Agro, caos rifiuti: basta promesse

ALGHERO – “Basta le persone sono esasperate, paghiamo per il servizio di igiene urbana quanto e come Alghero città ma ogni mattina ci troviamo di fronte ad uno spettacolo che definire indecente è poco. Sono mesi che puntualmente inviamo, all’Assessore competente e non solo a lui, foto che raffigurano la situazione sollecitando soluzioni”. Per Il Comitato di Borgata di Maristella, Tonina Desogos, che ritorna sulla pessima condizione igienico-ambientale dell’agro in relazione ai disservizi inerenti il sistema di raccolta dei rifiuti.

“Fu egli stesso infatti, nell’ultimo incontro tenutosi a Maristella, a parlare del nuovo appalto per l’igiene urbana, affidato a nuova ditta, che sarebbe dovuto decollare entro il mese di ottobre 2017, invece delle ormai “famigerate” oasi ecologiche di Borgata, custodite e vigilate ancora nessuna traccia e il peggio è che a tutt’oggi non è successo niente che ci induca, minimamente, a pensare positivamente circa la loro posa in opera”.

“Il risultato è quello che si vede dalle foto. Nel nostro caso non ci si può trincerare, nemmeno, dietro l’alibi dell’inciviltà a meno che, l’inciviltà stessa, non si voglia addebitare alla fauna selvatica e comunque senza troppi giri di parole con le oasi, recintate e vigilate il problema sarebbe risolto”.

“Pertanto Assessore Selva e/o Ciclat ci pare proprio il caso di intervenire quanto prima per dare agli abitanti di Maristella risposte immediate con l’inizio, finalmente, del servizio come da capitolato, servizio che peraltro stiamo già pagando per intero nonostante tutto”.

Nella foto l’immondizia su una delle strade dell’agro

S.I.

Prove di emergenza al Porto

ALGHERO – Il nuovo Piano di Protezione Civile amplia la potenzialità di intervento sul territorio. Rinnovato e aggiornato dall’Amministrazione nell’ottobre scorso di pari passo con la strutturazione ed efficientamento del COC (centro operativo comunale), si concretizza la fase di formazione individuale volta all’acquisizione di nozioni di base e di preparazione nell’ambito dell’intero ciclo di emergenza. Insieme alle associazioni e ai volontari coinvolti nel centro operativo si è proceduto ad espletare un’ulteriore tappa della formazione teorica e pratica.

Presso la banchina del porto, scalo Tarantiello, i volontari della protezione civile con il referente Dott. Alessandro Corrias, alla presenza dell’Assessore Raimondo Cacciotto, hanno svolto una prova pratica per l’uso della idrovora carrellata ad alta capacità per interventi in caso di inondazioni e calamità. L’operazione si è svolta con il coinvolgimento dei volontari delle varie componenti della Protezione Civile. L’ambito su cui interviene l’organismo comprende oggi tantissimi altri rischi potenziali, ma quelli principalmente di interesse per il territorio sono gli incendi da interfaccia, il rischio idraulico (alluvioni), il rischio idrogeologico (frane).

Nella foto l’esercitazione al porto con l’assessore Cacciotto

S.I.

Sacchi di sabbia sul litorale, che fare?

ALGHERO – Sono trascorsi giorni e la sabbia raccolta lungo il tratto stradale che confina con la spiaggia del Lido è ancora depositata dentro i sacchi sui marciapiedi antistanti il mare. Dopo la segnalazione del Wwf rispetto all’erosione costiera e dunque alla perdita di arenile, l’amministrazione si è subito precipitata a farla raccoglierla. E adesso? “Ancora non si è capito che fine farà questa “sabbia recuperata”, intanto qualche sacco inizia ad “aprirsi” ed a disperdere nuovamente sabbia sull’asfalto. Non se sono già passati due mesi dal giorno in cui fu messa in questi sacchi dopo la polemica del Wwf, però una decisione va presa: riposizionamento o conferimento in discarica?”, scrive provocatoriamente Massimiliano Lepri di Sardos sui social.

Interrogativo, però, non insensato visto che se qualcuno si permette di portare via una manciata di sabbiata viene pesantemente multato (dunque non è escluso l’intervento della Magistratura) e soprattutto vista la necessità che quella sabbia ritorni nel suo luogo d’origine ovvero la spiaggia. Ma, secondo sempre i solerti ambientalisti, si tratta di materiale potenzialmente inquinato dai mezzi stradali, dunque non potrebbe essere riposizionato nell’arenile. E intanto, mentre assistiamo all’ennesima situazione inedita dovuta alle marzianerie troppo diffuse, negli ultimi anni, in Riviera, la spiaggia cittadina è ancora ricoperta da posidonia e anche quest’anno, nonostante alcuni annunci e corse (inutili) contro il tempo, sarà quasi impossibile poter usufruire della sabbia bianca e cristallina di San Giovanni, cosi come di altre porzioni di litorale.

Nella foto i sacchi di sabbia presenti ancora sul litorale del Lido di Alghero

S.I.

Protesta migranti. Chiudere Centro

SASSARI – I candidati a Camera e Senato di CasaPound intervengono in merito alla protesta degli immigrati residenti al centro Pime, avvenuta questa mattina presso la prefettura. “Da mesi chiediamo la chiusura del centro di via Solari – affermano i candidati a Camera e Senato di CasaPound Andrea Farris e Luigi Todini – ma ad oggi dalle istituzioni non è arrivata nessuna soluzione concreta”.

“Abbiamo denunciato a più riprese la situazione di tensione sociale creata dal Centro Pime, posto a ridosso di un quartiere periferico dove emergenza abitativa e disoccupazione fanno da padrone – continuano nella nota – ed oggi, parlando in piazza con gli immigrati residenti nel centro, scopriamo che alcuni di loro riferiscono di condizioni di vita degradate e chiedono di essere spostati in altri centri gestiti da altre società, mentre c’è ancora chi, in evidente conflitto di interessi, racconta ai cittadini la favola dell’integrazione in città”.

“Chiediamo rigorosi controlli sulla cooperativa che gestisce il centro con fondi pubblici – concludono Farris e Todini – e che si provveda immediatamente alla chiusura del Pime, è ora di dire basta a questo business dell’accoglienza”.

Nella foto la protesta dei cittadini africani ospitati dal Pime di Sassari

S.I.

La Sardegna sta scomparendo

ALGHERO – “La Sardegna sta scomparendo”. Un’affermazione apparentemente forte, dura, forse esagerata, ma, purtroppo, dati alla mano, reale. 1700 giovani ogni anno lasciano l’isola, la disoccupazione è quasi al 60% e la popolazione è in drastica diminuzione, un milione e 648mila residenti nell’isola a fine 2017, 4.835 in meno rispetto all’anno precedente. E non basta neanche la presenza straniera ha invertire il trend: questa infatti è ancora molto esigua (poco più di 50mila residenti, il 3% della popolazione, contro il 4% del Mezzogiorno e l’8% medio italiano); inoltre, restano ancora molto consistenti i flussi in uscita verso le altre regioni italiane (circa 1.700 unità all’anno), costituiti in prevalenza da giovani che lasciano l’isola per completare gli studi o cercare lavoro nelle regioni del Centro-Nord.

Uno scenario apocalittico, messo in evidenza da uno studio della ricerca della Cna Sardegna, che dovrebbe essere al primo posto dell’agenda politica di tutte le forze e gli esponenti in campo. E, come visto, non basta neanche la malsana idea del ripopolamento con gli immigrati per ingenerare un cambio di rotta. Del resto, come racconta la storia, se un territorio non genera benessere, è impossibile creare un giusta integrazione e dunque crescita tra popolazioni indigenti e stranieri. Un monito per tutti coloro che sparano riflessioni assurde volte a rassegnarsi alla drastica diminuzione della popolazione sarda a favore degli arrivi di disperati dall’Africa.

All’origine del calo demografico regionale – rivela la ricerca della Cna Sardegna – vi è il deciso deterioramento del bilancio naturale, caratterizzato da una sensibile riduzione delle nascite. Per il 2017 l’Istat stima 10.400 nascite (-1,2%) e un saldo naturale che passa da meno 5.616 del 2016 ad un valore stimato per il 2017 di 6.300 (+12,2%). D’altra parte in Sardegna l’età media delle donne al momento del parto è pari a 32,4 anni, notevolmente maggiore del valore nazionale (31,8 anni) e anche il numero medio di figli (1,09) è inferiore al dato nazionale (1,34) e del Mezzogiorno (1,30) che, in ogni caso, sono pari a quasi la metà del livello di sostituzione generazionale (2,4). Sempre più drammatica la situazione giovanile: nel 2016 il tasso di disoccupazione giovanile ha infatti toccato il 56,3%, quota assai maggiore del dato nazionale, 37,8%, e del Mezzogiorno 51,7%.

Al primo gennaio 2018 in Sardegna gli anziani al di sopra dei 64 anni rappresentano il 23,2% della popolazione complessiva: in Italia la quota è del 22,6% e del 20,8% nel Mezzogiorno. L’età media della popolazione è di 46,4 anni, in Italia è di 45,2 e di 44 nel Mezzogiorno; l’indice di vecchiaia, che esprime il rapporto tra anziani e giovani, conta oltre 200 ultrasessantacinquenni ogni 100 ragazzi con meno di 15 anni, in Italia il rapporto è di 169 e di 153 nel Mezzogiorno. E’ evidente che, senza un immediato cambio di rotta, realizzato con grandi investimenti pubblici e privati volti a creare condizioni di sviluppo e crescita, e dunque migliaia di posti di lavoro, la Sardegna diventerà un luogo utile solo all’ambientalismo contemplativo. Bella, ma vuota e dunque morta.

Nella foto una il centro di Sassari

S.I.

“Progetto salva-Pelosa virtuoso”

CAGLIARI – “Il progetto per La Pelosa tiene conto del valore inestimabile della spiaggia. Per questa ragione è stato sviluppato alla luce di solide analisi al fine di ripristinare il sistema dunale e conciliare la sua fruizione sostenibile”. Lo dichiara l’assessora della Difesa dell’ambiente Donatella Spano, intervenuta oggi a Stintino alla presentazione pubblica del progetto “Tutela, protezione e valorizzazione della spiaggia de La Pelosa”. La titolare dell’Ambiente sottolinea l’impegno in atto: “Sull’erosione costiera stiamo portando avanti azioni strategiche in diverse zone dell’Isola per un investimento, dal 2014, pari a 18,4 milioni tra fondi Por e risorse statali, di cui 5,2 assegnati al nord Sardegna. Anche il progetto di Stintino è coerente con questa linea: in Assessorato, infatti, abbiamo scelto l’approccio di delocalizzazione e messa in sicurezza, cioè puntiamo molto al ripristino degli ecosistemi attraverso la restituzione alla naturalità, ove possibile, della maggior parte di porzione di spiaggia”.

“Si tratta di un progetto molto virtuoso sia dal punto di vista della tutela ambientale sia da quello del turismo, in quanto la spiaggia della Pelosa soffre di un carico antropico che rende necessario un intervento rilevante – precisa l’assessora Spano -. Lo stanziamento regionale di 1,5 milioni di euro nel 2014 completa il finanziamento del primo lotto funzionale e la somma che la Regione ha sinora dato al Comune è pari a 5 milioni di euro”. Finanzierà gli interventi per rimuovere 400 metri di strada litoranea e per la ricostruzione naturalistica del tratto con la creazione di una passeggiata lignea su pali. Ancora consentiranno il posizionamento dell’illuminazione pubblica e dei sottoservizi nella nuova passerella. Saranno inoltre riqualificati e completati i passaggi pedonali, e realizzata un’area di parcheggio pubblico in terra stabilizzata. Gli interventi riguarderanno anche la riqualificazione paesaggistica e architettonica della piazza La Pelosetta, la demolizione e ricostruzione parziale dell’edificio del centro servizi che ospiterà l’info point, il servizio di primo soccorso e i bagni pubblici e, infine, il miglioramento del deflusso idrico nelle aree della rotatoria e del parcheggio.

Dal 2014 al 2017 sono stati finanziati interventi di tutela delle coste e mitigazione del rischio idrogeologico nei Comuni di Alghero, Arbus, Badesi, Budoni, Cagliari, Calasetta, Capoterra, Dorgali, Pula, Posada, Porto Torres, San Teodoro, San Vero Milis, Sinnai, Sarroch, Sorso e Valledoria con un investimento di 18,4 milioni (di 14,5 milioni di euro di risorse del Programma Operativo FESR – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2014-2020 e le altre statali). “Oltre che con la pianificazione regionale, coerente con quella nazionale, siamo inoltre impegnati con il progetto europeo Maregot che punta a migliorare l’efficacia nel contrasto all’erosione, alla luce dell’accelerazione dei fenomeni legati al cambiamento climatico a cui assistiamo”.

Nella foto la presentazione a Stintino con l’assessore

S.I.

Turismo, giovani e sociale: briciole

CAGLIARI – “Niente di nuovo sotto il sole. E’ solo l’ennesima bocciatura in ordine di tempo della Giunta Pigliaru.” Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta i pesanti rilievi della Corte dei Conti sul Bilancio 2016 nella relazione che precede la parificazione del documento contabile. “Una analisi asettica ma al vetriolo, con cui la giurisdizione contabile certifica il fallimento della gestione dei soldi dei sardi da parte del duo Pigliaru-Paci con l’avallo del centrosinistra sardo. La Corte dei Conti -sottolinea Tedde- ha puntato il dito nella medesima direzione in cui in questi anni l’ha puntato il Gruppo di FI.

“Gli insufficienti stanziamenti del 2016 per obbiettivi di straordinaria rilevanza economia e sociale, quali istruzione, dispersione scolastica e diritto allo studio, turismo, welfare e giovani sono stati fatti oggetto di pesanti critiche e controproposte da parte di FI che faceva rilevare che costituivano solo l’8,7% del bilancio, una percentuale inferiore a quella del 2015. Ma siamo rimasti inascoltati -denuncia l’ex sindaco di Alghero-. Ci parlavano di miglioramento dei conti della sanità, oggi è invece certificato che questo miglioramento deriva solo dai finanziamenti erogati dalla regione. Ma la Corte boccia anche le spese per missioni, l’avanzamento della programmazione dei fondi comunitari e la scarsità di risorse per la dispersione scolastica”.

“Una vera e propria “Caporetto” finanziaria che segue una sfilza di sonore bocciature inanellate dalla Giunta Pigliaru e dal centrosinistra sardo in questi quattro anni. La bocciatura della CT1 del 2017 da parte della Commissione Europea che segue il blocco della CT2 del 2014 sono solo degli esempi che dimostrano una inadeguatezza conclamata del centrosinistra a governare la Sardegna. Crediamo che il 4 marzo i sardi ricorderanno al momento del voto il fallimento di una intera legislatura in cui sono stati governati dal centrosinistra”, chiude Tedde.

Nella foto l’onorevole Tedde

S.I.

L’Aragosta parla anche Giapponese

ALGHERO – L’Aragosta di Alghero parla giapponese. Il popolare vino prodotto dalla Cantina Santa Maria La Palma ha conquistato tre importanti riconoscimenti al Sakura Japan Women’s Wine Awards 2018, uno dei più importanti concorsi internazionali del settore. Il premio è molto speciale nel suo genere perché una delle poche manifestazioni gestita esclusivamente da una giuria totalmente femminile, tra cui figurano esperti, senior sommelier, wine advisor e giornalisti. L’Aragosta Vermentino e l’Aragosta Frizzante hanno ricevuto una medaglia d’Argento.

L’Aragosta Brut, prodotto nato e lanciato nel 2017, ha realizzato un grande exploit aggiudicandosi il Double Gold, il riconoscimento più alto conferito dalla giuria, assegnato a una piccola percentuale degli oltre 4300 prodotti partecipanti, provenienti da tutto il mondo. Grazie all’assegnazione di questa medaglia, l’Aragosta Brut avrà la possibilità di gareggiare per il premio Diamond Trophy durante il Foodex, a Marzo.

Un importante riconoscimento per un prodotto che sta conoscendo un grande gradimento e valorizza l’eccellenza del territorio di Alghero e della Sardegna nel mondo. Il presidente, lo staff, il management e tutti i dipendenti della Cantina Santa Maria La Palma si mostrano estremamente soddisfatti per i risultati conseguiti, frutto dell’innovazione e del lavoro quotidiano degli oltre 300 soci che coltivano oltre 700 ettari di vigneti nel nord ovest della Sardegna.

Nella foto il vino premiato

S.I.

Rifiuti, incivili e urgenti migliorie

ALGHERO – “Nonostante gli sforzi dell’Amministrazione Comunale, della ditta appaltatrice e anche di gran parte dei cittadini si continuano a vedere spettacoli come quello presente da alcuni giorni in zona Ungias- Galante, con accumuli di inerti da discarica depositati nei pressi dei cassonetti”. Anche il capogruppo del Partito Democratico, Mimmo Pirisi, evidenzia la condizione non proprio sufficiente del servizio di raccolta dei rifiuti. Nonostante il Pd sia in maggioranza e dunque sostenga attivamente il sindaco Bruno e la sua Giunta, Pirisi non mette la testa sotto la sabbia e preferisce ora fungere da pungolo al fine di intervenire per tempo affinchè si evitino maggiori disagi nei periodi “più caldi”.

“Crediamo che non ci siano più scuse e non si possa giustificare più l’atteggiamento di questi incivili che, come nel caso della zona artigianale, nonostante l’Ecocentro sia a duecento metri da quei cassonetti (Ecocentro aperto tutti i giorni compreso il sabato) preferiscono depositare i rifiuti in altri luoghi rendendo vano ogni sforzo di tutti quelli che credono in questo servizio”. E continua Pirisi, questo “nonostante alcuni evidenti ritardi della ditta appaltatrice rispetto alla creazione delle cosi dette Oasi Ecologiche e soprattutto nella definizione di una maggiore informazione generale, ad oggi non ancora non sufficiente, finalizzata, anche in una massiccia presenza sui media locali, a smuovere le coscienze verso una vera e propria rivoluzione culturale”.

Nella foto il capogruppo del Pd, Mimmo Pirisi

S.I.

Bogamarì, ritorna “Rosso di Mare”

ALGHERO – Anche quest’anno l’Amministrazione Comunale di Alghero intende riproporre, in collaborazione con gli operatori locali del settore e sulla scia del successo delle passate edizioni, la manifestazione denominata “Rosso di Mare”, programmata per il mese di marzo e incentrata sul Riccio di mare.

“Tenuto conto della crescente pressione sulla risorsa, che sta suscitando seri interrogativi in termini di sostenibilità, si è ritenuto opportuno – fanno sapere dall’amministrazione Bruno – trovare il giusto equilibrio tra la necessaria esigenza di conservazione della risorsa ittica e l’altrettanto legittima aspirazione a rendere adeguatamente redditizia l’attività di pesca e di somministrazione del prodotto. In quest’ottica, l’edizione 2018, anche in considerazione delle condizioni meteo-climatiche poco favorevoli, sarà incentrata a favorire un momento di riflessione con i pescatori professionisti che su questa attività fondano la propria sopravvivenza, senza rinunciare alla tradizionale valorizzazione del prodotto nella cucina del mare”.

Pertanto, tutti gli operatori locali della ristorazione potranno proporre un menù a prezzo fisso a base di bogamarì, che verrà inserito nella comunicazione promozionale istituzionale della manifestazione. Tutti i dettagli dell’iniziativa saranno concordati con gli stessi operatori nell’incontro in programma per la giornata di lunedì 19, alle ore 15,00, presso la Sala Conferenze del “Quarter”, alla presenza delle Assessore Ornella Piras e Gabriella Esposito, unitamente al direttore della Fondazione Alghero, Paolo Sirena.

Nella foto alcuni ricci di mare

S.I.