“Surigheddu e Mamuntanas polemiche dannose: non dimenticare, per crescere”

ALGHERO – “Uno dei limiti più evidenti della politica, soprattutto per chi amministra, è la tendenza a dimenticare: dimenticare ciò che è stato fatto prima, ma anche ciò che è stato fatto dopo. Invece, bisognerebbe avere l’onestà e la capacità di riconoscere e valorizzare le cose buone, indipendentemente da chi le ha realizzate. Naturalmente leggendo e documentatosi.

Sulla vicenda di Surigheddu e Mamuntanas, mi pare che nel dibattito si stiano trascurando proprio questi aspetti: si dimentica ciò che è stato costruito nel tempo, sia prima che dopo.

Parliamo di un compendio straordinario, quello di Surigheddu e Mamuntanas, che per dimensioni e caratteristiche rappresenta una risorsa unica. La sua vocazione agricola e zootecnica è evidente e va tutelata, ma non verrebbe affatto compromessa da un’integrazione con attività turistiche e sportive all’aperto. Anzi, queste funzioni sono perfettamente coerenti con le vocazioni del nostro territorio: agricoltura e turismo.

Durante la mia amministrazione abbiamo ripreso e aggiornato il progetto di Laore, elaborato dal dottor Sechi, trasformandolo in una proposta concreta, realizzabile e sostenibile. Un progetto capace di valorizzare l’azienda, sottraendola al degrado attuale, rilanciando le colture tradizionali – in particolare vite e ulivo – e affiancandole a nuove opportunità, come il turismo e lo sport all’aperto.

È importante ricordare che l’area si trova oltre i limiti del piano paesaggistico regionale, e quindi consente interventi di tipo turistico. Tra questi anche il golf, sul quale è bene chiarire: oggi esistono campi a basso impatto, con consumi idrici contenuti, realizzabili anche in aree marginali che altrimenti resterebbero inutilizzate.

Allo stesso modo, il turismo può rappresentare un’occasione per recuperare e riqualificare strutture esistenti, oggi in stato di abbandono, adattandole alle esigenze della moderna accoglienza.

Come amministrazione abbiamo portato questa proposta all’assessorato regionale al demanio, avviando un confronto concreto. È chiaro che la Regione, in quanto proprietaria, ha un ruolo decisivo, ma è altrettanto evidente  che senza la volontà e le pressioni del Comune nulla verrà realizzato.

Purtroppo, è anche giusto ricordarlo con equilibrio, quel progetto pare sia rimasto sul tavolo dell’allora Presidente della Regione, nonostante il lavoro svolto e la condivisione tecnica già maturata con l’allora assessore Quirico Sanna e la struttura tecnica. Non è un richiamo polemico, ma un dato di fatto che aiuta a comprendere perché, fino ad oggi, non si sia arrivati al risultato. Senza volontà, impegno costante e determinazione tutto rimarrà com’è.

Oggi, però, è altrettanto importante sottolineare che le due amministrazioni hanno nei propri cassetti la proposta aggiornata di quel piano di sviluppo. Una base concreta, già definita, che può essere immediatamente utilizzata per avviare un percorso serio e arrivare all’obiettivo.

E nel caso in cui quella documentazione non fosse facilmente reperibile, mi rendo fin da ora disponibile a recuperarla e metterla a disposizione. Perché è proprio da quella base che si può partire per valutare nel merito la proposta, senza anticipare conclusioni che rischiano soltanto di trasformare un’opportunità in una polemica inutile.

Proprio per questo, credo sia fondamentale evitare divisioni. Le polemiche non aiutano a raggiungere gli obiettivi, anzi spesso servono solo ad allontanarli. E su temi come questo, che possono essere largamente condivisi, dividersi per appartenenza politica ( ammesso che in questo caso ci siano diverse appartenenze) rischia di diventare un esercizio sterile.

La politica dovrebbe invece unire gli sforzi quando le soluzioni sono concrete e nell’interesse della comunità. Le contrapposizioni di schieramento, nella maggior parte dei casi, non portano alla realizzazione delle cose, ma al contrario finiscono per bloccarle.

Io credo che questa sia la strada: valorizzare Surigheddu integrando agricoltura, turismo e sport, rilanciare un patrimonio oggi degradato e trasformarlo in un’opportunità concreta di sviluppo economico, occupazione e tutela delle tradizioni e dell’ambiente”.

Mario Conoci

Sindaco di Alghero 2019/2024

Dossier e veleni, Alghero una pentola a pressione

ALGHERO – La parola magica è  “pianificazione”. Protagonista di una marea di discorsi, convegni, incontri, comunicati stampa, ma, ancora e sempre, troppo poco praticata. I motivi sono, apparentemente, onorevoli e giustificati. Fatto sta che, ad oggi, Alghero, città turistico-balneare non ha ancora un Piano di Utilizzo dei Litorali e nemmeno un Piano del Commercio, per non parlare degli altri strumenti sempre oggetto di tante elucubrazioni, ma poco o niente di più. E, alla fine, a forza di rinviare, si pensa a “galleggiare”, nascondendo la “polvere sotto il tappeto”.

E’ assurdo che una località tra le pioniere nel settore del turismo e col comparto mercantile che è uno degli asset economici principali, si trovi ancora ad oggi senza degli strumenti pianificatori adeguati, moderni e anche perfino visionari. Niente di tutto questo. Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti: una crescita,, seppur esigua, totalmente disarmonico e confusa in tutti i settori produttivi.

Dall’edilizia al commercio, ai mercati fino al settore ricettivo ad arrivare ai locali e all’intrattenimento. Troppa discrezionalità, sebbene anche i “piani”, non ancora elaborati, dovrebbero normare verificando zona per zona, attività per attività, essendo il territorio di Alghero molto variegato e non omologabile per cui andrebbero esaltate le varie peculiarità e non il contrario.

D’altra parte, procedendo in questo modo, senza regole certe, investire diventa sempre più difficile e crescere in maniera armonica e adeguata quasi un utopia ed è così che la città si ritrova in un far west a colpi di dossier, veleni e altro. Alghero può essere e fare di più, molto di più. Basta guardarsi indietro e poi andare avanti, senza accontentarsi dell’uovo oggi.

Surigheddu e Mamuntanas, Martinelli dà la sveglia alla Giunta Todde

ALGHERO – “Le tenute Surigheddu e Mamuntanas, abbandonate da decenni, rappresentano un’opportunità unica per rilanciare l’agricoltura e valorizzare le eccellenze del nostro territorio. Un questione oggetto delle campagne elettorali che però deve trovare una sua definizione oltre il periodo antecedente al voto.

Ed è per questo che chiamiamo in causa il neo-assessore regionale all’Agricoltura affinchè si occupi in maniera decisiva e definitiva su questo cruciale compendio dalle inespresse potenzialità. Del resto, i terreni, della estensione di circa 1000 ettari, sono di proprietà regionale con la maggior parte classificati come seminativi, oliveti e pascolo, nel 70% completamente irrigui. Immaginiamo un futuro in cui Surigheddu e Mamuntanas, col coinvolgimento della Città Metropolitana che, vista anche la sua principale vocazione di occuparsi dell’area vasta non può non prevedere delle progettualità per questo prezioso compendio, ritornino ad essere luoghi di produzione agricola, dove le tradizioni e le eccellenze locali si incontrano con l’innovazione e la sostenibilità.

La nostra regione è famosa per la produzione di olio e vino di alta qualità, grazie alla dedizione e alla passione di agricoltori e produttori locali. È giunto il momento di sfruttare questo potenziale e di riportare alla vita queste terre fertili e ricche di storia. Per questo riteniamo indispensabile unire le forze, superare gli steccati ideologici e anche politici al fine di lavorare insieme per realizzare questo progetto e creare nuove opportunità per la nostra comunità, rispettando l’ambiente e valorizzando veramente le risorse del nostro territorio”.

Gianni Martinelli (capogruppo Noi Riformiamo Alghero)

Alghero, torna il Centro Estivo BollaBalena: l’estate come percorso educativo

ALGHERO – Con l’arrivo della bella stagione, Alghero si conferma una città a misura di bambino grazie alla ripartenza di BollaBalena, il centro estivo (per bambini e ragazzi dai 3 ai 13 anni) che da anni rappresenta un punto di riferimento per le famiglie del territorio. Situato nella splendida cornice di viale Primo Maggio, tra le acque cristalline del mare e l’ombra rigenerante della pineta di Maria Pia, il centro non è solo un luogo di svago, ma un vero e proprio progetto pedagogico all’avanguardia. La filosofia di BollaBalena mette al centro il bambino e il suo naturale bisogno di scoperta. Lontano dai ritmi scolastici, ma con una finalità educativa ben precisa, il centro propone un ambiente “nutriente e stimolante” dove l’apprendimento avviene attraverso l’autoapprendimento e il gioco. “Educhiamo alla sensibilità e alleniamo i sensi per meglio comprendere la realtà”, spiegano gli organizzatori. Il metodo si basa sulla disciplina positiva e sul rispetto dei tempi di ogni individuo, favorendo lo sviluppo dell’indipendenza, della fiducia in sé e della socializzazione. A fare la diƯerenza è l’elevata professionalità del team. Il coordinamento è aƯidato alla Dott.ssa Alessandra Malatesta (Pedagogista ed Educatrice Professionale) e alla Dott.ssa Giovanna Demartis (Educatrice Professionale), aƯiancate da un gruppo multidisciplinare composto da educatori qualificati, assistenti all’infanzia, operatori sportivi. Questa varietà di competenze garantisce un’attenzione costante ai bisogni di ogni fascia d’età: dai più piccoli del BollaBalena (3-5 anni) ai ragazzi del Teen Camp (6-14 anni), con una particolare attenzione anche all’inclusione di bambini con disabilità. La giornata tipo di BollaBalena è un equilibrio perfetto tra movimento e creatività. Le attività spaziano dal gioco-nuoto e lo yoga per bambini, fino ai laboratori artistici e creativi. Non mancano momenti dedicati alla lettura e alla sperimentazione scientifica. Il tutto si svolge all’aperto, valorizzando il legame con la natura e il rispetto per l’ambiente. L’obiettivo principale di BollaBalena è oƯrire ai bambini un’estate indimenticabile, ma anche sostenere le famiglie con un servizio aƯidabile e di qualità. Qui il divertimento diventa lo strumento per esplorare il mondo, costruire relazioni sane con i coetanei e scoprire i propri talenti in un clima di sicurezza e benessere. Le iscrizioni per la stagione estiva sono già aperte (dal 15 giugno al 28 agosto). Per riservare un posto o richiedere maggiori informazioni, è possibile consultare il sito uƯiciale www.bollabalena.it, dove è disponibile il modulo di iscrizione online, oppure contattare direttamente la segreteria al numero 331 5848776 o via email all’indirizzo info@bollabalena.it

Dall’Aeroporto all’ingresso di Alghero: tragitto nella “selva oscura”

ALGHERO – Era il dicembre del 2024 quando, finalmente, dopo una sequela infinita di articoli, segnalazioni, etc, la strada per l’aeroporto, o meglio, una (piccola) parte di essa, era stata illuminata. Non da un accadimento ultraterreno, ma grazie al posizionamento di una serie pali in entrambi i lati della carreggiata.

Trattandosi di strada provinciale, i lavori furono realizzati da Palazzo Sciuti. Ma, a distanza di un anno e mezzo circa siamo punto e a capo: la porzione tra lo scalo e la “variante del Calich” rimpiombati nel buio. Ovviamente anche il resto del collegamento che conduce alla rotatoria dei Due Mari non ha alcuna illuminazione. Ma non solo.

Una volta che si lascia l’aeroporto e ci si dirige verso Alghero, o ancora peggio verso le borgate e “4 corsie”, sembra di addentrarsi in “una selva oscura”: verde selvaggio, segnaletica carente e, come detto, buio pesto.  Un tragitto nella “selva oscura” non privo di pericoli vista la mole del traffico (auto private, noleggiate, taxi e altri veicoli) e anche la presenza di pedoni e fermate degli autobus.

E’ vero gli enti interessati sono diversi: Anas, Provincia e, il tratto finale che arriva fino all’ingresso della città catalana, Comune. Ma essendo l’Aeroporto di Alghero e trattandosi di uno dei due ingressi principali nella Riviera del Corallo, bisognerebbe fare in modo che queste lacune vengano sanate. Perché è indecente e vergognoso percorrere quel tratto viario per una località turistica che fa del decoro e della bellezza una delle sue principali carte

Riformatori Sardi: “Serve subito il piano vaccinale contro il rischio epidemie”

CAGLIARI – Un intervento urgente per prevenire una nuova emergenza sanitaria nel comparto zootecnico sardo. È quanto chiede Aldo Salaris, che ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale sulla necessità di avviare immediatamente la campagna vaccinale contro la dermatite nodulare bovina (LSD) e di rafforzare i servizi veterinari delle ASL.

Il settore ovino e bovino rappresenta uno dei pilastri dell’economia e della cultura della Sardegna, ma è sempre più esposto a minacce sanitarie che rischiano di mettere in ginocchio allevatori e imprese. Dopo gli effetti devastanti della Blue Tongue, che continua a colpire ciclicamente il territorio, cresce ora la preoccupazione per la diffusione della LSD, una patologia capace di provocare gravi danni economici, tra blocchi alle esportazioni e costi di gestione dei focolai.

«In Spagna sono già stati rilevati dei focolai di LSD – sottolinea Salaris – soprattutto per questo è necessario intensificare le attività di sorveglianza potenziando i servizi veterinari sul territorio, anche per riconoscere anticipatamente eventuali altri virus che stanno circolando nei Balcani e in Grecia. L’unico strumento efficace per evitare abbattimenti di massa e perdite insostenibili è la prevenzione. Ma la vaccinazione deve partire subito, prima del picco di attività degli insetti vettori. Ogni ritardo rischia di compromettere l’intero sistema».

L’interrogazione punta anche il dito contro la cronica carenza di personale nei servizi veterinari delle ASL, già oggi sotto pressione tra emergenze e attività ordinarie. Senza un potenziamento straordinario, il sistema rischia di non reggere l’urto di nuove epidemie.

Nel dettaglio, Salaris chiede alla Presidente della Regione tempi certi per l’avvio della campagna vaccinale 2026 contro la LSD, garanzie sull’approvvigionamento delle dosi necessarie, l’attivazione di procedure straordinarie per assumere personale veterinario e amministrativo, misure concrete per il contrasto agli insetti vettori e interventi di ristoro economico per gli allevatori colpiti.

«Nel 2025 la dermatite nodulare contagiosa è stata arginata grazie ad una campagna di vaccinazione massiva e allo straordinario lavoro dei servizi veterinari e degli allevatori, e oggi non possiamo permetterci di rincorrere le emergenze – conclude – Serve una strategia preventiva, risorse adeguate e una macchina organizzativa efficiente. Difendere il patrimonio zootecnico significa difendere una parte fondamentale dell’identità e dell’economia della Sardegna»

“Catalana Baseball, l’Amministrazione intervenga con azioni immediate”

ALGHERO – «Quanto sta accadendo alla Catalana Baseball & Softball Alghero è semplicemente inaccettabile. Siamo di fronte a un atteggiamento incomprensibile da parte della Federazione, che rischia di cancellare decenni di sacrifici, passione e risultati di una società che rappresenta una pietra miliare dello sport sardo e nazionale». Lo dichiara il capogruppo consiliare di Forza Italia Alghero.

«È una situazione paradossale, per certi versi kafkiana: ostacoli che nulla hanno a che vedere con la pratica sportiva e con i prestigiosi risultati ottenuti stanno impedendo la prosecuzione nel campionato conquistato sul campo. Una rigidità burocratica che mortifica il merito e ignora le oggettive difficoltà legate all’insularità».
«Prendiamo atto delle dichiarazioni dell’Amministrazione comunale, che si limita ad auspicare una soluzione della vicenda. Ma oggi non è più il tempo degli auspici: è necessario un cambio di passo, con azioni concrete, determinate e incisive».
«Auspichiamo che l’Amministrazione si faccia parte attiva e protagonista, sostenendo con forza le ragioni della società sportiva e intervenendo con decisione presso la Federazione affinché vengano riconosciuti non solo i meriti sportivi della Catalana, ma anche il valore sociale, educativo e culturale che essa rappresenta per la nostra comunità».
«Lo sport, soprattutto in realtà come la nostra, non è soltanto competizione: è crescita, formazione delle nuove generazioni, presidio sociale e culturale. Colpire una società come la Catalana significa indebolire un intero sistema che da oltre cinquant’anni contribuisce allo sviluppo sano della nostra comunità».
«Per questo auspichiamo che l’Amministrazione abbandoni un approccio attendista e metta in campo iniziative forti, anche ai massimi livelli istituzionali, per ottenere dalla Federazione un ripensamento immediato. È in gioco non solo il futuro della Catalana Baseball, ma la credibilità delle istituzioni nel difendere chi, con sacrificio, tiene vivo lo sport in Sardegna».
Lo ha dichiarato Marco Tedde, capogruppo di Forza Italia Alghero

Catalana Baseball, le parole del sindaco Cacciotto

ALGHERO – “L’Amministrazione comunale esprime piena e compiuta solidarietà alla ASD Catalana Baseball & Softball Alghero, al presidente, ai dirigenti, a tutti i tesserati e gli appassionati di questa disciplina sportiva.
Da sempre la società e il movimento sono espressione autentica dei valori dello sport,  fatto con passione e con finalità educative e sociali. Ancora fresco e vivo nella mente è il ricordo del recente Torneo delle Regioni che ha portato ad Alghero e in Sardegna tanti giovani da diverse parti d’Italia a condividere sport, amicizia, lealtà e convivialità e che hanno testimoniato quanto la Sardegna sia terra ospitale e accogliente.
Gli ostacoli che nulla hanno a che vedere con la pratica sportiva e con i prestigiosi risultati ottenuti, che oggi impediscono la prosecuzione nel campionato conquistato sul campo, si auspica che siano superati con il buon senso e con una Federazione presente e attenta nell’affermare il merito e la passione, nel riconoscere gli sforzi e gli oneri da parte di chi, più di altri, fa sport in Sardegna con costi e oneri da sostenere per disputare campionati nazionali.
L’Amministrazione comunale, così come fatto finora, sosterrà con determinazione la ASD Catalana Baseball & Softball Alghero anche in questo percorso di rilancio e in ogni azione finalizzata a superare le criticità odierne, fiduciosi  che il diamante di Maria Pia continuerà a brillare con l’entusiasmo e la passione di sempre”.
Raimondo Cacciotto (Sindaco di Alghero)

Futuro di Sant’Agostino, incontro con l’Amministrazione

ALGHERO – Il Comitato Area Sant’Agostino invita i residenti a partecipare a un importante momento di confronto pubblico dedicato al futuro del quartiere. L’incontro, previsto per lunedì 13 aprile alle ore 17:00, vedrà la partecipazione del Sindaco, degli Assessori competenti e dei tecnici incaricati, per illustrare i progetti di riqualificazione che interesseranno il cuore storico e popolare del quartiere. ​L’attenzione sarà rivolta in primis al primo lotto, ovvero l’area di Largo Nunzio Costantino. Si tratta di un intervento ormai prossimo all’apertura del cantiere. Durante l’incontro verrà proiettato il progetto definitivo, spiegato il programma dei lavori e illustrato come si trasformerà questo spazio urbano cruciale per la vita sociale del quartiere. ​La vera sfida riguarda però gli altri lotti di intervento, che comprendono la restante parte di Largo Nunzio Costantino, Largo Guillot, Largo Ballero e Largo Era. Per queste aree, l’Amministrazione Comunale con la collaborazione del Comitato Area, intende avviare un percorso di confronto con i residenti del quartiere, per ragionare insieme sulla vivibilità e sulla qualità degli spazi e raccogliere bisogni e desideri sul futuro di quest’area, utili ad uno sviluppo definitivo del progetto, capace di interpretare le aspettative di chi ogni giorno vive il quartiere. “È un’opportunità irripetibile per il nostro quartiere,” dichiara Luca Pais, segretario del Comitato Area Sant’Agostino. “Vogliamo che le opere rispondano alle reali esigenze di chi abita questi spazi. Per questo facciamo appello a tutti i residenti: partecipate numerosi, perché il futuro di Sant’Agostino passa anche dalle vostre proposte.”

“Sanità, dalla Todde tanti inglesismi e pochi fatti: la realtà è un’altra”

ALGHERO  – “Apprendiamo della nascita del piano contro il sovraffollamento per i Pronto Soccorso
dell’Isola targato Todde. Un insieme di linee guida che sperano di migliorare l’efficienza
ospedaliera con una regia centralizzata dei processi assistenziali.
Una sequela di acronimi e inglesismi, tra le innovazioni figurano l’istituzione delle UCRAS
(Unità di Crisi Aziendale) e l’introduzione del Bed Management, il Fast Track per ridurre il
boarding e via discorrendo.
Sulla carta una vera e propria rivoluzione. Tuttavia non possiamo non sottolineare come allo
stato attuale, queste restino semplici linee guida, che dovranno essere attuate dalle aziende
sanitarie.
Ed è proprio qui che sorgono le nostre perplessità: come potranno le aziende affrontare
questa sfida mentre la stagione estiva è ormai alle porte?
In un contesto segnato dalla fuga dei professionisti, dalla grave carenza di personale, dalla
disparità di trattamento economico tra medici a gettone e personale strutturato, ci chiediamo
con quali risorse umane, dotazioni e spazi si intenda far fronte al prevedibile e significativo
aumento degli accessi ai Pronto Soccorso dell’Isola.
Il rischio è che ci si trovi ancora una volta, di fronte alla solita ricetta fatta di parole e buone
intenzioni. Il tipico “armiamoci e partite”. Temiamo che a livello regionale, non vi sia una
piena consapevolezza della realtà quotidiana vissuta nei reparti. Continuano infatti a essere
proposte linee guida che nei fatti non vedranno mai la luce. Un esempio su tutti le linee
guida sullo STEN neonatale, che dopo oltre due anni prendono polvere in un cassetto
senza essere mai state atuate.
Per questo motivo rivolgiamo un invito alla Presidente Todde, alle parole seguano finalmente
i fatti.
Nel prossimo futuro avremo modo di verificare se quanto annunciato si tradurrà realmente in
un miglioramento concreto dei servizi sanitari e in una risposta efficace ai bisogni dei
cittadini”.

Per Prima Alghero

Massimiliano Fadda