L’affondo di Mauro Pili: “Alghero non si difende con silenzio e omertà”

ALGHERO – “Alghero, quel “mozzicone” a lenta combustione delle 4,30 del mattino, prima i negazionisti di turno hanno negato con arroganza e tracontanza l’incendio, poi hanno negato la notizia, infine si sono persino inventati un “mozzicone” perfetto per chiudere in fretta la storia!
facciamo ordine, perché in poche ore questa vicenda ha cambiato faccia tre volte, e ogni cambio di faccia racconta qualcosa!  Primo tempo: ieri mattina poco dopo le 11.00 pubblico, dopo aver fatto tutte le verifiche, con testimoni e vigili del fuoco, il video che un testimone oculare mi ha inviato, con le fiamme che incombono sull’esterno del ristorante Luci del Golfo, sul lungomare Barcellona, ad Alghero!
la prima reazione dei negazionisti da tastiera e non solo è quella di negare: non è successo niente, nessun incendio!  Secondo tempo: quando la negazione non regge più, la prova delle immagini e qualche conferma, parte un’altra versione: se non fai il nome del ristorante la notizia è falsa! terzo tempo: ben 8 ore dopo la mia pubblicazione, un quotidiano locale prende un fotogramma dal mio video, senza citarne la fonte, e ci costruisce sopra un articolo nel quale l’incendio diventa un “principio d’incendio”, il bidone dei rifiuti diventa la causa e un mozzicone di sigaretta diventa l’innesco!
fonte della ricostruzione: “le prime verifiche”! firmate da chi? da nessuno! Sul posto, nell’immediatezza dei fatti, nessuno può certificare con assoluta certezza l’origine di un incendio, servono accertamenti tecnici, riscontri, tempi più lunghi e una relazione con una firma sotto!
questo è vero e va rispettato!
se ieri ho riferito di fonti non citabili per nome, ma esperti, persone intervenute materialmente per spegnere le fiamme, che lasciano trapelare “riservatamente” un’ipotesi di origine dolosa, quella valutazione non può essere liquidata come un pettegolezzo! Quell’indicazione “riservata” e autorevole pesa molto più di quanto possa valere la tesi fantasiosa e più facile da raccontare, di un fantomatico mozzicone “trovato” a mani nude tra le fiamme da passanti occasionali!
poi c’è l’orologio, che nessuno si è preoccupato di far tornare! Le fiamme si sviluppano alle 4,30 del mattino! A che ora sarebbe stato gettato quel mozzicone, proprio lì, sotto le tende del locale, in un cestino pieno di carta “infiammabile” a pronta presa? Per quante ore avrebbe dovuto covare dentro un cestino prima di provocare fiamme così invasive come quelle ben visibili dal video? Quale materiale avrebbe alimentato una combustione tanto lenta e inesorabile?
chi ha svolto gli accertamenti? dove si trova la relazione tecnica?
nessuno lo scrive e nessuno sembra averlo chiesto!
una combustione lenta durata ore non è impossibile in astratto, ma diventa una coincidenza fin troppo comoda quando serve a chiudere rapidamente un episodio che, nell’Alghero dell’estate 2026, dovrebbe essere approfondito e non archiviato in un trafiletto! Perché il contesto non è neutro, e fingere che lo sia costituisce la vera omissione di questa storia! Non parliamo di un episodio isolato! parliamo di almeno 16 attentati incendiari negli ultimi due anni! Parliamo di oltre 100 mezzi coinvolti! parliamo di bombe! parliamo di un gesto intimidatorio contro un’agente della polizia municipale!
arliamo di un autonoleggio , colpito due volte, prima a marzo e poi il 28 maggio, con una cinquantina di veicoli distrutti, due milioni di euro di danni e un titolare che in 26 anni di attività non aveva mai ricevuto minacce! Parliamo della discoteca Maden, colpita da un incendio doloso, in quel caso ufficialmente accertato da vigili del fuoco e polizia! Parliamo di una città che brucia troppo spesso perché ogni nuovo incendio possa essere trattato come un “mozzicone” mal spento!
e parliamo soprattutto di chi questa città la osserva con gli strumenti delle indagini e non con quelli delle rassicurazioni di comodo!
il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Cagliari Luigi Patronaggio, il cui ufficio ha competenza sull’intera Sardegna e dunque anche su Alghero, il 18 agosto lo ha messo nero su bianco! “Il caso di Alghero” riguarda una città “ormai additata da più qualificati osservatori come la città dove elementi della malavita campana hanno occupato ampi settori dell’economia cittadina”!
E ha aggiunto: “alla presenza di capitali e attività illecite, percepiti dalla gran parte della popolazione di Alghero, non corrisponde un rilevante numero di denunce e quindi di procedimenti penali”! Un anno prima era stato ancora più esplicito: “i tentacoli della mafia hanno stretto Alghero”, con investimenti opachi che vanno “dai ristoranti, alle gelaterie, ai lidi”! Dunque, non un’attività qualunque, quando prende fuoco un ristorante sul lungomare, ma esattamente uno dei settori economici indicati dal procuratore generale come possibile destinazione degli investimenti mafiosi!
questo non significa attribuire automaticamente a questo incendio una matrice dolosa o mafiosa! Significa l’esatto contrario della superficialità: non escludere nulla, non anticipare conclusioni e non spacciare una supposizione rassicurante per un accertamento tecnico! Lo stesso 18 agosto il pubblico ministero Armando Mammone ha rivolto un appello pubblico che i lettori della storia del “mozzicone” dovrebbero rileggere con attenzione: “chi sa parli, chi può riferire fatti di rilevanza penale lo faccia, siamo in grado di garantire l’anonimato”!
in questo contesto parliamo di una Prefettura che esclude, irresponsabilmente, l’esistenza di un’infiltrazione organizzata!
di un’amministrazione comunale protesa al silenziatore piuttosto che alla denuncia serrata di questo clima percepito da una parte rilevante della comunità algherese, forse anche intimorita da certe situazioni. In questo clima sottovalutare ogni singolo episodio non è prudenza, è una scelta, e le scelte producono conseguenze! Chi archivia un incendio con un condizionale senza nome, in una città nella quale il procuratore invita pubblicamente la popolazione a rompere il silenzio, non sta facendo cronaca cauta!
sta facendo, forse senza volerlo, il lavoro dell’omertà al posto suo!
perché la sottovalutazione, in territori come questo, produce quasi sempre lo stesso effetto: copre le intimidazioni, ammortizza i messaggi che qualcuno potrebbe aver voluto far arrivare e restituisce ai cittadini la rassicurazione più falsa ma comoda! Quella secondo cui ad Alghero, in fondo, brucerebbe soltanto qualche mozzicone mal spento. Non sto affermando che questo incendio sia certamente doloso! Sto affermando che non è certamente un “mozzicone”, almeno sino a quando questa tesi non verrà resa pubblica da una relazione tecnica, sottoscritta da chi ha svolto gli accertamenti, con l’indicazione degli elementi materiali sui quali quella conclusione si fonda!
e sino ad allora nessuno ha il diritto di spacciare un mozzicone come causa di quello che potrebbe essere l’ennesimo avvertimento! Alghero non si ama con il silenzio e l’omertà, non si ama con un negazionismo che in realtà aiuta solo chi Alghero non la ama proprio!”
Mauro Pili, ex-deputato, giornalista ed ex presidente della Regione Sardegna

“Pianificazione, Cacciotto dimentica ancora litorali e porto”

ALGHERO  – “Abbiamo preso visione della prima bozza del Piano Urbanistico Comunale e qualche domanda ci viene spontanea. Nell’elenco degli elaborati pubblicato dal Comune troviamo relazioni, norme, cartografie e documenti progettuali, ma non compaiono il Piano di Utilizzo dei Litorali e il Piano del Porto. Eppure parliamo di due strumenti di pianificazione fondamentali per una città come Alghero e, soprattutto, di due temi sui quali questa Amministrazione ha fatto più volte annunci e assunto impegni.

Sul porto, solo pochi mesi fa, si parlava di un Piano Regolatore Portuale arrivato a una fase matura e della necessità di integrarlo con il PUC. Lo stesso sindaco aveva sottolineato come la pianificazione del porto dovesse procedere di pari passo con quella urbanistica generale. Peccato però che, di tutto questo, non ci sia traccia agli atti. Se il Piano è pronto, perché non compare nella pianificazione che oggi viene sottoposta alla città?

Anche sul PUL la questione è tutt’altro che nuova. Nel programma elettorale della coalizione Cacciotto si parlava espressamente della necessità di pianificare l’utilizzo dei litorali e di garantire una fruizione delle spiagge durante tutto l’anno. Ebbene, i balneari attendono risposte concrete e non promesse, visto che al 31 ottobre saranno costretti a smontare gli stabilimenti.

A leggere questa bozza, sembrerebbe che per questa Amministrazione il porto e i litorali possano tranquillamente restare fuori dalla pianificazione del futuro di Alghero. Noi, al contrario, riteniamo da sempre che il porto e i litorali siano una parte essenziale dell’economia e del futuro della città. Perciò auspichiamo che il sindaco sollecitamente rimedi a questa grave dimenticanza, che il PUL e il Piano Regolatore Portuale vengano finalmente redatti e depositati e, soprattutto, che ci illumini su come intenda trasformare gli impegni scritti nel programma elettorale in scelte concrete”.

Riformatori Sardi

“Alghero, troppi incidenti stradali: urgono più sicurezza e più segnaletica”

ALGHERO – “Troppi incidenti hanno già segnato queste strade. L’Amministrazione intervenga subito prima che si verifichi un’altra tragedia.
Chiediamo all’Amministrazione comunale un intervento immediato e non più rinviabile per mettere in sicurezza l’incrocio tra via De Gasperi e via Berlinguer, teatro in questo periodo di troppi incidenti, alcuni dei quali particolarmente gravi.
La situazione attuale presenta evidenti criticità che mettono quotidianamente a rischio automobilisti, pedoni e ciclisti.
In particolare, la visibilità è fortemente compromessa dalla presenza di cespugli e vegetazione, che impediscono agli automobilisti di avere una visuale adeguata e rendono difficoltosa la percezione di chi sta effettuando una svolta o si appresta ad attraversare.
Ancora più preoccupante è la condizione dei pedoni, che per poter verificare l’eventuale arrivo di veicoli sono spesso costretti a sporgersi pericolosamente sulla carreggiata, mentre le automobili percorrono il tratto senza un adeguato rallentamento.
Non possiamo aspettare che si verifichi un altro incidente grave per intervenire.
Per questo chiediamo all’Amministrazione di convocare con la massima urgenza:
l’Assessore alla Viabilità;
l’Assessore alla Manutenzione, affinché venga effettuato immediatamente il necessario intervento sulla vegetazione e sulle condizioni dell’area;
il Comandante della Polizia Municipale, per una valutazione delle condizioni di sicurezza e della viabilità;
il Dirigente competente, affinché vengano individuate e attuate rapidamente le soluzioni necessarie.
Chiediamo inoltre di valutare con urgenza il potenziamento della segnaletica stradale, l’eventuale installazione di dispositivi per obbligare al rallentamento, il miglioramento della visibilità e qualsiasi altra soluzione tecnica necessaria a rendere l’incrocio più sicuro.
Lo stesso identico problema di scarsa visibilità e di pericolosità per i pedoni si presenta, tra l’altro, anche all’incrocio tra corso XX Settembre e via Matteotti, dove è necessario prestare la medesima attenzione.
La sicurezza stradale non può essere affrontata soltanto dopo che gli incidenti sono avvenuti. Occorre intervenire prima, eliminando le condizioni che possono favorirli.
Chiediamo quindi un sopralluogo urgente e un intervento concreto e tempestivo.
Le criticità sono evidenti, gli incidenti sono già troppi e il rischio per chi percorre queste strade è reale.
Non aspettiamo il prossimo incidente per decidere di intervenire. La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto”.
Christian Mulas Consigliere comunale PSd’Az

“Dopo il nefasto PPR, la Todde vuole vincolare ancora il territorio algherese”

ALGHERO – «Ancora una volta la Regione decide sul territorio di Alghero senza Alghero». È la denuncia di Michele Pais, consigliere comunale della Lega, che interviene sulla proposta regionale di maxi ampliamento della ZPS “Costa ed Entroterra di Bosa, Suni e Montresta”, destinata a ricomprendere anche parte del territorio algherese.
«Parliamo di una scelta di enorme rilevanza ambientale, urbanistica ed economica – afferma Pais – della quale il Consiglio comunale non è stato interessato, la Commissione competente non ha discusso e non sappiamo neppure quale sia la posizione dell’Amministrazione comunale».
A dare la dimensione dell’operazione sono gli stessi numeri della documentazione regionale: la ZPS passerebbe dagli attuali 8.222 ettari a circa 47.233 ettari, con oltre 39 mila ettari in più e una superficie complessiva quasi sei volte quella attuale. Ancora più rilevante l’espansione in mare: da appena 326 ettari a circa 7.176 ettari, oltre venti volte l’attuale superficie marina.
«Non stiamo quindi parlando di una semplice correzione dei confini – sottolinea Pais – ma di una trasformazione radicale della perimetrazione. Quasi sei volte la superficie complessiva e oltre venti volte quella marina sono numeri che impongono una discussione pubblica. Occorre sapere esattamente quali porzioni del territorio e del mare di Alghero saranno interessate e quali conseguenze potranno esserci per cittadini, agricoltori, imprese, turismo, nautica e possibilità di sviluppo».
Per l’esponente della Lega, il fatto che si tratti ancora di una proposta sottoposta a consultazione rende ancora più urgente l’intervento dell’Amministrazione.
«È adesso che Alghero deve far sentire la propria voce, non quando tutto sarà deciso. La tutela dell’ambiente e della biodiversità è un valore che nessuno mette in discussione, ma deve essere conciliata con le esigenze delle comunità che quei territori li vivono e li mantengono. Bisogna conoscere benefici e criticità e soprattutto capire quali ulteriori vincoli possano derivare dalla nuova perimetrazione».
Pais allarga quindi il ragionamento ad altre decisioni regionali che hanno interessato direttamente Alghero.
«È lo stesso metodo già visto sulle aree idonee per eolico e fotovoltaico, sulla fusione degli aeroporti e sulla retrocessione dell’ospedale Marino alla ASL: si decide dall’alto, sulla testa delle comunità locali, e poi si mettono cittadini e istituzioni davanti al fatto compiuto. Per la sinistra pentastellata Alghero sembra essere soltanto una superficie vuota su una cartina regionale».
La questione, secondo Pais, è ancora più delicata perché il territorio algherese è già sottoposto a numerosi livelli di tutela.
«Alghero è già fortemente ingessata dai vincoli del PPR dell’epoca Soru, ai quali si aggiungono il Parco di Porto Conte, l’Area Marina Protetta e le aree Natura 2000 esistenti. Prima di introdurre ulteriori livelli di tutela e conseguenti limitazioni occorre dimostrarne la necessità, valutarne attentamente gli effetti e, soprattutto, coinvolgere la comunità algherese».
A questo si aggiunge, denuncia Pais, un’altra partita che starebbe maturando a livello regionale: la modifica dell’assetto del Parco regionale di Porto Conte.
«Come se non bastasse, negli uffici regionali circola anche una proposta di riforma del Parco di Porto Conte, anch’essa maturata nella sostanziale inconsapevolezza della città. Un intervento destinato a incidere profondamente sulla governance di un Parco nato dalla volontà degli algheresi, introducendo altri soggetti e modificando gli attuali equilibri, con il rischio concreto di ridimensionare la centralità di Alghero nelle decisioni sul proprio territorio. Anche di questo il Consiglio comunale non è stato preventivamente investito».
Da qui la richiesta di una convocazione urgente delle istituzioni cittadine.
«Su ZPS e Parco di Porto Conte emerge un unico, grave problema politico: la Regione Todde continua a pensare di poter decidere su Alghero senza Alghero. Il Sindaco riferisca immediatamente se il Comune fosse a conoscenza dell’ampliamento proposto, quali interlocuzioni abbia avuto con la Regione, quale posizione intenda assumere e se presenterà osservazioni».
«Chiedo quindi – conclude Pais – l’immediata convocazione della Commissione competente, con tutta la cartografia e la documentazione tecnica, e subito dopo del Consiglio comunale. Prima si discute con Alghero, si valutano vantaggi e svantaggi e si ascoltano cittadini, imprese e categorie interessate. Poi si decide. Non il contrario»

“Stalli personalizzati: Piccone ha ragione, ma la responsabilità è di Cacciotto”

ALGHERO – Tedde, Peru, Bardino e Ansini: “Il regolamento è in vigore da oltre due mesi, ma la Commissione prevista dall’articolo 6 non è stata ancora nominata dal Sindaco. Un’inadempienza grave che incide sui diritti delle persone con disabilità”
«La presidente della Commissione Regolamenti, Giuseppina Piccone, ha pienamente ragione nel sollecitare gli uffici comunali affinché le pratiche relative agli stalli personalizzati per le persone con disabilità non rimangano inevase. Ma la sua rimostranza è mal indirizzata: l’indice accusatorio deve essere puntato sul sindaco Cacciotto».
Lo affermano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, intervenendo sulla mancata costituzione della Commissione consultiva prevista dal regolamento per l’istituzione degli stalli di sosta riservati alle persone con disabilità.
«Il regolamento approvato dal Consiglio comunale il 19 giugno scorso – sottolineano i consiglieri azzurri – è chiarissimo. L’articolo 6 stabilisce che “con decreto del Sindaco è costituita una Commissione consultiva”, composta da un dirigente comunale, dal Garante per i diritti delle persone con disabilità e da un esperto in materia sanitaria. Alla Commissione spetta l’espressione di un parere obbligatorio, ma non vincolante, sulle pratiche relative agli stalli personalizzati».
«E occorre essere molto chiari sul significato di questa previsione – precisano Tedde, Peru, Bardino e Ansini –. “Obbligatorio” significa che il parere deve essere necessariamente richiesto alla Commissione. “Non vincolante” significa invece che l’amministrazione non è obbligata a conformarsi al suo contenuto e può anche discostarsene, motivando adeguatamente la propria decisione. Le due cose non vanno confuse. Il parere può essere disatteso, ma non può essere semplicemente omesso. E proprio per questo la Commissione deve essere costituita e deve poter svolgere la funzione che il Consiglio comunale le ha attribuito».
«Dunque – proseguono i consiglieri – non siamo di fronte a una facoltà del sindaco, ma a un preciso adempimento previsto dal regolamento comunale. L’articolo 6 dispone che la Commissione sia costituita con decreto del Sindaco. E, a distanza di oltre due mesi dall’approvazione del regolamento, questo adempimento non risulta ancora essere stato assolto».
Per Forza Italia, la questione non è meramente organizzativa o burocratica.
«È un’inadempienza grave e delicata – affermano Tedde, Peru, Bardino e Ansini – perché rischia di incidere concretamente sull’esercizio di diritti fondamentali delle persone con disabilità. Parliamo di cittadini che hanno diritto a trovare nell’amministrazione comunale un interlocutore attento, efficiente e tempestivo. Gli stalli personalizzati non sono un privilegio, ma uno strumento di concreta tutela della mobilità, dell’autonomia e della dignità personale».
«Per questo – concludono i consiglieri di Forza Italia – la presidente Piccone, che giustamente richiama l’amministrazione al dovere di istruire e definire le pratiche, dovrebbe puntare l’indice sul sindaco Cacciotto e chiedergli perché, dopo oltre due mesi dall’approvazione del regolamento, non abbia ancora provveduto a nominare la Commissione prevista dall’articolo 6. È il sindaco che deve dare una risposta al Consiglio comunale e soprattutto ai cittadini. La Commissione va nominata senza ulteriori indugi, affinché il procedimento previsto dal regolamento possa essere concretamente applicato e le persone con disabilità possano ottenere risposte certe e tempestive»

“Disservizi nell’Ascot di via degli Orti, diverse lamentele”

ALGHERO – “Molti cittadini ci segnalano un grave disservizio che sta interessando l’importante servizio
Ascot di via degli Orti, qualora quanto lamentato corrisponda a verità l’Asl è invitata a porvi
rimedio immediatamente, considerato che molti cittadini non hanno ancora il loro medico di
base . In molti lamentano che gli orari non vengono sempre rispettati e che, in alcune
giornate, il servizio termina in anticipo, lasciando persone in fila da ore senza poter ricevere
assistenza. Prima Alghero chiede alla ASL di verificare immediatamente se ci siano mancanze
nell’organizzazione e di individuare una soluzione concreta. Questo servizio oggi più che mai,
deve essere potenziato, perché i disguidi ricadono su chi ha bisogno di cure”.

Massimiliano Fadda, Coordinamento Prima Alghero

“Stalli disabili bloccati e frizioni nel Palazzo, situazione vergognosa”

ALGHERO –  «È davvero vergognoso che un regolamento pensato per garantire un diritto concreto alle persone con disabilità, dopo un lungo e responsabile percorso istituzionale, rischi di rimanere bloccato per conflitti e contrapposizioni interne agli uffici comunali». A dichiararlo è il consigliere comunale del PSd’Az, Christian Mulas intervenendo con fermezza sulla situazione relativa al Regolamento per gli stalli riservati alle persone con disabilità.
La Commissione consiliare ha lavorato con serietà e responsabilità, insieme alla Presidente e ai commissari, portando avanti un lavoro intenso che ha richiesto mesi di confronto.
Le date parlano chiaro: Commissione il 19 marzo 2026, proposta per il Consiglio comunale l’11 aprile 2026 e approvazione definitiva in Consiglio comunale il 19 giugno 2026.
«Dopo tutto questo lavoro sottolinea il consigliere  non è accettabile che un regolamento approvato dall’organo consiliare possa incontrare ostacoli nella fase della sua attuazione. Ancora più grave è che, a distanza di mesi dall’approvazione, diverse pratiche relative a richieste presentate da persone con disabilità importanti risultino ancora bloccate».
«Stiamo parlando di cittadini con disabilità e famiglie che hanno necessità concrete, non di pratiche burocratiche qualsiasi. Le beghe interne devono rimanere nelle stanze. Non possono e non devono essere pagate dai cittadini, tantomeno dalle persone con disabilità.»
Il punto, secondo il consigliere, è soprattutto uno: non si può bloccare un diritto che riguarda persone con disabilità importanti e le loro famiglie.
La possibilità di avere stalli numerati e regolamentati non è un dettaglio burocratico, ma uno strumento concreto di tutela, autonomia, sicurezza e dignità per chi vive quotidianamente condizioni di particolare difficoltà.
«Non mi interessano le rivalità personali, le contrapposizioni o le dinamiche interne alla Polizia municipale. Mi interessa che il regolamento venga applicato e che le pratiche vengano esaminate e definite. Se esistono problemi organizzativi, divergenze o conflitti tra colleghi, devono essere affrontati e risolti da chi ha la responsabilità degli uffici. Non può essere il cittadino disabile a pagare il prezzo di queste situazioni.»
Per questo il consigliere chiede formalmente l’intervento della Segreteria comunale, affinché venga fatta chiarezza sullo stato delle pratiche e venga garantito il corretto funzionamento della macchina amministrativa.
«Chiedo alla Segreteria comunale di intervenire e di mettere ordine in una situazione che rischia di diventare paradossale. Il Consiglio comunale ha fatto la propria parte e ha approvato il regolamento. Adesso gli uffici devono metterlo in pratica, senza muri personali, senza veti e senza ulteriori ritardi.»
Il consigliere chiede inoltre di conoscere quante siano attualmente le richieste rimaste inevase, da quanto tempo siano ferme e quali siano le ragioni che ne impediscono la definizione, soprattutto nei casi riguardanti persone con disabilità particolarmente gravi.
«Non possiamo accettare che una persona che ha già dovuto affrontare difficoltà enormi debba anche combattere contro la burocrazia per ottenere uno strumento che dovrebbe garantirle maggiore autonomia e sicurezza. Il regolamento è stato approvato: ora deve essere applicato.»
Il consigliere conclude annunciando che sta valutando la presentazione di un’interrogazione urgente in Consiglio comunale, per chiedere conto dello stato di attuazione del regolamento, del numero delle pratiche attualmente bloccate, delle eventuali criticità organizzative e dei tempi necessari affinché gli stalli numerati possano diventare finalmente operativi.
«Dopo mesi di lavoro istituzionale e dopo l’approvazione definitiva del regolamento, non sono più accettabili rinvii. I diritti delle persone con disabilità non possono aspettare le beghe degli uffici.»
Chiude la nota Christian Mulas Consigliere comunale PSd’Az

“Rifiuti di plastica, Cacciotto trovi un’area lontano da abitazioni e dal Parco”

ALGHERO – «La filiera della plastica è nuovamente in crisi. Dopo lo stop dello scorso novembre, di nuovo CoRePla, il consorzio di filiera, deve affrontare l’emergenza legata all’invasione della plastica cinese. La plastica vergine proveniente dalla Cina arriva a prezzi con cui il materiale riciclato europeo fatica a competere. Il riciclato non trova sbocchi sufficienti e così gli impianti si saturano e i ritiri rallentano. Questa emergenza colpisce soprattutto le isole e riguarda così anche Alghero». Lo dichiara Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale.

«Tutto questo, però, non può trasformarsi nell’alibi per scegliere qualsiasi area di stoccaggio. Da Santa Maria La Palma arrivano segnalazioni molto chiare: cattivi odori durante la notte, finestre che devono restare chiuse e comprensibile preoccupazione dei residenti per la salubrità dell’aria. Una borgata abitata non può diventare il punto di sfogo dell’emergenza».

«Già lo scorso novembre Alghero aveva affrontato la stessa crisi ricorrendo al Palacongressi. Proprio quell’esperienza avrebbe dovuto suggerire di predisporre per tempo alternative più adeguate nel caso il problema si fosse ripresentato. Pensiamo, per esempio, all’area di San Marco».

«Chiediamo quindi al Sindaco di individuare immediatamente un sito temporaneo più idoneo e realmente distante dalle abitazioni. Nel frattempo servono controlli puntuali sulla situazione ambientale e tutte le misure necessarie per limitare i disagi. Pur comprendendo l’emergenza generale non accettiamo che a pagarne il prezzo siano ancora una volta i cittadini»

Usi Civici, “Mancano le mappe, trasparenza dimezzata”

ALGHERO – “Abbiamo letto con interesse la riflessione dell’Assessore alle Finanze e al Demanio sull’Alghero dei prossimi decenni. È una visione ambiziosa: ricerca, imprese, università, famiglie, scuola, agricoltura, ambiente, sport, patrimonio pubblico, innovazione e qualità della vita dovrebbero diventare parti di una stessa strategia. Non abbiamo difficoltà a condividere l’obiettivo. Anzi, proprio perché prendiamo sul serio questa idea di futuro, riteniamo necessario porre una domanda: su quale conoscenza del territorio e del patrimonio pubblico stiamo costruendo questa nuova Alghero?

Perché la programmazione strategica non comincia dai finanziamenti, dai progetti o dai cantieri. Comincia dalla conoscenza. Conoscere significa sapere quali beni appartengono al patrimonio pubblico, quale sia il loro regime giuridico, quale sia la loro storia, quali siano i vincoli che li riguardano e quali procedure siano state seguite nel tempo per modificarne la destinazione o il regime. La questione diventa ancora più importante quando parliamo di terre civiche, che non sono semplicemente immobili comunali da valorizzare, ma beni caratterizzati da una particolare funzione e disciplina.

Non lo diciamo soltanto noi. Il TAR Sardegna, nella sentenza n. 683/2024, ha respinto il ricorso del Comune di Alghero contro la Regione nella vicenda relativa al Piano di valorizzazione e recupero delle terre civiche. Il Tribunale ha ritenuto legittime le richieste istruttorie della Regione e ha evidenziato la necessità di un’istruttoria completa e precisa, anche in ragione della complessa evoluzione storica e giuridica delle aree. Ma c’è un passaggio che dovrebbe far riflettere chiunque abbia a cuore la qualità dell’amministrazione pubblica. Il TAR ha rilevato che il Piano comunale era stato predisposto senza accertare compiutamente la corrispondenza delle terre civiche allo stato di fatto e di diritto attuale, ritenendo tale verifica un presupposto fondamentale per l’approvazione del Piano.

Ed è proprio in questo contesto che si colloca l’azione formale della nostra Associazione. Già in data 3 agosto 2026 abbiamo presentato una formale richiesta di accesso agli atti per poter conoscere gli allegati alla deliberazione comunale n. 61, richiamati dall’atto stesso come sue parti integranti e sostanziali: la relazione tecnica, la tabella riepilogativa e le sette tavole cartografiche. Si tratta di documentazione depositata presso il Servizio Demanio e Patrimonio, ma incredibilmente non pubblicata sull’Albo Pretorio insieme alla deliberazione.

Ad oggi, le nostre richieste sono rimaste senza risposta, avvolte dal silenzio degli uffici. Per questa ragione, ci apprestiamo a inviare un formale sollecito e una diffida tramite Accesso Civico Generalizzato, indirizzata anche alla Segretaria Generale in qualità di Responsabile della Trasparenza. Chiediamo che le mappe siano rese immediatamente pubbliche e che i termini per le osservazioni dei cittadini siano congelati e fatti ripartire solo dal momento della reale ed effettiva trasparenza delle carte.

Perché vogliamo conoscere questi documenti? Non per una curiosità burocratica. Perché se il patrimonio pubblico è uno dei pilastri della nuova strategia di sviluppo di Alghero, i cittadini devono poter conoscere esattamente quale patrimonio viene amministrato, con quale ricostruzione documentale e sulla base di quali presupposti giuridici e territoriali. Ed è qui che la domanda diventa inevitabile: come possiamo programmare il futuro di un patrimonio che non siamo ancora messi nelle condizioni di conoscere integralmente?

Riteniamo siano domande di buona amministrazione. L’Assessore scrive che “la programmazione strategica è fatta da persone, prima ancora che opere”. Siamo d’accordo. Ma aggiungiamo una cosa: la buona amministrazione è fatta anche di conoscenza, istruttorie, documenti, competenze, trasparenza e responsabilità.

Prima della valorizzazione viene la conoscenza del bene. Prima della trasformazione viene la certezza del suo regime giuridico. Prima della programmazione viene l’istruttoria. E solo dopo possono venire gli investimenti, i progetti e i cantieri. Questa non è una visione alternativa allo sviluppo. È una diversa idea di sviluppo: uno sviluppo che non considera il territorio soltanto come un insieme di asset da mettere a sistema, ma come il patrimonio sul quale costruire il futuro della comunità.

Perché una città veramente attrattiva non è soltanto quella nella quale qualcuno desidera venire. È quella nella quale chi già ci vive può avere fiducia nelle istituzioni, nel territorio che amministrano e nelle scelte che vengono fatte sul patrimonio collettivo. La nostra idea di Alghero parte da qui: conoscere prima di valorizzare, tutelare prima di consumare, programmare prima di trasformare. E soprattutto: misurare la distanza tra ciò che un’amministrazione dichiara di voler essere e ciò che concretamente riesce ad amministrare.

Questo è il confronto che proponiamo. Non contro la visione. Per una visione all’altezza di Alghero”.

Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco

Sicurezza urbana, la Giunta approva “Scudo 2026”: 250mila euro per la videosorveglianza

ALGHERO – Un investimento da 250 mila euro per ampliare il sistema di videosorveglianza e rafforzare il controllo del territorio. La Giunta Cacciotto ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica “SCUDO 2026”, con il quale il Comune di Alghero partecipa alla procedura di finanziamento del Ministero dell’Interno dedicata al potenziamento dei sistemi di videosorveglianza. Il piano prevede 16 nuove postazioni per complessive 88 telecamere, distribuite tra Alghero e Fertilia. L’investimento ammonta complessivamente a 250 mila euro: 220 mila euro saranno richiesti attraverso il contributo ministeriale, mentre il Comune parteciperà con 30 mila euro di risorse proprie, già accantonate dall’Amministrazione. «Con questo intervento andiamo incontro a un’esigenza di maggiore controllo del territorio fortemente sentita dalla nostra comunità e proseguiamo lungo una direzione sulla quale abbiamo investito fin dall’inizio del mandato – dichiara il Sindaco Raimondo Cacciotto –. In questi due anni abbiamo lavorato per rafforzare il Comando della Polizia Locale, incrementando l’organico, rinnovando mezzi e attrezzature, investendo sulla formazione e introducendo nuovi strumenti tecnologici. Sono entrate in funzione la stazione mobile e le body cam, abbiamo potenziato la presenza degli agenti nelle ore serali e notturne e avviato il Progetto Decoro per garantire un presidio più capillare del centro storico. Ora vogliamo estendere ulteriormente la capacità di controllo della città attraverso una rete di videosorveglianza più moderna e diffusa». Le nuove postazioni sono state individuate in diversi punti strategici del territorio. A Fertilia interesseranno la rotatoria tra la SS 127 bis, la SS 291, via Zara e via dell’Istria e l’area tra via Pola, lungomare Rovigno e piazza San Marco. Ad Alghero il progetto coinvolge viale Burruni; viale Primo Maggio e gli incroci con via del Libeccio, via Lido e via Liguria; via Don Minzoni nelle intersezioni con via Fleming, via Corsica, via Calaresu e via Azuni; l’area tra via Simon Mossa, via Vittorio Emanuele e la nuova circonvallazione; la zona di Carrabuffas; piazza Sulis; il Mirador Giuni Russo; l’intersezione tra via Giovanni XXIII e via De Gasperi; piazza della Mercede; piazza Sventramento; piazza Civica e l’area tra via XX Settembre, via Cagliari e via Giovanni XXIII. Parallelamente, la I Commissione consiliare sta lavorando alla redazione del regolamento sulla videosorveglianza, che definirà una disciplina organica per l’utilizzo degli impianti e consentirà, nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali, di regolare anche la possibilità per i privati di mettere le registrazioni dei propri sistemi a disposizione delle autorità competenti.

«Vogliamo offrire alla città un servizio sempre più prossimo e capillare, mettendo gli operatori nelle condizioni di lavorare con strumenti adeguati e aumentando la nostra capacità di presidio – prosegue il Sindaco Cacciotto –. La tecnologia può dare un contributo importante alla prevenzione, all’accertamento degli illeciti e al lavoro quotidiano della Polizia Locale e delle Forze dell’ordine. Penso anche al contrasto dei reati ambientali e dell’abbandono dei rifiuti, un problema particolarmente sentito ad Alghero e sul quale stiamo intervenendo con tutti i mezzi a nostra disposizione».