Rete Ospedaliera fantasma: vergogna

CAGLIARI – Mentre la Sanità sarda è ormai drammaticamente vicina ad un tracollo della qualità che fa tremare le vene ai polsi di tutti i cittadini sardi, la Giunta regionale non riesce a condurre in porto neppure l’unico, controverso atto di programmazione sanitaria adottato in questa legislatura”. Lo sostiene il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa, che ha rivolto un’interrogazione urgente all’Assessore alla Sanità e al Presidente della Regione per sapere in quale “porto delle nebbie” sia finito il Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera sarda, approvato con grande enfasi in Consiglio Regionale nell’ottobre scorso e mandato al Ministero della Salute per le verifiche di coerenza imposte dalla legge.

“Il Piano è stato approvato ben sette mesi fa -continua Cossa- e ancora non è tornato indietro dal Ministero, privando la Sardegna dell’unico strumento di programmazione predisposto dalla Giunta, oltre tutto indispensabile per gestire problematiche urgenti, come quelle attinenti il Mater Olbiae”.

“Nel frattempo -conclude Cossa- i giornali sardi pubblicano indiscrezione su richieste di chiarimenti e perplessità da parte del Ministero della Salute. Non è più possibile far finta di niente! I sardi hanno diritto di sapere cosa c’è di sbagliato nel Piano regionale e l’Assessore deve riferire urgentemente sui tempi di approvazione e sulle contromisure che la Regione intende adottare in caso di verifica negativa!”

Nella foto l’interno dell’Ospedale Civile

S.I.

Manno sardi tra i cittadini illustri

ALGHERO – La figura di Giuseppe Manno sarà al centro di manifestazioni celebrative anche con il suggello della Regione Sardegna, che ha inserito il programma di stanziamenti in onore dell’illustre concittadino, magistrato, politico, tra i personaggi protagonisti della storia e della cultura sarda. Lo ha riferito ieri, nel corso della presentazione di Monumenti Aperti, l’Assessora alla Cultura e Turismo Gabriella Esposito, che ha ottenuto al riguardo dall’Assessorato regionale ai Beni Culturali la garanzia sulla formalizzazione della procedura a cui conseguirà apposito finanziamento per promuove un ciclo di eventi dedicati al Manno. Nell’anno del 150° anniversario della sua morte, Alghero sta già celebrando Giuseppe Manno attraverso le iniziative in calendario nell’ambito di Monumenti Aperti, con un itinerario ad hoc ed eventi speciali le tappe della sua vita.

“Il naturale riconoscimento da parte della Regione di Giuseppe Manno, ampiamente identificato come il più grande storico sardo, ci consentirà di continuare ed arricchire il ciclo di attività culturali in suo ricordo, nel segno della sinergia tra istituzioni ed associazioni che la città sta mettendo in campo con successo per Monumenti Aperti”, afferma Gabriella Esposito. Giuseppe Manno fu un magistrato e un politico che spese grandissima parte della sua vicenda pubblica a Torino, – Primo ufficiale della Segreteria di Stato, Segretario privato di Carlo Felice, Consigliere della Corona e del Supremo Consiglio di Sardegna, Presidente del Senato del Regno d’Italia e della Corte Suprema di Cassazione – anche se fu soprattutto per l’attività di storico della sua terra natale ad essere celebrato dai contemporanei”.

“Prima la «Storia di Sardegna», pubblicata nel 1825-27, poi la «Storia moderna di Sardegna», nel 1842, contribuirono a dargli una fama che fu vastissima in Sardegna. Dagli studiosi dell’isola venne considerato il padre fondatore della storiografia sarda. Nel 2016 l’Amministrazione comunale ottenne analogo riconoscimento per le celebrazioni del centenario dalla nascita di Antonio Simon Mossa, architetto, politico, intellettuale, legato per tutta la sua vita alla città di Alghero.

Nella foto la statua di Giuseppe Manno ai giardini di Alghero

S.I.

Caccia nel mirino del Centrosinistra

CAGLIARI – “E’ evidente che il centrosinistra sardo ha messo nel mirino i cacciatori e la caccia in Sardegna.” Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta il voto col quale il centrosinistra ha ieri bocciato in Consiglio Regionale la mozione (primo firmatario Tedde) con la quale FI impegnava il Presidente Pigliaru a eliminare le illegittimità del procedimento per l’adozione del Piano Regionale Faunistico e all’abrogazione della parte che prevede l’istituzione degli ambiti territoriali di caccia.

“23 voti del centrosinistra hanno affossato le giuste istanze del mondo venatorio -denuncia Tedde-” Secondo l’ex sindaco di Alghero gli Ambiti Territoriali di Caccia sono inutili e dannosi per gli elevati costi di gestione e per l’aumento della pressione venatoria che mette a rischio l’equilibrio faunistico. “Occorre fermare le bocce del procedimento amministrativo. Ma occorre soprattutto una nuova disciplina legislativa che parta dal ruolo ambientale e sociale del mondo venatorio: i cacciatori sono efficaci sentinelle ambientali, anche nella lotta agli incendi, e la loro presenza è un deterrente per i reati nelle campagne”.

“E anche dal loro ruolo economico: il giro d’affari dell’attività venatoria in Sardegna è di circa 10 milioni di euro annui. Ma Pigliaru e il centrosinistra sono sordi alle istanze di decine di migliaia di cacciatori sardi. Continueremo a stare al loro fianco e li sosterremo nelle loro battaglie di civiltà -chiude Tedde-“.

S.I.

Reflui al Consorzio, stop Calik

ALGHERO – “Stiamo attendendo il via libera, con le ultime analisi di Abbanoa e Arpas, e poi siamo pronti ad incamerare e distribuire i reflui depurati nella Nurra algherese in modo che cosi non finiscano nel Calik andando a contribuire alla creazione del pessimo fenomeno della “marea giallao o marrone” che sia. E’ il presidente del Consorzio di Bonifica della Nurra, Gavino Zirattu, a fare ulteriore chiarezza sul delicato tema dell’uso delle acque depurate dalla struttura di San Marco. [Leggi]

“Pur essendo una cifra piuttosto residuale, ovvero 2milioni, sui circa 20milioni di metri cubi d’acqua necessari per irrigare la zona in esame, anche i reflui depurati sono sempre più essenziali per riuscire a garantire una migliore programmazione al comparto agricolo”. E inoltre, spiega sempre Zirattu, “e’ la stessa Regione Sardegna, come già avviene in tutta Italia e già in altre zone della Sardegna (in particolare ad Olbia col sindaco Nizzi che insieme all’assessore regionale Caria hanno avviato l’uso completo dei reflui a fini irrigui ndr), che ci spinge, e lo farà sempre di più, ad usare le acque depurate che, bisogna ricordarlo, sono addirittura più idonee, di alcune derivanti dalle dighe”.

Certamente, come detto, è indispensabile attendere il via libera dell’Arpas che analizza le acque per conto di Abbanoa, che gestisce il depuratore, e che poi vengono erogate verso il Consorzio di Bonifica della Nurra. “Dal depuratore ne arrivano 220 litri al secondo, noi, a pieno carico ne immettiamo altri 1200/300 per un totale, in base alle richieste del comparto agricolo, di anche 1500 litri al secondo”. E poi il monito. “Non bisogna abbassare la guardia – chiude Zirattu – proprio adesso che i bacini sono più pieni viste le abbondanti piogge di queste settimane, dobbiamo tenere valido e in considerazione l’uso dei reflui al fine di poter far programmare al meglio la stagione delle colture agli agricoltori e non arrivare, come quest’anno, ad aprile che ancora non sappiamo quanta acqua possiamo distribuire”.

Nella foto Gavino Zirattu

S.I.

“Piano Traffico fuori dalla realtà”

ALGHERO – “Presentare un Piano del Traffico ampliando in maniera importante l’ area pedonale ancora prima di aver realizzato la Circonvallazione (atto propedeutico alla pianificazione della viabilità urbana) e aver realizzato ampi parcheggi è davvero assurdo”. Cosi Monica Pulina, consigliere comunale di opposizione, che interviene sull’atto proposto dall’amministrazione che ha già visto sollevarsi diversi pareri contrari e in particolare una petizione con ben 140 residenti e attività contrarie [Leggi]

“Ancora una volta, l’amministrazione,preferisce incaricare professionisti oltre mare,con parcelle da capogiro, senza che questi conoscano minimamente la nostra città,nel suo vissuto, nelle sue peculiarità,nelle sue criticità. L’ ennesimo professionista,calato dall’ alto che non prende in considerazione alcuni aspetti fondamentali. Ad iniziare dal proporre un piano della viabilità che non rispetta i diritti fondamentali dei cittadini che con questo atto vengono privati di servizi fondamentali per la tutela della salute. Parliamo di una fascia debole di cittadini,quali anziani e portatori di handicap,ma anche semplici cittadini. Infatti, oggetto di importanti modifiche sono vie cittadine che con questo piano saranno solo pedonali,nelle quali si trovano diversi ambulatori di medicina generale e diverse farmacie, ben il 40 per cento di quelle presenti in città”.

“Un PUT che non ha tenuto conto di quello che è l’impatto economico che ne potrebbe derivare. Sono infatti centinaia gli esercizi commerciali coinvolti da questo piano del traffico calato dall’alto. Non risulta infatti , che sia stato fatto nessuno Studio Economico, le ricadute potrebbero essere tragiche, come affermano i firmatari dell’ articolato documento indirizzato all’ Amministrazione Comunale. Si tratta di titolari di attività commerciali,di medici di base,di farmacisti,tassisti,ai quali si è aggiunto il Comitato del Centro Storico,Il Centro Commerciale Naturale. Insomma non solo il cuore pulsante dell’ economia della città, ma in generale, tutte le categorie,mostrano grande preoccupazione”.

Come Consigliere Comunale mi faccio portavoce di quelle che sono le osservazioni contenute nel documento, accompagnato da oltre duecento firme. Pur apprezzando le buone intenzioni dell’ amministrazione,non si possono non tenere conto delle diverse criticità del PUT, mi auguro che non si voglia proseguire di prepotenza, come spesso accade,portando all’attenzione la discussione è l’ eventuale approvazione di un atto che se così approvato, senza , ripeto le necessarie modifiche, andrà a creare danni alla città altissimi. Non abbiamo certo bisogno di creare ulteriori disservizi, di aumentare la disoccupazione ,di mortificare la nostra economia che langue ormai da troppo tempo. A Buon Intenditor…”

Nella foto Monica Pulina

S.I.

Ecocentro a S.M. la Palma: dubbi

ALGHERO – “Ci è stata trasmessa ieri la proposta di delibera [https://bit.ly/2KG7Knj] relativa all’acquisizione del terreno dove dovrà sorgere il terzo Ecocentro cittadino che, insieme a quelli di Galboneddu e Ungias Galanté, potrà offrire un servizio aggiuntivo per il conferimento di plastica, carta, vetro e tutti i tipi di oggetti o materiali ovviamente in maniera differenziata, oltre agli sfalci vegetali e ai rifiuti ingombranti”. Cosi i consiglieri comunali di 5 Stelle, Roberto Ferrara e Graziano Porcu, riguardo il progetto dell’amministrazione sul nuovo ecocentro.

“Il progetto, finanziato con fondi regionali, è in programma da ormai più di quattro anni e adesso, finalmente, sembra che stia prendendo forma. Dalla cartografia allegata alla proposta di delibera, scopriamo l’ubicazione prevista per questo nuovo servizio che, purtroppo, riteniamo particolarmente infelice, in quanto: è distante dalla viabilità principale (SS291 e SP55bis); per recarsi è necessario attraversare la borgata, con effetti negativi in termini di sicurezza; è a ridosso di un impianto sportivo e di civili abitazioni. Esistono possibili soluzioni alternative? A nostro avviso si”.

“Il terreno in oggetto è di proprietà regionale (Laore, ex Ersat), infatti ne è prevista l’acquisizione alla cifra simbolica di un euro. Ma, così come quel terreno, molti altri non sono coltivati (quello probabilmente lo è, in quanto in concessione ad un privato) e sono sempre di proprietà regionale, perciò facilmente acquisibili tramite un accordo con l’Agenzia Laore”.

“Nella mappa di quella porzione del territorio algherese, i terreni ex Ersat, ora Laore, sono evidenziati in giallo. A nostro avviso sarebbe più opportuno optare per un lotto facilmente accessibile, prossimo alla viabilità principale e distante dalle abitazioni, come ad esempio quello evidenziato nell’immagine o altri con simili caratteristiche”.

Nella foto la mappa con le varie indicazioni

S.I.

Nel weekend Monumenti Aperti

ALGHERO – Sedicesima edizione di Monumenti Aperti ad Alghero. 39 siti aperti, oltre 1500 volontari che aderiscono alla manifestazione. Istituti scolastici, Parco di Porte Conte, Università di Sassari, Fondazione G. Siotto, Area Marina Protetta Capo Caccia/Isola Piana, Aeronautica Militare, Casa Circondariale di Alghero, diverse associazioni culturali e di volontariato. Un grande evento culturale che unisce la città aprendosi ai visitatori che ogni anno partecipano sempre più numerosi alle visite guidate.

“Un gesto di amore per la città da parte di tanti algheresi che si mettono a disposizione “adottando” un sito – così lo ha definito l’Assessora alla cultura Gabriella Esposito nella presentazione di stamani al Quarter – per trasformare in un grande appuntamento di festa le giornate culturali di Monumenti Aperti. Quest’anno abbiamo diverse nuove iniziative che impreziosiscono il programma, tra cui quella dedicata a Giuseppe Manno, nell’ambito delle celebrazioni dei 150 anni dalla sua morte. Un itinerario toccherà il monumento a lui dedicato, nei giardini pubblici, Casa Manno e il Liceo Classico e una mostra. Si preannuncia un’edizione molto ricca, grazie alle sinergie che si moltiplicano: scuole, imprese, associazioni, istituzioni, volontari”. Altra novità: l’imbarcazione Andrea Padre, grazie alla collaborazione con la Nautisub, proprietaria del peschereccio, offre l’opportunità di conoscere uno spaccato di storia algherese. E ancora, il rinnovato impegno della Casa Circondariale di Alghero, che quest’anno, in collaborazione con il dipartimento di Architettura, offre un prologo al di fuori dell’istituto.

Diversi gli eventi collaterali in programma: il progetto TXT della compagnia Teatro d’Inverno, con la notte bianca in teatro in programma il 12 maggio, la mostra di paramenti e oggetti sacri sui Vescovi di Alghero presso l’Archivio Storico Diocesano, il ciclo di mostre che occuperà le tre torri di Sulis, Porta Terra e San Giovanni dal titolo “Aspettando Aspa – Alghero Street Photography Awards con Salvatore Ligios, Luca Spano e Pierluigi Dessi, la mostra fotografica Ri-Giro 100+1 per ricordare la grande partenza del giro d’Italia, la mostra dedicata alla Dea Madre e al mito del matriarcato della fotografa Anna Marceddu. Anche quest’anno c’è in prima linea l’Associazione Pensiero Felice con la Cultura senza barriere. I volontari saranno a disposizione per accompagnare le persone con disabilità per la visita ai monumenti accessibili nella giornata di sabato 12 dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 19.00.

Nella foto la conferenza stampa di questa mattina

S.I.

Intitolare Museo Città a Don Nughes

ALGHERO – “Sarà molto difficile per Alghero e la sua cultura colmare la voragine spirituale e intellettuale provocata dalla scomparsa di Don Antonino Nughes. E’ stato per decenni l’anima della ricerca e della meticolosa salvaguardia e valorizzazione della storia, della cultura e della religiosità algheresi. Uno straordinario custode delle radici di una comunità e di una città con peculiarità uniche, che con una produzione letteraria straordinaria ha messo al sicuro la vera anima di Alghero e degli algheresi.

E’ nostro dovere ricordarlo con affetto e in modo degno e proporzionato alla sua statura morale e intellettuale. E allora, perché non dedicargli il Museo Archeologico della Città, che è stato un fiore all’occhiello delle Giunte di centrodestra, che ha la “mission” di rappresentare in oltre 1000 mq. di superficie espositiva Alghero e la sua storia nel corso dei millenni, valorizzando i rapporti col mare, evidenziando i modi dell’abitare e il mondo del sacro? Credo sia il modo migliore per ringraziare Don Antonino per una vita spesa a conservare la storia di Alghero e a divulgare la conoscenza dei suoi saperi, dei suoi costumi e della grande eredità culturale che da secoli viene tramandata?”

Onorevole Marco Tedde
ex-sindaco di Alghero

Piano Traffico: tutte le osservazioni

ALGHERO – Una decina di pagina per evidenziare le criticità del Piano del Traffico voluto dall’amministrazione Bruno. Attraverso un documento, che trovate qui su Algheronews in forma integrale, 140 persone, tra residenti e attività di diverso genere, vengono esposte al Sindaco, all’assessore Balzani e a tutti i partiti politici presenti in Consiglio, le osservazioni ad un Piano reputato non adatto e fondamentalmente giudicato in maniera negativa per diversi aspetti che vengono evidenziati nell’atto protocollato in Comune pochi giorni addietro. Occhi puntati su diverse arterie del centro e in particolare un monito dai firmatari: “evidentemente l’Amministrazione Municipale non dovrà correre il rischio di essere, ancora una volta, convenuta presso l’autorità giudiziaria per sentirsi imporre ciò che i tecnici-luminari, oltrechè la stessa logica, avrebbero dovuto imporre e consigliare”.

Nella foto il traffico in via Valverde dopo la modifica dei sensi unici

S.I.

Osservazioni al Put

Cgil, Sanità sarda allo sfascio

ALGHERO – “Quando fu approvata definitivamente la legge regionale di riforma della rete ospedaliera in Sardegna, di fronte alle nostre perplessità e alla nostra complessiva valutazione negativa degli effetti che l’intervento legislativo avrebbe determinato per la sanità pubblica, ci fu contestata una presa di posizione ritenuta aprioristica e, in alcuni casi, strumentale”. Cosi Salvatore Mario Terrosu e Antonio Canalisia della Segreteria Territoriale Cgil Funzione Pubblica Sassari riguardo il comparto sanitario regionale e anche locale.

“Alle nostre critiche si rispose, affermando che il tempo avrebbe dimostrato ed evidenziato gli aspetti positivi che il riordino degli ospedali, e la riorganizzazione territoriale dei servizi , avrebbe determinato sugli standard complessivi del livello di assistenza sanitaria offerta ai cittadini sardi. A distanza di anni ,e quindi anche con il beneficio, ora, dei risultati sotto gli occhi di tutti, non solo ci sentiamo legittimati a ribadire e confermare le nostre valutazioni, ma sentiamo l’obbligo morale di una denuncia forte e accorata di quello che stà succedendo e delle prospettive disastrose che attendono i Sardi in tema di diritto alla salute. Quando diciamo che la Riforma sanitaria ,cosi come applicata in Sardegna, è stata un vero e proprio fallimento, lo facciamo suffragati dai numeri e dalle testimonianze negative quotidiane di chi si rivolge ai servizi sanitari regionali”.

“I numeri..delle infinite liste di attesa per ricoveri ed esami alle volte fondamentali per una puntuale prevenzione, i numeri ….dei pazienti in barella nei reparti che scoppiano…i numeri del sovraffollamento dei servizi di pronto soccorso, i numeri…. di coloro che ancora oggi, in presenza di patologie importanti, soprattutto quelle tumorali, sono costretti a spostarsi verso presidi sanitari della penisola dove si annoverano le vere eccellenze. Conseguenze logiche di chi ha scritto una legge scimmiottando quello che era stato fatto in altre regioni, dove peraltro la riforma, seppur in maniera non del tutto compiuta, ha ottenuto dei buoni risultati”.

“Di chi ha disegnato una riforma scopiazzando metodi organizzativi e gestionali improponibili in Sardegna, sia per ragioni geografiche, sia fisiche, sia strutturali in termini di trasporti e viabilità In una frenesia innovativa e rivoluzionaria e in assenza di qualsiasi contradditorio e confronto con altre parti sociali e con le OO.SS. , l’assessorato alla Sanità ha deliberato accorpamenti di Ospedali all’interno delle Aziende AOU, alcune delle quali, tra l’altro,non sono state neanche messe in condizione di poter potenziare il proprio apparato amministrativo per gestire la presa in carico dei nuovi reparti e servizi e, soprattutto, di centinaia di nuovi dipendenti”.

“Si è proseguito con l’accorpamento di tutte le ex 8 Asl in unica Azienda Regionale Sanitaria denominata ATS , creando,nei fatti, una struttura elefantiaca praticamente ingovernabile con una scelta abiurata da tanti, ad iniziare dallo stesso DG Dott Moirano. E quando parliamo di fallimento della riforma , nessuno può negare che l’aspetto più evidente è legato al mancato raggiungimento degli obiettivi che sono la vera essenza dello spirito innovativo previsto dalla riorganizzazione della rete ospedaliera. Ci riferiamo alla necessità, dettata dai mutati bisogni di salute della popolazione , di un riequilibrio dei ruoli tra ospedali e territorio, un potenziamento numerico e qualificato di forme alternative al ricovero, un sistema di efficace prevenzione,una compiuta integrazione sia tra i servizi ospedalieri, sia tra rete ospedaliera e rete dei servizi territoriali.

Di tutto questo, nel pianeta sanità in Sardegna, oggi non vi è traccia. Assistiamo invece ad Ospedali territoriali allo sfascio per i quali non si intravede, al momento, un minimo di investimenti e di riqualificazione – al conseguente sovraffollamento degli ospedali più grossi che si fanno carico sia della fase di emergenza del paziente, sia dei tempi di recupero e convalescenza (l’esatto contrario dello spirito della riforma) –all’assenza quasi totale di integrazione, confronto e programmazione tra ATS e altre Aziende Sanitarie Regionali.
Il risultato del fallimento della riforma equivale ad un peggioramento evidente dei livelli di assistenza, alla rinuncia alle cure da parte di molti , alla necessitò di ricorrere alle strutture private per le urgenze , per chi puo’ permetterselo economicamente. La Cgil Fp non ha dubbi…. O finalmente la Regione Sardegna si impegna con un finanziamento straordinario e fa partire i cantieri per riqualificare i piccoli Ospedali e i servizi ambulatoriali del territorio, oppure la Riforma rimane nei sogni di chi l’ha ideata.

Per quanto riguarda , invece, gli aspetti organizzativi dei Servizi, la gestione del personale, il rispetto delle relazioni sindacali, la tutela dei diritti economici e giuridici dei lavoratori, siamo di fronte …. per usare una terminologia molto in voga oggi tra i dipendenti ATS… ad una follia generalizzata. Il confronto con le Organizzazioni Sindacali accuratamente e scientificamente evitato (da oltre cinque mesi nessuna convocazione e zero assoluto in termini di contrattazione e confronto) ha determinato conseguenze e prodotto anche danni economici nei confronti dei dipendenti per la mancata applicazione delle progressioni economiche orizzontali, la mancata erogazione della produttività dell’anno 2017, il mancato rispetto degli accordi sui buoni pasto. Allorquando ha deciso di intervenire su aspetti economici salariali… la Direzione ATS l’ha fatto colpendo duramente i lavoratori e decidendo in maniera illegittima di abolire la norma contrattuale che prevede il pagamento dei festivi infrasettimanali (su questo aspetto abbiamo iniziato una vertenza anche a livello di Assessorato Regionale) Si persegue con la logica del determinismo unilaterale che ha visto la Direzione ATS, in questi ultimi mesi mettere in atto i seguenti provvedimenti organizzativi :

“Applicazione del nuovo funzionigramma con spezzettamenti, riaggregazioni, fusioni e riallocazione in sedi diverse di Servizi, Uffici e Dipartimenti la cui utilità ci sfugge ma che hanno creato perplessità tra centinaia di dipendenti, alcuni spostati all’improvviso senza alcun preavviso, altri nel limbo dell’incertezza perché da settimane non sanno dove saranno ricollocati ne chi sarà il loro responsabile; rielaborazione continua del regolamento sulla gestione del personale con recenti modifiche sui profili orari applicate, cosa gravissima, in maniera retroattiva, generando debito orario agli ignari lavoratori; Assegnazione contestuale di aree diverse di competenza ai Dirigenti di Servizio che passano più tempo in giro per la Sardegna a cercare di assicurare la propria presenza in territori cosi distanti tra loro, che a programmare e organizzare il lavoro dei propri collaboratori. Crediamo fermamente che la Regione Sardegna e la Direzione ATS abbiano il dovere morale di ammettere le difficoltà, fare un passo indietro e aprire un tavolo serio di confronto con le parti sociali e soprattutto con le organizzazioni sindacali”.

Nella foto l’ospedale di Alghero

S.I.