Cultura e Turismo: vera ricchezza

ALGHERO – Negli ultimi tempi è ritornato di gran moda il ritornello, che avrebbe dovuto caratterizzare la colonna sonora dell’Italia in tutto il suo percorso vita, intonante tale adagio: cultura e turismo il petrolio del futuro. Già non collegare questo “statement” alla contemporaneità (se non al passato) è, di per se, un’ennesima colpevole mancanza, figuriamoci considerare ancora tale possibilità come un obiettivo ancora non raggiunto. D’altra parte è utile che se ne parli. Soprattutto in luoghi dove bellezza, storia e unicità sono i tratti distintivi.

Alghero può esserne l’esempio lampante. Un Comune che avrebbe già dovuto vedere da anni, e nel remoto passato, da antesignano dell’offerta nel tempo libero, ciò avveniva, la propria economia basarsi proprio su queste colonne: cultura e turismo. Oltre 10 anni di Ryanair non hanno apportato quelle tangibili e congenite ricadute positive su tutto il territorio. Ora pare di essere (nuovamente) all’anno zero. Grande attesa per gli accadimenti dell’aeroporto, ma soprattutto per le politiche messe in atto dalle amministrazioni locali, regionali e della classe dirigente. Oggi, per diversi motivi, sembra di aver fatto un pericoloso salto al buio e all’indietro. Questo nonostante la giusta (ma forse non preparata al meglio) partecipazione alla selezione della città della Cultura e ad altre iniziative ed eventi di sicuro rilievo ma che, ancora, mancano nell’obiettivo primario derivante dal costruire una struttura solida sulle colonne sopra citate: creare economie e dunque occupazione solida. Sul fondamentale tema, ritornato di grande attualità, abbiamo intervistato Mario Tocci, avvocato e docente di legislazione dei beni culturali nell’Università di Sassari e componente nel Circolo Terrestri.

Alghero non è città della cultura, ha fatto bene l’Amministrazione Comunale a partecipare?
Certo, direi anzi che ha fatto benissimo. Nella vita non è mai cosa sbagliata tentare nuove sfide perché, comunque vada, è un’esperienza che arricchisce e permette di confrontarsi e mettersi in discussione. Sarebbe cosa positiva cercare di capire i punti deboli – che hanno portato alla sconfitta – e quelli forti – che hanno portato Alghero in finale. Occorre correggere i primi e valorizzare i secondi e in futuro, perché no? Magari riprovarci.

Quali sono le positività e le negatività del settore Cultura ad Alghero?
Le positività sono l’esistenza di un’isola catalana nell’isola, fatta di scenari fantastici e un’identità unica. Le negatività sono la mancanza di consapevolezza del patrimonio che si possiede e, di conseguenza, l’assenza di un’adeguata valorizzazione. La cultura arricchisce non solo le menti, ma anche le casse dei comuni. Non a caso grandi aziende si stanno dedicando al restauro delle opere d’arte. Si sarebbero dovuti prioritariamente promuovere i beni culturali identitari (alcuni anche immateriali) e quelli religiosi presenti in loco.

Come giudica l’operato della fondazione Meta?
Non mi piace giudicare il lavoro altrui, ognuno opera come ritiene opportuno. Credo però che la finalità della fondazione M.E.T.A. sia spesso oggetto di interpretazioni errate. Qualcuno confonde una fondazione che nasce con lo scopo di valorizzare un territorio attraverso la promozione dei propri beni culturali anche nell’ottica di attrarre maggiori flussi turistici, al fine di perseguire altresì l’obiettivo di creare occasioni lavorative e di sviluppo, con un’agenzia di eventi. La M.e.t.a. opera con soldi pubblici e pertanto dovrebbe dare opportunità agli Algheresi. Aspettiamo fiduciosi che ciò avvenga. Intanto sul tema, a breve, comunicheremo come Circolo Terrestri che verrà realizzato un appuntamento ad hoc.

Nella foto Mario Tocci

S.I.