Il Pd “abbassa la cresta” ai Civici: chi decide sono i partiti

ALGHERO – “Il Partito Democratico di Alghero interviene in merito al comunicato diffuso da Sardegna 2050, ribadendo alcuni principi fondamentali che guidano l’azione politica e amministrativa della coalizione.

Il PD riconosce il valore delle competenze professionali e dell’esperienza maturata dalle persone chiamate a ricoprire incarichi amministrativi. Allo stesso tempo, ritiene che la qualità dell’azione di governo debba fondarsi sulla capacità di coniugare competenze, risultati e consenso democratico, nel rispetto del mandato ricevuto dagli elettori e del progetto politico condiviso.

Il ruolo dei partiti resta centrale e trova un fondamento preciso nella Costituzione. L’articolo 49 riconosce a tutti i cittadini il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere, con metodo democratico, a determinare la politica nazionale. I partiti sono quindi strumenti essenziali di partecipazione, rappresentanza e costruzione degli indirizzi politici. Non possono essere considerati semplici contenitori da utilizzare a piacimento, né strumenti a cui ricorrere quando conviene e da cui prendere le distanze quando non corrispondono ai propri interessi.

Il civismo rappresenta una risorsa importante quando contribuisce ad arricchire il confronto politico e amministrativo con esperienze, professionalità e partecipazione. Non può però essere utilizzato per delegittimare il ruolo dei partiti o per sottrarre alla dialettica democratica scelte che attengono alla responsabilità delle forze politiche e delle coalizioni.

Il Partito Democratico di Alghero rivendica la propria autonomia, la propria storia e il consenso ricevuto, insieme alla responsabilità di contribuire alle scelte amministrative della città. Non accetta che la propria linea politica venga dettata da associazioni esterne al contesto politico e amministrativo algherese, che non partecipano direttamente alla costruzione del progetto di governo della città e non ne condividono le responsabilità.

Le valutazioni sugli assetti amministrativi e sulle persone chiamate a ricoprire incarichi istituzionali spettano alle sedi politiche legittimate a compierle, attraverso il confronto, la condivisione e il rispetto reciproco. La valorizzazione delle competenze è un principio fondamentale, ma deve accompagnarsi al riconoscimento del consenso democratico e alla responsabilità politica di chi è chiamato a governare.

Il PD continuerà a lavorare per un’amministrazione capace di valorizzare le competenze, riconoscere il consenso e dare attuazione al programma condiviso, nella consapevolezza che nessuna professionalità può prescindere dalla responsabilità politica e nessuna scelta politica può prescindere dall’interesse della comunità”

Giovanni Idda, vicesegretario PD Alghero

Pd, Civici e Cacciotto: volano gli stracci. “La cattiva politica si nutre di poltrone”

ALGHERO – “La buona politica sceglie le persone per le loro competenze, le mette al servizio dei cittadini e concede loro il tempo necessario per trasformare idee e progetti in risultati. La cattiva politica, invece, distribuisce incarichi, regola i conti interni e sacrifica le capacità professionali sull’altare degli equilibri di partito.

La presenza di Raffaella Sanna nella Giunta di Alghero, Assessora con delega alla Cultura, Innovazione e conoscenza, rappresenta un esempio significativo di civismo autentico: una professionista con una solida esperienza nel mondo della ricerca e dell’innovazione, tecnologa e project manager al CRS4, capace di mettere competenze maturate nella società civile al servizio delle istituzioni. In un tempo in cui la parola “civismo” viene spesso abusata e piegata a convenienze elettorali, questa scelta ha un significato preciso: portare nell’amministrazione persone per ciò che sanno fare, non soltanto per gli equilibri che rappresentano.

In circa due anni, Sanna ha lavorato su iniziative che spaziano dall’innovazione digitale alla cultura, dai giovani alla partecipazione civica. Progetti che meritano di essere giudicati nei risultati, certamente, ma che testimoniano un impegno amministrativo da valutare nel merito, non da cancellare con una semplice decisione politica.

Un assessore non è una pedina da spostare sulla scacchiera dei partiti. È una persona alla quale vengono affidate responsabilità, obiettivi e risorse, e che deve essere giudicata per il lavoro svolto. Due anni possono bastare per avviare un percorso, ma non sempre per completarlo. Interromperlo senza una motivazione legata ai risultati rischia di disperdere competenze, continuità e opportunità per la comunità.

Ecco la differenza tra buona e cattiva politica: la prima mette al centro l’interesse dei cittadini; la seconda mette al centro la distribuzione del potere. La prima valorizza il merito; la seconda pretende fedeltà. La prima costruisce nel tempo; la seconda cambia le persone per conservare gli equilibri.

Anche le esperienze amministrative presentate come civiche, come quella di Quartu Sant’Elena, dovrebbero essere giudicate con lo stesso metro: non per le etichette utilizzate, ma per la capacità di sottrarre davvero le istituzioni alle logiche di appartenenza e di privilegiare competenze e risultati.

Ora, sul caso Sanna, la domanda è inevitabile: la sua eventuale sostituzione risponde a una valutazione concreta del suo operato o alla necessità di ridistribuire le caselle del potere? Se esistono ragioni amministrative, vengano spiegate pubblicamente. Se invece prevalgono gli equilibri interni, siamo di fronte a una politica che rischia di smentire proprio i principi di merito e partecipazione che dovrebbe rappresentare.

Il civismo non consiste nel presentare una persona come indipendente quando serve e poi trattarla come sacrificabile quando cambiano gli accordi. E il sindaco non dovrebbe essere il notaio delle segreterie, ma il garante dell’interesse della città.

Perché le istituzioni non sono proprietà dei partiti, gli assessorati non sono premi di appartenenza e le competenze non sono merce di scambio.

La buona politica sa riconoscere il valore delle persone e dare continuità al lavoro utile. La cattiva politica, invece, può anche vincere la battaglia per una poltrona, ma rischia di perdere qualcosa di molto più importante: la fiducia dei cittadini”

Il Direttivo

Sardegna 2050

“Un sardo su cinque non si cura, fallimento totale della Todde: si dimetta”

CAGLIARI – «I dati della Fondazione GIMBE, che si aggiungono a quelli pubblicati pochi giorni fa da AGENAS, fotografano una situazione drammatica: un vero e proprio cataclisma sanitario sta investendo la Sardegna. Non siamo più davanti a semplici criticità, ma a un’emergenza strutturale che sta compromettendo il diritto fondamentale alla salute dei cittadini».

È la durissima denuncia di Michele Pais, consigliere comunale della Lega ed ex Presidente del Consiglio regionale della Sardegna, che interviene sui dati della Fondazione GIMBE relativi alla rinuncia alle prestazioni sanitarie.
«Essere la regione con la più alta percentuale d’Italia di cittadini che rinunciano alle cure è una vergogna che dovrebbe portare alle dimissioni chiunque abbia un minimo di senso del pudore e della responsabilità istituzionale. Ma evidentemente questo senso di responsabilità manca, e sappiamo già che non lo faranno.
Nel 2025 il 19,5% dei sardi ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria: praticamente un cittadino su cinque. Nel 2023, anno ancora pesantemente segnato dalle conseguenze della pandemia, la percentuale era del 13,7%. Un peggioramento di ben 5,8 punti percentuali, mentre la media nazionale si ferma al 9,6%. Il confronto è impietoso.
E i dati AGENAS relativi al 2026, con il peggioramento dei tempi delle prime visite specialistiche, fanno temere una situazione ancora più grave.
La Sardegna è l’unica regione, tra quelle con i maggiori ritardi nelle prime visite specialistiche, a registrare un ulteriore peggioramento. È questo il risultato concreto delle politiche sanitarie della Giunta Todde, peraltro tutte bocciate da sentenze della Corte costituzionale, e dei tribunali ordinari e amministrativi».
Pais prosegue:
«Tra il caos dei cantieri OSS, l’aumento delle risorse destinate alla sanità privata, le liste d’attesa che si allungano, gli ospedali di comunità che ad oggi sono scatole vuote, i pronto soccorso in sofferenza e la carenza di medici di medicina generale, si sta consumando quello che considero il più grave fallimento politico e amministrativo che la sanità sarda abbia conosciuto.
E mentre un sardo su cinque rinuncia a curarsi, la Presidente Todde, che detiene anche la delega alla Sanità, trova il tempo partecipare a esclusivi meeting, convention o comizi in giro per la Sardegna, l’Italia e l’Europa a raccontare una realtà che non esiste.
Così come la Sardegna vera non è quella dei video patinati su Instagram o Tik Tok della Presidente».
Pais conclude con una richiesta politica netta:
«La Presidente Todde, che ha voluto assumere direttamente anche la responsabilità dell’assessorato alla Sanità, prenda atto della gravità della situazione. E si assuma la responsabilità del fallimento, senza puerili scaricabarile a medici o addirittura ai cittadini, che a tre anni di governo, non funziona più».
«Quando quasi il 20% della popolazione rinuncia alle cure, significa una sola cosa: che si è totalmente incapaci e si è sbagliato tutto.
La Presidente abbia il coraggio di restituire la parola ai sardi. Se ritiene davvero di aver governato bene, non dovrebbe avere paura del loro giudizio. Si dimetta, si torni alle urne e lasci che siano i cittadini a valutare il suo operato».

“Modello Todde della Schlein? E’ un fallimento per la Sardegna”

CAGLIARI – “Elly Schlein è arrivata a Cagliari per impartire l’ennesima lezione sul governo del Paese, raccontando un’Italia ferma e ignorando i dati che la smentiscono. Ma la propaganda non cancella i risultati e non può coprire le responsabilità della giunta Todde”.
Lo dichiarano Pietro Pittalis, segretario regionale di Forza Italia, e Marco Tedde, consigliere nazionale del partito, intervenendo sulle dichiarazioni della segretaria nazionale del Pd alla Festa dell’Unità di Cagliari.
“Schlein parla di salari, lavoro, crescita e sanità come se nulla fosse cambiato. I numeri raccontano un’altra realtà: nel secondo trimestre del 2026 l’Italia ha raggiunto 24,36 milioni di occupati e il tasso di occupazione è salito al 63,1%, il livello più alto dall’inizio delle serie storiche nel 2004. Nel 2025 il Pil è cresciuto dello 0,6% e le esportazioni dell’1,7%. Non sono dati da celebrare con trionfalismo, ma bastano a smentire l’immagine di un Paese fermo e senza prospettive. Negare questi risultati per ragioni di propaganda non è politica: è disinformazione”.
“Anche sulla sanità servono fatti, non slogan. Il Servizio sanitario nazionale va rafforzato, garantendo più personale, più prestazioni e tempi di attesa accettabili. Ma in Sardegna a seguito dell’accordo Prodi – Soru del 2006 le spese della sanità sono a carico della regione. E quindi questa è soprattutto una responsabilità regionale. In Sardegna i cittadini continuano a fare i conti con disservizi, ritardi e carenza di personale. La presidente Todde non può pensare di risolvere problemi concreti con conferenze stampa e dichiarazioni di principio”.
“Schlein avrebbe dovuto chiedere conto alla presidente Todde delle liste d’attesa, dei trasporti insufficienti e costosi, di una continuità territoriale che non garantisce collegamenti adeguati, delle difficoltà del mercato del lavoro e dell’assenza di una strategia energetica chiara, capace di tutelare il territorio e sostenere imprese e famiglie. Invece ha promosso il governo regionale come un modello, senza indicare un solo risultato che giustifichi questa valutazione”.
“Quali cambiamenti concreti può rivendicare la giunta Todde? Le criticità della sanità restano evidenti, i trasporti sono ancora inadeguati, sul lavoro mancano risposte strutturali e sull’energia cittadini e imprese attendono certezze. La presidente deve spiegare che cosa è cambiato davvero, non continuare a promettere che cambierà”.
“Chiediamo coerenza. Se Schlein accusa il governo nazionale di non fare abbastanza per la Sardegna, deve usare lo stesso metro con la propria presidente. Il colore politico non può trasformare ogni problema in un’eredità del passato e ogni annuncio in un risultato”.
“Anche sul 41-bis servono serietà e atti concreti. Dire che la Sardegna non sarà un’isola-carcere non basta: servono confronto istituzionale, decisioni chiare e risultati verificabili. Lo stesso vale per i trasporti. Attaccare le compagnie aeree non risolve nulla se non si garantiscono collegamenti efficienti e continuità territoriale”.
“Dopo quasi tre anni di governo regionale, troppe risposte restano incomplete. Gli annunci occupano la scena, mentre i sardi chiedono una sanità che funzioni, infrastrutture adeguate, lavoro, energia a costi sostenibili e collegamenti affidabili. È tempo che la giunta Todde renda conto dei risultati, non delle intenzioni”.
“Schlein è venuta in Sardegna a certificare la Todde. Noi chiediamo una certificazione diversa: quella dei fatti. Il consenso di una segretaria di partito non riduce le liste d’attesa, non abbassa il costo dei trasporti, non crea lavoro e non definisce una politica energetica. Ai sardi non servono applausi politici né promesse ripetute. Servono risultati concreti. E, dopo quasi tre anni, sui risultati la giunta Todde è ancora in debito”

“Cacciotto si vanta di opere ereditate e non ne conclude neanche una”

ALGHERO – «La sinistra che parla di dinamismo amministrativo fa sorridere, perché mentre scrive l’ennesimo comunicato fatica a portare avanti i progetti ereditati. Largo Nunzio Costantino è un intervento progettato dalla Giunta Conoci, che Cacciotto ha oggi la faccia tosta di rivendica come proprio, nonostante i ritardi e i disagi che sta causando ai cittadini del quartiere di Sant’Agostino. I consiglieri di sinistra invece, prima di accusare Fratelli d’Italia, dovrebbero almeno rileggere le proprie dichiarazioni». Così Fratelli d’Italia Alghero replica alla maggioranza sui cantieri di Sant’Agostino.
«Nel 2023, con un’impresa travolta dall’impennata dei costi delle materie prime dopo la guerra in Ucraina, l’Amministrazione Conoci affrontò la situazione, risolvendo il contratto per poter procedere a un nuovo affidamento dei lavori presso l’Ex Cotonificio. In quel caso Gabriella Esposito accusava l’amministrazione di “inconcludenza e incapacità” per l’ex Cotonificio. Oggi, invece, a largo Costantino non risultano analoghe crisi dell’impresa né carenze di risorse, ma i lavori arrancano ugualmente. E la Esposito invita alla pazienza. Evidentemente è diventata molto più comprensiva ora che si accinge ad entrare in giunta».
«Non va meglio se si sfogliano i giornali di quest’anno: il 1° luglio scorso un consigliere di maggioranza denunciava ritardi inaccettabili proprio sul cantiere di Sant’Agostino, chiedendo un cronoprogramma certo. Oggi firma un comunicato in difesa dell’Amministrazione, senza che il cantiere si siam mosso».
«Intanto però i residenti aspettano risposte sui parcheggi, sulle chiusure stradali e sulle pulizia delle vie. I cittadini chiedono legittimamente che l’amministrazione eviti di moltiplicare i disagi e le multe».
«Dopo oltre due anni di governo, noi invece chiediamo nuovi progetti abbia ideato questa Giunta per riqualificare i quartieri di Alghero. Per ora vediamo soprattutto il lavoro ereditato, mentre la maggioranza continua a consumarsi tra cambi di assessori e litigi interni».
«Cacciotto può continuare a rivendicare il lavoro degli altri. Ma prima o poi dovrà mostrare qualcosa di suo. Nel frattempo, almeno completi ciò che ha trovato e dia risposte ai cittadini».

“Rotatoria via Barraccu, dopo 2 anni e mezzo Cacciotto la doveva aver già fatta”

ALGHERO – “Il tema della circonvallazione richiama la necessità di individuare soluzioni veloci e concrete per migliorare la viabilità cittadina, anche in attesa di certezze sui tempi di realizzazione della grande opera.

Per questo ritengo utile sollecitare l’amministrazione comunale sulla rotatoria prevista all’incrocio tra via XX Settembre e via Barraccu, già progettata,  finanziata con circa 250 mila euro ed affidata alla ditta esecutrice, nell’ambito dei lavori per il primo lotto dei parcheggi e delle aree verdi dedicate ad Andreino Silanos. Quell’opera, definita  e consegnata alla città ed oggi molto utilizzata, ci consentì di recuperare un’area degradata e pericolosa realizzando circa 150 parcheggi, aree verdi e un moderno e piacevole arredo urbano. Fu avviata con fondi comunali e poi con risorse regionali a seguito della partecipazione un bando RAS attraverso il quale ottenemmo circa 1 milione di euro, che reinvestimmo su asfalti cittadini.

Il progetto della rotatoria è stato completamente definito durante la precedente amministrazione. Si tratta infatti del completamento di un intervento complessivo, non di una nuova opera da progettare.

Quello è uno snodo strategico, attraverso il quale transita una parte consistente del traffico in entrata e in uscita dalla città. Le code frequenti, la presenza di molte attività commerciali, la chiesa del Rosario e due scuole rendono evidente l’utilità di una rotatoria capace di migliorare la fluidità della circolazione.

Certamente gli ormai certi  avvicendamenti negli assessorati non gioveranno ma anzi rallenteranno ulteriormente l’operato già lento della giunta, nonostante il costante impegno della struttura amministrativa, ed è quindi importante non disperdere o rallentare il lavoro già svolto. Sarà compito del sindaco farlo, tralasciando di occuparsi  del valzer degli assessori e occupandosi personalmente dell’amministrazione.

Dopo due anni e mezzo di mandato, questo intervento avrebbe potuto essere già realizzato. Ma è sempre meglio tardi che mai.

La mia è una sollecitazione costruttiva: riprendere un progetto già definito, accelerare e completare gli eventuali passaggi amministrativi ancora necessari e procedere quanto prima alla sua realizzazione. Perché migliorare la viabilità significa anche portare a termine opere concrete, attese dai cittadini e utili alla città ed alla qualità della vita di tutti”.

Mario Conoci, Fdi e già sindaco di Alghero

“Salvini confermato, sostegno della delegazione sarda”

ALGHERO – “Il Congresso Federale della Lega a Milano, che ha visto la rielezione di Matteo Salvini a segretario federale, è stato un appuntamento importante anche per la Lega Sardegna, presente con una delegazione di militanti e rappresentanti del territorio. È stata un’occasione per condividere il valore della nostra storia e della nostra identità e ricordare quanto sia importante mantenere saldo il legame con le nostre radici, continuando a guardare al futuro. Un legame che ritroviamo anche nel nuovo simbolo Lega Italia Federale, che richiama la nostra storia e ribadisce il valore dell’identità e dei territori. Il confronto di questi giorni con la squadra della Lega Sardegna è stato importante anche per proseguire il lavoro di organizzazione e radicamento del movimento nell’Isola, condividere le priorità e confrontarci sulle prossime sfide che ci attendono. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato e chi ogni giorno continua a impegnarsi nelle sezioni, nelle amministrazioni e nei territori. La Lega Sardegna è fatta di persone che conoscono le esigenze delle proprie comunità e che lavorano per dare loro voce. Continueremo a lavorare insieme per rafforzare la presenza della Lega in Sardegna, ascoltare i territori e affrontare con determinazione le sfide che ci attendono, uniti al fianco del nostro leader Matteo Salvini”.  Così Alberto Di Rubba, deputato e commissario regionale della Lega Sardegna, a margine del Congresso Federale di Milano.

“Alghero ostaggio della guerra per le poltrone nel Centrosinistra”

ALGHERO – “Il centrodestra chiede al sindaco Cacciotto di esercitare pienamente le proprie prerogative, chiudere rapidamente la crisi della Giunta e restituire centralità all’azione amministrativa. “Alghero è ostaggio delle guerre interne alla maggioranza di centrosinistra. Il sindaco ha perso autonomia politica e sembra limitarsi ad assistere alle trattative dei partiti sulla sostituzione dell’assessora alla Cultura Raffaella Sanna. Cacciotto deve decidere e assumersi la responsabilità delle proprie scelte”. Secondo i capigruppo di opposizione, la vicenda dimostra come gli equilibri interni al Pd prevalgano sulle ragioni amministrative. “Sanna ha lavorato con serietà, competenza e discrezione. Nonostante sia stata oggetto di pesanti vessazioni da parte del segretario del PD. La sua sostituzione appare sproporzionata rispetto alle motivazioni amministrative che dovrebbero guidare la maggioranza. Chiediamo inoltre una verifica puntuale sulla gestione di deleghe delicate, come quella del demanio. Nella quale l’assessore caracolla fra visioni della “Gioconda” e vanterie comiche di “scritture di storia”. ”Il centrodestra critica anche il ruolo del presidente del Consiglio comunale Mimmo Pirisi: “Non può confondere la funzione istituzionale con quella di dirigente o portavoce del Pd. Il presidente deve garantire tutti i consiglieri e tutelare l’autonomia dell’assemblea, non farsi interprete delle esigenze di una sola parte politica”. L’opposizione chiede un cambio di passo: “Alghero non può restare ostaggio delle guerre interne e delle trattative sulle poltrone. Ci sono opere pubbliche già progettate e finanziate da precedenti amministrazioni di centrodestra che attendono di essere completate, mentre tutti i cantieri procedono tra ritardi e difficoltà. Servono interventi rapidi e una nuova stagione di programmazione. Occorre un sindaco che non si limiti a stare alla finestra in riferimento alle criticità che riguardano la sanità”. “Chiediamo al sindaco di chiudere la crisi della Giunta e di presentare un programma concreto e al presidente del Consiglio di garantire la propria imparzialità. Occorre una visione per il futuro della città, dalle infrastrutture al turismo, dall’urbanistica all’economia”. “Basta con le beghe di partito e le dinamiche da circo equestre. Se questa amministrazione è ancora in grado di governare, lo dimostri con i fatti. Se non lo è, abbia il coraggio di dirlo e di trarne le conseguenze”. Lo hanno dichiarato i capigruppo di opposizione del centrodestra Tedde (Forza Italia), Salvatore (UDC), Pais (Lega), Cocco (Fratelli d’Italia), Fadda (Prima Alghero) e Caria (Riformatori)

“Pirisi non e’ più un presidente del Consiglio super-partes”

ALGHERO – “Le beghe interne al Partito Democratico irrompono a Palazzo Civico e trascinano nella contesa politica anche chi, per il ruolo che ricopre, dovrebbe restarne al di sopra. È polemica sul presidente del Consiglio comunale Mimmo Pirisi, intervenuto insieme al vicesegretario dem Giovanni Idda nella replica alle critiche del centrodestra sulle tensioni nella maggioranza. Una presa di posizione che suscita la dura reazione dei consiglieri di opposizione, preoccupati per quella che considerano una pericolosa sovrapposizione tra il ruolo di dirigente di partito e quello di garante dell’intera assemblea cittadina.

“Il presidente del Consiglio comunale non è il portavoce del PD, né può trasformare il proprio ruolo istituzionale in uno strumento di polemica politica contro l’opposizione. Le dichiarazioni rese insieme al vicesegretario del suo partito, per replicare alle critiche del centrodestra sulle vicende interne alla maggioranza, travalicano i confini del suo incarico e alimentano dubbi sulla sua imparzialità. Un’imparzialità che non deve soltanto essere garantita, ma anche apparire evidente a tutti”.
“Pirisi ha il dovere di tutelare le prerogative di ogni consigliere, garantire il corretto svolgimento dei lavori consiliari e rappresentare l’intero Consiglio comunale, senza distinzioni di appartenenza politica. È una responsabilità che discende dalla carica che ricopre e che non può essere subordinata alle dinamiche del suo partito, tanto meno in una fase in cui il centrosinistra è attraversato da tensioni e contrapposizioni che riguardano direttamente la composizione della Giunta e gli equilibri della maggioranza”.
“Il richiamo alla celebre massima secondo cui la moglie di Cesare non deve soltanto essere onesta, ma anche apparire tale, è quanto mai pertinente. Non basta essere imparziali: occorre evitare comportamenti e prese di posizione che possano far dubitare della terzietà di chi presiede l’assemblea cittadina. Quando il presidente si schiera nel confronto politico tra maggioranza e opposizione, il rischio è che venga meno quella fiducia istituzionale indispensabile per assicurare la serenità e la correttezza dei lavori”.
“Chiediamo pertanto a Pirisi di rientrare pienamente nel proprio ruolo, lasciando al PD e alla coalizione di centrosinistra la responsabilità di risolvere le proprie controversie. Il Consiglio comunale ha bisogno di un presidente che sia e appaia imparziale, garante di tutti i consiglieri e custode delle prerogative dell’assemblea. Le istituzioni vengono prima delle appartenenze e degli interessi di partito. È nel rispetto di questo principio che il Consiglio può lavorare con autorevolezza e conseguire i risultati che Alghero e gli algheresi si aspettano dai loro rappresentanti”.

“Veleni politici e Alghero allo sbando, a lasciare deve essere Daga”

ALGHERO – “Idda e Pirisi cercano di spostare l’attenzione pur di non parlare del presente: la guerra tra correnti del PD e il benservito a Raffaella Sanna. Già dall’ottobre 2024 denunciavamo l’esistenza di movimenti interni al pd per estrometterla per fare posto a Gabriella Esposito. A fine 2025 Mario Bruno ha iniziato a chiedere esplicitamente il rimpasto. A settembre è esploso il caso delle aggressioni verbali e del mobbing politico denunciati da Sanna nei confronti di Daga. E noi avevamo previsto che sarebbe stata proprio lei a pagarne le conseguenze per il semplice fatto di aver parlato. Dopo appena un mese e mezzo, puntuale, arriva il benservito”. Lo dichiarano i capigruppo del centrodestra Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Marco Tedde (Forza Italia), Raffaele Salvatore (UDC–Patto per Alghero), Michele Pais (Lega), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori Sardi) che replicano alle parole di Giovanni Idda e Mimmo Pirisi, entrambi a guida del Pd, nell’ottica di evidenziare veleni e scontri che stanno caratterizzando il percorso politico e amminisrativo attuale.

«Si tratta evidentemente di una ritorsione. Così Sanna è due volte vittima: prima dei comportamenti di Daga che ha denunciato al sindaco inerme, poi del suo stesso partito, che anziché difenderla ne pretende la testa. Nel PD chi denuncia viene silenziato. E Idda e Pirisi si prestano a questa resa dei conti tra correnti, provando a spacciarla per confronto democratico”.

“Ora, visto lo stato della città, una verifica dell’amministrazione potrebbe persino essere opportuna. La città lamenta carenze nelle politiche di bilancio, nelle manutenzioni, nelle opere pubbliche, nel verde, nella nettezza urbana, nelle politiche sociali e nella gestione levantina del patrimonio pubblico. Una verifica seria dovrebbe riguardare i risultati su questi temi. Per la sinistra invece è la scusa per risolvere una guerra tra bande interne al PD e distribuire alcune poltrone. Se davvero si vogliono valutare i risultati, perché non si comincia togliendo le deleghe a Daga? Dalla crisi di liquidità della SECAL alla gestione del patrimonio e degli impianti sportivi, passando per i bandi bucati e le tasse alte, le criticità non mancano e persino dalla maggioranza sono arrivate spesso contestazioni – basti ricordare gli interventi di Piras e Sartore. Perché sacrificare una figura competente come Sanna e conservare chi ha accumulato tante responsabilità politiche?”

“Una verifica dovrebbe inoltre riguardare Fondazione Alghero, Parco di Porto Conte e Alghero In House, sui cui risultati e sulla cui gestione esprimiamo un giudizio fortemente negativo. Anche qui servono valutazioni sul lavoro svolto, non spartizioni tra partiti. Il sindaco Cacciotto non può ridursi a notaio del PD. Se vuole veramente risolvere i problemi della sua amministrazione, giudichi tutti con lo stesso metro e respinga le imposizioni delle segreterie cittadine e sassaresi. Altrimenti abbia il coraggio di chiamare le cose con il loro nome: non un rilancio amministrativo, ma una vendetta politica consumata sulla pelle di chi ha avuto il coraggio di parlare. E a pagare, ancora una volta, sarà Alghero”