“Senza case, Alghero non può attrarre nè giovani e nè talenti”

ALGHERO – “Attrarre talenti, ricercatori e giovani professionisti è un obiettivo strategico condivisibile, così come la scelta dell’Amministrazione Comunale di Alghero di collaborare con un’eccellenza come la
Fondazione Bruno Kessler di Trento. Tuttavia, per rendere credibile qualsiasi progetto di sviluppo
territoriale occorre garantire il presupposto primario per chiunque voglia stabilirsi in città: l’accesso
alla casa.
Senza una politica abitativa lungimirante, il rischio è che l’attrazione di nuove energie rimanga
un’intenzione da convegno, infrangendosi contro un mercato immobiliare cittadino saturato dalla
rendita turistica sregolata e inaccessibile per chi cerca una residenza stabile, a partire dalle giovani
famiglie algheresi.
La risposta a questa emergenza passa anche per la leva fiscale locale, ed è proprio qui che il modello
Trento offre una lezione fondamentale. Il capoluogo trentino ha affrontato il tema della
residenzialità alla radice, utilizzando la fiscalità comunale (TARI e IMU) per disincentivare gli affitti
brevi e favorire le locazioni a lungo termine. Sul fronte dei rifiuti, Trento ha incluso le locazioni
turistiche tra le Utenze Non Domestiche (UND), trattandole per ciò che sono: attività economiche a
rotazione con un impatto preciso sui servizi e sulla produzione di scarti.
Ad Alghero, invece, si guarda a Trento per i progetti di innovazione ma si ignorano le sue scelte
amministrative. Nel Piano TARI 2026 figurano ben 2.445 locazioni turistiche (pari a oltre 7.300 posti
letto) mantenute impropriamente nel ruolo Domestico. Questa scelta non solo sovraccarica le
famiglie residenti della Quota Variabile dei rifiuti prodotti dai turisti e penalizza le imprese ricettive
tradizionali sul costo fisso, ma priva l’Ente di uno straordinario strumento di politica urbanistica e
sociale.
Incrociare le banche dati dell’Imposta di Soggiorno con la TARI e applicare la tariffa UND alle
locazioni brevi, abbinandola a un’aliquota IMU agevolata per chi sceglie la locazione residenziale di
lungo periodo, creerebbe un incentivo economico concreto. I proprietari verrebbero spinti a
riportare gli immobili sul mercato degli affitti stabili, sbloccando case per i residenti e per i lavoratori
che si vorrebbero accogliere.
Alghero deve decidere cosa vuole essere: una vetrina stagionale per soli turisti o una comunità
aperta, equa e capace di offrire”.

Stefano Lubrano, già sindaco di Alghero e imprenditore turistico

“PalaManchia, smentita la propaganda della Giunta Cacciotto”

ALGHERO – «L’ordinanza sindacale n. 30 del 5 settembre, con la quale il sindaco aggira la mancanza del titolo antincendio, smentisce nei fatti la narrazione che l’Amministrazione comunale ha costruito in questi mesi sul Pala Manchia e, più in generale, sulla situazione degli impianti sportivi comunali».

A intervenire sono i capigruppo di opposizione in Consiglio comunale: Marco Tedde per Forza Italia, Raffaele Salvatore per l’UDC, Michele Pais per la Lega, Alessandro Cocco per Fratelli d’Italia, Massimiliano Fadda per Prima Alghero e Giovanna Caria per i Riformatori Sardi.
«Mentre l’Amministrazione ha più volte presentato il Pala Manchia come una struttura sistemata e pronta all’utilizzo – sottolineano – oggi emerge che la documentazione relativa alla prevenzione incendi è ancora in fase di aggiornamento, che il precedente titolo non è più valido e che l’iter tecnico-amministrativo deve essere ancora perfezionato. È inoltre programmata la convocazione della Commissione di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo».
«È una situazione che pone una domanda molto semplice: se il Pala Manchia era pronto e utilizzabile, perché si è arrivati alla vigilia di un evento internazionale, che vede la Dinamo Sassari confrontarsi con la Virtus Zagabria,con la necessità di adottare un provvedimento specifico per consentire lo svolgimento della partita?»
«La questione non riguarda certamente la partita Dinamo Sassari-Virtus Zagabria, che rappresenta un appuntamento sportivo importante per Alghero. Riguarda il modo in cui l’Amministrazione ha programmato e gestito l’utilizzo della struttura».
«I lavori sul Pala Manchia, del valore di circa 75 mila euro, sono durati circa due anni. E oggi, a lavori conclusi, la posizione dell’impianto sotto il profilo della prevenzione incendi non risulta ancora perfezionata. Non si può arrivare a poche ore da una partita di basket internazionale e dover ricorrere a un’ordinanza sindacale di dubbia legittimità per consentire l’utilizzo di una struttura che era stata presentata come pronta.»
«Il Sindaco deve quindi spiegare quali siano stati gli atti e i pareri tecnici posti alla base della decisione e quali verifiche fossero effettivamente già concluse. La città ha diritto a conoscere con chiarezza la situazione del proprio impianto».
«La vicenda del Pala Manchia non è un episodio isolato. Si inserisce in un quadro più ampio di criticità che riguarda gli impianti sportivi comunali e rende ancora più evidente la distanza tra la rappresentazione rassicurante fornita dall’Amministrazione e le condizioni che emergono dagli atti».
«Il Sindaco e l’Amministrazione hanno fatto una figura poco edificante, arrivando alla vigilia di un appuntamento sportivo di rilievo, con una squadra come la Dinamo Sassari e una formazione internazionale come la Virtus Zagabria, a dover affrontare una situazione amministrativa ancora da perfezionare dopo due anni di lavori di scarso rilievo. Un’immagine che rischia di gettare discredito su Alghero proprio in occasione di un evento che avrebbe dovuto essere una vetrina positiva per la città.»
«Chiederemo pertanto tutta la documentazione tecnica e amministrativa relativa al Pala Manchia, compresi gli atti sulla prevenzione incendi, le comunicazioni e gli eventuali pareri del Comando dei Vigili del Fuoco, gli atti della Commissione di Vigilanza, la documentazione relativa all’agibilità e alla capienza dell’impianto e gli atti posti a fondamento del provvedimento del Sindaco».
«Sulla sicurezza degli impianti sportivi non possono esserci scorciatoie. Servono programmazione, verifiche concluse, documenti in ordine e responsabilità chiare. La città merita meno annunci e più risposte.»

“Consulenze d’oro per il canile, hanno gettato la maschera”

ALGHERO – “La Determinazione n. 2695 del Comune di Alghero, con la quale viene approvato l’avviso per un incarico di consulenza sul futuro del Canile Primavera, merita, a mio avviso, un approfondimento che va ben oltre la normale polemica politica.
Parliamo di 30 mila euro all’anno, con una possibile prosecuzione fino a 36 mesi, per una consulenza destinata a incidere sulle strategie future del Canile Primavera.
Ma è soprattutto il modo in cui è stato costruito il profilo professionale richiesto a destare i miei interrogativi.
La determina parla di:
“specifici e rari titoli professionali”
rilasciati da:
“organismi accreditati da Accredia”
nel:
“settore cinofilo avanzato”
e prevede addirittura di poter procedere:
“prescindendo dal titolo universitario”.
Si tratta di requisiti talmente particolari che ho iniziato a verificare se caratteristiche professionali così specifiche, nella loro combinazione, fossero già pubblicamente presenti prima ancora che venisse adottata la determina.
Non lo so ma vedremo, si sa che sul web rimane tutto, per sempre.

Prima voglio verificare date, documenti e fonti.
Perché, se un’Amministrazione costruisce un avviso pubblico con requisiti così particolari, deve poter spiegare chi li ha individuati, quando sono stati individuati e soprattutto sulla base di quale istruttoria.
C’è anche un altro elemento sul quale voglio vederci chiaro: Accredia.
Che cos’è esattamente? Qual è la sua funzione? Quali organismi accredita? E, soprattutto, che attinenza concreta hanno le sue funzioni con quanto affermato nella determina comunale?
Ho già verificato che Accredia non è un istituto di formazione, ma l’ente che accredita gli organismi di certificazione, anche delle persone, secondo specifiche norme.
La stessa banca dati Accredia mostra inoltre che, nel settore delle competenze cinofile, esistono più organismi accreditati.
Proprio per questo voglio capire perché nella determina si faccia riferimento a questa particolare tipologia di certificazione, come siano stati individuati i requisiti e quale sia il percorso istruttorio che ha portato a definirli “specifici e rari”.
E qui emergono anche questioni direttamente legate all’articolo 7, comma 6, del D.Lgs. 165/2001.
La norma impone condizioni precise per il ricorso a professionalità esterne: la verifica dell’impossibilità oggettiva di utilizzare risorse interne, la particolare e comprovata specializzazione, la natura temporanea dell’incarico e il divieto di rinnovo.
E allora mi chiedo come si concili tutto questo con una:
“opzione di prosecuzione per complessivi 36 mesi”.
Voglio inoltre capire in base a quale specifica previsione di legge si ritenga possibile prescindere dal titolo universitario, visto che la deroga prevista dall’articolo 7 riguarda fattispecie determinate e non consente genericamente di sostituire la specializzazione universitaria con una qualsiasi certificazione professionale.
E poi c’è la ricognizione interna.
Il Comune sostiene che un avviso rivolto a tutto il personale dipendente sia andato deserto e da questo deduce la:
“totale assenza di analoghe professionalità all’interno dell’Ente”.
Anche questo dovrà essere verificato con attenzione.
Perché un avviso interno andato deserto in pieno agosto non equivale automaticamente alla dimostrazione dell’impossibilità oggettiva di utilizzare professionalità interne.

E qui arrivo alle responsabilità

Se emergerà che determinati requisiti sono stati inseriti senza un’adeguata istruttoria, sulla base di informazioni non sufficientemente verificate o senza una motivazione realmente idonea a sostenerli, non riterrò sufficiente attribuire genericamente la responsabilità all’Amministrazione.
Ci sono persone che hanno istruito, redatto e sottoscritto quell’atto.
E chi esercita una funzione amministrativa ha il dovere di verificare prima di impegnare risorse pubbliche e di pubblicare un avviso.
Non basta fidarsi di informazioni ricevute o magari acquisite sul web da qualche profilo social.
Un buon funzionario e un buon dirigente verificano.

Per questo non mi fermerò alla stampa, e con me altri.

Sto ricostruendo l’origine dei requisiti, le date, le fonti, le professionalità che possono possederli e il percorso amministrativo che ha portato alla loro individuazione.
E se emergeranno profili che meritano di essere sottoposti agli organismi competenti per le verifiche di legge, non avrò alcuna esitazione a farlo.
Perché questa vicenda non riguarda soltanto una consulenza.
Riguarda come è stata costruita.
Riguarda chi ha scritto quell’atto.
Riguarda chi lo ha verificato e sottoscritto.
E riguarda, naturalmente, chi ha assunto politicamente la responsabilità di questa scelta.

HANNO GETTATO LA MASCHERA.

Adesso voglio vedere quale “benessere” c’è dietro quei 30 mila euro. E ancora c’è l’acquisto del canile che aspetta, servirà aspettare l’esperto?”

Mzrio Conoci, ex sindaco di Alghero

“Canile, dalla Maggioranza Cacciotto, ancora nuove consulenze d’oro”

ALGHERO  – «Prima hanno sbandierato la riduzione di circa 100mila euro sul prezzo di acquisto del canile. Ora scopriamo che la sinistra vuole usare quei soldi nell’ennesimo spreco: una consulenza esterna da 30mila euro l’anno con possibilità di prosecuzione fino a tre anni, pagata dagli algheresi».

Così il Coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Alghero interviene sulla determinazione n. 2695 del Comune, relativa all’incarico di alta consulenza tecnico-scientifica sul benessere animale.

«È inaccettabile che con la scusa del benessere animale – dichiara Alessandro Cocco, capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia – la sinistra cerchi il pretesto per affidare incarichi esterni costosi e fumosi. La determina solleva interrogativi pesanti: requisiti estremamente particolari, possibilità di prescindere dal titolo universitario, durata potenzialmente triennale e un oggetto amplissimo che mette insieme canile, aree di sgambamento, colonie feline e linee guida strategiche».

Mario Conoci aggiunge: «Avevano promesso concretezza sul canile. Invece, mentre l’acquisizione deve ancora essere completata, costruiscono una consulenza che rischia di costare quasi quanto il risparmio annunciato. Hanno gettato la maschera: più che occuparsi davvero del Canile Primavera, sembrano interessati a costruire l’ennesima operazione opaca».

Fratelli d’Italia chiede «il ritiro immediato della determina, lo stop a questo spreco di denaro pubblico e la ricostruzione dell’intero percorso su basi trasparenti: oggetto chiaro, durata realmente temporanea, requisiti proporzionati e una verifica interna effettiva».

41-Bis, la Maggioranza Cacciotto contro il Governo

ALGHERO – “Con gli ultimi trasferimenti, sono circa 185 i detenuti al 41-bis oggi presenti nell’Isola: più di uno su quattro rispetto al totale nazionale. E con il previsto potenziamento di Badu ’e Carros si potrebbe arrivare a circa 250, vale a dire circa un terzo del totale nazionale.
Nessuno mette in discussione il 41-bis quale strumento di contrasto alla criminalità organizzata, né il fatto che anche la Sardegna debba contribuire al sistema penitenziario nazionale. Quello che contestiamo è la sproporzione e il metodo con cui questa scelta viene portata avanti, senza un reale coinvolgimento della Regione e degli Enti Locali.
La gestione del 41-bis richiede personale specializzato, elevati standard di sicurezza e produce ricadute anche sul sistema sanitario regionale, sulla logistica e sull’organizzazione dei servizi. Tutto questo in una Sardegna che presenta già una forte concentrazione di istituti penitenziari.
L’insularità non può diventare un criterio per concentrare nell’Isola funzioni di interesse nazionale, mentre la Costituzione impone alla Repubblica di rimuoverne gli svantaggi.
Chiediamo quindi al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria massima trasparenza sui numeri, sui criteri adottati, sui trasferimenti futuri e sulle risorse previste per personale, sicurezza e sanità.
Serve un fronte unitario con Regione, Città Metropolitana ed Enti Locali perché la Sardegna non venga considerata una soluzione logistica, ma un territorio da coinvolgere e rispettare nelle decisioni che la riguardano.

Maggioranza Consiliare (Sindaco Cacciotto) Alghero

Forza Italia con Noi Riformiamo Alghero: “Mascia dimentica Alghero”

ALGHERO – «Prendiamo atto delle giuste sollecitazioni avanzate dal gruppo “Noi riformiamo Alghero” sulle competenze della Città Metropolitana di Sassari e condividiamo la necessità di intervenire senza ulteriori rinvii». Lo affermano Tedde, Bardino, Peru e la consigliera metropolitana di minoranza Nina Ansini, che individuano tre priorità sulle quali è necessario passare rapidamente dalle parole ai fatti. «La prima riguarda il ripristino immediato dell’illuminazione della strada provinciale 44 che conduce all’aeroporto, rimasta al buio da troppo tempo dopo il furto dei cavi. Una situazione non più tollerabile su uno dei principali collegamenti con lo scalo e con la città». «La seconda – prosegue Ansini – è la manutenzione e il decoro delle rotatorie della Strada dei Due Mari e di Porto Conte, veri biglietti da visita per chi arriva ad Alghero. Non possiamo chiedere agli operatori turistici di investire sull’immagine della città e poi accogliere i visitatori in un contesto trascurato». «La terza riguarda la realizzazione della rotatoria di Santa Maria la Palma, strategica soprattutto per la sicurezza. Il progetto non può rimanere nei cassetti: occorre definire tempi e modalità per renderlo operativo». Il Gruppo di Forza Italia richiama quindi alle proprie responsabilità le amministrazioni del Campo Largo, sia ad Alghero sia nella Città Metropolitana di Sassari. «È necessario dirlo con chiarezza: il Campo Largo, che governa il Comune di Alghero e la Città Metropolitana, si sta caratterizzando per una propaganda sterile, mentre continua a sottrarsi agli impegni assunti con i cittadini durante la campagna elettorale. Gli annunci non bastano e non possono sostituire i risultati». «In questo quadro – aggiunge – è doveroso ricordare l’onestà intellettuale del gruppo “Noi riformiamo Alghero”, che amministra insieme al sindaco Cacciotto. Le sollecitazioni rivolte alla Città Metropolitana sono legittime, ma devono essere accompagnate da una chiara assunzione di responsabilità politica anche all’interno della maggioranza comunale e da incisive sollecitazioni al sindaco Cacciotto. Chi governa deve contribuire a risolvere i problemi, non limitarsi a denunciarli quando le responsabilità ricadono su altri livelli istituzionali». Le parole di Forza Italia si inseriscono nel solco della denuncia già avanzata da Marco Tedde, che aveva con onestà intellettuale richiamato l’attenzione sulle condizioni del collegamento tra l’aeroporto e Alghero, segnalando illuminazione assente, vegetazione incolta, segnaletica inadeguata e generale degrado. «Pur nella chiarezza delle nostre posizioni – conclude Forza Italia – vogliamo collaborare e mettere a disposizione i nostri numeri di minoranza, sia nel Consiglio comunale di Alghero sia nella Città Metropolitana, per unirli a quelli della maggioranza e favorire la soluzione dei problemi. La sicurezza e il decoro del territorio vengono prima delle appartenenze politiche. La collaborazione, però, deve essere concreta, trasparente e orientata ai risultati». «Come rappresentante di Alghero nell’ente metropolitano – conclude Nina Ansini – vigilerò e solleciterò affinché si passi finalmente dagli annunci agli interventi. Il Nord-Ovest della Sardegna merita risposte concrete e tempestive, non ulteriori rinvii»

Caria alla Salaris: “Che fine ha fatto il Centro Diurno?”

ALGHERO – “La storia raccontata da una mamma algherese e riportata in questi giorni dalla stampa locale dovrebbe farci vergognare tutti, ma soprattutto dovrebbe interrogare chi ha la responsabilità politica dei servizi sociali. La sua denuncia è la prova provata di quanto sia grande e concreta la necessità di servizi per le persone con disabilità e per le loro famiglie.

Non stiamo parlando di una famiglia che chiede un privilegio, ma di una persona con disabilità e di una madre caregiver che, dopo sedici anni di assistenza h24, ha dovuto trasferirsi in Veneto per trovare quella che dovrebbe essere una normalità, quindi un pulmino, una giornata al centro, educatori, OSS, volontari, socialità e inclusione.

Da anni mi batto perché Alghero possa dotarsi di un Centro diurno per le persone con disabilità e ho sollecitato più volte l’Amministrazione arrivando a presentare un ordine del giorno nel marzo 2025 per l’istituzione di un Centro Diurno a Villa Maria Pia, con la richiesta che il tema fosse affrontato con la massima priorità. Oggi quella testimonianza ci ribadisce che la necessità è urgente.

E allora è inevitabile chiedersi: quali sono le priorità dell’assessorato ai Servizi sociali? Se, come sostiene l’Amministrazione, si sta lavorando sul Centro diurno di via Tarragona, chiediamo all’assessora a che punto sia oggi, concretamente, quel progetto. Quali sono i passaggi già compiuti, quali quelli ancora da compiere e quali sono i tempi previsti per arrivare finalmente all’attivazione del servizio”

Riformatori Sardi Alghero

“Riabilitazione al Marino, un’eccellenza da valorizzare e potenziare”

ALGHERO – “La Riabilitazione dell’Ospedale Marino Regina Margherita di Alghero, dedicata alla presa in carico di pazienti con disabilità di origine ortopedica e neurologica, rappresenta oggi un importante punto di riferimento per il territorio e una realtà che merita di essere valorizzata e ulteriormente potenziata.
Un risultato reso possibile grazie al lavoro quotidiano e alla professionalità di medici fisiatri, fisioterapisti, terapisti occupazionali, personale infermieristico e OSS, che garantiscono ai pazienti percorsi assistenziali e riabilitativi personalizzati, accompagnandoli nelle diverse fasi del recupero.
A sottolinearlo è il presidente della Commissione Sanità Christian Mulas, che evidenzia come il reparto abbia mantenuto un’attività a pieno ritmo durante tutta l’estate, garantendo continuità assistenziale e percorsi riabilitativi a pazienti provenienti da tutto il territorio.
«La Riabilitazione del Marino ha messo la quinta marcia sottolinea Mulas  e i numeri dell’attività dimostrano concretamente la qualità del lavoro svolto quotidianamente dai professionisti. Siamo davanti a una vera eccellenza sanitaria, che deve essere sostenuta, valorizzata e messa nelle condizioni di continuare a crescere».
Secondo Mulas, la crescita della Riabilitazione si inserisce in un quadro più ampio di sviluppo dei servizi dell’Ospedale Marino, dove anche l’attività ortopedica continua a rappresentare un presidio importante per il territorio, nonostante la disponibilità attuale di una sola sala operatoria, che oggi opera a mezzo servizio.
«È importante sottolineare  aggiunge il presidente della Commissione Sanità che l’attività dell’ospedale non può essere valutata guardando soltanto alle singole criticità. Al Marino ci sono professionalità, competenze e servizi che stanno crescendo e che devono essere messi nelle condizioni di esprimere tutto il loro potenziale. Anche l’attività ortopedica, pur dovendo oggi fare i conti con una sola sala operatoria che lavora a mezzo servizio, rappresenta un elemento fondamentale per la risposta sanitaria del territorio».
PERCORSI RIABILITATIVI ORTOPEDICI E NEUROLOGICI
L’attività del reparto è rivolta a persone che presentano una riduzione o perdita delle capacità motorie e funzionali conseguente a patologie neurologiche, interventi chirurgici, traumi o patologie dell’apparato muscolo-scheletrico.
La presa in carico parte dalla valutazione fisiatrica, attraverso la quale vengono definiti i bisogni riabilitativi della persona, la prognosi funzionale, gli obiettivi e il programma riabilitativo più appropriato.
Il percorso non riguarda quindi soltanto il recupero del movimento e della forza, ma più complessivamente il raggiungimento del massimo livello possibile di autonomia nelle attività della vita quotidiana e di partecipazione sociale.
Accanto ai percorsi ortopedici assume particolare rilievo la riabilitazione neurologica, rivolta in particolare ai pazienti con esiti di ictus e ad altre condizioni neurologiche che determinano disabilità motorie e funzionali.
L’attività comprende inoltre la presa in carico di pazienti con amputazione d’arto, attraverso percorsi personalizzati finalizzati al recupero funzionale e dell’autonomia e, quando indicato, alla preparazione alla protesizzazione e al successivo addestramento all’utilizzo della protesi.
NUOVO ECOGRAFO: TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLA RIABILITAZIONE
Un ulteriore passo avanti è arrivato alla fine di luglio 2026, quando il reparto ha ricevuto in dotazione, grazie all’intervento della Direzione della ASL di Sassari, un nuovo ecografo di ultima generazione.
L’ecografia rappresenta uno strumento di crescente importanza anche in Medicina Fisica e Riabilitativa. Consente infatti lo studio dinamico di muscoli, tendini e altre strutture dell’apparato muscolo-scheletrico e può supportare il fisiatra sia nella valutazione clinico-funzionale sia nell’esecuzione di procedure interventistiche ecoguidate.
«L’arrivo del nuovo ecografo rappresenta un segnale concreto di attenzione verso il Marino e verso la Riabilitazione – aggiunge Mulas –. È una tecnologia che consentirà di ampliare ulteriormente le possibilità di valutazione e trattamento dei pazienti. L’ecografo sarà a breve collaudato e potrà entrare pienamente nell’attività del reparto».
POSTI LETTO OCCUPATI E UN TEAM MULTIPROFESSIONALE
Un dato particolarmente significativo riguarda anche l’occupazione dei posti letto: il reparto registra attualmente la piena occupazione dei posti disponibili, a conferma di una domanda assistenziale importante e della necessità di continuare a investire nella struttura.
La Riabilitazione può contare su un team composto da medici specialisti in Medicina Fisica e Riabilitativa, compresa la direttrice della struttura, 14 fisioterapisti e 2 terapisti occupazionali, oltre al personale infermieristico e agli OSS impegnati quotidianamente nell’assistenza ai pazienti.
«È proprio il lavoro di squadra a fare la differenza – sottolinea Mulas –. La qualità di un reparto di riabilitazione non dipende soltanto dalle tecnologie, ma soprattutto dalle persone che vi lavorano. Fisiatri, fisioterapisti, terapisti occupazionali, infermieri e OSS svolgono quotidianamente un lavoro fondamentale, spesso complesso, accompagnando pazienti fragili in percorsi che possono essere lunghi e impegnativi».
La terapia occupazionale rappresenta una componente importante del percorso riabilitativo, in particolare nei pazienti con maggiore compromissione funzionale. Il suo obiettivo è favorire il recupero dell’autonomia nelle attività della vita quotidiana e consentire alla persona di utilizzare al meglio le capacità recuperate o residue.
Particolarmente significativa è l’attività dedicata alla neuroriabilitazione: attualmente 15 pazienti con esiti di ictus sono inseriti nei percorsi riabilitativi del reparto, accanto ai pazienti con problematiche ortopediche e alle persone che necessitano di programmi riabilitativi a maggiore complessità.
UN PERCORSO DEDICATO ALLE PERSONE CON AMPUTAZIONE D’ARTO
Tra le attività avviate assume particolare importanza il percorso riabilitativo rivolto alle persone con amputazione d’arto.
La riabilitazione della persona amputata è un processo complesso che accompagna il paziente nelle diverse fasi del recupero: dalla cura e preparazione del moncone al recupero delle capacità motorie e dell’autonomia, fino alla protesizzazione, quando indicata, e all’addestramento al corretto utilizzo della protesi.
«La protesi non è semplicemente un dispositivo che viene applicato spiega Mulas . Il paziente deve essere accompagnato in un percorso riabilitativo che gli consenta di imparare a utilizzarla in maniera efficace, integrandola progressivamente nello schema corporeo e nelle attività della vita quotidiana. È un lavoro complesso che richiede competenze specifiche, tempo e un approccio multiprofessionale».
Quando necessario, anche il sostegno psicologico può rappresentare una componente importante del percorso, accompagnando la persona nel processo di adattamento alla nuova condizione e nel recupero dell’autonomia personale, familiare e sociale.
NUOVI PRESIDI PER UN ULTERIORE SALTO DI QUALITÀ
La Direzione generale ha già approvato l’arrivo di nuove strumentazioni e presidi destinati a implementare ulteriormente i percorsi riabilitativi.
Secondo Mulas, tuttavia, è necessario proseguire su questa strada e programmare ulteriori investimenti nelle tecnologie e negli ausili in grado di migliorare la qualità, l’intensità e la personalizzazione dei trattamenti.
«Se vogliamo continuare a garantire un’assistenza riabilitativa di alto livello, dobbiamo mettere il reparto nelle condizioni di lavorare con strumenti adeguati alla complessità dei pazienti. Ci sono presidi e tecnologie che consentirebbero di compiere un ulteriore salto di qualità».
Tra le necessità individuate figurano strumentazioni per la valutazione e l’esercizio isocinetico, carrozzine e ausili adeguati alle differenti esigenze funzionali, deambulatori, sistemi per la verticalizzazione e tecnologie avanzate di supporto al recupero neuromotorio, oltre agli ulteriori dispositivi necessari per completare e potenziare i percorsi riabilitativi.
«INVESTIRE SUL MARINO SIGNIFICA INVESTIRE SUL TERRITORIO»
Per il presidente della Commissione Sanità è quindi necessario guardare alla Riabilitazione e, più in generale, all’Ospedale Marino, con una prospettiva di crescita.
«Il mio appello è rivolto alla Direzione affinché continui a investire sul Marino e, in particolare, sulla Riabilitazione conclude Christian Mulas . Qui abbiamo professionalità, competenze, un reparto che lavora a pieno regime e una domanda assistenziale importante. Non possiamo limitarci a mantenere ciò che abbiamo: dobbiamo investire per far crescere questa eccellenza».
«Allo stesso tempo  prosegue Mulas  dobbiamo continuare a sostenere la crescita dei servizi dell’ospedale e intervenire sulle criticità che ancora ne limitano le potenzialità. Anche l’attività ortopedica, con una sola sala operatoria attualmente operativa a mezzo servizio, ha bisogno di condizioni adeguate per poter rispondere pienamente alle esigenze della popolazione».
Valorizzare la Riabilitazione dell’Ospedale Marino significa garantire un servizio di qualità non soltanto ad Alghero, ma a tutto il territorio. Una realtà nella quale competenze professionali, lavoro multiprofessionale, tecnologie e presa in carico globale della persona concorrono a un unico obiettivo: favorire il massimo recupero possibile dell’autonomia e della qualità della vita.
«Il dato più importante  conclude Mulas  è che abbiamo un reparto pienamente operativo, con i posti letto occupati, professionisti altamente qualificati e percorsi che rispondono a bisogni assistenziali complessi. È da questa base solida che dobbiamo partire per costruire il futuro della Riabilitazione e dell’intero Marino».

Strada aeroporto buia, 2 Mari indecorosa e attesa rotatoria: Piras da’ la sveglia a Mascia

ALGHERO – “La Città Metropolitana di Sassari deve tornare ad avere maggiore attenzione sui progetti che riguardano Alghero e in particolare sulla cura della viabilità e delle strade provinciali di sua competenza.
Chiediamo che venga immediatamente previsto il ripristino dell’illuminazione della Strada Provinciale 44 che porta all’aeroporto, ormai al buio da troppo tempo, a seguito del furto dei cavi.
Chiediamo inoltre che venga data dignità alla rotatoria della “strada dei due mari” che rappresenta l’ingresso della nostra città e il primo biglietto da visita per chi arriva in nave e in aereo; una rotatoria che oggi versa in condizioni di incuria e che merita decoro e manutenzione.
Infine, chiediamo la realizzazione della rotatoria di Santa Maria La Palma, il cui progetto giace da tempo nei cassetti di Palazzo Sciuti.
Un’opera che era già stata oggetto di finanziamento quando la Città Metropolitana era ancora Provincia e che aveva già visto la variante urbanistica approvata dall’amministrazione comunale precedente. Non si può continuare a rinviare un’opera strategica per la sicurezza di residenti e turisti.
Crediamo che dopo diversi mesi di rodaggio dalla sua nascita, per la città metropolitana siano ampiamente maturi i tempi per poter dare risposte al territorio del Nord-Ovest della Sardegna”

Noi RiformiAmo Alghero

“Sport e Periferie, la Giunta Cacciotto non partecipa al bando: perso 1 milione”

ALGHERO – «Adesso è ufficiale: il Comune di Alghero non ha presentato alcuna candidatura al bando nazionale “Sport e Periferie 2026”, rinunciando così alla possibilità di ottenere fino a un milione di euro da destinare alla riqualificazione degli impianti sportivi cittadini». A denunciarlo sono i consiglieri comunali del centrodestra Michele Pais (Lega), Marco Tedde (Forza Italia), Lelle Salvatore (UDC), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori).

La conferma arriva direttamente dal Comune in risposta a una specifica istanza di accesso agli atti presentata dal consigliere Michele Pais, che aveva chiesto di conoscere gli atti relativi alla partecipazione dell’Amministrazione al bando.

Nella risposta ufficiale, il responsabile del Servizio Programmazione e Sviluppo Strategico mette nero su bianco che «il Comune non ha presentato alcuna candidatura riferita al Bando del Dipartimento per lo Sport denominato “Sport e Periferie 2026”».

«Quindi non siamo davanti a un progetto presentato e non finanziato, né a una candidatura esclusa: Alghero non ha proprio partecipato. Una scelta incomprensibile, considerato lo stato e le necessità di numerosi impianti sportivi della città».

Il bando nazionale metteva a disposizione importanti risorse per interventi di rigenerazione, recupero, messa in sicurezza ed efficientamento degli impianti sportivi esistenti, consentendo ad Alghero di concorrere per un contributo fino a un milione di euro.

«Una somma che avrebbe potuto essere utilizzata, ad esempio, per la riqualificazione definitiva e non rattoppata del campo Mariotti, che necessita di un intervento complessivo, ma anche per altri impianti sportivi cittadini che attendono lavori di ammodernamento, efficientamento e messa in sicurezza.

La vicenda evidenzia inoltre un problema più generale nel modo in cui questa Amministrazione reperisce e utilizza le risorse. Il Comune continua ad attingere in maniera consistente all’avanzo di amministrazione senza dimostrare la stessa capacità e determinazione nella ricerca di fonti di finanziamento esterne, statali o regionali.

L’avanzo non è un pozzo senza fondo: rappresenta patrimonio e risorse della comunità algherese accumulate nel tempo. Da un lato si consuma progressivamente questo patrimonio, dall’altro si mantiene una pressione tributaria molto elevata sui cittadini, quando una maggiore capacità di intercettare finanziamenti regionali e statali consentirebbe di realizzare opere pubbliche salvaguardando maggiormente le risorse comunali e creando le condizioni anche per alleggerire il carico fiscale sugli algheresi.

È proprio questo che distingue la semplice spesa dalla buona programmazione: prima di utilizzare le risorse proprie dei cittadini occorre cercare e intercettare ogni euro disponibile fuori dal bilancio comunale. Lasciare inutilizzate opportunità come “Sport e Periferie” significa invece far ricadere ancora una volta sul Comune, e quindi sugli algheresi, il costo degli investimenti che avrebbero potuto trovare copertura attraverso finanziamenti nazionali.

Quando vengono messe a disposizione linee di finanziamento di questa portata, un’Amministrazione deve farsi trovare pronta, con progetti e programmazione. Non partecipare significa rinunciare in partenza a un’opportunità concreta per la città e per le società sportive.
Oggi abbiamo la riprova che la propaganda dell’amministrazione non può supplire all’efficienza e alla ordinaria programmazione.
Per questo chiediamo all’Amministrazione di spiegare pubblicamente perché Alghero non abbia partecipato al bando “Sport e Periferie 2026, per quale ragione non sia stato predisposto alcun progetto da candidare e quali siano i progetti cantierabili».

Michele Pais – Lega
Marco Tedde – Forza Italia
Lelle Salvatore – UDC
Alessandro Cocco – Fratelli d’Italia
Massimiliano Fadda – Prima Alghero
Giovanna Caria – Riformatori