Alghero, salvato Gufo di palude

ALGHERO – Domenica pomeriggio è pervenuta una segnalazione al Comando dei Barracelli di Alghero, in cui si segnalava la presenza di un rapace notturno nei pressi di un giardino in Via Volta. I Barracelli, in collaborazione con i Vigili del Fuoco di Alghero e della Lipu hanno potuto recuperare un raro esemplare di Gufo di palude visibilmente debilitato, con ogni probabilità a causa del maltempo e di un prolungato digiuno.

L’animale, probabilmente durante la migrazione primaverile si è posato nel giardino di una famiglia in Via Volta ad Alghero, senza più le forze di ripartire in volo. Grazie alla perizia del Dott. Francesco Guillot della Lipu e del Capitano dei Barracelli Riccardo Paddeu, che lo hanno recuperato e prontamente recapitato presso il Centro Recupero fauna selvatica di Bonassai, dove ha potuto ricevere le cure e in futuro rimesso in libertà. Il Gufo di Palude, rapace notturno protetto, è anche tutelato dalla normativa nazionale ed europea. In Italia è presente in migrazione e durante l’inverno, non sono note nidificazioni negli ultimi 50 anni.

Nella foto un Gufo di palude

S:I.

Regione, nuove norme Pai: incontro

CAGLIARI – Le recenti modifiche alle norme del Piano di assetto idrogeologico (PAI) saranno oggetto di un incontro in programma domani, martedì 8 maggio alle 9.30, nella sala conferenze della Fiera di Cagliari. I lavori saranno introdotti l’assessore dei Lavori Pubblici, Edoardo Balzarini, mentre l’illustrazione generale delle modifiche alle norme PAI sarà affidata al direttore generale dell’Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna (ADIS), ingegner Alberto Piras. Le modifiche delle norme PAI sugli adempimenti dei Comuni in materia di assetto idrogeologico e di redazione dei Piani Urbanistici Comunali saranno affrontate nell’intervento dell’ingegner Marco Melis, dirigente ADIS.

Sono inoltre previste le relazioni del professor Giovanni M. Sechi, degli ingegneri Gianluigi Mancosu e Clorinda Corits e del geologo Giovanni Cocco del Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e architettura dell’Università di Cagliari. Tra gli argomenti in programma la gerarchizzazione del reticolo idrografico della Sardegna e la disciplina PAI per le aziende agricole ricadenti in aree elevata pericolosità idraulica. L’evento formativo, promosso dall’Autorità di bacino regionale della Regione Sardegna, rientra delle azioni di comunicazione del progetto comunitario PROTERINA3 Evolution, curato da ANCI Sardegna e inserito nell’ambito del Programma Operativo Interregionale Marittimo Italia Francia.

Nella foto la zona di Alghero

S.I.

Marea Gialla, riusare subito i reflui

ALGHERO – Non capita spesso che esponenti politici di diversa estrazione e storia e soprattutto con pregresse e diffuse posizioni antitetiche si trovino d’accordo su qualche tema specifico; magari pure cruciale. Com’è quello del Depuratore e in particolare l’uso delle acque reflue. Questione che negli anni ha diviso, più che unire, oggi vede su posizioni simili il consigliere regionale di Forza Italia-Sardegna, Marco Tedde e, a livello locale, il capogurppo del Pd, Mimmo Pirisi e anche l’amministrazione Bruno.

Anche se con aspetti differenti, il riaffacciarsi in maniera preponderante della “Marea gialla” non può non trovare una volontà comune (finalmente) di superare il problema. E, rispetto al passato, caratterizzato anche da interventi talvolta perfino demagogici, oggi la sintesi c’è ed è quella riconosciuta perfino dalla Regione (col Centrosinistra di Pigliaru) di poter utilizzare i reflui. Addirittura, ed è questa la grande novità, senza neanche l’obbligo della miscelazione con altre acque. Cosa che è avvenuta durante alcuni mesi dell’anno passato e così si è “arginata” l’ondata scura nel mare cristallino.

Cosa che, però, avviene naturalmente. Soprattutto in un periodo di vacche grasse come questo dove le piogge record, oltre ai problemi, hanno portato anche giovamento ai bacini riempendoli fino all’orlo. Perciò, come detto in questi giorni dal consigliere comnunale Pirisi [Leggi] e già ribadito più volte in passato e anche recentemente dall’onorevole Tedde, non si deve perdere più tempo, altrimenti è facile (purtroppo) assistere nuovamente al triste fenomeno della “Marea gialla”.

Come da foto e video circolati sui social, ieri mattina si è ripresentata puntuale ad invadere il litorale di Maria Pia. Questo perchè le acque depurate, invece di finire nelle condotte del Consorzio della Bonifica della Nurra, sfogano nel Calik e dunque in mare spingendo anche terra, alghe e altro contenuto nella laguna. Senza considerare il mutamento dei paramenti (dolce e salato) della acque. Cosa fare per evitare questo? Usare i reflui prodotti dal Depuratore. 220 litri al secondo che andrebbero a sommarsi ai 1200/400 del Consorzio della Nurra. Una miscelazione di uno a quattro che, anche se non più richiesta dalla legge, di fatto verrebbe realizzata con un doppio giovamento: per l’agricoltura e per il mare di Alghero. L’anno scorso questo si è fatto, quest’anno ancora no perchè, a quanto pare, manca il via libera di alcuni enti preposti. Perciò sarebbe opportuno e indispensabile che arrivi l’ok, prima che sia troppo tardi e lo splendido lo specchio acqueo di Maria Pia diventi ancora marrone.

Nella foto la “Marea gialla” ieri mattina (ed è presente anche oggi) nel mare di Alghero

S.I.

“Centrosinistra affossa Continuità”

CAGLIARI – “Noi nel 2013 abbiamo realizzato la continuità aerea con la tariffa unica, Pigliaru dopo aver affossato la CT2 per le rotte minori affossa anche la CT1 con Roma e Milano”. Così Ugo Cappellacci, deputato e coordinatore di Forza Italia, commenta il “fallimento su tutti i fronti” del centro-sinistra nel settore dei trasporti. “La continuità deve essere un ponte che colleghi i territori, che produca benefici non solo per la platea dei viaggiatori ma per una cerchia ben più ampia e che aiuti le nostre imprese a superare il divario derivante dalla condizione di insularità. Se pensiamo che in media ogni visitatore spende 100 euro per 4 giorni di permanenza, basta una semplice operazione matematica per capire il danno causato dall’arrendevolezza, dall’incapacità dalla subordinazione della Giunta regionale. Se pensano di contrabbandare come vittoria una sconfitta storica, sono veramente fuori dal mondo. Chiedano scusa e vadano a casa subito”.

Nella foto alcuni velivoli Alitalia

S.I.

“Bacini pieni, ora usare i reflui”

ALGHERO – “Ad oggi sono passati 5 giorni di piogge e i metri cubi d’acqua incamerati sono più di 5 milioni con aggiornamenti costanti”. Intervento sulla condizione dei bacini e sull’uso irriguo delle acque da parte del capogruppo del Pd algherese, Mimmo Pirisi e questo a seguito delle piogge record di questi giorni che hanno creato anche diversi problemi ad alcuni centri, tra cui Bosa [Leggi]

“Aumentano, dunque, in extremis le scorte d’acqua nelle tre dighe interessate per l’approvvigionamento idropotabile e agricolo del Nord-Ovest della Sardegna (Cuga, Temo e Bidighinzu) dopo queste ultime abbondanti piogge che hanno visto interessato il nostro territorio, molto probabilmente le restrizioni decise dal Consorzio di Bonifica nelle ultime riunioni (alla luce del quantitativo assegnato dall’ Enas) verranno ora modificate in meglio dando la possibilità anche ad altri consorziati di poter irrigare lotti di terreno maggiori e anche di sopperire alle richieste extra-agricole e quelle giunte in ritardo. Diverso discorso per i reflui provenienti dal Depuratore che, viste le abbondanti piogge, subiranno sicuramente uno stop nell’utilizzo. Un errore”.

“Per questo ci si augura comunque che il tema non venga messo nel cassetto e che invece venga affrontato e risolto in termini di utilizzo e di stoccaggio creando tutte quelle infrastrutture necessarie per la depurazione, la miscelazione e stoccaggio. Tale interventi se fatti in periodi normali e non in emergenza possono essere studiati e analizzati gli effetti senza fretta e nei modi idonei. Per essere chiari, la politica locale, provinciale e regionale, con i rispettivi organismi amministrativi, non può farsi sfuggire questa ghiotta occasione per programmare al meglio nel settore dell’agricoltura (che per investire ha bisogno di almeno un triennio) e garantire una serie boccata d’ossigeno al comparto che soffre da troppo tempo numerose criticità compresa, com’è noto, quella della siccità che, almeno quest’anno, sarà scongiurata”.

Nella foto uno dei bacini

S.I.

“Rifiuti, un grande fallimento”

ALGHERO – “L’hanno venduta come una rivoluzione copernicana, invece si sta rivelando come uno dei più grandi fallimenti targati Bruno e soci. Stiamo parlando del servizio di raccolta di rifiuti che, per evidenti responsabilità, per non dire colpe, dell’amministrazione di Centrosinistra che governa Alghero da quasi sette anni (con la regia diretta e indiretta di Mario Bruno), sta palesando tutte le sue falle”. E’ Forza Italia-Alghero, tramite i suoi consiglieri comunali, ha dipingere il quadro, purtroppo a tinte fosche, della condizione di igiene urbana rispetto al servizio definito e avviato dall’attuale amministrazione di Centrosinistra.

“Un capitolato nato male e finito peggio. Una corsa a fari spenti nella notte solo per mostrare il vessillo propagandistico della “differenziata” prima e del “porta a porta” poi. Ma, se in una prima fase potevano esserci degli oggettivi miglioramenti, non appena la “rivoluzione” ha coinvolto tutto il territorio comunale, ecco che il problema è esploso in mano ai nostri pseudo-amministratori. Qualcuno, a partire dal sindaco, è convinto che ci si dimentichi di tutte le parole sparate al vento in questi mesi e riproposte in maniera preponderante dalla poderosa macchina della propaganda (a conto degli algheresi). Metodo utilizzato anche per il servizio di raccolta dei rifiuti per cui sia Forza Italia-Alghero che anche altre forze di opposizione hanno provato a dare dei suggerimenti ma, come sempre, questi sono rimasti inascoltati. Avevamo segnalato l’assurdità di far pagare il suolo pubblico alle attività commerciali per posizionare i cassonetti che saranno costrette a dover pagare (se Bruno e soci andranno avanti) un costo ad attività di ulteriori circa 1000 euro”.

“Poi la scelta azzardata di partire da subito su tutto il territorio comunale col servizio di “porta a porta” e poi ancora l’arroganza di posizionare i cassonetti, spesso senza neanche chiedere il permesso, dentro gli spazi condominiali. Avevamo colto con soddisfazione la volontà di investire con forza nella comunicazione, dalle scuole fino ai media locali, ed invece a parte qualche sporadica pubblicità, anche in questo caso, tutto si è fermato agli annunci. Insomma, all’alba della stagione turistica, quando Alghero dovrebbe presentarsi come una cartolina, a parte i salotti buoni della città (alcuni oramai invasi dai tavolini, ma questo è un altro tema su cui ritorneremo), il resto, a partire dalle zone periferiche, dal prezioso agro (solo a parole per Bruno e compagni) fino anche a diverse altre zone della città, mostra delle immagini pessime con montagne di rifiuti e sporcizia sempre più diffusa. Le oasi ecologiche, oramai sono dei luoghi inquinanti, con buona pace degli ex-solerti ambientalisti.

“Tutto questo con il silenzio assordante delle associazioni di categorie, un tempo solerti a sottolineare ogni minimo disguido e oggi silenti, e soprattutto tutto questo nonostante lo sforzo e la grande disponibilità dell’azienda incaricata che quotidianamente è costretta a seguire i repentini cambi di direzione dell’Amministrazione e dell’Assessore Selva. Abbiamo infatti assistito prima alla rimozione dei cassonetti stradali in città per poi vederli ricomparire, idem nelle “isole” delle periferie e dell’agro, così come fallimentare è stata la scelta di posizionare i cassonetti condominiali all’interno di proprietà private senza aver prima concordato queste azioni con gli stessi condomini, col risultato che gran parte di questi contenitori son stati rimossi e rispediti al mittente. Tutto ciò non ha fatto altro che aumentare inutilmente il lavoro di chi rende il servizio e a confondere i cittadini che ormai “navigano a vista” tra la confusione e l’incapacità che regnano a Porta Terra e varie succursali”.

Nella foto la condizione della stallo dei rifiuti a Ungias in questi giorni

S.I.

“Alghe in spiaggia, danno turistico”

ALGHERO – “Siamo all’inizio della stagione balneare e le spiagge sono, come non mai, stracolme di alghe, rischiando così di mettere a repentaglio l’immagine della città proprio nel momento in cui i turisti vengono per apprezzare il nostro litorale”. Cosi i rappresentanti dei partiti e movimenti Ncd, Psd’Az e Patto Civico riguardo uno dei tanti problemi ancora irrisolti e che vanificano, spesso, lo sforzo in termini di proposta turistica di Alghero. Mentre in altre località le spiagge vengono pulite già da Aprile [Leggi], nella Riviera del Corallo la condizione dell’arenile, soprattutto quello cittadino, è come si vede nella foto dell’articolo.

“Per poter ovviare immediatamente a questo grave problema, è necessario un intervento drastico di rimozione della posidonia spiaggiata in tutto il litorale, senza distinzione tra concessionari e spiagge libere, chiedendo un intervento economico della Regione proprio per la straordinarietà del deposito di “alghe”, oppure destinando una parte della tassa di soggiorno, proprio perché si tratta di azione di “salvataggio turistico”; e non invece continuando, come questa amministrazione ci ha abituato, con il solito atteggiamento inquisitorio , vessatorio e punitivo verso le categorie produttive”.

“Il problema della pulizia degli arenili è vero che deve sottostare a delle normative regionali molto restrittive, per le quali sicuramente sarà necessaria una modifica, ma è anche vero che bisognerebbe valutare delle deroghe laddove, come ad Alghero, il problema è molto accentuato. Per il futuro bisognerebbe ascoltare gli operatori che vivono quotidianamente, ormai da anni, le spiagge in questione, e vedere le foto satellitari da diversi anni a questa parte, per capire che il problema potrebbe essere risolto attraverso un ripascimento, “prendendo” la sabbia vicino al molo di sotto flutto del porto, e nei pressi dell’imboccatura del porto di Fertilia; bisognerebbe anche valutare il recupero della sabbia accumulatasi in eccesso a ridosso della pineta e portarla nel suo alveo naturale.

“Tutto ciò, ovviamente, vagliato e avallato da esperti scientifici, che siano in grado di esprimersi per lo specifico “caso Alghero”, e non su teorie generali. In tutto ciò vediamo poca incisività da parte dell’amministrazione comunale, che in 4 anni ha prodotto un paio di timide sperimentazioni, senza mai coinvolgere le associazioni di categoria dei balneari, se non forse qualche “compagno” stretto”.

“Sarà cura dei Consiglieri Piras e Salaris chiedere la convocazione della commissione competente, alla quale chiediamo che partecipino anche i concessionari balneari che, come detto prima, sono coloro che vivono quotidianamente i luoghi interessati da questo problema; così come sarebbe il caso di promuovere la nascita di un Consorzio dei balneari, che diventerebbe il braccio operativo delle associazioni di categoria, e che servirebbe ad avviare una stagione di progettualità comuni e coordinate”.

Nella foto la condizione in questi giorni della spiaggia principale di Alghero

S.I.

Sardegna bella, ma ancora povera

ALGHERO – Non una sola Sardegna ma “tante” Sardegne diverse, quanti ne sono i dialetti, le tradizioni, i canti e i racconti. Una ricchezza che si rispecchia nella capacità di attrarre segmenti diversi di popolazione, in cerca di esperienze differenti, sebbene tutte sulla linea di una identità unica e forte. È una delle tipicità che emergono dall’Indagine sulla percezione della Sardegna “A kentannos” realizzata dall’Eurispes con il contributo della Regione Sardegna.

Uno studio che ha come finalità la rilevazione dell’immagine complessiva del territorio nel percepito degli italiani, distinguendone i contenuti di conoscenza e di emozione, e le componenti turistiche e produttive. L’indagine è stata condotta sulla base della convinzione che “in tempi di globalizzazione, l’identità locale torna ad essere un valore, solido, spendibile. Riconoscibile, aggregante e maieutico”, spiega il Presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara. “La Sardegna è una grande espressione di spazio e di tempo: lo spazio è definito dal mare, dalla natura e dai valori ad essi associati, il tempo dalla tradizione, che conferisce un senso ancestrale unico ai prodotti della natura e dell’uomo” – sostiene il professor Alberto Mattiacci, Direttore Scientifico Eurispes e coordinatore della ricerca – “La grande questione che emerge dal quadro è se i sardi saranno capaci di prendere in mano questo tesoro e trasformarlo in ricchezza”.

La ricerca è stata condotta attraverso la somministrazione di un questionario strutturato ad un campione rappresentativo della popolazione italiana, costruito anche sulla base delle risultanze di un focus group. I questionari risultati validi sono 1.125. Il 50,6% degli intervistati sono donne, il 49,4% uomini. Con riferimento alle diverse fasce d’età, il 23,8% appartiene ai Millennials (18-34 anni), il 37,4% alla Generazione Z (35-54 anni) e il 38,8% è rappresentato dagli Over 55.

Lo studio è partito dall’analisi del quadro economico della Sardegna, dal quale emerge una debolezza strutturale, allo stesso tempo causa ed effetto della crisi che ha coinvolto la regione negli ultimi anni. Dal 2010 al 2015, infatti il Pil della Sardegna diminuisce di 5 punti percentuali, inferiore alla media nazionale, attestandosi a 30.642,2 milioni di euro, pari ai livelli del 1997. Nella classifica delle regioni italiane il Pil della Sardegna è al 14° posto. A livello europeo, tra il 2010 e il 2015, la Sardegna passa da un Pil pari al 77% della media europea al 70%, attestandosi al 212esimo posto su 276 nella classifica delle regioni. Le previsioni per il biennio 2017 e 2018 sono positive, il Pil crescerà, ma le stime indicano che solo nel 2025 si ritornerà ai livelli pre-crisi. L’andamento negativo del Pil è stato diretta conseguenza della flessione di due suoi importanti componenti: i consumi finali e gli investimenti.

Il sistema economico sardo è caratterizzato da imprese di piccola dimensione che rappresentano il 63% del tessuto imprenditoriale, rispetto a una media nazionale del 46%, operanti principalmente nei settori dell’agricoltura, del commercio e del turismo. L’economia della Sardegna è un’economia basata sui servizi, che contribuiscono al 76% del Pil regionale. Per quanto riguarda la sua vocazione agro-pastorale, nella regione vi sono circa 34.000 imprese (25,65% del totale), per lo più di allevamenti ovini, per un totale di oltre 20.250 allevamenti ovini e caprini pari al 13,7% del totale nazionale. Negli ultimi anni la pastorizia e la relativa industria lattiero-casearia hanno subìto una significa riduzione di valore da attribuirsi all’andamento dei prezzi di settore a livello nazionale. L’industria alimentare sarda è composta da circa 2.274 imprese attive, per lo più nel settore caseario e della produzione della carne, che nel 2015 ha contribuito all’1,4% del valore aggiunto regionale.

Il turismo rappresenta il secondo grande asset produttivo dell’Isola. Le imprese iscritte presso il registro delle imprese e attive nel 2016 sono 4.648 per un totale di 209.896 posti letto, pari al 4,3% dell’offerta nazionale. I posti letto sono distribuiti equamente tra il comparto alberghiero (52%), rappresentato per lo più da alberghi 4 stelle (52% posti letto del totale alberghiero e 27% del totale regionale) ed extralberghiero (48%), rappresentato soprattutto da campeggi e villaggi turistici (58% posti letto del totale extralberghiero e 28% del totale regionale). L’offerta ricettiva è concentrata prevalentemente nel Nord della Sardegna, Tempio-Olbia e Sassari pari a oltre 50% dei posti letto disponibili, seguita dal Sud che ha il 25% dei posti letto, con una particolare rilevanza di Cagliari, e dall’area centrale comprendente Nuoro, Oristano e l’Ogliastra pari al 22%. Rispetto alla distribuzione media dell’ospitalità a livello nazionale, la Sardegna si qualifica per una ricettività alberghiera di lusso ed extralberghiera rappresentata, quest’ultima, prevalentemente da campeggi. L’offerta alberghiera maggiormente qualificata, rappresentata da hotel 5 stelle e 5 stelle lusso, è concentrata nelle province di Tempio-Olbia, ovvero in Costa Smeralda, con 1.901 camere e 4.365 posti letto, pari al 58% dell’offerta alberghiera di lusso. A seguire Cagliari, in particolare Santa Margherita di Pula e Chia, con 1.037 camere e 2.500 posti letto, pari al 34% del totale, quindi le province di Oristano e Sassari, con rispettivamente 109 e 113 camere, pari a 332 e 266 posti, ciascuna con un peso del 4% circa sul totale.

Dal punto di vista della domanda, nel 2016 la Sardegna ha accolto 2.879.495 di arrivi e 13.485.744 di presenze per una permanenza media di 2,13 giorni, registrando un aumento del 10,33% degli arrivi rispetto al 2015 e dell’8,82% delle presenze. Il 54% degli arrivi e il 52% delle presenze sono rappresentati dagli italiani; per quanto riguarda gli stranieri, i più numerosi sono i tedeschi (11% arrivi, e 13% presenze), francesi (9% arrivi, 8,7% presenze), svizzeri (5% arrivi, 5,6% presenze) e inglesi (3,3% arrivi, 3,7% presenze).
I risultati dell’Indagine “A kentannos”

La Sardegna nell’imaginario degli italiani. Un italiano su due (45,3%) ha visitato la Sardegna: il 73,1% da una a tre volte per trascorrervi una vacanza e il 19,5% cinque e più volte, quest’ultimi sia per vacanza (38,8%) sia per fare visita a parenti ed amici (61,2%). Quasi 7 su 10 sono stati in Sardegna nel
periodo estivo. Nell’immaginario degli italiani, la Sardegna è legata per lo più a fattori relativi all’offerta
turistica. I principali punti di forza risultano essere la costa e il mare (98,6%), la presenza di posti da vedere e cose da fare (84,9%), l’attrattività delle città (74,5%), la disponibilità all’accoglienza dei residenti (74,5%). Tra i principali punti di debolezza: i collegamenti per raggiungerla (78,8%), il livello di sviluppo dell’industria (78,1%), il costo della vita (57,3%). I personaggi che vengono più spesso associati alla regione sono: Francesco Cossiga, Enrico Berlinguer, Mario Segni tra i politici; Grazia Deledda, Salvatore Niffoi, Michela Murgia
tra i rappresentanti della cultura; Antonio Gramsci ed Eleonora D’Arborea tra i personaggi storici; Elisabetta Canalis, Pamela Prati, Valeria Marini, Geppi Gucciari, Marco Carta, Valerio Scanu, i Tazenda per quanto riguarda i personaggi dello spettacolo; Gianfranco Zola e Gigi Riva (pur non essendo quest’ultimo sardo, ma la cui immagine viene indissolubilmente legata alla Sardegna e al Cagliari) tra gli sportivi. Tra i soggetti criminali si ricordano
maggiormente l’Anonima Sarda, Matteo Boe e Graziano Mesina. Sardegna, l’immagine produttiva

Nel Top of Mind delle attività produttive associate alla Sardegna al primo posto si individuano le produzioni agroalimentari, bevande (per lo più vino, mirto e birra) e cibo che rappresentano il 65,4% delle risposte fornite dagli intervistati. Nell’ambito della categoria food la produzione di formaggio è quella più importante, rappresenta il 17,4% e, in particolare, il pecorino sardo; seguito dal pane, che si identifica con il pane carasau (9,4%), con il vino, che è per lo più cannonau (8,9%), i dolci, come le seadas e il torrone (7,1 %). Ma è certamente il turismo che caratterizza maggiormente l’immagine produttiva della Sardegna: il turismo è stato indicato dal 97% degli intervistati che ha attribuito un valore “molto” e “moltissimo” alla rappresentatività produttiva di questo settore; a seguire il settore artigianato (79,2% di valutazioni pari a molto e moltissimo); il vino (79,2% di valutazioni pari a molto e moltissimo); l’agroalimentare (78,5% di valutazioni pari a molto e moltissimo); la nautica (66,7% di valutazioni pari a molto e moltissimo).

L’analisi dell’impatto dell’immagine produttiva percepita sulle scelte di acquisto è stata indagata chiedendo agli intervistati se e quali prodotti sardi acquistano nel loro luogo di residenza. Il 55,4% delle persone non acquista prodotti sardi innanzitutto perché non sono interessati a farlo (59,3% di chi non acquista) o perché non li conoscono (14,8%). Una persona su quattro, li vorrebbe acquistare ma afferma di non trovarli (25,1%) o di acquistarli ogni tanto, quando li trova al supermercato (2,8%). L’acquisto dei prodotti sardi (44,4% dei rispondenti positivamente) è, soprattutto, un acquisto alimentare di cibo e bevande. Si acquista prevalentemente formaggio sardo, per lo più pecorino (23,5%), vino (16,1%), pane carasau (10,7%), mirto (10,6%), dolci (9,3%) e nello specifico torroni (6%) e birra Ichnusa (3,8%).

Ciò che emerge è che l’immagine produttiva della Sardegna è un’immagine prevalentemente cognitiva basata sull’attrattività turistica e la notorietà e l’autenticità di alcuni prodotti tipici e vitivinicoli. Immagine rafforzata dall’unicità della cultura e dal fascino e dalla bellezza della terra sarda che ne esprimono la componente affettiva. Sardegna, l’immagine turistica L’immagine turistica della Sardegna è caratterizzata da diversi luoghi rappresentativi, esclusivamente località di mare, con qualche riferimento alle aree interne del Gennargentu (0,27% del totale delle risposte) e alla cittadina di Orgosolo (0,61% del totale delle riposte).
La città simbolo è Alghero, seguita da Cagliari e Porto Cervo. Tra le località note si rilevano
anche Olbia, Sassari, Porto Torres, Santa Teresa di Gallura e Arbatax, queste ultime coincidenti con i principali porti di arrivo. La Sardegna nell’immaginario turistico è innanzitutto rappresentata dalla costa, in particolare la costa del Nord e dell’area centrale, sia del versante Est che di quello Ovest, rappresentata da città, località marine e dalle Isole (La Maddalena, Asinara, Caprera).

La parte Sud della Sardegna è rappresentata, oltre che da Cagliari, da Chia, Capo Teulada, Iglesias, Isola di San Pietro e di Sant’Antioco. Le destinazioni turistiche più note sono la Costa Smeralda, La Maddalena e il suo arcipelago, Asinara e Caprera, Alghero e Stintino con la spiaggia de La Pelosa. Sardegna, le parole per descriverla Analizzando le parole e gli aggettivi maggiormente usati per descrivere l’Isola emerge che la Sardegna è innanzitutto mare, sotto forma di mare cristallino, limpido, favoloso (28,57% delle prime risposte). È una destinazione percepita come rilassante, costosa, bellissima, selvaggia e luogo di divertimento. L’immagine turistica spontanea della Sardegna emersa dalla valutazione emozionale (affettiva) è decisamente positiva, con parole calde e la presenza di una unica caratterizzazione in accezione negativa ‒ costosa ‒ rispetto al costo della vita turistica. Di parole “fredde” ve ne sono altre come lontana, disorganizzata, pericolosa ma hanno un peso
in termini di frequenza prossimo allo zero. L’immagine affettiva della Sardegna come destinazione turistica è
estremamente positiva.

In sintesi, l’immagine turistica della Sardegna risulta essere positiva, tanto per ciò che concerne gli aspetti cognitivi che per quelli affettivi. I primi, sono caratterizzati sia dall’apprezzamento e dalla conoscenza delle attrazioni, espresse sotto forma di singoli attrattori paesaggistici o culturali, piuttosto che località o coste, sia dai servizi e dalle modalità di svolgimento e organizzazione della vita turistica. Altrettanto positiva è la componente affettiva dell’immagine, caratterizzata dall’autenticità che contraddistingue le esperienze turistiche offerte. Si rileva, tuttavia, una nota negativa rappresentata in parte dall’isolamento della Sardegna ma soprattutto dalle difficoltà e dagli alti costi di accessibilità e dal costo ritenuto elevato della vita turistica.

Millennials. Il 57% degli intervistati appartenenti alla generazione dei Millennials (18-34 anni) non si è mai recato in Sardegna. Il 33,9% di coloro che l’hanno visitata ci sono stati una sola volta, mentre il 24,1% due volte e il 23,2% più di cinque volte, tutti pressoché esclusivamente in vacanza, soltanto l’8% e il 6,3% rispettivamente per visitare parenti ed amici e per motivi di lavoro. Per loro la Sardegna è, innanzitutto, “mare” (23,9%) e paesaggio (22,8%). I Millennials attribuiscono una forte personalità alla Sardegna, descrivendola come una terra “bellissima”, “profumata”, “indimenticabile”, “rilassante”, “divertente” “incontaminata” e “accogliente”. Non mancano, tuttavia, alcune connotazioni negative relative alla localizzazione e modalità di svolgimento dell’attività turistica (ad esempio “costosa” che ha un peso del 3,1% del totale delle risposte, “lontana”, “caotica” e “carente”), altre alla sua personalità (ad esempio “fredda”, “chiusa” e “invidiosa”). L’immagine turistica che i Millennials hanno della Sardegna è relativa al Nord dell’Isola e in particolare alla Costa Smeralda, La Maddalena, Olbia, Stintino e Alghero principalmente. Allo stesso modo le attrattive sono innanzitutto balneari, relative a località note (Porto Cervo, Porto Rotondo, Arcipelago de La Maddalena, Stintino e Villasimius e più genericamente spiagge bianche), seguite dai nuraghi, dalle sagre e dall’intrattenimento (feste in discoteca).

Generazione Z. Il 52,9% degli intervistati della Generazione Z (35-54 anni) è stato in Sardegna almeno una volta (33,2%), due volte (26,9%) e cinque e più volte (19,1%). Le motivazioni principali sono
le vacanze (70,5%), il lavoro (12,4%) e la visita a parenti ed amici (9,3%). Da ciò ne consegue una elevata stagionalità delle visite relative soprattutto ai mesi estivi e ai mesi spalla di giugno e settembre. L’immagine percepita della Sardegna rimanda alla sua bellezza, alle coste e alle spiagge bianche e alla distanza, ma anche all’accoglienza e all’essere selvaggia e rilassante, naturale e pulita. La percezione è negativa per ciò che concerne i collegamenti per raggiungerla, il livello di sviluppo dell’industria e il livello dell’innovazione tecnologica. L’immagine turistica della Sardegna è, anche per la Generazione X, ancorata soprattutto al mare, alle coste, alle spiagge e alle località di mare. A differenza dei Millennials, questa fascia d’età esprime una maggiore conoscenza della regione, in base alla quale, accanto alle note località del Nord, troviamo anche Tortolì, Caprera, Sassari, Isola Rossa fino a Cagliari e Santa Margherita di Pula. Gli Over 55

La maggioranza degli Over 55 (divisi tra Baby Boomers ovvero 55-72enni e Seniors over 72) non è mai stata in Sardegna (56,6%). Il 43,4% di coloro che l’hanno visitata ci sono stati almeno due e una volta (rispettivamente 28,6% e 29,7%), il 17,8% più di cinque volte e il 15,7% più di tre volte. Le motivazioni sono pressoché esclusivamente di vacanza (73%) e visita a parenti ed amici (11,3%), come dimostra l’elevata stagionalità dei flussi. Il 96% circa delle persone ha visitato la Sardegna nei mesi estivi da giugno a settembre, con la massima concentrazione a luglio e agosto. Per gli Over 55, la Sardegna è innanzitutto mare, spiagge bianche, colori e bellezza dei paesaggi. I punti di debolezza sono gli stessi per tutte le generazioni ma, all’aumentare
dell’età, la percezione del costo della vita aumenta, così per il 60,3% degli Over 55 è una debolezza, rispetto al 56,1% della Generazione X e al 53,3% dei Millennials.

In estrema sintesi, l’analisi condotta delinea un’immagine complessiva positiva basata principalmente su aspetti cognitivi. Si tratta di un’immagine che non si discosta significativamente dalla realtà, seppure ne enfatizzi soltanto alcuni aspetti, come ad esempio la sua vocazione turistica e ne minimizzi altri, come ad esempio lo sviluppo tecnologico. Esistono, tuttavia, delle differenze che emergono secondo le diverse fasce d’età e che rappresentano informazioni utili per la definizione di azioni correttive o di rafforzamento dell’immagine della Sardegna.

Nella foto la zona della spiaggia del Lazzaretto ad Alghero

S.I.

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Villasimius, spiagge già pulite

ALGHERO – “Oggi a Villasimius, perché non ad Alghero”. Questa la domanda semplice e chiara di un imprenditore algherese che negli scorsi giorni si trovava a nel comune del sud Sardegna per motivi di lavoro. Ai suoi occhi si è palesata, passandoci anche davanti, la spiaggia pulita e candida di Villasimius. Niente di strano, se non fosse che ci trovavamo a fine aprile e soprattutto che ad Alghero, invece, ancora ad oggi, ci si trova davanti ad un panorama molto differente: litorale cittadino ricoperto totalmente dalla posidonia. Come sanno tutti, questo è sinonimo di salubrità del mare ed è anche indispensabile per trattenere l’arenile stesso, ma Alghero, come noto, vive di turismo e coi primi caldi degli scorsi giorni la spiaggia, da Maria Pia a San Giovanni, a parte qualche parentesi per interventi dei privati e solo parziali, l’arenile era ed è ancora impraticabile.

E’ vero che ci sono normative sovraordinate e la materia è molto delicata. Ma, come detto, la prima industria di questo territorio, è il Turismo, in primis quello balneare. Tradotto: è imprescindibile che al più presto vengano ripulite tutte le spiagge dalla posidonia e soprattutto anche dalla sporcizia. Inoltre, non è più prorogabile la creazione di un sistema locale coordinato di gestione dell’offerta degli stabilimenti. L’ideale sarebbe che i concessionari si consorziassero. Altrimenti che si creasse una regia pubblica, in capo all’Amministrazione, capace di far rendere questo settore al meglio e durante un periodo temporale molto più ampio che vada, almeno, da tutto aprile fino a tutto ottobre. Sennò, ci toccherà ancora ripetere: “Oggi a Villasimius, perché non ad Alghero?”

Nella foto le pulizie di 15 giorni fa circa nella spiaggia di Villasimius

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Volo da Berlino a pieno carico

ALGHERO – Da sabato 5 maggio decollerà da Berlino Tegel il primo volo per l’aeroporto di Alghero operato da easyJet, compagnia aerea leader in Europa. Il collegamento sarà per ora operativo sino al 27 ottobre con due frequenze settimanali, il sabato e, da giugno, il martedì. La rotta si aggiunge agli altri collegamenti che EasyJet effettua dallo scalo del nord-ovest per Milano Malpensa, Venezia, Ginevra e Napoli (quest’ultimo da Luglio).

“I numeri del collegamento inaugurale lasciano davvero ben sperare” afferma Mario Peralda, Direttore Generale della Società di Gestione dell’Aeroporto di Alghero “180 passeggeri a bordo su 180 posti disponibili: una conferma delle potenzialità del nostro partner e dell’efficacia del lavoro fatto insieme agli stakeholder territoriali ed a Regione Sardegna.”

Nella foto il direttore Peralda

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