“La Maggioranza Cacciotto sbaglia regolamento sugli stalli rosa”

“L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”
Parcheggi rosa, il regolamento si arena in Consiglio comunale. Le osservazioni tecniche e giuridiche di Forza Italia e dell’opposizione di centrodestra costringono il sindaco Cacciotto e la Giunta a ritirare il provvedimento.

Alghero, 30 ottobre 2026 – Il regolamento sugli stalli rosa, presentato pochi giorni fa come un risultato di civiltà e attenzione verso le famiglie, è arrivato in Consiglio comunale con una serie di criticità tecnico-giuridiche che ne hanno impedito l’approvazione e costretto il sindaco Cacciotto e la Giunta a ritirarlo dalla discussione. È evidente che le baruffe per le poltrone all’interno del centro – sinistra hanno prodotto effetti destabilizzanti.
A evidenziare le carenze dell’atto sono stati il gruppo consiliare di Forza Italia e gli altri rappresentanti dell’opposizione di centrodestra, che hanno sollevato una serie di rilievi sulla correttezza tecnica e sulla tenuta giuridica del regolamento. Rilievi che hanno reso inevitabile il ritiro del provvedimento.
Il titolo di questa vicenda non può che essere: “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”. Perché non è accettabile che un regolamento comunale, dopo essere stato elaborato dagli uffici, condiviso con l’assessorato competente e approvato in Commissione consiliare, arrivi in aula senza gli indispensabili presupposti tecnici e giuridici.
Il problema, purtroppo, non riguarda soltanto questo episodio. Troppo spesso, in Consiglio comunale arrivano provvedimenti che presentano lacune, imprecisioni e carenze nella loro impostazione tecnica e politica, elementi che possono comprometterne la legittimità e la validità.
Un regolamento come quello sugli stalli rosa, che incide concretamente sulla mobilità e sulla vita quotidiana delle famiglie, avrebbe meritato ben altra attenzione. La finalità è certamente condivisibile, ma la bontà dell’obiettivo non può sostituire la correttezza degli atti amministrativi. Servono regole chiare, giuridicamente solide e concretamente applicabili.
Forza Italia rivolge pertanto al sindaco Cacciotto un invito che è, prima di tutto, una precisa richiesta di responsabilità politica: si faccia carico di correggere un metodo di lavoro che troppo spesso porta in Consiglio comunale provvedimenti incompleti, approssimativi e privi dei necessari presupposti tecnico-giuridici. Non è più tollerabile che il Consiglio comunale venga chiamato a esaminare atti che presentano carenze così evidenti da compromettere la loro tenuta giuridica e che sia il confronto in aula, grazie alle puntuali osservazioni di Forza Italia e del centrodestra, a far emergere ciò che avrebbe dovuto essere verificato molto prima.
Chiediamo al sindaco di assumere direttamente la responsabilità di questa situazione, di pretendere dagli assessorati e dagli uffici un rigoroso controllo preventivo degli atti e di garantire che in Consiglio arrivino soltanto provvedimenti adeguatamente istruiti, tecnicamente corretti e giuridicamente sostenibili. Governare una città significa anche saper amministrare con competenza, metodo e rispetto delle istituzioni. Non bastano gli annunci, le conferenze stampa e la presentazione di iniziative con finalità condivisibili: servono atti amministrativi solidi, perché è su quelli che si misura la qualità di un’amministrazione.
Forza Italia continuerà a svolgere con determinazione il proprio ruolo di controllo e di opposizione, senza fare sconti quando sono in gioco la correttezza degli atti e l’interesse della città. Non siamo disponibili a fare da notaio a provvedimenti carenti né ad avallare superficialità amministrative. Al sindaco e alla Giunta chiediamo un cambio di passo concreto: meno propaganda e più competenza amministrativa, meno liti per le poltrone e annunci e più atti fatti bene. Alghero merita un’amministrazione all’altezza delle responsabilità che le sono state affidate.

Lo hanno dichiarato Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini del Gruppo consiliare di Forza Italia – Alghero

Il Pd con Pirisi: “Può essere garante anche facendo politica”

ALGHERO – “Il Partito Democratico di Alghero respinge le contestazioni rivolte in aula al presidente del Consiglio comunale Mimmo Pirisi, alle quali si è fatto ricorso mettendo in discussione il suo ruolo di garante dell’assemblea per il fatto di continuare a svolgere attività politica all’interno del Partito Democratico.

È bene chiarire una volta per tutte un principio: fare il presidente del Consiglio comunale non significa smettere di fare politica, rinnegare la propria appartenenza o mettere da parte la propria storia. Non esiste alcuna norma che imponga a chi ricopre questo incarico di sospendere la propria attività politica o di rinunciare a un ruolo nel proprio partito.

La distinzione è semplice e non dovrebbe nemmeno essere oggetto di polemica: un conto è l’appartenenza politica, un altro è l’esercizio delle funzioni istituzionali. L’imparzialità si dimostra attraverso il comportamento, il rispetto delle regole e la capacità di garantire a tutti i consiglieri pari dignità e possibilità di esprimersi. Non attraverso una presunta astensione dalla vita politica.

E su questo il percorso di questi due anni e mezzo parla chiaro. Il presidente Pirisi ha condotto i lavori dell’aula con equilibrio, garantendo il confronto tra maggioranza e opposizione e rispettando le prerogative di tutti i gruppi consiliari. È questo il dato concreto dal quale partire, non la sua legittima attività politica.

Mimmo Pirisi ha una storia politica e amministrativa importante, fatta di impegno, militanza e partecipazione alla vita della comunità. Pensare che debba rinnegare questo percorso, o addirittura rinunciare al proprio ruolo nel Partito Democratico, per essere considerato un presidente super partes significa avanzare una pretesa che non trova fondamento nelle regole delle istituzioni democratiche.

Il PD non accetta che si confonda deliberatamente il piano politico con quello istituzionale. Il presidente del Consiglio deve essere garante di tutti nell’esercizio delle proprie funzioni, ma resta una persona libera di avere idee, appartenenze e un impegno politico.

A Mimmo Pirisi chiediamo di continuare a svolgere il proprio incarico con la stessa serietà ed equilibrio dimostrati finora, senza farsi condizionare da polemiche strumentali e senza dover giustificare la propria appartenenza politica.

Il Partito Democratico sarà al suo fianco nel difendere il rispetto delle istituzioni, l’autonomia della politica e il diritto di ciascuno a non dover rinnegare la propria storia per ricoprire un incarico pubblico”

PD Alghero

AeroItalia lascia la Sardegna? “E’ disastro Todde”

ALGHERO – Altra pessima notizia per la continuità territoriale da e per la Sardegna: AeroItalia potrebbe lacciare l’Isola. Nonostante proclami, annunci,  montagne di soldi per gli “eventi”, etc, resta irrisolta la questione primaria dei trasporti.  “Un’allarme sconvolgente, peraltro che avevo ampiamente denunciato, commenta Michele Pais e continua “Aereoitalia, l’unica compagnia resasi disponibile a gestire la continuità territoriale in Sardegna, è pronta ad abbandonare l’isola e a denunciare la Regione. Altro che “modello Todde”. Modello “disastro Todde”!

Crisi a Porta Terra, allarme rientrato: il rimpasto si farà entro l’Immacolata

ALGHERO – Quando oramai le cose parevano precipitare, con addirittura si vociferava di imminenti dimissioni dell’assessore e segretario del Pd Enrico Daga e dell’assenza dei dem in Consiglio (oggi, alle 17), spunta l’accordo: subito dopo l’Anci, via col rimpasto. Così, almeno, secondo i rumors che giungono dal Palazzo e dintorni. L’incontro nazionale dell’associazione dei Comuni si terrà a fine novembre, subito dopo, salvo ulteriori inciampi o novità, Cacciotto dovrebbe procedere col rinnovo della Giunta e non solo. Infatti pare che saranno coinvolte anche le partecipate, ma, come detto, a dover lasciare il proprio posto per fare spazio ad nuove nomine sono: Raffaella Sanna (delega alla Cultura in quota Pd), Francesco Marinaro (Lavori Pubblici, Verde, Manuntenzioni, in capo a Base Popolare) e poi Raniero Selva (ambiente, nominato da un accordo tra Giampietro Moro e Christian Mulas con la previosione, già pattuita, di fare solo metà mandato). Senza dimenticare che, tra l’altro, ci sarebbe in agenda anche il Puc e, ovviamente, quanto sopra non slegato da questo importante tema.

 

 

Alghero premiata ai Blue Marina Awards 2026: riconoscimento per il porto della Riviera del Corallo

ALGHERO – «Siamo orgogliosi e davvero soddisfatti di ricevere, per la seconda volta, questo importante riconoscimento, ottenuto grazie alla professionalità e al lavoro dei club nautici e degli operatori del Porto di Alghero che con investimenti e con le loro attività economico e sociali rendono l’approdo sempre più funzionale ed ecosostenibile». Così Giancarlo Piras, presidente del Consorzio del Porto di Alghero, presente insieme al membro del consiglio di amministrazione e presidente dello Yacht Club Alghero, Pierpaolo Carta, commenta il risultato dei Blue Marina Awards 2026, che hanno premiato l’approdo della Riviera del Corallo, La cerimonia conclusiva della quinta edizione dei Blue Marina Awards si è svolta nella prestigiosa Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei deputati, alla presenza del delegato del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, dell’ammiraglio Ribuffo, capo del Dipartimento per le Politiche del mare, di rappresentanti delle istituzioni nazionali, delle autorità marittime e delle principali organizzazioni del comparto, oltre che dei rappresentanti dei porti premiati, tra cui il presidente Piras. Nel corso dell’evento sono stati conferiti i riconoscimenti per il 2026 a 22 porti e approdi turistici, suddivisi in quattro categorie in base alla tipologia delle strutture e alla loro vocazione, dalla nautica da diporto al settore dei superyacht. Promossi in partnership con Assonat-Confcommercio, i Blue Marina Awards si fondano su un sistema di valutazione che comprende oltre 40 indicatori di performance, articolati in sei ambiti: sostenibilità ambientale; energia e clima; innovazione e digitalizzazione; turismo e accoglienza; inclusività e accessibilità; sicurezza e gestione del rischio. Il sistema di valutazione viene aggiornato annualmente per accompagnare l’evoluzione del mercato, delle tecnologie e delle esigenze del settore. Un approccio dinamico che riconosce come anche il concetto di eccellenza sia in continua evoluzione: le buone pratiche di oggi possono diventare gli standard di domani, da consolidare e superare. Il percorso non si basa su valutazioni discrezionali di una giuria, ma su evidenze, parametri oggettivi e verifiche indipendenti affidate a RINA, ente terzo di certificazione.

Tra gli interventi della giornata, particolare rilievo ha avuto quello di Luciano Serra, presidente di Assonat-Confcommercio, che ha sottolineato l’importanza di sostenere la competitività della portualità turistica italiana attraverso la qualità dei servizi e un quadro normativo più chiaro. «La competitività della portualità turistica italiana passa dalla qualità dei servizi, ma anche da un quadro normativo chiaro, procedure più semplici e tempi certi per gli investimenti. È fondamentale intervenire sull’aggiornamento del DPR 509 e sostenere i concessionari che hanno investito e continuano a investire nello sviluppo delle infrastrutture e dei servizi. In questo contesto, i Blue Marina Awards rappresentano uno strumento importante per valorizzare le buone pratiche, stimolare il miglioramento continuo degli operatori e offrire alle istituzioni gli elementi per individuare le criticità del settore. Riconoscere l’eccellenza è importante, ma lo è altrettanto creare le condizioni affinché sempre più porti turistici possano crescere, innovare e competere». A seguire, Monica Tommasi, presidente di Amici della Terra, ha richiamato l’attenzione sul ruolo della sostenibilità nella gestione delle infrastrutture portuali. «La sostenibilità deve tradursi in risultati misurabili e in un uso efficiente di tutte le risorse. L’approccio dei Blue Marina Awards permette di valorizzare le buone pratiche e individuare le criticità, orientando gli investimenti verso interventi efficaci. I porti turistici possono così diventare protagonisti della tutela e della salvaguardia degli ecosistemi costieri». Andrea Leonardi, consigliere nazionale delegato della Federazione Italiana Vela, ha infine evidenziato il valore della collaborazione con i Blue Marina Awards e il ruolo dei porti turistici nella promozione della cultura del mare e dello sport. «La qualità di un porto turistico si misura anche nella sua capacità di essere un punto di riferimento per il territorio e per la diffusione della cultura del mare e dello sport. L’obiettivo è contribuire a una portualità turistica che sappia coniugare qualità dei servizi, sostenibilità e funzione sociale». La Sardegna si conferma protagonista dell’edizione 2026, con cinque porti premiati: Alghero, Marina di Puntaldia, Santa Teresa di Gallura, Porto Cervo e Cala dei Sardi. Per il Porto di Alghero, il riconoscimento rappresenta un’importante conferma del lavoro svolto dagli operatori e dai club nautici e dell’impegno condiviso per una portualità turistica sempre più attenta alla qualità dei servizi, alla sostenibilità e all’accoglienza.

Energia da onde, sole e vento: il prototipo Wepa torna nel mare di Alghero

ALGHERO – Il Parco di Porto Conte e il Politecnico di Torino insieme per sperimentare e migliorare un sistema capace di valorizzare l’energia del mare, del sole e del vento Prosegue il percorso di innovazione e ricerca sulle energie rinnovabili nel territorio del Parco Naturale Regionale di Porto Conte dove, dopo il progetto Waves4Water, il progetto europeo VAGUE porta avanti lo sviluppo di soluzioni tecnologiche per una gestione più sostenibile delle risorse energetiche e idriche. Dopo la prima installazione avvenuta nel 2023, negli scorsi giorni il prototipo WEPA, rinnovato e dotato di nuova strumentazione, è stato trasportato dal porto di Alghero e rimesso in mare nel sito di installazione, a circa 500 metri da Capo Galera, all’interno dell’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana. Le attività sono state svolte dal Politecnico di Torino, dalla società SEAform srl, spin-off dello stesso Politecnico, e dalla società NelBlu snc. Al centro dell’iniziativa, rientrante nel progetto europeo VAGUE che è un Interreg Italia – Francia marittimo di cui il Parco di Porto Conte è partner, c’è la sperimentazione di un prototipo installato nel mare di Alghero, progettato per sfruttare in modo integrato tre fonti rinnovabili: il moto ondoso, l’energia solare e quella eolica. Un’esperienza che mette in relazione ricerca scientifica, innovazione tecnologica e tutela ambientale, con l’obiettivo di valutare le potenzialità di sistemi energetici utilizzabili anche in contesti isolati e difficilmente raggiungibili. Il progetto è promosso dal Parco di Porto Conte in collaborazione con il Politecnico di Torino e si inserisce in una strategia orientata a migliorare l’autonomia energetica delle strutture e delle attività presenti nell’area protetta, riducendo la dipendenza dalle fonti energetiche tradizionali.

Il sistema WEPA (Water Energy Point Absorber) è una soluzione tecnologica ibrida che combina un dispositivo galleggiante per la conversione dell’energia delle onde con sistemi fotovoltaici e micro-eolici. Il sistema è stato concepito per alimentare anche un processo di dissalazione dell’acqua marina, con l’obiettivo di ottenere acqua dolce attraverso un sistema integrato. Il posizionamento del prototipo in ambiente marino rappresenta un passaggio importante per verificare il funzionamento della tecnologia in condizioni reali, raccogliere dati sulle prestazioni e approfondire le possibilità di miglioramento del sistema. La sperimentazione consente di studiare il contributo delle diverse fonti rinnovabili, la loro integrazione e la capacità del dispositivo di rispondere alle caratteristiche e alle condizioni meteo-marine del territorio Le prime verifiche dopo l’installazione hanno confermato il corretto funzionamento del sistema e della strumentazione di bordo; la campagna di monitoraggio proseguirà nei prossimi mesi, così da osservare il comportamento del dispositivo nelle diverse stagioni e condizioni meteo-marine. La collaborazione tra il Parco di Porto Conte e il mondo della ricerca universitaria rappresenta un’opportunità per promuovere nuove soluzioni nell’ambito dell’energia blu, valorizzando le risorse naturali del Mediterraneo e le competenze scientifiche e tecnologiche. “Il mare di Alghero si conferma un contesto di interesse per la ricerca sulle tecnologie capaci di trasformare le risorse naturali, in particolare tramite “moto ondoso”, in opportunità di sviluppo sostenibile. Attraverso VAGUE, il Parco di Porto Conte rafforza il proprio impegno nella sperimentazione di soluzioni innovative che coniugano tutela del territorio, ricerca applicata ed efficienza nell’utilizzo delle risorse. L’attività di monitoraggio e miglioramento del prototipo potrà contribuire ad ampliare le conoscenze sulle potenzialità delle energie rinnovabili integrate e a individuare possibili applicazioni future a beneficio del territorio e delle comunità locali”, così Giulio Plastina, direttore del Parco di Porto Conte e Area Marina Protetta Capo Caccia Isola Piana.

“Riportare in mare WEPA ci permette di osservare un sistema ibrido onde-sole-vento in condizioni reali, che nessuna vasca di laboratorio può riprodurre fino in fondo. Il prototipo è completamente strumentato: i dati che raccoglieremo ci aiuteranno a validare i nostri modelli numerici e a progettare dispositivi sempre più affidabili e integrati con l’ambiente marino”, spiega Sergej Antonello Sirigu, ricercatore del Politecnico di Torino e co-fondatore di SEAform. Il progetto VAGUE ha l’obiettivo di far crescere nel Mediterraneo la filiera dell’energia da moto ondoso portando queste tecnologie dalla ricerca al mare e individuando anche le aree con il potenziale più alto.

Rifiuti, nuovo appalto tra dubbi, richieste di maggiore informazione e rassicurazioni

ALGHERO  – Mentre entra nel vivo il nuovo appalto di igiene urbana, crescono le richieste di chiarimenti e in certi casi il disorientamento dei cittadini. In molti, tramite sociale e anche rivolgendosi direttamente ai media, segnalano l’assenza di un’adeguata comunicazione e capillare informazione sul nuovo servizio che prevede la “rivoluzione” del “porta a porta” anche nell’agro. Una decisione per alcuni, come emerso negli scorsi mesi, piuttosto delicata e perfino azzardata vista la la vastità della fascia urbanizzata delle campagne all’interno del Comune di Alghero. Ma, l’Amministrazione e in particolare l’assessore Selva hanno sempre rassicurato che i risultati sarebbero arrivati anche in termini di risparmio per le famiglie e soprattutto di miglioramento del servizio. Il tempo, come sempre, ci dirà chi aveva ragione. Per adesso, è evidente, che occorra una maggiore e più corposa divulgazione, anche tramite i media locali (cosa normale e già avvenuta in passato), rispetto ai vari aspetti di questa “rivoluzione” targata Giunta Cacciotto.
Intanto tra le varie segnalazioni dei residenti ad Alghero c’è quello di una professionista che scrive: “Questa mattina sono andata a buttare i rifiuti nei cassonetti a Sant’Anna e un incaricato mi ha fermata dicendo che non potevo, perché “nelle borgate c’è il servizio porta a porta e noi cittadini dobbiamo attivarlo”.  Scusate, ma quale servizio?! Sono due settimane consecutive che da me non passa nessuno a ritirare nulla!
Dove si presuppone che debba tenere i rifiuti in casa? Devo lasciarli fuori all’infinito per far “festeggiare” cani e animali selvatici con il degrado che ne consegue? Paghiamo la Tari (e salata!) per ritrovarci con servizi inesistenti e pure con la beffa di sentirci dire che la colpa è nostra. Chiediamo risposte immediate e un servizio efficiente, non scaricabarile”, parole amare a cui, come detto dall’Amministrazione e assessore Selva arriveranno presto delle risposte con un servizio che, come annunciato, sarà molto migliore del precedente.

Il Pd “abbassa la cresta” ai Civici: chi decide sono i partiti

ALGHERO – “Il Partito Democratico di Alghero interviene in merito al comunicato diffuso da Sardegna 2050, ribadendo alcuni principi fondamentali che guidano l’azione politica e amministrativa della coalizione.

Il PD riconosce il valore delle competenze professionali e dell’esperienza maturata dalle persone chiamate a ricoprire incarichi amministrativi. Allo stesso tempo, ritiene che la qualità dell’azione di governo debba fondarsi sulla capacità di coniugare competenze, risultati e consenso democratico, nel rispetto del mandato ricevuto dagli elettori e del progetto politico condiviso.

Il ruolo dei partiti resta centrale e trova un fondamento preciso nella Costituzione. L’articolo 49 riconosce a tutti i cittadini il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere, con metodo democratico, a determinare la politica nazionale. I partiti sono quindi strumenti essenziali di partecipazione, rappresentanza e costruzione degli indirizzi politici. Non possono essere considerati semplici contenitori da utilizzare a piacimento, né strumenti a cui ricorrere quando conviene e da cui prendere le distanze quando non corrispondono ai propri interessi.

Il civismo rappresenta una risorsa importante quando contribuisce ad arricchire il confronto politico e amministrativo con esperienze, professionalità e partecipazione. Non può però essere utilizzato per delegittimare il ruolo dei partiti o per sottrarre alla dialettica democratica scelte che attengono alla responsabilità delle forze politiche e delle coalizioni.

Il Partito Democratico di Alghero rivendica la propria autonomia, la propria storia e il consenso ricevuto, insieme alla responsabilità di contribuire alle scelte amministrative della città. Non accetta che la propria linea politica venga dettata da associazioni esterne al contesto politico e amministrativo algherese, che non partecipano direttamente alla costruzione del progetto di governo della città e non ne condividono le responsabilità.

Le valutazioni sugli assetti amministrativi e sulle persone chiamate a ricoprire incarichi istituzionali spettano alle sedi politiche legittimate a compierle, attraverso il confronto, la condivisione e il rispetto reciproco. La valorizzazione delle competenze è un principio fondamentale, ma deve accompagnarsi al riconoscimento del consenso democratico e alla responsabilità politica di chi è chiamato a governare.

Il PD continuerà a lavorare per un’amministrazione capace di valorizzare le competenze, riconoscere il consenso e dare attuazione al programma condiviso, nella consapevolezza che nessuna professionalità può prescindere dalla responsabilità politica e nessuna scelta politica può prescindere dall’interesse della comunità”

Giovanni Idda, vicesegretario PD Alghero

Pd, Civici e Cacciotto: volano gli stracci. “La cattiva politica si nutre di poltrone”

ALGHERO – “La buona politica sceglie le persone per le loro competenze, le mette al servizio dei cittadini e concede loro il tempo necessario per trasformare idee e progetti in risultati. La cattiva politica, invece, distribuisce incarichi, regola i conti interni e sacrifica le capacità professionali sull’altare degli equilibri di partito.

La presenza di Raffaella Sanna nella Giunta di Alghero, Assessora con delega alla Cultura, Innovazione e conoscenza, rappresenta un esempio significativo di civismo autentico: una professionista con una solida esperienza nel mondo della ricerca e dell’innovazione, tecnologa e project manager al CRS4, capace di mettere competenze maturate nella società civile al servizio delle istituzioni. In un tempo in cui la parola “civismo” viene spesso abusata e piegata a convenienze elettorali, questa scelta ha un significato preciso: portare nell’amministrazione persone per ciò che sanno fare, non soltanto per gli equilibri che rappresentano.

In circa due anni, Sanna ha lavorato su iniziative che spaziano dall’innovazione digitale alla cultura, dai giovani alla partecipazione civica. Progetti che meritano di essere giudicati nei risultati, certamente, ma che testimoniano un impegno amministrativo da valutare nel merito, non da cancellare con una semplice decisione politica.

Un assessore non è una pedina da spostare sulla scacchiera dei partiti. È una persona alla quale vengono affidate responsabilità, obiettivi e risorse, e che deve essere giudicata per il lavoro svolto. Due anni possono bastare per avviare un percorso, ma non sempre per completarlo. Interromperlo senza una motivazione legata ai risultati rischia di disperdere competenze, continuità e opportunità per la comunità.

Ecco la differenza tra buona e cattiva politica: la prima mette al centro l’interesse dei cittadini; la seconda mette al centro la distribuzione del potere. La prima valorizza il merito; la seconda pretende fedeltà. La prima costruisce nel tempo; la seconda cambia le persone per conservare gli equilibri.

Anche le esperienze amministrative presentate come civiche, come quella di Quartu Sant’Elena, dovrebbero essere giudicate con lo stesso metro: non per le etichette utilizzate, ma per la capacità di sottrarre davvero le istituzioni alle logiche di appartenenza e di privilegiare competenze e risultati.

Ora, sul caso Sanna, la domanda è inevitabile: la sua eventuale sostituzione risponde a una valutazione concreta del suo operato o alla necessità di ridistribuire le caselle del potere? Se esistono ragioni amministrative, vengano spiegate pubblicamente. Se invece prevalgono gli equilibri interni, siamo di fronte a una politica che rischia di smentire proprio i principi di merito e partecipazione che dovrebbe rappresentare.

Il civismo non consiste nel presentare una persona come indipendente quando serve e poi trattarla come sacrificabile quando cambiano gli accordi. E il sindaco non dovrebbe essere il notaio delle segreterie, ma il garante dell’interesse della città.

Perché le istituzioni non sono proprietà dei partiti, gli assessorati non sono premi di appartenenza e le competenze non sono merce di scambio.

La buona politica sa riconoscere il valore delle persone e dare continuità al lavoro utile. La cattiva politica, invece, può anche vincere la battaglia per una poltrona, ma rischia di perdere qualcosa di molto più importante: la fiducia dei cittadini”

Il Direttivo

Sardegna 2050

“Un sardo su cinque non si cura, fallimento totale della Todde: si dimetta”

CAGLIARI – «I dati della Fondazione GIMBE, che si aggiungono a quelli pubblicati pochi giorni fa da AGENAS, fotografano una situazione drammatica: un vero e proprio cataclisma sanitario sta investendo la Sardegna. Non siamo più davanti a semplici criticità, ma a un’emergenza strutturale che sta compromettendo il diritto fondamentale alla salute dei cittadini».

È la durissima denuncia di Michele Pais, consigliere comunale della Lega ed ex Presidente del Consiglio regionale della Sardegna, che interviene sui dati della Fondazione GIMBE relativi alla rinuncia alle prestazioni sanitarie.
«Essere la regione con la più alta percentuale d’Italia di cittadini che rinunciano alle cure è una vergogna che dovrebbe portare alle dimissioni chiunque abbia un minimo di senso del pudore e della responsabilità istituzionale. Ma evidentemente questo senso di responsabilità manca, e sappiamo già che non lo faranno.
Nel 2025 il 19,5% dei sardi ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria: praticamente un cittadino su cinque. Nel 2023, anno ancora pesantemente segnato dalle conseguenze della pandemia, la percentuale era del 13,7%. Un peggioramento di ben 5,8 punti percentuali, mentre la media nazionale si ferma al 9,6%. Il confronto è impietoso.
E i dati AGENAS relativi al 2026, con il peggioramento dei tempi delle prime visite specialistiche, fanno temere una situazione ancora più grave.
La Sardegna è l’unica regione, tra quelle con i maggiori ritardi nelle prime visite specialistiche, a registrare un ulteriore peggioramento. È questo il risultato concreto delle politiche sanitarie della Giunta Todde, peraltro tutte bocciate da sentenze della Corte costituzionale, e dei tribunali ordinari e amministrativi».
Pais prosegue:
«Tra il caos dei cantieri OSS, l’aumento delle risorse destinate alla sanità privata, le liste d’attesa che si allungano, gli ospedali di comunità che ad oggi sono scatole vuote, i pronto soccorso in sofferenza e la carenza di medici di medicina generale, si sta consumando quello che considero il più grave fallimento politico e amministrativo che la sanità sarda abbia conosciuto.
E mentre un sardo su cinque rinuncia a curarsi, la Presidente Todde, che detiene anche la delega alla Sanità, trova il tempo partecipare a esclusivi meeting, convention o comizi in giro per la Sardegna, l’Italia e l’Europa a raccontare una realtà che non esiste.
Così come la Sardegna vera non è quella dei video patinati su Instagram o Tik Tok della Presidente».
Pais conclude con una richiesta politica netta:
«La Presidente Todde, che ha voluto assumere direttamente anche la responsabilità dell’assessorato alla Sanità, prenda atto della gravità della situazione. E si assuma la responsabilità del fallimento, senza puerili scaricabarile a medici o addirittura ai cittadini, che a tre anni di governo, non funziona più».
«Quando quasi il 20% della popolazione rinuncia alle cure, significa una sola cosa: che si è totalmente incapaci e si è sbagliato tutto.
La Presidente abbia il coraggio di restituire la parola ai sardi. Se ritiene davvero di aver governato bene, non dovrebbe avere paura del loro giudizio. Si dimetta, si torni alle urne e lasci che siano i cittadini a valutare il suo operato».