Ex-campo rom: Bruno scrive ancora

ALGHERO – “Alle porte della nuova stagione turistica, ci rammarica dover constatare il perdurare delle gravi condizioni ambientali ancora in essere nell’ex campo nomadi di Fertilia. Sono pertanto a ribadire, qualora ce ne fosse ancora bisogno, l’esigenza indifferibile e più volte manifestata, di adottare misure urgenti volte alla bonifica dell’area in oggetto, attraverso la rimozione immediata dei rifiuti accumulati e giacenti nel soprassuolo che costituiscono una grave emergenza sanitaria a causa della presenza di polluenti con proprietà cancerogene in concentrazioni superiori a quelle della soglia di rischio”.

Il Sindaco di Alghero questa mattina, anche a seguito della miriade di segnalazioni, articoli e azioni di questi mesi, comprese le ultime dell’associazione CasaPound [Leggi] ha inviato un nuovo sollecito all’attenzione del Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru e del Direttore Generale della presidenza Alessandro De Martini, sottolineando come, “nonostante l’adempimento da parte dell’Amministrazione comunale in merito all’esecuzione dello sgombero dell’area – più volte in passato sollecitata dall’ente agricolo Ersat e successivamente l’Agenzia Laore, definendola quale condizione necessaria per porre in essere i lavori – nessuna azione successiva è stata posta in essere da parte dell’Agenzia, fatta eccezione per il posizionamento della recinzione metallica e per l’affissione della cartellonistica di sicurezza, oggi peraltro in condizioni molto precarie”.

Il Sindaco Mario Bruno chiede “conferma della disponibilità dell’importo di 1,5 milioni di euro di cui, per le vie brevi, ci era stato assicurato l’inserimento nel Patto per la Sardegna recentemente sottoscritto con il Governo, in modo che la Regione Sardegna possa affidarli all’Agenzia Laore al fine di dar seguito con immediatezza ai progetti di messa in sicurezza, bonifica e caratterizzazione dell’area in oggetto, interventi non più differibili a tutela della salute pubblica e per la riconversione dei luoghi”.

Nella foto Pigliaru e Bruno

S.I.