“Cavall Marì, ribellarci al degrado”

ALGHERO – “La triste sorte dei locali comunali già sede del Cavallino Bianco, di El Fuego, del Tris Blu, e del Caligola. Un recente articolo pubblicato su “ Alghero News” fotografa la situazione di abbandono e di degrado dell’immobile di proprietà comunale, già sede in passato di rinomati locali che hanno fatto la storia della movida algherese”. Cosi Maurizio Papa e Patricia Petretto di Azione Alghero a commento dell’articolo di Algheronews.t che metteva, ancora una volta in luce, una delle tante incompiute di Alghero e nello specifico il Cavall Marì.

“Purtroppo questa è la sorte di quello che é stato uno  dei simboli dell’Alghero Capitale del turismo sardo: un monumento all’incuria, simbolo del  declino di una città che deve riconquistare il proprio ruolo e la propria dignità. L’immobile, acquisito al patrimonio comunale dopo la soppressione dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo , recuperato e ristrutturato con soldi pubblici, oggetto del vandalismo dei soliti idioti e del disinteresse amministrativo  può però essere anche uno dei  simboli della  rigenerazione di Alghero”.

“Non dobbiamo assuefarci a considerare il degrado come una componente naturale della nostra esistenza e dei luoghi a noi più cari.
Reagiamo attivamente per sconfiggere questa indolenza, questa rassegnazione, questa subdola accettazione del declino. Proponiamo prendendo spunto dalle riflessioni  della testata online di avviare una petizione popolare, una  raccolta di firme dei cittadini, per chiedere formalmente alla prossima amministrazione comunale la predisposizione di un progetto di recupero dell’immobile per destinarlo ad un uso pubblico coerente con  l’ubicazione dell’immobile”.

“Dobbiamo lavorare  per  far crescere la  qualità della nostra Città  e lo dobbiamo fare non solo rispettando le regole della civile convivenza, ma anche prendendoci cura dei luoghi e degli edifici pubblici, ad iniziare da quelli più degradati. La sfida è lanciata: svegliati Alghero!”

Nella foto Maurizio Papa

S.I.

Riviera delle incompiute: Caval Marì

ALGHERO – Sono trascorsi esattamente 10 anni da quando una decina di consiglieri comunali presentarono un ordine del giorno, votato positivamente all’unanimità, in cui si dava l’input per la rinascita del Caval Marì. Primo firmatario l’allora capogruppo dell’Udc Francesco Sasso che, insieme ai colleghi di maggioranza di Centrodestra (sindaco Tedde) Alberto Zanetti, Mauro Giorico, Giancarlo Piras, Antonio Camerada, Adriano Grossi, Antonio Balzani, Angela Lobrano e Andrea Paulesu, predispose il documento finalizzato a realizzare un bando utile a dare nuova vita a quella struttura. Ad oggi, trascorsi due lustri, niente in tale senso è stato fatto, anzi.

Luogo di divertimento, ma non solo. Riportarlo agli antichi fasti, però con un’implementazione dell’offerta che doveva obbligatoriamente comprendere anche la promozione delle eccellenze locali di enogastronomia, artigianato e pure arte. Un luogo polifunzionale, elegante e sul mare, con ristorante, bar e pure sala da ballo, oltre che, come detto, sale destinate all’esposizione dei lavori e prodotti migliori dell’Isola. Insomma un plesso che potesse garantire decoro, intrattenimento e soprattutto lavoro e benessere.

Da potenziale ed eccezionale attrattore turistico a simbolo (uno dei tanti) dell’abbandono, in particolare di quella “Riviera delle incompiute” che palesa troppi emblemi indicati una gestione non certo ottimale della cosa pubblica. Quel prezioso sito, a due passi da tante importanti attività, è da tempo in totale degrado. Delimitato, come al solito, da transenne e nastro bianco e rosso. Non siamo nell’estrema periferia, ma nello straordinario lungomare di Alghero. Sotto gli occhi di tutti che, spesso, smarriti si chiedono: come sia possibile che un immobile del genere sia potuto finire in questo pessimo stato.

Nella foto il Caval Marì

S:I.

Servizi Sociali, fragilità in vetrina

ALGHERO – “Non si può più tacere la situazione di gravissimo disagio in cui versano gli uffici comunali che si occupano di servizi sociali, ubicati dal 12 novembre 2018 presso gli “ex atelier” de Lo Quartier in Largo San Francesco, a seguito della inagibilità e conseguente sgombero dell’edificio di Viale della Resistenza.

Invero, per oltre tre mesi, stante l’urgenza di garantire comunque l’apertura degli uffici, utenti e operatori del servizio sociale dal 26 luglio scorso, sono stati ospitati presso gli uffici del servizio ragioneria al terzo piano di via Columbano e, pur in assenza delle condizioni minime in termini di spazio, privacy, confort e sicurezza, il servizio è stato garantito grazie all’ammirevole solerzia degli operatori che hanno accettato tale disagio con spirito di adattamento e nell’ottica di massima collaborazione, consapevoli della situazione di emergenza  in cui ci si trovava, fiduciosi di poter a breve usufruire di uffici idonei  e funzionali, almeno quanto quelli presso l’ex CRA.

Ma così non è stato.

Le evidenti criticità già rilevate nell’immediatezza dai responsabili della sicurezza sul lavoro, sindacati e dipendenti comunali coinvolti, non sono valse ad arrestare la deplorevole scelta della giunta comunale di esporre in vetrina dipendenti e utenti di un tanto delicato servizio.

Attualmente, quello che si presenta ai cittadini presso gli “ex atelier” a Lo Quartier in largo San Francesco è un servizio sociale con ulteriori disagi e criticità che esigono l’attenzione di tutti: l’accettazione e il front office sono ricavati in una porzione della prima stanza che non consente di contenere neppure dieci persone, senza alcun accorgimento utile a garantire accoglienza e privacy; i successivi ambienti sono adibiti ad uffici di pochi metri quadri – con corridoio passante – in cui operano insieme almeno tre impiegati per stanza, impossibilitati a lavorare con la dovuta privacy, sia nelle conversazioni telefoniche che nel ricevimento dell’utenza. 

La precedente collocazione logistica consentiva l’audizione di più di duecento utenti a settimana (oggi ridotti a non più di cinquanta), oltre alle situazioni di emergenza, nonché di coloro che fossero stati convocati dagli uffici per il disbrigo delle pratiche amministrative. 

Oggi l’utenza può essere ricevuta con la dovuta riservatezza solo in tre uffici attigui, utilizzati in condivisione con gli operatori sociali del PLUS, per raggiungere i quali si rende necessario, tuttavia, uscire dagli uffici, passando all’esterno della piazza, esposti a intemperie ed agli sguardi curiosi dei presenti, e comunque scortati almeno a vista dalla guardia giurata. Un tormento quotidiano cui sono costretti operatori sociali ed utenti che lamentano, peraltro, di non riuscire ad essere ricevuti tempestivamente. 

In questo contesto surreale, gli operatori sociali ricevono formazione e prescrizioni in tema di privacy e trattamento dei dati che devono rispettare, insieme a promemoria su scadenze e adempimenti che, parimenti, non possono disattendere, oltre alle importanti attività con numerose e perentorie scadenze, tra le quali: domande per piani personalizzati della legge 162/98; progetti di inclusione sociale REI; leggi di settore; contributi alle locazioni legge 431/98, fino alle imminenti domande per l’aggiornamento della graduatoria  alloggi ERP, per dirne alcune.

Va da sé che tale condizione di disagio non può essere sopportata oltre misura né dagli utenti né dagli operatori. La qualità delle persone, ancor più se amministratori, si misura dall’attenzione che rivolge ai cittadini più fragili e alle soluzioni che riesce ad approntare a tutela e supporto di queste fragilità. Le vetrine servono ad altro”.

Pasqualina Bardino e Giovanna Caria (Forza Italia-Alghero)

Spiagge e sviluppo, nasce Imprema

ALGHERO – Si è costituita ad Alghero l’associazione IMPRE.M.A, nata dall’unione delle imprese locali operanti sul litorale, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo economico e turistico di Alghero. Sono già oltre venti gli imprenditori balneari e turistici, che si sono riuniti nell’intento di dar voce alle esigenze dell’intero settore.

“Raccogliere le proposte degli imprenditori turistici, balneari, commerciali, così da ottimizzare la gestione delle risorse ambientali ed economiche locali, valorizzando ciascuna esperienza imprenditoriale, in un’ottica di sistema che coinvolga l’intero litorale algherese. Questo è il primo obiettivo della neonata Associazione, costituita come risposta da parte degli operatori del settore all’annosa emergenza posidonia ed alle tante questioni aperte che interessano la costa di Alghero come il Piano di Utilizzo dei Litorali che deciderà il futuro di tantissime attività, di rilevanza cruciale per l’economia del territorio”, questo fanno sapere i balneari riguardo le primarie questioni, ad oggi, irrisolte e oramai in mano alla prossima amministrazione.

I”MPRE.M.A persegue inoltre il miglioramento della qualità delle acque di balneazione, il contrasto all’erosione ed in generale tutte quelle azioni volte alla gestione partecipata, attiva e costante del litorale, al fine di promuovere l’immagine turistica del mare e della Città per tutto l’anno”.

“L’Associazione si propone dunque di rappresentare in maniera diretta e concreta le esigenze delle imprese operanti sul litorale e nelle immediate vicinanze, apportando il proprio contributo al lavoro della Pubblica Amministrazione e di tutti gli Enti e soggetti, pubblici e privati, che si occupano della programmazione e gestione della fascia costiera, del turismo e del mare”. I componenti del Consiglio Direttivo sono: Giovanni Monti, Presidente; Armando Beltramo e Luca Pozzati, Vicepresidenti; Alessandra Cicciarella, Pier Paolo Fois e Antonio Sanna, Consiglieri.

Nella foto il litorale di Alghero

S.I.

“Balneari, protocollo intesa”

ALGHERO – “La prima fase dei lavori in corso di esecuzione sull’ex sito di stoccaggio della posidonia a San Giovanni procede spedita con risultati perfino migliori rispetto alle attese”. Cosi dall’amministrazione Bruno riguardo l’incontro coi balneari e rappresentanti delle categorie sulla questione della posidonia, ad oggi, dopo quasi 5 anni di governo cittadino, ancora irrisolta. All’incontro era assente l’assessore Selva per alcuni frizioni interne alla compagine alla guida della città come riportato in questi giorni.

“Nel corso di questa settimana, infatti, si concluderà la vagliatura dei primi 5mila mc. di materiale e dalla giornata di domani (martedì) prenderanno avvio i lavori di trasporto del sopra-vaglio presso un impianto industriale di lavaggio nel Cagliaritano. La sabbia recuperata invece, sarà oggetto di analisi e successivo riposizionamento nei punti più depressi del litorale, in accordo con balneari e operatori turistici. L’intervento ha permesso di abbassare di oltre 1,5 metri il piano di calpestio, per un’ampiezza di litorale pari a circa 165 metri”.

“Numeri e dimensioni molto maggiori rispetto alle previsioni, se si considera che l’intervento è programmato nell’area ricompresa tra il molo e il canalone di San Giovanni (circa 200 metri lineari totali): la seconda fase pertanto, includerà i 35 metri rimanenti a San Giovanni e il sito temporaneo di Punta Negra. Tutti i lavori in corso di esecuzione sono attentamente monitorati dai tecnici, con la consulenza dei massimi esperti in materia, e oggetto di approfondite verifiche e analisi sui materiali. Questo di Alghero, infatti, si presenta come un caso-studio che fornirà importanti risposte sulla più corretta gestione degli arenili oggetto di spiaggiamenti di posidonia, trattandosi del primo caso di vagliatura in loco su porzioni così elevate di materiale”.

“Nei giorni scorsi tutti i dati sono stati oggetto di discussione e confronto nel tavolo operativo svoltosi alla presenza del sindaco di Alghero Mario Bruno, dei referenti dell’ufficio Ambiente, balneari e dei vertici Confcommercio e Federalberghi. Si programmano infatti i lavori stagionali di pulizia straordinaria e gestione ordinaria delle spiagge libere ed in concessione, oggetto del protocollo d’intesa siglato questa mattina in Comune”.

Nella foto l’incontro tra amministrazione e balneari

5 Stelle: no alberghi a Maria Pia

ALGHERO – “In merito agli articoli apparsi su diverse testate giornalistiche on-line della città, relativamente all’utilizzo del palazzo dei congressi e dell’area di Maria Pia, ad appena una settimana dalle elezioni regionali vinte dall’ammucchiata di centro destra, sembra si preparino le condizioni per mettere in piedi vecchi progetti speculativi per quello che può sembrare un assalto alla diligenza”. Cosi i consiglieri comunali di 5 Stelle Roberto Ferrara e Graziano Porcu che dicono no ad insediamenti legati a nuove strutture ricettive nell’area da anni in abbandono di Maria Pia a ridosso del Palazzo dei Congressi.

“Si tratta della solita vecchia politica locale che ha fortemente contribuito al declino di questo territorio, ferma su posizioni di interesse particolare e incapace di rinnovarsi e di guardare se non al futuro neanche al presente, rispolverando un progetto e un’idea di sviluppo vecchia di quarant’anni .
C’è ancora una volta l’aggravante di favorire la speculazione immobiliare, mediante la costruzione di alberghi da edificare a danno dei cittadini algheresi che si vedranno, così, rapinati di un bene pubblico quale Maria Pia, solo ed esclusivamente per gonfiare le tasche dei soliti costruttori in cambio di qualche posto di lavoro stagionale. Vista la portata delle strutture ricettive in progetto, paragonabili al solo Baia di Conte, struttura che oggi annovera tra il suo staff un numero abnorme di dipendenti dell’est Europa, quindi senza una reale ricaduta nel tessuto sociale locale”.

“La costruzioni di alberghi nei terreni pubblici a Maria Pia, inoltre, oltre a sottrarli ad un possibile uso pubblico come spazi per la cultura e lo sport, ovvero servizi da offrire a residenti e turisti dodici mesi l’anno per raggiungere l’obiettivo della destagionalizzazione, andando oltre  il “solo mare”, contribuirà alla sottrazione di tratti della spiaggia libera antistante, frequentati durante i mesi estivi soprattutto da famiglie e ragazzi non solo di Alghero, per far spazio agli stabilimenti balneari degli alberghi, obbligando i cittadini algheresi a prendere la macchina per dirigersi in altre spiagge fuori dalla città”.

“Noi del M5S crediamo che il bene pubblico degli algheresi debba essere utilizzato per creare posti di lavoro dodici mesi l’anno e, soprattutto, per garantire un servizio pubblico non solo ai residenti ma anche ai turisti. Servizi di cui Alghero è carente e non certo di posti letto che per dieci mesi l’anno sono ad oggi sovrabbondanti”.

“Per questo il futuro dell’area di Maria Pia e del palazzo dei congressi dovrà prevedere esclusivamente strutture sportive, culturali e di svago pubbliche, privilegiando attività non presenti in città e apprezzate anche a livello turistico, immerse nel contesto di un grande parco urbano, al fine di garantire un servizio per i residenti e turisti tutto l’anno. Un progetto così articolato sarà una vera infrastruttura per la città di Alghero e noi del M5S auspichiamo possa essere incluso quanto prima nelle previsioni del Piano Urbanistico Comunale”.

Nella foto i consiglieri Ferrara e Porcu

S.I.

Posidonia, lavori e nodo Cuguttu

ALGHERO – C’è attesa per i lavori della posidonia a San Giovanni. In particolare, vista anche la montagna marrone che si è creata, per il trasporto di quel materiale via dal litorale. Da oggi, come da annuncio dell’Amministrazione Bruno e assessorato all’Ambiente, dovrebbero essere caricati i camion per essere indirizzati verso il sud Sardegna dove, in uno stabilimento idoneo alla sua trasformazione e utilizzo, finirà la vagliatura.

Intanto è venuto fuori un problema e non di poco conto. Si tratta del sito di stoccaggio di Cuguttu a Maria Pia. Sembra che si ci sia in atto un contenzione di usucapione con dei privati e dunque l’Amministrazione, nonostante lo abbia già annunciato, non possa (ancora) depositare la posidonia di quest’anno in quel sito, come indicato da protocollo e varie comunicazioni. Perciò si starebbero studiando altre possibilità, ma il tempo scorre e la stagione turistica è sempre più alle porte con anche la necessità rendere maggiormente decorose e fruibili le spiagge, soprattutto quelle cittadine. Del resto già in questi giorni di sole hanno visto una forte presenza di persone, per lo più algheresi, che hanno preso d’assalto le pochissimi attività aperte nel litorale.

Nella foto la posidonia vagliata a San Giovanni

S.I.

Basta paure, arriva la Primavera

ALGHERO – Non c’è niente, dicono. Invece c’è tanto, pure troppo. Ma talmente si è sprofondati sotto il tavolo che non c’è più neanche il coraggio di mantenere le proprie posizioni. Vacuità allo stato puro. Non per settimane, mesi, ma neanche giorni e poche ore. Un diffuso terrore che impedisce ai più di essere se stessi addirittura di arrivare a negare, perfino tre volte, la verità dei fatti e pure spudoratamente ad offendere l’impegno altrui.

Anche questa, purtroppo, è diventata Alghero. Perchè un conto è la sana querelle politica, l’arena sociale e pure gli scontri che ne derivano, ma il clima di paura instaurato, alla cui base ci sono diffuse necessità, pure primarie, ha contribuito a sfasciare i rapporti sociali e spesso basarli unicamente, appunto, sul piccolo o presunto grande cabotaggio. Per questo è sempre più urgente che Alghero e gli algheresi rialzino la testa e vivano al sole la primavera in arrivo e non siano più ombre che si muovono nell’ombra e debbano mentire a se stessi per un tozzo di pane. Il benessere, una volta sbloccate alcune progettualità attese da anni, potrà esserci per tutti, anche per coloro che, loro malgrado, si sono dovuti accontentare delle briciole.

Il futuro di Alghero non può che essere (nuovamente) luminoso. Sarà sufficiente lasciarsi alle spalle il Medioevo e premiare chi ha veramente a cuore il bene di tutti e non di pochi e sopratutto è veramente rappresentativo di questa città. Il colore, poco importa, ciò che conta è amare veramente Alghero.

Nella foto Alghero con in primo piano il porto una delle tante incompiute

S.I.

Amministrazione Bruno bocciata

ALGHERO – Una cosa è certa: per le elezioni comunali non sarà necessario alcun sondaggio. Solitamente a ridosso di una qualsiasi tornata elettorale c’è grande fermento per comprendere il “sentiment” dell’elettorato e dunque la tendenza di esso per comprendere in anticipo quello che potrebbe essere il risultato finale. In questo caso, grazie al voto regionale, non c’è bisogno di alcun test, gli algheresi hanno espresso in maniera cristallina e univoca la proprie preferenze.

E’ vero che, comunque, si tratta di consultazioni differenti, ma molto simili, per il suo sistema, rispetto a quella nazionale. Un voto, insomma, che è molto di più di indicazione e che ribadisce a chiare lettere che Alghero, ancora oggi, è una città di Centrodestra con due forze che fanno da traino: Forza Italia-Alghero e Lega. L’altro elemento che può emergere è sicuramente un mancato premio all’attuale amministrazione, anzi potremmo parlare di una sonora bocciatura.

E’ dal 2012 che il Centrodestra non governa più Alghero e alcun processo connesso agli enti pubblici eppure, nonostante questa lontananza dalle “stanze dei bottoni”, dopo un periodo piuttosto lungo, si conferma coalizione vincente e la prima in città, mentre il Centrosinistra subisce un tonfo, forse, anche inaspettato. In particolare nel risultato del Partito Democratico che fermandosi al 7% evidenzia una crisi profonda di identità.

Non vanno bene certamente le altre forze che sostengono il Sindaco Bruno, a parte l’area di suo stretto riferimento che, però, ha visto un sostegno dell’intera amministrazione che, di fatto, fa quasi tutta capo alla civica del Primo Cittadino. Ottenere poco più di 2mila voti è un po’ pochino per chi governa Alghero, in ogni suo anfratto, da oltre un lustro. Un test che di fatto boccia l’attuale amministrazione attraverso i candidati dell’area di riferimento (tra cui il vice-sindaco) che, seppur supportati da tutto lo schema governativo, racimolano un bottino di voti troppo sotto quanto atteso e, in totale, la metà del Centrodestra.

Per questo, partiti, sostenitori e candidati, a questo giro, visto la vicinanza con la consultazione isolana, potranno fare anche a meno dei sondaggi in vista delle Comunali, d’altra parte le insidie sono sempre dietro l’angolo e bastano scelte errate e titubanze varie, connesse più al protagonismo personale che al bene comune, per ribaltare il reale “sondaggione” delle regionali.

Nella foto alcuni rappresentanti dell’Amministrazione

S.I.

Voto lento, corrono le nomine

CAGLIARI – “Dopo le elezioni la conta dei voti è in ritardo, corrono solo gli incarichi della Sanità conferiti dai manager nominati dal centro-sinsitra”. La denuncia politica è di Ugo Cappellacci, deputato e coordinatore regionale di Forza Italia. “Basta scorrere l’albo pretorio dell’Ats, del Brotzu, dell’Areus etc. per rilevare come vengono sfornati incarichi e nomine in queste ore. Se la macchina regionale si fosse mossa con la stessa sollecitudine anche per consegnare in tempi rapidi i risultati del voto dei sardi, oggi avremmo già la proclamazione del nuovo presidente della Regione. Accenderemo i riflettori – ha concluso Cappellacci- su tutti gli atti che saranno firmati in questi giorni”.

Nella foto l’ospedale di Sassari

S.I.