Projectat a Ribes L’Alguer: un pentagrama com un carrer

Plataforma per la Llengua ha organitzat a Ribes, al Garraf, la projecció del documentari
sobre la situació del català a l’Alguer. La projecció ha comptat de la presència de Roger
Cassany, director del documentari, i Irene Coghene, delegada de Plataforma per la Llengua
a l’Alguer
Aqueix dimarts, 13 de setembre, Plataforma per la Llengua i l’Entitat Social i Esportiva GER han
organitzat una projecció del documentari L’Alguer: un pentagrama com un carrer al municipi
garrafenc de Ribes (Catalunya). L’acte ha comptat dels intervents de Roger Cassany, director del
documentari, i Irene Coghene, delegada de Plataforma per la Llengua a l’Alguer.
Lo documentari datat l’any 2018 i s’aproxima al paper que juga la cançó algueresa en lo
manteniment de la llengua catalana a la ciutat. Mentre en los darrers cinquanta anys l’ús del català
ha perdut terrè a l’Alguer i la transmissió generacional de la llengua és en disminució, lo català
encara és important en les cançons populars, que continuen essent assai vives. Per això, les
cançons són una de les esperances més grans pel futur de la llengua i lo documentari se
pregunta si la poden salvar.
Cassany i Coghene són intervenguts després de la projecció per explicar com és anat lo procés
de producció, rodatge i presentació del documental, que és estat impulsat conjuntament amb el
llibre-disc Mans Manetes. L’Alguer: paraules, cançons i veus de minyons. Totes dues iniciatives
han donat una espenta sense precedents a l’ús del català entre la populació més jove de la ciutat i
tants catalanoparlants de la resta del domini lingüístic han redescobert l’Alguer.
A més de parlar del documentari, Irene Coghene també ha explicat qual és la situació actual de la
llengua a la ciutat i la feina que, de diversos anys, porta envant Plataforma per la Llengua a
través dels voluntaris i d’una delegació pròpia.
L’acte de dimarts forma part de la programació especial de celebració del 50è aniversari del GER,
una associació ribetana que s’és destacada per la defensa i la promoció de la llengua catalana
durant mig segle, i que ha impulsat iniciatives com lo Festival de Música Electrònica i Experimental
Aborigen FONA.


L’Alguer: un pentagrama con un carrer proiettato a Ribes
Plataforma per la Llengua ha organizzato a Ribes, a la zona del Garraf, la proiezione del
documentario sulla situazione del catalano ad Alghero. Per la proiezione, presenti Roger
Cassany, regista del documentario, ed Irene Coghene, delegada de Plataforma per la
Llengua a l’Alguer
Martedì scorso, 13 settembre, Plataforma per la Llengua e l’Entitat Social i Esportiva GER hanno
organitzato la proiezione del documentario L’Alguer: un pentagrama com un carrer al municipi del
Garraf, Ribes (Catalogna). L’evento ha visto l’intervento di Roger Cassany, regista del
documentario, ed Irene Coghene, delegata della Plataforma per la Llengua a l’Alguer.
Il documentaio è datato nel 2018 e racconta il ruolo della canzone algheresa per il mantenimento
della lingua catalana in città. Mentre negli ultimi cinquanta anni l’uso del catalano ha perso terreno
ad Alghero e la trasmissione generazionale della lingua è in diminuzione, il catalano è ancora
presente nelle canzioni popolari, che continuano ad essere molto vive. Per questo motivo, le
canzoni sono una delle speranze più grandi per il futuro della lingua e il documentario si domanda
se la possono salvare.
Cassany e Coghene sono intervenuti dopo la proiezione per spiegare come sono andate le

riprese, la produzione e la presentazione del documentario, che è stato creato insieme con i libro-
disco Mans Manetes. L’Alguer: paraules, cançons i veus de minyons. Entrambe le iniziative hanno

dato un impulso senza precedenti all’uso del catalano tra gli algheresi piú giovani e molti
catalanoparlanti delle altre zone del dominio linguistico hanno riscoperto Alghero.
Oltre a parlare del documentario, Irene Coghene ha parlato della situazione attuale della lingua in
città e del lavoro che, da diversi anni, conduce Plataforma per la Llengua attraverso i voluntari e la
sua delegazione.
L’evento di martedì fa parte di una programmazione speciale per la celebrazione del 50°
anniversario del GER, un’associazione ribetana che si è distinta per la difesa e la promozione della
lingua catalana durante mezzo secolo, e che ha creato tante iniziative come il Festival de Música
Electrònica i Experimental Aborigen FONA.

“Lega, pronti a sostituire chi ha lasciato il partito”

ALGHERO – «Il nostro partito in Sardegna è una realtà che da anni si sta strutturando nei vari comuni del territorio, mentre la politica nazionale è in continua mutazione calata in un processo di trasformazione difficile da seguire e da prendere come modello utile per generare una proposta di carattere regionale. Ci siamo trovati dopo il successo elettorale del 2019 a dover affrontare come tutti la situazione indotta dalla pandemia e questo non ha giovato alla organizzazione delle varie realtà operative nell’isola. Oggi assistiamo in diverse città compresa la nostra a dimissioni dei coordinatori e questo non può che nascere da una motivazione che risiede nella crescita delle ambizioni di ognuno di noi o nei nostri impegni lavorativi ai quali non possiamo sottrarci». Cosi Monica Chessa, responsabile regionale del dipartimento Pari Opportunità della Lega, a seguito delle ultime notizie sugli addii al partito da parte di alcuni dirigenti (tra cui il commissario cittadino e provinciale Cubeddu) e l’assessore Todde.

«Non sempre nella vita assumiamo un ruolo conoscendone a fondo il significato e a volte questo può interferire con la nostra vita privata alla quale non sapevamo di dover sottrarre molto più tempo di quello che avevamo stimato. Pertanto molti di noi militanti proprio a causa di quella emergenza sanitaria che ci ha visti sfumare due anni davanti agli occhi e dei nuovi costi che la vita di oggi richiede hanno dovuto rivedere la modalità di spendita del proprio tempo e impegnare ogni momento al lavoro dovendo rinunciare ad una politica di prima fila. Ci sono tantissime persone già disponibili a sostituire chi ha dovuto rinunciare, i nostri militanti sono sempre di più e sono in grado di prendere in mano la situazione per tenere sempre in alto la nostra bandiera. Io che l’ho svolto per un anno il ruolo di coordinatrice ho fatto una esperienza molto importante ricca di occasioni formative ed è normale che chi, in questo momento, dovesse assumerlo come incarico dovrà essere preparato a dedicarcisi con il massimo della disponibilità e della dedizione perché è solo così che si potrà dare continuità al lavoro di organizzazione svolto a livello locale».

«Questa ricetta dovrà essere adottata nel resto del territorio regionale per poi arrivare alla stagione di congressi politici necessari alla nomina degli stati generali della futura Lega per la Sardegna. Comunque, la Lega è sempre più forte e in Sardegna questo fatto si sente. La gente è sempre più convinta che ci vogliano azioni di governo importanti come in questo momento elettorale si stanno promuovendo dando voce alle criticità dalle quali possiamo liberarci con la giusta azione di chi è capace di assumersi l’onere di risolverle senza ripiegare su finti problemi superabili. Per questo è fondamentale uscire di casa e andare a votare per un cambiamento troppo importante e non rimandabile» chiude la responsabile regionale del dipartimento Pari Opportunità della Lega, l’algherese Monica Chessa

Fungo rischia di colpire anche le piante di ulivo, Forza Italia chiede intervento

CAGLIARI – “Occorre mettere in campo misure urgenti  per arrestare la diffusione della specie patogena di Phytophthora Bilorban che rischia colpire anche le piante di ulivo”. Così con l’interrogazione presentata oggi al Presidente della Regione i consiglieri regionali di Forza Italia Tedde, Cocciu e Cera chiedono di contrastare l’epidemia provocata da un fungo di origine australiana, la  Phytophthora Bilorbang,  che sta aggredendo le radici di decine di migliaia di olivastri nei territori di Paulilatino, Bauladu, Abbasanta e di alcuni centri del Guilcer e si teme possa aggredire anche le piante di ulivo. Secondo Tedde il ritardo nell’affrontare il fungo rischia di precipitare la Sardegna in un disastro simile a quello avvenuto in   Puglia, dove le dispute tra comunità scientifica, politica, coltivatori e  unione Europea hanno causato lungaggini e tentennamenti che hanno condotto a perdere la guerra contro il batterio della Xylella. Solo in Provincia di Lecce sono  andati perse 3 piante su 4 con il crollo del 75 percento della produzione di olio di oliva e con gli agricoltori senza reddito da ormai 8 anni, milioni di ulivi secchi, frantoi svenduti a pezzi in Grecia, Marocco e Tunisia e cinquemila posti di lavoro persi nella filiera dell’olio extravergine di oliva. “Servono misure urgenti per arrestare la diffusione della specie patogena e il coinvolgimento della competente Commissione consiliare e del Consiglio regionale al fine di stanziare le necessarie risorse e individuare e dispiegare efficaci interventi a tutela di questa tradizione millenaria -chiudono Tedde, Cocciu e Cera-“.

Aerei, troppi tagli nei mesi non estivi: importante (ri)avere più tratte estere

ALGHERO – Un doppio colpo: alla mobilità dei sardi e al turismo. Questo rappresenta il drastico taglio dei voli che si abbatterà sul Nord Sardegna da ottobre fino alla prossima primavera. Nonostante da più parti, in particolare da numerosi amministratori, sia sia detto in questi mesi che il sovrffollamento dei mesi più caldi doveva trovare uno “sfogo” anche in bassa stagione, niente. Alghero e Olbia si trovano, salvo decisioni repentine, ad avere un calo spaventoso nei collegamenti aerei, soprattutto con l’estero.

Sul versante turistico questa situazione va ad inficiare lo sforzo messo in campo dai Comuni e dai vari Enti nell’organizzare e proporre eventi, manifestazioni e quant’altro che alla fine vedrebbero come unico referente il pubblico locale. Negli anni passati, quando nacquero alcuni dei maggiori format di attrazione, anche nei mesi invernali si potevano contare numerosi collegamenti aerei e diversi anche coi paesi esteri. Condizione che permetteva di poter azzardare anche con eventi che potessero avere una ricaduta importante e utile, come detto, a cercare di ampliare la stagione o meglio fare numeri importanti anche nelle altre stagioni. In particolare, oltre aumentare le presenze di Ottobre anche implementare le stesse dai primi di Marzo.

Altro discorso, non meno importante, quello della mobilità dei residenti. Durante l’ultimo ventennio lo sbarco delle “low-cost” (oramai sempre meno “a basso costo”) fu un’eccezionale viatico per poter viaggiare in Italia e oltre. Di fatto le numerose tratte delle compagnie extra-continuità svolsero il prezioso ruolo di soccorso alla indispensabile mobilità dei sardi anche le località internazionali. Per lavoro, studio, salute e anche svago hanno rappresentato, e rappresentano quando ancora possibile, un’opzione essenziale per potersi muovere in base alle diverse esigenze.

I tagli emersi in questi giorni che hanno visto anche l’intervento del consigliere comunale Pietro Sartore e pure dei sindacati, ovviamente con relative condanne rispetto a tali scelte, non fanno per niente bene all’Isola e ancora meno al Nord-Ovest anche in considerazione del fatto che proprio con la ripartenza della stagione si parlò proprio di porsi come obiettivo l’allungamento della stagione. Certo, è vero, c’è l’impennata delle materie prime e la crescita dei costi, ma passare da diverse tratte per l’estero a solo una (Vienna), c’è una bella differenza. Ad oggi, infatti, sono questi i collegamenti previsti dal 30 ottobre in avanti Bari (bisettimanale il martedì e sabato), Bologna (a novembre solo il venerdì, da dicembre anche la domenica), Milano Malpensa (giovedì e domenica), Bergamo (sei giorni su sette), Napoli (il giovedì e la domenica), Pisa (bisettimanale il venerdì me la domenica), Treviso (il giovedì, il sabato e la domenica). Come si evince, a parte la capitale austrica, non ci sono collegamenti con l’estero.

In Sardegna torna il surf al top: al via il Marinedda Open Short, c’è anche Porcella

MARINEDDA – Ancora il grande surf, per la terza volta in questa estate 2022, e ancora una volta in una delle spiagge-regine per questa disciplina olimpica. Alla Marinedda, insenatura di Isola Rossa in Sardegna, domenica si terrà l’ultimo appuntamento del MarineddaBay Trilogy, il tris di eventi messo a punto dall’associazione sportiva MarineddaBay con il patrocinio del Comune di Trinità d’Agultu. Si tratta della gara più longeva in Italia, e anche tra le più attese ed ambite: quest’anno tornerà come atleta e ospite Francisco Porcella, fresco vincitore del massimo riconoscimento per gli specialisti delle grandi onde. 

L’ultimo sguardo al meteo non ha lasciato dubbi. Dopo un’estate altalenante, molto calda e particolarmente povera di mareggiate e di onde, si affaccia nuovamente il maestrale sulle coste della Sardegna. Una perturbazione consistente che ha convinto il team del Marineddabay ad accendere il semaforo verde e chiamare a raccolta i migliori surfisti in Italia per quella che si prospetta come una gara spettacolare. Marinedda, la spiaggia incastonata tra le rocce di porfido di Isola Rossa nel nord dell’Isola, è infatti teatro sin dal 2004 di una competizione che ha tradizionalmente attratto atleti di alto calibro come Leonardo Fioravanti ed Eric Rebiere. E così sarà ancora: domenica 18 settembre, dalla mattina sino al tramonto, i migliori surfisti della Penisola dovranno affrontare onde belle ma impegnative e contendersi il titolo del Marinedda Open Short. Ci sarà anche un atleta e ospite d’eccezione: Francisco Porcella, il big wave rider sardo-hawaiano, una leggenda nel surf e soprattutto nel mondo del big wave riding, quella cerchia elitaria di surfisti cacciatori delle onde più grandi del pianeta. Porcella, classe 1986, già vincitore alla Marinedda nel 2012, è stato consacrato a luglio con il premio di “Ride of the Year” (la surfata dell’anno) al WSL Big wave awards, gli oscar del surf, per un’onda gigante surfata a Maui.

Insieme a Porcella ci saranno decine di surfisti, tra questi i gemelli Gavino e Davide Dettori, alcuni atleti in arrivo dalla Toscana e dalla Liguria e anche surfiste che da tempo sono nel circuito italiano, come Victoria Backhaus (che fa parte della nazionale juniores) e Francesca Lari. In palio ci sarà il montepremi offerto da Alibi, Sardegna House, Xcel wetsuit, Hurley, MarineddaBeer e il Sagittario.

 “Ci aspettiamo onde grandi e condizioni buone – dichiarano dall’associazione sportiva MarineddaBay – sabato sono previsti quattro metri, che si assesteranno sui due metri abbondanti la mattina di domenica, distesi e pettinati dal vento da terra, cioè la condizione ideale per i surfisti”.  L’evento sarà a numero chiuso: per partecipare si può mandare una mail a contest@marineddabay.com. Sarà possibile formalizzare la propria partecipazione anche domenica sul campo gara sino alle ore nove.

Impianto eolico al largo di Capo Caccia, osservazioni e opposizioni dell’Azienda speciale Parco di Porto Conte

ALGHERO – L’Azienda speciale Parco di Porto Conte trasmette alla Capitaneria di Porto di Porto Torres il documento con cui certifica le motivazioni ambientali per la propria opposizione al rilascio della concessione demaniale marittima di durata trentennale richiesta dalla società Avenhexicon S.r.l. per la realizzazione di un impianto eolico ubicato al largo di Capo Caccia.

Sono solide e circostanziaste dal punto di vista tecnico-giuridico le motivazioni ambientali con cui l’Azienda speciale Parco di Porto Conte si oppone al rilascio della concessione demaniale marittima per la realizzazione di un impianto eolico off shore al largo di Capo Caccia. Attraverso un documento tecnico (in allegato al presente comunicato) firmato dal Presidente Raimondo Tilloca l’Ente con sede a Tramariglio elenca tutta una serie di osservazioni finalizzate a sostenere la tesi di opposizione al progetto denominato “Sardinia North-West”. La nota di opposizione è stata inviata alla Capitaneria di Porto di Porto Torres incaricata dal Governo nazionale di effettuare un vaglio preliminare sia in ordine alla sicurezza della navigazione che alla compatibilità delle strutture costituenti l’impianto con le altre attività.

In primo luogo il Parco sottolinea che per le notevoli implicazioni di influenza diretta ed indiretta che l’impianto potrebbe esercitate su aree di protezione ambientale di rilevanza europea (Rete Natura 2000) che insistono nel territorio di competenza del Parco di Porto Conte e della AMP di Capo Caccia-Isola Piana la proposta di intervento deve essere necessariamente sottoposta in via preliminare ad una valutazione di incidenza ambientale (VINCA), i cui esiti per il Parco appaiono scontati. In base alle direttive europee, infatti, visto che l’area richiesta in concessione possiede caratteristiche rilevanti ai fini della conservazione dell’ambiente naturale in relazione alla presenza al suo interno – o in un suo intorno di influenza – di aree protette di livello europeo, ciò origina una condizione per cui qualunque intervento non direttamente connesso alla conservazione del sito debba essere preventivamente sottoposto ad idonea valutazione di incidenza ambientale. La VINCA prescinde dunque, nella sua applicazione, dal fatto che l’area richiesta in concessione sia a circa 10 miglia nautiche dal margine esterno della ZSC ITB 010042 (area della rete Natura 2000 di pertinenza dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte). Per le ragioni contenute nella nota del Parco, infatti, l’investimento, nonostante la distanza dalla costa, avrebbe comunque una influenza rilevante su habitat e specie protette della ZSC ITB 010042. Ed in ogni caso il cavo sottomarino di collegamento dell’impianto a terra e quello terrestre di collegamento da Alghero a Fiume Santo andrebbero ad interferire direttamente su habitat e specie dell’area Parco e della più ampia area protetta ZSC ITB 010042. Nel caso in argomento la valutazione di incidenza ambientale (VINCA) non è stata contemplata nel crono programma proposto dalla società Avenhexicon S.r.l, e la stessa VINCA è una procedura da considerare distinta dalla valutazione di impatto ambientale (VIA).

Il punto centrale delle argomentazioni di opposizione formulate dal Parco è quindi legato alle interferenze esterne ed interne all’area protetta; queste ultime sono da ricondurre ai tracciati del cavidotto sommerso che passerebbe all’interno della ZSC ITB 010042 ed interferirebbe con gli habitat di interesse comunitario prioritario del coralligero e della prateria di posidonia, mentre il cavidotto terrestre intercetterebbe il margine orientale della stessa ZSC all’altezza della laguna del Calich con evidenti conseguenze per gli habitat e le specie della stessa laguna.

Ma l’aspetto più rilevante e sostanziale delle argomentazione di opposizione dell’Ente Parco attiene al fatto che lo specchio acqueo al largo di Capo Caccia che conterrebbe al proprio interno le 27 pale eoliche su strutture di fondazione galleggianti, benchè esterno alla ZSC ITB 010042 rappresenta un’importante area di foraggiamento durante il periodo riproduttivo per almeno due specie di procellariformi inclusi nell’all. I della Direttiva 2009/147/CE che nidificano all’interno della ZSC ITB 010042: l’uccello delle tempeste e la berta maggiore. Non si tratta di una mera ipotesi, ma di tracciati precisi ed oggettivi (riportati con dovizia di particolari nella nota del Parco), monitorati dal Parco in collaborazione con ISPRA, ed ottenuti grazie ai GPS posizionati su diversi esemplari delle due specie. In conclusione, pertanto, esistono per l’Ente Parco oggettive argomentazioni di tipo conservazionistico, sostenute dal quadro regolamentare europeo, per una fondata opposizione alla realizzazione del progetto in argomento.

Tragedia Moby, ci fu una terza nave. Le parole di Solinas

CAGLIARI – “È un dolore profondo, una ferita insanabile, quella che oggi, pur nel riconoscimento dell’importante lavoro svolto dalla Commissione d’inchiesta sulla Moby Prince, rivive in tutti noi, nei familiari delle vittime, in chi cerca la verità. Un dolore accentuato dalla morte dello stimato medico Angelo, figlio del comandante della Moby Prince, Ugo Chessa. È proprio guardando alle inaspettate conclusioni a cui l’organismo istituito per far luce sull’incidente è arrivato che ci sentiamo in dovere di continuare a prestare la massima attenzione. Il lavoro interrotto dallo scioglimento delle Camere deve proseguire all’insegna della ricerca della verità: è dovere del prossimo Parlamento fare luce sull’incidente più grave che dal dopoguerra a oggi ha interessato la Marina civile italiana”. Lo ha detto detto il Presidente della Regione Christian Solinas, in occasione della chiusura della Commissione parlamentare d’inchiesta sul disastro Moby Prince, il traghetto che il 10 aprile 1991 andò a impattare contro la petroliera Agip Abruzzo, nelle acque del porto di Livorno.

Turismo in Sardegna: AREUS proroga il Piano estivo del 118 al 30 settembre

ALGHERO – E’ stato prorogato sino al 30 settembre il Piano del Potenziamento estivo 2022 del Servizio Territoriale di Emergenza Urgenza del 118. Lo ha deciso la Direzione Generale dell’AREUS in considerazione dell’elevato afflusso turistico previsto per questo mese di settembre nelle principali località balneari.

Il Piano di potenziamento estivo, avviato lo scorso 15 giugno dall’Azienda Regionale per l’Emergenza Urgenza della Sardegna, ha permesso di ampliare e ottimizzare l’offerta dei servizi di soccorso in tutto il territorio.

Le Associazioni di Volontariato e le Cooperative Sociali, già convenzionate con AREUS, hanno garantito in questi primi 3 mesi l’estensione h24 dell’orario di attività prestato nelle zone costiere nelle quali è già operativo tutto l’anno il servizio di soccorso giornaliero. In più, sono state attivate, per tutto il periodo estivo, nuove postazioni 118 di base e infermieristiche in altre località balneari dell’isola.

Grazie alla proroga, la presenza di un presidio di soccorso nei principali centri costieri verrà garantito oltre la data inizialmente prevista del 15 settembre.

Nell’Asl di Cagliari i mezzi di soccorso saranno presenti fino al 30 settembre a Costa Rei nel Comune di Muravera e a Solanas località balneare di Sinnai. A Villasimius il servizio dell’ambulanza infermieristica continuerà H12 con orario dalle ore 9 alle 21 dal lunedì al venerdì e H 24 nel fine settimana a partire dalle ore 21 del venerdì alle ore 9 del lunedì così anche a Chia -Domus de Maria e a Decimomannu le postazioni saranno garantite tutti i giorni della settimana con orario 9-21.

Nell’Asl di Carbonia nelle località di Calasetta e Carloforte i mezzi di soccorso resteranno attivi h24.

Nel territorio dell’ASL di Oristano, la località di Is Aruttas verrà presidiata da una postazione di base dalle 8 alle 20 con partenza da Cabras.

Nel territorio di competenza dell’Asl di Sassari resteranno attive le postazioni di: Campanedda dalle ore 8 alle ore 20 e di Alghero- Fertilia dalla 8 alle 24. Ad Alghero città resterà attivo il Servizio Moto Base in H 12 dalle ore 8 alle ore 20.

Nell’Asl di Olbia la proroga riguarda i mezzi di soccorso di base h.24 di Porto Rotondo, Porto Cervo – Loc. Abbiadori, Costa Paradiso.

Sull’Isola di La Maddalena, a San Teodoro e a Santa Teresa per fronteggiare il continuo afflusso turistico della costa continueranno ad essere presenti ambulanze infermieristiche h. 24. La presenza dell’infermiere, infatti, consente la trasformazione da mezzo di soccorso di base a mezzo di soccorso avanzato, in grado di compiere tutte le attività previste dalla sua specifica formazione, potendo contare sul medico di Centrale Operativa 118, secondo i protocolli approvati e condivisi.

Nel territorio dell’Asl di Nuoro ad Orosei, il mezzo di base presterà servizio a Sos Alinos in h.24. A La Caletta-Siniscola il mezzo di soccorso di base presterà servizio dalle 8 alle 24 mentre a Cala Gonone – Dorgali il potenziamento estivo resterà attivo con servizio per tutto l’arco delle 24 ore.Il Piano di potenziamento può contare, inoltre, sull’ ausilio dell’Elisoccorso, fondamentale per l’isola soprattutto in questo periodo, attivabile dalle tre basi di Olbia, Alghero e Cagliari.

No all’impianto eolico a Capo Caccia, odg in Consiglio Comunale

ALGHERO – Ritorna in prima pagina il tema dell’impianto eolico off-shore che dovrebbe essere realizzato al largo di Capo Caccia. Dopo le opposizioni del Comune e Parco di Porto Conte, già rese note durante alcuni incontri pubblici, si deve registrare anche l’ordine del giorno dell’Udc, Riformatori e 5 Stelle con primo firmatario il capogruppo centrista Christian Mulas. Un documento che evidenzia come si debba “compiere ogni e qualsiasi azione utile al blocco della procedura di autorizzazione all’esecuzione del progetto sopra specificato; coinvolgere, con l’urgenza che il caso richiede, l’amministrazione regionale della Sardegna, affinché faccia valere le ragioni della nostra città e dell’intera Sardegna con l’utilizzo degli strumenti costituzionali e statutari atti a difendere i nostri territori da questa iniziativa imprenditoriale e rappresentare, presso le competenti sedi governative, la contrarietà del comune di Alghero alla realizzazione del progetto su emarginato se non condiviso con la comunità”.

 

ORDINE DEL GIORNO

Il Consiglio comunale di Alghero, alla luce dell’imponente numero di richieste di concessioni di specchi d’acqua del mare che circonda la Sardegna e, in particolar modo, con riferimento alla richiesta di concessione di specchi d’acqua del mare più prossimo alla città di Alghero per l’installazione dell’impianto eolico denominato Sardinia North West a cura della società Avenhexicon S.r.l.

CONSIDERATI

– La costituzione della repubblica italiana,

– Lo statuto della Regione autonoma della Sardegna,

– I propri programmi di sviluppo e di tutela del territorio comunale

PREMESSO

-Che la società “Avenhexicon S.r.l.“ ha presentato istanza di concessione marittima trentennale al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, finalizzata all’istallazione e all’esercizio di un parco eolico off shore di tipo floating, denominato “Sardinia North-West” per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. La richiesta riguarda il Mare di Sardegna Occidentale, al largo di Capo Caccia, per una superficie di 382 Kmq a 12 miglia nautiche sulla piattaforma continentale ed è costituito da 27 strutture galleggianti con un diametro complessivo di ciascuno di 310 metri ognuna con 2 aereogeneratori per un totale di 54 pale alte 177 MT al mozzo e 322 all’apice. L’ancoraggio su un fondale che va dai 300 ai 900 metri con sistemi da definire e con la realizzazione di un cavidotto di 41 km con terminale sul molo sopraflutto del porto di Alghero e attraversamento della città e collegamento sino alla Centrale di Fiumesanto, attraverso un cavidotto posto sotto terra della lunghezza di km 38 circa.

-Che i progetti di centrali eoliche offshore in argomento dovranno essere assoggettati a procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.), ai sensi del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i., nonché ai rispettivi e vincolanti procedimenti di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), con considerazione degli impatti cumulativi

-Che nel progetto presentato gli aerogeneratori insistono sul margine della piattaforma continentale, il cui fondale è compreso tra i 300 e i 1000 metri di batimetrica; che non vengono indicati i tipi di ancoraggio delle strutture eoliche galleggianti e che le stesse verranno successivamente calcolate tenendo conto della risposta dinamica dal carico combinato del vento e delle onde.

-Che non è stata definita la tipologia degli ormeggi e che le tecniche di ancoraggio più opportune verranno definiti “a valle di sondaggi geotecnici e geofisici e, pertanto, in funzione delle tipologie e della natura dei fondali “ e che comunque la tipologia di ancoraggio è importante dal punto di vista ambientale .

Che non è stato minimamente valutato l’impatto sulla fauna marina e che, alla profondità di progetto non si conoscono studi approfonditi per valutare l’impatto su organismi marini, in particolare sul coralligeno e sui cetacei.

-Che l’area oggetto di richiesta, nonostante la distanza dalla costa, è comunque inserita su una rotta migratoria degli uccelli tra Europa e Africa e che il complesso delle pale può essere confuso dall’avifauna migrante come una o più isole. Inoltre, per quanto riferito in analoghi progetti , si ipotizza un incremento dei pesci e, di conseguenza un richiamo per l’avifauna marina che potrebbe cadere nella trappola delle pale rotanti , per le quali non risultano previsti sistemi di dissuasione o di mitigazione

-Che, con riferimento poi al percorso del cavo sottomarino, in prossimità della costa incontrerebbe la prateria di Poseidonia, e che, al riguardo, non risultano nel progetto i metodi di posa ed eventuali sistemi di mitigazione.

-Che il percorso del cavo sottomarino , urbano ed extraurbano coincide esattamente con quello del progetto del Parco Eolico tra Capo Mannu e Capo Marrargiu.

-Che, a fronte di un numero imponente di futuri parchi eolici marini e terrestri, si ritiene che l’energia elettrica prodotta con lo sfruttamento del vento sarebbe esageratamente più consistente (fino a dieci volte tanto!) rispetto a quella necessaria alla comunità sarda ed al suo territorio regionale e che, pertanto, in questa logica la nostra isola e la nostra città sarebbero chiamate a pagare un prezzo altissimo in termini ambientali, paesistici e storico-culturali per garantire l’esecuzione di impianti che possono essere comodamente eseguiti nelle aree che consumeranno l’energia prodotta in detti impianti;

-Che le iniziative imprenditoriali, proposte secondo le procedure autorizzatorie innovate con il decreto-legge n. 77/2021, paiono porsi in netto contrasto con i precetti costituzionali dello Statuto della nostra regione e che nel progetto sopracitato non emerge utilità alcuna per la comunità algherese, pur a fronte del grande impatto ambientale, paesaggistico e storico-culturale che lo stesso avrebbe sulla comunità amministrata e che, se attuato così come presentato, il parco eolico costituirebbe una ingiustificata ed inaccettabile servitù energetica per la comunità algherese e per l’intero territorio della Sardegna

-Che, per quanto sopra, oltre al sensibile impatto ambientale, assolutamente tuttora non valutato, sarebbe oltremodo assurdo vincolare una così imponente estensione di aree demaniali, di mare territoriale e d’interesse nazionale per tempi lunghissimi (30 anni) in assenza di qualsiasi autorizzazione per la realizzazione e la gestione della progettata centrale eolica off shore, in violazione dell’obbligo di congrua motivazione vigente per qualsiasi atto amministrativo (art. 3 della legge n. 241/1990 e s.m.i.).

RICHIAMATE

Le osservazioni e l’opposizione al predetto progetto, come già ritualmente presentate avverso allo stesso dai comuni di Sassari, Porto Torres ed Alghero nell’agosto del corrente anno ed i cui contenuti sono da considerarsi come trasfusi, per farne parte integrante e sostanziale, nel presente ordine del giorno

EVIDENZIATO

-Che pare altresì doveroso segnalare come questa stagione si stia sempre più caratterizzando come il tempo delle espropriazioni delle rappresentanze popolari (non a caso, anche il Comune di Alghero viene a sapere di iniziative così rilevanti solo attraverso una formale comunicazione diramata da un ufficio dello Stato). Ovvero, nessuna verifica è stata fatta dal decisore statale circa la disponibilità della comunità locale a farsi carico degli esiti di un progetto così impattante sul territorio, sulla propria economia e sulla gente che in questo territorio vive ed opera.

-Che si rileva come un malinteso senso dell’efficienza circoli in determinati ambienti politico/aziendali romani, in base al quale poco importa se una comunità ha ragioni per non volere un progetto o per accettarne una sua versione corretta e modificata, sul principio che esso va accettato ed eseguito “a scatola chiusa”!

-Che con la scusa che “ce lo chiede l’Europa”, sembra che i comuni e le regioni debbano sottostare ad ogni apodittica decisione presa nelle stanze ministeriali romane, senza lamentarsi o presentare rimostranze. Anche quando, tanto per tornare a cose vecchie per la Sardegna, si occupa il territorio (abbiamo il 65% delle servitù militari italiane) o si riempiono le carceri di reclusi nel regime più restrittivo (pare che un terzo di questi reclusi in Italia sia ospitato nelle carceri sarde).

-Che pare giunto il tempo di dire basta e di chiarire, a quanti vogliono fare soldi invadendo mare e terra della nostra Isola, che non ci vanno bene queste modalità di intervento e che, piaccia o non piaccia, bisogna fare i conti con le comunità locali e con le loro esigenze di sviluppo e di tutela dei beni ambientali; apparendo così paradossale porre sistematicamente divieti, in Sardegna, anche per le più minuscole e ininfluenti realizzazioni e, poi, assistere a iniziative imponenti, che generano problematiche imponenti e, certamente, danni imponenti; le quali passano come graziose autorizzazioni romane.

Tutto ciò premesso, considerato e richiamato, impegna il Sindaco e il Consiglio Comunale

– A compiere ogni e qualsiasi azione utile al blocco della procedura di autorizzazione all’esecuzione del progetto sopra specificato;

– A coinvolgere, con l’urgenza che il caso richiede, l’amministrazione regionale della Sardegna, affinché faccia valere le ragioni della nostra città e dell’intera Sardegna con l’utilizzo degli strumenti costituzionali e statutari atti a difendere i nostri territori da questa iniziativa imprenditoriale;

– A rappresentare, presso le competenti sedi governative, la contrarietà del comune di Alghero alla realizzazione del progetto su emarginato se non condiviso con la comunità.

-Primo firmatario dell’Ordine del giorno, il Consigliere capogruppo dell’Udc Christian Mulas

F.to U.D.C … Christian Mulas

F.to Riformatori… Alberto Bamonti

F.to Movimento Cinque Stelle… M.Antonietta Alivesi

Toponomastica ad Alghero, riordino e nuove intitolazioni

ALGHERO – Un riordino generale della toponomastica in città e in alcune zone dell’agro è stato concluso in questi giorni su coordinamento dell’Assessore Emiliano Piras. Correzioni, nuove intitolazioni e modifiche, sono le principali attività che hanno caratterizzato questa fase nella quale, soprattutto, è stato necessario modificare alcune intestazioni sbagliate. Installati inoltre i cartelli nei giardini dedicati a Norma Cossetto a Fertilia  ed a Emanuela Loi, area fronte Ospedale Civile. E poi la zona di Mamuntanas e Ungias Galantè, con le denominazioni delle strade vicinali.  Corretti gli errori “storici” della della via Joan Palomba ( in luogo di Giuseppe Palomba)  e via Eivissa ( al posto di Elvissa). “Un lavoro che continua in diverse fasi – afferma l’Assessore alla Viabilità – e che sta progressivamente adempiendo alle deliberazioni della Commissione Toponomastica. Le operazioni  stanno proseguendo, in attuazione del programma che vuole andare incontro ai residenti, soprattutto dell’agro,  che hanno spesso lamentato i disagi causati dalla mancata denominazione delle strade”.