“La Regione di Sinistra taglia i fondi per gli stadi Vanni Sanna e Mariotti”

ALGHERO – «Lo stadio Vanni Sanna di Sassari versa in condizioni pietose, al limite della possibilità di ospitare le partite di Serie C. È una vergogna che i sassaresi e tutti i tifosi della Torres non meritano». È una denuncia dura e senza sconti quella di Michele Pais, esponente della Lega e già presidente del Consiglio regionale della Sardegna, che punta il dito contro lo stato di abbandono dell’impianto sportivo cittadino.
Lo stadio che ospita la Torres, storica squadra rossoblù, è oggi simbolo di incuria e mancanza di programmazione di interventi urgenti.
«Mentre la società e la dirigenza stanno compiendo sforzi straordinari per garantire a Sassari la Serie C e puntare legittimamente anche a un avanzamento di categoria – sottolinea Pais – la Regione è totalmente assente lasciando uno stadio che non è più all’altezza delle regole minime richieste».
Una situazione talmente grave che potrebbe paventarsi l’ipotesi di far disputare le partite casalinghe della Torres fuori dalla Sardegna. «Sarebbe un danno enorme e un’assurda beffa per una città, una tifoseria e una squadra che stanno dando tutto. Costringere la Torres a giocare lontano da Sassari significherebbe colpire il cuore sportivo e identitario del nord dell’Isola».
Per Pais, le responsabilità politiche sono chiare e hanno un nome preciso: l’attuale Giunta Todde. «C’è una complicità evidente dell’attuale amministrazione regionale, che ha scelto di non rispettare gli impegni assunti dalla precedente legislatura di centro-destra. Erano stati previsti 50 milioni di euro destinati agli impianti sportivi del nord Sardegna per compensare l’assegnazione di altri 50 milioni allo stadio di Cagliari, con una quota minima di 13 milioni per il Vanni Sanna di Sassari».

Risorse che avrebbero dovuto finanziare le grandi infrastrutture sportive del nord Sardegna. «Quei fondi – ricorda Pais – erano destinati non solo al Vanni Sanna, ma anche all’impianto di Latte Dolce e allo stadio Mariotti di Alghero e alle piscine di Sassari, Alghero e Porto Torres. Invece, questa Giunta di centro-sinistra ha scelto di parcellizzare le risorse in tutta la Sardegna con micro-interventi di piccolissimo calibro, ottenendo un solo risultato: polverizzare i fondi senza risolvere alcun problema strutturale».
Una scelta definita senza mezzi termini «uno scippo inaccettabile». «Si è tolto ossigeno a Sassari e al nord dell’Isola, tradendo una visione strategica che puntava su impianti moderni e competitivi. Oggi ne paghiamo le conseguenze con uno stadio che cade a pezzi e una squadra che rischia di essere penalizzata per colpe non sue».
L’appello finale è netto: «Bisogna intervenire immediatamente. La Regione rimedi a questo errore grave e restituisca a Sassari ciò che le spetta. La Torres, i tifosi e l’intera città non possono essere lasciati soli. Difendere il Vanni Sanna significa difendere la storia e la dignità sportiva del nord Sardegna»

Stop carta d’identità cartacea, a Sassari aperture straordinarie degli uffici

SASSARI – Dal 3 agosto le carte d’identità cartacee non saranno più valide, a prescindere dalla data di scadenza riportata sul documento. Non potranno quindi più essere utilizzate. Per consentire ai cittadini e alle cittadine di provvedere in tempo alla sostituzione del documento e agevolare il passaggio alla carta d’identità elettronica (Cie), da mercoledì 18 febbraio e fino al 29 luglio, sono state programmate aperture straordinarie dell’ufficio Anagrafe. La sede di Punto Città di corso Angioy 15 aprirà tutti i lunedì e i mercoledì dalle 14:30 alle 17:30; il lunedì pomeriggio è possibile accedere esclusivamente con appuntamento tramite portale del Comune presente nella home page del sito www.comune.sassari.it (massimo 36 prenotazioni). Il mercoledì saranno garantiti 48 accessi senza prenotazione. Restano confermati gli orari dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 11.30 e il martedì anche dalle 15 alle 17, sempre senza prenotazione.

È possibile richiedere la carta di identità elettronica anche nella sede di Punto Città di via G. Bruno n. 7 a Li Punti, tutti i mercoledì dalle 14:30 alle 17:30. Non è necessaria la prenotazione e saranno garantiti 24 accessi. Anche in questo caso restano confermati gli orari dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12 e il martedì dalle 15 alle 17.

Il servizio è rivolto esclusivamente ai residenti nel Comune di Sassari in possesso della carta l’identità cartacea.

Cosa serve. È necessario presentare la vecchia carta d’identità cartacea o la denuncia di smarrimento o furto della carta ancora in corso di validità, una fotografia formato tessera recente già stampata (senza occhiali e cappelli, non antecedente a sei mesi e comunque mai la stessa foto della precedente carta d’identità) e la tessera sanitaria. Non è possibile portare la fotografia all’interno di chiavette usb o in altri formati digitali. Il costo della carta è di € 22,21.

Per i minorenni è necessaria la presenza di entrambi i genitori, o di chi ne fa le veci, muniti di documento di riconoscimento valido, o con la presenza di un solo genitore ad accompagnare il minore e il modulo di assenso, pubblicato sul sito del Comune, firmato dal genitore assente insieme a fotocopia della carta d’identità.

Carceri 41bis in Sardegna, l’opinione del consigliere Colledanchise

ALGHERO –  «Il 41-bis non è in discussione. È uno strumento essenziale dello Stato contro la criminalità organizzata. Proprio perché è una misura eccezionale, la sua applicazione deve rispondere a un principio altrettanto eccezionale: la proporzionalità territoriale». Lo dichiara Marco Colledanchise, consigliere comunale di Alghero e componente del gruppo civico Orizzonte Comune, movimento guidato dall’assessore regionale Franco Cuccureddu, intervenendo nel dibattito sulla concentrazione dei detenuti in regime di 41-bis negli istituti penitenziari della Sardegna.

«Se una quota molto significativa dei detenuti 41-bis italiani viene concentrata negli istituti di Uta, Sassari e Nuoro – afferma Colledanchise – la questione non è emotiva. È strutturale. È proporzionato che una Regione con una delle più basse incidenze storiche di criminalità organizzata strutturata diventi uno dei principali poli nazionali dell’alta sicurezza?».

Il consigliere precisa che la sua posizione non è una provocazione né una messa in discussione della fermezza dello Stato, ma «una domanda di equilibrio istituzionale».

«La distribuzione delle funzioni più delicate dello Stato non può basarsi sulla comodità geografica. Non può essere: “è un’isola, è lontana, è logisticamente utile”. Deve essere fondata su criteri chiari e pubblici: capacità infrastrutturale reale, dotazione stabile di personale specializzato, sostenibilità sanitaria – medicina protetta inclusa – ed equilibrio complessivo tra territori. Se questi criteri esistono, vengano illustrati. Se non esistono, si costruiscano prima di concentrare».

Colledanchise richiama inoltre un punto che definisce «particolarmente serio» sul piano strategico e reputazionale.

«Quando una Regione assume una quota rilevante dell’alta sicurezza nazionale cambia il suo posizionamento nel sistema Paese. Non solo in termini amministrativi, ma anche in termini di percezione. Un territorio vive anche di come viene rappresentato. Se la Sardegna diventa stabilmente associata al circuito del carcere duro, qualcuno – dentro e fuori – finirà per sintetizzare in modo sbagliato: “Sardegna = 41-bis”, “Sardegna = criminalità di alto livello”. Io questa semplificazione non la accetto. Perché la Sardegna non è questo».

Il consigliere riconosce che possono emergere preoccupazioni nella comunità locale rispetto alle possibili dinamiche collegate a una concentrazione significativa di detenuti in regime speciale.

«C’è chi teme effetti legati alla prossimità delle famiglie, a movimenti economici collegati o a presenze che nel tempo potrebbero incidere sugli equilibri territoriali. Sono preoccupazioni comprensibili. Da sardo non le liquido con superficialità. Ma da rappresentante delle istituzioni devo essere chiaro: senza dati certificati non si trasformano percezioni in accuse».

Secondo Colledanchise, «il modo serio di affrontare questi timori non è alimentare allarmismi, ma rafforzare prevenzione, controlli economici, presìdi investigativi e trasparenza amministrativa».

Infine, il richiamo alla responsabilità dello Stato nel governare le proprie scelte.

«Se la Sardegna deve ospitare una quota rilevante di 41-bis, allora devono crescere in modo proporzionale e verificabile organici e risorse, sanità penitenziaria, strumenti di controllo patrimoniale e coordinamento tra livelli istituzionali. Altrimenti non è una strategia. È semplice trasferimento».

E conclude: «La Sardegna è parte piena della Repubblica. Non rifiuta responsabilità nazionali. Ma non può essere considerata una soluzione geografica ai problemi altrui. Chiedere proporzionalità non significa indebolire lo Stato. Significa pretendere che lo Stato sia giusto nella sua forza. E la giustizia, prima ancora delle sbarre, si misura nell’equilibrio»

“Marino, le scelte regionali stanno svuotando la sua eccellenza ortopedica”

ALGHERO – “È arrivato il momento di dire con chiarezza ciò che finora è stato taciuto: il futuro dell’Ospedale Marino è stato deciso da scelte politiche regionali che ne stanno progressivamente rivoluzionando identità e funzione. E questo al territorio non è stato spiegato né dalla politica né dalla ASL».
Il Presidente della Commissione consiliare alla Sanità, Christian Mulas, interviene con fermezza sul processo in atto che sta interessando il presidio ospedaliero, storicamente riconosciuto come eccellenza ortopedica e punto di riferimento per i cittadini.
«Da settimane assistiamo a una narrazione costruita ad arte per giustificare un ridimensionamento già scritto. Il passaggio gestionale dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria alla ASL non è un semplice cambio amministrativo: è l’atto politico che sta determinando il progressivo declassamento del Marino. Da centro ortopedico di eccellenza rischia di diventare una struttura “copri-buco”, funzionale a tamponare criticità generate altrove da scelte organizzative discutibili».
Il depotenziamento è già iniziato: il trasferimento del SerD, lo spostamento della neurologia e le voci insistenti su un possibile ridimensionamento della diabetologia rappresentano un chiaro segnale di svuotamento progressivo dei reparti strategici. «Si sta snaturando la missione originaria dell’ospedale senza avere il coraggio politico di dirlo apertamente ai cittadini», sottolinea Mulas.
Grave anche il silenzio sulle due sale operatorie già finanziate e mai attivate. «Mentre le liste d’attesa crescono e i cittadini attendono interventi, investimenti già programmati restano fermi. È una responsabilità politica precisa. Non si può parlare di rilancio della sanità pubblica e poi non rendere operative strutture fondamentali».
Persistono inoltre criticità nel trasferimento e nell’integrazione dei dati informatici tra AOU e ASL, a distanza di tempo dal passaggio di gestione. «Disservizi che non possono ricadere né sui pazienti né sul personale sanitario, già sottoposto a pressioni crescenti».
Altro punto dirimente è il cosiddetto “piano delle suore”, che deve restare destinato alla medicina sportiva, coerentemente con la vocazione specialistica del Marino. «Ogni diversa scelta rappresenterebbe l’ennesimo passo verso la perdita definitiva dell’identità ortopedica e sportiva della struttura».
Infine, la questione parcheggi: «Devono essere garantiti prioritariamente a pazienti e familiari. Anche questo è un tema di rispetto verso chi vive una condizione di fragilità».
«La verità è ormai evidente: il Marino sta perdendo la sua eccellenza ortopedica per effetto di scelte politiche regionali che nessuno ha avuto il coraggio di spiegare al territorio. Noi chiediamo trasparenza, responsabilità e un piano chiaro di rilancio. La sanità pubblica si difende con programmazione e visione strategica, non con decisioni calate dall’alto che ne compromettono il futuro”
Christian Mulas, presidente della commissione Sanità del Comune di Alghero

Luca Pais: “Il Museo del Mare di Alghero è possibile”

ALGHERO – “Conoscere Alghero. Preservare la memoria del passato e trasmettere alle nuove generazioni il valore delle tradizioni marinare della città, il suo rapporto con il mare e i suoi protagonisti. Raccontare Alghero attraverso la sua identità storica, divulgazione scientifica, educazione ambientale e innovazione”. E’ Luca Pais, Consigliere del CdA del Parco Naturale Regionale di Porto Conte, a rilanciare un’idea già avanzata anche in altre occasioni, che non potrebbe che portare giovamento all’offerta culturale e dunque turistica e ambientale del territorio. Del resto una Città dalla storia, morfologia, natura e quant’altro come Alghero, con la sua molteplice connessione con mare, non può non avere uno spazio museale dedicato ad esso. 

“Considerato che a breve nella Torre di San Giacomo si libereranno gli spazi adibiti a centro di primo soccorso delle tartarughe marine, il quale verrà trasferito presso la sede del Parco Naturale Regionale di Porto Conte a casa Gioiosa”.  Luca Pais, membro del Consiglio di Amministrazione del Parco, considerati gli ampi spazi che si libereranno nella Torre di San Giacomo, propone di iniziare a pensare ad un primo allestimento del Museo del Mare. Il Museo del Mare, un’estensione del paesaggio verso la scoperta e la conoscenza del patrimonio della città, potrà offrire il giusto mix di aspetti culturali e sociali in un ambiente dove si viene educati e, al contempo stupiti dalle meraviglie del territorio. Il Museo del Mare per promuovere il rispetto per l’ambiente, l’identità e il patrimonio immateriale della città, costruiti attorno alla natura e al mare”. 

 

“La Sardegna non può essere considerata una terra di confino, bene Pittalis”

«Le dichiarazioni dell’ex ministro dell’Interno e già presidente della Commissione Antimafia Beppe Pisanu rappresentano un richiamo autorevole e non ignorabile sulla scelta errata di concentrare in Sardegna un numero così elevato di detenuti in regime di 41 bis». Lo dichiara il gruppo consiliare regionale di Forza Italia, che condivide l’analisi di Pisanu sui rischi derivanti dalla decisione assunta dal Ministero della Giustizia e su quelli connessi a una concentrazione sproporzionata di esponenti della criminalità organizzata nelle carceri isolane.

«Quando una figura con l’esperienza istituzionale di Pisanu – già ministro dell’Interno e della Commissione antimafia e profondo conoscitore delle dinamiche mafiose – mette in guardia dal pericolo di trasformare tre istituti penitenziari sardi in potenziali centri di aggregazione criminale, la politica ha il dovere di ascoltare e di agire con responsabilità».
Forza Italia sottolinea come, in questo contesto, sia particolarmente significativa l’iniziativa parlamentare dell’onorevole Pietro Pittalis, che ha presentato una proposta di modifica della normativa vigente per evitare un utilizzo improprio e squilibrato del regime di 41 bis nelle isole.
«L’azione di Pittalis va nella direzione indicata dallo stesso Pisanu: riportare la questione nelle sedi istituzionali competenti, superando logiche emergenziali e scelte calate dall’alto, e promuovendo una redistribuzione equa dei detenuti sul territorio nazionale. Non si tratta di mettere in discussione il 41 bis, che resta uno strumento fondamentale di contrasto alle mafie, ma di impedirne un’applicazione distorta che penalizzi in modo sproporzionato la Sardegna».
«La nostra Regione non può essere considerata una terra di confino. La sicurezza è un valore primario, ma va garantita con equilibrio e con il coinvolgimento delle istituzioni regionali. Per questo riteniamo necessario che il Consiglio regionale assuma una posizione chiara e unitaria, sostenendo le iniziative parlamentari già depositate e chiedendo un confronto serio con il Governo».
Forza Italia ribadisce quindi il pieno sostegno all’iniziativa dell’on. Pittalis e invita tutte le forze politiche sarde a convergere su una linea istituzionale forte, che tuteli la Sardegna senza scadere nella propaganda.

“Detenuti al 41bis, stop arrivi in Sardegna”: risoluzione della Maggioranza

ALGHERO – Tiene banco in Sardegna la questione dei detenuti sottoposti al regime del 41 bis presenti e in arrivo nelle carceri isolane. Tema delicato che, al netto di facili strumentalizzazioni, vede prese di posizioni, anche bipartisan, al fine di evitare un’invasione di pericolosi malviventi che non porterebbero certamente giovamento ad un tessuto socio-economico già flebile e, purtroppo, permeabile come quello sardo. Se da una parte si sollevano diversi allarmi, dall’altra arrivano rassicurazioni sul fatto che la Sardegna non subirà l’ennesima colonizzazione.

E sull’argomento si registra anche la presa di posizione della maggioranza di Centro-sinistra che sostiene il sindaco Cacciotto. I capigruppo, a parte Marco Colledanchise e Christian Mulas che evidentemente sul tema hanno posizioni differenti, firmano una risoluzione, con a capo Gianni Martinelli, inviata al Primo Cittadino, al presidente del Consiglio Comunale Pirisi al fine di essere discussa nella massima assise cittadina e ai vertici di Governo facendo “massa critica” con altri comuni e con la “Città Metropolitana”.

 

“RISOLUZIONE

Oggetto: Ferma opposizione alla decisione del Governo nazionale di destinare soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, sottoposti al regime del 41 bis, alle strutture carcerarie della Sardegna

Il Consiglio Comunale di Alghero,

premesso che il Governo nazionale ha assunto la decisione di trasferire un numero rilevante di soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, sottoposti al regime detentivo speciale di cui all’art. 41 bis dell’Ordinamento Penitenziario, presso le strutture carcerarie situate nel territorio della Sardegna;

considerato che tale scelta, rischia di produrre gravi ripercussioni sul piano della sicurezza, dell’ordine pubblico e della percezione di tranquillità delle comunità sarde;

rilevato che la Sardegna non può essere considerata territorio di compensazione per decisioni assunte a livello centrale, né può essere gravata di ulteriori criticità senza adeguate garanzie, risorse e misure di sicurezza rafforzate;

ritenuto doveroso tutelare il diritto dei cittadini sardi alla sicurezza e alla serenità, nonché salvaguardare l’immagine e il ruolo dell’Isola;

impegna il Sindaco e la Giunta Comunale a:

1. Manifestare in tutte le sedi istituzionali la netta e formale contrarietà del Comune di Alghero alla decisione del Governo nazionale;

2. Sollecitare il Governo nazionale a rivedere tale scelta, individuando soluzioni alternative che non scarichino sul territorio sardo conseguenze potenzialmente destabilizzanti;

3. Promuovere un’azione congiunta con la Città Metropolitana, la Regione Autonoma della Sardegna e gli altri enti locali dell’Isola, al fine di esprimere una posizione unitaria e autorevole;

4. Sostenere e favorire iniziative di informazione, mobilitazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica, volte a richiamare l’attenzione delle istituzioni nazionali sulla gravità della decisione assunta.

La presente risoluzione è trasmessa al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Interno, al Ministro della Giustizia, alla Presidenza della Regione Autonoma della Sardegna e a tutte le amministrazioni locali e regionali interessate”.

 

Nella foto il capogruppo di Noi Riformiamo Alghero Gianni Martinelli

Aeroporto e Turismo, Alghero scommette sull’Europa dell’Est: nuovo volo estivo con la Macedonia

Wizz Air, la seconda compagnia aerea in Italia, continua a scommettere sulla connettività della Sardegna e allarga gli orizzonti della Riviera del Corallo. La compagnia annuncia oggi il lancio della rotta Alghero-Skopje: un collegamento che arricchisce ulteriormente il ponte aereo tra l’Isola e l’Europa orientale.

L’apertura di questa rotta non è un evento isolato, ma la naturale evoluzione di un percorso di crescita che vede Wizz Air sempre più protagonista nello scalo sardo. Dopo il recente lancio dei collegamenti con Tirana, Belgrado e Varsavia la compagnia aumenta l’impegno verso l’area balcanica, rispondendo a una domanda di mobilità sempre più diversificata e curiosa. La connessione è ideale sia per spezzare la routine settimanale che per pianificare vacanze più lunghe, rendendo l’Est Europa accessibile come mai prima d’ora. Grazie a questi continui investimenti nell’aeroporto di Alghero, Wizz Air ha messo a disposizione dall’inizio delle operazioni nel 2013 oltre 800mila posti per i passeggeri sardi, trasportando oltre 600mila passeggeri da e per l’Aeroporto di Alghero.

Con l’aggiunta di questa destinazione, la rete di collegamenti internazionali dallo scalo sardo arriva a 7 rotte verso 7 paesi includendo le rotte verso Belgrado, Budapest, Bucarest Otopeni, Sofia, Tirana and Varsavia. Nello scalo di Alghero, lo scorso anno, la compagnia ha trasportato oltre 60mila passeggeri (+33,3% rispetto all’anno precedente) con un tasso di completamento del 100%.

Badminton, serie B: buon inizio stagione per la BC Angelo Roth

ALGHERO – Inizio di stagione positivo per la neo promossa BC Angelo Roth nel campionato nazionale di serie B di Badminton, il cui primo concentramento si è disputato sabato e domenica 7-8 febbraio a Nova Milanese (MB).

I giallorossi del Roth Alghero (Ivan Sotgiu, Antonio Roma, Josè Carrasco, Arianna Feliziani e Melissa Concas) hanno vinto per 3 a 2 contro la squadra siciliana del Ludens, perdendo poi con gli Alto Atesini dell’Uberetsch per 5 a 0. Hanno infine perso con Genova per 3 a 2, incamerando comunque altri 2 punti preziosi per la classifica, grazie ai set vinti.

Ottimi risultati anche per l’altra società sarda partecipante alla serie B nazionale, la Matex Marabadminton B, che ha vinto tutte e tre le gare giocate: 3 a 2 con il Paternò, 5 a 0 con il Ludens e 5 a 0 con la società ASAM.

In serie A ottima partenza della squadra sarda Matex Marabadminton Academy, che ha vinto tutte le gare del primo concentramento, disputatosi a Malles Venosta, in Alto Adige, battendo: 5 a 0 il Merano, 5 a 0 Le Saette e 4 a 1 la diretta rivale BC Milano, piazzandosi così saldamente in testa alla classifica.

Calcio, Promozione: l’Alghero pareggia a Thiesi

ALGHERO – La gara prende il via alle 15.04 e l’avvio è subito vivace. Dopo un primo calcio d’angolo in
favore dei padroni di casa, il Thiesi trova il vantaggio: un pasticcio difensivo dell’Alghero, con
il portiere in uscita al limite che non si intende con Baraye, lascia il pallone vagante in area;
l’attaccante locale ne approfitta e con una palombella deposita in rete a porta sguarnita per
l’1-0.
I giallorossi reagiscono cercando il pareggio, ma faticano a trovare precisione negli ultimi
metri. Una splendida palla dalla sinistra attraversa tutta l’area e arriva a Scognamillo, che
dall’area piccola colpisce male mandando alto a porta praticamente vuota. L’Alghero
continua a spingere e conquista diversi calci d’angolo; Virdis prova dal limite, ma il portiere
avversario blocca senza difficoltà.
Alla seconda vera occasione il Thiesi raddoppia: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, colpo di
testa sul primo palo, palla che colpisce il palo interno e termina in rete per il 2-0. L’Alghero
non si arrende e sfiora il gol prima dell’intervallo con un’azione travolgente di Marcangeli, che
mette palla in mezzo; dopo una serie di ribattute Scognamillo calcia a botta sicura, ma trova
l’opposizione di un difensore. Poco dopo, colpo di testa di Daga che esce di poco.
Nella ripresa l’Alghero rientra in campo con grande determinazione. Da calcio d’angolo
Barboza svetta di testa, ma la palla termina di poco a lato. I giallorossi rischiano anche di
subire il terzo gol a causa di un errore difensivo, ma riescono a salvarsi. Sul fronte offensivo,
Virdis mette un pallone invitante dalla sinistra, Barboza calcia da ottima posizione ma manda
fuori. Ci prova anche Sanna dalla distanza, tiro debole e facile preda del portiere.
La pressione dell’Alghero viene premiata al 25’ del secondo tempo: punizione dalla sinistra di
Roccuzzo, in area svetta Fadda che insacca di testa il gol del 2-1, riaprendo la partita. Ancora
da calcio piazzato l’Alghero va vicino al pareggio, con Barboza che sul secondo palo non arriva
per un soffio.
Il meritato 2-2 arriva al 42’: Baraye parte in discesa sulla sinistra, entra in area, salta un
avversario e con un preciso interno sinistro deposita il pallone alla sinistra del portiere,
lambendo il palo. Nel finale Baraye prova anche la conclusione dalla distanza, ma il tiro
termina alto. Forcing finale dell’Alghero, che però non riesce a completare la rimonta.
La gara si chiude sul risultato di 2-2. Un pareggio che conferma il carattere e la capacità di
reazione dell’Alghero, capace di rimontare due gol di svantaggio e conquistare un punto
prezioso su un campo difficile.

TABELLINO THIESI-ALGHERO 2-2 ALGHERO: Carta, Baraye, Daga, Pinna A., Sanna, Mereu,
Roccuzzo, Barboza, Marcangeli, Scognamillo, Virdis. In panchina: Piga, Milia, Nieddu, Fadda, Mula,
Martinelli, Cossu, Carboni, Chessa. Allenatore: Mauro Giorico. THIESI: Mannu, Canu, Mandras,
Arras, Caria, Trogu F., Budroni, Piga, Alonso, Figueiras, Foddai. In panchina: Unali, Piredda, Soggiu,
Figus, Sotgiu, Piga, Trogu M., Solinas, Moroni. Allenatore: Rassu. AR