Ma quale “overtourism”…

ALGHERO – Da una parte si festeggia per i numeri record, dall’altra emergono sempre più forti le lamentele e per la massiccia presenza turistica ed eccessivo carico antropico. Da tempo si discute, non solo qui, sui benefici del turismo. E’ evidente che ci sono e sono tanti. Ma, invece di invocare lo spettro del pseudo “overtourism” ci si dovrebbe porre un quesito: se io possiedo una casa dove possono risiedere al massimo 10 persone, perchè ne invito 100? In questo caso è evidente che avrei dei problemi per l’accesso a tutti i servizi,  in primis quelli igienici.

Perciò lascia perplessi apprendere che da una parte si lavora (spendendo anche enormi e sempre più esorbitanti cifre) in promozione, eventi e manifestazioni e dall’altra emergono sempre più lacune nei servizi primari (parcheggi, raccolta rifiuti, alloggi, energia elettrica, traffico, spiagge, centro storico, sanità, etc). Come ogni cosa è evidente che ci vuole equilibrio, buon senso, capacità e soprattutto una vera visione sull’oggi e soprattutto sul domani. Altrimenti ai vantaggi del turismo corrisponderà sempre meno una crescita del benessere per la popolazione, anzi, potrebbero aumentare sempre di più i disagi che andrebbero ad incidere in maniera definitiva sule positività nel vedere la propria città “piacevolmente invasa”.

Su questo tema sono interessanti le parole dell’imprenditore della ristorazione, intrattenimento e del sistema ricettivo Minio Fonnesu: “La massa basso spendente che ha invaso Alghero questo anno è sotto gli occhi di tutti gli operatori, purtroppo ad Alghero prolificano le attività che, a prescindere dalla dubbia proprietà, hanno fatto del junk food il loro core business. La domanda che ci dobbiamo porre è:
Ci dovremo tutti adeguare o c’è la speranza di un riposizionamento verso una fascia media dell’utente?
Ai posteri l’ardua sentenza”.

A prescindere dalle diverse e rispettabili opinioni è sempre utile ascoltare chi ha esperienza e lavora, da anni, nel settore di riferimento e, sempre amando la propria terra e lavorando per essa, si pone seri dubbi. Perchè solo gli stolti hanno le certezze. E dunque, per chiudere, altro che “overtourism”…un territorio cresce veramente (senza lasciare indietro nessuno) solo quando i residenti stanno bene e poi, di conseguenza, anche i turisti. Altrimenti il turismo diventa esclusivamente un “economia da paese povero”.

Stefano Idili

Continuità Aerea, “Alghero sempre più penalizzata dalla Giunta Todde”

ALGHERO – “L’aeroporto di Alghero non può essere lasciato ancora una volta senza adeguate tutele. La vicenda della gara per la continuità territoriale sulla tratta Alghero-Milano Linate, revocata dalla Regione dopo i rilievi della Commissione europea, rischia di produrre conseguenze gravissime per il territorio e per migliaia di cittadini”.
Lo dichiarano i consiglieri comunali e i capigruppo del centrodestra Marco Tedde (Forza Italia), Raffaele Salvatore (UDC), Michele Pais (Lega), Alessandro Cocco ( Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori sardi), che chiedono un intervento immediato e una presa di posizione forte da parte del sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto e dell’on. Di Nolfo nei confronti della Giunta regionale. “La Regione guidata dalla presidente Todde – affermano gli esponenti del centrodestra – dimostra ancora una volta una preoccupante difficoltà nella gestione di una materia strategica come la continuità territoriale. Una procedura che avrebbe dovuto garantire certezza e stabilità si è trasformata in un percorso accidentato, con il rischio concreto di lasciare scoperto un periodo di circa tre mesi, nel quale i viaggiatori della tratta Alghero-Linate potrebbero non beneficiare delle condizioni e delle garanzie previste dal regime di continuità territoriale”. “Non siamo di fronte a un problema meramente burocratico – proseguono – ma a una situazione che può avere effetti pesantissimi su un aeroporto già strutturalmente più debole rispetto agli altri scali sardi e che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con scelte regionali spesso insufficienti e con una evidente mancanza di attenzione strategica”

Secondo i capigruppo del centrodestra, “un’interruzione o un indebolimento della continuità territoriale per un intero trimestre avrebbe conseguenze difficilmente quantificabili: sui lavoratori pendolari, sugli studenti, sulle famiglie, sui pazienti che devono raggiungere i centri sanitari fuori dall’Isola e sul sistema economico e turistico del territorio”. “L’aeroporto di Alghero non può permettersi ulteriori penalizzazioni. Ogni perdita di collegamenti, ogni incertezza, ogni fase di vuoto operativo rischia di tradursi in una diminuzione del traffico passeggeri e in un ulteriore indebolimento dello scalo, con effetti negativi sulla sua capacità competitiva”.

Da qui l’appello al primo cittadino e al consigliere regionale Di Nolfo. “Chiediamo al sindaco Cacciotto di non limitarsi ad una posizione di attesa o di “rumoroso” silenzio. E a Di Nolfo di accantonare la sua postura da “megafono” della Todde e di iniziare a mettere in campo impegno per l’aeroporto e il territorio. Alghero ha bisogno di rappresentanze istituzionali forti e autorevoli. Il sindaco e Di Nolfo devono farsi promotori di una protesta chiara e determinata nei confronti della Regione, chiedendo alla presidente Todde e all’assessorato competente di intervenire immediatamente per evitare che il territorio venga ancora una volta penalizzato”. “In una situazione così delicata – concludono Tedde, Salvatore, Pais, Cocco, Fadda e Caria – non servono atteggiamenti accomodanti o subalterni. Serve difendere gli interessi della città e del territorio con fermezza. L’aeroporto di Alghero rischia l’isolamento e il Comune non può assistere passivamente a un indebolimento progressivo di un’infrastruttura fondamentale per il futuro economico e sociale del nord-ovest della Sardegna”.

Saviano sulla Nuova Sardegna focus su “Alghero uno degli epicentri del riciclaggio”

ALGHERO – Dopo la serie di inchieste e di arresti, ritorna in prima pagina il tema delle mafie in Sardegna. A puntare ancora i riflettori sulla delicata questione che, ovviamente, ha diverse implicazioni anche sociali e di prospettiva della nostra Isola e dei vari territori, in particolare quelli più frequentati e vivi (almeno in estate), è lo scrittore Roberto Saviano.

Sulle pagina della Nuova Sardegna, rispondendo ad alcune domande, si sofferma anche su Alghero. E ciò che non può che allarmare è il fatto che lo stesso quotidiano regionale abbia dato ampia evidenza (in prima pagina!) il riferimento al centro catalano riguardo una lunga intervista in cui emergono diversi spunti tra cui, come detto, quello piuttosto preoccupante, relativo alla Riviera del Corallo come “epicentro del riciclaggio”.

Nello specifico, l’intervistatore chiede: “Alghero sembra uno degli epicentri del riciclaggio, lo dicono diverse inchieste, dove dobbiamo guardare per leggere il fenomeno in città?” A tale domanda Saviano replica di fatto confermando: “Il fattore che nessuno vuole nominare: le carceri. Alghero è a venti minuti da Sassari, e la Sardegna ospita da decenni detenuti mafiosi di rango. Lo ha dimostrato “Platinum-Dia”: esponenti della ’ndrina Boviciani di San Luca che facevano di Alghero la base logistica dei futuri traffici, con relazioni “maturate durante la permanenza carceraria”. Il carcere non isola le reti, le ricombina. Secondo, l’assenza di una borghesia imprenditoriale abbastanza forte da dire di no: chi resiste subisce ritorsioni, e ad Alghero ci sono stati incendi. Terzo, le concessioni balneari rimesse a gara: lì bisogna guardare adesso, non dopo”.

Record Turismo, non è tutto rose e fiori: la verità di Stefano Lubrano sulle presenze (pt1)

ALGHERO – E’ l’ex-sindaco e imprenditore del sistema ricettivo Stefano Lubrano ad analizzare e fare una sintesi oggettiva dei dati pubblicati in questi giorni dall’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu. Una “fotografia” che, al netto di un evidente e comprovato aumento degli arrivi e presenze, mette a fuoco e cristallizza un aspetto che, da settimane, è sulla bocca di tutti: tutto questa massa di persone crea una ricaduta positiva, strutturata e diffusa per il territorio? La risposta è nei numeri. E, sicuramente, non rappresenta una realtà così “rose e fiori” come in certi casi palesata e narrata.
“In questi giorni di piena estate, l’Assessore Regionale al Turismo presenta e commenta i dati su arrivi e presenze nel sistema ricettivo sardo per il 2025. La prassi si ripete con tempi e modalità solite: si sfrutta il clima estivo e l’attenzione più bassa per esaltare ciò che serve alla propria propaganda”, così Stefano Lubrano che continua “proviamo ad abbassare il volume del racconto, come quando si guarda una partita di calcio senza il commento del telecronista (soprattutto se di parte!)”
“Utilizzando esclusivamente i dati pubblicati dall’Assessore, vediamo cosa emerge davvero: l’esplosione delle strutture ricettive: negli ultimi due anni le strutture registrate in Sardegna sono passate da 27.525 a 52.147. (Tralasciamo l’evidente errore riportato dall’Assessore che parla di una crescita del 40,1%, quando in realtà è dell’89,45%).
L’effetto CIN (Codice Identificativo Nazionale): questo quasi raddoppio non è una “creazione da zero”, ma l’effetto dell’obbligo per tutte le tipologie ricettive a livello nazionale di richiedere e ottenere il CIN. La misura ha costretto ad emergere dall’economia sommersa migliaia di appartamenti e ville prima non censiti.
Presenze vs Strutture: la verità dei numeri: se le strutture registrate crescono dell’89,45% e le presenze dichiarate aumentano, sul 2024 e 2023, per percentuali tra il 16% e il 34% non siamo di fronte a un boom turistico! Siamo semplicemente difronte a un fenomeno che prima esisteva nel sommerso e che oggi viene finalmente conteggiato nei dati ufficiali.
La composizione del mercato sardo: Le locazioni private sono cresciute del 113%, passando da 21.591 a ben 46.024. 9 strutture su 10 (88,26%) oggi in Sardegna sono quindi appartamenti privati destinati a locazione breve.
Solo l’11,74% (appena 6.123 strutture) rappresenta l’offerta tradizionale: hotel, villaggi, B&B tradizionali, campeggi e agriturismi.  In sintesi: prima di lasciarsi andare a toni trionfalistici — magari per giustificare costose campagne di comunicazione — la politica dovrebbe analizzare i numeri con più prudenza e trasparenza”, chiude Lubrano
Stefano Idili

“La Giunta Cacciotto come una società immobiliare”

ALGHERO – “L’ennesima operazione immobiliare dell’Amministrazione Cacciotto conferma una preoccupante deriva: dopo l’acquisto di Punta Giglio, arriva quello dell’ex Ostello della Gioventù di Fertilia. Il Comune di Alghero sembra ormai trasformato in una società immobiliare che acquista immobili senza dimostrare la loro effettiva utilità pubblica, senza avvisi pubblici e procedure competitive, senza un progetto credibile e senza fornire ai cittadini le indispensabili garanzie sulla sostenibilità economica delle operazioni.”
Lo dichiarano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini.
“Non contestiamo l’acquisizione di un bene pubblico in quanto tale – dichiarano gli esponenti azzurri –. Contestiamo un metodo amministrativo superficiale e privo delle necessarie valutazioni tecniche, economiche e giuridiche. L’Amministrazione chiede al Consiglio di approvare un acquisto senza spiegare concretamente cosa intenda realizzare, quanto costerà recuperare un immobile oggi in stato di grave degrado, quali saranno i costi della futura gestione e, soprattutto, dove troverà le risorse necessarie.”
“L’ex Ostello è oggi un immobile abbandonato, fortemente degradato e sottoposto a vincoli. Eppure non è stata presentata una perizia che ne accerti il reale valore di mercato nello stato di fatto attuale, né una stima dei costi di recupero, né un piano economico-finanziario, né un’analisi costi-benefici dell’intera operazione. Manca persino una seria valutazione delle spese che il Comune dovrà sostenere per la successiva gestione.”
“Ancora più grave è l’assenza della preventiva ricognizione del patrimonio immobiliare comunale che dimostri, come impongono i principi di buona amministrazione e di corretta gestione del patrimonio pubblico, che il Comune non dispone già di immobili idonei a soddisfare le finalità dichiarate. Prima di acquistare nuovi immobili occorre dimostrare che quelli già appartenenti al patrimonio comunale non siano utilizzabili. Di tutto questo negli atti non vi è traccia.”
“Per giustificare l’operazione si parla genericamente di housing sociale, con un emendamento dell’ultim’ora introdotto in modo obliquo. Ma sono soltanto etichette prive di qualsiasi contenuto progettuale. Non esiste uno studio che dimostri la concreta possibilità di realizzare nell’ex Ostello un intervento di housing sociale, né sono indicate superfici, funzioni, servizi, numero degli alloggi o modalità di finanziamento. Si tratta di slogan utilizzati per rendere più appetibile un’operazione che, allo stato, è priva di una reale programmazione.”
“L’housing sociale vero è un’altra cosa. È quello rappresentato dal progetto avviato dall’Amministrazione Tedde nel 2008 e finanziato nel 2011 dalla Regione Sardegna, classificatosi al primo posto tra i progetti regionali. Quel programma prevedeva oltre 6,28 milioni di euro di finanziamento regionale, ai quali si aggiungevano circa 7 milioni di euro del Fondo Immobiliare regionale, per un investimento complessivo superiore ai 13 milioni di euro, destinato alla realizzazione di 105 alloggi, dei quali 53 di proprietà comunale da destinare alla locazione a canone calmierato e 52 da cedere a prezzi agevolati. Quello era housing sociale: un progetto dettagliato, finanziato e con obiettivi precisi. Progetto del quale si sono perse le tracce. Oggi, invece, si preferisce evocare genericamente l’housing sociale senza presentare alcun piano concreto.”
“Il rischio è evidente: il Comune continua a impegnare risorse pubbliche per acquisire immobili senza avere prima definito la loro concreta destinazione, senza conoscere i costi complessivi dell’operazione e senza dimostrarne l’effettiva convenienza per la collettività. È una rotta amministrativa profondamente sbagliata che rischia di infrangersi contro i rilievi degli organismi di controllo, che saranno chiamati a verificare la legittimità, la regolarità e la sana gestione delle risorse pubbliche. Prima o poi qualcuno dovrà spiegare a chi giovano questo andazzo.”
“Forza Italia continuerà ad esercitare con determinazione il proprio ruolo di controllo, vigilando su ogni procedimento e su ogni atto della Giunta, nell’esclusivo interesse della città e dei cittadini algheresi. Quando sarà necessario, tutte le valutazioni saranno sottoposte all’attenzione degli organismi competenti affinché venga garantita la piena tutela del patrimonio pubblico e delle risorse della comunità e vengano “censurate” le operazioni illegittime e dannose.”

“Ex-ostello, la Giunta Cacciotto spende inutilmente 250mola euro”

ALGHERO -«Ho votato contro la delibera che autorizza il Comune di Alghero a spendere oltre 250 mila euro per l’acquisto dell’ex Ostello della Gioventù di Fertilia, perché ritengo che prima di impegnare una simile somma fosse doveroso verificare una strada alternativa che consentisse di acquisire lo stesso immobile praticamente a costo zero.»

È quanto dichiarato in Consiglio comunale dal consigliere della Lega Michele Pais nel corso della discussione della proposta di deliberazione.

«Stiamo parlando di un immobile, l’ostello della gioventù, che era originariamente di proprietà dello Stato ed è successivamente confluito nel patrimonio gestito da Fintecna nell’ambito delle operazioni di dismissione del patrimonio pubblico. Tuttavia, l’articolo 14 dello Statuto speciale della Sardegna prevede che i beni immobili dello Stato situati nel territorio regionale passino alla Regione Autonoma della Sardegna, ad eccezione del demanio marittimo. È proprio su questo aspetto che ho chiesto di fare piena chiarezza.»

«Se tale disciplina risultasse applicabile anche all’ex Ostello della Gioventù, e non vedo perché non debba esserlo, la Regione potrebbe acquisire l’immobile e successivamente trasferirlo al Comune per finalità pubbliche, anche a titolo simbolico, evitando così una spesa di oltre 250 mila euro a carico della collettività. Una verifica di questa portata avrebbe dovuto precedere qualsiasi decisione di acquisto.»

«Nessuno mette in discussione il valore strategico dell’immobile per Fertilia e per l’intera città. Al contrario, ritengo sia fondamentale restituirlo alla comunità. Ma proprio perché si tratta di denaro dei cittadini, l’Amministrazione aveva il dovere di percorrere ogni strada utile a conseguire lo stesso risultato con il minor costo possibile.»

«Per questo ho chiesto formalmente che venga ricostruita l’intera vicenda patrimoniale dell’immobile e che siano verificate tutte le possibilità offerte dall’articolo 14 dello Statuto speciale e dalle relative norme di attuazione. Se anche solo esiste la possibilità di evitare una spesa di oltre 250 mila euro, il Comune ha il dovere istituzionale e morale di approfondirla fino in fondo, prima di chiedere ai cittadini di sostenerne il costo.»

“Rifiuti, il nuovo appalto offre servizi migliori. Tari adeguata per le imprese”

ALGHERO – Il nuovo appalto di igiene urbana che sta gradualmente compiendo passi verso la completa attuazione consentirà di offrire servizi sensibilmente migliori, sia sotto il profilo della pulizia della città sia per quanto riguarda la frequenza delle raccolte dedicate alle attività produttive. Più pulizia, spazzamento, decoro urbano, aumentano i cestini, il controllo e maggiore cura degli spazi pubblici. Sostenibilità ambientale, centri di raccolta più accessibili e funzionali, maggiori controlli e maggiore contrasto agli abbandoni, più strumenti digitali e più informazioni : il nuovo appalto di igiene urbana cambierà l’aspetto della città, senza pesare sui bilanci delle famiglie algheresi. Straordinario potenziamento anche per le utenze non domestiche nel Piano  Economico e Finanziario licenziato dalla VI Commissione Consiliare e approvato oggi dal Consiglio Comunale.

Con il nuovo servizio saranno introdotte attrezzature, mezzi e modalità organizzative che permetteranno di migliorare la gestione quotidiana dei rifiuti. Anche gli orari e le frequenze di raccolta saranno migliorati. Potenziati anche lo spazzamento e la pulizia di strade e marciapiedi, un servizio che sarà finalmente migliorato con un ritorno al passato che rappresenta un aspetto atteso dai cittadini. E inoltre, nuove attrezzature domestiche, contenitori più funzionali, sistemi di tracciamento dei conferimenti e strumenti utili per aiutare i cittadini a separare correttamente i rifiuti.  In questo contesto si è riusciti a mantenere sostanzialmente invariate le tariffe per le utenze domestiche contenute nel Piano Economico Finanziario (PEF) che disciplina la TARI e le relative tariffe, approvato nei giorni scorsi  dalla Commissione consiliare VI, a conferma di un’impostazione che punta a coniugare il miglioramento dei servizi con la tutela delle famiglie e rappresenta un risultato sostanziale voluto dall’Amministrazione del Sindaco Raimondo Cacciotto. Per quanto riguarda le utenze non domestiche, le diverse novità in programma rappresentano un importante salto di qualità del servizio.

A partire dall’aumento della frequenza del ritiro dei rifiuti, con il prelievo dell’organico che avverrà ogni giorno.  Per le attività nel centro storico, il servizio sarà ulteriormente potenziato con due ritiri giornalieri dell’umido, pari a 14 ritiri settimanali. Gli adeguamenti tariffari approvati nel documento per le utenze non domestiche si mantengono su una più che modesta entità rispetto al potenziamento del servizio e si inseriscono in un quadro tariffario che resta inferiore a quello in uso in altri Comuni di pari dimensioni o di dimensioni superiori in Sardegna, in alcuni casi della metà. La delibera è stata approvata con 14 voti favorevoli della maggioranza e 5 contrari della minoranza

«La Regione sospende gli aiuti alle persone più fragili. Una decisione grave e inaccettabile»

ALGHERO – «Ancora una volta la Giunta Todde dimostra di non avere il senso delle priorità. Mentre si sprecano risorse in consulenze, propaganda e annunci, vengono sospese provvidenze fondamentali destinate alle persone con disabilità e con gravi limitazioni dell’autonomia.»
È la dura presa di posizione di Michele Pais, dopo la determinazione con cui la Regione ha disposto la sospensione, per l’annualità 2026, dell’Avviso pubblico *”Sine Limes 2″*, che finanzia i buoni servizio destinati alle persone più fragili. La determinazione prevede infatti la sospensione fino a un massimo di 120 giorni, rinviando l’apertura delle domande e, di fatto, l’accesso ai benefici.
«Le motivazioni addotte sono esclusivamente di carattere burocratico e organizzativo: revisione della disciplina, adeguamento della modulistica, problemi istruttori e necessità di acquisire pareri amministrativi. In altre parole, è la Regione a non essere pronta, ma a pagare il prezzo dell’inefficienza saranno le persone più deboli e le loro famiglie.»
«È inaccettabile che la disorganizzazione della Regione venga scaricata su cittadini che ogni giorno affrontano enormi sacrifici per garantire assistenza ai propri cari. Dietro quei buoni servizio non ci sono numeri o pratiche amministrative: ci sono persone non autosufficienti, famiglie già provate e operatori che svolgono un servizio essenziale.»
Pais sottolinea come il provvedimento sospenda l’efficacia delle finestre temporali previste per il 2026, rinviando sia la presentazione delle domande sia le successive fasi della misura.
«Ma c’è un fatto ancora più grave, che rischia di produrre un danno economico enorme proprio ai destinatari della misura. L’avviso pubblico originario, di validità triennale, stabiliva chiaramente per il 2026 l’eleggibilità delle spese a partire dal 1° giugno 2026 e la presentazione delle domande dal 22 luglio 2026. Con il provvedimento di sospensione, invece, la Regione arriva perfino a stabilire che l’eleggibilità delle spese decorrerà dal futuro avviso di riapertura, del quale oggi non esiste né una data né un testo. Questo significa stravolgere completamente la natura del rimborso, lasciando le famiglie nell’incertezza assoluta e facendo gravare su di loro il rischio che le spese sostenute in questi mesi non siano più riconosciute. È una scelta incomprensibile e profondamente ingiusta.»
«La Regione avrebbe dovuto programmare per tempo le modifiche necessarie, evitando qualsiasi interruzione di uno strumento così importante. Quando si parla di servizi destinati ai più fragili non possono esistere ritardi, improvvisazione o giustificazioni burocratiche.»
«Le responsabilità politiche sono chiarissime e hanno nomi e cognomi. La Presidente Alessandra Todde, che mantiene l’interim della Sanità e dell’Assistenza sociale, non può sottrarsi alle proprie responsabilità. Ma altrettanto evidente è la responsabilità dell’Assessora al Lavoro Desirè Manca, competente per Sardegna Lavoro e per la piattaforma attraverso la quale vengono presentate le domande. Non è accettabile che due assessorati non riescano a coordinarsi, scaricando sulle persone con disabilità e sulle loro famiglie le conseguenze della propria inefficienza»

“Ad Alghero la Tari costa meno di Cagliari, Sassari e Olbia”

ALGHERO – «In questi giorni ho letto dichiarazioni secondo cui le imprese sarebbero state utilizzate come un “bancomat” per finanziare il servizio di igiene urbana. È un’affermazione che può colpire l’opinione pubblica, ma che merita di essere verificata alla luce dei dati.

Partiamo da un elemento che, nel dibattito di queste settimane, è stato quasi completamente ignorato: le tariffe per le utenze domestiche rimangono sostanzialmente invariate. In un contesto in cui l’inflazione si attesta intorno al 2,9% e nel quale è fisiologico registrare un incremento dei costi per un servizio che viene potenziato, ritengo che questo sia un risultato importante.

Per le utenze non domestiche è previsto un incremento medio vicino al 13%. È un dato reale e nessuno lo ha mai negato. Ma credo sia doveroso fornire ai cittadini e agli operatori economici un quadro completo.

Per questo ho confrontato, categoria per categoria, le tariffe di Alghero con quelle applicate a Sassari, Cagliari e Olbia.

  È un confronto costruito sulla base dei documenti ufficiali disponibili: per Alghero ho utilizzato le tariffe TARI 2026 approvate oggi dal Consiglio comunale, mentre per Sassari, Cagliari e Olbia ho preso a riferimento le tariffe 2025, essendo le più recenti pubblicate dai rispettivi Comuni. Non è quindi un confronto perfettamente omogeneo dal punto di vista temporale, ma rappresenta oggi il miglior termine di paragone disponibile e consente comunque di collocare le tariffe di Alghero nel contesto dei principali Comuni sardi.

Il risultato è molto chiaro: nella quasi totalità delle categorie economiche le attività di Alghero continuano a pagare meno rispetto agli altri principali Comuni sardi.

In numerosi casi la differenza supera il 30% e, per alcune categorie, arriva addirittura a superare il 200% Vuol dire che le tariffe applicate negli altri Comuni sono quasi tre volte superiori a quelle previste ad Alghero.

Naturalmente esistono anche alcune eccezioni, che ho evidenziato con la stessa trasparenza. Ma il quadro complessivo racconta una realtà ben diversa da quella descritta in questi giorni da una opposizione strumentale.

Vorrei inoltre ricordare che il nuovo Piano Economico Finanziario accompagna un contratto di servizio profondamente rafforzato.
Non stiamo pagando gli stessi servizi di ieri: il nuovo appalto prevede un potenziamento in diversi ambiti, con particolare attenzione alle utenze non domestiche, all’estensione e al miglioramento delle prestazioni e al decoro urbano, aspetti che cittadini e imprese chiedevano da tempo.

Le critiche fanno parte del confronto politico e sono sempre legittime. Ma credo che su temi così delicati sia doveroso evitare slogan e semplificazioni.

Io continuerò a confrontarmi sui fatti, sui numeri e sui documenti approvati dal Consiglio comunale, perché è questo il modo più serio di fare politica e di rispettare cittadini e imprese.»

Luca Madau, consigliere comunale Partito Democratico

“Rifiuti, stangata dalla Giunta Cacciotto sulle imprese algheresi”

ALGHERO – «La vera notizia delle tariffe TARI 2026 è la stangata sulle utenze non domestiche: per molte attività economiche gli aumenti arrivano al 13%. È un colpo diretto a imprese, commercianti, artigiani, pubblici esercizi e attività produttive». Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia Alghero, interviene dopo il dibattito in Consiglio comunale.
«Colpire le imprese significa colpire l’intera economia cittadina. Quegli aumenti si trasformano in maggiori costi per le imprese, minori investimenti, e prezzi più alti per le famiglie. È una scelta politica che penalizza tutti, al di là delle mistificazioni dell’amministrazione Cacciotto».
Per Cocco «sulle utenze domestiche, invece, la Giunta prova il gioco delle tre carte tra quota fissa e quota variabile: prima sposta il peso da una parte, poi dall’altra, tentando di rendere meno evidente l’aumento reale. Ma alla fine ad Alghero si paga di più senza vedere un servizio migliore».
Fratelli d’Italia ricorda che «il Comune dispone di un avanzo di 8 milioni. Frutto di una pessima capacità di programmare e spendere le risorse disponibili».
«La soluzione era quindi evidente: utilizzare quei margini per contributi ai cittadini, come fece il centrodestra nel 2020, compensando gli aumenti e restituendo risorse alle famiglie algheresi».
«Alghero ha bisogno di uno scossone fiscale – conclude il capogruppo cittadino di FdI –. Quando il bilancio lo consente, bisogna sempre abbassare tariffe, imposte e addizionali. Le risorse devono tornare nelle tasche di chi lavora e produce, non restare ferme nei bilanci del Comune».