei rifiuti. Ad oggi, trascorsi ben 5 mesi (150 giorni) nulla di quanto previsto é stato fatto.
Si pretende dai cittadini il rispetto di precise e indispensabili norme, ma nulla si fa perché gli stessi siano messi nelle condizioni di conoscere bene cosa fare”.

“Ci auguriamo che prima di comminare sanzioni l’Amministrazione attenda che la campagna di informazione e sensibilizzazione, che confidiamo parta il prima possibile, produca i suoi effetti, mettendo i residenti e gli ospiti nelle condizioni di conoscere esattamente come comportarsi: come dividere i rifiuti per una corretta raccolta differenziata, che tipo di buste comprare ( visto che le stesse non verranno più fornite gratuitamente e ne è cambiata la tipologia ), in quali giorni e a quali orari effettuare il conferimento, ecc.. La “rivoluzione” nel sistema della raccolta dei rifiuti tanto strombazzata fa fatica ad essere pienamente percepita dai cittadini algheresi: tanti aspetti devono essere chiariti ed alcuni dei cambiamenti introdotti. ingenerano numerose perplessità”.

“Lasciamo il giudizio definitivo a quando il sistema sarà a regime.
Un’ultima considerazione: solo con una popolazione adeguatamente sensibilizzata ed informata sul corretto conferimento dei rifiuti sarà possibile avere un maggiore decoro urbano e elevate percentuali di raccolta differenziata con conseguente risparmio per gli utenti. Dalle parole si passi ai fatti: aspettiamo fiduciosi!”.

Nella foto Marco di Gangi

S.I.

“San Michele soccombe ai bruniani”

ALGHERO – “E’ risaputo che ripetere le bugie serve a trasformarle in realtà. Ma che questo modus operandi politico derivi dai nuovi apprendisti sostenitori del sindaco Bruno, fulminati sulla via di Damasco dalla sfolgorante ed eccezionale azione amministrativa degli attuali amministratori, non può che far sorridere. Un’amara ironia ovvio, come quella con cui scherzosamente abbiamo definito quella che invece è la peggiore amministrazione di sempre. Le bugie, dicevamo. Quelle legate, in quest’occasione, ma è una prassi molto diffusa in capo all’attuale Primo Cittadino, agli spettacoli ed eventi. Nel caso specifico San Michele”. Intervento del gruppo consigliare di Forza Italia, composto da Nunzio Camerada, Michele Pais e Maurizio Pirisi, rispetto alle ultime polemiche sull’assenza di un cartellone di appuntamenti per San Michele, patrono di Alghero.

“In queste ore i due novelli bruniani, dopo la loro piroetta nel teatrino dell’11 settembre, si stanno affannando per difendere le scelte sul cartellone del Patrono che, come negli ultimi anni, vede Alghero soccombere da decisioni sghembe e sconsiderate legate solo dalla volontà predatoria di assaltare la diligenza ovvero la Fondazione Meta”.

“Mancano programmazione, promozione e soprattutto visione per dei settori che, visto anche il “tesoretto” delle Grotte di Nettuno, avrebbe potuto produrre delle ricadute tangibili e durature e non estemporanee e casuali. Fulgido esempio è il concerto di martedi scorso. Niente da dire sull’artista (Ermal Meta), bravo emergente cantautore, ma uno spettacolo proposto di sera di martedi, a fine settembre, ha avuto l’unica funzione di richiamare una paio di migliaia di fans del posto e niente altro. Beati loro che hanno potuto assistere al loro cantante preferito, ma chi ha deciso che venissero destinati per un appuntamento del genere, molto rischioso, visto anche il diluvio del giorno prima, un totale di circa 50mla euro? Qual è stato il ritorno per la città? Attività e alberghi hanno visto incrementare il loro fatturato? Alla prima domanda dovranno risponderci in Consiglio, non appena il presidente Matteo Tedde si degnerà di convocarlo, alle altre due rispondiamo noi: nessuno e zero. Allora siamo seri”.

“Inutile che i neo-funamboli della politica Pirisi e Nasone si affannino a difendere le scelte di Bruno e della sua Giunta fantasma paragonandole a quelle di 10 e oltre anni fa. In quegli anni, come ricordato anche sui social e soprattutto dalla memoria di tutti gli algheresi e turisti, la Riviera del Corallo era il riferimento regionale e anche, in certi momenti, nazionale per gli spettacoli con format originali e unici che ospitavano il meglio a livello mondiale di tutti i settori artistici e in particolare proprio della musica”.

“Anche per San Michele c’era stata una scelta mirata e premiante che vedeva esibirsi solo gli artisti regionali con l’aggiunta dello splendido spettacolo pirotecnico spostato nella Torre di Sulis. Uno show unico che vide il suo apice proprio nell’ultimo anno di governo delle Giunte Tedde con l’esibizione in Piazza Sulis di Franca Masu, i fuochi d’artificio, una fiumana di gente di diverse migliaia di persone in tutto il centro e soprattutto un cartellone che iniziava a produrre i suoi effetti benefici in quello che è il vero obiettivo di un’amministrazione appena capace: la destagionalizzazione. Parola sconosciuta per una gruppo di persone, ritrovatesi a governare Alghero, che ha come riferimento l’assessore al Turismo del “numero chiuso” ovvero l’opposto di quello che si auspica per quel settore”.

Nella foto il gruppo di Forza Italia

S.I.

Led ok, ma non “da ospedale”

ALGHERO – E’ di ieri la comunicazione da parte dell’amministrazione Bruno dell’avvio della terza fase per la sostituzione delle luci storiche presenti ad Alghero con le nuove a led. Una scelta basata sul risparmio economico e efficientamento energetico sicuramente condivisibile e al passo coi tempi ma, come altre decisioni in capo agli attuali governanti connesse all’ambito dell’accoglienza e dunque del turismo, sfuggono dalle normali e minime regole di tali settori. Anche i bambini, infatti, sanno che per rendere più favorevole la frequentazioni di luoghi, privati e pubblici, nelle ore serali e notturne, è necessario avere delle luci più leggere, delicate, calde si dice tecnicamente. Tutti quando andiamo in altre località turistiche amiamo proprio anche il fascino creato da luoghi illuminati ma in maniera non troppo impattante e con tonalità più vicine all’arancio e perfino al rosso, rispetto a quelle verso il bianco o azzurro definite “fredde” proprio per la loro utilità in luoghi di servizi come parcheggi, ospedali e similari, non certo per illuminare vie, piazze e bastioni di un qualsiasi centro storico.

Per offrire anche una spiegazione più precisa riportiamo quanto indicato da un sito specializzato. “La luce emessa da qualsiasi lampadina (a led, al neon ecc.) viene percepita dall’occhio umano con una gradazione di colore. Se questa gradazione tende verso i toni del rosso, la luce viene definita Calda (in inglese warm); se la gradazione tende verso il blu, viene definita Fredda (in inglese cool). Questo colore viene misurato in “gradi kelvin”, ecco perché si parla di “temperatura di colore”. Con le tradizionali lampadine a incandescenza o alogene non si poteva scegliere il colore della luce che la lampadina produceva. Le lampadine tradizionali funzionavano con il passaggio di energia elettrica attraverso un filo che surriscaldava e si tingeva di rosso. Questa incandescenza produceva luce. Dato che le lampadine a Led usano una tecnologia completamente diversa e molto più avanzata, è possibile scegliere il la gradazione di colore che si desidera”.

Insomma, come spiegato bene dal sito masterled.it, oggi si può scegliere. Dunque va bene il led, è giusto risparmiare, ma è normale, ovvio e scontato che il grado di illuminazione deve essere definito in base ai luoghi di riferimento. “Questa estate, oltre le varie problematiche legate ai suoli pubblici, controlli continui sui decibel, pure il posizionamento di queste luci che illuminavano a giorno i nostri tavolini, spesso i clienti ci hanno chiesto spiegazioni che non abbiamo saputo dare”, commenta il titolare di un’attività sui bastioni. Anche in questo caso quello che manca, è oramai evidente, è la conoscenza di certi meccanismi a cui si aggiunge l’arroganza di non ascoltare i consigli della cittadinanza. Ed i risultati, soprattutto in ambito turistico e dell’intrattenimento, sono tristemente sotto gli occhi di tutti. “Basta guardare la foto dell’articolo che avete pubblicato – commenta un commerciante – per far sembrare via Simon una camera mortuaria”.

Nelle foto l’area del porto e via Simon con le luci led fredde che illuminano a giorno il centro storico

S.I.

Suicidi record, aiutare i sardi

CAGLIARI – Striscioni a Cagliari, Carbonia, Iglesias, Sassari, Alghero e Oristano con su scritto “Basta suicidi, ribellati e combatti!” sono stati affissi questa notte dai militanti di CasaPound Italia per sensibilizzare la popolazione sul problema dei suicidi che attanaglia la regione Sardegna. “La Sardegna – afferma CasaPound – è la regione Italiana col più alto tasso di suicidi, con circa 20 suicidi ogni centomila abitanti, e questo preoccupante fenomeno non sembra interessare ai nostri amministratori”.

“Le istituzioni hanno voltato le spalle al popolo e non ritengono importante investire alcuno sforzo nel contrastare tutti quei problemi che sempre più spesso colpiscono le frange più deboli -continua CasaPound- così disoccupazione, sfratti, difficoltà ad avere una casa di proprietà, pressione fiscale alle stelle, privatizzazione di beni primari, vengono accantonati a favore di tematiche moderne, foraggiate culturalmente dai diktat dell’Europa delle banche, sicuramente più redditizie”.

“Assistiamo increduli alle proposte in cui la soluzione al suicidio parrebbe essere il sollevare barriere antisuicidio sui ponti storici – prosegue CasaPound – e non ci sorprenderebbe se qualcuno arrivasse a proporre il posizionamento di materassi nei pressi di palazzi oltre i tre piani, vietare la vendita di tubi da collegare alla marmitta o, perché no, dotare le manopole delle bombole di test per valutare il livello di disperazione di chi ne fà uso, il tutto pur di non affrontare seriamente il problema: il disagio sociale che serpeggia nella Regione e di cui la politica ha enormi responsabilità”.

“Con la nostra azione vogliamo ribadire che l’unica soluzione è che lo Stato torni a occuparsi dei problemi reali dei cittadini – conclude CasaPound – ed invitare i cittadini a combattere, affinché chi ci amministra sia costretto a dare risposte concrete a questa emergenza”.

Nelle foto gli striscioni affissi nella notte

Addio navi da crociera: declino

SASSARI – Gianfranco Langella, commentando le indiscrezioni ormai certe che vedono l’abbandono di 25 navi da crociera del gruppo Costa Crociere dal Porto di Porto Torres, esprime il disappunto e l’amarezza di Fratelli d’Italia per questa scelta scellerata che continuerà ulteriormente ad impoverire e limitare il Nord Ovest della Sardegna e le città di Porto Torres, Sassari e Alghero, colpendo l’indotto turistico che dal mercato crocieristico aveva tratto vantaggio dopo il tragico de-potenziamento dell’aeroporto di Alghero. “Azione questa che riteniamo ormai vana perché come abbiamo ampiamente previsto, dopo l’Aeroporto è il turno del Porto, ormai ridotto a lumicino nel traffico merci e passeggeri, in una città abbandonata a sé stessa che non vede altra prospettiva al di fuori della disoccupazione”.

Nella foto nave da crociera nella rada di Porto Torres

S.I.