Ruba da un’auto e usa la carta di credito, donna in arresto
ALGHERO – La Polizia di Stato di Alghero ha dato esecuzione ad un Ordine di carcerazione emesso dal Magistrato di Sorveglianza di Sassari nei confronti di una donna, pregiudicata, che stava scontando un periodo in affidamento in prova al servizio sociale a seguito della commissione di vari reati, tra cui furto, sostituzione di persona, minacce ed atti persecutori.
Il provvedimento di sospensione ed il conseguente ordine di accompagnamento in carcere sono stati adottati a seguito del riscontro da parte degli Agenti del Commissariato di Alghero di gravi e reiterate violazioni commesse dalla donna durante il periodo della misura alternativa, prontamente segnalate all’A.G. dai Poliziotti.
In particolare, il personale della Squadra di Polizia Giudiziaria, che ha costantemente monitorato la donna durante tutto il periodo di affidamento in prova, ha riscontrato e segnalato all’A.G. che la stessa, in più occasioni, si è resa responsabile di plurime condotte delittuose quali, ad esempio, ricettazione per il possesso e occultamento di oro e denaro contante, provento di numerosi furti.
Inoltre, la donna è stata deferita per danneggiamento volontario di autovettura ed indebito utilizzo di carta di credito in quanto aveva effettuato prelievi non autorizzati presso istituti di credito durante l’espletamento dell’attività lavorativa, nello specifico assistenza domiciliare prestata ad anziani ed invalidi.
Altresì, nel periodo di affidamento in prova, la donna non aveva rispettato le prescrizioni del programma trattamentale, infine abbandonando l’attività di volontariato. Per i fatti di cui sopra, gli Agenti di Polizia hanno immediatamente rintracciato la donna nel Comune di Alghero, successivamente accompagnata presso l’Istituto penitenziario di Bancali per l’esecuzione della pena in regime carcerario.
“La vera decadenza è l’inadeguatezza della politica nel non ammettere i propri errori”
Slalom, l’algherese Roberto Idili conquista il campionato regionale
“Non hanno niente da esultare, la decadenza della Todde sussiste ancora”
ALGHERO -“Al di là della ogni ragionevole dubbio, pare proprio che la Presidente Todde e i suoi compagni abbiano sbagliato nell’esultare per la sentenza della Corte Costituzionale. La violazione che comporta la decadenza continua a sussistere. Nulla è cambiato. La Corte Costituzionale e il Tribunale pongono gli stessi principi in diritto sulle cause di decadenza, e il Tribunale anche in fatto relativamente al verificarsi della fattispecie di decadenza prevista dal comma 8, art. 15, L. 515/1993 (mancato deposito del rendiconto nonostante la diffida). Continuiamo ad attendere la Corte d’appello. Ma se il Giudice d’appello dovesse confermare il pronunciamento del Tribunale il cammino verso il provvedimento definitivo di decadenza, di competenza del Consiglio regionale, sarebbe spedito”.
Marco Tedde (Forza Italia)
Cimitero di Alghero, non solo degrado: esplode il “caso personale”
ALGHERO – “Ancora una volta i lavoratori del Cimitero comunale di Alghero, gestito dalla società Barbara B, si trovano a vivere una situazione inaccettabile. Da mesi, infatti, gli stipendi vengono erogati con forti ritardi, lasciando i dipendenti e le loro famiglie in una condizione di costante incertezza economica. Non solo: alle difficoltà retributive si aggiungono gravi carenze in materia di sicurezza sul lavoro. Gli operatori denunciano la mancanza di dispositivi di protezione individuale (DPI), strumenti di lavoro inadeguati e assenza di controlli efficaci sulle condizioni operative all’interno del cimitero. Una situazione che, oltre a essere inaccettabile sul piano umano e lavorativo, rappresenta un rischio concreto per la salute e l’incolumità dei lavoratori. Non è più tollerabile che chi svolge un servizio pubblico essenziale come quello cimiteriale venga trattato con tale disinteresse e mancanza di rispetto,” dichiara il Segretario Fiadel Stefano Delrio . “I lavoratori vogliono essere pagati puntualmente e ad operare in sicurezza, nel pieno rispetto delle norme e della dignità professionale.” Nonostante le numerose segnalazioni, la società Barbara B non ha fornito risposte chiare né ha intrapreso azioni risolutive. Il sindacato chiede con forza: il pagamento regolare delle spettanze mensili: Per la legittima difesa di chi lavora va messa in sicurezza del luogo di lavoro, con adeguamento alle norme vigenti. Se non arriveranno risposte concrete nell’immediato, siamo pronti a intraprendere tutte le forme di mobilitazione e denuncia pubblica necessarie. Non possiamo più tacere di fronte a un’ingiustizia che dura da troppo tempo. Il sindacato invita le istituzioni locali, i cittadini e gli organi di stampa a vigilare su questa vicenda e a sostenere la richiesta di trasparenza, legalità e rispetto dei lavoratori in un servizio di pubblica utilità come quello del cimitero cittadino”.
Stefano Delio, Fiadel
“Basta coi tagli alle scuole e stop ai dimensionamenti, la Todde si ribelli”
“Cap d’Any ed eventi, basta col passato: cambiamo strada”
“Forza Italia sempre dalla parte degli algheresi, Selva non legge neanche i suoi comunicati”
ALGHERO – “L’intolleranza verso l’azione di opposizione di Forza Italia dell’assessore dell’ambiente della Giunta Cacciotto crediamo possa essere giustificata solo dal fatto che non legge i comunicati che gli fanno sottoscrivere. Peraltro, la sua grande esperienza, posto che ha frequentato i banchi del Consiglio Comunale fin dai primi anni 90, quando noi non avevamo nemmeno iniziato ad “annusare” la politica, gli dovrebbe consentire di affrontare con sufficiente equilibrio e ponderazione la dialettica politica. Senza abusare di contumelie e argomenti politicamente improbabili. L’assessore dovrebbe ben sapere che il nostro ordinamento è retto da un principio democratico insopprimibile: chi vince le elezioni ha il diritto e il dovere, derivante dalla volontà popolare espressa alle urne, di amministrare il Comune. Parallelamente, le forze di opposizione mantengono il diritto e hanno il dovere, non meno importanti, di esercitare una critica serrata e un controllo rigoroso nell’interesse della comunità amministrata. E’ proprio il dovere che esercita e che continuerà ad esercitare con sempre maggiore impegno Forza Italia nell’interesse dei cittadini algheresi. Specie nei suoi confronti, posto che la sua azione si esaurisce in sterile e cadenzata propaganda. Rimane però ferma la preoccupante realtà: il futuro di Alghero e degli algheresi, minacciato da una evidente mancanza di “visione” dell’amministrazione in carica, dalla incapacità di progettare concentrandosi sulla soluzione dei problemi reali e dalla povertà di speranza. Il tutto condito da una propaganda ossessiva e sterile”, lo ha dichiarato il Gruppo consiliare di Forza Italia
“Landini indecente, incarna il peggio della supponenza ideologica”
ROMA – “Le parole pronunciate da Maurizio Landini contro il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni rappresentano uno dei punti più bassi mai toccati nel dibattito pubblico italiano”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera. “Non è solo un insulto sessista: è l’ennesima dimostrazione dell’arroganza di una certa cultura che predica rispetto e diritti mentre pratica disprezzo e violenza verbale. Landini è l’incarnazione peggiore di quella supponenza ideologica che non discute, ma aggredisce; che non confronta, ma delegittima; che pretende di rappresentare i lavoratori, ma ne tradisce il senso civico con comportamenti indegni. Un sindacalista che usa termini offensivi e degradanti per colpire la prima donna alla guida del Governo italiano non è un leader: è un irresponsabile. Chi per anni ha predicato moralismi, lezioni di civiltà e campagne contro il linguaggio d’odio, oggi si scopre portatore di un linguaggio medievale e volgare. E allora lo diciamo chiaramente: Landini è un obbrobrio culturale e morale. Ci aspettiamo, anzi, pretendiamo, che tutte le forze politiche, a partire dalla sinistra e dalle sedicenti paladine del femminismo militante, abbiano il coraggio di prendere posizione. Perché il silenzio, in queste ore, è già complicità. Il confronto politico può essere duro, ma non può diventare fango. Difendere la dignità delle istituzioni, e delle donne, non è una battaglia di parte. È una questione di civiltà. Adesso basta”. Ha concluso Cappellacci