ALGHERO – “L’impianto di trattamento della posidonia in esubero realizzato nel sito di San Marco ad Alghero è pienamente operativo, il lavoro non si è mai interrotto e prosegue, settimana dopo settimana, nel pieno rispetto degli accordi sottoscritti con Città Metropolitana, Comune di Alghero e ARPAS da cui è scaturito il relativo protocollo d’intesa. Non è esatto quindi sostenere che “tutto sembra essersi fermato”, considerato che i conferimenti di materiale proseguono fin dall’inaugurazione dell’impianto, il 5 maggio scorso. Il processo di trattamento, che ha gestito finora 900 tonnellate di rifiuti (posidonia e sabbia) in ingresso, prosegue infatti a prescindere dalla realizzazione dell’area di messa a riserva che, come peraltro ampiamente anticipato e dichiarato fin dall’apertura dell’impianto, sarà completata entro l’estate. Già a fine mese l’area di messa a riserva sarà portata a termine, consentendo quindi il trasporto della posidonia ancora presente sui litorali nel sito industriale algherese. D’altronde, la realizzazione dell’area non è connessa direttamente all’attività dell’impianto: strutture analoghe, come per esempio quella di Quartu Sant’Elena, ne sono addirittura sprovviste. I lavori di realizzazione dell’area della messa a riserva sono stati, inoltre, comprensibilmente rallentati dalle alte temperature registrate di recente, nel rispetto e nella tutela dei lavoratori impiegati.
Il CIPSS sottolinea inoltre che le interlocuzioni tra gli enti interessati, Città Metropolitana, Comune di Alghero e ARPAS, sono costanti e avviati ben prima dalla stesura del protocollo d’intesa e che la proficua interlocuzione tra istituzioni è stata fondamentale per la realizzazione di un impianto che promuove modelli di sviluppo sostenibile e risponde a un’esigenza concreta del territorio, con l’obiettivo di coniugare tutela ambientale e uso responsabile delle risorse naturali, per Alghero e per tutto il nord Sardegna.
Il CIPSS sottolinea inoltre che è totalmente inesatto, come riportato da alcuni organi di stampa, sostenere che “Il nodo tecnico che terrebbe in ostaggio l’effettivo avvio dei macchinari risiede nel mancato completamento della cosiddetta messa a riserva”. Come già chiarito, i macchinari sono stati avviati pubblicamente il 5 maggio scorso e i lavori di trattamento sono infatti pienamente operativi. L’impianto e l’area di messa a riserva sono due opere indipendenti l’una dall’altra e la relativa realizzazione è stata affidata a due imprese distinte”.
Consorzio Industriale Provincia di Sassari