Pulizia spiagge, fare prima e meglio

ALGHERO – “Oggi è iniziata la pulizia del lido di Alghero dalla posidonia spiaggiata che quest’anno è particolarmente abbondante. Mi auguro che l’Amministrazione comunale si accerti con tempestività che tutto proceda nel pieno rispetto delle prescrizioni”. E’ il presidente di Azione Alghero e vice-coordinatore regionale di Epi, Marco Di Gangi, che negli scorsi giorni ha segnalato sui social quello che è sotto gli occhi di tutti e ha fatto nascere diverse discussioni e domande sui lavori che si stanno attuando nel litorale di San Giovanni rispetto alla pulizia dalla posidonia spiaggiata.

“Pubblico infatti alcune foto – ha scritto Di Gangi – dalle quali si capisce che insieme alla posidonia prelevata dalla spiaggia e spostata nell’area di stoccaggio è presente una rilevante quantità di sabbia. In alcuni mucchi pare che la quantità della sabbia sia decisamente prevalente rispetto a quella della posidonia. Fatto questo estremamente preoccupante perché se confermato, basterebbe un sopralluogo per accertarsene, significherebbe che si sta privando l’arenile della sua componente principale: la sabbia”.

Ma non solo. Infatti pure l’utilizzo di grandi camion verdi dal peso oggettivamente superiore a quello usato in passato hanno fatto sorgere qualche interrogativo. Ma è l’assessore Selva a gettare acqua sul fuoco e chiarire la situazione. “La Regione non ha indicato alcun peso dei veicoli ma solo la differenza tra cingolati e gommati con questi ultimi che possono intervenire, come stiamo facendo – e ancora – del resto con questi mezzi più grandi riusciamo a fare prima dando un servizio più celere come richiesto dalla popolazione”.

Certamente, è oggettivo, che, vista anche la sperimentazione della vagliatura nella zona di Maria Pia, almeno dall’anno prossimo, volenti o nolenti, chi amministra dovrà cercare di evitare il pessimo spettacolo di vedere con l’arrivo dal caldo e dei turisti della montagne di posidonia nella potenzialmente stupenda spiaggia cittadina. Senza considerare che le montagne di alghe vagliate e raccolte, prima o poi, dovranno essere portate via dal litorale, altrimenti lo sforzo sarà reso vano dalla presenza di montagne di materiale che non è più (spesso) organico ma quasi rifiuto.

Nella foto i mezzi della società incaricata dall’amministrazione per pulire le spiagge

S.I.

Corallo e Jazz, Alghero per Unesco

ALGHERO – “Alghero è candidata anche quest’anno a diventare Città Creativa Unesco per l’Artigianato e l’Arte Popolare. Un investimento che va oltre il mare e l’estate, che rafforza la destinazione in un’ottica di destagionalizzazione dei flussi turistici, puntando sulle più autentiche e identitarie caratteristiche del territorio”. Fanno sapere dall’amministrazione da tavolo della conferenza stampa di ieri mattina negli uffici di Porta Terra alla presenza del Sindaco Bruno, assessori Piras ed Esposito, il presidente dalla Fondazione Sirena, il componente del cda del Parco Mulas e altri rappresentanti dei privati.

L’International Jazz Day del 30 aprile 2018 vedrà la città di Alghero al centro delle iniziative Unesco per la musica, per l’arte e per la creatività, all’interno di un programma che coinvolge altre dieci città italiane e vede tra i suoi principali promotori Paolo Fresu, Ambasciatore Giovani Unesco. Protagonista, oltre alla musica, il Corallo Rosso, elemento portante di un calendario culturale che trasformerà con il grande spettacolo del jazz le piazze del centro storico. Un’occasione unica nella quale dare il giusto riconoscimento all’oro rosso di Alghero che sarà protagonista del programma: L’arte nella musica e nello spettacolo, appunto.

“Un’iniziativa che parte da lontano e che passa dalla nostra candidatura dello scorso anno e dalla presenza a Parigi il 4 aprile scorso nella serata dedicata alla creatività della città di Alghero. Abbiamo costituito una rete di rapporti con le città già titolate Unesco ciò vuol dire soprattutto richiamo internazionale e poter fare turismo tutto l’anno”, ha detto il Sindaco Mario Bruno. “Nasce una sintonia di fondo per le politiche culturali con le città di Pesaro e di Fabriano – ha aggiunto – abbiamo messo insieme le risorse, sostenuti da Paolo Fresu, da Antonio Marras, testimonial straordinari che ci accompagnano in questo percorso.” Il Corallo sarà l’altro protagonista delle due giornate, con i commercianti che animeranno un tour tra le botteghe, gli artigiani che apriranno al pubblico i loro laboratori, gli stand nelle torri, arredi urbani realizzati anche grazie all’opera degli studenti del locale liceo artistico. “Abbiamo compiuto un percorso lungo e laborioso per riportare al centro il Corallo Rosso e la nostra tradizione artigianale – ha riferito l’Assessora alle attività produttive Ornella Piras – e oggi possiamo dire di poter contare su una rinnovata.”

Nella foto la confrenza stampa di oggi

S.I.

Pesca del corallo, ecco il calendario

CAGLIARI – Per il 2018 sarà possibile pescare il corallo rosso dall’1 giugno al 30 settembre. Lo ha deciso la Giunta regionale, approvando nei giorni scorsi una delibera proposta dall’assessore dell’Agricoltura Pier Luigi Caria, che fissa il regolamento e le direttive da osservare per il prelievo. “Il corallo è una risorsa importante ma delicata dei nostri mari – commenta Caria – e, per questa ragione, la monitoriamo con attenzione in modo da stabilire, ogni anno, una disciplina che garantisca l’attività dei pescatori ma non sacrifichi la sostenibilità dello sfruttamento”.

Il regolamento. La delibera approvata dall’Esecutivo conferma, in sostanza, le direttive degli ultimi anni: l’attività può essere esercitata unicamente dai pescatori professionisti titolari dell’autorizzazione regionale e non potranno essere rilasciate più di 25 autorizzazioni, dietro il pagamento di una tassa annuale fissata anche per il 2018 a 1.500 euro. Inoltre, non potrà essere pescato un quantitativo giornaliero di corallo superiore ai 2,5 kg e il prelievo non sarà consentito a profondità inferiori ai 50 metri.

Secondo quanto previsto dai regolamenti comunitari, poi, è vietato l’utilizzo di veicoli sottomarini telecomandati (ROV). Anche per questa annualità, poi, sono confermati i porti di sbarco designati, situati in prossimità delle principali aree di pesca: Santa Teresa di Gallura, Castelsardo, Alghero, Bosa, Oristano, Portoscuso, Calasetta, Villasimius e Arbatax. Viene anche confermata l’adozione del giornale di pesca del corallo, per registrare i dati del prelievo e certificare la provenienza del prodotto.

Confronto continuo col comparto. “I dati relativi agli anni 2016 e 2017 – dice l’assessore – registrano un andamento costante dei quantitativi prelevati. Con l’aiuto del Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente (DISVA) dell’Università degli studi di Cagliari monitoriamo con molta attenzione l’andamento della biomassa di corallo rosso nel tempo e il relativo stato della risorsa in Sardegna. A fronte di un progressivo impoverimento negli anni precedenti, la biomassa in mare stimata dal modello per le annualità più recenti risulterebbe in una situazione definita ancora non ‘allarmante’. Continueremo a tenere alta l’attenzione sulla tutela ecologica delle risorse marine, come i ricci, le oloturie, lo stesso corallo, ma mantenendo un confronto aperto e continuo con gli operatori, affinché gli interventi di tutela e le limitazioni siano sempre condivise col comparto e permettano il mantenimento dell’attività di pescatori e imprese del mare”.

S.I.

Balzarini: sistema idrico al top

CAGLIARI – “Oggi la Regione ha a disposizione importanti risorse finanziarie che permettono una adeguata manutenzione ed adeguamento strutturale delle principali opere del sistema idrico multisettoriale della Sardegna”. Lo ha detto questa mattina l’assessore dei Lavori Pubblici, Edoardo Balzarini, riferendo in Aula consiliare in merito a una mozione sul tema Sistema Idrico Multisettoriale della Regione Sardegna.

“Si tratta di una novità che non si è mai verificata dal secondo dopoguerra”, ha precisato, ricordando i 50 milioni di euro previsti con il Patto per la Sardegna a cui si sono aggiunti 65 milioni di euro di finanziamento statale, per complessivi 115 milioni di euro; finanziamenti che permettono all’Ente Acque Sardegna, principalmente, di intervenire in 28 “grandi dighe” sottoposte alle verifiche di sicurezza del Servizio Nazionale Dighe. Tra queste anche la diga Cantoniera, con un finanziamento di 10 milioni di euro destinato alle verifiche statiche finalizzate a portare la capacità di invaso dagli attuali 364 milioni di metri cubi di acqua al limite massimo autorizzabile di 700 milioni circa. Attività analoghe si prevedono in altre dighe, come quella di Monte Lerno di Pattada che ha una potenzialità di 72 milioni di metri cubi ora limitata a 34”. Balzarini ha ricordato anche gli interventi per l’interconnessione tra bacini, come quello per il completamento del collegamento tra Tirso, Flumendosa e le aree del Sulcis: “il quarto lotto dell’interconnessione, finanziato con 60 milioni di euro, per il quale Enas sta curando l’appalto per la progettazione”.

Per l’Assessore il tema dell’acqua rappresenta l’asse portante della sopravvivenza e dello sviluppo economico dell’isola. A differenza di altre regioni di Italia la Sardegna, in quanto isola, ha un sistema di scambi idrici chiuso e utilizza per circa l’80% acque superficiali invasate. “Il sistema multisettoriale varato nel 2006 ha proprio l’obiettivo di garantire una gestione unitaria e solidaristica della risorsa idrica tra le diverse aree dell’isola e per i diversi usi, con priorità per gli usi civili. Non a caso accanto al gestore unico, Enas, che ha la responsabilità diretta delle infrastrutture, c’è la Regione che ha mantenuto la titolarità delle concessioni”.

Balzarini ha poi ricordato che “l’approvvigionamento idrico in Sardegna oggi è garantito da 40 dighe, principalmente “grandi dighe”, per alcune delle quali sono state affrontate le problematiche di collaudo e di verifica dei parametri di sicurezza. “Proprio per garantire la sicurezza, in alcuni casi, le capacità di invaso possono essere limitate, e i collaudi avvengano per successivi livelli di innalzamento idrico che sappiamo essere limitati per la ridotta piovosità”.

L’Assessore precisa che i dati più aggiornati registrano una capacità di accumulo potenziale complessiva in Sardegna pari a circa 1 miliardo e 750 mila metri cubi d’acqua. A oggi risultano presenti circa 1.290 milioni di metri cubi, ossia il 73 per cento della capacità di invaso delle dighe sarde. “A fronte di un fabbisogno complessivo teorico di 700 milioni di metri cubi annui (di cui 450 per l’irriguo, 230 per il potabile e 20 per l’industriale) – afferma Balzarini – ci troviamo nella necessità non soltanto di programmare e realizzare opere per adeguare e potenziare gli invasi, ma anche di esercitare una capacità di gestione della risorsa idrica che sia quanto mai equilibrata e oculata, tenendo conto delle esigenze di un approvvigionamento primario idropotabile ma anche del mondo agricolo che rappresenta una componente importantissima dell’economia dell’Isola ed, inoltre, della regolazione pluriennale delle risorse idriche invasate”.

“Per questo è stato attivato già da anni un sistema di monitoraggio presso la Direzione generale del Distretto idrografico e, sempre per questo, l’Autorità di bacino si riunisce periodicamente per monitorare i dati e lo fa sulla base dei tavoli tecnici attivati principalmente con gli utilizzatori del sistema idrico integrato e del mondo agricolo. Il Governo regionale opera consapevolmente nella gestione delle risorse idriche disponibili e ha dimostrato di non essere insensibile a porre rimedio a questioni che si trascinano da tempo come quella della non adeguata manutenzione e adeguamento strutturale delle proprie dighe”.

Nella foto l’assessore Balzarini del Partito dei Sardi

S.I.

“Abbanoa mostro fuori controllo”

CAGLIARI – “Il Consiglio Regionale ha fatto un grosso errore.” Così il Consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta il voto contrario del Consiglio Ragionale sulla mozione 238 del Gruppo di Forza Italia che censurava i conguagli regolatori e la gestione del servizio idrico integrato da parte di Abbanoa.

“Sulle vicende di Abbanoa degli ultimi anni si potrebbero scrivere centinaia di tomi. E’ un ente gestito in modo inadeguato -denuncia Tedde- la cui attività è purtroppo caratterizzata da atteggiamenti vessatori nei confronti dei sardi certificati anche dal Consiglio di Stato. Una gestione “allegra” e priva del necessario controllo analogo previsto dalle norme e dalla giurisprudenza e richiesto dall’Anticorruzione e dall’Autorità per la concorrenza. Carenza che determina una assoluta connivenza della politica con Abbanoa. Controllo analogo che dovrebbe essere esercitato dai Comuni attraverso EGAS, ritenuto oggi insufficiente anche dal Governo che ha impugnato la legge regionale su EGAS ritenendola costituzionalmente illegittima.”

Secondo Tedde la mancanza del controllo analogo ha consentito l’invio delle fatture per conguagli regolatori retroattivi relativi al periodo 2005-2011, con documenti fiscali che si riferiscono al 2012 per tentare di aggirare la prescrizione già maturata. “Sul tema il Tribunale di Nuoro è intervenuto censurando questa odiosa pratica con una ordinanza dello scorso gennaio. Nel frattempo -sottolinea l’ex sindaco di Alghero- Abbanoa in assenza di controllo analogo per risparmiare tenta la carta dei 207 demansionamenti di altrettanti lavoratori. Dimenticando che allorchè EGAS ha approvato l’aumento del costo dell’acqua a dicembre dello scorso anno ha tenuto conto dei costi del personale correnti”.

“A ciò -attacca Tedde- devono aggiungersi ben 700 milioni di crediti in buona parte prescritti, e quindi inesigibili, iscritti in bilancio. E, ancora, il prestito obbligazionario di 180 milioni che Abbanoa chiede al mercato nonostante in bilancio esponga crediti per 700 milioni.” Ormai la simbiosi mutualistica con la politica ha trasformato Abbanoa in un mostro fuori controllo, e quando qualcuno chiede l’applicazione delle norme sul controllo analogo viene silurato, come è accaduto all’ex Presidente e all’ex DG di EGAS Sanna e Porcu. E nel frattempo Pigliaru rimane alla finestra, mentre i sardi vengono bastonati letteralmente da un ente fuori controllo”, chiude Tedde.

Nella foto gli onorevoli Zedda e Tedde

S.I.

Viabilità Lazzaretto, soliti problemi

ALGHERO – “Si segnalano le problematiche della viabilità estiva nelle strade viciniori a quelle spiagge che dovrebbero essere ricordate dai fruitori, oltre che per la loro indubbia naturale bellezza, anche per i servizi a sostegno del turismo e non come un incubo viabilità’ e parcheggi”. Passano gli anni, tra incontri, note stampa e riunioni, ma certe problematiche, seppur apparentemente di semplice soluzione, sono ancora irrisolte e vedono cittadini o loro rappresentanti dei comitati nuovamente segnalarle.

Come nel caso degli accessi e in generale del decoro riguardante le zone con maggiore fruizione balneare ovvero Bombarde e Lazzaretto. Su quest’ultimo interviene il Comitato di Maristella tramite la sua presidente Tonina Desogos ricordando, da subito, che “le criticita’ sono sempre le stresse: Difficolta’ e spesso impossibilita’ di passaggio dei mezzi pubblici e di soccorso, a causa del parcheggio selvaggio, in una strada che per larghezza risulta essere, in quasi tutto il suo percorso, di fatto una mono corsia. Difficolta’ scorrimento a causa del tappo che si crea durante le operazioni di rilascio ticket per accesso al parcheggio espletate all’entrata del parcheggio stesso. Impossibilità di parcheggio se non in carraie agricole a servizio dei poderi agrari”.

“La soluzione temporanea, posta in essere nell’estate 2017, introducendo vari sensi unici: penalizza i proprietari dei poderi che anche nei mesi estivi devono raggiungere gli stessi per esercitarvi la loro attività. Rende la strada parallela pericolosa, in quanto per le sue dimensioni, non adatta a sopportare la mole di traffico in essa convogliato dai sensi unici. Pertanto chiediamo un intervento risolutivo mediante opportuno adeguamento e messa in sicurezza della strada con lo scopo di evitare disaggi e situazioni di pericolo per l’utenza locale e per gli ospiti”.

“Qualora si dovesse optare, ancora una volta, per la soluzione temporanea dei sensi unici si chiede che l’emissione dei tickets nel parcheggio a pagamento avvenga molto piu’ all’interno dello stesso invece che nel bordo strada, come finora fatto, con risultato di imporre code chilometriche anche a chi non deve fruire del parcheggio, il ripristino, ad uso fermata dei soli mezzi pubblici, delle piazzole già esistenti, per lasciar scorrere il traffico durante le operazioni di salita e discesa degli utenti e predisporre, onde evitare il rischio di incidenti frontali gravi, una adeguata e costante presenza delle forze dell’ordine al fine di sanzionare puntualmente le infrazioni al senso di marcia e al divieto di parcheggio, allegramente ignorati dai più lo scorso anno”.

Nella foto aerea la spiaggia del Lazzaretto con la strada che costeggia l’arenile

S.I.

“Rifiuti, spettacolo indecente”

ALGHERO – “Appare sempre più preoccupante la situazione che si sta vivendo nell’Agro e nelle borgate cittadine a riguardo della raccolta dei rifiuti”. E a dirlo, in questo caso, non sono gli oppositori, ma il capogruppo del Partito Democratico, Mimmo Pirisi. Oltre alcuni media, tra cui Algheronews [Leggi], e soprattutto la maggioranza dei cittadini, ora arriva anche l’allerte, o meglio la reprimenda, del Pd rispetto alla condizione igienica in particolare delle borgate.

“Tale situazione, in questo periodo, e non siamo ancora in estate, sta generando preoccupazione tra gli abitanti delle zone sia dal punto di vista del decoro e di quello igienico sanitario, l’arrivo dei primi turisti e il quasi completamento del porta a porta in città sta causando un enorme aumento di rifiuti nelle zone dove non si attua il porta a porta e assistiamo a spettacoli indecenti e indegno di una città civile nonché turistica“. E continua Mimmo Pirisi. “Si sollecita il sindaco e l’assessore competente ad intervenire prontamente in questa fase (pre oasi nell’Agro) ad aumentare le batterie di scarico ed a aumentare i passaggi di raccolta nella settimana e ad intervenire nei controlli utilizzando il corpo di polizia municipale, barracelli ed altro, tutto questo prima che la situazione degeneri in particolare nel periodo estivo con il grande afflusso di turisti”.

Ed è inoltre evidente una condizione di disparità, già emersa negli ultimi anni in altri settori, ovvero “mentre la città risulta avere un servizio migliore, l’agro e gli accessi a campagne e periferie sono quasi utilizzati come discarica”, e continua il rappresentante dei dem, “è evidente che alla base c’è una diffusa inciviltà, ma d’altra parte per tamponare e anzi risolvere questa situazione occorre che venga aumentato il ritiro della spazzatura” e per chiudere, vista la condizione generale e a pochi giorni dall’esplosione della stagione calda, “chiederò urgentemente al Presidente della Commissione Ambiente (Mario Nonne) di convocare al più presto il dirigente, assessore Ambiente e responsabili Ciclat per una audizione per capire la situazione e gli atti conseguenti”.

Nella foto la pessima condizione dello stallo dei contenitori a Sa Segada

S.I.

Fertilia, urge restyling della pineta

ALGHERO – Lettera al Sindaco Mario Bruno e al direttore del Demanio di Sassari Antonio Caria riguardo la condizione della pineta di Fertilia. “La nostra preoccupazione – scrive Luciano Solina, presidente del Comitato – è che, a causa di interventi poco incisivi e tempi troppo diluiti, si rischi di perdere la buona parte delle pinete della Città di Fondazione. Pur capendo che gli interventi risultano alquanto gravosi economicamente, sottolineiamo che oltre l’aspetto legato al “paesaggio”, inteso come elemento identificativo e caratterizzante del luogo, non si deve trascurare l’aspetto della sicurezza pubblica ne quello della possibilità, per tempo, di limitare il contagio tra piante vicine (al riguardo si veda cosa è successo, e quali costi sono derivati, per un tardivo e poco incisivo intervento per combattere il punteruolo rosso che ha decimato le palme di Alghero e annientato quelle di Fertilia)”.

“Dato il rapido peggioramento di altre aree, tutte piantumate a pineta, site all’interno dell’area di Fertilia, al fine di arrestare il sempre più veloce effetto “domino” innescatosi, chiediamo che con la stessa perizia e incisività dimostrata, lei possa disporre, tramite il suo ufficio, una campagna di battitura degli alberi contagiati dal “Tomicus Distruens”, l’abbattimento degli alberi ormai secchi e quello dei pini contagiati prima che il contagio si propaghi a tutti gli alberi della Città di Fondazione. Si chiede perciò un intervento a tappeto su tutte le aree piantumate a pineta e una mappatura degli alberi sani al fine di poterli salvaguardare come patrimonio comune e memoria storica di Fertilia”.

Nella foto la pineta di Fertilia

S.I.

Flop Sanità: rischio Guardia Medica

ALGHERO – “Con la riforma della sanità, o controriforma come la chiamano alcuni, scopriamo in questi giorni che sta arrivando una nuova batosta per il diritto alla salute dei sardi. Da poco c’è stato un incontro tra la Direzione Generale dell’ATS e le rappresentanze sindacali dei medici di medicina generale durante il quale, sembrerebbe, sia stata delineata la nuova strategia del risparmio sulla pelle dei cittadini”. Cosi i consiglieri comunali del movimento 5 Stelle, Roberto Ferrara e Graziano Porcu, riguardo la generale situazione del comporto sanitario in Sardegna e nello specifico ad Alghero.

“La sanità nel territorio, assicurata negli ultimi 40 anni dal servizio congiunto di medici di base e guardia medica, rischia un poderoso ridimensionamento. Il presidio di guardia medica presente e fondamentale soprattutto nei piccoli centri, con attività notturna, prefestiva e festiva, a supporto di quella diurna del medico di base, offre attualmente un’assistenza medica capillare per tutte le 24 ore”.

“Questa riforma, invece, mirerebbe al superamento del servizio di guardia medica fino alla sua scomparsa, con la riorganizzazione dell’attività di medicina generale secondo un modello di continuità assistenziale di sedici ore giornaliere, H16, e non più H24 com’è attualmente. Per le rimanenti ore bisognerà rivolgersi al 118 che perciò sarà oberato da un lavoro di routine, a danno del delicato ruolo di intervento che oggi svolge per le urgenze e le emergenze. Il numero delle guardie mediche verrà ridotto da 190 a 29, per poi man mano sparire. Ad Alghero presumibilmente chiuderà la guardia medica ubicata presso l’Ospedale Marino, con un ovvio e conseguente congestionamento del pronto soccorso ospedaliero”.

“I medici verranno associati in una forma organizzativa (AFT o aggregazione funzionale territoriale) e saranno 62 su tutto il territorio regionale, per un bacino d’utenza di 30 mila persone ciascuno. Si tratta di un sistema di rete che dovrebbe garantire assistenza per 16 ore al giorno dal lunedì al venerdì – dalle 8 del mattino sino alla mezzanotte – e per 12 ore al giorno nel week end (dalle 8 alle 20). Nelle ore notturne, come detto, l’assistenza sarà invece affidata al servizio emergenza-urgenza del 118. Le AFT saranno affiancate da un’altra forma organizzativa multiprofessionale, le Case della Salute, 43 in tutta l’isola, in cui i medici di medicina generale verranno affiancati da infermieri, specialisti, riabilitatori, assistenti sociali, con livelli vari di complessità.

“Queste ulteriori forme di aggregazione possono forse funzionare in Regioni come l’Emilia Romagna, che ha un’elevata densità di popolazione, un territorio e un sistema di infrastrutture che facilitano gli spostamenti, ma difficilmente rappresenteranno garanzia di facile accesso e presa in carico dei cittadini in Sardegna, viste le differenti caratteristiche fisiche, di viabilità e di densità abitativa, ma anzi comprometteranno quella capillarità e prossimità ai luoghi di vita delle persone, elemento distintivo dell’assistenza territoriale”.

“Se non possiamo che essere d’accordo su una riduzione degli sperperi e degli sprechi nella più onerosa voce del bilancio regionale, la Sanità, non possiamo neanche tacere davanti a un chiaro peggioramento del servizio sanitario essenziale, per difendere il diritto fondamentale alla salute sancito dalla Costituzione. La Giunta regionale non può, con la scusa del risparmio, devastare il sistema sanitario, penalizzando gravemente interi territori che non hanno la fortuna di avere vicino i pochi e mal distribuiti presidi sanitari”.

“E non può deresponsabilizzarsi, attribuendo pieni poteri al Direttore Generale della Azienda Unica che, non eletto, si appresta a fare una riforma che presuppone scelte politiche e, in quanto tale, dovrebbe essere condivisa con i Sindaci ed i cittadini ed approvata in Consiglio Regionale, massima assise in cui si esprime la volontà dei Sardi, e non certo portata avanti da un uomo solo al comando. Come Movimento 5 stelle abbiamo presentato istanze e mozioni durante la scorsa legislatura parlamentare per tutelare i presidi sanitari nei territori svantaggiati e nelle isole minori, vedi La Maddalena, distanti e isolati oltremodo dai centri di cura, purtroppo la situazione va evolvendosi nel verso opposto.”

Nella foto i due consiglieri Ferrara e Porcu in Consiglio

S.I.

Oasi-discarica a Monte Agnese

ALGHERO – Il mese di Aprile non ha portato solo la primavera e anche i primi caldi, ma pure un notevole peggioramento della situazione dell’igiene urbana. Se da una parte, come ricordato dall’amministrazione, il dato sulla differenziata è in crescita, seppur ancora lontano dal 70% utile a riuscire ad avere degli sconti nelle tasse, dall’altra, purtroppo, riemerge diffusamente una pessima condizione del decoro soprattutto negli stalli dove sono posizionati i contenitori.

Le cosi dette “oasi-ecologiche” che da tali stanno diventando mini-discariche e dunque “oasi-inquinanti”. Ovviamente, in principio, c’è l’inciviltà di chi continua a conferire nei cassonetti, nonostante la partenza del “porta a porta”, d’altra parte, come diciamo spesso, questa è la realtà, inutile sognare di cambiamenti radicali del senso civico e dunque, in vista oramai della partenza della stagione turistica (almeno cosi dovrebbe essere), deve essere obbligatoriamente migliorato il servizio da parte di Ciclat e Alghero Ambiente questo deve accadere anche con maggiore informazione e comunicazione pure attraverso i media.

Nel frattempo, come detto, arrivano continuamente le segnalazioni da parte della cittadinanza. Da Sant’Anna fino a Carrabuffas per arrivare all’ingresso di Alghero e in particolare alla strada che conduce a Monte Agnese. Arteria ogni giorno percorsa anche da bambini che frequentano le scuole dell’omonimo plesso e che, alla faccia dell’educazione ambientale, assistono quotidianamente al pessimo spettacolo rappresentato dalla foto dell’articolo.

Nella foto la condizione dello stallo all’ingresso di Alghero verso Monte Agnese

S.I.