Nuovo ecografo al Marino, plauso alla direzione Asl da Mulas, Bamonti e Martinelli

Ospedale Marino, arriva il nuovo ecografo per il reparto di Riabilitazione. Il plauso del presidente della Commissione Sanità Christian Mulas e dei consiglieri Gianni Martinelli e Alberto Bamonti alla Direzione Generale della ASL Il presidente della Commissione consiliare Sanità, Christian Mulas, insieme ai consiglieri comunali Gianni Martinelli e Alberto Bamonti, esprime il proprio plauso e un sentito ringraziamento alla Direzione Generale della ASL per aver accolto una serie di richieste avanzate nei mesi scorsi a favore del potenziamento dei servizi sanitari del territorio. Tra i risultati più significativi raggiunti vi è l’arrivo del nuovo ecografo destinato al reparto di Riabilitazione dell’Ospedale Marino, una dotazione di grande valore che consentirà di migliorare ulteriormente la qualità delle prestazioni sanitarie offerte ai pazienti. L’ecografo rappresenta infatti uno strumento fondamentale nella medicina riabilitativa, poiché permette di valutare in tempo reale la struttura e la composizione del muscolo, analizzandone lo stato e il potenziale di recupero. Inoltre, consente di individuare infiammazioni dei tendini, lesioni muscolari, strappi, versamenti ematici e altre problematiche che richiedono un trattamento mirato. Particolarmente importante è il suo utilizzo nelle infiltrazioni ecoguidate con tossina botulinica, una terapia che agisce bloccando temporaneamente la comunicazione tra nervo e muscolo, riducendo contratture, spasmi e tensioni muscolari. Lo strumento sarà inoltre impiegato nel trattamento di distretti articolari quali ginocchio, anca e spalla, garantendo interventi più precisi, sicuri ed efficaci. L’ecografo consentirà anche ai professionisti della Riabilitazione di monitorare la funzione muscolare durante gli esercizi terapeutici e seguire con maggiore accuratezza l’evoluzione del percorso di guarigione dei tessuti, offrendo così ai pazienti un’assistenza ancora più qualificata. Il presidente Christian Mulas ricorda inoltre come, tra le richieste formulate alla Direzione Generale della ASL, siano già state accolte anche quelle relative al potenziamento del Pronto Soccorso e all’installazione dei climatizzatori, interventi concreti che hanno migliorato le condizioni di lavoro del personale sanitario e l’accoglienza dei pazienti. Un ulteriore risultato atteso nelle prossime settimane riguarda l’arrivo di nuove barelle e lettini per il trasporto dei pazienti tra i vari reparti, strumenti indispensabili per rendere ancora più efficiente l’attività ospedaliera. «Questi risultati dimostrano che il dialogo istituzionale, quando è costante e costruttivo, produce benefici concreti per la sanità e per i cittadini dichiarano il presidente della Commissione Sanità Christian Mulas e i consiglieri comunali Gianni Martinelli e Alberto Bamonti . Ringraziamo la Direzione Generale della ASL per l’attenzione dimostrata verso le esigenze del territorio e continueremo a lavorare affinché l’Ospedale Marino e tutti i servizi sanitari possano disporre delle risorse e delle attrezzature necessarie a garantire cure sempre più efficaci e moderne. La salute dei cittadini resta una priorità assoluta e il nostro impegno proseguirà con determinazione».

 

Campo boe e nautica, Fratelli d’Italia: “Tavolo tecnico tra Governo, Regione e Comune”

ALGHERO – «La tutela dell’ambiente marino rappresenta un valore imprescindibile e costituisce un obiettivo che tutti condividiamo. Proprio per questo è necessario che le misure di protezione siano fondate su criteri di proporzionalità, ragionevolezza e sostenibilità, affinché la salvaguardia degli ecosistemi possa conciliarsi con la fruizione responsabile del mare e con lo sviluppo di una delle principali risorse economiche e turistiche della Sardegna: la nautica da diporto. L’Area Marina Protetta “Capo Caccia – Isola Piana” tutela un patrimonio naturalistico di straordinario pregio, esteso su circa 2.600 ettari di superficie marina e articolato in aree sottoposte a diversi livelli di protezione. Si tratta di un patrimonio di eccezionale valore ambientale e paesaggistico, che costituisce un elemento qualificante dell’identità e dell’offerta turistica del territorio. Proprio per questo le misure di tutela devono essere non solo efficaci sotto il profilo della conservazione, ma anche proporzionate, sostenibili, supportate da evidenze scientifiche e condivise con le comunità e gli operatori che vivono e lavorano nel territorio.» Lo dichiara Marco Di Gangi, Responsabile regionale del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia Sardegna, intervenendo sul crescente disagio manifestato dai diportisti che frequentano il golfo di Alghero.

«Da settimane raccogliamo le segnalazioni di cittadini, operatori e turisti che descrivono una situazione sempre più difficile. Uscire in barca, che dovrebbe rappresentare un momento di svago e di libertà, è diventato per molti un’esperienza caratterizzata da continue preoccupazioni: divieti, ordinanze, zone interdette, campi boe, limiti di ancoraggio e norme spesso di non immediata interpretazione hanno generato un diffuso senso di disorientamento.» Si segnala inoltre come il divieto di navigazione e di ancoraggio nel ridosso della base di Poglina, storicamente utilizzata come riparo sicuro dal maestrale a sud di Alghero, abbia ulteriormente inciso sulla disponibilità di aree di sosta e di sicurezza per la nautica da diporto, contribuendo alla progressiva riduzione degli spazi liberamente fruibili lungo il litorale. «Non è solo una questione di restrizioni. È l’effetto complessivo del sistema ad aver prodotto un clima di incertezza. Molti diportisti non riescono più a comprendere con chiarezza dove sia possibile navigare, sostare o ancorare senza rischiare di incorrere in violazioni. Questa situazione finisce inevitabilmente per scoraggiare la fruizione del mare.» Secondo Di Gangi, uno degli elementi di maggiore criticità è rappresentato dalla gestione dei campi boe. «La loro collocazione, soprattutto nelle aree esterne all’Area Marina Protetta, ha determinato una significativa riduzione degli spazi liberamente utilizzabili dalle imbarcazioni. Ne è derivata una concentrazione sempre maggiore delle barche nelle poche zone rimaste disponibili, con inevitabili problemi di affollamento proprio nei tratti di costa che offrono riparo dai venti predominanti.» «Il paradosso è evidente: strumenti introdotti con finalità di tutela ambientale finiscono, in alcuni casi, per produrre una concentrazione della pressione antropica anziché distribuirla in modo più equilibrato.» Di Gangi richiama quindi l’attenzione sulle ricadute economiche. «La nautica da diporto non rappresenta un’attività marginale. È uno dei pilastri dell’offerta turistica della Riviera del Corallo e genera un indotto rilevantissimo che coinvolge porti turistici, cantieri nautici, noleggiatori, diving center, ristoranti, pubblici esercizi, commercio, manutenzioni, servizi tecnici e professionali. Migliaia di famiglie vivono, direttamente o indirettamente, grazie a questo comparto.» «Solo tra Alghero, Fertilia, Porto Conte e Tramariglio sono presenti stabilmente migliaia di imbarcazioni da diporto. È quindi del tutto prevedibile che, riducendo progressivamente gli spazi realmente fruibili, aumentino inevitabilmente le criticità e il disagio.» Per il Responsabile del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia Sardegna è necessario aprire una fase di confronto. «Occorre superare una visione che sembra considerare il diportista prevalentemente come un problema da limitare, anziché come un alleato nella tutela del mare. La sostenibilità non si costruisce moltiplicando i divieti, ma attraverso regole condivise, informazione, responsabilizzazione degli utenti, controlli efficaci contro i comportamenti realmente dannosi e una pianificazione basata su dati scientifici e sull’ascolto dei territori.» «La Sardegna possiede uno dei patrimoni costieri più straordinari del Mediterraneo. Proprio per questo dobbiamo essere capaci di coniugare tutela ambientale, diritto alla fruizione del mare e sviluppo economico. Questi obiettivi non sono alternativi: possono e devono convivere.» «Per queste ragioni ho proposto l’avvio di un tavolo tecnico-istituzionale tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Regione Autonoma della Sardegna, il Comune di Alghero, l’Ente gestore dell’Area Marina Protetta e le rappresentanze maggiormente rappresentative del comparto nautico, turistico e delle comunità locali. Quando una regolamentazione genera un diffuso malcontento e produce conseguenze economiche rilevanti, il confronto non rappresenta un arretramento nella tutela ambientale, ma un atto di buona amministrazione.» «Difendere il mare significa proteggerne gli ecosistemi, ma anche consentire ai cittadini e ai turisti di viverlo responsabilmente. Se si perde questo equilibrio, il rischio è duplice: compromettere una parte importante dell’economia turistica e alimentare un crescente distacco dei cittadini dalle politiche di tutela ambientale. Sarebbe una sconfitta per tutti.»

“Sicurezza e socialità, rendere pedonale la prima parte di via Mazzini”

ALGHERO – “Via Mazzini, pedonalizzazione del tratto compreso tra le vie Sassari e Cagliari”. Se ne parla da tanto, come molte altre cose di Alghero, ma ancora non è stato fatto quanto chiacchierato. Siamo parlando di un intervento poco più che ordinario che, però, da seguito ad una situazione oramai sempre più cristallizzata: uno dei fulcri della “movida” è divenuta la prima parte di via Mazzini.
“Il tratto in questione non risulta strategico per la viabilità automobilistica cittadina, ma rappresenta un importante punto di aggregazione, frequentato soprattutto dai giovani nelle ore serali. La trasformazione in area pedonale consentirebbe di restituire lo spazio pubblico alla comunità, garantendo al contempo una maggiore tutela per i pedoni”, così la proposta di Francesco Sasso, presidente dell’associazione politica e culturale Iniziativa Alghero.
“Inoltre, l’assenza di garage o passi carrabili nel tratto interessato esclude qualsiasi ripercussione negativa o disagio per le proprietà private della zona. L’idea nasce dalla necessità di conciliare la vivibilità degli spazi urbani con le esigenze di socialità e sicurezza delle fasce più giovani”.
E, andando oltre la proposta di Francesco Sasso, in attesa della definizione di una viabilità non così congestionata, caotica e baricentrica, si potrebbe pensare anche di rendere pedonale la prima parte di via Sassari: da Porta Terra fino a via XX Settembre. Sulla carta tutto è possibile, ma ciò che da tempo si attende sono delle scelte, anche tranchant. Per dare un segno che qualcosa si muove.
Nella foto via Mazzini com’è e come potrebbe essere

“Il regolamento dei rifiuti è illegittimo: va ritirato e rifatto”

ALGHERO – “Il centrodestra in Consiglio comunale di Alghero interveniente con fermezza sul nuovo Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani approvato dalla maggioranza, definendolo “la quintessenza della superficialità amministrativa e normativa”.
“L’amministrazione e la maggioranza del Campo Largo – dichiarano gli esponenti politici – hanno voluto approvare a tutti i costi un regolamento che, nel corso dei lavori consiliari, è stato riconosciuto dagli stessi proponenti come bisognoso di correzioni e affetto da evidenti vulnerabilità. Eppure hanno scelto di tirare dritto, consegnando alla città un testo che rischia di essere non solo inefficace, ma anche illegittimo.
Secondo il centrodestra, il regolamento presenta numerosi profili di criticità. “Un regolamento comunale è una fonte normativa secondaria e, come tale, deve necessariamente conformarsi alle norme di rango primario, a partire dal Codice dell’Ambiente. In questo caso, invece, il Consiglio è stato chiamato ad approvare disposizioni che si pongono in aperto contrasto con la legislazione statale.”
Tra gli esempi più evidenti viene richiamato il regime sanzionatorio. “Il Codice dell’Ambiente prevede, per l’abbandono dei rifiuti accanto ai contenitori, un’ammenda compresa tra 1.000 e 10.000 euro. Il regolamento comunale, invece, riduce illegittimamente tali importi fino a un massimo di 500 euro, in evidente contrasto con la disciplina nazionale che un regolamento comunale non può modificare né derogare.”
Il documento viene inoltre criticato per “l’obbligo generalizzato di compostaggio imposto alle utenze dell’agro e delle borgate, misura eccessivamente rigida e sproporzionata, priva di un adeguato fondamento normativo e non rispettosa del principio di proporzionalità”.
Ulteriori rilievi riguardano “i vincoli temporali imposti alle utenze non domestiche che hanno scelto di uscire dal servizio pubblico, prescrizioni non ancorate ad alcuna norma primaria e suscettibili di creare ingiustificate limitazioni”.
Ma l’aspetto ritenuto più grave riguarda l’attribuzione di funzioni pubblicistiche a soggetti privati. «
“Il regolamento arriva addirittura a demandare attività di accertamento di violazioni e contestazione di sanzioni a soggetti che non rivestono la qualifica di pubblici ufficiali né di incaricati di pubblico servizio. Si tratta di una previsione che solleva seri dubbi di legittimità e che espone il Comune a inevitabili contenziosi.”
Infine, il centrodestra denuncia quanto accaduto durante l’approvazione dell’atto in Consiglio comunale.
“La vicenda più sconcertante riguarda un emendamento presentato dall’assessore competente. L’emendamento non è mai stato sottoposto al voto del Consiglio comunale e, quindi, non è mai stato approvato dall’assemblea. Nonostante ciò, il suo contenuto è stato ugualmente inserito nel testo definitivo della deliberazione. Un fatto gravissimo, privo di qualsiasi copertura regolamentare, che viola le regole fondamentali del procedimento deliberativo e rischia di compromettere la legittimità dell’intero provvedimento.”
I capigruppo rivolgono quindi un appello all’amministrazione.
“È necessario fermarsi e rimediare. Chiediamo che il regolamento venga immediatamente riportato all’esame della competente Commissione consiliare per eliminare tutte le disposizioni illegittime, adeguarlo al Codice dell’Ambiente, correggere gli errori emersi e sottoporre finalmente al voto del Consiglio l’emendamento che è stato inserito senza alcuna deliberazione dell’assemblea.”
“Alghero merita norme e regolamenti scritti con rigore giuridico e amministrativo, non testi approssimativi destinati a produrre contenziosi e incertezze applicative. È tempo che questa amministrazione abbandoni improvvisazione e superficialità e inizi finalmente a governare con competenza, nel pieno rispetto della legge e nell’interesse della comunità algherese.”

“La Consulta demolisce un’altra legge della Giunta Todde”

ALGHERO – “Tanto tuonò che piovve. Era fin troppo facile prevedere che anche questa legge sarebbe stata dichiarata costituzionalmente illegittima. La sentenza della Corte costituzionale rappresenta l’ennesima, pesantissima bocciatura della produzione legislativa della Giunta Todde e della maggioranza del campo largo.”
Lo dichiara Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia.
“Nel giro di appena due mesi la Corte costituzionale ha demolito due leggi fortemente volute dalla maggioranza regionale. È un fatto politico e istituzionale gravissimo, che certifica l’incapacità del campo largo di legiferare nel rispetto della Costituzione, dei limiti delle competenze attribuite alla Regione Sardegna e dell’ordinamento nazionale.”
“Non siamo di fronte a semplici errori tecnici, ma al fallimento di un metodo di governo fondato sulla propaganda e sugli annunci, anziché sul rigore giuridico e sulla qualità della legislazione. Le leggi vengono presentate come grandi svolte, salvo poi essere puntualmente censurate dalla Corte costituzionale perché in contrasto con i principi fondamentali dell’ordinamento.”
“La Sardegna non può permettersi di avere una maggioranza che utilizza il Consiglio regionale come un laboratorio di sperimentazioni giuridiche destinate a infrangersi davanti alla Consulta. Ogni bocciatura produce incertezza normativa, rallenta gli investimenti, espone cittadini e imprese a un clima di precarietà e compromette la credibilità dell’istituzione regionale.”
“La sentenza sulle rinnovabili conferma ciò che Forza Italia aveva denunciato fin dall’approvazione della legge: non era possibile introdurre un blocco generalizzato delle autorizzazioni in violazione del quadro costituzionale e della normativa statale. La norma demolita prevedeva, in attesa dell’approvazione di un regolamento regionale sulle aree idonee e non idonee, la sospensione dei procedimenti autorizzativi già in corso e il divieto di presentare nuove istanze. La Consulta ha semplicemente preso atto di ciò che era evidente sin dall’inizio.”“La presidente Todde e la sua maggioranza dovrebbero finalmente abbandonare la propaganda e recuperare il senso del limite istituzionale. Governare significa scrivere norme efficaci, rispettose della Costituzione e realmente utili ai sardi, non alimentare contenziosi destinati a concludersi con sonori ceffoni della Corte costituzionale.”
“Dopo due bocciature in così breve tempo, il campo largo dovrebbe avere l’onestà politica di fare un serio esame di coscienza. La Sardegna ha bisogno di una Regione autorevole, capace di difendere i propri interessi con leggi solide e inattaccabili, non di un governo regionale che colleziona censure costituzionali e mortifica il prestigio dell’Autonomia speciale.”
Lo dichiara il consigliere nazionale di Forza Italia Marco Tedde

“Alghero al buio, amministrazione Cacciotto totalmente in ritardo”

ALGHERO – «L’incendio della cabina elettrica di via Ambrogio Machin, con il conseguente blackout nel cuore del centro storico, conferma una situazione che Fratelli d’Italia denuncia da tempo: la rete elettrica di Alghero non regge più il carico della stagione estiva». Maurizio Papa, responsabile commercio di Fratelli d’Italia Alghero, interviene dopo l’ennesimo grave episodio che ha lasciato senza energia attività commerciali, strutture ricettive e abitazioni del Centro Storico di Alghero.

«Non siamo davanti a un fulmine a ciel sereno. Dopo il blackout del primo luglio era evidente che servissero risposte immediate. Ancora più grave è che la cabina interessata sia la stessa già andata a fuoco lo scorso anno. Se un problema si ripete nello stesso punto, non può più essere derubricato a episodio isolato. Siamo davanti ad un nodo nevralgico della rete che resta ancora sottodimensionato rispetto al carico che deve affrontare e ad essere inadeguati sono anche i cavi con cui la cabina è collegata».

Per Papa «commercianti, residenti e operatori turistici del centro storico ormai sono esasperati. Nel pieno della stagione, restare senza energia significa perdere lavoro, servizi, clienti e credibilità. Alghero non può presentarsi ai visitatori con negozi al buio, locali in difficoltà e cittadini costretti a subire disservizi continui».

«Gli interventi di consolidamento della rete da parte di Enel sono necessari, ma evidentemente non ancora sufficienti. E pesa il ritardo enorme dell’Amministrazione Cacciotto sulla cabina primaria di Alghero Sud: due anni persi prima dello sblocco tardivo di una pratica fondamentale per rafforzare il sistema elettrico cittadino».

«Ora servono tempi certi, verifiche puntuali e un confronto serio con commercianti e residenti. Il centro storico è il cuore economico e identitario della città: lasciarlo al buio significa colpire Alghero nel momento più delicato dell’anno»

“L’Università può e deve dare di più ad Alghero, bene Cocco che condivide nostre criticità”

ALGHERO – “Caro Consigliere, apprendo che anche Lei evidenzia le medesime criticità messe in risalto dal sottoscritto, ma precisata subito una cosa: nessuno mette in discussione il valore dell’Università né la qualità del Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica, certificata anche dai dati CENSIS. Quello che si mette in discussione è un’altra cosa: il rapporto tra l’Ateneo e la città di Alghero.
Dopo oltre vent’anni di presenza universitaria, è legittimo chiedersi quale sia stato il contributo concreto alla valorizzazione del centro storico e del porto, due luoghi simbolo della città. Quali progetti strutturali sono stati realizzati? Quali interventi di rigenerazione urbana sono nati dalla collaborazione tra Università e territorio?
E soprattutto, come lei stesso mette bene in risalto, che fine ha fatto il tanto annunciato progetto della Casa dello Studente? Come si può parlare di una città universitaria senza garantire un numero adeguato di alloggi per gli studenti, in particolare per una Facoltà di Architettura che richiama giovani da tutta Italia? Da una parte vediamo Olbia che corre alla velocità della luce, mentre da questa parte del Nord Sardegna si viaggia troppo lentamente. E non da ora, per essere chiari.
Difendere l’Università è giusto, ma una difesa d’ufficio non basta. Chi ricopre un ruolo politico dovrebbe avere il coraggio di chiedere conto anche all’Ateneo degli impegni assunti e dei risultati raggiunti. L’Università non può continuare a vivere chiusa entro le mura del centro storico, senza diventare un vero motore di sviluppo urbano, culturale ed economico per Alghero.
La politica non dovrebbe accontentarsi delle classifiche o dei comunicati stampa. I cittadini chiedono fatti, progetti realizzati e benefici tangibili per la città o almeno, non chiediamo tanto, che vengano riqualificati i preziosi immobili dategli in concessione. Su questo terreno, dopo oltre vent’anni, le domande sono ancora molte e le risposte decisamente poche”

“Università di Alghero penalizzata dalla Giunta a guida 5 Stelle e Sinistra”

ALGHERO – «Il Dipartimenti di Architettura, Design e Urbanistica è un valore aggiunto per Alghero. Metterlo oggi in discussione significa non rendersi conto del valore reale di una delle leve di crescita economica e sociale della città». Alessandro Cocco, capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia Alghero, interviene sul dibattito relativo alla presenza universitaria in città.

«I dati Censis dicono che il Dipartimento algherese raggiunge il secondo posto nazionale nelle magistrali biennali e il quarto posto nelle triennali. Sono dati che parlano da soli e che confermano la qualità del lavoro svolto anche dal DADU».

Ma chi oggi attacca l’Ateneo dovrebbe rivolgersi prima di tutto alla maggioranza di sinistra di cui fa parte, chiedendo conto del silenzio del sindaco davanti alle scelte gravemente penalizzanti della Giunta Todde, che nella programmazione del 2025 ha destinato 56 milioni all’Università di Cagliari e neppure un euro all’Università di Sassari. Una disparità gravissima, davanti alla quale tanto Cacciotto quanto chi oggi lancia accuse contro l’Università sono rimasti in silenzio».

«Non si può stare contemporaneamente al governo e all’opposizione. Chi sostiene questa Amministrazione chieda conto al sindaco della sua assenza, invece di scaricare sul DADU responsabilità che sono politiche e finanziarie».

«Alghero deve andare avanti come città universitaria. Serve lavorare a un vero campus, rafforzare servizi e residenzialità studentesca e – conclude Cocco – andare avanti convintamente con il Piano Città sugli immobili pubblici: uno strumento per rigenerare patrimonio comunale, ridurre fitti passivi e costruire una strategia stabile con Università, enti pubblici e territorio»

Mozione sicurezza, ok dal Consiglio: Centrodestra soddisfatto

ALGHERO – I consiglieri comunali di centrodestra esprimono soddisfazione per l’approvazione da parte del Consiglio comunale all’unanimità del testo unificato della mozione sulla sicurezza urbana, primo firmatario Michele Pais, finalizzato a rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto alla crescente criminalità che sta interessando Alghero.
«Con questo voto – dichiarano i consiglieri – il Consiglio comunale riconosce responsabilmente e in maniera unitaria il valore della sicurezza in città, che deve portare i cittadini e gli ospiti a vivere in un luogo sicuro.
Purtroppo negli ultimi anni abbiamo assistito ad attentati incendiari contro cittadini e imprese, ad atti intimidatori, al rogo di decine di autovetture, fino ad episodi di violenza che hanno coinvolto anche minorenni, che non può permetterci sottovalutazioni o ritardi. Era necessario assumere una posizione chiara e condivisa.»
Il dibattito in Consiglio comunale  si è sviluppato nel chiedere all’Amministrazione comunale ad adottare una serie di misure concrete: il potenziamento della videosorveglianza, un sempre più stretto coordinamento con Prefettura e Forze dell’Ordine, il rafforzamento delle attività di prevenzione e controllo del territorio e il coinvolgimento delle realtà sociali e del volontariato nella promozione della cultura della legalità.
Particolare rilievo assume anche la tutela degli operatori impegnati quotidianamente nella difesa della sicurezza pubblica. «Il Consiglio comunale e ha ritenuto fondamentale – proseguono – inserire tra gli obiettivi delegati alla valutazione del Sindaco e della Giunta anche il potenziamento della Polizia Locale, attraverso la dotazione di dispositivi di protezione individuale, strumenti moderni come Taser, body cam, affinché gli agenti possano operare nelle migliori condizioni di sicurezza e garantire interventi sempre più efficaci e trasparenti.»
«La sicurezza è un diritto dei cittadini e una condizione indispensabile per la serenità delle famiglie, la tutela delle imprese, l’attrattività turistica e lo sviluppo economico della città. Per questo abbiamo scelto di avanzare proposte concrete che superassero barricate ideologiche. Cosa che, finalmente, è avvenuta»

“Campo da rugby: tra bando, camper e foresteria restano i dubbi”

ALGHERO – “Abbiamo appreso dalla stampa della pubblicazione dell’avviso pubblico per l’affidamento del campo comunale di rugby di Maria Pia. È certamente una notizia positiva che, dopo oltre un anno di annunci, si compia finalmente un passo avanti. Al momento in cui scriviamo, tuttavia, l’avviso non risulta ancora pubblicato sul sito istituzionale del Comune e, soprattutto, resta del tutto irrisolto il problema più urgente.

L’Alguer Rugby continua infatti a non poter svolgere gli allenamenti in un impianto che appartiene ai cittadini di Alghero, mentre ad un’altra società è consentito. Una situazione che non comprendiamo e che continua ad apparire in contrasto con quei principi di equità e imparzialità che dovrebbero guidare la gestione di ogni bene pubblico. Da oltre un anno denunciamo la stessa situazione. Si sono susseguiti annunci, promesse di bandi e rassicurazioni, ma nei fatti una società continua a utilizzare il campo in modo prevalente, mentre l’altra rischia di non poter programmare regolarmente la propria attività sportiva.

Cogliamo inoltre l’occasione per chiedere un chiarimento anche su un’altra vicenda che riguarda l’area del campo di Maria Pia. Nei giorni scorsi è stata segnalata la presenza di un camper all’interno del complesso sportivo. Considerato che all’interno dell’impianto è presente una foresteria, riteniamo opportuno che siano verificate le modalità di utilizzo di questa struttura, chi possa usufruirne e a quale titolo, affinché non vi siano dubbi sul corretto utilizzo di un bene pubblico.

Continuiamo a ribadire che i nostri interventi non sono contro la società sportiva a cui è affidato il campo in via provvisoria, ma a tutela di un principio. I beni pubblici appartengono a tutta la collettività e devono essere gestiti con regole certe, trasparenza e imparzialità. E se il Sindaco, il suo vice e i restanti componenti della Giunta convengono che il futuro del campo debba essere affidato attraverso un bando pubblico, significa che per primi riconoscono l’importanza di regole trasparenti e uguali per tutti. Non comprendiamo allora perché questi stessi principi non vengano applicati già oggi nella gestione provvisoria dell’impianto”.

Riformatori Sardi Alghero