Statuto Sardo, arriva Mattarella

CAGLIARI – Seduta solenne domani alle 11 in Consiglio regionale alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del 70esimo anniversario dello Statuto sardo. Il corteo presidenziale arriverà in Consiglio regionale in via Roma alle 10 e 40. Sarà accolto dal Presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, dal Presidente della Regione Francesco Pigliaru e dal sindaco di Cagliari Massimo Zedda.

Dopo una breve visita alla mostra “Cronache dell’Autonomia” al piano terra del Palazzo, il Capo dello Stato incontrerà, in presidenza, gli ex Presidenti del Consiglio regionale e gli ex presidenti della Regione. Saranno presenti gli ex presidenti: Felice Contu, Salvatorangelo Mereu, Giacomo Spissu, Francesco Rais, Angelo Rojch, Mario Floris, Antonello Cabras, Federico Palomba, Renato Soru, Ugo Cappellacci. Il Presidente Mattarella poi si trasferirà nell’aula consiliare. Il coro degli alunni della scuola primaria e secondaria dell’istituto comprensivo “E.Puxeddu” di Villasor eseguirà l’Inno di Italia. La seduta solenne si aprirà con l’intervento del presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau. Seguirà l’intervento del presidente della Regione Francesco Pigliaru. Chiusa la seduta sarà eseguito il brano “Su patriotu sardu a sos feudatarios (Procurade ‘e moderare) da parte del Coro Nugoro Amada di Nuoro.

Nella foto il presidente Mattarella

S.I.

Niente permessi, chiude l’Ecocentro

ALGHERO – Il Comune di Alghero chiude l’Ecocentro. Detta così potrebbe sembrare una barzelletta o ancora di più una pazzia o perfino “fake news”, ma invece è la realtà. Il terzo settore dell’Ente Locale, quello dedicato allo Sviluppo Sostenibile, tramite ordinanza dirigenziale ha determinato l’immediata serrata della struttura ubicata a Galboneddu.

Con la determina si ordina al “soggetto gestore del Servizio di igiene Urbana, Ciclat Trasporti Ambiente Soc. Coop. la sospensione con effetto immediato dell’esercizio delle attività di messa in riserva (R13) e deposito preliminare (D15) dei rifiuti urbani e assimilati raccolti nel territorio comunale di Alghero presso l’ecocentro comunale di Galboneddu”, e inoltre, “la ripresa delle attività a seguito dell’ottenimento dell’autorizzazione all’esercizio da parte della provincia di Sassari, fatti salvi ulteriori provvedimenti contingibili ed urgenti”.

Di fatto, dunque, mancano i permessi e l’amministrazione dice alla Ciclat di perfezionare la documentazione entro un determinato termine ma, nel frattempo, ed è una cosa di una gravità inaudita, l’Ecocentro deve stare chiuso. E’ evidente che ci saranno anche delle ripercussioni sul servizio di raccolta dei rifiuti. L’amministrazione si è immediatamente attivata per risolvere il problema, resta il fatto che devono essere rese note le motivazioni di quanto accaduto e soprattutto della mancanza dei permessi. Sarà la campagna elettorale, sarà il clima (politico) fatto sta che, anche questo accadimento, pareva potesse essere marginalizzato.

Nella foto la conferenza stampa di presentazione della Ciclat

S.I.

I cent’anni della signora Giuseppina

ALGHERO – La signora Giuseppina Meloni ha compiuto 100 anni. Ieri, 23 febbraio, nella sua casa nel quartiere della Pietraia ha festeggiato l’evento attorniata dai suoi familiari. La signora Giuseppina ha ricevuto la visita del vicesindaco Raimondo Cacciotto che a nome dell’Amministrazione ha voluto porgerle gli auguri di buon compleanno. La centenaria algherese ( nata il 23 febbraio 1918 ) ha tre figlie, nove nipoti e nove pronipoti.

Nella foto il vice-sindaco Cacciotto con la signora Giuseppina

S.I.

Dopo 8 giugno, ancora zero Roma

ALGHERO – Nonostante gli annunci reiterati e ripetuti. Dal’assessore regionale ai Trasporti, Careddu [Leggi], fino ai vertici di Blue Air [Leggi], ancora oggi, venerdi 23 febbraio 2018, non è possibile prenotare un volo aereo da Alghero per Roma dopo l’8 giugno. Un fatto mai accaduto prima e di una gravità inaudita che fa ad inficiare tutte le belle parole legate alla volontà di sostenere il turismo e soprattutto di privilegiare le sacrosanta mobilità dei sardi.

Non si sa più come descrivere questa situazione. E’ oggettivo oramai che, a prescindere da presunti complotti contro questa parte della Sardegna, ci sia una considerazione non adeguata e rispettosa per quella che è stata la “Porto d’oro del Turismo isolano” e comunque un’area della Sardegna che è ancora la seconda per popolazione, nonostante si stia facendo il possibile perchè diventi la terza.

Nella foto la pagina delle prenotazione del sito Blue Air che si terma (per Roma) all’8 giugno

S.I.

Azione Alghero, verità su Aeroporto

ALGHERO – “Quasi spiace dove assistere per l’ennesima volta all’ostinazione con la quale i democratici algheresi difendono l’operato della Giunta regionale a guida PD in materia di trasporti aerei e i loro paladini pro tempore. Ammettendo pure che il mio punto di vista sia infondato, le mie opinioni di parte e i miei ragionamenti strampalati, ciò che non è discutibile ed è oggettivamente riscontrabile è che le scelte delle amministrazioni regionali a guida PD abbiano determinato ed amplificato la profonda crisi dell’aeroporto di Alghero con le inevitabili conseguenze negative sul sistema economico territoriale e sulla mobilità delle persone.

Capisco che il PD voglia continuare a negare questa situazione, cosa che prova a fare in ogni modo possibile, ma l’unica cosa da fare è perciò ribadire quali siano state le dinamiche che l’hanno determinata per capire a chi vadano ascritte le relative responsabilità politiche. Purtroppo chiarire e mettere in ordine gli elementi di vicende complesse non è certamente semplice e non può essere fatto brevemente.

Mi scuso perciò per lo spazio che occuperò nel provare a farlo. Nell’ordine cercherò di esporre sinteticamente tutte le argomentazioni che sorreggono la mia analisi sulle decisioni politiche adottate, che comunque sono pronto a discutere ed approfondire in contraddittorio e pubblicamente, in campo neutro e non certamente in un comizio elettorale del PD. Anzi auspico che a breve si possa svolgere un incontro pubblico condotto da un moderatore per confrontarci sul piano tecnico – politico su tutta la vicenda. Uno dei peccati originali è costituito dal mancato rispetto del patto Soru – Prodi che ha comportato l’assunzione da parte della Regione degli oneri economici della continuità territoriale che sarebbero dovuto rimanere a carico dello Stato in ossequio a precisi principi costituzionali, senza che da par6te sua il Governo abbia mantenuto gli impegni assunti. Ci siamo praticamente fatti carico nel bilancio regionale di costi che sarebbero dovuti essere a carico dello Stato. La Giunta Pigliaru è rimasta inerte riguardo i bandi per i collegamenti aerei in regime di continuità territoriale ( CT2), per Alghero quelli con gli scali di Torino e Bologna, che integravano quelli della CT 1 con gli scali di Roma e Milano e garantivano condizioni di mobilità decisamente più funzionali alle esigenze dei viaggiatori. La loro mancanza ha anche determinato, di frequente, l’insufficienza dei posti a disposizione nei voli con Roma e Milano con la saturazione di quelli a disposizione. La Giunta Pigliaru, trincerandosi dietro la procedura di infrazione della Commissione Europea sull’applicazione della legge 10 del 2010 ( che giova ricordare ha cessato di produrre i suoi effetti nel 2013) , decide di non sostenere in alcun modo i voli low cost. Sostegno che pure le rigorose linee guida della Commissione Europea in materia di aiuti di Stato alle compagnie aeree rendevano ammissibile per l’aeroporto di Alghero a gestione regionale tramite l’applicazione del paragrafo 3.5. “Rapporti finanziari tra aeroporti e compagnie aeree” e il principio del M.E.O. . Ricordo che in un incontro con l’assessore Deiana, ad una mia precisa domanda sul perché non si utilizzasse questa opportunità per superare l’impasse e la fuga di Ryanair, lo stesso rispose “Per prudenza”. Il fatto si commenta da solo. In un convegno sui trasporti organizzato ad Alghero dal PD per cercare di buttare acqua sull’incendio generato dal mancato sostegno ai voli low cost, il collega di partito e di corrente dell’assessore Deiana, il senatore Silvio Lai, nella sua presentazione tramite delle slide, elencando quali fossero i possibili interventi a sostegno dei low cost, omise proprio di indicare l’unico percorribile: proprio quello previsto dal citato paragrafo 3.5. Provai ad intervenire, ma mi fu solo concesso di fare una domanda e chiesi al senatore come mai nella sua presentazione avesse omesso di indicare proprio l’unico strumento idoneo per intervenire a sostegno dei voli low cost. Lascio commentare ai lettori la sua risposta: “Era implicito nella mia presentazione.”
Ora a pensare male si fa peccato, ma non sembra che qualcosa in tutto questa vicenda non torni? In particolare se si considera che, in due successive procedure di infrazione della Commissione Europea , il modello di contribuzione dei voli low cost utilizzato dal nostro aeroporto, il cosiddetto “Modello Alghero” è uscito sempre indenne, come un esempio virtuoso di intervento.

Ferme restando le diverse interpretazioni e relative tesi sull’obbligo o meno di cedere ai privati le azioni della Sogeaal, la procedura di privatizzazione della società di gestione dello scalo algherese è stata fatta senza neanche prendere in considerazioni le reali intenzioni dell’acquirente. É impensabile che la privatizzazione della società di gestione di una delle più importanti infrastrutture trasportistiche di un’isola, oggetto di rilevanti investimenti pubblici passati e futuri, e strategica su tutti i fronti sia avvenuta senza che la Regione neanche valutasse se i progetti del privato e le sue strategie nella gestione dello scalo fossero funzionali a garantire e assecondare le esigenze di mobilità e la vocazione economica di un intero territorio. Questo è quanto avvenuto nella gestione di questa delicatissima partita. In teoria per l’investitore privato che si attenda utili, gli stessi possono derivare da un radicale taglio dei costi piuttosto che da un sostanziale incremento dei ricavi. In parole povere: anziché investire sullo sviluppo e sulla crescita dei collegamenti il privato potrebbe limitarsi semplicemente a licenziare personale e tagliare al massimo tutti i costi, con buona pace per le prospettive di ripresa del traffico aereo.

Sulla vicenda della gestione della Continuità territoriale con gli scali di Roma e Milano ogni parola spesa equivarrebbe a sparare sulla croce rossa. In un paese normale chi avesse determinato questo risultato sarebbe stato cacciato con ignominia. Nell’Italia e nella Sardegna a guida PD no; anzi, uno dei principali responsabili dello TSUNAMI viene premiato e incaricato a presiedere l’Autorità portuale unica regionale. In sintesi quanto é successo all’aeroporto di Alghero, al territorio da esso principalmente servito, ai suoi residenti e alle sue imprese non è certamente stato causato da un destino cinico e baro o da congiunzioni astrali sfavorevoli, piuttosto da governanti e amministratori pubblici e dalle loro precise scelte politiche.

Non mi risulta che oltre alla perdita di 1 milione di passeggeri, alle nefaste conseguenze sull’economia del territorio, alle limitazioni alla mobilità delle persone e a un futuro incerto per molti lavoratori l’azione politica virtuosa della Giunta Pigliaru, della sua maggioranza e degli amministratori locali conniventi abbiano prodotto altro, come qualcuno pretenderebbe di ascriversi indossando i panni del Salvatore. Suona perciò come una beffa il richiamo degli amici democratici algheresi su quello che dovrebbe essere il ruolo della politica: “definire come e con quali strumenti si realizzino gli obiettivi utili al territorio.” Sarebbe meglio nell’interesse comune se si chiarissero bene le idee su cosa sia utile o dannoso per tutti noi. Vorrei infine rassicurare i Dem cui auguro i migliori successi: la pagellina della quale debbono preoccuparsi non è quella mia e di Azione Alghero quanto quella che gli elettori presenteranno loro il 4 marzo”.

Presidente di Azione Alghero, Vice coordinatore regionale di Energie per l’Italia
Marco Di Gangi

Caos Reis, sardi attendono risposte

CAGLIARI – “Altro che “agiudu torrau”, questo è “agiudu torrau issegusu”. Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta la singolare circolare del 19.02.2019 con cui l’Assessorato dell’igiene, sanità e dell’assistenza sociale ha invitato gli Enti Gestori degli Ambiti Plus e i Comuni della Sardegna ad accogliere tutte le domande REI e REIS ma a dare priorità all’utilizzo delle risorse nazionali del REI, rendendole alternative, in quanto “lo stesso cittadino non può essere destinatario di entrambe le misure”. Secondo Tedde, che in proposito ha depositato una interrogazione urgente per ottenere spiegazioni da Pigliaru, questo atto è assunto in violazione della legge regionale dell’agosto del 2016 istitutiva del Reis (Reddito di inclusione sociale), denominata pomposamente “Agiudu torrau”, ma anche della legge statale di stabilità del 2016 che ha istituito il Sia (Sostegno di inclusione attiva), poi sostituito con il Rei (Reddito di inclusione), quale misura unica nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.

“Il REIS sardo -denuncia Tedde- costituisce una misura complementare e aggiuntiva rispetto alla misura nazionale Rei. Da quest’ultima non possono essere decurtate le misure integrative di sostegno al reddito per le quali è previsto un progetto personalizzato a carico dei comuni o degli ambiti territoriali, come il Reis regionale.” Secondo l’ex sindaco di Alghero il Reis, che prevede l’erogazione di un assegno sociale mensile al ricorrere di determinate condizioni a favore di chi oggi riesce a malapena a sopravvivere, è stato una grande operazione di marketing del centro-sinistra che oggi si avvia a fallire. “Dopo i colpevoli ritardi di molti mesi sembrava fosse riuscito a decollare e oggi lo stop inaspettato ed illegittimo.”

L’ex sindaco sottolinea che questa violazione del quadro normativo disciplinante il reddito di inclusione regionale e nazionale comporterà una decurtazione drastica del contributo economico mensile per una importante fascia di utenza in carico ormai da anni ai servizi, il cui disagio appare cronicizzato. “In una economia debole come quella sarda l’avvio di una deriva di riduzione del sostegno economico alle famiglie assistite rischia di creare un problema sociale oltreché un disagio economico”, evidenzia il consigliere regionale.

“Ci chiediamo dove sia finita la preoccupazione per le 147 mila famiglie sulla soglia della povertà? Ci chiediamo se è questa la considerazione per i 400 mila sardi ai quali è necessario garantire “risorse e prestazioni sufficienti per vivere conformemente alla dignità umana”? Si sta incidendo negativamente su nuclei familiari con minori, donne in stato di gravidanza e soggetti che sono fuori dal mondo del lavoro e che non lo trovano per avere superato i limiti di età. Sulla fascia più debole dei beneficiari potenziali. Questi sono i motivi che ci hanno spinti a depositare una interrogazione urgente. Attendiamo celere risposta da Pigliaru. Ma attendiamo, sopratutto, che questa nefasta circolare venga annullata in tempi brevissimi”, chiude Tedde.

Nella foto l’onorevole Tedde

S.I.

Ex-Caserma, morte annunciata

ALGHERO – “Sul fallimento del Distretto della creatività si può affermare che non è una sorpresa ma il risultato di una morte annunciata”. Sono il direttivo cittadino e gruppo consigliare dell’Udc a intervenire sulla questione della gestione dell’ex-Caserma. Struttura che avrebbe dovuto ospitare il “Distretto della Creatività”. Progetto risalente alle Giunte Tedde di centro-destra e ancora, nonostante i tentativi, non realizzato fino addirittura ad arrivare ai problemi di oggi legati all’utilizzo del prezioso immobile.

“Quello che sbalordisce è che chi amministra questa città abbia in nessun conto recepito che l’edificio di via Simon, valutato più di 15 anni fa dalla Provincia in oltre 2 miliardi e mezzo di vecchie lire, sia di fatto oggi gestito da Res Publica gratuitamente o in cambio di prestazioni previste dal progetto di “Cittadinanza Attiva” anziché erogare i 22mila euro all’anno previsti inizialmente per tutte le associazioni culturali che avrebbero dovuto usufruirne. Sarebbe interessante sapere a quanto ammontano ad oggi gli affitti incassati dal Comune per questa struttura di pregio che, peraltro, si impegna a somministrare bevande più o meno alcoliche e frugali pasti senza che risulti ad essa alcuna titolarità di licenza sia sanitaria che commerciale”.

“Rinunciando così di poter utilizzare la struttura come previsto, consumando ingenti risorse da parte della municipalità. A questo bisogna aggiungere ulteriori spese per gli affitti pagati per le associazioni di ex militari ospitate dal Comune in altri locali privati a cui questa allegra amministrazione rifonde ingenti somme perché la qualità di queste associazioni non era gradita ai neopadroni dell’ex Caserma di via Simon. Ma il Distretto della Creatività non era nato per dare ospitalità a tutte le associazioni culturali che ne avessero fatto richiesta? Ora vanno via da questa sede Fidapa, l’Università della Terza Età, l’Unicef e altre che “pro domo pacis” non vogliono dichiarare apertamente quali sono i motivi della loro rinuncia anche se in privato lamentano la continua ostilità e prevaricazione nei loro confronti per l’utilizzo dei locali da parte della ben nota associazione, che non riusciamo a collocare in nessun ambito culturale(!?).

“Intanto, “giusto per ricordare”, più volte da parte di qualche forza politica era stato richiesto che la struttura venisse utilizzata per una nuova destinazione, inserendo uffici pubblici per i quali il Comune continua a pagare esosi affitti in locali privati. Cui prodest?”

Nella foto un incontro dell’Udc di Alghero

S.I.

Elisoccorso, appalto scandaloso

CAGLIARI – “Un appalto scandaloso”. Così Ugo Cappellacci, candidato alla Camera dei Deputati per Forza Italia, commenta le dichiarazioni della Giunta regionale riguardo all’appalto sull’elisoccorso. “Il progetto precedente – prosegue l’esponente azzurro- prevedeva 2 basi contro le 3 attuali, copriva il 94% del territorio contro l’84% del modello “Arru”, costava 6-7 milioni l’anno: tra i 21 e i 37 milioni di euro in meno e utilizzava proprie elibasi e non gli aeroporti (ulteriore spreco di 7,2 milioni in 8 anni) rispetto a quello voluto dalla Giunta Pigliaru. Fu lo stesso assessore – ricorda Cappellacci- a confessare che diverse zone della Sardegna sono raggiunte solo dopo la mezz’ora di volo, con conseguenze gravissime per il malcapitato di turno, che per ogni minuto di attesa in più potrebbe avere compromissioni irreversibili degli organi vitali Individuare le basi negli aeroporti significa pagare oltre 900 mila euro l’anno alle società di gestione, mentre per realizzare una base di proprietà regionale sarebbero bastati 600 mila euro e tre mesi di lavoro per realizzarla. Per di più un elicottero posizionato in un aeroporto deve attendere i passaggi dei voli di linea prima di poter decollare o atterrare, con immaginabili conseguenze sui tempi di decollo, soprattutto sugli aeroporti iperaffollati come Elmas e Olbia.

“Il modello individuato dalla nostra giunta è nato dalle valutazioni di una commissione di tecnici esperti, mentre non sono mai stati comunicati gli atti del gruppo tecnico che ha discusso tale progetto e se lo ha condiviso. L’ assessore Arru, ‘noto asso del volo’, ha accantonato quell’impostazione per sceglierne un’altra più costosa e meno efficiente. Attendiamo inoltre maggiori informazioni su come, dove e da chi sarà fatta la formazione al personale sanitario dedicato al servizio di elisoccorso. Le dichiarazioni sul reclutamento del personale hanno il retrogusto della campagna elettorale e sicuramente vanno oltre quanto è previsto dai contratti”.

“Manca infatti il coinvolgimento dei medici dell’dell’emergenza territoriale, anche se l’assessore ha dichiarato alla stampa che sono stati inseriti. Confermiamo e rinforziamo le perplessità già manifestate per tempo e chiediamo per l’ennesima volta alla giunta regionale di tornare sulla retta via anziché rifilare alla Sardegna un servizio che costa di più e che non garantisce gli stessi tempi di intervento di quello individuato dal nostro gruppo di lavoro in precedenza”.

Nella foto Ugo Cappellacci

S.I.

Alghero, stop costruzioni in zone B

ALGHERO – La conferenza stampa dell’amministrazione Bruno sull’Urbanistica non poteva non essere ricca di spunti. Del resto è uno di quei temi (oramai tanti, forse troppi) centrali per lo sviluppo di Alghero che attendono da diversi anni una sua definizione. In particolare, com’è evidente il Puc, ma non solo anche il Piano dei Litorali e pure quello del Traffico, senza dimenticare l’adeguamento del Piano del Commercio e in andando oltre di una pianificazione generale del territorio utile, finalmente, a comprendere come creare occasioni per lo sviluppo, crescita e dunque lavoro. Ovvero le basi per arginare la drammatica emorragia migratoria e soprattutto l’allarmante denatalità.

Ma, in attesa di intraprendere in maniera stabile le strade per far rivedere la luce a questo territorio, dall’incontro con la stampa del sindaco Bruno, assessore Balzani e tecnici, è emerso un passaggio molto importante: stop alle costruzioni nelle zone B. Detta così, può sembrare un ennesima azione volta a fermare investimenti e sviluppo, ma in questo caso è evidente che, visto come si sta sviluppando il mercato dell’immobile, è probabilmente giunto il momento di fermarsi e cercare di raggiungere l’obiettivo più atteso: l’approvazione del Puc.

A prescindere dalle varie considerazioni, questa è la decisione dell’amministrazione di centrosinistra. In riferimento ai dettami della legge sul tema approvata lo scorso luglio, Bruno e Balzani hanno fatto sapere che a breve verrà adottato un provvedimento utile a bloccare gli interventi edilizi nelle zone B (ovvero le aree urbane dove ancora si può costruire). “In attesa dell’arrivo del Puc in Consiglio, prevediamo di portarlo entro i prossimi mesi, crediamo sia necessario, visto anche quanto accaduto in determinate aree di pregio, fermare gli interventi nelle zone B che richiedono particolare tutela, del resto non si può più procedere nella pianificazione con uno strumento (il Prg) vecchio di trent’anni, dunque da una parte ci fermiamo, dall’altra acceleriamo per arrivare al tanto agognato Puc”, ha detto il sindaco Bruno.

Nella foto la conferenza stampa sull’urbanistica di martedi

S.I.

Aeroporto, Lai strimpellatore politico

CAGLIARI – “Se prima avevamo qualche dubbio che il Sen. Lai in tema di trasporti si muovesse come uno strimpellatore della politica, oggi ne abbiamo la certezza.” Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta l’intervento del Sen. Lai relativamente all’addizionale sui biglietti aerei, alla procedura di infrazione sulla legge 10 del 2010 a carico della Sogeaal e della gara per la cessione del pacchetto azionario di maggioranza della società di gestione dell’aeroporto di Alghero.

“L’addizionale sui biglietti aerei, votata anche dal Sen. Lai, fu sicuramente uno dei motivi che indussero Ryanair a smobilitare. L’altro motivo è stato il mancato varo del piano di incentivi al traffico low cost da parte di Pigliaru e Deiana. Basta rileggere le cronache del 6 aprile del 2016, allorché a Roma al Ministero dei trasporti si tenne un incontro fra il Min. Delrio, la Ryanair e le delegazioni di Sardegna e Abruzzo. In quell’incontro, a seguito delle risolute rimostranze del vettore irlandese, il Governo rassicurò circa la sospensione in tempi brevi dell’addizionale sui diritti di imbarco e su un progetto di sostegno al low cost.” Secondo l’ex sindaco di Alghero è vero che l’addizionale doveva essere utilizzata per pagare la cassa integrazione dei dipendenti di Alitalia. Ma per evitare di deprimere il traffico aereo questi fondi potevano essere reperiti da altri capitoli del bilancio dello Stato. Tedde rilancia dichiarando che “Sull’assoluzione di Sogeaal da parte della Commissione Europea, che a detta del Sen. Lai era motivata dal fatto che “Alghero era già stata indagata e sanzionata”, auspichiamo che il Senatore del PD sia cascato in un banale refuso. La decisione della Commissione Europea sugli aiuti di Stato agli aeroporti sardi ha escluso categoricamente dal procedimento “tutti i contratti conclusi da Sogeaal con compagnie aeree”.

E non perché la società di gestione dell’aeroporto di Alghero fosse stata condannata ma, al contrario, perché era già stata assolta con decisione dell’ottobre del 2014. E, purtroppo, dal 2014 la Giunta Regionale è rimasta immobile, mentre avrebbe invece potuto varare un piano di sostegno al traffico aereo sulla base degli orientamenti comunitari e ai principi dell’investitore nel libero mercato. La sua negligenza ha fatto perdere all’aeroporto di Alghero 351 mila passeggeri e ha depresso economicamente l’intera provincia di Sassari. E ancora, -attacca Tedde- è evidente che il Sen. Lai quando afferma che il salvataggio della Sogeaal non era possibile non sa che secondo la giurisprudenza contabile prima e la legge Madia dopo il salvataggio della Sogeaal era invece consentito anche in difetto di contestuale privatizzazione in presenza di un piano di risanamento comunicato alla Corte dei Conti, che prevedesse il raggiungimento dell’equilibrio finanziario in tre anni. Ma purtroppo non sa neppure che recependo proprio la legge Madia con legge 27 del 2016 il Consiglio Regionale aveva stanziato oltre 15 milioni finalizzati al “salvataggio ed alla ristrutturazione della società di gestione dell’Aeroporto di Alghero (Sogeaal) Spa” che, quindi, contrariamente all’assunto del Sen Lai, era possibile2.

“E per quanto attiene al bando con il quale è stato ceduto il pacchetto di maggioranza della Sogeaal il Sen. Lai non sa che la medesima legge Madia e le previgenti norme e la costante giurisprudenza vietavano e vietano la “vendita al buio”, cioè in assenza di valutazione di un piano di gestione e di vantaggi complessivi per l’amministrazione pubblica. Tutto il contrario di quanto avvenuto con la Sogeaal, il cui pacchetto azionario di maggioranza è stato ceduto al miglior offerente senza valutare gli obbiettivi gestionali e industriali del medesimo”.

“Suggeriamo poi al Sen. Lai estrema cautela nel dichiarare che la F2I ha partecipato al bando dopo un serio “lavoro diplomatico”. Sono, queste, affermazioni che ricordano fattispecie che potrebbero interessare i piani alti del Palazzo di Giustizia. Eravamo, siamo e saremo disponibili a ragionare proficuamente sulle sorti dell’aeroporto di Alghero. Ma, come più volte abbiamo detto, occorre che Pigliaru abbandoni il suo ruolo di spettatore distratto e apra un tavolo con le opposizioni e gli operatori del settore turistico”, chiude Tedde.

Nella foto l’onorevole Tedde in Consiglio Regionale

S.I.