Invasione abusivi: “siamo indignati”

ALGHERO – Ad Alghero, ma non solo ad Alghero e soprattutto nelle città balneari, parte la stagione estiva e come ogni anno si ripresenta il solito problema: la presenza e l’invasione degli abusivi dei più svariati settori, privi di alcuna autorizzazione. “Siamo indignati” – afferma Mario Piras Presidente Provinciale della Confartigianato di Sassari; “gli abusivi stanno mettendo in ginocchio l’economia sana del nostro territorio, aggravando gli effetti della drammatica congiuntura economica e colpendo al cuore le centinaia imprese artigiane e commerciali particolarmente esposte, tra le altre, al rischio di una competizione scorretta, giocata con il ricorso a pratiche, comportamenti e mezzi illeciti”. Problema sollevato in questi giorni anche dal movimento politico cittadino Azione Alghero che tramite il suo direttivo ha puntato i riflettori sul problema [Leggi]

Il presidente degli artigiani è molto esplicito: “basta con questa tolleranza: chi deve intervenire per scoraggiare i finti imprenditori lo faccia e lo faccia pure in fretta e decisa perché non si può aspettare”. Nella stagione estiva la nostra città di Alghero si presenza con due facce: una, che brilla grazie alla sua bellezza architettonica ed ambientale, e l’altra che va nel senso opposto caratterizzata dalla presenza e dall’invasione di ambulanti abusivi che stanno mettendo a dura prova le attività imprenditoriali locali. Quasi in maniera spudorata vengono proposti prodotti ed articoli i cui dettagli sono stati curati in maniera così certosina da poter ingannare anche l’occhio degli intenditori più esperti, prodotti contraffatti delle più prestigiose marche; senza considerare merci consistenti in abiti da donna, costumi da bagno, occhiali, braccialetti, collanine e bigiotteria varia, senza essere in possesso delle autorizzazioni necessarie eludendo qualsiasi regola e tassa.

“Lavorare in questo modo fa male, con una concorrenza sleale sempre più agguerrita e oppressiva” – afferma Piras – “e fa male soprattutto perché notiamo un certo disinteresse da parte degli organi di controllo”. Oramai è diventata una piaga endemica del nostro Paese che in questi anni è in crescita costante.

“Vorremmo che ci sia più attenzione da parte delle istituzioni ma anche dei consumatori. Vorremmo sensibilizzare i consumatori ad acquistare nelle imprese in regolare, non solo per un dovere morale ma anche per tutelare la propria sicurezza e salute” afferma Mario Piras. Cosa propone Confartigianato per bloccare tale fenomeno? Delle vere e proprie azioni deterrenti: controlli più serrati e sensibilizzazione del consumatore ad acquistare prodotti “sani, sicuri e certificati” delle imprese in regola ribadisce Piras.

Bisogna fare di tutto per evitare che le nostre piazze e i luoghi più turistici vengano invasi da abusivi ma anche da finti mendicanti. Serve, quindi un tavolo di emergenza perché le nostre imprese sono in emergenza.
Confartigianato non resterà in silenzio a guardare, perché lo dobbiamo a tutte quelle imprese che ogni giorno ci danno fiducia. In questi giorni ricorre la settimana Anticontraffazione ideata e proposta dalla Direzione Generale del MISE per sensibilizzare sugli effetti generati dal falso. Oggi il falso conclude Piras sfrutta e sacrifica il lavoro minorile e già questa piaga deve invogliare chi di dovere ad attivare azioni di contrasto sempre più rigorose

Nella foto alcuni prodotti esposti e venduti dai commercianti abusivi

S.I.

Ancora cumuli di rifiuti al Porto

ALGHERO – Nonostante le reiterate segnalazioni [Leggi] e il conseguente annuncio sulla assegnazione dell’appalto alla Consir [Leggi], la condizione dell’igiene del Porto Turistico di Alghero resta immutata. Ancora cumuli di rifiuti come se si trattasse di un porticciolo di periferia abbandonato e non l’approdo principale dell’area che fa capo ad Alghero e Sassari. Segnalazioni su segnalazioni da parte di certa stampa e di molte persone tramite i social, ma niente è cambiato eppure era scontato, come l’arrivo del Sole al mattino, che con l’aumento delle imbarcazioni e delle presenze, sarebbe cresciuto anche il conferimento di immondizia e la conseguente necessità di ritirarla e di garantire decoro e pulizia non solo per i residenti, ma soprattutto per i villeggianti che trascorrono qualche giorno nella Riviera del Corallo.

Nella foto i rifiuti al Porto

S.I.

Circonvallazione, ennesima incompiuta

ALGHERO – La massiccia presenza di persone durante il weekend del Mondiale del Rally ha palesato le solite problematiche della città. Tra le tante quella che è saltata maggiormente agli occhi ed ha visto diverse segnalazioni tramite stampa, attraverso perfino i tassisti, fino a quelle quotidiane sui sociale riguarda la gestione del traffico che a detta di tutti poteva essere migliorata. Ma va subito che i Vigili Urbani “sul campo” hanno fatto del loro meglio operando come gli era stato indicato cercando, dunque, di fare il possibile per diluire l’invasione di auto e moto nel centro di Alghero.

I disagi, però, non sono da imputare all’operato della Polizia Municipale, ma principalmente alla mancanza di opere attese e definite già da anni. Una su tutte la “Circonvallazione”. Un collegamento sempre più indispensabile che, se realizzato già realizzato, avrebbe portato giovamento non solo per la viabilità ma anche dal punto di vista ambientale dell’area urbana del centro catalano che invece si trova a soffrire un carico di automezzi eccessivo.

Esattamente un anno fa ci fu la firma per l’assegnazione dei lavori e nella stesse comunicazione dell’amministrazione Bruno l’annuncio della partenza dei lavori entro ottobre del 2017[Leggi], ma, come evidente, ancora oggi non si è mossa neanche una pietra. “Purtroppo anche quest’opera voluta, ideata e predisposta dalle Giunte Tedde di Centrodestra è ancora ferma, inoltre – fa sapere il capogruppo di Forza Italia-Alghero, Maurizio Pirisi – pare ci siano stati dei rallentamenti, connessi all’esecuzione degli espropri e anche alla programmazione degli interventi perla verifica dei reperti bellici, dunque per il proseguo dell’iter che, di fatto, ancora oggi vede Alghero senza un’arteria che risolverebbe tanti problemi ancora di più se annessa con l’altra grave mancanza in termini di viabilità: il primo, poi divenuto ultimo, tratto della 4 corsie per Sassari”.

Nella foto il traffico all’ingresso di Alghero i giorni del Rally

S.I.

Mezzo milione in legali: replica

ALGHERO – Risposta dell’Amministrazione Comunale ai consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle alla denuncia della considerevole somma spesa per gli incarichi legali con in particolare due studi (Macciotta di Cagliari e Altavilla in Toscana) che ottengono circa la metà dell’intera somma [Leggi].

Dalla compagine guidata dal Sindaco Bruno fanno sapere che “senza voler minimamente alimentare polemiche dal sapore prevalentemente propagandistico, appare quantomeno fuorviante e poco qualificante, la voluta omissione nella citata nota, circa gli importanti risparmi generati dall’Amministrazione grazie all’istituzione dell’Avvocatura interna. Risparmi economici che, dal solo settembre 2017 ad oggi, secondo una prima ricognizione superano i 100mila euro, a cui si aggiunge l’attività di consulenza realizzata a favore degli uffici nell’analisi di aspetti potenzialmente idonei ad ingenerare contenzioso”.

“In relazione al principio di rotazione, si rileva che il Comune di Alghero è dotato di un Albo aperto cui i professionisti possono iscriversi senza incorrere in esclusioni a seguito del mero decorso del tempo. L’incaricato viene scelto tra gli iscritti nella sezione di riferimento (civile, lavoro, penale, amministrativo, tributario) nel pieno rispetto del principio di rotazione (da valutarsi, come è logico, all’interno di un adeguato spazio temporale), così come non risulta avvenisse in passato. Al fine di garantire all’Ente la migliore tutela, con la finalità di preservare la continuità nella trattazione della singola vertenza e la conoscenza della problematica acquisita, laddove possibile, si conferma in secondo grado il difensore che abbia patrocinato la vertenza in primo grado. In caso di incarichi caratterizzati da particolare complessità o analoghi per contenuto ad altri affidati, si compie anche una valutazione del CV, che deve essere allegato al momento dell’iscrizione all’Albo, così da considerare anche la specializzazione per materia. Si precisa anche che, nel rispetto del principio di economicità si utilizzano le tariffe minime di cui al DM 55/14″.

“Si ricorda, infine, che solo recentemente, grazie alla scelta inspiegabilmente non compiuta in passato – senza peraltro che agli atti risulti alcuna osservazione in tal senso di natura amministrativa e politica – d’istituire l’Avvocatura Civica, oltre all’Albo dei legali esterni, alla quale si ricorre frequentemente con evidenti e progressivi risparmi, pur dovendo far fronte a contenziosi del passato i cui rischi o i cui oneri non sono stati correttamente iscritti a bilancio. Indipendentemente dalle affermazioni riportate, si registra anche una forte inversione di tendenza nel merito dei procedimenti, con l’Amministrazione che accoglie il buon esito delle sentenze in sempre maggiori contenziosi, alcuni dei quali di rilevante entità e importanza”.

C’è da evidenziare che, comunque, non sarà sufficiente un ufficio legale interno per sopperire alle cause che deve affrontare il Comune e che dunque la scelta di affidare gli incarichi a questo o quello studio resta preminente e importante anche per qualificare le scelte di un’amministrazione e delle forze politiche che la compongono.

Nella foto la Giunta Bruno

S.I.

Sanità maglia nera: Arru si dimetta

CAGLIARI – “Pigliaru rimuova l’Assessore della sanità e prenda in carico personalmente i problemi della sanità in generale e del diabete in particolare”. Così il consigliere regionale di FI Marco Tedde commenta il deposito di una mozione con la quale il Gruppo di FI chiede a Pigliaru la rimozione dell’Assessore della sanità per le sue inadempienze nella delicata materia del diabete e della mancata distribuzione dei sensori sottocutanei.

“Il consigliere regionale di FI ricorda che la Delibera di Giunta Regionale n. 46/13 del 10 agosto 2016 relativa alle linee di indirizzo regionali per la prescrizione e la gestione della terapia insulinica con microinfusori e con sistemi di monitoraggio in continuo della glicemia in età pediatrica ed in età adulta ha previsto i sensori CGM (monitoraggio continuo del glucosio) tra i dispositivi prescrivibili con oneri a carico del Servizio Sanitario Regionale. Ma evidenzia pure che nonostante i nuovi dispositivi per la cura della patologia diabetica siano stati inseriti nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), e abbiano ottenuto la medesima classificazione dei dispositivi tradizionali più costosi già in uso e distribuiti in convenzione dal Servizio Sanitario Nazionale e Regionale, non vengono forniti gratuitamente ai pazienti sardi.

“Ricordiamo i nostri atti di sindacato ispettivo rimasti senza risposta, -attacca Tedde- ma ricordiamo anche le dichiarazioni fatte dall’Assessore Arru durante la seduta del Consiglio Regionale del 14.3.18 quando diceva che “non c’è un problema di soldi”. E allora, diciamo noi, se non c’è un problema di soldi il problema è di volontà politica o di negligenza. E poiché la volontà politica positiva Arru l’ha espressa a chiare lettere a seguito del pronunciamento favorevole della Consulta regionale della Diabetologia del 16 aprile 2018, assumendo l’impegno di procedere alla immediata distribuzione gratuita dei dispositivi per il controllo e il monitoraggio della glicemia impiantabili sottocute a favore dei diabetici sardi, allora si può parlare solo di inadeguatezza e negligenza”.

Ma secondo l’ex sindaco di Alghero comunque non si potrebbe parlare di maggiori costi, posto che alcune recenti autorevoli analisi al riguardo hanno evidenziato che i nuovi sensori sottocutanei impiantabili di lunga durata (6 mesi) ed i relativi trasmettitori per il monitoraggio continuo della glicemia hanno un costo/terapia che rapportato alla durata dei dispositivi è di circa la metà di quelli tradizionali a breve durata (1 settimana). “A ciò deve aggiungersi –denuncia Tedde- che in tutte le regioni italiane è rimborsabile un nuovo farmaco per la cura del diabete di tipo 2 in grado di minimizzare le pericolose ipoglicemie, mentre la Sardegna -che secondo il report della SID (Società italiana di diabetologia) merita la maglia nera in tema di terapie innovative– è l’unica regione in cui il nuovo farmaco non è rimborsabile”.

“Questi sono i motivi per cui col Gruppo di Forza Italia ho depositato una mozione affinché Pigliaru una volta per tutte inverta la rotta della discutibile e dannosa gestione delle problematiche sanitarie in Sardegna ed, in particolare, di quelle relative ai diabetici sardi e a revocare con decorrenza immediata l’incarico assessoriale con conseguente rimozione dell’Assessore regionale della Sanità –chiude Tedde.”

Nella foto l’Ospedale Civile di Alghero

S.I.

Inps, no allarmismi: sedi restano

ALGHERO – “Giusto esprimere preoccupazione, ma no all’allarmismo di chi non conosce i fatti e neanche, nonostante il ruolo datogli dall’elettorato, si impegna a farlo. Per quanto riguarda la paventata chiusura delle sedi dell’Inps abbiamo avuto rassicurazioni da parte dei vertici regionali dell’Ente, anche se ovviamente l’attenzione deve stare molto alta e non bisogna abbassare la guardia”. Intervento sulla questione delle sedi dell’Inps con la possibilità che vengano chiuse delle sedi in Sardegna, tra cui Alghero, da parte del capogruppo del Partito Democratico, Mimmo Pirisi che, invece, rassicura a seguito di alcune informazioni raccolte in queste ore.

“Sul tema ho sentito in queste ore le Istituzioni da cui ho avuto garanzie che non dovrebbero esserci le serrate degli uffici di Alghero, Sassari, Ozieri e Olbia con la perdita di numerosi posti di lavoro. Certamente, come anche emerso pure da mie informazioni, la decisione spetta alle scelte che dovrà fare a breve il Governo dei 5 Stelle e Lega. Nei prossimi giorni, intanto, ci saranno degli incontri da parte della Regione con l’Anci per fare fronte comune, del resto, come noto, ad Alghero l’attuale amministrazione ha pure destinato agli uffici Inps un importante e centrale immobile presso la Piazza dei Mercati”.

“Senza considerare che il tetto dei 60.000 utenti è raggiunto dal bacino di Alghero visti i tanti Comuni che si servono nell’ufficio con sede proprio nel centro catalano. Come detto, noi vigileremo perché i tagli non avvengano, ma rispediamo al mittente gli inutili allarmismi di chi vuole fare propaganda giusto per apparire sui giornali”.

Nella foto a sinistra il capogruppo del Pd, Mimmo Pirisi

S.I.

Incarichi, mezzo milione a 38 avvocati

ALGHERO – “Cambiano i suonatori ma la musica non cambia. La tanto auspicata rotazione degli incarichi legali si inceppa, anche con questa amministrazione, inesorabilmente, in alcuni oscuri ingranaggi. Il Comune di Alghero, dal 2016 ad oggi, ha speso 550 mila euro in spese legali, dunque mezzo milione di euro in di 2 anni e mezzo! Le oltre cento cause, in cui è stato chiamato in giudizio, sono state affidate a trentotto avvocati”. Cosi i consiglieri comunali di 5 Stelle, Roberto Ferrara e Graziano Porcu, che puntano i riflettori su una questione molto importante e visto quanto evidenziato piuttosto grave vista la somma erogata dalle casse pubbliche.

“L’accusa che veniva mossa, alle amministrazioni precedenti, era che non ci fosse una reale rotazione nell’affidamento degli incarichi, ma che fossero affidati sempre ai soliti. La critica, ad oggi, si rivela ancora corretta. Bene, anzi male, perché questa amministrazione, dati alla mano [Elenco degli studi legali], si sta comportando esattamente allo stesso modo delle precedenti. Ci sono, infatti, alcuni studi legali che sembrano essere…”baciati dalla fortuna”, in sette si dividono la metà della torta, col picco dei primi due che ne prendono un quarto (si tratta dello studio Macciotta di Cagliari e Altavilla in Toscana ndr)”

“Si potrebbe pensare che la “assidua preferenza” sia dettata dal merito, ma, in Commissione, abbiamo chiesto all’assessore Tanchis quale fosse la percentuale di successo di queste cause, la risposta è stata eloquente: “chi agisce in giudizio contro l’amministrazione lo fa con la quasi certezza di vincere”, ergo, il Comune soccombe quasi sempre. Per quanto gli affidamenti diretti siano ammessi dalla norma, la così macroscopica, per così dire, prevalenza di alcuni verso altri, purtroppo, genera un “legittimo sospetto”! Questo modo di fare getta ombre più che evidenti, manifeste, e quantomeno, inopportune su questa amministrazioni oltre che sulle precedenti”.

“Si fa a meno, perpetrando scientemente comportamenti che non hanno nulla a che fare con l’imparzialità, della abnegazione, competenza e professionalità di altri avvocati del territorio. Il Comune ha da poco assunto un avvocato che dovrebbe far risparmiare l’ente, riducendo il numero di incarichi esterni. Sarebbe assolutamente auspicabile dotarsi di un vero e proprio ufficio legale, che dia supporto e consigli mirati, in modo da sostenere l’intera struttura comunale, riducendo all’origine il rischio di generare contenziosi e i danni economici che ne conseguono”.

Nella foto i consiglieri 5 Stelle

S.I.

Piano assunzioni, altre 23 unità

ALGHERO – “Prosegue nel Comune di Alghero il piano di rafforzamento della pianta organica dell’ente”, cosi dall’amministrazione Bruno e continuano a spiegare “a cura del Settore Coordinamento e Indirizzo – Servizio Organizzazione e Coordinamento diretto dal Segretario Generale Luca Canessa, continua l’ottimizzazione della pianta organica comunale: dopo le 27 nuove assunzioni a tempo indeterminato nel 2017, si avvia a chiusura il programma di assunzioni mediante procedure concorsuali con ulteriori 23 unità, come da cronoprogramma”.

A consolidare l’assetto dei diversi uffici del Comune di Alghero arrivano otto profili di categoria D, nove profili di categoria C, cinque della categoria B, e un dirigente. Il piano prevede anche 9 assunzioni a tempo indeterminato nel 2019 e 6 nel 2020. Si va verso un nuovo assetto diretto a rendere il più possibile efficienti i servizi ai cittadini, assecondandone le esigenze e intercettandone le richieste, con professionalità inserite in tutti i settori della pubblica amministrazione.

“Il potenziamento dei servizi pubblici locali rientra nel più grande progetto di ammodernamento della macchina comunale avviato da qualche anno ad Alghero, cui ha dato impulso la Giunta presieduta dal sindaco Mario Bruno all’atto del primo insediamento. Oltre al rinnovamento della microstruttura, ha previsto l’avvicinamento degli uffici in centro città con la riqualificazione e l’utilizzo di tutti gli immobili pubblici a disposizione, con notevoli risparmi per le casse pubbliche, maggiori e più efficienti servizi di prossimità per i cittadini”.

S.I.

Abbanoa, Pigliaru rimuova vertici

CAGLIARI – “Alla stregua di un novello Pinocchio Abbanoa trasforma una censura nei suoi confronti da parte del Tribunale di Nuoro in una vittoria.” Così il Consigliere regionale di FI Marco Tedde commenta le dichiarazioni dell’Amministratore unico di Abbanoa secondo il quale il Tribunale di Nuoro avrebbe dichiarato la legittimità dei conguagli regolatori per il periodo 2005-2011.

“Una vera e propria “fake news” –sottolinea l’ex sindaco di Alghero-. Invece il Tribunale di Nuoro il 15 giugno ha letteralmente ordinato ad “Abbanoa s.p.a. di astenersi dall’inviare agli utenti “preavvisi di distacco e sospensione della fornitura” riguardanti le somme a titolo di “conguagli partite pregresse 2005-2011” e di cessare ogni attività di riscossione coattiva connessa e conseguente alla richiesta di pagamento delle somme pretese a tale titolo……. “ e ha confermato “nell’importo di € 516,00 la sanzione per ogni violazione”. Quindi Abbanoa potrà limitarsi a chiedere ma non potrà minacciare i sardi per i conguagli regolatori. E in più Il Tribunale di Nuoro le ha imposto la pubblicazione del dispositivo dell’ ordinanza su “La Nuova Sardegna” e l’”Unione Sarda” per un giorno di domenica entro 20 giorni dalla comunicazione del provvedimento.

“Ma queste “fake news” di Abbanoa ci costringono ad accendere i riflettori sulla campagna di disinformazione avviata dal suo management con i soldi dei cittadini sardi. Una vera e propria pratica commerciale scorretta –denuncia Tedde- che contrasta con il principio della diligenza professionale e che è idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico degli utenti sardi inducendoli in errore. Siamo in presenza di veri e propri inganni in danno dei cittadini sardi puniti dal Codice dei consumatori. Un motivo in più perché Pigliaru una volta per tutte censuri i reiterati comportamenti discutibili e aggressivi dei vertici di Abbanoa e provveda alla loro sostituzione come richiesto con una mozione da 24 consiglieri regionali –chiude Tedde-“.

Nella foto gli uffici Abbanoa

S.I.

Sardegna, Commercio: è crisi nera

CAGLIARI – Anche il 2017 si è chiuso con un segno meno per il commercio isolano. In Sardegna 2615 aziende hanno cessato l’attività mentre le nuove iscrizioni al registro delle imprese sono state 1236 con un saldo negativo del 3,6% (-1379 esercizi commerciali). Numeri eloquenti, segnali chiari della crisi che ha colpito il terziario. Una situazione resa ancora più difficile dall’assenza di norme e dalla disattenzione totale della politica per un settore abbandonato a se stesso da molti anni. Lo hanno detto i rappresentanti di Confcommercio e Confesercenti sentiti ieri dalla Commissione speciale sull’artigianato e commercio presieduta da Roberto Deriu(Pd).

«La crisi ha radici lontane – hanno detto il presidente e il direttore regionale di Confcommercio Alberto Bertolotti e Giuseppe Scura – in Sardegna ci sono due grandi questioni aperte: la mancanza di equilibrio tra le diverse tipologie e forme di vendita con il predominio delle aziende della grande distribuzione sui piccoli esercizi e la mancata adozione di strumenti normativi a favore del tessuto commerciale urbano». In particolare, il direttore Scura ha denunciato l’assenza di una pianificazione sulla GDO prevista dalla legge regionale n.5 del 2006 e mai attuata. «Un vuoto normativo che ha consentito alla grande distribuzione di cannibalizzare le piccole imprese – ha sottolineato il direttore di Confcommercio – l’antidoto rappresentato dalla creazione dei centri commerciali naturali non ha funzionato per diverse ragioni, economiche e organizzative. La soluzione per rilanciare il settore potrebbe essere l’istituzione dei Distretti economici urbani e territoriali, organismi pubblico-privati capaci di integrare i tre principali protagonisti del tessuto economico-istitituzionale nei territori: comuni, associazioni di categoria e operatori commerciali»

Secondo Confcommercio gli altri fronti su cui agire per rilanciare il settore sono l’abbattimento dei costi fissi per le aziende e la lotta all’abusivismo: «Tra tasse, imposte e contributi una piccola imprese deve fare i salti mortali – ha detto Giuliano Guida, rappresentante degli albergatori all’interno di Confcommercio – a questo si aggiunge il fenomeno dilagante dell’abusivismo contro il quale le aziende in regola si trovano a combattere ogni giorno». Patologie di un sistema denunciate anche dal presidente di Confesercenti Roberto Bolognese: «L’abusivismo è particolarmente diffuso tra i venditori ambulanti: basta vedere cosa succede ogni giorno nelle città. Vediamo dappertutto bancarelle e carretti, per non parlare dei mercatini della domenica. A pagarne le conseguenze sono i 7500 ambulanti in regola – ha affermato Bolognese – il danno complessivo è tre o quattro volte superiore ai benefici che potrebbero arrivare dagli incentivi regionali».

Secondo Confesercenti, una soluzione potrebbe essere rappresentata dalla concessione di aree autogestite agli ambulanti: «Il mercatino dell’agroalimentare di Coldiretti, in Piazza dei Centomila a Cagliari, è un esempio da seguire, unì’esperienza che potrebbe essere replicata per il commercio tradizionale – ha proseguito Bolognese – sarebbe un modo, con costi davvero minimi, per responsabilizzare gli operatori e allo stesso tempo escludere gli abusivi ».

Il numero uno di Confesercenti si è poi soffermato sulla necessità di porre mano a una nuova legge di settore: «La legge 5 del 2006 è ormai obsoleta. E’ stata superata dalle nuove disposizioni nazionali ed europee. Per ottenere il riequilibrio tra grande e piccola distribuzione servono regole semplici e certe – ha affermato Bolognese – noi abbiamo proposto anche l’introduzione di specifici vincoli nella nuova legge urbanistica per la costruzione di centri commerciali. Allo stesso tempo occorre penare a strumenti normativi più agili e immediati per rivitalizzare il commercio nei centri urbani».

Sulla volontà di procedere al varo di una nuova legge sono arrivate ampie rassicurazioni dal presidente Roberto Deriu: «La Commissione è nata proprio con questo intento, fare una ricognizione complessiva nei settori dell’artigianato e del commercio per individuare possibili soluzioni normative. Entro il mese di luglio elaboreremo una proposta di legge che accoglierà i suggerimenti di tutti i soggetti in causa. Per questo abbiamo chiesto la collaborazione di Unioncamere per una serie di incontri tematici nei territori con gli operatori. Dalla prossima settimana sentiremo anche le organizzazioni sindacali, gli enti locali, i rappresentanti del credito e della grande distribuzione». Primo appuntamento giovedì prossimo alle 10.30, in seduta congiunta con la Commissione Bilancio, per l’audizione dei vertici di Banco di Sardegna, Intesa San Paolo, Confidi, Artigiancassa e Sfirs.

S.I.