Il Psd’Az chiede attenzione per l’agro

ALGHERO – “L’attuale situazione economica che coinvolge la terra sarda e in particolare il comune di Alghero, impone un’accurata riflessione. La sofferenza del settore turistico, specie del comparto ricettivo e la mancanza di strategie credibili volte alla destagionalizzazione, condannano il nostro territorio a garantire un’occupazione saltuaria e stagionale. Per quanto possa essere impopolare o più che altro non condiviso da alcuni, un territorio come la città di Alghero non può vivere unicamente di turismo. Più precisamente il Comune non può basare la propria economia meramente sul flusso estivo e sulla sola offerta di servizi. Alghero ha bisogno di una rivoluzione economica che poggi sulle risorse del territorio. Il settore agricolo si presta quale volano trainante di questa reimpostazione economica.  L’agricoltura della zona dovrebbe essere ripensata attraverso un doppio binario commerciale che oltre la produzione a chilometro zero affianchi una seria filiera lunga dei prodotti locali, attraverso la loro distribuzione con consorzi di produttori. Questi oltre a garantire le quantità necessarie, uniformerebbero la qualità produttiva e costituirebbero delle realtà forti con un elevato potere contrattuale. La mancanza di una regia delle produzioni costituisce la principale fragilità del settore agricolo locale. Le grosse e medie realtà del territorio, nel settore oleario e vitivinicolo, assorbono molteplici categorie lavorative, che vanno dalla manovalanza qualificata alla figura professionale. Questo sarebbe possibile anche per altre tipologie colturali, ma solo assumendo un volume produttivo più consistente di quello attuale. Proprio dal doppio binario, macro e micro commerciale dei prodotti agricoli, può nascere un circuito virtuoso da abbinare sia al turismo che alle attività collaterali alla distribuzione dei prodotti o alla loro trasformazione in loco. Questa rivoluzione verde nel territorio algherese non può trascendere dal recupero ai fini agricoli dei compendi delle ex aziende di Surigheddu e Mamuntanas, in quanto tali beni costituiscono le concentrazioni di superfici agricole unitarie di maggior estensione dell’intero comune. L’avvio di serie iniziative commerciali che coinvolgano cordate di investitori, che vogliano installare un’impresa agricola complessa di grosse dimensioni, è essenziale per il restante territorio algherese in quanto costituirebbe un’attrattiva delle produzioni dell’intero comune, nonché di maestranze e di figure professionali. Su questo punto l’Amministrazione comunale di Alghero ha il dovere di intercedere nei confronti degli organismi regionali dai quali dipendono le due ex aziende agricole. Oltre questo si invita la Giunta Conoci a dare luogo alla parte del programma elettorale che verte sul recupero dell’istituto agrotecnico di Santa Maria La Palma, disponendo quanto prima dei tavoli tecnici con gli altri Enti competenti. Tale istituto infatti è necessario al fine di fornire adeguate figure specializzate, che costituiscano il collettore tra le mere maestranze e le figure professional”.

“Concludendo si ritiene che, al fine di non pregiudicare ulteriormente l’economia locale, si debba concentrare il massimo dell’impulso amministrativo sulle iniziative volte alla rinascita economica del territorio.   L’assessorato alle attività produttive dovrebbe essere chiamato a questo compito in via continuativa e con determinazione. Se questo non sta avvenendo dovrebbe essere ripensato lo stesso assessorato. I nostri giovani non devono continuare la diaspora dal luogo che ne ha dato i natali solo per l’incapacità o meglio la miopia politica di taluni che gestiscono il bene comune”.

Dott. SPANO Giovanni Baldassarre, candidato nelle liste del PSd’AZ nelle amministrative 2019 e incaricato per la formazione del programma di coalizione. 

131 riaperta in direzione Sassari

CAGLIARI – L’Anas ha appena consegnato all’Assessorato dei Lavori Pubblici l’intervento sulla Statale 131, che da questo momento risulta aperta in direzione Sassari. I lavori, che hanno visto gli operai Anas impegnati anche nelle ore notturne, come richiesto dalla Regione, ha compreso oltre alla nuova pavimentazione anche il rinnovo e completamento della segnaletica orizzontale.

“Avevamo chiesto la riapertura immediata dei cantieri e un’accelerazione reale sulle opere i cui cantieri risultavano bloccati – spiega l’Assessore dei Lavori Pubblici Roberto Frongia –  Da settembre a oggi sono state continue le interlocuzioni con Anas, che ha recepito la necessità urgente di maggiore attenzione sulla viabilità della Sardegna. Oggi riconsegnamo alla collettività un importante tratto di 131, per circa 10 km, i cui lavori di manutenzione straordinaria sono stati completati nei tempi stabiliti. Proseguiremo il lavoro con attenzione particolare per tutte le opere strategiche di cui Anas conosce già dettagli e stato”.

S.I.

Iti-exCaserma, legittimo. Rissa a Sinistra

ALGHERO – “Dopo il Tribunale di Sassari anche la Corte d’Appello di Cagliari dichiara la legittimità del contratto di scambio dell’ex Caserma dei Carabinieri di via Simon con un edificio scolastico”. Così l’ex sindaco Marco Tedde (F.I) che nel 2004 stipulò con la Provincia il contratto -dichiarato valido prima dal Tribunale e poi dalla Corte d’Appello-  con il quale il Comune si obbligava a cedere un caseggiato scolastico a fronte del trasferimento della proprietà dell’ex Caserma dei Carabinieri di via Simon. Contratto poi  inspiegabilmente impugnato dalla Giunta Provinciale di centro sinistra nel 2006. Ex Caserma dei Carabinieri che l’amministrazione Bruno ha ceduto in uso con una procedura equivoca che è all’attenzione di più autorità.

“Qualcuno mistifica in modo villano la sentenza -denuncia Tedde commentando un articolo di un giornale telematico contiguo alla sinistra algherese che tenta di ribaltare la realtà-. E’ anche vero -prosegue l’ex sindaco di Alghero- che  la stessa sentenza della Corte d’Appello di Cagliari ha annullato un contratto di locazione del 1997 relativo al medesimo plesso scolastico. Ma era un autonomo contratto stipulato dalla Giunta Sechi.” Secondo l’ex sindaco Tedde è evidente che è in atto un attacco politico all’ex sindaco Sechi che rappresenta plasticamente un clima di rissa nella sinistra algherese dalle conseguenze ad oggi non prevedibili.

“Ma ci sentiamo di spezzare una lancia a favore di Carlo Sechi, sottolineando che la somma che l’amministrazione dovrà restituire alla Provincia è costituita da risorse della Provincia stessa. Crediamo sia opportuno che la sinistra algherese e il suo organo ufficiale smettano di mistificare sentenze di Magistrati della Repubblica  (da non confondere con l’associazione  Res Pubblica che occupa l’ex Caserma in questione) e si dedichino a fare opposizione, magari anche dura, ma sui contenuti e nell’interesse degli algheresi -chiude Tedde.”.

Nella foto l’ex-sindaco di Alghero Marco Tedde

S.I.

Conoci-Caria su Step e debiti ereditati

ALGHERO – Domani, venerdì 15 novembre, alle 10,30 a Porta Terra il Sindaco Mario Conoci e l’Assessora alle Finanze e Patrimonio Giovanna Caria terranno una conferenza stampa sugli argomenti inseriti all’ordine del Giorno del Consiglio comunale relativamente alla restituzione dei canoni di locazione all’Istituto Tecnico Industriale percepiti a seguito di un contratto sottoscritto dal Comune di Alghero nel 1997 quando era sindaco di Alghero Carlo Sechi. Tra l’altro va ricordato che tale permuta, ottenuta con un duro braccio di ferro con la Provincia guidata dall’allora presidente Alessandra Giudici, servì per ottenere l’importante immobile dell’ex-caserma dei carabinieri di via Simon. Struttura a cui fu assegnato un valore di circa 3milioni di euro e che attende ancora da anni la ristrutturazione prevista dagli accordi del tempo.

Verrà illustrata inoltre la pratica della restituzione delle imposte comunali alla Cantina Sociale di Santa Maria La Palma. Il Sindaco e l’Assessora spiegheranno inoltre le attività dell’Amministrazione in merito  alle iniziative di riscossione della Step, l’azienda concessionaria per l’accertamento e la riscossione coattiva delle entrate comunali.

Nella foto l’assessore Caria e il Sindaco Conoci

S.I.

Edilizia, “Green economy”: modelli di sviluppo

SASSARI – “Green economy” nel settore dell’edilizia, ripensando i modelli di sviluppo in termini di riduzione dei consumi tramite l’economia circolare, ma anche sostenibilità e soluzioni plastic free. I Criteri Ambientali Minimi rappresentano uno strumento che favorisce la trasformazione in senso “green” dell’attività edilizia. Previsti da decreti ministeriali, le imprese devono osservare e applicare i CAM quando partecipano a bandi ed appalti pubblici. Questa mattina (mercoledì 13 novembre) a Villa Mimosa, sede di Confindustria Centro Nord Sardegna, l’ente Bureau Veritas ha proposto un incontro di aggiornamento per grandi imprese, pmi, società di consulenza e organizzazioni. L’evento “Green Economy: quadro di riferimento, strumenti ed incentivi per uno sviluppo responsabile e sostenibile” era organizzato in collaborazione con Confindustria Centro Nord Sardegna e con Ance CNS (Associazione Nazionale Costruttori Edili). Sono intervenuti Silvio Alciator, presidente di Ance Centro Nord Sardegna, Patrizia Frau, responsabile commerciale Divisione Certificazione Sardegna Bureau Veritas Italia, Francesco Rossi, Area Centro Sud Business Developer – Bureau Veritas Italia, e Giulia Sebastianelli, CPR – Construction Products Technical Leader – Bureau Veritas Italia.

Ai Criteri Ambientali Minimi – la correlazione è diretta seppure non automatica – si affiancano le certificazioni richieste dalle stazioni appaltanti, pubbliche e private. È insomma importante, soprattutto per il settore edile, che le imprese mettano in evidenza il proprio modello di business ricorrendo a specifiche certificazioni e scegliere così tra SA 8000, ISO 14001, ISO 50001 e ISO 14064, che sono certificazioni applicate a livello di organizzazione, e invece le certificazioni di prodotto/servizio quali la Carbon Footprint, la Water Footprint, Remade in Italy e UNI 11352.

«I Criteri Ambientali Minimi rappresentano uno strumento che favorisce la trasformazione in senso “green” dell’attività edilizia, in riferimento al tema di estrema attualità e come da indicazione della Commissione europea, per la riduzione del consumo delle materie prime», ha detto in apertura dei lavori Silvio Alciator (Ance Centro Nord Sardegna). Dopo i saluti del direttore di Confindustria Centro Nord Sardegna Giansimone Masia, è intervenuta Patrizia Frau (Bureau Veritas), che ha presentato le attività in Sardegna di Bureau Veritas, ente presente sul mercato mondiale dal 1828 e che nell’Isola coinvolge un’ottantina di unità. «Il seminario vuole essere di supporto alle esigenze delle aziende sarde», ha poi precisato. «A settembre a un incontro a cui avevano partecipato anche molti comuni ci siamo accorti che avevano difficoltà a recepire i CAM, che hanno mille sfaccettature».


La Ue già nel 2013 sollecitava l’inserimento degli “acquisti verdi” nei piani nazionali. Il Codice degli appalti (decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016) all’articolo 34 rende obbligatoria l’applicazione dei CAM da parte di tutte le stazioni appaltanti a prescindere dal criterio di aggiudicazione e dell’importo. «I criteri ambientali minimi sono dei veri e propri decreti ministeriali in cui vengono definiti requisiti specifici», ha ricordato Giulia Sebastianelli (Bureau Veritas). Riguardano tutti i settori merceologici, a cominciare dagli arredi e dai servizi energetici. In particolare, i CAM nell’edilizia (introduzione nelle progettazioni, per esempio, di un minor sfruttamento del suolo, del riutilizzo dei materiali inerti e di tutte le attività che portano a una riduzione dell’uso delle materie prime), vanno inseriti obbligatoriamente nella documentazione di gara. Periodicamente sono sottoposti a revisione: nel 2017 ce ne sono state ben due e attualmente è in via di definizione un’ulteriore rivisitazione. Anche la Legge Regionale 8/2018 all’articolo 27 (Piano d’azione per gli acquisti verdi) prescrive l’obbligo dei CAM da parte delle stazioni appaltanti che devono predisporre un Piano d’azione triennale per gli acquisti verdi per le procedure d’acquisto di forniture, servizi e realizzazione di opere e lavori pubblici
«I CAM portano anche incentivi economici. Per esempio, a riduzioni di cauzione in caso di aggiudicazioni di gara. Aspetti che non vanno tralasciati. Non si tratta insomma solo di adempimenti burocratici. Ci sono delle vere e proprie premialità», ha infine ribadito Francesco Rossi (Bureau Veritas)

Protezione Civile, 300mila euro agli Enti Locali

CAGLIARI – “E’ importante ottimizzare la risposta del sistema regionale di protezione civile con l’organizzazione di attività di prevenzione, esercitazioni ed attività addestrative e formative sul rischio idraulico e idrogeologico, che coinvolgano anche le comunità”. Lo ha detto l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis, spiegando lo stanziamento di 300mila euro a favore degli enti locali per attività nell’ambito dei rispettivi piani di protezione civile.

“Le esercitazioni – ha aggiunto l’assessore Lampis – hanno l’obiettivo di testare l’efficienza operativa delle azioni previste nei piani comunali o intercomunali, coinvolgendo ed informando i cittadini sui rischi e sui comportamenti da tenersi in situazioni di emergenza, così da favorire l’eventuale azione di soccorso,  mitigare gli effetti dì un evento calamitoso e garantire la sicurezza della popolazione”.

Inoltre, le esercitazioni servono anche a sperimentare l’efficienza della catena di comando e controllo e le modalità di coordinamento; valutare l’adeguatezza di risorse umane, materiali e mezzi disponibili; coinvolgere le organizzazioni locali di volontariato, i gruppi comunali di protezione civile, le compagnie barracellari e le strutture operative dell’amministrazione locale, regionale e statale; incentivare la predisposizione e/o l’aggiornamento dei Piani di protezione civile; favorire le attività di pianificazione e gestione delle emergenze a livello intercomunale.

S.I.

Pratiche Psr, Argea: arretrati fuori controllo

CAGLIARI – Sono finalmente disponibili i dati ufficiali sui ritardi nei pagamenti in agricoltura. I documenti sono arrivati in mattinata sul tavolo della Quinta Commissione del Consiglio regionale convocata dal presidente Piero Maieli. A fornirli il commissario straordinario di Argea Patrizia Mattioni. Sono 51.407 le pratiche pregresse del Piano di sviluppo rurale nelle varie misure alle quali si aggiungono altre 38.121 pratiche da istruire per la campagna 2019 per le sole misure a “superficie” e “benessere animale”. Una mole di lavoro impressionante alla quale Argea, agenzia delegata all’attività istruttoria, non riesce più a far fronte con il personale attualmente a disposizione.

«Mancano all’appello 128 unità – ha spiegato il commissario Mattioli – 64 da destinare al disbrigo delle pratiche sulle misure strutturali e i Gal».  Attualmente Argea dispone di 430 dipendenti che pur lavorando a pieno ritmo (con circa 45mila pratiche istruite al 31 ottobre 2019) si trovano sui tavoli un arretrato ormai fuori controllo. Per risolvere questa situazione di emergenza da alcune settimane la Commissione “Attività produttive” ha avviato un tavolo di confronto con gli assessori all’agricoltura e al personale e con i commissari delle agenzie agricole. Tavolo allargato questa mattina anche ai rappresentanti delle associazioni di categoria. «Questa è l’emergenza delle emergenze – ha detto il presidente della Commissione Piero Maieli – è necessario fare fronte comune per individuare una via d’uscita e dare così riposte al mondo delle campagne».

Una piccola boccata di ossigeno potrebbe arrivare da Laore. L’agenzia ha offerto la sua disponibilità ad accollarsi le 18.914 pratiche (tra pregresse e attese) relative agli aiuti regionali per calamità naturali, interventi a sostegno del comparto ovicaprino, acquisto di riproduttori bovini, filiera del grano duro, aiuti in conto interessi alle imprese per prestiti ed ammortamenti. Per affrontare questa partita e risolverla entro il 2020, data in cui i soldi per le calamità non saranno più disponibili, servirà una squadra di 22 persone: «Noi siamo a disposizione – ha detto il commissario Casu – chiederemo ai nostri dipendenti di aderire su base volontaria al progetto mettendo a disposizione un incentivo economico». Un’altra soluzione tampone potrebbe essere quella dell’apertura delle procedure di mobilità interna con il reclutamento di nuove figure dagli enti regionali e dal sistema-Regione. Su questo punto è arrivata l’apertura del capo di gabinetto dell’assessorato regionale degli Affari generali Alessio Zanzottera: «C’è la nostra disponibilità – ha detto, ma occorre prima verificare la fattibilità giuridica ed economica dell’operazione».

Tramontata, invece, l’ipotesi di esternalizzazione del lavoro ricorrendo a un pool di esperti e professionisti. «E’ vietato dalla normativa europea – ha spiegato l’assessore all’agricoltura Murgia – si potrebbe invece pensare a una struttura di supporto per l’attività istruttoria sugli aiuti regionali chiedendo la collaborazione agli ordini professionali. Questo per risolvere l’emergenza. Il problema va però affrontato strutturalmente, è tempo di pensare al reclutamento di nuove figure aprendo le procedure concorsuali».

«La situazione va affrontata subito e con decisione – ha aggiunto il presidente Maieli – non è pensabile che agricoltori e pastori debbano attendere ancora anni per vedere concluse le loro pratiche. Una soluzione potrebbe essere quella di attivare più “unità di progetto” riferite a singole misure. Verificheremo anche questa possibilità. Tutte le strade devono essere percorse».

Soddisfatti i rappresentanti di Coldiretti, Confagricoltura e Copagri per l’iniziativa della Commissione: «Finalmente ragioniamo su dati certi – ha detto il presidente di Coldiretti Battista Cualbu – i soldi che arrivano dal Psr sono la liquidità delle nostre imprese. Senza, non si può andare avanti. In mancanza di questi denari i pastori non riusciranno a portare avanti nemmeno la vertenza sul prezzo del latte perché saranno costretti a svendere il loro prodotto».

Apprezzamento per l’approccio scelto anche dal direttore di Copagri Pietro Tandeddu: «Serve chiarezza e trasparenza – ha detto – sarebbe opportuno capire anche perché si sono accumulati tutti questi ritardi e procedere a una valutazione sulla produttività delle strutture di Argea». Rapidità nella ricerca di una soluzione ha invocato anche il direttore di Confagricoltura Maurizio Onorato: «Il tempo stringe – ha detto – alcune misure sono in scadenza. Per risolvere l’emergenza servirebbe una task force di 250 persone»

Sulle via da seguire per arrivare a una soluzione hanno espresso parere favorevole anche i rappresentanti dell’opposizione. Per Gigi Piano (Pd) la vera sfida è la velocità nelle risposte, “il mondo delle campagne non può più attendere”, mentre Elena Fancello (Misto) ha chiesto una verifica trimestrale sullo stato di avanzamento delle pratiche del Psr.

Emanuele cera (Forza Italia), infine, ha ricordato la drammatica situazione delle campagne chiedendo risposte rapide e certe. Al termine della seduta, il tavolo di confronto si è spostato a Villa Devoto dove i rappresentanti delle associazioni di categoria e i commissari Argea, accompagnati dal presidente Maieli, hanno incontrato il presidente della Regione Christian Solinas.   

S.I.

Edilizia, condoni inevasi: Piras accelera

ALGHERO – Sono oltre mille i procedimenti di condono edilizio depositati da tanti anni negli uffici di Sant’Anna. Velocizzare le pratiche, portarle a definizione, consentire ai cittadini di ottenere risposte, introitare le somme ancora in sospeso. È questo l’obbiettivo del progetto di smaltimento delle pratiche di condono edilizio sostenuto dal Sindaco Mario Conoci che prevede l’attribuzione di due incarichi professionali – il cui avviso di indagine esplorativa è stato pubblicato ieri nella sezione servizi al cittadino/bandi avvisi graduatorie del sito istituzionale del Comune di Alghero –  per la definizione di una prima parte del consistente numero di istanze giacenti, circa 500. Due distinti avvisi, per 250 pratiche di condono edilizio ciascuno, relativamente alla L. 724/94 e alla legge 47/85.

Le pratiche risultano ancora depositate presso gli archivi dell’ufficio edilizia privata del Comune di Alghero e per le quali l’iter istruttorio non è ancora concluso. L’Amministrazione Comunale intende favorirne la definizione nel corso dell’anno 2020 per facilitare le esigenze reali dei cittadini che necessitano delle chiusure delle procedure sia per compravendite degli immobili che per atti di natura urbanistica. “Si tratta di un considerevole numero di pratiche che da anni intasano gli uffici – spiega l’Assessore all’Edilizia Privata Emiliano Piras – e che sono in possesso di tutti i requisiti di legge per essere definite. Abbiamo deciso quindi di dare la possibilità ai proponenti di portare a definizione le domande presentate a suo tempo nell’alveo delle due leggi di riferimento e di alleggerire nel contempo il lavoro degli uffici”.

Il progetto di recupero viene infatti autofinanziato dagli introiti delle somme relative alle autorizzazioni rilasciate, con una previsione di surplus di incasso che si renderà disponibile nelle risorse dell’ente. Il progetto si articolerà in due fasi: la prima, dedicata all’individuazione degli immobili oggetto di istanza ed attuali proprietari, alla verifica esistenza vincoli e valutazione sulla eventuale conseguente necessità di acquisizione pareri e all’esame della documentazione presente nel fascicolo, alla verifica della conformità tra quanto dichiarato e lo stato di fatto. La seconda fase riguarderà la ricezione di eventuali integrazioni, la relativa verifica e l’emissione del parere conclusivo sull’istruttoria.

L’Assessorato all’Edilizia Privata, a tal proposito invita tutti i cittadini che siano intestatari di pratiche relative ai suddetti condoni edilizi o che ne abbiamo acquisito la titolarità giuridica, ad inoltrare al Comune un’apposita richiesta di definizione in carta semplice secondo lo schema reperibile presso gli uffici tecnici o dai prossimi giorni nel sito istituzionale del Comune di Alghero alla sezione Servizi al Cittadino/modulistica.

S.I.

Stop Air Italy, rischio caos: salvare mobilità

ALGHERO – “La Regione proponga i contributi necessari ai vettori aerei che hanno vinto le gare negli scali del nord Sardegna per proseguire nei voli in continuità territoriale anche su Alghero dal 3 febbraio al 13 marzo in coincidenza con la chiusura della pista di Olbia. Si rischia un caos indescrivibile nel nord della Sardegna con l’impossibilità di prenotare e di trovare posto negli aerei in partenza da Alghero”. Lo dichiara Mario Bruno ex sindaco di Alghero e consigliere comunale della lista “Per Alghero”.

“Centinaia di migliaia di sardi avrebbero negato il diritto alla mobilità. Le soluzioni sono due: la prima, si proponga compensazione ad Air Italy in virtù del fatto che il vettore operante su Olbia si è aggiudicato la gara con oneri di servizio superando gli altri vettori proprio perché non ha chiesto contributi, ma in questo caso deve sopportare oneri non preventivabili. Seconda ipotesi: si offrano contributi aggiuntivi ad Alitalia che opera in continuità su Alghero per sostituire con voli aggiuntivi i collegamenti Olbia-Roma e Olbia-Milano sospesi. Al primo posto vi sia il diritto dei sardi alla mobilità, da far valere in tutte le sedi”.

Nella foto un velivolo AirItaly

S.I.

Ponte Serra, primi interventi e lavori

ALGHERO – Lavori al Ponte Serra, si interviene per il ripristino delle condizioni di sicurezza della struttura. Un primo appalto urgente è stato approvato nei giorni scorsi dalla Giunta Conoci per gli interventi immediati di manutenzione straordinaria e recupero strutturale del ponte, per la cui esecuzioni sono stati stanziati 30.000 euro.

Le parti danneggiate dalla mancanza di manutenzione sono state individuate specificamente da una recente prova di carico e dalla successiva relazione di verifica che ha posto le basi per l’intervento immediato predisposto dagli uffici dell’Assessorato alle Opere Pubbliche. I lavori partiranno a breve, non appena gli uffici procederanno all’aggiudicazione in via urgente dei lavori che consistono nel rinforzo delle parti di sostegno del ponte e della ricostruzione dei tiranti di eliminazione della spinta delle arcate e dei pendini di sospensione dell’impalcato. Dalle verifiche risulta che la struttura è priva ormai da molti anni di manutenzione ordinaria e straordinaria: il calcestruzzo armato è in evidente stato di carbonizzazione, le armature delle travi sono fortemente corrose e i tiranti dell’arco non adempiono più alla funzione originaria di resistenza meccanica. “Altri 200 mila euro – spiega l’Assessore ai lavori pubblici Antonello Peru – sono disponibili grazie all’implemento dei fondi operato dalla Giunta Conoci che ha incrementato la somma di 100 mila euro resa disponibile a Giugno”.

Nel frattempo, la procedura per la ristrutturazione del ponte procede con la progettazione delle opere che dovranno portare alla riapertura al traffico della struttura. Le risorse disponibili, 200 mila euro, dovranno garantire l’esecuzione dei lavori necessari per il consolidamento e messa in sicurezza del ponte, con conseguente ripristino della viabilità. L’obbiettivo è quello di consentire un ritorno alla normalità, ben sapendo che purtroppo ad inizio mandato si è dovuto costituire un iter tecnico-amministrativo in quanto   non esisteva  un progetto preliminare, né una traccia di un procedimento tecnico che stabilisse costi e tempi per  ristrutturazione del ponte.

Nella foto Ponte Serra

S.I.