“Parco, Alghero non può essere ancora marginalizzata: la Politica abbia un sussulto”

ALGHER – “Il Parco di Porto Conte custodisce una parte fondamentale del patrimonio naturalistico e paesaggistico di Alghero e il suo futuro riguarda direttamente la comunità algherese. La bozza di riforma della Rete ecologica regionale oggi in circolazione interviene in modo sostanziale sull’assetto dell’ente: prevede la sostituzione dell’attuale Assemblea, l’ingresso di Regione, Città Metropolitana e FoReSTAS nel governo del Parco e una nuova disciplina degli organi e delle funzioni di gestione e consultazione. Oggi l’Assemblea del Parco coincide con il Consiglio comunale di Alghero, dove sono rappresentate maggioranza e opposizioni. Nel modello proposto, invece, questa funzione passerebbe a un organo ristretto composto da rappresentanti istituzionali, con il 52% dei voti al Comune, il 24% alla Regione, il 12% alla Città Metropolitana e il 12% a FoReSTAS. Alghero manterrebbe la maggioranza assoluta dei voti, ma perderebbe l’esclusiva responsabilità di governo oggi attribuita alla città attraverso il suo Consiglio comunale. Non sarebbe inoltre garantita la rappresentanza delle minoranze. Il 52% non consentirebbe neppure di approvare autonomamente lo statuto, per il quale la bozza richiede una maggioranza dei due terzi dei voti ponderati. Per comprendere il significato di questa modifica occorre ricordare come nacque il Parco. Alla fine degli anni Novanta partecipai direttamente a quel percorso. La Commissione paritetica, che insieme ad altri volli fortemente, fu istituita proprio per ascoltare tutti i soggetti locali coinvolti. Ne svolsi il ruolo di presidente in alternanza con il consigliere Toni Torre. Fu un lavoro di confronto concreto, necessario per affrontare le forti resistenze allora presenti e costruire una proposta condivisa dalla città. Uno dei punti centrali di quel percorso fu l’attribuzione esclusiva al Comune di Alghero del governo del Parco, escludendo le altre istituzioni inizialmente previste. Il Consiglio regionale accolse quella impostazione e le proposte emerse dal lavoro della Commissione. La legge regionale del 26 febbraio 1999 affidò così la gestione al Comune, individuando nel Consiglio comunale l’Assemblea del Parco. Quella scelta permise di superare diffidenze e resistenze, riconoscendo alla comunità algherese la responsabilità diretta del proprio territorio. Dopo oltre ventisette anni, il Parco è una realtà viva, certamente migliorabile, ma fondata su un equilibrio che va preservato. La lezione di allora è chiara: la legge nacque ascoltando Alghero e tenendo conto delle sue proposte. Anche oggi qualsiasi riforma dovrebbe partire dallo stesso metodo. Regione, Città Metropolitana e FoReSTAS possono offrire collaborazione, competenze e risorse. Attribuire loro quote di governo significa però introdurre nelle decisioni priorità istituzionali che non necessariamente coincidono con quelle della comunità algherese. Una modifica di questa portata richiede un confronto preventivo con la città e il suo Consiglio comunale. Per queste ragioni confido che nessun gruppo consiliare, di maggioranza o di opposizione, accetti che venga messo in discussione questo equilibrio. Serve una posizione comune e ferma della politica algherese, che chieda alla Regione di rispettare la scelta del 1999 e di mantenere al Comune il pieno governo del Parco di Porto Conte”.

Marco Di Gangi, Fratelli d’Italia Alghero