Strade fantasma: parla Conoci |video

ALGHERO – Tutto è fermo al 2011. Ultimo anno anno dell’amministrazione Tedde. Oggi, la coalizione Centrodestra Sardista e Civica, ha ribadito questo concetto in connessione ai temi della viabilità e dunque dei servizi e pure ambiente ricordando la mancata realizzazione della Circonvallazione e della 4 Corsie. Tutte questioni vitali per una città che, se attuate, avrebbero migliorato notevolmente la vivibilità dei residenti e la fruizione dei turisti. Invece, come ribadito in primis da Mario Conoci, dirigente del Partito Sardo d’Azione, nessun passo avanti, “se non un affrettato “picchettamento” utile solo all’ennesima azione propagandistica di un Sindaco e di una coalizione di Centrosinistra che non ha fatto praticamente niente”, cosi il leader sardista che Algheronews ha sentito questa mattina.

Nella foto e video il rappresentante del Partito Sardo d’Azione, Mario Conoci

S.I.

Sagre e tradizioni, aiutare i Comuni

“Abbiamo presentato in Parlamento una mozione per chiedere minori restrizioni nella celebrazione delle sagre e delle manifestazioni tradizionali”. Cosi Salvatore Deidda, Deputato di Fratelli d’Italia a proposito delle manifestazioni e sagre che organizzano i vari Comuni i quali trovano spesso mille ostacoli. “Tanti sindaci si stanno avvicinando a Fratelli d’Italia, noi siamo quelli che dimostrano attenzione verso chi rappresenta la prima fila sui territori, quelli su cui è stato scaricato tutto il tema del taglio della spesa pubblica” spiega la Meloni

“Anche nella nostra Isola gli Amministratori locali sono in crisi per far quadrare i bilanci comunali e fare fronte al l’eccessivo peso burocratico ed economico che la circolare Gabrielli ha imposto” dichiara Salvatore Deidda, Deputato di Fdi che ha sottoscritto la mozione e porterà avanti insieme agli amministratori locali una campagna per sensibilizzare il Governo e spiegare alla popolazione perché tante manifestazioni sono a rischio” conclude Deidda. “Vogliamo dare ossigeno e agibilità ai nostri amministratori, più che mai ingessati tra scartoffie e vincoli economici”.

Nella foto Fratelli d’Italia

S.I.

Continuità aerea, vertice a Roma

CAGLIARI – “La conferenza dei servizi dove saranno precisati i contenuti finali del nuovo sistema di continuità territoriale aerea per l’isola sarà convocata la settimana prossima nella sede della Regione a Roma”. Lo fa sapere l’assessore dei Trasporti, Carlo Careddu, al termine del tavolo tecnico aperto oggi al MIT, alla presenza del vice Capo di Gabinetto del ministro, Maria Teresa Di Matteo e della responsabile del Dipartimento per le Politiche europee della Presidenza del Consiglio, Diana Agosti. Collegata da Bruxelles, la rappresentanza permanente italiana all’UE.

“Un altro passo avanti determinante è stato fatto – continua Careddu – ora procediamo spediti verso una soluzione compatibile con il diritto alla mobilità dei sardi e con le norme nazionali e comunitarie in materia. Al tavolo ministeriale abbiamo ribadito che i collegamenti con i grandi hub aeroportuali, in grado di garantire i migliori servizi di intermodalità, sono per noi irrinunciabili. Come è irrinunciabile – conclude l’assessore – la massima competitività possibile nel favorire l’accesso alla Sardegna”.

Nella foto l’aeroporto di Alghero

S.I.

Camping, Cacciotto attacca Tedde

CAGLIARI – Il Consiglio regionale ha approvato il testo di modifica della legge sul turismo, la n.16 del 2017, che introduce i “condhotel”, una nuova tipologia di offerta turistica, ma l’opposizione e alcuni consiglieri di maggioranza hanno sostenuto un emendamento che riduce la presenza di caravan e case mobili nei campeggi della Sardegna. Questo tipo di strutture sarà così consentita nel limite del 25% (la legge sul turismo prevedeva un tetto del 35%) della capacità ricettiva massima di ciascun camping. A proporre la riduzione è stato il consigliere regionale dei Rossomori, Emilio Usula, sostenuto da Pierfranco Zanchetta (Upc), dal Partito dei Sardi, e da tutta l’opposizione di centrodestra. I presidenti delle Quarta commissione (Urbanistica), Antonio Solinas (Pd) e della Quinta commissione (Attività produttive), Luigi Lotto (Pd), e l’assessora del Turismo Barbara Argiolas, a nome della Giunta, hanno sollecitato il ritiro dell’emendamento, assicurando che la materia sarebbe stata senz’altro trattata nel testo di legge urbanistica. Usula, però, non ha accolta la richiesta e la sua proposta è stata messa ai voti e approvata con 24 sì e 15 no su 38 votanti.

“Stupisce che le logiche di opposizione politica abbiano prevalso sul buon senso-afferma Raimondo Cacciotto – e ancor di più mi lascia perplesso il voto favorevole del vice capogruppo di Forza Italia, on. Marco Tedde, che ben dovrebbe conoscere le esigenze degli operatori economici del nostro territorio. Infatti il suo voto è stato favorevole ad un emendamento che creerà difficoltà a tutti i camping sardi, e che ora subiranno le conseguenze di questa scelta. Sarebbe opportuno che, al netto della propaganda politica, spiegasse se realmente il gruppo di FI è d’accordo con i contenuti dell’emendamento, oppure ha votato favorevolmente solo per tatticismo e cinico opportunismo politico, rinnegando le proprie idee e andando contro le esigenze di una intera categoria”.

“Sarebbe bastato aspettare, accogliere l’invito del Pd, rimandare la questione specifica alla discussione sulla legge urbanistica e tener conto così delle istanze del territorio: preciso infatti che la modifica della legge in discussione è comunque stata approvata. L’unico effetto dell’emendamento votato dall’intera opposizione, e da alcuni consiglieri di maggioranza, è il danno cagionato a quella parte del comparto turistico da sempre un punto forte e un vanto dell’offerta turistica di Alghero, e la conseguente possibile perdita di posti di lavoro che ne conseguirà, come sostenuto dalle associazioni di categoria” conclude Raimondo Cacciotto.

Nella foto il camping Calik

S.I.

Reis, a breve il Regolamento

ALGHERO – “Importante approvazione nei giorni scorsi in Commissione Sanità, in tempo record visti il periodo previsti dalla Regione, ha licenziato il regolamento che disciplina i contributi del Reis (reddito di inclusione sociale a favore delle persone e nuclei familiari in situazioni di difficoltà economica provvisoria). COsi il capogruppo del Pd, Mimmo Pirisi, riguardo la misura che sarà messa in campo dai Servizi Sociali.

“Azione messa in piedi dalla Regione Sardegna nel 2016 che sta entrando a regime quest’anno, questa misura va ad aggiungersi al Rei (misura messa in piedi dal governo nazionale precedente e che sta andando anch’esso a regime), le domande che dovranno essere presentate entro trenta giorni dalla data di ieri, potranno essere inoltrate da tutti i soggetti con redditi legati al modello Isee ma con platee molto ampie, queste due misure daranno concretamente un aiuto alle famiglie e ai singoli individui in difficoltà, il Reis chiamato anche “Agiudu Torrau” al contrario del Rei tende con progetti specifici sulle persone a dare dignità con dei servizi e lavori per l’Ammistrazione che scontano cosi in lavoro il contributo ricevuto. Quindi non soldi a pioggia, ma contributi in conto lavoro. Infine il Comune di Alghero ha deciso di dare il massimo del range di contributo fino al massimo del periodo possibile”.

Nella foto Mimmo Pirisi

S.I.

Circonvallazione, venerdi iniziativa

ALGHERO – Domani, venerdì 6 luglio alle ore 10, “la coalizione di centrodestra sardista e civica incontrerà la stampa e i cittadini in via Carrabbuffas nei pressi della “blocchiera”, divenuta oramai simbolo di una “strada che non c’è”. Parliamo della Circonvallazione cittadina, un’infrastruttura strategica per la mobilità su due e quattro ruote che, inspiegabilmente, giace da tempo nei cassetti comunali”, cosi fanno sapere le forze politiche che sono all’opposizione di Bruno ad Alghero e di Pigliaru in Regione.

“Eppure non sono mancate le occasioni di sfoggiare sulla carta questa opera viaria senza che niente fosse fatto per accantierarne i lavori. Alghero sempre più isolata non solo dal mondo che la circonda, con un Aeroporto in evidente crisi e una quattro corsie incompiuta”.

“Una città le cui principali vie di accesso ed uscita sono insufficienti all’attuale traffico veicolare e che attende da anni un’arteria stradale che per il momento è operativa e pulsante nei soli annunci di un’Amministrazione comunale agonizzante, in quel “ mondo di proclami” che ne costituisce l’habitat naturale”.

Nella foto la firma della consegna dei lavori col dirigente Cannessa avvenuta nel maggio 2017

S.I.

Continuità a rischio, vertice a Roma

ROMA – “È stato un incontro proficuo e operativo”, ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru al termine dell’incontro che si è tenuto oggi al Mit con il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli. “Al ministro Toninelli abbiamo fatto presente la necessità di superare le incertezze sulla continuità territoriale e farlo in fretta. Bisogna procedere immediatamente con il varo del nuovo bando e la proroga dell’attuale regime di oneri di servizio. Tutti punti che hanno trovato ascolto e condivisione da parte del Ministro – ha sottolineato Francesco Pigliaru – e già domani si terrà il tavolo tecnico per definire ogni dettaglio”.

Alla riunione con il ministro Danilo Toninelli ha partecipato l’assessore dei Trasporti Carlo Careddu. “Domani sarò presente al tavolo tecnico preparatorio alla conferenza dei servizi, durante il quale si assumerà la decisione finale sui contenuti del bando”, fa sapere Careddu, e aggiunge: “Oggi abbiamo portato all’attenzione del Ministro proposte precise per tutelare il diritto alla mobilità dei sardi, a dimostrazione dell’impegno serio e concreto portato avanti in questi mesi dalla Regione. Ora si procede senza indugio”. L’altra emergenza oggi in discussione, la vicenda del trasferimento del personale Air Italy, è stata esposta nel dettaglio con grande preoccupazione e sarà affrontata nel tavolo di crisi ex Meridiana al fine di impedire il disimpegno della Compagnia aerea dall’isola. Gli altri temi cruciali per infrastrutture e Trasporti saranno affrontati in un ulteriore incontro con il Ministero che sarà convocato a breve.

Nella foto il vertice di ieri a Roma

S.I.

Camping messi in ginocchio

NUORO – Apprendiamo con stupore e sconcerto – ha detto Giuseppe Vacca, Presidente di FAITA FederCamping Sardegna, a nome delle 46 strutture ricettive all’aria aperta che rappresenta – l’approvazione da parte del Consiglio regionale, con 23 voti favorevoli e 15 contrari, dell’emendamento presentato da Emilio Usula (Rossomori) che modifica la legge regionale sul turismo del 2017 e di fatto mette in ginocchio il comparto del turismo all’aria aperta”.

L’articolo 15 della legge prevedeva, infatti, che è consentita la presenza di tende, caravan, autocaravan, case mobili o altri manufatti non vincolati al suolo nel limite di una capacità ricettiva non superiore al 35% di quella complessiva della struttura. L’emendamento di Usula chiedeva, invece, che la capacità ricettiva non superasse il 25%. A favore hanno votato, oltre all’opposizione, il Partito dei sardi, Pierfranco Zanchetta (Upc) e Francesco Agus (Campo progressista).

“Questa è una sconfitta per l’economia sarda e per le oltre 80 strutture ricettive all’area aperta – ha continuato Vacca – che rappresentano una realtà importante per il turismo isolano fatta da imprenditori sardi che impiegano complessivamente circa 1.200 risorse, di questi l’89% è sardo. La votazione di questo emendamento, su cui peraltro era già stato dato parere negativo da parte della Giunta e della Commissione Attività Produttive, rappresenta un macigno sulle nostre aziende, strutture ricettive sane a cui viene ostacolata la possibilità di fare business, di crescere e di competere con le altre strutture ricettive nazionali e internazionali. Ricordiamo, infatti, che le altre Regioni italiane permettono alle aziende, come le nostre, di avere tende, caravan, autocaravan, case mobili o altri manufatti non vincolati al suolo in percentuali maggiori rispetto al 35%. Non comprendiamo quindi questa posizione di retroguardia da parte del Consiglio regionale che non ci permette di rispondere alle richieste e alle esigenze di un numero sempre maggiore di turisti che sceglie l’aria aperta per le proprie vacanze e che chiede sempre più servizi e una qualità delle strutture sempre migliore”.

Si unisce a lui il vice presidente nazionale di FAITA FederCamping Giampaolo Aresu, che dichiara – “Non riusciamo a comprendere questa scelta del Consiglio regionale, preso atto inoltre del voto contrario espresso dalla Giunta riguardo l’emendamento Rossomori. Mentre in Puglia le strutture ricettive sono aumentate del 60%, come del resto succede in altre regioni, in Sardegna avviene il contrario. Rischiamo così di restare indietro rispetto al resto d’Italia”.

“Le principali testate locali non fanno altro che affrontare il tema centrale per la nostra isola: destagionalizzare e migliorare il settore turistico. Mi sento di dire che oggi è stato fatto un grande passo indietro per tutta la Sardegna”, ha concluso Vacca.

Nella foto un camping in Sardegna

S.I.

Performance Sanità, altra maglia nera

CAGLIARI – “E’ l’ennesima certificazione che la gestione della sanità sarda è fallimentare e che occorre cambiare guida”. Così il consigliere regionale di FI Marco Tedde commenta il rapporto sui Servizi Sanitari Regionali del Centro Studi Crea Sanità dell’Università di Roma Tor Vergata. Il Centro Studi ha dimostrato scientificamente che la Sardegna è la peggiore regione in Italia per performance del servizio sanitario.

“Una maglia nera che non fa che confermare l’inadeguatezza della guida dell’assessorato. Deficit alle stelle, liste di attesa lunghissime e gestione amatoriale del diabete completano un quadro di per sé disastroso. Al quale si deve sommare una riorganizzazione della rete ospedaliera sconclusionata che per adesso è stata bloccata per motivi sconosciuti dal Ministero della salute.”

Secondo l’ex sindaco di Alghero gli interventi sul sociale, esiti, appropriatezza, innovazione e sfera economico finanziaria della sanità sarda hanno portato alla solenne bocciatura del Crea.” “Non c’è la possibilità di esami di riparazione a settembre. La situazione richiede una svolta vigorosa che può essere attuata solo col cambio in corsa dell’assessore, come viene anche richiesto a gran voce da un partito di maggioranza. Non si può continuare a giocare d’azzardo sulla salute dei sardi -chiude Tedde-“.

Nella foto l’ospedale di Sassari

S.I.

San Giovanni, basta parole: azioni

ALGHERO – Tra le tante questioni ancora irrisolte e giusto appena affrontate, con qualche titolo, ma senza andare a fondo del problema e dunque risolverlo, c’è quella riguardante il tratto di costa di San Giovanni. Le correnti del golfo di Alghero, tra barriere e struttura portuale, hanno causato il netto ampliamento di quel tratto di litorale. In passato, come sanno tutti gli algheresi e mostrano anche le immagini di Algheronews, in quella zona c’era solo una sottile lingua di sabbia e, comunque, pur essendoci una spazio ridotto, era sempre molto frequentata. Certamente non a ridosso del “canalone” che riversa in mare le acque derivanti da alcuni residenze che scaricano al suo interno. A questo, negli anni, si è sempre creato naturalmente un ammasso di posidonia che poi è diventato un vasto cumulo di materiale da considerarsi rifiuto al pari dei residui secchi delle essenze arboree.

Come noto, però, la normativa vigente non ha aiutato. In passato il sindaco Marco Tedde fu addirittura oggetto di un segnalazione per aver attuato quello che oggi, invece, viene realizzato senza alcun tipo di sanzione. Del resto il mondo va avanti e alcuni studi stanno certificando quello che tutti sanno ovvero che ammassi di quel tipo possono essere rimossi e perfino gettati in discarica. Non, ovviamente, la posidonia sana e fresca che si deposita sulla battigia. Questa potrebbe essere recuperata per realizzare, ad esempio, concime. E comunque il suo riutilizzo è normato da leggi specifiche. Fino poco tempo fa le alghe potevano essere solo stoccate in loco e poi riposizionate. Per questo, sempre Tedde, decise di farle depositare nell’angolo tra San Giovanni e molo di sotto-flutto del Porto. Una scelta, ovviamente, temporanea e che non doveva diventare definitiva, come anche indicato recentemente nella manifestazione a favore dei balneari e soprattutto della “rinascita di San Giovanni” da parte del Centrodestra Sardista e Civico.

Ma, da quella decisione, ne è passata di acqua di mare sotto i ponti e soprattutto di tempo con le normative che sono cambiate e soprattutto tanti sindaci hanno deciso di agire di iniziativa propria liberando le spiagge dalle alghe, come dovrebbe essere sempre nelle località turistiche, già da aprile. A prescindere dalla posidonia che si posiziona, anno per anno, lungo la battigia e che, per salvaguardare l’arenile, andrebbe mantenuta più a lungo possibile, compatibilmente con la partenza della stagione caldo e della fruizione delle spiagge, resta ancora presente, nonostante siano passati quasi dieci anni, il problema di San Giovanni con, di fatto, una sorta di “discarica” in piena città.

La Goletta Verde ha confermato quello che era noto: quel tratto di mare non è balneabile. Proprio per questo, in tutto questo lasso di tempo, dalla fine delle Giunte Tedde, che ha visto susseguirsi due amministrazioni e due commissari, si sarebbero dovute attivare almeno due azioni: la realizzazione di un scarico alternativo a quello in mare da parte del canalone e sopratutto ripulire dall’ammasso di alghe putride, rifiuti e terriccio misto a sabbia l’area tra lo stesso canalone e il Porto. Nel primo caso sarebbe bastato reperire i finanziamenti per creare un tubatura che si immettesse in quella già esistente sotto l’approdo e che sboccava dentro il sistema di depurazione cittadino. L’altro aspetto doveva vedere, sempre delle risorse per realizzare l’intervento tramite progettualità e mezzi adatti.

Trascorso il tempo, niente o poco è accaduto. Così da trovarsi, a ridosso del 2020, quando Alghero avrebbe già dovuto essere molto migliorata visto il “Piano Strategico” (prodotto dalle Giunte Tedde) che la riguarda e che invece è rimasto sulla carta, ancora ferma su diversi aspetti compreso questo dell’inquinamento dello splendido specchio acqueo cittadino con spiaggia annessa. In tutto il Mondo, una condizione del genere l’avrebbero rivaluta e messa a regime per produrre economie, con attività e spazi per intrattenimento, e sopratutto evitare che venissimo additati di avere un mare inquinato. Invece, nonostante l’apparente anelito ambientalista che spinge su alcuni temi l’attuale compagine governativa, su questo aspetto non c’è stata alcuna soluzione definitiva. Solo parole, parole e parole. Mentre, è evidente, e oramai spetta alla prossima amministrazione, sarà indispensabile anzi urgente attivare un intervento risolutore per il bene di Alghero.

Nelle foto il tratto di San Giovanni negli ultimi 50 anni. Nel video la pessima attuale condizione

S.I.