Campo Fertilia, Bitti: “Smentisco la narrazione di AlguerRugby, ma basta polemiche”

ALGHERO – In merito alle polemiche che hanno accompagnato la riapertura del campo San Marco di Fertilia, ritengo necessario intervenire per ristabilire alcuni elementi di chiarezza e respingere una ricostruzione dei fatti che non corrisponde alla realtà.
In qualità di presidente del Fertilia FC e concessionario dell’impianto, voglio innanzitutto ribadire che il campo San Marco è e rimane disponibile anche per l’attività rugbistica, secondo i termini concordati con l’Alguer Rugby e nel pieno rispetto delle normative vigenti.
Non ho mai negato il contributo dell’Alguer Rugby, né intendo farlo oggi. Sono perfettamente consapevole che la società abbia effettuato alcuni interventi funzionali a rendere il campo utilizzabile anche per la pratica del rugby. Tuttavia, ritengo doveroso precisare che il Fertilia FC non ha mai ricevuto alcuna somma di denaro da parte dell’Alguer Rugby e che gli interventi realizzati sono stati eseguiti su iniziativa spontanea e volontaria della stessa società, nell’interesse della propria attività sportiva. È importante chiarire questo aspetto, affinché il contributo fornito dall’Alguer Rugby, che riconosco e rispetto, non venga impropriamente rappresentato come un sostegno economico diretto al Fertilia FC.
Desidero inoltre smentire categoricamente la narrazione secondo cui l’Alguer Rugby sarebbe stata allontanata dall’impianto.
Come concessionario, non ho alcuna facoltà di allontanare arbitrariamente una società sportiva, ma ho invece il dovere e la responsabilità di garantire una gestione dell’impianto improntata al rispetto delle normative vigenti, alla sua corretta valorizzazione e, soprattutto, alla tutela del bene comune.
Al contrario, ho sempre manifestato la mia disponibilità a favorire la convivenza tra le diverse discipline sportive, nella convinzione che un impianto pubblico debba rappresentare una risorsa per tutta la comunità.
Per questo ho dato disponibilità all’amministrazione di modificare il contratto che regola la concessione per trasformare l’impianto di calcio in campo polivalente e omologabile anche per il Rugby fino a campionati di rilievo nazionale. Per farlo serve l’impegno di tutti, e l’amministrazione si è dimostrata disponibile ad esplorare tale possibilità.
La nostra disponibilità, però, non può essere confusa con la possibilità di fare qualsiasi cosa. La gestione di un impianto comporta responsabilità precise e impone il rispetto delle norme, delle autorizzazioni e delle condizioni previste dalla concessione. Alcune richieste avanzate dall’Alguer Rugby, soprattutto in relazione allo svolgimento di attività extrasportive, andavano oltre ciò che poteva essere consentito.
Non è stato dunque il Fertilia FC ad allontanare l’Alguer Rugby. È stata la stessa società a scegliere di non proseguire la propria attività nell’impianto alle condizioni consentite. Si tratta di una distinzione sostanziale, che non può essere ignorata o volutamente travisata.
Il campo San Marco non può diventare il terreno di una battaglia politica combattuta sulla pelle della società che io rappresento.
Per quanto mi riguarda, devo riconoscere che l’attuale Amministrazione comunale, fin dal suo insediamento, sta dimostrando attenzione alla crescita dello sport nella nostra borgata. Lo dimostra anche quanto accaduto proprio ieri: senza gli interventi necessari a rendere nuovamente utilizzabile il San Marco, il Fertilia FC sarebbe stato costretto a disputare la propria partita a Campanedda, lontano dal proprio campo e dalla propria comunità.
Voglio inoltre esprimere il mio profondo disappunto per i toni che questa vicenda ha assunto sui social network. In questi giorni mi è capitato più volte di leggere commenti offensivi, attacchi personali e affermazioni che nulla hanno a che vedere con un confronto serio e costruttivo. Ritengo che tutto questo sia inaccettabile e che non contribuisca in alcun modo a risolvere le questioni sul tavolo.
Le divergenze possono e devono essere affrontate, ma il confronto deve essere riportato su un piano di civiltà, rispetto reciproco e responsabilità, soprattutto nelle sedi opportune, dove sia possibile discutere nel merito delle questioni, sulla base di fatti concreti e non di ricostruzioni parziali o dichiarazioni polemiche.
Non è accettabile utilizzare le vicende legate alla gestione di un impianto sportivo per fomentare le tifoserie, alimentare contrapposizioni o creare divisioni tra persone e società che dovrebbero invece condividere gli stessi valori. Lo sport deve unire, non diventare il pretesto per esasperare gli animi. Chi ha responsabilità, a qualsiasi livello, dovrebbe contribuire ad abbassare i toni, non ad alimentarli.
Ma ciò che mi amareggia maggiormente è un altro aspetto.
Ieri avrebbe dovuto essere una giornata di festa per Fertilia, per il calcio e soprattutto per i nostri ragazzi. Dopo tanto tempo, la squadra è finalmente tornata a giocare sul proprio campo, davanti alla propria gente. I giovani calciatori hanno dimostrato impegno, passione e un fortissimo attaccamento alla maglia, dando un significato autentico a una giornata importante per tutta la nostra società.
Eppure, tutto questo è stato inevitabilmente oscurato da polemiche che nulla hanno a che vedere con il valore dello sport.
Si è parlato molto di contrapposizioni, accuse e responsabilità, e troppo poco dei ragazzi che sono scesi in campo e di quanti, quotidianamente e spesso lontano dai riflettori, dedicano tempo ed energie per consentire alle società sportive di andare avanti.
Non accetto che il lavoro di una società e l’entusiasmo dei suoi giovani atleti vengano messi in secondo piano per alimentare polemiche che hanno ormai assunto contorni prevalentemente politici.
Il Fertilia FC non intende farsi trascinare in queste contrapposizioni. Continueremo a lavorare per lo sport, mantenendo aperta la porta alla collaborazione con tutte le società, Alguer Rugby compresa, purché nel rispetto delle regole e delle responsabilità di ciascuno.
Mi auguro che, da questo momento, prevalgano il buon senso, il rispetto reciproco e soprattutto la volontà di valorizzare un impianto che deve essere motivo di orgoglio per Fertilia e per l’intera città di Alghero”
Antonio Bitti
Presidente Fertilia FC – Concessionario del campo San Marco di Fertilia

“AeroItalia lascia l’Isola, Todde e Manca si devono dimettere”

ROMA – Aeroitalia annuncia l’uscita dalla continuità territoriale sarda e indica gennaio 2027 come possibile termine per concludere il rapporto con la Regione. È un fatto gravissimo, che dà la misura delle conseguenze di una gestione tardiva e inadeguata. Forza Italia aveva lanciato l’allarme già a maggio, ma Todde e Manca avevano liquidato le nostre preoccupazioni sul caro carburante come “fake news”. Oggi la compagnia annuncia che non ci sono più le condizioni economiche per proseguire il servizio. Le rassicurazioni non bastano: la Sardegna rischia di perdere un vettore e ha diritto di sapere come la Regione intenda garantire i collegamenti. Pietro Pittalis, segretario regionale di Forza Italia, e Marco Tedde, già sindaco di Alghero e consigliere nazionale del partito, chiedono alla Giunta di assumersi le proprie responsabilità. “Le dichiarazioni di Intrieri descrivono una situazione che la Regione avrebbe dovuto affrontare da mesi. Aeroitalia riferisce di aver sostenuto 18,4 milioni di euro di extracosti per il carburante, a fronte dei 2,6 milioni riconosciuti nei conteggi regionali con ENAC per il periodo aprile-settembre. Riferisce inoltre che i circa 20 milioni promessi a maggio per Aeroitalia e ITA Airways non sono stati erogati. Sono dati che richiedono un’immediata verifica, ma che non possono essere liquidati con un generico richiamo agli obblighi contrattuali. L’articolo 1467 del Codice civile consente di chiedere la risoluzione di un contratto quando eventi straordinari e imprevedibili rendono eccessivamente onerosa la prestazione. Spetterà alle sedi competenti verificare se ne ricorrano i presupposti. La stessa norma permette alla controparte di evitare la risoluzione offrendo un’equa modifica delle condizioni contrattuali. La Regione avrebbe dovuto utilizzare questo spazio per cercare tempestivamente un riequilibrio, anziché lasciare che la situazione arrivasse a questo punto. Ora non c’è più tempo da perdere. Chiediamo alla presidente Todde e all’assessora Manca di convocare immediatamente Aeroitalia, chiarire la situazione finanziaria e contrattuale, verificare le risorse effettivamente disponibili e concordare un percorso che garantisca la continuità dei collegamenti. Occorre coinvolgere MIT ed ENAC e aprire subito un confronto con la Commissione europea per individuare soluzioni compatibili con le regole comunitarie. La Regione deve inoltre chiarire quale piano abbia predisposto per assicurare i voli qualora Aeroitalia concluda il rapporto a gennaio. Non bastano rassicurazioni: servono un calendario, impegni precisi e garanzie verificabili per i passeggeri. La continuità territoriale non è una questione contabile né un problema tra la Regione e una compagnia aerea. È un diritto dei sardi. Dopo aver sottovalutato gli allarmi, Todde e Manca non possono ora limitarsi a prendere atto dell’uscita di Aeroitalia. Devono impedire che le conseguenze dei loro ritardi ricadano sui cittadini. La Sardegna non può permettersi di restare isolata”

“Il Puc non si ferma, sbagliato creare alllarmismo perchè sarà approvato da un certo colore politico”

ALGHERO – “È da 30 anni che Alghero aspetta il suo Piano Urbanistico Comunale.
Siamo a un momento di svolta.
L’entrata in aula del PUC nelle prossime settimane non significa che il progetto sia definitivo e non modificabile; anzi, al contrario, chi ha amministrato questa città in passato dovrebbe saperlo bene…L’adozione è il passaggio fondamentale per mettere sul tavolo una proposta concreta, organica e definita, sulla quale tutta la città e i portatori di interesse potranno confrontarsi e discutere all’interno di un percorso di partecipazione strutturato.
Capisco bene la paura di molti che questo strumento venga finalmente adottato… Ma è proprio per questo che non possiamo fermarlo.
Provare a creare allarmismo soltanto perché si tratta di uno strumento che sarà approvato da un certo colore politico, lo trovo risibile e imbarazzante.
A discapito di “facce buffe” e polemiche strumentali, crediamo vivamente che questa maggioranza riuscirà a raggiungere il risultato che si è prefissata. Il PUC non è di una parte… È di Alghero”.
Anna Arca Sedda (Alleanza Verdi e Sinistra)
Nella foto l’assessore all’Urbanistica Corbia (Avs), Anna Arca Sedda (Avs), sindaco Cacciotto (Europa Verde/Avs) e Gianni Occhioni (Avs)

AeroItalia lascia la Sardegna: “Colpa della Giunta Todde”, e’ la Caporetto dei trasporti aerei

ALGHERO – Tanto tuono’ che piogge. “AeroItalia lascia la continuità territoriale in Sardegna”. Così bel comunicato ufficiale della compagnia italiana. A confermare l’addio è l’amministratore delegato Gaetano Intrieri già in mattinata, durante il vertice al ministero dei Trasporti con l’Enac e la Regione. L’Isola, sempre più isolata, dovrà veder vanno riassegnate cinque rotte che oggi copre il vettore: da Cagliari e Olbia verso Roma e Milano più l’Alghero-Fiumicino più il collegamento su Milano dal Riviera del Corallo con Alghero che, di fatto, si trova drammaticamente senza più Continuità Aerea. E poi il le il duro attacco alla Giunta Todde: “In Sardegna, però, il percorso si è arenato per ragioni che, a nostro avviso, sono state più politiche che tecniche. A maggio la Regione si è impegnata a stanziare circa 20 milioni di euro per Aeroitalia e Iia Airways, da ripartire in base all’attività svolta da ciascuna compagnia. In quella riunione nessuno ha sollevato problemi regolamentari sull’erogazione dei contributi alle due compagnie che garantiscono la Continuità territoriale dell’isola. Eppure, a settembre, quelle risorse non erano ancora arrivate. Oggi, a nove mesi dalle nostre prime segnalazioni, siamo ancora in attesa”

Centrodestra: plauso all’onestà intellettuale di Colledanchise

ALGHRO – “Esprimiamo apprezzamento per le parole pronunciate dal consigliere di centrosinistra Marco Colledanchise sulla vicenda dell’Alguer Rugby e del campo di Fertilia. Il suo intervento dimostra un’onestà intellettuale che condividiamo, tanto più perché proviene da un esponente della stessa maggioranza. Avere il coraggio di denunciare le contraddizioni della propria amministrazione è un segnale di serietà politica. Da una parte c’è una società che ha investito risorse proprie, lavoro e impegno nel recupero del campo di Fertilia; dall’altra un’amministrazione che propaganda la rinascita dell’impianto senza riconoscerne il contributo. Nel frattempo, l’Alguer Rugby continua a denunciare l’assenza di spazi stabili per allenarsi a Maria Pia e l’impossibilità di accedere a Fertilia. Una situazione che chiama direttamente in causa l’amministrazione Cacciotto. Ancora più discutibile è il comportamento dell’assessore Enrico Daga, il cui modo di fare politica appare sempre più contraddittorio e lontano dal rispetto istituzionale. Dopo gli atteggiamenti vessatori nei confronti della collega Sanna e i dipendenti dell’eco centro e le polemiche sulle operazioni immobiliari che hanno sollevato interrogativi politici e amministrativi, oggi sembra rivolgere la propria attenzione proprio contro una società sportiva che ha contribuito, anche economicamente, al recupero di un impianto pubblico. Servono risposte chiare anche sulla mancata assegnazione di spazi adeguati a Maria Pia. Colledanchise ha avuto il merito di porre queste questioni dall’interno della maggioranza. Noi le rilanciamo dall’opposizione: lo sport ha bisogno di rispetto, trasparenza e regole uguali per tutti, non di passerelle e riconoscimenti distribuiti selettivamente.

Marco Tedde – Forza Italia
Raffaele Salvatore – UDC
Michele Pais – Lega
Alessandro Cocco – Fratelli d’Italia
Massimiliano Fadda – Prima Alghero
Giovanna Caria – Riformatori Sardi

“Chi è Steven Masotti: medico, commissario o sceriffo?”

CAGLIARI – “I medici facciano i medici, gli ingegneri i capo cantieri e gli
sceriffi nel far west. Dovrebbe essere una affermazione logica ma a quanto pare non lo è”.
Lo domandano e denunciano i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu e Fausto
Piga durante al conferenza stampa di questa mattina in consiglio regionale. Punto focale
l’interrogazione 1351 nel quale si chiedono chiarimenti in merito alla figura del dottor
Masotti che oltre ad avere una laurea in medicina sembra anche aver studiato da
ingegnere, causando non pochi malumori all’interno della struttura ospedaliera. “Stiamo
parlando dell’azienda ospedaliera più importante della Sardegna, dove oggi, si registra un
clima pesante come testimoniato da diversi operatori sanitari. Non possono esistere certi
meccanismi. I cittadini hanno diritto alla massima chiarezza e trasparenza su questa figura
oscura che incute timore e sgomento tra i medici in reparto” dichiara Truzzu. “I casi sono
due: o la presidente non controlla l’assessorato e attribuisce ruoli a soggetti a lei
sconosciuti oppure non è perfettamente consapevole e ha deciso di nominare un
commissario politico a cui affidare la gestione dell’azienda sanitaria leader in Sardegna”
continua Truzzu. Durante la conferenza stampa è emersa anche la preoccupazione già
espressa in precedenza in merito all’interrogazione n 490 a prima firma Fausto Piga, nel
quale viene richiesto quale specifica disposizione normativa e quale atto amministrativo
abbia consentito ad Arnas Brotzu di acquisire due dirigenti medici mediante la procedura
di mobilità volontaria indetta per l’acquisizione di un solo posto disponibile. “Il caos che
sta emergendo al Brotzu è allarmante: mina la salute dei pazienti e compromette la
serenità lavorativa di tutto il personale. Destano profonda preoccupazione la trasparenza
nelle procedure di selezione del personale e la legittimità dell’accordo sulla Terapia
Intensiva Pediatrica , su cui gravano pesanti rilievi dei revisori dei conti” dichiara Fausto
Piga. “Un commissario politico” che vaga tra reparti non è la soluzione ai gravi problemi
che attanagliano la sanità sarda, malata e incancrenita dalla incapacità totale di un
assessorato guidato ad interim dalla presidente Todde. “Ancora una volta la mancanza di
una visione strategia fa sprofondare nel buio più totale il futuro di migliaia di cittadini
ormai sfiduciati nel sistema sanitario regionale” concludono i consiglieri.

“Se AeroItalia abbandona la Sardegna, è il più grande disastro dei trasporti”

ALGHERO – «Se domani, nell’annunciata riunione a Roma presso l’Enac, Aeroitalia dovesse formalizzare la volontà di non proseguire i collegamenti in continuità territoriale da e per la Sardegna, si aprirebbe la strada al più grande disastro dei trasporti che la nostra Isola abbia mai conosciuto. Un rischio concreto, che impone a tutti responsabilità e la ricerca immediata di una soluzione». Lo dichiara Michele Pais, consigliere comunale della Lega ed ex presidente del Consiglio regionale, che rinnova l’appello al dialogo già formulato nei giorni scorsi.
«Silvio Lai ha colto con lucidità la gravità della situazione. La sua richiesta di un intervento diretto della presidente Todde rappresenta, sul piano politico, una sostanziale bocciatura della gestione dell’assessora Barbara Manca. Il richiamo ad abbassare i toni e a riaprire il confronto va nella stessa direzione della proposta che ho avanzato: abbandonare gli atteggiamenti muscolari e riunire tutti i protagonisti attorno a un tavolo, nell’esclusivo interesse della Sardegna e dei sardi».
«Gli spazi di manovra sono ormai strettissimi. Gli errori clamorosi della Regione nella programmazione e nella gestione della continuità territoriale hanno contribuito a portarci in questa condizione, che ci mette in una condizione di grande debolezza, ulteriormente aggravata dallo shock del costo del carburante. Una crisi straordinaria richiede risposte straordinarie. Limitarsi a evocare obblighi contrattuali e sanzioni, non basta a mettere al sicuro i collegamenti. Occorre avere prima una soluzione concreta, sostenibile e rispettosa delle regole, da costruire con il coinvolgimento dell’Enac e chiedendo il pieno supporto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, totalmente disponibile in tal senso».
Per Pais, «la presidente Todde deve assumere nella pienezza la responsabilità politica dei trasporti, come già avvenuto per la sanità. Deve partecipare personalmente alle riunioni e mettere in campo tutta la forza istituzionale e l’autorevolezza che il suo ruolo richiede. La richiesta che arriva dal PD di un suo coinvolgimento diretto conferma che questa vertenza ha bisogno di una guida al massimo livello, rispetto a quella inadeguata attuale».
«Oggi rivolgo un appello a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione: uniamoci per salvare il diritto alla mobilità dei sardi. Una volta messo al sicuro il servizio, affronteremo fino in fondo le responsabilità politiche. Ma adesso viene prima la Sardegna: dobbiamo difendere insieme un diritto la cui effettiva garanzia è oggi seriamente a rischio», conclude Pais

Campo di Fertilia, Colledanchise “smonta” Daga

ALGHERO – “Ho letto il post dell’assessore Enrico Daga sulla rinascita del campo di Fertilia. Bambini felici, emozioni, ringraziamenti. Una storia quasi perfetta.
Peccato che manchi un protagonista: l’Alguer Rugby.
 Già nell’aprile 2025 la società dichiarava pubblicamente di aver investito denaro, tempo e lavoro per contribuire alla bonifica e al recupero dell’impianto. Nessuno pretende che le venga attribuito ogni merito. Ma tra riconoscere il contributo di tutti e cancellarne uno dal racconto c’è una bella differenza.
Una dimenticanza? Può capitare.
 Il problema è che, nel frattempo, l’Alguer Rugby chiede da gennaio 2025 spazi regolari per allenarsi nel campo comunale di Maria Pia. Richieste, incontri, commissioni, un ricorso al TAR.
Ha potuto disputare partite a Maria Pia, certo. Ma ancora a ottobre 2026 denunciava l’assenza di una disponibilità stabile per gli allenamenti.
Un campo da rugby. Per allenarsi a rugby. Evidentemente, una questione amministrativa complicatissima.
 E a Fertilia? La società sostiene di aver contribuito ai lavori e oggi denuncia di non potervi più accedere, parlando perfino di lucchetti cambiati.
Sono accuse da verificare, non sentenze. Proprio per questo meritano risposte, non silenzi.
 Ricapitoliamo: a Maria Pia una società denuncia difficoltà per allenarsi; a Fertilia denuncia di essere stata esclusa; nella celebrazione pubblica del campo il suo nome non compare.
Una coincidenza è possibile. Tre circostanze insieme impongono almeno qualche domanda.
 Sono presidente della Commissione Sport e componente di questa maggioranza. E non considero la lealtà politica un obbligo a tacere.
Chiedo chiarezza sui lavori eseguiti, sulle risorse impiegate, sugli accordi per l’accesso a Fertilia e sugli spazi per allenarsi a Maria Pia.
Non una guerra tra società: regole trasparenti e rispetto per tutte.
 Perché la politica dovrebbe avere memoria soprattutto di chi lavora, non soltanto di chi compare nei ringraziamenti. Il merito non si trasferisce con un post. E la verità non cambia proprietario quando qualcuno decide di raccontarla diversamente”
Marco Colledanchise, capogruppo consiliare Orizzonte Comune

“Il Puc non può essere un Piano di pochi”

ALGHERO – “La Giunta Cacciotto annuncia di voler adottare il nuovo PUC entro dicembre. Ma su un Piano destinato a segnare il futuro della città per decenni, il confronto deve precedere il voto, non cominciare soltanto dopo». Così Fratelli d’Italia Alghero interviene sul percorso annunciato dall’Amministrazione.
«Il nostro partito è impegnato nell’analisi della documentazione pubblicata e stiamo rilevato diverse criticità che richiedono chiarimenti e approfondimenti. Prima ancora di discutere le singole norme, però, vogliamo sapere come e quando l’Amministrazione intenda coinvolgere cittadini, quartieri, borgate, professionisti e categorie economiche. La fase delle osservazioni dopo l’adozione è prevista dalla legge, ma non può sostituire una discussione preventiva sulle scelte del Piano».
«Condividiamo per questo l’appello lanciato in questi giorni a mezzo stampa da altri cittadini. La partecipazione non può ridursi alla possibilità di contestare un Piano già confezionato: occorre poter contribuire alla sua definizione».
«Si riprenda il lavoro iniziato durante l’Amministrazione Conoci, quando furono approvate le linee guida nel 2020 e il preliminare nel 2023, attraverso un percorso che aveva già coinvolto le realtà cittadine. La proposta attuale contiene disposizioni e scelte differenti rispetto a quegli atti, che meritano di essere discusse e approfondite».
«Giovedì incontreremo l’assessore Roberto Corbia. Chiederemo anzitutto di chiarire il metodo, chiedendo che sia garantita la disponibilità completa degli elaborati aggiornati, che siano definiti tempi adeguati per esaminarli e un calendario di confronti pubblici prima dell’adozione. Non basteranno alcune ristrette riunioni di commissione.  Con Fratelli d’Italia faremo la nostra parte, organizzando incontri con le realtà economiche, sociali e professionali, i quartieri e le borgate, per raccogliere osservazioni e proposte».
«Vogliamo che ogni scelta sia esaminata con la necessaria attenzione. Il PUC deve essere il Piano di Alghero, non quello di una maggioranza. E tutta Alghero deve poter contribuire a definirlo».

“Il Puc non può essere fatto senza condivisione”

ALGHERO – “Portare il PUC direttamente in aula per il voto, saltando un reale percorso di condivisione con la città, significa espropriare gli algheresi del diritto di decidere sul proprio futuro», sostiene Campus. «Per questo motivo torniamo a chiedere una discussione aperta, trasparente e capace di incidere sulle scelte finali. I cittadini devono poter valutare i documenti con i tempi giusti, prima che le decisioni diventino definitive. L’accelerazione percepita sull’iter consiliare rende non più rinviabile il coinvolgimento delle realtà. Chiediamo fermamente che per il PUC venga adottato lo stesso identico percorso democratico e partecipativo che ha caratterizzato il Piano Strategico Comunale “Alghero 2020”, occasione in cui i cittadini e il ricco mondo associativo sono stati coinvolti attivamente. Al centro delle rivendicazioni vi è la richiesta di massima accessibilità agli elaborati tecnici prodotti dagli uffici. Tutti gli atti, nessuno escluso, devono essere pubblici e accessibili», incalza Campus, evidenziando la necessità che «partiti, organizzazioni sindacali, associazioni, comitati di quartiere e rappresentanze delle borgate» possano esaminare il materiale senza che l’operazione si riduca a «un semplice adempimento burocratico. Rivolgo un invito a tutti i partiti, ai consiglieri comunali, sindacati, comitati di quartiere e associazioni affinché si uniscano a questa richiesta e pretendano un confronto aperto ed un percorso partecipato con tutta la città. Il futuro del nostro territorio deve essere deciso insieme ad Alghero, non sopra la testa dei cittadini”

Stefano Campus, ex-consigliere comunale