“Ufficio Anagrafe paralizzato, Daga responsabile”

ALGHERO – “Sorprende leggere le dichiarazioni del segretario cittadino del Partito Democratico, Enrico Daga, che ancora una volta sceglie di trasformare una questione amministrativa in un’occasione di polemica politica contro il Governo nazionale, omettendo però alcuni fatti fondamentali che sarebbe bene ricordare ai cittadini.

Intanto occorre chiarire che l’obbligo di progressivo superamento delle vecchie carte d’identità cartacee non nasce certo da una decisione improvvisata del Governo italiano, come qualcuno vorrebbe far credere. Si tratta infatti dell’attuazione del Regolamento UE 2019/1157, recepito dal Ministero dell’Interno con la Circolare n. 76 del 13 ottobre 2025, finalizzato ad introdurre in tutta l’Unione Europea standard di sicurezza più elevati per i documenti di identità.

La successiva decisione del Governo di prorogarne la validità fino alla naturale scadenza rappresenta quindi una scelta di buon senso, adottata proprio per evitare disagi ai cittadini e consentire una gestione più ordinata di questa fase di transizione.

Sorprende ancora di più però che a parlare sia Enrico Daga che, oltre ad essere segretario cittadino del PD, nella Giunta Cacciotto ricopre anche il ruolo di assessore con delega al personale.

Ed è proprio qui che emerge una contraddizione evidente.

Se oggi ad Alghero l’Ufficio Anagrafe vive una situazione di criticità con lunghe attese, difficoltà organizzative e disagi continui per i cittadini, questo dipende principalmente dalla cronica carenza di personale negli uffici comunali. Una carenza che riguarda esattamente il settore sul quale Daga esercita una precisa responsabilità amministrativa.

Talmente grave è stata questa situazione che numerosi cittadini algheresi, pur di riuscire ad ottenere in tempi ragionevoli il rilascio della carta d’identità, sono stati costretti perfino a rivolgersi ad altri Comuni, spostandosi fuori città per ottenere un servizio che il proprio Comune avrebbe dovuto garantire normalmente. Un fatto che certifica in maniera evidente il fallimento organizzativo di questa amministrazione.

Prima di chiedersi chi restituirà ai cittadini il tempo perso, Daga dovrebbe forse spiegare ai cittadini di Alghero perché, pur avendo la delega al personale, non abbia ritenuto necessario potenziare adeguatamente un servizio essenziale come quello anagrafico, lasciando gli uffici in condizioni di evidente sofferenza.

I Comuni non devono essere il paraurti dello Stato, questo è vero. Ma neppure i cittadini devono diventare ostaggi di inefficienze amministrative locali mentre chi governa preferisce puntare il dito altrove per nascondere responsabilità che sono tutte interne al Palazzo.

Ad Alghero servono amministratori che affrontino i problemi e li risolvano. Non assessori che, invece di assumersi le proprie responsabilità, cercano continuamente un bersaglio esterno per giustificare inefficienze che dipendono direttamente dalle loro scelte”

Pino Cardi
Coordinatore cittadino

“Puc, solo promesse da Cacciotto e Corbia: ennesimo flop di Avs”

ALGHERO –  “Il 23 gennaio il sindaco Cacciotto e l’assessore Corbia annunciavano che il PUC sarebbe arrivato in Consiglio comunale entro il primo semestre del 2026. Giugno volge al termine e del Piano Urbanistico Comunale non c’è traccia». Alessandro Cocco, capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, riporta il tema dello strumento urbanistico al centro del dibattito.

«Siamo davanti all’ennesima promessa non mantenuta dalla sinistra. Dopo mesi di comunicati trionfali e dichiarazioni solenni, nulla si è mosso. Corbia e Cacciotto avevano indicato giugno come termine politico preciso. Ora spieghino alla città perché non lo stanno rispettando».

Per Fratelli d’Italia «il Piano Urbanistico Comunale, non è un piano secondario: è lo strumento urbanistico per eccellenza. Serve a sbloccare lo sviluppo, risolvere il tema della casa, tanto dibattuto in questi giorni, e liberare energie e investimenti per imprese e famiglie. Senza PUC Alghero continua a restare bloccata. La situazione è ancora più grave – prosegue FdI – perché la precedente amministrazione di centrodestra del sindaco Conoci aveva lasciato un lavoro avanzato, che doveva essere portato a compimento. Invece la maggioranza Cacciotto non riesce neppure a rispettare la scadenza annunciata da sé stessa».

«Ora l’assessore Corbia dica quando intende portare il PUC in Aula. Alghero non può essere ostaggio dell’immobilismo politico e amministrativo di AVS e del centrosinistra. Dopo oltre trent’anni di attesa – conclude Fratelli d’Italia – servono fatti, non propaganda. Il PUC venga calendarizzato subito».

“Variazione, enorme ritardo a causa del marchettificio della Todde”

CAGLIARI / La manovra che la Presidente Todde e la sua maggioranza avevano definito “urgentissima” arriva in Consiglio con cinque mesi di ritardo. Un ritardo gravissimo che certifica, ancora una volta, l’incapacità del campo largo di governare la Sardegna e di affrontare le vere emergenze dei cittadini, delle famiglie e delle imprese”.

Lo dichiara il consigliere nazionale di Forza Italia Marco Tedde, commentando l’imminente approdo in Aula della variazione di bilancio da circa 750 milioni di euro derivanti dalla vertenza entrate.
“Quando queste risorse arrivarono a dicembre, la Giunta parlò di urgenza assoluta. Oggi, invece, scopriamo che la maggioranza ha perso mesi preziosi tra provvedimenti propagandistici, leggi impugnate dal Governo e continue divisioni interne, mentre la Sardegna attendeva risposte concrete. È l’ennesima dimostrazione di un governo regionale che naviga a vista, senza programmazione e senza una strategia per il futuro dell’Isola”.
Secondo l’esponente azzurro, la manovra si presenta “completamente priva di una visione strategica e di qualsiasi idea di sviluppo. Non ci sono investimenti strutturali, non ci sono politiche per la competitività del sistema produttivo, per il lavoro, per le infrastrutture, per l’energia e per il rilancio delle imprese. Al contrario, si profila il rischio concreto che questa variazione di bilancio si trasformi nell’ennesimo “marchettificio”, in una vera e propria spartizione di risorse tra i gruppi politici del campo largo».
“È particolarmente grave – prosegue Tedde – che circa 300 milioni di euro siano ancora privi di una destinazione precisa e siano diventati oggetto di trattative politiche dell’ultima ora. È un modo di amministrare le risorse pubbliche che mortifica il ruolo delle istituzioni e tradisce le aspettative dei sardi. Ancora più preoccupante è il fatto che, approvando la manovra a metà anno, si rischia di rendere impossibile la spesa delle risorse entro il 2026, con il concreto pericolo di immobilizzare fondi preziosi che avrebbero dovuto sostenere territori ed enti locali”.
Per Forza Italia la Sardegna vive una fase economica estremamente delicata. “Famiglie e imprese stanno boccheggiando sotto il peso di una crisi che ha raggiunto livelli imprevedibili fino a poco tempo fa. Il caro energia, il costo dei trasporti e dei generi di prima necessità, le difficoltà dei Comuni e la perdita di competitività del sistema produttivo richiederebbero una manovra coraggiosa e orientata alla crescita, non un provvedimento improvvisato e privo di indirizzo”.
“Chiediamo alla Presidente Todde e al campo largo – conclude il consigliere nazionale di Forza Italia – di fermarsi e riflettere sull’opportunità di varare una manovra così lontana dagli interessi dei sardi. La Regione ha il dovere di mettere in campo misure straordinarie a sostegno delle famiglie, delle imprese e degli enti locali e di indicare finalmente una visione per il futuro della Sardegna. Dopo oltre due anni di governo, l’unica cosa che emerge con chiarezza è l’incapacità della Todde e della sua maggioranza di governare e di costruire una prospettiva di sviluppo per la nostra Isola”.

 

“Ad Alghero la casa non è più un diritto: grave allarme sociale”

ALGHERO – “Il dramma della casa ad Alghero non può più essere considerato soltanto una difficoltà economica per alcune famiglie: è diventato a tutti gli effetti un problema sociale che coinvolge un numero crescente di cittadini, giovani coppie, lavoratori e nuclei familiari che ogni giorno si trovano ad affrontare l’incertezza di non riuscire ad avere un’abitazione dignitosa e sostenibile.
«Sempre più famiglie vivono il disagio di non poter accedere a una casa  dichiara Christian Mulas, Consigliere comunale del PSD’AZ . L’emergenza abitativa ad Alghero è una criticità grave che richiede risposte concrete e una programmazione seria. L’impennata dei costi degli affitti e la carenza di alloggi disponibili a canone sostenibile stanno lasciando indietro tante persone, con conseguenze pesanti soprattutto per chi non riesce ad accedere al credito bancario o non può sostenere i prezzi richiesti dal mercato privato».
La situazione è resa ancora più drammatica dalle testimonianze che emergono quotidianamente. Emblematica quella di una famiglia che da ben 42 anni presenta domanda per ottenere un alloggio popolare senza essere mai riuscita ad accedervi a causa di un punteggio ritenuto insufficiente. Una storia che evidenzia le difficoltà di un sistema che, pur impegnato a dare risposte, non riesce a soddisfare una domanda sempre più elevata.
Ad Alghero il disagio abitativo nasce principalmente da tre fattori. Il primo riguarda la scarsità di abitazioni disponibili per l’affitto annuale. Il forte sviluppo del turismo ha spinto molti proprietari a privilegiare gli affitti brevi e turistici, decisamente più redditizi rispetto ai contratti destinati ai residenti. Oggi gli annunci per affitti annuali sono una minima parte rispetto a quelli dedicati alle locazioni stagionali, con il risultato che studenti, lavoratori e famiglie trovano enormi difficoltà nel reperire una casa.
Il secondo problema riguarda il rapporto tra stipendi e costo degli affitti. Un monolocale può arrivare a costare tra i 500 e i 650 euro mensili, mentre un bilocale può superare gli 800 euro. Costi che incidono pesantemente sui redditi medi delle famiglie e che spesso rendono impossibile sostenere le spese abitative senza sacrificare altre necessità essenziali.
Il terzo elemento è rappresentato dalla mancanza di nuove costruzioni e da un’offerta abitativa insufficiente rispetto alla domanda. Molti immobili rimangono sfitti durante i mesi invernali o vengono utilizzati esclusivamente per finalità turistiche, contribuendo a ridurre ulteriormente la disponibilità di alloggi per i residenti.
L’Amministrazione comunale sta cercando di affrontare il problema, ma la pressione sulle graduatorie degli alloggi popolari e la scarsità di immobili disponibili rendono estremamente difficile dare risposte adeguate a tutti coloro che ne hanno bisogno. Anche i contributi pubblici e i bonus affitto, pur rappresentando un aiuto importante, non sono sufficienti a risolvere una situazione che richiede interventi strutturali.
Le conseguenze sociali sono ormai evidenti: giovani coppie costrette a trasferirsi nei comuni vicini o a Sassari per trovare soluzioni più accessibili, lavoratori stagionali che rinunciano a opportunità occupazionali per l’impossibilità di trovare un alloggio, aumento delle situazioni di precarietà abitativa e progressivo svuotamento del centro storico nei mesi invernali.
«Non possiamo limitarci a gestire l’emergenza  conclude Mulas . È necessario cambiare l’approccio alle politiche sociali e abitative. Oggi più che mai Alghero ha bisogno di una visione strategica che metta al centro il diritto alla casa. Serve accelerare l’approvazione del Piano Urbanistico Comunale, programmare nuove aree residenziali, incentivare gli affitti a lungo termine e rafforzare l’edilizia residenziale pubblica. Garantire una casa significa garantire dignità, stabilità e futuro alle famiglie, ai giovani e ai lavoratori che vogliono continuare a vivere e costruire il proprio progetto di vita ad Alghero».
Alghero non può permettersi di perdere i suoi residenti. Il diritto alla casa deve tornare ad essere una priorità politica e sociale”
Christian Mulas, consigliere comunale Psd’Az

“Regolamento stalli personalizzati, grande passo avanti”

ALGHERO – “L’approvazione del nuovo Regolamento sugli stalli personalizzati rappresenta per Alghero un importante passo avanti sul piano dei diritti, dell’inclusione e dell’attenzione alle persone con disabilità.
Si tratta di un provvedimento costruito attraverso un percorso di confronto e collaborazione che ha coinvolto associazioni, uffici comunali e Commissione consiliare, con l’obiettivo di rendere le procedure più giuste, trasparenti e aderenti ai bisogni reali dei cittadini.
Il nuovo regolamento supera una visione esclusivamente burocratica, fondata sulla semplice produzione di certificati, e si ispira al nuovo approccio introdotto dalla normativa nazionale sulla disabilità, che pone al centro la persona, il suo contesto di vita, il livello di autonomia e le effettive necessità quotidiane.
Per questo è necessario fare chiarezza rispetto ad alcune dichiarazioni apparse nelle ultime ore.
Il consigliere comunale della Lega oggi rivendica pubblicamente un contributo all’approvazione del regolamento. La realtà dei fatti è diversa: il regolamento non è stato votato dal consigliere della Lega.
Non solo. Gli emendamenti presentati andavano in una direzione opposta rispetto all’impianto del provvedimento approvato, proponendo l’eliminazione del ruolo della Commissione e il ritorno a una valutazione basata esclusivamente sulla documentazione certificativa. Una scelta che avrebbe riproposto proprio quel modello burocratico che il nuovo regolamento intende superare.
L’Amministrazione e la maggioranza hanno invece scelto una strada diversa: quella di una valutazione più attenta, equilibrata e trasparente, capace di considerare la complessità delle situazioni personali e di garantire risposte più adeguate ai cittadini.
Quello approvato non è uno strumento di propaganda né una bandiera politica. È un atto concreto che guarda al futuro, frutto di un lavoro serio e condiviso, e che contribuisce a rendere Alghero una città più accessibile, più giusta e meno burocratica.
Le battaglie per la dignità, l’autonomia e i diritti delle persone si portano avanti con il lavoro nelle commissioni, con gli atti amministrativi e con i voti espressi in aula. La coerenza si misura nei fatti. I post arrivano dopo”
I presidenti delle commissioni regolamento e Sanità
F.to Christian Mulas
F.to Giusy Piccone

“Emergenza abitativa, ultimare le opere avviate e destinare fondi dall’avanzo”

ALGHERO – “L’emergenza abitativa è tornata al centro dell’attenzione durante l’ultimo Consiglio Comunale di Alghero. Il Gruppo Consiliare “Noi RiformiAmo Alghero” è intervenuto sul tema alla luce della pubblicazione della graduatoria provvisoria per l’assegnazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP).Sono 229 le famiglie inserite nella graduatoria provvisoria. Un dato inferiore rispetto alla precedente graduatoria, ma che continua a evidenziare una situazione di disagio abitativo diffusa e meritevole della massima attenzione da parte delle istituzioni.
Attualmente il Comune e l’A.R.E.A. – Agenzia Regionale per l’Edilizia Abitativa – si trovano a operare in un contesto caratterizzato da una limitata disponibilità di alloggi pubblici, condizione che rende difficile fornire risposte tempestive alle numerose richieste presenti sul territorio.
Per contribuire ad affrontare il problema è necessario accelerare l’attuazione degli interventi già programmati in città e rallentati da iter amministrativi e procedurali. In particolare, appare prioritario procedere con il nuovo appalto per il completamento dei 22 alloggi di Caragol e con il progetto definitivo-esecutivo dei 22 alloggi previsti a Carabuffas.
Si tratta di oltre 40 nuovi alloggi che, una volta realizzati, potranno rappresentare un importante contributo per ridurre la pressione della domanda abitativa e offrire risposte concrete a numerose famiglie.
Accanto a questi interventi strutturali, riteniamo opportuno valutare la possibilità di destinare una quota dell’avanzo di bilancio 2025 all’acquisizione di alloggi presenti sul mercato, così da ampliare nel breve periodo il patrimonio abitativo disponibile per le emergenze sociali.
L’emergenza abitativa richiede un impegno condiviso e una collaborazione costante tra Comune, Regione e tutti i soggetti coinvolti; per questo continueremo a sostenere ogni iniziativa utile ad accelerare gli interventi programmati e a individuare soluzioni concrete a favore delle famiglie che vivono condizioni di maggiore fragilità”

Emiliano Piras, Noi Riformiamo Alghero

“Diritto alla casa, Forza Italia abbatte le tasse, la sinistra le alza”

ALGHERO  -“La casa rappresenta da sempre uno dei pilastri della proposta politica di Forza Italia. È un bene primario, il frutto dei sacrifici di una vita, uno strumento di sicurezza per le famiglie e un motore fondamentale per la crescita economica del Paese. Per questo le proposte presentate da Forza Italia sul tema della casa e dell’edilizia sono perfettamente coerenti con i nostri valori, con la nostra idea di società e con la visione di futuro che vogliamo costruire per l’Italia”. Lo dichiara Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia. “Mentre la sinistra e il cosiddetto Campo Largo discutono quotidianamente di nuove tasse, patrimoniali, imposte di successione, tassazione delle rendite e nuovi balzelli a carico di cittadini e imprese, Forza Italia lavora per ridurre la pressione fiscale e favorire la crescita, gli investimenti e la proprietà privata. Le nostre proposte sono chiare e concrete: accelerare le procedure di sfratto per garantire il diritto di proprietà, azzerare le imposte per l’acquisto della prima casa agli under 35, introdurre la cedolare secca al 21% sugli affitti commerciali e aprire finalmente un grande cantiere di riforma dell’IMU e della tassazione immobiliare”.

Secondo Tedde “la differenza tra noi e la sinistra è tutta qui. Da una parte c’è chi considera la casa un bene da proteggere, valorizzare e rendere accessibile alle nuove generazioni; dall’altra c’è chi vede nella proprietà privata soltanto una fonte da cui attingere risorse attraverso nuove imposte e nuovi prelievi fiscali”. “Forza Italia continua a credere che meno tasse significhi più sviluppo, più occupazione e più opportunità. Vogliamo aiutare i giovani ad acquistare una casa, sostenere le famiglie, rilanciare il settore edilizio e favorire la rigenerazione urbana. La casa non può essere considerata un lusso né tantomeno un bersaglio fiscale. Deve tornare a essere un valore tutelato dallo Stato e un investimento conveniente per chi lavora, risparmia e produce ricchezza”. “La sinistra continua a proporre la solita ricetta: tasse, tasse e ancora tasse. Noi proponiamo invece libertà economica, sostegno alla classe media, tutela del risparmio e valorizzazione della proprietà privata. È questa la differenza tra chi crede nella crescita e chi continua a pensare che il futuro del Paese passi soltanto attraverso nuove imposizioni fiscali”, lo ha dichiarato Marco Tedde, Consigliere nazionale di Forza Italia

“Veleni e minacce, maggioranza Cacciotto nel caos”

ALGHERO  – Le minacce di un assessore rese pubbliche dal consigliere comunale Marco Colledanchise descrivono un quadro estremamente preoccupante, che non può essere liquidato come una semplice polemica politica.

Le frasi che sarebbero state rivolte a un consigliere comunale nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali – “gira la faccia da un’altra parte”, “ti faccio la guerra”, “ho armi adeguate”, “non metterti con me”, “occhio” – rappresentano, se confermate, un fatto di eccezionale gravità politica e istituzionale.
La denuncia di Colledanchise è circostanziata, dettagliata e non lascia spazio a equivoci. Viene descritto un clima nel quale un consigliere comunale avrebbe subito pressioni e intimidazioni tali da condizionare persino l’esercizio delle proprie prerogative istituzionali, fino a rinunciare, almeno in parte, alla piena libertà di convocare commissioni e svolgere la propria attività politica.
Siamo di fronte a un fatto che va ben oltre il rapporto personale fra due amministratori. È in discussione il corretto funzionamento delle istituzioni democratiche cittadine. Nessun consigliere comunale deve sentirsi intimidito nell’esercizio del proprio mandato, nessun amministratore può pensare di ridurre al silenzio chi svolge attività di controllo, di proposta o di ascolto dei cittadini.
Il racconto fatto da Colledanchise restituisce l’immagine di una maggioranza attraversata da tensioni profonde, da rapporti di forza interni e da comportamenti che nulla hanno a che vedere con il confronto democratico e con il rispetto delle istituzioni. Un clima pesante, caratterizzato da pressioni e intimidazioni, che appare incompatibile con una gestione serena ed efficace della cosa pubblica.
Forse anche qui si trovano alcune delle ragioni della paralisi amministrativa che la città sta vivendo da tempo. Una paralisi che non deriva soltanto dall’evidente inadeguatezza politica e amministrativa del sindaco e della giunta, ma anche da un contesto interno alla maggioranza nel quale sembrano prevalere conflitti, intimidazioni e logiche di sopraffazione anziché il confronto e la collaborazione istituzionale.
Per questo chiediamo al sindaco di intervenire immediatamente. Non è più possibile fare finta di nulla. La città ha il diritto di sapere se quanto denunciato corrisponda al vero e quali iniziative si intendano assumere per garantire il pieno rispetto delle prerogative dei consiglieri comunali e il corretto funzionamento delle istituzioni.
Il silenzio, di fronte a fatti di tale gravità, sarebbe inaccettabile.
Alghero ha bisogno di trasparenza, di rispetto reciproco e di istituzioni libere da ogni forma di intimidazione. Chi governa la città ha il dovere di garantire queste condizioni e di ristabilire immediatamente un clima di serenità e di rispetto democratico all’interno dell’amministrazione comunale.
Lo hanno dichiarato Tedde (Forza Italia), Salvatore (UDC), Pais (Lega), Cocco (Fratelli d’Italia), Fadda (Prima Alghero) e Caria (Riformatori Sardi).

“Daga il tuttologo dimentica le sue deleghe”

ALGHERO – La decisione del Governo nazionale di intervenire prorogando la validità delle carte d’identità cartacee fino alla loro naturale scadenza rappresenta una scelta di buon senso, che va nella giusta direzione perché evita inutili disagi ai cittadini e consente di alleggerire una pressione che rischiava di concentrarsi eccessivamente sugli uffici comunali. Un intervento responsabile che prende atto delle difficoltà emerse e introduce un correttivo opportuno nell’interesse dei cittadini e degli enti locali.

Spiace constatare, tuttavia, che anche di fronte a questa decisione l’assessore Enrico Daga colga l’occasione non per una doverosa riflessione autocritica, ma ancora una volta per tentare di scaricare sul Governo responsabilità che appartengono invece direttamente alla sua azione amministrativa.

Del resto, l’assessore Daga sembra ormai interpretare il proprio ruolo come titolare di una delega permanente alle “varie ed eventuali”, intervenendo sistematicamente su questioni che riguardano altri assessorati, salvo poi trascurare proprio quei settori che ricadono sotto la sua diretta responsabilità.

Sulla vicenda dell’anagrafe assistiamo all’ennesimo copione già visto: individuare un colpevole esterno per evitare di affrontare i problemi organizzativi interni al Comune.

È bene ricordare all’assessore Daga che tra le deleghe a lui attribuite figurano precisamente l’organizzazione e la valorizzazione delle risorse umane. In altre parole, compete a lui garantire una distribuzione equilibrata ed efficiente del personale tra i diversi uffici comunali, monitorare tempestivamente eventuali criticità organizzative e, laddove necessario, intervenire per rafforzare gli organici dei servizi maggiormente esposti alla pressione dell’utenza.

Se oggi gli uffici anagrafe sono andati in sofferenza, se i cittadini hanno dovuto affrontare code interminabili e disagi, prima di chiamare in causa Roma sarebbe opportuno verificare se l’amministrazione comunale — e in particolare chi ha la responsabilità diretta della gestione del personale — abbia realmente adottato tutte le misure necessarie per prevenire tali criticità.

Continuare ad attribuire al Governo nazionale ogni inefficienza locale è diventato un esercizio tanto prevedibile quanto poco credibile. Amministrare significa assumersi responsabilità, programmare per tempo, organizzare i servizi e risolvere i problemi, non ricercare continuamente alibi politici per nascondere ciò che non funziona nella macchina comunale.

A questo punto sorge spontanea una domanda: dove è realmente concentrata l’azione amministrativa dell’assessore Daga, visto che da tempo sembrerebbe persino operare senza un proprio ufficio dedicato?

Le spiegazioni possibili appaiono sostanzialmente due: o ha scelto di adottare la tecnica del cuculo, occupando di volta in volta i “nidi” altrui e intervenendo su materie di competenza di altri assessori, oppure continua a svolazzare incessantemente da una questione all’altra, dedicando una parte rilevante delle proprie energie alla produzione seriale di comunicati stampa e post sui social, evidentemente indispensabili per tentare di colmare il vuoto lasciato da un’azione amministrativa che, ad oggi, fatica ancora a lasciare risultati concreti e misurabili per la città.

Coordinamento cittadino Fratelli d’Italia Alghero

Case Popolari, l’Amministrazione Cacciotto replica a Mulas

ALGHERO – “L’Amministrazione comunale ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti in merito alla graduatoria per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP), al fine di garantire una corretta informazione ai cittadini e ribadire il rigoroso rispetto delle norme che regolano la materia. L’assegnazione degli alloggi ERP non è infatti frutto di valutazioni discrezionali da parte dell’Amministrazione comunale, ma avviene attraverso procedure disciplinate dalla Legge Regionale n. 13 del 6 aprile 1989, che stabilisce in maniera puntuale requisiti, criteri e punteggi validi per tutti i richiedenti. Le graduatorie vengono elaborate dagli uffici competenti sulla base della documentazione presentata dagli interessati e dei requisiti posseduti alla data prevista dal bando. I punteggi sono attribuiti esclusivamente in relazione alle condizioni soggettive e oggettive individuate dalla normativa regionale, nel rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza e parità di trattamento. È importante ricordare in primo luogo che, quella pubblicata, è una graduatoria provvisoria, e i richiedenti hanno trenta giorni di tempo dalla pubblicazione per segnalare eventuali anomalie. In secondo luogo, la posizione occupata in graduatoria non rappresenta un dato definitivo e immutabile nel tempo. In occasione di ogni nuovo bando o aggiornamento previsto dalla legge, la collocazione dei richiedenti può subire variazioni in funzione delle condizioni dichiarate e documentate, dei requisiti posseduti e della presenza di altri nuclei familiari che, per situazioni di maggiore disagio abitativo o socioeconomico, abbiano maturato punteggi superiori. L’Amministrazione comunale è pienamente consapevole delle difficoltà che molte famiglie affrontano a causa dell’emergenza abitativa e guarda con attenzione alle situazioni di fragilità presenti sul territorio. Proprio per questo motivo è fondamentale che le procedure di assegnazione degli alloggi pubblici siano gestite nel pieno rispetto delle norme, garantendo equità e uguali opportunità a tutti i cittadini. Gli uffici comunali continuano a garantire la massima disponibilità nei confronti degli interessati, fornendo tutti i chiarimenti consentiti dalla legge e accompagnando i cittadini nell’esercizio dei diritti di accesso agli atti e di partecipazione ai procedimenti amministrativi previsti dall’ordinamento”

Comunicazione Istituzionale

Staff del Sindaco