“Rifiuti, il clima di tensione peggiora il servizio”

ALGHERO – “Come Presidente della Commissione Consiliare Ambiente, Nettezza e Igiene Urbana, esprimo forte preoccupazione per quanto emerso in queste ore.
Mi dispiace constatare che si sia venuta a creare una situazione di conflitto tra le organizzazioni sindacali e la società che gestisce il servizio di nettezza urbana. Un clima di tensione di questo tipo rischia inevitabilmente di ripercuotersi sulla qualità di un servizio essenziale per la città e per i cittadini.
La giornata di sabato 27 giugno, durante la quale circa il 35% dei dipendenti del servizio di nettezza urbana non era in servizio, ha determinato disservizi che hanno avuto conseguenze sul regolare svolgimento delle attività di raccolta e decoro urbano.
Ritengo indispensabile che tutte le parti coinvolte riprendano quanto prima un confronto serio, responsabile e costruttivo. Le legittime posizioni di ciascuno devono trovare una sintesi attraverso il dialogo, senza che siano i cittadini e attività commerciali a pagare il prezzo delle difficoltà nei rapporti tra azienda, organizzazioni sindacali.
Come Presidente della Commissione Consiliare Ambiente, Nettezza e Igiene Urbana, rivolgo un appello alla società Ciclat, alle organizzazioni sindacali prevalga il senso di responsabilità e si individuino rapidamente soluzioni condivise che garantiscano la piena continuità e l’efficienza del servizio.
L’interesse della comunità deve rimanere la priorità assoluta. I cittadini hanno diritto a una città pulita, a servizi efficienti e a risposte concrete. Su questo obiettivo è necessario che tutti concentrino il proprio impegno”

Christian Mulas, presidente commissione ambiente

“Rifiuti, i cittadini onesti non possono pagare per gli incivili”

ALGHERO – “Le immagini dei rifiuti abbandonati in città, sono l’ennesima dimostrazione di un comportamento incivile che va condannato con fermezza. Attribuire questi episodi al sistema di raccolta porta a porta significa individuare il bersaglio sbagliato.
Il problema non è il modello di raccolta, ma il mancato rispetto delle regole. Città ben più grandi e complesse, come Milano ad esempio, dimostrano che la differenziata può funzionare efficacemente quando è accompagnato da senso civico, controlli costanti e sanzioni per chi trasgredisce.
Se il principio diventasse quello di modificare le regole perché qualcuno non le rispetta, sarebbe il caos.
Le regole esistono per essere rispettate e fatte rispettare.
Per questo ritengo che la risposta sia un deciso rafforzamento dei controlli: installazione di fototrappole nei punti più critici, maggiore presenza della Polizia Locale e verifiche puntuali sugli immobili destinati agli affitti turistici, affinché tutti paghino regolarmente la TARI e contribuiscano al costo del servizio.
Non è accettabile che i cittadini onesti, che differenziano correttamente e pagano le imposte, debbano sostenere il peso dell’inciviltà di chi abbandona i rifiuti e dell’evasione di chi usufruisce dei servizi senza contribuire. La tutela del decoro urbano passa dalla legalità, dall’equità e dall’applicazione delle regole, non dall’abbassamento degli standard”
Alberto Bamonti consigliere comunale Gruppo Base Popolare

“Rifiuti, verso la nuova gestione: responsabilità e fiducia nei risultati”

ALGHERO – L’appalto di igiene urbana che si appresta ad entrare a regime dopo la scadenza del precedente affidamento – 25/04/2024 –  è stato prorogato due volte. La prima, dall’amministrazione passata con ordinanza n. 6 del 23/04 fino al 31.12.2024, la seconda è stata formalizzata dall’Amministrazione Cacciotto a far data dal giorno successivo fino all’affidamento del nuovo appalto. “Un ritardo accumulato che si è riversato anche sulle nostre attività, e che se fosse stato affidato nei tempi giusti, avremmo avuto invece già il servizio in piena efficienza. Oggi, grazie al lavoro e all’impegno del servizio ambiente, stiamo procedendo alla fase di transizione verso il nuovo appalto. Una fase che avviene nel periodo meno indicato ma che affrontiamo con responsabilità”, spiega l’Assessore all’Ambiente Raniero Selva. Aperto l’info point in via Tarragona, angolo via Verdi, dove attualmente, oltre al servizio di informazione al pubblico, si stanno consegnando i sacchetti per la plastica e per l’umido.  In arrivo, come previsto, nuovi mezzi e dal 1 Luglio saranno assunti i dipendenti stagionali, per un totale di forza lavoro di 142 unità che affronteranno l’estate con un cambio di efficacia nel servizio. In arrivo anche i nuovi cestini gettacarte a bocca stretta, circa 400, che sostituiranno gli attuali. Attivo anche  il numero verde  800 543 999 per le segnalazioni e per informazioni. Verrà attivato anche un numero wattsapp per gli econcentri e a breve aprirà il centro di riuso a Galboneddu. Con la prossima approvazione del Consiglio Comunale del regolamento di igiene urbana, saranno inoltre attivate una serie di attività per migliorare il servizio. In arrivo oltre 200 foto-trappole da installare nei punti più delicati del territorio, mentre con la collaborazione con la Polizia Locale sono state già elevate in pochi giorni oltre 40 sanzioni per conferimento errato di rifiuti.

“Ci spiace constatare che alcune forze politiche di opposizione vicine a un sindacato supportino le vertenze con interventi sulla stampa tendenziosi, forzando i toni a tutto svantaggio dell’immagine della città. Eppure i risultati ottenuti in questi anni non lasciano dubbi sui progressi fatti: si è passati dal 30% della percentuale della differenziata del Governo di Tedde al 70 % del Governo Bruno fino al 73% del Governo Conoci e poi Cacciotto. Non accettiamo quindi lezioni da chi ha trascurato per dieci anni il settore dell’igiene urbana, lasciando in eredità un pesante fardello che fortunatamente i governi successivi hanno saputo raddrizzare. Ma ora guardiamo avanti, con responsabilità, certi che otterremo il risultato che tutti i cittadini si aspettano”. Per quanto riguarda lo sciopero proclamato da una sigla sindacale per il 9 luglio, l’Amministrazione è impegnata costantemente in un confronto serrato con la ditta, a cui spetta il compito di dialogare con i dipendenti e risolvere le problematiche. “L’unico obiettivo dell’Amministrazione resta il servizio – conclude Selva – che deve essere all’altezza della città e nel rispetto del capitolato. Alghero è una città pulita, e miglioreremo sicuramente con l’entrata a regime del nuovo appalto, che prevede il raggiungimento e superamento dell’ 80% della percentuale differenziata”.  Sul tema interviene anche il presidente della Commissione ambiente Christian Mulas. “L’escalation della tensione rischia di compromettere il percorso verso la qualità del servizio che tutti auspichiamo. Ciò che va salvaguardato in ogni caso è l’interesse della collettività e si auspica che l’azienda e i sindacati trovino soluzioni adeguate”.

 

“Cuga a secco, pronto esposto alla Procura”

SASSARI – Il Centro Studi Agricoli, l’associazione agricola sarda a difesa degli agricoltori, lancia un durissimo allarme sulla drammatica situazione del lago del Cuga, i cui dati ufficiali pubblicati da ENAS e rilevati il 26 giugno 2026 evidenziano una disponibilità d’acqua ormai ridotta a poco più di 3,7 milioni di metri cubi, una quantità che rende il bacino praticamente svuotato e mette seriamente a rischio l’intera stagione irrigua della Nurra.

«Siamo davanti a una situazione gravissima – dichiarano Tore Piana, presidente del Centro Studi Agricoli, e il vicepresidente Stefano Ruggiu –. Il Cuga è ormai ridotto ai minimi termini, con conseguenze devastanti non solo per migliaia di aziende agricole, ma anche per l’intero ecosistema del bacino.»

Secondo il CSA, cresce la preoccupazione tra gli agricoltori mentre continua un silenzio assordante da parte del Consorzio di Bonifica della Nurra e della Regione Sardegna, che finora non hanno fornito spiegazioni convincenti né illustrato un piano di intervento.

«Ci chiediamo – proseguono Piana e Ruggiu – perché non vengano aperte le paratie dal Temo per consentire il riempimento del Cuga. Esistono problemi tecnici? Ci sono guasti agli impianti o alle paratie? Se sì, perché nessuno informa gli agricoltori?»

Il Centro Studi Agricoli evidenzia inoltre che, secondo quanto riferito da numerosi agricoltori, l’acqua residua del Cuga sarebbe stata utilizzata prevalentemente per altri usi, compresi gli approvvigionamenti civili destinati anche ai territori di Sassari e Alghero. Su questo punto il CSA chiede la massima trasparenza e chiarimenti ufficiali da parte degli enti competenti.

L’associazione sottolinea inoltre un ulteriore rischio: «Anche se si decidesse finalmente di riempire il bacino, il livello ormai estremamente basso potrebbe provocare il sollevamento di grandi quantità di fanghi e sedimenti, con il concreto pericolo di intasare le tubazioni degli impianti irrigui e creare ulteriori danni agli agricoltori.»

Il Centro Studi Agricoli chiede quindi: l’immediata apertura delle paratie dal Temo, se tecnicamente possibile; la verifica pubblica dello stato di funzionamento delle opere idrauliche; un’informativa urgente da parte della Regione, di ENAS e del Consorzio di Bonifica sulla reale situazione del sistema idrico della Nurra; un piano straordinario per salvaguardare l’irrigazione e l’equilibrio ambientale del bacino del Cuga.

«Se entro venerdì prossimo non saranno adottati provvedimenti concreti e non verranno fornite risposte chiare agli agricoltori – concludono Tore Piana e Stefano Ruggiu – il Centro Studi Agricoli è pronto a presentare un esposto alla Procura della Repubblica, affinché vengano accertate eventuali responsabilità nella gestione di una crisi annunciata che rischia di mettere in ginocchio l’agricoltura della Nurra.»

Accoltellati due ragazzi a Olmedo: uno è grave, indagini

ALGHERO –  Un ragazzo di 26 anni è rimasto gravemente ferito dopo essere stato colpito con quattro coltellate alla schiena a Olmedo, nel Sassarese. Trasportato d’urgenza all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, è ricoverato in gravi condizioni. Un secondo giovane è stato invece aggredito e picchiato, riportando ferite che hanno reso necessario il trasferimento all’ospedale di Alghero.

I carabinieri, fa sapere l’agenzia Ansa, indagano per chiarire la dinamica dell’episodio, avvenuto nei pressi di un ristobar, e stabilire se si sia trattato di una lite, una rissa o un’aggressione.

📸 ANSA

“Maggioranza Todde sempre più spaccata: fallimento politico in Regione”

CAGLIARI – “L’ennesima spaccatura all’interno della maggioranza che sostiene la Presidente Alessandra
Todde, emersa durante l’esame della manovra finanziaria, certifica il fallimento di un
progetto politico incapace di garantire stabilità e governo. Mentre le forze della coalizione
litigano su priorità, risorse e scelte strategiche, la Sardegna continua a pagare il prezzo di
un’inaccettabile paralisi amministrativa.
La nostra Isola vive una fase di profonda emergenza economica, sanitaria e occupazionale.
Imprese e lavoratori attendono risposte che non arrivano, le famiglie fanno i conti con un
costo della vita sempre più elevato e i territori continuano a subire l’assenza di una visione
e di interventi concreti.
La situazione della sanità regionale è ormai emblematica. Quanto accaduto ieri all’Arnas
Brotzu di Cagliari, con il presidio ospedaliero costretto a gestire una gravissima situazione
di saturazione dei posti letto e delle emergenze, rappresenta l’ennesimo segnale di un
sistema al limite, sostenuto esclusivamente dall’impegno e dalla professionalità del
personale sanitario, lasciato troppo spesso senza adeguato supporto dalla politica.
Di fronte a questo scenario, la Presidente Todde e la sua maggioranza continuano invece
a consumare il proprio tempo in scontri interni e trattative politiche, rinviando ancora una
volta le decisioni che i sardi attendono.
Il Gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale chiede un immediato cambio di passo. La
Sardegna ha bisogno di un governo capace di decidere, programmare e affrontare le
emergenze con competenza e responsabilità, non di una maggioranza divisa che antepone
i propri equilibri politici agli interessi dei cittadini”.

Forza Italia, gruppo regionale

“Chi controlla i controllori?”

ALGHERO – “Mi è venuta una curiosità che spero qualcuno della Polizia Locale possa chiarire.

La normativa prevede che i veicoli della Polizia Locale con targa speciale, come auto e moto di servizio, possano essere guidati esclusivamente da personale in possesso della patente di servizio. Le biciclette, naturalmente, non rientrano in questo obbligo.

E allora la domanda nasce spontanea: tutti gli agenti che guidano auto, moto e gli altri mezzi a motore della Polizia Locale sono effettivamente in possesso della patente di servizio?

La legge è molto chiara. L’art. 139 del Codice della Strada e il D.M. 11 agosto 2004, n. 246 stabiliscono che non basta possedere la normale patente civile. Per ottenere la patente di servizio è necessario frequentare uno specifico corso teorico-pratico, superare un esame finale e ottenere il rilascio della patente di servizio da parte del Prefetto, su richiesta dell’Amministrazione.

Se la risposta è sì, tanto meglio: significa che tutto è perfettamente in regola e non ci sarà altro da aggiungere.

Se invece così non fosse, ci troveremmo davanti a un curioso paradosso: chi ogni giorno controlla e sanziona i cittadini per il rispetto delle norme rischierebbe di trovarsi, a sua volta, in una situazione che meriterebbe gli opportuni accertamenti.

Per questo motivo rivolgo una semplice domanda, con il massimo rispetto istituzionale, sia al Sindaco sia al Comandante della Polizia Locale: possono confermare pubblicamente che tutti gli agenti autorizzati a guidare auto e moto di servizio sono in possesso della patente di servizio prevista dalla legge?

Una risposta chiara e ufficiale sarebbe il modo migliore per fugare ogni dubbio e rafforzare la fiducia dei cittadini. Perché il rispetto delle regole deve partire sempre da chi, ogni giorno, è chiamato a farle rispettare”

Gianfranco Langella

“Intitolare piazza Lo Quarter a Franco Mulas”

ALGHERO – Proposta, in ambito toponomastico, da parte dei consiglieri comunali di Base Popolare, Alberto Bamonti e Gianni Martinelli. Nello specifico l’idea è quella di intitolare la piazza de Lo Quarter a Franco Mulas.

I sottoscritti, Alberto Bamonti e Gianni Martinelli consiglieri comunali del Gruppo Base Popolare,

PREMESSO CHE

  • Franco Mulas è stato una figura di straordinario valore umano, sportivo ed educativo per la città di Alghero, dedicando la propria vita alla formazione di intere generazioni di giovani attraverso la pratica della boxe;
  • il Maestro Mulas ha contribuito in maniera determinante alla crescita dello sport cittadino, trasmettendo valori quali disciplina, rispetto, sacrificio, inclusione e legalità;
  • la sua attività ha consentito la formazione di numerosi atleti che hanno dato prestigio alla città di Alghero a livello regionale e nazionale;
  • la Piazza de Lo Quarter rappresenta il luogo simbolicamente più idoneo per tale intitolazione, essendo situata nell’area dove sorgeva la storica palestra nella quale il Maestro Franco Mulas ha svolto la propria attività;
  • recentemente la figlia, Maria Grazia Mulas, ha rivolto un appello all’Amministrazione comunale affinché venga data concreta attuazione alla proposta già avanzata negli anni scorsi di intitolare tale piazza al “Maestro dei Campioni”.

CONSIDERATO CHE

l’intitolazione di uno spazio pubblico rappresenterebbe un doveroso riconoscimento nei confronti di una personalità che ha lasciato un segno indelebile nella storia sportiva, sociale ed educativa della nostra comunità.

CHIEDONO

alla S.V. di voler iscrivere all’Ordine del Giorno alla prossima commissione toponomastica, la proposta di intitolazione della Piazza de Lo Quarter al Maestro Franco Mulas, affinché la commissione possa esprimersi e l’Amministrazione avvii il previsto iter amministrativo per il conferimento dell’intitolazione.

Si tratta di un atto di riconoscenza verso un cittadino che ha contribuito, con il proprio impegno e la propria passione, a rendere Alghero un punto di riferimento nel panorama pugilistico italiano e a trasmettere valori educativi che ancora oggi costituiscono un patrimonio dell’intera comunità”.

 

Alberto Bamonti e Gianni Martinelli

Consiglieri Comunali Gruppo Base Popolare

“Caos rifiuti ad Alghero: sporcizia e sciopero generale”

ALGHERO –  La FIADEL Sassari dichiara ufficialmente conclusa con esito negativo la procedura di raffreddamento per il cantiere dell’igiene urbana di Alghero Servizi Ambientali (gestito da Ciclat/Sangalli). Nonostante l’espresso intervento della Prefettura di Sassari dello scorso 18 giugno, il Comune di Alghero ha lasciato scadere i termini di legge senza attivare il tavolo di conciliazione nei tempi previsti.
La piena legittimità della protesta è già stata confermata dalla Commissione di Garanzia dello Sciopero, che ha ufficialmente inserito nel calendario nazionale lo Sciopero Generale di 24 ore per giovedì 9 luglio 2026.
“La pazienza dei lavoratori è finita” – dichiara Stefano Delrio della FIADEL. “Da mesi i dipendenti subiscono stipendi errati, turni inadeguati e il mancato pagamento delle domeniche lavorate. Inoltre, si opera in condizioni di sicurezza inaccettabili, con mezzi inidonei e gravi carenze igienico-sanitarie. Chi lavora la domenica ha il diritto sacrosanto di essere pagato e rispettato dal Comune e dalle aziende. Siamo consapevoli dei disagi che la cittadinanza di Alghero dovrà affrontare il 9 luglio, ma confidiamo nella totale comprensione dei cittadini: la nostra è una battaglia obbligata. Quello che i lavoratori stanno subendo da mesi, sia sul piano economico che della sicurezza, è ormai intollerabile e non più accettabile”.
Essendo i termini legali abbondantemente scaduti a causa delle controparti, per Delrio il tempo delle parole e dei rinvii è terminato. Il 9 luglio i lavoratori incroceranno le braccia per 24 ore e bloccheranno il servizio, a tutela della propria dignità professionale e salariale”

Segreteria Provinciale FIADEL Sassari

“Tourists Get Out, ad Alghero c’è una pericolosa deriva politica”

ALGHERO – “No alla cultura del rifiuto verso il turismo: ad Alghero si alimenta un clima
pericoloso e irresponsabile
Guardo con forte preoccupazione ai volantini comparsi ad Alghero che annunciano un
corteo accompagnato dallo slogan “Tourists Get Out”, un messaggio già di per sé grave,
ma reso ancora più inquietante dai contenuti che lo accompagnano.
Nel manifesto si mette infatti sullo stesso piano il turismo di massa, la gentrificazione, la
mafia e addirittura il cosiddetto “turismo sionista”, in una miscela ideologica tanto confusa
quanto pericolosa che finisce per attribuire al turismo una responsabilità indistinta per
fenomeni sociali, economici e perfino criminali tra loro profondamente diversi.
Da Responsabile regionale del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia Sardegna ritengo
questa impostazione profondamente sbagliata.
Si può discutere, ed è giusto farlo, di come governare i flussi turistici, di sostenibilità
urbana, di accesso alla casa, di tutela delle comunità residenti e di modelli di sviluppo più
equilibrati. Ma qui non siamo davanti a una riflessione seria sul futuro del turismo.
Qui siamo davanti a una narrazione ideologica che individua nel turismo il capro espiatorio
di ogni problema contemporaneo, arrivando persino ad accostarlo a fenomeni gravissimi
come la criminalità organizzata o a questioni geopolitiche internazionali, in un cortocircuito
culturale che ha un unico effetto: alimentare ostilità verso chi visita i nostri territori e verso
chi dal turismo trae lavoro, reddito e opportunità.
È un messaggio irresponsabile soprattutto in una regione come la Sardegna, dove il
turismo rappresenta uno dei principali motori economici e garantisce occupazione diretta e
indiretta a migliaia di famiglie.
Ancora più grave è constatare come in questi anni si sia progressivamente diffuso, anche
in alcuni ambienti politici e amministrativi, un atteggiamento di crescente ostilità verso il
turismo, verso l’accoglienza, verso chi investe nel settore ricettivo e verso un comparto
che invece andrebbe governato con intelligenza e non demonizzato per convenienza
ideologica.
La Sardegna ha bisogno di regole, programmazione e qualità dell’offerta. Non di
campagne di odio contro i turisti.
E allora la domanda finale credo debba essere rivolta soprattutto a quegli amministratori
pubblici che condividono, legittimano o alimentano questo clima culturale: se davvero
considerate il turismo un problema al punto da accostarlo alla mafia, alla
speculazione e persino a conflitti ideologici internazionali, siete pronti a dire con
altrettanta chiarezza ai cittadini sardi — a chi lavora negli hotel, nei ristoranti, nei
trasporti, nelle case vacanza, nel commercio e nei servizi — quale alternativa
economica concreta proponete per sostituire uno dei pochi settori che oggi
garantisce benessere e futuro alla nostra isola?”
Marco Di Gangi
Responsabile Regionale Dipartimento Turismo Sardegna
Fratelli d’Italia