ALGHERO – Quasi sette milioni di euro di investimenti pubblici, un impianto con una capacità di trattamento di 20 mila tonnellate annue e una prospettiva di recupero della posidonia estesa a tutto il Nord Sardegna. Eppure, a fronte di un’infrastruttura strategica realizzata ad Alghero, la nuova deliberazione della Giunta regionale rischia di penalizzarne concretamente l’utilizzo, privilegiando la movimentazione temporanea e il riposizionamento della posidonia sugli arenili e relegando il conferimento agli impianti specializzati alla disponibilità di eventuali risorse residue. È questa la contraddizione denunciata dal gruppo consiliare di Forza Italia, con Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, che chiama in causa non soltanto la Regione, ma anche le responsabilità politiche e amministrative locali. “A San Marco sono stati investiti circa 5 milioni di euro di fondi PNRR per l’impianto di trattamento e altri 1,875 milioni di risorse regionali per l’area di messa a riserva. È paradossale finanziare infrastrutture di questa portata e poi adottare indirizzi che rischiano di scoraggiarne l’utilizzo. La Regione deve spiegare questa evidente contraddizione, ma anche chi governa Alghero deve finalmente battere un colpo”. “Il sindaco Cacciotto non può limitarsi a partecipare con squilli di tromba e rulli di tamburi all’inaugurazione dell’impianto, purtroppo non concluso. Oggi deve spiegare quali iniziative abbia assunto per garantirne la piena operatività e per difendere gli interessi della città. Al di là delle inaugurazioni farlocche Il piazzale destinato alla messa a riserva della posidonia non risulta ancora pienamente ultimato e il Consorzio Industriale Provinciale di Sassari non sembra imprimere alle opere la necessaria accelerazione. Servono controlli e precise assunzioni di responsabilità. Non è accettabile che un progetto di questa rilevanza continui a scontare ritardi” “C’è poi la posizione del consigliere regionale Valdo Di Nolfo. Il 12 agosto ha condiviso l’ordine del giorno n. 84, che impegnava la Giunta regionale a valorizzare i sistemi sostenibili di recupero della posidonia. Oggi la sua stessa maggioranza adotta indirizzi che rischiano di penalizzare proprio quel modello e Alghero. Perché non interviene? Perché non chiede conto alla Giunta regionale di questa contraddizione? La città non ha bisogno di un rappresentante che assista in silenzio alle decisioni che la penalizzano, ma di qualcuno che sappia far valere il proprio ruolo. La rappresentanza si misura sulla capacità di difendere il territorio, non sulla visibilità o sulla rivendicazione di iniziative altrui”. “L’impianto di San Marco potrebbe diventare un riferimento per l’intero Nord Sardegna. La posidonia va mantenuta sugli arenili quando svolge la sua naturale funzione antierosiva, ma quando la rimozione è necessaria il recupero attraverso impianti specializzati deve essere concretamente sostenuto. Non si può continuare a parlare di economia circolare e sostenibilità ambientale senza mettere le strutture nelle condizioni di funzionare”. Forza Italia chiede alla Regione di rivedere gli indirizzi adottati, al sindaco Cacciotto di assumere un’iniziativa di rivendicazione concreta, al Consorzio Industriale di completare le opere e a Di Nolfo di intervenire nei confronti della Todde e della propria maggioranza. “Quasi sette milioni di euro di risorse pubbliche meritano ben altro rispetto. Se un impianto strategico per il territorio rischia di rimanere sottoutilizzato, non basteranno le inaugurazioni a giustificare quanto accaduto. Cacciotto, Di Nolfo e il Consorzio Industriale dicano cosa intendono fare e soprattutto quando intendono farlo”.
POLITICA
“Ennesimo bando sbagliato dalla Giunta Todde, Continuità a serio rischio”
ALGHERO – “Il bando della continuità aerea della Giunta Todde è insostenibile e paradossale. Lo conferma l’addio di Aeroitalia alle rotte per Roma e Milano e lo dimostra la situazione di Alghero dove si vola per Linate ancora in proroga e con le regole della vecchia gara, visto che nessuna compagnia ha presentato offerte per collegare il Nordovest dell’isola con lo scalo del Nord Italia.
Allargare la platea dei beneficiari delle tariffe agevolate, fissare per tre anni il prezzo del biglietto, ridurre di dieci euro il costo del viaggio, eliminare i meccanismi automatici per fare fronte agli extracosti di carburante e tasse, sono argomenti buoni per fare propaganda politica ma alla prova dei fatti, non servono a far volare gli aerei e lasciano a terra i sardi.
Il bando-propaganda mostra così oggi tutti i suoi limiti e i paradossi, a cominciare dal primo: la Regione stanzia risorse per compensare gli extracosti del carburante, ma non dispone degli strumenti necessari a farle arrivare alle compagnie senza rischiare un’infrazione delle regole comunitarie. Si aggiunga che nell’ultima legge di bilancio la Regione ha stanziato cento milioni per la continuità aerea, impegnandone, forse, meno di un quinto.
Forse si è pensato che per far volare i sardi a condizioni più vantaggiose fosse sufficiente scriverlo per decreto ma la realtà del trasporto aereo in Italia e in Europa è molto differente da quella che immaginano oggi nella Regione sarda. La realtà sarda è ancora più delicata e dice che la Sardegna è ad un passo dal vedere negato il diritto alla Continuità territoriale che da oltre 25 anni garantisce ai sardi tariffe calmierate, voli ad orari stabiliti e con frequenze predeterminate.
Il punto è semplice. Nessuna compagnia può partecipare a una gara costruita su condizioni insostenibili e su parametri di costo lontani dalla realtà. Nel bando del Campo largo si presume che il carburante pesi il 17,24 per cento dei costi; per Aeroitalia oggi supera il 35 per cento. Nella continuità territoriale Ancona-Roma il parametro è al 24 per cento, mentre la stima IATA per il 2026 colloca l’incidenza media mondiale del fuel al 31,4 per cento dei costi operativi.
La Regione, nell’ultimo bando, ha applicato un parametro non soltanto basso ma radicalmente distante dalla realtà economica che pretende di disciplinare a tavolino.
Il pericolo che la continuità territoriale venga cancellata è dunque concreto, se si considera che le compagnie aeree da tempo mostrano insofferenza ai vincoli dei bandi e con tutta evidenza lavorano perché in Sardegna si voli nel libero mercato, senza deroghe, con buona pace del diritto dei sardi alla mobilità”.
Antonio Moro, presidente del Psd’Az ed ex-assessore ai trasporti
Bufera sulla Continuità, Confcommercio infuriata: “Basta incertezze”
ALGHERO – L’ufficialità è arrivata con la nota stampa di ieri pomeriggio, confermando le voci che già al mattino si rincorrevano durante il vertice al Ministero dei Trasporti con Enac e Regione: Aeroitalia lascia la continuità territoriale sarda. Un addio che apre uno scenario di profonda incertezza per la mobilità dell’Isola, costringendo le istituzioni a riassegnare ben cinque rotte chiave — Cagliari e Olbia verso Roma e Milano, oltre alla tratta Alghero-Fiumicino — in un quadro strategico già reso fragile dall’instabilità del collegamento su Milano dal Riviera del Corallo.
Un quadro preoccupante su cui interviene con fermezza il presidente di Confcommercio Sardegna, Sebastiano Casu:
«Accogliamo questa notizia con grandissimo rammarico e profondo disappunto. Non si tratta soltanto dell’uscita di un singolo vettore, ma dell’ennesimo strappo alla trama economica e sociale della Sardegna. Vedere le nostre rotte principali di nuovo nel limbo significa gettare nello sconforto imprese, lavoratori e famiglie che chiedono solo di poter viaggiare e programmare senza l’angoscia costante del domani».
La decisione del vettore accende i riflettori su un modello di trasporto aereo che continua a mostrare il fiato corto. La ciclica emergenza dei bandi, le gare deserte e i frequenti cambi di rotta delle compagnie dimostrano come la continuità territoriale sarda necessiti di una riforma profonda e strutturale, capace di superare la logica delle soluzioni tampone per garantire stabilità nel tempo.
«La rabbia tra gli operatori economici è tanta — prosegue Casu — perché chi fa impresa nel turismo, nel commercio e nei servizi non può operare in un contesto di perenne incertezza. Tuttavia, piangers
Nei prossimi mesi la priorità assoluta sarà evitare che il riassetto delle rotte si traduca in un impoverimento dei voli o in un impennata dei costi per i passeggeri. Il tessuto produttivo sardo non può permettersi isolamenti temporanei o tagli alle frequenze proprio nella fase di pianificazione delle prossime stagioni.
«Faccio un appello accorato e risoluto alla Regione, al Ministero e all’Enac — conclude il presidente di Confcommercio Sardegna — ci si sieda subito a un tavolo propositivo per riassegnare i collegamenti nel minor tempo possibile. Serve una regia forte e autorevole per individuare soluzioni rapide, sostenibili e definitive. Confcommercio è pronta a fare la propria parte con idee concrete e contribuendo alla formazione di scelte che siano frutto di una reale concertazione capaci di dimostrare con i fatti che i sardi meritano rispetto.»
Posidonia, ad Alghero sole le briciole: “La Giunta Todde chiarisca”
Le nuove disposizioni della Regione Sardegna sulla gestione della posidonia spiaggiata, contenute nella deliberazione del 28 ottobre scorso, sollevano una questione che non può essere ignorata.
Per il triennio 2026-2028 la Regione ha previsto 700 mila euro all’anno, attribuendo priorità agli interventi di movimentazione temporanea e riposizionamento della posidonia sulla stessa spiaggia. La rimozione permanente e il conferimento agli impianti di recupero vengono invece finanziati soltanto in presenza di risorse residue.
Una scelta che appare in contraddizione con gli investimenti pubblici sostenuti dalla stessa Regione.
Ad Alghero, nella zona industriale di San Marco, è stato realizzato un impianto per il trattamento e il recupero della posidonia, un progetto fortemente voluto e sostenuto, durante il precedente mandato amministrativo, dall’allora assessore all’Ambiente Andrea Montis. Un progetto nato per superare la gestione emergenziale del fenomeno e trasformare un problema ambientale in una concreta opportunità di recupero e valorizzazione.
Parliamo di circa 5 milioni di euro di finanziamento PNRR per l’impianto principale e di ulteriori 1.875.000 euro stanziati dalla Regione Sardegna per l’area di messa a riserva, destinati al Consorzio Industriale Provinciale di Sassari. Un investimento pubblico complessivo di quasi 7 milioni di euro per un sistema con una capacità di trattamento di circa 20.000 tonnellate annue, in grado di recuperare la sabbia, separare i materiali estranei e valorizzare la componente vegetale.
Non si tratta, peraltro, di una tipologia di impianto nuova per la Sardegna. La stessa Regione ha infatti autorizzato due strutture di questo genere: una a Quartu Sant’Elena, operativa già dal 2015 e della quale anche il Comune di Alghero si è avvalso negli anni, e l’altra proprio ad Alghero, realizzata attraverso importanti investimenti pubblici. Entrambi gli impianti sono inseriti nella pianificazione regionale dei rifiuti. Un elemento che rende ancora più evidente la contraddizione: la Regione ha riconosciuto e sostenuto questa tipologia di infrastrutture, contribuendo anche economicamente alla realizzazione di quella algherese, mentre oggi le nuove disposizioni rischiano di disincentivarne l’utilizzo, relegando il conferimento agli impianti di recupero a una soluzione residuale.
Eppure, oggi, l’infrastruttura non riesce ancora a esprimere pienamente le proprie potenzialità. Alle difficoltà autorizzative e gestionali si aggiunge una collaborazione istituzionale che troppo spesso non appare all’altezza delle esigenze delle amministrazioni comunali. Servirebbe un maggiore accompagnamento da parte delle strutture regionali, con un approccio orientato alla soluzione dei problemi, non all’aggravamento delle difficoltà.
Non si chiede di derogare alle norme ambientali o di ridurre i controlli, ma di lavorare insieme ai territori affinché gli investimenti pubblici possano diventare realmente operativi.
C’è poi un elemento politico che rende la vicenda ancora più significativa. Il 12 agosto 2026 il Consiglio regionale ha approvato l’Ordine del giorno n. 84/XVII, impegnando la Giunta a prevedere criteri di premialità per i Comuni che adottano sistemi sostenibili di gestione della posidonia, valorizzando proprio il recupero della sabbia e la separazione di plastiche, microplastiche e altri materiali.
A distanza di poco più di due mesi, la Giunta adotta criteri che collocano il conferimento agli impianti di recupero in una posizione economicamente subordinata. Una contraddizione sulla quale è necessario fare chiarezza.
Nessuno mette in discussione l’importanza di mantenere la posidonia sulle spiagge quando svolge la sua funzione naturale di protezione dall’erosione costiera. Ma non tutti i litorali presentano le stesse caratteristiche e non tutte le situazioni possono essere affrontate nello stesso modo. Quando la rimozione è necessaria, il recupero attraverso impianti specializzati deve essere una soluzione concretamente sostenuta.
Non possiamo finanziare la realizzazione di infrastrutture strategiche e poi non creare le condizioni affinché possano essere utilizzate. Un impianto non si realizza per essere inaugurato, ma per funzionare.
Quello di San Marco potrebbe diventare un riferimento per l’intero Nord Sardegna, ben oltre le esigenze della sola città di Alghero. Ma per farlo serve una strategia regionale coerente, che valorizzi gli investimenti già realizzati.
Se l’atteggiamento non cambierà a tutti i livelli istituzionali e amministrativi, il rischio concreto è che un’infrastruttura nata per diventare un fiore all’occhiello della gestione ambientale della Sardegna finisca per trasformarsi in un investimento pubblico incapace di esprimere il proprio potenziale, fino a diventare un progetto fallimentare.
Sarebbe un esito inaccettabile. Chiunque abbia responsabilità nei percorsi amministrativi, autorizzativi e gestionali necessari al funzionamento dell’impianto deve assumersi fino in fondo il proprio ruolo. Se, nonostante i finanziamenti concessi e il percorso autorizzativo intrapreso, l’impianto dovesse rimanere inutilizzato o sottoutilizzato per ritardi o responsabilità amministrative, sarebbe legittimo chiedere un approfondimento agli organi competenti, a partire dalla Corte dei Conti, sul corretto impiego delle risorse pubbliche.
La Regione chiarisca dunque questa impostazione e spieghi come intenda dare attuazione all’indirizzo espresso dal Consiglio regionale con l’Ordine del giorno n. 84.
Rivolgiamo infine un appello agli attuali amministratori di Alghero, ai Comuni del territorio e alla Città Metropolitana di Sassari affinché si facciano parte attiva, stimolando e sollecitando la Regione a prendere seriamente in considerazione questa vicenda. È necessario aprire un confronto istituzionale e chiedere risposte concrete, promuovendo una strategia condivisa che riconosca nell’impianto di San Marco un’infrastruttura a servizio dell’intero territorio metropolitano e del Nord Sardegna. In gioco non c’è soltanto il futuro di un impianto, ma il valore di un importante investimento pubblico e un’opportunità ambientale ed economica per un’area molto più vasta. Su questa partita sarebbe importante che il territorio facesse sentire una voce comune, al di là delle appartenenze politiche.
La tutela delle spiagge, il contrasto all’erosione e il recupero dei materiali non sono obiettivi alternativi. Sono parti di un’unica strategia ambientale. E la Regione deve finalmente dimostrare di crederci, anche attraverso le proprie scelte”.
Coordinamento Noi Riformiamo Alghero
“AeroItalia lascia l’Isola, Todde e Manca si devono dimettere”
ROMA – Aeroitalia annuncia l’uscita dalla continuità territoriale sarda e indica gennaio 2027 come possibile termine per concludere il rapporto con la Regione. È un fatto gravissimo, che dà la misura delle conseguenze di una gestione tardiva e inadeguata. Forza Italia aveva lanciato l’allarme già a maggio, ma Todde e Manca avevano liquidato le nostre preoccupazioni sul caro carburante come “fake news”. Oggi la compagnia annuncia che non ci sono più le condizioni economiche per proseguire il servizio. Le rassicurazioni non bastano: la Sardegna rischia di perdere un vettore e ha diritto di sapere come la Regione intenda garantire i collegamenti. Pietro Pittalis, segretario regionale di Forza Italia, e Marco Tedde, già sindaco di Alghero e consigliere nazionale del partito, chiedono alla Giunta di assumersi le proprie responsabilità. “Le dichiarazioni di Intrieri descrivono una situazione che la Regione avrebbe dovuto affrontare da mesi. Aeroitalia riferisce di aver sostenuto 18,4 milioni di euro di extracosti per il carburante, a fronte dei 2,6 milioni riconosciuti nei conteggi regionali con ENAC per il periodo aprile-settembre. Riferisce inoltre che i circa 20 milioni promessi a maggio per Aeroitalia e ITA Airways non sono stati erogati. Sono dati che richiedono un’immediata verifica, ma che non possono essere liquidati con un generico richiamo agli obblighi contrattuali. L’articolo 1467 del Codice civile consente di chiedere la risoluzione di un contratto quando eventi straordinari e imprevedibili rendono eccessivamente onerosa la prestazione. Spetterà alle sedi competenti verificare se ne ricorrano i presupposti. La stessa norma permette alla controparte di evitare la risoluzione offrendo un’equa modifica delle condizioni contrattuali. La Regione avrebbe dovuto utilizzare questo spazio per cercare tempestivamente un riequilibrio, anziché lasciare che la situazione arrivasse a questo punto. Ora non c’è più tempo da perdere. Chiediamo alla presidente Todde e all’assessora Manca di convocare immediatamente Aeroitalia, chiarire la situazione finanziaria e contrattuale, verificare le risorse effettivamente disponibili e concordare un percorso che garantisca la continuità dei collegamenti. Occorre coinvolgere MIT ed ENAC e aprire subito un confronto con la Commissione europea per individuare soluzioni compatibili con le regole comunitarie. La Regione deve inoltre chiarire quale piano abbia predisposto per assicurare i voli qualora Aeroitalia concluda il rapporto a gennaio. Non bastano rassicurazioni: servono un calendario, impegni precisi e garanzie verificabili per i passeggeri. La continuità territoriale non è una questione contabile né un problema tra la Regione e una compagnia aerea. È un diritto dei sardi. Dopo aver sottovalutato gli allarmi, Todde e Manca non possono ora limitarsi a prendere atto dell’uscita di Aeroitalia. Devono impedire che le conseguenze dei loro ritardi ricadano sui cittadini. La Sardegna non può permettersi di restare isolata”
“Il Puc non si ferma, sbagliato creare alllarmismo perchè sarà approvato da un certo colore politico”
Centrodestra: plauso all’onestà intellettuale di Colledanchise
ALGHRO – “Esprimiamo apprezzamento per le parole pronunciate dal consigliere di centrosinistra Marco Colledanchise sulla vicenda dell’Alguer Rugby e del campo di Fertilia. Il suo intervento dimostra un’onestà intellettuale che condividiamo, tanto più perché proviene da un esponente della stessa maggioranza. Avere il coraggio di denunciare le contraddizioni della propria amministrazione è un segnale di serietà politica. Da una parte c’è una società che ha investito risorse proprie, lavoro e impegno nel recupero del campo di Fertilia; dall’altra un’amministrazione che propaganda la rinascita dell’impianto senza riconoscerne il contributo. Nel frattempo, l’Alguer Rugby continua a denunciare l’assenza di spazi stabili per allenarsi a Maria Pia e l’impossibilità di accedere a Fertilia. Una situazione che chiama direttamente in causa l’amministrazione Cacciotto. Ancora più discutibile è il comportamento dell’assessore Enrico Daga, il cui modo di fare politica appare sempre più contraddittorio e lontano dal rispetto istituzionale. Dopo gli atteggiamenti vessatori nei confronti della collega Sanna e i dipendenti dell’eco centro e le polemiche sulle operazioni immobiliari che hanno sollevato interrogativi politici e amministrativi, oggi sembra rivolgere la propria attenzione proprio contro una società sportiva che ha contribuito, anche economicamente, al recupero di un impianto pubblico. Servono risposte chiare anche sulla mancata assegnazione di spazi adeguati a Maria Pia. Colledanchise ha avuto il merito di porre queste questioni dall’interno della maggioranza. Noi le rilanciamo dall’opposizione: lo sport ha bisogno di rispetto, trasparenza e regole uguali per tutti, non di passerelle e riconoscimenti distribuiti selettivamente.
Marco Tedde – Forza Italia
Raffaele Salvatore – UDC
Michele Pais – Lega
Alessandro Cocco – Fratelli d’Italia
Massimiliano Fadda – Prima Alghero
Giovanna Caria – Riformatori Sardi