ALGHERO -«La situazione della continuità territoriale aerea sarda sta assumendo contorni sempre più preoccupanti. Dopo la cancellazione dal 1° ottobre del fondamentale volo serale Roma–Alghero delle 22, Aeroitalia annuncia ora che potrebbero essere interessate da ulteriori tagli anche altre rotte. A questo punto la Regione non può più limitarsi a minacciare sanzioni: deve intervenire immediatamente con azioni concrete a tutela del diritto alla mobilità dei sardi».
Lo dichiara Michele Pais, già Presidente del Consiglio regionale della Sardegna, intervenendo nuovamente sulla crisi dei collegamenti aerei in continuità territoriale.
«Il caso di Alghero rappresenta già un precedente gravissimo. Dal 1° ottobre si passa da quattro a tre collegamenti giornalieri con Roma e viene soppresso proprio l’ultimo volo serale da Fiumicino, quello che consentiva a tantissimi cittadini del Nord-Ovest della Sardegna di recarsi nella Capitale e rientrare in giornata. Non parliamo di un collegamento turistico accessorio: parliamo di persone che viaggiano per lavoro, salute, studio e necessità familiari. Eliminare quel volo significa comprimere concretamente il diritto alla mobilità».
Pais sottolinea come la stessa Regione abbia riconosciuto che gli obblighi di servizio pubblico sulla Alghero–Roma prevedono quattro frequenze giornaliere e abbia annunciato sanzioni.
«Ma le sanzioni da sole non fanno volare gli aerei. Possono servire a far rispettare un contratto, ma non risolvono il problema dei cittadini che rimangono senza collegamento. Qui occorre una risposta politica e amministrativa immediata».
«Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, col Ministro Salvini, si è già attivato attraverso interlocuzioni con la compagnia, manifestando la propria disponibilità a sostenere le iniziative necessarie. Ma la gestione della continuità territoriale e delle relative risorse vede la Regione direttamente responsabile nell’organizzazione del servizio. È quindi la Giunta Todde che deve assumere fino in fondo le proprie responsabilità e mettere in campo tutti gli strumenti disponibili».
Secondo Pais, occorre innanzitutto utilizzare con urgenza le risorse disponibili e quelle liberate dal nuovo assetto della continuità territoriale, nel quale le rotte sono state assunte dal vettore senza compensazione economica.
«La Regione aveva annunciato con grande enfasi i risparmi derivanti dall’affidamento senza compensazione di alcune tratte. Bene: quelle risorse servano adesso per salvaguardare i collegamenti e garantire i voli, verificando immediatamente quali somme possano essere impiegate nel rispetto della normativa nazionale ed europea. Non è accettabile vantarsi dei risparmi mentre contemporaneamente diminuiscono i voli».
«Per fronteggiare l’aumento del costo del carburante la stessa Regione ha già stanziato 10 milioni di euro nella variazione di bilancio, ma oggi Aeroitalia sostiene che non siano ancora chiari tempi e modalità con cui queste somme arriveranno alle compagnie. Se le risorse sono state stanziate proprio per affrontare questa emergenza, bisogna renderle operative immediatamente».
Pais richiama inoltre il tema delle risorse complessivamente destinate alla continuità territoriale: «Parliamo di una programmazione che ha liberato consistenti disponibilità rispetto agli oneri inizialmente previsti. La Regione chiarisca immediatamente quante risorse siano effettivamente disponibili, dove siano state allocate e quante possano essere utilizzate per impedire ulteriori riduzioni dell’offerta».
«È finito il tempo degli annunci e della propaganda che tenta di nascondere cancellazioni, disservizi e una qualità del servizio sempre più insoddisfacente. Aver ottenuto qualche euro di riduzione sulla tariffa non serve a nulla se poi il volo che serve ai cittadini non c’è. La continuità territoriale non è semplicemente un biglietto a prezzo calmierato: significa garantire ai sardi la possibilità concreta di partire e soprattutto di tornare a casa.
La Presidente Todde e l’assessora Barbara Manca escano dalla propaganda e diano risposte concrete ai sardi. Prima che, dopo Alghero, che ad oggi risulta scoperta del collegamento con Milano dal 25 ottobre, vengano tagliati altri voli»
POLITICA
“Ridimensionamento di Ortopedia inacettabile, Cacciotto faccia sentire la sua voce”
ALGHERO – Tedde, Peru, Bardino e Ansini del gruppo di Forza Italia: «Da 300 a 1.200 interventi l’anno, poi il dimezzamento delle sedute operatorie. Il sindaco chieda conto alla ASL e alla Regione»
«Il progressivo ridimensionamento dell’Ortopedia dell’Ospedale Marino non può essere considerato una semplice questione organizzativa interna alla ASL. È in gioco il futuro di un reparto che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita straordinaria e che è diventato un punto di riferimento non soltanto per Alghero, ma per l’intero Nord Sardegna e, più in generale, per pazienti provenienti da tutta l’Isola».
Lo affermano Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, del gruppo consiliare di Forza Italia.
«La fotografia che emerge è difficilmente conciliabile con l’idea di un potenziamento del reparto. Dopo l’attivazione, nel marzo 2024, della nuova sala operatoria ISO 5 al primo piano del Marino, l’Ortopedia è passata da circa 300 a 1.200 interventi annui, ampliando anche il ventaglio delle attività, dalla traumatologia alla chirurgia elettiva. È cresciuta l’équipe e sono state sviluppate competenze e tecniche chirurgiche innovative».
«Eppure oggi – proseguono gli esponenti di Forza Italia – quella capacità viene messa sotto pressione. La riduzione dell’attività è coincisa con il dimezzamento delle sedute operatorie, conseguente alla contemporanea presenza dell’Oculistica nello stesso presidio, dove è disponibile una sola sala operatoria. Una situazione che, seppure presentata come temporanea, rischia di incidere pesantemente sulle potenzialità dell’Ortopedia».
La stessa ASL, nel marzo scorso, aveva indicato nel trasferimento dell’Oculistica al Marino una soluzione organizzativa legata ai lavori in corso al Civile, prevedendo nel Marino l’attività di Ortopedia e Traumatologia, Traumatologia dello sport e Oculistica.
«Ma il problema è più ampio. Gli indirizzi regionali avevano individuato per l’Ortopedia del Marino un obiettivo preciso: mantenere e migliorare gli standard raggiunti, fare della struttura un punto di riferimento dell’Ortopedia nel Nord Sardegna e sviluppare anche le tecniche innovative, compresa la chirurgia robotica. È quindi necessario capire come si concili questo indirizzo con l’attuale riduzione degli spazi e delle sedute operatorie».
«C’è poi il paradosso delle sale operatorie. Il progetto di adeguamento del blocco operatorio prevedeva tre sale ISO 5. La prima è stata realizzata ed è operativa dal 2024; le altre due avrebbero dovuto essere completate già nell’ambito del percorso precedente al passaggio del Marino dalla AOU alla ASL. La mancata conclusione dei lavori impedisce oggi di utilizzare pienamente una struttura che avrebbe potuto aumentare sensibilmente la capacità chirurgica».
La vicenda delle tre sale e dell’investimento complessivo di circa 1,45 milioni di euro è stata recentemente sollevata anche dalla UIL FPL: attualmente una sola sala risulta pienamente operativa.
«Particolarmente grave – aggiungono Tedde, Peru, Bardino e Ansini – è quanto emerge sulla rendicontazione delle spese sostenute per la prima sala operatoria. Se problemi amministrativi legati alla rendicontazione dei lavori già eseguiti dovessero effettivamente impedire l’accesso alle risorse necessarie per completare il blocco operatorio, ci troveremmo davanti a un paradosso inaccettabile: sale operatorie finanziate e progettate, ma non pienamente disponibili per problemi burocratici».
Nel frattempo, al Civile sono in corso lavori per nuovi ambulatori chirurgici avanzati destinati all’attività oculistica e, contemporaneamente, al Marino sarebbero state destinate ulteriori risorse per un altro ambulatorio chirurgico avanzato, con conseguente sottrazione di ulteriori spazi all’Ortopedia.
«Prima si finanzia e si progetta il completamento delle sale operatorie, poi non si riesce a renderle operative; contemporaneamente si destinano nuovi spazi del Marino ad altre attività, sottraendoli a un reparto che avrebbe bisogno esattamente del contrario: più sale, più spazi e più capacità chirurgica. È una strategia che deve essere spiegata».
«E non si tratta soltanto di una questione algherese. L’Ortopedia del Marino accoglie da anni pazienti provenienti da diverse aree della Sardegna, anche attraverso i pronto soccorso di Sassari, Nuoro e Tempio e, sempre più, da territori del Sud dell’Isola. Anche a seguito delle difficoltà nelle quali versano altre strutture ortopediche regionali, in alcuni casi arrivate alla riduzione o alla sospensione dell’attività per carenza di personale».
«Proprio per questo – sottolineano i consiglieri azzurri – chiediamo alla ASL n. 1 di Sassari di chiarire con precisione chi abbia disposto l’attuale distribuzione delle sedute operatorie, sulla base di quali valutazioni e quale sia il carattere effettivamente temporaneo della riduzione dell’attività dell’Ortopedia. E chiediamo alla Regione di dire se il ridimensionamento del Marino sia soltanto una scelta organizzativa aziendale oppure se corrisponda a un nuovo indirizzo regionale».
«E il sindaco Cacciotto? Ancora una volta sta alla finestra con fare “meditabondo”. Ma sull’Ortopedia del Marino non basta stare alla finestra. Il sindaco deve intervenire, e deve farlo con determinazione. Deve chiedere conto alla ASL delle scelte compiute, alla Regione delle proprie strategie e pretendere il completamento del blocco operatorio».
«Non si può assistere in silenzio al ridimensionamento di un reparto che, con una sola sala operatoria, è arrivato a realizzare oltre mille interventi l’anno e ha attratto pazienti da tutta la Sardegna. Se una struttura è cresciuta, ha sviluppato professionalità e ha dimostrato di saper rispondere alla domanda di salute, la politica dovrebbe preoccuparsi di potenziarla, non di ridurne progressivamente la capacità».
«Il sindaco scelga, dunque, se continuare a stare alla finestra o se assumere finalmente un’iniziativa forte a difesa dell’Ortopedia del Marino. Forza Italia continuerà a vigilare e a chiedere che gli investimenti già programmati si trasformino in sale operatorie realmente funzionanti e che al reparto venga restituita la capacità necessaria per continuare a essere un punto di riferimento per Alghero e per la Sardegna», Marco Tedde – Antonello Peru – Lina Bardino – Nina Ansini, Gruppo consiliare Forza Italia – Comune di Alghero
“Pulire un’area è ordinaria amministrazione, lasciarla sporca per oltre 3 anni non lo è”
ALGHERO – «Pulire le aree pubbliche è ordinaria amministrazione. Lasciarle sporche per tre anni, invece, non lo è». Leggo con interesse il comunicato dell’opposizione sulla bonifica e sulla rimozione dei rifiuti dalla banchina del Calich. Una cosa è certa: se oggi discutiamo di un’area finalmente ripulita, significa che il problema esisteva ed era necessario intervenire.
L’opposizione definisce la pulizia di un’area pubblica «ordinaria amministrazione». Vero. Ma proprio perché è ordinaria amministrazione, mi chiedo perché quell’area sia rimasta per circa tre anni in quelle condizioni, trasformandosi di fatto in un deposito di rifiuti.
Il lavoro di un’amministrazione non consiste soltanto nel risolvere i problemi, ma anche nel renderne conto ai cittadini, spiegando quali interventi vengono effettuati e quali risultati vengono raggiunti. Allo stesso modo, è giusto che l’opposizione vigili, segnali e controlli l’operato della maggioranza.
E, a proposito di comunicazione, permettetemi un piccolo sorriso: mi dispiace ricordare ai colleghi dell’opposizione che quando eravamo noi a governare, gli interventi dell’amministrazione venivano puntualmente comunicati e valorizzati. Evidentemente, quando si cambia posto in aula, cambia anche il modo di guardare i comunicati stampa.
Ringrazio comunque i capigruppo dell’opposizione per la stima e per l’attenzione che dedicano al lavoro della Commissione Ambiente. Il compito dei consiglieri, degli assessori e dell’amministrazione è ascoltare le segnalazioni, intervenire e cercare di risolvere i problemi. Il compito della minoranza è controllare e incalzare chi governa.
Oggi gli applausi, quindi, li faccio io ai colleghi dell’opposizione: grazie per il ruolo di sentinelle che svolgete. Continuate a vigilare, perché il controllo dell’opposizione può essere uno stimolo utile per la maggioranza.
Ma una cosa deve essere chiara: il lavoro della Commissione Ambiente e dell’assessorato è tutelare il territorio, difenderlo e intervenire quando ci sono situazioni che ne compromettono il decoro e l’ambiente.
Il Calich non è un luogo qualsiasi. È un’area che merita attenzione, tutela e interventi concreti.
Per questo considero una notizia importante la rimozione dei rifiuti e dei relitti e la bonifica della banchina. Non è una festa per aver fatto semplicemente il proprio dovere: è il risultato di un intervento che restituisce dignità e decoro a un’area pubblica.
E una precisazione va fatta: ordinaria amministrazione è pulire. Non può diventare ordinaria amministrazione lasciare un’area pubblica per anni in condizioni di degrado.
Alla fine, comunque, possiamo essere tutti d’accordo su una cosa: un’area pubblica bonificata è una vittoria per tutti, maggioranza e opposizione, perché appartiene ai cittadini.
Quindi grazie all’opposizione per lo stimolo e per la vigilanza.
Noi continueremo a fare la nostra parte: voi continuate a controllare. È esattamente così che dovrebbe funzionare la politica.
Christian Mulas Presidente della Commissione Consiliare Ambient
“Oramai con l’Amministrazione Cacciotto ogni intervento ordinario è un evento”
ALGHERO – «Ad Alghero siamo arrivati al paradosso: la rimozione di rifiuti e relitti da un’area pubblica viene raccontata come un risultato amministrativo da celebrare. Bene che la banchina del Calich sia stata ripulita, ma pulire le aree pubbliche e rimuovere i rifiuti è un’attività ordinaria dell’amministrazione comunale, non un fatto eccezionale».
A sostenerlo è il centrodestra algherese.
«Se la pulizia di un’area diventa una notizia – proseguono i capigruppo – significa che qualcosa non sta funzionando. E il problema non è certamente la singola operazione al Calich, che salutiamo positivamente. Il problema è un servizio di igiene urbana che continua a mostrare criticità sempre più evidenti e rispetto al quale l’amministrazione Cacciotto sembra intervenire troppo spesso soltanto dopo le segnalazioni e al fine di celebrare l’ovvio».
Secondo il centrodestra, «il sindaco Cacciotto e l’assessore Selva dovrebbero garantire che questi interventi rientrino nella normale attività di gestione e controllo del territorio. Non è normale dover aspettare la segnalazione di un’associazione o di un cittadino per ottenere la pulizia di un’area pubblica».
«Per questo – sottolineano – vogliamo ringraziare il presidente della Commissione Ambiente che sta svolgendo opera di supplenza rispetto alle carenze dell’amministrazione. È un lavoro che va riconosciuto, ma che non può diventare la regola».
Il punto, infatti, è proprio questo: la fisiologia dell’amministrazione non può essere trasformata in patologia dalla sua mancata attuazione.
«Non possiamo applaudire ogni volta che vengono rimossi dei rifiuti, eliminato un relitto o ripulita un’area. Queste sono attività che devono essere programmate, controllate ed eseguite con continuità. Diventano eccezionali soltanto quando, per negligenze o carenze nella gestione, non vengono effettuate nei tempi dovuti».
Per il centrodestra «è arrivato il momento di cambiare questo ritornello. Meno propaganda sugli interventi che dovrebbero essere ordinari e più capacità di prevenire il degrado, controllare il territorio e garantire un servizio di igiene urbana all’altezza di una città come Alghero».
«Il decoro della città non può dipendere dalla capacità dei cittadini o delle associazioni di individuare e segnalare ciò che l’amministrazione dovrebbe già conoscere. Il sindaco e la Giunta hanno il dovere di governare il servizio, non di intervenire soltanto quando il problema è diventato visibile a tutti.»
«La supplenza politica può contribuire a far emergere le criticità, ma la responsabilità di risolverle resta in capo alla programmazione del sindaco Cacciotto e della sua Giunta»
Noi Riformiamo Alghero cresce e si organizza: coordinatore in vista
ALGHERO – “Si è tenuto nei giorni scorsi l’incontro del gruppo politico Noi RiformiAmo Alghero con i sostenitori del Movimento e con i rappresentanti presenti in Amministrazione, all’interno della maggioranza del Comune di Alghero”, cosi dal movimento rappresentato in consiglio comunale da Emiliano Piras e Alessandro Loi e in giunta dall’assessore Maria Grazia Salaris.
“L’incontro è stato l’occasione per fare un bilancio della prima parte del mandato amministrativo, analizzando il lavoro svolto e il contributo del nostro gruppo all’azione di governo della città, e per aprire un confronto sulle prospettive future. Nel corso della riunione si è dato avvio alla costituitizione del coordinamento cittadino, snello e aperto al contributo di tutti coloro che vorranno contribuire con impegno e apporto di idee”.
“Il coordinamento avrà come primo obiettivo nei prossimi giorni la nomina di una figura di coordinatore che avrà il compito di continuare a far crescere e strutturare Noi RiformiAmo Alghero in città.
Il coordinamento lavorerà per analizzare e proporre quelli che dovranno essere gli obiettivi prioritari dell’Amministrazione per Alghero, mettendo al centro idee, proposte concrete e una visione riformista e liberale per il futuro della città, anche in relazione alla rappresentanza scaturita dal risultato elettorale e alle successive evoluzioni intervenute all’interno del gruppo consiliare originario”.
“Riforma del Parco anti-democratica, Cacciotto non può esautorare il Consiglio Comunale”
ALGHERO – “Con la nuova proposta di legge il Comune di Alghero passa dal 100% al 52% della rappresentanza nell’Assemblea del Parco. Ma soprattutto viene completamente escluso il Consiglio comunale, e con esso la rappresentanza democratica della maggioranza e dell’opposizione.
Parliamo di oltre 5.000 ettari del territorio di Alghero e di un ente chiamato ad assumere decisioni importanti sulla sua pianificazione.
Ci viene prospettata una maggiore efficienza attraverso un’Assemblea più ristretta. Io continuo a preferire la fatica della democrazia ad una pericolosa efficienza senza controllo.
Il Consiglio comunale è l’espressione diretta dei cittadini: dentro ci sono maggioranza e opposizione, persone democraticamente elette per rappresentare sensibilità diverse e per esercitare quella funzione di controllo e proposta che è parte essenziale della democrazia.
E lo dico da ex sindaco: non vorrei che il Sindaco fosse tentato di considerare questa modifica come una comoda occasione per fare a meno dell’opposizione e, perché no, persino della maggioranza. Sarebbe una tentazione sbagliata. Perché questa riforma, così come esclude l’opposizione, esclude anche i consiglieri di maggioranza. Come fossero un fastidio da silenziare.
E soprattutto perché le regole non si fanno pensando a chi governa oggi: si fanno pensando anche a quando si sarà all’opposizione. Prima o poi i ruoli cambiano, e ciò che oggi può sembrare conveniente domani può pesare proprio su chi quella scelta l’ha avallata.
Per questo il Sindaco non può far finta che questa riforma gli stia passando sopra la testa solo perché si tratta di una legge regionale. Oltre 5.000 ettari del Parco ricadono esclusivamente nel territorio di Alghero e il Comune passa dal 100% al 52% della rappresentanza, quindi il 48% verrà sparito fuori città. Mi auguro quindi che il Sindaco non voglia far pensare che questa vicenda non lo riguardi.
Sarebbe grave se gli stesse passando sopra la testa; sarebbe altrettanto grave se facesse “finta” che gli stia passando sopra la testa.
Il problema, dunque, non è soltanto quel 48% di rappresentanza che Alghero perde, già di per sé grave, Il problema è che Alghero perde la rappresentanza del suo Consiglio comunale.
L’Assemblea può anche essere più snella. Ma si può farlo senza cancellare la rappresentanza: ad esempio garantendo la presenza e il diritto di voto ai componenti della Commissione Ambiente, mantenendo la proporzione tra maggioranza e opposizione. Mi pare, peraltro, che questa proposta sia stata avanzata dal presidente della Commissione. Può essere una buona base di partenza.
Meno componenti, se necessario. Mai meno democrazia.
E su una modifica così importante della governance del Parco, il Sindaco, prima che lo facciano altri, ha il dovere di portare la proposta in Consiglio comunale, perché venga discussa pubblicamente da chi è stato eletto dai cittadini di Alghero e non solo da una assemblea, quella regionale, certamente autorevole, ma che per la gran parte dei suoi componenti conosce Alghero e il suo territorio da 250 km di distanza”.
Alghero, Futuro Nazionale in piazza per incontrare e ascoltare i cittadini
“Campo Pino Cuccureddu, finanziamenti grazie al Centrodestra”
«La Giunta Cacciotto ha una memoria selettiva. Quando finalmente un’opera arriva alla gara, dimentica volentieri chi ha lavorato per ottenere le risorse che la rendono possibile. Ma sui 450 mila euro per il Pino Cuccureddu la storia è scritta negli atti: quei soldi arrivano dalla Regione sulla base della legge regionale 17 del 2023 e sono stati ottenuti grazie al lavoro politico e istituzionale che abbiamo svolto quando eravamo in Regione». Lo affermano i consiglieri comunali Marco Tedde, di Forza Italia, e Michele Pais, della Lega. «Siamo naturalmente soddisfatti – proseguono – che finalmente si proceda verso la riqualificazione dell’impianto. Ma sarebbe opportuno che l’amministrazione comunale racconti tutta la storia e avesse l’onestà intellettuale di dare a ciascuno il suo. I 450 mila euro non sono una conquista della Giunta Cacciotto e non sono comparsi oggi: sono risorse regionali del 2023 che abbiamo chiesto, seguito e perorato fino a ottenerle». «Dalla convenzione di finanziamento – sottolineano Tedde e Pais – sono trascorsi più di due anni. È vero che nel frattempo sono stati adottati alcuni atti, ma il dato politico resta: per arrivare alla procedura di gara si è dovuto attendere fino alla primavera del 2026. Il progetto di fattibilità è stato approvato soltanto nel novembre 2025 e quello esecutivo il 6 marzo 2026. La decisione a contrarre è dell’8 aprile 2026. «La domanda che rivolgiamo alla Giunta è quindi semplice: perché ci è voluto tutto questo tempo per trasformare un finanziamento già ottenuto per Alghero in un’opera concretamente cantierabile?».
«Ora che il procedimento è arrivato alla gara – concludono Tedde e Pais – ci auguriamo che nessuno pensi di mettere il cappello politico sull’intera operazione. Amministrare significa portare avanti le opere, ma anche riconoscere il lavoro di chi ha trovato le risorse e costruito i presupposti per realizzarle.
Il campo Pino Cuccureddu è di Alghero. I 450 mila euro sono della Regione. Ma il merito politico di averli ottenuti appartiene a chi li ha chiesti, li ha sostenuti e li ha portati a casa. La Giunta Cacciotto non riscriva la storia e smetta di mettere il cappello sopra il risultato di altri: dia a ciascuno il suo.»
“Ennesimo atto incendiario e intimidatorio”, solidarietà da Martinelli, Bamonti e Mulas
ALGHERO – “Esprimiamo la nostra piena e sincera solidarietà ai due imprenditori di Villanova con importanti investimenti anche ad Alghero che, all’alba di oggi, sono stati vittime di un grave atto intimidatorio.
Secondo i primi riscontri effettuati dai Carabinieri, l’incendio sarebbe di probabile matrice dolosa. Gli elementi finora emersi rendono ancora più grave quanto accaduto: prima dell’incendio, infatti, i veicoli sarebbero stati spostati e posizionati strategicamente verso una scarpata.
Condanniamo con fermezza e senza esitazione questo vile gesto, che colpisce non soltanto gli imprenditori coinvolti, ma l’intera comunità di Villanova e il principio di sicurezza e legalità che deve essere garantito a tutti.
Siamo vicini agli imprenditori e alle loro famiglie in questo momento difficile e confidiamo nel lavoro delle Forze dell’ordine affinché possano essere accertate rapidamente le responsabilità e ricostruita con chiarezza la dinamica dei fatti.
Villanova non deve sentirsi sola. Di fronte a episodi di questa gravità, istituzioni e comunità devono restare unite nel condannare ogni forma di intimidazione e nel difendere con forza chi lavora e investe nel nostro territorio”.
I consiglieri comunali di Alghero
Gianni Martinelli
Christian Mulas
Alberto Bamonti
“Spopolamento, lavoriamo da anni con modelli virtuosi, eventi e ulteriori iniziative”
ALGHERO – “Lo spopolamento è un fenomeno socio-economico globale. Presentarlo come un problema risolvibile in quattro mosse è abbastanza irrealistico, come se esistesse un interruttore per invertire la tendenza sulle nascite dall’oggi al domani.
C’è invece chi ritiene che processi così complessi possano risolversi con gli slogan “meno tasse locali, più abitazioni accessibili, servizi più efficienti, lavoro stabile e nuove opportunità per i giovani; poi però non ci dicono come si fa a far coincidere i desideri universali (lavoro, casa, meno tasse) senza portare a paragone esempi concreti e virtuosi, e con quali risorse attuarli, tenendo conto che gli Enti Locali subiscono dai Governi tagli ai trasferimenti in continuazione.
Noi invece riteniamo che le amministrazioni locali possano lavorare nel perimetro di propria competenza attuando politiche familiari in grado di dare risposte nel medio e lungo termine.
Tra le iniziative a favore delle famiglie vogliamo ricordare le tariffe agevolate per mensa scolastica e scuolabus, i contributi per i centri estivi e centri sportivi, da quest’anno il bonus nuovi nati, il potenziamento del programma “Family Friendly” con il supporto del nostro ufficio politiche familiari. Da evidenziare le attività avviate dall’Amministrazione del Sindaco Raimondo Cacciotto con l’accordo con la Fondazione Bruno Kessler, basato sulla people strategy, con l’obiettivo ambizioso di rendere il nostro territorio maggiormente attrativo e far nascere ad Alghero e nel Nord Ovest della Sardegna un distretto dell’innovazione nel Mediterraneo, costruito attorno alla qualità della vita, alla ricerca, alla tecnologia e al benessere delle persone. Un’alleanza questa che offre ai ricercatori, agli imprenditori dell’innovazione di scegliere dove vivere, lavorare, produrre ricerca e benessere.
Sul fronte della casa, è da rilevare la forte immissione di risorse per il contributo sugli affitti da parte della Regione Sardegna, ne è esempio lo stanziamento del 2026 relativo alle domande del 2025, di gran lunga superiore agli anni precedenti, che ha consentito di intervenire a favore del crescente bisogno di tante famiglie costrette a fare i conti con i bilanci assottigliati dagli aumenti generalizzati del costo della vita.
Il Comune di Alghero ha inoltre intrapreso un percorso di ampliamento dell’offerta abitativa per le fasce meno abbienti, con l’adesione al “Piano Città degli immobili pubblici”, lo strumento di pianificazione integrata che l’Amministrazione del Cacciotto intende utilizzare con l’obiettivo di costruire una visione integrata di sviluppo urbano attraverso il recupero e la rifunzionalizzazione degli immobili pubblici. Su questo solco si inserisce anche l’acquisizione al patrimonio pubblico dell’ex Ostello della Gioventù di Fertilia. Tra le ipotesi avanzate per la futura valorizzazione dell’immobile vi è infatti quella di sperimentare nuove forme di social housing, attraverso un modello abitativo alternativo in una città turistica come la nostra dove trovare un alloggio annuale sta diventando una chimera.
Sicuramente bisogna accelerare sulla costruzione di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica, e fornire alle giovani coppie la possibilità di accedere a forme di edilizia agevolata; nel frattempo è in fase di predisposizione l’avviso per l’acquisto di immobili da destinare al fabbisogno della graduatoria degli aventi diritto ad un alloggio.
Stiamo perfezionando l’introduzione del quoziente familiare per sperimentare uno strumento che nel medio termine possa sostituire l’Isee, che da troppo tempo ormai non risponde più al principio di equita’ per quanto riguarda la fiscalità delle famiglie.
Non abbiamo interruttori da azionare, ma la più realistica delle cose da fare che ci caratterizza: lavorare con senso di responsabilità e impegno, con la consapevolezza che i problemi complessi richiedono da parte dello Stato interventi concreti, graduali e spesso faticosi.
Noi RiformiAmo Alghero